Mostri da alcolismo, i bambini li vedono così [VIDEO]

Guardando e riguardando questo film non posso far a meno di elogiare il casting di produzione per l’intensità d’espressione dei bambini protagonisti.

Un inquietante ed efficace promemoria di 60 secondi a sostegno di un’ associazione non profit che lotta a favore dei bambini bisognosi, Lasinen lapsuus, fondata nel 1986 in Finlandia, Paese in cui l’alcool è tra le principali cause di morte. Lo spot è stato creato dall’agenzia Euro RSCG di Helsinki, ed ha fatto in pochissimi giorni il giro del mondo.

Quanto è importante per un genitore essere modello positivo per i figli?

La campagna, denominata “Infanzia Fragile“, offre agli adulti un punto di vista di come l’alcolismo possa influenzare la vita dei loro figli e di come l’abuso di alcol possa arrecare mostruose conseguenze psicologiche sui bambini che lo vivono passivamente.

Il messaggio originale recita: “Quanto eri mostruoso da ubriaco?” nella versione in inglese invece il concetto di ubriaco viene estremizzato nell’aver fatto uso di alcool, il che lascia presupporre anche l’aver bevuto un solo bicchiere di vino.

Chissà perché tra i genitori compare una prevalenza maschile.

Lunch Beat, quando la pausa pranzo diventa social!

Se vi dicessimo che esiste un social-way per abbattere la solita routine dell’ ” A pranzo un panino…”? Un’alternativa movimentata,  in cui potreste sgranchirvi le gambe e magiare sano?  Che vi permetta di stare a contatto con persone che non vi pulsino raccontandovi il nuovo best seller del momento e le sue diverse sfumature?

Vi vediamo davanti ai vostri schermi annuire incuriositi, perciò bando alle ciance e andiamo a illustrare il movimento di Lunch Beat.

Quando, dove e com’è nato Lunch Beat?

Nel Giugno del 2010 a Stoccolma Molly Rängecofondatrice di Crowdculture decide di invitare un paio di amici a pranzo in un garage (non sapete che le migliori idee nascono nei garage? 🙂 ) L’evento si trasforma presto in un mix di musica, cibo sano e persone interessanti per ‘staccare la spina’ dalle ore lavorative.

In che cosa consiste l’appuntamento Lunch Beat?

Prendete un tempo definito costituito da un’ ora esatta (situata in corrispondenza della tipica pausa-pranzo), aggiungete persone che hanno voglia di distrarsi dal lavoro mangiando bio a ritmo di musica, riscoprendo la voglia di divertirsi insieme. Facile no?

Lo scopo di tutto questo è connettere le persone, grazie al linguaggio universale della musica.

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Come si promuove l’evento?

L’evento ha un gran successo e alla richiesta del bis, l’idea di Molly si trasforma in un movimento destinato a propagarsi in diverse città del mondo, grazie all’utilizzo dell’intramontabile passaparola sui social network. Il 31 Maggio, infatti, si è tenuto un Lunch Beat  in contemporanea in ben 17 città europee tutte in collegamento via web.  😎

Principalmente la comunicazione avviene (oltre che sul sito ufficiale) su Facebook e Twitter a cui si aggiunge Instagram, vero reporter dei vari eventi  in giro per il mondo tramite l’utilizzo dell’hashtag #lunchbeat seguito dal nome della città in si svolge.

Inoltre esistono le diverse community nazionali a cui far riferimento, e nel Manifesto compaiono dieci semplici regole da rispettare:

  • Se è il tuo primo Lunch Beat, devi ballare
  • Se è il tuo secondo, terzo, quarto Lunch Beat, devi ballare
  • Se sei troppo stanco per ballare al Lunch Beat, ti consigliamo la pausa pranzo da un altra parte
  • Non puoi parlare di lavoro durante il Lunch Beat
  • Al Lunch Beat chiunque può essere partner di ballo
  • Ogni Lunch Beat non dura più di 60 minuti durante la pausa pranzo
  • In ogni Lunch Beat c’è un DJ set
  • L’acqua è gratis
  • Il Lunch Beat si svolge in un ambiente “drug free”
  • Chiunque può creare un evento Lunch Beat in qualsiasi luogo, rispettando il manifesto e la natura nonprofit dell’iniziativa

Lunch Beat è arrivato anche in Italia?

Ebbene, ci siamo anche noi! I primi due appuntamenti si sono  svolti ad Alessandria, e secondo l’organizzatore Enrico Pronzati hanno riscosso un grande successo. Tant’è che verrà promosso l’evento anche in formato serale con il Dinner Beat.  Secondo i rumors la prossima città ad essere coinvolta nel Lunch Beat sembra essere Torino: stay tuned!

Quale sarà il prossimo evento?

Prestissimo! Nella sezione dedicata ai prossimi eventi, il 21 Settembre a Stoccolma (in altre parole, domani) non verrà persa l’occasione di celebrare il trentesimo International Day of Peace con “A beat for Peace“.

Perché partecipare?

Gli effetti benefici di queste pause-pranzo social sono stati riscontrati nella maggior parte dei partecipanti. Umore sereno, dieta sana, movimento (che male non fa per intervallare le otto ore lavorative), relax con l’aggiunta della socializzazione offline. Insomma un’ora di energia positiva, che avendo effetto sugli individui di sicuro si rifletterà sulla resa nei diversi posti di lavoro. Non credete?

Se conoscete eventi simili  in Italia raccontateceli, oppure prendete spunto: non si sa mai che prossimamente si organizzi un Lunch Beat proprio nella vostra città! 😉

Cinquanta sfumature di marketing, le ragioni dietro il successo della trilogia erotica

Sarà che Simon Sinek mi ha dato alla testa, ma adesso voglio capire il perché. Perché la trilogia 50 sfumature scritta da E. L. James ha venduto oltre 40 milioni di copie nel mondo. C’è chi ha letto i 3 libri, chi solo il primo, chi ha sbirciato solo alcune frasi, chi nulla. Tutti ne abbiamo sentito parlare, i toni di voce sul tema sono stati critici o esaltati, curiosi o moralisti. Ho iniziato a leggere la trilogia come molte altre donne: un’amica, fidatissima, mi ha detto che avrei dovuto assolutamente leggerlo. Ed io, come le tante altre, ho comprato il primo libro con scetticismo ma con voglia di accontentarla.

