Comicon 2013, da Umberto a Napoli il menu ispirato a Disney

Ho smesso di essere bambino il giorno in cui iniziai a cucinarmi da solo ma, non so per quale motivo, sogno ancora di mangiare un pezzo di torta di nonna Papera o una di quelle succulente bistecche che, puntualmente, Pluto non riesce a godersi per qualche strano motivo.

Ma per quanto ci abbia provato, non sono mai riuscito a ricreare un pranzo in stile cartoon.

Per fortuna però ci ha pensato il ristorante napoletano Umberto che in concomitanza con Comicon 2013, Salone Internazionale del Fumetto, ha deciso di offrire un tributo al mondo di Topolino e Paperino. Come? Attraverso una proposta gastronomica “fantastica” da consumare in una sala in cui saranno presenti numerose illustrazioni dei più grandi autori Disney.

Passiamo alle cose importanti: cosa si mangia?

Il menù degustazione prevede:

Amos – Le Arachidi di ‘Superpippo’
La disfida dei $ – Chips di patate e provola con salsa piccante

Il mistero di macchia Nera – Riso nero con fonduta di provolone del Monaco e piccole verdure

Paperino nei ‘pasticci’ – ‘Cottage pie’ alla napoletana con melanzane

La torta di Nonna Papera – Torta di mele con Crema al Cardamomo.

Senza fare troppo i NERD, questa sarebbe un’esperienza da fare, quantomeno perchè a Disney un primato devo riconoscerlo: è l’unico che unisce topi e cibo senza generare panico in chi ascolta.

L'imperdibile workshop Arduino, a Napoli il 4 e 5 maggio [EVENTO]

Grazie agli amici del gruppo di ricerca sul Societing finalmente anche a Napoli  un appuntamento  imperdibile con l’Arduino Tour  i giorni 4 e 5 maggio per 16 ore di formazione (dalle 10:00 AM alle 18:00 PM) in Via S. Biagio dei Librai, 39 Napoli nel bellissimo spazio di coworking del RIOTStudio. Il workshop sarà anticipato da una presentazione pubblica di Arduino venerdì 3 Maggio.

Il corso consiste in 16 ore di formazione con i docenti Davide Gomba, Mirco Piccin e il team di Officine Arduino, ed é rivolto a smanettoni, docenti, curiosi, hobbisti, hackers, e chiunque voglia approfondire questo tipo di tecnologia.

Obiettivi

Il fine del workshop é dare una esaustiva panoramica degli impieghi di arduino e permettere agli studenti di realizzare un piccolo progetto alla fine delle due giorni. Lo studente lascerà il corso con una serie di strumenti per orientarsi in una crescente e variegata quantità di materiale rilasciata online.

Il workshop é organizzato con Societing e Riot Studio, un luogo dedicato alla creatività, alla ricerca ed all’innovazione.

Cosa si riceverà alla fine del workshop?

Il workshop consiste in 16 ore di formazione da parte del team di Officine Arduino, oltre alla docenza l’acquisto di questo prodotto consta di un Arduino Starter Kit.

Prezzi & sconti

Abbiamo fatto di tutto per tenere il costo del workshop basso, anche se sappiamo che qualcuno non riuscirà a partecipare a questa grande opportunità di condivisione proprio per il prezzo. E’ per questo motivo che abbiamo fissato il costo del workshop a 199 €.
Entrambi i prezzi sono IVA esclusi. Non ci sono spese di spedizione perché verrà fisicamente consegnato il kit il giorno del workshop.

Ingresso speciale per gli utenti del forum di Arduino (domenica):

E’ molto importante per noi conoscere i nostri amici del forum di Arduino: conoscerli fisicamente. Se sei un utente del Forum di Arduino con più di 50 post puoi venire a smanettare con noi la domenica e contribuire attivamente alla realizzazione dei progetti degli utenti del workshop.
Come abbiamo scritto sopra, ci piace smanettare con gli amici e questo ci é sembrato il modo migliore per sostenere la comunità locale di Arduino. Ovviamente abbiamo dovuto limitare l’ingresso a 5 utenti del forum. Se volete partecipare registratevi qui.

