Content Strategy: le 5 regole da seguire per un piano di successo

Contenuti e content strategy sono diventati un asset determinante per il successo online di un brand.

Erroneamente, diversi manager credono che tutti possano essere in grado di produrre e scegliere i content adatti per ogni canale, e che lo stesso materiale utilizzato per i social o per una campagna advertising offline possa essere declinato anche online.

Il primo passo per creare LA migliore esperienza per un consumatore è quello di comprendere che la content strategy non è una parte secondaria del business, ma il reale vantaggio competitivo che si può ottenere sul mercato rispetto ad un competitor.

Prendiamo ad esempio il settore del fashion e dello sportswear e i loro siti eCommerce: alzi la mano chi non ha mai acquistato dopo aver visto un’immagine di prodotto o un editoriale in homepage curato e accattivante.

Uno degli esempi di maggior successo è Inditex, che nel panorama dei brand fast fashion (e non) sta diventando uno dei benchmark più importanti per qualità dei contenuti nei differenti touch point del sito.

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Content strategy è anche pianificazione e processi: sicuramente i contenuti realizzati variano a seconda della industries, ma le regole da seguire per un piano di successo sono cross brand e cross settore.

Content Strategy: le 5 regole da seguire per un piano di successo

1. Brief

La produzione di contenuti parte prima di tutto dalla necessità che si crea per il business di presentare ad un consumatore la value proposition di un prodotto o un nuovo concetto.

Per ottenere l‘output che ci si aspetta, è importante prima di tutto comunicare al content team la propria idea in modo chiaro, fornendo diverse reference, e indicare i touch point di riferimento per ogni asset richiesto.

Questo ultimo passaggio è fondamentale, dal momento, ad esempio, un contenuto per una homepage dovrà essere più accattivante, mentre un contenuto per una pagina prodotto dovrà mostrare più dettagli.

2. Brand Guidelines

Il secondo passo è definire delle linee guida: tutti i brand infatti hanno spesso diverse agenzie che si occupano della produzione di contenuti, ognuna con il proprio stile.

Differenziare è utile perchè si possono avere creatività nuove e sempre fresche, ma è importante mantenere sempre la coerenza tra contenuti, per non rischiare di creare confusione nel consumatore, allontanandosi anche dalla value proposition del brand.

Content Strategy: le 5 regole da seguire per un piano di successo

3. Formati e touch point

Quando si inizia la produzione di contenuti, è sempre utile coinvolgere anche il team User Experience: nel momento in cui, infatti, si vanno a creare dei contenuti alla luce dei touch point presenti nel brief, è necessario capire anche dove questi andranno posizionati, dove verranno inserite call to action, la lunghezza del copy, in modo da avere asset facilmente utilizzabili.

Il rischio è di avere delle immagini molto sature di colori, di qualità, ma che necessitino di un’ulteriore post produzione da parte dei designer, i quali avranno il compito di rendere il testo visibile ben chiaro ed omogeneo.

4. Strategia Consumer Driven

Mai dimenticarsi del nostro principale obiettivo: il consumatore. Nel momento in cui ci sono gli asset e la qualità è stata verificata, è importante creare una customer journey map.

Primo passo è identificare il nostro consumatore, le sue abitudini e quali contenuti sono importanti per lui. In secondo luogo bisogna capire in che modo interagisce con i nostri contenuti, con che device e anche in quale momento della giornata.

Come penultima attività, content team e user experience, dovranno creare una mappa della journey all’interno del sito web; l’errore qui è spesso dietro l’angolo.

Non bisogna dimenticare che non è detto che la Journey ideale per noi sia anche la stessa per il nostro consumatore; è sempre importante testare differenti formati, differenti contenuti e call to action per capire il tipo di interazione.

Ultimo passo è la selezione dei content: essi infatti possono variare per gender, ma anche per fascia d’età e addirittura per provenienza geografica. Non tutti i nostri utenti hanno infatti la stessa percezione del brand ed è sempre importante cercare di assecondarla, proponendo prodotti nuovi, piuttosto che creare confusione.

5. Content Analysis

Tracciare i comportamenti dei consumatori è importante per migliorare sempre di più la qualità dei contenuti. Guardare sempre con gli occhi del consumatore aiuta a migliorare anche la qualità e il messaggio che si vuole dare attraverso le immagini.

Non sempre quello che sembra essere perfetto per noi lo è poi anche per gli utenti. Un’analisi approfondita può aiutare a capire punti di forza e di debolezza, cosa tenere e cosa migliorare.

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Social media marketing in Russia? Tra gli utenti vince la simpatia

Oltre ad essere degli ottimi strumenti di marketing e di dialogo, i social media si sono rivelati dei validi alleati per l’ingresso delle aziende nei mercati internazionali.

Tuttavia, le strategie di internazionalizzazione tramite i social media, risultano essere efficaci solo a fronte di una comunicazione che sia in grado di coinvolgere gli utenti dei paesi obiettivo.

In quest’ottica, prima dell’ingresso in nuovi mercati è opportuno studiare il pubblico di riferimento e comprendere sia quali strumenti adottare, sia su quali tipologie di contenuti far leva per ottenere dei risultati.

