territory influence brand communicty

Brand Community: come si crea e perché è così importante per il tuo marchio

Qualcuno scrisse che “l’amor move il sole e l’altre stelle”. Chissà cosa avrebbe asserito di fronte ai marchi apposti su felpe, bottigliette, borse che fanno letteralmente innamorare le persone tanto da riunirsi in tribù di appassionati

Non conosceremo mai l’opinione di Dante in proposito, ma sappiamo che in ogni settore esistono uno o più love brand in grado di creare una relazione unica con i consumatori basata su forti connessioni emotive. Quest’ultime, secondo numerosi studi di neuromarketing hanno un ruolo importantissimo nelle decisioni d’acquisto. 

Perciò, se ignori le emozioni che il tuo brand suscita nelle persone e non fai nulla per sviluppare la community di quelli che lo apprezzano, perdi l’opportunità di posizionarlo tra i migliori.

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Una tribù o community di persone appassionate al brand non si forma per caso ma è il frutto di scelte strategiche unite ad un costante lavoro di coinvolgimento e aggregazione.

Love brand come Coca-Cola, Mulino Bianco, Apple, si sono posizionati nella top of mind dei consumatori e sono la prima risposta che salta in mente quando ce n’è bisogno.

Le emozioni a cui si associano possono essere varie: felicità, spensieratezza, tenerezza, entusiasmo ecc. ed è certo che quando proviamo un’emozione – specialmente se positiva –  siamo portati a condividerla con amici e parenti. 

È così che si accende la miccia della community attorno al brand, con un passaparola tanto autentico quanto vantaggioso. Quindi avere o non avere una community passa attraverso vari fattori concatenati come:

  • le emozioni suscitate nel consumatore;
  • la condivisione di emozioni/esperienze;
  • la fedeltà alla marca.

Perché la loyalty è fondamentale

La fedeltà al marchio esiste nel momento in cui i clienti hanno una buona ragione per scegliere un altro brand ma, nonostante questo, continuano a scegliere il tuo per vari motivi, non sempre spiegabili razionalmente.

territory influence brand community

Secondo la teoria classica, la Brand Loyalty si sviluppa in tre stadi:

Brand recognition: la persona conosce il brand, ne ha un’opinione positiva ma non ha ancora nessun legame con esso. Infatti non esclude ancora l’acquisto di prodotti simili di altri marchi se più convenienti.

Brand preference: il cliente preferisce il brand e lo acquista con maggiore preferenza. Ma sarà comunque disposto ad acquistare il prodotto di una marca concorrente nel caso in cui non fosse disponibile.

Brand insistence: in questo stadio il cliente è talmente affezionato al brand che la sua fedeltà è dimostrata dal fatto che non accetta alcun sostituto. Proprio per questo è disposto ad aspettare affinché il prodotto non torni disponibile. Nel lungo periodo acquisterà con frequenza e in maniera esclusiva.

Quando l’azienda si impegna a costruire una base considerevole di clienti veramente fedeli, otterrà un vantaggio significativo: i consumatori altamente fedeli possono restare al fianco del brand anche in tempi difficili, non lo abbandoneranno neanche se i prezzi dovessero aumentare o crollasse l’economia.

Inoltre, queste persone si faranno anche promotori del brand: parleranno dei prodotti e dei servizi ai loro amici e familiari, lo sosterranno personalmente e contribuiranno ad aumentarne l’awareness: tutto questo può avere un effetto positivo nelle vendite, anche senza un massiccio investimento finanziario. 

L’89% dei consumatori si fida delle raccomandazioni ricevute da amici e conoscenti (Nielsen, 2021).

Perché investire sullo sviluppo di una brand community

Abbiamo visto come un brand veramente forte e autorevole goda non solo di awareness sul mercato ma anche di un insieme di percezioni positive e di fedeltà. E sappiamo che il mercato in cui “vive” il brand è fatto di singole persone che ne condividono i valori e si identificano con esso. A questo punto vediamo perché la creazione della community è il tassello che non deve assolutamente mancare nella tua strategia di comunicazione e quali sono i vantaggi:

  • È più facile comunicare e ottenere feedback con chi si sente parte del tuo brand rispetto a chi acquista casualmente;
  • Quando le persone si sentono parte di una comunità hanno anche più fiducia nel brand e restano fedeli ad esso;
  • In una brand community possiamo trovare dei veri ambasciatori del brand, i quali interverranno in conversazioni importanti per supportarlo;
  • Gli ambasciatori sono più inclini a condividere ciò che amano con gli amici alimentando il passaparola;
  • I membri della comunità saranno le persone più adatte da coinvolgere nelle scelte di marketing mix.

Gli step per creare la brand community su misura

Secondo TERRITORY Influence – l’agenzia che in 17 anni ha aiutato oltre 500 brand a raggiungere gli obiettivi di marketing mettendo al centro delle strategie gli esseri umani – è fondamentale trovare uno spazio comune in cui brand e persone possono dialogare. Può essere un evento offline, un social network o anche una piattaforma creata appositamente dal brand: l’engagement e l’amore per il brand faranno la differenza.

