Terra Ferma: sostenere l'Emilia con il web e le idee

L’Emilia, una terra abitata da persone con tanta voglia di fare. Anche di fronte a un evento grave e impossibile da combattere come il terremoto, gli emiliano ci stanno insegnando che la forza e la voglia di continuare, se possibile migliorandosi, non deve mai mancare. E così vediamo e leggiamo di imprenditori che spostano la produzione fuori dalle fabbriche pericolanti, di donne e uomini che – anche di fronte al pericolo – si impegnano tutto il giorno per continuare a lavorare e a vivere.

Cosa può fare il web per sostenere in qualche modo questo vero e proprio miracolo? Per esempio usare lo storytelling per raccontare “dal basso” e attraverso gli stessi protagonisti le storie di ricostruzione e resistenza.

E’ nato con questo obiettivo Terra Ferma Emilia, un blog-database che raccoglie i racconti inviati da imprenditori, manager, dipendenti di PA, lavoratori che vogliono spiegare le quanto fatto di fronte all’imprevisto. E’ possibile allora leggere di nuove assunzioni a pochi giorni dal sisma, di feste improvvisate per sconfiggere la paura, di servizi nati per agevolare proprio la ricostruzione.

Il punto di forza del progetto sta proprio nella possibilità data a chiunque di segnalare una storia: perché se l’uomo deve fare i conti con la potenza del terremoto, quest’ultimo deve vedersela con la creatività e il coraggio degli emiliani:

Racconta l’esperienza della tua azienda, dell’azienda per cui lavori o di altre realtà economiche di cui hai avuto notizia.
Quali soluzioni sono state avviate per riprendere le attività, nel rispetto della sicurezza?
L’Emilia si rialza anche grazie al tuo contributo.

Se anche voi avete degli esempi di resistenza e costruzione vissuti direttamente e che volete raccontare, inviate i vostri contenuti (testi, immagini, video) compilando il form o scrivendo direttamente alla redazione: info[at]terraferma-emilia.it.

Un bellissimo progetto green insomma, da condividere e raccontare anche su Twitter e su Facebook: perché l’unione fa la forza, anche (e soprattutto) sul web!

Gli Europei si seguono online con l'app GoalShouter

In questi giorni ci sono i campionati europei di calcio. Credo che ve ne siate accorti. Anche se non siete tifosi, anche se non uscite mai di casa, di certo non passano inosservate le esclamazioni di gioia o dolore su Facebook per i goal dell’Italia, o gli hashtag come #germaniagrecia tra i trending topic di Twitter.

Come ogni grande evento mediale, anche lo sport genera idee di business. Oggi vi parliamo del caso GoalShouter, startup italiana ospitata dall’acceleratore finlandese StartupSauna il cui core business è proprio l’aggregazione, l’analisi e la visualizzazione dei dati sportivi.

Per conoscere meglio quali sono le opportunità di business dei dati sportivi, ho intervistato Daniele Galiffa e Maurizio Barbieri, rispettivamente CTO e CEO di GoalShouter.


Com’è nato GoalShouter?

Daniele: “GoalShouter è nato come progetto di ricerca all’interno di Visup, un’azienda che si occupa di Information Visualization. Dopo anni di lavoro con Deltratre, un’azienda di Torino che si occupa di gestione di servizi ICT nell’ambito sportivo, abbiamo percepito un bisogno di utilizzare i dati relativi alle partite sportive, per fare altro, per fare storytelling. Abbiamo così fatto un investimento iniziale di 50mila euro solo per comprare i dati professionistici dal leader europeo che è Opta. Utilizzando questi dati abbiamo creato una piattaforma di collaborative data visualization su cui abbiamo fatto i primi esperimenti.”

“In termini di mercato questi primi esperimenti stati un flop perché non abbiamo avuto il riscontro che ci attendevamo. Abbiamo però capito qual è il valore dei dati e il problema della democratizzazione. I dati infatti devono essere acquistati da chi li produce. Quindi ci siamo messi in tesata di fare l’esperimento di “liberare il dato” creando uno strumento facile e a disposizione di tutti per raccoglierlo. L’idea è che si possa utilizzare l’iPhone, quando vai allo stadio o guardi la partita in televisione, per generi i dati sulle azioni della partita. E con questi dati si possono realizzare molteplici funzionalità.”

“All’epoca, nel 2009, l’azienda non aveva però una sua identità e campava con i profitti che facevamo come consulenti. Poi lo scorso novembre abbiamo incontrato Maurizio Barbieri che ha un’esperienza di allenatore e di professionista nell’ambito del mondo sportivo di oltre 20 anni. Lui si è appassionato del prodotto e ci ha aiutato ad affinare la visione. Da qualche settimana abbiamo quindi lanciato GoalShouter, la nuova versione dell’applicazione.”

