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Allo, il nuovo messenger di Google, tra privacy e risposta intelligente

La settimana scorsa è stata rilasciata Allo, l’app mobile di instant messaging sviluppata da Google per Android e iOs che supporterà Google Assistant (un aggiornamento di Google Now) dotato della tecnologia di apprendimento automatico. L’app “impara nel corso del tempo” per rendere le conversazioni più facili e anche più utili per gli utenti.

Allo come i suoi cugini WhatsApp e Telegram, è basato sui nostri contatti telefonici e ci permetterà di comunicare in maniera ancora più veloce ed efficace grazie ad alcune funzioni davvero interessanti.

La risposta “intelligente”

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La funzione “Smart Replies” di Allo utilizza la tecnologia di apprendimento automatico di Google per suggerire una risposta all’ultimo messaggio ricevuto. che può essere selezionata tra un paio di opzioni. La funzione è anche quella di analizzare le immagini inviate all’utente al fine di suggerire le risposte.

Modalità “incognito”

La modalità di navigazione in incognito è una modalità opzionale (e approfondiremo a breve l’argomento) che include le chat in scadenza, notifiche private, e end-to-end di crittografia. La crittografia utilizza il protocollo Signal del sistema aperto Whisper.

Whisper Shout

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La caratteristica Whisper Shout, aiuta a superare uno dei maggiori problemi della comunicazione tramite messaggi: l’essere fraintesi. Whisper Shout, infatti, consente all’utente di aumentare o diminuire la dimensione del carattere in modo da riprodurre il tono della conversazione.
Finalmente, non passeremo più serate intere a spiegare che il nostro Sì era entusiasta e non sarcastico.

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Allo e la privacy

Anche se rilasciato da pochi giorni, Allo già sta facendo parlare di sé, purtroppo non per le sue caratteristiche ma per la gestione della privacy.

Pare infatti che Allo memorizzi tutti i messaggi non in incognito per default, un chiaro cambiamento da parte di Google che aveva dichiarato che l’archiviazione dei messaggi sarebbe stata transitoria. Le registrazioni sono invece, memorizzate finché l’utente non le elimini attivamente, dando, perciò, a Google accesso ad una quantità enorme di conversazioni in app.

Gli utenti possono però evitare la memorizzazione, utilizzando la modalità Incognito di Allo, che utilizza la crittografia end-to-end criptata.

Secondo Google, il cambiamento è stato fatto per migliorare la funzione di risposta intelligente di Allo, che genera risposte suggerite in base alla conversazione. Come la maggior parte dei sistemi di apprendimento automatico, le risposte intelligenti funzionano meglio con un maggior numero di dati. Mentre il team Allo testava questa funzione, ha deciso che al fine di incrementare le prestazioni valeva la pena di rinunciare ai benefici sulla privacy dei stoccaggio transitorio.

La decisione avrà anche conseguenze significative riguardo l’accesso delle “Autorità” ai messaggi Allo. Per impostazione predefinita, i messaggi saranno ora accessibili in caso di richieste legittime, similmente a Gmail e ai dati relativi alla localizzazione raccolti da Android.

I messaggi potrebbero non essere memorizzati se l’utente li aveva precedentemente eliminati o se le conversazioni si sono svolte in modalità in incognito, ma nella maggior parte dei casi, saranno disponibili ai logaritmi di Google. Questo lascia il colosso della tecnologia un po’ più al sicuro soprattutto pensando a quello successo ad Apple a causa degli eventi di San Bernardino.

La proverete lo stesso nonostante questi dubbi sulla privacy, darete una chance a questa nuova App? Se decidete per il sì, allora non ci resta che suggerire il download a tutti i nostri contatti per poterla provare in tutte le sue sfaccettature.

Scriveteci nei commenti tutte le vostre prime impressioni, i vostri dubbi, i punti deboli e le cose che vi piacciono di più.

 

 

 

Cosa hanno risposto i creativi all’appello della Lorenzin

Lo scorso venerdì Beatrice Lorenzin, ministra della Salute del governo Renzi, è stata protagonista di un faccia a faccia sul Fertility Day durante la trasmissione Otto e Mezzo, condotta da Lilly Gruber.

Oltre ad aver analizzato i punti dolenti della campagna, la Lorenzin ha fatto un appello ad Annamaria Testa e agli altri creativi, invitandoli a trovare una nuova denominazione per la giornata,“possibilmente a titolo gratuito”.

Le repliche non sono tardate ad arrivare, di seguito gli interventi più interessanti:

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Paolo Iabichino – Chief Creative Officer Group Ogilvy & Mather Italy – ha commentato così su Medium.

