Cristal Festival 2012: l'intervista alla giurata Sofia Ambrosini

Il Cristal Festival 2012 è alle porte: dal 12 al 16 dicembre a Crans Montana (Svizzera) va in scena la 12a edizione dell’evento europeo che unisce i professionisti dell’advertising e del mondo creativo.

Tra i giurati delle 13 competition che si terranno a Crans Montana ben quattro saranno gli italiani d’eccezione: Sofia Ambrosini founder & Creative Director di FRECCIA AMBROSINI VOLPI, Paolo Iabichino Executive Creative Director di OgilvyOne e OgilvyAction Italy, Alex Brunori Executive Creative Director at McCann Worldgroup e Michelangelo Cianciosi Executive Creative Director di VerbaDDB.

Oggi vi proponiamo l’intervista che abbiamo realizzato a Sofia Ambrosini, giurata nella categoria Press e in quella Design.

Siamo di nuovo alle porte del Cristal Festival: quali sono le tue aspettative per quest’edizione?

Come Cannes, Eurobest, e gli altri pochi festival rilevanti che si contano sulle dita di una mano, anche il Cristal è diventato un appuntamento molto importante e atteso, perché è un buon termometro di quello che succede nella nostra professione, un bel momento di scambio, di idee e di energie, che a volte segnala delle tendenze, a volte le anticipa, in ogni caso le mette in circolo, sia durante la gara (il Cristal fa punteggio nel ranking del Gunn Report ed è quindi un premio molto ambito e conteso dalle agenzie e dai creativi) ma anche con i suoi seminari, e i nomi degli invitati a dare il loro contributo a questa edizione sono davvero molto interessanti.

Per quel che riguarda me, sono onorata di far parte delle giurie Press e Design di quest’edizione, da quasi due anni ho aperto la mia agenzia (con Stefano Volpi e Marco Freccia), ed è bello per noi che ad un tavolo così internazionale ci sia anche la realtà tutta italiana di FAV.

Quali sono i fattori critici di successo di una campagna stampa? Sono cambiati rispetto a 5 anni fa?

Non vorrei farla troppo semplice, ma oggi dire che la comunicazione non è più la stessa è dire una cosa ovvia. La comunicazione cambia, si trasforma, evolve, come fanno la vita, la società, la lingua, la medicina, la musica, l’arte.

Ma il requisito più importante per scegliere di premiare un’idea – stampa o di altra categoria – secondo me resta sempre lo stesso: un’idea merita un premio quando è un’idea, e cioè: una cosa che prima non c’era; una cosa che traccia una strada nuova e personale per una nuova marca o che consolida il percorso di una marca che è già una marca; una cosa che crea un piccolo cortocircuito e provoca una reazione – buona – nel target.

Poi certo ci sono i trend e le annate, come per i vini: tanto testo o zero testo, immagini pallide o accese, modelle androgine o con grandi tette, copy secco e fulminante o insight avvolgente, jingle assordante o vuoto pneumatico…
Ma le vere idee non sono quelle che rientrano nei filoni, sono quelle che ne inventano di nuovi.

Quali campagne, progetti o attività di design del 2012 hanno catturato il tuo interesse?

Anche se oggi con il web è più facile essere aggiornati su quello che viene fatto anche lontano da casa, non voglio anticipare giudizi sulle idee in gara, perché è realisticamente impossibile aver visto davvero tutto, e poi da inguaribile ottimista mi aspetto sempre delle belle sorprese.

Invece come spunti di riflessione voglio citare “The beauty of a second” di Montblanc, che anche dopo un anno si conferma una grande e raffinata idea; “Unhate” e “Unemployed of the year” di Benetton, che hanno saputo portare una marca grande e sociale a tornare ad essere grande e sociale; e Daniel Craig che beve la Heineken al posto del Martini, riavvicinando la birra all’uomo, all’eroe sporco, dopo che “Open your world” le aveva messo l’etichetta di alcolico figo da party figo. Un peccato, dopo “Auditorium” e “Are you still with us?”.

Gadget da borsetta: 5 must have per le ragazze geek!

Le borse delle donne non sono mai grandi abbastanza, specie per le appassionate di gadget da borsetta tecnologici.

Utili, eccentrici, simbolici o indispensabili, servono tutti e fanno compagnia a smartphone e tablet in borse sempre più grandi e affollate. Ecco una lista di cinque accessori da avere assolutamente , da fare invidia alla famosa borsetta di Mary Poppins e utili anche come idee regalo per Natale.

Spraytech – la protezione mobile

Gadget da Borsetta: 5 Must Have per le ragazze geek!

