SEO & SEM Checkup: come massimizzare la tua visibilità online. Iscriviti alla Free Masterclass

Massimizzare il traffico in entrata è l’obiettivo principale delle azioni di Inbound Marketing, ma sei sicuro di stare utilizzando al meglio i tuoi asset digitali sfruttando al massimo il potenziale di conversione derivante dal giusto utilizzo di SEO & SEM?

Nella Free Masterclass di giovedì 13 ottobre, gli esperti Luca de Berardinis, Fabio di Gaetano e Gianpaolo Lorusso, docenti del Corso in SEO & SEM Strategy (formula Online + LAB a Milano), ti proporranno una checklist operativa per analizzare lo stato di salute dei tuoi asset digitali nella prospettiva dei migliori SEO & SEM Strategist.

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LEGGI ANCHE: Inbound Marketing, come pianificare una strategia vincente

Strategia, riprogettazione e struttura: cosa imparerai nella Free Masterclass

La Masterclass online ti insegnerà a:

  • Adottare una prospettiva strategica alle strategie SEO & SEM
  • Riprogettare e riorganizzare i tuoi contenuti per massimizzare la tua visibilità online
  • Strutturare al meglio le campagne SEM per generare più conversioni

La Free Masterclass è online e gratuita ma iscriviti ora perché i posti sono limitati!

Qualora non ti fosse possibile seguire in diretta il Webinar, nessun problema, potrai ritrovare video e slide a distanza di un paio di giorni dalla diretta sulla piattaforma Ninja Academy. Sarà possibile consultarli online per un periodo di tempo limitato.

Ricapitoliamo: 

FREE MASTERCLASS

Corso Online in SEO & SEM Strategy (Formula Online + Lab)

“SEO & SEM CHECKUP: COME MASSIMIZZARE LA TUA VISIBILITÁ ONLINE”

con

Luca De Berardinis, Fabio di Gaetano e Gianpaolo Lorusso

giovedì 13 ottobre dalle 13 alle 14

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

Tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!

Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Knowledge for Change!

BE NINJA.

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Snapchat verso l’IPO, si prepara a diventare grande

Molti hanno iniziato a conoscerla come l’app frivola, leggera, dai contenuti che si cancellano ed utilizzata da ragazzini liceali (ed anche più giovani) per scambiarsi contenuti hot.

A distanza di quattro anni Snapchat è diventato qualcosa di più: con oltre 200 milioni di utenti (di cui più di 150 attivi ufficialmente), si prepara a fare il grande passo e diventare grande. Verrà infatti lanciata a breve l’IPO (Initial Public Offering), che porterà questo business sul mercato azionario.

È dai tempi di Facebook ed Alibaba che non si vedeva una pre-evalution simile, ossia 25 miliardi di dollari. La valutazione della società è infatti stata fatta anche grazie alle revenue degli ultimi due anni: 60 milioni di dollari nel 2015, 350 previsti entro 2016, fino alle previsione di oltre 1 miliardo nel 2017.

snapchat ipo

Da dove arrivano i soldi di Snapchat?

I guadagni arrivano dalla pubblicità che Snapchat vende agli inserzionisti, forte dei sui 150 milioni di utenti attivi ogni giorno. I formati più conosciuti sono:

• I geo-fitri personalizzati, che tutti possono sfruttare attraverso la piattaforma goefilters.snapchat.com (non ancora in italiano);
Discover: dove è possibile per i maggiori publisher creare contenuti quotidiani, ideati appositamente per Snapchat;
Post roll-ads: ossia brevi video, proprio come degli spot, che appaiono al termine di una storia;
Lenti: offrendo la possibilità alle aziende di creare filtri facciali sponsorizzati e personalizzabili.

Oggi queste sono le sorgenti di revenue per la startup di Los Angeles, che il mese scorso ha anche annunciato il lancio di Spectacles, i nuovi occhiali da sole con fotocamera.

Snapchat Inc. si è anche rebrandizzata in Snap INC. che ora racchiude Snapchat, ossia l’app, e Spectacles ossia l’hardware company. L’app e social si chiamerà sempre Snapchat, solo la società madre si chiama Snap. Inc.

