Master Online in Social Media Marketing

Diventare un esperto in Social Media Marketing: strategie e strumenti

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Roberta Leone.

Come sempre, è meglio partire da una definizione chiara: cos’è il Social Media Marketing?

È quell’aspetto del marketing (attività o serie di attività) che i marketer utilizzano per “connettersi” con i fan, i clienti, i consumatori, i partner e per creare prospettive di guadagno attraverso piattaforme specifiche: i Social Media.

L’obiettivo del Master Online in Social Media Marketing è stato proprio quello di fornire le strategie di comunicazione e gli strumenti migliori per il Social Media Management.

I Guerrieri Ninja che hanno partecipato al Master hanno avuto la possibilità di approfondire le funzionalità degli strumenti e le potenzialità del settore con i migliori esperti italiani del marketing e della comunicazione digitale.

Social media marketing

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Grazie ai 13 docenti del Master abbiamo imparato:

  • quali Social Network scegliere nella nostra strategia e perché;
  • come trasformare i dati insight in nuove opportunità per migliorare la nostra strategia;
  • come organizzare il social team per ottenere i risultati migliori;
  • cos’è la content strategy e come costruirla;
  • le principali caratteristiche di Facebook, Twitter, LinkedIn, Youtube, Snapchat e Instagram;
  • come ottimizzare i nostri post in ottica SEO;
  • come creare, usare e promuovere i chatbot.

Infine ci siamo soffermati sullo studio dei principali social media trend.

Ma andiamo con ordine, ecco alcune delle competenze e conoscenze chiave che abbiamo imparato durante il Master Online.

1. Ogni singola attività del Social Media Marketing deve essere pianificata all’interno della nostra strategia

La strategia è la parte fondamentale di qualsiasi attività di digital marketing e comprende diverse voci: analisi dei competitor, asset comunicativo, tone of voice, content strategy e piano editoriale.

Social Media Marketing

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2. Costruire un piano editoriale efficace

Un piano editoriale è fondamentale perché ottimizza la gestione dei social. L’errore classico che si fa è quello di gestirli nella quotidianità ma si rischia di cavalcare l’attimo senza essere davvero incisivi nel comunicare i punti che ci differenziano dalla concorrenza.

Quali sono i tre messaggi che vorrei che il mio utente comprendesse a fondo?

Per assicurarci che lo facciano, ci “inventiamo” delle rubriche, prestando attenzione all’alternanza dei contenuti. Una visione dall’alto per assicurarci che l’utente percepisca esattamente il messaggio che vogliamo.

2. Frequenza: quanto spesso dovrei pubblicare?

Dovremo farci guidare da un’unica considerazione: quant’è rilevante questo contenuto per l’utente? Se non hai troppi contenuti rilevanti non sforzarti per trovarli, e punta invece sulla qualità.

3. L’importanza del social media monitoring

Il monitoring non è un’attività limitata nel tempo: va tradotto in azione e i risultati delle azioni stesse devono essere rimisurati. Misurare quotidianamente le performance del brand e dei competitor con l’obiettivo di creare report azionabili (che portano ad un’azione).

4. Performance Marketing

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Le azioni di performance sono quelle azioni compiute dagli utenti vicine alla generazione di fatturato per un’azienda. Le azioni possono essere compiute in modo organico o tramite attività di (qualunque tipo di) advertising.

Si caratterizzano per un Costo di acquisizione (CPA), una serie di canali di acquisizione traffico, un target ed una landing page (modulo di iscrizione). Naturalmente la vendita è l’azione di performance regina, ma prima di questa ce ne sono un numero svariato.

4. Social Media Advertising: un esempio su Facebook

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Dal 2013 ad oggi la visibilità organica su Facebook è calata drasticamente, ma in parallelo è cresciuto il valore delle sue azioni. Questo vuol dire fondamentalmente una cosa: è necessario utilizzare gli strumenti di advertising per migliorare le performance del nostro piano editoriale.

Una campagna su Facebook si struttura su tre livelli:

  • I Livello: campagna → qui si definisce l’obiettivo. È la punta della piramide delle nostre operazioni di sponsorizzazione, dove decidiamo se vogliamo convertire in visite al sito, acquisti, like alla pagina, iscrizioni… Per ogni obiettivo occorre creare una campagna diversa.
  • II Livello: gruppo di inserzioni / AD Set → al secondo livello si definiscono invece dei parametri fondamentali come il target, il budget, le aste, il posizionamento e la programmazione.
  • III Livello: creatività → a questo livello è possibile impostare solo la creatività (link, immagini o testo) ma non è più possibile variare i parametri impostati nel gruppo di inserzioni che rimarranno gli stessi per ogni creatività selezionata.

Social Media Marketing: ecco cosa sappiamo fare adesso

Social Media Marketing

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Grazie al Master della Ninja Academy, adesso sappiamo:

  • progettare una social media strategy
  • analizzare i dati e trasformarli in opportunità
  • organizzare un team, selezionare gli strumenti di lavoro e creare una policy;
  • ottimizzare il piano editoriale in ottica SEO;
  • progettare la content strategy;
  • creare e monitorare azioni di performance marketing;
  • creare campagne di social media marketing con i principali social network;
  • creare e promuovere un chatbot.

L’esperienza Ninja Academy

Il corso di Ninja Academy non è stato solo un momento didattico, ma alle sessioni di apprendimento si sono alternati quelli di confronto tra gli studenti.

Master Online in Social Media Marketing

Con il costante supporto e l’attenta supervisione del nostro tutor Lucia Zanetta

Master Online in Social Media Marketing

…e le pronte risposte ad ogni dubbio da parte dei docenti

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… il gruppo Facebook dedicato del Master si è trasformato in una stimolante aula virtuale.

E adesso?

Non ti resta che completare la tua formazione a 360 gradi per diventare un Ninja del web con il Master in Digital Marketing di Ninja Academy. Un percorso completo per sviluppare e aggiornare le competenze dei professionisti d’azienda e d’agenzia, così come da startupper e freelance sulle strategie di marketing e vendita in ambito digitale.

Si approfondiranno gli aspetti distintivi, le funzionalità e le potenzialità di attività quali Social Media Marketing, SEO, Video, Content, Mobile Marketing, etc. con i migliori esperti italiani del marketing e della comunicazione digitale.