PROGRAMMA:

PRIMO GIORNO – INTRODUZIONE:

Presentazione dei docenti
Introduzione ad Arduino
Le schede Arduino sul mercato
l’IDE di Arduino
Le basi di programmazione
Blink – il tuo primo programma Arduino
Variabili sul Blink
PWM: Cos’é e cosa ti permette di fare.
pausa

PRIMO GIORNO – L’ALFABETO DI ARDUINO:

Esempi di Input Digitali. Condizioni logiche (if(), while(), …)
Input Analogici. Esempi: luce e temperatura.
Mappare sensori ed attuatori

DAY 2 – RIEPILOGO:

re-vamp of DAY 1
Controllare carichi più grandi: MOSFET.
Smoothing: tecniche di filtraggio dei sensori
Come può comunicare Arduino: la comunicazione seriale
Realizza il tuo progetto: cosa vuoi fare?
Pausa
Realizza il tuo progetto!

Per capirne di più qui un’intervista del nostro Alex Giordano a Massimo Banzi fondatore di Arduino.

È certo che Arduino e tutto il nuovo filone dell’hardware open source potrà innescare una nuova rivoluzione industriale.

Sarebbe interessante capire come “l’ingegno napoletano”  potrà sviluppare nuovi processi produttivi, nuovi modelli di business partendo proprio da quel principio della collaborazione che è peculiare del suo DNA.

Che idee vi vengono in mente? Partecipate e mettetevi alla prova 😉

Il social media marketing secondo Slash


In tre parole state per leggere che:

•    Ci sono forme musicali che vanno più d’accordo di altre con il web;
•    Il Rock, per il momento, non è fra questi ma un po’ è anche colpa sua;
•    I batteristi di rado sono quelli che fanno più sesso nelle rock band.

Sul palco di un localetto da 4 soldi si stanno esibendo gli Spittenparker, quattro ragazzetti che sfogano la loro rabbia verso Dio per aver inventato i brufoli e verso la madre per non avergli fatto fare sport da piccoli. In quattro fanno già quasi 30 anni di lezioni di musica e producono un suono talmente confuso che non sono neanche sicuri di stare suonando tutti lo stesso pezzo.

Eppure sul palco stanno dando proprio il massimo, sbraitando e sudando come animali, al punto che a fine live le loro Clark e All Star saranno prelevate direttamente dalla Digos e utilizzate al posto dei lacrimogeni per sgomberare una baraccopoli in periferia.

Il cantante e il bassista hanno la ragionevole speranza di poter aggrovigliare le gambe a quelle di qualche fanciulla in sala, a patto di fare a fine serata almeno una cover di qualche gruppetto indie. Il chitarrista è tropo introverso  mentre il batterista, con tutto il sudore che produce, dovrà farne di strada prima di portare a casa qualcosa.

Sul loro (triste) canale YouTube ci sono 3 pezzi originali, frutto di ore e ore di sala prove e due giorni di sala di registrazione. Ve lo dice uno che si chiama Jack’n Roll: questa è l’era del remix e della collaborazione.

Il Rock ‘n Roll e tutti i suoi figli bastardi sono nati prima del Web e ne stanno ancora prendendo le distanze. Il web premia i contenuti brevi, che si aggiornano di continuo, si mischiano, contaminano, crossano tra un argomento e l’altro, raccogliendo audience tra pubblici diversi e finendo per influenzare il contenuto stesso.

Questo processo, normale per un rapper o un DJ, è per natura molto più complesso per una Rock Band che ha solitamente una formazione meno flessibile, oltre a tempi e costi di produzione ben più complicati.

Però c’è una parte di attitudine personale che non dipende dal genere. Se provate a dare un occhio alle pagine Facebook dei gruppi Rock, rispetto a quelli di rapper e Dj, noterete che di norma (con le debite eccezioni) traspare uno snobbismo del mezzo digitale i cui effetti sui numeri sono visibili a tutti.

Ovviamente ci sono delle eccezioni, e un buon esempio ci arriva da uno che non è proprio un nativo digitale: Slash.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=zfCQ3cNKK3M’]

Il chitarrista capellone ha sempre fatto un ottimo uso dei social, proponendo meccaniche mai troppo elaborate ma di grande effetto. Guardiamo alla Facebook app Slash on Tour (cui si aggiunge anche l’app mobile Slash 360”) che è legata alla nuova tournèe mondiale mettendone in palio i biglietti per le date.

