10 metri per un like: l'ultima campagna di Nike in Giappone

Correre come me” e “correre per un like” sono entrambe corrette interpretazioni della campagna Nike in Giappone “Run like me”. Una trovata davvero originale quanto virale condotta dal colosso americano che, per dimostrare che con questo nuovo paio di scarpe si può correre davvero a lungo, ha creato una fan page su Facebook. Per ogni Like ricevuto dalla pagina, l’artista della corsa Joseph Tame , ha percorso 10 metri, vestito in modo assolutamente bizzarro, ma con al piede le Nike LunarGlide+4.

L’impatto virale è stato eccezionale! Oltre ai tantissimi like, che lo hanno portato a percorrere circa 420 km in 30 giorni, la notizia si è sparsa su tantissimi siti e media giapponesi, dove l’atleta è stato anche ospite. Il percorso che ha effettuato inoltre non è stato casuale, tutt’altro: ha seguito un GPS che gli ha permesso, con i km percorsi, di disegnare sulla mappa un’autentica scarpa Nike su Tokyo.

E voi quanti metri sareste disposti a correre per un like?

Tradizione e tecnologia per le scuole con Torno Kohime in Second Life

La mostra Perle di saggezza organizzata da Silvestro Dagostino, Giancarla Loon e in collaborazione con Arte Libera

Di Ivonne Citarella – Sociologa e Second Lifer

Mettete una mostra di acquarelli, ben 60,  in cui un personaggio, Girumin – un simpatico ometto disegnato in stile naif – racconti i più importanti proverbi italiani, il tutto nella cornice virtuale ed immersiva di Second Life, esempio esaltante di un indovinato connubio tra la più antica tradizione italiana e l’avanzata tecnologia in 3D.

Immaginate ora, e fatelo con gli occhi di un bambino, di mostrare questa iniziativa ad una classe delle elementari, di essere la loro guida virtuale magari travestita da un personaggio dei fumetti e di soffermarvi a commentare con loro ogni acquarello e  il proverbio al quale esso è collegato. Tutti converremmo nel pensare che per i bambini rappresenterebbe un’esperienza, oltre che ludica, al contempo innegabilmente formativa in quanto permetterebbe loro di entrare nel vivo di quella tradizione italiana, quella cioè  raccontata dai proverbi, oggigiorno messa da parte, con l’ausilio di uno strumento magico e fantastico: la virtualità.

La solarità dei 60 acquarelli in mostra molto possono dirci sulla vivacità creativa della compianta Torno Kohime, una artista che in Second Life ha lasciato il segno ma non rendono giustizia al lato pionieristico di questa donna. Torno, infatti, è stata anche la fondatrice di Saturnia una land che oltre a coniugare cultura e arte, ha colto in pieno la versatilità di Second Life. Vediamo perché!

Saturnia nacque per volontà di Torno che acquistò i primi 2.000 mq che presto divennero, con l’ingresso di altri soci (tra i quali voglio ricordarne almeno due Paidos Woodall e Aigor Cioc), ben 45.000, che furono trasformati in un enorme e splendido laboratorio scientifico, forse uno dei primi esperimenti virtuali volti all’apprendimento in ambiente immersivo. Infatti, vennero magistralmente riprodotte le macchine di Leonardo Da Vinci, gli esperimenti scientifici di Galileo Galilei, la catena del DNA, il Planetario, l’Inferno di Dante e i gironi, le tavole degli elementi chimici, l’atomo, il corpo umano e l’angolo della memoria.

Oltre ciò, Saturnia rappresentò anche l’opportunità per molti artisti di poter esporre liberamente e gratuitamente le proprie opere e anche un luogo dove divertirsi e incontrare tanti amici nella discoteca “Baia Luna”.