[…]So che le è difficile credermi perché i suoi precedenti con i miei colleghi che l’hanno aiutata nel mettere a punto la comunicazione del Fertility Day non brillano per professionalità, ma ci tenevo a informarla che quello del creativo è un mestiere a tutti gli effetti. E come tale dovrebbe essere riconosciuto anche in termini economici. Immagino che questa affermazione possa risultare bizzarra, in fondo ce la mettiamo tutta per far sembrare il contrario. Perché molti di noi hanno scelto un mestiere che diverte. Che ci permette di giocare. Di non prenderci troppo sul serio. Di vestirci come cretini e di legittimare la mondanità come impegno di lavoro. Ma lavoriamo anche. Lavoriamo tanto e duramente per confezionare quei messaggi di marca che in qualche modo partecipano ai racconti economici e sociali che appartengono alla collettività.[…] Leggi l’articolo integrale qui

LEGGI ANCHE Cosa pensano i pubblicitari italiani della campagna #FertilityDay

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Vicky GittoPresidente ADCI e Chairman & Chief Creative Officer di Young&Rubicam/Vml Italy Global Creative Board Member – interviene invece con un’intervista su La Stampa:

[…]Invito il ministro a sedersi attorno a un tavolo con noi. Potremo spiegare a lei ai suoi collaboratori cos’è un brief e quali sono i tempi e i modi per una corretta realizzazione di una compagna efficace. Spiegare come si sviluppa un progetto e valutare il risultato finale. Dare assistenza, insomma. Poi, però, chi la campagna la realizza deve essere pagato. Qui hanno fatto un errore dopo l’altro e anche dire che il fatto che se ne parli è un risultato è un altro errore. Forse poteva essere così tempo fa, quando era difficile ottenere visibilità, ma non certo oggi. […] Leggi l’articolo integrale qui

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Alfredo Accatino – Chief Creative Officer & Partner Filmmaster Events – lancia l’hashtag #lorenzindimettiti su L’Huffington Post:

[…]Infatti lei (riferito al ministro), come troppi, non crede che la creatività e le strategie di comunicazione siano un mestiere, al pari di un meccanico o di un ortopedico. Nessuno chiederebbe a un ortopedico di operarsi al menisco a titolo gratuito. O non chiederebbe di farlo al meccanico, anche se potrebbero esserci punti in comune. Ma non lo chiederebbe neanche a un oculista, anche se sono entrambi medici.

I “creativi” non sono tipetti stravaganti che lanciano “urletti”. Sono professionisti, spesso giovani, spesso a partita Iva, che hanno studiato per fare questa professione, anche se ora molti di loro, proprio per questa superficialità e disattenzione, non riescono ad arrivare alla fine del mese e trovano offensivo leggere la retribuzione di una persona non qualificata. […]  Leggi l’articolo integrale qui

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Annamaria Testa risponde all’appello della Lorenzin indicando “10 punti per una comunicazione efficace” su Internazionale.

I migliori podcast per gli appassionati di content marketing

I podcast, questi conosciuti. In voga agli inizi degli anni Duemila (il termine iPod è dovuto proprio a loro) hanno col tempo perso di rilevanza, fino a rivivere una nuova giovinezza negli ultimi anni. Non a caso alcuni esperti considerano il podcasting una delle leve su cui i content marketer dovrebbero insistere in questo 2016 in corso.

Ottimi per sviluppare il proprio personal branding (o l’autorevolezza del tuo brand) e dai costi di produzione piuttosto contenuti, i podcast hanno anche un ottimo potenziale dal punto di vista dell’advertising: inserire dei brevi messaggi promozionali è semplicissimo e non c’è AdBlock che tenga.

Grazie alla sempre maggior diffusione di smartphone e web radio, la possibilità di continuare l’ascolto magari iniziato prima in auto delle proprie trasmissioni radiofoniche è sempre più gradita; lo sviluppo dei contenuti web, inoltre, ha creato un intero universo, parallelo a quello delle tradizionali emittenti radiofoniche, di trasmissioni disponibili unicamente via podcast sugli argomenti più disparati, dai videogame all’intrattenimento leggero, passando per vere e proprie lezioni di lingue straniere o nozioni di economia alla portata di tutti.

 

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I podcast sono comodi perché è possibile ascoltarli dove vuoi, grazie agli smartphone che abbiamo sempre in tasca: mentre si fa jogging, durante una pausa pranzo all’aperto o mentre si stirano le camicie, magari interrompendo per un impegno per poi riprendere una volta più liberi. Grazie all’app di sistema di iPhone o alle tante alternative presente su Play Store di Google (Pocket Casts è caldamente consigliata) è possibile abbonarsi ai podcast che preferite, per riscoprire vecchie puntate o non perdere nessun aggiornamento sugli argomenti e canali che più vi interessano: il bello dei podcast è, a differenza della radio, è proprio la possibilità di non essere vincolato alle più rigide strutture e orari dei palinsesti tradizionali.

Proprio per questo, i podcast si prestano sia per pause all’insegna del relax che per una più “produttiva” sessione rapida di aggiornamento su temi inerenti alla vostra professione. Per questo noi di Ninja Marketing vi consigliamo alcuni dei migliori podcast con il quale affinare le vostre tecniche di web e social media marketing; alcuni di questi saranno in lingua inglese ma, ehi, ciò non dovrebbe essere un gran problema per navigati ninja come voi! Iindossate le cuffiette e… buon ascolto!

