L'atterraggio di Curiosity come non l'avete mai visto [VIDEO]

Lo scorso 6 agosto la NASA ha diffuso un video in diretta streaming sull’atterraggio di Curiosity Rover su Marte con un paracadute gigante, un evento seguito anche tramite social network da milioni di utenti.

E sull’onda dell’entusiasmo spopola in questi giorni sul web il video rivisitato con un fantastico montaggio ad opera di Daniel Luca Fitch.
Le immagini migliorate con la riduzione del rumore, il bilanciamento del colore e l’aggiunta di una colonna sonora incantevole rendono il video magicamente unico e davvero emozionante, in 25 fotogrammi al secondo.

Grande soddisfazione ed entusiasmo per gli ingegneri NASA. La missione esplorativa del Rover alla ricerca di tracce di vita durerà circa un anno marziano, più di due anni terrestri. Anche grazie a questo splendido video Pianeta Terra e Pianeta Rosso non sembrano poi così lontani 😀

Apple vs Samsung: fate l'innovazione, non fate la guerra!

 “Non devi combattere troppo spesso con un nemico, altrimenti gli insegnerai tutta la tua arte bellica”. 

Questa citazione del generale Napoleone Bonaparte non sembra tanto di moda tra i piani alti di Apple e Samsung, visti i continui aggiornamenti che ci giungono su una vera e propria battaglia legale incentrata sui brevetti.

Molto rumore per nulla

E’ interessante osservare come l’immagine dei due acerrimi rivali ne abbia potuto risentire. Secondo quanto sostiene Russel Parsons su marketingweek.co.uk, all’indomani della pesante sconfitta in tribunale del 24 Agosto 2012, la società sudcoreana avrebbe ricevuto un consistente aumento del buzz negativo, oltre alla stoccata pecuniaria da 1 miliardo di dollari circa.

Infatti il BrandIndex data, indice dell’agenzia americana YouGov che traccia ogni giorno la percezione positiva delle persone in giro per il mondo nei confronti di una marca, ha registrato per Samsung, nel giorno della sentenza, una significativa flessione dal 22,5% al -5,8% .

Tuttavia la sua immagine di marca non ne risulta indebolita, anzi sembra si sia rafforzata. I consumatori, pur non avendo apprezzato la sconfitta legale, hanno una considerazione ed un’opinione abbondantemente positiva del brand di Seul in termini di qualità e reputazione. Reputazione di un’azienda focalizzata all’innovazione ad ogni costo, che il quartier generale sudcoreano sta sapientemente contrapponendo all’illustre contendente Apple (e chi se no?).

La mela del peccato

L’azienda della Silicon Valley, dal canto suo, sarebbe colpevole di abusare dei suoi brevetti e, più in generale, di incentrare dal giorno della fondazione la filosofia dei suoi prodotti su sistemi chiusi e sfavorevoli allo scambio e alla condivisione di informazioni.

Nonostante la vittoria e i dollari sonanti pronti ad entrare in cassa, anche a Cupertino sembra che abbiano dovuto accettare una crescita delle conversazioni negative attorno all’ iPhone, ormai il suo prodotto più rappresentativo. La stessa YouGov, tuttavia, considera trascurabile la flessione del BrandIndex dal 16,3% al 10,9%.

Numerosi analisti concordano nel sostenere che l’azienda “affamata e folle”, nonostante nutra di un’immagine di marca più florida che mai, dovrà fare i conti nel futuro immediato con i detrattori che le rimproverebbero un’ennesima volta di non accettare la competizione ammettendo implicitamente una debolezza interna all’azienda.

Il passaparola è uguale per tutti

 

 

In conclusione, possiamo asserire come le battaglie legali siano da evitare per vincitori e sconfitti dato il passaparola negativo che ne scaturisce. Inoltre il rischio che l’immagine di marca ne esca debilitata è alto, a meno che questa non sia solida come quella dei nostri due eterni antagonisti.

Cambiamo le brutte abitudini che inquinano: scopriamo il progetto Ecoastuccio!

Cambiamo le brutte abitudini che inquinano: scopriamo il progetto Ecoastuccio!

