Amazon: i Dash Button disponibili anche in Italia

Prendi una sera, dopo una giornata difficile al lavoro: finalmente sei pronto per rilassarti.

Ecco che all’improvviso ti ricordi di aver trascurato un piccolo dettaglio: le pastiglie della tua lavastoviglie sono finite, rimaste solo uno scarabocchio veloce sulla tua lunghissima lista della spesa.

Da oggi Amazon ha però la soluzione dell’ultimo minuto: i Dash Button sono infatti la risposta a tutte le volte che ti sei chiesto “ma come ho fatto a dimenticarmene?“.

Cos’è un Dash Button?

Amazon: i Dash Button disponibili anche Italia

I Dash Button sono dei dispositivi, grandi quanto una USB, che possono essere posizionati dove preferisci: nella dispensa, di fianco alla lavatrice, o alla lavastoviglie. Il luogo che ti risulta più accessibile e facilmente individuabile.

Questi pulsanti sono dotati di un connessione Wi-Fi che permette di collegarsi alla rete di casa e di ordinare i prodotti preferiti che stanno per terminare, ogni volta che si desidera, con un semplice click.

Come funziona un Dash Button?

 

Come primo passo i pulsanti vanno configurati attraverso i propri device mobili: in questo caso si potrà scegliere il prodotto associato al rispettivo Dash Button e la quantità da ordinare ogni volta.

Nel momento in cui avrai bisogno del tuo prodotto ti basterà premere il pulsante associato; il sistema invierà una notifica al tuo smartphone, come double check, indicandoti il dettaglio dell’ordine, la quantità e se vuoi procedere con l’acquisto.

Una volta confermato riceverai i tuoi prodotti direttamente a casa.dash-button-mulino-bianco-1300x867

I Dash Button presentano anche un sistema per cui non può essere fatto un ordine di un determinato prodotto se quello precedente non è ancora stato confermato, evitando così di vedersi recapitare a casa più scorte del necessario.

Questa innovazione è un importante passo avanti all’interno del mercato di eCommerce e online retail, elevando la qualità del servizio e portando ad un altro livello l’utilizzo della tecnologia. Uno strumento che ben si adatta all’evoluzione della domotica e ad una costante integrazione delle attività quotidiane alle possibilità offerte dai dispositivi mobili.

Amazon: i Dash Button disponibili anche Italia

I clienti Amazon Prime possono già effettuare un pre ordine dei Dash Button, e le prime spedizioni partiranno il prossimo 15 novembre.

Addio dunque corse all’ultimo minuto verso il supermercato più vicino!

LEGGI ANCHE: La battaglia della Domotica: Google Home vs Amazon Echo

#NinjaUSA2016: Twitter sbanca l’election day

I primi tweet sull’election day di martedì si sono registrati intorno alle 5 del mattino, le 11 in Italia, a San Francisco (una delle città dove ha stravinto la candidata democratica Hillary Clinton, 85.3% contro 9.9%, tradotto: 228.221 voti contro 26.461 di Trump). Da lì in poi un crescendo continuo, affermando Twitter come il social per eccellenza quando si tratta di news, attualità e politica.

Dalle 11 del mattino (ora locale) in avanti, soltanto negli Stati Uniti la media è stata di 27 mila tweet al minuto con hashtag relativi all’election day: #electionday, #election2016, #myvote, #electionnight.

#NinjaUSA2016: l'election day sui social network

Il quartier generale di Twitter, nel frattempo, promuoveva il social attraverso inserzioni, video in diretta Periscope (con BuzzFeed News come partner), card e Momenti, per consolidare la propria posizione come “secondo schermo” da cui seguire il giorno delle elezioni, che di lì a poco avrebbe decretato Donald Trump come 45° Presidente degli Stati Uniti d’America.

L’8 novembre è stato senza ombra di dubbio il giorno in cui Twitter ha registrato il maggior traffico sulla propria piattaforma.

LEGGI ANCHE: Twitter Moments arriva in Italia

L’intera portata del flusso di interazioni a proposito dell’election day (e di tutta la campagna elettorale) quasi coincide con quella di Twitter, senza prendere in considerazione i vari Snapchat, YouTube, Facebook e Instagram. Nonostante venga deriso da mezzo mondo per i suoi “miseri” 317 milioni di utenti mensili, la piattaforma ha registrato intorno alle 22 di martedì (ora della costa ovest americana, quindi le 4 del mattino del 9 novembre in Italia) più di 40 milioni di tweet negli Stati Uniti, superando i 30 milioni del giorno delle elezioni del 2012.

#NinjaUSA2016: l'election day sui social network

A livello globale, i tweet sono stati 75 milioni!

Ben Thompson, il fondatore di Stratechery, azienda di social media big data analysis, ha affermato al “The Washington Post” che «nonostante i suoi molteplici difetti, Twitter si è imposto come vitale per la campagna elettorale dei candidati, e come strumento per valutare il sentiment degli elettori durante il giorno delle elezioni»

«L’immediatezza e la velocità di Twitter restano impareggiabili per qualsiasi altro social network.»

Twitter ha avuto enorme rilevanza anche al di fuori del suo walled garden, infatti decine di testate editoriali hanno sfruttato il newsfeed del social per una copertura live del sentiment degli elettori e dell’affluenza al voto. Negli Stati Uniti è il caso del “The New York Times”, “The Boston Globe”, “Los Angeles Times”, “The Washington Post”, ma anche di giornali di gossip come “TMZ” e “Perez Hilton”.

