Spotify: un po’ più social grazie ad OurMix

La componente social di Spotify è un cruccio che evidentemente interessa molti utenti. I tentativi della piattaforma per rendere ancora più coinvolgente e partecipativa l’esperienza di ascolto e scoperta di nuova musica non sono certo mancati, ma in fondo non si sono mai rivelati del tutto soddisfacenti.

Adesso ci riprova un’app esterna, OurMix, che sfruttando le API di Spotify consente di scoprire nuova musica in base ai brani che piacciono ai nostri amici, incrociandoli ovviamente con i nostri gusti personali.

Detta così non sembra, a dire il vero, una novità rivoluzionaria. A luglio dello scorso anno Spotify ha introdotto Discover Weekly, la playlist settimanale di 30 brani suggeriti in base a quelli ascoltati nella settimana precedente e ad un’affinità con i gusti degli altri. Ancora prima, nel 2013, tramite il Facebook login era stata introdotta per tutti gli utenti la possibilità di seguire i propri amici di Facebook. In effetti, però, questi approcci social sono apparsi un po’ deboli e la soluzione proposta oggi da OurMix presenta indubbiamente qualche vantaggio in più.

Innanzi tutto, di diverso rispetto alla playlist settimanale offerta da Spotify c’è la frequenza: una volta al giorno, l’app invia i suoi suggerimenti di brani, permettendo all’utente di attivare anche una notifica in un momento specifico della giornata. Una volta aperta la playlist, l’utente può scegliere di mandare in play le tracce direttamente dall’app, e poi con un semplice swipe verso destra salvarle in Spotify, e verso sinistra rifiutarle. Un po’ come su Tinder: semplice e rapido. In aggiunta, poi, si può anche salvare l’intera playlist suggerita e condividerla su social.

OurMix

OurMix

Inoltre, ogni volta che un nostro amico salverà un brano dei “nostri”, ci comparirà una notifica sopra al brano stesso, in modo da tenerci aggiornati anche sullo “scambio” di musica avvenuto con successo. Un modo più interattivo, insomma, per creare possibili connessioni anche offline.

In fondo, nella vita di tutti i giorni la musica che ascoltiamo è spesso un fatto privato, quasi intimo, ma anche uno dei maggiori strumenti di connessione fra persone. Quanti brani colleghiamo ad una specifica persona? Quanti brani hanno fatto da colonna sonora ad un’amicizia, un amore, una nuova conoscenza? Non per niente, sempre lo scorso anno Spotify ha stretto una partnership con Happn, la nota app per il dating iperlocalizzato, intuendo la possibile sinergia fra i due mondi e l’importanza di avere interessi comuni – in questo caso musicali – per costruire relazioni anche nella realtà.

OurMix

OurMix

LEGGI ANCHE: Spotify: con Happn il dating diventa musicale

Ma come funziona esattamente l’incrocio di interessi fra noi e i nostri amici su OurMix? La nostra libreria e quelle dei nostri amici vengono analizzate automaticamente per generare la playlist giornaliera, che dura un’ora. I suggerimenti includono solo i brani salvati dagli altri, a patto che ovviamente non siano già presenti nella nostra libreria.

La grande novità? Che di manuale non c’è niente: non dovremo condividere noi i brani, ma l’app farà tutto da sola attingendo ai nostri profili Spotify. Il problema comune con Spotify? Essere amici su Facebook non significa necessariamente avere gli stessi gusti musicali. Così, nel caso in cui la nostra cerchia di amici non abbia brani di generi che ci interessano, è possibile seguire gli OurMix curators, che ci aiutano a connetterci con la musica degli specifici generi musicali che cerchiamo.

L’app – disponibile gratuitamente sia per iOS che per Android – è integrata per il momento solo con Spotify, anche se sono previste future implementazioni con altri servizi. Gli utenti free possono ascoltare solo 30 secondi di ciascun brano, mentre gli utenti Premium possono ascoltare tutta la playlist senza alcun limite.

In ogni caso, non ci resta che provare. Spread the music.

Barilla: il nuovo sito web corporate per la nuova era della sostenibilità 2.0

Le big corporation mondiali stanno spingendo il proprio universo digital verso frontiere basate sulla sostenibilità, la cultura, l’emozione e la user experience. Come avevamo già visto con il caso Pirelli, di cui avevo parlato nell’articolo ‘Pirelli: il nuovo sito web progettato per una nuova Era Digitale [ANALISI]’, anche Barilla ha recentemente realizzato un nuovo corporate website, basandosi soprattutto sulla comunicazione al cliente dell’attenzione aziendale verso la sostenibilità ed il prossimo.

