Le dimissioni più virali della storia della Rete [VIDEO]

Le dimissioni più virali della storia della Rete

Quando oggi abbiamo visto questo video per la prima volta, contava su YouTube circa 100mila visualizzazioni. A poche ore di distanza, “An Interpretive Dance For My Boss Set To Kanye West’s Gone” è arrivato quasi a quota un milione, e la sua creatrice Marina Shifrin ha raccolto centinaia e centinaia di nuovi follower.

Per chi di voi non sapesse di cosa stiamo parlando, riassumiamo in breve la genesi di questo video che si annuncia già come uno dei virali più potenti degli ultimi mesi, e forse dei prossimi. La protagonista ha deciso di consegnare le sue dimissioni in un modo del tutto particolare: registrandosi di notte mentre balla scatenata tra le scrivanie dell’ufficio dove, come ci fa sapere, ha lavorato per un paio di anni sacrificando molto per compiacere la volontà di un capo che preferiva la quantità alla qualità del lavoro dei suoi dipendenti.

Inutile dire che Marina in poche ore è diventata un’eroina della Rete, simbolo di un desiderio condiviso da molti e di un riscatto catartico per ogni dipendente insoddisfatto sulla faccia della Terra.

“For almost two years I’ve sacrificed my relationships, time and energy for this job. And my boss only cares about quantity and how many views each video gets. So I figured I’d make ONE video of my own.”

In un’intervista rilasciata all’Huffington Post, Marina ha raccontato dei frenetici e disarmanti ritmi lavorativi Taiwanesi, che l’hanno portata a registrare e caricare questo video su YouTube nella giornata di sabato.

La prossima mossa di Marina è tornare negli Usa e cercare impiego in un’azienda che apprezzi il lavoro di qualità e creativo, e i suoi dipendenti.

Non abbiamo dubbi che ci riuscirà, l’intraprendenza non le manca, e comunque non possiamo che fare tutti il tifo per lei 🙂

Fenomeno bicicletta: ecco i nuovi appassionati delle 2.0 ruote

Sapevate che in Italia ci sono quasi 15 milioni di ciclisti, e che 5 di questi usano ormai la bicicletta come mezzo di trasporto “principe” per gli spostamenti di tutti i giorni? E’ un numero in forte crescita, triplicato negli ultimi 10 anni. E sapevate che nel 2012, per il secondo anno consecutivo, in Italia le vendite di biciclette sono state superiori a quelle di automobili?

Sembrano tornati i tempi di Ladri di Biciclette, quando le due ruote erano centrali nella vita e negli spostamenti degli italiani, che nel giro di alcuni anni avrebbero conosciuto la Vespa. Ma se un tempo era la necessità a prevalere, oggi si è accostata la moda, oltre al bisogno di benessere che la bicicletta può garantire.

Perché succede?

Che cosa spinge sempre più persone ad abbandonare auto e moto a favore dei cari e vecchi pedali?

Si tratta probabilmente di un mix di ragioni economiche e sociali. Ne abbiamo parlato anche con Attilio Pavone di Salvaciclisti: “C’è innanzitutto una maggiore attenzione al portafoglio rispetto a qualche anno fa: i crescenti costi di gestione di un’auto convincono sempre più persone ad utilizzare l’automobile solo per spostamenti di medio/lungo raggio. L’impennata del prezzo della benzina è stata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso. C’è anche indubbiamente una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, che si rendono conto dell’interesse crescente verso le due ruote, non più solo da parte di nicchie di appassionati od ecologisti” conclude Pavone

C’è anche una componente “sociale”: la bici non è inoltre più considerata un mezzo da “sfigati”, di chi non può permettersi il motorino o la macchina (cosa che accadeva fino a 10-15 anni fa), ma piuttosto un mezzo utilizzato da persone intelligenti, attente all’ambiente, alternative, emancipate, pensanti. E’ un tipico taglio da “rivoluzione verde”, il ritorno a vecchie abitudini ed usanze, caso simile al ritorno alla terra di cui abbiamo già parlato su Ninja.

