Brand e sport: come cambia la comunicazione dalla tv a YouTube [VIDEO]

Sport e spettacolo formano un binomio di grande risonanza, soprattutto nel mondo anglosassone, e che ha dettato spesso il successo di diversi format e avvenimenti televisivi. Alle naturali connotazioni dell’evento sportivo, vissuto come momento di forte aggregazione sociale e di festa, se ne aggiungono altre frutto di una precisa architettura dell’intrattenimento: l’obiettivo è dare allo spettacolo sportivo un valore aggiunto che vada oltre la semplice competizione o performance.

Eloquente emblema di ciò sono avvenimenti di grande portata come l’americano Super Bowl che, non a caso, si distingue per essere anche uno dei più grandi contenitori mediatici per le aziende che colgono l’occasione per mandare in onda, in prima tv, nuovi commercial (a tal proposito, potete rileggervi il post dedicato all’edizione di quest’anno).

I brand cercano, con queste strategie di comunicazione, di allargare il loro bacino d’utenza attraverso il coinvolgimento e l’entertainment, fidelizzano i consumatori attuali e incrementano brand awareness e sentiment.

Tutto ciò fino a qualche tempo fa avveniva solo in televisione, mentre ora assistiamo a numerosi e interessanti esempi sul web, sui social network, e in forme profondamente variegate e frutto di contaminazioni tra generi e dinamiche diverse. Come i video a tematica sportiva realizzati non solo da amatori, ma anche da brand e personaggi di rilievo appartenenti all’ambiente, spesso quello degli sport estremi.

I catalizzatori di questa tendenza sono certamente diversi: indubbia rilevanza hanno rivestito ‘piccoli’ fenomeni tecnologici come quelli delle videocamere GoPro che permettono a tutti di riprendere evoluzioni atletiche di ogni genere ad alta qualità. Moltissimi di questi video diventano dei grandi virali, poiché portatori di alcuni degli ingredienti più potenti in rete: esperienza personale e reale, intrattenimento e spettacolo, che si eleva in questi casi a livelli adrenalinici. GoPro è diventato uno dei fenomeni che YouTube ha analizzato come case study.

Il web, non a caso, si distingue dalla televisione soprattutto perché supera i limiti di genere previsti da quest’ultima. Un esempio calzante sono i video che vi proponiamo in questo articolo, in cui branding, intrattenimento e storytelling si mixano in modo perfetto.

Il primo è solo uno dei tanti video pubblicati nel canale Youtube di Salomon Freeski TV, azienda produttrice di attrezzatura e abbigliamento da neve. Una delle prime schermate riporta due citazioni che fanno da ‘apripista’ all’atmosfera insita nel video. Elemento di sorpresa che, certamente, non ci aspetteremmo in questo contesto.

Arriviamo poi al ‘core content’ del video, che assomiglia molto ad un clip musicale per tempi e ritmi, in cui la componente scenografica è fondamentale e particolarmente magnetica grazie alla presenza di led sulle tute degli sciatori che vediamo scendere dalla montagna, e dove vengono utilizzate inquadrature e prospettive di grande effetto.

Il secondo filmato arriva dal mondo del Wingsuite Flying (il volo a corpo libero praticato grazie ad una tuta alare). Protagonista è il campione mondiale della specialità Espen Fadnes, che si racconta al pubblico rivelando pensieri, preoccupazioni ed emozioni che precedono il lancio e lo accompagnano abitualmente nella sua attività. Il tutto intervallato da immagini mozzafiato del lancio, così come da ricordi e istantanee dell’infanzia e del percorso personale dell’atleta. In questo caso la presenza del brand (se non vogliamo considerare come tale lo stesso sportivo) ricopre un ruolo meno decisivo rispetto al video precedente, trattandosi di una sponsorizzazione di Goodvin, agenzia di project management norvegese.

Lo sport sempre più si conferma come un ‘meeting point’ prestigioso e stuzzicante per le aziende che vogliono entrare in contatto con il pubblico secondo schemi nuovi. Alle più tradizionali forme di sponsorship, si accompagnano oggi forme di engagement di stampo social che trovano i loro antecedenti naturali in forme di creazione e condivisione grassroots.

