7 statistiche sui social media che devi assolutamente sapere

La grammatica dei social network è in divenire, per questo non si può mai stare ancorati a regole e convenzioni: dopo poco potrebbero cambiare. 

Per non parlare delle nuove piattaforme che nascono e delle nuove esigenze che aumentano.  Come può un marketer orientarsi in questo labirinto mutevole?

Alcune informazioni possono trasformarsi nel filo di Arianna e aiutarci a trovare la strada giusta.

7_statistiche_sui_social_media_che_devi_assolutamente_sapere

Un clic vuol dire conversione?

Iniziamo subito con un dubbio: quanto sono importanti i clic? Di sicuro il loro numero è fondamentale per capire quante persone siano interessate a un certo contenuto, questo però non vuol dire che ne fruiscano.  Purtroppo il tempo medio di permanenza su una pagina web alla quale si è fatto accesso tramite link sui social è meno di un minuto, 57 secondi.

7_statistiche_sui_social_media_che_devi_assolutamente_sapere

Puntare sulle mamme

Convinzione comune è che siano le nuove generazioni a stare incollate al proprio smartphone a studiare la vita dei coetanei. Invece non è così: sono le madri con figli sotto i cinque anni le persone più attive sui social network, sono loro che scorrono il feed e si interessano a ciò che viene condiviso.

Meglio tenerle in considerazione quando pensiamo di investire sui social network!

7_statistiche_sui_social_media_che_devi_assolutamente_sapere

Andare oltre il monitoraggio

Email, app, forum e chat: qui avviene il 69% delle condivisioni. Tutti strumenti che ogni marketer non può monitorare, ma che fanno parte integrante della vita digitale di ogni utente.

Nello sviluppo della content strategy, è quindi importante tener conto del cosidetto Dark Social (attenzione: non Dark Web!), termine coniato da Alexis C. Madrigal (senior editor di The Atlantic) per indicare tutte le attività social che sono poste al di fuori dei “radar” degli strategist. Perché ogni interazione è importante: anche quella che non si vede.

7_statistiche_sui_social_media_che_devi_assolutamente_sapere

Due ore sui social network

In media un americano passa 10 ore del suo tempo davanti allo schermo, 2 ore sono impiegate nell’uso dei social network. Può essere saggio investire in questo lasso di tempo, che corrisponde al 20% di quello che trascorrono su un device. Bisogna però creare un contenuto di valore per farlo notare tra i tanti.

7_statistiche_sui_social_media_che_devi_assolutamente_sapere

Le persone usano Facebook da mobile

Dal 2015 si è visto un aumento esponenziale nell’utilizzo dei social nelle piattaforme mobili. Questo impone ai marketer di dare la priorità all’ottimizzazione mobile, creando contenuti standard fruibili comodamente dal proprio cellulare. Oltre gli ads Facebook, anche i siti e le altre piattaforme non dovrebbero sottovalutare l’importante di essere fruibili da mobile.

7_statistiche_sui_social_media_che_devi_assolutamente_sapere
SnapChat cresce

Le visualizzazioni dei contenuti di Snapchat sono in costante aumento: dal 2015 al 2016, i loro video hanno aumentato di 3 milioni le visualizzazioni. Sono finiti i tempi in cui si credeva che Snapchat fosse una piattaforma per gli adolescenti, giorno dopo giorno questa piattaforma conquista le simpatie degli utenti con la sua unicità.

LEGGI ANCHE: Snapchat e gli over 35, Pascoli e la poetica del fanciullino

Interagire con i follower

Le persone vogliono sentirsi importanti e un brand, nel momento in cui interagisce con loro, soddisfa quest’esigenza.
Non sono solo i clienti che hanno bisogno dell’azienda, ma vale anche il contrario. Nel momento in cui questo diventa chiaro, viene automatico pensare di valorizzare qualsiasi interazione con i fan. Il brand di sicuro ne trae una crescita e l’utente si sentirà valorizzato. Dare risposte, risolvere problemi e comunicare con onestà con chi ci dà fiducia sono ottime mosse per far parlare bene del brand e creare un circolo virtuoso di feedback positivi.

Infatti il 71% delle persone che ricevono una rapida risposta da un brand, lo consiglierà positivamente ad altri.

7_statistiche_sui_social_media_che_devi_assolutamente_sapere

Condividi con noi le altre statistiche fondamentali per orientarsi nel labirinto mutevole dei social media, lasciaci un commento sulla nostra pagina Facebook!

Social Media Monitoring

Social Media Monitoring: come sapere cosa dicono di noi sul web

Il web parla di noi e molte volte questo non dipende da noi. Le conversazioni online, ovvero tutti i contenuti generati autonomamente dagli utenti, andranno a creare e amplificare la percezione e l’immagine che i nostri potenziali clienti hanno di noi. Con quali effetti?

Ecco qui che entra in gioco il monitoring ovvero quell’attività di ascolto e monitoraggio del web e dei canali social che ci permettono o dovrebbero permetterci di prevenire situazioni di crisi, analizzare le conversazioni esistenti intorno ad un brand e sopratutto prevedere e intercettare nuovi trend. Tutto fantastico. Ma come si fa?