Le brutte abitudini che molti di noi hanno ormai come consuetudine giornaliera provocano danni seri all’ambiente che ci circonda. Piccoli gesti che sembrano insignificanti, ma che replicati per milioni di persone creano situazioni sempre più insostenibili per la nostra Terra.

Cambiamo le brutte abitudini che inquinano: scopriamo il progetto Ecoastuccio!

Alcuni dati:

– 200 milioni di mozziconi di sigaretta vengono ogni giorno gettati da 13 milioni di fumatori italiani;
– 72 miliardi all’anno;
– il 40% dell’inquinamento presente nel Mar Mediterraneo è composto da mozziconi di sigaretta:
– 4000 agenti chimici dannosi sono presenti nella sigaretta e rimangono intrappolati nel filtro che viene poi gettato nell’ambiente.

Cambiamo le brutte abitudini che inquinano: scopriamo il progetto Ecoastuccio!

Questi numeri possono bastare per far capire come stiamo distruggendo quello che c’è intorno a noi.

Ora invece passiamo ai rimedi, a quei piccoli gesti che ci rendono migliori. Sicuramente educazione, meno pigrizia e menefreghismo sono le basi, ma possiamo anche fare azioni che diano il buon esempio.

Il progetto Ecoastuccio

L’idea ecologica ed intelligente che difende la natura da mozziconi di sigaretta e chewing-gum: un astuccio tascabile in due versioni (smoke e gum) da portare sempre con sè, riutilizzabile, lavabile ma soprattutto ecologico.

Evita che mozziconi di sigaretta e chewing-gum vengano abbandonati nell’ambiente: mare, spiagge, boschi, prati e montagna e, grazie alla sua forma accattivante ed alle sue infinite possibilità di personalizzazione, è un ottimo veicolo pubblicitario.

Cambiamo le brutte abitudini che inquinano: scopriamo il progetto Ecoastuccio!

Meglio di così! Sul sito sono disponibili le info necessarie, le news e la parte dedicata ai preventivi.

A noi Ninja il progetto Ecoastuccio è piaciuto molto. A voi? Non credete sia ora di cominciare ad essere più rispettosi dei nostri territori (stupendi, tra l’altro)?

Twitter: ecco come creare timeline integrabili su siti e blog [BREAKING NEWS]

Una novità fresca fresca in casa Twitter, che sposa la timeline-mania inaugurata tempo fa da Facebook. Leggiamo sul blog ufficiale:

“Oggi lanciamo un nuovo tool che rende facile embeddare timeline interattive di tweet su qualsiasi sito. […] Queste nuove timeline integrabili permettono a publisher, writer, developer e ad ogni utente Twitter di includere un ‘pezzo’ interattivo di Twitter nei propri siti web.”

Creare widget di cronologie, preferiti, liste, ricerche è semplice: andate a questo link, compilate i campi richiesti e… il gioco è fatto! Enjoy (nella foto, l’esempio dal blog di Skande):-)

Tutte le nuove funzionalità di Google+ per le aziende

Se Zuckerberg si è dato da fare durante questa estate introducendo nuove funzionalità per Facebook, a Mountain View non sono stati da meno, e anche per Google+ l’estate a portato alcune novità. Vediamole insieme!

Vanity URL

Google+ sta gradualmente introducendo la possibilità di personalizzare l’URL in modo da rendere più semplice la condivisione del proprio profilo o della propria pagina. Questa funzionalità è stata attesa sin dalla creazione delle pagine su Google+ e ora gli amministratori potranno condividere e promuovere le proprie pagine in modo semplice e chiaro.

Per ora le vanity URL sono state assegnate a profili e pagine verificate, ad esempio Hugo Boss, Toyota, David Beckham e Britney Spears, ma anche al nostro amico Antonio Lupetti 😉

Strumenti per le aziende

Dopo un periodo di beta test privato, Google sta rilasciando alcuni strumenti per gli utenti business di Google+.

Gli strumenti sono disponibili gratuitamente fino alla fine del 2013, ma poi si dovrà pagare un abbonamento a Google Apps per continuare ad usufruire di queste funzionalità.