Spraytech è un’innovativa custodia per iphone dotata di una cartuccia che contiene pepe, da utilizzare in casi di emergenza per la difesa personale.
La custodia, disponibile in colori diversi, ha sul retro un cilindro con pepe urticante che può essere facilmente maneggiato in caso di bisogno.
L’ingrediente principale, il pepe habanero, è lo stesso usato dai dipartimenti di polizia e dall’FBI in USA, mentre il formato della cartuccia posizionato dietro all’iphone è comodo da usare : si può staccare dalla custodia se necessario ed è pensato per attivare lo spray in modo sicuro. Il costo? Poco più di una buona custodia per iphone, 40$.

Cobra Tag

Gadget da Borsetta: 5 Must Have per le ragazze geek!

Cobra Electronics ha pensato ad una soluzione per tutte quelle che hanno il solito problema di recuperare le chiavi o il telefono in una borsa stracolma: con Cobra Tag puoi ritrovare le tue chiavi, il tuo laptop o altri oggetti importanti grazie ad un sensore che risponde a un’app. 

Cobra Tag comunica infatti con l’app gratuita e ti avvisa con un allarme nel caso in cui tu stia dimenticando un oggetto importante, inoltre è in grado di emettere un suono al tuo comando per segnalarti la posizione delle chiavi o del laptop.
Imperdibile per le tech-girls un po’ sbadate, il prezzo è un po’ alto intorno ai 60$ ma può assicurare da spese impreviste molto più grandi.

iHat – il berretto MP3

Gadget da Borsetta: 5 Must Have per le ragazze geek!

Nelle giornate più fredde dell’anno può essere complicato tenere le cuffie sulle orecchie, ma per tutte le amanti della musica e dello stile hanno creato iHat: il cappello con cuffie integrate!
iHat ha due speaker posizionati all’altezza delle orecchie e il cavetto delle cuffie scende da dietro alla  nuca, inoltre è creato con materiale morbido e una linea trendy.

Zip Hearphones

Gadget da Borsetta: 5 Must Have per le ragazze geek!

Sempre per le amanti della musica in movimento, ecco delle cuffie che risolvono una volta per tutte il problema dei nodi dei cavi: con Zip Hearphones finalmente non si creeranno più quei nodi indistricabili nelle vostre cuffie.
La zip infatti permette di tenere ben ordinati nella borsa gli auricolari, compatibili con qualsiasi tipo di lettore Mp3 e telefono e disponibili in nero, rosa e arancione. A soli 12,99 £ acquistabili qui.

Virtuoso Stylus – la penna da Tablet

Gadget da borsetta: 5 must have per le ragazze geek

Ecco la penna per Tablet che aiuterà la vostra creatività e velocizzerà la vostra scrittura: Kensington propone una penna dalla punta morbida ma efficace, pensata per scrivere e catturare contenuti sui tablet.
E’ creata per non rigare gli schermi di iPhone e iPad e per non stancare il polso, inoltre la penna ha un ottimo design ed è disponibile in diversi colori, con un prezzo abbordabile di 14,99$.

Pinterest concept store, a San Diego il primo pinboard ambient

Il centro commerciale Westfield UTC di San Diego ha consacrato il primo “Pinterest’s shop”: un corner shop ad uso innovativo e quasi conseguente al successo del social network. La struttura è stata utilizzata la settimana scorsa come parte di una grande ri-apertura del centro commerciale e a quanto pare l’idea non fa parte della strategia di marketing di Pinterest.

Potrebbe essere azzardato parlare di vere e proprie catene di distribuzione commerciale a marchio Pinterest, ma qualcosina si muove, seppur a piccoli passi. L’aspetto che meriterebbe di essere analizzato più approfonditamente è certamente il legame che sempre più si materializza (non sottovalutiamo la potenza del termine) tra i Web Brand e il Mondo Reale. Generalmente, nel marketing, l’operatività segue un meticoloso studio strategico ma non è questo il caso.

Barry Schnitt – a capo delle relazioni pubbliche di Pinterest USA – ha dichiarato: “Abbiamo pensato che la loro idea fosse veramente cool e siamo stati felici di approvare l’utilizzo del logo Pinterest”.

Un’idea creativa che può sfruttare coerentemente la logica del sito off-line ed è anche un valido indicatore della potenza della marca, ottenuta dal sito in pochissimi tempi.

Nonostante il centro commerciale abbia richiesto a Pinterest il permesso di usare il loro logo, né il Westfield UTC, né qualsiasi dei marchi in mostra al Corner shop, ha pagato la società.

Il progetto è di fatto un’iniziativa eccezionale ed unica. E’ la prima vera manifestazione fisica del web brand, ma non è la prima volta che Pinterest ha concesso il proprio logo in uso a strategie marketing o commerciali.

Vogliamo pensare a un’inversione di tendenza che dall’e-commerce si evolva in re-commerce? Ok, parliamone.

Le best & worst practices dedicate ai brand innamorati di Tumblr

Continua il nostro bel viaggio alla scoperta di Tumblr, la piattaforma che dà la possibilità ai brand di fare promozione in un modo del tutto nuovo e inusuale, attraverso differenti contenuti multimediali.

