We Feel Fine: Un’esplorazione dei sentimenti umani a livello mondiale

We Feel Fine: Un’esplorazione dei sentimenti umani a livello mondiale

We Feel Fine raccoglie i sentimenti umani da un vasto numero di blog attraverso un sistema che ricerca nei blog di tutto il mondo, con una scadenza di pochi minuti, i post più recenti che riportino le parole I feel e I am feeling.

Quando il sistema trova queste espressioni registra l’intera frase e identifica il feeling espresso in quella proposizione – triste, felice, depresso, etc..

Poiché i blog sono strutturati in maniera piuttosto standard, è possibile ricavare e salvare, insieme alla frase, anche l’età, il sesso e l’ubicazione geografica dell’autore e, addirittura, le condizioni climatiche presenti al momento in cui è stata scritta la frase. Continua a leggere

VIRAL VIDEO – Wanna Get Away: Il contest della Southwest Airlines su YouTube.com

Viral Video - Wanna Get Away, il contest su YouTube della Southwestern Airlines

La Southwest Airlines, compagnia aerea di Dallas, in collaborazione con YouTube.com ha lanciato il video-contest “Wanna Get Away”, il cui obiettivo è selezionare il nuovo spot pubblicitario per la campagna televisiva della Southwest Airlines.

Ad offrire il materiale sarà il popolo di YouTube.com, con in palio un pacchetto vacanze Southwest Airlines per quattro persone e biglietti per una qualsiasi delle 63 destinazioni della compagnia.

Per seguire questa pazza iniziativa, volate sulla pagina del contest e, se volete favorire, c’è tempo fino al 20 Febbraio 2007.

Il Clan dei Ninja scommette che ne uscirà qualche video virale che imperverserà sui nostri schermi, e voi ?

Guardiamo insieme come sta evolvendo il contest…buona visione.

Southwest – Paradise ?

VIRAL VIDEO – PS3 o Wii? Sony e Nintendo si sfidano a suon di console e video virali

Viral Video - Playstation Vs Wii, battaglia a suon di consolle e video virali

La guerra di mercato e il botta e risposta tra due grandi produttori di console per videogames, Sony e Nintendo è già iniziato e, questa volta, con l’arma creativa dei video virali.

La Sony lancia la nuova PS3 con uno spot ufficiale in cui la console è protagonista di un suggestivo duello con un esercito di uova schiudenti.

Realizzando, per il lancio di Wii, una parodia geniale e irriverente dello spot della PS3, la Nintendo dichiara una vera e proprio guerra virale alla Sony.

Con un video divertente, pieno di suspance e dalle atmosfere in puro stile Kill Bill, la Nintendo beffeggia la Sony.

Un duello tra un esercito di uova e console che vale la pena vedere: il primo è lo spot originale della Sony per la nuova PS3, mentre, il secondo è la parodia realizzata dalla Nintendo per Wii.

Buona visione…

PS3 Sixaxis Ad

WiiMote

CucaBrazuca.com: Un videoblog non-convenzionale per gli amanti della cucina brasiliana

Video Blog - Cucabrazuca.com, per gli amanti della cucina brasiliana

Unite Nando Cuca, un web designer brasiliano, la sua passione sfrenata per la cucina brasiliana, un videoblog fresco ed originale, miscelate il tutto aggiungendo un pizzico di samba, di alegria e saudade brasiliana, ed ecco pronto per essere letto, ascoltato e visto CucaBrazuca.com: il primo podcast di Cucina Brasiliana della blogosfera.

Insieme alla sua brigata di buongustai, Nando Cuca, ogni settimana ci regala preziose ricette di cucina brasiliana e non: i piatti più squisitamente convenzionali e non-convenzionali, i segreti più reconditi della cucina brasiliana e i mille modi per creare una vera caipirinha.

Con il suo faccione genuino e bonaccione, Nando Cuca, al ritmo di samba, ci mostra come preparare la famigerata Limonata svizzera, piuttosto che la Yellow Farofa, o La Caipirinha with tender loving care ! attraverso video scaricabili direttamente sul vostro Ipod.

