Chi vuol esser imprenditore?

Talento e Tv

In questi anni abbiamo assistito al proliferare di talent show, tanto le grandi reti quanto i canali di nicchia hanno prodotto un numero elevato di trasmissioni, i cui protagonisti si sfidano all’ultimo voto per dimostrare di essere i migliori.

Ne troviamo di ogni tipo: sfide di cucina, gare di canto o di ballo, con personaggi comuni o VIP, made in Italy o importati da oltreoceano, tutti (almeno apparentemente) hanno lo stesso scopo: promuovere il talento.

Poco importa al pubblico se spesso i meriti dei partecipanti vengono oscurati dal gossip, il successo di queste trasmissioni dimostra che gli italiani hanno bisogno di credere che le capacità contino ancora qualcosa in questo Paese, anche se si parla “solo” di canto o di cucina.

E se si parlasse di business?

Gli americani in questo sono molto avanti rispetto a noi, sono già 11 anni che la NBC trasmette “The Apparentice“, un appassionante talent show sul mondo del business, che ha come protagonista un gruppo di giovani imprenditori a “combattere” per aggiudicarsi il titolo di migliore, ottenendo la possibilità di iniziare a lavorare per un’azienda prestigiosa.

Dopo aver girato il mondo il format arriva in Italia e a partire dal prossimo autunno su Cielo tv vedremo i nostri talenti del business sfidarsi per ottenere uno stipendio da 6 zeri.

Non è stato ancora reso noto il nome del conduttore, ma considerando che la versione Americana ha visto come conduttore Donald Trump, ci aspettiamo un famoso esponente del mondo del business!

Per partecipare

La trasmissione sta ricercando 12 “piccoli imprenditoi emergenti”: laureati o laureandi con ottimi CV e con massimo 10 anni di esperienza lavorativa alle spalle.

Requisito fondamentale per la partecipazione è il possesso di una forte predisposizione al business, non possono quindi mancare capacità, inuito, creatività, leadership e una buona dose di coraggio!

Se siete interessati non fatevi sfuggire l’occasione, oggi è l’ultimo giorno utile per proporre la propria candidatura tramite il form sul sito web della trasmissione.

Ritratti di famiglia vintage dei supereroi Marvel

Immaginate di sfogliare il vecchio album di famiglia dei supereroi più famosi: foto ingiallite tra cui riconoscere il bisnonno di Batman, la trisavola di Catwoman, il prozio dell’Uomo Ragno.

Foto Marvellini ha dato vita a questo curioso esperimento:  la serie è in espansione e presto comprenderà numerosi eroi tratti da DC Comics e dai manga giapponesi, che troverete nelle loro pagina Facebook.

Come creare il proprio personal brand grazie ai social media [INFOGRAFICA]

I social media rappresentano ottime opportunità per promuovere le proprie competenze e proporre/rafforzare il proprio personal brand. Unico dilemma: come fare? Facebook, Twitter e tanti altri: ogni piattaforma ha le sue specificità e i suoi piccoli trucchi: un’infografica di hiredmyway.com ci dà le prime dritte: leggiamole insieme! Ah, e riguardo a LinkedIn avete letto i 5 consigli Ninja di personal branding 2.0?

Facebook Offers: ecco le prime esperienze italiane di social shopping

Opportunità e Minacce delle Facebook Offers: ecco le prime esperienze italiane

Prima di tutto vediamo di spiegare nello specifico, per chi ancora non la conoscesse bene, la nuova funzione Facebook “Offers”, che da un mesetto ha arricchito il paniere delle possibilità di marketing offerte dal social network di Zuckerberg.

Si tratta in sostanza di un nuovo servizio di social shopping, per il momento ancora sperimentale, che consente alle aziende proprietarie di una fanpage di pubblicare offerte e sconti esclusivi per i propri fan. In questo modo si punta, da un lato, ad aumentare l’interazione e l’attaccamento dei fan nei confronti della fanpage, e, dall’altro, a fornire contenuti interessanti e stimolanti che possano conquistare nuovi “like”.

