Corso online in Facebook Marketing: scopri come progettare strategie di marketing a 360 gradi su Facebook!

Qual è l’ultimo film che vi hanno consigliato su Facebook? E quell’articolo che un vostro amico ha condiviso? I social network influenzano il modo in cui le informazioni si diffondono, dai consigli sul cinema fino ai prodotti da comprare. Ecco perché, dopo il successo del Ninja Master Online e il corso che partirà a luglio in Social Media Marketing, Ninja Academy amplia la sua offerta formativa proponendovi un altro corso online di 10 ore, questa volta proprio in Facebook Marketing! Passata la calura estiva, sbiadita l’abbronzatura e archiviate le massicce dosi di meritato relax, a settembre si tornerà in compagnia di Lorenzo Viscanti, esperto di web e media sociali, per gestire con efficacia la propria presenza sul social network di Mark Zuckerberg e raccontarsi ai propri clienti, portando alla loro attenzione brand e prodotti.

Niente spostamenti né viaggi, vale a dire nessuna perdita di tempo: comodamente seduti sul divano di casa o direttamente in ufficio, potrete accedere ad un’aula virtuale dove ascolterete live la voce del relatore visionando le slide delle lezioni.

E se quel preciso giorno a quella precisa ora non poteste essere disponibili? Nessun problema. I webinar saranno poi disponibili anche on demand sull’apposita piattaforma e-learning senza limiti di tempo: potrete quindi decidere di seguirle o rivederle in qualsiasi momento! Oltre alle lezioni più prettamente teoriche, avrete la possibilità di interagire direttamente con il docente per formulare le vostre domande e fugare eventuali dubbi grazie a 2 ore di question time.

Il corso – che comincerà lunedì 17 settembre e si concluderà venerdì 28 settembre, darà poi la possibilità, previo superamento di un test di valutazione, di scaricare l’attestato di partecipazione.

QUI trovate tutti i dettagli, il programma completo e il form di iscrizione.

FACEBOOK MARKETING [online, settembre 2012]

Destinatari

Il “Corso Online in Facebook Marketing” della Ninja Academy è rivolto alle piccole e grandi imprese, ad aziende e agenzie, ai professionisti del marketing e della comunicazione che necessitano di aggiornamento e specializzazione professionale su modelli, tecniche e tecnologie necessari ad affrontare in maniera strategica la comunicazione sui social media. O ancora, a studenti universitari e studiosi del settore. In particolare a:

  • Imprenditori
  • Responsabili Comunicazione | Consulenti Marketing
  • Marketing | Product | Brand Manager
  • Social Media Manager | Digital Strategist
  • Strategic Planner | PR | Event | Account Manager | Media Planner
  • Creativi d’agenzia

Argomenti

✔ Perché e come dobbiamo essere presenti su Facebook?
✔ Come progettare correttamente una Social Media strategy su Facebook?
✔ Come interagire con gli utenti, creando uno storytelling?
✔ Come impostare una campagna su Facebook?
✔ Quali interazioni avanzate possiamo immaginare con il social network?
✔ Come vendere di più grazie a Facebook?

Programma

✔ Facebook, il grafo sociale e suoi utilizzi nel marketing relazionale
✔ Le Brand page: come usarle al meglio
✔ Strategie di contenuto per i brand sul social network
✔ Facebook advertising: come usarlo per aumentare i fan
✔ Apps e Open Graph: tecnologia e creatività per andare oltre le pagine
✔ Le applicazioni Facebook: come e perchè progettarle
✔ F-Commerce: come utilizzare Facebook per vendere
✔ Facebook per generare traffico sui siti web: il caso del settore news
✔ Le migliori campagne creative che utilizzano Facebook
✔ Gli strumenti per monitorare e analizzare le campagne

Ninja Master | Lorenzo Viscanti

Laureato a Bologna in Ingegneria Informatica, Lorenzo Viscanti, dopo un breve periodo come ricercatore, partecipa alla creazione della piattaforma di aggregazione contenuti di Wikio, motore di ricerca per news e video presente in tutta Europa. Nel 2008 crea Mikamai, azienda che si occupa dello sviluppo di tecnologie per il web e porta Facebook alla ribalta in Italia come strumento di marketing, organizzando il Facebook Developer Garage, il primo showcase ufficiale della piattaforma nel nostro Paese. Ha contaminato televisione e social network, permettendo l’interazione tra i due diversi media ai telespettatori del digitale terrestre e lavorato ad innumerevoli i progetti di comunicazione su Facebook per clienti come D&G, RTL 102.5 e Alviero Martini Prima Classe e per associazioni come Luca Coscioni per la quale, insieme a Ninja Marketing, ha realizzato il primo testamento biologico online. E’ fondatore della Startup Night, il meeting degli imprenditori innovativi e creatore di Sveltopedia, l’enciclopedia collaborativa ironica scritta dagli utenti della Rete. Il suo approccio al web è quello di collegare Internet alla vita reale, creando servizi utili nella vita quotidiana delle persone.