Orami alla quarta puntata, Nando Cuca, apre il suo video blog alla partecipazione di special guest star, amanti della cucina brasiliana provenienti da ogni angolo della blogosfera che hanno voglia di cimentarsi di fronte al pubblico nella preparazione di piatti tipici brasiliani.

Vi lascio al video per la preparazione della Yellow Farofa. Buon appetito…anzi apreciar sua refeição !

Yellow Farofa

I 13 Avatar Più Belli in mostra nella galleria Ars Virtua su Second Life

Second Life - Mostra degli Avatar più belli alla galleria Ars Virtua

La mostra de I 13 Avatar più belli, nella sempre più popolare galleria Ars Virtua – un’organizzazione artistica virtuale no-profit – sarà il riflesso della galleria d’arte in cui è possibile ammirare, in questo periodo, il nuovissimo lavoro degli artisti italiani Eva e Franco Mattes, aka 0100101110101101.ORG.

I Mattes abitano su Second Life da più di un anno, esplorandone il terreno e interagendo con i suoi abitanti, assolutamente peculiari. Il risultato delle loro scorribande virtuali è una serie di ritratti intitolati “I 13 Avatar più belli”.

Come l’entourage di star di Andy Warhol, immortalato nelle serie di ritratti, appartenenti ai suoi famosi Screen Tests, “I 13 Uomini più Belli” e “Le 13 donne più belle”, allo stesso modo, I 13 Avatar più belli dei Mattes immortalano le star più visivamente dinamiche e acclamate di Second Life.

I ritratti riflettono l’estetica di Second Life, caratterizzandosi per i colori brillanti, la luce artificiale, le aree di colore ampie e piatte, le forme tridimensionali e le prospettive surreali che rappresentano elementi tipici di questo mondo virtuale.

Nel complesso, la serie attinge al serbatoio dello sviluppo tecnologico, il quale consente la creazione di identità alternative all’interno dei mondi virtuali e, si interroga sull’impatto che simili tecnologie potrebbero avere sull’arte e sulla società.

Malgrado l’utilizzo di materiali derivanti dai videogame sia una cosa relativamente innovativa, il ritratto degli avatar riporta alla luce questioni emerse già agli albori della ritrattistica: il contesto culturale e psicologico delle immagini, la relazione tra cultura alta e cultura bassa, i rapporti tra le forme artistiche contemporanee e quelle tradizionali, fino ad arrivare ad indagare il rapporto tra l’arte e la vita stessa.

Eva e Franco Mattes sono famosi per la polemicità della loro produzione artistica: si pensi ai finti allestimenti scenici e alla sconfitta della Nike in una controversia legale scatenata dalla diffusione di una finta campagna pubblicitaria. Sono i vincitori del Premio New York 2006, sponsorizzato dal Ministero Italiano degli Affari Esteri e dall’Istituto Culturale Italiano.

La versione real-world della loro mostra è stata allestita alla Italian Academy presso la Columbia University, a New York. Questo stesso spazio espositivo è stato ricreato, in versione 3D, nella galleria Ars Virtua, per presentare una mostra identica a quella reale.

La mostra su Second Life/Ars Virtua è visitabile dal 15 Novembre al 29 Dicembre 2006, quella presso l’Italian Academy dal 30 Novembre al 19 Dicembre 2006.

Articolo originale di Gabriella Torre

Second Life - Mostra degli Avatar più belli alla galleria Ars Virtua

Second Life - Mostra degli Avatar più belli alla galleria Ars Virtua

Second Life - Mostra degli Avatar più belli alla galleria Ars Virtua

La Comunicazione Breve per i tempi d’attesa vissuti nella società Postmoderna

La Comunicazione Breve per i tempi d’attesa vissuti nella società Postmoderna

La città postmoderna, con l’avvento della tecnologia, vede subire delle trasformazioni spazio-temporali e sociali profonde: sullo spazio fisico aumenta il bisogno di comunicare e muoversi in maniera sempre più veloce ma, soprattutto, aumentano quei tempi interstiziali che influenzano il nostro vissuto quotidiano.