In particolare, nelle scorse ‘puntate’ abbiamo visto la sua importanza per fare storytelling innovativo, dato un occhio a 8 buoni motivi per includere la piattaforma nella social media strategy d’impesa ed infine esplorato gli strumenti e le metriche per efficaci azioni di branding.

In questo post, invece, vedremo le parole d’ordine – in positivo e in negativo – che i brand devono annotare e applicare (o meno!) alla propria strategia su Tumblr. Pronti? Via!

Best Practice: cosa fare per restare su Tumblr con successo

Creatività

Tumblr implementa sempre nuovi strumenti per migliorare la user experience. Chi utilizza queste nuove funzionalità ha sicuramente una marcia in più degli altri, ma i brand che li useranno in maniera creativa e originale verranno sicuramente notati e apprezzati maggiormente dagli utenti!

Ad esempio, grazie a Photoset – che dà la possibilità di creare gallerie fotografiche interattiveShortformblog ha realizzato delle infografiche davvero interessanti.

Dietro le quinte

Lasciate che gli utenti possano dare un’occhiata al ‘dietro le quinte’ del vostro lavoro! Molti followers sono curiosi di sapere cosa si nasconde dietro un contenuto e si mostrano davvero entusiasti quando questo gli viene rivelato. Una conferma? Basta guardare cosa succede durante la preparazione di una puntata di Gossip Girl – famosissima serie tv – quando vengono pubblicati gli outfit che le protagoniste indosseranno!

Community

Quando un brand apre un tumblelog per una causa benefica e chiede l’aiuto della comunità, nascono spazi come EatSleepDraw. Aperto nel 2007 come un blog che raccoglie materiale artistico originale dagli utenti Tumblr di tutto il mondo, oggi è la più grande galleria d’arte digitale di natura collaborativa che esista sulla piattaforma!

Contribuire è facile: basta postare un contenuto originale e chi è interessato vi contatterà! Un progetto che può diventare addirittura un prodotto cross-mediale.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=pqX2PwP0Y4Y’]

Con l’uso della funzione ‘Submission’ è inoltre possibile invitare gli utenti a contribuire personalmente a un progetto a cui il brand ha dato fiducia. In questo modo si ottiene un doppio risultato: i vostri follower avranno la sensazione di far parte di qualcosa di grande valore e voi avrete guadagnato la loro fiducia online!

Worst Practice: cosa NON fare per restare su Tumblr con successo

Seguire i ‘meme trend’ di Tumblr sbagliati

Per un brand partecipare alla tendenza generale di seguire un ‘meme trend’ – per intenderci i cosiddetti tormentoni del web – è un modo per dimostrare agli utenti di essere divertenti ed originali, un’occasione per mostrarsi più vicini al pubblico. Se utilizzato in maniera errata però, questa azione può arrecare un danno consistente alla brand image e rischiare di essere un social epic fail!

Spam e auto-promozione

Come su qualsiasi altro social e forse ancora di più a causa di alcuni utilizzo non troppo trasparenti, su Tumblr i contenuti ritenuti inutili o poco interessanti sono considerati come spam dagli utenti. All’eccessiva auto-promozione viene assegnato lo stesso destino. Prima di pubblicare un contenuto, chiedetevi dunque se il contenuto realizzato o re-bloggato può interessare veramente al nostro target o se lo state pubblicando solo perché ‘dovete pubblicare’ qualcosa!

Controllare in maniera accurata e scrupolosa  i contenuti da pubblicare è bene. Sopratutto a causa del fatto che una volta che il vostro account viene associato ad una categoria considerata ‘spam’ vengono bloccate tutte le funzioni per la community che vi segue (commenti, following, like, reblog) con l’opzione ‘Block’, creando seri disagi sia agli utenti che a voi stessi!

Troppo reblogging

Tumblr è principalmente una piattaforma partecipativa dove la funzione reblog permette di riproporre un contenuto di un altro blog. Ogni brand deve necessariamente effettuare questa operazione per ‘prendere parte’ alla partita. Il pericolo sta nel lasciarsi andare al reblogging facile e selvaggio! Questo è inoltre un rischio per il vostro business in quanto è facile incappare in un contenuto che non si è ben compreso o che non si sposa in maniera corretta alla vostra immagine. Meglio pochi reblog, ma buoni!

Allora, come vi sembrano queste pratiche? Prossimamente ‘chiuderemo il cerchio’ dei post dedicati a Tumblr con gli ultimi tip per aziende e utenti: stay tuned! 😉

La battaglia epica tra Coca Cola e Pepsi formato web [VIDEO]

Le battaglie epiche che ci gustiamo al cinema nei grandi colossal, l’eterno scontro tra il bene e il male, buoni e cattivi: un topos del cinema e della letteratura trasportato in questo video in cui si narra di tutt’altro tipo di battaglie, quelle simboliche tra brand. Nella fattispecie, tra Coca Cola e Pepsi. Dietro alla creazione del video non troviamo la multinazionale di Atlanta o un’agenzia, ma un creative director italiano, Alvise Avati.