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Perchè l’IPO?

Uno dei motivi per cui si sta spingendo il piede sull’acceleratore per un IPO potrebbe essere proprio legato all’arrivo dell’hardware Spectacles.

Diventando una società pubblica, Snap INC., avrà infatti il budget necessario per produrre e distribuire su larga scala il suo prodotto Spectacles ed espandere il proprio business in aree del mondo in cui oggi non è ancora così capillare.

LEGGI ANCHE: Spectacles: come sta evolvendo il business core degli snap

Snapchat ha dimostrato che il formato innovativo degli ads funziona e gli utenti amano condividere contenuti sponsorizzati (filtri e lenti).

Inoltre, è notizia di questi giorni che la funzione auto-advance Stories, ossia l’avanzamento automatico delle storie, verrà eliminata, sostituita propria dai post-roll ads al termine di una singola storia. Infine sarà possibile selezionare solo le storie che vogliamo vedere in sequenza.

Questi mini-ads garantiscono a Snapchat la possibilità di monetizzare e di mostrare i muscoli a nuovi advertisers in vista dell’IPO.

Facebook introduce Workplace, piattaforma social per i gruppi di lavoro

Da più di un anno Facebook sta testando un nuovo servizio – precedentemente conosciuto con il nome di Facebook at Work – dedicato alle imprese. E ieri è stato ufficialmente presentato con il nome di Workplace, una piattaforma social nata dall’esperienza e dai feedback di oltre 1,000 aziende.

Ad oggi le aziende che lo utilizzano sono molteplici e provenienti da diversi settori, dalle compagnie di shipping che possono connettersi con i propri staff di bordo tramite i Live video, alle banche che utilizzano Workplace invece dei fax e delle newsletter e per distribuire informazioni a tutti i loro sportelli.

Danone, Starbucks, Booking.com ma anche organizzazioni no-profit come Oxfam hanno adottato Workplace per i propri flussi di lavoro.

Come funziona?

In questo video è descritto chiaramente cosa il tuo gruppo di lavoro può fare con Workplace:

La piattaforma riprende in tutto e per tutto l’interfaccia di Facebook – ma con una barra più scura nell’header (per distinguere bene lo spazio in cui ci si trova) –  il suo linguaggio e le sue modalità di interazione.

News feed, Chat, Live, Reactions e Trending post. Troverete tutto anche su Workplace, ma con altre nuove funzioni ideate appositamente per l’utilizzo: una dashboard con strumenti di analisi e integrazioni con single sign-on, oltre a provider che consentono alle aziende di integrare più facilmente Workplace con i loro sistemi IT esistenti.

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Ci saranno inoltre i Multi-Company Groups, spazi condivisi che permetteranno a più organizzazioni di collaborare insieme in modo sicuro e protetto.

Workplace Partner Program

Per fare in modo che sempre più aziende utilizzino Workplace, Facebook ha lanciato questo programma – di cui fanno parte servizi professionali e tecnologici come Deloitte – che aiuteranno la diffusione della piattaforma.

Per maggiori informazioni clicca qui.

3 videogiochi mai usciti, 3 storie imprenditoriali da cui imparare

Indovinare un business remunerativo non è un gioco da ragazzi. Portarlo a termine con successo ancor meno. È una regola che coinvolge tutti i settori e in particolare quello dei videogiochi. Per questo motivo voglio raccontarti le storie di tre videogiochi mai usciti sul mercato.

Parlare di “gioco da ragazzi” è un eufemismo, in quanto le esperienze video-ludiche sono da tempo differenziate per target e oltre a distinguersi per generi e ambientazioni, i videogiochi possono essere online o offline, rappresentare sfide per pro-gamer o passatempi per casual player.

Anche questo settore richiede, insomma, una lungimiranza imprenditoriale, che da un investimento deve arrivare all’utile.

Ecco dunque tre esempi di videogiochi mai usciti e che quindi non sono mai arrivati al grande pubblico, con altrettanti insegnamenti nascosti dietro il loro fallimento.