Mi diceva che l’avrei finito tutto d’un fiato. Poi ho comprato il secondo ed il terzo – in ebook e lingua originale. Ora che ci scrivo sù, non voglio difendere, promuovere o crocifiggere l’autrice ed i suoi tre prodotti. Non voglio parlare del perché sia o meno piaciuto a me. Ma vorrei provare a spiegare i motivi dietro questo successo globale, così lampante quanto apparentemente inspiegabile per alcuni. Scrivo anche perché finora non ho trovato nessun articolo che accontentasse la mia curiosità; tutti troppo impegnati a catalogare mamme o commesse di mezz’età, a sbottare “ma leggi piuttosto Histoire d’O, dai“, a rievocare i romanzi Harmony, a sghignazzare della cultura bassa dalle vette della cultura alta.

Va bene tutto. Ridiamoci sù, ma facciamolo anche dopo aver letto alcune cifre del fenomeno. Che sottolineano l’indiscutibile successo di mercato e di marketing. 20 milioni di copie nei primi 6 mesi (Twilight ci ha impiegato tre anni);  circa 50 milioni di ricavo stimati per la scrittrice grazie alle royalty ed alla vendita di diritti.

Queste sono le conseguenze. Vorrei tornare a monte, al successo di 50 sfumature di grigio, nero e rosso. Ho voluto capirci di più e per farlo ho letto migliaia di recensioni positive e negative, soprattutto su Amazon. E ne ho trovati cinquanta, di motivi per la viralità di questi best seller. Motivi di mercato, di storytelling, di consumo, di contagio. Motivi a volte più femminili che maschili, a volte più o meno importanti, ma ciononostante si tratta di 50 ragioni che hanno spinto 40 milioni di persone ad iniziare, continuare e consigliare la lettura. Ecco i primi 25, gli altri nella Parte 2.

#1 – Sfumature di oceano blu

I tre libri sono oggettivamente scritti male, l’editing è pessimo. Certe frasi, e talvolta intere perifrasi e paragrafi, si ripetono fino all’ossessione cerebralmente frustrante. Ed è qui il nodo: E. L. James ha sottolineato un bisogno latente: quello del brainless reading. Lettura disimpegnata, proprio grammaticalmente. Un’antitesi del concetto di editoria! Non riesco a spiegare il perché, ma mi viene in mente quanti video virali su Youtube o film/telefilm in streaming – in bassissima qualità, pixellati e sgranati – guardiamo abitualmente PUR di usufruire di quel contenuto. Dev’essere questo il motivo per cui la bassa qualità non ha ostacolato in maniera rilevante la disseminazione della trilogia.

snowqueens icedragon

#2 – L’importanza dei follower iniziali

E. L. James era inizialmente conosciuta come Snowqueen’s Icedragon, scrittrice per il sito FanFiction.net. Christian Grey ed Ana Steele sono ispirati a Bella ed Edward di Twilight ed è capitalizzando sulla loro notorietà che James ha scritto Master of the Universe, uno scritto già conosciuto da migliaia di fan e ritenuto all’89% uguale a quello che oggi è l’editing finale di Cinquanta sfumature.

#3 – La tribu di lettori

Ma… tu l’hai letto? Quel libro?” è una delle frasi di attacco più ricorrenti per parlare di 50 Sfumature. Un sentimento di segretezza mista a complicità, curiosità e voglia di condivisione. Chi detesta il libro lo ha manifestato online, chi lo ama ha convinto almeno una persona a leggerlo.

simpsons sex bart

#4 – Il sesso vende

E si sa. Soprattutto se la promessa sessuale ruota intorno a temi percepiti come più trasgressivi – sadomasochismo, dominazione e sottomissione.

#5 – L’amore vende

Scrive K. Lockhart su Amazon: “La storia riguarda più che altro ciò di cui hai bisogno da parte della persona dalla quale te lo aspetteresti di meno. La peggior critica che muovo al libro è che il tema dell’amore “che guarisce tutto” è un po’ mieloso, ma a volte abbiamo bisogno di un po’ di miele nella nostra vita. La storia parla di ciò che concediamo alla persona amata e dei limiti invalicabili che ci rendono onesti nei confronti di noi stessi”. Dunque, a quanto pare la trilogia non parla di sesso, non è mommy porn. E’ una storia antitetica rispetto a ciò che ci è stato sempre detto sull’amore e sull’innamoramento, eppure è una storia d’amore in cui molte donne e uomini si sono identificati.

#6 – Il Kindle che nasconde la copertina

Tutti noi sbirciamo il libro che il nostro vicino in metro sta leggendo. Moltissime donne hanno confessato di aver letto questo libro dappertutto, in ufficio, in pausa pranzo, nei mezzi e luoghi pubblici più svariati. Complice la riservatezza del Kindle, che ripara da sguardi indiscreti pronti a giudicare.

nicole minetti

#7 – Mostrare la copertina!

Altre donne – ma anche uomini a dire il vero, e li ho visti coi miei occhi – sbandierano con visibile orgoglio le riconoscibilissime copertine della trilogia: cravatta grigia, maschera grigia, manette… grigie.

#8 – Come andrà a finire?

E. L. James ha costruito tutto intorno ad una domanda in grado di catturare l’attenzione, l’interesse e la motivazione delle donne: come andrà a finire questa storia d’amore? Un interrogativo semplice, ma potente.

#9 – Può una donna…

…cambiare un uomo? E l’uomo ideale? Ecco un’altra incognita semplice ma potente. Christian Grey guadagna 100,000$ all’ora. E ama spenderli per rendere felice Anastasia. Nel leggere 50 sfumature, si crea una situazione irreale in cui non esistono difficoltà, se non quelle di salute. Christian è un uomo facoltoso e potente, plasma ad arte la vita di coppia, tutto può, sa e vede. E la donna che legge non può che chiedere alla protagonista, con aria di sfida: “Ana, non hai un mutuo da pagare, non sei precaria, tutto ciò che è nel mondo può essere tuo, tranne quest’uomo problematico. Vai e cambialo con la sola forza della femminilità, fallo in nome di tutte le donne del mondo – dimostraci che è possibile!”

Scrive Aquarius: “c’è una dose di vulnerabilità tormentata che può emergere ed essere curata solo dalla ragazza giusta“. Se sei una donna, sai che hai creduto di essere quella ragazza giusta – almeno una volta nella tua vita.