Barilla: un nuovo sito web per una nuova era sostenibile

Appena apro il nuovo sito web sono accolti da un messaggio chiaro e volontariamente semplice: “Buono per Te, Buono per il Pianeta”. Semplice, conciso, diretto e soprattutto importante. In un mondo sempre più attento ai consumi (sia energetici che non) ed all’eco-sostenibilità, Barilla ha deciso di comunicare la sua attenzione ad argomenti a cui tiene molto.

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Oltre all’attenzione alla sostenibilità e, quindi, alla sostenibilità dei prodotti, l’azienda punta a non far dimenticare al Cliente la propria storia societaria: da una azienda di famiglia ad una azienda sempre “famigliare” ma a livello globale. Il tutto rimane ben presente nella mente del consumatore durante la navigazione del sito, dalle news alle informazioni generiche. Il nuovo sito riporta in modo bene evidente anche tutti i marchi appartenenti al gruppo, con un mood molto visual e appealing.

Una grande porzione della home page è dedicata ai risultati societari (a livello finanziario e non solo) e alla vision di sviluppo ed espansione del gruppo. Inoltre, l’azienda indica anche le cifre investite in tecnologie produttive all’avanguardia (che salvaguardino quindi anche l’ambiente), nonché in progetti di ricerca e sviluppo.

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Ho trovato molto interessante l’assenza di contatti social (una strategia di comunicazione ben differente rispetto ad altre big), così come estremamente interessante mi pare la (già citata) forte volontà di comunicare la propria attenzione alla sostenibilità. Trovo varie sezioni in cui vengono riportati dati chiari ed approfonditi su come l’azienda stia investendo molto nel diminuire l’impatto ambientale dei propri impianti produttivi.

Tutte queste informazioni vengono presentate all’utente in modo chiaro e diretto, avvalendosi di immagini molto belle e (soprattutto) ‘romantiche’, come da tradizione comunicativa del gruppo.

Barilla: un nuovo sito web per una nuova era sostenibile

Nella home page trovo anche una sezione dedicata al Barilla Center for Food & Nutrition, una fondazione pensata e realizzata per dare voce alla visione del gruppo sotto tutti gli aspetti, soprattutto al proprio interesse verso la comunità. Molto inspirational anche lo Youth Manifesto – Food people & planet.

Qualità, tracciabilità, OGM, allergeni, trasparenza. Tutto questo è Barilla, un’altra delle big company italiane che hanno deciso di ripensare il proprio lato digital. E tu, Ninja, cosa ne pensi? 🙂

Che cosa è successo a Twitter?

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Sono trascorse più di tre ore dall’avviso del malfunzionamento di Twitter, ma ora sembra tutto risolto (o forse no?): il famoso social network oggi non ha cinguettato per l’intera mattinata.

Quello che sembrava un solito (e ordinario) problema si è rivelato come spesso accade, qualcosa di più serio. Attacco hacker, manutenzione o semplice disservizio: sono ancora ignote le cause che hanno spinto numerosi utenti in tutto il mondo a rinunciare ai tweet mattutini.

Sulla pagina Twitter Support, l’ultimo avviso risale alle 09:41, ma tutt’ora non ci sono stati ulteriori aggiornamenti o delucidazioni.

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Chi lo sa, magari proprio oggi era in atto la rivoluzione dei caratteri, considerato che il guasto non vi è stato solo a livello europeo, bensì a livello mondiale, come anche Down Detector ha segnalato.

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Insomma anno turbolento, il 2016, per Twitter che, per vari motivi, continua a far parlare di sé. 

Ora, però, le domande sono due: che fine ha fatto la famosa e simpatica balena segnala-guasto?

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E soprattutto: come fare ad evitare psicosi e panico da astinenza da social?

Nessun problema, finchè c’è Facebook c’è speranza.

Rivoluzione nel marketing Coca-Cola: da quattro brand strategy ad una sola

Sono a Parigi per assistere ad un momento storico per il marketing: così lo definiscono i manager di Coca-Cola. Ed effettivamente c’è da crederci, visto che parliamo del brand globale per antonomasia. 

Di fronte ai rappresentanti della stampa internazionale (per l’Italia solo Ninja Marketing, Ansa e Corriere della Sera) è appena avvenuta la presentazione della nuova strategia marketing globale “One Brand” che, per la prima volta raggruppa tutti i differenti marchi dell’azienda (Cola-Cola, Coca-Cola light, Coca-Cola Zero e Coca-Cola Life) sotto l’unico e iconico posizionamento del brand Coca-Cola, in una campagna creativa globale intitolata Taste the Feeling.

Coca-Cola annuncia l’approccio marketing globale”. Abbiamo distratto i consumatori su differenti varianti del brand, è ora di tornare ad un solo brand” – spiega il direttore marketing Marcos de Quinto.