Affrettati, le iscrizioni stanno per terminare! Per qualsiasi informazione, puoi scrivere a info@ninjacademy.it oppure telefonare 02/400.42.554

Be Ninja!

funnel di vendita

Funnel di vendita: cos’è, come costruirlo e sfruttarlo al meglio. Le migliori idee del 2023

Si tratta probabilmente dell’argomento che ogni digital manager sta affrontando in questo periodo. Non è una vera e propria novità, ma sei davvero sicuro di sapere cosa sia un sales funnel? Nel mondo del (web) marketing, e più in generale in ogni business, un funnel di vendita rappresenta il percorso del potenziale cliente, da quando entra nell’imbuto di vendita fino a quando diventa cliente, e poi fan, testimonial e brand ambassador.

LEGGI ANCHE: Content Marketing: ecco come intercettare la Generazione Z

Cosa sono ToFu, MoFu e BoFu?

ToFu, MoFu e BoFu sono le abbreviazioni delle tre fasi di un funnel di vendita dinamico. Sapere in quale fase si trovano i potenziali clienti in questo processo fornisce preziose indicazioni ai sales e agli addetti marketing per la definizione del loro approccio, per la regolazione del target, del tono di voce, della frequenza delle call to action o dell’intensità con cui devono coinvolgere i clienti, senza rischiare di essere invadenti.

ToFu

Nella fase ToFu (top-of-funnel) gli addetti marketing hanno la possibilità di raggiungere un’ampia portata di persone. Qui si possono utilizzare tecniche più “morbide” per comunicare, offrendo contenuti come post sul blog, video didattici e white paper che si adattano alle esigenze dei potenziali clienti. Un approccio proattivo ci darà l’opportunità di creare un ricordo nella mente di chi è alla ricerca di soluzioni.

MoFu

Nella conversazione a metà del tunnel (middle-of-funnel), i marketer hanno l’opportunità di presentare la loro azienda come la soluzione ideale, adatta ai desideri e alle esigenze dei clienti.
Attraverso tattiche di lead nurturing le aziende possono utilizzare demo gratuite o recensioni positive dei clienti per attirare nuovi potenziali acquirenti.

BoFu

Quando il processo di vendita si avvicina alla conclusione, entra in gioco il marketing della fase BoFu (bottom-of-funnel). Si tratta di un approccio molto personalizzato, che comprende email con offerte specifiche, telefonate mirate e incontri per costruire relazioni di qualità. Per accelerare l’efficienza delle campagne di lead nurturing in questa fase arriva in nostro soccorso la marketing automation con strategia per ottenere i risultati migliori senza investire troppo tempo o denaro.

Il funnel di vendita: dall’attenzione al cliente

Nell’imbuto entra molto ma esce poco. Se in un processo di vendita è assolutamente fisiologico che converta una parte minore di coloro che entrano nell’imbuto di vendita (altrimenti l’imbuto sarebbe un tubo), d’altra parte sarà nostro compito fare in modo che il più possibile di coloro che entrano nel sales funnel ne escano da clienti.

Un funnel di vendita ha quindi l’obiettivo di portare il visitatore dal primo step, l’attenzione, fino all’ultimo, l’azione, dove si realizza la conversione.
Cos'è un un funnel di vendita e come costruirlo?

Solo una volta che un visitatore potenzialmente interessato al tuo prodotto o servizio diventa lead o prospect, tramite determinate azioni, chiamate spesso di lead nurturing, che utilizzano strumenti automatizzati come gli autoresponder, possono diventare clienti. Ma perché oggi è così importante costruire un funnel?

1. La vendita a freddo è difficile

A meno che tu non sia un brand famoso come Amazon, che arriva a registrare un 74% di tasso di conversione dai clienti Prime, vendere a una persona che non sa chi sei è difficile.

Cos'è un un funnel di vendita e come costruirlo

2. La stragrande maggioranza dei visitatori del tuo sito non convertirà la prima volta che arriva

Le statistiche confermano come la grande maggioranza di chi accede a un sito ne esce senza convertire.

Lo sapevi che, secondo una statistica, il 97% dei visitatori di un eCommerce lo abbandona senza convertire? O che il 67% di loro semplicemente acquisterà in un secondo momento? O meglio, lo farà se ritornerà sul sito per farlo.

3. Se non ti connetti, perdi l’utente (forse per sempre) e anche i tuoi soldi

Proprio perchè la stragrande maggioranza dei visitatori del tuo sito non diventerà cliente appena entra, è indispensabile istituirci una connessione, per evitare, ad esempio, di aver speso denaro nel veicolare persone al tuo sito che poi escono senza ritornare mai più.

Detto questo, passiamo al dunque: cosa devi fare?

Come costruire il tuo funnel

Semplificando, ho voluto distinguere quattro momenti fondamentali che dovrai considerare nella costruzione del tuo funnel di vendita. Si può approfondire ogni passaggio e proseguire oltre questi quattro step, ma ecco cosa ti serve per iniziare.

Fase 1: crea attenzione sul tuo prodotto o servizio

La prima fase consiste ovviamente nel farti notare, al fine di far entrare nel tuo funnel dei potenziali clienti. Come? Puoi usare uno dei tanti strumenti del web marketing, ad esempio:

  • Facebook Advertising
  • Il traffico organico SEO
  • Google Adwords
  • Guest posting su altri siti
  • Condivisione sui social media

Ovviamente, per ognuno di questi strumenti dovrai targetizzare in modo tale da far entrare nel tuo imbuto visitatori realmente in target con il tuo prodotto o servizio.

Fase 2: crea interesse sul tuo prodotto o servizio

In questa fase puoi far approdare i tuoi visitatori a una landing page, dove persuaderli della qualità di ciò che proponi.

Cos'è un un funnel di vendita e come costruirlo?

Fase 3: crea desiderio sul tuo prodotto o servizio

Se offri un servizio, per stimolare il desiderio nel tuo potenziale cliente, potresti offrirne una demo o una versione di prova gratuita. Questa è la fase giusta, per esempio, per registrare alcuni dati, che ti permetteranno in seguito di ricontattare l’utente che ha già provato il prodotto, attraverso azioni di remarketing mirate.

E questo ci permette di passare all’ultima fase del nostro funnel di vendita.

Fase 4: stimola all’azione di conversione

Il lead “caldo” deve solo essere trasformato in cliente: potresti, ad esempio, fare un’offerta.

