Idee Forti, l'evergreen che spiega perché solo alcuni concetti durano nel tempo [RECENSIONE]

Da quando esiste la disciplina, marketer e professionisti di comunicazione si scervellano per rispondere alla domanda più difficile: quali sono le idee che fanno presa, si diffondono e incontrano il successo del pubblico in mezzo ai tanti casi fallimentari?

Da qualche anno i più reattivi hanno trovato moltissime risposte utili nel manuale “Idee Forti”, edito da Etas e ormai diventato best seller internazionale. Attraverso un linguaggio diretto e utilizzando tantissimi esempi pratici ripresi dalle discipline più distanti, i due autori di “Idee Forti” – i fratelli Chip e Dan Heath – raccontano il modello SUCCESs, secondo cui un’idea destinata a durare sarebbe una storia caratterizzata da 5 dimensioni:

  • Semplice: un esempio? I proverbi!
  • Inaspettata: bisogna andare contro le aspettative delle persone
  • Concreta: spieghiamo in termini di azioni umane
  • Credibile: i concetti devono avere all’interno le proprie credenziali
  • Emotiva: il lettore deve provare emozione!

“Cominciammo a osservare le medesime tematiche, i medesimi attributi, riflessi in una vasta gamma di idee di successo. […]. Non esiste alcuna ‘formula’ magica per produrre un’idea siffatta: non vogliamo cero gonfiare la faccenda. Ma quel che è certo è che le idee capaci di far presa attingono a un insieme comune di tratti caratteristici, i quali fanno sì che esse abbiano maggiori probabilità di avere successo.”

I capitoli dell’opera sono tutti orientati a spiegare le dimensioni, introducendo principi e regole efficaci e spendibili nella vita quotidiana, dal lavoro ai piccoli problemi di casa.

Come se non bastasse, durante la lettura troverete anche check list e casi pratici su cui lavorare e ‘mettere le mani’, e l’appendice è dedicata a una piccola guida: non solo un libro ma un vero e proprio mini-corso dunque, che se ben utilizzato saprà ampliarvi la mente in modo brillante.

“Ma questo ve lo possiamo promettere: indipendentemente dal vostro livello di ‘creatività innata’, vi mostreremo come un piccolo sforzo focalizzato possa rendere quasi ogni idea più capace di far presa, e un’idea che fa presa è un’idea che ha maggiori probabilità di cambiare le cose.”

Chip e Dan Heath

Per concludere, se avete la necessità di produrre concetti e idee che facciano presa, “Idee Forti” è un ottimo investimento da non farsi scappare!

I Ninja lo consigliano ma vi chiedono un piacere: una volta letto ci fate sapere cosa ne pensate e – soprattutto – ci postate/inviate le invenzioni di successo che siete riusciti a progettare dopo la lettura del best seller? Siamo curiosi! 🙂

Le ultime novità in casa Facebook: notifiche dalle pagine e nuovo format della timeline

Continua imperterrito e senza soste il ‘laboratorio Facebook’, nell’obiettivo di rendere la piattaforma ancora più interessante per utenti – di cui occorre recuperare la fiducia dopo gli ‘attacchi’ alla loro privacy – e (soprattutto) brand.

In particolare, da pochi giorni è disponibile agli user la possibilità di ricevere le notifiche degli aggiornamenti delle pagine desiderate e più amate, mentre un nuovo format della timeline sarebbe in fase di test su scala globale. Ma vediamo nel dettaglio queste due novità!

1) Ricezione degli aggiornamenti dalle fanpage

Una prima social news in casa Facebook è la possibilità da qualche tempo di ricevere le notifiche degli aggiornamenti delle fanpage: dedicato a tutti i fan più accaniti e ai brand advocate! Ecco un esempio da Inside Facebook.

Sicuramente una novità che farà piacere a marketer e community manager… ma quanto questa possibilità verrà effettivamente sfruttata dai fan, considerata soprattutto l’enorme mole di notifiche-spazzatura che dobbiamo già subire day by day come ‘prezzo’ da pagare per restare sul social network? Staremo a vedere… intanto ne conoscete l’esistenza! 🙂

2) Nuovo format per la timeline

Dopo i rumors degli ultimi giorni, la conferma sulle operazioni di test del nuovo format della timeline Facebook viene direttamente dallo staff del social network:

“Stiamo facendo un piccolo test del nuovo design a livello globale, per ora su una piccola percentuale di utenti.”