Posted by Ninja Marketing on Tuesday, 19 January 2016

Alla base della scelta la consapevolezza di aver seguito le esigenze nutrizionali del consumatore creando prodotti alternativi con poco o senza zucchero, oppure con alternative come la stevia, ma a discapito della consistenza del brand e dei suoi valori.

Le varie campagne dei vari brand Coca Cola sono andate via via a corrodere in qualche modo il posizionamento distintivo del brand, arrivando a sedimentare messaggi e valori contrastanti. Si è forse perso anche di vista il carattere distintivo del prodotto.

Da qui la decisione di riportare tutto sotto un’unica strategia di brand e un unico slogan che riassuma i benefici funzionali ed emozionali del brand. “Gusto + emozioni”: questa è Coca Cola, da sempre, che sia Red, Light, Zero o Life. Questi prodotti continueranno ad esistere, e quindi la possibilità di scelta, ma la strategia di branding sarà unificata in una soltanto.

L'annuncio in diretta da Parigi di Marcos de Quinto

Spiega Marcos de Quinto, Chief Marketing Officer: “Il Brand Coca-Cola è il paradigma del Marketing. È il Brand con la B maiuscola. Siamo d’esempio per tutti i marketer del mondo. Abbiamo una grande responsabilità. Non solo quando prendiamo cura del brand, ma anche quando dobbiamo farlo evolvere. Dal 1886 siamo sempre stati qui. […]

Se dico Coca Cola ti viene in mente una cosa sola: una bottiglietta di Coca Cola: a differenza di altri brand il nostro brand è strettamente legato al prodotto […]. Siamo un prodotto unico. Non c’è nessun altro prodotto nel mondo che può essere trovato nelle mani di chiunque, a prescindere dai luoghi, dallo status, dalle razze. Coca-Cola è per tutti. Non esiste una cola migliore, nessuno può farne una migliore, non si può comparare con nessun altro prodotto che lo vuole imitare. La scelta non è stata di brevettare la formula, ma di tenerla segreta e la formula non sono gli ingredienti ma qualcosa di molto di più.

Aggiunge James Quincey, President & Chief Operating Officer: “Questa sarà la prima campagna che metterà insieme tutti i brand Coca-Cola. Tutti i brand sotto lo stesso approccio.”

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La strategia One Brand

La nuova strategia è pensata per estendere il valore globale e il fascino iconico di Coca-Cola a tutti gli altri marchi e pone il prodotto al centro della creatività, celebrando l’esperienza e il piacere semplice di bere una Coca-Cola, qualunque Coca-Cola si scelga.

L’azienda sottolinea il proprio impegno nei confronti della scelta, permettendo ai consumatori di decidere quale Coca-Cola si adatti meglio ai loro gusti e al loro stile di vita. Più prodotti ma un unico posizionamento sotto gli stessi valori, quelli che da sempre contraddistinguono Coca Cola e che vogliono essere ribaditi attraverso la campagna “Taste The Feeling”. 

Taste the Feeling

La campagna Taste the Feeling

La strategia One Brand nasce nell’ambito della campagna globale Taste the Feeling, presentata da Rodolfo Echeverria, VP e Global Creative & Content Officer.

Coca-Cola

La nuova campagna creativa rimane fedele alle caratteristiche fondamentali del marchio Coca-Cola, celebra momenti autentici e reali: contesti emozionanti e prodotto al centro.

I key visual sono molto impattanti e autentici, nello stile moderno che contraddistingue social visuali come Instagram. Immagini bellissime che mettono il prodotto come protagonista all’interno di un contesto di vita emozionante e rilevante per le persone.

Gli spot televisivi consistono in una serie di flash rapidi di esperienze della vita di tutti i giorni che le persone condividono quando bevono Coca-Cola. Al termine di ciascuno spot, i differenti prodotti del marchio Coca-Cola si riuniscono tutti sotto il celebre bollo rosso di Coca-Cola.

Ci sono volute 10 agenzie diverse per dare vita al processo di sviluppo della sua campagna, ma i 10 spot realizzati sono stati prodotti da Mercado-McCann, Sra.Rushmore, Santo, Ogilvy & Mather New York. 

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Oggi avviene il lancio della campagna spot originali in lingua inglese, sono stati pubblicati sui canali YouTube di Coca-Cola.

Anthem (Inno)

https://youtu.be/-AmKP9VE2Ms?list=PLCIVZWq1FAwdW2oKX3DyUkb4VFa-tOgQ1

Lo spot di apertura, Anthem, nasce dal collage di una serie di momenti quotidiani il cui filo conduttore è Coca-Cola, bevuta per esempio mentre si pattina sul ghiaccio con gli amici, al primo appuntamento, al primo bacio, col primo amore. La colonna sonora è una canzone originale composta appositamente per la campagna e intitolata Taste the Feeling. 