Ci troviamo di fronte a casi di “branded content” in cui i video hanno praticamente nulla a che fare con il prodotto o l’azienda in questione: l’obiettivo è parlare agli utenti attraverso le loro passioni, usando il loro linguaggio, raccontando la storia di qualcun’altro. Esempi? Un video di cui abbiamo qualche mese fa che vedeva la collaborazione di Mercedes Benz, “Altered Route“. O il viralissimo “Way Back Home“, con protagonista Danny MacAskill e sponsorizzato da Red Bull.

Conoscete altri esempi interessanti? Raccontateceli!

Il business del futuro? Innovativo, collaborativo, social oriented [INFOGRAFICA]

Sempre più spesso le persone utilizzano piattaforme social per cercare e condividere informazioni. E, lato aziendale, le imprese sfruttano questi mezzi per raggiungere i consumatori in modo nuovo, inserendosi nelle conversazioni e cercando nuove idee di marketing.

Ma non sempre le stesse aziende e – in generale – i professionisti sfruttano al massimo il potenziale degli strumenti 2.0. Alcuni tool sono disponibili già da tempo, ma solo recentemente hanno conosciuto un certo successo e – secondo le stime – il futuro non potrà che essere un periodo di rivoluzioni. Molte aziende lamentano ancora una mancanza di collaborazione e di comunicazione al loro interno: secondo quanto riporta Econsultancy gli impiegati spendono in media 28 ore alla settimana scrivendo email e cercando informazioni in ufficio. Tutto ciò porta non solo a inutili perdite di tempo, ma anche a seri problemi di comunicazione… e a innumerevoli documenti persi!

In questo senso, la crescita dell’utilizzo di piattaforme tecnologiche di comunicazione e di condivisione delle informazioni non è dovuta solo a una ricerca di maggiore efficienza, ma anche a veri e propri cambiamenti sociali: si stima infatti che nel 2015 il 40% delle persone lavorerà da remoto, e questo shift conduce al bisogno di una comunicazione più rapida ed efficace. Ecco che le piattaforme web possono aiutare a ridurre drasticamente i tempi e rendere le informazioni più ricercabili.

Secondo un’interessante infografica di Clinked, il 97% delle imprese che utilizzano software di collaborazione hanno riferito di essere in grado di servire più clienti in modo più efficiente. Ma i vantaggi maggiori sono quelli interni: con la condivisione dei documenti in rete,  infatti, il volume delle e-mail  si riduce circa del 30% e  l’efficienza del team di lavoro aumenta del 15-20%.

Sarà un futuro all’insegna di un business più social e collaborativo, dunque: ma trovate molti altri dati nell’infografica! Enjoy 🙂

Toyota e l'ambient per la sicurezza dei bambini in strada [VIDEO]

Toyota ha ideato la campagna di sensibilizzazione “Proteggi ciò che c’è dietro di te” con lo street artist Ernest Zacharevic.

Molti incidenti stradali avvengono nel momento in cui ci troviamo a manovrare in retromarcia. Questo accade non solo perché non prestiamo la massima attenzione, ma anche perché la visuale è limitata agli specchietti laterali. Per questi motivi ogni anno centinaia di bambini rimangono feriti o, nei peggiori dei casi, uccisi.

Per sensibilizzare tutti gli automobilisti, il brand Toyota in collaborazione con lo street artist e l’agenzia Happiness Brussels, ha realizzato questa campagna creando dei murales in un parcheggio di Bruxelles raffiguranti dei bambini che giocano spensierati (ovvero il momento in cui sono più vulnerabili perché non consapevoli di un possibile pericolo in arrivo)

Nelle immagini sottostanti potete vedere alcuni momenti del lavoro di Ernest Zacharevic:

Air New Zealand ci spiega la sicurezza in volo con gli Hobbit [VIRAL VIDEO]

Decisamente una maniera geniale per raggiungere i propri clienti quella ideata da Air New Zealand in collaborazione con WETA Workshop.

Il video, intitolato An Unexpected Briefing #airnzhobbit, rappresenta un ottimo strumento per promuovere la sicurezza a bordo. Invita i propri clienti a prestare attenzione alle direttive sulla sicurezza comunicate dal personale di bordo, riuscendo a trasformare questo rituale generalmente noioso in un momento piacevole ed estremamente istruttivo.