L’interstizio corrisponde, in primo luogo, all’esperienza dello stare fra, del trovarsi in mezzo fra due elementi, parti, oggetti. E’ inteso, poi, come l’intervallo di tempo esistente tra due fatti, equiparandosi dunque al significato di arco o periodo temporale delimitato.

Un tempo tipicamente interstiziale è il tempo d’attesa, sempre percepito come troppo lungo, perso: è un segmento breve, accidentale.

La condizione d’attesa è un elemento caratteristico e ricorrente nella nostra società, nelle città contemporanee ci troviamo spesso inseriti in contesti in cui siamo obbligati a transitare e spesso ad attendere.

Il sistema dei trasporti, ad esempio, è uno dei massimi generatori d’attesa: si tratta di spazi, “non luoghi” ( così definiti dal filosofo Marc Augè in quanto privi di relazionalità, storicità, identità ) che non esistono se non per la loro funzione di passaggio obbligato da un luogo all’altro.

Oggi diventa necessaria una strategia di ripensamento del servizio d’attenzione al cliente-consumatore che richiede sempre più qualità nei servizi in una società altamente terzializzata, soprattutto, in questi luoghi in cui spesso l’attesa non può essere evitata ma può essere percepita e vissuta attraverso significati sostitutivi e riempita per mezzo di nuovi flussi comunicativi.

Considerata la particolarità di questi potenziali e nuovi luoghi di fruizione, nasce la necessità di un ripensamento della comunicazione che diventa sempre più breve, frammentaria. Nasce così un nuovo sistema di linguaggio e formati, che possiamo definire nuovi artefatti della comunicazione breve: si presentano con uno stile non invasivo per intrattenere, fornire informazioni utili, ma anche per suggestionare in maniera discreta.

Alcuni esempi pratici provengono da alcuni esperimenti molto interessanti del Laboratorio di sintesi della Facoltà di Design del Politecnico di Milano. Si tratta dei primi prototipi della comunicazione d’attesa: ad esempio, la sosta in lavanderia che può diventare un occasione per esporre opere d’arte ( wash art ); l’attesa agli impianti sciistici una possibilità per informare sul comportamento da avere sulle piste tramite segnaletica grafica; così come, l’attesa in metropolitana può essere un’opportunità per informare ed educare grazie a proiezioni su grandi schermi e format particolari ( educati in metro ).

I nuovi media si presentano come canali molto adatti alla comunicazione breve.

Diventa sempre più necessario, con l’evoluzione mediatica, un ripensamento delle forme comunicative che devono essere riadattate a nuovi formati e a nuovi segni linguistici per dar vita ad una nuova sintassi.

Una delle forme atipiche della comunicazione breve è la TV d’attesa: un nuovo medium, che differisce totalmente dai classici media sia per quanto riguarda la modalità di fruizione e tipologia di contenuto, che per i tempi e i ritmi di erogazione. E’ questo il campo privilegiato per sperimentare linguaggi ibridi come, ad esempio, la videografica.

Alcune società sembrano già aver compreso la forte potenzialità di questo nuovo medium, così come alcune compagnie di trasporti ( aeroporti e metropolitane ) e le amministrazioni pubbliche, che grazie all’aiuto di designer della comunicazione stanno cercando di riqualificare e ri-semantizzare i loro spazi per minimizzare e rendere piacevole il tempo d’attesa.

Anche le TV-vetrine sembrano iniziare a prender piede. Sempre più spesso capita di imbatterci in queste retroproiezioni in grande formato sulle vetrine di alcuni punti vendita: in questo caso si tratta di esposizioni pubblicitarie che creano prossimità, informano e guidano il consumatore a scoprire il prodotto. Tali modalità espositive hanno il vantaggio, rispetto allo spot televisivo e all’inserzione editoriale, di andare incontro al cliente, il quale non può schivare il messaggio facendo zapping o voltando pagina.

E’ evidente quanto sia interessante questa nuova forma di comunicazione breve, ancora in una fase embrionale ma, che di giorno in giorno sta attraendo e incuriosendo i diversi protagonisti del settore, che guardano con interesse alle sue enormi potenzialità.