La tendenza non è certamente sfuggita al mondo della pubblicità, con sempre più gli spot che mostrano persone comuni ed uomini d’affari sulle due ruote. Persino l’Olio cuore insiste sul proprio sito sui benefici della pedalata, mettendo da parte per una volta il famoso uomo che salta la staccionata! Ed anche i grandi marchi come la Mercedes hanno fiutato l’affare regalando una “smart e-bike” a pedalata assistita niente di meno che a Papa Francesco, subito ribattezzata la “Papabici”

Opportunità per l’industria

Ed i produttori? Gli storici marchi del Made in Italy stanno presentando le nuove collezioni, tra bici da passeggio, mountain bike ed a pedalata assistita. Lo stile ed il design sembrano continuare ad essere dei punti di forza, ma i costi? Le proposte, in generale, sembrano essere di fascia alta come visto anche alla ExpoBici di Padova proprio una settimana fa.

Il dubbio è di quanto questa politica venga effettivamente incontro ai desideri dei nuovi ciclisti, interessati più al portafoglio che alla leggerezza dell’ultimo telaio in carbonio. La bici italiana, fabbrica di grande tradizione e prestigio nel mondo, sembra faticare a parlare al grande pubblico, accontentandosi di una nicchia e rischiando il collasso di fronte all’agguerrita concorrenza asiatica.

C’è poi ovviamente il fenomeno bike sharing, in assoluta esplosione in città come Milano e Torino, e capitanato principalmente dalle aziende di mobilità locale (come ATM a Milano). Ci aspettiamo possano essere sviluppati anche in altre città con iniziative private così come gli affitta-bici, ancora carenti in molti dei nostri centri storici, nonostante la domanda crescente

I prossimi mesi

È in discussione, e previsto per il prossimo anno, l’arrivo di un nuovo Codice della Strada che potrebbe venire incontro alle esigenze dei ciclisti. Tra le altre, ci sarebbe in discussione l’abbassamento del limite di velocità da 50 a 30 km/h nei centri abitati, e la realizzazione delle corsie ciclabili. A contraltare, stangate per i i ciclisti indisciplinati, con sanzioni fino al sequestro della bici

I ciclisti dal canto loro chiedono ovviamente spazi, rastrelliere e piste ciclabili sicure, ma anche un potenziamento dei sistemi di trasporto pubblico per decongestionare le città, e permettere a chi vuole raggiungere la città dalle zone periferiche un passaggio “rapido” per poi continuare a pedalare nei meandri del centro, oppure in caso di maltempo

L’angolo APP

Non potevano ovviamente mancare le app dedicate alle due ruote. Pedaloapp, per esempio, aiuta a calcolare quando si risparmia sostituendo la bici all’auto, in termini economici ed ambientali

B.iclycle si appoggia ad una mappa “open source” aggiornabile dagli utenti, che suggerisce itinerari ciclabili sia su percorso stradale che fuori strada, oltre a numerose informazioni sulla pedalata

E se bucate? Con Bike Repair avrete a disposizione 50 guide e 70 tutorial su come rimediare agli “inconvenienti” su due ruote

Ed il lato social? Presente! Basta iscriversi a Warmshowers, community di soli ciclisti cui chiedere informazioni su traffico, condizioni delle strade, percorsi e pure…ospitalità, sperando appunto che qualcuno ti offra un letto ed una “doccia calda” con la scusa della passione in comune. Sperando che questi incalliti social appassionati delle due ruote non abbiano deciso di prendere casa vicino al passo alpino preferito del prossimo Giro D’Italia

google

Gmail e le scorciatoie da tastiera: ecco come sorprendere i vostri colleghi

Gmail e le scorciatoie da tastiera: ecco come sorprendere i vostri colleghi

Gmail è il provider di posta elettronica più utilizzato al mondo: con i suoi 500 milioni di utenti attivi, ci permette di affermare senza riserve che è il nostro pane quotidiano digitale.