Secondo le indiscrezioni, la nuova timeline in fase di prova dovrebbe essere a una colonna. Secondo Inside Facebook, il nuovo formato prevederà spazi più ridotti per le sezioni ‘amici’, ‘attività recenti’ etc. che tutt’ora anticipano la timeline ‘a doppia entrata’, e le notizie verranno proposte solo sul lato sinistro. Spreco di spazio e buco anti-estetico? Giudicate voi!

Facebook: un laboratorio in continuo movimento!

Il team Facebook non riesce mai a stare fermo, dunque: quali saranno le prossime mosse? E, soprattutto, la timeline vi piaceva più prima? Il nostro parere, a di là dell’innovazione in sè, è che il timing sia sbagliato: troppi cambiamenti in troppo poco tempo! L’utente medio ha bisogno di abituarsi e di prendere tempo: meglio accontentarlo per non farlo scappare 😉

World Communication Forum 2013: inizia il conto alla rovescia! [EVENTO]

Ormai siamo quasi alla fine di questo 2012 e secondo la filosofia Ninja guardiamo indietro, ma siamo già proiettati nel futuro: proprio per questo  iniziamo il conto alla rovescia per la quarta edizione del World Communication Forum (WCF) “Communication on Top”!

I Guru della comunicazione di tutto il mondo si incontreranno a Davos – Svizzera – il 7 e 8 febbraio 2013 per discutere dei nuovi trend mondiali e delle nuove strategie da impostare.

Tanti dibattiti, interventi scottanti e tanti, tanti argomenti dei quali discutere: il settore energetico, quello dei trasporti, quello bancario e quello farmaceutico, ed ovviamente quello della comunicazione con la crisi del momento.

Alcuni dei titoli in programma, giusto per darvi un’idea, sono: “Global vs. Local Communications”, “Regulations & limits of freedom on the Internet and Copyright”, “Today’s world-change-driver: Human Creativity or Technology?”, “Text vs. Image”, “Social PR vs. Traditional PR”, e tanto altro, che man mano scopriremo insieme.

Il World Communication Forum è organizzato da una commissione coordinante internazionale, i cui membri saranno anche tra glispeaker del programma.

Tra questi:
Paul Holmes, Founder and CEO of The Holmes Report and the SABRE awards, UK;
Dr. Daniel Hӧltgen, Director of Communications at the Council of Europe, France;
Allan Mayer, Principal Partner and Head of Strategic Communications at 42West, USA;
James Guillies, Head of Communications at CERN – the LHC developers, Switzerland;
Roma Balwani, SVP and Head of Corporate Communications, Mahindra Group Ltd., India;
Lorena Carreño, President of the Association of Public Relations Professionals in Mexico;
Hiromi Yokoyama, Associate Professor at Tokyo University, School of science, Japan;
Mohamed Al Ayed, Founder/CEO of Trans-Arabian Creative Comms Services, UAE;
Yanina Dubeykovskaya, WCF Content Director, GM of Seamediagroup Ltd, Russia.

Il programma è ancora in via di definizione, ma potete dare una sbirciata qua!

Per partecipare trovate tutte le informazioni a questo link, dove troverete anche il modulo da compilare.

Non mancate a questo incredibile appuntamento che in tre anni è diventato uno dei più importanti e grandi incontri di comunicazione in Europa.

L'eterna lotta vero/falso nei poster Truth & Lies

Sarà di sicuro capitato a tutti – più o meno intenzionalmente – di dire una cosa ed intenderne un’altra. Justin Barber è riuscito ad evidenziare ogni sfumatura dell’eterno contrasto tra vero e falso nella collezione di poster “Truth and Lies”. Una divertente raccolta delle bugie che ci raccontiamo quotidianamente, rese graficamente attraverso l’uso di elementi semplici e minimali di design.

Eccone alcuni esempi, vi rimando alla pagina di Justin per vedere tutti i suoi  lavori.

 

Conto alla rovescia per TechnologyBiz 2012!

Conto alla rovescia per TechnologyBiz 2012! [EVENTO]

Conto alla rovescia per l’evento dedicato all’ICT e all’Innovazione: un ricco programma per la tecnologia in scena a Napoli il 7 e 8 novembre 2012.

Conto alla rovescia per TechnologyBiz 2012!