Lo abbiamo chiesto ad Emanuela Zaccone, docente del Master Online in Digital Marketing targato Ninja Academy e soprattutto co-fondatrice di  Tok.Tv, la piattaforma Social per i fan dello Sport che conta oltre 6,5 milioni di utenti.

Emanuela Zaccone

Il web parla comunque di noi. Come possiamo scoprire cosa dicono di noi e quindi monitorare la Digital Reputation?

Esistono diversi strumenti on-line che possiamo utilizzare per questo sicuramente è una strategia di cui tener conto è che non va assolutamente trascurata. Spesso si crede che ciò che pubblichiamo on-line non sia permanente o comunque che venga dimenticato in fretta. Se però è vero che il flusso delle cose che vengono pubblicate on-line è piuttosto rapido, è altrettanto vero che il Web non dimentica: dopo anni ormai abbiamo accumulato una sorta di “enciclopedia” e storia dei momenti più rilevanti di Internet, che si tratti di meme, svolte storiche rivoluzioni raccontate in diretta sui social media.

È per questo che quando si pensa alla propria reputazione on-line bisogna senza ombra di dubbio ragionare anche sull’idea di stratificazione. La reputazione on-line è infatti il frutto delle strategie, delle attività, di ciò che è stato pubblicato nel tempo e che ha contribuito a dare di noi l’immagine che miravamo a costruire.

D’altra parte è anche il risultato di ciò che altri dicono di noi e che va monitorato, esattamente come si farebbe con un brand, per capire se e come intervenire, ma soprattutto per capire se ciò che di noi viene percepito è effettivamente coerente con la nostra persona e i nostri obiettivi.

Adobe Stock #118825401

Adobe Stock #118825401

Quanto è importante la Social Network Analysis all’interno di una Digital Strategy?

All’interno di una Digital Strategy, la Social Media Analysis rappresenta un elemento fondamentale, per essere certi da un lato di riuscire a mettere in campo delle azioni veramente efficaci e di misurare ciò che si sta facendo, e d’altra parte per capire quali sono le direzioni da intraprendere.

Com’è possibile infatti sapere qual è la strategia più corretta, come prevedere, almeno entro certi limiti,  che effetti potrebbero avere le azioni che si stanno pianificando?

Le piattaforme di Monitoring sono solo uno degli elementi di un piano di azione più ampio in cui si va dall’analisi del contesto al benchmark dei competitor, fino al supporto nella costruzione di piani di social caring.

Riveste inoltre un ruolo di rilievo la ricerca di una coerenza con le altre strategie di comunicazione e marketing del brand, rispetto alle quali la presenza sui social media rappresenta un elemento sì fondamentale ma anche complementare.

Piattaforme di analisi. Tu affermi che “Non tutte le piattaforme sono adatte a te e tu non sei adatto a tutte le piattaforme”. Come sceglierle?

Adobe Stock #70374432

Adobe Stock #70374432

È vero: non tutti gli strumenti sono adatti e probabilmente non tutti gli strumenti faranno al caso nostro. La scelta di uno strumento, infatti, non è – né deve mai essere – imposta dall’alto: non esiste lo strumento perfetto, esistono degli utilizzi che sono più o meno adatti alle attività quotidiane del Social media manager e dell’analyst, oltre che del Social media strategist che ha costante bisogno di rimanere aggiornato sull’andamento e l’efficacia delle azioni messe in campo.

La molteplicità di strumenti a disposizione potrebbe risultare tuttavia disorientante, ma la sola strada da intraprendere è quella del test: bisogna provarne diversi fino a capire quale sia il più adatto e attenzione, non è neanche detto che si tratti di un solo strumento, è anzi probabile che siano necessarie più piattaforme per raggiungere il proprio scopo.

Inoltre non va dimenticato che gran parte del lavoro e dell’efficacia di una Social media analysis è frutto del lavoro dell’analyst, che non si limita a copiare e incollare dati dai report generati dalle piattaforme, bensì – a partire e conoscendo gli obiettivi del brand – usa i dati come strumento di misurazione ma anche di azione, allo scopo di capire se e come modificare la strategia social.

Come sta cambiando l’attività di monitoring e cosa ti aspetti che accadrà nel prossimo futuro?

In effetti negli ultimi anni la Social media analysis è cambiata in modo significativo.  Quando ho iniziato, nel 2011, c’erano già numerosi strumenti a disposizione, ma la loro rilevanza nella costruzione delle strategie era decisamente inferiore (mentre trionfavano ancora le vanity metrics).

Oggi non è esagerato dire che le piattaforme di monitoring rappresentano una sorta di commodity qualcosa che tutti devono avere perché tutti ne hanno capito la rilevanza. Non è davvero pensabile svolgere attività di social media management su Facebook, Twitter, Instagram o altri canali, senza andare a misurarne l’efficacia utilizzando gli strumenti interni delle piattaforme stesse o quelli esterni offerti dei vari tool.

Adobe Stock #106755708

Adobe Stock #106755708

Nel futuro vedo una crescente centralità della Social media analysis, non solo: la capacità di leggere i dati e trasformarli in azioni potrà generare anche un vantaggio competitivo per chi decida di intraprendere questa professione.
Sono ancora ampi infatti i margini di sviluppo e la figura irrinunciabile per ogni azienda sarà nei prossimi anni quella capace di coniugare pensiero strategico e monitoring. Ma sia chiaro: si tratta di un percorso di apprendimento continuo è altamente competitivo.