L’idea originale: elfe hostess, gobbi e orchi si aggirano tra i passeggeri di un modernissimo aereo in un’atmosfera incantata, la stessa che regnerà nel nuovo film di Peter Jackson che, dopo il successo della trilogia de Il Signore degli Anelli, tornerà al cinema con The Hobbit, anche quest’ultimo tratto dal romanzo di JRR Tolkien e in uscita mondiale a fine novembre.

Un’alleanza vincente, confermata dai consensi e dalle views. Senza dubbio un’idea brillante che sensibilizza alla sicurezza, promuove il film e invoglia a visitare le bellezze uniche e incantate che offre la spettacolare terra neozelandese.

Health Gadgets: quattro accessori per la qualità della vita!

Health Gadgets: quattro accessori per la qualità della vita!

Health Gadgets, ovvero gli aiuti digitali che possono venirci incontro in momenti di difficoltà psicofisica. Dal braccialetto al casco, ecco alcuni supporti per sopravvivere allo stress e alla fatica quotidiana in modo smart.

Scopriteli con noi!

Larklife – Live Smarter!

Health Gadgets: quattro accessori per la qualità della vita!

Un braccialetto che tiene traccia di ogni attività durante la giornata, come un diario.
Larklife infatti registra le azioni compiute – da quello che abbiamo mangiato alle ore dormite – per poi fornire consigli su come migliorare il proprio stato di salute.
L’idea di base è quella di fornire un supporto affidabile per tutte le persone “normali”, che non compiono attività da atleti o hanno particolari condizioni di salute, che possano aver bisogno di prendere decisioni migliori sullo stile di vita.

Larklife nasce dalle linee di Ammounition, azienda di design e customer experience a San Francisco, e ha un accelerometro che considera i movimenti e il sonno dell’utente, nonché le informazioni sui pasti e sulle altre attività tramite una app per smartphone. Inoltre  è possibile trasferire via bluetooth i dati premendo il centro del braccialetto.

Quanto costa questo consulente per piccoli cambiamenti e grandi miglioramenti? Preparate $149.99 entro la fine del 2012.

Bandu – The watch that slows you down

Health Gadgets: quattro accessori per la qualità della vita!

Un orologio da polso e uno smartphone, ecco cosa serve a Bandu per tenere sotto controllo i livelli di stress: una piattaforma ideata dai neuroscienziati del MIT il cui scopo è quello di insegnare a rilassarsi nel modo più smart possibile.

Mentre rimbalzi da un’attività all’altra, Bandu ti avvisa in caso di carichi elevati di stress per chiederti semplicemente una cosa: pausa!
Questo orologio, da sincronizzare con lo smartphone, consente di impostare alert e messaggi personalizzati e valuta il sistema neurovegetativo.

Ecco alcuni degli elementi analizzati per proporre all’utente azioni ad hocparametri cardiologici, traspirazione, respirazione, movimenti e status della pelle.
Una volta fatto il check up Bandu ti propone una  soluzione: da una canzone rilassante, alla chiamata ad un amico o ti invita a fare  un po’ di stretching. Quanti di noi potrebbero dire di non averne bisogno? Pochissimi!

Kickstart – energia cinetica senza batterie

Health Gadgets: quattro accessori per la qualità della vita!

A supporto di chi ha difficoltà a camminare Cadence Biomedical ha progettato Kickstart, un tutore che sfrutta l’energia cinetica e agevola la mobilità e l’indipendenza.
Kickstart infatti è un tutore totalmente meccanico, che crea e accumula energia cinetica con il movimento delle gambe.

Ideato per appoggiarsi sopra gli abiti degli utenti, è un ausilio prezioso per persone che faticano a muovere gli arti inferiori e, a differenza di altre proposte, non comporta l’utilizzo di pesanti batterie ricaricabili.

Biofeedback – per gli studenti ansiosi

Health Gadgets: quattro accessori per la qualità della vita!

Biofeedback è l’elmetto che l’Università dell’IOWA ha pensato per gli studenti sotto stress.
Il casco infatti individua stati d’ansia leggendo letteralmente nella mente degli studenti, guidandoli in uno stato di relax.
Tramite le onde cerebrali Biofeedback è in grado di assodare stati d’ansia e di guidare da PC l’utente verso una corretta meditazione.