Quindi, come creare una community che funziona?

come creare una brand community

TERRITORY suggerisce una checklist di 7 punti molto utile per la creazione della brand community.

1 – Metti il brand al centro

Tutto all’interno della community deve ricordare il brand e parlare del brand, dal tono di voce alla mission e i suoi valori. Chiunque si iscriva deve comprendere facilmente e condividere queste caratteristiche.

2 – Scegli i canali giusti

Dove si incontreranno regolarmente gli amanti del brand? Su Facebook, Instagram, Youtube, Telegram, su una piattaforma dedicata? 

Per ciascuno di questi canali dovrai valutare attentamente i pro e i contro.

3 – Coinvolgi e ispira i membri

Una volta acquisiti i membri, mantenere i membri della comunità impegnati dovrà essere la priorità. 

Come? Con contenuti educativi, di intrattenimento e condivisibili. 

Devono godere di un valore pratico, vivere esperienze esclusive, poter condividere le proprie emozioni. Un esempio è il programma per ambasciatori con un sistema di gamification, in cui c’è una ricompensa dopo un certo numero di azioni compiute.

<< Continua a leggere gli altri step della checklist nell’ebook gratuito di Territory Influence>>

lavazza arena su roblox

Lavazza entra nel metaverso con Lavazza Arena su Roblox

Lavazza è entrata ufficialmente nel metaverso lanciando un videogioco di calcio pensato per sensibilizzare i più giovani su uno dei problemi ambientali più urgenti, la deforestazione.

Lavazza Arena è lo spazio su Roblox che permette ai visitatori di divertirsi e allo stesso tempo di comprendere la portata del fenomeno: ogni giorno la Foresta Amazzonica perde oltre un milione di alberi, pari alla superficie di un campo da calcio ogni 20 secondi.

In occasione dell’Amazon Day, il 5 settembre, due grandi nomi del calcio mondiale – Claudio Marchisio e Giorgio Chiellini – sono stati ospiti speciali durante le dirette Twitch di Marcy7  e de ilGattoSulTubo sfidando i gamer iscritti all’evento.

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Perché anche Lavazza entra nel Metaverso

È fondamentale per il marchio monitorare nuovi idiomi, stili e canali di comunicazione per poter parlare di progetti e temi di interesse per la comunità, perché l’innovazione è un valore chiave per l’azienda.

Per Lavazza, tutte le attività di comunicazione sono volte a creare un legame emotivo e valoriale con le persone, andando oltre il brand per coinvolgere e stimolare la riflessione, come in questo caso con il pubblico giovane della Gen Z. L’azienda crede fermamente nel coinvolgimento delle nuove generazioni utilizzando diverse piattaforme, digitali, di eventi esperienziali e musica, per stimolare il dialogo su temi culturali e sociali rilevanti per la comunità.

Consapevole dei problemi ambientali odierni e dell’urgenza di sensibilizzare il maggior numero possibile di persone sulla grave situazione della foresta amazzonica, Lavazza vuole aiutare i giovani a comprendere questo tema coinvolgendoli su Roblox con un divertente videogioco di calcio e utilizzando un linguaggio diretto ed emotivamente coinvolgente. Il gioco è ispirato a uno dei tanti progetti della Fondazione Lavazza, che in questo caso specifico collabora con Cesvi per sostenere le comunità native nella riforestazione dell’Amazzonia peruviana, nella provincia di Tambopata, nella regione di Madre de Dios.

Cos’è Lavazza Arena

Lavazza Arena è un mondo virtuale da scoprire ed esplorare, completamente diverso dai normali campi da calcio.

I giocatori entrano e si trovano in un campo completamente “pulito”.

Una volta lì, possono iniziare a partecipare alle varie aree dell’Arena: più partite si giocano, più la mappa di gioco si riempie di spazi verdi, natura e alberi. I giocatori possono gareggiare sul campo o semplicemente divertirsi nell’Area di allenamento, dove varie esercitazioni metteranno alla prova le loro abilità.

In alternativa, possono trascorrere il tempo nel Lavazza Cafè o nell’Area di apprendimento, dove possono informarsi sui problemi della deforestazione.

Sono inoltre disponibili skin e potenziamenti specifici per l’Amazzonia per personalizzare il proprio avatar.

lavazza entra nel metaverso su roblox con un gioco di calcio per sensibilizzare i giovani sul problema della deforestazione

Lavazza Arena entra nel metaverso su Roblox

Lavazza Arena è disponibile su Roblox, la piattaforma online che ha recentemente raggiunto i 50 milioni di utenti giornalieri. Al lancio hanno partecipato, oltre ai calciatori Claudio Marchisio e Giorgio Chiellini, anche i creatori del gioco Marcy7, ilGattoSulTubo, Queen_Giorgia e OwengeJuiceTV, che hanno esplorato l’Arena Lavazza e organizzato un vero e proprio torneo con la loro community durante le dirette Twitch.