Ogni giorno, tutti noi riceviamo continuamente e-mail di lavoro e di svago, promozioni, coupon di sconti e tonnellate di spam.
Siamo però davvero certi di conoscere a fondo tutte le caratteristiche del cosmo Gmail? E non sto parlando di Hangouts (fu Gtalk), nè della recente suddivisione delle email ricevute nelle tab “Principale”, “Social” e “Promozioni”.

Mi riferisco al fatto che, con pochi e abili gesti, è possibile diventare dei veri e propri prestigiatori di Gmail: dei maghetti nerd pronti a stupire i colleghi più attempati.

Scorciatoie da tastiera? Sì, grazie!

Prima di tutto bisogna abilitare le scorciatoie o shortcuts. In che modo? Cliccate sulla rotella in alto a destra e cliccate su Impostazioni. Da qui scegliete l’opzione “Scorciatoie da tastiera” e attivatele. Mettete su il cappello e prendete la bacchetta magica: vi sveliamo i trucchi per usare Gmail con il solo tocco delle vostre dita. Dite pure “ciao ciao, mouse”!

10 trucchi per usare Gmail come dei maghi

Ecco una selezione dei 10 numeri di magia più utili che potrete effettuare:

  1. Premete C per comporre un nuovo messaggio
  2. Maiusc + C per comporre un messaggio in una nuova finestra
  3. Con Enter oppure con la O (sì, la classica O di Otranto) aprirete l’ultima e-mail ricevuta
  4. La N sposta il cursore sul messaggio successivo all’interno di una conversazione con più email di risposta. Per espandere i singoli messaggi premete Enter oppure O
  5. La P vi fa tornare al messaggio precedente
  6. Maiusc + 1 consente di marcare una e-mail come spam
  7. R è il tasto magico per Rispondere al mittente
  8. A invece vi farà fantasticamente rispondere a tutti
  9. Se invece volete inoltrare una e-mail pazzesca ai vostri amici, premete F
  10. Con * + U selezionate tutte le email non lette (utile, quando vi rendete conto che sono TUTTI messaggi di spam)

Provatele e non ve ne pentirete! Per conoscere tutte le shortcut disponibili su Gmail, ecco un’approfondita infografica, realizzata da Visual.ly.

Gmail e le scorciatoie da tastiera: ecco come sorprendere i vostri colleghi

E se volete anche essere sicuri di non commettere errori, ecco il post con 9 consigli per scrivere una email perfetta!

I consigli di Paddy Cosgrave, founder Web Summit, alle startup italiane

Manca poco all’inizio del Web Summit di Dublino, uno degli eventi europei più attesi da startupper ed investitori. Al TechCrunch Italy abbiamo incontrato Paddy Cosgrave, ideatore e fondatore dell’evento e di F.ounders, per saperne di più e per preparare gli attendee e gli startupper italiani all’evento.

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Video low cost: qualche consiglio per la tua strategia online

Video low cost: qualche consiglio per la tua strategia online

Giorno dopo giorno sempre più ricerche e statistiche confermano l’efficacia del video marketing come strumento di ingaggio dell’audience e di conversione. Aziende di ogni genere e dimensione stanno implementando video online nella propria strategia comunicativa, consapevoli del successo che possono ottenere in Rete questi contenuti che integrano audio, video e stimoli sensoriali.

Se da una parte i grandi brand internazionali sono in grado di produrre filmati di altissima qualitá e forte impatto emotivo, é altresì vero che non necessariamente dietro ad un buon progetto di video marketing ci debbano essere grandi investimenti produttivi.

La rivoluzione tecnologica mobile, sia hardware che software, rende possibile di fatto a chiunque produrre materiale di discreta qualitá che possa aiutare ogni marketer a raggiungere i suoi obiettivi di comunicazione e business. Vediamo dunque alcuni utili consigli ed esempi per costruire il proprio piano di video low cost, dalla strumentazione alla costruzione del messaggio.

