FrancoAngeli: nasce la prima collana di libri dedicata alle professioni digitali

La quarta rivoluzione industriale “cancellerà” diverse professioni più tradizionali, aprendo al contempo a nuovi campi professionali di enorme interesse. Big Data, machine learning, algoritmi, comunicazione digitale, innovazione d’impresa sono solo alcuni dei tag che descrivono al meglio tale scenario, caratterizzato da professioni digitali di rottura. Se da un lato si tratta dunque di enormi possibilità all’orizzonte, dall’altro il rischio è che i professionisti di oggi e domani non siano preparati a questa grande ondata.

Come fare, dunque?

Risponde a questa sfida la nuova collana di FrancoAngeli Professioni Digitali, diretta dal Ninja Alberto Maestri e creata per non farsi cogliere impreparati ed essere adeguatamente guidati in questo mare magnum di rischiose opportunità. Una collezione di guide pratiche sui lavori più innovativi e sui metodi indispensabili ai professionisti contemporanei, raccontate dai protagonisti di oggi: autori reputati e apprezzati che hanno saputo fare la differenza nel proprio settore diventando fonte di ispirazione per tanti.

Una nuova collana, la prima in Italia dedicata alle professioni digitali e alle competenze necessarie per i lavori tech di oggi e domani.

Digital Entrepreneur, Personal Storytelling… e questo è solo l’inizio!

La collana ha avviato i lavori con due pubblicazioni, scritte da autrici e autori ben conosciute/i dagli amici lettori di Ninja Marketing:

  • Digital Entrepreneur, di Emanuela Zaccone. Seguirete Emanuela in veste di docente del Master online in Digital Marketing, nonché nelle sue avventure in veste di co-founder e Marketing Manager di TOK.tv. Il suo libro ha il pregio di spiegare i principi, le pratiche e le competenze necessarie per avviare la propria startup. Quello dell’imprenditore digitale è infatti un percorso in continuo divenire e aggiornamento: Digital Entrepreneur diventa allora una guida pratica e preziosa, un catalogo di opportunità, principi, storie e buone pratiche per chi desidera creare la propria azienda di successo. Curiosi su come fare? Iscrivetevi al webinar di lancio con Emanuela! #DigitalEntrepreneur
  • Personal Storytelling, di Andrea Bettini e Francesco Gavatorta. Andrea e Francesco hanno diversi trascorsi in veste di docenti Ninja, e Francesco coordina anche la sezione Social Media di Ninja Marketing. La loro nuova opera risponde a una domanda chiara e fondamentale: come costruire narrazioni di Sé efficaci? Raccontarsi è uno dei gesti più belli del mondo, ma se lo si fa male, si rischia di svilire la storia più importante: la propria. E i paradigmi del personal branding non sono più sufficienti a fare la differenza#PersonalStorytelling

La collana prevede diversi altri volumi di imminente uscita, per affrontare nel migliore dei modi e attraverso le voci dei protagonisti le professioni del futuro. Per tutti gli aggiornamenti, basta consultare il blog dedicato o la neonata pagina Facebook.

Ninja, non resta che augurare una buona lettura: siete pronti a cavalcare l’innovazione con un bel regalo di Natale? #ProfessioniDigitali

Epic win & fail: fra referendum e finti rapimenti

È l’inizio della settimana, e certo questa non è una cosa esaltante. Perciò, proviamo a risollevarci un po’, con una rubrica nata per dare un po’ di brio. È lunedì, e che lunedì sarebbe senza epic win o epic fail?

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I risultati del referendum sono ormai noti. Non si può certo negare che l’argomento abbia saturato i social e molti tireranno un sospiro di sollievo per la probabile minor frequenza di post ad esso dedicati nelle loro bacheche.

Alcuni brand hanno però saputo cogliere l’opportunità di parlarne con intelligenza ed ironia, come quelli segnalati nella nostra pagina Facebook, durante la settimana.

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Così, Just Eat si preoccupa delle decisioni di pancia, Montana che le stesse decisioni non siano prese a stomaco vuoto, mentre Spumador invita a farsi un chinotto mentre si risolvono i dubbi sulla scelta da fare. Dubbi che Ceres consiglia di fugare leggendo il testo delle riforma.

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Questo referendum non richiedeva il raggiungimento di un quorum, ma c’è chi come Althea, dichiara di mettercelo sempre. Col cuore interviene anche Pocket Coffee che si offre di dare la carica agli scrutatori, provati sicuramente da una così lunga giornata.

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Altro topic molto dibattuto nella giornata di domenica è stato quello delle #matitecancellabili: la denuncia di Piero Pelù sulla presunta matita cancellabile trovata e provata da lui stesso nel seggio dove si era recato a votare ha scatenato una psicosi, ma anche tanta ironia e sarcasmo sul web. Un fiume di post e tweet con l’hashtag #matitecancellabili e #referendum, tanti che è stato difficile sceglierne due come esempio.

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Infine: in tempi di fake news, bufale, polemiche stancanti, si è spesso tentati di fare un po’ di pulizia tra i propri contatti: si correrà il rischio di rinchiudersi in una bolla in cui le notizie sono quasi sempre e solo in linea coi nostri pensieri e sentimenti, ma a volte non guasta farlo, anche se forse in maniera meno drastica di quanto propone Vileda Italia in questo simpatico video.

Lasciamoci alle spalle le polemiche italiane e cambiamo argomento. Il dipartimento di polizia di Fort Worth, nel Texas, coinvolge nella sua campagna di arruolamento la fanteria imperiale di Star Wars, in maniera molto più simpatica della polizia australiana che qualche settimana fa si guadagnò la citazione tra gli epic fail per il video dell’arresto di uno Jawa.