Star Wars 1313: nuovo business model

videogiochi mai usciti, storie imprenditoriali

In Star Wars 1313 i giocatori avrebbero rivestito i panni del giovane Boba Fett, uno dei personaggi non protagonisti di film più apprezzati di sempre. Impersonare il futuro cacciatore di taglie più rinomato della galassia attraverso lo squallido mondo sotterraneo di Coruscant, l’Area 13-13, era una premessa allettante tanto per i vecchi nostalgici quanto per i giovani gamer.

Rivolto ad un pubblico maturo, a differenza dei predecessori incentrati sull’universo di Star Wars, il gioco d’azione in terza persona ricorda lo stile avventuroso e rocambolesco di “Uncharted”, coronato da effetti visivi all’avanguardia.

Purtroppo, il progetto è stato accantonato quando lo sviluppatore LucasArts ha chiuso i battenti nell’aprile 2013. Tenui speranze di vederlo approdare alla luce sono affidate alla Disney, che ha acquisito Lucas Film e Lucas Art, salvandole dal fallimento.

Lucas Art è conosciuta per aver realizzato molte tra le più note avventure grafiche, tra cui la serie cult Monkey Island e l’intenso sfruttamento del brand Star Wars, creato dal fondatore George Lucas. 1313 è vittima di una scelta manageriale, ossia quella di abbandonare lo sviluppo interno dei videogiochi per puntare sulla concessione in licenza delle proprietà intellettuali.

Silent Hills: videogiochi mai usciti da paura

videogiochi mai usciti, storie imprenditoriali

Nel 2014, durante il Gamescom di Colonia, Konami ha presentato il un videogioco horror in prima persona chiamato P.T., che si è rivelato essere un Playable Teaser di Silent Hill, di cui si poteva visualizzare un trailer completo dopo una breve esperienza di gioco, incentrata sull’esperienza di attraversare un corridoio ultra realistico, popolato da inquietanti apparizioni.

Ideatore di questa strategia di lancio è stato Hideo Kojima, creatore del motore grafico Fox e della serie Metal Gear, coadiuvato dal regista Guillermo Del Toro. A chiudere il terzetto delle allettanti promesse, Norman Reedus, che ha prestato il volto al protagonista.

L’ansia più grande, a sorpresa, non è arrivata dall’elevato livello di fotorealismo, ma dall’annuncio ufficiale del regista, che nel 2015 ha dichiarato che Silent Hill “non si farà”. Nonostante le migliaia di download, Konami  ha ritirato P.T. dal PlayStation Store, vanificando una riuscitissima operazione commerciale per creare e innalzare l’hype dei fan.

Due fattori sembrano essere alla base di questo deciso passo indietro. Innanzitutto i dissapori tra Kojima e la casa produttrice, lasciando intuire un legame troppo forte tra creatore e creatura.

Non meno importante può essere una presa di coscienza della rottura tra questo capitolo della saga e i suoi predecessori: per quanto ottimamente riusciti, i colpi di scena a sensazione non sono parte del DNA della serie, che legava a doppio filo paura e sviluppo della trama. Non è da escludere che molti fan della serie avrebbero storto il naso davanti ad un simile cambiamento di stile.

Titan: cadere e rialzarsi

videogiochi mai usciti, storie imprenditoriali

Titan doveva essere l’annunciatissimo nuovo Massive Multiplayer Onine Game della Blizzard.

Le voci davano World of Warcraft avviato verso il viale del tramonto. Dopo essere diventato simbolo stesso del genere MMORPG, conquistando milioni di giocatori, WoW pareva pronto a cedere il passo ad un successore più moderno.

LEGGI ANCHE: Videogiochi e viral video: i format su YouTube

Le indiscrezioni si sono succedute di pari passo con schermate rubate, vere e false, postate in Rete. Titan sarebbe stato un gioco diverso da WoW, con il quale poteva coesistere: ambientato in un futuro prossimo, avrebbe permesso ai giocatori di intraprendere incarichi mondani di giorno e combattere di notte.