Il messaggio vale più della tecnologia

I video sono nettamente più coinvolgenti di un testo o di un’immagine, e questo può far pensare che sia necessario, in ogni occasione, produrre contenuti spettacolari e di grande effetto. In realtá è il messaggio che dovrebbe essere sempre priorizzato, poiché sará questo a convincere lo spettatore a visitare il vostro sito web, conoscere il vostro brand, acquistare o contattarvi.

App mobile come Vine e Instagram, video in screencast, animazioni minimali: sono sempre di più i brand che utilizzano questi strumenti con risultati di interazione assolutamente interessanti.

Ad esempio, Google ha realizzato un’intera campagna con video in screencast per promuovere Chrome!

Molti brand coinvolgono i propri fan con video di Instagram e Vine, dall’aspetto amatoriale, creando dei contest o sfruttando grandi eventi, sportivi o d’intrattenimento, calcando il successo della social tv.

La chiave é mantenersi coerenti con la propria brand identity e la propria promessa, mantenendo il messaggio al primo posto.

Pensate in serie

Se state progettando una campagna composta da piú video, pianificate le sceneggiature nella stessa fase, in modo da valutare se sia possibile registare un’unica volta delle riprese utili a più video, ma anche per risparmiare su eventuali affitti di location e attrezzatura.

Scoprite i tool online

In Rete potete trovare tantissimi tool, gratuiti o accessibili previo pagamento di un esiguo abbonamento, che permettono di produrre video essenziali ma assolutamente accattivanti. Editing e montaggio, grafica, animazione, questi servizi sono perfetti per chi necesssita di creare video efficaci, comunicativi, ma low cost. VideoScribe, WeVideo, sono due esempi.

C’é anche Prezi. Vi ricordate dal post della nostra Raffaella Pironti, “Come usare Prezi per creare video in poco tempo e con pochi mezzi“?

Sfruttate le potenzialitá collaborative e professionali della rete

Craiglist, oDesk, il più conosciuto Linkedin. Sono tantissimi gli strumenti online utilizzabili per trovare figure che possano aiutarvi a realizzare i vostri video dietro compensi accessibili, poiché magari giovani professionisti.

Realizzate dei contest

Il crowdsourcing é una delle esperienze più coinvolgenti per un utente, ed anche economicamente utili per un’azienda. Con costi molto contenuti è possibile costruire velocemente una presenza video online, senza contare che gli user generated content appaiono inevitabilmente più genuini rispetto ai materiali aziendali.

Instagram e Vine rendono queste iniziative molto più semplici di quanto non fosse fino a qualche tempo fa, ma ciò non significa che non sia richiesta un’attenta pianificazione del contest. A tal proposito, vi riproponiamo il post della nostra Ninja Francesca SolloInstagram: come pianificare e realizzare un photo contest“: si parla di contest fotografici, ma i suggerimenti rimangono validi!

Cosa ne pensate? Avete altri suggerimenti, tool e servizi da aggiungere? Aspettiamo i vostri contributi 😀

Facebook fa bene o fa male all'amore?

In amore non vince più chi fugge, ma chi “visualizzato alle” e non risponde. Abbiamo forse smesso di capire perché ci comportiamo in un certo modo sui social network, abituati come siamo ad embeddarli nella nostra quotidianità. Soprattutto per quanto riguarda le nostre relazioni più strette. Ve lo confesso, non mi sono sentita molto bene dopo aver visto I Forgot my Phone, il video di critica sui nostri occhi in perenne fissazione con gli schermi. Ho provato e sto provando a non trattare il cellulare come un’estensione del mio braccio. Ma non sempre ci riesco.

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Che effetto fanno i social media sulle storie d’amore e sulle nostre relazioni più strette? Credo che Facebook si fondi su due elementi: sulla prevedibilità e sulla curiosità. Due componenti che si alimentano a vicenda. La prevedibilità sociale fa sì che io abbia l’illusione di poter controllare il magma relazional-umano nella mia vita: conosco il tuo nome e cognome, ti aggiungo su Facebook ed ecco che la mia darwiniana economia cognitiva fa sì che ti abbia già catalogato a partire dalla foto profilo.