 

Marketing Over Coffee (in inglese)

Venti minuti sono più che sufficienti se sai esporre i tuoi argomenti con chiarezza e competenza: questa è la ricetta di Marketing Over Coffee, podcast dedicato al mondo dell’online marketing (quindi social, SEO e SEM) senza però tralasciare di tanto in tanto suggerimenti e spunti innovativi sul mondo del buon vecchio advertising offline. I due host dello spettacolo, John J. Wall e  Christoper S. Penn registrano la trasmissione ogni giovedì mattina presso una caffetteria: ciò regala allo show una piacevole aura di convivialità che però non preclude la professionalità e la competenza di come vengono presentati i temi.

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Il Bernoccolo del Content (in italiano)

Di durata variabile, ma che raramente sfora i trenta minuti, è Il Bernoccolo Del Content, condotto da Andrea Ciulu e Pasquale Borriello. Ricco di interessanti spunti di discussione e pareri, è dedicato al mondo del Content Marketing e ai temi più scottanti e attuali del mondo dei social network. È aggiornato settimanalmente, così da consentire un piacevole appuntamento fisso da incastrare tra i mille impegni personali e lavorativi.

 

Content Marketing Italia (in italiano)

Aggiornato con minor frequenza, ma non per questo necessariamente meno interessante, è il podcast di Content Marketing Italia il cui conduttore e ideatore, Alessio Beltrami, si fa spesso affiancare da autorevoli ospiti per discutere di best practice, canali e suggerimenti sul sempre mutevole – e a volte sfuggente – mondo del web marketing. La durata degli appuntamenti è variabile, oscillando tra i venti e quarantacinque minuti: poco male, ricordatevi sempre infatti che è possibile interrompere un podcast per poi riprendere esattamente da dove ci si era lasciati, un po’ come una puntata di un telefilm su Netflix!

Social Pros (in inglese)

Jay Bear e i suoi co-conduttori propongono un approccio diverso rispetto agli altri podcast prima riportati: invece di proporre semplicemente le loro idee, preferiscono far parlare i professionisti del mondo del marketing digitale, che siano esponenti di agenzie di spicco o manager in forza ai più noti brand del pianeta. Aggiornato settimanalmente, Social Pros è una continua fonte di ispirazione per chi, come molti noi ninja, magari sogna proprio di essere su una di quelle poltrone e lavora duramente per realizzare i propri desideri professionali. Come si suol dire… bisogna imparare dai migliori!

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This American Life e American Hero

All’apparenza i due podcast sono diversissimi tra loro. Le puntate del primo possono essere lunghette mentre il secondo propone brevissimi episodi. This American Life parla di storie di vita quotidiana degli Stati Uniti mentre il secondo si concentra su figure, celebri o meno, della storia dello sport a stelle e strisce. Il primo è una delle più longeve trasmissioni radiofoniche mentre il secondo è una serie ormai conclusa andata in onda su Radio Deejay. This American Life è prevedibilmente in lingua inglese mentre i testi di American Hero sono nella lingua che fu di Dante. Eppure  non mancano i punti di contatto: i conduttori, Ira Glass e Flavio Tranquillo, sono amatissimi da i loro seguaci per la competenza e il trasporto con cui sanno trascinare i loro ascoltatori lungo un percorso memorabile. Ed è proprio questa capacità che può essere di utilissima ispirazione per tutti i marketer all’ascolto: quella che riesce a farti appassionare a storie apparentemente lontane, di argomenti o storie che magari all’inizio sembrano non interessarti ma che sono raccontati così bene che resti incantato fino alla fine del racconto. È quella capacità che risponde a quella parolina magica tanto cara ai content marketer: storytelling. E sia This American Life che America Hero sono lampanti esempi di cui come, a volte, l’intreccio è più importante della trama. Più che podcast, delle piccole ma grandi lezioni di copywriting e scrittura creativa per chi sa che nel mondo moderno, senza la capacità di saper raccontare e coinvolgere il proprio pubblico, anche il più grande dei brand finisce per diventare un urlatore nel deserto.

Questi sono solo alcuni dei podcast più utili per digital e content marketer alla lettura. Non fateci mancare ovviamente suggerimenti sui vostri canali preferiti!

PrestaShop Day: Il business model dei giganti eCommerce a portata di mano

Fare eCommerce significa farlo bene e, di norma, i grandi player come Amazon, Alibaba, eBay, Airbnb sembrano totem intoccabili.

Per chi vuole lanciarsi in un’attività online quei business model sembrano inapplicabili nonostante siano vincenti. In più vi è il costante scontro con la burocrazia italiana che disincentiva tutti coloro i quali hanno un’idea di impresa ma si sentono mortificati dal contesto nazionale.

Replicare l’organizzazione di grandi realtà è invece possibile e Pietro Bonomo, eCommerce consultant e titolare di Viraloctopus.com, lo spiegherà nel suo workshop targato Ninja Academy al prossimo PrestaShop Day in programma il 29 settembre a Milano.

