Perché i brand dovrebbero essere più umani sui social media

Pensare che un brand riesca a risultare più “umano” sui social media perché parla con i suoi utenti con un linguaggio colloquiale, oppure perché utilizza un tono scherzoso e coinvolgente, è estremamente semplicistico e limitante.

Certamente sono elementi fondamentali per riconoscere un brand che sappia realmente dialogare con il suo audience, ma il raggiungimento di un contatto umano con i propri utenti è un percorso molto più complesso, fatto di sfumature e dettagli sui quali costruire relazioni durature.

In particolare, bisogna partire da quello che in gergo è chiamato “code-switching“, ossia “commutazione di codice”. E’ un fenomeno che indica il passaggio da una lingua (intesa nel suo significato letterale) ad un’altra o da un dialetto ad una lingua e viceversa, da parte di soggetti che comunicano avendo più di una lingua in comune. Nel contesto dei social media, quindi, è necessario slegare il concetto di code-switching da una pura accezione linguistica elevandone il suo significato su un piano culturale e sociologico.

La maggior parte di noi, infatti, applica le dinamiche del code-switching quotidianamente: parlando con i nostri colleghi possiamo passare nella stessa conversazione da un linguaggio aziendale o tecnico ad uno fortemente confidenziale a seconda delle tematiche toccate. In ogni momento della conversazione, però, entrambe le modalità di conversazione ci appartengono in modo intrinseco: sono parte di noi.

Ecco quindi il primo requisito fondamentale che un brand deve possedere per essere più umano sui social media: la capacità di rendere impercettibile il confine tra il dialogo personale e quello professionale, facendo in modo, però, che restino sempre entrambi presenti alla natura del brand e alle sue conversazioni.

Il protagonista è il brand, non le sue risposte

L’utilizzo della commutazione di codice nel contesto dei social media, però, non solo ci consente di evidenziare aspetti diversi della personalità del brand all’interno di uno stesso contesto, ma rende anche evidente che tutti questi aspetti sono in ogni momento fondamentali per l’esistenza stessa del brand.

Quindi, quando un utente proverà a dare un’occhiata ai nostri contenuti su Facebook o Twitter, non s’imbatterà in un’azienda professionale che fornisce risposte esaurienti e tempestive su difficoltà tecniche o domande dei suoi utenti. Bensì si troverà di fronte un “personaggio” con il quale dialogare, che saprà rispondere in modo serio, professionale e – se necessario – tecnico, non facendo mancare mai la sua personalità.

In pratica, il vero protagonista della pagina è il brand e non le sue risposte. Un brand che non parla con “potenziali clienti”: le sue campagne, i suoi post e le sue offerte saranno costruite per creare connessioni sul piano umano. Connessioni che, inevitabilmente, sono fatte anche di professionalità e, conseguentemente, di potenziali profitti.

L’arte dell’autenticità

La commutazione di codice, il comportamento umorale degli utenti, la necessità di collegarsi ad un livello più umano, sono tutti fattori complessi da applicare. Non è semplice, ma soprattutto non vuol dire che vanno posti davanti ai nostri obiettivi di marketing. Tutt’altro: significa ripensare la strada con cui tali obiettivi vengono raggiunti.

Se riusciamo ad arrivare ad una connessione “personale” con l’utente, egli percepirà come una personalità (quindi umana) il nostro brand. Le due parti convergeranno e avranno qualcosa in comune da condividere (valori, pensieri, idee), ossia quelle basi per una relazione duratura e fatta di scambi continui, molto più profittevole di una relazione solo professionale che porta l’utente ad avvicinarsi ai nostri social media solo perché sa che potrà risolvere un problema.

Essere un brand “umano” significa essere un brand autentico. Significa, proprio come nella vita di tutti i giorni, ottenere un maggior numero di conversazioni, perché anche noi parliamo più volentieri con persone con cui condividiamo qualcosa rispetto ad altre verso cui percepiamo “freddezza”.

Quello dell’autenticità è un obiettivo perseguibile da qualsiasi società, non importo quale sia il prodotto. Essere umani sui social media significa modificare il proprio modo di conversare, non il tema del quale si conversa. E solo da questo che riuscirà a dare a quel tono colloquiale o scherzoso di cui si parlava ad inizio post un senso ed una compiutezza.

Far diventare il proprio brand più umano non è impresa facile. Non si decide improvvisamente e soprattutto non si può comprare. E’ un percorso lungo, che mostra i suoi frutti solo a lungo termine, ma che sicuramente può diventare esperienza appagante e ricca di soddisfazioniEd i social media sono il posto perfetto da cui iniziare.

La rivoluzione dei makers invade il Capri Trendwatching Festival [EVENTO]

Mancano solo pochi al Capri Trendwatching Festival 2013. Per darvi un’anteprima di ciò a cui prenderete parte, abbiamo intervistato gli esperti che terranno degli imperdibili workshop in materia di marketing e comunicazione.