Questo è quanto ci ha raccontato Emanuela Zaccone per quanto riguarda il suo settore di competenza, per scoprire tutto ciò che farà parte del suo modulo formativo non ti resta che dare uno sguardo al Master Online in Digital Marketing a cura di Ninja Academy.

Ricorda che sino al 28 settembre attraverso l’early booking puoi risparmiare 400 euro sull’acquisto!

Le campagne da cui prendere ispirazione, la Free Masterclass ora disponibile On Demand

Perché la dimensione narrativa è così importante per dare supporto e slancio all’attività di impresa?

Lo scorso 13 settembre Andrea Fontana e Daniele Orzati ci hanno mostrato alcuni casi di successo ed esempi da cui prendere spunto per diventare veri narratori di impresa ed entrare nel podio dei Corporate Storyteller di successo.

Se non sei riuscito a seguire in diretta il webinar, no panic! Da oggi è disponibile On Demand all’interno della tua sezione dedicata sul portale di Ninja Academy, quindi potrai riguardarla quante volte vuoi come se fossi in diretta.

Storytelling Masterclass

Free Masterclass On Demand, istruzioni per l’uso

Seguire e rivedere la Free Masterclass con il metodo On Demand è semplice e comodo, ti dà la possibilità, infatti, di seguirla come e quando più preferisci e dal supporto che vuoi.

La procedura per visualizzare il contenuto è la seguente: accedi a Ninja Academy ed inserisci i tuoi dati per il log-in; una volta dentro individua la Free Masterclass dal titolo “Free Masterclass – Corporate Storytelling: le campagne da cui prendere ispirazione” ed iscriviti gratuitamente, così facendo la lezione comparirà tra quelle disponibili in elenco e potrai consultarla liberamente.

Perchè seguire la Free Masterclass On Demand? Per iniziare a entrare in confidenza con il tema del Corporate Storytelling e conoscere Andrea e Daniele, i professori di questo corso Ninja Academy.

Infine ti ricordiamo che se ti iscrivi al Corso Online in Corporate Storytelling  entro il 21 settembre potrai godere della formula Early Booking al prezzo speciale di 199€ iva inclusa (anzichè 299€ iva inclusa).

Cosa stai aspettando? Iscriviti ed inzia a scrivere il racconto della tua azienda!

Il team Ninja Academy resta a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554

Knowledge for change!

BE NINJA

Sky AdSmart: la pubblicità diventa intelligente

Con AdSmart, Sky, azienda innovatrice per eccellenza nell’ambito del broadcasting televisivo, introduce in Italia il primo tipo di pubblicità televisiva targettizzata.
La logica è molto simile a quella della pubblicità online, che attraverso i cookies che registrano il comportamento degli utenti, propone a questi ultimi dei contenuti coerenti con i loro interessi.

audience-targeting

Questa piattaforma di advertising intelligente è già attiva in Gran Bretagna dal 2003, dove ha registrato un grande successo con oltre 700 campagne pubblicitarie che hanno portato benefici tangibili sull’immagine dei brand, sui differenti business di riferimento e sulle vendite.

Il meccanismo è molto semplice: la tecnologia proprietaria di cui Sky già dispone permette di differenziare le campagne pubblicitarie trasmesse per cluster, individuati in base alle informazioni fornite dai consumatori e al tipo di abbonamento, e per area geografica.

In questo modo il broadcaster può garantire agli inserzionisti che il loro messaggio non si disperda in modo diffuso, ma che arrivi a uno specifico panel di abbonati o che sia trasmesso esclusivamente nella singola area geografica dove il prodotto o il servizio viene venduto.

Con questo tipo di comunicazione capillare e targettizzata il vantaggio è per tutti e tre i soggetti coinvolti: Sky offre agli inserzionisti un servizio complessivamente migliore, riuscendo così a generare maggiori introiti attraverso la concessione dei suoi spazi pubblicitari.

L’inserzionista ottiene la garanzia di massimizzare l’efficienza e l’efficacia nella veicolazione dei suoi messaggi. Anche il consumatore, infine, sarà destinatario di comunicazioni che, almeno teoricamente, dovrebbero essere più interessanti rispetto a messaggi di tipo generalizzato.

Daniel-Ottier-Sky-Media-600x400

“Una rivoluzione per la comunicazione pubblicitaria, che unisce la personalizzazione e la misurabilità del web alla forza del mezzo televisivo, associandoli alla nostra offerta di programmi e contenuti”, afferma Daniel Ottier, il manager a capo di Sky Media, la concessionaria che si occupa di raccogliere la pubblicità televisiva sui canali Sky.

Sky Media ha raccolto un totale di 267 milioni di euro nel primo semestre del 2016, registrando così un incremento del 21,1% rispetto all’anno precedente e raggiungendo una quota pari al 13% nel mercato della pubblicità televisiva. Il fatturato di Sky Media è in continuo aumento, con un trend sempre superiore al 20% anche nel mese di luglio, soprattutto grazie alla trasmissione degli Europei di calcio.