La domanda che ci rimane è: “Chissà se il soldato imperiale sarà poi arruolato?”

 

Fail

Durante la settimana, oltre al referendum, la notizia dell’arresto di Lapo Elkann a New York per aver simulato il proprio sequestro ha scatenato il sarcasmo dei social, non senza qualche passo falso, come quello del SMM del Corriere della Sera, che dimentica di switchare account e condivide la propria notizia con un commento inappropriato per una testata così importante.

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Il Corriere si è poi scusato con un post abbastanza caustico, anche se si teme che la cosa non abbia avuto scarse conseguenze per il responsabile…

Diteci la vostra sulla nostra pagina Facebook e sul nostro gruppo LinkedIn.

Eurobest 2016: ecco tutte le campagne italiane vincitrici

Quest’anno gli Eurobest si sono tenuti a Roma è vero, ma non era per nulla scontato che i lavori made in Italy portassero a casa dei riconoscimenti. Nessun Gran Prix per il nostro paese che però ha vinto premi significativi:

Entertainment

Bronzo alla campagna Heineken “The Hero” firmata Publicis Italy (Milano)

Creative Directors: Bruno Bertelli, Cristiana Boccassini
Art Director: Simone Di Laus
Copywriter / Associate Creative Director: Michele Picci
Director: Nicolai Fuglsig
Production: MJZ

Vincitore del Gran Prix in questa categoria la campagna Modern Essentials by David Beckham per H&M dell’agenzia ADAM&EVEDDB LONDON.

Interactive

Nessuno ha meritato il Gran Prix in questa categoria ma siamo felicissimi del Bronzo di SAATCHI & SAATCHI (Roma) per “Santino Safety System” e la campagna Don’t text and drive. Avevamo intervistato per l’occasione su Ninja i direttori creativi dell’agenzia Alessandro Orlandi e Manuel Musilli.

Direttore Creativo Esecutivo: Agostino Toscana
Direttori Creativi: Manuel Musilli, Alessandro Orlandi
Copywriter: Alice Scornajenghi
Art Director: Alessio Bianconi
Senior Digital Manager: Simone Roca
Head of TV: Erica Lora-Lami
Tv Producer: Manuela Fidenzi

Print & Publishing

Un Silver in questa categoria se lo aggiudica HAVAS Milano con la campagna “Waterbook” di Ferrarelle.

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Vince il Gran Prix in questa categoria, “Brad is Single” dell’agenzia TRY di Oslo.

Epica Awards 2016 Brad is single

Film & Film Craft

Bronzo nella categoria Film per Publicis Italy con la famosa campagna The Dilemma.

Ma anche 3 Silver 1 Bronzo in Film Craft per la campagna Jackie con protagonista la leggenda della Formula 1 Jackie Stewart:

Ma non è finita qui per Bruno Bertelli & co: ancora 2 Bronzi per la campagna “The Chorus”

In queste due categorie vince il Gran Prix l’agenzia 4creative (London) con il film “We’re The Superhumans | Rio Paralympics”.

Integrated

Ancora un Bronzo per il team di Publicis Italy (che immaginiamo festeggeranno tutto il weekend!) questa volta per la campagna “Business Booster” per Renault Italia.

Vince il Gran Prix in questa categoria “The Man of the Moon” dei magazzini John Lewis firmata ancora dall’agenzia londinese ADAM&EVEDDB.

Media

Ancora 2 Silver in questa categoria per “The Dilemma” (Publicis Italy) ma anche un Bronzo per la campagna “Dacia Family Project” per Renault Italia. Insomma, squadra che vince non si cambia.

https://www.youtube.com/watch?v=rJcCWvYkt_I

Executive Creative Directors: Cristiana Boccassini, Bruno Bertelli
Creative Directors: Francesco Martini, Massimo Guerci
Art Directors: Massimo Guerci, Dario Citriniti, Iacopo Gioffré, Jacopo Menozzi
Copywriters: Francesco Martini, Mattia Basti
Account Director: Benedetta Virga
Strategic Planner: Bela Ziemann
Director: Gigi Piola
Production House: Bedeschi Film

Outdoor

Ancora 1 Bronzo per “The Dilemma” anche in questa categoria. Altro Bronzo questa volta per l’agenzia McCANN WORLDGROUP (Milano) e la campagna per il FAI “The Talking Wonders“.

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PR

Ancora 1 oro e 1 argento per “The Dilemma“, ma Publicis Italy vince anche un Bronzo con “Tutorial for Good” per Leroy Merlin. Un Bronzo per la campagna”Parla come El Patron” di We Are Social di cui via abbiamo parlato qui.

Bronzo anche per l’agenzia J. WALTER THOMPSON ITALY (Milano) con la campagna “Censorship for Cancer” per la FONDAZIONE ANT ITALIA ONLUS.

Promo & Activation

Si conferma vincitrice anche in questa categoria “The Dilemma” con 1 Silver e 1 Bronze. SAATCHI & SAATCHI (Milano) vince un Bronzo con la campagna “Baby Night” di Carrefour.