L’iniziativa è nata da un’idea di We Are Social, che ha fornito la strategia, la creatività e la produzione. Il gioco è stato sviluppato da Dubit.

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politici su TikTok effetto Burns

L’Effetto Burns: perché per parlare di politica ai giovani non è necessario fare i giovani

Lo scenario distopico si è avverato: i politici sono su TikTok!

Montgomery Burns è il celeberrimo personaggio de I Simpson, proprietario della centrale nucleare di Springfield e dispotico capo di Homer. Nell’immaginario creato da Matt Groening è anche l’uomo più vecchio della città e leader della locale sezione del Partito Repubblicano.

In una puntata della stagione 6 (“Who Shot Mr. Burns” – Parte 1) Mr. Burns si presenta dal direttore Skinner vestito da giovane, con tanto di cappellino e t-shirt grunge. Skinner, che lo riconosce subito, gli chiede come creda che un uomo di 104 anni possa davvero assomigliare a un suo studente delle elementari.

Il celebre frame di questa puntata è diventato, negli anni, una tra le più diffuse base meme.

L’Effetto Burns e i politici su TikTok

Chiameremo “Effetto Burns” quella parte di comunicazione politica che viene creata per un target giovane e il cui risultato rasenta spesso il cringe.

La campagna elettorale per le elezioni politiche italiane 2022 ci offre numerosi casi di Effetto Burns, tra i più celebri: lo sbarco di Silvio Berlusconi su Tik Tok, il messaggio di Carlo Calenda che elenca tutti i luoghi comuni della piattaforma e il video inaugurale di Matteo Renzi che sembra una vera e propria parodia di se stesso; molto si è detto e scritto riguardo l’uso che la politica italiana sta facendo dei social media per parlare al pubblico dei Millennial e alla sfuggente Generazione Z.

@silvio.berlusconi

@carlocalendaofficial

@matteorenziufficiale

Quale deve essere il tone of voice giusto? Come ci si presenta? Cosa interessa veramente ai ragazzi?

Spesso i politici e il loro staff puntano su una strategia di comunicazione che tende a posizionare vicino ai giovani, utilizzando i codici linguistici (stereotipati) dei ragazzi e gestualità e temi “giovanilistici”.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’Effetto Burns è assicurato, con le inevitabili trollate degli utenti.

Tra slacktivism e voglia di cambiamento

A scanso di equivoci, e non per difendere i politici italiani su Tik Tok, possiamo dire che parlare a determinati target non è mai stato semplice: c’è innanzitutto da affrontare la disaffezione cronica nei confronti della politica e una rassegnazione generazionale difficile da scalfire con promesse e programmi elettorali.

Alle elezioni politiche italiane 2022 i sondaggisti stimano un’affluenza al voto tra il 65 e 70% e gli under 35 che si recheranno alle urne saranno probabilmente intorno al 50%.
Insomma, ai giovani interessa poco la politica perché si sentono poco rappresentati?

Oppure perché i temi a loro cari sono praticamente assenti dal dibattito?

Le ragioni di un fenomeno antico e trasversale alle democrazie occidentali sono molti e vari; perfino “l’attivismo” sociale, che a più riprese negli ultimi 20 anni, aveva preso il posto della vecchia cara funzione della “militanza” sembra venuto meno.

Lo slacktivism (l’attivismo pigro, quello dei copia incolla degli appelli sui social), prende sempre di più il posto della militanza vecchio stile, fatta di iniziative politiche e battaglie a suon di banchetti in centro, manifesti, cortei e volantini.

Non si cada però nell’errore di pensare che la Generazione Z sia indifferente alle cause: i giovani di oggi hanno maggiori probabilità di firmare petizioni, aderire a cause e partecipare a manifestazioni rispetto alle generazioni precedenti.

Anche grazie alla diffusione dei social media, alle app di messaggistica, ai siti web e ai gruppi dedicati, aggregare attorno a cause, e tematiche calde nell’agenda dell’opinione pubblica, oggi è paradossalmente più semplice e immediato di un tempo.

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Cari politici su TikTok, parlare ai giovani non significa parlare come i giovani

Per parlare alle generazioni più giovani i politici dovrebbero smettere di scimmiottare i giovani: l’Effetto Burns non aiuta la loro causa ma li rende delle macchiette.

I ragazzi non sono bambini: non esiste un “codice” linguistico per avvicinarsi a loro e renderci più simpatici ai loro occhi.

I ragazzi vogliono, giustamente, essere trattati da adulti anche nel linguaggio: bene dunque essere presenti nelle piattaforme da loro maggiormente fruite ma senza indossare nessun cappellino grunge o inventarsi improbabili saluti.

Per parlare efficacemente ai giovani si potrebbero rivelare, ad esempio, interessi e hobby trasversali che “svecchiano” l’immagine, a patto però che siano autentici.

Gli esempi sono molti e noti, tra tutti citiamo l’ex presidente americano Jimmy Carter, che era un grande frequentatore di festival musicali e aveva un grande rapporto con alcuni idoli dei giovani di allora come ad esempio Willie Nelson, The Allman Brothers, Bob Dylan (per gli appassionati, c’è anche un documentario che si chiama Jimmy Carter: Rock & Roll President).