Articolo originale di API

Letture d’approfondimento

Augé Marc, Non-lieux, Seuil, Paris, 1992 ( trad. it. Non Luoghi. Introduzione a un’antropologia della surmodernità, Eleuthera, Milano, 1992 );

Gasparini, G., L’attesa: un tempo interstiziale ? in “Studi di Sociologia”;

LineaGrafica, rivista bimestrale di grafica, comunicazione visiva e multimediale.

Intervista a Daryl Simm: “Il planning non basta più. Benvenuta complessità”

Intervista a Daryl Simm - Il Planning non basta più. Benvenuta complessità

Daily Media ha incontrato Daryl Simm, Chairman e CEO di Omnicom Media Group nel suo ufficio – affacciato su Madison Avenue, a New York – e ha raccolto la sua opinione sulle sfide del periodo più avvincente della storia delle media agency.

Quali sono i principali cambiamenti che riguardano il media da qualche anno a questa parte ?

“E’ un momento di grande fermento. I cambiamenti stanno arrivando da ogni direzione. La digitalizzazione dell’ambiente offre nuove esperienze. Una situazione che, dal punto di vista del cliente, si traduce con una maggiore richiesta di servizi. Viviamo un momento storico che obbliga il media a elevare il proprio profilo.”

Quali sono, invece, le principali sfide del momento ?

”La percezione del media sta cambiando. I clienti, infatti, vedono nelle centrali e, più in generale in chi si occupa di media, un referente che li possa aiutare a comprendere le evoluzioni in corso. Insomma, quello che sta cambiando è il ruolo strategico della centrale. I clienti si aspettano maggiori insight sui consumatori e il planning, da solo, non basta più.”

Come risponde Omnicom Media Group a queste istanze ?

Recentemente, per presidiare i territori emergenti, abbiamo lanciato nuove media company. Sono un esempio Resolution Media, che fornisce soluzioni strategiche personalizzate nel search marketing e integrazione e acquisita nel novembre del 2005, come pure Singer Direct, il più grande provider di insert media, entrato in Omnicom nella scorsa primavera. Dal 2004, invece, è operativa Full Circle Entertainment, una struttura che produce contenuti di qualità per ospitare marchi attraverso diverse piattaforme, che in questi anni ha realizzato oltre 75 ore di contenuti originali programmati su sei diversi network a sostegno dei marchi di oltre 15 inserzionisti nazionali. E questi sono solo alcuni degli esempi che ci vedono coinvolti.

Come definirebbe il momento che stiamo vivendo ?

E’ un momento molto eccitante per chi si occupa di media. In qualche modo, lo vediamo tutti, si stanno aprendo nuovi universi di possibilità.

E lei, personalmente, come si sente di fronte a tutte queste novità ?

Mi sento particolarmente ottimista nel modo di guardare al mercato. E’ tutto maggiormente interconnesso, globale. Come dicevo, davvero un momento straordinario.

Non c’è nulla della complessità esponenziale cui assistiamo che la preoccupa ?

La complessità, in termini di comunicazione, è il nostro miglior alleato. Diversamente, non avremmo ragione di esistere. Ma in un momento dalle potenzialità infinite, il media gioca un ruolo di primo piano. Una sfida che imprime nuovo vigore alla professione.

Nemmeno sotto il punto di vista della retribuzione dei servizi ?

E’ indiscutibile che nel lungo periodo sarà sempre più diffuso un sistema basato sulla compensazione piuttosto che sui fee, una situazione legata alla maturità del business.

Le novità, però, non riguardano solo il media…

Certo che no, visto che chiamano in causa anche “i” media. Per esempio, nel corso di Advertising Week, l’evento promosso a fine settembre da American Association of Advertising Agencies, ho partecipato a una conferenza alla quale erano presenti i vertici di Nbc, Cbs, MTV, Google e Discovery Channel. Sono rimasto particolarmente colpito dalle sfide e dalle opportunità legate a YouTube. L’avvento di video di alta qualità è una via interessantissima per la brand extention e la promozione del prodotto. Una comunità che vive in rete dà vita a un modo molto progressista di operare. Ma questo non è l’unico caso, attorno a noi; infatti, sono moltissimi gli esempi che potremmo portare. Alla luce del fatto che i consumatori vedono i nuovi contenuti come un beneficio, anche i mezzi convenzionali
stanno riconsiderando la propria attività. Resta in sospeso una variabile, in quanto nessuno ha ancora saputo spiegare da dove potrebbe provenire la redditività di YouTube.