La meccanica è semplice: quando arrivi sull’app Facebook, questa ti fornisce un link univoco (il tuo link) che puoi sharare su Facebook e Twitter accompagnandolo con un testo. Più click generi con i tuoi share e più salgono le possibilità di vincere. Semplice per l’utente e ottima per il marketing, dato anche coloro che non vinceranno saranno comunque coinvolti nel processo di promozione.

Funziona soprattutto perché si tratta di urlare ai quattro venti che vuoi andare ad un concerto rock e farti sostenere da amici e conoscenti in questa tua impresa, la stessa cosa promossa da un detergente per il bagno l’avrei vista meno virale.

In linea di massima mi sembra di poter dire che le rock band, storiche o di recente formazione, siano di norma meno brillanti sui canali digitali rispetto ad artisti che bazzicano altri generi. Voi che ne dite, conoscete altre rock band che sanno usare i socialmedia? Fatemi sapere.

Alla prossima
Jack ‘n Roll

Professionisti dei big data: un programma di formazione a Torino

Sta per partire a Torino la seconda edizione di Big Dive, il programma di formazione per Data Scientist, ovvero le figure professionali multidisciplinari che operano nel settore dei big data. E’ l’occasione per vedere quali sono stati i risultati della prima edizione e, in particolare, i lavori realizzati dai partecipanti, per comprendere meglio quali possono essere i campi di applicazione, i dataset e le tecnologie utilizzabili dei professionisti.

Un training internazionale e interdisciplinare

Innanzitutto fin dal primo anno Big Dive si è posto in una prospettiva internazionale e, ovviamente, multidisciplinare. L’offerta formativa delle 4 settimane della prima edizione (1-26 Ottobre 2012) di training è stata strutturata in 3 percorsi di studi interdisciplinari organizzati da altrettante realtà operanti nel territorio piemontese:
1) Development, coordinato dalla società di sviluppo software Axant;
2) Visualization, coordinato dallo studio di interaction design ToDo ;
3) Data Science, coordinato dalla Fondazione ISI.

La formazione di alto livello in lingua inglese (94 ore di lezione diretta con 25 speaker internazionali) ha attirato partecipanti da 8 nazioni (Italia, Svizzera, Irlanda, Polonia, Germania, Stati Uniti, Brasile, Iran).



Oltre alle lezioni dedicate ai 20 partecipanti selezionati si sono svolti anche 3 eventi aperti al pubblico, dedicati alla Data Science, agli aspetti economici e legali dei big data e alle tecniche di visualizzazione con l’editor di visualisingdata.com Andy Kirk.

Per i partecipanti il training è stata un’occasione per mettersi alla prova e fare networking:

The informal atmosphere (‘hacking’ not ‘hi-school’), especially with style ‘OK, so show us what you can do with that tools’ was great.

Anyway it has been a good course and an overall great experience too (also in terms of networking).
Thanks you all for organizing it – god knows how we need such initiatives here in Italy.

Trovare lavoro nel campo dei big data

Da non dimenticare però l’obiettivo principale del training, ovvero formare professionisti che possano avere interessanti opportunità lavorative.
Poche settimane dopo la conclusione di Big Dive molti dei partecipanti hanno messo a frutto l’esperienza in ambito professionale. Ad esempio Irene Laino è stata assunta da Voxpro, un’azienda che lavora nell’analisi dei Big Data; Claudio Martines ha consolidato la sua startup AutomApp, un’applicazione che organizza le attività personali dell’utente sull’osservazione delle sue abitudini e del suo comportamento; infine Luca Bonavita lavora su progetti di visualizzazione dei dati.

Lavori finali presentati alla prima edizione di Big Dive

Vediamo alcuni dei lavori realizzati dagli studenti che hanno partecipato alla prima edizione.

TAG GRAPH MAP OF STACK EXCHANGE

Piotr Migdal ha realizzato un grafico che mappa i 256 tag più utilizzati presenti all’interno dei siti della rete StackExchange (la piattaforma collaborativa di Q&A), in particolar modo di StackOverFlow.
Utilizzando query da SE Data Explorer e chiamate alle API sono stati estrapolati i tag, i quali, attraverso un algoritmo generato con Gephi (la piattaforma open source di che consente la visualizzazione di grafi), sono stati suddivisi in macrocategorie a cui è stato assegnato un determinato colore.
Oltre a mostrare le relazioni che intercorrono tra loro, il grafico utilizza differenti dimensioni dei nodi per rappresentare la popolarità di tali termini all’interno dei siti analizzati.