Poi si innesca la curiosità, che ad esempio ci porta inspiegabilmente a guardare foto estive di amici di amici una dopo l’altra, quasi ipnotizzati. Alzi la mano chi, su Facebook, ad un certo punto si è chiesto “ma perché sto guardando queste foto?” ed ha chiuso stizzito tutti i tab del browser. Per poi ricadere nello stesso script comportamentale qualche giorno dopo.

All’altro estremo troviamo Chatroulette, con la sua massima imprevedibilità sociale. Ecco perché si è rivelata essere solo una moda; sull’imprevedibilità e sul caos non si costruiscono organizzazioni sociali durature. In mezzo c’è Whatsapp, intimo ed improvviso come Chatroulette ma comunque dotato di tool per lo stalking come Facebook.

Il nostro Ninja psicologo, Romeo Lippi, ci ha già parlato del collegamento tra invidia, depressione ed Instagram. Ma anche su Facebook, suggeriscono le ricerche, prevalgono le stesse sensazioni di gelosia, comparazione ed insicurezza. Un tempo studiavamo la spirale del silenzio di Noelle-Neumann, ma oggi il mondo social-mediatico ci sta abituando alla spirale della sovra-condivisione. Che, secondo svariati studi accademici globali, ha più effetti negativi sulla nostra psiche e sui nostri rapporti che altro.

Amy Muise, Emily Christofides e Serge Desmarais hanno condotto una ricerca, dall’adatto nome “Facebook risveglia il mostro verde della gelosia in noi?“, proprio su questi aspetti. Hanno constatato l’esistenza di un feedback loop che su Facebook ci espone a molte più informazioni ambigue sul nostro partner in grado di alimentare non solo il sospetto, ma anche il desiderio di possedere un numero sempre maggiore di queste informazioni ambigue.

E questo desiderio, guarda caso, non fa che aumentare l’utilizzo di Facebook. Più informazioni riceviamo, più aumenta il nostro bisogno di sorveglianza. Non solo: più il partner condivide informazioni decontestualizzate e “sospettose”, più l’altra metà è invogliata a fare lo stesso. Il risultato è quello di aumentare a vicenda la propria esperienza di gelosia. Sembra quindi che la quantità di tempo passata su Facebook sia direttamente proporzionale alla grandezza della gelosia che proviamo.

Cosa succede al confine tra pubblico e privato? E l’amore in quale di questi due ambiti rientra? Questa riflessione è stata ispirata dal corto realizzato da Walter Woodman e Patrick Cederberg, due studenti canadesi. Guardatelo e sentitevi liberi di immedesimarvi, anche perché le riprese in soggettiva vi aiuteranno a farlo.

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C’è chi sostiene che Facebook faccia male alla coppia. Troppe paranoie, troppe tentazioni. C’è chi dice che fa bene perché è un ulteriore strumento di comunicazione e complicità. C’è chi dice che è neutrale, perché Facebook non è altro che uno specchio nel quale amplificare i nostri pregi e difetti. E voi come la pensate? Facebook fa bene o male all’amore?

Adobe celebra i nuovi creativi con un adv ad alto impatto visivo

Chi sono i nuovi creativi?
Nessuno lo sa meglio di Adobe.

Sono illustratori, grafici, art directors, fotografi, designers, architetti, videomakers, visual effects artists, animatori, sviluppatori eccetera, eccetera.
Quel che è chiaro è che le discipline che li coinvolgono si sono moltiplicate negli ultimi anni: si sono evolute e perfezionate per creare professionalità sempre più specializzate e ad hoc su ogni progetto.

Perciò, così come si sono moltiplicati i settori, si sono moltiplicati anche i creativi.
Ebbene sì, i creativi sono tanti. E Adobe lo sa.

E per celebrare il milione di sottoscrizioni sulla Creative Cloud, Adobe ha realizzato un adv molto catchy, colorato e cool: un video che vuole essere un omaggio a tutte le diverse figure creative che Adobe ha accompagnato in un percorso personale e professionale.