Esplorazione, interazione, condivisione, socializzazione, creatività, divertimento, tutti concetti che Torno era riuscita a far convergere in una sola land  grazie alla sua genialità che la spingeva sempre a migliorarsi, mettendosi continuamente in gioco e ciò grazie anche alle capacità dell’amico Silvestro Dagostino, suo braccio destro. Torno, diventò anche lei una builder e dedicava giornate intere a costruire, demolire, ricostruire con risultati brillanti, creando opere capaci di attrarre l’attenzione degli stranieri con i quali era riuscita, grazie anche alla sua versatilità relazionale e alla conoscenza delle lingue, ad instaurare ottimi rapporti di scambio culturale.

Torno e la sua opera in Second Life resteranno indelebili anche oltre i confini virtuali poichè, dulcis in fundo, era un’affermata pittrice presente nel gruppo delle Belle Arti di Como, dei Pittori Canterini, dell’Italart di Lodi. Giorgio Falossi del Quadrato, Antonino De Bono di Arte più Arte e  Chetta della New Art Promotion sono i nomi di alcuni dei critici ed editori colpiti dalle sue creazioni. La sua attività si è divisa tra poesia, disegno e pittura. Il suo nome era Ya Angela Torno e questo portento di energia, pensate, ha visto la luce nel 1929! Quando l’età è solo un particolare!

Twitiquette: 10 consigli per essere un utente Twitter di successo!

Twitter – come tutti gli altri social networ – per quanto sia considerato spesso il contrario non si differenzia molto dalla realtà. Si tratta infatti di luoghi d’incontro dove le persone instaurano, mantengono e consolidano relazioni. Spazi e comunità in cui, come nella vita reale di tutti i giorni, sono (o forse è meglio dire dovrebbero essere ;-)) in vigore delle regole di buona educazione, di rispetto e di buona condotta.

Un sorta di galateo, di etiquette ( a volte tacito, a volte dichiarato) che al tempo dei social ha assunto il nome di Netiquette:

Neologismo sincratico che unisce il vocabolo inglese network (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione), è un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse quali newsgroup, mailing list, forum, blog, reti sociali o email in genere

Al di là delle regole generali, però, ogni social network e/o luogo virtuale ha le sue proprie regole, i suoi “usi e costumi” che, se seguiti, permettono di essere rispettati, considerati ed ottenere il meglio dallo strumento. Dalla blogtiquette per i blog ai principi e regole per il buon utilizzo delle e-mail fino ad arrivare alle specifiche netiquette per ogni social network.

Fra queste, oggi vogliamo parlarvi della Twitiquette e le 10 semplici regole da seguire per diventare degli utenti Twitter di tutto rispetto, migliorare il coinvolgimento e non rischiare di perdere follower. In poche parole: utenti Twitter di successo :-)!

1. Hashtag sì o hashtag no? Sì, ma non in “pole position”

Se da un lato – come abbiamo visto nell’articolo dedicato all’Hashtag Marketing – il simbolo del cancelletto # è uno strumento che aiuta l’utente e/o il brand a creare buzz, categorizzare, essere ritrovati e, di conseguenza, utilizzare con efficacia Twitter, dall’altro lato non bisogna mai dimenticarsi che alle persone, prima di tutto,  interessa il vostro pensiero, la vostra idea, la vostra opinione! Quindi semaforo verde all’utilizzo dell’hashtag, ma con una piccola attenzione: mai all’inizio di un tweet!

2. Hashtag sì, ma non più di 3!

Ricordate il numero perfetto? Si dice sia il numero 3. Bene, memorizzatelo nella vostra mente e non dimenticatevene più. Perchè? Perchè è il numero massimo consigliato di hashtag che possono essere utilizzati nel medesimo tweet! Se proprio non riuscite a fare a meno di usarne di più, fatelo ma di rado! Non solo è irritante, ma è anche e uno dei modi migliori per vedere il proprio numero di follower scendere drasticamente. E siamo convinti che voi non avete questo obiettivo, vero? 😉

3. I follower non sono tutto!

Follower, follower e ancora follower! Avere un profilo con un numero elevato di utenti che ci seguono sembra essere il primo obiettivo per tutti gli utenti e brand che si iscrivono a Twitter. Un obiettivo assolutamente da raggiungere, al punto di aver dato vita al tanto discusso fenomeno della compravendita di follower basandosi sull’idea che “un account con molti follower sia popolare, rispettabile e quindi degno di attenzione“.