Le nuove tecnologie portano con sé nuove consapevolezze. Cosa ci potrebbe riservare il domani ?

Sono persuaso che dalla commistione fra mezzi ed entertainment arriveranno molte sorprese in un futuro non troppo lontano. Intel, per esempio, sta sviluppando un nuovo chip che permetterà di vedere internet su schermi di grandi dimensioni. E noi vogliamo già testare la pubblicità: come cambia, infatti, l’impatto sul consumatore finale, quando i mezzi si ibridano ?

Alcuni esempi sono già una realtà…

Certamente, le dinamiche del consumo televisivo sono sorprendenti. Penso, per esempio, alle persone che viaggiano sui mezzi pubblici – si vedono molte donne, anche persone di mezza età – impegnate con i contenuti video che hanno scaricato nei propri lettori. E’ straordinario che spendano tempo in queste attività. Dieci anni fa non l’avremmo mai immaginato. È un esempio di come, anche nella televisione convenzionale, si possano fornire contenuti in grado di instaurare una relazione. E prevedo un grande sviluppo di questo panorama negli anni a venire.

Come potrebbe impattare tutto ciò sulla pubblicità ?

Nella frammentazione dei mezzi, il content entertainment, per me, è un’opportunità aggiuntiva che gli inserzionisti hanno di presentarsi al proprio pubblico. Sempre nel rispetto del consumatore. Basta restare sintonizzati, perché la pubblicità è già avviata verso nuovi formati.

Potrebbe indicare quali sono le “regole” che Omnicom Media Group sceglie per relazionarsi con questo scenario in rapida evoluzione ?

Qualsiasi cosa facciamo, seguiamo il consumatore. Nessuno – editori, agenzie, centrali, concessionarie – potrà cambiare quello che i consumatori fanno. Noi seguiamo e anticipiamo quello che i diversi target vogliono. Non ci sono molte altre alternative. I risultati di Omnicom Media Group dicono che siamo sulla strada giusta.

Articolo originale di Stefania Medetti, tratto dal Daily MediaAnno XVII n° 213 mercoledì 13 dicembre 2006

IMVU: L’Instant Messaging in 3D per la gioia del tuo avatar virtuale

IMVU: L’Instant Messaging in 3D per la gioia del tuo avatar virtuale

Poco meno di un mese fa, elogiavo in un post l’ultima versione del Messenger Live e ironizzavo, con un pizzico di nevrosi accompagnato da un tic sopraccigliare, sulla vita tra le quattro mura di un ufficio senza la sua onnipresente icona sul desktop.

Oggi tutto è cambiato. D’altronde le tecnologie corrono, avanzano, ci investono. Tocca stare al passo con i tempi e farci investire. Sto per caso insinuando che il Messenger Live è ormai obsoleto e surclassato ? No ! Questo mai, mai e poi mai !

Ma, provate ad unire le potenzialità del 3D, degli avatar e dell’instant messaging: cosa ne esce fuori ?

IMVU, un software di Instant Messaging in 3D davvero futurista.

Impossibile provare a resistergli !

La prima ardua e impegnativa azione, dopo aver chiaramente scaricato il software, è quella di scegliere il proprio sé fatto di pixel: il proprio avatar.

Si può scegliere il taglio degli occhi in stile rigorosamente manga – io non ho resistito ai due occhi azzurri brillanti e vivaci di Georgie che corre felice tra i prati – il colore della pelle, i lineamenti del viso, la misura e la forma dei seni – per i maschietti non ho controllato l’esistenza o meno di questo optional ! – l’ultimo stiloso taglio di capelli, l’abbigliamento, potendo passare dallo stile femme fatale a quello punkettona dark.

Persone di mia conoscenza, sono entrate in uno stato di pre-panico e confusione mentale già a questo primo stadio. D’altronde riprodurre in maniera identica o stravolgere completamente il proprio aspetto fisico, può destabilizzare, anche se solo per gioco.