Una funzione molto interessante, dunque, che se gestita nel modo giusto può assicurare un engagement molto elevato e una notevole viralità grazie al passaparola generato dalle offerte. Per il momento Facebook annuncia che questa funzionalità è disponibile soltanto in un numero di paesi limitato e per determinate tipologie di fanpage (generalmente quelle che hanno investito molto in Facebook Ads o che hanno un numero di fan altissimo). Ma visitando l’area di assistenza dedicata agli amministratori di pagine fan, che riguarda la tematica delle Facebook Offers, si legge

Le offerte sono disponibili in versione beta solo per un numero limitato di Pagine di aziende locali ma prevediamo di estenderle ad altre Pagine entro breve tempo. Se desideri pubblicare offerte ma la tua Pagina non dispone ancora dell’opzione per farlo, comunicalo al team delle Pagine.

Dunque ci attendiamo presto l’arrivo di questa nuova funzione per tutte le fanpage, indipendentemente dal numero di ‘mi piace’ o dall’area geografica. Nel frattempo vi rinfreschiamo il suo funzionamento, per la verità molto semplice, attraverso alcuni step, che vi saranno utili quando deciderete di utilizzare questa funzione per la pagina fan che state amministrando. Per pubblicare un’offerta occorre:

1. Entrare come amministratori sulla vostra fanpage e cliccare sull’icona “Offerta”, che apparirà direttamente nello strumento di condivisione nella parte superiore del diario, come un qualsiasi aggiornamento di stato;

Facebook Offers: ecco le prime esperienze italiane

2. Creare un titolo accattivante per la vostra offerta, che catturi l’attenzione, e che non sia lungo più di 90 caratteri. Ad esempio: “Acquista una crema solare e riceverai un prodotto in omaggio“;

3. Stabilire una data di scadenza dell’offerta utilizzando la piccola icona del calendario in basso a sinistra;

Opportunità e Minacce delle Facebook Offers: ecco le prime esperienze italiane

4. Caricare un’immagine di 90 x 90 pixel che renda immediatamente riconoscibile la vostra offerta in formato miniatura;

5. Cliccare su “Avanti” e descrivere in meno di 900 caratteri i termini e le condizioni della vostra offerta;

6. Cliccare su “Pubblica” per rendere visibile la vostra offerta a tutti i fan. Per incrementare la visibilità dell’offerta sarà possibile poi pianificare anche una specifica campagna di Ads personalizzata con i dettagli della promozione.

Bene, a questo punto può esserci utile iniziare a curiosare qua e là tra le prime aziende in Italia che hanno sperimentato questo strumento. 

#1. Best Western Italia

Il primissimo caso apparso in Italia di Offerte lanciate su Facebook è quello di Best Western. La nota catena alberghiera ha scelto infatti di pubblicare un’offerta per tutti i Facebook fans, che includeva un soggiorno estivo in Francia a soli 69 euro a camera. Titolo immediato, di facile comprensione, che stimola certamente all’azione; un’immagine che è impossibile mal interpretare; termini e condizioni brevi e concisi. Una volta che si ha aderito all’offerta, appare un messaggio: “Ti abbiamo inviato un’e-mail. Portala a BW Italia e mostrala al personale per utilizzare la tua offerta entro il 25 marzo 2012“.

Opportunità e Minacce delle Facebook Offers: ecco Best Western Italia

Un po’ di numeri?

      • 683 persone hanno richiesto questa offerta (inviandosi automaticamente l’offerta sulla mail associata all’account Facebook, e presentando la stessa al momento della prenotazione del viaggio);
      • 106 persone hanno cliccato “mi piace” su questo elemento (le offerte piacciono sempre a tutti! 🙂 );
      • 92 le condivisioni dell’offerta effettuate dagli utenti sulle proprie bacheche (effetto virale assicurato);

Rispetto alla media di engagement generato dagli altri post della pagina, questo è davvero un successo. Inoltre, dei 683 utenti partecipanti, più di 400 hanno aderito entro 5 ore dall’inizio dell’offerta. Si potrebbe dire, dunque, un risultato di successo a dir poco immediato.

#2. TotalErg

TotalErg ha lanciato le proprie Facebook Offers all’interno di una più generale politica di couponing perseguita dall’azienda attraverso lo strumento della pagina Facebook. La prima offerta pubblicata da TotalErg permetteva di vincere doppi punti per i primi sei rifornimenti effettuati con la carta digitale (n.b. carta sulla quale è fondata tutta la comunicazione che l’azienda ha deciso di veicolare tramite la fanpage). Anche qui l’immagine era molto immediata ed evocativa (riprende un modello comunicativo molto utilizzato nella grande distribuzione organizzata), il titolo è completo e sintetico e anche qui ritroviamo una call-to-action nel finale (“Cogli l’offerta”, “Approfitta ora”, ecc..).