Ebbene, la terza regola della Twittiquette dice proprio il contrario: non fatevi in mille per ottenere più follower possibili ma concentratevi piuttosto nel creare e mantenere vivo l’engagement, l’interazione, la bidirezionalità della comunicazione che, a lungo andare, ripagherà anche con il numero di follower.

4. Il “follow back” non è la regola

Non è obbligatorio ricambiare il vostro following. Alcune persone non vi seguiranno solo perchè voi lo avete fatto, quindi non stupitevi in caso contrario! Fatevi conoscere, cercate l’interazione e create l’interesse a seguirvi citando l’utente, grazie al “@+nome utente” e twittando una domanda, un’idea, una vostra opinione. In questo modo, l’utente avrà modo di imparare a conoscervi ed interagire con voi e, solo dopo, decidere se vale la pena seguirvi oppure no. Anche in questo caso, come per la regola numero 3, la qualità vale molto di più della quantità ;).

5. Non più di 120 caratteri per tweet

Nonostante il numero di caratteri massimo consentito da Twitter sia 140, cercate di non superare i 120. Ma come? Già lo spazio è poco, perchè non dovremmo utilizzare tutti caretteri che abbiamo a disposizione? Perchè questo consentirà agli utenti di re-twittare e menzionarvi senza problemi di spazio e abbraviazioni. Come fare? Ricordandovi 4 lettere che rappresentano una regola d’oro valida per tutti: KISS – Keep it simple and short o, come molti preferiscono dire, Keep it short and “Stupid”, d’altronde la semplicità premia sempre 🙂

6 – Il look conta, anche su Twitter!

L’abito non fa il monaco, è vero, ma la prima impressione conta e l’aspetto, insieme alla sostanza, vuole la sua parte! Completate e occupatevi del vostroprofile look: aggiungete una foto profilo e uno sfondo che vi rispecchino e non dimenticate di scrivere una breve descrizione per presentarvi. Non c’è peggior cosa di non sapere con chi si sta interagendo, o si ha intenzione di interagire, ed è uno dei modi migliori per non essere seguiti o addirittura perdere follower!

7. Risponditore automatico? No, grazie!

Non utilizzate i messaggi diretti (DM) di risposta automatica, ancor più se rimandano il destinatario alla pagina Facebook o altri spazi web del mittente. E’ fastidioso, non sincero (il messaggio è inviato a tutti, senza personalizzazione) e spesso considerato come spam anche se l’intento di base è quello di voler ringraziare per il following. In questo caso, è meglio e più apprezzato mandare un tweet pubblico! 🙂

8. Viva l’umiltà, abbasso la vanità!

Se qualcuno vi commenta positivamente, vi fa un complimento e/o dice qualcosa di bello di voi via tweet, evitate di “tirarvela” facendo il re-tweet! Vantarsi non premia, su Twitter come nella vita 🙂

9. Segnalare gli account fake è un dovere

Segnalate qualsiasi account spam e/o fasullo con cui venite in contatto. Meno ce ne sono, più Twitter sarà un posto migliore per tutti :-).

10 -Be yourself and have fun!

 Siate voi stessi, siate autentici. Divertitevi e twittate contenuti di valore che rispecchino ciò che siete e quello in cui credete, pensate e vi compete!

 E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con questa Twitiquette? Avete qualche regola da aggiungere?

I grandi classici Disney diventano videogiochi 8-bit

La rivista Little White Lies, visto il successo del film di animazione Ralph Spaccatutto, ha ideato e proposto ai suoi lettori di realizzare delle start screen per dei videogiochi in stile 8-bit dei film targati Disney. Ovviamente tutti gli appassionati di retrogaming e nostalgici del Commodore e dell’Amiga si sono scatenati con creazioni che riescono sia nell’intento di strappare un sorriso che in quello di fantasticare sulle ore che avremmo voluto perdere da piccoli se questi giochi fossero realmente esistiti.