Nello spot viene celebrato tutto ciò che è un creativo: un’idea, un canvas, un tool. Qualsiasi cosa permetta di dare corpo a un pensiero dal nulla.
Sul volto di ogni creativo viene proiettata la sua opera, piena di estro e colore: il creativo diventa la propria opera, sul suo volto parla la sua espressione convertita in grafica, illustrazione e design.

Un’idea semplice, efficace e di impressionante impatto visivo.

E voi amici ninja, quanti nuovi creativi conoscete?

TEDxBologna 2013: chi sta accelerando il nostro futuro? [EVENTO]

Il 12 ottobre 2013 si terrà presso il Teatro Testoni di Bologna la quinta edizione del TedxBologna, quest’anno dedicato al tema dell’ innovazione esponenziale.

Cos’è l’innovazione esponenziale?

Tra vent’anni i pannelli solari sul tetto di casa ci permetteranno di soddisfare tutti i consumi energetici; in un palazzo di dieci piani, due li potremo dedicare alle colture necessari a sfamarci; con la stampa in 3D realizzeremo oggetti ovunque; il bit-coin, la moneta elettronica, eliminerà le banche“. Queste le parole del talk di David Orban durante l’evento “TEDxBologna: Passione e Creatività“, grazie a cui è nata la volontà di approfondire il tema dell’innovazione esponenziale.

L’innovazione esponenziale fa parte della nostra vita,  anche l’altruismo ha dinamiche esponenziali se si usano delle strategie efficaci. L’evento si rivolge a tutti coloro che sono incuriositi dal mondo dell’innovazione e che credono nell’ importanza del contagio creativo delle idee e delle persone. Professionisti, innovatori, imprenditori ma anche studenti e startupper messi a confronto e ispirati dai talk e dal dialogo con gli altri partecipanti. Al teatro Testoni si parlerà di scienza e nanotecnologie, design e wwworks, entrepreneurship e sfide sociali, fino ad arrivare nello spazio grazie all’intervento di Luca Parmitano direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale.

La giornata si apre con il talk di Eric Ezechieli Presidente di Axelera, secondo cui bisogna “guardare alle cose di tutti i giorni con stuporeRestare incantati di fronte ai miracoli quotidiani, chiedersi come funzionano e perché funzionano, come possano evolvere e trasformarsi, come fanno i bambini fino ai 7 anni. Se ci riesci tutto diventa possibile”.

Successivamente si prevedono tre sessioni:

1) Disruptive Innovation

 

Le innovazioni che hanno/avranno un impatto dirompente secondo:

– Sanzio Bassini: Direttore del Dipartimento Supercalcolo Applicazioni e Innovazioni del CINECA e referente dell’ “Human brain project”;

– Giorgio Metta: Direttore dell’ iCub Facility all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Guida lo sviluppo del robot umanoide iCub. Esperto di robotica, sistemi artificiali e neuroscienze;

– Michele Muccini: responsabile del CNR-ISMN di Bologna, co-fondatore e Chief Technology Officer di E.T.C. S.r.l.. Ha all’attivo oltre 12 brevetti, 130 pubblicazioni e oltre 100 presentazioni a conferenze internazionali;

– Giovanni Lanfranchi: vice presidente Tivoli Service Process Automation, Software Group IBM Corporation. Fisico, esperto di informatica e robotica. Tra i tre migliori architetti CAD al mondo.

2) Collaborative Network

Come diminuisce il grado di separazione fra le persone? Come accelerare lo sviluppo di una società aperta, trasparente e collaborativa? Lo scopriremo grazie a:

– Elena Santi Architetto e Designer.Vincitrice nel 2007 del concorso designER giovani designer dell’Emilia Romagna. Ideatrice e direttore artistico di OpenDesignItalia;

– Guido Caldarelli Professore Associato di Fisica Teorica all’ IMT Lucca, scrittore. Esperto di reti Complesse e delle loro applicazioni nel campo della finanza e dell’economia. Autore del libro “Se vuoi capire il mondo devi pensare in rete”;

– Luca Parmitano astronauta ESA, militare italiano. Attualmente sulla Stazione Spaziale Internazionale come ingegnere di volo;

– Cristina Favini: strategist, Manager of Design & Partner della service design company Logotel. Ideatrice e responsabile del progetto Weconomy, “disegna” e accompagna progetti di service design per importanti aziende italiane e internazionali.