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Grandi modelli su piccole imprese, come si vince la sfida dell’eCommerce

Pietro Bonomo è uno dei pionieri dell’eCommerce in Italia e gran parte del suo intervento sarà votato all’analisi delle grandi aziende che producono risultati nel campo delle vendite online e di come il modus operandi che seguono non sia legato solo e soltanto ai finanziamenti che hanno ricevuto ed una buona dose di fortuna.

La capacità che hanno avuto di prendere un qualcosa di vecchio e trasformarlo in qualcosa di nuovo è un elemento replicabile nel momento in cui il modello di business viene riconosciuto ed adattato al contesto nel quale ognuno di noi opera.

Pietro fornirà gli strumenti coi quali capire qual è il business model corretto da applicare alla propria attività, sfruttando l’essere un piccolo player come un vantaggio per intercettare i clienti evitando di essere oscurati dai giganti che hanno già reso saturi i mercati in cui lavorano.

Nello specifico illustrerà modelli aziendali di successo come Stripe Atlas, una piattaforma che ti consente di aprire una società in Delaware ed un conto in banca alla Silicon Valley Bank con una semplicità disarmante ed un costo fisso di circa 500 USD, il tutto senza mai andare negli Stati Uniti.

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Tax & Legal: come superare la barriera legale/illegale

Nel workshop di Pietro ci sarà ampio spazio anche per Alessandro Palombo, avvocato e co-founder di Lex&go, il quale invece si occuperà di tutto ciò che concerne il sistema di tassazione nell’universo eCommerce e come costruire attività che non siano in contrasto con la legislazione italiana ma che allo stesso tempo possano intercettare tutte le agevolazioni in giro per il mondo che ci consente la rivoluzione digitale.

Il senso dell’intervento di Alessandro sarà tutto legato al concetto di “come muoversi” nel momento in cui si costruisce un’impresa affinché si possano porre in essere rapporti giuridici corretti che garantiscano i migliori risultati per il business online che si ha in mente.

Un how-to in cui analizzare case study e realizzare una check-list di tutte le aree di interesse fiscale per l’azienda.

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PrestaShop Day: il 29 settembre è dietro l’angolo

Ti abbiamo fornito alcune pillole di quello che sarà il Workshop di Pietro dal titolo “eCommerce Strategy: come vincere le onde” previsto durante la prima fase di incontri dalle 12.00 alle 13.00 del 29 settembre.

Ti ricordiamo che in calendario sono previsti, tra gli altri,  gli interventi di:

  • Riccardo Mangiaracina, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c, interverrà in qualità di speaker tracciando una retrospettiva del 2016 e anticipando i trend in ambito e-commerce.
  • Armando Garosci, Responsabile Sviluppo progetti editoriali di Largo Consumo, modererà la tavola rotonda dedicata ai fattori di successo dell’ecommerce (Technology, Payment, Shipping…..) che vedrà confrontarsi i principali player dell’e-commerce.
  • Sebastien Levallaint, Director of Product Management di PrestaShop, terrà un workshop dedicato alla nuova versione 1.7 di PrestaShop.

Per poter assistere in diretta al suo panel e gli altri numerosi interventi previsti, recati sul sito ufficiale della manifestazione e prenota il tuo ingresso, ti ricordiamo che sono ancora disponibili degli ingressi in early bird a 15 euro.

YouTube diventa community: cosa cambia?

Il chiacchiericcio estivo nel mondo degli addetti ai lavori c’era già stato, ma ecco che all’improvviso tutti quelli che sembravano solo “rumor” hanno trovato una conferma: Youtube ha lanciato un social network tutto suo.
La piattaforma più famosa al mondo per la condivisione di video, con il nuovo servizio Youtube Community, doterà i creatori di contenuti di un nuovo strumento attraverso il quale potranno aumentare l’engagement nei confronti dei loro Follower.

Come funziona Community

Ma andiamo per ordine: erano mesi che ormai Youtube aveva lanciato il servizio in closed beta solo attraverso alcuni creators, in modo tale da riuscire a ricevere tutto il feedback necessario a lanciare un prodotto solido,  fino ai giorni scorsi, dove il servizio è stato lanciato ad un pubblico più ampio di Youtuber.
Ma come funziona in soldoni questa nuova feature? Semplicissimo: l’accesso al canale sarà garantito dalla nuova sezione “Community” nella tab del canale scelto.

Da qui i Creator potranno interagire direttamente con i loro Follower, postando  contenuti non solo testuali ma anche mutimediali come GIF, immagini, video di backstage e chi più ne ha più ne metta, contenuti che appariranno nel feed delle “Subscription” e ai quali gli utenti potranno mettere i pollicioni in su o in giù e commentare (proprio come nei video).
Potete provare la nuova feature sui canali di alcuni youtuber che hanno già la feature attiva come: John & Hank GreenAsapSCIENCEThe Game TheoristsKarminThe Key of AwesomeThe KloonsLilly SinghPeter HollensRosianna Halse RojasSam TsuiThreadbanger, e Vsauce3.
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I possibili scenari

Ma quali saranno le peculiarità d’utilizzo della piattaforma?
Ad esempio John & Hank Green, i vlogbrothers’ sul loro canale, hanno comunicato che utilizzeranno la nuova feature per condividere con i follower i dietro alle quinte, informazioni sui loro eventi, sulla loro vita e così via.