Oppure Bill Clinton, che guadagnò grande popolarità suonando il sax in diretta al talk show di Arsenio Hall nel 1992.

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Insomma, la migliore strategia per parlare ai giovani è semplicemente quella di presentarsi con serietà e in maniera coerente con la propria immagine pubblica, evitando di usare terminologie giovanilistiche e gestualità imbarazzanti, parlando come si farebbe in qualsiasi talk show “per adulti” (ovviamente con i tempi adatti al format di ciascun canale).

La soluzione potrebbe quindi essere più semplice di quello che si immagina: non snaturare il proprio tone of voice ma concentrarsi semmai sui temi che interessano maggiormente un pubblico under.

Siate voi stessi, parlate loro come parlereste a una platea di Confindustria. Magari non vi voteranno ma eviterete imbarazzi e “cringiate” da parte di tutti (non solo dei giovani). Nel modesto panorama della comunicazione politica italiana attuale sarebbe già un buon risultato.

 

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Grafica di copertina a cura di Silvia Camerani, Venice Bay

Meta presenta i Creators of Tomorrow: ecco chi sono gli italiani selezionati

Meta ha lanciato Creators of Tomorrow, una campagna pensata per mettere in luce i diversi talenti che, a livello globale, stanno contribuendo alla nascita di una nuova ondata di contenuti digitali, creativi e originali.

In Europa, in Medio Oriente, in Africa, e prossimamente in tanti altri Paesi, l’azienda sta lavorando a stretto contatto con questi creator emergenti per aiutarli a far crescere il loro pubblico e trasformare le loro passioni in professioni.

Puoi scoprire l’elenco completo dei creator sul sito dedicato: www.creatorsoftomorrow.com/it

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La nuova generazione di Content Creator

I Creators of Tomorrow hanno davanti a sé enormi opportunità di carriera. Sono stati selezionati perché si stanno affermando all’interno delle loro community online e perché mostrano un approccio innovativo nella creazione di contenuti video, nell’utilizzo della tecnologia e nella proposta di contenuti d’intrattenimento originali e coinvolgenti: qualità che, siamo certi, saranno parte fondamentale dell’evoluzione del metaverso.

Creators of Tomorrow: i 10 Creators of Tomorrow italiani

I 10 Creators of Tomorrow italiani rappresentano l’ampio ventaglio di talenti che ogni giorno utilizzano le app di Meta per esprimersi, raccontando le loro storie e promuovendo la loro professione.

C’è chi viene dal mondo del gaming, come Fjona Cakalli, ideatrice di Games Princess, il primo sito italiano dedicato ai videogiochi gestito esclusivamente da ragazze, e poi di Tech Princess, che racconta la tecnologia con uno sguardo inedito.

creators of tomorrow - Fjona Cakalli

Fjona Cakalli

C’è chi si sta affermando nel mondo della moda come Aya Mohamed e Sumaia Saiboub, che raccontano la loro visione e la loro estetica con un fortissimo senso di identità culturale, profondamente radicato nelle loro origini, o come Eugenia Longo, che esprime la propria creatività nel segno della self-acceptance.

Fanno parte della rosa anche le food creator Cibosupersonico, ideatrici di esperienze culinarie autentiche a base di piatti sani e completamente plant-based e Chiara’s Cakery, che ha fatto della pasticceria la sua missione di vita.

Aya Mohamed

Aya Mohamed

Dal mondo lifestyle, la creator Macy Fancy ci regala uno sguardo unico sulla black beauty, inseguendo il desiderio di mostrare i mille volti e le tante sfaccettature che ci rendono speciali.

E, ancora, la campionessa di nuoto paralimpica Arianna Talamona, che ha trasformato la malattia da cui è affetta in un’opportunità, insieme ad artisti come Francesco Spedicato, che utilizza le piattaforme Meta per ispirare, intrattenere, emozionare e divertire quante più persone possibili attraverso i suoi disegni, realizzati con tecniche diverse e Ceppeland, videomaker specializzato in effetti visivi, programmatore e musicista polistrumentista.

I Creators of Tomorrow stanno crescendo in modo sorprendente perché, con i loro  contenuti digitali, cavalcano le nuove tendenze culturali e scoprono nuove strade per fare business, coltivando nuove opportunità, che abbracciano il futuro di Internet: dal costruire i propri marketplace digitali a ospitare eventi immersivi con fan da tutto il mondo, fino alle collaborazioni con i brand per promuovere nuove esperienze.

Parallelamente al costante impegno dell’azienda nello sviluppo del metaverso, lavoreremo per  aiutare i creator a farsi strada nelle loro carriere, favorendo loro l’accesso a strumenti, formazione e risorse all’avanguardia, per testare e sperimentare in prima persona nuove opportunità e innovazioni.