Sarebbe desiderio di tanti un guru digitale, informato precisamente sul nostro stato mentale, pronto a combattere la guerra all’ansia con noi.

eCommerce 2012: ancora crescita e multicanalità

Qualche giorno fa è stato presentato il consueto report annuale sullo stato dell’eCommerce in Italia realizzato in collaborazione da Netcomm e Politecnico di Milano. In un anno in cui i consumi tradizionali si sono ridotti del 2%, l’eCommerce cresce.

Il dato principale è positivo e anche un po’ inaspettato, si parla infatti di una crescita su base annua del 18% rispetto all’anno scorso con un incremento di 3 milioni nel numero di acquirenti online che raggiunge attualmente i 12 milioni e il dato riferito al volume complessivo delle vendite nel 2012 sarà pari a 9,6 miliardi di euro.

L’abbigliamento traina la crescita dell’eCommerce nel 2012

Tra i settori maggiormente in crescita quello dell’abbigliamento la fa da padrone con un +33%, anche se il dato è imputabile principalmente ai big come Yoox. Altro settore che ha registrato un importante incremento è quello dell’elettronica di consumo con un +27%. Il grocery comincia a far parlare di sé con un +17%, anche se i volumi in valore assoluto sono ancora limitati.

Crescita del 14% per il turismo e del 10% per le assicurazioni, ma nel settore turistico i valori si riferiscono quasi esclusivamente alle vendite di biglietti aerei online e prenotazioni di hotel, informazione che ci suggerisce che il boom in questo settore deve ancora avvenire e le vendite di pacchetti turistici registrano numeri ancora bassi.

Mobile e social commerce diventano nuovi portali di accesso

Il report di quest’anno fa emergere un nuovo trend nelle abitudini di acquisto online, quello della multicanalità. L’eCommerce non è più la semplice vendita che avviene sul sito internet del venditore, ma un complesso fenomeno che passa attraverso la crescita del mobile commerce, del social commerce, delle sinergie tra punti vendita fisici e corrispondente punto vendita online.

Tuttavia il mobile commerce vale oggi solo il 2% degli acquisti totali e quindi non va sopravvalutato nel breve periodo, ma neanche snobbato perché rappresenta il futuro e i brand che lo hanno capito per primi hanno iniziato a proporre delle apposite app per dispositivi mobili.

Le dimensioni del mercato Italiano rispetto a quello Europeo

Non sono del tutto rosei i dati dell’eCommerce Italiano perché seppure in crescita è ancora nettamente indietro rispetto agli altri big Europei, rappresentando un sesto dei volumi realizzati in UK, un quarto di quelli tedeschi e la metà di quelli francesi.
La differenza possono farla le PMI Italiane che decidono di investire seriamente nel commercio elettronico, piuttosto che realizzare dei semplici siti vetrina e lasciarli abbandonati a sé stessi.

Corso online in Diventare Freelance: scopri come trasformare la tua passione in lavoro!

Diventare FreelanceAlzi la mano chi non ha mai pensato di mettersi in proprio. Gestire in autonomia la propria attività di consulenza, imparando ad ottimizzare il proprio tempo, è uno dei desideri più ambiti dalle nuove e vecchie generazioni, in particolare quando le sicurezze di un posto di lavoro dipendente e a lungo termine sembrano venire a mancare. Ma è tutto così semplice?

Oltre ad avere una competenza specifica nel proprio settore, il Freelance deve saper gestire la propria presenza sul webattività time consuming ma strategica e spesso sottovalutata da molti professionisti. Conoscere e sfruttare a proprio favore il potenziale dei Social Media permette di avere maggiori possibilità di aumentare la propria visibilità conquistando nuovi lavori e nuovi clienti.

Ecco perché Ninja Academy amplia la sua offerta formativa proponendovi un altro corso online di 10 ore, Diventare Freelance, in compagnia di Giuliano Ambrosio (direttamente da JuliusDesign.net) per massimizzare il risultato del proprio lavoro attraverso l’uso corretto ed efficace del web.