Dopo le prime speculazioni ufficiose nel 2007, tuttavia, le dichiarazioni ufficiali sono arrivate con il contagocce, fino all’annuncio della cancellazione del progetto nel 2014.

In una recente intervista, il game designer Jeff Kaplan ha apertamente dichiarato che il progetto è stato un “orrendo fallimento”, sottolineando come tutti i professionisti all’opera abbiano sopportato un’enorme pressione nel passare dai grandi successi del passato ad una cocente sconfitta.

Dalle ceneri di un’improvvisa autocoscienza professionale degli sviluppatori è nato Overwatch, uno sparatutto caratterizzato da una grafica brillante e da un’attenta caratterizzazione dei personaggi e delle loro abilità.

Titan è stata una massacrante sessione di teamworking, che ha rafforzato i legami tra i membri della squadra e portato ad un risultato, Overwatch, che incarna gli otto pilastri della casa madre: divertimento, qualità, rispetto, passione, comunità, responsabilità e crescita.

SEO e SEM Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

Ti occupi di SEO & SEM e spesso i motori di ricerca cambiano le carte in tavola: un nuovo aggiornamento nell’algoritmo di Google crea nuovi metodi e tecniche di lavoro. Come puoi restare al passo ed offrire ai tuoi clienti solo le migliori soluzioni di Inbound Marketing?

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SEO & SEM Update! [On Demand]

Il SEO & SEM Update di Ninja Academy con Luca De Berardinis è un corso di aggiornamento intensivo, che rinnova le skill di chi lavora nel web marketing digitale, attingendo direttamente dal meglio del meglio delle novità del web per il 2016.

Seguendo questo percorso riuscirai a:

  • Sfruttare in maniera pionieristica le opportunità della SEO semantica
  • Aumentare il tasso di click-through degli snippet
  • Pianificare attività di Web Marketing che includano gli ultimi aggiornamenti di Google
  • Sfruttare al meglio il nuovo layout delle SERP di Google

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Quali sono gli argomenti del SEO & SEM Update e chi è il docente?

Il SEO & SEM Update trasmette, oltre ad alcuni necessari approfondimenti operativi rispetto alle evoluzioni dell’Inbound Marketing, competenze di fondamentale importanza come la capacità di comprendere a pieno il funzionamento delle logiche premianti di Google verso siti e contenuti di qualità: Luca De Berardinis ti fornirà un framework puntuale di competenze di SEO & SEM per essere sempre in sintonia con le richieste del mercato.

  • Eliminazione degli Ad da destra
  • Google e l’uso del grassetto
  • Le Google Card
  • Ripensare i risultati delle ricerche
  • La SEO e la ricerca vocale
  • 11 fattori che influiscono sul ranking di Google
  • Gli Ads nel Local Pack Mobile di Google
  • Nuova preview negli annunci AdWords
  • Tracciamento di chiamata dagli annunci AdWords
  • Estensioni di prezzo sugli annunci mobile AdWords
  • Il keyword Planner: nuove visualizzazioni
  • Gli aggiornamenti degli strumenti SEO: Screaming Frog, SEMRush, Yoast, Google Search Console

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PREZZO LANCIO 49€

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

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Epica Awards: ancora pochi giorni per candidare il tuo lavoro

Fondati nel 1987, gli Epica Awards sono l’unico evento creativo dove i premi sono assegnati dai giornalisti che lavorano per riviste di marketing e comunicazione di tutto il mondo.  Lanciato come il primo concorso pubblicitario europeo, oggi è una celebrazione internazionale della creatività, che attira migliaia di voci provenienti da oltre 70 paesi.