Qual è il valore di GoalShouter per i professionisti che operano nell’ambito del calcio?



Maurizio: “GoalShouter è utile a qualunque livello della catena produttiva, dall’allenatatore, al club, al talent evaluator. Io ho lavorato come allenatore di pallacanestro ed ero interessato a sapere qual era il miglioramento delle giocatrici. Nel 1996 l’Italia si è qualificata alle Olimpiadi e io dovevo portarmi il computer in panchina con un cavo lunghissimo, perché ovviamente non c’era il wifi. Adesso invece c’è il 3G, il wifi e puoi condividere in tempo reale dati che altrimenti dopo la partita andrebbero persi. Quindi con GoalShouter l’allenatore ha dei dati migliori ed istantanei.”

“Un altro vantaggio riguarda l’aumento del pubblico. Noi stiamo facendo un test con una squadra di serie D italiana, la SD Calcio Città di Brindisi. Abbiamo verificato come le persone che vedono le partite giocate in casa rimane costante (circa 200). A queste si sono però aggiunte 1.200 persone sul sito che prima non c’erano. Quindi il direttore marketing può rinegoziare il contratto con gli sponsor in funzione di questo pubblico aggiunto, che non andrebbe comunque allo stadio, ma che in questo modo fruisce la partita.”

“GoalShouter può anche essere utilizzato dagli scounter che raccolgono i dati in giro per il mondo per poi condividerli con le società sportive. In questo modo le società possono accedere ad esempio ai dati di tutti i giocatori delle giovanili e conoscerne le performance. Poi in prospettiva potranno recuperare i video di un giocatore, sempre in tempo reale.”

Daniele: “Infine c’è anche un valore per i media. Molti media locali non hanno accesso all’informazione sportiva, se non attraverso la carta e la penna. Al momento i media pagano migliaia di euro l’anno per avere il gamecast. Mentre con GoalShouter possono farselo da soli. GoalShouter è quindi un ottimo strumento che li aiuta sia ad aggiornare i dati in tempo reale, sia a raccontare storie, basandosi su tali dati.”

Qual è il valore per gli utenti?

Maurizio: “GoalShouter è un’applicazione rivolta a tutti gli appassionati di calcio, che sono 1 miliardo e 200 persone al mondo (Dati FIFA). Tutti i tifosi vogliono sapere cosa succede durante le partite, sia che sia una partita di serie A, che una partita di calcio amatoriale. GoalShouter consente quindi di mettere in comunicazione il dato con tutti. Le informazioni non riguardano solo il dato stesso, ad esempio il fatto che un calciatore abbia fatto goal, l’abbia fatto di destro, da un dato lato del campo. Il fatto che il goal sia stato segnato fa sì che il tifoso sia contento perché la squadra ha segnato.”

“Quindi GoalShouter non è solo una potente piattaforma di raccolta dati, ma anche un social network di tifosi appassionati di calcio che mettono in comunione i dati con i propri amici per gioire o soffrire assieme.”

Come sta andando il test di GoalShouter durante gli Europei?



Maurizio: “Euro2012 è per noi un’occasione sia per testare la raccolta dei dati con il crowdsourcing sia per riuscire ad avere visibilità. In entrambi i casi, è stato un successo.”

“Innanzitutto abbiamo potuto verificare che i nostri dati sono allineati con quelli ufficiali. Sempre per testare la raccolta crowdsourcing dei dati, stiamo anche collaborando con ESPN.”

“Per quanto riguarda invece la visibilità, abbiamo constatato che le partite, malgrado la sovraesposizione mediatica degli eventi, sono viste da un minimo di 200 visitatori ad un massimo di 1.500, 50% dall’Italia e 50% dal resto del mondo. Abbiamo inoltre ormai superato i 1.500 download dell’applicazione, proprio grazie agli Europei. Quindi un successo per noi.”

Ninja Virals! I migliori virali della settimana [VIDEO]

Un ritorno al passato, l’inseguimento più piccolo del mondo ed una nuova idea di quattro ruote per la mercedes: sono alcuni degli ultimi Top Virals! Come di consueto vi proponiamo i video andati in onda nella rubrica di La3TvSmart&App” durante questa settimana. Ecco a voi una scarica di Viral video veramente interessanti 🙂

La Chipotle Cultivate Foundation propone propone un ritorno a forme di produzione
più sostenibili e slegate dalla logica industriale con un video bello nella tecnica utilizzata e con una colonna sonora molto evocativa.