Vantaggi del corso online

• Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
• Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
• Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
• Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
• Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
• Attestato di partecipazione

Early Booking

Non dimenticatevi che, entro e non oltre il 3 settembre, potrete usufruire dello sconto early booking acquistando il corso a 199 € (anziché 249 €).

Per iscrivervi al corso CLICCATE QUI.

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 400 42 554.

Be Ninja!

 

Londra 2012: 4 campagne creative di social media marketing

Le Olimpiadi di Londra 2012 sono state definite “olimpiadi social”, anche se l’utilizzo dei social network da parte degli atleti e degli addetti ai lavori durante le gare trova pareri contrastanti.

Se da un lato, infatti, il comitato olimpico internazionale ha creato The Olympics Athletics Hub, d’altra parte è stato vietato l’utilizzo dei social network agli atleti italiani per evitare fughe di notizie che potrebbero compromettere le scommesse.

Il problema non si pone, però, per quanto riguarda gli sponsor di Londra 2012 che si contendono a suon di applicazioni e iniziative il maggior coinvolgimento degli utenti.

Il PR Daily ha analizzato le campagne di social media marketing di 10 sponsor olimpici, noi vi riproponiamo le 4 più interessanti.

1. Panasonic

Con l’applicazione Flag Tag di Panasonic è possibile caricare una propria foto su Facebook e modificarla applicando un effetto body painting al proprio volto utilizzando i colori della propria bandiera nazionale, condividerla con i propri amici e impostarla come immagine profilo.

C’è anche una classifica dei paesi che hanno espresso maggiormente il proprio orgoglio patriottico attraverso l’applicazione.

2. Procter & Gamble

P&G ha deciso di incentrare la propria campagna sul lavoro più impegnativo e migliore del mondo, essere madre.

La campagna ” Grazie di cuore mamma” è supportata da spot televisivi, video su Youtube e iniziative rivolte alle mamme – dalla raccolta punti alle donazioni per l’eliminazione del tetano materno e neonatale nei paesi dove ancora oggi è causa di morte per 59.000 bambini ogni anno.

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3. BMW

Una “caccia all’oro”, semplice 🙂  Il team del #GoldenBMW gira per la Gran Bretagna: basta avvistarli, scattare una foto e condividerla per avere la possibilità di vincere i biglietti per assistere ai giochi olimpici di Londra 2012.

Un fortunato vincitore, inoltre, vincerà Premio Golden, ovvero la possibilità di guidare una BMW per un intero anno! Tutta d’oro ovviamente  😉

4. Coca-Cola

“Muotivi al ritmo di Londra 2012 e crea il tuo beat!”. Questa è la campagna mondiale di Coca-Cola che ha come scopo quello di dar vita alla più grande collaborazione a livello globale nella storia della musica, dando fans in tutto il mondo gli strumenti per creare un ritmo olimpico.

La campagna ha come testimonial Mark Ronson,

produttore salito alla ribalta lavorando con artisti del calibro di Jay-Z e Amy Winehouse… diventato lui stesso una celebrità. Per il suo ultimo brano Mark ha viaggiato in tutto il mondo per registrare gli atleti mentre si allenano per i Giochi Olimpici di Londra 2012. I suoni delle loro discipline sportive, mixati con la voce di Katy B, sono diventati “Anywhere in the World”: l’inno Coca-Cola® delle Olimpiadi. Un ritmo al quale può ballare tutto il mondo” .

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Apple e il suo lancio mancato nel mondo della moda

Un blogger di moda ha recentemente scovato delle immagini riguardanti una linea di abbigliamento molto particolare. Nulla di stravagante, solo che a firmare questi abiti è nientepopodimeno che la Apple. Lo stile è tipico anni ’80: maglioni larghi, polo, pantaloni a vita alta e l’immancabile Mela, anch’essa in linea coi tempi.