Il sito eMarketer riporta un interessante focus sul mercato russo che rivela quali siano i temi che interessano di più al popolo dei social.

Divertimento, salute e social media

Secondo lo studio condotto dal Russian Public Opinion Research Center (VCIOM) nell’aprile 2017 su un campione di social networker adulti, i topic che suscitano più interesse tra gli utenti sono divertimento (43% delle preferenze) e salute (41%).

Il report evidenzia come questo quadro complessivo cambia se si suddivide il campione per fasce di età e genere. Ad esempio, i giovani dai 18 ai 24 anni sono più affini a tematiche come humor, sport, tecnologie e scienza. La fascia intorno ai 60 anni invece preferisce contenuti di news o connessi a salute e alimentazione.

Facendo un confronto di genere, mentre gli uomini russi sono attenti allo sport, auto e alla tecnologia, le donne sembrano apprezzare topic come lo stile di vita sano, ricette di cucina, ma anche temi legati alla famiglia e ai figli.

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Dove avvengono le conversazioni?

Attenzione, messaggio importante per i brand che vogliono conquistare il Paese degli Urali: Facebook non è il social media più diffuso. Se si ha quindi l’obiettivo di raggiungere questo pubblico bisogna prendere atto che gran parte delle conversazioni non avvengono sui canali a noi noti, bensì altrove.

Gli strumenti più popolari risultano essere il social network di casa VK, conosciuto anche come Vkontakte, e Odnoklassniki.ru utilizzati rispettivamente dal 61% e il 54% del campione intervistato.

La gran parte degli intervistati utilizza questi canali più volte a settimana e tra gli utenti di VK il 78% di quelli tra i 18 e 24 anni vi accede quotidianamente.

Per quanto riguarda i social media di “importazione”, il più utilizzato risulta essere Instagram (25%), seguito da Facebook (20%) e Twitter (11%).

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Spazio per i brand

Il panorama social russo è stato preso in esame in diversi studi. Altre ricerche arricchiscono il quadro, scoprendo che la maggior parte di questi utenti sono aperti a seguire i brand sui social media. In una ricerca di Mail.Ru pubblicata in aprile 2017, emerge che il 66% degli utenti di età superiore a 14 anni ha affermato di seguire pagine aziendali.

Più un mercato appare “distante”, più diventa arduo vincere la sfida dell’engagement; ecco perché è fondamentale conoscere prima il “territorio”, le caratteristiche dei suoi abitanti, i loro comportamenti e, come in questo caso, ciò che li fa sorridere.

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WhatsApp Marketing: una guida per iniziare

Il  leader indiscusso tra le applicazioni di instant messaging è senza ombra di dubbio WhatsApp, con i suoi 1,2 miliardi di utenti attivi mensilmente in tutto il mondo.

I numeri in costante crescita di una delle applicazioni più popolari del momento,  non possono di certo essere ignorati quando si progetta un piano di comunicazione aziendale.

Vediamo come utilizzare al meglio WhatsApp per dar vita ad una strategia di marketing vincente.

Perché le aziende dovrebbero utilizzare WhatsApp?

La ragione principale per cui ai brand conviene utilizzare WhatsApp sta nel fatto che una buona parte dei clienti  lo utilizza. Ogni giorno vengono inviati più di 50 miliardi di messaggi.

Secondo una ricerca effettuata da Nielsen per comprendere l’utilizzo di Facebook Messenger, nei prossimi due anni il 67% degli utenti sarà sempre più propenso a comunicare con i brand attraverso le applicazioni di messaggistica, e il 57% degli intervistati dichiara di essere orientato all’acquisto presso aziende con le quali può interagire in modo diretto e istantaneo.

Inoltre le app di instant messaging hanno un alto tasso di engagement: il 98% dei messaggi vengono aperti e letti da mobile, e il 90% di questi vengono visualizzati entro 3 secondi dalla ricezione.

WhatsApp Marketing: strategie e suggerimenti

WhatsApp e Facebook, cambia la privacy e arriva il servizio for Business

Quando si pianifica una strategia di WhatsApp Marketing, bisogna tenere presente che l’app non offre nessuno strumento promozionale a pagamento e nessuna feature dedicata alle aziende.

Ciò comporta alcune limitazioni, ad esempio non è possibile creare un account business, non si può inviare contemporaneamente lo stesso messaggio ad un numero illimitato di utenti,  le liste broadcast consentono l’inserimento di un massimo di 256 utenti, quindi WhatsApp non è l’ideale per azioni di marketing su ampia scala.

Le possibilità di successo aumentano quando si è capaci di fare delle limitazioni  dell’app un punto di forza della  propria strategia.

Ricordate che come altri servizi di messaggistica mobile, parte del potere di WhatsApp è legato ai nostri smartphone, sentiti da tutti come qualcosa di più personale rispetto ai computer, quindi tutte le azioni che si intendono intraprendere via WhatsApp devono considerare e rispettare questo aspetto.