I tool per creare funnel efficaci

L’acquisizione di nuovi clienti è una sfida per qualsiasi azienda, ma governare gli strumenti giusti può rendere tutto più semplice.

Tra i principali tool per la creazione di funnel, progettati per massimizzare le conversioni e far tornare gli utenti ad acquistare da noi troviamo Hubspot e ClickFunnel.

ClickFunnel è la scelta obbligata per i digital marketer che vogliono fare dei funnel una parte integrante della loro strategia. La piattaforma possiede un editor facile da usare che crea landing page accattivanti, oltre a pagine con precise funzionalità di automazione, con possibilità di creare fluissi di email marketing e di annunci Facebook.

Con HubSpot, le aziende hanno accesso a una vasta gamma di strumenti di vendita. Dalla possibilità di creare e pubblicare contenuti con facilità, alle campagne di email marketing automatizzate che portano i lead direttamente nell’imbuto, le aziende possono sfruttare le potenti funzionalità di questa piattaforma per ottenere risultati di crescita reali.

Ma non solo. HubSpot è un tool intelligente specifico per le vendite che permette di tenere tutto sotto controllo, anche la customer care. Grazie al suo CRM integrato è possibile sviluppare facilmente funnel che attraggono nuovi clienti, coinvolgendo e fidelizzando quelli già esistenti.

Netflix lancia la terza stagione di Narcos, i social network rispondono “presente”

***SPOILER ALERT***

 

Pablo Escobar è morto. E per quanto prevedibile fosse, tutti abbiamo sussultato come trafitti dalle pallottole che lo colpivano, mentre si accasciava su quel tetto. Non stiamo parlando del 1993, quando è avvenuto il fatto, ma della seconda stagione di Narcos, quando si andava in giro dicendo “Plata, o plomo” anche chiedendo il resto del caffè al bar.

Netflix si è quindi trovata in un fantastico cul de sac narrativo, uno di quelli in cui il pubblico chiede a gran voce “we want more”, ma in cui l’eroe – per quanto discutibile – è stato eliminato. Come approcciare quindi una stagione 3 convincendo tutti i fan che lo spettacolo sarà all’altezza?

Quel che serve è un nuovo eroe. Magari un personaggio che si è fatto strada nelle stagioni precedenti, fino a spodestare Steve Murphy, il gringo buono e biondo che arrestò Pablo. Il sergente Pena, con tutte le sue ombre e l’insofferenza di sentirsi cucito addosso un ruolo che non gli appartiene, sembra un ottimo punto di partenza. Senza contare che Pedro Pascal, l’attore che interpreta il sergente bello e dannato, è stato coronato dal pubblico come nuova star e sex symbol.

Il secondo ingrediente, una volta trovato l’eroe, è sicuramente il nemico. E qui ne abbiamo addirittura quattro, i padrini del cartello di Cali.

Ma stiamo parlando di Netflix, che non lascia sicuramente le storie a raccontarsi da sole. Anzi, qui arriva l’ingrediente numero tre, ovvero la campagna di advertising che ha portato tutti noi a barricarci in casa il primo settembre a fare binge watching.

Iniziamo con una piccola deviazione dal mondo social che ci compete, per ricordarci che una buona strategia sa entrare nella vita delle persone anche in modalità offline, per sorprenderli quelle poche volte che si è disconnessi e creare nuove reazioni. Stiamo parlando del White Countdown, ovvero dell’installazione di una clessidra contente una polvere bianca piuttosto simile alla cocaina e disposta sugli Champs-Elysées a Parigi, per marcare il tempo mancante al lancio della stagione 3.

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Si continua sui canali ufficiali del broadcaster. In Italia ha fatto particolarmente scalpore il caso Saviano, che sembrerebbe un Fail se si considerano i commenti del pubblico, che non ha apprezzato l’inserimento del personaggio in relazione a Narcos. Tuttavia dato il tono di tali commenti e la crescente abitudine del nostro paese di aggredire pubblicamente persone e idee (vedi caso Buondì) e, soprattutto, data la quantità di interazioni e condivisioni con il post, sembrerebbe che Netflix sappia benissimo quel che sta facendo.

LEGGI ANCHE: Buondì, chi dimentica è complice: epic win e fail della settimana

Continuano gli interventi quasi “educativi“, la cui necessità si è probabilmente palesata nel momento in cui, venendo meno il mito indiscusso (e celebre) di Pablo Escobar, si è dovuta creare conoscenza, oltre che suspance e “excitement” attorno al cartello di Cali. E indovinate, missione compiuta.

Strategia che ritroviamo nella pagina ufficiale di Narcos.

Ovviamente non tutto vien per educare, soprattutto quando si parla di cartelli del narcotraffico. Non mancano dunque contributi dai toni ironici che caratterizzano tipicamente la comunicazione di Netflix.

Diamo uno sguardo poi a chi si è inserito nella conversazione iniziata da Netflix su Narcos. A bordo troviamo il ristorante portoghese di franchising Nando’s, le ciambelle Donettes e Ceres.

Ma anche i TheJackal non potevano esimersi dal proporre la loro risposta.

Infine, sembrerebbe che la mossa social per eccellenza, però sia una sola: aver preso Miguel Angel Silvestre da Sens8 e averlo inserito nel cast. Il suo mix di giocosità, qualche dote naturale e una certa spontaneità su Instagram e Facebook ne fanno la nuova social star.

Mi hermanito @pascalispunk y yo, nos vamos de Colombia más felices de lo que llegamos! Gracias por vuestro cariño. Yo me quedaba a vivir en vuestro Paraiso!

Un post condiviso da Miguel Angel Silvestre (@miguelangelsilvestre) in data:

burger king contro gli hipster

Keeping it real, la campagna di Burger King contro gli Hipster

Hungry Jack’s, la filiale australiana di Burger King si è affidata all’agenzia Clemenger BBDO per la sua ultima campagnaKeeping it Real”.

Con uno spot da 60 secondi, con caratteristiche tipiche che ricordano un film d’azione, il re degli hamburger decide di opporsi alle nuove tendenze culinarie.