 

Ed è così che cercando nel calderone Disney ci ritroviamo con la navicella di Navigator che ci chiama, una royal rumble tra nani, uccellini, cacciatori e Biancaneve senza esclusione di colpi e con Mike di Monster Inc. in versione Pac Man. Tutto realizzato in maniera molto realistica nei confronti della grafica 8-bit e che ci fa subito immaginare come potrebbe essere anche il gioco, non solo la schermata iniziale ma purtroppo tutto rimane confinato nella nostra immaginazione a meno che qualcuno della Disney non prenda buona l’idea e realizza qualche piccola sorpresa.

 

 

 

Tutte le start screen realizzate sono visibili su Facebook, dove possiamo trovare platform con Pinocchio, Lilli e il Vagabondo in un ipotetico “Suck the spaghetti”, ma anche film recenti come Tron Legacy o Up. Personalmente la mia scelta è caduto su Navigator che si merita la copertina di quest’articolo, ma ovviamente è una scelta personale fatta anche dal cuore in quanto sono cresciuto con quel film, perciò attendo i vostri preferiti e le vostre proposte nel box dei commenti qua sotto!

MailUp: i segreti dell'Email Marketing per aumentare le tue vendite [EBOOK]

MailUp Ninja Academy

Twitter, Facebook, Whatsapp: la nuova tecnologia li vuole tra i protagonisti della comunicazione 2.0 pensando (erroneamente) che l’email possa essere sostituita, surclassata, dimenticata.  

Ma è davvero così? Davvero può essere lasciata nel dimenticatoio? Pare proprio di no: il suo tasso di conversione è decisamente maggiore rispetto alla lotta “contro” l’EdgeRank di Facebook o il flusso talvolta dispersivo di Twitter.

Ovvio è che l’email deve incuriosire, risultare interessante, allettante, positiva.

Come impostare dunque i contenuti?
Quale peso dare a usabilità, immediatezza semplicità?

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Come usare l’email per vendere online?

MailUp Ninja AcademyNinja Academy sceglie MailUp, piattaforma professionale di invio email, per farvi conoscere i segreti dell’Email Marketing e lo fa tramite il loro 2° ebook (assolutamente gratuito): “Vendi o stai pensando di vendere online? 5 motivi per cui non fatturi quanto ti aspetti” con prefazione di Gianluca Diegoli, nostro docente al Master Online in Strategie di Marketing & E-commerce. 15 pagine di consigli per vendere online (e non solo)!

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Qualche anticipazione?

• Creare e inviare newsletter personalizzate imparando a conoscere i tuoi clienti
• Aiutare i clienti durante la fase di acquisto con email transazionali
• Recuperare le esperienze di acquisto interrotte, i cosiddetti “carrelli abbandonati”
Integrare il tuo negozio online con una piattaforma professionale di email marketing
• Coccolare il cliente: sapete quanto è grande la forza di un semplice “grazie“?

Empatia, comprensione, valorizzazione e voglia di migliorarsi: tanti consigli da metabolizzare e adottare nella vita (lavorativa e non) di tutti i giorni, anche se il tuo scopo non è prettamente quello di vendere online. 

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E tenetevi forte, perché Ninja Academy e MailUp
hanno in serbo tante altre sorprese per voi!

Be relevant. Be Ninja.

8 frasi difficili da dire per un manager

8 frasi difficili da dire per un manager

Si tratta solo di piccole attenzioni, ma non sempre risultano così ovvie e scontate, al contrario per alcuni manager possono sembrare le cose più difficili da fare. Un vero boss deve avere la capacità di adattarsi alla situazione ed affrontare ogni cambiamento con umiltà e ottimismo.
Scopriamo insieme quali sono queste famigerate frasi tanto difficili da dire, ma tanto efficaci per creare un positivo ambiente di lavoro.