Dare vita ad un personaggio che rappresenti il brand e interagisca con gli utenti

Quando Absolute Wodka ha lanciato in Argentina la sua collezione di bottiglie Unique, ha utilizzato WhatsApp come canale principale per generare buzz. Il brand ha ideato e realizzato un contest molto originale che vedeva protagonista un party esclusivo e un buttafuori virtuale dal nome Sven. In palio due inviti per accedere alla festa esclusiva.

Come aggiudicarsi l’ingresso? Convincendo via WhatsApp Sven a regalare i biglietti.

La campagna ha generato oltre 1.000 immagini, video e messaggi audio che hanno dato vita ad un buzz all’interno della comunità.

Offrire un servizio di consulenza personalizzata ai propri clienti

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Il brand di lingerie Agent Provocateur ha utilizzato WhatsApp per offrire ai propri utenti aggiornamenti sui nuovi arrivi e sugli eventi in store.  L’iniziativa ha riscosso così tanto successo che l’azienda ha deciso di utilizzare nuovamente il canale WhatsApp per realizzare una campagna natalizia chiamata Ménage à Trois.

Gli utenti potevano invitare all’interno di un gruppo con il proprio partner un personal shopper in grado di guidare la coppia nell’identificare al meglio la wishlist natalizia, per poi suggerire il regalo più incline alla personalità della propria compagna/compagno.

È stata una piccola campagna che ha generato 112 conversazioni, il 31% delle chat ha portato delle visite in negozio, e il 61% si è convertito in traffico web.

WhatsApp Marketing tool

Per iniziare una conversazione utilizzando l’app è necessario salvare in rubrica il numero del destinatario del messaggio, per semplificare questo passaggio e facilitare la comunicazione con i brand, WhatsApp mette a disposizione una funzionalità  Click to Chat da inserire sui siti web e sui canali social, che permette di avviare la chat senza l’obbligo di registrare il contatto.

Esistono strumenti messi a disposizione da terze parti che consentono di impostare multi-account e gruppi, ma l’utilizzo di questi può essere rischiosi e si potrebbe correre il rischio di essere bannati o sospesi temporaneamente dall’utilizzo del servizio.

Il futuro del WhatsApp Marketing

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Buone notizie in arrivo: a quanto pare in casa WhatsApp stanno lavorando per mettere a punto servizi e nuove funzionalità riservate ai brand.

La società ha annunciato:

In futuro analizzeremo i modi in cui brand e utenti comunicano attraverso WhatsApp, ad esempio studiando gli ordini, i messaggi relativi alle informazioni di spedizione, le transazioni, e sulla base di questi dati si potranno inviare messaggi promozionali che realmente interessano al cliente.

Non ci resta che attendere, per ora dovremo inventarci qualcosa di creativo che sia in grado di generare engagement con i nostri utenti sfruttando le attuali potenzialità dell’app di messaggistica più amata al mondo.

Giffoni Creative Awards, un premio per la creatività nella comunicazione dedicata ai più giovani

Giffoni Experience ha lanciato una nuova sfida dopo l’inaugurazione della Multimedia Valley, la struttura futuristica a pochi passi dalla Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana: il Giffoni Creative Awards.

Il progetto, ideato da Giovanni Sapere con l’agenzia Creativa Studio di Salerno, è un evento che punta a valorizzare i brand e i creativi che si sono distinti producendo progetti di comunicazione che hanno come target bambini e ragazzi.

L’obiettivo è quello di avvicinare i ragazzi al mondo della comunicazione rendendoli protagonisti del processo di creazione di un prodotto pubblicitario, e al tempo stesso fornendo ad aziende, brand nazionali e internazionali e agenzie di comunicazione interessanti spunti creativi per la definizione di innovativi progetti di comunicazione.

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Giffoni Creative Awards, un nuovo spazio per giovani e comunicazione

Il Giffoni Creative Awards sarà presentato in occasione della conferenza stampa di chiusura della 47esima edizione del Giffoni Film Festival e fa parte di un progetto più ampio, definito Giffoni Promotion, comprendente lo svolgimento di laboratori creativi per far sviluppare ai ragazzi i “Creative Labs”, affiancati da tutor professionisti della comunicazione, progetti di comunicazione e pubblicità per conto di vari brand.

Nel suo complesso il progetto prevede l’istituzione di corsi di formazione relativi al marketing e alla comunicazione destinata al target, workshop tematici a cura delle aziende e brand partner e la creazione del Giffoni Adv Museum, una raccolta di materiali storici dedicati al mondo della pubblicità per ragazzi.

Anche il Giffoni Creative Awards conferma, insomma, l’impegno per stimolare e supportare l’energia creativa delle generazioni più giovani, una nuova sfida, ma soprattutto una nuova avventura, all’interno di un festival che è a tutti gli effetti un punto di riferimento.

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Per saperne di più sul Giffoni Creative Awards, puoi consultare il sito ufficiale del premio. E tu cosa ne pensi di questa nuova opportunità creativa?

Quora: il social network delle domande è anche in italiano

Immaginate un mondo in cui ogni domanda ha una risposta. Immaginate un luogo, anzi un non luogo, in cui sia possibile raccogliere tutta questa conoscenza e averla a disposizione in modo gratuito, così che le risposte a ogni quesito siano a portata di mano di tutti. Ehi, ma questo luogo esiste: è Google. Ma allora perché Adam D’Angelo ha fondato Quora? Qual è la differenza?