Così come è solo evocativa la presenza delle quattro ruote della Mercedes nel secondo video, dove le acrobazie sullo skate sono solo racchiuse in uno short movie del regista Brett Novak. Adrenalinico il terzo dei tre video, con delle fionde umane che Vooray ci propone come nuovo gioco per questa estate.

Come sappiamo alla regina non si nega nulla e nel Queen’s Day centinaia di barche, che in questo video ci vengono presentate tutte in un minuto, sfilano nel Tamigi per la Diamond Jubilee River Pageant.

Nel secondo video vi presentiamo l’inseguimento più “piccolo” del mondo, un film d’animazione progettato e girato dal duo creativo The Theory, composto da Tom Jenkins e Simon Sharp.

Un mondo senza confini ci viene presentato dalla birra San Miguel che mette insieme quattro cantanti di generi diversi in uno stesso video.

Cannes Lions 2012: tutti i vincitori

Lorenzo Picchiotti (art) e Livio Basoli (copy) M&C Saatchi - vincitori dell'oro nella Young Lions Film competition.

E’ appena terminato il 59esimo Festival Internazionale della Creatività di Cannes, edizione molto positiva sia per il numero di lavori iscritti al concorso (circa il 19% in più rispetto all’anno precendente) che per i premi portati a casa dall’Italia. Vi proponiamo una lista dei vincitori italiani e una raccolta dei Gran Prix divisi per le diverse categorie del festival.

Le campagne italiane premiate:

– “Integration Day” di Saatchi & Saatchi Milano per Coordown Onlus:

2 Leoni d’oro nella categoria PR Lions (“Charity and Not for Profit” e “Best Use of broadcast”)
2 Leoni d’oro nella sezione Direct in “Public Health & Safety, Public Awareness Messages” e come “Best Integrated Campaign
Leone di bronzo in Titanium & Integrated
Leone d’oro in Film Lions per gli spot Toyota/Averna/Pampers/Cartasi/Illy all’interno della campagna “Integration Day”
Leone d’oro in Media Lions nella categoria “Charities, Public Health & Safety, Public Awareness Messages
Leone d’oro in Promo & Activation “Best Use of Broadcast in a Promotional Campaign

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– ‘Hate‘ di JWT Italia per UNA ONLUS prodotto da Filmmaster Milano:

Leone di bronzo in Film Lions (Fundraising & Appeals)

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– “The Beauty of a second” di Leo Burnett per Montblanc Int:

Leone d’oro in Branded Content & Entertainment Lions categoria “Best use or integration of user-generated content
Leone di bronzo in PR Lions “Consumer Goods, including FMCG and Household Products
Leone d’oro in Direct Lions “Direct Response Digital: Websites, Microsites & Banners
Leone di bronzo in Direct Lions “Other Consumer Products (including Durable Goods)
Leone d’argento in Cyber per “Websites & Microsites
Leone d’argento in Promo & Activation “Durable Goods”
Leone di bronzo in Promo & Activation “Best Integrated Campaign Led by Promotion and Activation”

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– Heineken “Reach the sunrise” di PUBLICIS ITALY, Milano:

Leone d’argento in Direct Lions “Best Integrated Campaign Led by Direct Marketing

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– Benetton “Unhate” di FABRICA Treviso, ITALY + 72ANDSUNNY NL Amsterdam, THE NETHERLANDS

Grand Prix in Press Lions “Public Awareness Messages

Young Lions Competition:

– Livio Basoli (copy) e Lorenzo Picchiotti (art) di M&C Saatchi si aggiudicano l’oro nella Young Lions Film competition

– Marco Tironi (Hagakure) e Ileana Infantino (AdmCom) si sono aggiudicati l’argento nella categoria Design della Young Lions Competition di CannesLi abbiamo intervistati per voi qui.

– Oliviero Piccolo (art) e Giorgia Fattoracci (copy) di M&C Saatchi si sono aggiudicati il bronzo nel Cyber per l’ottimo lavoro realizzato per The Bill and Melinda Gates Foundation.

 

Creative Effectiveness Lions Grand Prix: “AXE EXCITE

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Cliente: UNILEVER
Agenzia: BBH London, United Kingdom

Cyber Lions Grand Prix: “Curators of Sweden” & “NIKE+ FUELBAND

Cliente: SWEDISH INSTITUTE/VISITSWEDEN
Agenzia: VOLONTAIRE Stockholm, SWEDEN

Titanium and Integrated Lions Grand Prix: “NIKE+ FUELBAND

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Cliente: Nike
Agenzia: R/GA, New York

Branded Content & Entertainment Lions Gran Prix: “Cultivate campaign

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Cliente: Chiplote
Agenzia: Creative Artists Agency, LA

Design Lions Grand Prix: “The Solar Annual Report 2011

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Cliente: Austria Solar
Agenzia: SERVICEPLAN Munich, GERMANY

PR Lions Grand Prix: “The most popular song

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Cliente: BANCO POPULAR DE PUERTO RICO
Agenzia: JWT San Juan, PUERTO RICO

Press Lions Grand Prix: “Unhate” Benetton

Ve ne parlammo tempo fa quando a Roma la campagna partì con un guerrilla.