Anche gli ascolti di tutta l’offerta del gruppo Sky, sia pay tv che in chiaro, sono aumentati del 14% da gennaio ad agosto, testimoniando un ottimo stato di salute dell’azienda e del suo prodotto. L’obiettivo di AdSmart è quindi quello di consolidare questi trend positivi, offrendo un migliore servizio agli inserzionisti, con maggiori e migliori opportunità di planning.

Il sistema di pubblicità intelligente sarà inizialmente attivo solo sui decoder di tipo “MySky”, quelli più moderni e con hard disk integrato, che coprono una fetta di consumatori pari a 3,3 milioni di persone, sul totale di 4,7 milioni di abbonati a Sky.

decoder-up

AdSmart sarà disponibile, almeno all’inizio, solo sui canali lineari e non sull’offerta on demand e funzionerà sia con la connessione internet che attraverso il satellite. Lo stesso Ottier non esclude però rapidi sviluppi anche nell’on demand, che vale oggi il 15% della raccolta pubblicitaria della pay tv di Sky Italia.

Il sistema elaborato da Sky sarà in grado di gestire contemporaneamente fino a 250 spot profilati in sostituzione del tradizionale commercial di tipo lineare.

Ottier afferma che in questo modo Sky “diventa un vero e proprio server pubblicitario dinamico, veicolando messaggi più affini ai gusti e alle preferenze degli spettatori, e permettendo agli investitori di ottimizzare i propri investimenti raggiungendo più facilmente il target”.

audience-targeting

In un’epoca come quella attuale, dove i messaggi pubblicitari di cui sono destinatari i consumatori sono molteplici e spesso ripetuti con frequenze fastidiose, la possibilità di veicolare solo le comunicazioni effettivamente interessanti per ciascun target di riferimento, risulta particolarmente apprezzata sia dai concessionari che dagli inserzionisti.

Questa pratica è infatti sempre più diffusa online ma anche offline, ad esempio con la pubblicità mirata basata sulla geolocalizzazione. La televisione non era invece ancora stata interessata da questa piccola rivoluzione, rimanendo ancorata al suo carattere di media tradizionale.

Ma come funzionerà tecnicamente? Gli spot verranno inviati ai decoder durante la notte, via satellite, insieme ai normali contenuti on demand. Durante la fruizione dei contenuti sui canali lineari, un codice nel flusso video attiverà (o meno) la campagna residente sull’hard disk del decoder.

Grazie a questo processo, Sky potrà inoltre evitare di proporre troppo frequentemente uno stesso spot al medesimo telespettatore, aumentando così il gradimento di quest’ultimo ed evitando che l’inserzionista ottenga il risultato opposto a quello desiderato.

L’investitore potrà infatti scegliere il volume di visualizzazioni e la frequenza di trasmissione sui segmenti selezionati e la campagna si potrà interrompere automaticamente al raggiungimento di tali risultati. I volumi in questione potranno essere monitorati persino su di un singolo decoder.

business-analytics

LEGGI ANCHE: “News Feed di Facebook compie 10 anni”

Al momento del lancio Sky AdSmart raggiungerà da subito circa il 50% della base degli abbonati a Sky Italia. Le prime campagne intelligenti saranno rilasciate in maniera progressiva solo su alcuni canali brandizzati Sky e saranno in seguito estesi all’offerta complessiva.

Questo nuovo tipo di pubblicità offrirà però nuove sfide per la garanzia della privacy dei consumatori. Il Garante della Privacy ha impartito alcune prescrizioni a Sky, che dovrà consentire agli abbonati di poter non aderire a questo nuovo servizio in maniera agevolata (via telecomando, mail o call center) e soprattutto dovrà informare gli utenti delle finalità del suo progetto. Sky dovrà infine garantire che la raccolta dati per la profilazione sarà effettuata in forma aggregata e non riconducibile al singolo cliente.

Con questo nuovo sistema di pubblicità intelligente Sky innova ancora una volta la televisione italiana e spinge quest’ultima ad un’ulteriore passo verso la modernizzazione.

L’importanza di un MBA per la tua carriera

Dimentica i classici bamboccioni. Ottenere una formazione qualificata è una componente fondamentale per chi vuole avere successo nel mondo del business e aspira a ruoli dirigenziali.

Hai sempre desiderato frequentare un corso di laurea ad Harvard o alla Bocconi? Una buona dose di fortuna non deve mai mancare: questo è certo. Ma decidere di iscriversi ad un master MBA rappresenta senza dubbio una scelta vincente per garantirsi una carriera lavorativa promettente.

Innanzitutto è fondamentale trovare il giusto master MBA a cui iscriversi. Scandagliare programmi di studio, docenti, opportunità di stage, costi e tanti altri parametri da considerare per la scelta migliore.

Adobe Stock #83848540

Sono passati più di 8 anni dall’inizio della crisi finanziaria che ha colpito i mercati globali e molti sostengono che il peggio sia passato, ma mai come in questo periodo nel nostro Paese sappiamo bene che gli anni di volatilità finanziaria hanno contribuito fortemente alla stagnazione del mercato del lavoro.

Sempre più spesso milioni di laureati si sentono dire: “sei poco qualificato”, “hai poca esperienza per poter lavorare da noi”. Secondo quanto riporta lo studio del Financial Times, chi ha frequentato un Master in Business Administration dopo tre anni può arrivare a guadagnare fino a 180mila dollari in 12 mesi.