Entertainment

Vince anche 1 argento in questa categoria la campagna “Parla come El Patron” di We Are Social. La campagna è stata iscritta direttamente da Netflix dunque risulta nel medagliere olandese, ma la creatività è italianissima (nata dall’insight del cliente sull’importanza della lingua spagnola per gli spettatori di Narcos, leggi qui).

https://youtu.be/nnasEWx07mA

Credits:

Creative Director: Gabriele Caeti
Creative Production Director: Daniele Piazza
Editorial Director: Alessandro Sciarpelletti
Senior Creative: Stefano Cucinotta
Senior Art Director: Andrea Fumagalli
Designer: Marco Bertoletti
Editor: Simona Melani
Junior Copywriter: Luca Scremin
Account Director: Francesca Feller
Senior Account Manager: Elisabetta Andreoli
Senior Account Executive: Riccardo Bonetti

Ricapitolando per agenzie

Publicis Italy (Milano) vince 10 Bronze, 7 Silver e 1 Gold.
Saatchi&Saatchi vince 2 Bronze (Milano e Roma).
Havas Milano vince 1 Silver.
J.Walter Thompson Milano vince 1 Bronze.
McCann Worldgroup Milano vince 1 Bronze.
We Are Social con Netflix vince 1 Silver e 1 Bronze.

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Musical.ly, la social app dalla Cina che ha conquistato l’America

Con più di 100 milioni di utenti in tutto il mondo, musical.ly è la prima social app che provenendo dalla Cina ha fatto jackpot negli USA. Di cosa stiamo parlando? Avete presente il classico fenomeno americano del lip sync, ovvero il cantare in playback? Basta pensare alla fama ottenuta dal programma televisivo statunitense Lip Sync Battle.

Beh, musical.ly è essenzialmente l’app con cui potete creare e condividere con i vostri amici il video di voi che cantate in playback. Ma attenzione: si tratta di vera e propria arte del playback: dovete far divertire sul serio, insomma!
Musical.ly ha già attirato celebrity come Ariana Grande, ha già una partneship con la NFL e sta trasformando molti adolescenti americani in piccole star.

Come funziona?

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Il funzionamento di musical.ly è molto semplice: scegli tra milioni di brani o usa la musica che hai già sul tuo smartphone, crei il tuo video cantando in playback la tua canzone preferita e aggiungendo anche degli effetti video (filtro, velocizza, rallenta, time lapse, inverti, e altri effetti “macchina del tempo”) e alla fine condividi i tuoi video su Instagram, Facebook, Twitter, Messenger, WhatsApp.

La community di musical.ly può votare il tuo video e così puoi aumentare il numero dei tuoi fan e scalare la classifica degli utenti: insomma, il funzionamento è simile a YouTube ma qui ti diverti a cantare in playback!

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Il suo co-fondatore Alex Zhu ha dichiarato che l’ispirazione per l’app è nata un giorno mentre su un treno in California, dove stava lavorando in quel periodo, si è trovato seduto accanto ad un gruppo di adolescenti.

“La metà di loro stava ascoltando la musica con gli auricolari, e l’altra metà era intenta costantemente a scattare foto o video e prendersi in giro l’un l’altro”, ha dichiarato a CNNMoney. “Amano la musica, i video e social media … perché non combinare queste tre cose in un unico prodotto?”

Lui e il suo team di Shanghai hanno lanciato l’applicazione in inglese e cinese: una volta che l’app è decollata  negli Stati Uniti, hanno deciso di concentrarsi esclusivamente su tale mercato.

Zhu descrive gli adolescenti americani come “il mercato d’oro” per le nuove piattaforme di social media. D’altro lato, gli
adolescenti cinesi “sono impegnatoia studiare a scuola”, ha dichiarato Zhu, facendo riferimento al sistema di istruzione ad alta competizione che vi è in Cina.

Essere una Muser Star

Al momento la “Muser” più popolare – nome con cui gli utenti musical.ly sono noti – ha 15 anni, è della Florida e si chiama Ariel Martin: attualmente ha più di 14 milioni di seguaci e il suo nome su musical-ly è “BabyAriel” .

La fama su musical.ly ha aiutata BabyAriel a costruire un enorme seguito anche su YouTube e Instagram e come tutte le star del web, si dedica alla produzione di suoi prodotti, va in giro per gli USA per incontrare i suoi fan e tiene incollati allo schermo del loro smartphone più di un milione di adolescenti.

In media, gli utenti di musical.ly passano circa 3½ minuti sull’app, molto più tempo dei circa 2 minuti che trascorrono su Instagram e degli appena 1½minuti su Snapchat.

Musical.ly sta anche cercando di espandersi a livello internazionale: ha già un buon seguito in Inghilterra e in Germania e Zhu è sicuro che la società ha ancora grandi speranze in Cina.

Caro Babbo Natale, per quest’anno affidati ad Amazon

Scordiamoci la vecchia e cara fila fuori dai negozi per la corsa all’ultimo regalo di Natale, i consumatori di oggi preferiscono scegliere ciò che desiderano da un catalogo online acquistando il regalo perfetto con un clic del mouse e vederselo recapitare già bello impacchettato a casa. Uniamo questo all’eCommerce più famoso al mondo, Amazon campione di incassi anche per il Natale 2016 grazie alle sue promozioni dedicate ai periodi di festività.

Ecco perché quello che consigliano gli esperti è fare come Amazon: prepararsi ad accogliere gli utenti ed invogliare a visitarci anche con campagne DEM accattivanti.

Natale arriva una sola volta all’anno, perché non approfittarne?

Lo shop online preferito dagli utenti? Amazon

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Se vi chiedessi di dirmi il primo sito di eCommerce che vi viene in mente, quale sarebbe la vostra risposta?

Io un’idea ce l’ho: Amazon. Ed è così anche per la maggior parte dei protagonisti di una recente indagine che collocano il celebre portale primo tra i 15 selezionati.

Il podio del sondaggio è composto da Amazon, primo posto, Walmart, al secondo, ed eBay, terzo classificato. Il gigante degli acquisti online si assesta al primo posto sia per gli utenti desktop che per quelli mobile, confermandosi come il sito più frequentato per chi acquista online, regali compresi.