3) Sfide sociali in un era di Innovazioni Esponenziali

Quali saranno le nuove dinamiche della vita sociale, quali limiti da superare e quali opportunità da cogliere? Ce lo raccontano:

– Francesco Bombardi: architetto. Nel 2012 finalizza una personale ricerca sull’ innovazione sociale con la fondazione di FabLab Reggio Emilia. Tiene il corso di design industriale al dipartimento di Ingegneria Meccatronica e Gestionale di UNIMORE;

– Christian Zolli: game designer. Esperto di gamification in cui si fondono: psicologia cognitiva, neurolinguistica, economia comportamentale, comunicazione e game-design;

– Cristiano Bottone: pubblicitario. Primo ad avviare un processo di Transizione in Italia e fondatore dell’hub italiano del movimento;

– Giampaolo Colletti: giornalista. Esperto di media online e nuove professioni e imprenditore digitale. Da giugno 2013 è presidente dei Giovani Imprenditori CNA Bologna.

Walmart crea la sua web serie: un reality per imprenditori [VIDEO]

Walmart crea la sua web serie: un reality per imprenditori [VIDEO]

A metá strada tra una web serie e un reality talent, “Get on the shelf” è la prima produzione seriale di Walmart su YouTube, in cui quattro imprenditori “si sfidano” per far arrivare il proprio prodotto sugli scaffali della grande catena di distribuzione.

Dopo il primo episodio pilota, pubblicato lo scorso lunedì 23 settembre, verranno rilasciate puntate settimanali fino al 22 ottobre, data in cui verrá proclamato il vincitore, ovvero colui il cui prodotto risulterá essere più popolare tra il pubblico.

Dal televoto al like

Walmart ha scelto di fare il suo ingresso nelle web serie con una strategia differente rispetto a quanto abbiamo visto finora, scegliendo di proporre un format vincente in televisione, come quello della reality television, dei talent show e dell’infotainment.

In “Get on the shelf” gli utenti, come succedeva con il televoto, possono collegarsi al sito e votare il proprio concorrente preferito ed aiutarlo quindi ad arrivare fin sugli scaffali di Walmart. Lo spettatore é doppiamente ingaggiato: é coinvolto dalla narrazione, e si rende partecipe del successo dei protagonisti, così come dei meccanismi promozionali del brand che si racconta tramite il programma.

I talent show sono uno dei fenomenti televisivi che maggiormente hanno innescato fenomeni di aggregazione e fandom online, che ora sembra si stia espandendo anche online: YouTube stesso ha creato “The You Generation, un talent per giovani artisti che si sviluppa interamente sulla piattaforma di sharing video. Credete che questi contenuti possano aumentare, ed accrescere il fenomeni di convergenza tra web e televisione tradizionale di cui si parla sempre più spesso?

Steve Jobs, Supereroi e Ceretta: i migliori annunci stampa della settimana

Come ogni Lunedì siamo pronti a mostrarvi i più creativi annunci stampa pubblicati questa settimana nei circuiti internazionali. Ce ne sono di controversi, freschi e brillanti. Date un’occhiata e diteci se siete d’accordo con noi! Go!

PlayArte Pictures / Jobs: Different

Qui in Italia dovremo ancora aspettare qualche giorno prima di poterci gustare nelle sale il film biografico sul più grande genio che la Silicon Valley ricordi: Steve Jobs. Più fortunati invece i nostri amici d’oltreoceano brasiliani che già da qualche giorno hanno la possibilità di visionare il film interpretato magistralmente dall’attore americano Ashton Kutcher.