Innanzi tutto Quora funziona rispondendo a domande specifiche, anziché dare informazioni, cosa che la avvicina più al vecchio Yahoo Answer che a Google. Ma, di nuovo, perché ripetere uno schema che non si è rivelato vincente?

Il segreto, in questo caso, sta nella qualità. Sono stati predisposti una serie di parametri che dovrebbero garantire all’utente di trovare esattamente quello che cerca.

Come funziona Quora?

Innanzi tutto, non appena ci si iscrive, si è profilati in modo molto dettagliato, così che la tipologia di risposte trovate siano sempre in linea con i propri interessi, cosa che potrebbe aiutare a trovare proprio quell’informazione che mancava.

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Inoltre, ogni risposta ha un punteggio che resta pubblico e che può essere votato dagli utenti sia in positivo che in negativo. Questo dovrebbe garantire la credibilità, o meno, di chi fornisce le risposte rendendo gli utenti sempre più quotati in un determinato campo, fino ad affermarsi come influencer o esperto.

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I contenuti che risultano di qualità migliore, non restano confinati in attesa di qualcuno che li riesumi formulando la domanda fatidica. Le risposte più votate e più interessanti vengono comunque mostrate nei feed, sempre mettendole in relazione con il pubblico profilato, fornendo così anche le risposte più interessanti alle domande che non sapevi che avresti voluto fare.

È anche possibile ricercare temi e visualizzare tutte le migliori risposte a questo legate, senza necessariamente formulare una domanda.

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Uno degli aspetti più interessanti di Quora, sta proprio nella commistione della profilazione del pubblico per interessi e nella possibilità di crescere come influencer. Questo dà, infatti, delle nuove possibilità di intervenire su temi specifici raggiungendo un pubblico interessato che va al di fuori delle nostre cerchie di contatti, cosa che accadrebbe ad esempio su Facebook. Eppure il pubblico è già lì, e non è necessario ricostruirlo da capo, cosa che accadrebbe ad esempio aprendo un blog.

Ora che Quora è disponibile anche in italiano, prova a sperimentare: potresti scoprirti un influencer nel tuo argomento preferito.

Abitudini dei leader più produttivi

Le 10 abitudini quotidiane dei leader più produttivi

Esistono cambiamenti che si possono apportare alla vita quotidiana per migliorare la produttività? Secondo questo articolo recentemente comparso su Forbes, sì.

Per apprendere tutti i segreti della produttività e cercare di applicarli alla nostra vita, abbiamo raccolto questi consigli.

Sia chiaro che ogni singolo cambiamento ha bisogno dei suoi tempi biologici per essere metabolizzato, ma una volta raggiunta l’automatizzazione tutto sembrerà più semplice e ci renderà molto più produttivi.

Prendi carta e penna e inizia a segnarti ciò che puoi implementare immediatamente nella tua vita quotidiana e, come recita un famoso claim, Just do it!

Abitudini dei leader più produttivi

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1. Per essere come i leader più produttivi, evita di perdere ore di sonno

Ok, sfatiamo questo mito. Dormire, e dormire bene, è fondamentale per la nostra produttività. Non credere a quei leader che sostengono il contrario.

Dormire non è solo importante per la salute ma ti permette di avere molta più lucidità e forza durante le giornate lavorative. Ergo, dormi!

2. Svegliati presto

Le 10 abitudini quotidiane dei leader più produttivi

Questo secondo punto è speculare al primo. Ok, è importante dormire bene ed evitare la perdita di sonno ma questo non significa che devi impostare la sveglia a mezzogiorno per essere fresco e riposato.

I leader più produttivi si alzano presto la mattina!

3. Pratica la meditazione

Secondo l’articolo apparso su Forbes, circa l’8% degli americani pratica la meditazione per migliorare corpo, mente e anima.

Si tratta di un trend in crescita tra i leader, quindi non esitare e segnalo nel tuo foglio appunti.

4. Allenati (non importa che sport pratichi)

L’allenamento è uno dei fattori più importanti per la produttività. Allenare il corpo ti consente di scaricare lo stress e di conseguenza di essere più produttivo.

Alcune persone preferiscono allenarsi la mattina, altri trovano tempo a pranzo, altri ancora preferiscono farlo la sera.

In questo caso Just do it vale doppio.

5. Fai una buona colazione

Le 10 abitudini quotidiane dei leader più produttivi

Questo quinto punto avrebbe potuto consigliartelo anche tua madre; e le mamme sbagliano raramente. Infatti la prima colazione è il pasto più importante della giornata.

Saltare la colazione può causare strani rallentamenti nella produttività.

6. Prenditi una pausa di media-lunga durata

Questo sesto punto può sembrare controproducente; in realtà ha l’effetto opposto. Prendersi 30 minuti al giorno – al di fuori della pausa pranzo –  può migliorare le performance, la vigilanza e l’umore.