Community potrebbe risultare la svolta per il lato social di Google, perché permette effettivamente agli youtuber di tenere in piedi un mini-social network indipendente sui loro canali, evitando così di far spostare il traffico generato dai loro follower su altri social network, soprattutto dopo la disastrosa prova di integrazione di “Google +” , il competitor di Facebook made in Google, all’interno di YouTube.

La nascita di Community quindi potrebbe finalmente dare alla compagnia lo strumento adatto a generare quelle interazioni con gli utenti tanto cercate e desiderate. Per ora, la data di lancio ufficiale non è ancora stata comunicata: YouTube si è limitato a confermare che la feature rimarrà in testing per tutto il tempo necessario a risolvere i bug e a implementare nuove funzionalità.

Che sia una nuova svolta nel mondo ormai illmitato dei social network? Staremo a vedere.

Dibattito Clinton Trump: chi ha vinto e cosa hanno detto?

Era atteso da mesi e ieri notte, alle 3.00 per i cittadini italiani, si è tenuto il primo confronto televisivo tra Hillary Clinton, candidata per il Partito Democratico, e Donald Trump, il tycoon vincitore a sorpresa delle primarie del Partito Repubblicano.

L’incrocio dei guantoni, degno dello scontro tra Rocky Balboa e Ivan Drago. Il dibattito Clinton Trump assume toni e sfumature epiche.

A metà tra informazione e show business, l’incontro/scontro tra Clinton e Trump risuona mitologico: in diretta dalla Hofstra University di New York, sugli schermi della CNN, l’olimpo della politica USA è in tutte le nostre case.

Dimentica Leonida che prende a calci l’emissario persiano, negli USA uno scontro in prima serata è uno sforzo tale da intimidire muscolosi gladiatori e ferini leoni da tastiera.

Dibattito Clinton Trump, scontro in tv

Dibattito Clinton Trump, scontro in tv

TGSky24, che ha trasmesso l’evento in diretta in Italia, lo considera il primo vero dibattito presidenziale americano in tv dopo quello tra tra John F. Kennedy e Richard Nixon.

D’altra parte, non sono donne affascinanti e personaggi carismatici e discutibili, gli eroi delle storie del mito e delle serie tv che seguiamo con tanta passione?

Il sito della CNN ha titolato: Clinton spinge Trump in difesa al primo dibattito.

Che al candidato repubblicano bastassero le proprie parole per smentirsi, è opinione diffusa nello staff della Clinton, candidata dei democratici.

Deve essere per questo che una sezione apposita del sito realizzato per la campagna dell ex first lady è dedicata alle dichiarazioni del rivale: Literally Tump.

Cosa hanno detto Clinton e Trump stanotte?

Come nelle partite importanti di soccer (football o calcio per noi europei), il rischio dell’italianissimo catenaccio era alto.

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Nel dibattito Clinton Trump, l’imprenditore americano è rimasto sulla difensiva

Cosa hanno detto invece i candidati? I due punti di vantaggio attribuiti a Hillary Clinton non erano particolarmente affidabili, su un campione di voti così alto.

Linguaggio del corpo, capacità di coinvolgere e tanto, tanto lavoro dei tecnici per individuare i temi giusti da investire utilizzando il piglio giusto.

Hillary più posata, Donald più istintivo, come ci si aspettava.

Lo scontro è stato cruento: chi si aspettava un pic nic tra amici è rimasto deluso.

Scontro in tv Clinton Trump: ha vinto Hillary

Uno spettacolo di un’ora e mezza, faccia a faccia con 100 milioni di spettatori sulla CNN.

Quasi tutti i commentatori sono concordi: Hillary Clinton si è aggiudicata il primo round di questo scontro televisivo.

Probabilmente, nel dibattito Clinton Trump su tasse, lavoro e immigrazione, entrambi i contendenti hanno coustodito gelosamente i proprio assi nella manica, per calarli quando il piatto sarà più invitante.

Cosa dicono invece i sondaggi?

I risultati non sono netti e i candidati appaiono sempre più vicini, nella corsa al Campidoglio.

Per nulla a disagio con gli studi televisivi, Trump scivola su un atteggiamento forzatamente presidenziale, male accostato al suo temperamento burrascoso: “Hillary non ha la tempra per essere Presidente“, ha detto Trump alla Clinton, che rincorre continuamente una affermazione di capacità.

A lei tocca dimostrare di poter fare meglio e più dell’arcinoto marito Bill, tra email fuori posto e problemi di salute fisica.

dibattito Clinton Trump (3)-min

Lui la apostrofa segretaria (del marito Bill Clinton), lei lo chiama Donald, cosa che lo infastidisce. Lo scontro non si è fatto attendere, con Trump all’attacco diretto su temi quali Isis e immigrazione clandestina e Clinton concentrata sui programmi e sui contenuti.