Niente spostamenti né viaggi, vale a dire nessuna perdita di tempo: comodamente seduti sul divano di casa o direttamente in ufficio, potrete accedere ad un’aula virtuale dove ascolterete live la voce del relatore visionando le slide delle lezioni.

E se quel preciso giorno a quella precisa ora non poteste essere disponibili? Nessun problema. I webinar saranno poi disponibili anche on demand sull’apposita piattaforma e-learning senza limiti di tempo: potrete quindi decidere di seguirle o rivederle in qualsiasi momento! Oltre alle lezioni più prettamente teoriche, avrete la possibilità di interagire direttamente con il docente per formulare le vostre domande e fugare eventuali dubbi grazie a 2 ore di question time.

Il corso – che comincerà lunedì 3 dicembre e si concluderà mercoledì 19 dicembre, darà poi la possibilità, previo superamento di un test di valutazione, di scaricare l’attestato di partecipazione.

QUI trovate tutti i dettagli, il programma completo e il form di iscrizione.

 

Ninja Corso Online

DIVENTARE FREELANCE [online, dicembre 2012]

Destinatari

Il Ninja Corso Online “Diventare Freelance” è rivolto ai professionisti che vogliono intraprendere la carriera di consulenti di Design o Marketing e che hanno la necessità di apprendere la mentalità, le competenze di marketing e vendita del libero professionista.

In particolare il corso è rivolto a:

Liberi professionisti | Creativi | Responsabili Comunicazione | Consulenti Marketing | Marketing, Product, Brand Manager | Social Media Manager | Digital Strategist | Strategic Planner | PR, Event, Account Manager | Media Planner

Programma

✔ Cosa vuol dire essere Freelance oggi?
✔ Quando e perché decidere di diventare Freelance
✔ Diventare Freelance in 10 Domande
✔ Gli aspetti fiscali per iniziare
✔ Cambiare la Mentalità in quella da Freelance
✔ Ricorda che Tu sei il tuo Brand
✔ L’Importanza di Fare Networking
✔ Trasformare potenziali competitor in alleati
✔ Ricordati che l’INPS ti ama tanto
✔ Entrare nella mentalità del Freelance
✔ Come iniziare partendo da zero clienti
✔ Creare una presenza online: sito web, Blog
✔ Quali Social Media usare? E in che modo?
✔ Usare i Social Media per conoscere un cliente
✔ L’importanza di creare progetti personali
✔ Esche non convenzionali
✔ Creare rendite passive grazie al web

Ninja Master | Giuliano Ambrosio

Giuliano Ambrosio

Web Creative Strategist Freelance di Torino, dopo 2 anni in una web agency decide di intraprendere la carriera di Freelance. Nel 2007 scopre la blogosfera e i Social Media aprendo il suo blog JuliusDesign.net che in pochi mesi diventa uno dei punti di riferimento in Italia per il Mondo Freelance, Social Media e Design.
La condivisione costante delle sue guide e strategie in Rete, 6.000 accessi unici giornalieri al suo blog e altrettanti contatti sui suoi canali social hanno permesso a Giuliano di attrarre nuovi clienti e di affermarsi come freelance. E’ oggi consulente e formatore, collabora con diverse agenzie e brand da tutta Italia, lavorando a diversi brand tra cui Abarth, Gillette, Motivi.

Vantaggi del corso online

• Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
• Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
• Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
• Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
• Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
• Attestato di partecipazione

Early Booking

Non dimenticatevi che, entro e non oltre il 25 novembre, potrete usufruire dello sconto early booking acquistando il corso a 199 € (anziché 249 €).

Per iscrivervi al corso CLICCATE QUI.

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 400 42 554.

Be Ninja!



Creare storie importanti come strategia di content marketing [HOW TO]

In questo periodo, si sente molto spesso parlare di storytelling e di come i marketer dovrebbero trasformarsi in narratori per elaborare strategie di content marketing. Sembra un concetto fantastico, in teoria, ma che cosa significa veramente in pratica?

Si è sempre parlato di storie, ma non sono sempre state considerate una parte importante della cassetta degli attrezzi del marketing. In questi ultimi tempi si è invece capito come le storie, se utilizzate correttamente, possano aiutare a posizionare un brand trasmettendo in maniera naturale i suoi core value. Le storie, dopotutto, sono il metodo di comunicazione più semplice ed è per questo che vengono recepite in maniera naturale dalle persone.