Qualche giorno fa, la ninja Kiyoshi ha intervistato Elena Marinoni, l’organizzatrice del Festival, e Alex Giordano, co-fondatore di Ninja Marketing, che a Capri terrà il workshop in “Netnografia: la nuova frontiera della Social Media Strategy“.

Oggi invece, vi forniremo qualche informazione in più sul workshop Io faccio: dunque sono, che si terrà il 3 maggio 2013, a cura di Enrico Bassi e Giorgio Oliviero.

modalità di partecipazione: su iscrizione, a pagamento

costo: 25 euro

dove: Capri Trendwatching Festival

quando: 3 maggio 2013 – ore 11,00-16,00

Enrico Bassi | Giorgio Oliviero

Con il titolo del workshop Io faccio, dunque sono intendete suggerire un “ritorno al passato” in base al quale l’evoluzione consiste nell’imparare nuovamente a creare non solo digitalmente, ma anche nel reale?

Assolutamente si, la fabbricazione digitale è proprio passare direttamente “dai bit agli atomi”, ovvero da un file ad oggetti veri.

Detto così può sembrare una cosa in cui non ci si sporca nemmeno le mani, mentre il saper fare le cose è fondamentale.

Nel programma del vostro workshop che si terrà durante il CTWF 2013, citate la rivoluzione dei nuovi makers. Potete introdurceli?

I nuovi makers sono quelli che mettono insieme i pezzi: trovano un software che fa modellare facilmente, un hardware che fa dialogare reale e virtuale e una stampante 3D e si inventano un nuovo processo.

Non serve essere esperti programmatori, elettronici o designer professionisti, solo insaziabili curiosi che si divertono quando imparano qualcosa di nuovo, quando qualcosa di nuovo se lo costruiscono.

“Prepariamoci ad un futuro fatto di tante piccole fabbriche personali e un movimento inarrestabile di “artigiani” che sta esperimento la propria creatività e sovvertendo il tradizionale rapporto tra consumo e produzione industriale”.

Leggendo queste parole, mi viene in mente la rivoluzione avviata dalla cultura open source. Ormai gli utenti non si limitano più solo a fruire o utilizzare un prodotto, ma chiedono di poterlo personalizzare mettendoci mano. Ciò è avvenuto nel mondo digitale, credete che i prosumer stiano invadendo anche il mondo reale?

Questi due mondi sono più vicini di quanto si creda. “farsi le cose da soli” non è una cosa nuova, l’abbiamo sempre fatto fino a 30-40 anni fa. ma andare a cercarsi online i progetti e le informazioni (condivise da altri “makers” gratuitamente) per poi costruire quello che ci serve, questo si che è nuovo.

Non è il lavoro di un singolo (bravo) artigiano, ma un progetto “a mille mani” portato avanti da una intera community.

Cosa pensate che porterà la mistione tra analogico e digitale? Saremo in grado di adattarci e prendere parte al cambiamento o lo subiremo passivamente?

La passività è un atteggiamento che difficilmente si adatta ai makers. Oggi, se solo si vuole, si può davvero avere un ruolo attivo nei processi di produzione e miglioramento delle cose che ci circondano.

Possiamo finalmente smettere di essere solo consumatori e diventare produttori, sviluppatori, beta-tester, etc.

Dipende tutto dalla nostra voglia di fare.

 

Grazie Enrico e Giorgio. Ci vediamo il 3 maggio al workshop Io Faccio, dunque sono!

Corso Online in Non-Conventional Marketing: progetta campagne efficaci per il tuo Brand!

Non-Conventional Marketing

Inutile nascondersi: viviamo in una società creativa e, per rimanere al passo coi tempi e non cadere facilmente nel dimenticatoio, c’è bisogno di idee in evoluzione e freschezza, messe in pratica con contenuti divertenti, sbalorditivi, virali. Insomma, qualcosa che riesca a catturare l’attenzione del destinatario, qualcosa a cui nessuno ha pensato (o semplicemente non ha avuto il coraggio di mettere in pratica).

Dal Social Media al Guerrilla, dall’Ambient al Tribal Marketing: tutto può essere Marketing Non-Convenzionale. Basta avere il coraggio di seguire il proprio istinto e imparare da chi, prima di noi, ha creato campagne strabilianti con un occhio di riguardo verso gli errori (nostri e degli altri).

In questo scenario Ninja Academy ha pensato di dar vita ad un Corso Online interamente dedicato al Non-Conventional Marketing insieme a Mirko Pallera, co-fondatore di Ninja Marketing e autore del libro Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore).

Insieme a Mirko studieremo gli strumenti necessari a progettare una strategia di marketing efficace nel nuovo contesto digitale, carpendo le strategie e le tecniche di marketing utilizzate dai brand più innovativi e non-convenzionali tra cui Axe, Red Bull, Nike, Diesel, Dove, Ikea, Burger King, Apple, Coca Cola, Pepsi, Adidas.