Break Up

https://youtu.be/_xp2T_TooF0?list=PLCIVZWq1FAwdW2oKX3DyUkb4VFa-tOgQ1

Lo spot segue le tappe della storia d’amore di una giovane coppia, dal primo appuntamento alle prime percezioni dell’eccitazione e dell’amore, a una rottura esplosiva e a una riconciliazione finale bevendo una Coca-Cola.

Brotherly Love

https://youtu.be/0oYlOBun8UI?list=PLCIVZWq1FAwdW2oKX3DyUkb4VFa-tOgQ1

E’ il mio preferito. Racconta la storia universale di amore-odio in famiglia, sottolineando il rapporto unico e complesso vissuto da due fratelli. Quando il più giovane si trova senza una Coca-Cola, il fratello maggiore arriva in suo aiuto. La colonna sonora dello spot è una nuova versione della canzone di successo “Hey Brother” del famoso cantautore e produttore Avicii.

La nuova campagna è caratterizzata anche da oltre 100 immagini scattate dai famosi fotografi di moda Guy Aroch e Nacho Ricci, che ritraggono persone di ogni angolo del pianeta mentre si godono una Coca-Cola in molteplici occasioni e in vari momenti della vita. 

GIF The Feeling

Una campagna di questo tipo non può fare a meno dell’esperienza digitale. Quale modo migliore di esprimere un sentimento online se non con una GIF? È possibile andare sul microsito dedicato, scegliere la scena GIF desiderata, personalizzarla con le proprie emozioni in tempo reale e condividerla sulle piattaforme social attraverso l’hashtag #TasteTheFeeling.

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Bene da Parigi è tutto. Vi saluto bevendo per la prima volta una Coca Cola Life e gustando il buffet offerto gentilmente da Coca-Cola. Che la Pace – che Coca Cola rappresenta archetipicamente ed evoca nella sua comunicazione – sia con voi.

Digital Magics a Palermo e Bari: l’innovazione si fa al Sud

Ha lasciato idee molto chiare in proposito Enrico Gasperini, fondatore e presidente di Digital Magics, che poco prima della sua scomparsa, con il White Paper aveva annunciato di voler costruire un nuovo ambiente per le startup in Italia, attraverso una proposta in otto punti per promuovere il sistema dell’innovazione con un’azione politica concreta.

E i primi risultati di questa volontà iniziano già a realizzarsi: due nuove sedi per Digital Magics.

La prima appena inaugurata a Palermo, in collaborazione con la siciliana Factory Accademia. La seconda, già pianificata, a Bari, in collaborazione con la società Augmentum, partner per lo sviluppo e la gestione del nuovo programma di incubazione, mentre sono già iniziati i lavori per la costruzione del campus Talent Garden pugliese.

Il più grande hub di innovazione italiano per lo sviluppo e l’accelerazione di startup digitali

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Questo lo scopo di Digital Magics, ripartendo dal Mezzogiorno, anche grazie al programma GIOIN (Gasperini Italian Open Innovation Network). Un network privilegiato che coinvolgerà i propri membri in un percorso di informazione e formazione disruptive, per fornire gli strumenti e i supporti necessari ad affrontare la sfida della “quarta rivoluzione industriale” e per avvicinare il mondo dell’impresa italiana all’ecosistema delle startup innovative.

LEGGI ANCHE: Il White Paper di Digital Magics e il futuro delle startup in Italia

GIOIN: incubazione e Open Innovation targate Digital Magics

Digital Magics a Palermo e Bari l'innovazione si fa al Sud

Il lancio del network Gioin e dei programmi di incubazione in Sicilia e in Puglia fanno parte del ben più ampio piano strategico di Digital Magics, avviata in collaborazione con Talent Garden e Tamburi Investment. L’obiettivo è quello di aprire 50 nuovi campus di co-working Tag per supportare le startup che faranno parte della rete e contribuire alla trasformazione digitale delle imprese italiane, grazie ai programmi di Open Innovation.

Digital Magics, quotata all’AIM Italia, il mercato alternativo del capitale di Borsa Italiana per la quotazione delle PMI, punta a “ricavi aggregati delle aziende in portafoglio a 100 milioni di euro”, come ha dichiarato Alberto Fioravanti, presidente esecutivo.

Riguardo ai progetti della società per il biennio 2016-2017, l’incubatore punta ad avere 100 startup e 50 campus Tag in Italia e in Europa, per poi passare dall’Aim Italia all’MTA, il mercato azionario principale.