In particolare, le strategie più recenti implementate da Amazon riguardano: approfittare dei periodi di sconti o festività per incrementare gli affari, aggiunto all’inserimento di un’assistenza in chatbot.

Il test per prepararsi al meglio agli acquisti di Natale è stato fatto durante gli scorsi Black Friday e Cyber Monday: nella landing page delle offerte temporanee, era stato installato il chatbot Alexa, in grado di rispondere alle richieste più frequenti e semplici effettuate dagli utenti.

Il test era accompagnato ad uno sconto aggiuntivo in caso di acquisto attraverso l’utilizzo della chat.

Amazon, insomma, si sta preparando ad essere il portale preferito dai consumatori anche per il Natale, niente più letterina a Babbo Natale, meglio una mail!

LEGGI ANCHE: Amazon: i Dash Button disponibili anche in Italia

“Pianificare, pianificare, pianificare”, il motto perfetto per rendere proficuo il tuo eCommerce a Natale

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Di Amazon ce n’è uno solo, ma questo non vuol dire che anche le altre aziende che hanno a disposizione un eCommerce non debbano prepararsi al meglio per gestire i diversi ordini provenienti dal Natale; si sa che i consumatori ormai preferiscono comprare online, anche da mobile, tanto che chi si era orientato solo sul negozio fisico ha optato per aprire una divisione anche sul web.

Ciò comporta che sia necessario prepararsi al Natale non solo addobbando il proprio ufficio di lucine e palline colorate, ma anche predisponendo una gestione dell’eCommerce funzionale all’affollamento atteso.

Ecco alcuni indispensabili consigli:

  • Pensa alle newsletter, a Natale puoi! Una campagna mirata e accattivante fin da ottobre ti permetterà di acquisire visibilità fin dal momento in cui il consumatore inizia a farsi solo un’idea di ciò che vuol regalare
  • Addobba il tuo sito in un clima natalizio che si rispetti ed inserisci un countdown per il Natale, le vendite vanno anche un po’ spinte
  • Pensa alle promo: nessuno ha voglia di fare pacchi regalo o di pagare la spedizione, proponi questi servizi aggiuntivi solo per il Natale e fai la differenza
  • Pensa anche ai ritardatari, ci sono sempre gli acquirenti dell’ultimo minuto, se potranno contare su una spedizione rapida ti sceglieranno per avere il regalo in tempo, soprattutto se il magazzino non è sfornito, quindi fai scorte
  • Opzione “checkout come ospite” permetti per il periodo natalizio gli acquisti anche senza essere registrati sul sito, ma non dimenticare di offrire sconti extra per chi invece lascia i suoi dati
  • Customer Care in evidenza, sotto le feste crescono il numero di acquirenti, ma anche il numero di dubbi, permetti ai tuoi clienti di ricevere un servizio di assistenza sempre cortese e preciso
  • Diffondi la notizia, coordina la comunicazione sui tuoi media per portare il traffico al tuo eCommerce grazie al Natale

A Natale siamo tutti un po’ più ebuyers

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Nei 15 giorni del Natale gli ebuyers danno fondo ai loro portafogli, andando a spulciare cataloghi online e procedendo agli acquisti direttamente sul web, oppure recandosi poi nello store fisico per provare quel paio di scarpe dei sogni.

Nonostante questa duplice tendenza, secondo i trend del mercato, l’85% dei consumatori acquisterà i suoi regali online, dando vita al fenomeno chiamato mCommerce ossia lo shopping via mobile e non solo più via desktop, il che suggerisce ai brand di pensare ad un sito mobile friendly come consiglio aggiuntivo per prepararsi al Natale.

Tra i regali più cliccati troviamo viaggi, abbigliamento, elettronica e giochi, mentre, per l’allestimento della tavola, gastronomia e non, l’italiano non tradisce l’offline e il toccare con mano i prodotti culinari, ad eccezione della volontà di cucinare etnico o prodotti da altre regioni per i quali l’ordine con un clic è sempre al primo posto.

Infine, se pensate che tutti sono come voi e comprano i regali all’ultimo momento, vi sbagliate. La maggioranza dei consumatori inizia a ottobre a pensare a cosa regalerà per le feste, generando molto traffico sui siti, ma poche conversioni; a novembre iniziano le prime vendite e a dicembre le vendite subiscono un picco nei primi giorni per poi sgonfiarsi man mano e lasciare posto ai ritardatari.

Insomma, Amazon o no, il periodo natalizio è il momento giusto per fare affari.

Quali sono i trend dell’eCommerce da tenere d’occhio nel 2017? Iscriviti alla Free Masterclass

L’eCommerce continua ad avere un ruolo importante nelle nostre vite, ma soprattutto assume un ruolo determinante nel business, non a caso molte aziende ancora non presenti online stanno pensando di adottare tale soluzione per le proprie vendite.

Ma non è così semplice come tutti pensano, bisogna stare attenti agli aggiornamenti delle piattaforme, delle strategie e delle tecniche innovative che cambiano lo scenario in maniera costante e frequente.

Per questo motivo, è indispensabile formarsi continuamente: ecco perché gli eCommerce Manager professionisti riescono ad essere sempre aggiornati sugli ultimi trend di mercato e ad abbandonare quelli che nel frattempo diventano “falsi miti”.

Occorre mettersi al passo della disciplina e dotarsi degli strumenti per affrontare nuovi trend e vision future. Ti invitiamo quindi a seguire, online e gratuitamente, la Free Masterclass “Gli eCommerce Trend del 2017” con Daniele Vietri e Giovanni Cappellotto, docenti del Corso Online in eCommerce Management di Ninja Academy.