LEGGI ANCHE: Parte la campagna europea di Meta sull’impatto reale del Metaverso

Creators of Tomorrow: programmi e iniziative locali

Nei prossimi mesi Meta darà vita a una serie di progetti e iniziative che avvicineranno i creator alla cultura aziendale, metteranno in luce il loro talento e gli permetteranno di fare passi avanti nella crescita delle proprie carriere.

Per fare in modo che i creator conoscano tutte le ultime novità e tutti gli strumenti offerti dalle nostre tecnologie, saranno organizzati workshop in presenza, dedicati a ciascuno di loro.

In Italia, in particolare, ci sarà una masterclass per esprimere al meglio la creatività sulle nostre piattaforme attraverso le diverse funzionalità a loro disposizione. 

Inoltre accesso a esperienze ed eventi unici, che possano ispirare a creare contenuti originali e di tendenza. In Germania, ad esempio, Meta ospiterà i Creator of Tomorrow al Superbloom Festival, dove avranno un accesso VIP ai concerti, mentre i creator dell’area MENA parteciperanno a Forever is Now, una mostra d’arte immersiva alle Piramidi di Giza, durante la quale potranno fare esperienza diretta delle nostre installazioni in realtà aumentata.

Infine, tutti i Creators of Tomorrow saranno invitati alla EMEA Creator Week, che si terrà per la prima volta a novembre a Londra, presso l’iconica Tate Britain. Qui, i Creators of Tomorrow avranno la possibilità di conoscersi: un’occasione per far emergere la loro creatività, imparare gli uni dagli altri e trarre ispirazione per la creazione di contenuti sempre più originali.

instagram multato

Instagram multato per 405 milioni di euro dall’UE per le impostazioni sulla privacy dei minori

Brutta tegola per Meta: Instagram multato per 405 milioni di euro nell’UE per la privacy dei minori.

Una multa di 405 milioni di euro è in arrivo per Instagram dopo che le autorità di regolamentazione della privacy dell’Unione europea hanno preso una decisione su un reclamo di lunga data relativo al modo in cui la piattaforma di social media gestisce i dati dei minori. La sanzione riguarda una violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE.

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Meta non ha rilasciato alcuna dichiarazione a commento.

La decisione finale del GDPR sull’indagine di Instagram sarebbe stata inviata a Meta, la società madre di Instagram, venerdì – prima della pubblicazione formale sui siti web del principale supervisore dei dati della società nell’UE, la Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC); e dell’European Data Protection Board (EDPB), un organo direttivo che ha contribuito a coordinare un processo di revisione delle decisioni che ha coinvolto altre autorità di protezione dei dati dell’UE interessate.

instagram multato per la privacy dei minori

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Instagram multato: sanzioni e motivazioni

Tuttavia l’entità della sanzione per Meta sembra essere trapelata in anticipo, attraverso un articolo di Politico, che contiene la cifra della multa (che ammonta a circa 403 milioni di dollari al cambio attuale) ma non ci sono ulteriori dettagli sulla decisione.

Il DPC irlandese ci ha confermato l’entità della multa. Il vice commissario, Graham Doyle, ha dichiarato a TechCrunch: “Abbiamo adottato la nostra decisione finale venerdì scorso e contiene una multa di 405 milioni di euro. I dettagli completi della decisione saranno pubblicati la prossima settimana“.

La sanzione per Instagram è la più grande sanzione GDPR che sia stata comminata al gigante dei social media (anche se non la più grande multa GDPR in assoluto, quella è toccata ad Amazon), dopo la sanzione di 267 milioni di dollari comminata alla piattaforma di messaggistica WhatsApp, di proprietà di Meta, lo scorso settembre per violazione del principio di trasparenza del GDPR.

Il reclamo di Instagram si concentrava sul trattamento dei dati dei minori da parte della piattaforma per gli account commerciali e su un sistema di registrazione degli utenti che, secondo il DPC, poteva far sì che gli account degli utenti minori fossero impostati come “pubblici” per impostazione predefinita, a meno che l’utente non modificasse le impostazioni dell’account per impostarlo come “privato”.

Parte la campagna europea di Facebook

Parte la campagna europea di Meta sull’impatto reale del Metaverso

La campagna europea di Meta sull’impatto reale del Metaverso è partita e punta a dare alle persone un primo assaggio di quelli che potrebbero essere i benefici delle applicazioni pratiche del Metaverso.

Ad esempio, nel Metaverso saremo in grado di imparare in 3D, dando vita allo studio dell’architettura, della storia o persino della geometria di base, come non possono fare le lavagne bianche e gli schermi piatti. Ci sono anche infinite possibilità per la formazione dei professionisti della sanità: dalla pratica della chirurgia in ambienti virtuali all’addestramento dei primi soccorritori senza metterli in situazioni di pericolo.

La campagna europea di Meta

Il metaverso trasformerà il modo in cui le persone si connettono, le aziende crescono e i creatori si guadagnano da vivere, e porterà a esperienze sociali migliori di qualsiasi cosa esista oggi online“, dice Meta nel suo blog post che accompagna il lancio.