#10 – Il sogno lucido dell’inconscio adolescenziale

Ci si lamenta molto dell’ingenuità e semplicità del linguaggio usato da Ana. Dimenticandosi però che la protagonista è una vergine di 22 anni, dunque forse – ma non ci giurerei – questo stile banale è voluto. A parte questo, ciò che è accattivante della storia è la sua dimensione onirica: è tutto irrealmente perfetto, ogni problema è risolto nel giro di poche pagine e qualche amplesso, qualsiasi pericolo è scongiurato con la tenerezza, la comprensione, il perdono, le lacrime. Forse questo racconto assomiglia alle pieghe dell’inconscio femminile, quello stesso inconscio che nella prima adolescenza faceva immaginare ad occhi chiusi scene d’amore e corteggiamento perfetti ed ideali, che mai sarebbero avvenuti nella nostra realtà. Ma il solo immaginarli plasmava un idealtipo positivo dell’amore; ed è a questo idealtipo (stereotipo, se preferite) che 50 Sfumature si indirizza e parla – al di là del bondage e delle sculacciate.

submissive

#11 – Un punto di vista diverso

Tipicamente la letteratura erotica predilige la narrazione dal punto di vista del dominatore e non del sottomesso. O, comunque, la curiosità parte dal voler sapere come pensa e reagisce Anastasia alle richieste hard di Christian. Su di lui la scoperta è continua, mentre il personaggio di Ana è scarsamente tratteggiato. Di lei si sa sempre e solo poco: ama il tè e la letteratura inglese. Christian è un personaggio unico, Anastasia è un personaggio comune, pronta ad essere riempita di contenuto da parte di chi la fruisce – un po’ come Hello Kitty.

#12 – Il trickle down effect, dall’immaginario alla realtà

Scrive Robert J. Morrow: “questo libro mi ha aiutato ad apprezzare cosa l’eccitazione e la spontaneità possono fare ad una storia d’amore… qualsiasi storia d’amore“. E con lui sono daccordo tutte quelle persone che sono cambiate durante e dopo aver letto la trilogia; nell’intimità, nel relazionarsi al partner, nel negoziare le proprie libertà. Un’esperienza trasformazionale che nasce tra le pagine (digitali) e si riversa nella vita reale, quotidiana, con i suoi sacrifici e le sue ricompense.

#13 – La colonna sonora

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L’amore ed il sesso sono universali, come la musica. E. L. James ha sapientemente farcito la narrazione di titoli ed artisti. I passaggi più evidenziati in assoluto su Kindle riguardano proprio i pezzi: Flower Duet di Delibes, Villa Lobos un’aria delle Bachianas Brasileiras, Spem in Alium di Thomas Tallis, Opera 28 n°4 in E minore di Chopin. Il che premia l’intenzione di E. L. James di indirizzare i lettori verso una lettura esperienziale e che esca al di fuori del testo.

#14 – Suspense?

Il libro è scritto al presente, in prima persona. E. L. James ambienta e fa vivere la storia nell’hic et nunc, incrementandone il senso di urgenza, curiosità e tensione narrativa alla “what’s-next”. Spesso ogni capitolo termina con un cliffhanger, i tempi di lettura sono scandagliati come lo sono gli episodi di una serie tv. Ecco perché molte donne hanno letto la trilogia come se fosse una maratona di Sex & the City.

#15 – Polarizzare il mercato

50 Sfumature non mette molto daccordo. Per alcuni le scene di sesso sono soft e banali, per altri sono perverse o eccitanti. Anastasia è simpatica o frustrante. La trama è avvincente o inesistente. Su Amazon, le recensioni con 5 stelle sono 1,528, quelle con una 310. In mezzo, cifre più basse. Le persone si incazzano se lo leggi, ma anche se non lo leggi. O si ama o si odia, ed è sulla scorta di questa tensione che molti lettori hanno deciso di iniziare a leggerlo.

#16 – L’estetica

escala penthouse seattle

Hotel di lusso, casa ad Aspen, penthouse nell’edificio Escala di Seattle, yacht, spiagge del sud della Francia e capitali europee. Il setting immaginato da E. L. James è lussuoso e visivamente appagante.

#17 – Il fascino del potere

Christian Grey viene descritto come un magnate-industriale-imprenditore-filantropo che vuole sfamare il mondo, un affascinante imperatore dei nostri tempi a metà tra Richard Gere in Pretty Woman e Bill Gates. A soli 27 anni. Gestisce il suo impero ed in contemporanea impiega tutto il suo potere per non perdere Anastasia.

#18 – L’astinenza da quel mondo

Il risultato della suspense e dell’estetica ha creato (soprattutto nelle lettrici) un sentimento di withdrawal, di mancanza da quel mondo. Una sensazione che cresce man mano che si avanza nella lettura. E’ lo stesso fenomeno che ci porta a rivedere lo stesso film, per esempio. Pensiamo ad Avatar 3D: alla base delle seconde visioni c’era il desiderio di re-immergersi non nella trama (debole, come nel caso di 50 Sfumature) ma nell’incanto della finzione di quel mondo creato.

#19 – L’interfaccia emotiva col lettore

A quanto pare, la scrittura di E. L. James è stata in grado di portare molti lettori su una sorta di ottovolante emotivo. La tensione emozionale tra i due protagonisti assomiglia difatti ad un giro di altalena saliscendi, uno scambio negoziale continuo in cui la lotta è tra chi cede e chi guadagna. Il fulcro centrale di questa leva è l’attenzione e la curiosità del lettore.

#20 – Parodie e celebrity endorsement

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Chiaramente, una storia d’amore sadomaso non poteva che dar vita ad un fiume di parodie, memi e celebrità che dicono la propria. Tutto contribuisce al buzz, alla conquista del mainstream e dunque alla motivazione del “voler vedere di che si tratta“.

#21 – “Di più”: sviluppo crossmediale

Già, perché 50 sfumature di grigio è ora un progetto crossmediale, sia in modalità corporate che grassroots: 5 milioni di dollari per vendere i diritti cinematografici a Focus Features ed Universal Pictures. Babeland, un sex shop di New York, organizza classi ispirate alle attività descritte nel libro. L’Heathman Hotel di Portland, la cui suite è una delle ambientazioni della storia tra Christian Grey ed Anastasia Steele, offre oggi pacchetti di soggiorno a tema 50 shades: cravatte grigie, bottiglie di vino, giro in elicottero e soggiorno nella suite. EMI Music vende l’album di musica classica con i pezzi ascoltati da Christian ed Ana tra lenzuola o manette. Ed a breve avremo anche una linea di lingerie e prodotti di bellezza Fifty Shades, visto che E. L. James e la sua agente Valerie Hoskins hanno venduto i diritti globali di merchandising all’azienda inglese Caroline Mickler Ltd.

#22 – Perfetto tempismo estivo

Il primo libro è stato pubblicato nell’estate 2011, il secondo a settembre 2011, il terzo a gennaio 2012. Il buzz ha avuto modo di consolidarsi lungo l’arco della primavera ed incontrare il vero pieno sviluppo in estate. Una lettura facile che si è ben conciliata con le ore di spiaggia o fino alle prime luci dell’alba, come molti lettori raccontano. Difficile immaginare un successo così ugualmente rapido in periodi più lavorativamente caotici dell’anno.