La Sicilia dà buoni frutti per le startup

Digital Magics a Palermo e Bari l'innovazione si fa al Sud

La scelta di Palermo per la nuova sede non è casuale e non è legata solo ad una motivazione geografica. Sono infatti 246 le startup siciliane iscritte al registro nazionale, ossia il 4,8% del totale nazionale.

Con 84 startup innovative (34% del totale regionale) Catania è la provincia leader nella regione e precede Palermo che ne ha 71 (29%). Più distanziate le province di Messina con 33 startup (13%) e Agrigento con 18 (7%), mentre sono poco più di una decina quelle presenti a Caltanissetta e Trapani (12 ciascuno, 5%), e Siracusa (11 – 4%). In coda Enna e Ragusa dove sono attive rispettivamente 3 (1%) e 2 (0,8%) startup.

A Catania e Palermo, dove si concentrano più della metà delle startup siciliane, le aziende innovative si occupano in particolare di produzione di software e consulenza informatica, ma in provincia di Palermo (17,2%) ci sono in percentuale più startup nel settore della ricerca scientifica e sviluppo che a Catania (14,1%).

Fra le startup anche diversi studi di architettura e ingegneria, collaudi e analisi tecniche.

Digital Magics a Palermo e Bari l'innovazione si fa al Sud

Secondo l’analisi di Digital Magics, la maggior parte delle startup siciliane ha una capitalizzazione non superiore ai 10 mila euro di media, mentre sono meno le startup palermitane con capitale da 10 a 50 mila Euro (quasi il 10% del totale), ma sono di più (8%) quelle da 50 a 250 mila euro. L’unica startup siciliana che supera i 5 milioni di capitale sociale è nel ragusano e opera nel comparto energetico.

Un dato simbolico riguarda poi la prima startup dell’isola, nata a Palermo nel 2009 e accelerata nel 2013. Il vero boom di iscrizioni nel Registro delle Imprese Innovative si è rilevato però nel 2014, con 84 iscrizioni in tutta la Sicilia, mentre il 2015 ha visto rallentare leggermente il trend.

Secondo l’analisi di Digital Magics, infine, sul versante economico-finanziario grazie al fondo di garanzia per le startup del Ministero dello Sviluppo Economico, fino all’agosto dello scorso anno, in Sicilia sono arrivati quasi 6,5 milioni di euro, mentre nel 2014 su 297 operazioni di Venture Capital solo cinque riguardavano l’isola contro le 13 della Campania.

Ma questo è solo il punto di partenza: come ha dichiarato Marco Gay, vicepresidente di Digital Magics, ora è necessario “puntare sull’innovazione come fatto reale perché creando startup si crea il valore aggiunto di cui il Made in Italy ha bisogno”.

font più usato

Il font più usato nel web

Pensate che il Comic Sans sia criminale? Che lo Scriptina sia ovunque? Che l’Helvetica sia irraggiungibile? Che i font graziati online non li usi più nessuno? Che il Monospace vada bene solo per i programmatori? Vi siete mai chiesti qual è il font più usato sul web, e da chi?

FontReach è un servizio online che scansiona milioni di siti per mostrare qual è l’uso dei font nel web, realizzando anche una classifica delle scelte tipografiche online più apprezzate.

LEGGI ANCHE: 11 font che i graphic designer amano odiare

Top font e ranked font

Con 616.190 siti che lo usano, l’Arial è il font più popolare in Internet; usato da Google in via esclusiva, da Facebook assieme ad altri bastoni, da QQ e da Twitter non poteva non non salire sul podio dei font più utilizzati. Al secondo posto, con 271.656 siti che ne fanno uso, il Verdana, font utilizzato da Facebook (dopo l’Arial), Ebay, Yandex e Instagram, tra gli altri. Terzo posto per l’Helvetica neue, scelto da 263.112 siti, tra cui Facebook (terzo font del popolare social network), Yahoo e Twitter.

Le scelte tipografiche dei grandi nomi

Google, nonostante sviluppi un servizio di font online di tutto rispetto, sceglie di usare un solo font, il più sicuro e diffuso nel world wide web, l’Arial. Facebook invece non fa economia nell’uso di font e, nelle sue pagine, adotta numerose famiglie tipografiche: Arial, Verdana, Helvetica Neue, Helvetica, Georgia, Tahoma, Trebuchet MS, Lucida Grande, Segoe UI e Freight Sans. Scelte non molto diverse quelle di Twitter, che utilizza Arial, Helvetica Neue, Sans-serif, Monospace, Georgia, Tahoma e Courier New.

font più usato

E il vituperato Comic sans? Solo 84simo in classifica, utilizzato da “nemmeno” 4mila siti, il più alto dei quali, in termini di ranking, fornisce webcam sexy online (ma da qualche parte anche la versione tedesca di Zalando nasconde un Comic sans).