I progetti possono riguardare la creatività delle seguenti categorie:

  • Food & Drinks
  • Health, Beauty & Fashion
  • Luxury & Premium Brands
  • Household Products & Service
  • Automotive
  • Consumer Service
  • Media & Entertainment
  • Public Interest
  • B-to-B & Corporate
  • Radio
  • Direct Marketing
  • Media Usage
  • Branded Content & Entertainment
  • PR & Promotions
  • Craft & Imagery
  • Design
  • Digital
  • Mobile
  • Integrated Campaigns
  • Special Categories

Ma, attenzione per partecipare c’è tempo fino al 14 ottobre!

epica awards

I lavori saranno valutati da giornalisti, ma non giornalisti qualsiasi. Sono tutti editori e giornalisti di alto livello che lavorano per riviste specializzate di tutto il mondo. E tra i giurati non poteva mancare un membro del clan Ninja: Nunzia Falco Simeone, content editor di Ninja Marketing.

Con una giuria del genere, di certo, i vincitori riceveranno la giusta visibilità!

Per cui invia il tuo lavoro, potresti essere tu il talento che farà notizia! Per saperne di più clicca qui.

Come essere dei buoni cittadini di LinkedIn

LinkedIn è un mondo un po’ strano. Nonostante sia stato pensato come “social network dei professionisti”, spesso gli utenti finiscono semplicemente per caricarci su il proprio curriculum piuttosto che fare davvero rete. Il che è un male, visto le potenzialità anche in ottica di personal branding, che possiede LinkedIn.

Non c’è rete e socialità, infatti, senza connessioni e senza “offrire” qualcosa a chi è lì con noi. Il semplice riempire il proprio profilo con le skill e le esperienze in proprio possesso non ci rende dei bravi “cittadini” di LinkedIn che, come ogni luogo che sia fisico o virtuale, ha le proprie regole di convivenza, spesso anche non scritte. Vediamo insieme allora come essere degli abitanti di LinkedIn che possono davvero portare giovamento alla comunità.

Dai prima di ricevere

Non c’è nulla di più antipatico dell’ultimo arrivato che, imbucandosi alla festa, corre al buffet per fare man bassa di ogni leccornia, pretendendo magari che sia il padrone di casa a porgergli il piatto. Analogamente, non potete pretendere di ricevere qualcosa dalla community di Linkedin senza porre prima voi qualche omaggio. Condividete articoli interessanti circa la vostra professione o, meglio ancora, createne di vostri. Magari provando LinkedIn Pulse, un’ottima piattaforma per scrivere i vostri pensieri sui trending topic del momento o, perché no, fornire utili consigli o condividere le vostre esperienze lavorative.

Non sottovalutate inoltre i gruppi di LinkedIn. È vero, molti sono poco più che raccoglitori dello “spam” di vari utenti che lanciano in pasto a pesci già troppo sazi i propri articoli che, prevedibilmente, finiscono nel dimenticatoio. Questo perché probabilmente non rispettano il principio di cui prima: non puoi aspettarti interazioni dal pubblico se tu per primo non interagisci! Quindi prendetevi un po’ di tempo durante la vostra impegnata settimana per seguire gli autori più interessanti, commentare i loro articoli e, perché no, dibattere con esperti che non la pensano come voi. Fare network vuol dire anche scontrarsi con idee diverse dalle vostre: il vero ninja fa tesoro di ogni esperienza.

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L’importante è circondarsi di buoni contatti. Va benissimo aggiungere amici e conoscenti, ma il resto della vostra rete LinkedIn dovrebbe essere composta da persone del vostro ambito di appartenenza o comunque da profili in grado di dare valore alla vostra permanenza su questa particolare piazza del web. Insomma, non inviate richieste di contatti a chiunque né accettate chiunque bussi alla vostra porta. Anche nella scelta dei gruppi, non gettatevi per forza in quelli più numerosi, ma selezionateli in base alla community e alle giuste keyword. Qualche minuto in più speso nella ricerca può garantirvi una permanenza estremamente più piacevole.

Una volta che avete stabilito buone connessioni, siate gentili. Confermate le competenze, se le riconoscete, dei vostri contatti e, perché no, scrivete un endorsement per i vostri colleghi più capaci. Anche se potrebbero non ricambiare il favore, avrete contribuito a rendere LinkedIn un posto migliore.