Opportunità e Minacce delle Facebook Offers: ecco TotalErg

Anche in questo secondo esempio vediamo come i numeri confermino l’engagement conquistato da un aggiornamento di questo tipo rispetto ai post tradizionali:

      • 3.791 persone hanno richiesto l’offerta via mail;
      • 109 persone hanno condiviso il post sulla propria bacheca, aumentandone esponenzialmente la viralità;
      • il post ha generato inoltre 85 commenti e 38 “mi piace” in pochissime ore.

#3. Fastweb

Il terzo caso che vi presentiamo riguarda Fastweb, ed è molto recente. Si tratta di un’offerta lanciata pochi giorni fa, che proponeva 3 mesi di Internet Mobile a 1 euro per tablet o chiavetta. Anche qui notiamo come la call-to-action sia sempre presente nel titolo dell’offerta (“Prova ora!”). In questo caso però l’immagine caricata non è del tutto autonoma rispetto al testo, e necessita di leggere bene titolo e termini dell’offerta per essere compresa.

Opportunità e Minacce delle Facebook Offers: ecco Fastweb

Come possiamo notare, anche quest’offerta ha generato un engagement notevole, rispetto alla media delle reazioni agli altri post pubblicati sulla pagina. L’offerta ha coinvolto quasi 3000 adesioni, ha sfiorato le 200 condivisioni su profili privati e ha comportato un volume notevole di commenti (quasi 250, e un’ottantina di “mi piace”). Anche qui, dunque, è il caso di dire che l’esperimento di social shopping ha dato i suoi frutti!

Chi rischia e chi ci guadagna?

Prima di concludere questa analisi, vediamo di riflettere un attimo sui pro e contro di un’attività di questo tipo sulla propria fanpage. Chi ci guadagna? Sicuramente Facebook, che potrà aumentare esponenzialmente la frequenza di visite durante il tempo di connessione di ciascun utente, allargherà il target colpito con le proprie pagine e si prefigurerà quasi come un “compagno di spese” degli utenti, guidandoli attraverso gli acquisti online. Non da ultimo, guadagnerà anche su quelle aziende che decideranno di incrementare gli Ads nei periodi coperti dall’offerta per renderla più visibile.

Possiamo però dire che in questo gioco di ruoli anche le fanpage ci guadagneranno non poco: visti i tassi di successo molto elevati delle prime campagne si può certo ipotizzare che il “social shopping” sia una zona particolarmente calda, da sfruttare appieno per aumentare l’engagement e la viralità dei propri post. Inoltre per il momento il servizio è gratuito; Facebook infatti non ha mai parlato di un eventuale costo da sostenere per sfruttare le Offers.

Alla fine, se vogliamo dirla tutta, ci guadagna anche l’utente finale, che in pochi click e con un minimo sforzo è in grado di partecipare ad un’offerta che potrà comportargli uno sconto o una promozione speciale, dando così un senso ufficiale al “like” regalato alla pagina.

Dunque, quali sono i rischi? Innanzitutto occorre che le aziende, prima di partire con una campagna di questo tipo, si strutturino seriamente al loro interno in modo da sfruttare nel migliore dei modi questa opportunità: in un campo così delicato non c’è niente di peggio dell’improvvisazione, magari dettata dall’entusiasmo iniziale o dalla volontà di sperimentare una novità.

I punti vendita devono comportarsi da veri ponti di collegamento tra realtà virtuale e spazio reale, organizzandosi per accogliere la scontistica prevista dall’offerta, perché il rischio di disaffezione e frustrazione del cliente se fatica nel conquistare l’offerta tanto desiderata è dietro l’angolo (e Groupon/Groupalia lo sanno bene).

I termini dell’offerta devono essere chiari e concisi e devono spiegare nel dettaglio le procedure di riscossione, per non generare centinaia di commenti degli utenti che richiedono chiarimenti e spiegazioni. Occorre entrare nell’ottica che in quel momento preciso in cui il cliente entra in negozio con un coupon scaricato da Facebook, diventa un cliente speciale, un veicolo pubblicitario, un vero e proprio influencer, che potrà esaltarci così come annientarci.