Trump ha accusato e contestato, però mai in modo eccessivo: ha sfoderato un comportamento contenuto, non interrompendo l’avversaria e rispettando i tempi. Complice l’importanza della situazione, potremmo aver avuto un assaggio di come potrebbe essere il Presidente Trump.

 

100 milioni di persone hanno seguito il dibattito Clinton Trump

100 milioni di persone che ne ascoltano due. E questa stima esclude lo streaming e i feed dei social network. Clinton vs. Trump. Questo evento è stato definito i super bowl della politica.

I due punti percentuali di vantaggio sul candidato repubblicano Donald Trump, potrebbero non bastare alla signora Clinton per conquistare la Casa Bianca.

Le fasi preliminari dell’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America sono un evento di interesse rilevante per chiunque.

Siamo abbastanza informati, aggiornati, connessi e iper-connessi per valutare le decisioni dei capi del mondo.

Trump Clinton, anche guerra di gossip

Una scappatella può condizionare il futuro della politica internazionale? Le minacce di ricorrere alle strategie più squallide non sono state confermate dai fatti. Per fortuna.

Che Donald Trump avesse riservato un certo numero di posti in prima fila per alcune delle amanti di Bill Clinton, per un po’ è stata una notizia e poi una bufala, come la storia della presenza in platea di Mark Cuban, storico rivale di Trump.

Altra curiosità dai significati importanti: il sito dedicato alla campagna presidenziale di Hillary Clinton presenta anche la versione in lingua spagnola. “No podemos arriesgar una presidencia de Donald Trump” recita il pop up bene in evidenza.

Global WINConference: bellezza, connessioni e fiducia per un futuro al femminile

La prossima Global WINConference si svolgerà a Roma dal 28 settembre all’1 ottobre, presso l’Ergife Palace Hotel e sarà la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a inaugurare il più grande forum europeo dedicato alla leadership e al networking femminile promosso da WIN, Women’s International networking, quest’anno alla sua 19esima edizione.

Un segnale forte per un aspetto della realtà italiana ancora troppo legato allo stereotipo di leadership maschile, come la stessa prima sindaco donna della capitale ha voluto sottolineare nella sua prima conferenza stampa, parlando di “un momento storico fondamentale in un momento in cui le pari opportunità in Italia sono una chimera”.

Solo una delle rappresentanti dell’ondata di leader donna emergenti in Italia e nel mondo, insieme alla nuova premier inglese Theresa May, alla Cancelliera Angela Merkel, alla premier norvegese Erna Solberg, a quella polacca Beata Szydło, a cui si aggiungono le leader sudamericane come Michelle Bachelet presidente del Cile, e le leader africane come Ellen Johnson Sirleaf presidente della Liberia.

A tutte le leader in carica si aggiunge, naturalmente, la candidatura democratica di Hillary Clinton alla Casa Bianca, prima donna nella storia.

Global WINConference, perché in Italia?

Global WINConference bellezza, connessioni e fiducia per un futuro al femminile

Sebbene l’Italia si collochi all’avanguardia per la legge sulle quote rosa nei Cda delle società private e pubbliche, c’è molta strada da fare per raggiungere una parità tra i sessi come registra il World economic forum nel suo ultimo rapporto sul Gender Gap.

Il Paese si colloca, infatti, al 111° posto su 145. Le italiane lavorano poco e fanno pochi figli, in una tendenza confermata perfino dagli ultimi dati Istat:

“I divari di genere continuano ad ampliarsi a vantaggio degli uomini: la crescita del tasso di occupazione maschile è più marcata (+1,6 punti rispetto a +1,1 punti) e il tasso di disoccupazione diminuisce per gli uomini mentre rimane stabile per le donne”.

Un dato su tutti, per comprendere meglio il divario esistente all’interno della stessa Europa: mentre in Norvegia è il 73% delle donne a lavorare, in Italia lavora appena il 47%.  Così in Norvegia l’apporto delle donne che lavorano al PIL nazionale è superiore perfino a quello dell’industria del gas.

LEGGI ANCHE: Look da Silicon Valley: cosa mettono nell’armadio i CEO più famosi?

Bellezza, connessioni e fiducia, così si fa leadership al femminile

Global WINConference bellezza, connessioni e fiducia per un futuro al femminile

WIN con la sua conferenza annuale Global WINConference valorizza la leadership femminile e le aziende che promuovono la diversity e aiuta le donne a mettere a fuoco le sfide che si trovano ad affrontare nel mondo del lavoro, in famiglia, nella società.

Il tema di quest’anno, Leading the way, with beauty, connection and confidence, sottolinea la necessità di includere caratteristiche tradizionalmente femminili come l’empatia, la cooperazione, l’intuizione, negli ambienti di lavoro affinché le donne non debbano aderire necessariamente a un modello di successo al maschile.