 

Metti a punto il tuo profilo LinkedIn

Questo è un punto che molti utenti sottovalutano. Non basta aprire un profilo per “esserci” su LinkedIn e nemmeno compilare qualche voce sparsa, a dirla tutta. Il primo passo è scegliere la foto giusta. Sono anzitutto da evitare immagini poco professionali: le foto in costume o al mare  vanno bene solo nel caso siate modelle o modelli di swimwear. Ma non c’è nemmeno bisogno di scadere nell’estrema formalità: basta una semplice foto su sfondo neutro in cui il vostro volto sia ben riconoscibile.

Il secondo passo è quello di perfezionare la vostra descrizione. Evitate quelle troppo generiche o stringate, ma cercate di dire qualcosa di più su voi stessi, la vostra professionalità e le vostre passioni. Utilizzate le giuste keyword nei centoventi caratteri a vostra disposizione, ma evitate gli aggettivi o le espressioni troppo abusati come “proattivo”, “entusiasta”, “motivato” e “creativo”. Li si vede così spesso in giro da aver perso ormai quasi ogni significato.

linkedin

Se avete delle pubblicazioni o dei progetti particolarmente meritevoli, aggiungeteli al vostro profilo: nulla giova al vostro personal branding più di mostrare nel concreto cosa sapete fare. Aggiungete delle descrizioni alle vostre esperienze lavorative, perché non tutti potrebbero capire cosa vuol dire quel “digital innovator” sul vostro profilo. Non esitate inoltre a chiedere un endorsement da parte dei vostri ex capi o colleghi. Poche, sincere parole possono fare la differenza, specialmente se siete  in cerca di una nuova occupazione.

Insomma, se LinkedIn ha regole un po’ diverse dagli altri social network più diffusi, è anche vero che si basa su due principi comuni: essere attivi ed essere gentili nei confronti della community. Una volta che avete messo a posto tutte le basi, datevi dei micro-obiettivi settimanali, come la condivisione di un articolo interessante il lunedì o la scrittura di un “Pulse” il giovedì sera. Ma basta anche dedicare quindici minuti al giorno per restare in contatto attivamente con la propria rete. L’importante è non lasciare il proprio profilo lì, inerte, sperando poi che qualcuno vi noti senza alcun reale motivo. Non funziona nella vita “vera”, figuriamoci nel mondo dei social network. Ancor di più nel regno di LinkedIn.

Facebook introduce le virtual reality emoji

Basterá agitare il pugno ed il viso del nostro avatar diventerà arrabbiato, questa è l’idea presentata da Zuckerberg al Oculus Connect 3, l’evento in cui Mark Zuckerberg ha mostrato la demo di Santa Cruz, il nuovo device per la realtà virtuale.

LEGGI ANCHE: Senza fili e indipendente dal pc: ecco il futuro della VR secondo Mark Zuckerberg

La particolarità? Grazie all’ hand tracking technology, una tecnologia che riproduce i nostri movimenti delle mani direttamente sullo schermo, sará infatti possibile abbinare ad ogni gesto che facciamo nella realtà una particolare emozione che verrá riprodotta dal nostro avatar attraverso l’espressione facciale ed il corpo.

 La comunicazione sui Social Network

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Una nuova frontiera per la comunicazione sui social network, che di natura è limitata: dietro alla tastiera e davanti allo schermo, infatti, gli aspetti non-verbali dell’atto comunicativo vengono persi.

Secondo Albert Mehrabian, la comunicazione è composta per il 55% dal linguaggio del corpo, per il 38% dall’aspetto vocale (volume, tono, ritmo) e solo per 7% dalle parole vere e proprie. Le famose faccine o stickers introdotte nelle chat istantanee e sui social networks hanno proprio il ruolo di sopperire a questa limitazione comunicativa.

Tuttavia, l’aspirazione per Facebook è assai più ambiziosa: un avatar personalizzato che per ogni nostro gesto, riproduca il nostro stato d’animo.