Per il lancio del film nelle sale del circuito “PlayArte”, l’agenzia  R.E.F. Comunicação di San Paolo ha proposto queste bellissime print; in primo piano, inconfondibili, gli occhiali di Steve Jobs che mettono a fuoco un elemento della scena (fine anni 70), proiettandolo nel futuro: una vecchio telefono è dunque visto da Jobs (e solo da lui) come un Iphone. Stessa scelta stilistica per la visualizzazione di una rivista e di un walkman che diventano rispettivamente una iPad e un iPod Shuffle.

L’headline confeziona benissimo questo annuncio stampa:  “L’uomo che vedeva le cose differentemente”, un chiaro richiamo allo storico payoff di Apple Inc. “Think different”.

Advertising Agency: .R.E.F. Comunicação, São Paulo, Brazil
Creative Directors: Renato Pereira, Clovis La Pastina
Art Directors: Danilo Carvalho, Matheus Miguel
Copywriter: Clovis La Pastina

Government of the State of Ceará: Captain America/Superman/Spiderman

Restiamo in Brasile, nello specifico nello stato di Ceará, dove l’amministrazione pubblica ha deciso di sensibilizzare i propri cittadini sul tema della donazione degli organi. Al centro della composizione si trovano degli organi umani disegnati schematicamente e con dettagli che richiamano il mondo dei fumetti.  Il vero potere è dentro di te. Essere donatore salva vite umane. Chiara, pulita e ben illustrata questa campagna arriva subito al “cuore” del problema!

Advertising Agency: Propeg, Brazil
Creative Directors: Ana Luisa Almeida, Fabiano Ribeiro
Art Director: Daniel Prata
Copywriters: Chico Lucas, Vitor Barros
Agency Producers: Ariana Guerra, Cleinice Bela, Thais Leite
3D-Studio: Z-Axis

Pictionary: Nascar/Samurai

È senz’altro vero: chi disegna più velocemente ha più possibilità di vincere a Pictionary rispetto agli altri. Gradevole gioco di parole In questa print dove i disegni di un samurai e di una automobile sportiva vincono le rispettive battaglie contro i loro avversari grazie al fatto di essere meno dettagliati e quindi più agili e veloci.

Advertising Agency: Ogilvy & Mather, Malaysia
Executive Creative Director: Gavin Simpson
Creative Director: Gavin Simpson
Copywriter: Donevan Chew
Art Directors: Yee Wai Khuen, Gavin Simpson
Creative Director / Art Director / Copywriter: Tan Chee Keong
Illustrator: Yee Wai Khuen / Milx

Fem wax strips: Eva

Gli uomini e le donne sono uguali, cita una vecchia canzone! Tutti abbiamo due occhi, due braccia, dei capelli e, chi più, chi meno, dei peli su tutto il corpo. Secondo il brand “Fem USA” una delle differenze di genere sta proprio nella peluria che, nelle signorine, dovrebbe essere assente da braccia e gambe. Una vera Eva (davvero azzeccato il nome scelto) usa frequentemente le strisce depilatorie per non rischiare di confondersi con un maschio Evan qualsiasi.

Advertising Agency: McCann, İstanbul, Turkey
Chief Creative Officer: Folker Wrage
Creative Director: Taygun Dömbekçioglu
Art Director: Selen Sarı
Copywriter: Nazlı Atasoy, Seral Çelikbaş
Account Director: Merve Günay Aytaç

Calcalist Economic Newspaper: Fuel/Milk

Lo sapevi che in Italia quasi il 60% del prezzo della benzina è dovuto a tasse e che in Israele le accise per la stessa benzina si attestano al 40,6%? Queste e altre informazioni potresti trovarle leggendo il quotidiano economico Calcalist.

Nell’annuncio stampa i creativi di Grey Tel Aviv hanno deciso di tagliare questi beni di consumo mostrandoci tutte le informazioni riguardo il costo del prodotto.

Advertising Agency: ACW Grey, Tel Aviv, Israel
Executive Creative Director: Tal Riven
Creative director: Moti Rubinstein
Art director: Shlomi Yerushalmi
Copywriter: Danny Kamushevich
Digital artist: Yaron Izhakov