Perché un MBA?

Un Master in Business Administration è la fucina ideale dove si formano i leader di domani, un titolo di specializzazione post laurea necessario per chi aspira ad ottenere alte cariche in aziende mondiali ed è alla ricerca dell’eccellenza. Iscriversi ad un MBA è un biglietto da visita interessante per tutti coloro che cercano di entrare nelle più grandi aziende del mondo.

Adobe Stock #99232705

Adobe Stock #99232705

Il profilo di un aspirante business man deve essere in grado di fornire una prospettiva globale sulle diverse questioni, sperimentare il pensiero critico ed analitico nella risoluzione dei diversi problemi, avere conoscenze specifiche nel campo della tecnologia, della finanza e dell’imprenditoria.

La classifica e i vantaggi di un MBA

Per analizzare tutte le business school del mondo potreste dare un’occhiata al Global MBA Rankings, in cui Harvard continua ad essere in cima alla lista.

Il 66% dei laureati MBA afferma di aver ottenuto un lavoro meglio retribuito o di essere riusciti a far carriera più velocemente grazie ai loro studi. Questo ed altri trend sono stati identificati in un sondaggio volontario globale di Advent Group a cui hanno partecipato oltre 2000 studenti (prospect, attuali e già con MBA) provenienti da oltre 24 paesi del mondo. Lo studio, chiamato “Trends in International Postgraduate Business Education” ha l’obiettivo di distinguere tra aspettative e realtà ponendo le stesse domande a candidati e studenti, da un lato, e laureati dall’altro.

Tra gli sbocchi lavorativi preferiti, il Marketing e la consulenza aziendale per chi è in grado di detenere una leadership ed abbia un forte spirito imprenditoriale.

Employers_Value_Masters_More_Than_Ever_AccessMasters_Pic_631x333 (1)

Sviluppare le proprie capacità manageriali e dare una svolta alla propria carriera lavorativa. Questi possono essere i vantaggi considerevoli dell’iscrizione ad un MBA. Ma non è finita qui. Raggiungere un eccellente livello di formazione è il sogno di chi vuole acquisire conoscenze da applicare alle situazioni reali legate al business e frequentare un Master in Business Administration significa molto più di questo. Significa riuscire a fare la differenza, costruire una rete di relazioni proficue tra talenti ed acquisire competenze specialistiche. Imparerete ad essere abili nel mondo del lavoro riuscendo a combinare perfettamente pratica e teoria.

In un mondo sempre più interconnesso, la capacità di lavorare efficacemente con strategie e metodi diversificati è di vitale importanza. Un MBA è l’esperienza giusta per poter aprire la propria mente, indipendentemente dal fatto che avete già lavorato o frequentato corsi di laurea.

Partecipa all’evento MBA di Roma

Spostatevi dalla vostra area di comfort. Un’occasione unica per scoprire il pianeta degli MBA arriva al MBA Event che si terrà a Roma l’8 ottobre, un appuntamento in cui gli aspiranti studenti potranno usufruire di un vantaggio considerevole: ottenere incontri one-to-one e consulenze di orientamento con gli esperti delle top business school di tutto il mondo.

Night view of the Basilica St Peter in Rome, Italy

L’evento avrà una duplice validità:

Access MBA (per chi vuole seguire un MBA), si rivolge a professionisti con almeno 3-4 anni di esperienza nel mondo del lavoro (età 27-42 anni). Registrati qui.

Access Masters Tour (per chi desidera un master internazionale), è rivolto a tutti i giovani laureati interessati a seguire un master all’estero per specializzarsi nei propri studi. Registrati qui.

Prepararsi al meglio per superare le selezioni ed apprendere come scrivere un curriculum vitae mettendo in risalto le proprie skill è ciò che ti servirà se vuoi aspirare ad entrare in un Master in Business Administration.

La partecipazione all’evento è gratuita, ma soprattutto vi verranno direttamente proposti colloqui personalizzati con le Business School selezionate.

McDonald’s, Haribo, Toyota: i migliori annunci stampa della settimana

Come rendere il lunedì mattina più dolce? Con la rubrica dei migliori annunci stampa, naturalmente! Ecco i prodotti delle menti più creative del mondo per i brand più famosi.

McDonald’s: autocomplete

McD_Core_6_Sh[1]_Page_3

Il Big Mac è più famoso del Big Bang secondo Google! La nuova campagna di McDonald’s gioca con il suggeritore dei motori di ricerca per dire quanto sono amati i suoi classici.
McD_Core_6_Sh[1]_Page_2
McD_Core_6_Sh[1]_Page_5
Client: McDonald’s
Agency: Leo Burnett London
Creative Director: Matt Lee & Pete Heyes
Photographer: Malou Burger
Producer: Hazel Corstens

Haribo: Happiness

haribo_02_aotw

Haribo esprime la sua idea di felicità con le sue caramelle. A chi non metterebbero allegria?

Advertising School: Miami Ad School, São Paulo, Brazil
Advisors: Alejandro de Castro, Alexandre Torres
Art Directors: Camilla Ciappina, Gabriela Gonzalez, Vitor Mory

Toyota: Bird’s Eye View Monitor

81803_Toyota

Il nuovo Bird’s Eye View Monitor installato sulle auto Toyota simula in modo realistico il paesaggio che circonda il veicolo, permettendo così una visione a tutto tondo e una guida più sicura.