#23 – Evasione in stato di flusso

Il flusso è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività: totale coinvolgimento, focalizzazione sull’obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento del compito. Questo concetto è stato studiato dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi nel 1975 per poi diffondersi in vari campi come psicologia, sport, spiritualità, educazione e seduzione. La componente addictive di 50 Sfumature si basa sulla sua capacità di innescare uno stato di flusso ambientato in un mondo di evasione. Scrive M. Glass: “Dovresti interpretare questi libri come entertainment, come un’evasione dalla tua vita, la quale probabilmente è tanto ripetitiva e noiosa quanto te che li definisci ripetitivi e noiosi“.

#24 – La scarsità di risorse

Semplicemente, il passaparola ha sopravanzato la distribuzione fisica dei libri – nel periodo in cui ancora non erano disponibili in ebook. E come ci ricorda Robert B. Cialdini, l’esperto mondiale di influenza e persuasione, la scarsità motiva le persone. A cercare più attivamente o a prendere in prestito un libro di cui tutti parlano ma che non tutti possono avere.

#25 – Tweak di mercato

La furbizia di E. L. James consiste nell’aver cavalcato un’onda già alta (Twilight) ed aver alleggerito il tema dei suoi aspetti sovrannaturali, sostituendoli con quelli hard ed erotici. Quindi, di fatto, ha proposto un prodotto apparentemente nuovo ad un mercato vecchio e già consolidato. Minimo rischio, minimo sforzo, massimo risultato.

E poi?

L’archetipo della principessa, il rito di iniziazione alla lettura, il femminismo, la gestione delle aspettative: ci sono altri 25 motivi da analizzare. A presto per la Seconda Parte!

Lasciati guidare da Drungli, il generatore di avventure

Quante volte vi è capitato di sognare di mollare tutto e prendervi una settimana di vacanza lontano da tutto e tutti? Poi però per mancanza di tempo o di denaro avete rimandato i vostri piani. Drungli è un motori di ricerca di voli tra i più economici del momento. Abbiamo incontrato Orsolya Anna Toth che ci ha dedicato il suo tempo per parlarci di questa nuova ed interessante startup italo-ungherese.

Quest’articolo sarà presto disponibile anche in lingua inglese.

Cos’è Drungli?

Lasciati guidare da Drungli, il generatore di avventure

Drungli è un generatore di avventure per viaggiatori spontanei. Drungli è un motore di ricerca di voli, caratterizzato da un layout estremamente semplice, velocità di utilizzo e la ricerca di deliziose esperienze di viaggio. Vogliamo sorprendere i nostri utenti dimostrando quanto può essere economico viaggiare, dando la possibilità a chi non fa altro che ripetersi “Non so dove, ma voglio andare via” di partire per un genere di vacanza diversa, dedita all’avventura e all’occasione. Proponiamo un nuovo approccio al viaggiare che cambierá il settore del turismo.

Perchè avete scelto questo nome?

Questo nome deriva da una vecchia storia di famiglia di Ereid Dantes, co-fondatore di Drungli. Per noi Drungli significa dire addio alla tradizione. Abbiamo scelto questo nome anche perchè ha un suono vivace, attivo e positivo ed è anche facile da ricordare… Ogni volta che pronuncio “Drungli” immagino una palla colorata che rimbalza!!!

Come è nata la vostra idea di business?

Lasciati guidare da Drungli, il generatore di avventure

Ereid ha viaggiato per quasi tutta l’Europa (se non ricordo male mancano all’appello solo 4 Paesi da visitare!) e anche in molti altri Paesi oltreoceano. Anche io amo moltissimo viaggiare ed entrambi siamo stati degli appassionati Couch Surfer per anni. L’idea di creare Drungli è nata da questo nostro bisogno di partire ed andare dove ci portava il vento. Quando Ereid ha realizzato che non esisteva ancora un business come il nostro, ha deciso di sfruttare e cogliere questa opportunità, costruendo il portale di Drungli.

Dopo il successo del primo prototipo del sito abbiamo deciso di sviluppare velocemente la nostra idea, potenziando la nostra offerta e creando nuovi scenari per i nostri utenti. Siamo davvero molto motivati e crediamo nella nostra attività. Abbiamo elaborato un importante piano di sviluppo per il prossimo anno.

Qual è il vostro business model?

Lasciati guidare da Drungli, il generatore di avventure

Per il momento ce la stiamo cavando con le nostre forze e abbiamo intenzione di continuare così il più possibile. Io credo fermamente nell’organizzazione snella della gestione, nella cosidetta “lean starup“. Inoltre operando nell’online abbiamo la possibilità di creare qualcosa di grande a fronte di investimenti relativamente piccoli.

Riguardo al nostro business model, stiamo raggiungendo con successo diversi obiettivi, primi tra tutti gli accordi con le compagnie aree. Stiamo inoltre progettando un’applicazione mobile che vale la pena acquistare. Dal punto di vista economico-finanziario offriamo degli spazi pubblicitari nello sfondo del nostro sito web a chi è interessato ad acquistarli. Drungli è un servizo gratuito, ma intorno ad esso stiamo costruendo prodotti e servizi supplementari a pagamento,abbiamo deciso di monetizzare Drungli in  modo creativo.

Il nostro obiettivo di lungo periodo è quello di sviluppare un software all’avanguardia per le vendite B2B, ma per il momento il nostro scopo principale è rafforzare la nostra attività, aumentando la nostra customer base e rafforzando le relazoni con i nostri clienti. Siamo convinti di riuscire a raggiungere il nostro Break Even Point entro un anno.

Perchè scegliere Drungli? Quali sono i vostri punti di forza?

Lasciati guidare da Drungli, il generatore di avventure

Credo che il nostro maggior punto di forza sia il fatto di creare un’esperienza per i nostri utenti ed il modo i cui ogni nostra decisione e tutti i nostri sviluppi siano focalizzati sui nostri utenti. Inoltre siamo riusciti a combinare con successo una tecnologia avanzata con un design semplice ma accattivante. Abbiamo realizzato Drungli per una specifica nicchia di consumatori, molto vicina al nostro stesso profilo, anche per questo siamo molto interessati a mantenere un’intensa relazione con i nostri utenti, facendo tesoro delle loro considerazioni e dei loro suggerimenti.

Grazie ai continui feedback che riceviamo sappiamo come migliorarci e su cosa concentrarci di più per soddisfare le richieste dei nostri clienti. Abbiamo dato grande importanza alla facilità di utilizzo del sito, all’efficienza del nostro servizio, al design e alle sensazioni positive che possiamo trasmettere al nostro pubblico.

Quali saranno i vostri sviluppi futuri?