Apple vs Samsung, Canon vs Nikon, Coca Cola vs Pepsi: di casi ne conosciamo tantissimi, e questa volta la brand advocacy spontanea dei fan si è trasformata in un bellissimo video in graphic animation in cui una temeraria e impavida lattina di Coca Cola affronta un intero esercito di Pepsi per salvare la sua amata (una bottiglietta della bevanda di Atlanta, ovviamente).

Come è stato per il video di Durex che vi abbiamo proposto ad inizio settimana, troviamo un creativo che produce contenuti a partire da brand di fama internazionale e ne crea piccole campagne di successo, ‘giocando’ e riassemblando elementi della comunicazione ufficiale del brand con frammenti della cultura popolare contemporanea (come, in questo caso, “Braveheart” di Mel Gibson, pellicola da cui è tratta la citazione iniziale rivisitata).

Che ne pensate, è una tendenza interessante questa, no?

Costa Crociere cambia rotta nella comunicazione

Quando un brand naufraga, e lo fa nel corso di una lunga diretta televisiva, è necessario risalire lentamente verso un orizzonte di affidabilità e qualità. È quello che è successo a Costa Crociere: dopo l’episodio Concordia, infatti, il claim “Costa Crociere, tutto un altro mondo” ha sfiorato l’ironia più pungente ed è stato necessario un cambio di rotta nella comunicazione. In che modo? Per prima cosa, mettendo da parte il brand e parlando, semplicemente, dell’esperienza in crociera.

Spot versione 60”

Spot versione 30”

In onda da qualche giorno, la nuova campagna è stata girata a bordo di Costa Fascinosa e ha coinvolto membri dell’equipaggio e passeggeri. Sorrisi, abbracci e momenti di relax si susseguono a bordo della nave e lungo i profili delle coste al ritmo della canzone “Lovely day” di Donavon Frankenreiter. Spontaneità ed entusiasmo dei veri protagonisti, amplificati dall’effetto amatoriale delle inquadrature e combinati con colori chiari e luce calda, riescono nell’intento: comunicare  sicurezza.

Abbandonata la classica immagine della nave da crociera su un mare scuro e profondo, Costa ci racconta di bagni a riva, tuffi in piscina e attracchi su romantici pontili. Si naviga in acque sicure per ritrovare una dimensione intima e quasi familiare, sottolineata dai testi che raccontano sogni, sapori e scoperte proprio come in una cartolina. Il claim, “Costa Crociere, immagina di essere qui adesso” è la firma e l’invito a scoprire un mondo che non si può vivere altrimenti.

Le emozioni di chi sale a bordo prendono il posto del famoso fumaiolo giallo, simbolo di Costa Crociere diventato protagonista delle cronache passate e che nelle immagini s’intravede appena. Via il giallo anche dal logo, in sovrimpressione alla fine dello spot e declinato in un inedito total white che, se da un lato lascia pensare a un possibile rebranding, dall’altro afferma l’intenzione di ripartire con la massima trasparenza possibile.

La strategia di comunicazione è declinata anche sul web. Sul sito gli utenti possono infatti scoprire rotta e posizione delle navi in tempo reale, conoscere il capitano di bordo, leggere i giudizi di chi è appena tornato e scoprire che la percentuale di soddisfazione è del 98%. Una strategia che invita a salire a bordo e divertirsi. Una risalita lenta e intelligente che sta già dando i suoi risultati.

Di seguito le campagne precedenti, decisamente più d’impatto dal punto di vista creativo e di concept.

“Costa Crociere, tutto un altro mondo” – 1861United (2011)

“Costa Crociere, la vacanza che ti manca” –  McCann-Erickson

Vincitrice nel 2002 del Key Award nella categoria “Tempo libero, sport, turismo”.

 

Credits:

Agenzia: RKCR/Y&R
Director: Finn McGough

10 problemi di salute comuni ai freelance

Per molte persone, diventare freelance è un sogno che si avvera. Un traguardo da raggiungere dopo anni di fatica, di problemi con capi e colleghi e di routine noiosa e pesante. Sicuramente la messa in proprio è da vedere come un nuovo inizio, come una possibilità di riavere la propria libertà e il proprio tempo libero, ma spesso non è così.

Molti infatti vedono solo la parte positiva dell’essere dei freelance, dimenticandosi dei piccoli disagi che possono crearsi nei giorni di lavoro più intenso. Raggiungere l’equilibrio tra una piena autonomia e la creazione di un business profittevole può essere un’impresa difficile perché tutto dipende dalla forza di volontà del singolo. Cerchiamo quindi di individuare i problemi più comuni e di porvi soluzione, perché prevenire è sempre meglio che curare 🙂 :

1. Dipendenza dalla caffeina

Appena ti alzi al mattino hai bisogno di caffè. Non può esistere giorno in cui non prepari la tua bella tazza per riuscire ad affrontare la giornata (o solo ad uscire dalla cucina 🙂 ). Ultimamente capita che le tazze siano anche due! Per non parlare del fatto che alla fine della giornata ne hai bevute 4 o 5.