Anche sugli altri social network, Twitter è stato al centro del dibatto. Ad esempio, martedì intorno alle 23, ora italiana, uno degli argomenti in trend su Facebook era una foto postata su Twitter dal figlio di Donald Trump, Eric, del proprio voto all’interno dell’urna. Il genio ha poi rimosso il tweet, ma noi ninja sappiamo bene cosa capita in situazioni del genere.

#NinjaUSA2016: l'election day sui social network

Dal quartier generale di Twitter, tramite un comunicato stampa, hanno fatto sapere che l’impegno dell’azienda, a proposito dell’attività durante la campagna elettorale e poi durante l’election day, era quello di incoraggiare l’affluenza alle urne, il cosiddetto gotv, “get out the vote“.

Per Twitter, l’election day potrebbe aver segnato una nuova alba, un nuova rinascita. Dopo le difficoltà oggettive palesate dallo scansarsi di tutti i possibili acquirenti (si vociferava di Google, Salesforce, Disney), e la chiusura di Vine, l’azienda californiana si sta preparando per rilasciare nuove tipologie di inserzioni, e nuovi contenuti editoriali, in collaborazione con testate internazionali, così come successo con BuzzFeed durante il giorno delle elezioni.

LEGGI ANCHE: Twitter chiude Vine: quando le potenzialità del contenuto non bastano

Twitter è strutturalmente differente dagli altri social network. Se su Facebook, Instagram e Snapchat noi seguiamo determinate pagine, utenti e profili, che sono in linea col nostro pensiero, difficilmente potremo ottenere visioni differenti, per poter avere un confronto con idee altre, non in linea con le nostre. Perciò è molto semplice influenzare le persone con un approccio “top-down” su queste piattaforme.

Su Twitter invece, nonostante si seguano account affini ai propri interessi, è possibile (e anche semplice) avere nel proprio newsfeed notizie e impressioni di utenti e account che si discostano dal nostro pensiero, grazie a retweet e menzioni. Insomma, pare che l’unico social che davvero offra una comunicazione senza intermediazioni sia Twitter, mentre gli altri stiano quasi diventando testate editoriali che agglomerano contenuti che vogliamo leggere e condividere.

Guarda ad esempio il progetto visual del Wall Street Journal, “Blue Feed, Red Feed”, dove vengono messe a confronto le timeline di repubblicani e democratici attraverso parole chiave. Lampante la differenza del sentiment tra le due bacheche. Sembra di leggere due “giornali di partito” opposti.

#NinjaUSA2016: l'election day sui social network

Secondo Edelman, proprio a causa dell’endorsement nei confronti della Clinton da parte delle maggiori testate statunitensi, e della sua comunicazione top-down, l’elettorato di Trump si è rinforzato e ha aumentato la propria coesione, soprattutto su, e grazie a, un social network come Twitter.

Digital Tranformation nell'Healthcare Marketing

Digital Transformation nell’Healthcare Marketing: recupera la Free Masterclass On Demand

Lunedì 7 novembre Stefano VittaRoberto Ascione e Michela D’Amelia, docenti del Master Online in Healthcare Marketing, ci hanno introdotto i trend della trasformazione digitale nell’Health durante la Free Masterclass “Digital Transformation nell’Healthcare Marketing”.

Se te la sei persa non temere, perché la trovi disponibile On Demand sul sito di Ninja Academy, qui un estratto video:

Le novità nel settore Health e l’importanza di una strategia di digital marketing

Free Masterclass Healthcare Marketing

Adobe Stock #9402570

Molti cambiamenti stanno già avvenendo nel settore dell’Healthcare. Ci sono già i primi accordi tra i giganti della tecnologia e le aziende farmaceutiche per sviluppare nuovi dispositivi, ad esempio, e in questo nuovo sistema, investito dalla disruption, è necessario trovare nuovi modi per comunicare con la nostra audience.

Sistemi di monitoraggio, strumenti di self-diagnosis, terapie digitali e community di supporto stanno rivoluzionando la relazione medico-paziente, mentre un panorama sempre più complesso di startup di digital health sta accompagnando questo cambiamento, offrendoci soluzioni innovative e tecnologicamente creative.

Conoscere i diversi canali a disposizione del digital marketing, sfruttare le possibilità offerte dall’on-demand, conoscere le innovazioni tecnologiche del settore, significa poter comunicare meglio con quelli che nel settore Health non sono solo utenti, ma sono soprattutto persone e pazienti.

Durante la lezione introduttiva abbiamo approfondito l’importanza di scrivere un buon brief nel marketing aziendale, per confrontarsi e comunicare al meglio con l’agenzia di comunicazione ed ottenere il risultato effettivamente sperato.

Questo è un momento chiave per le aziende e le agenzie che operano nel settore, per adeguarsi alla trasformazione e dotarsi degli strumenti per affrontarla.

Una Masterclass gratuita per scoprire la trasformazione nell’Healthcare Marketing

Digital Tranformation nell'Healthcare Marketing

Per scoprire come sfruttare tutte le opportunità offerte dal digitale, visita il sito di Ninja Academy e iscriviti gratuitamente alla Free Masterclass Digital Transformation nell’Healthcare Marketing“. Nella tua Area Utente troverai tutti i contenuti della lezione, incluso il video.

Oltre ad avere accesso alla Free Masterclass, troverai informazioni sull’offerta formativa Ninja Academy e potrai conoscere tutti i corsi online disponibili.

La Free Masterclass On Demand è gratuita e ti permetterà di scoprire come organizzare l’ecosistema dei canali digitali, come organizzare i piani editoriali seguendo i trend di mercato e come si ottimizza il processo di briefing per il tuo Healthcare Marketing.