Cliente: Benetton
Agenzia: FABRICA Treviso, ITALY + 72ANDSUNNY NL Amsterdam, THE NETHERLANDS

Media Lions Grand Prix: “Google Voice Search

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=AUqm3-MJaL0&feature=related’]

Cliente: Google
Agenzia: MANNING GOTTLIEB OMD London, UK

Mobile Lions Grand Prix: “HILLTOP RE-IMAGINED FOR COCA-COLA

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=k8PEZz-IOtI&feature=player_embedded’]

Cliente: Coca-Cola
Agenzia: GROW INTERACTIVE Norfolk, USA + JOHANNES LEONARDO New York, USA

Promo & Activation Lions Grand Prix & Direct Lions Grand Prix: “Small Business gets an official day

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Cliente: American Express
Agenzia: CRISPIN PORTER + BOGUSKY Boulder, USA

Outdoor Lions Grand Prix: “#Cokehands” & “The invisible drive

L’immagine iconica, disegnata dal creatore della famosa silhouette “tributo” a Steve Jobs, associata all’hashtag #cokehands dimostra quanto sia di successo una comunicazione minimale basata sulla formula “less is more”.

Cliente: Coca-Cola
Agenzia: OGILVY SHANGHAI, CHINA
Designed by Jonathan Mak Long

Lo scorso Marzo ve ne abbiamo parlato nella sezione Tech di Ninja Marketing. Cliccate qui per approfondire la campagna.

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Cliente: DAIMLER
Agenzia: JUNG von MATT Hamburg, GERMANY

Film Craft Lions Grand Prix: “Bear” Canal +

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=OWOeEqyD_gM’]

Cliente: Canal +
Agenzia: BETC Paris, FRANCE

Don't smoke, i bambini danno una lezione ai grandi [VIDEO]

Di campagne sociali antifumo ne vediamo tante, diffuse dagli enti pubblici di tutto il mondo, eppure quella del tabagismo rimane un’abitudine molto diffusa tra la popolazione adulta. La Thai Health Promotion Foundation, organizzazione sanitaria tailandese, ha adottato una strategia decisamente inusuale per raggiungere l’obiettivo: ‘trasformare’ dei bambini in fumatori.

Due ragazzini si sono avvicinati a decine di passanti chiedendo loro in prestito l’accendino: decisamente sorpreso, ognuno di questi fumatori si è prodigato in gentili raccomandazioni verso i due, adducendo numerose motivazioni contro il fumo e i danni che esso crea. Portando i bambini alla inevitabile domanda: “Ma allora perché tu fumi?“.

La campagna, ideata da Oglivy Thailand, sembra aver avuto successo: quasi tutti gli adulti che sono stati interpellati dai bambini hanno gettato la sigaretta e conservato la brochure consegnatali, dove hanno trovato i contatti dell’associazione. La quale, a quanto pare, ha rilevato un incremento del 40% di richieste di assistenza per smettere di fumare.

Incredibile quanto sia semplicemente disarmante la domanda di un bambino, no? Poche parole molto più efficaci di tantissime campagne alle quali siamo abituati.

Nike e la notte magica dei veterani [VIDEO]

Non si tratta dei soliti fenomeni da copertina, dei grandi campioni protagonisti degli Europei attualmente in corso, di calciatori di serie A griffati, questa volta Nike dedica l’attenzione agli sportivi veri, quelli che nonostante gli anni, il tempo che passa, gli acciacchi e le mogli, hanno ancora una sfrenata passione per il calcio.

Cosa fanno “i più cresciutelli” durante la notte? Questo il questito a cui Nike da risposta raccontando la fuga di un gruppo di signori attempati e in pensione, che in preda alla noia, si dileguano dalle rispettive abitazioni per incontrarsi sul campetto da calcio e dare luogo alla classica partitella tra amici.

La dinamica dell’incontro è avvincente in quanto vengono mostrate le azioni sviluppate dai protagonisti del video in un originale mash-up con alcune scene di giovani calciatori. Il gioco di effetti è un chiaro richiamo alla visione che gli anziani calciatori hanno del gioco che sviluppano, correndo in realtà alla metà della velocità.