Ma come si può sfruttare il potenziale dello storytelling per realizzare dei contenuti? Ecco qualche suggerimento utile.

Utilizzare le emozioni

Le emozioni sono la base di ogni storia ben riuscita. Certe storie che ci fanno ridere, altre piangere alcune, invece, hanno la capacità di avvicinarci di fronte ad un problema; e sono proprio queste quelle che ascoltiamo più volentieri. Inserire un’emozione all’interno di una brand story, molto spesso non è così difficile come si potrebbe immaginare. L’emozione è già lì, basta solo scoprirla.

Il suggerimento generale è però quello di mettere in relazione la storia del vostro prodotto con le persone e con la loro quotidianità. Nel caso, ad esempio, di un’azienda produttrice di componentistica per auto, si potrebbe parlare del ruolo del brand nell’aiutare le persone a spostarsi da un luogo ad un altro. Lo storytelling può quindi essere adatto sia al mercato B2C, ma anche B2B.

Condividere la tua unicità

Probabilmente il tuo brand ha delle caratteristiche uniche, anche se non ha un fondatore carismatico come lo è stato Steve Jobs o una mission dal significato etico come Chipotle. Per scovare queste caratteristiche è necessario guardare la vostra azienda, il vostro brand, i vostri prodotti/servizi e clienti con un occhio creativo e pensare a ciò che lì rende speciali.

Considerate questa checklist come un semplice punto di partenza per scovare le caratteristiche di unicità per creare una strategia di content marketing efficace.

  • Persone: Chi sono le persone che producono il vostro prodotto o servizio? Che cosa le rende speciali individualmente e come gruppo?
  • Clienti: Chi sono i vostri clienti? Perché acquistano il vostro prodotto o servizio? Come lì aiutate a risolvere un problema o a soddisfare un bisogno? Cosa gli piace di più del vostro prodotto o servizio?
  • Prodotto: Qual è la particolarità del vostro prodotto? Come e perché è stato progettato in quel modo? Chi lo ha sviluppato e progettato?
  • Processi: Come si fa a produrre il vostro prodotto e perché è diverso da quello dei vostri competitors? Perché è stato scelto quel tipo di processo e non un altro? Chi ha definito il processo di sviluppo e chi decide quando è necessario aggiornarlo o cambiarlo?

Una precisazione: non abbiate paura di raccontare la vostra storia anche se pensate che non sia irresistibile; il più delle volte basta scovare un modo originale per raccontarla. Una volta trovate le storie che contraddistinguono il vostro brand prima di raccontarle, pensate a come potrebbero essere descritte offrendo diversi punti di vista. Il consiglio è di essere più creativi possibile nella scelta della modalità del racconto.

Keep it simple

Pensate alle storie che ricordate meglio: la maggior parte di esse può essere riassunta con poche frasi o una semplice lezione (ad esempio molte delle favole dei fratelli Grimm si possono ricondurre a: “Non parlare con gli estranei”). L’importante non è comunque ricondurre tutto ad una semplice frase, l’importante è mantenere l’essenza del messaggio semplice in modo che il vostro pubblico lo ricordi e che quindi lo possa raccontare facilmente.

Facilitare la condivisione

Le storie ben riuscite hanno un messaggio che il pubblico apprezza e ci tiene a condividere diventando parte della narrazione del brand. Per facilitare la condivisione bisogna porsi dalla parte del cliente e riflettere su dove e come potrebbe raccontare la vostra storia considerando anche le modalità di contatto delle persone con il brand. In genere si parte dal sito aziendale o dai social media che strutturalmente facilitano la condivisione. Ma se il vostro pubblico è particolarmente affine anche ad altri mezzi è fondamentale non trascurarli prevedendo altre forme di contenuti, per dare maggiore profondità alla vostra brand story.

Una brand story esemplare

Può un video in stop-motion su un allevatore di maiali diventare un fenomeno virale diffondendo un messaggio etico che può fare la differenza per i consumatori?

La risposta è si! Nel 2011 Chipotle, una catena di ristoranti messicani con più di 1.200 punti vendita, ha creato un video per raccontare i valori del suo brand e delle persone che lo hanno fondato.