Segui la Free Masterclass On Demand e cogli l’opportunità di ascoltare professionisti del settore che sapranno trasmetterti la vision futura in ambito sanità.

Gruppo Mondadori: il nuovo sito corporate punta forte sulla multicanalità

Multicanalità, social e mobile. Questi i tre aspetti su cui il Gruppo Mondadori ha focalizzato la progettazione del nuovo sito corporate. Il nuovo portale punta ad arricchire e fortificare l’identità digitale del Gruppo, un ecosistema di comunicazione che attraverso il sito e i social network racconta ogni giorno l’azienda, i suoi prodotti e le persone. Vediamolo insieme!

Gruppo Mondadori: scopriamo insieme il nuovo Sito Corporate

Attraverso la nuova struttura web, il Gruppo Mondadori lancia un messaggio chiaro e diretto: essere un’azienda storica proiettata verso il futuro con le idee molto chiare. Ha dichiarato Ernesto Mauri, amministratore delegato del Gruppo Mondadori:

“Per un’azienda che da oltre 100 anni è protagonista del panorama editoriale, culturale e d’intrattenimento, oggi più che mai in continua evoluzione e proiettata verso un futuro di sviluppo e innovazione, è indispensabile dotarsi di uno strumento di comunicazione e dialogo al passo con le abitudini di interazione del pubblico. Una presenza digitale, forte e multicanale ci permette, infatti, di raccontare chi siamo e quali sono le nostre attività nei libri e nei magazine, valorizzando al massimo la relazione con i nostri stakeholder e il nostro universo di contatti.”

Il nuovo website, infatti, oltre a porre l’accento sulle caratteristiche strutturali dell’azienda, dà una chiara interpretazione della vision del Gruppo Mondadori: muovere verso un futuro aziendale nel quale i nuovi media non soppianteranno i “tradizionali” ma piuttosto li integreranno in un percorso comune, al cui centro si trova e si troverà sempre e solo il Cliente.

I contenuti e l’attenzione al racconto del percorso verso la sostenibilità

Gli aggiornamenti sul Gruppo, sulle attività dei brand e dei prodotti sono presentati con immediatezza sin dalla home page, fornendo al visitatore una visione a tutto tondo delle diverse realtà di Mondadori, in Italia, in Francia e nel mondo.
Lettori, clienti, investitori e professionisti del mondo dei media attraverso la nuova interfaccia web rintracciano contenuti e informazioni in modo chiaro e veloce.

I contenuti sono stati organizzati in macro sezioni, per favorire un intuitivo percorso di navigazione: oltre alla storia del Gruppo, un’apposita sezione dedicata ai Brand, alla Governance aziendale, agli Investitori ed al tema della Sostenibilità.

Molto interessante è la sezione dedicata ai Brand del Gruppo suddivisi in tre main-category: Libri, Magazine e Digital, Retail. Dal marchio editoriale che dà il nome a tutto il Gruppo sino ai brand recentemente entrati nel perimetro di attività: le tre sezioni sembrano ricordare il percorso di evoluzione che dal cartaceo al digitale l’azienda sta compiendo, senza venir mai meno alla propria corporate identity, fondamentale sia come fattore interno di coesione e di identificazione delle persone sia come fattore di riconoscibilità esterna dei singoli brand, delle società e dei prodotti del Gruppo.

Schermata 2016-11-03 alle 23.40.04

Oltre alle sezioni più commerciali ed orientate al grande pubblico, come quella dei brand del Gruppo, trovano ampio spazio le sezioni più istituzionali e sicuramente rilevanti: le sezioni Governance e Investors.

  • Nella sezione Governance viene presentata la struttura aziendale del Gruppo, di tipo tradizionale e verticale, sottolineando, tra le altre info, la policy remunerativa ed etica del CdA.
  • Nella sezione Investors, invece, vengono fornite tutte le informazioni utili in merito ai dati finanziari del Gruppo, alla sua posizione nel mercato editoriale nostrano ed oltreconfine (Mondadori è il terzo editore di Magazine in Francia) e all’andamento in infografica delle Azioni del Gruppo.

“Conciliare storia e innovazione, valori tradizionali e capacità di visione: questo significa per noi essere una media company sostenibile.”

La sezione dedicata alla Sostenibilità, argomento piuttosto importante per il Gruppo, spiega in modo estremamente esaustivo come il focus del Gruppo sia quello di attuare una politica Win-Win con tutti gli attori presenti e coinvolti nelle proprie attività, con una particolare attenzione ai propri stakeholder.

Il Gruppo, oltre a valutare e monitorare fidelizzazione e customer satisfaction, pone parecchia attenzione alla propria responsabilità educativa e divulgativa verso i propri Clienti.

“Accanto alla gestione responsabile e sostenibile dell’impresa, nel rispetto della società civile e dell’ambiente, vogliamo contribuire a irrobustire il patrimonio intangibile e rilevantissimo del nostro Paese in cultura e bellezza e ad ampliarne l’orizzonte di opportunità. Perché sentiamo profondamente che di questo patrimonio facciamo parte anche noi.”

E il dialogo con il pubblico è affidato ai social network.

A rafforzare la propria anima 2.0, Gruppo Mondadori dedica un’intera sezione ai Social, aspetto non trascurabile per una media company di queste dimensioni. Il Gruppo è infatti presente in tutti i principali social network (Facebook, Instagram, Twitter e Linkedin) con profili Corporate e profili singoli relativi ai propri brand integrati in una strategia chiara e definita.