Client: Toyota
Agency: Saatchi & Saatchi, Toronto
Country: Canada

DiaTribe: Child Obesity

81815_child_obesity_boy

Negli Stati Uniti, l’obesità infantile sta diventando una vera piaga, tanto che la fondazione DiaTribe mette in guardia i genitori: l’obesità è un ergastolo, recita lo slogan.
girl obesity

Client: DiaTribe
Agency: Area 23, USA
Country: United States of America

Viru Keskus: Pencils

81681_pencils

L’agenzia estone Age McCann ha creato questa immagine pubblicitaria per i negozi Viru Keskus, per promuovere l’Estonia Design Awards 2016.

Client: Viru Keskus
Agency: Age McCann, Estonia
Country: Estonia

LEGGI ANCHE: “Ford, Fingerprint, Transparency International: i migliori annunci stampa della settimana

Scommetto che adesso vi sentite più creativi anche voi, non è così?

7 cose che chi lavora nell’Healthcare deve conoscere sul Content Marketing

Salute e Content Marketing: come fanno ad andare a braccetto?

Spiegare a chi si occupa di Healthcare l’importanza di una content strategy non è impresa semplice; convincerlo poi su come fa la differenza in un’azienda, è una sorta di triplo salto mortale carpiato.

Dare a discipline e professionisti formati in ambito scientifico l’aiuto della dimensione umanistica è un innesto tra i più difficili, ma se portato a termine, conferisce a colui che padroneggia entrambe le forme di conoscenza una marcia in più rispetto a tutti i suoi competitor.

Abbiamo quindi deciso, in fase di presentazione del nuovo Master Online in Healthcare Marketing a cura di Ninja Academy, di illustrare 7 aspetti pratici, applicati dai content marketer, che se messi a disposizione di una figura in ambito health portano a compimento questa fusione.

#1 Dare valore alla propria competenza

I pazienti cercano in continuazione diagnosi, pareri medici, informazioni che riguardano la loro salute. Costruire un percorso narrativo che illustri al meglio la propria attività, come funzioni il corpo umano, come agiscono i farmaci, conferisce autorevolezza.

Adobe Stock #110151340

Adobe Stock #110151340

#2 Rendere più semplice essere raggiunti

Nel mare magnum di internet, rispetto a certe parole chiave sui motori di ricerca, i risultati sono dei più vari. Cosa significa questo per un’azienda? Significa avere la necessità di spiccare rispetto a tutti i concorrenti. Esistere non basta sulla rete, bisogna rendersi raggiungibili. Un content marketer questo sa farlo meglio di ogni altro.

#3 Il gated content per nuovi contatti

Molto spesso chi ha attività legate al mondo della salute basa sul passaparola la propria capacità di avere clienti. Chi opera nel Content Marketing sa bene quanto sia prezioso il do ut des formato digital: offrire contenuti esclusivi ad alto impatto per chi ha curiosità rispetto all’universo health, in cambio di email, informazioni sensibili etc. etc.

#4 Rendi tutto quello che fai condivisibile

Adobe Stock #72234846

Adobe Stock #72234846

Un buon medico sa di non dover instaurare un rapporto troppo informale coi suoi pazienti, ma questo non significa che il mondo dei social non vada toccato. Una buona strategia di Content Marketing rende possibile una presenza sulle piattaforme che avvicini colui che offre prestazioni sanitarie a chi le riceve, senza che si perda alcuna credibilità, anzi innalzandola.

#5 Mostrare la propria specializzazione

Medicina tradizionale o omeopatica, pediatria o radiologia: non tutti sanno, rivolgendosi ad un operatore sanitario, in quale campo eccelle e in cosa è specializzato. Raccontare significa anche mostrare se stessi come unici e come i maggiori esperti di quel settore.

#6 Linguaggio e dimensioni contano

Adobe Stock #87263668

Adobe Stock #87263668

Le pubblicazioni specializzate si definiscono di solito come autoreferenziali: significa che chi le scrive usa un linguaggio dedicato ai propri colleghi, ma piuttosto incomprensibile, per non parlare della grandezza dei testi prodotti. Chi ha competenze di Content Marketing riesce a produrre contenuti spendibili per tutti che attestino l’autorevolezza di un professionista.

#7 Interagire, sempre

Il contatto con chi si rivolge a te per questioni relative alla propria salute è essenziale: sono persone che per definizione sono in difficoltà e con le quali stabilire un contatto umano, prima che professionale. Il Content Marketing aiuta nel rendersi raggiungibili e nel trovare sempre il modo corretto per stabilire un rapporto di fiducia.

Questi sono solo alcuni degli aspetti nei quali il Content Marketing viene in soccorso dell’Healthcare, configurando quella disciplina nota come Healthcare Marketing. Se lavori in questo settore non potrai non riconoscere che possedere queste conoscenze può risultare decisivo nella tua professione, per cui è tempo di fare un pensiero sul Master Online in Healthcare Marketing a cura di Ninja Academy 😉

Audi, Athletic Bilbao e Xbox: epic win e fail tra strade e campi di calcio

Buon inizio di settimana, cari Ninja!