Un viaggio all’insegna dell’insolito, dell’alternativo, dell’innovazione: siete pronti?

Mirko Pallera
SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO!

Niente spostamenti né viaggi, vale a dire nessuna perdita di tempo: comodamente seduti sul divano di casa o direttamente in ufficio, potrete accedere ad un’aula virtuale dove ascoltare live la voce dei relatori visionando le slide delle lezioni.

E se quel preciso giorno a quella precisa ora non poteste essere disponibili? Nessun problema. I webinar saranno poi disponibili anche on demand sull’apposita piattaforma e-learning senza limiti di tempo: potrete quindi decidere di seguirle o rivederle in qualsiasi momento!

Il corso – che comincia lunedì 27 maggio e si conclude giovedì 13 giugno, dà la possibilità di interagire direttamente con il docente grazie alle ore di Question Time e di scaricare l’attestato di partecipazione previo superamento di un test di valutazione.

NON-CONVENTIONAL MARKETING
[online, maggio-giugno 2013]

DESTINATARI

Il corso è progettato per i professionisti di aziende e di agenzie che devono definire strategie di marketing e di branding on e offline e che necessitano di nuove competenze e di soluzioni concrete ed efficaci per la propria azienda e per le aziende clienti.

Il corso è rivolto in particolare alle seguenti figure professionali:

Social Media Manager | Digital Strategist | Consulenti di Marketing | Marketing Manager | Brand & Product Manager | Strategic Planner | Creativi | Account Manager | PR Manager | Event Manager | Media Planner

PROGRAMMA

• La Società Creativa e l’Esperienza di Consumo 2.0
• Gli approcci del Nuovo Marketing (esperienziale, viral, guerrilla, tribale, ambient, branded)
• Da consumatori di prodotti a Creatori di contenuti
• I 10 principi del Marketing Non-Convenzionale
• La curva di diffusione delle idee e il vantaggio di un approccio Non-Convenzionale
• Guerrilla Marketing: dal piano militare a quello politico
• Ambient Marketing: raggiungere il target dove si aggrega
• Branded Entertainment: dall’Advertising all’Advertainment
• La viralità come condivisione sociale delle emozioni
• Il modello Tensione-Emozione-Catarsi®
• Progettare una campagna virale: dal brief alla creative idea
• Il “Branding” nell’era digitale: come supportare un progetto di senso

NINJA MASTER

Mirko Pallera ➪ Co-fondatore di Ninja Marketing

Mirko PalleraStrategic-creative director e co-fondatore di Ninja Marketing, è considerato una delle menti più fervide e rivoluzionarie del marketing contemporaneo. Imprenditore, sociologo e digital strategist per grandi brand fra cui Barilla, Telecom e Unilever, si definisce un “innovatore sociale” con la missione di migliorare il mondo grazie alla comunicazione delle aziende. È co-autore del best seller “Marketing Non-Convenzionale: viral, guerrilla, tribal e i 10 principi del marketing postmoderno” edito dal Sole 24 ORE e membro dello IADAS di New York (International Academy of Digital Arts & Sciences) e ambasciatore italiano dei Webby Awards. Ha pubblicato un nuovo libro per Sperling & Kupfer, l’editore della Mucca Viola, dal titolo Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore).

VANTAGGI DEL CORSO ONLINE 

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

iscriviti_al_corso

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
Be Ninja!
 

Codemotion: anche a Berlino codice ed emozione si uniscono

Codemotion: anche a Berlino codice ed emozione si uniscono [EVENTO]

Codemotion: anche a Berlino codice ed emozione si uniscono

Dopo il grande successo della data di Roma, il Codemotion 2013 fa tappa a Berlino! Dal 9 all’11 maggio, tre giorni per far unire tecnologia e passione anche in terra tedesca.

Per la community di Ninja Marketing c’è un codice sconto del 25% applicabile sui biglietti (valido fino al 28 aprile): il codice è ninjamarketing_friend e va usato qui: http://codemotionberlin13.eventbrite.com/

La prima volta in Germania avrà Massimo Banzi (Co-founder di Arduino) come speaker d’eccezione nel keynote d’apertura. Il Codemotion è un evento innovativo che coinvolge sviluppatori di tutti i linguaggi e tecnologie in presentazioni e conversazioni su: Web, Mobile, Startup Ideas, Game Development, Creative Coding, ecc.

Il programma è pieno di appuntamenti e si dividerà così:

9 maggio: è la giornata dedicata ai workshop, per rafforzare le proprie competenze ed imparare dai professionisti;

1011 maggio: full immersion con i talk dedicati alla programmazione, agli sviluppatori, ai “makers”, ai creativi, ecc.