7. Non perdere tempo per gli spostamenti

Su questo punto molti di noi non saranno d’accordo. Le grandi città metropolitane sono fatte per far perdere tempo.

In molti casi non esistono soluzioni a questo spreco di tempo, ma se hai in mente un modo per perderne il meno possibile, mettilo in atto.

Il tempo che recuperi può essere utilizzato per affrontare compiti importanti.

Abitudini dei leader più produttivi

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8. Fai piccole interruzioni durante il giorno

Questo punto non è molto diverso al sesto. Non c’è niente di sbagliato nel fare delle pause, anche se questo sembra rallentare i tuoi progressi.

La scienza dice che prendere piccole pause può aumentare la produttività. Questo dovrebbe essere sufficiente per farti provare.

9. Evita riunioni troppo lunghe

A quante riunioni inutili hai partecipato nell’ultimo mese? Non poche, non è così?

Non stiamo dicendo che le riunioni non hanno importanza, ma solo che sarebbe il caso di evitare quelle inutili utilizzando il tempo per attività più importanti.

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10. Utilizza una to-do-list

La lista delle cose da fare è il modo migliore per incrementare la produttività e rimanere sul pezzo.

Utilizza carta e penna o un’app, non importa lo strumento; in entrambi i casi sperimenta e analizza se la tua produttività è in crescita rispetto a prima. Just list it.

Virtual Reality

Week in Social: novità da Facebook, Amazon e Snapchat

Venerdì ed è subito Week in Social. Il momento più atteso della settimana è arrivato e ci pensiamo noi a placare la vostra sete di aggiornamenti sui social media. Anche questa settimana è stata ricca di novità e aggiornamenti, quindi mettetevi comodi, preparatevi un drink rigenerante e scoprite insieme a noi cos’è accaduto nei sette giorni appena trascorsi.

Facebook

Virtual reality e live streaming

Live streaming in virtual reality

Iniziamo dalle novità di Facebook. Pochi mesi fa da Menlo Park era stato annunciato il lancio di Spaces, l’app ancora in versione beta per Oculus Rift che permette di incontrare i propri amici attraverso un avatar personalizzato in stile cartoon.

Bene, ora su Spaces sarà possibile effettuare live streaming e condividerli sulla propria pagina Facebook: posizionando una videocamera virtuale, si potranno rendere accessibili questi contenuti anche a persone al di fuori dell’ambiente VR. Chi guarderà i live streaming potrà commentare e inviare reaction, come già possibile adesso con le classiche dirette Facebook. Inoltre, i commenti saranno “afferrabili”: il protagonista delle dirette potrà prenderne uno e spostarlo dove preferisce, come se fosse un semplice cartello.

Il nuovo Feed Esplora

All’inizio di quest’anno Facebook aveva testato l’introduzione di un nuovo news feed che permetteva di scoprire notizie rilevanti pubblicate sul social network, oltre alla visualizzazione dei contenuti dei propri amici o delle pagine già seguite. La nuova feature era stata resa disponibile in regime di test nell’app di Facebook, attraverso una call-to-action proposta sotto forma di icona a forma di razzo, che a detta di molti confondeva gli utenti, i quali non riuscivano a comprendere subito l’utilità e la reason why di questa funzione.

Facebook introduce il Feed esplora

Ora il feed è invece raggiungibile dal menu esplora dell’app, dove è presente una call-to-action dedicata: “Esplora Feed”, appunto. Attraverso questo link, è possibile avere accesso ad un news feed complementare, dove è possibile visualizzare articoli, video e foto popolari, personalizzati per ogni utente in base agli interessi individuati.

Arriva Amazon Spark, il social network per lo shopping

Amazon introduce Spark

Anche Amazon inizia a fare i primi passi nel mondo dei social network lanciando Spark: una nuova sezione della sua app che si ispira molto a Pinterest e Instagram, dove gli utenti possono visualizzare e pubblicare foto e video dei prodotti che amano, commentarli e apprezzarli attraverso gli “smiles”.

Un modo ancora più semplice per trovare ispirazioni, storie e idee per lo shopping, basate sui prodotti che più amiamo.

Spark è attualmente disponibile solo per iOS e per i clienti Amazon Prime in USA. Una bella novità che evidenzia come Amazon si stia indirizzando verso un approccio più social e che potrebbe in futuro permettere di includere nelle loro strategie influencer per la promozione dei prodotti.

A questo proposito, Luca La Mesa, top teacher di Ninja Academy, ha dichiarato:

“La novità è sicuramente molto interessante. Grandi realtà come Google hanno al momento fallito nel lancio di propri social network ma Amazon ha delle caratteristiche uniche che potrebbero permettergli di ritagliarsi uno spazio interessante. Nel 2016 è stata in grado di abituarci ad ottenere quasi ogni prodotto a casa in 24 ore con un solo click grazie al lancio di Amazon Prime. Per riuscirci ha perso 7.2 miliardi di dollari solo come costo delle spedizioni. Quante altre realtà possono permettersi un simile sforzo finanziario pur di cambiare le abitudini dei consumatori? Ad oggi esistono più di 3.600.000 post su Instagram con hashtag #Amazon e se ci abitueranno a pubblicare anche dentro la loro piattaforma sicuramente saranno in grado di convertire i contenuti in acquisti, e questo è il grande sogno ed obiettivo di tutti = la conversione! In bocca al lupo ad Amazon e speriamo che queste novità siano sempre utili e vantaggiose per noi utenti”.