Il protagonista si trova all’interno di una sorta di hamburgeria alla moda e risponde ad un panino-telefono che comincia a suonare, poggiato sopra al suo tavolo. La voce dall’altra parte della cornetta lo invita a osservare il piatto di fronte a lui, un mini (molto mini) sandwich con una punta di salsa, che hamburger proprio non si può definire, e lo esorta dicendo “Tu non sei come loro, meriti qualcosa di più sostanzioso, mantienilo reale!”.

In un mondo costantemente in evoluzione e cambiamento, almeno l’hamburger andrebbe “mantenuto reale”.

Lui si guarda intorno e improvvisamente l’ambiente circostante diventa incombente: macchine da scrivere, persone che fotografano il piatto “troppo instagrammabile”, bevande in vasetti di marmellata, cappelli e barbe, rendono l’ambiente quasi soffocante e il nostro eroe, telephonburger alla mano, si lancia in una sorta di corsa contro il tempo, alla ricerca di un vero Hamburger.

keeping it real burger king hipster

Anche Mc Donald’s aveva già sperimentato qualcosa di simile nel Regno Unito per Mc Cafè con uno spot che prendeva in giro in maniera molto ironica i bar “hipster”, ma lo spot di Burger King è certamente molto più di impatto.

Burger King riafferma i propri valori aziendali

Trasmessa in TV, pianificata in digitale e nei punti vendita, “Keeping it Real” fa parte delle campagne irriverenti di Burger King.

Invece di rincorrere le tendenze del momento, l’azienda ha preferito riaffermare i propri valori di generosità, carne alla griglia e tanto grasso. 

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Infatti Scott Baird, CMO di Hungry Jack’s, nel commentarla la definisce come una campagna che va oltre alla semplice promozione, è la rappresentazione dell’ideologia, dell’essenza, del brand stesso. Fa notare così come l’azienda negli ultimi 18 mesi abbia fatto molti cambiamenti per poter offrire la più alta qualità di ingredienti utilizzati nei propri prodotti, come per esempio carne priva di ormoni, uova da allevamento libero, niente aggiunta di coloranti o altri tipi di sapori.

Lego House

Lego House aprirà in Danimarca a fine settembre

Il prossimo 28 settembre in Danimarca sarà inaugurata la Lego House, un “experience center” che comprenderà attrazioni a pagamento e aree libere d’intrattenimento realizzate per tutti gli appassionati dei mattoncini. La costruzione, iniziata nel 2014, è quasi terminata.
Ecco il video drone in cui si vede il cantiere dall’alto:

Prima dell’apertura ufficiale dell’edificio Lego ha eseguito delle “visite test” in cui i dipendenti, insieme alle loro famiglie, sono stati invitati a provarla.

Situato nel centro di Billund, sede legale del gruppo Lego, il complesso attirerà 250 mila ospiti ogni anno con circa 2.500 visitatori durante i giorni di punta.

Un progetto firmato Bjarke Ingels Group

Lego House

All images and video courtesy of Lego

Progettato dallo studio danese guidato da Bjarke Ingels, l’edificio comprende 21 blocchi bianchi sovrapposti e collegati a incastro. In cima: un gigantesco Lego 2×4, il cosiddetto ‘Keystone’.

“Il mattone Lego è stato incorporato nell’architettura in un modo semplice ma ingegnoso e mostra la creatività sistematica che sta nel cuore di tutti i giochi Lego”, spiega Jesper Vilstrup, direttore generale della struttura.

Gli enormi mattoni creano spazio per le attività al coperto, offrendo allo stesso tempo luoghi pubblici all’aperto.

Il piano terra includerà un gigantesco negozio, tre ristoranti (in uno dei quali si potranno ordinare mattoncini Lego serviti da robot), diverse strutture per conferenze e una piazza pubblica di 2.000 metri quadrati. Inoltre, all’interno della Lego House sono previsti terrazzi all’aperto per godere di viste panoramiche e tante zone dedicate esclusivamente ai giochi.

Lego House

Il primo e il secondo piano saranno suddivisi in quattro zone gioco. Ogni percorso avrà un colore diverso e rappresenterà un aspetto dell’apprendimento dei bambini: il rosso la creatività, il blu l’aspetto cognitivo, il verde la narrazione e il giallo la sfera emotiva.

Il complesso prevederà l’allestimento di un museo dedicato alla storia del brand e una galleria dove saranno esposti i grandi capolavori dell’arte del mattoncino.

Lo special kit Lego House

La Lego House sarà celebrata anche con l’uscita di uno special kit della linea “Lego Architecture” formato da 774 pezzi, che consentirà di montare, smontare e ricostruire l’edificio firmato BIGBjarke Ingels Group.

Pensata per i più piccoli, con la capacità di conquistare anche i grandi, la Lego House rappresenta un moderno esempio di villaggio per il gioco e l’educazione, che offre un’affascinante opportunità di combinare mattoni e creatività.

Netflix, Kipling e Swedish Armed Forces: i migliori annunci stampa della settimana

Diciamoci la verità, il lunedì non può essere un buon lunedì senza la classica rubrica Ninja sui migliori annunci stampa della settimana!

Ma non preoccuparti, perché anche oggi ci pensiamo noi a ricaricare la tua vena creativa e a ispirarti con una selezione delle più belle produzioni dalle agenzie creative di tutto il mondo.

Senza perdere altro tempo, partiamo nel nostro tour tra i Best Adv of the Week di oggi.

Netflix – Stranger Things Season 2

A due mesi dal debutto della nuova stagione, Netflix ha presentato una serie di poster retrò che prendono ispirazione dagli anni Ottanta. Twittati direttamente dall’account di Netflix, i manifesti basati su foto con filtri rossi, ci mostrano i 12 personaggi dello show accompgnati dalla tagline “It only gets Stranger …”.

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Kipling – A beautiful bag…

In una variazione piena di tre colori, dal rosa al blu, le borse, gli zaini e le valigie di Kipling rivelano la loro vera essenza: una borsa bellissima è capace di coniugare sempre estetica e funzionalità.

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migliori annunci stampa

Advertising Agency: DDB & Tribal Worldwide, Amsterdam, Netherlands

Volkswagen – Il messaggio vocale

Anche Volkswagen si inserisce nel contesto dei messaggi rivolti ad aumentare la sicurezza alla guida, riportando l’attenzione sulla pericolosità anche dei messaggi vocali mentre si è al volante.