Dopo la scelta del proprio clone digitale non resta che scegliere l’ambientazione che l’umore del momento ci suggerisce e iniziare a chattare con qualcuno dei propri contatti o avventurarsi nel nuovo mondo 3D in compagnia di un perfetto sconosciuto.

Le atmosfere rilassate di un caffè in perfetto stile e arredamento Starbucks, un’ambientazione più urbana sul tetto di un grattacielo, un ambient dai richiami esotici, su un tappeto volante che percorre il deserto. Potete scegliere l’atmosfera che più vi aggrada, anche e, soprattutto, in base alle intenzioni che avete.

Avete solo voglia di chiacchierare amichevolmente, di conoscere e interagire con nuove culture e popoli ? Oppure, parliamoci chiaro, avete voglia di fare un po’ di petting e virtual sex con il primo avatar che vi passa davanti.Anche questo è possibile, basta solo far muovere il proprio avatar nel modo giusto: le opzioni e i comandi sono davvero vari e realistici.

Devo ammetterlo, l’esperienza di IMVU mi ha confusa, soprattutto quando l’avatar siriano con cui mi sono avventurata in IMVU ha iniziato senza alcun preavviso a rotolare per terra e a simulare sul pavimento posizioni di virtual Kamasutra.

Ancora più illuminate, invece, il commento secco e lapidario di un amico al quale raccontavo la realtà di IMVU: “IMVU de che ? Av..avetar de che ? Ma te li ricordi i regazzini che giocavano a pallone nelle strade di quartiere ? A Chià, gli anni ’80, quelli si che erano bei tempi, altro che avitar !!!”

I mondi sintetici fatti di Pixel e Avatar si propongono come prossima evoluzione dell’Istant Messanging in 3D: che dite, ci lasciamo investire da questa nuova instant dipendenza ?

Ed ora, ecco a voi, un bel video di presentazione di IMVU, buona visione.

IMVU

STREET MARKETING – Kijiji ti accompagna in 500 a trovare casa

Kijiji in 500Dal 6 al 29 Novembre, gli universitari milanesi hanno potuto usufruire di un passaggio a bordo di una vecchia ma, coloratissima Fiat 500, per andare a vedere gli appartamenti interessanti individuati su Kijiji Milano, dove sono presenti più di 5.500 annunci di condivisione, affitto e vendita appartamenti.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Mai Tai, un’agenzia di comunicazione integrata attiva nel campo dell’organizzazione di eventi e della fornitura di personale.

Grazie alla messa a nuovo di tre Fiat 500 degli anni ‘70, facenti parte della flotta di Fiat 500 vecchio modello che Mai Tai utilizza per le proprie iniziative di street marketing, gli annunci di ricerca e affitto di case ed appartamenti si sono arricchite di un servizio veramente originale.

Le postazioni Fiat Kijiji 500, posizionate all’esterno dell’Università Statale, della Bicocca, del Politecnico e della Cattolica, hanno permesso ai curiosi di capire non solo in cosa consistesse il servizio di ricerca case di Kijiji ma, anche, di poter essere accompagnati a vederne alcune, sperando in qualche buona occasione.

Il successo e la simpatia della vecchia Fiat 500, che mantiene sempre vivo l’interesse anche per i nuovi modelli della 500, si integrano facilmente con l’allegria che da sempre caratterizza le iniziative di Kijiji che, in questo modo, sembra voler concretamente dimostrare di sostenere ed accompagnare i propri utenti nelle ricerche.

Kijiji in 500Kijiji in 500

I WEBBY AWARDS PARLANO ITALIANO! Iscrizioni prorogate fino al 26 gennaio 2007!

I Webby Awards parlano italiano: Prorogata L’iscrizione fino al 26 Gennaio 2007!

Definiti gli Oscar di Internet dal New York Times, i Webby Awards sono il premio mondiale che celebra l’eccellenza del design, della creatività, dell’usabilità e della funzionalità nel web.