Il finale è come al solito a sorpesa e molto divertente con lo swash Nike accompagnato da un’originale claim, un sequel del famosissimo “Just do it” che da sempre contraddistingue le campagne del brand: Still doing it, a sottolineare come nonostante l’inesorabile avanzare dell’età non bisogna mai abbandonare la voglia di mettersi in gioco e divertirsi.

Fotografia e creatività: cosa ne pensa Oliviero Toscani? [INTERVISTA]

Fotografo, comunicatore, artista, provocatore, visionario, sono solo alcuni dei termini utilizzati per descrivere uno dei personaggi più interessanti e noti degli ultimi tempi. Oliviero Toscani, fotografo, è conosciuto per le sue immagini forti e dirette, ma forse ancor di più per lo shock che esse creano, puntualmente, qualsiasi sia il loro soggetto.

Come comunicatore ha fatto della provocazione un metodo, un modus operandi che non lascia scampo e non risparmia niente e nessuno, che si tratti di temi caldi di attualità, cultura o religione. La provocazione per lui non rispecchia un atteggiamento negativo, è anzi un modo per produrre interesse e stimolare reazioni creative e non scontate.

Sul suo sito si legge: “Il lavoro di Toscani è stato esposto alla Biennale di Venezia, a San Paolo del Brasile, alla Triennale di Milano e nei musei d’arte moderna e contemporanea di tutto il mondo. Ha vinto numerosi premi come quattro Leoni d’Oro, il Gran Premio dell’UNESCO, due volte il Gran Premio d’Affichage, e numerosi premi degli Art Directors Club.”

Nato professionalmente sul finire degli anni ’60, inizia molto presto a collaborare con riviste di pregio e a curare campagne pubblicitarie per marchi noti della moda. Con le sue campagne per Benetton raggiunge la notorietà anche tra i non addetti ai lavori e il suo nome è sulla bocca di tutti per lo scalpore destato dalle sue immagini.

Ricorderete tutti la famosa foto del 1991, realizzata per il brand Benetton, che ritraeva una suora e un sacerdote che si baciano, esempio vincente di shockvertising: un concept che è stato usato e abusato da altri fotografi. E’ stato infatti ripreso nella campagna Unhate (chi non ricorda i billboards che ritraggono il Papa che bacia l’Imam del Cairo?)  ideata da Fabrica, che, nonostante non avesse più l’impatto emotivo della storica campagna di Toscani a cui è palesemente ispirata, si è guadagnata recentemente il premio Press Grand Prix al Festival della creatività di Cannes.

Campagna di Oliviero Toscani per Benetton del 1991

Ma questo artista così noto e controverso, pluripremiato e osannato da molti, cosa pensa del suo lavoro e della creatività? Proviamo a scoprirlo in questa breve intervista:

Secondo lei chi è il creativo oggi, e come si è evoluta questa figura nel corso degli anni?

Non esiste il “creativo”, esiste un progetto, un idea e come conseguenza della qualità del come è realizzato può essere considerato creativo. La creatività dipende dal risultato finale di un lavoro. Autodefinirsi un creativo, o direttore creativo è  una presunzione che denota la totale mancanza di creatività.

Come definisce se stesso ed il suo lavoro?

Io sono un fotografo, non mi sono mai definito diversamente.

Toscani e Sgarbi alla presentazione del Calendario 2011 del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata Al Vegetale

Con l’avvento del digitale com’è cambiata la fotografia firmata Toscani?

Con l’avvento della penna biro com’è cambiata la letteratura? E’ soltanto cambiato il mezzo, nella sostanza non è cambiato nulla. E’ certamente più veloce e purtroppo, da quello che vedo in giro, si produce più spazzatura.

Si riferisce all’uso di Photoshop e del fotoritocco?

In realtà il ritocco nella fotografia è sempre esistito: una volta si usava il ritocco con il pennello, c’era comunque un intervento tecnologico, seppur “artigianale”, oggi sostituito dai programmi di fotoritocco.

Lei li ha mai utilizzati?

No, sicuramente le mie foto non si basano sul ritocco

Preferisce l’autenticità?

La fotografia è il risultato di una tecnologia, non è autenticità: ad essere autentico è il risultato finale. Ognuno può giungere a quel risultato nel modo che preferisce, c’è chi crede sia meglio ricorrere al fotoritocco, chi no. Poi si giudicherà il risultato, se interessante o meno, aldilà di come è stato realizzato.

La foto perfetta deve colpire il cuore o il cervello di chi la guarda?