Un white paper realizzato da Analysis Group per Meta stima che, se l’adozione del metaverso crescesse in Europa in modo simile a quanto avvenuto per la tecnologia mobile, in un decennio potrebbe contribuire con 440 miliardi di dollari al PIL europeo.

la campagna europea di Meta - stime PIL Metaverso

Sebbene la realtà virtuale sia già presente e stia avendo un impatto reale, gran parte di ciò che immaginiamo per il metaverso è ancora lontano circa un decennio e richiede una collaborazione tra i settori e con esperti, accademici, società civile, governi e autorità di regolamentazione per essere realizzato correttamente. L’obiettivo dell’azienda di Mark Zuckerberg è dare il via a queste conversazioni e contribuire a stimolare ulteriori confronti e collaborazioni tra i settori e con gli esperti in Europa e altrove.

 

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instagram ha rimosso l'account di pornhub

Instagram ha rimosso l’account ufficiale di PornHub dalla sua piattaforma

Instagram ha rimosso l’account ufficiale di PornHub probabilmente in seguito alle crescenti pressioni degli attivisti contro il sito.

La notizia è stata riportata per la prima volta da Variety. Al momento della rimozione, l’account Instagram di PornHub contava circa 13,1 milioni di follower e 6.200 post ma non pubblicava contenuti espliciti o performance. PornHub gestisce ancora account popolari su altre piattaforme di social media come Twitter.

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Instagram ha rimosso l’account di PornHub: le possibili motivazioni

Non è chiaro perché Meta, la società madre di Instagram, abbia rimosso l’account, anche se gli screenshot condivisi da Laila Mickelwait, attivista anti-PornHub, suggeriscono che l’account sia stato rimosso per aver violato le linee guida della comunità di Instagram. The Verge ha contattato Meta per avere conferme e dettagli e ha promesso aggiornamenti in caso di risposta.

Mickelwait è la fondatrice della campagna TraffickingHub: un gruppo di difesa dedicato a “chiudere Pornhub e a ritenere i suoi dirigenti responsabili di aver permesso, distribuito e tratto profitto da stupri, abusi su minori, traffico sessuale e abusi sessuali basati su immagini criminali“.

Mickelwait si propone come attivista contro il traffico sessuale, ma i critici notano i suoi legami con gruppi cristiani evangelici che sostengono l’abolizione totale di tutto il sex work e della pornografia commerciale. Secondo il sito web della stessa Mickelwait, in precedenza ha lavorato presso Exodus Cry, un gruppo cristiano “abolizionista” che vuole “porre fine all’industria del sesso” e che elenca il “TraffickingHub” della Mickelwait nella sezione “le nostre campagne“.

Le dichiarazioni degli attivisti

In una dichiarazione pubblicata su Twitter, Mickelwait ha affermato che Instagram e Meta hanno preso la “giusta decisione tagliando i legami con Pornhub” e che è tempo che altre grandi aziende tecnologiche come Google, Amazon e Microsoft seguano l’esempio.

instagram ha rimosso l'account di pornhub

Le critiche a PornHub per aver favorito la distribuzione di materiale pedopornografico sono cresciute negli ultimi anni, coinvolgendo i suoi partner commerciali e portando alle dimissioni del suo CEO e COO. Nel 2020, Visa e Mastercard hanno interrotto l’elaborazione dei pagamenti su PornHub a causa della presenza di “contenuti illegali” sul sito, anche se ciò non ha impedito che venissero avviate azioni legali contro le società. Ad agosto, un giudice californiano ha autorizzato il proseguimento di una causa contro Visa, sostenendo che la società “intendeva aiutare MindGeek a monetizzare la pornografia infantile”.

In risposta alle critiche, PornHub ha preso provvedimenti come la rimozione di tutti i contenuti di utenti non verificati e la rimozione della funzione di download che permetteva a qualsiasi utente di scaricare qualsiasi video.

competenze più richieste dal mondo del lavoro

Quali sono le competenze digitali che i datori di lavoro cercano

Le aziende tecnologiche, ma in realtà tutte le organizzazioni dell’economia digitale, sono ben consapevoli che le competenze digitali sono fondamentali per i dipendenti nell’era digitale. È più che mai importante che i dipendenti e i nuovi assunti siano trasversali alle discipline e che abbiano competenze sia hard che soft. I selezionatori cercano, in chi si candida per una posizione aperta, un set di competenze più ampio e un’esperienza più vasta. Questo elenco comprende dieci delle principali competenze digitali che i datori di lavoro cercano oggi e che sempre più cercheranno nei prossimi anni.

Le competenze digitali più richieste dalle aziende

1. Programmazione, sviluppo web e app

professioni più richieste - coding

Il cuore di qualsiasi prodotto tecnologico o servizio digitale è la programmazione. Queste competenze sono regolarmente elencate già da qualche anno nella top 10 delle più richieste dai datori di lavoro su LinkedIn.

Avere un portfolio di progetti che dimostrino le vostre capacità di coding può anche contribuire a convalidare le vostre conoscenze e competenze e aiutarvi a ottenere il ruolo dei vostri sogni. Esempi di esperienze di sviluppo web mobile e responsive vi daranno un vantaggio rispetto agli altri candidati.