Schermata 2016-11-03 alle 23.55.05

Il nuovo sito corporate del Gruppo Mondadori rappresenta uno degli esempi più interessanti di comunicazione diretta, semplice e mirata, valorizzata anche dalla scelta di un design minimal ma allo stesso tempo chiaro e gradevole.

Molte informazioni presenti all’interno di sezioni e sottosezioni e contenenti dati interessanti anche per i profani di questa tipologia di business (sia per mercato di riferimento che per realtà industriale), consentono all’utente di avere un quadro generale di quelle che sono (e probabilmente saranno) le attività del Gruppo, con una attenzione particolare alle attività da Media Company che ormai esso rappresenta, senza perdere ovviamente di vista il core-business.

Ninja, che ne pensate?

The tale of Thomas Burberry: 160 anni di storia in 3 minuti

Un cast eccezionale, un trailer mozzafiato e un film che non vedremo mai. Non si tratta di uno scherzo, ma dell’ultima campagna di uno tra i più famosi brand d’alta moda: Burberry.

Per i suoi 160 anni Burberry ha infatti voluto raccontare la storia del suo fondatore, Thomas Burberry, in uno short movie diretto dal noto film-maker documentarista Asif Kapadia: tre minuti intensi in cui ambizione, amore, guerra e avventura si intrecciano in un climax emozionale che fa sperare in un seguito.

Purtroppo però, nessun film all’orizzonte: il cortometraggio The tale of Thomas Burberry ha come unico scopo quello di presentare la nuova collezione Natale 2016 attraverso uno storytelling che lascia a bocca aperta.

Questo anche grazie al cast che ha dato vita e pathos allo short film. 

The tale of Thomas Burberry

Il ruolo del geniale fondatore del marchio e inventore del tessuto garbadine è affidato a Domhnall Gleeson, che abbiamo già avuto il piacere di incontrare nei panni del Generale Hux in “Star Wars: il risveglio della forza” e di Billy Weasley nella saga di “Harry Potter”.

Ad accompagnarlo nel corso della storia troviamo la bellissima Sienna Miller, in qualità di primo amore e moglie di Thomas Burberry.

tale burberry actors

Dominic West (protagonista in “The Affair“) ricopre invece il ruolo del pioniere delle esplorazioni polari Sir Ernest Shackleton, che indossò il gabardine Burberry in tre spedizioni antartiche, mentre Lily James (famosa per il film “Cindarella” e per la serie “Downtown Abbey“) interpreta un personaggio di fantasia ispirato a Betty Kirby-Green, che nel 1937 pilotò un aereo chiamato ‘The Burberry‘ ottenendo il record mondiale per un volo di andata e ritorno dall’Inghilterra a Città del Capo.

lily_james burberry

Lo spot pubblicitario legato al famoso inventore del trench ha riscosso enorme successo ed è stato di grande impatto anche sugli attori, tanto che le richieste per la realizzazione del film completo si moltiplicano sui social network.

Lily James, testimonial del brand che nel corto interpreta il personaggio di Betty Dawson, ha dichiarato:

Vorrei che venisse realizzato un film completo e penso che questo sia possibile, perché abbiamo girato tantissime scene investendo molto nelle caratterizzazioni dei personaggi.

Se davvero non stai più nella pelle,  puoi seguire The Tale of Thomas Burberry anche sulla fanpage ufficiale e dialogare col chatbot per seguire il dietro le quinte del film.

Come ci tiene a sottolineare Christopher Bailey, Chief Creative and Chief Executive Officer di Burberry: “Questo Natale, in cui festeggiamo il nostro 160esimo anniversario, volevamo raccontare, con parole nostre, la storia di Thomas Burberry: il pioniere, inventore e innovatore ma anche la persona che sta dietro all’iconico trench.

Il film che abbiamo realizzato è un breve sguardo ispirato alla sua vita intensa e straordinaria, che si è svolta nel corso della storia del ventesimo secolo in tutti i suoi tumultuosi alti e bassi“.

E noi non possiamo che essere d’accordo con lui: l’intensità di questo racconto rende perfettamente omaggio alla vita di un uomo che ha fatto la storia della moda.

L’economia 0.0 e l’amore come atto economico: intervista a Oscar di Montigny dal WOBI di Milano

“Non ho la pretesa di credere che quello che scrivo sia la verità”: Oscar di Montigny, Direttore Marketing, Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum, mette subito le cose in chiaro nel presentare Il tempo dei Nuovi Eroi, un libro che non parla di economia ma che potrà aiutarci a riflettere su come l’economia, il marketing e tutte quelle discipline fino a poco fa considerate brutte e cattive, possano in realtà fare del bene.

speakers-oscar-dimontigny

Fare del bene e farlo bene, fare della propria vita un dono e fare di questo dono qualcosa di significativo per l’insieme. Sono questi i principi dell’Economia 0.0. Un’economia sostenibile che esprima la capacità di esistere insieme, nella relazione col tutto e non soltanto come parte a sé stante. Un’economia basata sul capitale creativo culturale, su trasparenza, gratitudine e responsabilità e soprattutto sull’Amore, che l’autore definisce l’atto economico per eccellenza.

Al World Business Forum 2016 abbiamo avuto la possibilità di chiedere proprio all’autore alcuni retroscena sul libro.

Il tempo dei Nuovi Eroi: riflessioni per il terzo millennio da Oscar Di Montigny

L’ultima volta che ti abbiamo intervistato (era il World Business Forum di due anni fa) ci avevi parlato di un marketing che può e deve fare del bene. Due anni dopo, nel tuo libro, scrivi che l’amore è l’atto economico per eccellenza. Ci racconti il percorso che ti ha portato qui?