Lei crede sia possibile scollegare il cuore dal cervello? Non è possibile separare l’aspetto razionale o irrazionale di una persona, ed una foto deve coinvolgere entrambi.

I committenti per i quali ha lavorato le hanno dato, nel brief, delle precise indicazioni, o le hanno lasciato ampia, se non totale, libertà?

Un lavoro non può mai essere totale libertà. Analizzo, osservo, giudico ciò che devo fare, parlo con il committente di turno, è importante creare un rapporto ed un dialogo. Ogni buon lavoro dipende dall’intelligenza del committente, ci vogliono committenti intelligenti, con cui dialogare e discutere, questo è l’unico modo per evitare un lavoro mediocre.

Articolo realizzato in collaborazione con Anna Sergio.

Il marketing è grano, cerchiamo menti da seminare

Sud è sangue nelle vene, come background culturale che lascia potentemente il segno. Il meridione diventa innovazione e richiama al fare concreto.

Sembra sempre ristretto in mentalità e novità, il Sud di cui parlano. E infatti chi ne parla non lo ha mai vissuto.

Ecco perchè una nuova generazione di studiosi, fiduciosi e testardi ha deciso che questi territori non possono essere un recinto intoccabile di cui si parla e si vede sempre sempre per bocca e occhi altrui. Sono la partecipazione e la condivisione gli strumenti fondamentali per far crescere il nostro oggi in un domani migliore. Fondamentale aprirsi a uno scambio fatto di continuo miglioramento, perchè continuamente aperto, disponibile alla compenetrazione.

E’ un’esperienza, chiamata Camp di Grano, nasce dal Palio del Grano.


Il Palio del grano ha la sagoma di un sogno giovanile, odora di grano, e prese vita a Caselle in Pittari, 8 anni fa. E’ una gara, fatta di origini e tradizioni, dove gli Otto Rioni di Caselle in Pittari e i loro rispettivi “compari” si sfideranno anche quest’estate sotto il cocente sole Cilentano.

L’opportunità che vi viene offerta è di partecipare a una settimana di contaminazione rurale e teorica, direttamente sul luogo. Dal 15 al 22 luglio a Caselle in Pittari (programma del CampdiGrano).  L’unione e la contaminazione fortissima di “mens et manus” sarà resa possibile grazie alla collaborazione con l’ Accademia Mediterranea di Societing, diretta da Alex Giordano, il quale organizzerà workshop e seminari sulle tematiche della Social Innovation, del Social Marketing Territoriale e dello Sviluppo sostenibile della Ruralità.

I più grandi nomi del marketing territoriale, quest’anno si mischieranno con la terra e col grano.

Quello di cui abbiamo veramente bisogno è di terreno fertile da coltivare, niente di meglio che le vostre menti e la vostra voglia di affrontare in chiave nuova i cambiamenti.


Contest

Ninja marketing  selezionerà 5 aspiranti partecipanti al Camp di Grano sulla base della motivazione personale e della sensibilità verso temi quali; sviluppo sostenibile del territorio, marketing territoriale, economia etica e social innovation.Per candidarti, basterà inviare un tweet o un’instagram con l’#CampdiGrano e #ninjamarketing sviluppando soggettivamente il tema “Il grano è”oppure citando su facebook la facebook page del Palio del Grano.

Per ufficializzare la candidatura, inviate una mail a campdigrano@paliodelgrano.it con oggetto: CANDIDATURA CAMP DI GRANO NINJA MARKETING inserendo i vostri dati personali, profili web (sito,blog,account social network) e citando il contenuto del tweet, l’instagram o lo stato facebook.

Il termine delle candidature è previsto per l’ 1 Luglio.

Entro il 2 luglio saranno resi noti i 5 ninja partecipanti al CampdiGrano su sito ufficiale

Per dettagli su info e costi www.campdigrano.it

Nokia: è giunta la fine di un'era? [CASE STUDY]

Nokia è da sempre stato uno dei più importanti produttori al mondi di cellulari a tal punto da poterci permettere di dire che ha praticamente inventato lo smartphone: è stata lei infatti la prima a creare un dispositivo mobile con touchscreen, ben 2 anni prima che uscisse l’iPhone.

Il suo celebre sistema operativo Symbian è stato uno dei precursori dei moderni OS, grazie alla possibilità  di personalizzazione dell”interfaccia e la sua predisposizione allo sviluppo di apps in linguaggio Java (Nokia è stata la prima anche a creare un app store).

Dopo aver inventato lo smartphone, Nokia lo ha poi addirittura reinventato,rendendoli dispositivi economicamente accessibili a tutte le tasche.  L’azienda finlandese è stata infine la prima produttrice ad aver compiuto passi decisivi nel trasformare dei cellulari “monofunzione” in dispositivi quanto più possibile simili a dei computer: ha inserito in essi una fotocamera, una videocamera e persino il wifi per collegarsi ad internet.