Da non perdere l’Hackaton, Startup in Action ed i vari Meetup. C’è la possibilità di vincere biglietti gratis e di diventare Ambasciatori per il Codemotion, altrimenti ci si può registrare su Eventbrite per gli eventi a pagamento.

Tutte le info sul sito di Codemotion Berlino 2013.

iTunes Match: consigli su come usarlo al meglio sul proprio device

fonte @Apple

Cari lettori, oggi i nostri amici della rubrica iGenius di iSpazio vi spiegano nel dettaglio tutto ciò che è utile sapere su iTunes Match: visto che l’argomento è vasto, entriamo subito nel dettaglio!

Cos’è iTunes Match?

iTunes Match è una funzione di iTunes in the cloud che consente l’accesso alla libreria musicale personale da un qualsiasi computer autorizzato con installato iTunes 10.5.1 o versioni più recenti o da un qualsiasi dispositivo iOS 5.0.1 o versioni più recenti con una connessione Internet attiva.

iTunes Match richiede un abbonamento di 24,99 € annui. L’abbonamento verrà rinnovato automaticamente alla scadenza. Una volta iscritto a iTunes Match e abbinato o caricato un brano musicale idoneo, potrai accedere ai brani musicali in iCloud direttamente dalla libreria Musica di iTunes o dall’applicazione Musica presente sul dispositivo iOS 5.

Come funziona l’abbinamento dei miei file in libreria? Cosa avviene ai miei file non abbinati?

Una volta effettuata l’iscrizione iTunes provvederà a “matchare” i nostri brani presenti nella libreria di iTunes con i titoli presenti sull’iTunes Store. L’algoritmo è estremamente veloce e abbastanza accurato e in pochi minuti riuscirà ad effettuare il match dell’intera libreria.

Il limite dei file processabili è di 25000 canzoni (i file acquistati direttamente dall’iTunes Store, però, non vengono conteggiati). Una volta finita la scansione iTunes provvederà a caricare sui propri server iCloud il resto della musica che non ha ricevuto un corretto abbinamento.

Non preoccupiamoci dello spazio di storage: la musica non viene caricata nei 5 Giga di spazio personale su iCloud.

Come possa fare a migliorare il matching dei miei brani?

Quello che sappiamo dell’algoritmo utilizzato da Apple è come questo usi i TAG Mp3 per il corretto abbinamento dei file (oltre ad una scansione della traccia che ne analizza il contenuto). Ci è capitato sovente, però, che alcuni file che contenessero tag mp3 “alterati” o non precisi non venissero riconosciuti. Il nostro consiglio è di assicurarsi che i campi “artista”, “nome traccia” e “nome album” contengano informazioni corrette.

Posso utilizzare iTunes Match per “alleggerire” la mia collezione di mp3 presenti sul mio iPhone?

Utilizzare iTunes Match per evitare di caricare giga e giga di musica sul nostro dispositivo potrebbe essere una scelta molto intelligente. Dopo aver effettuato l’intero processo di matching possiamo andare sul nostro dispositivo, aprire le impostazioni, generali, andare su utilizzo e cercare l’app Musica.

Una volta entrati nelle opzioni possiamo effettuare uno swipe verso destra sulla nostra libreria e possiamo cancellarla completamente.A questo punto in impostazioni andiamo a selezionare l’applicazione Musica in cui avremo la possibilità di attivare iTunes Match (possiamo poi decidere se utilizzare o meno la rete 3G per ascoltare la musica in streaming e se visualizzare nell’app tutta la musica disponibile in iCloud o solo quella effettivamente scaricata sul dispositivo).

Appena apriremo l’applicazione tutta la musica disponibile su iCloud sarà anche disponibile sul nostro dispositivo.

Fonte @Apple

Come avviene la riproduzione in streaming sul mio iPhone?

Ovviamente possiamo decidere di scaricare sul dispositivo qualunque brano desideriamo, effettuando un semplice tap sulla nuvoletta che è posta affianco ad ogni brano disponibile in iCloud. Effettuando un semplice tap sul pezzo la nostra canzone viene riprodotta direttamente in streaming.

La canzone, però, resta salvata come se l’avessimo scaricata, pronta per essere riascoltata senza bisogno di effettuare un nuovo download. Tutte le canzoni correttamente abbinate vengono salvate in AAC a 256 kbps. Tuttavia, se desideriamo, possiamo effettuare un semplice swipe verso destra ed eliminarla. La canzone selezionata verrà eliminata dal nostro dispositivo, ma ovviamente resterà disponibile in iCloud.

Naturalmente, uno dei vantaggi di iTunes Match, è la possibilità di poter liberare spazio sul proprio dispositivo iOS non sincronizzando l’intera libreria. Una volta che si iniziano ad ascoltare un certo numero di canzoni (e quindi a scaricarle sul dispositivo), questo vantaggio svanisce? La risposta è: no. Infatti, con iTunes Match attivato, l’iPhone o iPad rimuoverà automaticamente alcuni brani scaricati nel corso del tempo.