Dunque, come tutti gli strumenti social, anche quello delle Offers è molto delicato e può comportare allo stesso tempo grossi successi o terribili social-disgrazie. L’importante è sempre pensare che questi strumenti hanno senso se integrati perfettamente con il resto del marketing mix previsto dall’azienda, e che non vanno “lanciati” solo per volontà di sperimentazione o per euforia da novità. Attenderemo dunque le prossime esperienze italiane prima di tirare le somme su quanto di buono possano aver portato le Facebook Offers. 🙂

15+ curricula in stile guerrilla

La ricerca del lavoro può diventare davvero estenuante, specialmente in tempi di crisi.

I candidati sono tantissimi, mentre le posizioni disponibili scarseggiano. Ogni giorno le aziende vengono inondate da candidature tutte uguali di persone in cerca di lavoro.

 

Ma allora, come è possibile farsi notare?

Per emergere tra la massa il primo passo è saper fare personal branding, utilizzando tecniche originali. E cosa c’è di meglio del guerrilla per attirare l’attenzione?

Vediamo alcuni casi interessanti che potrebbero costituire spunti da seguire per dar vita ad un curriculum che non può lasciare indifferente un datore di lavoro.

1) Il curriculum vintage di Brian Moose per Pixar

Il primo requisito per lavorare alla Pixar è la creatività e, di certo, non si può affermare che l’artista Brian Moose ne sia carente.

 

2) Cereal Vick, la scatola di cereali diventa un curriculum

Quale momento migliore per valutare un candidato se non la mattina, davanti ad una buona colazione? E poi, è risaputo che tutti leggono le scatole di cereali!

3) Il sito internet creato da Loren Burton per presentarsi alla AIRBNB

Per essere reclutata dalla AIRBNB, Loren Burton ha deciso di lasciar perdere il classico curriculum vitae, optando invece per un sito internet, all’interno del quale ha potuto far leva su tutti i suoi punti di forza.

4)Il curriculum in tessuto di Melissa Washin

Melissa Washin desidera lavorare come graphic designer, l’originalità non le manca!

5) Il curriculum fatto di LEGO di Kendra Wiig

Quando Kendra Wiig trova finalmente la posizione lavorativa dei suoi sogni alla Lego, è consapevole che un normale curriculum non avrebbe fatto alcun effetto sui reclutatori. Quindi, decide di accompagnare il curriculum al modellino della mascotte Lego da lei costruito. Per la precisione, pensa di inserire il curriculum nella bocca della mascotte (un pesce).

6) Ed Hamilton e il curriculum su Google Maps

Ed Hamilton inventa un modo semplice e interattivo per farsi conoscere. Utilizzando Google Maps, segnala i luoghi in cui ha studiato e lavorato. Il suo curriculum è visibile qui

7) La confezione di latte di Miguel Rato

Il classico cartone di latte utilizzato spesso per denunciare la scomparsa di qualcuno è stato adottato dall’artista Miguel Rato per proporsi alle aziende.

8 ) Il curriculum QR Code di Victor Petit

Il suo video è stato visto 320,000 volte su Vimeo.

9) Josh Butler si vende su Ebay

Nel 2011 il diciottenne Josh Butler decide di cercare lavoro con un’inserzione. Non parliamo del classico annuncio su un giornale locale, bensì di una vera e propria asta dove, chi offre di più, si aggiudica questo coraggioso ragazzo in cerca di lavoro. Il suo annuncio è stato visto più di 960 volte e ha ricevuto 3 offerte.

10) Andrew Horner non cerca il lavoro, è il lavoro a cercare lui

Il creativo Andrew Horner, ormai stanco di andare alla ricerca di un lavoro, decide di invertire il processo. Crea un sito nel quale spiega la sua idea di curriculum al contrario e invita le aziende interessate a contattarlo.

11) Liz Hickok cerca lavoro con le luci di Natale

Questa idea ha dato alla donna una gran visibilità, facendole ottenere anche alcuni colloqui.

12) Il curriculum animato

13) Il curriculum Google di Eric Gandhi

Eric Gandhi ha escogitato un modo creativo per diffondere il suo curriculum. Guardate cosa viene fuori cercando “Creative+Hard-Working+Talented+Excellent Designer+Unique+Autodidactic” su Google.