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Strategie, tecniche e case study per ispirare la tua attività di vendita online

Appuntamento a martedì 13 Dicembre dalle 13 alle 14 per sviluppare una rinnovata vision sull’eCommerce per il 2017, rivedere le proprie attività di Store Management in coerenza con i trend di mercato ed ottimizzare le conversioni grazie alle nuove tecniche di marketing digitale.

La Free Masterclass è online e gratuita ma iscriviti ora perché i posti per la diretta sono limitati, ma se non riesci a collegarti potrai recuperare la sessione in modalità On Demand nell’arco di un paio di giorni dalla diretta direttamente nella tua Area Utente.

 

Ricapitoliamo: 

FREE MASTERCLASS
Corso in eCommerce Management

“Gli eCommerce trend del 2017”
con
Giovanni Cappellotto e Daniele Vietri

Martedì 13 dicembre dalle 13 alle 14

ISCRIVITI ALLA FREE MASTERCLASS

Tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!
Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Knowledge for Change!
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Social Media Manager

5 miti da sfatare sul Social Media Manager

Quante volte vi sarà capitato di sentire frasi del tipo “Passare tutto il tempo su Facebook non è lavorare” o “Da quando postare foto su Instagram è un lavoro?”. Tranquillizzatevi, per fortuna ora avviene con minore frequenza, ma per un Social Media Manager essere osservato con sospetto non è poi così strano.

A dispetto di tutto quello che si dice o che alcuni ancora potrebbero pensare, la vita di un social media manager non è poi così semplice e banale. Tra chi li vede come oggetti non ben identificati a chi come l’ultima ruota del carrozzone aziendale. Fatto sta che tra le mani o la tastiera del Social Media Manager passa una buona parte della digital reputation di un brand o di un’azienda.

Potremmo chiamarlo orgoglio social ma in realtà quello che vogliamo fare è sfatare finalmente quei luoghi comuni, quei falsi miti che come un aurea misteriosa aleggiano intorno alla figura del Social Media Manager. Vediamoli insieme.

Il Social Media Manager “gioca” su Facebook tutto il giorno

Qualcuno potrebbe rispondere magari! È il luogo comune più diffuso. La gestione dei canali social di un determinato brand è il fulcro delle attività di un Social Media Manager. Ma non è tutto. La pubblicazione di contenuti è solo la punta dell’Iceberg. Creare, programmare, implementare, monitorare, analizzare. Questo è il vero processo.

Così come per tutte le altre aree aziendali, ogni azione messa in campo è il frutto di un’attenta pianificazione delle attività, individuazione di obiettivi e creazione di una strategia. È questo che differenzia un vero da Social Media Manager dallo smanettone di turno. E questo ci porta dritti come un treno al punto due.

Il Social Media Manager lo può fare chiunque

Un secco no è la risposta giusta a quello che avete appena letto. A meno che non si tratti di una persona particolarmente geniale dalle evidenti doti creative e strategiche, l’improvvisazione non è mai la scelta migliore. Come già anticipato, chi si occupa di gestire gli account social di un brand o di un’azienda ha nelle sue mani grandi responsabilità. La digital reputation potrebbe essere compromessa da una social media strategy improvvisata che non rispecchia l’identità dell’azienda o che diffonda messaggi fuorvianti o del tutto errati. Casi di questo tipo sono all’ordine del giorno, il web raramente perdona.

LEGGI ANCHE: Social Media Manager: Le skill necessarie

Il Social Media Manager è un professionista formato e, in continua formazione,  sul mondo digital e in generale su quello che lo circonda. Ha studiato, studia e sa come muoversi nel web. Conosce i principi del Marketing, ha abilità editoriali, è sempre sul pezzo e ha determinate skill.

Social Media Manager

Sul web il successo è solo fortuna

Ci credete veramente? Il trovarsi nel posto giusto e nel momento giusto può sicuramente aiutare, il real time marketing ce lo insegna, ma attribuire alla fortuna, al caso o alle stelle il successo di una social media strategy questo proprio non possiamo lasciarlo passare. Il Social Media Manager parla con i suoi clienti, si confronta con l’area marketing dell’azienda, analizza il target potenziale, studia i competitor e ha l’occhio vigile sulle novità in ambito social: dalla SEO all’algoritmo, dai nuovi trend alle esigenze della sua community. Tutto ciò che viene prodotto è il frutto di un attento lavoro di analisi preliminare, creatività e coordinamento. Ovviamente sul web un pizzico di fortuna non guasta mai.

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Quello del Social Media Manager è un lavoro divertente senza pressione

“Magari” lo abbiamo già detto? Ci piacerebbe molto fosse così. Ma in realtà è meno cool di quanto si possa pensare. Che sia un lavoro stimolante, dinamico, in continua evoluzione è chiaro a tutti. È il bello del web e di tutto mondo del digitale. Ma anche ai Social Media Manager capita di sudare freddo.

Molto spesso chi è a capo dell’area social di un’azienda per esempio, si trova a gestire budget molto importanti e soprattutto la reputazione e l’immagine dei propri clienti, piccoli o grandi che essi siano. Lavorare sotto pressione cercando di coniugare le esigenze dei clienti e i continui cambiamenti delle piattaforme, per un Social Media Manager è ormai una poco sana abitudine.

Social media Manager

Il Social Media Manager può lavorare poche ore a settimana

Concludiamo con il mito dei miti: bastano poche ore a settimane per gestire i social. Sarà per questo che il Social Media Manager è sempre l’ultimo a spegnere il pc in ufficio? Qualcuno ha detto ufficio? In realtà quando parliamo di social media management luoghi fisici come un ufficio, una sede, un coworking assumono contorni molto liquidi.