L’algoritmo utilizzato da Apple determinerà quali file musicali eliminare tra le traccie che sono state riprodotte da meno tempo e le tracce meno riprodotte in assoluto.

Cosa succede se non rinnovo l’abbonamento dopo il primo anno?

Qualora non volessimo effettuare il rinnovo dopo il primo anno ovviamente perderemo la possibilità di sincronizzare via iCloud la nostra musica. Tuttavia non perderemo i file presenti sulla nostra libreria da iTunes.

Cosa fare dei nostri file originali presenti su iTunes? Possiamo eliminarli o è meglio mantenerne una copia?

Se avete spazio in abbondanza sul vostro hard disk potete senza troppi problemi conservare le copie originali dei file. Altrimenti potete liberare spazio su disco in assoluta tranquillità.

Quag: esser utili fa bene alla reputazione!

Quag: esser utili fa bene alla reputazione!

Quag: esser utili fa bene alla reputazione!

Quag “promuove la ricerca aumentata e aggiunge la dimensione sociale alla ricerca tradizionale. In pratica quando cerchi qualcosa vieni messo in connessione con chi ha cercato cose simili, ovvero con chi ha i tuoi stessi interessi“.

Nel primo post vi abbiamo introdotto questo nuovo modo di intendere la ricerca sui principali motori (Google e Bing): in pratica il concetto di community viene ampliato anche ai nostri interessi. In questo modo, quando andiamo a ricercare qualcosa riceviamo ulteriori informazioni sulla query: questo ci fa scoprire un mondo correlato e “aumentato”.

Quag: esser utili fa bene alla reputazione!

In Quag si ritrovano molte logiche che nel Web si sono succedute negli anni e l’unione di risultati organici e “sociali”, che siano su Google e Firefox (tramite add-on) oppure su Quag.com, provano la forza della community e del crowdsourcing. Conoscenza e spirito di condivisione sembrano le linee guida degli utenti su Quag.

Come riporta Futura Pagano nel suo blog:

“Quag a mio avviso integra in maniera innovativa tre “azioni”, “status” e “ecosistemi” propri della user experience digitale più interessante di questi ultimi anni: ricerca (e content curation), interazione (data dalla domanda e risposta), networking (dato dalla possibilità di aggiungere gli utenti raggiunti con la domanda ad un proprio gruppo di interesse).

Lo fa prendendo spunto dal mondo “sociale” dei motori di ricerca, da quello di micronicchie collaborative dei forum, e dai meccanismi di aggregazione, condivisione e ranking dei social network”.

Quag, social search engine

Interessante anche l’utilizzo di Quag lato SEO (quindi per l’ottimizzazione sui motori di ricerca). Come ben descritto in un post di Alt Design, ci sono possibilità di fare link building in modo corretto tramite il “social search engine”.

Proprio su questo tema (ed in generale sul rischio spam) Quag ha implementato una serie di “regole di moderazione” che si baseranno su una sorta di “autoregolamentazione della community”.

A tutti gli effetti:

– Chiunque può segnalare;

– Chi ha raggiunto un certo livello di reputazione e i moderatori di Quag possono editare o cancellare domande, risposte e commenti.

Ovviamente il concetto di “reputazione” è importante perché spinge gli utenti a condividere informazioni utili e partecipare, sia chiedendo che rispondendo alle domande (evitando di linkare in modo inappropriato).

Alcuni esempi

Ancora non avete capito come funziona Quag? Nessun problema, ecco un esempio utile per scoprirne le potenzialità:

Quag: esser utili fa bene alla reputazione!

Mentre, per voi appassionati lettori di Ninja Marketing, non dovrebbe risultare difficile rispondere a questa domanda:

Video virali su Quag

Cosa aspettate a rispondere? Registratevi e cominciate ad usare Quag: condividete il vostro sapere, fate crescere la vostra reputazione e diffondete la conoscenza!

Qual è il potenziale dei Social Media? Quattro chiacchiere con Tommaso Sorchiotti e Simone Tornabene [INTERVISTA]

Social Media Marketing

I prossimi 10 e 11 maggio Ninja Academy ci porta alla scoperta del fantastico mondo del SOCIAL MEDIA MARKETING in una full immersion in aula insieme a numerosi ospiti e a due docenti d’eccezione:

• Tommaso Sorchiotti, esperto di web e media sociali;
• Simone Tornabene, head of digital presso Cemit DS.