Stiamo già implementando una nuova funzione del sito, e l’uscita è prevista per la prossima settimana! Consiste nella creazione di un sistema di filtri per consentire agli utenti di scegliere che tipo di avventura stanno cercando. Oltre a questa novità gli utenti dovranno aspettarsene molte altre nei prossimi mesi. Per noi è molto importante crescere ed espanderci geograficamente, aggiungendo sempre più compagnie aeree nei nostri database. Stiamo affrontando un anno molto impegnativo ma siamo curiosi di vedere come gli utenti accoglieranno le nuove funzioni di Drungli e tutte le novità che abbiamo in serbo per loro!

Ikea Hong Kong: la customization a portata di App

Che Ikea sia uno dei brand più conosciuti al mondo, non è una novità. Ma è anche noto che una delle critiche spesso sollevate nei suoi confronti si riferisca all’omologazione dell’arredamento verso la quale il suo catalogo indirettamente spinge i suoi consumatori.

Ma come andrebbe se potessimo personalizzare quei mobili che hanno fatto la storia dell’azienda?
La risposta arriva da Ikea Hong Kong, che con l’applicazione Facebook “Made better by you offre agli utenti la possibilità di aggiungere un tocco personale ai grandi classici Ikea: il tavolino LACK, la cassettiera TARVE, la libreria BILLY, la lampada DOTTEVIK, il divano KARLSTAD e la sedia INGOLF.

L’App consente di esplorare le infinite combinazioni offerte dai tessuti del catalogo 2013, personalizzando i mobili e ribattezzandoli con un nome a scelta. Ogni utente può inoltre condividere la propria creazione sulla Pagina Facebook Ikea Hong Kong e sul proprio profilo Facebook.

Partecipando all’iniziativa entro il 25 Settembre 2012 è possibile vincere complementi d’arredo, buoni regalo e premi in edizione limitata. Perché non approfittarne per sguinzagliare la propria creatività?

Corso Online in Search Engine Marketing: scopri come ottenere visibilità a partire dai motori di ricerca!

Ninja Corso Online in SEMVi siete mai chiesti quali siano le dinamiche di funzionamento dei motori di ricerca e come utilizzarle a proprio vantaggio? Perché è importante essere presenti sui motori di ricerca? O ancora, come elaborare e pianificare un piano strategico di Search Marketing e implementarlo con Google AdWords?

Dopo il successo del Ninja Master Online e dei corsi online in Social Media MarketingFacebook Marketing (a proposito, avete letto il feedback dei nostri partecipanti?), Ninja Academy continua ad ampliare la sua offerta formativa proponendovi un altro corso online di 10 ore, questa volta in Search Engine Marketing, in compagnia di Daniele Salamina per comprendere al meglio come funziona la pubblicità Pay per Click su Google e sfruttarne realmente tutte le potenzialità per ottenere visibilità online a partire dai motori di ricerca. 

Niente spostamenti né viaggi, vale a dire nessuna perdita di tempo: comodamente seduti sul divano di casa o direttamente in ufficio, potrete accedere ad un’aula virtuale dove ascolterete live la voce del relatore visionando le slide delle lezioni.

Il materiale sarà poi disponibile in modalità on demand sulla piattaforma, a distanza di un paio di giorni dalla diretta e consultabile online senza alcun limite di tempo.

Oltre alle lezioni più prettamente teoriche, avrete la possibilità di interagire direttamente con il docente per formulare le vostre domande e fugare eventuali dubbigrazie a 2 ore di question time.

Il corso – che comincerà lunedì 12 novembre e si concluderà venerdì 23 novembre, darà poi la possibilità, previo superamento di un test di valutazione, di scaricare l’attestato di partecipazione.

QUI trovate tutti i dettagli, il programma completo e il form di iscrizione.

SEM - Corso Online in Search Engine Marketing

SEARCH ENGINE MARKETING [online, novembre 2012]

Destinatari

Il “Corso Online in Search Engine Marketing” della Ninja Academy è rivolto alle piccole e grandi imprese, ad aziende ed agenzie, ai professionisti del marketing e della comunicazione che necessitano di aggiornamento e specializzazione professionale su modelli, tecniche e tecnologie necessarie adaffrontare in maniera strategica la comunicazione sui motori di ricerca. O ancora, a studenti universitari e studiosi del settore.

In particolare a:

Imprenditori | Responsabili Comunicazione | Consulenti Marketing | Web Master | Social Media Manager | Product & Brand Manager | Digital Strategist | Account Manager | Strategic Media Planner 

Argomenti

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Programma

  • Capire e saper utilizzare la “psicologia” dietro ad ogni ricerca
  • Comprendere il processo di acquisto: i 5 passi da sapere prima di progettare una campagna di Search Marketing
  • AdWords e il PPC Marketing
  • Come creare una campagna AdWords efficace: definizione della strategia di offerta, analisi della concorrenza, brainstorming mentale delle principali keyword
  • La ricerca delle keyword: come selezionare e individuare le migliori keyword per il tuo mercato
  • Come scrivere annunci testuali vincenti: annunci che vendono, annunci che informano, annunci che generano traffico
  • Tecniche di ottimizzazione avanzate: come ottenere il massimo profitto in base agli obiettivi di marketing (traffico, conversioni, vendite, branding)
  • Quality Score Google Adwords: perché è così importante, come fare ad ottimizzarlo e quali sono le Best Practices.
  • Non solo Search Marketing: come creare una campagna di successo sulla Rete Display Google.
  • Tecniche avanzate di targeting geografico: come raggiungere SOLO gli utenti di Pizzo Calabro 😉 senza spendere una fortuna.
  • Come risparmiare tempo grazie ad AdWords Editor
  • Il Re-Marketing Google Adwords: come Ri-Pescare chi hai già portato sul tuo sito e non ha acquistato… e “convincerlo” ad acquistare.
  • Come misurare e ottimizzare i risultati: il Tracking delle Conversioniattraverso Adwords Tracking Tool e Google Analytics.
  • Cenni su come realizzare Landing Pages che convertono visitatori in $$$.
  • Come realizzare uno Split Test: Cosa sono, a cosa servono e soprattutto perché sono così importanti per ottimizzare ogni singolo centesimo investito in AdWords.
  • Analisi Case History di successo: E-Commerce, Lead Generation, Branding.

Ninja Master | Daniele Salamina 

Daniele Salamina - Corso Online in Search Engine MarketingWeb-imprenditore per scelta di vitanasce come grande affamato di tecnologie applicate al web. Ha conseguito la prima certificazione professionale di Google AdWords nel 2008, da allora è riuscito a sviluppare diversi progetti online di successo utilizzando i motori di ricerca come base prevalente di promozione.