Con meno di cento siti utilizzatori, in fondo alla classifica realizzata da Jesse Chase e Jason Chen per FontReach, troviamo i font Social Circle, Source e Delius.

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Lumia 650 sarà l’ultimo Lumia di Microsoft?

È Windows Central a dare il primo annuncio: Microsoft ha scelto di lanciare l’1 febbraio prossimo senza molto clamore Lumia 650, uno smartphone di fascia media che sarà con molta probabilità l’ultimo “Lumia” per il 2016.

Microsoft Lumia 650 sarà uno smartphone business-oriented, che segue quel Lumia 640 che nel 2015 è stato ben accolto dai consumatori.

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Fonte @WindowsCentral

 

Le specifiche del device sono trapelate alcuni mesi fa:

  • display con risoluzione 1280×720 da 5 pollici,
  • 1GB di RAM,
  • 8GB di storage espandibile
  • una fotocamera posteriore da 8 megapixel con flash.
  • processore Snapdragon Qualcomm 210 o 212.
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Fonte @WindowsCentral

Il dispositivo è pensato per essere l’ultimo smartphone di Microsoft che utilizzerà il brand Lumia, almeno per il 2016. Ricordiamo che il brand ha debuttato sui dispositivi Nokia con sistema Windows Phone 7: la linea Lumia ha dato nuovo vigore a Nokia, ma probabilmente Microsoft ora mira a concentrare le proprie forze su nuovi progetti.

Ad esempio su Surface Phone, il device che in questi mesi abbiamo conosciuto anche col nome di Pano’s Phone e che sarà sviluppato dal team di Panos Panay. Parliamo dunque dello stesso team che è già stato apprezzato per la realizzazione di Surface Pro 4 e Surface Book.

Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha affermato tempo fa l’intento dell’azienda di Redmond di immettere nel mercato  smartphone pensati per tre principali tipologie di consumatori: acquirenti attenti al budget, utenti aziendali e appassionati del marchio Microsoft.

Lumia 650 sembra lo smartphone che può soddisfare la prima categoria di consumatori, cioè quelli interessati ad avere un buon device ad un costo più contenuto; Surface sembra invece la gamma che dovrebbe attirare le altre due tipologie.

Per ora comunque questi restano rumor, mentre sembra più reale la data di lancio del nuovo smartphone, il 1 ° febbraio: restiamo in attesa di novità in previsione soprattutto del Mobile World Congress a fine febbraio.

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Case study e campagne di successo realizzate sui social media, segui la Free Masterclass

Molte PMI e manager italiani non vedono pienamente il potenziale di business che deriva da una strategia di marketing sui Social Media. Eppure vi sono casi in cui una strategia basata sul coinvolgimento dei social media ha portato al successo di brand ed aziende ed al raggiungimento di obiettivi altrimenti irraggiungibili.

Creare una strategia integrata con il Social Media Marketing può condurre a risultati davvero importanti, il tutto misurabile attraverso numeri e statistiche.

Il potere dei Social Media: come raggiungere obiettivi altrimenti impossibili

Un piccolo passo per te, ma un grande passo per la tua azienda: giovedì 4 febbraio 2016 dalle 13 alle 14 esperti quali Luca De Berardinis, Orazio Spoto, Luca La Mesa, Edoardo Scognamiglio, Emanuela Zaccone, docenti del Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy, ti aiuteranno ad arricchire il tuo bagaglio da Social Media Manager, insegnandoti anche qualche trucchetto efficace per la gestione degli account social della tua azienda.

In particolare si parlerà di strategia e di execution, come sbloccare la social soul della tua azienda, come convertire un ottimo andamento di una campagna in un incremento delle vendite ed, infine, ti verranno illustrati alcuni esempi di casi di successo.

Un webinar gratuito dedicato al Social Media Marketing, analizzato sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.

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Partecipa alla Free Masterclass del Master Online in Social Media Marketing

L’appuntamento è online ed iscriversi è gratuito e semplice, ma fallo in fretta, i posti sono limitati!

Si inizia alle ore 13.00 e si chiude alle ore 14.00 del 4 febbraio 2016. Segui in diretta il webinar e segui l’hashtag #ninjamasterSMM su Twitter per interagire con i #SocialSuperHero e gli altri Social Media Manager in ascolto.

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Ricapitolando:

FREE MASTERCLASS
Master Online in Social Media Marketing

Il potere dei social media: come raggiungere obiettivi altrimenti impossibili
Luca De Berardinis, Orazio Spoto, Luca La Mesa, Edoardo Scognamiglio, Emanuela Zaccone
4 febbraio 2016, dalle ore 13

Iscriviti qui!