Soluzione: Prova a cambiare la misura delle tazze, avrai sempre bevuto due o tre caffè, ma in quantità nettamente minore

2. Lavorare fino a notte fonda

Lavori fino a notte fonda, magari per rispettare la deadlines, ma a lungo andare questa situazione può portare seri problemi al tuo cervello. Se capita una volta ogni tanto può anche andare bene, ma se è la norma c’è assolutamente bisogno di cambiare abitudini e di organizzarsi meglio a lungo termine.

Soluzione: Fissa la deadline un giorno prima di quella ufficiale, ti sorprenderà scoprire come questa piccola accortezza potrà darti più tempo per pensare con lucidità al tuo progetto

3. Dipendenza dal fumo

Il fumo fa male alla salute, lo sai già. Lavorando a casa non devi più sottostare alle policy dell’ufficio che impongono l’assoluto divieto di fumare nei luoghi aziendali. Ormai è dimostrato che chi lavora in casa, causa lo stess, tende a fumare molto di più.

Soluzione: Trasforma il tuo studio in una no smoking zone, o almeno impegnati a farlo. Se sei tanto impegnato in un progetto non avrai tempo per fumare e, senza nemmeno accorgertene, saranno già passate due o tre ore senza aver toccato una sigaretta.

4. La sindrome del tunnel carpale

Questo disturbo è molto comune tra chi lavora davanti ad un computer ed è un vero problema che, a lungo andare, rischia di diventare molto serio. La sindrome, causata da movimenti ripetitivi, colpisce il polso, la mano e anche le dita. Per curarla c’è bisogno di una operazione che comporta anche 6 settimane di fermo, per un freelance sarebbe la fine!

Soluzione: Interrompi ogni tanto il tuo lavoro per fare un pò di stretching. Usa una pallina anti stress per rinforzare i muscoli della mano e per diminuire l’effetto deleterio dei movimenti ripetitivi.

5. Occhi stanchi

Dopo aver passato la giornata davanti al pc è normale che gli occhi siano affaticati. Iniziano a bruciare, pizzicare e se li tocchi è la fine. Sono visibilmente rossi e possono anche causare dei mal di testa molto fastidiosi.

Soluzione: Ogni tanto fai una pausa con gli occhi chiusi, togliti gli occhiali e riposa. Puoi anche sciacquarti la faccia con acqua calda o provare con degli impacchi di camomilla tiepida.

6. Disturbi di attenzione

Devi essere sempre collegato 24/7, tra email, RSS, Twitter, Facebook e simili sei costantemente in balia di pop up, avvertimenti, annunci ecc. Per lavorare bene hai bisogno di non essere continuamente distratto, ma non puoi assolutamente rinunciare ai mezzi più importanti di comunicazione.

Soluzione: Organizzazione, durante le tue ore lavorative più importanti chiudi tutte la pagine dei social network e lascia che ti arrivino solo le notifiche essenziali, come ad esempio le mail sulla tua casella lavorativa. Dividi il lavoro in parti e, ad ogni pausa, riapri le pagine che ti servono per controllare le notifiche.

7. Mal di schiena

Dopo varie ore di lavoro inizi a cercare una posizione che non troverai mai: quella comoda! Anche le sedie più morbide non riescono a risolvere il problema del mal di schiena. Anche se decidi di essere coraggioso e di continuare, non ce la farai perché pian piano arriverà anche il mal di collo.

Soluzione: Stretching, stretching, stretching! Alzati durante le pause e cerca di fare un pò di moto, certe volte è utile conoscere qualche tecnica di rilassamento, magari tramite la respirazione, per trovare subito un pò di giovamento.

8. Cattiva postura

Avere una cattiva postura è un abitudine molto diffusa. A lungo andare può crearti grandi problemi alla spina dorsale nonchè i tipici mal di schiena tanto fastidiosi.

Soluzione: Catapultati subito a comprare una buona sedia ergonomica, è un investimento utile e necessario e già che ci sei prendi anche una scrivania, sempre ergonomica, coordinata!

9. Stress

Pesanti carichi di lavoro, deadline impossibili e notti in bianco non fanno bene a nessuno. Potrai anche dare del tuo meglio sotto stress, ma, a lungo andare, potresti rischiare di non farcela e avere seri problemi che vanno dall’insonnia alla crisi di nervi.

Soluzione: Individua i motivi del tuo stress e cerca di ragionare su come poter affrontare la situazione al meglio. Non oltrepassare mai il limite accettando una montagna di lavoro che non potrai portare a termine. Accetta meno progetti così avrai molta più freschezza per lavorarci su.