14) The Toilet Book

Akos Papp e Laszlo Szloboda sono due giovani in cerca di lavoro in un’agenzia creativa. Consapevoli che i direttori creativi non hanno tempo per visionare le loro candidature, decidono di mettere il loro portfolio nei bagni delle agenzie. Un problema apparentemente insormontabile diventa un’opportunità e i due giovani riescono ad approfittare dell’unico momento libero della giornata di chi potrebbe assumerli per farsi notare.

15) Ben Wong e il suo curriculum su Slide Share

Ben Wong ha realizzato una vera e propria presentazione che riassume chi è e cosa sa fare. La presentazione è visibile qui.

Pan di Stelle lancia la nuova campagna digital "Acchiappa Mooncake"

Barilla, il gruppo alimentare tra i più grandi del mondo si avvicina sempre più all’universo digitale e decide di lanciare un concorso divertente e coinvolgente che unisce consumatori e territorio.

Il fascino della caccia al tesoro attira grandi e piccini da sempre e Barilla marcia probabilmente su tale insight per partecipare all’ “Acchiappa Mooncake”, una speciale caccia al tesoro che coinvolgerà fino al 31 Maggio tutta Italia.

Per iniziare è necessario scaricare l’App (su App Store o su Google Play), attraverso la quale potrete trovare e fotografare tutti i mooncake virtuali nascosti nelle varie città d’ Italia e visibili solo attraverso l’App.

L’ App permette di localizzare sulla mappa della propria città i luoghi in cui sono sistemati i Mooncake, una volta trovati è necessario scattargli una foto per guadagnare punti, più Mooncake si fotograferanno più sarà possibile accumulare punti e scalare la classifica.

Il giocatore che entro il 31 maggio avrà cumulato il maggior punteggio, potrà aggiudicarsi un premio spendibile in un esperienza entusiasmante. “Viaggio dei tuoi sogni” e cioè un voucher finale di 10.000 euro da spendere in viaggi.

La descrizione della meta ideale avrà una limitazione di 140 caratteri, limite che non è però posto alla fantasia.

I soli partecipanti riceveranno un buono sconto mentre chi avrà almeno fotografato un Mooncake al giorno potrà ricevere una lampada in regalo.

Barilla ha una considerevole esperienza nel coinvolgere i suoi clienti con attività che si saldano all’universo digitale e la pretesa di tali iniziative è certamente quella di implicare una scelta attiva oltre che gratificante e divertente.

Dall’ user generated content, alla gamification (di cui ne abbiamo già parlato) fino ad un accenno di viral e geolocalization, il brand d’origine parmense fonde magistralmente gli strumenti digitali per ottenere un risultato innovativo, entusiasmante e trascinante.

 

Agenzia: Imille, Milano

Hai mai provato a controllare i sogni? Con un'app puoi farlo

@Thinkstock.com

Sognare è un diritto di tutti. Decidere cosa sognare è, invece, più difficile, a meno che non si faccia ad occhi aperti.
Da sempre si cercano escamotages per influenzare la mente a sognare determinati concetti piuttosto che altri. C’è chi ascolta musica, chi legge e chi vede un film. Purtroppo, però, non sempre queste tecniche risultano vincenti!

Doug Feigelson, studente presso la Massachusetts Institute of Technology, Daniel Nadler, dottorato ad Harvard University, e Yuhki Yamashita, ex studente di Harvard, hanno deciso di creare un’applicazione che risolvesse questo problema. Il suo nome è Sigmund.

@Apple Store

Niente paura, la realtà inscenata dal film “Inception” è ancora lontana. L’applicazione non pretende di controllare il pensiero onirico dell’essere umano, ma solamente di indurlo a sviluppare determinati pensieri attraverso stimoli melodici.

Sigmund”, scaricabile per soli 99 centesimi dall’Apple Store online, nell’arco di una settimana stabilizza matematicamente dei sensori in base agli orari in cui ciascuno si addormenta e sveglia. Terminato il primo periodo di training, l’utente ogni sera può scegliere uno tra i 1000 argomenti di default offerti dall’applicazione, che spaziano dalle città, allo sport, ai sentimenti.

Durante la fase REM del sonno, il dispositivo entra in funzione e trasmette suoni specifici associati al concetto scelto, scatenando le immagini oniriche correlate.

La semplicità dell’applicazione e l’85% dei successi fanno ben sperare il giovane team, che è già a lavoro per una nuova versione.