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Snapchat introduce i multi-snap e la possibilità di cambiare colore agli oggetti

Questa settimana arrivano anche due nuove feature per Snapchat: la prima corrisponde ai multi-snap recording, la possibilità di registrare continuativamente più Snap (fino ad un massimo di 6) da 10 secondi ognuno. Per attivare questa funzione, bisognerà solo tenere premuto il tasto centrale, oltre i classici 10 secondi di durata di una storia.

Gli eventuali filtri saranno applicati a tutta la registrazione, anche se non si potrà modificare l’ordine cronologico di ripresa.

La seconda novità è invece il tint brush, un nuovo strumento pennello, che permette di modificare il colore di qualsiasi elemento presente nelle immagini, attraverso una tecnologia di riconoscimento dell’oggetto simile al funzionamento di Photoshop. Per utilizzare questa novità, basta selezionare l’apposito icona nel menù verticale a destra dello schermo dello smartphone e scegliere il colore che si vuole dare all’oggetto selezionato.

Ancora una volta Snapchat compie un passo in avanti (anzi due) per migliorare sempre di più la user experience degli utenti.

Anche su questa notizia, Luca La Mesa ha voluto dirci la sua:

“Snapchat sta cercando di aumentare la frequenza di pubblicazione dei suoi aggiornamenti per provare ad arginare e dare una scossa ai risultati negativi che sta ottenendo. In molti riconoscono alla società una grande capacità di innovare ma allo stesso tempo non è stata in grado di difendere le sue intuizioni e si è vista velocemente superare da concorrenti in grado di implementare le stesse idee su una base utenti molto maggiore e più fidelizzata. Snapchat avrebbe bisogno di trovare nuovamente una caratteristica unica ed inimitabile per definire un nuovo territorio che invogli gli utenti a passare sempre più tempo sulla sua piattaforma. Vedremo se oltre queste novità ne arriverà presto una ancora più distintiva”.

Bene, dal mondo dei social media per questa settimana è tutto. Ora godetevi il weekend: Week in Social vi aspetta venerdì prossimo!

400 panini all’ora nei fast food? Con un robot, addio al lavoro umano

Fare un’ordinazione nei fast food a breve potrà riservare qualche sorpresa: aspettando il cameriere, potreste essere colti da stupore quando vi renderete conto che no, non ci sarà nessun essere umano a prendere il vostro ordine, nessuno che vi chiederà: “tutto a posto, il servizio è stato di vostro gradimento? Buona giornata!”.

In sostituzione, infatti, del ragazzo che in cucina si occupa di realizzare i panini e prendere le ordinazioni, ci sarà un robot, per la precisione BurgerBot, la macchina realizzata da Momentum Machine in grado di produrre 400 hamburger all’ora (con il ben servito a qualunque essere umano pensasse di essere in questo un campione in velocità).

Robot Momentum Machine

Momentum Machine

Il BurgerBot rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo dell’automazione in cucina, aprendo la strada a quello che sarà probabilmente il nuovo concept del futuro: il fast food automatico.

La macchina, infatti, è in grado di essere totalmente indipendente, realizzando panini adeguatamente farciti (affetta, griglia, taglia, riempie) e imbustati, pronti per essere serviti ai clienti. Ogni panino, inoltre, sarà sempre esattamente in linea con le richieste (“non avevo chiesto la maionese!”) e altamente personalizzato in base ai propri gusti, perché non saranno contemplati errori da parte delle macchine.

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Il primo fast food al mondo con solo robot in cucina

Momentum Machine, una startup americana, è riuscita ad ottenere finanziamenti per 18 milioni di dollari  – tra gli investitori figura anche Google Ventures – nel 2012, per realizzare il prototipo e aprire il primo locale al mondo senza nessuna professionalità “umana” nelle sue cucine.

Sarà inaugurato a San Francisco a breve, anche se la data esatta ancora non è stata confermata.

Il co-fondatore di Momentum Machines, Alexandros Vardakostas, aveva già spiegato alla stampa nel 2012:

“La nostra tecnologia non è fatta per rendere più efficienti i dipendenti ma per ovviare a loro.”

Dal punto di vista dei proprietari delle catene di fast food, l’introduzione di BurgerBot significherebbe la possibilità concreta di ridurre i costi relativi al lavoro e a tutta la burocrazia connessa ai dipendenti; dall’altro lato, un effetto non secondario – probabilmente – potrebbe essere quello di aumentare la perdita di posti a causa della sostituzione del lavoro da parte dell’AI e dei robot.

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Tutte le advertising che hanno scelto come protagonisti gli attori di Game of Thrones

Tutte le volte che Game of Thrones è stato utilizzato in pubblicità

Per questo articolo non sono stati maltrattati né lettori né spettatori della serie tv. Ma se non sei in pari con la programmazione può nuocere a te, contiene tanti, ma tanti SPOILER!