10. Obesità

Se sei sempre seduto alla tua scrivania è molto facile prendere peso. Stress, delusioni e troppo lavoro possono peggiorare la situazione, facendoti mangiare per scaricare tutta la tensione lavorativa.

Soluzione: Prendi qualche ora al giorno per andare in palestra, fare un qualsiasi sport. Anche solo 10 minuti al giorno di passeggiata, a passo veloce, possono essere utili e benefici.

Il Tao della creatività

Insegnare mi ha insegnato un sacco di cose. Ovviamente imparo cose diverse da quelle che apprendono i miei studenti, ma lo scambio funziona. Ho imparato, per esempio, che alcuni di loro, molto brillanti, riescono a produrre idee in pochi minuti. Altri invece hanno bisogno di meditare a fondo, di metabolizzare con cura, e che solo dopo questo processo riescono a presentare un’idea. Chi ha ragione? Vi aspettereste che rispondessi tutti e due e che poi vi spiegassi diplomaticamente e democraticamente il perché. No. Hanno ragione i secondi. Hanno ragione quelli che “ha da passà a’ nuttata”.

Perché? Il perché è la ragione di questo post.

Accade spesso che nel corso di un brainstorming o di una riunione creativa – nonostante le regole lo vietino – ci si senta costretti ad apparire, a fare gli “splendidi”. Ecco quindi che molti si sentono in dovere di sorprendere i presenti e perciò manifestare una creatività che non esiste, ideuzze scopiazzate e rimasticate, scampoli fuori stagione di idee già usate. Perché lo fanno? Per vincere un senso di inadeguatezza, perché il loro ego vuole la sua parte o più semplicemente perché non sanno trattenersi e vogliono apparire. La conseguenza è che i più introversi, gli indecisi e gli incerti, si richiudono su sé stessi e fanno scena muta.

Come se ne esce?

Il processo creativo è un processo delicato. I veri creativi non sono fenomeni da baraccone che sparano idee a mitraglia, ma hanno bisogno di tempo e di silenzio. Due ingredienti essenziali per un buon risultato. Tempo e silenzio. Tempo per valutare tutti i pro e i contro (un’istintiva analisi SWOT), silenzio perché l’idea possa urlare in fondo al buio e farsi vedere e sentire e, come tale, farsi riconoscere.

E veniamo all’argomento. Creatività. Creare è anzitutto “far nascere” e per far nascere qualcosa occorrono il seme e l’ovulo. Come direbbe Battiato: “con le regole assegnate a questa parte di universo, al nostro sistema solare”, servono un piccolo seme e in po’ di terra, possibilmente umida. Lo Yang e lo Yin. La natura se ne frega della nostra immaginazione in grado di inventarsi altre formule, per lei esistono il maschio e la femmina, il giorno e la notte, il codice binario: sì o no. Inspirazione/espirazione, il segreto del respiro, la vita è tutta lì. Una sola regola fa funzionare tutto ciò che esiste e garantisce la vita sul nostro piccolo pianeta. Positivo e negativo. Provate a immaginare positivo o negativo senza giudicare, uno non è necessariamente migliore dell’altro. Uno non potrebbe esistere e non avrebbe senso senza l’altro.

Ma torniamo al processo creativo. C’è una fase in cui bisogna essere Yin: bisogna essere accoglienti, aperti, ricettivi. È importante saper accogliere: i sensi in questione sono l’udito e la vista e il sentire della pelle. Bisogna accogliere ciò che si sente e si osserva, ciò che ci viene detto e ciò che leggiamo nel brief. Bisogna ascoltare e “sentire” con la massima attenzione. Dico “attenzione” e non concentrazione perché in questa fase bisogna ricevere: la mano è aperta, la mente è aperta, non è e non può essere “concentrata”, altrimenti sarebbe chiusa in un pugno. La concentrazione verrà dopo. Nella primissima fase del processo creativo è fondamentale aprirsi, non giudicare, non formarsi opinioni, allontanarsi da qualsiasi pregiudizio. Non è facile. È la fase più femminile, in cui la nostra sensibilità ci guida verso la soluzione giusta, in cui è l’istinto che ci manovra e ci governa e che non può non portarci nella direzione giusta.

David Ogilvy ha spiegato bene questa fase, la fase in cui si raccolgono le informazioni sul prodotto o sul servizio, la fase in cui ci si documenta e si apprende. Si impara. Dobbiamo restare passivi e ricettivi. La soluzione è nascosta nel brief, ma non possiamo vederla se “ci portiamo avanti col lavoro”. Non anticipiamo la soluzione se ancora non abbiamo capito qual è il problema. Non bisogna correre verso soluzioni affrettate. Nella fase Yin è importante entrare in contatto con quello che ci viene comunicato e accoglierlo e capirlo ascoltando e osservando con attenzione. Bisogna raccogliere ogni informazione senza scartarne o giudicarne nessuna.