E non dimenticare di dare un’occhiata ai nostri prossimi corsi in programma!

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it
o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

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BE NINJA

digital video

Digital video: 5 previsioni per il 2016

Il 2015 è stato un anno importante per il panorama dell’online video. I più grandi social network hanno introdotto via via sempre più funzionalità nel tentativo di mantenere viva l’attenzione su di essi e fidelizzare i propri utenti: di fatto, la partita negli ultimi mesi è giocata sul fronte del video.

Complice anche la vitalità del mercato dello streaming on demand, che ha visto protagonisti l’espansione mondiale di Netflix e l’affermazione di nuovi produttori come Amazon nell’industria hollywoodiana.

Tutte premesse che hanno spianato la strada a grandi sviluppi a cui assisteremo nei prossimi mesi. Ecco dunque qualche previsione per il digital video.

1. L’online video sorpasserà la televisione

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Basterebbe pensare al fatto che alcuni tra i principali network statunitensi via cavo hanno implementato nella loro offerta anche dei servizi di streaming online: è il caso di HBO, Showtime e CBS. YouTube ha introdotto la sua versione a pagamento, YouTube Red, mentre Netflix è approdata ormai in 190 Paesi.

Sembra proprio che la fruizione dei video online sia destinata a superare quella tramite TV tradizionale. Quello degli SVOD (subscription video on demand) è un business sempre più diffuso, potente, ricco e ipercompetitivo. Tuttavia i sistemi di distribuzione OTT (over the top) rappresentano un nuovo ecosistema che non “uccide” la televisione, bensì la riformula, cambiandone la tecnologia e gli equilibri tra editori e inserzionisti I quali spesso si uniscono producendo canali proprietari come nel caso delle app di Condé Nast e Red Bull per Apple TV).

2. Il mobile continuerà a crescere

Come riporta Inc42, l’app di YouTube è seconda solo a Facebook nel numero totali di visitatori. Chi guarda video da dispositivi mobili spende almeno 9 ore al mese sulla suddetta app, quasi il doppio rispetto al 2014.

3. Video ads tra i risultati di ricerca di Google

Il video advertising vivrà una nuova vita. Google ha infatti dichiarato, lo scorso agosto, di aver iniziato a testare l’integrazione di video ads all’interno della sua SERP.

Come ricorda Search Engine Land, Google ha analizzato a lungo l’impatto dei video. Lo scorso aprile ha dichiarato che il 65% delle campagne YouTube TrueView ha portato ad un significativo incremento dell’interesse verso i brand inserzionisti.

E del resto, l’aumentare dei video nei risultati di ricerca è già percepibile: il 14% dei risultati sono filmati, di cui l’82% viene da YouTube.

4. La realtà è sempre più virtuale (almeno in video)

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Nei mesi scorsi ne abbiamo sentito parlare tantissimo. La realtà virtuale è sempre più presente tra i contenuti video dei brand e sempre più ampia è l’offerta di device in grado di fare esperienza di questa tecnologia. Se Facebook ha acquisito Oculus e Google crea il suo Cardboard, anche HTC, Samsung e Sony stanno progettando device proprietari per allargare gli orizzonti del loro business.

Sarà probabilmente il settore dei videogame a beneficiare per primo di questi sviluppi, e YouTube sembra essere la più favorita su questo fronte, grazie alla presenza tra i suoi utenti di moltissimi gamers.

Anche i video a 360° continueranno la loro ascesa: YouTube giusto pochi giorni fa, dal palco del CES, ha dichiarato di aver stretto una partnership con GoPro finalizzata ad accrescere nei prossimi mesi il numero di video realizzati attraverso questa tecnologia. Twitter, invece, ha appena presentato a Roma il suo Halo 2.0.

LEGGI ANCHE: Twitter Halo 2.0: presentato in Italia il dispositivo video a 360°

5. La comunicazione commerciale e istituzionale sarà sempre più live

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Il 2015 è stato l’anno dell’affermazione delle app di live streaming. Meerkat e Periscope hanno raggiunto milioni di utenti che hanno dimostrato di amare questa tecnologia soprattutto per seguire personaggi famosi e brand, che ne hanno fatto via via un utilizzo sempre più massiccio.

Facebook ha da poco dichiarato che sta testando il suo Live streaming su un campioni ristretto di profili negli Stati Uniti, con l’intenzione di estendere la feature oltre al ristretto gruppo di pagine verificate (le uniche che al momento ne possono usufruire).