1. “Questo è quello che penso”

8 frasi difficili da dire per un manager

A volte può risultare difficile manifestare con forza la propria convinzione. Spesso si preferisce chinare la testa e non contraddire quello che ti ordina il manager, oppure il mercato.

Questo non significa essere dei rivoluzionari, disobbedire alle regole o rompere gli schemi. Avere le idee chiare e portandole avanti con logica e fermezza significa dimostrare di avere carattere.

D’altra parte il dialogo e il confronto con gli altri è fondamentale in un’azienda. Una nave con il vento in poppa non va da nessuna parte se i marinai
remano in versi opposti.

2. “Ho sbagliato”

8 frasi difficili da dire per un manager

Una delle caratteristiche di un boss perfetto è l’umiltà. Riconoscere di aver sbagliato non significa perdere il rispetto dei propri sottoposti, al contrario migliorerà largamente la considerazione che hanno di voi.

Non è un male sperimentare nuove vie per raggiungere diversi traguardi, ma qualora le scelte intraprese non fossero quelle ottimali si deve avere la capacità e il buon senso di tornare sui propri passi e riconoscere i propri errori.

3. “Ben fatto, complimenti!”

8 frasi difficili da dire per un manager

Nessuno ottiene mai abbastanza lode. Riconoscere e valorizzare il lavoro dei propri dipendenti, qualora abbiano svolto un ottimo risultato, è gratificante non solo per loro stessi, ma anche per il capo che può vantarsi di avere in aziende delle risorse in gamba e qualificate.

E’ bene spronare le proprie risorse a fare sempre del loro meglio e dare il massimo, ma il merito deve essere messo in risalto, in quanto può essere di esempio per il resto dell’azienda.

4. “Prego, non c’è di che”

8 frasi difficili da dire per un manager

Un bravo capo non deve far pesare il proprio aiuto e il proprio sostegno. I lavoratori devono sapere di poter contare sempre sul supporto del vertice aziendale.

Tuttavia non si deve rischiare di sembrare troppo malleabili, altrimenti i dipendenti potrebbero approfittarsi della vostra disponibilità e adagiarsi sugli allori. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.

5. “Mi puoi aiutare?”

8 frasi difficili da dire per un manager

Nessuno è un supereroe, inutile provarci. Un bravo manager deve saper delegare quando non è in grado di svolgere al meglio una mansione. Questa sarebbe è una decisione ottima e soprattutto più produttiva.

Ognuno ha il proprio campo di specializzazione, non esiste una persona capace di dare il 100% in ogni campo d’azione. Per questo motivo nascono delle figure professionali ad hoc.

Quando si ha bisogno di aiuto, indipendentemente dal tipo di aiuto, basta dire con sincerità: “Puoi aiutarmi?”

6. “Mi dispiace”

8 frasi difficili da dire per un manager

Errare è umano, perseverare è diabolico! Tutti commettiamo degli errori, anche i grandi manager, non dimentichiamoci che sbagliando si impara. Si deve mostrare un giusto atteggiamento per riparare alle sviste.

Capita spesso che affrontando con umiltà uno sbaglio si riesca a migliorare, ottimizzando anche la gestione dell’azienda e dei processi nell’ottica più pura del miglioramento continuo.

7. “Puoi spiegarmelo?”

8 frasi difficili da dire per un manager

Non si nasce con la camicia, non è detto che chi ha più esperienza sappia più cose e sia più saggio. Questi tempi hanno dimostrato che a volte i giovani hanno molte cose da insegnare agli “adulti” e ai manager più anziani.

Comprendere che nella vita c’è sempre da imparare e qualcosa di nuovo da scoprire, è la chiave per il successo imprenditoriale. Del resto l’innovazione e il rinnovamento sono i veri obiettivi da perseguire.

8. “Lascia che ti dia una mano”

8 frasi difficili da dire per un manager

Molti vedono la richiesta di aiuto come un segno di debolezza. Così, molte persone esitano a manifestare i propri limiti. In realtà tutti hanno bisogno di aiuto.