L’idea del libro in realtà è nata proprio al World Business Forum di due anni fa. Quando sono sceso dal palco mi si è avvicinata la responsabile mondo dei contenuti di WOBI e mi ha detto: Tu lo sai che sei pronto per andare a firmare un libro adesso?. Io le ho detto di no, anche perché ero stato nella lista di un panel di relatori di altissimo livello ed ero già molto contento di essere stato annoverato tra quei 12. Dopo circa una mezz’ora si è avvicinato un responsabile di Mondadori e mi ha chiesto: Ma perché non scrivi un libro?” A quel punto mi sono domandato: Vuoi vedere che tutto questo ha un senso?.

Poiché era già qualche anno che stavo scrivendo un blog, ho immaginato che forse potesse essere un’avventura che valeva la pena provare ad affrontare. Mi ero prefigurato che lo scrivere un libro potesse non discostarsi molto dallo scrivere un blog, ma è stata una valutazione assolutamente sbagliata e infondata, che mi ha messo poi in seria difficoltà perché ci ho messo due anni a produrlo.

Le vicissitudini sono state tantissime: ti assicuro che il racconto della scrittura di un libro è un racconto nel suo piccolo un po’ epico. Basti pensare che il libro che ho scritto praticamente fino a pochissimi mesi fa sarà il secondo. E questo in realtà è stato scritto sotto il battistero di un monastero ad Assisi, dove mi sono ritirato per tre giorni, da solo. Eravamo io e il custode del monastero. Ero in preda al panico perché non sapevo da che parte cominciare.

In quei tre giorni in questo monastero sconsacrato del 1222 vicino a Gualdo Tadino, il monastero di San Biagio (tra l’altro ho scoperto in quell’occasione che San Biagio è il protettore della gola e per uno che parla spesso in pubblico ho immaginato anche metaforicamente una indicazione interessante), mi è uscita l’architettura del testo e l’ho scritto in pochissimo tempo.

Il libro sostanzialmente vorrebbe essere come un piccolo contributo al mondo, se la cosa non suona troppo presuntuosa. Io credo fortemente che ogni vita che io racconto, che ogni racconto merita un eroe, per cui, credendo nei nuovi eroi in quanto persone normali, persone perbene, domani sarà molto utile che quante più persone raccontino le loro storie di semplicità. Purché riescano a vedere proprio nella loro semplicità la ragione del loro successo. Ormai credo che il mondo cercherà storie semplici ma molto intense. Non grandi epopee, grandi traversate, grandi avventure, grandi battaglie, ma una quotidianità vissuta perbene.

Questa idea mi ha emozionato, e ho pensato che l’unica vita che conosco è la mia. Quindi non ho dovuto inventare romanzi di vite di persone che non vivranno mai, anche perché non mi ritengo neanche un abile romanziere. Ero abbastanza consapevole che la mia vita è stata molto fortunata perché, per volontà mia o per accidente, ho visitato luoghi importanti, ho incontrato tante persone che mi hanno raccontato tante storie eroiche e quindi in realtà il racconto di me è un po’ una scusa per raccontare gli altri. Io faccio un po’ da Virgilio di questo viaggio, ma in realtà non sono molti i momenti autobiografici. Magari è anche un invito a tante persone a condividere di più di se stesse.

Come si riflettono il tuo punto di vista, la teoria dell’Economia 0.0 e l’idea dei Nuovi Eroi nel tuo lavoro?

L’idea dell’economia 0.0 e dell’amore come atto economico per eccellenza è un’idea di natura aspirazionale. Io non credo di essere un buon esempio di ciò che scrivo e di ciò che dico, nel senso che non sono un modello compiuto di ciò che racconto. Però sono una persona che ci prova. È come l’idea di eccellenza: anche l’idea di eccellenza è un modello aspirazionale. Non dici ecco oggi sono eccellente” Anzi, se sei eccellente, probabilmente raggiunto un obiettivo immediatamente rilanci. Quindi l’idea di un’economia che rimetta al centro i valori, al centro l’uomo, pur mantenendo la velocità dell’innovazione, la tecnologia esponenziale della nostra epoca, è senza fine.

Chi è che può affermare di conoscere se stesso definitivamente? Mi piace immaginare un essere umano molto impegnato fuori, a fare cose, e al contempo molto impegnato su se stesso a fare cose. Se siamo solo fuori il rischio è proprio quello del disorientamento, quello di andare a sbattere, quello della tecnocrazia, quello che ci sfugga di mano la robotica, è quello di una tecnologia che scelga per noi anziché lasciarci la libertà di scegliere.

Nel mio lavoro cerco di essere coerente con quello scrivo e con quello che dico. Anche l’essere coerente è una piccola sfida, non è semplice. Questo tentativo di essere sempre coerenti, invece, credo che sia un po’ il proposito.

Se la mia azienda non mi consentisse di fare tutto questo vorrebbe dire che sarebbe molto lontana da ciò in cui credo e molto probabilmente – anzi certamente – l’abbandonerei. Diciamo che è una eccellente mediazione tra ciò che vorrei che il mondo fosse e ciò che riesco a fare oggi nel mondo.

Come possono i Marketing Manager italiani abbracciare i principi dell’Economia 0.0?