Il corso, suddiviso in Base e Avanzato, ha l’obiettivo di far meglio comprendere le reali opportunità della comunicazione sul web 2.0 per sviluppare il proprio business attraverso i Social Media, anche grazie all’analisi di case history italiane e internazionali. Come aumentare le vendite, come raccogliere lead, come migliorare l’awareness del brand o la sua reputation? Il corso risponderà a queste (e a molte altre) domande, entrando nel merito di questioni tattiche e strategiche, trasferendo conoscenze e competenze replicabili in vari contesti di business e affrontando nel dettaglio canali conosciuti e strumenti specifici per il monitoraggio.

Insomma, l’avete capito anche voi: il potenziale dei Social Media è pressoché immenso. Bisogna solo capire come sfruttarlo.

Prima di lasciare la parola ai nostri docenti, vi ricordo che entro martedì 30 aprile potete usufruire dello SCONTO Early Booking per una o due giornate. Fate in fretta perché i posti in aula sono limitati!

E non dimenticate gli sconti di gruppo: vige la regola del “più siete, meno spendete”. Date un’occhiata al programma completo e assicuratevi il posto tramite il form di iscrizione sulla landing page dedicata.

Tommaso Sorchiotti, Simone Tornabene

Tommaso Sorchiotti | Simone Tornabene

Il 10 e 11 maggio sarà tempo di “Social Media Marketing” alla Ninja Academy: cosa devono aspettarsi i nostri partecipanti?

@Tommaso Due giornate intense, per capire insieme come i Social Media stiano cambiando il Marketing e come relazionarsi con il rinnovato mondo online, pieno di opportunità, minacce, voglia di partecipare e condividere. E parleremo del “perché siamo tutti Social Media Expert”. Insomma, un momento di confronto tra professionisti. Generalmente le lezioni sono molto aperte e si sviluppano sui dubbi e sulle problematiche che le persone hanno in azienda quando affrontano un primo approccio con il Social Web.

@mushin_ Un momento ad alto tasso di stimolazione mentale. Non credo nella possibilità di trasferire conoscenza, come fosse una bottiglia d’acqua che passa di mano in mano fra commensali. Credo piuttosto che la formazione sia un ragionamento condiviso, un esercizio strutturato che ti aiuta a scoprire prospettive nuove.

Riuscite a darci qualche anticipazione su quali saranno le case history presentate?

@Tommaso Una case history vincente, tra quelle recenti, è sicuramente quella di Oreo: un ottimo esempio di contenuto e rilevanza! Parleremo poi di Abarth su Facebook, Little Monster, Barilla e Garofalo, Just Dance. Finiremo con una parte dedicata ai fail sui Social Media. Capire dagli errori degli altri è molto utile, oltre che divertente. In generale, mi piacerebbe soffermarmi non solo sugli esempi top delle grandi aziende ma anche su quelli più piccoli (che vedremo non essere per nulla irrilevanti).

@mushin_ Vedremo come è possibile estrarre del valore economico dai Social Media ed in particolare da Facebook, come si comportano online gli individui e come si gestiscono campagne di Passaparola. Avremo poi contributi da parte di professionisti del settore della Web Reputation: Viralbeat.

Giocando di fantasia e immaginazione, quale campagna social di successo avreste voluto inventare?

@Tommaso Quella di Beppe Grillo 🙂

@mushin_ Ne ho tre. Coca Cola Happiness TruckRed Bull StratosFox @Planeta Terra.

Abbiamo sempre ribadito l’importanza di intessere relazioni basate sul dialogo e sull’ascolto, ma capita piuttosto frequentemente che aziende di un certo spessore facciano scivoloni e figuracce imperdonabili sulle loro pagine social. Quali sono le regole fondamentali per non compromettere la brand reputation aziendale, anche dopo il “misfatto”?

@Tommaso  Scuse e buon senso. Sono convinto che ogni azienda dovrà affrontare prima o poi uno scivolone, una crisi o una figuraccia. Di imperdonabile c’è veramente poco. Occorre un grande bagno di umiltà, chiedere scusa, spiegare cos’è successo con trasparenza e onestà. Se si cerca di rimediare con le modalità del marketing si fa generalmente peggio.Occorre rimediare “come persone”.

@mushin_ Di fondamentale ce n’è solo una: essere sinceriLa relazione viene prima della reputazione: senza relazione non c’è buona reputazione. Ammettere l’errore è una via dolorosa ma necessaria per garantirsi il futuro.

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entro martedì 30 aprile!  

Social Media Marketing

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 Social Media Marketing

10 consigli per l'internazionalizzazione delle PMI [HOW TO]

10 consigli per l'internazionalizzazione delle PMI
La crisi economica, l’abbassarsi delle barriere doganali e la globalizzazione hanno portato a un progressivo aumento della concorrenza che pone le PMI in condizione di esplorare nuovi mercati per ricercare maggiori opportunità di crescita.

L’internazionalizzazione delle PMI è dunque una scelta obbligata per le aziende italiane, che vogliono recitare un ruolo da protagonista e quindi continuare a crescere ed uscire dallo stallo economico in cui versa il nostro paese.