L’hanno ribattezzata “la serie dei record” e a tutti gli effetti Game of Thrones si è trasformata in una serie di culto. Tratta (i lettori più ortodossi preferiranno la dicitura “liberamente ispirata a”) della celeberrima saga fantasy A song of Ice and Fire, giunta alla sua ottava stagione Game of Thrones si è trasformata in un fenomeno di massa, non più circoscritta agli amanti del fantasy. I suoi protagonisti sono ormai delle vere potenze dello star system internazionale e i brand non si sono certo fatti scappare l’opportunità di avere uno dei volti del Trono di Spade come loro testimonial.

Se vi siete persi queste campagne, ne abbiamo raccolte per voi alcuni imperdibili esempi.

SodaStream – “Who are the Homoschlepiens?”

I gasatori d’acqua domestici più famosi del mondo hanno dimostrato amore per i personaggi della saga fantasy già da tempo: in questo ultimo spot SodaStream ha toccato l’apice offrendo agli spettatori un crossover tra uno dei (fu) personaggi più amati della serie targata HBO – Kristian Nairn aka Hodor – e la paziente neuroscienziata, eterna fidanzata del Dottor Sheldon Cooper di Big Bang Theory, Mayim Bialik aka Amy Farrah Fowler.

I personaggi interpretati in “Who are the Homoschlepiens?” non si discostano molto da quelli portati sul piccolo schermo: lei è sempre una scienziata che intraprende un safari alla scoperta delle strane abitudini di una tribù, del quale Nairn fa parte, di uomini che usano le bottiglie di plastica per trasportare le bevande e ne parla compiaciuta ad una classe di bambini, totalmente increduli del fatto che esistano persone che usino bottiglie di plastica.

SodaStream – “Shame or Glory”

Cersei, l’ami, la odi, la detesti al punto di preferirle Sansa, ma che tu sia lettore o spettatore quando sei arrivato alla “Walk of Shame”, non puoi essere rimasto indifferente. La leonessa di Lannister viene rasata, spogliata, cade, si rialza e tutto questo scandito dal campanaccio di Septa Unella che la accompagna al grido di “Vergogna!”.

SodaStream non se l’è fatto dire due volte e – basandosi sul suo insight principale, quello del green e del minor spreco di plastica – ha deciso di accompagnare un insolito acquirente di acqua in bottiglia riproponendo il cammino dell’espiazione, dal supermercato a…

SodaStream – HeavyBubbles™

…A lui! Il piccolo Hafþór Júlíus “Thor” Björnsson (sì piccolo, non ha ancora trent’anni!) testimonial già – sempre per SodaStream – di “Heavy Bubbles™”, nel quale evidenzia in modo sarcastico i benefici del trasportare bottiglie di plastica, che diventano dei veri e propri bilancieri.

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Caterpillar – “Tug of war”

Gregor Cleagane, “La Montagna” di Game of Thrones, è stato scelto come testimonial anche da Caterpillar, che in questo adv non vuole sottolineare solo la sua forza, ma quella delle sue macchine, che in fondo però hanno un’anima buona e lavorano solo a favore della comunità.

Iceland Mountain Vodka – “A day with Hafthor”

Nessuno è uscito indenne da questa scena. Che tu sia lettore o spettatore, la morte di Oberyn Martell rimarrà un brutto segno indelebile nel tuo cuore di amante del fantasy, sia per la sua snervante e petulante procrastinazione, che per come la Montagna ha ripreso il sopravvento su di lui e lo ha ucciso.

Iceland Mountain Vodka ha scelto di cavalcare quel turpe momento sdrammatizzandolo e presentandoci un lato sempre più divertente di questo gigantone simpatico.

KFC – “Lunchtime is coming”

Nel remoto caso in cui il vostro cuore non abbia avuto un fremito davanti alla scena precedente, sono sicura che almeno una lacrima per la fine del buon Hodor vi sia scappata.

Incurante dello spoiler, KFC ha fatto parlare di sé qualche anno fa per “Lunchtime is coming” (che riprende il celeberrimo motto di casa Stark Winter is Coming) lo spot dove Kristian Nairn, invece dei non morti viene inseguito da centinaia di persone affamate. Ma poi si ricorda di essere da KFC e che tutto può essere risolto con un bel pollo fritto!

Apple TV – “Kiss me”

Anche Apple ha scelto di affidarsi ad un crossover: Nicolaj Coster-Waldau, il biondo e prestante Jamie Lannister, insieme ad Alison Brie, la morigerata, viziata ragazza borghese Trudy Campbell di Mad Men (altra serie amata da noi Ninja).

I due devono provare una scena romantica, Nikolaj-Jamie fa ricorso a tutta la sua esperienza di seduttore ma è lei, la Apple TV, la TV del futuro, la vera protagonista.

Bank of Scotland – “Decision well made (Parents)”

Jeor Mormont, conosciuto anche come Vecchio Orso o James Cosmo, è il 997 Lord Comandante dei Guardiani della Notte, che meglio di un confratello giurato per sostenere le decisioni importanti che ti suggerisce la Banca di Scozia?