Tutta un’altra storia insomma, rispetto al disegno minimalista che ha caratterizzato la Apple a partire dagli anni ’90. Immaginiamo che Steve Jobs non avrebbe mai accettato questa linea di abbigliamento, e gli stessi vertici dell’azienda di allora sono stati coscienti della situazione e hanno deciso di riporre il catalogo nel cassetto. E se vi stavate chiedendo perché Steve Jobs indossava solo dolcevita nero e jeans, può darsi che questa sia la risposta! 

 

 

 

 

 

 

Suit yourself, il brand entertainment di Mr Porter

Suits, il lawyer drama di USA Network, ricomincia con una seconda stagione il 14 giugno, e il suo ritorno non è limitato ai confini dello schermo televisivo.
Interpretata da Gabriel Macht e Patrick J. Adams, Suits narra le vicende degli avvocati della Pearson Hardman, uno dei migliori studi legali di New York e, soprattutto, quello più alla moda.

La rete televisiva ha collaborato con il portale di e-commerce dedicato alla moda maschile Mr. Porter per portare lo stile e la raffinatezza che contraddistingue i personaggi della serie nella vita reale.

È partita infatti il 6 giugno scorso la campagna “Suits&Style”, costituita da eventi live e contenuti speciali mirati ad accostare l’eleganza di Suits e la sofisticatezza di Mr Porter.

Dal 9 al 17 giugno Mr. Porter supera i confini del web e apre la Suit&Style Gallery, un pop-up shop situato nel Meatpacking District di Manhattan, uno dei quartieri più vivaci della città.
Nello store viene presentata la collezione speciale di Mr. Porter e i visitatori possono realizzare i propri look attraverso il nuovissimo Samsung SUR 40, il multi-touch professionale per Microsoft Surface 2.0, salvarli, condividerli e acquistarli con l’iPad.

Ma la Gallery è soprattutto una fashion experience con un media wall interattivo, una libreria di Vanity Fair, consigli di stile, i prodotti di Aesop, cibi e bevande serviti da camerieri, un lustrascarpe e un’anteprima della nuova stagione di Suits.

Chi non è a New York,  può trovare il vestito perfetto tramite l’applicazione IOS  Suit Yourself, che offre anche consigli di stile.

Ma c’è di più! Il 12 giugno, è stata organizzata una sfilata alla High Line di New York, dove i modelli hanno indossato gli abiti ispirati alla serie scelti dagli stylists di Mr Porter, mentre i membri del cast erano seduti in prima fila. All’evento, che poteva essere seguito in diretta sui social network, sono state allestite stazioni Instaprint per stampare automaticamente le foto Instagram scattate sul posto con l’ hashtag #SuitsStyle.

Inoltre, entrambe le parti hanno lanciato un microsito con un mix di contenuti editoriali originali. Quello di Mr. Porter offre fotografie e interviste alle star di Suits, una guida di stile basata su alcuni momenti della serie e un concorso con in palio 15mila £ da spendere su Mrporter.com.

Usa Network e Mr. Porter hanno anche distribuito 500.000 copie della newsletter mensile Mr. Porter Post, che, come già le precedenti, è abbinata  a Aurasma, un’applicazione di realtà aumentata che consente agli utenti di acquistare oggetti direttamente dal catalogo. Il journal è stato distribuito da modelli in bicicletta vestiti in giacca e cravatta e Converse, nello stile di uno dei due protagonisti della serie, nelle principali città degli States.

The Family Bones, 1 video in 25 mila post-it [VIDEO]

Se mai avessi bisogno di qualcuno Chiamami e arrivo subito. E per dirlo hanno utilizzato 25 mila post-it. Al loro video d’esordio The Family Bones hanno già conquistato le classifiche internazionali.

Il pezzo ‘If You Ever Need Someone’ è stato realizzato interamente in stop motion, una tecnica oramai diffusissima, se non fosse per il fatto che stavolta i protagonisti in movimento sono proprio i piccoli quadratini colorati che utilizziamo ogni giorno per scrivere i nostri messaggi.

Per realizzare il progetto, diretto dall’animatore Aaron Kaminar, la band di Los Angeles nata solo qualche mese fa, ha impiegato quattro mesi di duro lavoro. Ogni post-it è stato interamente scritto a mano e posizionato puntigliosamente ispirandosi all’arte del mosaico, creando una perfetta animazione.

Il risultato è uno spettacolo semplicemente bello e geniale. Anche la musica è decisamente gradevole e, condividendola su Facebook o Twitter si può scaricare gratuitamente!