Io credo che potremmo tutti impegnarci a smettere di creare condizioni artificiose di bisogno per indurre il cliente all’acquisto. Conseguentemente essere pagati per essere riusciti a fare le cose perbene e non solo per aver aumentato le vendite, ma aver aumentato le vendite facendo le cose perbene. Ricordo che la comunicazione di cui ci occupiamo è l’arte più antica e nobile che l’uomo conosca, perché è quell’arte che consente di entrare in comunione con altri. Ricordo che siamo degli strateghi della comunicazione e non dei tattici. Ricordo che siamo, per la gran parte, frutto professionalmente e civilmente di un Paese che è uno dei più bei Paesi del mondo, uno dei più antichi del mondo per la propria civiltà (almeno per quello che ci è dato conoscere della civiltà), e che possiede il 70% del patrimonio culturale del nostro pianeta.

È un valore di cui dobbiamo essere pregni in qualche modo. Poi non importa se sei nel marketing di un’azienda automobilistica o del museo delle Belle Arti. Abbiamo un vantaggio competitivo che è l’idea di bello nei nostri geni, una bellezza oggettiva dell’arte classica e dell’arte rinascimentale.

Sarebbe bello vedere i direttori marketing che interpretano in chiave neo-rinascimentale il loro mandato. Spero sia un suggerimento utile.

Cosa c’entra la spiritualità col marketing?

Ecco un estratto dall’intervista di due anni fa, quando Il tempo dei nuovi eroi stava appena cominciando a prendere forma.

Come scrivere una newsletter ad alto tasso di apertura

71 milioni di indirizzi email e quasi un miliardo di messaggi di posta elettronica ogni giorno, tra cui anche newsletter e direct email marketing. Scrivere una newsletter efficace è sempre più importante.

Sono questi i dati sul modo di comunicare e restare informati degli italiani secondo l’ultima ricerca “Email Marketing Experience Report 2016″ condotta da MagNews in collaborazione con l’istituto Human Highway.

Sebbene la crescita dei social network e dei servizi di messaggistica istantanea sia ormai inarrestabile, il mobile non ha scalfito il ruolo fondamentale delle email nella vita quotidiana, privata e professionale, degli italiani e scrivere una newsletter in grado di interessare il pubblico è un obiettivo fondamentale.

Caselle di posta elettronica, ad ognuna il suo scopo

Con circa 30 email giornaliere per utente, ognuno di noi utilizza una media di 2/3 caselle di posta, soprattutto per diversificare gli indirizzi in funzione degli obiettivi della comunicazione.

2_Caselle possedute

In particolare si distingue la mail di lavoro da quella personale, più alcuni indirizzi di posta per messaggi di poco interesse, consultata solo saltuariamente.

Sono i giovani adulti (25-34 anni) e gli uomini a guidare la tendenza ad avere più indirizzi mail (2,4 quelli utilizzati dagli uomini rispetto ai 2,2 delle donne), mentre gli utenti in mobilità, che utilizzano lo smartphone per accedere a Internet, hanno più caselle diverse rispetto a quelli che usano solo PC o tablet.

DEM e newsletter: i numeri dei messaggi commerciali nelle nostre caselle di posta

Ogni giorno sono 240 milioni i messaggi commerciali che raggiungono le nostre caselle email, poco più di sette per ogni utente.

Come scrivere newsletter efficaci che i tuoi clienti aprano davvero

Promozioni, sconti e newsletter di viaggi e turismo sono gli argomenti più frequenti, come dichiara il 61% e il 41% degli utenti. Crescono anche le email di notifica dai social network (35%), le newsletter di tecnologia/App (31%) e quelle relative alle offerte di lavoro (30,4%).

Le donne sono più interessate a newsletter di sconti, moda, salute e bellezza e gastronomia, mentre gli uomini si iscrivono più spesso a servizi informativi su temi di tecnologia, meteo, sport, auto/moto, bollette e utenze di casa.

Per questo motivo nello scrivere una newsletter efficace è necessario tenere conto di quale sarà la reazione di chi riceve la nostra mail. La aprirà?

Perché sottoscriviamo newsletter?

Come utenti siamo ormai attenti ad ogni operazione svolta sul web e cerchiamo tutti di evitare di intasare le nostre caselle di posta con messaggi inutili o poco interessanti, anche se grazie a Gmail – la casella di posta che il 55% degli utenti dichiara di possedere – abbiamo scoperto il piacere di distinguere chiaramente lo spam dai messaggi promozionali in modo automatico.

Le motivazioni di sottoscrizione alle newsletter sono tutti rilevanti ed è possibile identificarne prevalentemente tre: il bisogno di informazione e aggiornamento (35% degli utenti), la funzione di promemoria (20,4%) e l’interesse verso i contenuti (18,4%).

scrivere una newsletter di successo

Credits: Adobe Stock #123709169

Ricerchiamo convenienza e possibilità di fare buoni affari nelle newsletter di viaggi e turismo, promozioni e sconti, moda e bollette, un legame con il brand, nel caso di informazione sportiva, e utilità come promemoria nel caso di messaggi sulle scadenze delle bollette, utenze e pagamenti.

Gli argomenti più graditi nelle newsletter sono legati agli acquisti e riguardano quindi buoni sconto, email successive all’acquisto online (tracking dei pacchi, conferma dell’ordine etc.) e il lancio di nuovi prodotti/servizi.

5 consigli per scrivere una newsletter di successo

Come scrivere newsletter efficaci che i tuoi clienti aprano davvero

Con caselle di posta sempre più affollate, le caratteristiche ricercate dagli utenti in una newsletter che valga la pena di aprire sono: chiarezza del contenuto (47% degli utenti), bassa frequenza (32,5%) e rilevanza per il destinatario (31%).