Semplice ed efficace l’annuncio ideato da DDB, che invita ad usare lo smartphone solo se si utilizza App-connect.

migliori annunci stampa

Advertising Agency: stv DDB, Milan, Italy
Executive Creative Director: Aurelio Tortelli
Client Creative Directors: Maurizio Tozzini, Gabriele Goffredo
Art Director: Marco Flaviani
Copywriters: Gianluca Nucaro, Alessandro Monestiroli
Account Director: Sonia Magri
Account Supervisor: Jasmine Minetto

Colégio Master – There’s always room for knowledge

Rispetto ad un hard disk, il cervello umano può conservare fino a 1 milione di gigabyte di informazioni. Soprendente vero?

Questo annuncio, sviluppato per Colegio Master da Delantero, mostra la quantità di libri, film e musica che siamo in grado di memorizzare nel nostro disco rigido più affidabile.

“C’è sempre spazio per la conoscenza”.

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moviesx

musicx

Advertising Agency: Delantero Comunicação, Brazil
Executive Creative Directors: André Miyasaki, Marcel Pinheiro, Pádua Sampaio
Copywriter: Giovanna Castro
Art Director: Pádua Sampaio
Associate Creative Director: Mário Hollanda

Swedish Armed Forces – We Go All the Way

Per il Pride Festival di Stoccolma di quest’anno, le forze armate svedesi hanno voluto dimostrare il loro sostegno. Il loro sforzo verso l’uguaglianza è associato al dovere costante di proteggere i diritti all’amore senza distinzione e all’espressione di sé, così hanno voluto celebrare sia gli uomini che le donne all’interno delle Forze armate che svolgono questo compito ogni giorno e tutti quelli che sfileranno.

Il messaggio, semplice e chiaro, ha scatenato un’enorme risposta anche sui canali delle forze armate svedesi, perché il diritto di vivere come si desidera va difeso sempre.

migliori annunci

Advertising Agency: Volt, Stockholm, Sweden
Art Directors: Jörgen Berglund, Johanna Johansson
Copywriters: Petter Nylind, Daniel Jakobsson
Project Manager: Malin Almqvist
Production Manager: Camilla Ryttare
Planner: Cornelia Wangel
Final Art: Åsa Stjärnquist
Account Director: Henrik Stampe
Photographer: Henrik Bonnevier

LEGGI ANCHE: Gardena, Audi e Make a Change: i migliori annunci stampa della settimana

Che ne pensi degli annunci stampa di questa settimana? Commentali con noi sulla pagina Facebook di Ninja Marketing e continua a seguirci! L’appuntamento è alla prossima settimana.

3 trucchi per superare le selezioni di un MBA

Potrebbe sembrare strano, ma la parte più difficile di un Master in Business Administration è l’ammissione e l’incontro con i docenti. Scegliere il corso, compilare la candidatura, affrontare test e colloqui faccia a faccia con i selezionatori sono le fasi che determinano l’accesso all’MBA. Come prepararsi al fatidico momento?

Per superare i test ti proponiamo 3 trucchi che potranno aiutarti ad affrontare al meglio la selezione del corso che può rivoluzionare la tua carriera lavorativa e trasformarti in un top manager.

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1. Strutturare al meglio la candidatura

I selezionatori MBA vogliono capire le tue passioni e le tue aspirazioni in relazione al master e, in particolare, al corso che vorresti frequentare. Quindi, nel redigere la candidatura è importante, in primis, scegliere il percorso formativo che più si addice alle tue esigenze perché ci sono corsi full-time, part-time, EMBA, le materie di studio si differenziano in base all’orientamento degli istituti e quale sia la scelta didattica più adatta a te puoi saperlo solo tu e dipende anche da cosa vuoi fare da grande!

Inoltre, nel compilare la candidatura bisogna curare nei minimi dettagli il curriculum facendo emergere persino il percorso che vorresti intraprendere dopo la specializzazione. Ad esempio, se ti interessa frequentare un MBA per dare una svolta alla tua carriera è fondamentale che nel cv si evidenzino le competenze che ti hanno permesso di affrontare le sfide in passato e la tua capacità di apprendimento. Ma attenzione! Il curriculum deve essere breve, al massimo una pagina, quindi scegli bene le qualifiche da inserire per fare un’ottima impressione ai selezionatori.

cose da eliminare dal tuo curriculum

Possono condizionare l’andamento della candidatura in senso positivo o negativo e non sono certo un banale pezzo di carta: stiamo parlando delle lettere di presentazione. Fondamentali per accedere all’MBA, bisogna scegliere bene a chi chiederle perché è da considerare che i selezionatori preferiscono lettere professionali rispetto a quelle accademiche. Muoviti per tempo se vuoi avere una lettera di presentazione che rispecchi veramente la tua esperienza con la persona con la quale hai collaborato e possa essere uno strumento che faciliti il tuo inserimento all’MBA.

2. Avere il giusto spirito per il test

Il test non è facile! Il consiglio principale è di iniziare subito il Graduate Management Admission Test (GMAT) in maniera tale da avere più tempo a disposizione per poter migliorare il punteggio. L’obiettivo del test è valutare l’attitudine agli studi economici che hai sviluppato durante il percorso accademico e professionale.

Ci sono domande a risposta multipla alle quali bisogna rispondere con molta attenzione ma è anche vero che l’algoritmo tiene in considerazione gli errori banali, senza troppe penalità sul punteggio finale. Ricordati che puoi sempre rifare il test e che le scuole non giudicano negativamente gli allievi che si ripresentano a sostenere il GMAT. Inoltre, nel caso in cui tu abbia ottenuto un basso punteggio al test puoi contare di superare le selezioni con ottimi risultati professionali, studi accademici, referenze o attraverso la stesura di una domanda di ammissione particolarmente brillante. Mostra ai selezionatori che sei disposto a lavorare duramente per avere successo: una qualità che è cruciale per un candidato MBA!

3. Partecipare al The MBA Tour

The MBA Tour organizza eventi che offrono l’opportunità ai candidati di incontrare faccia a faccia i docenti selezionatori delle migliori scuole di business in tutto il mondo. Durante i colloqui si possono avere informazioni sulle procedure di ammissione al master ma non è da trascurare la possibilità per gli aspiranti allievi di presentarsi ai selezionatori: è importante fare una buona impressione perché catturare positivamente l’attenzione dei docenti sin dal primo incontro può incidere sull’ammissione all’MBA.