Le Tecnologie utilizzate

 

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Il nostro avatar dev’essere il più possibile simile a noi, in modo da permettere ai nostri amici di riconoscerci all’istante. Su questo punto Facebook sta sperimentando diversi sistemi di personalizzazione che li renda più fedeli alla realtà: da uno strumento di disegno interno, a un sensore della struttura occipitale, arrivando alla possibilità di riuscire a ricreare l’avatar basandosi sulle foto postate sul Social.

Tutto ció é permesso grazie all’utilizzo delle cuffie VR, anche se Zuckenberg annuncia che non verranno utilizzate tecnologie che tracciano i movimenti oculari o facciali, in quanto questo sistema richiederebbe l’utilizzo di un hardware aggiuntivo.

Gli obiettivi

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Secondo la filosofia del social “People first“, le virtual emoji  avrebbero come obiettivo primario quello di connettere ed avvicinare sempre di più gli amici, rompendo ancora una volta le barriere fisiche. Tuttavia non si esclude l’applicazione della Virtual Reality nel mondo degli eventi virtuali ed una possibile monetizzazione attraverso la sua interessante applicazione nelle pubblicitá.

Gli utenti come accoglieranno questa nuova, rivoluzionaria idea? Ditecelo sulla nostra pagina Facebook.

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Con la campagna Real Beauty Beats, Dove misura i battiti del cuore degli uomini

Dove è tornato con “Real Beauty Beats”, nuova comunicazione istituzionale realizzata per la divisione portoghese dell’azienda. Parte della decennale campagna Dove Real Beauty, questo nuovo capitolo cattura l’attenzione grazie al nuovo punto di vista proposto dal brand, che per la prima volta è quello degli uomini.

dove spot

Negli anni le campagne pubblicitarie di Dove hanno ottenuto una notorietà pari (se non maggiore) a quella del marchio stesso. “Real Beauty Sketches“, forse la più nota di tutte, ha raggiunto su YouTube ben 67 milioni di visualizzazioni e si è guadagnata una pagina Wikipedia dedicata.

Coerente e solida, la comunicazione commerciale di Dove si è sempre rivolta alle donne, parlando loro dell’importanza di accettarsi in quanto esseri umani unici e, per questo, bellissimi. Oggi torna a farlo optando per una svolta narrativa (e sociale) importante: utilizzare le parole di uomini che parlano delle donne.

LEGGI ANCHE: Per Dove una donna è ciò che fa, non le sue curve: #MyBeautyMySay

I creatori del cortometraggio hanno infatti coinvolto diversi uomini, chiedendo loro di descrivere diversi visi di bellissime donne proiettati davanti ai loro occhi, mentre una speciale apparecchiatura monitorava le variazioni del loro battito cardiaco e, quindi, l’emozione da essi provata.

Le “interviste” sfilano così una dopo l’altra, finché ai partecipanti viene mostrato il ritratto delle loro madri, delle sorelle, delle loro compagne e figlie. E i battiti salgono.

dove

La fotografia molto scura, la presenza in sottofondo di un pianoforte delicato, accompagnato da un intenso beat più che adeguato, il montaggio lento: tutto concorre all’instaurarsi di un’atmosfera intima e profonda, e alla riuscita di una comunicazione che vuole parlare dritto al cuore delle donne, delle loro insicurezze.

Se in molti avevano notato come “Real Beauty Sketches”, benché sensazionale e unica nel suo genere, fosse una comunicazione ancora molto legata al tema dell’apparire belle, questa campagna ha il merito di slegare il concetto di emozione da quello dell’estetica, nella sua accezione più fredda. Il copy che compare nel finale del video, non a caso, recita “la vera bellezza tocca il cuore“.

Credits

Agency:Black Ship Lisbon
Client:Dove
Creative Lead:Henrique Neves
Copywriter:Henrique Neves
Art Director:Daniel Neves
Art Director:Luis Stone
Project Leader:Frederico Ferreira
Casting Director:Joana Pote
Director of Photography:Carlos Cipriano
Director of Photography:Duarte Domingues

demo night

Wellness e Fashion-Retail Accelerator: 9 startup da tenere d’occhio

Una intensa Demo Night ha animato la campagna di Roncade (TV), presso la sede di H-Farm, lo scorso 6 ottobre. A salire sul palco sono state le startup selezionate durante i programmi di accelerazione Technogym Wellness Accelerator e Fashion&Retail Accelerator, in partnership con Cisco. Le adesioni sono state centinaia, ma solo venti sono approdate ai quattro mesi di accelerazione in H-Farm, culminati nella Demo Night.