Un programma ricco di numerosi momenti di dibattito e approfondimento sulle tecnologie applicate ai settori tipici del sud Italia e non solo (si parlerà di startup, web, turismo, tecnologia, social network, ecc).

Qualche anticipazione sul programma?

Si parte la mattinata del 7 novembre, con la tavola dedicata al settore Turismo, moderata dal nostro Alex Giordano. Tra la rosa dei partecipanti, interverranno Giuseppe De Mita, vicepresidente della Regione Campania con delega al turismo e l’ex senatore Salvatore Lauro, Presidente della società navale di famiglia Alilauro.

A seguire un approfondimento sulle tecnologie per il settore Agroalimentare, organizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali. Parteciperanno il Presidente della commissione Agricoltura Camera Deputati, Paolo Russo, Vito Amendolara, consigliere del Presidente per l’Agricoltura della Regione Campania, ed altri ancora.

La giornata dell’8 novembre è dedicata all’incontro con le Istituzioni, aprendosi con la Tavola moderata da Pino Aprile, a cui sono stati invitati i più importanti rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.
Sempre in giornata si un approfondimento sulle tecnologie per i Piccoli Comuni organizzata con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia, di cui parteciperà il vicepresidente Arturo Manera.

Ed ecco 5 ragioni per non mancare all’edizione di quest’anno!

1. Un contenitore di eventi verticali

2. Ampio mercato per proposte di ICT complessa

3. Contesto relazionale di alto livello

4. Convergenza di interessi e personalità di rilievo

5. Contenuti su misura per te

Senza dimenticare Business Devils: un’area dedicata alle startup per stimolare le nuove iniziative e i processi di innovazione e trasferimento tecnologico.

Tutte le info sul sito di TechnologyBiz.

L’appuntamento è per i giorni 7 e 8 novembre presso la Mostra d’Oltremare (viale Kennedy, 54 Padiglione Espositivo 6).

Stop alla fuga dei cervelli grazie al progetto Fulbright-BEST

Il programma Fulbright-BEST (Business Exchange and Student Training) è promosso dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America ed ha l’obiettivo di offrire a giovani scienziati italiani la partecipazione ad alcuni corsi di formazione imprenditoriale in America.

Sono partners dell’iniziativa il CNR e il Registro.it, i quali confermano il loro grande interesse nella valorizzazione dell’innovazione tecnologica tra le imprese e nel supporto delle giovani menti italiane che iniziano a muovere i primi passi nel mondo del business.

Si tratta di una “fuga” momentanea, con lo scopo di acquisire maggiori competenze nel mondo del business, per poi tornare nella terra natia e mettere in pratica quanto imparato all’estero. Del resto è impensabile poter crescere se non si riesce a guardare più in là del proprio naso!

Il progetto prevede anche un periodo di tirocinio presso un’azienda negli USA, dove queste giovani risorse potranno imparare le giuste tecniche ed acquisire gli strumenti adatti per riuscire a lanciare la propria startup.

Stop alla fuga dei cervelli grazie al progetto Fulbright-BEST

Flyer ed Header della campagna No Brain Drain

A chi è rivolto il bando?

Il bando è rivolto a giovani laureati e/o ricercatori nei campi dell‘ICT, Biotech, Tools and Machinery, Energy and Green Technology che hanno in mente un progetto innovativo ed hanno intenzione di trasformare un’idea impreditoriale in un reale business di successo. Le parole chiave per partecipare al progetto FulBright Best sono quindi: Capacità , Creatività e Innovazione.

In cosa consiste il progetto Fulbright-BEST?

12 mesi negli Stati Uniti a per frequentare corsi accademici sulla gestione  aziendale, imprenditorialità innovativa, marketing e finanza, vi sembra poco?

Se aggiungessimo anche la possibilità di effettuare uno stage in un’azienda americana ad alto potenziale di crescita può bastare?

D’accordo, allora aggiungiamo anche il fatto che sono state messe a disposizione delle borse di studio da 35.000 $ per poter frequentare questi corsi accademici. Il numero delle borse di studio è variabile a seconda dei finanziamenti. Per maggiori informazioni consiglio di consultare il bando, scaricabile qui.

Perchè è stato scelto il payoff “No Brain Drain” se i corsi si svolgeranno all’estero e non Italia?