Il Social Media Manager è sempre connesso, che sia in ufficio, che sia a casa o sotto la doccia.  Gli è concesso sonnecchiare ma gli alert e le notifiche non lasciano scampo.

Forse un po’ estremizzato, ma quello che vogliamo dire è che al Social Media Manager non può cadere il dito dalla tastiera alle 18.00 in punto. I social, o meglio gli abitanti dei social hanno bisogno di essere monitorati. Il web non dorme mai e questo un bravo Social Media Manager lo sa bene.

E voi avete qualche altro mito o luogo comune da sfatare che volete suggerirci?Scrivetelo nella nostra fanpage di Facebook.

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Chatbot, virtual fitting room e shoppable Apple TV: tante novità nel settore digital fashion

Oggi vi parliamo di nuovi accessori smart: il braccialetto che vibra al superamento della velocità, i camerini virtuali sempre più innovativi – come quello di Rebecca Minkoff – e la nuova tendenza del “conversational commerce” che vede protagonisti i chatbot.

Wearable Technology: dal braccialetto che vibra al superamento della velocità, alla giacca che funge da VIP pass per eventi esclusivi a New York

Siamo in periodo pre-natalizio e sei alla ricerca di un’idea regalo? La tecnologia indossabile è sempre più glam e tanti sono gli oggetti che possono trasformarsi in perfette idee regalo. Una novità è rappresentata dalla giacca dal nome Bright BMBR che, attraverso le sue maniche, permette di ottenere accessi a cene, party e altre experience.

Il tutto accade a New York per il momento. All’interno della giacca sono inseriti del tag che fungono da VIP pass per l’ingresso in posti esclusivi. Il brand in questione si chiama Rochambeau e il progetto è in partnership con Avery Dennison’s Retail Branding and Information Solutions (RBIS) division e la Internet of Things platform EVRYTHNG. Se sei curioso, trovi un approfondimento a questo link: Connected jacket jot rochambeau

Il ventaglio di opzioni proposte dalla wearable technology è sempre più vasto. Uno degli ultimi casi più interessanti riguarda Woolf, un bracciale smart che vibra al superamento della velocità. Pensato per i motociclisti, il progetto è stato ideato dal veronese Simone Camporeale. Il bracciale è fatto di pelle resistente all’acqua e funziona come una sorta di “allarme” che mette in guardia all’avvicinarsi di semafori rossi, attraversamenti pedonali e sistemi di controllo della velocità come tutor autovelox.

Il bracciale si collega via Bluetooth all’app sullo smartphone e grazie al sensore integrato comunica la velocità. Al superamento della soglia o in vicinanza di autovelox comincia a vibrare. Per saperne di più, invito a leggere l’articolo “Addio multe con Woolf, il bracciale che segnala ai motociclisti quando rallentare“.

Tecnologia e fashion week? Un esempio da segnalare riguarda il brand Hussein Chalayan che ha introdotto durante le sfilate di Parigi dei look che cambiano forma grazie a dei microchip. All’interno dei vestiti sono embeddati 15.000 LED che ricreano un schermo pixelato. “Only with technology can you create new things in fashion. Everything else has been done”. Puoi approfondire su Intel Brings Wearable Technology To Hussein Chalayan’s Paris Fashion Week Show

Sul segmento orologi intelligenti già diversi brand hanno sperimentato. Ora anche Fossil accetta la sfida e realizza una linea di wearables e smartwatch. Fossil Q, Michael Kors, Skagen e Misfit sono i quattro nomi delle linee, sinonimo di garanzia sia in termini di qualità sia in termini di vestibilità e innovazione.

La particolarità è che appaiono come orologi tradizionali ma in realtà sono smartwatch modernissimi ed innovativi con activity tracker, il settaggio automatico di data e ora, allarme, monitoraggio del sonno, controllo della musica, connessione Bluetooth e molto altro.

Shopping su AppleTV? Con Mr Porter, è possibile!

È un continuo parlare di multicanalità e dei nuovi sistemi che hanno i brand per entrare in contatto con gli utenti. Mr Porter (sito appartenente al gruppo Yoox Net a Porter) ha lanciato una Shoppable App su Apple TV. Questo significa che gli utenti potranno fare shopping di lusso tramite Apple TV! L’app offrirà shoppable content dall’abbigliamento agli accessori e sarà arricchita da video, behind the scenes e video tutorial.

L’obiettivo di Simone Marchetti, CEO di Yoox Net-A-Porter, è di creare esperienze multicanale a cavallo tra TV e eCommerce e questo è un primo passo in quella direzione. La shoppable app di Mr Porter per Apple TV sembra essere una novità assoluta nel settore luxury content & commerce.

L’evoluzione di Snapchat tra content hub e gamification

Accorciare le distanza tra gli store fisici e il mondo digitale è l’obiettivo di tutti i grandi retailer. Bloomingdales ha lavorato in questa direzione realizzando una caccia al tesoro basata su Snapchat e sui suoi geofiltri. Funziona come una lotteria veicolata attraverso Snapchat per celebrare il lancio della campagna “100 percent” che vede la collaborazione tra Bloomingdales e 10 artisti che hanno realizzato articoli in vendita esclusiva all’interno dei negozi.

L’artista Greg Lamarche ha prodotto nelle vetrine opere ispirate ai graffitti e i clienti sono invitati a esplorare l’interno dei negozi per trovare i filtri di snapchat geolocalizzati, ognuno dei quali ha un font coordinato ai lavori dello stilista. In stile ‘caccia al tesoro’, l’obiettivo qui è creare una gamification attorno al trend dei filtri di Snapchat sfruttando il comportamento attivo dell’utente e coinvolgendolo in modo giocoso e divertente.