Il coding è fondamentale anche per le tecnologie emergenti come la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR).

2. Digital Business Analysis

La Digital Business Analysis aiuta le organizzazioni a fare le scelte giuste, fornendo una mentalità indipendente e obiettiva e applicando una serie di tecniche di analisi comprovate per creare un caso aziendale convincente per l’investimento in una soluzione digitale.

Poiché la trasformazione digitale è fondamentale per tutte le organizzazioni, le competenze di Digital Business Analysis sono diventate le più richieste nel curriculum vitae. Gli analisti di business digitali sono l’epicentro dei progetti di trasformazione digitale. Aiutano le organizzazioni a sviluppare un ecosistema digitale di tecnologie che contribuiscono alla trasformazione digitale e alla crescita del business.

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3. Digital Design and Data Visualization

Siti web, applicazioni e servizi digitali hanno una cosa in comune: l’interfaccia utente. Un designer con esperienza nella creazione di esperienze utente efficaci e dinamiche sarà molto richiesto dalla maggior parte delle aziende tecnologiche.

I designer possono anche visualizzare dati complessi per aiutare il management a prendere decisioni aziendali fondamentali. Questa abilità si chiama visualizzazione dei dati. La visualizzazione dei dati è utile per i dirigenti in quanto li porta a ricavare informazioni preziose.

4. Le competenze digitali più richieste: Digital Project Management

competenze più richieste dai datori di lavoro - digital project manager

Il Digital Project Management non è affatto un’attività desiderabile solo per le aziende tecnologiche, ma è una parte vitale dello sviluppo di prodotti e servizi digitali in modo tempestivo e conveniente. La comprensione di una serie di metodologie come SCRUM e AGILE spicca in qualsiasi CV. I Digital Project Manager devono avere una comprensione olistica di come vengono sviluppati i progetti digitali, dall’ideazione al prototipo fino al prodotto o servizio digitale completamente sviluppato.

5. Digital Product Management

Un’altra competenza che non è esclusiva dello sviluppo software, ma che è comunque particolarmente preziosa, è la gestione del prodotto digitale. I servizi software, in particolare, hanno bisogno di un piano di gestione del ciclo di vita. La continua crescita del Software as a Service renderà il Product Management sempre più parte integrante del settore tecnologico.

6. Le competenze digitali più richieste: Digital Marketing

Per promuovere i propri prodotti e servizi le aziende tecnologiche si rivolgeranno al marketing digitale. La comprensione di come ottenere il massimo valore economico dalla più ampia gamma di reti sarà fondamentale in questo caso. Le competenze richieste ai Digital Marketer includono:

  • Conoscenza degli strumenti di marketing digitale
  • Conoscenza degli strumenti di analisi
  • Social Media Marketing
  • Content Marketing
  • SEO
  • UX (User Experience Design)

7. Social Media Management

Alcune delle attività più efficaci di PR oggi vengono svolte quasi esclusivamente attraverso i social media.

Twitter, Facebook, Reddit, Instagram e innumerevoli altre piattaforme consentono alle aziende tecnologiche di arrivare direttamente a clienti, leader di pensiero ed evangelist. I migliori responsabili delle PR tecnologiche hanno skill trasversali che comprendono il mondo del Social Media Management.

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8. Le competenze digitali più richieste: Data Science and Data Analytics

competenze più richieste dai datori di lavoro - analista dei dati

Le aziende raccolgono enormi quantità di dati che possono essere immensamente preziosi se hanno in organico un analista di Big Data in grado di dare un senso ai numeri.

I Data Scientist sono molto richiesti dai datori di lavoro di tutto il mondo e si tratta di un eccellente percorso di carriera per i professionisti dell’era digitale. Oggi la domanda supera di gran lunga l’offerta, rendendo i data Scientist altamente occupabili.

Un recente rapporto McKinsey ha dimostrato che “solo negli Stati Uniti mancano da 140.000 a 190.000 persone con competenze analitiche e 1,5 milioni di manager con capacità di prendere decisioni basate sull’analisi dei big data”. Poiché la “scienza dei dati” diventa un requisito minimo per un numero sempre maggiore di posti di lavoro a livello manageriale, questo percorso vi aiuterà a posizionarvi davanti a molti candidati.

9. Decision Making

Il processo decisionale è fondamentale per i leader nell’era digitale. Secondo il World Economic Forum, per coloro che desiderano rendere la propria carriera a prova di futuro, la costruzione di competenze in aree che difficilmente le macchine potranno affrontare in modo efficace (ad esempio la risoluzione di problemi complessi, la creatività e il problem solving) è probabilmente la migliore ricetta per il successo.