Nato nel 1996, la 10° edizione degli Annual Webby Awards ha ricevuto oltre 5.500 iscrizioni provenienti dai 50 Stati degli US e da più di 40 Paesi nel mondo.

I Webby Awards sono assegnati dall’ International Academy of Digital Arts and Sciences, organizzazione globale tra i cui membri figurano il musicista David Bowie, il fondatore del Virgin Group Richard Branson, il presidente di The Body Shop Anita Roddick, il creatore de I Simpson Matt Groening, l’amministratore delegato di Real Network Rob Glaser e il fashion designer Max Azria.

Su iniziativa dei giurati di NinjaMarketing.it, Alex Giordano e Mirko Pallera, che hanno sollevato la problematica durante la fase di iscrizione al premio ( che si concluderà il 26 gennaio 2007 ), la Direzione dei Webby ha accettato di prendere in esame i siti realizzati in Italiano e Giapponese.

Ecco cosa dicono Alex e Mirko, i rappresentanti italiani in giuria:

“Ci troviamo in un mercato globale e multiculturale in cui non esiste solo l’inglese! Un premio internazionale come il Webby dovrebbe poter valutare anche i migliori lavori realizzati in lingue diverse. Molte agenzie e designer che volevano iscrivere lavori egregi hanno sollevato la questione della lingua e così abbiamo stimolato l’organizzazione a cercare una soluzione per permettere anche a loro di candidarsi. La nostra richiesta è stata accolta favorevolmente e speriamo che questo favorisca nuove candidature”.

Ed ecco cosa ha risposto David-Michael Davies, Executive Director dello IADAS, alla domanda postagli in merito all’apertura dei Webby anche ai siti in lingua madre:

Fino ad oggi avete accettato per lo più iscrizioni in lingua Inglese. Come pensa che questo possa conciliarsi con un premio che aspira a divenire una vetrina globale per la creatività ? Non crede che tale limitazione possa penalizzare quelle creatività fondate soprattutto sulle lingue nazionali ?

David-Michael Davies: “Non credo esista organizzazione più disposta della nostra ad ammettere e a sottolineare che le migliori creatività provengono da angoli del pianeta che sono unici nel loro genere.

Alcuni anni fa abbiamo deciso che, piuttosto che creare delle categorie come “Miglior sito Italiano” o “Miglior sito Francese” – il che sarebbe stato più facile per noi, da un punto di vista pratico – le avremmo integrate, cosicché dire “Miglior Sito di moda” avrebbe significato veramente l’eccellenza assoluta, indipendentemente dal paese di origine. Perché essere il “Miglior Sito di Moda” è già qualcosa di speciale, ma che un sito Italiano sia il “miglior Sito di moda” – a livello mondiale- credo sia ancora più prestigioso.

La lingua è una di quelle cose che rende il mondo unico ed eccitante, ma rappresenta anche una sfida a livello globale, poiché ci impedisce di poter comunicare con chiunque. Per cui ci troviamo di fronte ad una grande sfida, ma stiamo per affrontarla.

Per ora, infatti, accettiamo in lingua italiana i lavori di Advertising, e credo che già questo sarà di grande aiuto nel consentirci di onorare i migliori lavori a livello mondiale. Per il futuro, stiamo lavorando a delle soluzioni innovative che possano consentire ai nostri giudici internazionali di collaborare e di aiutarsi per ciò che riguarda le iscrizioni in lingua straniera”.

Ed ecco a voi i video dei Webby Awards riguardanti l’ultima edizione del 2006, buona visione.

MSNBC’S “The Most” – With Alison Stewart
I giornalisti Alison Stewart e Tony Malicius del programma “The Most”, dell’emittente statunitense MSNBC, parlano dei vincitori e dei momenti più belli della 10° Edizione dei Webby Awards.

10th Annual Webby Awards
Cerimonia di premiazione della 10° Edizione dei Webby Awards

I Webby Awards parlano italiano: Prorogata L’iscrizione fino al 26 Gennaio 2007!

I Webby Awards parlano italiano: Prorogata L’iscrizione fino al 26 Gennaio 2007!

I Webby Awards parlano italiano: Prorogata L’iscrizione fino al 26 Gennaio 2007!