CEO e Founder di Endivia, web agency specializzata in acquisizione traffico profilato e di qualità per e-commerce e siti internet, ha deciso di ignorare la famosa perla di saggezza popolare Impara l’arte e mettila da parte, scegliendo invece di condividere e mettere a disposizione dei suoi clienti e studenti le strategie vincenti, applicando i metodi di web marketing più redditizi legati al Search Marketing, PPC, SEO e Affiliate Marketing.

Mai fermo sugli stessi progetti, nel 2010 è Co-Fondatore e Direttore Marketing di OnyxNail, nuovo brand “made in Italy” che commercializza online prodotti professionali di alta qualità per la ricostruzione unghie e la Nail Art e attraverso OnyxNail Academy organizza corsi di formazione in tutta Italia.

Vantaggi del corso online

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GlobalWebIndex 2012, tutti i dati sull’utilizzo mondiale dei social media

Che i social media siano un fenomeno globale ormai è un dato certo. Il 90% degli utenti internet ha un account social e il 70% di loro sono utenti attivi.

A tre anni dal primo studio di GlobalWebIndex sui trend dei social network, sono stati pubblicati i dati dello stato attuale del settore (riferiti al secondo trimestre 2012 ndt). Ecco una preview della ricerca.

Dai dati è risultato che gli utenti di Facebook sono i più attivi, 64% di cui il 43% via mobile.

Google+ si è rivelata la “sorpresa”. Grazie all’integrazione con gli altri prodotti di Big G, G+ ha superato proprio in questi giorni i 400 milioni di utenti, con oltre 100 milioni di utenti attivi al mese – come dichiarato da Vic Gundotra – con un incremento del 58% negli ultimi sei mesi.

I paesi emergenti hanno i numeri di crescita maggiori nell’utilizzo dei social network mentre, in generale, sta aumentando il numero di utenti passivi, cioè coloro che si aggiornano sui social network ma che non contribuiscono in modo attivo, aggiornando il proprio status per esempio. Su Twitter, ad esempio, sono stati creati 517 milioni di account ma solamente 262 milioni di questi sono stati utilizzati attivamente nell’ultimo mese e solo il 48% di questi aveva postato un tweet.

Su Facebook nell’ultimo mese 192 milioni di utenti (su un totale di 845) non ha pubblicato nemmeno un post.

Una tendenza ormai evidente a tutti è data dal predominio della condivisione delle fotografie sui social network, che si afferma appunto come l’attività predominante fra gli utenti di Facebook – superando la messaggistica, la pubblicazione di aggiornamenti di stato o la condivisione di link.

E’ interessante notare come, nonostante la diffusione di smartphone e tablet, l’utilizzo dei social network da mobile non abbia ancora superato l’utilizzo degli stessi da pc.

Come affermato nell’intervista su Tech Economy a Marcello Mari – responsabile per l’Italia di GlobalWebIndexl’Italia si conferma

“il paese “leader” nei social media in Europa, basandosi sul risultato rilevato per quanto riguardo la gestione del proprio profilo social.”

Di seguito la preview della ricerca di GlobalWebIndex con focus sui dati italiani.

Hashtag marketing: come usare il cancelletto per creare brand buzz

Introdotto per la prima volta dagli utenti di Twitter, il famoso simbolo del cancelletto “#” o hashtag ha sempre più preso piede in rete (per chi non ne fosse a conoscenza consigliamo la lettura di “Cos’è e come si usa Twitter” e “Come usare e come non usare gli hashtag). Varcati i confini di Twitter, è poi diventato un’assodata consuetudine anche nei due social network “visivi” per eccellenza: Pinterest e Instagram.

Ci siamo così domandati se e come è possibile sfruttare le potenzialità di questo strumento in ambito marketing per creare buzz, attenzione e visibilità attorno a brand, prodotti e servizi che le aziende hanno da offrire. Vediamo insieme come poterlo fare al meglio in ognuno dei 3 social network, per porre le basi di un’efficace strategia di hashtag marketing 😉

#1. Twitter

In Twitter l’uso degli hashtag non è solo all’ordine del giorno ma diventa una prassi fondamentale, in quanto permette la categorizzazione-ricerca-aggregazione di messaggi e discussioni. Il ‘#‘ posizionato davanti a determinate parole chiave fa si che tali parole siano automaticamente trasformate in link attivi portando alla creazione di comunità digitali raccolte intorno a un topic.

Il consiglio principale per brand e aziende è quello di creare hashtag specifici siano essi il nome stesso del brand, di un prodotto, di un evento e/o di un concorso a cui aggiungere il contesto specifico che li rende unici ed originali. Ma perchè specifici? Ecco tre buoni motivi:

  • Hashtag page: una volta creato un hashtag e ‘inviato’ all’interno della vostra rete di connessione Twitter lo analizza. Se già presente lo inserisce all’interno dell’apposita hashtagpage. Se si tratta invece di un nuovo hashtag, lo riconosce come originale e va a creare una nuova hashtag page (la vostra!) dove saranno inseriti e mantenuti tutti i tweet che contengono la parola chiave. Un’ ottima opportunità, dunque, per dare senso e organizzazione al grande marasma di contenuti prodotti dal social network. Un modo semplice e veloce che consente al vostro brand/azienda di essere identificato e reso “unico”: man mano che i twitteri lo utilizzeranno, si diffonderà per la rete (senza però essere disperso) 😉
  • Indicizzazione e Improved Hahstag Support: lo stesso Google ha iniziato a indicizzare gli hashtag che possono ora essere ricercati anche nella Real Time Search di Google+. Come annunciato da Vic Gundotra di Google, in realtà, non sarebbe necessario utilizzarli perché la ricerca funziona bene anche senza. Il vantaggio si ha nel fatto che, se utilizzati, diventano link attivi che si collegano automaticamente ai risultati della ricerca. Tutto ciò produce maggior diffusione e visibilità.
  • Permanenza: grazie agli hashtag specifici i vostri tweet e, di conseguenza la presenza del vostro brand, riescono a rimanere più a lungo nella frenetica tempistica del social network.

#2. Pinterest

Anche per Pinterest – per sua natura un social network visivo – l’uso degli hashtag sembra avere l’effetto di diffusione e creazione di buzz tanto ricercato dai brand.

Essendo essenzialmente costituito da board di foto e immagini create dagli utenti in base ai loro interessi e collegate a loro volta a board globali e generiche, anche in Pinterest l’uso del # ricopre un ruolo non indifferente. Inserito davanti alle parole chiave che meglio descrivono le immagini del vostro brand o prodotto, esso fa si che queste riescano a raggiungere un’audience più ampia.