Le organizzazioni hanno bisogno di leader in grado di attingere alle proprie conoscenze ed esperienze per prendere decisioni rapide. L’economia comportamentale è una delle strade percorribili dai professionisti per migliorare le proprie capacità decisionali. L’economia comportamentale studia gli effetti dei fattori psicologici, cognitivi, emotivi, culturali e sociali sulle decisioni economiche di individui e istituzioni. L’apprendimento di questa competenza migliorerà le vostre capacità decisionali grazie all’acquisizione di conoscenze provenienti dai campi della psicologia cognitiva e sociale.

10. Skill che l’azienda non ha mai visto prima

Quando un datore di lavoro deve decidere tra una dozzina di candidati ugualmente qualificati, vorrà vedere qualcosa che lo aiuti a prendere una decisione, qualcosa di unico che un candidato può portare al team.

Potrebbe trattarsi di un lavoro su una tecnologia emergente o di qualcosa di completamente fuori dal campo di applicazione richiesto. Entra quindi in gioco un elemento di unicità: per esempio, l’esperienza di lavoro in team internazionali interfunzionali è molto richiesta dalle aziende tecnologiche di tutto il mondo. Comunicare in modo chiaro ai membri dei team di tutto il mondo e attraverso diversi fusi orari aiuta le organizzazioni a operare in modo più efficace ed efficiente.

cos'è il quiet quitting

Cos’è il Quiet Quitting, la nuova fase delle Grandi Dimissioni

Cos’è il Quiet Quitting? È la nuova tendenza che interessa il mondo del lavoro, soprattutto fra i giovani della Gen Z: si tratta della decisione di non andare oltre le proprie mansioni minime, rifiutandosi, per esempio, di rispondere alle email dopo l’orario di lavoro o nel fine settimana, oppure di accettare straordinari e incarichi che esulano dalla normale attività quotidiana.

Cosa c’è da sapere sul Quiet Quitting

Il trend è diventato popolarissimo grazie a TikTok, la piattaforma di intrattenimento social più utilizzata dalla generazione Z: Zaid Khan, 24 anni, ingegnere di New York, ha reso popolare questa tendenza con il suo video virale a luglio ed è lui stesso a definire il fenomeno con queste parole: “Si continua a svolgere i propri compiti, ma non si aderisce più alla cultura della competizione verso se stessi e gli altri, secondo la quale il lavoro deve essere la nostra vita“, dice Khan nel suo video. “Il tuo valore come persona non è definito dal tuo lavoro“.

@zaidleppelin On quiet quitting #workreform ♬ original sound – ruby

Il nuovo approccio al mondo del lavoro, partito come spesso accade dagli Stati Uniti, è chiaramente una risposta alla cosiddetta cultura dell’hustle, il lavoro 24 ore su 24, 7 giorni su 7, reso popolare da personaggi come Gary Vaynerchuk.

Il quiet quitting è un antidoto alla cultura della competizione“, ha dichiarato Nadia De Ala, fondatrice di Real You Leadership, che ha “lasciato silenziosamente” il suo lavoro circa cinque anni fa. “È quasi una forma di resistenza diretta e di protesta verso l’hustle culture. E credo sia entusiasmante che sempre più persone lo facciano“.

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quiet quitting cos'è

Perché parliamo di Quiet Quitting

L’anno scorso, le Grandi Dimissioni hanno dominato il ciclo delle notizie economiche. Ora, nella seconda metà del 2022, è la tendenza alle dimissioni silenziose a guadagnare slancio, in un momento in cui il tasso di produttività degli Stati Uniti desta qualche preoccupazione.

I dati sulla produttività dei lavoratori statunitensi hanno infatti registrato il maggior calo annuale nel secondo trimestre.

Secondo Jaya Dass, direttore generale di Randstad per Singapore e Malesia, il quiet quitting è un “impatto residuo” del Covid-19 e delle Grandi Dimissioni, in cui i dipendenti si sono sentiti autorizzati a riprendere il controllo della propria vita lavorativa e personale.

quite quitting e grandi dimissioni di cosa si tratta

Quella che prima era una sfida passiva e aggressiva all’equilibrio tra lavoro e vita privata ora sta diventando una richiesta molto diretta“, ha detto.

Kelsey Wat, career coach, è d’accordo e ha detto che le “dimissioni silenziose” sono ora un modo per i lavoratori di “attaccare” le aziende che li vedono “come un altro ingranaggio della macchina”.

Se il fenomeno de Le Grandi Dimissioni prevedeva una pubblicizzazione dell’abbandono del posto di lavoro, soprattutto sui social, generando apprezzamento e sostegno all’eroe in grado di abbandonare le condizioni di lavoro che non riteneva soddisfacenti, il quiet quitting vira verso un comportamento più passivo, in grado di generare un sollievo immediato sulla vita del lavoratore e sui suoi ritmi che rischia, però, di minare a lungo termine la produttività delle aziende.

Microcopy per macro-risultati: Guida pratica alla scrittura persuasiva

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi. L’argomento di questa puntata è dedicato al microcopy, scopriremo che cosa sono i micro testi, le caratteristiche principali dei microtesti che convertono ed esempi concreti di microtesti efficaci.

A parlarne con noi  Alice Morrone Head of Omnichannel Conversion Marketing in FIND.

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