Ogni azienda dovrebbe costruire correttamente la propria newsletter seguendo alcuni consigli utili.

  1. Prendi in considerazione il pubblico per il quale stai scrivendo: definisci la tua audience raccogliendo dati demografici, e cercando di capire a quali argomenti possa essere davvero interessata.
  2. Includi diverse sezioni nella tua newsletter: trattandosi innanzitutto di informazione per l’utente, dovrai cercare di trattare argomenti diversi tra loro ma correlati, divisi in diverse sezioni.
  3. Applica la regola delle cinque W (Chi, cosa, come, quando, perché) alla tua newsletter, rispondendo così alle domande che i tuoi potenziali clienti potrebbero porsi ricevendo la tua email. Fornire informazioni accurate darà un motivo reale per aprire anche la prossima newsletter e bilancia i contenuti tra informativi (90%) e promozionali (10%)
  4. Approfondisci gli argomenti e vai fino alla fonte: una newsletter deve essere precisa e dettagliata quanto un post o un articolo, anche se le informazioni vanno racchiuse in una comunicazione più asciutta e snella. Se fornisci dati su una ricerca, ad esempio, citane la fonte.
  5. Usa uno stile chiaro e uniforme, senza perderti in frasi contorte o troppo lunghe. Nella lettura veloce di una mail è l’informazione più importante per l’azienda che deve subito saltare all’occhio. Se conquisterai i tuoi utenti con i titoli e le immagini giusti, ti sarai garantito una lettura più approfondita di tutti i contenuti.

>>> Scopri l’infografica completa della ricerca di MagNews “Email Marketing Experience Report 2016”

MagNews_ninja2

I cambiamenti proposti dal Referendum Costituzionale su GitHub

Provando a spiegarlo in parole semplici, potremmo dire che GitHub è una piattaforma online usata prevalentemente da sviluppatori (di siti internet o di applicazioni, ad esempio) che oltre ad agevolare la collaborazione online permette di tracciare tutte le modifiche che si effettuano su un file nel corso del ciclo di sviluppo di un contenuto o di un progetto, offrendo la possibilità di confrontare differenti versioni e recuperarne una precedente se necessario.

Aggiungiamo poi le classiche dinamiche social e lo spirito open source dei suoi tanti utilizzatori ed ecco che GitHub diventa una piattaforma di riferimento non solo per programmatori (esperti e non) che desiderano collaborare tra loro, ma anche per curiosi in cerca di progetti e informazioni da utilizzare in contesti di ben altra natura. Per esempio, un blogger appassionato di sport in questo repository può trovare gratuitamente migliaia di dati sul calcio in formato CSV per realizzare infografiche inedite, mentre questo è un repository voluto da AirBnb per sensibilizzare gli utenti sull’importanza di prendere decisioni utilizzando dati a supporto.

Il word diff della riforma costituzionale

Districarsi tra le modifiche oggetto del Referendum Costituzionale che andremo a votare il prossimo 4 dicembre non è per nulla semplice e non sempre talk show o telegiornali aiutano a capire qualcosa di più. Di certo non sarà GitHub a toglierci i dubbi ma l’idea avuta da Stefano Zacchiroli, programmatore italiano residente a Parigi, dove è anche professore universitario di Computer Science, merita un plauso.

Insieme ai suoi amici Stefano ha prodotto “una versione della riforma costituzionale che mostra parola per parola cosa cambierebbe in caso di approvazione definitiva della riforma”: un modo rapido e immediato per vedere quali sono le modifiche alla Costituzione Italiana che la riforma Boschi propone.

github-referendum-costituzionale

L’interpretazione del documento è più che mai chiara: in verde le nuove integrazioni, in rosso ciò che viene abrogato o modificato. Il tutto gestito in modo automatico da GitHub che confronta i testi delle due versioni della Costituzione caricati da Stefano. Tutto molto semplice, ma altrettanto d’effetto.

L’evoluzione della Costituzione dal 1947 ad oggi

La cosa ti ha incuriosito? Allora ti farà piacere sapere che Lorenzo Breda ha creato, sempre su GitHub, un repository dedicata a tutte le modifiche fatte alla Costituzione Italiana dalla promulgazione originale ad oggi.

github-costituzione

github-costituzione

Vuoi iniziare ad usare GitHub? Qui trovi la guida per principianti, in inglese, dove imparerai anche come richiedere modifiche (quelle che si chiamano pull request) ai progetti altrui; modifiche che, a seguito di moderazione da parte del proprietario del progetto, potranno essere accettate o declinate.

Su Facebook arrivano gli annunci che dal news feed aprono conversazioni su Messenger

Tra le novità annunciate ieri da Mikhail Larionov di Facebook, spicca l’introduzione di un nuovo formato che permetterà a tutti gli inserzionisti di raggiungere il proprio target sul News Feed e poi indirizzarlo su Messenger.

Testato ormai da qualche mese il nuovo formato è ora disponibile a tutti. Tra gli early adopter c’è il brand Absolut che ha lanciato un bot per diffondere sample di prodotto ed ha utilizzato queste inserzioni per incrementare il traffico della campagna.

Utilizzare i News Feed ads per aprire conversazioni su Messenger ha permesso ad Absolut di andare oltre la call to action – è una vera è propria “call to conversation”, che ha portato alla conversione. È un nuovo modo di utilizzare gli annunci di Facebook per guidare i consumatori dai contenuti alle vendite – ha affermato Joao Rozario, VP Marketing, Absolut Vodka

contactus

 

Ma come possono le aziende coinvolgere ed entusiasmare le persone, spingendole a tornare?