Il social live streaming sta già avendo un interessante impatto anche sulla trasmissione di eventi sportivi: nei mesi scorsi, ad esempio, la NFL ha stretto un accordo con Snapchat per espandere la sua fanbase social attraverso la funzionalità delle Live Stories.

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Mobile eCommerce: consigli per ottimizzare il tuo shop online

Il tuo sito eCommerce carica velocemente in pochi secondi? I contenuti presenti sono leggibili da diversi dispositivi? Nel caso in cui lo shop online non fosse tuo, passeresti il tuo tempo a navigarci?

Se hai risposto in modo negativo ad almeno una di queste domande vuol dire che è arrivato il momento di rendere il tuo business online mobile friendly.

Il traffico web proveniente da dispositivi mobile cresce rapidamente di giorno in giorno, con smartphone e tablet divenuti ormai strumento indispensabile di comunicazione per una ampia fascia di utenti. Largo dunque a design adatti ad una navigazione mobile rapida, semplice ed intuitiva, ottima alternativa alla classica versione desktop.

I consumatori si informano, osservano, sfogliano cataloghi, acquistano attraverso i  device mobili in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

Cataloghi prodotti e procedure d’ acquisto si dimostrano inefficaci se non accompagnate ad un’esperienza di navigazione mobile friendly. Tempi di caricamento lenti e inadeguata modalità con cui uno store online presenta i propri contenuti nella maggior parte dei casi spingono i clienti mobile ad abbandonare il sito, ciò si traduce per le aziende in vendite perse.

In uno studio sul mobile eCommerce condotto da Yottaa è emerso che gli scarsi tempi di risposta del 39% dei top retailer presenti sul mercato riducono le conversioni del 7%.

Correre ai ripari? Si può. Per i rivenditori esistono a tal proposito soluzioni e accorgimenti che se correttamente adottati consentiranno di fare del proprio business online un caso di successo.

Mobile first

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Ormai il trend è mobile first, si pensa prima al sito mobile e dopo alla versione desktop.

Per ogni sito web  è bene sviluppare una sua versione mobile con una propria struttura e un apposito URL  “m.nomesito” che presenti dimensioni e layout pensati  ad hoc per la fruizione da diversi dispositivi.

La versione mobile di un eCommerce, non solo facilita e rende più immediata la navigazione, ma minimizza la quantità di tempo necessaria per visualizzare contenuti rilevanti per i vari utenti, evitando inutili e lenti  reindirizzamenti.

Minore è il tempo di attesa, maggiore è la possibilità di coinvolgimento del cliente.

La prova del nove

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Il tuo eCommerce è fruibile da tutti o dal maggior numero di dispositivi mobile esistenti?

Lo sappiamo bene che quando visitiamo un sito web e il suo layout non combacia con il display del nostro smartphone, la faccenda diventa noiosa e nel 90% dei casi abbandoniamo la navigazione.

Per evitare che ciò accada, il tuo eCommerce deve essere in grado di rispondere a diverse esigenze:  adattarsi alle diverse dimensione degli schermi dei vari dispositivi, essere ottimizzato in base all’utilizzo di differenti tipi di browser, adeguarsi alle diverse velocità di connessione Internet.

È importante  effettuare delle prove per verificare il corretto funzionamento da diversi dispositivi: effettuare dei test ti consentirà di individuare eventuali problematiche che potranno essere eliminate per migliorare la user experience del tuo shop online.

Esistono diversi strumenti che possono darti una mano, fra i tanti suggeriamo WebPagetest,  Website TestKeynote o ancora Compuware.

Al di là di questi tool è consigliabile testare in modo autonomo il proprio web site: in diverse location, su differenti browser mobile, con diversi gradi di connessione mobile (3G, 4G e LTE)

Ricordate l’obiettivo è uno solo: fornire contenuti rilevanti e il più velocemente possibile.

Parola d’ordine: responsive!

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Non c’è nulla di più fastidioso per il nostro cliente mobile che non riuscire a navigare bene nel nostro sito: pagine che non vengono visualizzate correttamente, pulsanti mancanti, link che non conducono da nessuna parte.

Responsive è la parola chiave per conquistare gli utenti mobile.

Un design responsive  rileva la tipologia di device con la quale l’utente naviga  e adatta automaticamente il contenuto da mostrare in base alle dimensioni dello schermo utilizzato, semplificando così  la navigazione.

I clienti potranno cosi scorrere tra i prodotti in modo facile e intuitivo. Per raggiungere il successo è fondamentale dedicare tempo e sforzi per migliorare l’esperienza d’acquisto dei tuoi clienti in movimento.

Le prestazioni di un eCommerce in termini di tempi di caricamento, velocità di risposta e adattabilità sono dunque essenziali per trattenere, fidelizzare e far si che il cliente acquisti.