Rispondo a questa domanda riportando quanto scritto sul Comunicato Stampa dell’iniziativa:

Il cervello dei giovani talenti italiani si apre al mondo esce dal nostro Paese e si arricchisce dell’esperienze formative e imprenditoriali più avanzate, ma vi fa ritorno per essere motore di crescita dell’economica italiana, mantenendo al contempo quello spirito e quella proiezione internazionale e di condivisione che è alla base delle moderne economie del Sapere.

Stop alla fuga dei cervelli grazie al progetto Fulbright-BEST

Come è possibile partecipare al bando?

Occorre presentare un progetto imprenditoriale da sviluppare in Italia in precisi campi di studio come biotecnologie, nanotecnologie, scienze biomediche, tecnologia delle comunicazioni, ingegneria aerospaziale e dei nuovi materiali, design industriale, tecnologie per la protezione ambientale e la produzione di energia e altri campi ad alto contenuto tecnologico.

Inoltre senza una certificazione che dimostri una buona conoscenza della lingua inglese non si va da nessuna parte! E’ necessario infatti presentare l’attestato del superamento del TOEFL con un punteggio minimo di 72-73, oppure dell’IELTS con punteggio complessivo non inferiore a 6.0 (modalità Academic).
La scadenza per la presentazione delle domande è il 4 dicembre 2012.

 

Di seguito potete vedere l’intervista a Fernardo Napolitano, Presidente del Italian business & investment iniziative, che spiega il Progetto Fulbright-BEST. Il servizio è andato in onda il  28 agosto 2012 al Tg1 Economia.

5 campagne di Cause Related Marketing che potreste esservi persi

L’etimologia del termine esigente deriva dal latino exigere, che significa “pretendere”. Il reparto Marketing di un’azienda, che si trova ad affrontare sfide quotidiane, deve assolutamente pretendere di seguire dei principi di integrità, trasparenza e sincerità nel momento in cui si trova ad implementare strategie di Cause Related Marketing.

Prima di mostrarvi quali sono le campagne più forti dell’ultimo anno, voglio precisare che non bisogna confondere il Cause related Marketing con il marketing sociale. Il primo consiste nello svolgimento di determinate attività che un’impresa attua in favore di un progetto di interesse sociale, mentre il secondo viene svolto da enti pubblici e organizzazioni non-profit per promuovere iniziative e finalità sociali.

Go further with Ford night

Lo scopo è andare lontano. La strategia europea della Ford dal titolo “Go Further” guarda avanti con la speranza che tra cinque anni vi sarà una grande ripresa nel settore automobilistico. Inserendo nuovi prodotti e innovazioni dal punto di vista dei motori, l’azienda decide di dedicarsi al Cause related marketing organizzando la Ford Night.

Il 15 novembre 2012, recandosi presso i Concessionari Ford, ad ogni visita il rivenditore donerà 10 dollari – fino ad un totale di 500$ – ad un ente benefico locale. Quest’iniziativa rientra nella più grande strategia di promozione della nuova Ford Fusion che uscirà nel 2013.

È stato, infatti, dedicato un portale ad hoc per l’iniziativa chiamato “The Random Acts of Fusion”. Il programma coniuga sapientemente impegno sociale e promozione spingendo i consumatori a conoscere il nuovo prodotto ma allo stesso tempo facendo del bene nel contesto in cui abitano. Infatti, secondo l’opinione del guru Philip Kotler, i vantaggi del cause related marketing devono essere: il miglioramento del benessere collettivo e la creazione di legami forti con i consumatori.

CheBanca! e la Fondazione Veronesi

Con l’intento di rafforzare l’immagine pubblica dell’impresa nei confronti delle autorità, ma anche degli stessi consumatori, CheBanca! ha implementato una strategia di cause related marketing in collaborazione con la Fondazione Veronesi. Settore bancario e medico si sono fusi in un unico progetto. Da giugno 2012, infatti, i possessori di un Conto Corrente o di un Conto Tascabile CheBanca! possono decidere di sostenere il progetto della Fondazione Umberto Veronesi “uno zero virgola per la ricerca scientifica”.

Con lo scopo di combattere le malattie cardiovascolari cercando di darne una diagnosi precoce già in età pediatrica, il progetto avvicina il mondo bancario, oggi visto da molti consumatori come truffaldino, a quello medico. Il messaggio? Non è necessario fare tanto. Bastano i centesimi rimanenti sul saldo mensile del proprio conto per aiutare la ricerca.