Aprirsi ai mercati esteri è veramente l’unica soluzione possibile per sopravvivere alla crisi? Uno studio condotto dal CNA evidenzia come di fatto le aziende più attive sui mercati esteri siano anche quelle che meglio hanno retto i colpi della crisi. In particolar modo le piccole medio imprese hanno reagito bene, poichè grazie alle lori dimensioni hanno mostrato più flessibilità e capacità di adattarsi ai nuovi scenari della domanda mondiale. In pratica le micro imprese pur avendo patito di più la crisi del 2008 – 2009, hanno poi saputo approfittare della ripresa del 2010 recuperando i livelli di Export pre-crisi.

A premere l’acceleratore sull’internazionalizzazione delle PMI è anche il governo stesso che, con il Decreto Sviluppo bis (comma 2, art. 35, DL 179/2012), ha previsto aiuti per le imprese nazionali impegnate in processi di internazionalizzazione estendendo i poteri alla Simet SPA (Società italiana per le imprese all’estero) e stanziando diversi fondi e incentivi per le società che si aprono ai mercati esteri.

A sostenere le PMI i n questo processo delicato ma necessario è anche la Companies Network International (CNI) Business Unit di IC Solution Srl che copre anche i mercati del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) e dell’Europa Centro- Orientale Balvanica, Nord Africa e dell’ Oriente

Aprirsi all’estero vuol dire dunque entrare in un nuovo mercato: in pratica corrisponde all’apertura di una nuova azienda. Per questo è un passaggio da affrontare con cautela considerando ogni minimo dettaglio. Cerchiamo dunque di tracciare gli aspetti critici che un’azienda in fase di internazionalizzazione deve tenere presente.

10 consigli per l'internazionalizzazione delle PMI

1. Termini contrattuali: chiarezza

Con ciascun interlocutore e/o partner è indispensabile definire sin da subito le condizioni di prestazione stipulando un contratto nel quale definire le modalità di pagamento e assicurarsi che si sia in possesso di tutte le autorizzazioni legali per la vendita di un determinato prodotto nel paese di riferimento. Se necessario è consigliato assumere un consulente legale per regolare il rapporto.

2. Fattibilità economica del progetto: stime

Redigere un business plan veritiero e verosimile è il primo passaggio per comprendere la fattibilità e la sostenibilità o meno del progetto

3. Interlocutori e partner: buona conoscenza

Conoscere approfonditamente tutti i propri partner: dal fornitore di servizi al distributore. Analizzarne il business nel dettaglio utilizzando fonti esterne e indipendenti al fine di avere un quadro completo e imparziale.

4. Flussi di cassa: attenzione ai pagamenti

Aspetto cruciale della stipula di un contratto di partnership sono i pagamenti. Sono molti gli aspetti da tenere in considerazione: il cambio valuta se si desidera essere pagati con moneta straniera, la dilazione dei pagamenti nel tempo. L’unica forma sicura di pagamento è quello anticipato, bensì sia quella più difficile da imporre al cliente. Sarebbe consigliabile comunque ricevere almeno un sensibile anticipo al momento dell’avvio delle operazioni.

5. Business poco chiari: da evitare

Fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Verificare sempre che le operazioni proposte dall’interlocutore come sicure, rispettino i regolamenti della World Trade Organization e le leggi locali.

6. Compromessi o scorciatoie: mai accettare

Certe cose si sanno ma repetita iuvant. Mai accettare scorciatoie, pratiche illegali. In molti paesi le punizioni sono molto severe e possono prevedere anche la pena capitale.

7. Regole: rifarsi al WTO

La comunità europea e i governi locali tendono a supportare le aziende che avviano un processo di internazionalizzazione. Informarsi sui regolamenti europei, nazionali e del WTO per ricevere le agevolazioni e operare nella legalità.

10 consigli per l'internazionalizzazione delle PMI

8. Potenziali problemi: imparare dagli errori

Analizzare le best practices internazionali nel paese in cui si intende operare e anche dei casi di insuccesso, per apprenderne gli errori ed evitare di incorrere negli stessi. Accanto al business plan è dunque opportuno dedicare del tempo allo studio dei rischi per creare strategie alternative e ipotizzando una eventuale exit-strategy.

9. Limitare l’esposizione

Una risk analysis prima di investire all’estero – per conoscere il livello di rischio massimo e minino e il grado di accettabilità da parte dell’impresa – aiuta ad essere realistici su quanto rischio si possa e si voglia accettare.

10. Essere presenti

Progetti, vendite e acquisti nella maggior parte dei mercati richiedono oggi livelli alti di conoscenza e costante attenzione. È indispensabile considerare accuratamente tutti i dettagli del business, senza delegare troppo ai partner locali ed evitare forme deboli di internazionalizzazione quali il “puro export”, affidandosi interamente a terzi.