Quando capiremo che questa parte si è conclusa? Quando dopo avere letto ed esserci documentati con ogni mezzo disponibile saremo convinti di sapere tutto ciò che c’è da sapere. Quando non sapremo da che parte cominciare e la confusione sarà totale. Niente paura. Significa che siamo già entrati nella fase “invisibile”. Nel non detto e non dichiarato.

È l’attimo che precede l’emergere delle idee. Potrà durare un’ora, un giorno o una settimana. È il periodo in cui, che lo si voglia o no, la nostra mente è già al lavoro e sta già nutrendo le idee che verranno. È la fase di gestazione, in cui non accade nulla di apparente, in cui la terra appare ferma e immobile e pare non possano spuntare germogli. Un proverbio cinese dice più o meno che “non si può far crescere più in fretta l’erba tirandone i fili”. Bisogna saper aspettare. Ma non preoccupatevi, a voi non sembrerà di lavorare, ma la vostra mente è già al lavoro. Lavora mentre dormite e mentre andate al supermercato, lavora mentre fate l’amore e quando guardate la televisione. Non potete controllarla, non potete decidere: adesso no, ma dopo sì. Non siete più voi a decidere. La vostra mente lavorerà anche nei sogni e mentre siete a cena con gli amici. Questa è la fase davvero delicata di tutto il processo, ma è anche quella in cui non siete più voi a guidare, ma un’altra forza, un’altra energia, con cui voi siete entrati in contatto senza accorgervene.

E sarà questa energia che improvvisamente vi avvertirà che siete finalmente entrati nella fase Yang. L’output: l’espirazione, il parto, l’emergere e l’apparire delle prime foglioline, i primi boccioli sul ramo. Le idee cominceranno a rivelarsi una dopo l’altra: “e se fosse…”, di solito si comincia così. È la primavera: l’inverno è passato ed è tornata la luce. Qui è necessario essere concentrati e focalizzati. È indispensabile non perdere il filo. È indispensabile restare attaccati alle idee e registrarle una per una: bozzetti, rough, appunti. Tutto va bene. Tutto serve per dare corpo e materia a qualcosa che ha faticato per apparire. È stato un percorso lungo e difficile: la vostra idea passa da una dimensione virtuale ad una reale, dovrà dotarsi di un corpo, di una voce e di una personalità, sta a voi decidere quali. Per questo la vostra concentrazione non potrà allentarsi: l’idea si scioglierebbe o potrebbe essere uccisa nella culla dal primo account in circolazione.

Non dovete per questo affezionarvi troppo ad ogni idea, ma dovrete essere in grado di proteggere e di difendere quella in cui credete. E se è una buona idea lo capirete immediatamente e lo capiranno tutti, i vostri colleghi e il cliente. Se è una buona idea sarà immediatamente in grado di farsi riconoscere, di crescere tra le vostre mani e di inventare insieme a voi tutti gli sviluppi ulteriori. “La Via generò l’Uno, e da Uno furono Due, e da Due , Tre, e da Tre ecco i Diecimila esseri” (Tao Te Ching/Daodejing).

Buon lavoro!  

Sei un freelance? Ecco 10 consigli per migliorare la tua creatività

La creatività non è certo caratteristica di pochi eletti. Al contrario, ognuno di noi possiede una predisposizione creativa e delle sue abilità peculiari, l’unica differenza è che alcune persone sono più brave di altre nell’esternare il proprio talento, concretizzare le proprie idee e comunicarle agli altri in modo convincente, persuadendoli della loro genialità.

Anche per i freelance, specialmente per coloro che lavorano nelle industrie creative, la creatività è importante, se non fondamentale. Tuttavia, spesso risulta arduo mantenere una mentalità creativa al 100%, specialmente se si lavora su più progetti contemporaneamente.

A tal proposito, se sei un freelance e ti sei identificato nella descrizione, ecco dieci consigli per migliorare la tua creatività che fanno proprio al caso tuo:

1. Il notebook è il tuo migliore amico

Non separarti mai dal tuo taccuino, e se non ne possiedi uno compralo subito: non puoi mai sapere quando un’idea geniale si affaccerà nella tua mente, ma quando ciò avverrà tu avrai il tuo fedelissimo notebook, pronto ad accogliere i tuoi appunti e a riproporteli ogni qualvolta tu sia in cerca di ispirazione.

2. Non saziarti mai di cultura

Non stancarti mai di leggere libri, guardare film, andare a teatro, visitare mostre e svolgere tutte quelle attività culturali che oltre a essere un ottimo modo per passare il tempo sono anche una grande fonte di ispirazione e un modo per mantenere allenata la tua creatività.

3. Cerca sempre nuove esperienze

Le nuove esperienze sono la linfa che alimenta e accresce il tuo orizzonte creativo. Prova un hobby diverso ogni sei mesi, viaggia per esplorare nuove e diverse culture, gusta nuovi cibi e non assecondare solo le tue preferenze consolidate ma esplora il mondo a 360°. L’ispirazione può trovarsi dietro l’angolo più inaspettato!