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Con la miglior mise da lavoro, tieni in mano il tuo curriculum e proprio quando ti presenti davanti ai selezionatori che all’MBA Tour rappresentano la scuola che hai sempre voluto frequentare la mente ti si annebbia: come superate questo momento?

È fondamentale avere qualcosa (di intelligente!) da dire e quindi è meglio preparare un discorso. Niente grandi orazioni ma semplicemente basta raccontare al docente perché ti interessa fare un MBA e quali sono i tuoi obiettivi. Per evitare vuoti di memoria puoi anche scrivere i punti principali del tuo pitch su un foglio così da poterli esporre a braccio ma senza dimenticare niente. Ricorda che i selezionatori vogliono rispondere alle tue domande e darti le migliori informazioni possibili, quindi è importante essere schietti durante la presentazione, raccontando il vero motivo per cui sei interessato all’MBA di quella scuola.

Il colloquio con i selezionatori presenti all’evento è già un primo step per l’accesso all’MBA quindi non farti prendere dall’ansia, rilassati, sii te stesso e segui i consigli del prof. Sheldon Dookeran, Assistant Director Recruitment & Admissions Rotman School of Management.

Ora sei pronto a partecipare all’evento gratuito che lunedì 18 settembre si terrà a Milano! Iscriviti sul sito web The MBA Tour 

THE MBA TOUR

Lunedì 18 settembre, 2017
17:00 – 22:00

Westin Palace Milano
Piazza della Repubblica 20
Milan, 20124 Italy
(39)(02) 63361

Iscriviti Qui

La manifestazione è gratuita

Mellon, l’app per fare affari con gli amici che spopola su iTunes

Si chiama Mellon ed è tra le app consigliate da iTunes da luglio 2017: una app mercatino che ti permette di fare affari con la tua rete di amici, compresi quelli di Facebook.

La startup italiana propone un modello di business apprezzato dagli utenti proprio per l’elevato grado di affidabilità che propone: le truffe sono a zero visto che conosci le controparti e cosa propongono.

I progetti per il futuro prevedono anche l’espatrio con la traduzione automatica degli annunci e la possibilità di selezionare lo spagnolo come terza lingua di inserimento.

Per conoscere meglio come ha costruito il suo successo su iTunes e come funziona l’app, lasciamo la parola a Lorenzo Dell’Uva – co-founder e senior product manager di Mellon, che ci racconterà tutti i segreti della app-mercatino.

Come nasce l’idea di un’app mercatino tra amici e come funziona Mellon?

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Mellon è basato semplicemente sulla osservazione di quello che avviene nella vita di tutti i giorni.

Succede ed è successo a tutti noi che un amico ci chieda che ne è stato del nostro vecchio smartphone o se abbiamo un Macbook inutilizzato che vorremmo vendere (e che magari è fermo in un cassetto per la pigrizia di liberarcene). Ed allo stesso tempo è naturale chiedere a un amico se ci affitta la sua casa al mare o se ha ancora la sua auto che abbiamo saputo (spesso per caso) aver messo in vendita.

La verità è che le trattative per vendere e comprare con gli amici sono facili: c’è una una naturale fiducia, spesso l’oggetto della trattativa lo conosciamo già bene e difficilmente c’è dietro un fregatura.

Mellon è una app-mercatino che funziona come tante altre, ma gli annunci che vengono mostrati agli utenti sono solo quelli pubblicati dagli amici (Facebook e opzionalmente anche contatti della rubrica telefonica).

Che si tratti di annunci di vendita, di ricerca di qualcosa, di lavoro o di affitto, si tratta sempre di annunci “affidabili”.

Ed è rassicurante!

Limitare il pubblico per prevenire le truffe: cos’ha Mellon in più rispetto ai competitor?

Mellon app

Credits: Depositphotos #133958726

Limitare il mercato agli amici (ed agli amici degli amici) ha secondo noi un vantaggio enorme: la velocità degli scambi.

Vendere online è (già) sicuramente facile (ci sono dei competitor davvero efficaci, va detto) ma spesso c’è una barriera, una sorta di inerzia a mettere in vendita un oggetto: “non ho più la scatola”, “ho perso lo scontrino”,“poi lo devo spedire chissà dove”,“e se non mi pagano?”… sono tutti fattori che spesso ci fanno lasciare un oggetto completamente inutilizzato (ma ancora di valore) lì dov’è invece di venderlo.

Il mercato riservato di Mellon cancella completamente queste (ed altre) problematiche.

Certo il “prezzo” che si paga è quello di raggiungere molte meno persone con i propri annunci; ma basta pensare che un utente medio oggi ha circa 250 amici su Facebook e così lo stesso utente su Mellon può raggiungere potenzialmente circa 60.000 utenti (tra amici ed amici di amici): spesso un mercato grande abbastanza per vendere (o trovare) quello che si desidera e senza rischi o truffe.

Questa “differenza” di Mellon secondo noi è la chiave per far scegliere, accanto ai marketplace tradizionali, di pubblicare il proprio annuncio anche su Mellon.

Inoltre la possibilità di raggiungere automaticamente gli amici degli amici lo rende più efficace di un semplice post sul proprio wall di Facebook.

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Quale categoria è quella più utilizzata e quale quella più redditizia in termini di risultati su Mellon?

Sicuramente l’elettronica la fa da padrona. I biglietti di eventi o concerti (notoriamente oggetto di tante truffe online) sono molto presenti e stanno crescendo molto gli affitti (affittare una casa ad un amico è facile ed “indolore” nel senso che non ci costringe a svuotare casa!).

Siamo anche molto contenti anche della categoria “Gratis”. Regalare qualcosa, che magari abbiamo trattato con cura, a qualcuno che si conosce bene o solo tramite un amico in comune va alla grande 🙂

Come si diventa una delle app più consigliate sull’Apple Store? Quali strategie avete utilizzato?

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Nel modo più “semplice” del mondo: lavorando tanto. Proponendosi. Curando moltissimo i dettagli della propria app. Accettando e lavorando alle (tante!) critiche e bug che il (fantastico) team di review ha trovato nel nostro lavoro e cercando di stare a sentire i tanti consigli che ti danno. Sono preziosi ed anche una occasione unica per sbirciare un pochino dietro le quinte di App Store!