  • Condivisione privata: quando si crea un post, ora è possibile pubblicarlo con delle restrizioni. Il post sarà visibile solamente alle persone che fanno parte dell’azienda e non può essere ri-condiviso da questi utenti all’esterno dell’organizzazione. Ovviamente si può anche scegliere – impostando le opzioni di condivisione del singolo post – di condividerlo con collaboratori e persone esterne all’azienda.

  • Hangout e integrazione calendario: gli utenti di Google+ possono organizzare una riunione (fino a 10 persone) tramite hangout dal proprio pc, smartphone o tablet direttamente da Gmail e aprire e condividere durante lo svolgimento delle stesse i documenti presenti in Google Docs, oppure programmare un videoritrovo nel Calendario.

  • Controlli amministrativi: gli amministratori possono ora impostare a livello aziendale valori predefiniti per le restrizioni postali.

Google ha annunciato che queste sono solo le prime delle funzionalità dedicate alle aziende, altre verranno lanciate nei prossimi mesi, tra cui una versione mobile di Google+ per gli utenti aziendali e maggiori controlli di amministrazione.

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013 [REPORT]

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013

Lo scorso 3 settembre, Kei Masudalead developer della serie PES fresco di nomina – impegnato in un tour europeo promozionale ha fatto tappa a Milano per presentare ad addetti ai lavori (tra cui noi 😀 ) e a pochi fortunati fan (pesfan.it),  le novità dell’ultimo capitolo di Pro Evolution Soccer. Ovviamente in giapponese. Ovviamente vietato fare video. Ovviamente c’era il traduttore ufficiale del publisher Konami . Questo quanto abbiamo visto durante la presentazione tecnica presso gli uffici di Halifax.

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013

Cominciamo con una precisazione: per quanti avessero difficoltà a mettere a fuoco l’argomento, sappiate che in ambito videoludico “calcio” è fondamentalmente sinonimo di duopolio. A contendersi – come ogni anno – lo scettro di simulazione calcistica definitiva ci sono due titoli: FIFA (EA) e Pro Evolution Soccer (Konami) con il primo che negli ultimi anni ha unanimamente sorpassato il secondo in fatto di realismo, profondità, divertimento.

Masuda, nel presentare le ultime novità, ha praticamente condiviso e tradotto in gameplay la propria visione del calcio e di quello che dovrebbe essere il nuovo capitolo della serie. L’idea di fondo è quella di un gioco dai ritmi meno frenetici e che, a parte i tecnicismi, punta a controlli semplificati, a una maggiore aderenza con lo sport vero (grazie a un più approfondito comparto tattico e relativa gestione)  e a dare un peso maggiore alla community cui dedica un motore online potenziato e un sistema di ranking rifinito.

Tra le qualità su cui Konami e Masuda puntano per l’edizione 2013:

  • PES Full Control: gestione dei giocatori e della squadra a 360° con pochi automatismi e maggior controllo manuale.
  • Pro Active AI: un sistema di Intelligenza Artificiale, con i giocatori che risponderanno e si smarcheranno, proprio come ci si aspetterebbe dalle loro controparti reali.
  • Player ID: una tecnologia che permette di rendere i campioni del calcio mondiale  immediatamente riconoscibili grazie alla loro incredibile somiglianza con le controparti reali.

Se siete interessati ad approfondire in dettaglio le feature più nascoste, vi rimando a questa esaustiva press release.

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013

Per quanto interessante, ho trovato molto più avvincente la sezione Q&A con un disponibilissimo Masuda pronto a regalare qualche chicca e glissare ove necessario: immancabili le richieste di informazioni su una versione di PES2013 per iOS, PSVita (topic caldo, soprattutto per la fortuna incerta dell’ultimo device targato Sony), Wii U (e controller dedicato… qui Masuda hai lasciato qualche porta aperta).