4. Brainstorming

Scrivi la parola chiave del tuo progetto su un foglio bianco e spendi quindici minuti del tuo tempo per scrivere tutto ciò che ti viene in mente senza pensarci troppo su. Chiediti soltanto: chi, cosa, dove, quando, perché e come. Quando hai finito, rileggi e individua le idee migliori.

5. Mappe concettuali

Le mappe concettuali sono il miglior modo per rappresentare visivamente parole, idee e le relazioni che intercorrono tra esse. Disegnarle dopo o durante una sessione di brainstorming può essere un buon allenamento creativo per la tua mente.

6. Confronta le tue idee

Confronta le tue idee con chiunque ritieni possa aiutarti, possa egli essere un collega, un amico o un perfetto estraneo. Il parere di una persona esterna al progetto e/o che non abbia avuto il tempo di affezionarsi a un’idea come può capitare a chi la concepisce, può essere davvero illuminante.

7. Concediti delle pause

Mangiare sano e abbondare con il sonno sono di vitale importanza per una mente creativa, ma da soli non bastano: per mantenere alto il tuo livello di inventiva è necessario concedersi delle pause regolari, durante le quali l’ideale sarebbe dedicarsi a un po’ di esercizio fisico.

8. Trova il tuo spazio creativo

Trova un luogo che stimoli la tua concentrazione e la tua creatività. Potrebbe trovarsi ovunque, in una biblioteca, un parco, una panchina, un bar. L’ideale è che sia un posto tranquillo, ben illuminato e dove tu possa sederti comodamente.

9. Credi nelle tue idee

Cerca di avere fiducia nelle tue idee, non avere paura che possano sembrare stupide: se ci credi e ti dimostri sicuro delle tue scelte, non solo i tuoi interlocutori ci penseranno due volte prima di criticarle, ma saranno anche più predisposti ad accettarle.

10. Allena il tuo cervello

Come ogni altra parte del tuo corpo il cervello ha bisogno di esercizio fisico regolare per rimanere in allenamento. I cruciverba e i sudoku, per esempio, sono un ottimo modo per mantenere operativo il tuo cervello durante i periodi di inattività o per stimolarlo durante le ore di lavoro.

Crowdvoice, il sito nato per dare voce e visibilità ai movimenti di protesta

Letteralmente “Crowdvoice” significa “voce della folla”. Un significato che sembra rispettare perfettamente l’intento di questo progetto con un nome così importante: dare voce e visibilità ai movimenti di piazza e di protesta del popolo in ogni parte del mondo, informando al di là di censure, propaganda o secondi fini.

Un mezzo potente, creato dai ragazzi della Mideast Youth, che utilizza il linguaggio e le logiche dei social network per offrire uno strumento d’informazione di assoluta avanguardia, senza intermediari né possibilità di mistificazione. Attraverso il crowdsourcing, infatti, tutti gli utenti possono contribuire postando notizie, foto e video di un particolare momento di protesta in qualsiasi parte del mondo. I dettagli e le informazioni vengono aggiornate in tempo reale dai partecipanti alla protesta con una semplice registrazione, così come in real time avvengono smentite e denunce di mistificazione supportate da adeguate prove.

La struttura di Crwodvoice ricorda quella di un social network ispirato a Pinterest, con un’home page composta da diverse board dalle quali è possibile accedere alle singole “voci”, e dove ogni voce è un movimento di protesta. Ogni board presenta moltissimi contenuti, multimediali e non solo: oltre alla gran mole di foto e video, catalogate e geolocalizzate, è possibile consultare infatti dati statistici accurati sul numero di civili partecipanti e del numero di forze dell’ordine impiegati sul campo, sui deceduti dall’inizio delle proteste e persino sui luoghi di tortura dei civili localizzati. Come esempio riportiamo la pagina dedicata alle proteste Siriane della Primavera Araba, dove sono disponibili oltre 16.000 video.

La struttura grafica di facile consultazione, l’organizzazione, la mole dei contenuti e la partecipazione aperta e libera della comunità del web di tutto il mondo rende questo sito web una risorsa d’informazione importantissima, destinata ad una crescita continua. Rilevante è anche la sua grande utilità per la classe giornalistica, capace di seguire costantemente gli aggiornamenti e gli sviluppi dei movimenti di protesta nel mondo.

Un’utilità che trova conferma nella candidatura di Crowdvoice al Google’s Journalism Prize, il contest di Big G per le migliori innovazioni nel campo del giornalismo on line.

Ovviamente il sistema di verifica dei contenuti, in mancanza di un team impiegato a tempo pieno, non è sempre perfetto, ma Crowdvoice è innegabilmente un esempio eccellente di come le nuove tecnologie, unite alla partecipazione “social”, possano diventare un mezzo di forte cambiamento culturale e culturale.