Si tratta di una opportunità che Apple concede a tutti i developer grandi e piccoli. Alle startup come la nostra ed ai giganti del settore allo stesso tempo. Una opportunità importante che può effettivamente cambiare la storia dell’adozione (e della vita) di una app.

In questo percorso di crescita, quali saranno i vostri prossimi passi?

Come tutte le startup siamo costantemente a rischio di esagerare nelle feature e perdere il focus del nostro lavoro.

In realtà stiamo continuando a migliorare l’esperienza utente, leggere i comportamenti degli utenti per aggiustare il tiro ancora di più.

Inoltre stiamo esplorando alcune idee di partnership che ci sono venute in mente in questi mesi per accelerare nella user acquisition.

E poi crediamo moltissimo nei mercati internazionali: sin dal principio abbiamo pensato Mellon per essere lanciato anche oltre i confini nazionali (pensiamo principalmente agli Stati Uniti).

In questa direzione abbiamo aggiunto delle feature importanti: lo spagnolo come terza lingua e la traduzione automatica degli annunci pubblicati in modo da offrire agli utenti con amici sparsi per il pianeta un mercato di annunci già tradotti (a volte con effetti un pochino surreali, ma va bene così!).

persone da evitare

5 tipologie di persone da evitare assolutamente

Quante volte, nella vita, ti capita di imbatterti in personaggi con un atteggiamento a dir poco riprovevole?

No, non ci riferiamo ai semplici antipatici: ci sono dei prototipi di persone che, con il loro modo di fare, si sono meritate l’appellativo di “tossiche“. Tossiche perché nocive per la salute, per il buonumore e per il sorriso sul posto di lavoro o in un momento di svago.

Possiamo paragonare le persone tossiche alle bevande gassate: se ne bevi a piccole dosi, nel corso della vita, non ti accorgerai subito delle conseguenze che hanno sul tuo organismo. Questo perché le bevande gassate, al contrario delle droghe, ti uccidono lentamente.

Più tempo e spazio gli dedichi, più le persone tossiche ti corroderanno dall’interno e avranno sul tuo umore lo stesso impatto di una soda nel tuo organismo: sul momento quasi indifferente, ma un’assunzione prolungata ti esporrà al rischio di diabete e obesità.

Come fare per riconoscere (ed evitare) le persone tossiche? Ecco i 5 prototipi di persone da evitare assolutamente elaborati dal magazine Lifehack, da cui questo post è stato liberamente tradotto.

Conoscerli per evitarli: ecco 5 tipi di persone da cui tenerti alla larga

Tutti, nella vita, abbiamo avuto a che fare con almeno una di queste tipologie di persone. Come fare per sbarazzarcene? Iniziamo imparando ad individuarle.

Il pettegolo

Pettegoli e chiacchieroni, si sa, sono una presenza minacciosa per qualunque organizzazione e in qualunque circostanza.

Parlare alle spalle di qualcuno non è mai una situazione piacevole, senza considerare che, con ogni probabilità, il pettegolo non esiterà a parlar male di te con qualcun altro.

Il pettegolo o gossipparo è esattamente colui che, durante le pause pranzo di lavoro, ti “ruba due minuti” per dirti quanto è stato inadeguato il tuo collega d’ufficio nella riunione mattutina. Oppure ti fa notare quanto sia ingrassata la collega del terzo piano o quanto sia mal vestita.

Se la gente ti vede con un gossipparo, può pensare che anche tu fai parte di quella categoria di persone e non ci farai una bella figura agli occhi degli altri.

Non hai bisogno di questo, vero? Quindi, depenniamo i pettegoli e i cattivelli dalla lista di persone da frequentare.

pettegolo

Il manipolatore

I manipolatori sanno sempre quello che vogliono e non si fermeranno davanti a nessuno pur di ottenerlo. Un’esposizione prolungata ai manipolatori può provocarti un senso di vuoto e di impotenza, perché questi, a differenza tua, non badano ai sentimenti.

La maggior parte di noi agisce in buona fede e senza uno scopo, ma il manipolatore no ed è disposto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, che sia nel lavoro o nella vita privata.

5 tipologie di persone da evitare assolutamente

Il giudice

Non importa chi sei, qual è la tua storia o ciò che vuoi fare: il giudice avrà sempre qualcosa da ridire.

Si, perché al giudice non interessa mettersi nei tuoi panni e cercare di capirti. L’unica preoccupazione di questa tipologia di persone è puntare il dito contro ogni tua scelta.

A lungo andare, la presenza di un giudice ti farà sentire inerme e avrà un impatto fortissimo sulla tua autostima, perché riusciranno sempre a farti percepire come misero e inadeguato.

Quando hai a che fare con un giudice, la colpa è sempre la tua, ricordalo. Cosa fare? Evitarlo come la peste.

giudice

L’esagerato

Per l’esagerato, ogni cosa è la fine del mondo. “Non lo fai mai …” o “Sei sempre stato così …” sono le sue frasi tipiche, rigorosamente accompagnate da espressioni di terrore e occhi sbarrati.

All’esagerato non interessa sapere come intendi fronteggiare una situazione particolare o d’emergenza, né tantomeno ci tiene a sapere come vuoi correggere un tuo eventuale errore. L’esagerato è quello che ti etichetterà per il tuo errore per tutta la vita.

5 tipologie di persone da evitare assolutamente

L’emotivo pigro

Solitamente parlare di sentimenti e condividerli con gli altri ha un’accezione del tutto positiva. Possono esserci dei casi, però, in cui qualcuno parla di emozioni in modo assolutamente distruttivo.

L’emotivo pigro fa proprio questo: si deprime, ti racconta i suoi problemi, ma non fa mai nessuna azione concreta per liberarsene. L’emotivo pigro, in fondo, si crogiola nel suo malessere e non è disposto ad intraprendere un comportamento diverso per risolvere la situazione.

Per questo un emotivo pigro è una presenza logorante, perché ti dirà sempre quanto è triste e afflitto, ma senza mai concludere nulla.

Ogni suggerimento che provi a dare ad un emotivo pigro su come può migliorare la propria vita sarà accolto con riluttanza. “Non posso farlo …” e “Ho già provato che …” sono le risposte predefinite che questo prototipo di persone ti darà quando ti sfida a fronteggiare i loro problemi.