OPEN STREET MAP GPS POINT DATA VISUALIZATION

Luca Bonavita, Marcello Pietri, Roberto Piuca e Paolo Viotti hanno realizzato una visualizzazione che mostra le differenti densità dei punti GPS registrati sulla superficie terrestre.
Il set di dati utilizzato è rilasciato da OpenStreetMap, mentre per realizzare la mappa sono stati utilizzati immagini rilasciate da thematicmapping.org e NASA. Infine per la tecnologia sono stati utilizzati Python, Amazon Elastic Map Reduce e Amazon Simple Storage Service.

IF A TWEET WAS A LIGHTING POLE

Marcelo Serrano Zanetti ha realizzato un’istantanea della superficie mondiale “illuminata” a seconda della presenza di tweet sul territorio. La rappresentazione è stata creata utilizzando interamente codice Javascipt.

MIDDLE EAST TWITTER WORDCLOUD
Ciara Byrne e Fariba Karimi hanno realizzato una rappresentazione delle parole più utilizzate dagli utenti di Twitter in Medio Oriente nelle giornate successive alle dimissioni di Hosni Mubarak da presidente dell’Egitto (11 febbraio 2011). Le dimensioni del carattere utilizzato indicano il peso e la presenza che tale parola ha avuto durante l’intero giorno.

Interessante il caso del 15 febbraio 2011, la cui frase dominante su Twitter è stata “TheGuyBehindOmarSuleiman”, riferendosi all’uomo che è apparso dietro al vicepresidente egiziano durante i suoi discorsi in diretta televisiva e che improvvisamente ha “ossessionato” tutta la regione.

La seconda edizione al via il 3 giugno 2013

Se siete dunque interessati alle opportunità di professionalizzazione del corso, fino al 19 Maggio sono aperte le iscrizioni della seconda edizione che partirà il 3 giugno, per 5 settimane di intenso hacking.

FOMG 2013: il programma del secondo giorno [EVENTO]

Sapete che l’edizione 2013 del Festival of Media Global coinvolgerà anche un Guiness dei Primati? Al summit di Montreux si cercherà infatti di ottenere il Guiness World Record per il maggior numero di biglietti da visita raccolti da una persona in 24 ore 🙂

Dallo scambio di biglietti allo scambio di idee: continuiamo ad illustrare il programma del summit, con una breve descrizione delle conference della seconda giornata del FOMG 2013.

I Sync Therefore I Am: Mark Palmer, founder di Maverick Planet, Niall Murphy, founder e CEO di Evrythng, Jeremy Jauncey, co-founder di TicTrac e Terry Blake, partner e business development director di Lemon LLC, costuiranno assieme un interessante panel attorno alla questione del ‘quantified self’ (l’applicazione della tecnologia ai dati ricavati dagli aspetti quotidiani della vita di una persona) e ai nuovi orizzonti di relazione che questo processo delinea tra prodotto, consumatori e aziende.

What Makes Good Content?: dopo due anni di ricerca, gli host di questa conference ci aiuteranno a sfatare i miti più comuni che ruotano attorno al video advertising. Dr Karen Nelson-Field dell’Ehrenberg-Bass Institute e Phil Townend, MD EMEA di Unruly, ci illustreranno quindi il ruolo dell’emozione come traino delle vendite.

How to Survive a Flood: ads, app, branded content, social media, fanno parte di una piena di marketing nella quale ci troviamo immersi ogni giorno. Ogni brand deve imparare a ‘camminare sulle acque’ anche solo per essere notato. Mostrerà alcune idee per riuscirci Chuck Porter, founder di CP+B.

What’s All The Buzz About?: Jesse Draper, CEO and Host di “The Valley Girl Show” si confronterà con Jon Steinberg, presidente e COO di BuzzFeed, sul ruolo determinante del Native Advertising.

Operators Unite: il mobile marketing e il panorama dei wallet services stanno subendo grandi cambiamenti grazie alle joint venture tra operatori telefonici, che mirano a rivoluzionare l’ecosistema del mobile commerce. Ce ne parla Stephen Shurrock, CEO di Telefónica Digital.