Speriamo che questo saluto da dj anni Ottanta non vi spaventi come, probabilmente, ha fatto il ritorno dalle vacanze. E mentre si ripropone il tran tran quotidiano fatto di doccia, sveglia, coda in tangenziale e overdose di caffé per sopravvivere fino al weekend, il mondo social sforna in continuazione contenuti, registrando gloriose vittorie e vergognose sconfitte. Eccovi allora una selezione di Epic Win ed Epic Fail, da “sgranocchiare”, perché no, in pausa pranzo o al coffee break.

Win

Da temuto predatori (e attrazione principale di parchi tematici) a protagonista di meme e sberleffi sul web: la parabola del Tirannosaurus Rex mostra come la fama può mutare nel tempo in modi inaspettati e poco gradevoli.

E tutto ciò a causa di minuscole braccia che, purtroppo per lui, pesano nell’immaginario collettivo più di fauci gigantesche. Ma con Audi Piloted Driving il re dei dinousari può finalmente riprendersi la scena… o per lo meno la strada. Il format del video, quello di un “racconto strappalacrime” accompagnato da un pianoforte dolce e commovente, rende il tutto ancora più ironico e irresistibile. Decine di migliaia di condivisioni non fanno che certificare un’ottima vittoria per il team social della causa atomobilistica tedesca.

 

11 settembre. Ce l'ho fatta, sono imbattibile! Finalmente ieri sera, ho catturato Dragonite, un Pokemon epico tra i piu' rari e forti del gioco!

Gepostet von Gianni Morandi am Sonntag, 11. September 2016

Se sei Gianni Morandi vincere il web è un po’ il tuo pane quotidiano. Se poi mostri al tuo popolo di Facebook di aver catturato uno dei Pokémon più rari di Pokémon Go, beh, si scatena anche un po’ di sana invidia, accompagnata dal solito sorriso che l’ostentato buonumore di Gianni provoca. Da notare il genuino entusiasmo del signor Morandi: il “social trend” di Pokémon Go sembra infatti essersi un po’ esaurito, ma ciò non imedisce al noto cantante di divertirsi ancora con i celeberrimo mostriciattoli tascabili di Game Freak. Insomma, un epic win di spontaneità e simpatia.

Fail

Non perdere la chance di provare il gioco valutato 10/10 da Game Informer: gioca a Overwatch gratis dal 9 al 12 settembre, fai una prova dell’ultimo tiratore del team e guarda tu stesso cosa ti perdi.

Gepostet von Xbox IT am Freitag, 9. September 2016

Siamo onesti: a tutti noi è capitato almeno una volta nella vita di andare su Google Traduttore o Wordreference per capire il significato di qualche parola inglese. La scaltrezza sta però nel non prendere quelle traduzioni come “oro colato” e comprendere, soprattutto, che le traduzioni letterali portano spesso a risultati imbarazzanti. Ed è proprio quello che è successo alla pagina di Xbox Italia che, per promuovere la lodevole iniziativa di far provare gratuitamente per tre giorni Overwatch, sparatutto multiplayer di Blizzard, ha creato un post che però ha mostrato una conoscenza della lingua d’Albione non proprio esemplare. È infatti palese come “tiratore del team” risulti una traduzione piuttosto maldestra di “team shooter”, ovvero uno sparatutto a squadre. Un errore quantomeno da cartellino giallo.

E a proposito di sport, il secondo epic fail di questa rassegna è tutto dell’Athletic Club, altresì conosciuto come Athletic Bilbao.

Il tweet in questione è stato pubblicato poco prima della partita di Europa League con il Sassuolo, squadra rivelazione degli ultimi anni della Serie A italiana che proprio contro la formazione spagnola ha giocato la sua prima partita ufficiale in una competizione europea di quelle che contano. Il cinguettio – o meglio il ruggito, vista la squadra – mostrava i Leoni un po’ spavaldi; un saluto sì cordiale, ma tipico di chi si sente un po’ troppo sicuro dei propri mezzi.

E infatti il campo ha poi sancito una netta vittoria per tre reti a zero della formazione italiana, con conseguenti sberleffi dei tifosi del Sassuolo e non solo. Insomma, il ruggito del leone questa volta si è rivelato essere uno sbadiglio: sconfitta in campo ed epic fail sui social a tavolino.

Un solo, piccolo, appunto. Ovviamente, nella ricerca degli epic fail, sono stati tralasciati i tanti, troppi post di personaggi più o meno famosi e testate giornalistiche circa che hanno speculato, non senza una massiccia dose di ipocrisia, la tragica scomparsa di Tiziana Cantone. Anche perché, in certi casi, alcuni epic fail è meglio lasciarli all’oblio.

News Feed di Facebook compie 10 anni

In che anno siete arrivati su Facebook? La maggior parte degli utenti è approdata su Facebook intorno al 2008, ma il social network inventato dal nostro caro Mark Zuckerberg era attivo già da qualche anno prima. Tuttavia, pochi si ricordano della piattaforma nei suoi primi anni di vita. Per più di due anni infatti Facebook è stato solo un insieme di profili: gli utenti visitavano la pagina di un amico per cercare dei dettagli e delle informazioni, ma non c’era modo di vedere gli aggiornamenti da parte di tutti gli amici o far sì che questi potessero vedere i nostri. Ad esempio, quanti like avete preso per il vostro primo cambio di foto profilo? Esatto: zero.