Durante la conferenza si parlerà di best practice di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, di nuovi trend di mercato, di come acquisire qualità da leader e di come costruire un efficace networking.

Sono attesi circa 700 partecipanti, di cui il 93% donne, tra manager e top manager di multinazionali, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle ONG e libere professioniste.

Ad aprire la conferenza sarà Kristin Engvig, fondatrice di WIN e Global WINConference: norvegese, ha un figlio e negli ultimi venti anni si è dedicata a promuovere le pari opportunità negli ambienti di lavoro, incoraggiando le donne a esprimere sé stesse e le aziende ad abbracciare la diversità, aumentando il numero di figure femminili ai livelli apicali.

Buy Wedding in Italy: le nuove frontiere del Destination Wedding alla Fiera di Bologna

Da oramai qualche anno nel settore dell’organizzazione eventi si è fatta strada la figura del wedding planner.

Parliamo di una professione che si occupa di quello che potremmo ingenuamente definire un settore di nicchia legato ad una sola tipologia d’evento, ovvero il matrimonio, ma che in realtà racchiude in sé competenze e conoscenze che sono pari a quelle di un manager che cura eventi di ogni tipo e che su di sé accoglie il compito oneroso di confezionare un’esperienza unica per i suoi clienti.

È con questo approccio che Valerio Schonfeld, responsabile Circuito Si Sposa e titolare di Bussola Eventi, ha ideato e patrocinato Buy Wedding in Italy, una manifestazione che avrà luogo il 15 e 16 ottobre prossimi alla Fiera di Bologna, concepita per far acquisire un approccio tecnico ed una formazione adeguata che permetta, al professionista ed all’imprenditore wedding, di inserirsi al meglio in questo business.

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Il Destination Wedding come opportunità industriale

È del tutto evidente come l’evento matrimonio è da intendersi come il climax di un vero e proprio percorso di produzione che ha in sé tutti gli elementi di un processo industriale.

Location, fornitori, indotto, catering, spostamenti, chi si occupa di wedding sa che dovrà coordinare più attività affinché si compenetrino l’una nell’altra. All’interno della rivoluzione digitale questi aspetti hanno trovato un nuovo slancio per tutti i merchant di categoria che, come in ogni altro settore dell’economia, hanno visto moltiplicarsi a dismisura i mercati.

Credits: centrostudituristicifirenze.it

Credits: centrostudituristicifirenze.it

Da questo punto di vista l’Italia sta diventando epicentro di nuova fonte di interesse visto che alcuni dei punti chiave che contraddistinguono un buon matrimonio sono punti di forza del nostro paese, dalla bellezza delle location passando per la cucina mediterranea, le biodiversità e la pluralità di approccio culturale all’evento etc. etc.

Si può tranquillamente affermare come l’organizzazione di un matrimonio in Italia abbia addirittura creato un mercato che si lega a doppia mandata con il marketing turistico, facendo del Bel Paese una destinazione privilegiata.

Sempre il Centro degli studi turistici di Firenze, nel suo paper relativo al 2015 offre questi dati rispetto agli introiti generati nel nostro paese:

La regione più ambita è la Toscana, che ha intercettato il 32,1% del mercato, con un fatturato stimato di 122,7 mln di euro. A seguire sono la Lombardia, (15,8%), con un fatturato di 59,3 mln di euro, la Campania (14,4%) con un fatturato di 52,7 mln di euro, il Veneto (7,9%) con un fatturato di 29,2 mln di euro, e infine il Lazio, (7,3%) con 30,8 mln di euro di fatturato.

Da notare come negli ultimi anni anche altre regioni hanno iniziato a registrare una crescita significativa, come Umbria, Puglia e Sicilia: in particolare la Puglia è richiesta per eventi con elevato numero di invitati nelle tipiche masserie, mentre la Sicilia per Luxury Hotels e Relais di destinazioni esclusive, quali Taormina e isole degli arcipelaghi.

Questo nuovo filone di business viene definito come Destination Wedding: ovvero l’organizzazione di matrimoni in un paese estero all’interno dei quali ogni aspetto dell’evento viene tarato sulle esigenze dei clienti e bilanciato in relazione alla destinazione nella quale avrà luogo.

L’esplosione dell’attività ha portato con sé però anche la necessità di creare punti di contatto all’interno dei quali tutti gli operatori del settore possano fare networking e contribuire alla crescita del mercato ed alla sua industrializzazione di sistema.

15 e 16 ottobre: Buy Wedding in Italy alla Fiera di Bologna

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L’evento legato al Destination Wedding è destinato quindi ad accogliere i maggiori esperti del settore che, nella due giorni, si alterneranno in una serie di seminari volti all’acquisizione di nuove competenze per tutti coloro che già lavorano nel settore o vogliono inserirsi ed aspettavano un contesto all’interno del quale porre in essere relazioni.