BBC Winter Olimpics – Trailer – BBC Sport

Il canale tematico firmato BBC ci ha già abituati a spot di un certo spessore, a storytelling elaborati ed emozionanti come per le Olimpiadi di Rio.

Per le Olimpiadi invernali 2014 ha optato per uno scenario ispirato alla patria del Popolo Libero, le lande ghiacciate che si trovano oltre la Barriera raccontate da una voce d’eccezione: Charles Dance aka Tywin Lannister, il dorato capostipite di Castel Granito.

International Rescue Commitee – “Rescue has no boundaries”

Una Lena Headey che, abbandonati i panni della leonessa alcolica, ricorda in maniera quasi mistica il furore della regina Gorgo di 300 e si fa portavoce insieme a tanti compagni della serie HBO (tra cui Ramsey, Davos, Sansa, Sam, Arya, Daario) per raccogliere fondi destinati ai rifugiati nella campagna #RealmToTheRescue.

Infinity Q60 e Jimmy Choo MAN Fragrance

Ed eccoci arrivati a lui, quello che non sa mai niente. Sarà, ma Kit Harrington con il suo Jon Snow ha conquistato il cuore di buona parte del fanbase e con il suo sguardo malinconico e il broncio perenne è diventato testimonial di Jimmy Choo e Infinity Q60.

Scotts Porridge – “Ice Swim”

E se fino ad ora abbiamo visto spot interpretati dagli attori della saga, con questa adv dal sapore così vintage risaliamo invece a prima che l’avventura scritta da George R. R. Martin prendesse vita on screen.

Lui è “The Hound”, il mastino di casa Clegane che, prima di diventare un eroe agrodolce dal passato triste, era “solo” uno scozzese prestante amante del porridge e dei bagni ghiacciati d’inverno.

Samsung Galaxy Note

Nessun chiaro riferimento alla sacerdotessa rossa di Asshai delle Ombre in questo spot di Samsung Galaxy Note, se non un outfit total red per la bellissima (e in questo caso dolcissima) Carice Van Houten, la temibile Melisandre di Game of Thrones.

Intanto, la coppia Kit Harington ed Emilia Clarke, cioè Jon e Daenerys, è stata scelta per gli spot di Dolce & Gabbana per il profumo The one e The only one.

Bud Light e il Super Bowl

Come dimenticare, poi, l’ultima performance legata alla saga, in occasione del Super Bowl?

Una lattina molto speciale

Mountain Dew, poi, ha lanciato un’edizione limitata molto particolare, #ACanHasNoName, a tema Game of Thrones con grafiche stampate in inchiostro termosensibile. Solo al freddo (ciò in frigo, o durante il Lungo Inverno) la lattina rivela la lista di Arya.

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Disney realizzerà il primo Star Wars hotel a Orlando

Disney costruirà il primo hotel a tema Star Wars all’interno del Disney World di Orlando. Lo ha dichiarato Bob Chapek, Presidente della divisione Parks and Resorts, recentemente al D23 Expo 2017, l’evento annuale organizzato dal Official Club Disney.

“Una volta lasciata la Terra, scoprirete un’astronave viva con personaggi, storie e avventure che si manifesteranno attorno a voi. Sarà un viaggio unico per ogni persona che parteciperà” ha affermato Chapek.

Sembrerà di stare in una navicella spaziale dell’universo di Guerre Stellari. Gli ospiti potranno vivere un’esperienza immersiva e interattiva: ogni visitatore avrà una storyline personalizzata da seguire.
Al momento i dettagli sono pochi.

Più che un hotel, un’esperienza immersiva Disney

E voi come ve lo immaginate l’hotel totalmente ispirato alla saga di Star Wars? Ecco i primi rendering del progetto:

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Credit: Disney

L’hotel aprirà nel 2019 in Florida. La notizia è comparsa qualche giorno fa e ha già entusiasmato milioni di fan. Ad animare il resort ci saranno camerieri in costume, robot e personale ispirato ai personaggi del colossal degli anni ‘70. Fuori dalle finestre si potrà visualizzare solo lo spazio. Si mormora anche la possibilità di intraprendere “missioni segrete”.

Durante il soggiorno, gli ospiti diventeranno dei veri e propri cittadini della galassia, indosseranno costumi a tema e potranno girare tra stanze spaziali, corridoi e aree pubbliche mescolandosi fra i personaggi dei film.

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Credit: Disney

Nel frattempo, Disney sta realizzando due nuove aree tematiche di Star Wars a Orlando e in California. L’hotel sarà realizzato in Florida in uno dei due “Galaxy Edge” degli Stati Uniti. Nei parchi saranno realizzate due giostre: una dedicata al volo spaziale sul Millennium Falcon e l’altra a Star Destroyer.

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Mark Hamill alias Luke Skywalker davanti al rendering del prossimo Galaxy Edge

Il progetto dell’hotel si integra nella strategia dell’azienda in riferimento al nuovo concept di vacanza a 360 gradi, che ha l’obiettivo di offrire un’avventura completa, facendo vivere agli ospiti una storia Disney attraverso un’experience immersiva.