Il video descrive la storia di un agricoltore mentre vive il passaggio da fattoria di famiglia a fabbrica industriale. Dopo essere stato sedotto dai profitti in larga scala e da tecniche agricole malsane decide di “ripartire” riconoscendo i suoi passi falsi per tornare a pratiche più umane e sostenibili.

Il video realizzato sulle note del successo dei Coldplay “The Scientist” interpretato da Willie Nelson (una leggenda della musica country) ha colto nel segno una tensione psico-culturale molto sentita dal popolo americano: i dubbi sulla qualità dei cibi nei fast-food. Facendo leva su emozioni forti come la fiducia e la speranza questo video è diventato presto un fenomeno virale raggiungendo in breve tempo 6 milioni di visualizzazioni su You Tube, e generando un forte buzz all’interno dei social media.

Ma perché questa storia è così potente? Cerchiamo di riassumere i suoi punti di forza:

  • È emotiva. Attraverso un brano già molto conosciuto riesce a sintonizzarsi sulle emozioni giuste entrando in profondità nei sentimenti delle persone per parlare di un messaggio che gli sta a cuore;
  • È semplice. La storia di fondo, quella degli allevamenti intensivi rispetto all’agricoltura su piccola scala, è in realtà una faccenda molto complessa con opinioni contrastanti. Il video semplifica la questione con una facilità estrema mostrando una semplice sequenza temporale. Oltre a questo riporta un tocco personale al concetto, la visione etica dell’azienda;
  • È condivisibile. Essendo il messaggio molto semplice e basato su valori etici la condivisione è stata quasi naturale e facilitata da una precisa strategia a supporto all’interno dei principali social media;
  • È unico. La storia racconta in maniera distintiva l’impegno aziendale di Chipotle nel cercare di offrire cibo con integrità e rispetto per gli animali, l’ambiente e gli agricoltori.

Considerazioni Finali

La narrazione è qualcosa di naturale che fa parte della nostra quotidianità. Sfruttare lo storytelling per supportare e posizionare più chiaramente il vostro brand può essere semplice, a patto che, si sia in grado di realizzare una storia che riesca a toccare le corde profonde delle persone “vendendo”, per una volta, valori prima che prodotti.

TechnologyBIZ 2012: gli appuntamenti da non perdere!

TechnologyBIZ 2012: gli appuntamenti da non perdere!

Come ampiamente anticipato, questa è la settimana di TechnologyBIZ. A Napoli, il 7 e 8 novembre 2012, vi aspetta un ricco programma sull’innovazione e l’Information e Communication Technology.

TechnologyBIZ 2012: gli appuntamenti da non perdere!

Giunto alla sua quarta edizione, TechnologyBIZ non è una semplice fiera ma un momento d’incontro e di dibattito con gli esponenti delle Istituzioni, del mondo accademico e dell’imprenditoria.

Eventi da segnalare – 7 novembre

Tavola dedicata al settore Turismo, moderata da Alex Giordano. Tra la rosa dei partecipanti, interverranno Giuseppe De Mita, vicepresidente della Regione Campania con delega al turismo e l’ex senatore Salvatore Lauro, Presidente della società navale di famiglia Alilauro.

– Inaugurazione dell’iniziativa Business Devils (area dedicata al mondo della nuova imprenditoria)

Start e Restart. Come finanziare una Startup e sostenere un’iniziativa già avviata. Oltre il capitale di rischio.

Sentiment analisys

DeRev. Dall’Idea alla Rivoluzione

Social Network per le imprese del turismo e dell’artigianato

TechnologyBIZ 2012: gli appuntamenti da non perdere

Eventi da segnalare – 8 novembre

La giornata dell’8 novembre è dedicata all’incontro con le Istituzioni, aprendosi con la Tavola moderata da Pino Aprile, a cui sono stati invitati i più importanti rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

Creative Clusters II al TechnologyBiz 2012

Startup innovative: agevolazioni fiscali e contributive dopo l’entrata in vigore del DL 179/2012

Agenda digitale italiana e SmartCities anche per i piccoli Comuni

Corporate Blog nella comunicazione aziendale

TBIZ 2012 vi aspetta nei giorni 7 e 8 novembre a Napoli, presso la Mostra d’Oltremare (viale Kennedy, 54 Padiglione Espositivo 6).