La storia dei videogame in tre minuti [VIDEO]

Conoscete OXO? È una simulazione per computer del gioco del tris, che A.S. Douglas realizzò nel 1952 per la sua tesi di dottorato. Una forma di intrattenimento virtuale dopo la quale nacquero videogame come Pong, Pacman, Street Fighter e tanti altri, una storia lunga e un’evoluzione costante difficile da riassumere in poche righe. Allora perché non farne un video?

L’idea è dell’agenzia creativa Reverse Enginears che, con minuzioso mixaggio di video e suono, ha realizzato un filmato di appena tre minuti che racchiude (quasi) tutta la storia del videogame. Un viaggio fatto di immagini che dagli 8 bit diventano sempre più fluide, e di suoni. Grande attenzione, infatti, è stata dedicata alla base musicale realizzata mixando le tracce audio dei videogiochi: si passa dalla micromusic dei primi arcade fino ad arrivare alle moderne colonne sonore molto più complesse e suggestive.

A Brief History of Video Games” è una chicca per tutti i geek amanti dei videogame e un ottimo esercizio di memoria per chi ci è cresciuto. Io ne ho riconosciuti 30… sapete fare di meglio?  😉

Monetizzare un sito web attraverso i network di affiliazione

Valerio Novelli, General Manager di Monetizzando.com, dal 2007 si occupa di studiare, testare ed informare gli utenti sui metodi che permettono di lavorare e guadagnare online. Dal 2009 collabora con un network di affiliazione in qualità di Affiliate & Merchant Manager, avendo acquisito negli anni una grande esperienza nel mondo dell’affiliate marketing. Negli ultimi anni è stato invitato diverse volte a partecipare ad eventi e manifestazioni di settore, e nel 2011 era uno dei dodici partecipanti italiani all’evento “Google AdSense Is In Town”, organizzato da Google presso la sede ingegneristica di Zurigo. Ad oggi è uno dei principali punti di riferimento in Italia sul tema “lavorare e guadagnare online” e Monetizzando.com vanta diverse partnership con i principali network di affiliazione attivi in Italia.

 

Da anni lavoro con i network di affiliazione e cerco di studiare quali sono i metodi migliori per riuscire a monetizzare e fare soldi attraverso un sito internet. Oggi è possibile trovare decine di siti internet che promettono soldi facili grazie a Google AdSense.

Penso che Google AdSense sia stato uno strumento eccezionale per far avvicinare tantissime persone ad internet, con un blog o con un sito internet.

Portarsi a casa mensilmente uno stipendio (500 euro o più) lavorando da soli ed utilizzando Google AdSense è una impresa non proprio semplicissima.

Semplificando direi che in media occorrono almeno 4,000 utenti unici al giorno in una nicchia abbastanza competitiva, un buon posizionamento degli annunci ed utenti che non sono “lettori abituali” (i lettori abituali spesso saltano “a piè pari” gli spazi dedicati agli annunci per leggere i contenuti che interessano loro).

Spezzato ed infranto il sogno di chi pensava di poter realizzare in maniera semplice e veloce 500 euro al mese o più con Google AdSense vediamo come è possibile cercare di “monetizzare al massimo” un sito internet sfruttando i Network di Affiliazione.

Come funzionano le affiliazioni in breve

In sintesi entrano in gioco:

Il proprietario del network: mediatore fra “affiliato” o “editore” e “l’azienda” o “Merchant”.

L’azienda: o Merchant, ha bisogno di una campagna pubblicitaria.

Il proprietario di un blog, sito internet, …: chiamato “affiliato” o “publisher“.

Nei network di affiliazione si possono aprire non solo campagne CPC (Cost per click, si viene pagati sui click ricevuti), ma anche CPM (per le impression erogate da un sito internet), CPL (Cost per lead, per le iscrizioni) e CPS (Cost per Sale, per le vendite generate).

Le aziende solitamente preferiscono avere un solo interlocutore (anziché decine o centinaia di siti interlocutori singoli) e gli editori o affiliati potranno raggiungere il payout (soglia minima per richiedere il pagamento) più “facilmente” o “velocemente” (il payout varia a seconda dei network).

L’errore comune di chi utilizza i network di affiliazione: promuovere campagne ed inserire banner “a mai finire” alla ricerca dei soldi facili, promuovere campagne che hanno payout alti (ad es. campagne che pagano 25 euro a lead) e non contestualizzare la pubblicità.

Come un network di affiliazione aiuta a monetizzare un sito internet

All’interno dei network di affiliazione sono presenti numerose campagne di varie categorie (per citarne qualcuna: automotive, finance, scommesse, giochi, moda, viaggi e vacanze, …), di conseguenza ogni sito internet ha una tematica che può sfruttare.