Il rischio di una campagna di cause related marketing troppo avventata può essere determinata dall’atteggiamento cinico dell’azienda che può far capire ai consumatori che il rapporto tra prodotti e progetto sociale è stato stabilito soltanto per fini meramente commerciali. Ma non è questo il caso.

P&G e l’Unicef

P&G ha usato la sua Pagina Facebook in maniera molto intelligente. Più che associare gli aggiornamenti sul social network a notizie riguardanti l’azienda, poco interessanti dal punto di vista del cliente, che pubblicizzano prodotti già conosciuti, ci si sta completamente dedicando alle strategie di cause related marketing.

Dopo la campagna sulle mamme, ad esempio, si sta puntando alla partnership con l’Unicef contro il tetano neonatale. Mettendo un “like” alle foto pubblicate si può donare un euro ad un bambino in difficoltà e che ha bisogno di un vaccino. È una forma di coinvolgimento sociale innovativa e non può far altro che far bene all’azienda.

Mostraci le tue mutandine!

Ecco cosa si fa Oltreoceano. Distogliendo un attimo l’attenzione dal contesto italiano, negli Stati Uniti i Supermercati Tesco hanno sposato divertimento e causa sociale a febbraio 2012. Al fine di promuovere la nuova linea di prodotti per l’igiene intima femminile, Halo, si è pensato di istituire un’ente di beneficenza ad hoc: la “Halo Initiative charity“.

Ad ogni prodotto venduto della linea Halo il supermercato donava 15p (circa 25$) all’ente associato. L’iniziativa benefica è stata accompagnata dalla campagna di marketing “Mostraci le tue mutandine”. I consumatori sono stati invitati a decorare e personalizzare le proprie mutandine per partecipare ad un concorso per vincere 500$ di buoni da spendere nei supermercati Tesco.

Oviesse e le limited edition: Make Peace!

Oltre alla collaborazione con Save The Children che è iniziata nel 2010, Oviesse è una delle aziende italiane più impegnate nel Cause Related Marketing. In occasione della Giornata Mondiale della Pace, il 21 settembre, è stata lanciata una collezione underwear in limited edition. Al prezzo unico di 5 euro sono state vendute culotte e boxer in pieno stile militare personalizzati con il simbolo della pace fucsia in contrasto. Per ogni prodotto venduto un euro sarà devoluto ad Emergency per il finanziamento del centro di cardiochirurgia Salam a Karthoum in Sudan. Come non voler fare la pace?

6 consigli da seguire per non perdere il posto di lavoro a causa di Facebook

La scorsa settimana vi abbiamo parlato di quanto sia complesso impostare la propria job research partendo da Facebook e di come invece sia molto più produttivo utilizzare mezzi più idonei, come LinkedIn. Al contrario, Facebook potrebbe rivelarsi uno strumento estremamente deleterio per il vostro posto di lavoro, soprattutto quando decidete di condividere contenuti e pensieri personali con la vostra cerchia professionale.

Gli esempi in cui Facebook è costato il posto di lavoro sono molteplici, e spesso diversi tra loro, come dimostra anche la varietà dei casi emblematici presenti sul gruppo “Fired by Facebook, che conta oltre 500 iscritti.

Ecco quindi una serie di consigli utilissimi che potrebbero aiutarvi a non compromettere la vostra carriera a causa di un utilizzo scorretto del social network. Ci sarete riconoscenti, visti soprattutto i tempi che corrono! 😉

1. Pensate prima di scrivere

Facebook è uno strumento per certi versi meraviglioso che ci consente non solo di restare in contatto con le persone lontane o di riallacciare rapporti ormai interrotti, ma anche di esprimere in poche parole un concetto o uno sfogo dopo una dura giornata, per ottenere dagli amici una parola di conforto.

Ma bisogna sempre tenere a mente chi abbiamo aggiunto in passato alla nostra rete di amicizie, e se quello sfogo possa quindi colpire (anche indirettamente) le persone che hanno accesso ai nostri contenuti. Chiamare il proprio capo “pervertito” o urlare ai quattro venti quanto si odi un compito che ci è stato assegnato, dimenticandosi di avere tra le amicizie il capo stesso o il collega che è in gioco con noi per quella promozione, può non essere un’idea grandiosa 🙂

Bisogna stare molto attenti a ciò che si scrive, anche perché può bastare una semplice frase contro la propria azienda per portare ad un licenziamento per giusta causa. Così prevede, infatti, l’articolo 2105 del Codice Civile che obbliga un dipendente alla fedeltà alla sua azienda (ricordate il caso di Fabiola e Francesco?)