Crossing Frontiers: Melissa Barnes, head of brand & agency advocacy di Twitter, Luke Stertz, head of digital marketing Latin American di Netflix, Erich Wasserman, co-founder di Media Math e Maren Lau, SVP marketing & corporate development di IMS Internet Media Services. Questi gli ospiti che conduranno il pubblico del Festival of Media Global in un panel centrato sulla crescente tendenza strategica di espansione dei brand verso i mercati latino americani.

Focusing on the Basics: Nick Fell, CMO di SABMiller illustrerà i punti chiave dei rapporti tra agenzie creative e aziende.

Gian Fulgoni di ComScore aiuterà il pubblico ad introdursi nel penultimo ciclo di conference dedicate alle strategie di engagement digitale, fornendo spunti importanti per ogni brand che voglia approcciarsi in modo efficace al mondo digitale.

Create, Curate, Connect: Consumer Engagement in the Era of Living Media: la fusione tra programmazione tradizionale, distribuzione multi schermo e social media engagement stra creando uno scenario esperenziale e condiviso di ‘living media’. A parlarne è Bob Bakish, president & CEO di Viacom.

Real-Time Trading: The Rubicon Project condivide insight su come gli editori stiano ingaggiando strategie online per incrementare le vendite. A parlarne il senior vice president del brand, Jay Stevens.

The World’s Most Innovative Media Companies: Media Accelerator Program: un’occasione unica per assistere al pitch di 5 startup che si presenteranno ai delegati. Culmine di un lungo processo di selezione, questa sezione mostrerà le idee più interessanti tra quelle pervenute.

Algorithm Versus the Man: l’industria mediale è pronta per un futuro nel quale è un algoritmo a comprare e pianificare, sostituendo i media planners? Se ne discute con Mark Palmer di Maverick Planet, George John, CEO e fondatore di Rocket Fuel, Sameer Singh, VP & head of media planning di GlaxoSmithKline e Ricky Liversidge, CMO di DG MediaMind.

Closing Keynote: Going Beyond 360°: Luis Di Como, SVP global media di Unilever, porta l’esperienza della multinazionale nell’affrontare un mercato internazionale progettando campagne marketing glocali.

Non dimenticate di seguire l’evento su Facebook e Twitter tramite l’hashtag #fomg13.

Parte il FOMG 2013: il programma del primo giorno [EVENTO]

Mancano davvero pochissime ore oramai. L’edizione 2013 del Festival of Media Global, appuntamento di assoluto spicco nel settore dell’advertising e del marketing, sta per essere inaugurata.

Abbiamo già parlato degli Awards e delle shortlist che saranno protagonisti della serata finale, così come del tema principe delle conference di quest’anno: “From Content to Commerce“. I panel in programma vedranno la straordianria partecipazione di CEO e manager di importanti brand internazionali, come Viacom, Unilever, BlackBerry, Tesco.com.

Ma vediamo brevemente come si svilupperanno le conference della prima giornata, 29 aprile.

Dinamic Content & Conversation: Johan Jervoe, VP sales and marketing di Intel, e Michael Birkin, CMO di Acer, ci parleranno di come le rispettive aziende stanno usando le tecnologie digitali per progettare contenuti dinamici.

Changing the Banking Rules: Andrea Pinotti Cordeiro, marketing director di Itaù Unibanco, parlerà di come un soggetto finanziario può utilizzare le nuove tecnologie social e mobile per informare ma anche ingaggiare gli utenti.

Rules of Engagement: Frank Boulben, CMO di Blackberry si confronterà con Charlie Crowe, CEO di C Squared sull’importanza delle strategie di engagement per un brand (soprattutto in fase di start up o ridifinizione).

Global Advertising in Recovery: the new drivers of growth: Steve King, CEO di ZenithOptimedia, mostrerà i nuovi trend e dati significativi del mercato dell’advertising a livello mondiale.

The future of Video Advertising: Pierre Chappaz, co-founder e CEO di Ebuzzing, presenterà le sue indicazioni per approcciarsi ad uno dei settori più influenti nel digital advertising.

Consumer Capital: Meabh Quoirin di Future Foundation ci parlerà di come nei prossimi anni questioni basilari come la privacy o l’identità personale diventeranno sempre più centrali nei rapporti online tra brand e utenti.