Lasciare che gli altri intervengano può aprire l’azienda ad interessanti opportunità di sviluppo, portando la direzione aziendale verso nuove rotte che da soli si sarebbe rischiato di non intraprendere.

I brand che amano prendersi gioco dei consumatori

Uno dei primi trend emersi in questo 2013 è la smania dei brand di prendere in giro i propri consumatori, giocare con i loro sentimenti e strapazzarli in maniera “integrata”.

Le ultime campagne diffuse sul web sembrano avere come obiettivo principale quello di mettere in imbarazzo il consumatore che si trova immerso in situazioni dalle quali vorrebbe scappare o che comunque gli provocano sentimenti negativi o di disagio. Cerchiamo di spiegare meglio il concetto attraverso alcuni esempi.

NIVEA e il suo nuovo concept “The Stress Test

Per promuovere la resistenza del deodorante alle situazioni più stressanti, il brand tedesco ha messo su un ambient all’aeroporto di Amburgo in cui alcuni ignari viaggiatori hanno vissuto per un po’ la paura di essere dei ricercati dalla polizia.

Non sono mancate repliche dei fan su Facebook che hanno accusato il brand di essersi mostrato poco attento alle condizioni di salute dei viaggiatori (presto è arrivata la replica del brand che accertava la buona condizione di salute pregressa di tutti i partecipanti all’azione verificata attraverso amici e parenti).

Al di là di queste polemiche la vera domanda è: che tipo di sentiment è riuscito a trasmettere il brand ai suoi clienti (o potenziali tali)? E agli utenti che hanno visualizzato il video su YouTube?

Una ricetta simile anche per l’ultima campagna Heineken “The Candidate”

Alcuni ragazzi ad un colloquio vengono messi alla prova in situazioni ai limiti dell’imbarazzo: selezionatori che ti accompagnano con la mano, si sentono male o ti rispondono “risposta sbagliata”.

Un’azione che di certo non ha trasmesso un sentimento del tutto positivo nei candidati che hanno effettuato il colloquio (a parte Guy, il “vincitore” dello stage).

Ma perché allora i brand stanno adottando questi concept? Che fine hanno fatto i tradizionali flash mob o le distribuzioni massive di free sample?

La risposta sembra essere una sola: perché diventano virali.

Il successo dietro queste azioni è soprattutto nella fase distributiva in rete dove gli utenti (il vero target) sembrano di gran lunga apprezzare i brand che ricreano situazioni verosimili, coinvolgono in prima persona i passanti e rimangono perfettamente coerenti con il concept del prodotto.

La reazione dei protagonisti è reale, non filtrata da preconcetti o da precedenti esperienze.

Come scrive Mirko Pallera nel suo libro Create!” I consumatori ricercano sempre più nei prodotti esperienze in grado di coinvolgerli a un livello sempre più emozionale. […] che parlino al cuore e non solo al cervello. E questo non significa limitarsi a trasformare ogni cosa in una specie di luna park con effetti speciali, musiche ritmate e odori allettanti“.

Dunque un’esperienzialità senza regole (o con regole non esplicite) che sfrutta un altro trend emergente, quello della “prima volta”. I consumatori, costantemente immersi nell’innovazione, sono ormai sempre alla ricerca di una “prima volta”: nuovi prodotti, servizi, app ed esperienze.

Premiano i brand coraggiosi e l’innovazione – specialmente nella comunicazione. I brand che vinceranno saranno quelli che riusciranno ad adottare una “nuova mentalità“. Sono ovviamente avvantaggiati i nuovi brand, le start-up, che fisiologicamente hanno una mentalità meno strutturata. Ma Nivea ed Heineken c’hanno dimostrato che anche aziende con un patrimonio di marca ben consolidato possono innovare i significati e quindi la propria proposta di valore.

Giphy, le gif a portata di click!

Giphy, il motore di ricerca per le GIF più belle

Giphy, le gif a portata di click!