Demo Night

h-farm

La Demo Night rappresenta un’occasione importante nel percorso di crescita delle startup che hanno appena concluso il programma di accelerazione in H-Farm ed hanno l’opportunità di presentare la loro idea a potenziali investitori. Durante il percorso di accelerazione hanno lavorato duramente sul loro progetto per renderlo appetibile al mercato ed hanno potuto farlo facendo affidamento sui consigli e l’esperienza di aziende leader di settore nel panorama internazionale.

Le parole di Timothy O’Connell, direttore dei programmi di accelerazione di H-Farm, sono supportate dai numeri: nel 2015 le startup partecipanti ai programmi di accelerazione targati H-Farm hanno raccolto un totale di 3,8 milioni di euro. L’aspettativa per il 2016 è al rialzo, prevedendo investimenti per 5 milioni di euro.

Per ricevere nuova linfa per i loro business, i finalisti dei due programmi di accelerazione hanno presentato i loro migliori pitch, cercando di fare presa su investitori e business angel presenti in platea. Il microfono è passato di mano in mano e di lingua in lingua, perché i discorsi sono stati tenuti in inglese e italiano da speaker provenienti da Danimarca, Inghilterra, Italia, Olanda e Portogallo.

La serata si è conclusa con un rinfresco servito direttamente ai nove tavoli presenziati dagli startupper, pronti a ragguagliare gli interessati sulla loro business idea.

La prossima occasione che le nove startup avranno per presentare i propri progetti di business sarà il 25 ottobre all’ H-Farm Startup Day, che si terrà all’interno di SMAU Milano.

In attesa dei prossimi pitch, conosciamo meglio i nove protagonisti della Demo Night.

Wellness Accelerator Program

wellness accelerator

Fitssi: è un’app iOS che collega gli utenti a personal trainer certificati, attraverso una soluzione on-demand, social ed economica.

Train Me Flair: è il Trip Advisor per l’industria del fitness. Valuta i personal trainer sulla base della loro esperienza e del feedback degli utenti, assegnando un punteggio. I membri delle palestre possono usare il servizio per scoprire i personal trainer più adatti a loro.

Roundstay: aiuta chi viaggia a mantenersi in salute, offrendo una selezione di hotel “attivi” con servizi di fitness e benessere e dando suggerimenti su attività e prodotti per restare in forma anche quando si viaggia.

Fitsapp: offre dei piani di allenamento personalizzabili, composti da sessioni di esercizi e da brevi meditazioni guidate che migliorano le performance.

LEGGI ANCHE: Apple punta sull’Healthcare: la tecnologia al servizio della sanità

Fashion&Retail Accelerator

fashion&retail accelerator

Adzuki Mobile: offre uno strumento di raccomandazione dei prodotti basato su una sofisticata tecnologia di riconoscimento visivo.

Xensify,  è una piattaforma per negozianti che aiuta a valutare il loro livello di digitalizzazione, a imparare come sfruttare le opportunità offerte della trasformazione digitale e a identificare le azioni migliori per il loro modello di business.

Loyaly: fornisce ai brand e ai rivenditori nel settore della bellezza e della cosmetica un assistente digitale per assistere i clienti nel loro processo d’acquisto online e nei negozi e aumentare così le vendite.

Indigo: è un ssistente virtuale che rende più facile fare la spesa. Aumenta i ricavi dei supermercati, portando un maggior numero di clienti all’interno dei negozi e offrendo loro promozioni personalizzate.

InteriorBe: è una piattaforma che permette ai clienti di incontrare online i migliori interior designer a cui affidarsi per progettare e arredare casa, risparmiando tempo e denaro.