The New Publishing Revolution: closing the gap: il CEO di Say Media, Matt Sanchez, concentrerà il suo intervento sull’importanza dell’utente nel definire la publishing agenda, grazie alle nuove tecnologie.

Content Isn’t King, Conversation is King: c’è un social che più di ogni altro, negli ultimi mesi, ha mostrato un incremento notevole nel modo di far circolare notizie e creare conversazione attorno ad esse. LinkedIn. Ce ne parla il suo executive editor, Daniel Roth.

Behind the Numbers: quali sono le sfide più importanti che dovranno affrontare nei prossimi anni i CMO delle aziende nel panorama mediiale? Risponde Andy Brown di Kantar Media.

From Engagement to Sales: un conto è capire che il content è fondamentale come chiave del successo del marketing di un brand, tutt’altra cosa è comprenderne il motivo. Ci aiutano a chiarirlo Carolyn Everson, VP global marketing solution di Facebook e Stewart Dryburgh, global marketing head di KitKat.

Going Direct: Jose Marino di Natura ci mostra come integrare modelli tradizionali di vendita al nuovo panorama creato dai social media.

Your 2023 Shopping Basket: Tesco.com è una delle aziende di retail e GDO più innovative. L’international director Frans Falize porta al pubblico del FOMG insight relativi alla strategia e-commerce dell’azienda, presente e futura.

Money Matters: Kevin Burke, CMO di Visa, è interpellato per analizzare i nuovi modi in cui gli utenti compiono transazioni e interagiscono con brand e altre persone, nei modi in cui ‘consumano’ i media.

WFA explores IMC: Gary Lim di Johnson&Johnson, Geoff Seeley di Unilever e Gerhard Louw di Deutsche Telekom analizzano priorità e realtà nell’integrated marketing communication.

Mod men: l’universo di Mad men aggiornato al 2013

La serie tv cult  Mad men è giunta alla sesta edizione: per l’occasione  il team di Shutterstock ha reso omaggio ai pubblicitari più famosi del piccolo schermo con la raccolta di illustrazioni minimal Mod Men.

Immaginate i personaggi del telefilm catapultati nel 2013: quali oggetti userebbero? Probabilmente Peggy Olson abbandonerebbe la macchina da scrivere per un pratico MacBook, Betty Francis preferirebbe rilassarsi con lo yoga, ben più salutare delle sigarette, mentre Joan Harris sarebbe impegnata a prendere appunti su un iPad di ultima generazione:

Secondo voi Donald Draper e soci in versione 21esimo secolo conserverebbero ancora il loro fascino o li preferite in versione vintage?

6 consigli per rafforzare le relazioni commerciali

6 consigli per rafforzare le relazioni commerciali

Nell’odierno  mondo del business tutto corre veloce e non c’è molto tempo per parlare delle relazioni che spesso passano in secondo piano rispetto al profitto.In contrapposizione a questo trend il segreto della sostenibilità del business sta nell’ umanizzazione del lavoro, cioè nel trattare le nostri relazioni d’affari come facciamo con i nostri rapporti personali, mostrando al cliente che lo si tiene veramente a cuore. Si tratta di applicare semplicemente il principio senza tempo della reciprocità.

Reciprocità vuol dire dare per ricevere, ed è uno dei più potenti strumenti per la fidelizzazione della clientela. È fondamentale capire l’importanza e l’universalità della norma di reciprocità, che ci fa sentire obbligati a ripagare gli altri per quello che hanno fatto per noi. La norma ci spinge a essere giusti ed equi nelle nostre interazioni sociali quotidiane, i nostri rapporti d’affari e le nostre relazioni intime.

La reciprocità genera la fiducia

La Reciprocità a volte è vista negativamente, è percepita come un tipo mercenario di scambio, o una forma di manipolazione. Ma l’altra faccia della medaglia è che questa norma può essere un vero e proprio atto di cura per il business, un modo di presentarsi e comunicare la propria identità al mondo esterno.

Si tratta di coltivare le relazioni di business in un modo che non è diverso dal modo in cui coltiviamo i nostri rapporti personali. Quando un’azienda lo fa sinceramente, mossa da un naturale desiderio di essere utile, allora i premi e i ritorni saranno molto alti. Di seguito proponiamo 6 consigli su come usare il principio di reciprocità per migliorare i rapporti commerciali.