Graphics Interchange Format, o più comunemente conosciute come GIF, le immaginette “animate” sono state un vero e proprio must nei primissimi anni di Internet. Create alla fine degli anni ’80, hanno colorato e movimentato moltissime pagine della preistoria digitale. All’epoca erano un’ottima alternativa ai video, vista la poca potenza di calcolo dei pc e la scarsa velocità delle prime linee internet.

Giphy, le gif a portata di click!

Con il migliorare delle linee ADSL e lo sviluppo dei processori, le GIF hanno lentamente ceduto il passo a formati più performanti e utili. Non sono, però, del tutto scomparse rimanendo attive su moltissime board e forum come simpatici memi o instantanee di momenti da ricordare. Proprio in questo contesto ci viene in soccorso Giphy che si propone di fondere un sistema ad hashtag stile Twitter con un motore di ricerca in grado di cercare in un corposo archivio di GIF animate.

Giphy, le gif a portata di click!

I siti da cui Giphy prende le sue risorse sono diversi, anche se la maggior parte sono Tumblr di normalissimi utenti. Si può trovare davvero di tutto e alcune immagini risollevano davvero la giornata.

Trovare i gattini non è mai stato così facile! 🙂

Pdf2iPad: converti i tuoi pdf in app interattive

Cataloghi, brochure, depliants, riviste: la comunicazione su carta stampata è una delle voci sul bilancio di aziende e liberi professionisti che fa sempre riflettere. Investire sulla qualità di una buona pubblicazione editoriale significa aumentare le proprie spese a volte in modo molto incisivo, soprattutto se si vuol essere competitivi in un mercato che oggi più che mai è fatto di immagini.

Il marketing delle app mobile offre però molte soluzioni alternative alla carta e con una buona strategia si ottiene risparmio di tempo e denaro ma con un risultato davvero molto più interessante. Abbiamo già detto che le modalità di engagement dei consumatori oggi tengono conto dell’inarrestabile crescita del mercato del Mobile, ma questa rivoluzione conta soprattutto se si tiene conto che le esigenze attuali delle aziende e dei professionisti sono soprattutto agilità e innovazione.

Pdf2iPad: trasforma i tuoi pdf in app

Pdf2iPad.it è lo uno strumento realizzato da I-Contact Srl che consente, senza possedere grandi competenze informatiche, di trasformare brochure, cataloghi, libri, magazine e riviste in pubblicazioni multimediali, distribuibili su App Store.

I vantaggi per le aziende, che solitamente dispongono di cataloghi o di brochure per presentare i propri prodotti, diventano molteplici in particolare rispetto alla produttività e al risparmio. Vediamo come.

Non sempre  le aziende sviluppano la propria strategia di comunicazione e marketing in autonomia: molto più spesso si rivolgono ad agenzie esterne, generando ulteriori costi per il proprio business. Ai costi tradizionali di stampa inoltre oggi si aggiungono quelli richiesti dalla pianificazione e dallo sviluppo di nuovi strumenti tecnologici, in particolare appunto quelli relativi alla creazione di applicazioni mobile.

Del resto non si può più credersi competivi sul mercato senza avvalersi degli strumenti del mobile marketing: le app in particolare, come abbiamo spesso evidenziato qui su Ninja Marketing, sono uno strumento oggi indispensabile non solo per raggiungere i clienti ovunque, ma anche per migliorare la gestione aziendale dentro e fuori l’ufficio, dal management alla rete di vendita.

Pdf2iPad è dunque un servizio utile per le aziende che vogliono dotarsi di una strategia marketing multicanale e coglie un trend ormai assodato, che è quello della diffusione dei tablet (in particolare Apple, come evidenziato dai più recenti dati mondiali) in quella che è ormai definita l’“era post pc”.