Fantasia e ottimi investimenti in R&S hanno dunque permesso a Nokia di essere per quasi 14 anni leader incontrastata del settore. Cosa pensereste se vi dicessi che questa azienda modello oggi non è più la stessa?

Cosa è successo a Nokia?

Per poter capire meglio il perché di quanto sta succedendo a Nokia, dobbiamo fare qualche passo indietro nel tempo.

Lo strapotere della multinazionale finlandese  ha incominciato a vacillare a partire dal 2007, a seguito della nascita dell’iPhone, un dispositivo assolutamente innovativo ed esteticamente accattivante. L’arrivo del device made in Apple non intaccò totalmente il ruolo della Nokia nel mercato mobile, che rimase dunque molto forte nella fascia dei cellulari low-cost..

Il vero pericolo per la casa finlandese giunse invece  nel 2008, ovvero con lo sbarco sul pianeta mobile di Android, il sistema operativo open source e dalle grandi potenzialità di Google. Tutti quei piccoli produttori che fino a quel momento avevano subito la concorrenza di un OS superiore com il Symbian senza aver mai trovato una valida alternativa, ebbero finalmente tra le mani un sistema operativo molto competitivo e sfruttarono la ghiotta occasione investendo in esso, riducendo dunque il gap con Nokia e proponendosi come dei pericolosi concorrenti anche per quanto riguarda il mercato degli smatphone di media-bassa fascia.

L’alleanza con Microsoft

Stretta in questa morsa, Nokia non ebbe  la tempestività di reagire subito allo scossone, continuando a puntare sull’ OS Symbian ma con risultati sempre più scadenti.  Per poter risalire la china dunque, la casa finlandese l’11 febbraio del 2011 svelò al pubblico la nascita di una nuova alleanza con Microsoft, con la quale avrebbe cominciato a produrre i Lumia, una nuova serie di smartphone aventi Windows Phone come SO.

L’obiettivo da raggiungere di Nokia era chiaro: tornare ad avere una leadership tecnologica e culturale  e creare un prodotto differente da quelli presenti sul mercato con l’aiuto di un colosso che potesse farle da spalla sia commerciale che  finanziario in un momento delicatissimo della sua storia.

In occasione di quell’evento Vic Gundotra,Vice-presidente di Google,  commentò la nascità di quella partnership con un tweet “amaro”Due polli non fanno un aquila… e forse ci aveva visto giusto.

I Lumia sono infatti dei buon device, solidi, dal design molto accattivante, con una fotocamera di ottimo livello,  e anche il Window Mobile è molto curato, con un’ interfaccia grafica fluida, ma con un grosso limite: lo scarso numero di apps disponibili, fattore che ha permesso ad Apple di rivoluzionare il mercato della telefonia mobile e di divenirne un leader assoluto. Nokia con i propri sviluppatori, avrebbe dovuto quindi tappare questa falla ma così non è stato.

L’alleanza Nokia-Microsoft rimane infatti infruttuosa e non dà i risultati sperati: i dati di vendita dei primi Lumia sono sconfortanti, con soli 2 milioni di dispositivi attivati nel primo trimestre del 2012 a fronte dei 35 milioni di iPhone (fonte @New York Times).

Per riprendersi, l’azienda finlandese decide quindi di lanciare una nuovo device, il Lumia 900: il lancio andava curato nei minimi dettagli visto che con questo smartphone la società finlandese si sarebbe giocata il tutto e per tutto per la sua definitiva rinascita. Ma non tutto andò a buon fine…

La campagna di marketing per il Lumia 900 prevedeva infatti anche la creazione di un sito chiamato “Smartphone beta test“. Il sito era un teaser e mostrava dei video che, “in maniera velata”, sminuivano gli iPhone, ironizzando su alcuni loro difetti tra i quali il Death Grip, il problema di scarsa ricezione di cui era stato vittima l’ iPhone 4.

Incredibile ma vero il Lumia 900 subito dopo il lancio mostrava già un bug: il dispositivo aveva problemi con la connessione su rete LTE, spesso instabile o addirittura assente, un difetto simile al Death Grip su cui Nokia aveva tanto ironizzato! Mai lancio fu più disastroso, sia da un punto di vista della credibilità che da un punto di vista economico: la società rimborsò infatti con ben 100 dollari tutti gli utenti i quali riscontrarono tale difetto sul proprio smartphone.