Sul fronte “buone news”, è confermato l’immancabile DLC (gratuito) con gli aggiornamenti di mercato: il gioco è stato “chiuso” ben prima degli ultimi scossoni di mercato e  per quanto Masuda tifi Inter – domenica era allo stadio a vedere il match con la Roma – ci tiene a far vestire a Pazzini i suoi nuovi colori. E come a confermare che per i presenti PES2013 fosse già roba vecchia, ecco quanto emerso rispetto al prossimo capitolo:

  • PES2014 adotterà l’attesissimo Fox Engine – motore sviluppato da Hideo Kojima (il padre di Metal Gear), disponibile tanto per le console di nuova generazione quanto per le attuali;
  • Konami si appresta ad aprire un nuovo studio a Londra per mettere a contatto il team di sviluppo con la cultura calcistica del vecchio continente.

Altro? Non aspettatevi critiche né paragoni con la concorrenza. Non gioco a PES dal 1998.  Vi lascio però con qualche foto dell’evento.

Per quanti hanno già indossato le scarpe con i tacchetti,  non vi resta che provare l’ultima demo  (X360, PS3 – download via PSN) disponibile in attesa dell’imminente uscita del gioco.

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013

PES is Back!: Kei Masuda ci svela i segreti di PES 2013

Evocloth, startup dell'abbigliamento online, propone uno stile futuristico [INTERVISTA]

Dopo aver presentato negli ultimi mesi tantissime realtà della scena startup Italiana e internazionale, oggi parliamo di una startup fondata da uno dei nostri contributor, Mirko Ferrari, che oltre a scrivere su Ninja Marketing di questi temi, nella vita persegue il suo progetto personale, una startup dell’abbigliamento della quale ci parla in questa breve intervista.

Come nasce Evocloth e qual è la sua mission?

L’idea di Evocloth nasce dalla mia volontà di dare vita ad un progetto di impresa creativo e l’idea di un brand di abbigliamento mi è sempre frullata per la testa, fino a quando ho deciso di buttarmi in questa avventura creando uno shop di abbigliamento online.

La mission di Evocloth è quella di portare l’innovazione nel campo dell’abbigliamento casual giovanile, nel senso che c’è la volontà di svecchiare un po’ da stili che ci portiamo dietro da decenni e di rimettere in discussione l’idea stessa di capo di abbigliamento reinventandolo da zero.

Cosa contraddistingue il brand sul mercato?

Le caratteristiche peculiari del brand sono la funzionalità, il minimalismo e lo stile futuristico.
Funzionalità perché ritengo che oggi un capo oltre che esteticamente bello debba essere soprattutto utile per chi lo indossa; minimalismo perché nell’ottica di proporre un capo utile è preferibile eliminare tutti i fronzoli puramente estetici; infine futuristico perché nel processo di sviluppo prodotto ci ispiriamo molto a film e libri science-fiction che, come si sa, spesso anticipano largamente il futuro.

Inoltre contiamo, dalla prossima collezione, di coinvolgere i fan della pagina Facebook nel processo di sviluppo, mettendo ai voti una serie di proposte e realizzando quelle che ottengono il maggior numero di like, come fanno anche altre realtà che stanno portando avanti con successo esperienze di crowdsourcing.

In che stato di salute si trova il settore dell’abbigliamento in Italia?

La crisi economica ha colpito pesantemente questo settore costringendo molti alla chiusura o a tagli drastici, in seguito si è verificato un periodo di lieve ripresa anche se non si è ancora tornati ai livelli pre-crisi.
Poi come sempre ci sono le eccezioni di chi proprio durante la crisi ha trovato i migliori spunti per la crescita.

Io credo che il maltrattamento nei confronti del made in Italy, anche da parte di grandi aziende Italiane, abbia fatto molto male al nostro paese, che ha rinunciato alla qualità mettendosi a competere con la Cina, con risultati prevedibili. Io spero che gli operatori del settore tornino a capire e a investire nel made in Italy.

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato facendo una startup in questo settore?

Nel mio caso posso dire che ho avuto non poche difficoltà a conquistare una credibilità di fronte ai fornitori, dato che non sono abituati a trovarsi davanti imprenditori molto giovani. Poi però quando ti vedono determinato e convinto di quello che fai finalmente si aprono.