La storia

Un giorno poi, il 6 settembre del 2006 per l’esattezza, arrivò l’annuncio che Facebook avrebbe introdotto un flusso di informazioni e di aggiornamenti a scorrimento verticale: nacque così il News Feed o, se preferiamo, Facebook intenso come il social network vero e proprio.Per il News Feed, a dirla tutta, la vita non fu affatto facile: lo stesso Zuckerberg ricorda come molti utenti si presentarono addirittura sotto gli uffici per protestare contro l’avvento di questo nuovo sistema di Facebook.

Col senno di poi, possiamo affermare che il News Feed è ciò che ha reso Facebook il social che tutti noi conosciamo: si perché la News Feed è ciò che tutti noi controlliamo appena arrivati sulla piattaforma, prima, dopo o durante la pubblicazione dei nostri contenuti.

Grazie alla News Feed possiamo scoprire gli aggiornamenti dei nostri contatti più stretti, vederli prima di altri, e interagire con loro.

Facebook_2

Il valore del News Feed è chiaro anche a Zuckerberg, che dedica energie costanti al miglioramento della sezione notizie. All’inizio dell’anno, infatti, annunciò un cambiamento nell’argoritmo del News Feed che avrebbe dato la precedenza ai contenuti provenienti dai contatti più vicini all’utente.

Ora, in occasione del decimo compleanno, la news feed si aggiorna con una nuova funzionalità: what your friend are talking about. Si tratta di un aggiornamento che riguarda solo la piattaforma Android e che non è ancora disponibile in tutte le nazioni.

L’aggiornamento prevede nella parte alta del Feed un box in cui vengono raccolti i contenuti ancora non visualizzati postati dagli amici e dai contatti più stretti. L’obiettivo è quello di consentire agli utenti di non perdersi assolutamente nulla. Noi sappiamo bene che ovviamente dietro questo attaccamento al gossip ci sono delle strategie di marketing precise: dare la precedenza ai post degli amici più stretti significa aumentare le interazioni, il che porterà inevitabilmente all’aumento delle informazioni personali condivise. Maggiori saranno queste informazioni, più semplice sarà effettuare delle pubblicità mirate verso l’utente targetizzato.

Marketing a parte, l’avvento del News Feed è senza dubbio ciò che ha reso Facebook un vero e proprio social network: un continuo aggiornamento di notizie in verticale che ci permette di sapere ciò che sta accadendo ai nostri contatti in tempo reale, permettendoci così di interagire, di avere un feedback sulle nostre e sulle loro attività, senza perderci mai niente è un altro modo per dare una definizione di social network. Se mai qualcuno ve la chiedesse, ovviamente.

Se è vero che questo aggiornamento non ha avuto vita semplice, è anche vero che era inevitabile e necessario. Del resto, si sa: il trattamento riservato al News Feed è quello che si riserva a tutte le novità destinate a cambiare la storia.

Google-Universal-App-Campaigns

Dmexco 2016: Google introduce nuove funzioni per le pubblicità su app e video

In occasione della conferenza DMEXCO  che si è tenuta a Colonia in Germania, Google ha annunciato una versione rinnovata del suo tool Universal App Campaign e un nuovo formato video, TrueView For Action: due nuovi strumenti per gli inserzionisti che cambieranno molto le regole dell’advertising nei prossimi mesi.

Sridhar Ramaswamy, senior VP of ads and commerce di Google, ha annunciato “la prossima generazione” di Universal App Campaign affermando che è ora disponibile a livello globale per tutti gli inserzionisti attraverso Google Search, Google Play, YouTube e i “milioni di siti e applicazioni” che fanno parte della rete display di Google.

Universal App Campaign permette di concentrare la promozione di un’app solo su gruppi di utenti che compiono determinate azioni attraverso un applicazione, per esempio un acquisto. Ramaswamy ha sottolineato che la nuova versione di Universal App Campaign mira dunque a fornire specifiche attività in-app, utilizzando come esempio il caso dell’app Trivago:

Per Trivago, Universal App Campaign è stato in grado di trovare gli utenti che erano più propensi a cliccare sulle offerte di hotel in-app per prenotare una camera. Di conseguenza, il brand dedicato ai viaggi ha acquisito clienti per il 20 per cento più preziosi per la propria attività attraverso sia Android e iOS.

Si tratta di un grande cambiamento nel modo in cui Google può aiutare a far crescere il vostro business su app. Noi stiamo ascoltando, e non siamo più solo concentrati sull’installazione. Il nostro obiettivo con Universal App Campaign è quello di ottenere il coinvolgimento degli utenti e il valore per le applicazioni per cui avete lavorato duramente.

TrueView for Action

Ramaswamy  ha anche annunciato il lancio in “beta” di TrueView for Action, un prodotto video “premium” per YouTube: grazie a questo nuovo formato, gli inserzionisti potranno inserire una call-to-action all’interno di uno spot o di un promo. Il formato è pensato soprattutto per gli e-commerce e per quei video che devono spingere soprattutto all’acquisto.

YouTube-TrueView-for-Action-Mazda

La versione beta di TrueView for Action sarà disponibile entro fine anno.