Quindi, prima regola per preservare la propria occupazione su Facebook: riflettere bene prima di rispondere alla fatidica domanda:A cosa stai pensando?

2. Non solo status

A farvi rischiare il posto di lavoro potrebbe essere non solo uno status pubblico, ma anche contenuti privati: foto, video, commenti possono infatti essere causa di licenziamento se si presta scarsa attenzione.

Ad esempio, portare in azienda un certificato medico ed essere taggati nella festa selvaggia della sera precedente, oppure inviare commenti offensivi (a persone magari facilmente irritabili) dal proprio ufficio e magari in orario di lavoro, possono diventare situazione di difficile gestione, soprattutto se tali contenuti dovessero arrivare agli “occhi sbagliati”.

3. Utilizzate il pc aziendale con criterio

Chiaramente si tratta di una regola valida per tutti coloro che non sono community/social media manager, e che quindi nella loro attività quotidiana troverebbero complesso spiegare perché per calcolare i margini di vendita in una trattativa hanno avuto la necessità di fare un salto su Farmville.

Sappiate che per giustificarvi non basterà citare quelle ricerche di mercato che dimostrano come Facebook aumenti la produttività sul lavoro. Anzi, sono ormai sempre maggiori le cause di licenziamento legate a Facebook e Twitter perché sono sempre di più le compagnie che fanno sottoscrivere ai propri dipendenti dei veri contratti sulla policy per l’utilizzo dei social network in azienda.

Anche senza un vero contratto legato ai social network, bisogna andarci cauti. Sono molte le cause di licenziamento legate ad un utilizzo scriteriato della rete aziendale per più ore al giorno in assenza di necessità lavorative (cui ovviamente è direttamente legato l’uso scriteriato dei social network).

4. Occhio al contenuto

E’ chiaro che nella nostra esperienza quotidiana su Facebook non parliamo costantemente del nostro lavoro. Gli argomenti di cui discutere sono tanti e vanno dalla politica alla religione, passando per lo sport. Alcuni però andrebbero evitati, soprattutto se nella nostra rete sono presenti i nostri capi o i nostri migliori clienti: esporre pensieri razzisti, ad esempio, non è un buon modo per dare una buona impressione di sé ai nostri più stretti collaboratori.

5. Tenete sotto controllo i “like”

I valori aziendali sono sacri. A volte possiamo non condividerli in toto, ma dobbiamo sempre pensare che sono quei valori, associati al nostro talento, che ci pagano lo stipendio. Quindi vanno sempre rispettati, anche con la nostra attività digitale.

I nostri “mi piace” su Facebook, quindi, potrebbero essere fraintesi da collaboratori e datori di lavoro che potrebbero cambiare la percezione che hanno della nostra persona.

6. Geolocalizzazione? No grazie!

A molte persone piace condividere con i propri amici di Facebook la propria posizione, magari associata ad un commento buffo sulla situazione vissuta o una recensione sull’ultimo ristorantino provato. A volte, però, la smania di far conoscere la propria posizione può portare a conseguenze non previste, soprattutto se nello stesso momento in cui dovremmo essere in ufficio o ad un appuntamento da un cliente il nostro capo dovesse imbattersi nel nostro check-in fatto nel bar alla moda dove c’è “un aperitivo da urlo!”.

A pensarci bene, anche il nostro partner potrebbe non prenderla benissimo… ma per motivi diversi! 🙂

Il problema dei social network in relazione alla tutela del nostro posto di lavoro è molto sentito, e lo dimostrano anche i tanti vademecum scritti sull’argomento. Particolarmente utile può essere, ad esempio, il libro dell’avvocato e docente universitario Marrafino Marisa, he in 160 pagine spiega Come non perdere il lavoro, la faccia e l’amore al tempo di Facebook.

Alla base, però, al netto di tutti i consigli, i libri e le impostazioni sulla privacy, il vero segreto per difendere il proprio posto di lavoro da Facebook sta tutto in due semplici parole: buon senso!

App of the Week: Zello, trasforma il tuo smartphone in walkie-talkie

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Stanco di scrivere messaggi? Da oggi c’è Zello! Trasforma il tuo smartphone in un favoloso walkie-talkie ed inizia a parlare con i tuoi amici!