Invece a livello interno credo che la sfida più grande sia quella di costruire una brand identity, acquisire visibilità online e riuscire a sviluppare una seppur piccola rete di distribuzione offline, tutte prove che attualmente sto affrontando con pazienza e caparbietà, sempre con un occhio di riguardo verso i costi.

Facciamo un in bocca al lupo a Mirko e ci aspettiamo di poter leggere prossimamente su queste pagine opinioni e consigli derivanti dalle sue esperienze personali e che potrebbero essere d’aiuto ad altri startupper.

The Hunger Games: il contest su Foursquare della catena HMV

La catena inglese di negozi di intrattenimento HMV, supportata dal suo team interno, dallo studio cinematografico Lionsgate e dall’agenzia MMK Media, ha ideato una strategia originale per promuovere il lancio del DVD del film The Hunger Games, ispirato al celebre romanzo omonimo.

Sull’onda del successo della geo-localizzazione, HMV si è rivolto al social network Foursquare per organizzare una vera e propria competizione ispirata alle vicende narrate nel romanzo e nel film.

La competizione

Proprio come nell’America post-apocalittica dell’autrice Suzanne Collins, dove ogni anno un ragazzo ed una ragazza appartenenti a ciascuno dei 12 distretti americani vengono scelti per scontrarsi  fino alla morte in un programma televisivo chiamato The Hunger Games, anche nella competizione organizzata da HMV i partecipanti dovevano confrontarsi per raggiungere un ambito premio: due biglietti per la premiere inglese del secondo capitolo della saga: “The Hunger Games: Catching Fire”.

La prima fase

La competizione è iniziata domenica scorsa (2 Settembre) e ha visto gli aspiranti “tributi” recarsi in uno dei 12 negozi della catena aderenti tra le 14.00 e le 15.00 per effettuare il check in su Foursquare.

Le città che ospitavano la competizione erano: Glasgow, Edimburgo, Newcastle, Manchester, Birmingham, Leicester, Norwich, Cardiff, Bristol, Southampton, Belfast e Dublino.

La seconda fase

Successivamente, la competizione è diventata regionale: per ogni singola area sono stati estratti i nomi di due partecipanti. I 24 finalisti si sono poi confrontati il 3 Settembre, data d’uscita del primo episodio della saga in DVD e Blu-ray, nella “mietitura” finale che si è tenuta all’HMV di Oxford Street.

Ad Oxford Street una rappresentante di Capitol City (nella foto) ha condotto la mietitura decretando i vincitori della premiere inglese del secondo film: Marcel Feller & Niall McKenna.

©Richard Chambury/Richfoto.com

©Richard Chambury/Richfoto.com

Oltre al premio finale, i primi 100 partecipanti di ogni negozio avranno la possibilità di acquistare una copia del nuovo capitolo di The Hunger Games un giorno prima rispetto al rilascio ufficiale. Mentre i 24 finalisti si sono aggiudicati la shopping bag della saga.

Gli eventi sono stati promossi attraverso l’hashtag ufficiale #HMVreaping e la pagina facebook dei negozi HMV.

Una campagna efficace, che ha saputo coniugare il fenomenale successo di The Hunger Games con la dilagante mania di geo-localizzarsi ovunque. Regalando ai fan un’occasione per entrare a far parte dell’universo post-apocalittico dove bisogna lottare fino alla fine per vincere, HMV è riuscita a dar vita ad una competizione che si è trasformata in un evento imperdibile.

5 novità estive di Facebook che potreste esservi persi

E’ stata una caldissima estate a Menlo Park per Mark Zuckerberg ed il suo team. Il social network più famoso al mondo, infatti, ha dovuto lavorare durissimo per presentare ai propri user di ritorno dalle vacanze strumenti e funzionalità innovative, per tenere a bada la sempre più agguerrita concorrenza e gli investitori, preoccupati dalle vicende finanziare seguite all’ingresso in borsa.