Dalla carta al catalogo multimediale

Con Pdf2iPad la creazione, lo studio del formato, l’impaginazione e il layout di cataloghi, brochure, riviste e magazine, possono essere studiati direttamente in azienda e il PDF, usato per la stampa, può essere convertito “ad hoc” in catalogo multimediale. Il tutto avviene nell’area di gestione via web: in essa vengono caricati foto, video, PDF e addirittura oggetti in 3D e si procede a dar vita al prodotto editoriale, studiando soluzioni adatte ai dispositivi mobili e visualizzandone l’anteprima, ogni volta che serve attraverso l’applicazione “Pdf2Apps View”.

Nella sezione Help del sito vengono descritte le semplici procedure per la trasformazione del PDF, procedure che sono possibili anche per i principianti.

Easy e Library App

Pdf2iPad permette di scegliere tra due tipologie di App: Easy e Library. La prima è consigliata qualora l’applicazione da creare riguardi una singola pubblicazione come un libro o una presentazione interattiva, della quale gli utenti potranno fare il download e accedervi direttamente.

La Library App invece è utile nel caso in cui si debbano inserire nell’app più pubblicazioni (brochure, cataloghi). Questa tipologia permette di gestire i contenuti e la loro visibilità o di stabilire se si tratta di contenuti scaricabili gratis o a pagamento oppure se sono riservati solo ad alcuni utenti proteggendoli con una password.

Pdf2iPad quindi non si rivolge solo alle aziende, ma anche agli autori di testi e libri e per le case editrici: è quindi un’applicazione che racchiude al suo interno tutte le principali azioni legate ad un progetto editoriale, azioni che si possono concretizzare con maneggevolezza sia su iPad che su iPhone e iPod.

Ecco un video dimostrativo di Pdf2iPad:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=vdzBvJOHD88′]

Con Pdf2Ipad non si ottiene un semplice sfogliabile ma un’applicazione interattiva a tutti gli effetti. Basta assemblare in modo opportuno il materiale disponibile per creare una vera e propria App per iPad fornendo all’utente la possibilità di vivere una nuova costumer experience.

E’ possibile registrasi e creare la propria applicazione completa gratuitamente, il pagamento infatti è richiesto solo se si decide di chiederne la pubblicazione. Ecco il link per la registrazione.

Lo smartphone trasparente: creatività e innovazione nel telefono del futuro

Lo smartphone trasparente: creatività e innovazione nel telefono del futuro

Difficile non rimanere esterrefatti di fronte a uno smartphone interamente trasparente, eppure la Polytron Technologies ha provveduto prima di poterlo anche solo immaginare.
Il prototipo dello smartphone trasparente è stato infatti realizzato a Taiwan da un’azienda specializzata nella produzione di materiali innovativi per l’architettura e l’interior design.

Il telefono attualmente è costituito solo dalla parte hardware, visto che sono ancora in working progress le integrazioni con gli elementi software, ma incuriosisce già per il suo potenziale.
La scocca del telefono e alcuni elementi hardware come la batteria sono già pronti in versione invisibile, mentre per altri come la SD Card e il microfono occorre ancora pazientare.

Lo smartphone trasparente: creatività e innovazione nel telefono del futuro

Per ora sono stati piazzati nella parte inferiore del telefono e possono essere coperti e minimizzati con una copertura opaca, mentre  la video camera è nella parte più alta e quasi invisibile.

Guardate lo smartphone trasparente nel dettaglio in questo video girato da Mobile Geeks:

La Polytron Techonlogies vanta un’esperienza stupefacente nell’ideazione di vetri smart, capaci di integrare elettronica e ottica in materiali  che vanno letteralmente oltre ogni immaginazione.
Sconfinando infatti dall’ambito degli schermi LED e dei pannelli per la protezione della privacy, la Polytron ha impiegato i propri brevetti per un concept totalmente innovativo, qualcosa che non è stato davvero mai pensato.

Lo smartphone trasparente: creatività e innovazione nel telefono del futuro

Alcuni tremano già al pensiero di non ritrovare il proprio prezioso telefono invisibile, ma voi sapreste resistere a un gioiello del genere?