5 tipologie di persone da evitare assolutamente

Un incontro con queste 5 tipologie di persone può essere destabilizzante e deprimente dal punto di vista emotivo. Liberarsi di queste persone può sembrare difficile, ma se non portano benessere alla tua vita, allora è necessario compiere questo passo.

Hai una quantità limitata di tempo ed energie da investire nella tua vita. Non permettere a una persona tossica di tarparti le ali.

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I più imbarazzanti errori di traduzione commessi nel Marketing

Quello digitale è un mondo senza confini e limiti geografici: grazie alla rete è oggi possibile comunicare con chiunque in qualsiasi parte del mondo. Se hai un eCommerce che vende prodotti tipici, un blog di viaggio, un sito di ricette, perché dovresti limitarti a un solo Paese?

Un sito multilingua ti consente di espandere i tuoi orizzonti e rivolgerti a miliardi di potenziali clienti. Ma attenzione: non puoi semplicemente copiare il testo del tuo sito su Google Translate.

Faresti mai scrivere una landing page in italiano ad un bambino di 10 anni? Allo stesso modo, non dovresti tradurre il tuo sito approssimativamente, col rischio di comunicare ciò che non vuoi. Una delle difficoltà maggiori di una traduzione è quella di riuscire a rendere i concetti con la stessa forza della lingua in cui sono stati scritti, tenendo però in considerazione le differenze culturali e i modi di dire della lingua target, affinché il messaggio non perda la propria carica persuasiva.

Traduzione fai-da-te: anche i grandi ci sono cascati

Ci sono casi in cui la traduzione è completamente sbagliata proprio perché non tiene conto delle sfumature, della cultura e dello slang del Paese a cui ci si vuole rivolgere. Qualche esempio?

Dal Ministero dell’Istruzione un errore particolarmente imbarazzante: il pecorino toscano viene tradotto con Doggy Style, ovvero “a pecorina”. A voi le conclusioni.

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Quel momento imbarazzante in cui “Brings you back to life” di Pepsi in mandarino è diventato “Pepsi riporta i tuoi antenati in vita dalla tomba”. Paura.

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Quando Coca-Cola è stata commercializzata nel mercato cinese, fu scelto il nome ke-kou-ke-la che, hanno scoperto poi, significa “mordere il girino di cera” o “cavalla ripiena di cera”. Dopo lunghe e necessarie ricerche, è stato cambiato in ko-ou-ko-le: “felicità in bocca”.

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Anche KFC ha avuto problemi con le traduzioni in Cina: il famoso slogan “Finger-lickin’ good” è stato tradotto in “Mangiati le dita”. Le alette sono buone, ma non così tanto.

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Per Colgate invece, più che di un errore di traduzione si è trattato di una mancata conoscenza della cultura locale. In Francia il dentifricio è stato chiamato Cue, peccato che sia anche il nome di una nota rivista porno.

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Errore simile anche per Ford che, introducendo la Pinto in Brasile, non ha tenuto conto del fatto che “pinto” in dialetto brasiliano significhi “piccoli genitali maschili”. Il nome dell’auto è stato poi cambiato in “Corcel” che significa “cavallo”.

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Le campagne  “Got Milk?” della Dairy Association sono famosissime in America, ma esportare il messaggio in Europa non è stato semplice. In Spagna lo slogan “Got Milk?” sarebbe diventato “Stai allattando?”. Una domanda piuttosto personale.

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Ma il vincitore assoluto della classifica delle traduzioni peggio riuscite è lui.

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Morale della favola: se non sei certo di cosa significhi quello che stai comunicando, non farlo.

Google Translate o un impiegato che se la cava con una lingua straniera potrebbero non essere sufficienti. La scelta più giusta è quella di affidarsi ad un esperto, l’investimento in una traduzione professionale porterà di certo migliori risultati a lungo termine e nessuna crisi di marketing imbarazzante!

Le diverse tipologie di traduzione

A seconda delle esigenze e della tipologia di contenuti del sito, potresti aver bisogno di una tipologia specifica di traduzione.

Distinguiamo, innanzitutto, la Traduzione Certificata, datata e firmata dal traduttore professionista per certificarne la conformità del contenuto, da quelle aventi valore legale.

La Traduzione Giurata (o asseverata), richiede che il traduttore si rechi presso l’apposito ufficio del Tribunale per certificare con una firma la validità della traduzione e presti giuramento davanti al Cancelliere, così da garantire che il contenuto del documento tradotto corrisponda effettivamente all’originale. Con la traduzione giurata il traduttore si assume la responsabilità civile e penale di quanto ha tradotto. In sostanza, se commette un errore non è colpa tua (cliente) ma colpa sua.

Per le Privacy Policy, i termini del servizio e, in generale, per tutti i contratti è consigliata la Traduzione Asseverata, così come per le visure, gli statuti e i documenti ufficiali, ma se si vuole mantenere la validità di un documento anche all’estero, sarà necessario fare una traduzione legalizzata.

La Traduzione Legalizzata, necessaria quando il documento tradotto deve conservare piena validità legale anche in un Paese straniero, prevede un ulteriore passaggio: il documento deve essere controfirmato da parte delle autorità competenti.

Anche se la traduzione non deve ottenere un valore legale, è sempre meglio affidarsi ad un traduttore specializzato. A seconda della tipologia del testo, la traduzione può essere letteraria, commercialequella più utilizzata per i siti web -, scientifica, medica, tecnica, giuridica o economico/finanziaria.

Quanto costa una traduzione professionale?

Il prezzo di una traduzione è determinato dalla lunghezza del testo, che si misura in cartelle, e dai tempi di consegna. Se la scadenza è molto ravvicinata, il prezzo del servizio può subire maggiorazioni anche importanti.

Un testo più tecnico potrebbe richiedere la revisione di un esperto in materia, ciò comporta tempi più lunghi e prezzi più alti, lo stesso vale per le traduzioni giurate e legalizzate.

Se non vuoi incappare in errori, chiedi un preventivo ad un’agenzia di traduzioni specializzata che potrebbe evitarti non solo brutte figure, ma anche danni all’immagine e ai profitti.

EDIT: In una versione precedente dell’articolo era elencato anche il caso dello slogan della birra Coors “Turn it loose” (in italiano “sciogliti”) che in spagnolo sarebbe diventato “soffri di diarrea” (in spagnolo “sueltate”). Questa informazione si è rivelata non vera.