Ecco quindi, in questo ‘post da rientro’, le 5 novità di Facebook che potreste esservi persi durante le ferie! Enjoy 🙂

1. Il nuovo “Facebook for business”

E’ stata presentata ad Agosto la nuova versione di Facebook for business, radicalmente trasformata e finalmente disponibile anche in Italiano.

“Facebook per le aziende” è un vero e proprio mini-sito, creato con l’esplicito scopo di aiutare le aziende a districarsi nel variegato mondo degli strumenti di marketing messi a disposizione dal social network di Zuckerberg, per contribuire alla crescita del loro business attraverso il miglioramento del rapporto con i clienti.

Tramite questo servizio Facebook vuole comunicare direttamente con le aziende, aiutandole a scoprire le potenzialità del social network inteso quale strumento fondamentale del proprio marketing plan. Proprio per questo motivo viene spiegato in dettaglio come muovere i primi passi su Facebook, su quali basi costruire il proprio pubblico e come conversare ed influenzare nuovi clienti potenziali.

Inoltre sono disponibili continui aggiornamenti sui nuovi prodotti in uscita (tramite la pagina dedicata Facebook Marketing Italia), spiegazioni dettagliate per utilizzare al meglio le risorse a disposizione degli inserzionisti e alcune case history di successo.

La novità più interessante, però, è sicuramente rappresentata dal corso in “Facebook Marketing”, a cui poter partecipare in modo del tutto gratuito con lezioni live composte da sessioni di domande e risposte con dei veri esperti del settore, e con la possibilità di accedere ai webinar anche in un secondo momento.

2. Le foto di Facebook tra i risultati delle ricerche su Bing

Procede a passi da gigante l’integrazione tra Facebook e il motore di ricerca di Microsoft. Da quest’estate, infatti, è stato avviato un nuovo progetto di collaborazione che prevede la possibilità di visualizzare direttamente su Bing le immagini condivise dai propri amici su Facebook, anche senza accedere in maniera diretta al social network.

Immediate le rassicurazioni da parte delle due aziende coinvolte sul rispetto della privacy e delle impostazioni scelte da ogni singolo utente.

Ian Lin, Direttore della programmazione in Bing, ha spiegato che:

“con oltre 300 milioni di foto pubblicate su Facebook ogni giorno, la visualizzazione è uno dei gesti più popolari. Da oggi, attraverso Bing, sarà possibile cercare e visualizzare più facilmente le foto e gli album dei propri amici“.

L’applicazione, ancora in una versione beta, si chiama Friend’s Photos, e si presenta come un vero e proprio “stream” aggiornato in tempo reale, nel quale è possibile anche scegliere se visualizzare tutte le foto pubblicate e a noi visibili, oppure selezionare solo quelle dei nostri amici o delle nostre fan page preferite.

3. I gruppi mostrano chi ha visualizzato un contenuto

Sarà possibile (la funzione è ancora in fase di testing e presente solo in alcuni gruppi) sapere precisamente chi, tra i membri, ha visualizzato i post pubblicati all’interno di un gruppo.

Dopo la pubblicazione, infatti, sarà visibile la voce “Visualizzato da” che ci comunicherà in maniera immediata il numero di persone che hanno visualizzato un post. Passando sopra la dicitura con il mouse, inoltre, sarà possibile visualizzare in dettaglio chi ha visto il post e a che ora. Il nostro nome si “aggiungerà” alla lista semplicemente aprendo il gruppo.

Questa nuova ed utilissima feature sarà disponibile a breve su tutti i gruppi, anche nella versione mobile di Facebook.

4. Nuove opzioni di targeting per i post

Anche questa funzione non è ancora disponibile per tutti gli amministratori di brand page, ma è sicuramente una delle novità più attese della stagione in quanto promette di aumentare considerevolmente le potenzialità dei post pubblicati, soprattutto quelli  promoted.

In particolare, il nuovo strumento di gestione dovrebbe consentire ad un amministratore di indirizzare il proprio messaggio ad uno specifico target, parametrato su quattro criteri: paese di appartenenza, lingua parlata, età e sesso. Utile soprattutto quando il target è variegato e multietnico, questo strumento garantisce coerenza assoluta tra messaggio e destinatario, evitando la dispersione del contenuto.