Un nuovo esperimento per unire Snapchat al retail è del brand New Look che ha introdotto degli snapcodes per sbloccare i geofiltri. Per sbloccare il filtro è necessario puntare la fotocamera verso lo snapcode presente negli schermi in negozio, una volta sbloccato il filtro localizzato l’utente può divertirsi con con angeli e robot!

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Fendi invece ha utilizzato molto spesso Snapchat per portare l’utente dietro le quinte del brand e ora ha scelto di convogliare i contenuti in un unico luogo, il sito web. Ecco che il sito si trasforma in un content hub e ospita lo Snapchat Tour dove l’utente può viaggiare tra le varie location della mappa digitale e rivivere le milestone delle storie apparse sull’account Snapchat del brand. Se ti ho incuriosito non ti resta che proseguire la lettura su Fendi extends life of Snapchat stories with international album

Rebecca Minkoff e i camerini virtuali 

Il brand newyorchese è sempre stato tra i più innovativi e ha sempre cercato di sperimentare nuovi metodologie per arrivare ai consumatori più attenti e tecnologici nonché ai millennials. L’ultimo progetto riguarda un camerino virtuale per il qualche ha stretto una collaborazione con Zeekit, un’app mobile B2C. La call to action è “Lo vedi online, lo provi virtualmente (per poter vedere il capo indossato è necessario che l’utente carichi una proprio foto a figura intera), puoi comprarlo direttamente dall’app e condividerlo con gli amici”. “We’re creating a new shopping experience by making both online and in-store shopping fun, social, simple and risk-free” ha detto Yael Vizel, chief executive officer di Zeekit. Per approfondire vi consiglio di leggere l’articolo Rebecca Minkoff digital store.

I ChatBot e il “conversational commerce”

Una nuova parola da imparare, un nuovo strumento da utilizzare per i brand con l’obiettivo di arrivare al consumatore multicanale. Cos’è un chatbot? Un programma in grado di simulare l’interazione in chat con un essere umano, rispondendo alle domande più frequenti o indirizzando l’utente verso le informazioni desiderate.

Possono essere utilizzati per venire in aiuto al customer care ma possono avere sviluppi più creativi come quelli che stiamo per affrontare. Perché piacciono ai brand? Essenzialmente perché permettono di instaurare relazioni più intime e personali con i propri clienti. Prendiamo come esempio Tommy Hilfiger che ha scelto di affidare a una chatbot le innumerevoli interazioni con i fan relative alla collezione di Gigi Hadid. Ecco come funziona: il bot offre indicazioni e guida l’utente fino al check out dei capi dall’e-commerce.

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Siamo nell’era del “conversational e-commerce” e numerosi brand stanno testando i i bot. Un altro esempio arriva da Johnnie Walker che ha lavorato su una Messenger chatbot che invita gli utenti di Facebook a ricevere una tasting experience guidata, ricette di cocktail… ma permette anche di ordinare le bottiglie attraverso il ReserveBar, comprare direttamente grazie al servizio Drizly e vedere la lista dei rivenditori più vicini.

Volete replicare un cocktail ma avete dei dubbi? Grazie al chatbot puoi metterti in contatto con un Cocktail Courier che ti darà assistenza, il tutto comodamente dallo smartphone. L’obiettivo è “experience the brand anywhere at any time, even while on the go” come scrive LuxuryDaily.

Se ti interessa approfondire l’argomento, leggi l’articolo apparso su Forbes Tommy Hilfiger Launches Chatbot On Facebook Messenger To Tie To Gigi Hadid Collection.

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Facebook in Cina: arriva la mannaia della censura sul newsfeed?

Imparare il cinese mandarino, fare jogging nello smog di piazza Tiananmen e mettere in bella vista il libro del presidente Xi Jingpin non è stato abbastanza. A mali estremi, estremi rimedi. Facebook ha sviluppato uno strumento di censura allo scopo di abbattere la muraglia alzata dal Regno di Mezzo sette anni or sono.

Il social media di Mark Zuckerberg ha sviluppato un software per limitare la diffusione dei post in specifiche aree geografiche, secondo quanto dichiarato da alcuni ex e attuali dipendenti di Facebook al New York Times. Questo strumento è stato sviluppato proprio per aiutare Facebook a rientrare in Cina, un mercato dal quale molte compagnie internet sono state escluse. “Abbiamo espresso da molto tempo il nostro interesse verso la Cina, e stiamo passando molto tempo a capire ed imparare di più su questo Paese” ha detto una portavoce di Facebook.

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LEGGI ANCHE: La lunga marcia di Zuckerberg: Facebook alla conquista della Cina

Perché Facebook è stato bandito dalla Cina?

Facebook è stato ufficialmente bandito dalla Cina nel 2009 dopo le rivolte di Urumqi, capitale del Xinjiang, regione autonoma a nord-ovest della Repubblica Popolare Cinese, dove la popolazione degli uiguri (minoranza etnica che occupa il 45% della popolazione del Xinjiang) utilizzava Facebook come mezzo di comunicazione. Il divieto di accesso alla parte più popolosa del mondo è stato un fattore chiave che ha rallentato la crescita del social media di Zuckerberg.

La censura di Facebook al di fuori della Cina

In generale la restrizione dei contenuti di Facebook, a seguito di richieste dei governi di determinati paesi, è aumentata nella seconda metà dell’anno scorso. Secondo un recente transparency report del social media , Facebook ha bloccato tra luglio e dicembre 2015 circa 55,000 contenuti in 20 paesi.