6 consigli per rafforzare le relazioni commerciali

1. Effettuare una verifica di tutte le vostre relazioni commerciali

State attualmente prendendo qualche rapporto commerciali per scontato? Che cosa si può fare per riaccendere l’interesse iniziale che avete mostrato nel rapporto? Questo potrebbe essere semplice come l’invio di una lettera scritta a mano o una mail per ringraziare i clienti del loro continuo sostegno, o dando loro un bonus inaspettato come la spedizione gratuita o un’offerta speciale. Coltivate le relazioni a lungo termine già esistenti allo stesso modo di quelle nuove.

2. Adottate il motto: “Nessuna relazione va lasciata indietro”

Le piccole imprese che sono attive sui social media hanno una grande opportunità di connettersi con i loro clienti. Cogliere ogni occasione per essere sensibili a tutte le interazioni, non solo lamentele. Rispondere apprezzando le recensioni positive dei clienti, o qualsiasi commento lasciato sul sito aziendale. Utilizzate i tanti strumenti digitali di reciprocità, come retweeting, likes, commentare, condividere, aggiungendo alle cerchie di Google o consigliare cliccando +1.
Tutte queste sono segnali/azioni con cui l’azienda esprime un semplice: “Vi apprezziamo”.

6 consigli per rafforzare le relazioni commerciali

3. Siate generosi

Non sapremo mai quali opportunità possiamo aver perso nella vita comportandoci da tirchi!
È difficile ricevere qualcosa se non apriamo le nostre mani per dare. Questo è vero nella nostra vita personale come negli affari. Facciamo l’esempio: si prenota un week-end in un agriturismo e si ottiene un buon servizio pagando 100 €, ma nient’altro. Un altro agriturismo offre anche un buon servizio sempre a 100 € ma aggiunge l’offerta di una aperitivo per salutarvi all’ arrivo. A volte la differenza tra mantenere e perdere un cliente in un mercato competitivo non è altro che il costo di aperitivo!

4. Ricompensare il passaparola positivo

Il passaparola positivo non genera solo reddito, ma consente di risparmiare tempo e soldi nel ciclo di vendita e comunicazione. Per una piccola impresa, in particolare, vale oro.

Basterebbe una lettera scritta a mano per far sapere al cliente quanto viene apprezzata la sua raccomandazione, magari aggiungendo anche un piccolo buono regalo, alcuni biglietti per il teatro o una scatola di cioccolatini. È il vecchio modo di fare business: essere “umani”.

6 consigli per rafforzare le relazioni commerciali

5. Aggiungere valore attraverso contenuti di qualità

Non prendete in giro le persone, fornendo qualche piccolo contenuto e monetizzare il resto. Condividere liberamente contenuti di qualità, su base regolare, per generare apprezzamento e per sviluppare un seguito. Si trasformerà in un ritorno in modi diversi.

Chiedete ai vostri clienti o stakeholder di quali informazioni utili necessitano, oppure cercare quali problemi potrebbero avere nei loro affari e pubblicare le risposte sul vostro blog.
Il semplice atto di fare questo favore è sufficiente a provocare un senso di reciprocità.

6. Ascoltare, ascoltare, ascoltare

Il fumettista Frank Tyger una volta disse: “Non esiste alcun prestito migliore di un orecchio comprensivo” Nel mondo rumoroso di oggi, pieno di distrazioni, le persone sono affamate di qualcuno che ascolti veramente. L’ascolto è una delle più gentili attività reciproche. Date ai vostri collaboratori e colleghi il dono della vostra attenzione ritagliandovi il tempo per ascoltare i loro problemi, le speranze e le aspirazioni.

6 consigli per rafforzare le relazioni commerciali

Tumblr: l'aggiornamento dell'app iOS include il social sharing [BREAKING NEWS]

Sebbene Tumblr non abbia ancora rilasciato un’app specifica per iPad, ha comunque recentemente aggiornato la versione per iOS e per Android per sfruttare i miglioramenti significativi fatti all’inizio di quest’anno e riflettere le recenti modifiche al design del loro browser mobile.

Gli utenti possono ora sincronizzare l’applicazione con il loro elenco di contatti Facebook per trovare i blog dei loro amici, i tag dei brani e inviare e-mail,ed hanno inoltre a dispozione un sistema di notifica in-app.