5. Indiscrezioni per il futuro: inviare le proprie cartoline con Facebook

Ancora nessuna conferma ufficiale per la quinta ed ultima novità (potenziale) di quest’estate. Si parla, però, di una nuova feature realizzata dagli sviluppatori di Menlo Park in collaborazione con il team di Sincerely (la società che ha creato Postagram).

Questa nuova opzione (attualmente in uso ad un ristretto numero di utenti negli USA) dovrebbe consentire l’invio direttamente dal web di una cartolina (spedita tramite posta tradizionale) realizzata utilizzando una nostra foto caricata su Facebook, il tutto attraverso un semplice tasto presente sotto la foto (“Mail Postcard“), ovviamente previo pagamento.

Oltre all’immagine sarà possibile includere un messaggio da scrivere sul retro della cartolina, assieme all’indirizzo dell’amico Facebook a cui inviarla.

AAA lavoro cercasi? Le startup rispondono

Lo dice la Kauffman Foundation: negli ultimi 15 anni negli USA tutti i posti di lavoro hanno avuto origine dalle imprese startup.

Lo studio The Importance of Startups in Job Creation and Job Destruction riporta che le imprese consolidate hanno perso annualmente 1 milione di posti di lavoro, mentre le neonate startup hanno generato fino a 3 milioni di posti di lavoro nel solo primo anno dal lancio sul mercato.

Possibile? Pare proprio di sì e uno dei motivi sembra essere il fatto che anche alle fasi di recessione le startup rispondono mantenendo stabile il loro trend; al contrario, le imprese consolidate registrano dei tagli ai posti di lavoro altamente sensibili ai cicli del mercato.
Numeri USA alla mano, il supporto alle startup appare essere la giusta chiave per reagire alla crisi.

In Italia il digitale è la marcia in più

In Italia le startup, seppur ad uno stadio “infantile” in termini di numeri e modello di sviluppo, non sono da meno e rivelano un alto potenziale come “polmone occupazionale”. Il DAG parla di 700.000 posti di lavoro creati nel settore web (il 60% direttamente generati da internet, il 40% indotti) e la maggior parte provenienti dalle startup.

Qualcuno lo aveva previsto. Parliamo del fondatore di Funambol, compagnia da 30 milioni di dollari e cervelli unicamente italiani, che in uno speech per Working Capital ha messo in evidenza il perché l’Italia ha le carte in regola per fare innovazione e creare lavoro.

“Well educated, smart, and creative”, “hard working”, “competitively priced”, “risk-takers”: queste le risorse chiave della forza lavoro italiana nella software industry che sono apprezzate in Silicon Valley e che rappresentano parte degli attrattori per una Silicon Valley italiana, oltre all’alto livello di protezione della proprietà intellettuale che rende l’Italia più “sicura” per innovare rispetto ad altri Paesi esteri.

Italian Silicon Valley: per i cervelli italiani un’opportunità all’orizzonte

Offshoring, attrazione di capitali americani e crescita della realtà VC nel contesto italiano costituiscono, secondo il CEO di Funambol, la ricetta per portare la Silicon Valley in Italia.

Marco Marinucci, founder di Mind The Bridge, nell’intervista rilasciata a Pietro Nardi per YOUng fa una riflessione più generale sulla valorizzazione del Made in Italy (soprattutto digitale) nel panorama internazionale.

Qualcosa si muove ed è soprattutto dal Sud Italia che si registra un trend in crescita in termini di innovazione ed imprenditorialità. Nuove tendenze, quindi, che andrebbero facilitate con una spinta proveniente, per esempio, da agevolazioni fiscali e formazione di alta qualità a livello universitario e post-universitario.

In generale, i policymaker dovrebbero puntare sul supporto alle startup come cavallo vincente per alimentare la crescita dell’economia.
L’Italia non dorme, ma serve una cabina di regia che dall’alto crei le condizioni perchè l’esercito di menti in fermento possa effettivamente fare squadra e costituire un polo d’eccellenza su scala sovra-nazionale.