Un esempio? Gli hashtag utilizzati dalle Profumerie Limoni durante il loro contest estivo “Limoni premia le Summer Bag più originali su Pinterest“: #limoni e #summerbag.  Ecco in questa prima immagine alcuni pin con gli hashtag del concorso:

L’uso del # fa si che ciascuna di queste parole diventi un link attivo e cliccabile che rimanda alle board globali e generiche di riferimento. Vediamo infatti in una seconda immagine come siano visibili, semplicemente ricercando la parola “limoni”, anche le immagini del contest con i relativi hashtag. Ne possiamo dedurre che il loro utilizzo ha ancora una volta un effetto positivo per la visibilità e il passaparola.Ovviamente il semplice uso degli hashtag non è sempre sufficiente: non ci stancheremo mai di dire che l’aspetto fondamentale, anche in questi caso, è la necessità di creare interazione, scambio e conversazione. Per quanto riguarda Pinterest uno dei modi migliori è proprio quello di utilizzare l’idea del contest in grado di creare un effetto virale, un certo livello di engagement e la conseguente nascita attorno al vostro brand di una community solida e partecipativa.

#3. Instagram

Altro social network di successo fondato sul “potere delle immagini” e della loro condivisione è Instagram. Per questo motivo sono già molti i brand che lo usano nelle loro strategie di marketing e comunicazione.

La parola d’ordine, come sempre quando si tratta di social media, è coinvolgere gli utenti e conversare con loro. L’uso del famoso hashtag, anche in questo caso, sembra essere una delle modalità più utili ed efficaci; se poi viene utilizzato in contemporanea con un contest fotografico tanto meglio! 😉

Inserire l’hashtag prima di una keyword, taggando e categorizzando le immagini, è infatti uno dei modi migliori per trovare nuovi follower, condividere foto ed immagini, essere più facilmente visibili e “trovabili” a chi ricerca quella determinata parola e/o tematica.

Su Instagram l’uso dell’hashtag è divenuto una consuetudine molto diffusa per far si che le proprie foto vengano viste e diventino popolari. Ecco un esempio di quelli più utilizzati, aggiornati al mese di agosto secondo il blogger Jason A. Howie.

In realtà, come lo stesso blogger ci spiega nel suo post “9 Things to Consider when Marketing with Instagram”, la tecnica di utilizzare gli hashtag generici più popolari come visto sopra non è necessaria per brand e aziende, se non spesso controproducente: e’ molto meglio creare degli hashtag specifici ed “unici”! La conferma ci viene dal blog ufficiale di Instagram dove troviamo tre semplici ma importanti consigli:

  • Siate specifici: utilizzate # con parole chiave uniche, che vi possono far riconoscere e ricordare;
  • Siate rilevanti: non utilizzate parole comuni e banali; fra le migliaia di foto che possono essere taggate con le vostre stesse parole chiave sarà difficile essere ritrovati e attrarre nuovi follower che avranno un vero interesse nelle vostre foto e continueranno ad apprezzarle e commentarle nel tempo;
  • Osservate: prestate attenzione agli hashtag utilizzati nelle foto degli utenti che vi seguono e che utilizzano i vostri stessi tag. Potreste scoprirne di ancora più popolari e user-generated a cui non avevate pensato 😉

Un ottimo esempio è quello di Marc Jacobs. Riportiamo le parole di Dario Ciracì in un post di Webinfermento:

“Ebbene su Instagram il marchio di moda ha lanciato un hashtag, #marcfarm, col quale chiedeva ai propri followers di condividere le foto scattate coi propri familiari. Da li, si è poi notato che gli utenti condividevano molte foto proprio con prodotti del brand, rendendosi quindi autonomamente promotori dei prodotti e del brand Marc Jacobs.”

In conclusione, possiamo notare come l’idea alla base dell’utilizzo degli hashtag è quella di permettere al brand e ai contenuti dell’azienda di essere non solo diffusi e condivisi (con conseguente aumento di visibilità e buzz), ma anche facilmente scoperti e ritrovati.

Ma siano essi per Twitter, Pinterest o Instagram, ricordatevi sempre che per avere successo anche questo ‘strumento’ ha bisogno di essere accompagnato da attività che creino coinvolgimento ed interazione 😉

Expovisions lancia la sfida di Changemakers

Expo 2015 e Telecom Italia lanciano “Changemakers for Expo Milano 2015”.

Si tratta di una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di individuare e sostenere lo sviluppo di 10 progetti in grado di migliorare la vita di almeno 10 milioni di persone, contribuendo alla risoluzione di questioni sociali e ambientali attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

L’iniziativa è stata presentata il 14 settembre nel corso del primo appuntamento di Expovisions, una serie di incontri organizzati da Expo 2015 e Telecom Italia, Global Service Partner dell’Esposizione Universale, che delineano il percorso di avvicinamento a Expo Milano 2015.

Alla ricerca di soluzioni ad alta efficacia ed impatto

Expovisions prevede la partecipazione di personalità di spicco del mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale per discutere di come innovazione e tecnologia possono migliorare la qualità della vita nelle città e tradurre idee e suggerimenti per il futuro in soluzioni efficaci e all’avanguardia.

Il progetto “Changemakers” punta a coinvolgere giovani talenti under 30 raccogliendo e selezionando le migliori proposte operative relative a temi di grande rilevanza per lo sviluppo economico, sociale e ambientale. In particolare, gli aspiranti “innovatori” saranno chiamati a presentare le proprie idee su quei temi, che caratterizzano l’Esposizione Universale del 2015, nei quali l’introduzione delle nuove tecnologie digitali possa avere effetti di particolare impatto ed efficacia: per esempio, la mobilità delle persone, la sostenibilità dei consumi energetici, l’accesso all’educazione di base, il coinvolgimento dei cittadini nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, l’accessibilità da parte dei diversamente abili, la gestione dei flussi turistici e la produzione sostenibile e l’equa distribuzione delle risorse alimentari.

I candidati potranno sottoporre i propri progetti attraverso il sito dedicato di changemakers  a partire dal 1° ottobre.

I changemakers selezionati, riuniti in specifici team, avranno a disposizione per due mesi uno speciale laboratorio, con sede a Milano, che permetterà loro di accedere a dotazioni tecnologiche avanzate ed expertise di altissimo livello.

I team selezionati potranno sviluppare i progetti avvalendosi del supporto di consulenti senior, mentor nazionali e internazionali ed esperti, oltre che attraverso continue occasioni di scambio e confronto.

Ulteriori contributi alle attività di laboratorio potranno essere forniti da istituzioni locali e partner.

I progetti più innovativi saranno presentati a potenziali investitori e partner interessati a sostenerne l’implementazione. Le principali realizzazioni saranno presentate al pubblico nel corso dell’Esposizione Universale oltre che sui siti di Expo 2015 e Telecom Italia.