Contestualizzare la pubblicità inserendo un text link in un articolo può essere uno strumento fantastico per monetizzare uno spazio che non sarebbe stato facile monetizzare. Pensiamo ad esempio ad un sito internet che parla di auto: scrive un articolo su una nuova automobile, ne parla bene, ne consiglia l’acquisto, magari una persona cercava proprio la recensione ed entra nell’articolo.

Ipotesi 1: All’interno dell’articolo trova solo gli annunci di AdSense oltre al contenuto.

Ipotesi 2: All’interno dell’articolo, oltre alla recensione, la prova e le informazioni tecniche sul veicolo trova anche dei consigli su una particolare compagnia di assicurazioni che offre dei prezzi vantaggiosi a chi stipula l’assicurazione online (link ad una compagnia di assicurazione), trova un link ad una finanziaria per chiedere un finanziamento per l’acquisto dell’automobile (altro link ad una finanziaria) ed un link per richiedere un test drive.

Queste tre potrebbero essere (ed è facile trovare questo genere di campagne) delle campagne presenti su un network di affiliazione. In questo modo non si prende in giro l’utente, non si fornisce un’informazione falsa e si offre un valore aggiunto ad un articolo.

Ecco perché penso che i network di affiliazione possano aiutare tantissimo un sito internet a monetizzare i suoi spazi, e tu cosa ne pensi?

Come dico sempre sul mio sito internet “Buon lavoro e buon guadagno online”,

Valerio.

Una Silicon Valley italiana? Scopriamo la Nuova Teoria Pratica dell'innovazione con Greg Horowitt! [EVENTO]

Sono anni che vi interrogate sul perché in Italia non sia ancora sorta una vera e propria Silicon Valley di casa nostra?

Avete ascoltato motivazioni, letto grandi teorie qui e là ma non siete del tutto convinti dell’impossibilità di realizzare anche a casa nostra un centro di sviluppo da cui nascano innovazioni tecnologiche?

È arrivato il momento, dunque, di mettere da parte l’emotività che ci ha fatto sognare il mito della “California” e cominciare a ragionare con metodo.

Mai sentito parlare di Greg Horowitt, Kauffman Fellow e Venture Capitalist, coautore insieme a Victor Hwang di “Rainforest: the secret to building the next Silicon Valley”?!

Il prossimo 15 giugno all’opificio Telecom ItaliaVia dei Magazzini Generali, 20/A – di Roma nel corso dell’open Barcamp organizzato da Working Capital, Horowitt in persona illustrerà il suo modello.
Il modello parte da una fotografia che immortala la realtà evidenziandone i punti di forza e quelli di debolezza.

Rainforest canvas” letteralmente foresta pluviale, è proprio il termine usato per indicare questa istantanea del reale in cui si evidenziano diverse aree funzionali: Leaders, Stakeholders, Framework, Resources, Activities, Engagement, Role Models, Infrastructures – Capacities – Community, Culture.

Le aree funzionali individuate andranno poi analizzate in base al funzionamento, le dinamiche che le governano, la numerosità e la vitalità delle relazioni che si stabiliscono all’interno di ognuna.
Il vero e proprio momento di svolta nasce dal mix di tutti queste ingredienti che messi in relazione tra loro danno vita al terreno fertile entro cui perseguire lo sviluppo di harware e software… ma non solo!

Se questa teoria vi ha incuriosito, o semplicemente ne volete sapere di più, la Rainforest è al centro dell’open Barcamp organizzato a Roma a partire dalle ore 10.30 e quella sarà l’occasione per sentire direttamente dalla bocca di chi l’ha teorizzato il corretto funzionamento del modello!

Numerose personalità dell’innovazione tecnologica italiana vi aspettano per confrontarsi con voi e con il modello di Horowitt, tra gli altri Mario Calderini, Annibale D’elia, Marco Patuano, Francesco Sacco solo per citarne alcuni.

I posti al momento risultano già esauriti, ma non temete potrete collegatevi qui e assistere all’evento in streaming!

Una cosa è certa, solo facendo un mix di idee possiamo sperare nella nascita di una nuova Silicon tutta italiana.

Scene di film cult in versione LEGO

American Beauty

Dopo le locandine e i dischi cult in versione LEGO, torniamo a parlare delle celebri costruzioni con ICanLegoThat, l’utente Reddit che non perde mai l’occasione di onorare il suo nome!