Zello è la migliore app con cui poter usare lo smartphone per “comunicazioni radio”, da usare one-to-one con un amico o per chiamate di gruppo con amici, parenti, colleghi o chicchessia. Dopo esserti iscritto (e la procedura di iscrizione è veramente rapida), l’app ti chiede di cercare amici da aggiungere alla tua lista di contatti. Li puoi cercare per nome, nickname o li cerca lui nella tua rubrica telefonica, mostrandoti così chi già usa Zello dei tuoi amici e conoscenti.

Dopo che i tuoi contatti avranno accettato la tua richiesta, ti basterà tenere premuto il pulsantone al centro dello schermo e, non appena senti il bip, puoi iniziare a parlare al tuo telefono. Rilascia dopo aver finito la frase per inviare il tuo messaggio vocale al tuo amico.

Zello può essere utilizzato sia in 3G che in Wi-Fi. Quando il telefono è in stand-by e ti mandano un messaggio audio, il telefono riprodurrà direttamente la registrazione. E se non hai fatto in tempo a sentirlo non devi preoccuparti, perché avrai una notifica che ti avvisa di un messaggio ricevuto e l’app ti da la possibilità di scorrere la cronologia di tutte le conversazioni che hai avuto, per poter riascoltare i messaggi ricevuti dai tuoi amici.

Puoi anche partecipare a conversazioni di gruppo o iscriverti a canali tematici sparsi in tutto il globo, per poter parlare dei tuoi interessi con tantissime altre persone che come te usano Zello.

Come sempre, vi lascio di seguito un video esplicativo del funzionamento dell’app.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=v7yOaYXfFnc’]

Zello è un’app gratuita, disponibile su App Store per dispositivi iOS (iPhone, iPad, iPod Touch):

 

 

 

È presente anche su Google Play per tutti i device Android:

Codemotion: il 17 novembre per parlare di tutti i linguaggi e tecnologie! [EVENTO]


Sviluppare software è una cosa meccanica che non prevede la partecipazione emotiva del “creatore”?
Assolutamente no e per dimostrare che anche il processo di programmazione si compone di stimolo e fantasia il CODEMOTION si sdoppia ed organizza un nuovo evento in programma per il prossimo 17 Novembre.

Come sempre la prossima edizione, che si svolgerà in Veneto, consisterà in un evento altamente tecnico caratterizzato dall’interesse per l’innovazione e per la sensibilità insita nel processo di programmazione.
A contribuire al clima suggestivo questa volta ci penserà anche la location!

L’evento, infatti, si svolgerà nella cornice della H-FARM che ospiterà i partecipanti fra i casolari immersi nel verde e gli spazi dedicati alla sua fattoria tecnologica.

Ma torniamo al denso programma di attività .
Numerosi talk tecnici, due laboratori che sveleranno le modalità di gestione dei codice (uno Microsoft e l’altro Google), un Hackathon per la gestione delle emergenze post catastrofi e due worskshop tecnici di approfondimento.

Anche questa volta i temi degli interventi in programma seguiranno temi come Mobile, Web, Linguaggi, Hardware meets Software, Sviluppo Gaming e Enterprise.

Ma non è tutto!
I partecipanti avranno la possibilità di incontrare organizzatori e aziende sponsor durante l’aperitivo di networking che chiuderà di fatto le attività.
Portatevi dietro il cv, potrebbe essere l’occasione per avere nuove opportunità professionali!

Ma torniamo per un attimo ai tecnicismi, e non si tratta questa volta di quelli legati all’html o a Java.
Parliamo di “spostamento”. Eh si, spostamento fisico nel senso di raggiungimento della location dell’evento.

Il Codemotion, infatti, comincia dal viaggio!
Sono stati organizzati autobus dalle principali città di Italia (Roma, Milano, Torino, Trento e Firenze) che vi porteranno direttamente in H-farm.
I posti sono limitati, quindi affrettatevi ad iscrivervi se volete cominciare a conoscere gente sin dalla partenza!

A questo punto vi abbiamo detto proprio tutto, quindi ricordate il Codemotion l’evento gratuito in cui si approfondiscono tutti gli aspetti dei linguaggi di programmazione,

Vi aspetta il 17 Novembre a partire dalle ore 10.00 nella sede di H-FARM, la Tenuta Ca’ Tron in via Sile, 41 Roncade,Treviso!