«Questo primo appuntamento con Expovisions è un’importante occasione per discutere e approfondire temi di grande rilevanza e, soprattutto, per affrontarli con iniziative concrete», dichiara Marco Patuano, Amministratore Delegato di Telecom Italia. «Con l’avvio del progetto “Changemakers” intendiamo offrire ai giovani più talentuosi l’opportunità di cambiare, in meglio, non solo il proprio futuro ma addirittura quello di milioni di persone. Vogliamo che le idee e i progetti generati da e per Expo “sopravvivano” all’evento stesso restando a  beneficio della comunità, così come le infrastrutture e i servizi avanzati di cui doteremo l’area espositiva milanese per trasformarla nella prima digital Smart City.

Lo sviluppo e la crescita dell’intero Paese sono strettamente correlati alla diffusione delle tecnologie digitali, un percorso nel quale Telecom Italia può fornire un contributo determinante con i propri servizi e soluzioni Smart».

«Oggi la tecnologia è ovunque», spiega l’Amministratore Delegato di Expo 2015 S.p.A., Giuseppe Sala. «Reti, terminali e servizi high-tech innovativi ci accompagnano durante tutto l’arco della giornata: sul posto di lavoro, a casa, al parco… Pensare di trasformare il sito espositivo di Expo Milano 2015 in una digital Smart City è dunque tutt’altro che un’idea visionaria: sarà un modello cui tutte le città del mondo guarderanno. L’impegno e le soluzioni all’avanguardia che i nostri partner tecnologici stanno perfezionando per sostenere il nostro progetto acquistano sempre più forma e concretezza, grazie anche a iniziative come Expovisions e Changemakers».

Immaginare un futuro “intelligente”, interconnesso e sostenibile oggi è possibile: ai giovani talenti il compito di realizzarlo; a Expo Milano 2015 e ai nostri partner, quello di fornire gli strumenti e una guida per dare vita ai loro progetti».

«A fine ottobre – anticipa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Peluffoil ministro Profumo potrà con noi presentare i bandi di gara per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, che coinvolgeranno circa 7.000 istituti, con l’obiettivo di coinvolgere sull’Expo 2015 15 milioni di giovani nei tre anni. Il progetto è il primo prodotto del tavolo di coordinamento sull’esposizione; con esso Expo e i temi di Expo entreranno nella didattica e sarà un impulso enorme per la partecipazione dei giovani al contenuto dell’esposizione».

CoContest: progetta la casa dei tuoi sogni

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Quanti di voi hanno sognano di avere una casa progettata da un professionista del design, ma alla fine si accontentano del fai da te perchè il progetto di un architetto è troppo costoso?

Tranquilli, le cose stanno cambiando grazie ad un nuovo servizio nato sul Web: Cocontest.

CoContest è una piattaforma di crowdsourcing che permette a chiunque necessiti di idee progettuali per ristrutturare un appartamento o un locale, di poter trovare la soluzione ideale in tempi rapidi e con costi contenuti.

Realize your dream home on CoContest from CoContest on Vimeo.

Architetti… un optional?

Ogni anno vengono realizzate moltissime opere di costruzione e ristrutturazione, sia in campo residenziale che commerciale, ma solo una piccola percentuale dei progetti è affidata alla figura dell’architetto.

Molti ignorano il valore aggiunto che un professionista può aggiungere valore al nostro immobile, non solo da un punto di vista estetico, ma soprattutto sul lato tecnico, guidandoci nella scelta dei materiali più adatti o trovando soluzioni capaci di sfruttare ogni singolo spazio nel miglior modo possibile.

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In Italia ci sono circa 140 mila architetti, più di un decimo del totale mondiale (circa 1 milione e 200 mila) e un terzo di quello Europeo (circa 500 mila), ma il numero di progetti firmato da questi professionisti è veramente basso (USA 12%)… c’è qualcosa che non quadra!

I principali problemi che lamentano i clienti si riferiscono al prezzo, soprattutto se rapportato all’incertezza sul servizio offerto: pensare di spendere cifre elevate senza avere la certezza di un ottimo risultato scoraggia notevolmente i possibili clienti.

Cocontest, finalmente si respira aria nuova

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Il team di Cocontest ha introdotto 2 grandi novità per cercare di risolvere il problema.

Il primo riguarda il canale, trasferendo sul Web un servizio che prima veniva offerto quasi esclusivamente offline. Cocontest infatti è la prima piattaforma di crowdsourcing in Europa dedicata al mondo della progettazione.

La seconda riguarda lo strumento adottato per la selezione. L’architetto infatti viene scelto tramite un concorso.
Il bando di concorso, metodologia utilizzata principalmente per le grandi opere, è per certi versi uno dei modi più sicuri per affidare incarichi: il più competente vince presentando un progetto con un budget fissato a priori.

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CoContest ha replicato questa logica in piccolo: chiunque ha bisogno di un progetto può lanciare un bando, caricando sul sito la piantina dello spazio che necessita del progetto e definendo il budget massimo che si è disposti a spendere. A questo punto gli architetti interessati al lavoro, possono inviare una proposta e l’autore della soluzione preferita dal cliente otterrà il lavoro alla cifra stabilita.

Dall’idea ai primi successi

Cocontest_progetta_la_casa_dei_tuoi_sogni_3 Cocontest nasce dall’esigenza di un giovane architetto, Filippo Schiano Di Pepe, di trovare un sistema innovativo per far incontrare le capacità professionali dell’architetto con le richieste del cliente.

Il primo passo è stato trovare degli alleati, non è stato difficile perchè suo fratello Federico Schiano Di Pepe, laureando in giurisprudenza, ha creduto subito nella validità del progetto.

Dopo aver trovato anche un il software developer, Carmine Pasquarelli, è iniziato il lavoro duro: in poco tempo il team ha trovato un incubatore, Enlabs, ed è riuscito a lanciare la prima versione del sito, uscita a luglio.

In soli due mesi il sito ha ottenuto diversi riconoscimenti e il database conta già circa 3000 iscritti da vari paesi del mondo.

Chi come noi come noi è un assiduo frequentatore di eventi dedicati alle startup, li ha sicuramente incontrati al Codemotion e alla finale di InnovAction Lab, dove erano presenti con uno stand e li vedremo presto ad altri due importanti eventi a Roma.

Sono stati selezionati, infatti, per partecipare il 26 settembre all’evento organizzato dall’ Associazione Roma Startup, “Capitali coraggiosi” al quale seguirà l’InvestorDay di Enlabs, e il giorno successivo al TechCrunch Italy.

Ci state ancora pensando?