12 bacheche Pinterest da seguire se sei un creativo

La scorsa settimana vi abbiamo presentato Niice, il motore di ricerca per designer, creativi e chiunque sia alla ricerca di una musa per rifocillare il proprio estro. Ma, poiché l’ispirazione non è mai troppa, abbiamo deciso di continuare la nostra serie di proposte creative, questa volta soffermandoci su Pinterest, che grazie alla sua natura prettamente visiva ben si presta a stuzzicare la vostra creatività.

Certamente, data la quantità di utenti e di argomenti trattati, Pinterest può risultare parecchio dispersivo a tale scopo, perciò in questa sede vi proporremo una selezione delle bacheche creative che vi consigliamo di seguire divise per “tipo di ispirazione” che state cercando, un piccolo assaggio per incuriosirvi e spingervi alla ricerca della vostra board su misura!

Grafica

Se il graphic design è la vostra passione e siete alla continua ricerca di nuovi trend vi consigliamo di dare un’occhiata alle bacheche di aDONNAdesign, Carolina Beiertz e Sean Booth, un vero concentrato d’ispirazione!

Illustrazione

Fanatici dell’illustrazione? La board Pinterest di Lisa Welding è ciò che vi occorre per rimanere sempre aggiornati sul campo e scoprire nuovi artisti.

Logo

La progettazione di un logo è affare delicato e tutt’altro che semplice; bravura e creatività sono indispensabili, ma anche uno sguardo al panorama attuale può tornarvi utile. A tal proposito vi proponiamo le bacheche di Mike Jones e di Lisa Fargo.

Stampa

Se oltre alla grafica vi interessate soprattutto alla sua declinazione stampata, su Pinterest trovate una selezione di stampe di ogni genere per soddisfare i vostri gusti e la vostra curiosità: ecco le board di Chad Syme e di Jessie Tyree.

Tipografia

Amanti della tipografia, del lettering e della calligrafia, adorerete queste board: che sia per cercare l’ispirazione o semplicemente per rifarvi gli occhi, i profili di Laura Bolter e di David Brainer-Banker meritano di essere seguiti.

Packaging

Per concludere non poteva mancare un riferimento a quell’arte capace di trasformare dei semplici involucri in un tassello fondamentale della comunicazione del prodotto; stiamo parlando del Packaging, e nelle bacheche di Marketing for breakfast e di Kingsley Harris ne trovate un’interessantissima selezione.

IAB Research Awards 2013: la giuria è pronta per scegliere i vincitori

IAB Research Awards 2013: la giuria è pronta per scegliere i vincitori

IAB Research Awards 2013: la giuria è pronta per scegliere i vincitori

Si avvicina il momento di uno degli eventi più attesi di questa primavera, ovvero Interact 2013. Appuntamento (organizzato da IAB Europe) dedicato agli investimenti nell’area del digital adv ed agli sviluppi futuri in questo settore.

Sono stati nominati i giurati che decideranno i vincitori nelle varie categorie presenti. Esperti provenienti da tutta Europa, dai centri media, dalle agenzie e dalle varie sedi IAB.

I loro nomi:
Nick Hiddleston, Worldwide Research Director (ZenithOptimeda)
Serena Belloni, Marketing & Research Manager (IAB Italy)
Pawel Kolenda, Market Research Manager
Bernd Vehlow, Head of Market Research (United Internet Media)
Vicky Cook, Partner, Business Planning (Mindshare)

Research Awards 2013: la giuria è pronta per scegliere i vincitori

La giuria redigerà una shortlist che verrà pubblicata questa settimana, mentre i vincitori delle otto categorie saranno annunciati alla cena di gala, Interact IAB Europe a Barcellona il 23 maggio 2013! I Research Awards sono stati introdotti nel 2011 per dare risalto e premiare le migliori iniziative/innovazioni in tema di marketing digitale.

Le categorie sono:
1) Branding
2) Ad Effectiveness
3) Consumer Attitudes and Behaviour
4) Mobile Internet
5) Social Media
6) Multi-Screen
7) Audience Measurement
8 ) Best Use of Research Budget (nuova categoria aggiunta quest’anno)

Non perdetevi l’evento, due giornate molto intense con un programma ricco di interventi interessanti. Alla tavola rotonda, “The Battle of the Screens: Compete or Collaborate?”, parteciperanno tra gli altri Georges-Edouard Dias, Senior Vice President (digital business) L’Oréal, Patrick Hoffstetter, direttore di The Digital Factory (Renault), Geoff Seeley, Global Communications Planning Director di Unilever e Pete Blackshaw, Global Head of Digital Media & Social di Nestlé.

L’appuntamento è per il 23 e 24 maggio a Barcellona, per la conferenza che IAB Europe sponsorizza (arrivata alla settima edizione quest’anno).