Messaggi Sponsorizzati

Lanciati in fase di test lo scorso aprile, gli Sponsored Message sono un formato altamente mirato, di tipo in-context che consente alle aziende di coinvolgere nuovamente le persone che hanno una conversazione aperta (su Messenger) con la fanpage.

Questo formato consente agli inserzionisti di inviare aggiornamenti mirati, informazioni su promozioni, promemoria o altri eventi importanti. L’azienda potrà quindi impegnarsi costantemente in una conversazione one-to-one, fornendo esperienze personalizzate per ogni utente. Gli utenti avranno ovviamente la possibilità di bloccare o limitare l’invio di questi messaggi in ogni momento.

sponsored

Le competenze del Social Media Manager

Il social media manager è una figura relativamente nuova nel mondo del lavoro e risulta spesso difficile individuare le skill necessarie per questa professione: c’è chi pensa che per fare questo lavori basti usare gli hashtag, saper scrivere tweet in 140 caratteri massimo o programmare i post su Facebook. Non è così: il social media manager è quella figura che si propone di essere un esperto di social media, con capacità organizzative, gestionali e creative.

Insomma, i social media “cosi” non stanno solo tutto il giorno su Facebook. Se ti piace questo lavoro e ti interessa sapere quali potrebbero essere le caratteristiche e le doti richieste, continua a leggere. Sei nel post giusto!

Approccio multidisciplinare

I social media manager hanno abilità eccezionali, non solo per quanto riguarda i social media, ma anche in pubbliche relazioni, giornalismo, SEO e progettazione grafica. Nacho Gonzalez di Mailtrack.io ha detto:“Devono essere in grado di andare oltre i social media in caso di necessità. Ed è spesso necessario.” Sempre, aggiungiamo noi. Devono, inoltre, capire le diversità fra i social utilizzati e fra il target di riferimento. Perché, tatuiamocelo, non c’è un formato solo per tutti i tipi di contenuto in Social Media Marketing.

credits: Adobe Stock #85398242

credits: Adobe Stock #85398242

Customer Care Centric

Molti brand ricorrono all’utilizzo dei social per migliorare il rapporto e il coinvolgimento dei clienti. Secondo uno studio, il 67% dei consumatori ha utilizzato i profili di social media aziendali per ricevere assistenza. Un buon social media manager è altamente sensibile alle esigenze e alle richieste erogate dai clienti attraverso le piattaforme social.

Forti capacità di comunicazione

Un buon social media manager è in grado di coinvolgere i clienti sia che si utilizzi un tweet di soli 140 caratteri sia che si tratti di un post più lungo. Deve sapersi adattare alle varie piattaforme e al loro stile, utilizzare una scrittura colloquiale che crei empatia con i clienti. Fuori dall’organizzazione, deve saper instaurare e mantenere relazioni con gli influencer dei social di riferimento. Ultimo, ma non meno importante, deve essere in grado di tenere sotto controllo le crisi e i rumor negativi da parte di hater, troll o pubblico insoddisfatto sulla pagina.

credits: Adobe Stock #62244387

credits: Adobe Stock #62244387

Creatività

Una delle parti più stimolanti sicuramente riguarda le abilità creative richieste ai social media manager: devono essere in grado di realizzare delle campagne social interessanti e accattivanti nei contenuti. Devono, inoltre, essere in grado di capire il valore dei loro contenuti e trovare il giusto modo di comunicarli con il loro target di riferimento. Un bravo social media manager sa che cosa vuole il suo pubblico e sa dargli quello che vuole comunicandoglielo nel modo migliore.

Attenzione ai dettagli

La creatività è imprescindibile, ok: ma deve essere sempre accompagnata alla cura e all’attenzione per i dettagli. I bravi social media manager conoscono tutte le regole non scritte della comunicazione social e riescono a distinguere un post di alta qualità da un post che sarà un disastro annunciato. Come fanno a saperlo? Conoscono il loro pubblico e lo sanno. E basta.

Capacità di Analisi

Nel Social Media Marketing, l’analisi dei dati è di vitale importanza per le aziende per poter valutare la loro attuale strategia di comunicazione e apportare delle modifiche in corsa. L’analisi dei big data prodotti dai social è dunque indispensabile per le valutazioni sulla campagna in atto e il social media manager deve essere in grado di analizzarle e produrne, successivamente, delle informazioni utili per l’azienda.

Workstation, web analytics information and development website statistic.

Conoscenze SEO

Un buon manager dei social media ha la capacità di allineare la campagna social con le strategie SEO. Come Forbes sostiene: “Il social media manager è il custode e promotore di contenuti, la pietra angolare della SEO”. Ecco: creare contenuti e posizionarli è la frase giusta per sintetizzare i compiti imprescindibili del #SMM che si rispetti.

Under Pressure!

Se vi hanno sempre detto che fare il social media manager è un lavoro semplice, cambiate subito interlocutori. Non si tratta di rispondere a 4/5 messaggi e programmare 2/3 post settimanali. Le attività social richiedono un impegno 24/7, perché i social media non rispettano gli orari d’ufficio. Mai. La mole di stress è alta, ma un buon social media manager sicuramente riuscirà a gestire la pressione. Under Pressure dei Queen in cuffia e via!

 

>>> Entra nel mondo dei social, iscriviti al Corso in Social Media Marketing (Formula Online + LAB): a 25 ore di didattica online puoi abbinare 16 ore di aula pratica a Milano.