Le vere ragioni che hanno spinto Twitter a introdurre i filtri per le foto

Da giorni non si parla d’altro. L’annuncio di Nick Bilton, che sul suo blog del New York Times ha rivelato che Twitter sta lavorando sull’introduzione di un set di filtri personali così da permettere agli utenti di caricare le foto senza “passare” per Instagram, ha suscitato nel mondo digitale un grande dibattito, soprattutto in relazione alle reali motivazioni che stanno spingendo il social network di San Francisco a lavorare su questa nuova feature.

Twitter vs Instagram e Facebook?

In prima battuta, come logico, in molti hanno pensato ad una “risposta” da parte di Twitter all’acquisizione di Instagram da parte di Facebook. In particolare, la mossa è vista come il tentativo  di estromettere gli elementi condivisi da applicazioni terze, in modo tale che tutti i contenuti condivisi passino per l’unico canale di Twitter.

In quest’ottica è molto interessante l’opinione di Drew Olanoff, che su TechCruch fa notare come la comunità di Instagram sia ormai molto vasta e, in termini di utenti attivi giornalieri, assolutamente non da meno rispetto a quella di Twitter. In pratica, moltissimi instagramers non utilizzano né Facebook né Twitter, ma hanno ormai generato una comunità autonoma, con proprie logiche e meccanismi (come ad esempio il privilegio alla comunicazione immediata, all’intrattenimento con pochi contenuti “seri”, all’immagine e alla condivisione globale).

La “forza” di Instagram sembra davvero troppo grande anche per un colosso come Twitter, che pure in passato aveva provato a “mettersi in proprio” grazie a Twitpic, poi rapidamente dimenticato.

Il valore dei contenuti condivisi

Si introduce nel dibattito quindi un nuovo punto di vista, secondo il quale la mossa di Twitter non è da leggersi come tentativo di “rubare” utenti ad Instagram, quanto piuttosto una possibilità per Twitter di accrescere il proprio valore, in quanto crescerebbero i contenuti dei quali diverrebbe “proprietaria”.

Alcuni hanno limitato questa mossa alla semplice volontà di avere un maggior controllo sui contenuti caricati dagli utenti, come dimostrerebbero i recenti cambiamenti nelle policy riguardanti il copyright. In realtà sembra essere una scelta molto più articolata, che trova le sue motivazioni proprio in un possibile aumento del “valore” del social network. Il grande vantaggio competitivo sul mercato di Facebook e Google, infatti, sta proprio nel “possedere” i dati di chi utilizza i loro servizi per caricare on line foto, video e contenuti di ogni genere. E’ in quest’ottica che possono leggersi anche i rumors sulla volontà di Twitter di lanciare un caricamento diretto dei video degli utenti, limitando (ma quanto?) YouTube.

Non è escluso, comunque, che questa nuova funzione riesca a ‘catturare’ una buona fetta di mercato. Come noto, infatti, Twitter può contare su una vastissima comunità di VIP che da sempre preferisce i 140 caratteri al più complesso ed “aziendale” Facebook per dialogare con i propri fan. Se questi ultimi decidessero di supportare il nuovo strumento messo a disposizione da Twitter, non è da escludere che possano influenzare molti dei propri followers, al netto di quanti compongono – come detto – la fortissima comunità di Instagram.

Un’arena iper-competitiva: chi vincerà?

In un mercato ultra-competitivo come questo, però, non bisogna mai lasciarsi sfuggire nulla né perdere tempo. Proprio ieri, infatti, Facebook ha rilasciato un aggiornamento per la sua app iOs in cui è possibile caricare foto direttamente sul social network aggiungendo interessanti effetti grafici e filtri… Vi ricorda qualcosa? Si parla soltanto di una semplice integrazione alla app principale di quanto già faceva “Camera”, rilasciata qualche mese fa, ma è interessante notare una tempistica quasi perfetta da parte di Zuckerberg, che lascia poco spazio alle coincidenze. Infine, è notizia recentissima la versione ‘da browser’ dei profili dello stesso Instagram, che dunque si avvicina al mondo web dei social network.

Un panorama complesso insomma, ma che proprio per questo appassiona: come andrà a finire? Vedremo!