Le soluzioni per la rinascita: dai tagli a nuovi acquisti

A distanza di due mesi dal lancio del Lumia 900 le vendite non aumentano e Nokia corre dunque ai ripari: il 14 giugno 2012 l’azienda finlandese diffonde 4 comunicati stampa con i quali espone 5 “novità” aziendali e strategie per il futuro.

1- Licenziamenti

Nel primo comunicato stampa Nokia annuncia un taglio alla propria forza lavoro di ben 10 mila dipendenti (1/5 dei totali!) a seguito della chiusura di 3 stabilimenti in Germania, Canada e Svezia, dedicati alla produzione, settore  in calo del 3% nel 2012 e colpito già in passato da precedenti ridimensionamenti (nel febbraio 2012 Nokia ha infatti licenziato 4 mila dipendenti negli stabilimenti dell’ Ungheria, Messico e di Salo, in Finlandia e nel marzo 2012 altri mille dipendenti sempre in Finlandia).

Il nuovo corso di Nokia volge infatti a un processo di ottimizzazione dei costi tramite la chiusura e lo spostamento delle sedi di produzione in AsiaNel comunicato Stephen Elop, CEO dell’azienda finlandese, ha spiegato infatti che

“I tagli sono una conseguenza delle misure che riteniamo indispensabili per garantire la competitività a lungo termine della compagnia“.

2- Potenziamento serie Lumia

Sempre nel primo comunicato si afferma che verrà ampliata la fascia di prezzo degli smartphone Lumia  e potenziato il loro valore grazie all’integrazione di nuove tecnologie, servizi di localizzazione e nuove app esclusive sul modello di Nokia City Lens, la prima app di realtà aumentata location based sviluppata dalla casa finlandese.

3- Vendita di Vertu

Nel secondo comunicato Nokia annuncia la cessione della sussidiaria Vertu, azienda dedicata alla produzione di telefonini di lusso a EQT VI, una società europea di private equity.

3- Acquisto di Scalado

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In un terzo comunicato, per dare un segnale di ripresa agli analisti e agli investitori, Nokiacontestualmente al risparmio scaturito dai tagli, annuncia l’acquisizione di Scalado, un’azienda svedese produttrice di una tecnologia di imaging avente quasi 1 miliardo di utenti. L’acquisizione mira ovviamente non solo a rafforzare le attività di imaging e fotografia di Nokia ma anche a garantirsi dunque un nuovo fetta di clienti tra quelli che utilizzano già l’app.

4- Un nuovo team esecutivo

Con un 4 comunicato Nokia ha annunciato la nomina di un nuovo team esecutivo avente come vice presidente Juha Putkiranta e come nuovo responsabile dell’area vendite Chris Weber, ex collega di Elop quando lavorava in Microsoft, designazione questa che evidenzia la grande influenza che l’azienda di Redmond esercita ormai sulle scelte della multinazionale finlandese.

UPDATE (22 giugno 2012, h.14)

Poche ore fa è arrivata un’altra batosta per la multinazionale : il primo ministro Finlandese Jyrki Katainen in visita alla sede di Nokia finlandese di Salo (che è in procinto di chiudere) ha infatti dichiarato che il governo non considererà minimamente la possibilità di acquistare azioni della Nokia per sostenerla in questo momento di difficoltà nonostante sia stata per molto tempo uno dei motori trainanti nello sviluppo economico del paese. (fonte @Reuters)

Conclusioni

La strategia di differenziazione scelta da Nokia che volge dunque a creare un 3° polo concorrenziale agli strapoteri di Android e iOS, è a mio avviso molto interessante quanto coerente con il glorioso passato dell’azienda. Ovviamente il percorso da affrontare è ancora lungo e in salita ma sono convinto che prima o poi la Nokia riuscirà a tornare nell’Olimpo dei produttori.

In questo percorso di ricostruzione, un elemento che Elop&Co. non dovranno però sottovalutare sarà quello dello sviluppo di nuove app per piattaforma Windows Mobile. Bisognerà incentivare maggiormente gli sviluppatori di apps, convincendoli non solo a dedicarsi a una attività di porting di applicazioni dei SO più conosciuti ma anche e soprattutto spingerli alla creazione di software completamente nuovi, innovativi e coinvolgenti, che sfruttino appieno l’interfaccia utente Metro Windows Phone e tutte le peculiarità di questo sistema operativo e dei dispositivi Lumia.

Sarà solo creando un vero valore aggiunto e non una banale alternativa che probabilmente Nokia potrà sperare dunque di riprendersi il ruolo di leader che, almeno storicamente, le spetta.

Secondo voi invece riuscirà l’azienda finlandese in questa impresa o è ormai destinata al fallimento?