Questa volta si è cimentato nella ricostruzione delle scene dei film cult con i mattoncini più famosi al mondo: da American Beauty ad Arancia Meccanica, da Pulp Fiction al Grande Lebowski, una serie di immagini che gli appassionati dei LEGO non possono assolutamente perdere!

Arancia Meccanica

Pulp Fiction

Il grande Lebowski

Tempi moderni

Inception

Shining

Star Wars

Harry Potter

L'esorcista

Il buono, il brutto e il cattivo

2001: odissea nello spazio

La famiglia Addams

Strategie di crescita per startup e aziende di successo

La normale aspirazione di ogni impresa, dalla startup dell’ultima ora fino a realtà più consolidate, è una tensione costante verso obiettivi di crescita per dare un naturale sbocco alle ambizioni di miglioramento dei risultati economici e non solo.

Abbiamo già passato in rassegna la strategia adottata da Ikea per combattere la crisi, abbiamo analizzato le tipiche traiettorie di crescita delle startup, e abbiamo proposto metodologie innovative per elaborare una strategia di crescita.
In questo post sarà offerta una panoramica delle principali strategie a disposizione delle aziende che si pongono la crescita come obiettivo.

Penetrazione del mercato

Le strategie di market penetration consistono nel aumentare le vendite di determinati beni ai clienti attuali.
Molte aziende produttrici di beni di largo consumo fanno ricorso a questa strategia e una delle tecniche più classiche è quella di produrre confezioni più grandi rispetto a quelle attuali, ad esempio confezioni di birra da 6 bottiglie anziché da 4.

Sviluppo del mercato

Quando un business si è consolidato nella sua area geografica di partenza, si può pensare ad espandere l’offerta anche ad altri mercati adiacenti replicando il modello iniziale.
La capillarità è uno degli elementi che hanno deteminato il successo di molte aziende che oggi occupano una posizione di rilievo nel marcato mondiale, come ad esempio McDonald’s.
Il franchising è sicuramente uno dei modelli di sviluppo da tenere in considerazione se si intende percorrere questa strada.

Canali alternativi

Questa strategia permette di promuovere la propria offerta ai clienti in modi diversi rispetto a quelli attuali, sfruttando ad esempio la vendita online se attualmente i prodotti sono accessibili solo offline e viceversa.
Anche proporre software in modalità Saas rispetto al tradizionale sistema di installazione sul proprio hard disk rientra in questa tipologia di strategie.

Sviluppo prodotto

Sviluppare nuovi prodotti rispetto a quelli attualmente in vendita è un’ulteriore modalità di crescita sulla quale possono fare affidamento le aziende.
E’ possibile vendere questi prodotti sia ai clienti attuali che a nuovi clienti potenziali.
Alcune aziende rinnovano troppo sporadicamente la loro offerta e poi improvvisamente si rendono conto di essere fuori mercato rispetto alla concorrenza che innova più velocemente, vedi i casi Kodak, Nokia e Blackberry.

Proporre nuovi prodotti a nuovi clienti

A volte può essere utile sviluppare nuovi prodotti per attrarre nuovi segmenti di clientela e creare un circolo virtuoso con i prodotti storici dell’azienda.
Un caso di evidente successo è quello dell’iPod, che ha permesso ad Apple di avvicinare nuovi clienti con un prodotto più economico rispetto ai suoi tradizionali computer. Molti di questi iPod-users nel tempo hanno acquistato anche altri prodotti Apple.

Fusioni e acquisizioni

Mergers and Acquisitions rappresentano una delle strategie di maggiore impatto e dai risultati più veloci. Per crescere rapidamente molte aziende acquistano un loro competitor oppure un loro fornitore strategico, altre ancora acquistano dei punti vendita per spingere maggiormente la diffusione dei propri prodotti.
Facebook e Google sono habituè di questa strategia e tra le loro prede principali vanno ricordate YouTube, Motorola Mobility e Instagram. Da ricordare anche il recente acquisto della Ducati da parte di Audi.

Diversificazione

Quando le più comuni strategie non sono più sufficienti a garantire un ritmo di crescita sostenuto e costante nel tempo entra in gioco la diversificazione, che consiste nell’aprire nuove unità aziendali il cui core-business differisce anche significativamente rispetto ai prodotti tradizionalmente offerti.
General Electric rappresenta un esempio di eccellenza in questa difficile arte del dover coniugare una moltitudini di prodotti e mercati spesso distanti anni luce tra loro.