Inoltre l’app consente agli utenti di condividere i post via Twitter e Facebook, così come salvare i contenuti utilizzando Instapaper e Pocket. Ulteriori opzioni di condivisione, reblogs veloci, e la possibilità di registrarsi da dentro l’applicazione sono alcune delle opzioni aggiuntive favorite dall’ultimo aggiornamento.

L’aggiornamento arriva in seguito all’uscita della versione dell’app di Tumblr per Windows Phone e sembra identificare l’intenzione che questa piattaforma possa diventare sempre più fruibile via mobile e che si possa sempre più legare alle dinamiche dei social media più influenti.

 

Hyundai si suicida con lo spot sul suicidio [BREAKING NEWS]

Hyundai UK ha partorito in collaborazione con l’agenzia Innocean Europa uno spot per la nuova versione della sua ix35 che mostra un uomo impegnato nel tentativo di suicidarsi nella sua auto. Tale sforzo risulta però vanificato dal fatto che l’unico gas che l’auto emette è vapore acqueo e non monossido di carbonio. Quando lo vedi la prima volta pensi che, in fin dei conti, sia uno spot originale seppur azzardato. L’obiettivo della casa sud-coreana era mostrare con un messaggio decisamente forte le potenzialità della versione alimentata ad idrogeno del suo crossover.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=zE_R8-6946Q’]

Ieri, la prima protesta è arrivata da Holly Brockwell, una copywriter che ha usato il suo blog per domandare ufficialmente alla casa automobilistica e ad Innocean di rimuovere la pubblicità da tutti i canali online. Nella sua richiesta descrive come suo padre si sia tolto la vita in circostanze pressochè simili a quelle riportate nello spot. Ecco, qui ci rifletti e pensi che forse quello spot sarà anche originale, ma più che azzardato è stato il frutto di una spiacevole stoltezza.
Quando sono riuscita ad arrivare alla fine del video, al momento in cui l’uomo non muore grazie alle emissioni zero di Hyundai, ho iniziato a piangere senza modo di fermarmi. Improvvisamente ho sentito come le mie lacrime non fossero giustificate dal vostro messaggio. Mi sentivo solo vuota. Nauseata. E rivolevo il mio papà”.


Altre reazioni sono prontamente arrivate da parte di associazioni e utenti su Youtube che hanno sottolineato come Hyundai non si sia fatta problemi a strumentalizzare un argomento così serio per i suoi “sporchi” fini commerciali. Jalopnik.com lo ha definito senza mezzi termini come “il peggiore spot nella storia dell’auto”.

Hyundai UK tramite un tweet ha risposto, scusandosi “unreservedly” con la giovane blogger e con chiunque si sia sentito offeso. Ed ha chiarito che il video sia stato tolto dalla rete e non verrà più usato in nessuna attività above-the-line o in altre iniziative. Numerosi utenti di Twitter hanno risposto all’azienda che l’unico modo per farsi realmente perdonare per la sua uscita tasteless sia quello di fare una sostanziosa donazione ad associazioni per la prevenzione del suicidio.


Al di là della constatazione delle scuse, ci sono delle considerazioni da fare. Dopo questa vicenda, infatti, il video ha incrementato la portata del suo viral-DNA, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno. Non è bastato affermare che il commercial vada “nella direzione opposta dei valori morali come azienda e come membri della comunità“. E’ ovvio che in casa Hyundai avevano messo in conto anche di urtare la sensibilità di molti. E nel momento in cui hanno deciso di continuare e prendersi il rischio, già sapevano che probabilmente questo video avrebbe spopolato ancor di più. Manco a dirlo, l’immagine del protagonista è stata utilizzata già come meme sui social network. Lo scopo di molti è, tuttavia, quello di screditare Hyundai.

Non tutto ciò che è viral brilla. Non siamo al bar tra amici e vince chi fa o dice la cosa più originale. Hai un target e sei un brand globale. Puoi e devi osare nella tua comunicazione solo se questa ti fa accaparrare una fetta più grande di mente o di cuore del tuo potenziale cliente. O perlomeno è quello a cui mi piace credere. Sono ancora uno di quegli sciocchi che pensano che il marketing, oltre a far vendere, possa contribuire a migliorare il mercato ed il mondo?