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In Russia, in passato, sono stati limitati contenuti che secondo le autorità violavano “l’integrità della Federazione Russa e della legge locale che proibisce attività quali sommosse pubbliche o promozione o vendita di sostanze stupefacenti”.

In Pakistan, l’accesso ad alcuni contenuti è stato limitato per aver violato leggi sulla blasfemia ed aver toccato tematiche religiose ritenute offensive.

In Francia è stato limitato l’accesso a contenuti che negassero l’olocausto o tollerassero il terrorismo e, più recentemente, sono state rimosse immagini degli attacchi del Novembre 2015 a Parigi in quanto violavano la legge francese in relazione alla protezione della dignità umana.

Lo sviluppo di questo nuovo strumento di censura ad hoc per la Cina avrebbe però “una marcia in più”, poiché escluderebbe i contenuti a priori non permettendo loro nemmeno di apparire per poi essere censurati, impedendone così a monte la diffusione nei newsfeed degli utenti.

Nel caso questo strumento divenisse operativo, Facebook si servirebbe di terze parti per monitorare storie, notizie e post ad alto tasso di popolarità: la parte terza in questione avrebbe pieno controllo su cosa debba apparire o meno tra i newsfeed degli utenti. Tuttavia, non si ha ancora la certezza che Facebook abbia presentato il software alla governo cinese.

Nel caso però fosse effettivamente messo in opera, non sarebbe un bel segnale per il social di Mark Zuckerberg. È vero che il mercato cinese è immenso, ma val la pena svilire la propria identità fino all’incoerenza?

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Social media

Week in social: Facebook e i sondaggi, Twitter Moments, l’arrivo di un nuovo social network

Oggi è venerdì e, come di consueto, vi presentiamo le novità più interessanti che i social network hanno proposto durante la settimana. Facebook, Instagram, Twitter e anche YouTube sono le piattaforme protagoniste di questa Week In Social. Ma non perdiamo altro tempo, iniziamo subito!

Facebook

La novità che ha fatto discutere maggiormente arriva proprio dal colosso di Menlo Park. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia che Facebook ha deciso di limitare l’uso delle reactions nei sondaggi in diretta.

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Proprio così. La decisione non sembra essere ancora ufficiale ma un tweet di qualche giorno fa ha allertato gli internauti sulla novità della settimana. Facebook ha però già chiarito all’interno delle linee guida sull’uso dei suoi loghi e altri brand assets la posizione sull’argomento (“As a voting mechanism”).

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Insomma, sembra che la “febbre da sondaggi live” potrebbe avere vita breve: molti utenti ne saranno felici, altri meno, ma bisogna rassegnarsi!

LEGGI ANCHE: Facebook limita l’uso delle reactions nei sondaggi live

Un’altra novità sono gli Instant Games su Facebook Messenger. Adesso saranno ben 17 i giochi con i quali si potrà sfidare i propri amici tramite l’app di messaggistica istantanea di Facebook. PAC-MAN, Space Invaders ma anche Puzzle Bobble e Galaga. La novità è arrivata in 30 paesi ed è riservata ai sistemi operativi IOS e Android, per ora, ovviamente nelle versioni più recenti.

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LEGGI ANCHE: Game on: su Facebook Messenger arrivano gli Instant Games

Instagram

Altre news interessanti arrivano direttamente dal social network per gli amanti della fotografia. Già nelle settimane scorse avevamo parlato dei Live video e dei messaggi che si auto-cancellano.

E, infatti, riguarda proprio questo tipo di messaggi la novità della settimana: Instagram avvertirà il mittente del messaggio privato se quest’ultimo verrà “screenshottato” per essere inviato ad altri. Alcuni utenti, che hanno già utilizzato la funzione dei messaggi segreti, si sono visti recapitare un messaggio da parte del social network che li avvertiva del fatto che qualche destinatario stava tentando di inoltrare il messaggio.

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Twitter

Anche Twitter decide di raccontare le storie dei suoi utenti ed aggiunge la funzione Moments anche da Mobile, che permette di creare una breve storia personale, assemblando diversi tweet – non necessariamente dal proprio profilo – in un unico contenuto, correlando anche una piccola didascalia che descriva meglio i Momenti selezionati. Farlo è molto semplice: basta andare nella sezione Momenti e poi cliccare su Crea nuovo momento.


YouTube

Ultime – ma non per importanza, anzi – sono le novità che arrivano direttamente da YouTube. Sembra proprio che la piattaforma di video sharing più amata al mondo stia cercando di innovarsi e – forse – trasformarsi in qualcosa di più.

In primis, è stato realizzato il primo video in diretta realizzato in 4K. Ad andare in onda con il nuovo formato, lo show The Game Awards. L’innovazione non sarà però una prerogativa dei grandi brand: infatti, tutti gli utenti di YouTube potranno realizzare live video con risoluzione 4K sia in formato standard che con filmati a 360 gradi. La notizia è arrivata durante il  direttamente dal blog ufficiale della piattaforma.

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Ma i video in diretta non sono l’unica trovata per incentivare gli utenti all’utilizzo dei propri canali. Sì, perché pare che YouTube voglia diventare un vero e proprio social network. Si chiamerà Backstage e permetterà l’interazione tra gli utenti, la condivisione di foto, post, sondaggi e, ovviamente, video e verrà aggiunto anche un sistema di notifiche.

immagine tratta da: Youtube

immagine tratta da: Youtube

Se Google+ non ha raggiunto il successo sperato, Google ci riprova e rilancia la posta, puntando su uno dei suoi cavalli migliori!

LEGGI ANCHE: Backstage: la trasformazione di YouTube in un social network

Per questa settimana le novità sono finite ma niente paura: ci risentiamo venerdì prossimo con una nuova #WeekInSocial!