Ecco il link al download su iTunes (cliccate sul logo dell’app)

@Apple Store

“Sigmund” è un’applicazione curiosa che rispecchia l’interesse che i mercati stanno sviluppando nei confronti delle tecnologie mobile. Purtroppo, la poca consapevolezza di questo ambito provoca una perdita del controllo sulla realtà, e l’offline si fonde eccessivamente con l’online.

Bisogna riconoscere che molte applicazioni hanno migliorato la vita degli utenti, altre l’hanno semplificata e altre ancora l’hanno resa divertente. In un certo senso, sono parte integrante della nostra quotidianità. E’, quindi, fondamentale che ci sia una coscienza critica nel loro utilizzo, altrimenti si rischia di cadere in un circolo virtuale senza via di uscita.

Daniel Nadler, uno dei tre creatori, spera che sempre più persone siano in grado di creare i propri sogni, per staccare la spina dalla quotidianità frenetica. Il suo obiettivo futuro, è quello di utilizzare l’applicazione ai fini dello studio durante il riposo, per sfatare il mito che chi dorme non piglia pesci!

Google Chrome: un caffè per fare pace [VIDEO]

Google centra sempre più la sua strategia sulla personalizzazione dei suoi contenuti e delle sue ricerche, e la comunicazione istituzionale non manca di sottolinearlo: da poco è stato diffuso l’ultimo video della campagna dedicata al browser Chrome, “The web is what you make of it”, in cui ogni filmato, tramite la proposta di storie e scenari differenti, mira proprio a sottolineare la grande versatilità della suite di strumenti di Mountain View.

A dir poco emozionale il video, che racconta il tentativo di Mark Potter di riconquistare l’amata, tramite i tools messi a sua disposizione da Chrome.

Google Mail, Docs, Maps, Gtalk, G+ e Translate si susseguono nel video mostrando le funzionalità e le modalità di utilizzo della piattaforma che sembra ricamata addosso all’utente per realizzare il messaggio perfetto.

L’obiettivo comunicativo del colosso di Montain View è di rendersi sempre più vicina alle persone dimostrando quanto sia entrata a gamba tesa nella vita di ognuno di noi, non solo offrendoci conoscenza in tasca, ma puntando su quello che ci emoziona di più: video e immagini della nostra vita in condivisione con le persone a cui teniamo.

La borsa "ricaricabile" per donne geek!

La borsa "ricaricabile" per donne geek!

Abbiamo con noi sempre più device: il problema è averli anche carichi! Molte soluzioni si affacciano sul mercato, come ad esempio l’accoppiamento con piccoli pannelli solari. Oggi invece parliamo di una borsa particolare.

La borsa "ricaricabile" per donne geek!

Creata dalla stilista Richard Nicoll, in collaborazione con Vodafone e Tusting, è stata presentata alla London Fashion Week di quest’anno. In pratica la borsa si carica da una normale presa elettrica e poi riesce a dare energia ai vari dispositivi mentre si è in giro (e non si ha a disposizione una fonte di alimentazione).

La borsa "ricaricabile" per donne geek!

Compatibile con tutti i device (sia smartphone che tablet, da Blackberry ad Android, passando per l’iPhone), la borsa dispone di un cavo retrattile che permette di usare i device mentre sono in carica. C’è anche un Led che lampeggia all’arrivo di chiamate/sms.

La borsa "ricaricabile" per donne geek!

La borsa "ricaricabile" per donne geek!

Il prototipo potrebbe essere lanciato tra qualche mese ma il prezzo ancora non si conosce. Che ne pensate? Prodotto utile oppure ad appannaggio solo di donne very geek? 🙂

Content marketing: gli errori più comuni dei brand su Facebook [INFOGRAFICA]

Marketing dei contenuti e community management su Facebook: un’attività percepita come sempre più importante per aziende e marche, tanto da aver convinto la nostra Academy a organizzare un corso ad hoc 😉

In realtà, il tema è facile da dirsi ma difficile da mettere in pratica: stando a uno studio di Pandemic Labs riportato in un’infografica – basato sull’analisi di 300 pagine Facebook e 150.000 post, i contenuti condivisi dai brand sono quelli meno apprezzati dai fan (più favorevoli alla multimedialità). Per saperne di più, non perdetevi questo riassunto grafico!