Bianca Trusiani, ambasciatrice del Destination Wedding in Italia e coordinatrice della commissione tecnica del Buy Wedding in Italy ha così sintetizzato il senso della rassegna:

“È necessario sensibilizzare i territori, le istituzioni, gli enti locali ed ovviamente tutti gli operatori del wedding e del travel sulle interessanti opportunità che il settore turistico del Destination Wedding può offrire e della necessità reale di costruire un’offerta strutturata per poter “sfondare” nei mercati internazionali”

Nella sua dichiarazione Bianca illustra molti degli attori che sono elementi essenziali della industry e possibili beneficiari di questa nuova tipologia di business, una vera e propria filiera di servizi.

Proprio per questo i seminari in programma nella due giorni e consultabili sul sito della manifestazione, assumono un’importanza capitale per meglio comprendere come approcciarsi per avere successo.

Anche Ninja Marketing sarà presente all’evento con il CEO Mirko Pallera che, durante la prima giornata di lavori, dalle 12.15 alle 13.30, illustrerà in un panel l’importanza delle strategie non convenzionali legate al mondo del marketing digitale come strumento essenziale per chi si occupa di Destination Wedding.

Save the date: 15 e 16 ottobre, Fiera di Bologna

BWI x FB2

Se sei un operatore del settore wedding, o hai un’attività legata al marketing turistico, il Buy Wedding in Italy è l’evento che fa per te.

Per partecipare bisogna recarsi sul form dedicato e si avrà la possibilità di scegliere tra i seguenti pacchetti:

  • un giorno a scelta tra sabato 15 e domenica 16 ottobre= prezzo 120 euro + iva
  • pass per entrambi i giorni di seminari euro 200 + iva

Il rebranding di Enel continua: lanciato il nuovo Enel.com

Lo scorso fine gennaio avevamo raccontato la prima parte della profonda opera di rebranding in atto all’interno di Enel, con un nuovo logo ed relativa visual identity attraverso l’intervista a Isabella Panizza – Head of Global Digital Communications di Enel.

LEGGI ANCHE: Enel cambia logo e visual identity: le ragioni del rebranding

Isabella ci aveva anticipato che il nuovo logo era solo la mossa d’apertura di quella che sarebbe stata una vera e propria rivoluzione del brand nel modo in cui si affaccia sul digital, ed è stata di parola.

Oggi il nostro CEO Mirko Pallera ha partecipato all’esclusivo evento #EnelFocusOn, durante il quale è stato presentato al pubblico il nuovo portale del gruppo Enel.com.

La User Experience al centro di tutto

Enel

Il nuovo sito di Enel ha subito cambiamenti radicali tutti volti al miglioramento della UX: dinamico, verticale e intuitivo, queste le linee di condotta sulle quali è fondata la nuova piattaforma.

Le informazioni sono reperibili con maggiore facilità, con un livello di dettaglio alto pur mantenendo una semplicità nelle linee per comunicare da parte dell’azienda estrema trasparenza, per riavvicinare utenti ed investitori.

Il concetto che esprime il nuovo ruolo di Enel nello scenario energetico mondiale, che sintetizziamo con l’espressione Open Power, implica per noi un processo di continuo miglioramento: vogliamo affrontare alcune delle più grandi sfide del mondo continuando a metterci in gioco, ogni giorno. Questo comporta, necessariamente, anche una costante ottimizzazione della nostra presenza digitale.

Questo in sintesi lo spirito col quale Enel ha creato la sua nuova versione del sito istituzionale, senza tralasciare però lo spazio alla narrazione, vera frontiera di raccordo tra il brand e la sua community.

Per l’occasione è stato rilasciato anche un video in cui i futuri clienti dell’azienda provano il nuovo portale:

Enel storie: l’ispirational storytelling come collante della missione di Enel

Enel

Quella di Enel e la sostenibilità è una missione che, secondo quanto dichiarato dai responsabili dell’azienda, porterà entro il 2050 a diventare Enel una società carbon-neutral.

Per accompagnare la comunità in questo processo di transizione Enel.com ha una sezione specifica in homepage che sarà rivolta a come, nel concreto, l’azienda si farà motore di cambiamento per la produzione di energia sostenibile.

La dimensione narrativa però lascerà spazio a focus e studi di sostenibilità che verranno pubblicati periodicamente affinché si possa osservare come l’azienda sarà in grado di completare il suo processo di trasformazione.

Enel

Un nuovo dialogo con gli investitori, l’inizio della campagna #EnelFocusOn

Un nuovo sito per un nuovo e rinnovato rapporto con la comunità: a partire da oggi e sino alla fine dell’anno Enel ha lanciato la campagna #EnelFocusOn, per potenziare l’impegno nei riguardi di stakeholder importanti e influenti della rete, dando vita ad una nuova serie di incontri informali.

L’iniziativa, sui social con l’hashtag #EnelFocusOn, vuole coinvolgere i protagonisti dell’agenda digitale globale in un dialogo partecipativo. A partire dalla manifestazione odierna di Roma, Enel Focus On si svolgerà periodicamente nelle principali sedi di Enel in tutto il mondo (circa 35).

Questo è in sintesi ciò che è successo nella mattinata di oggi. Resta però sintonizzato sui canali ninja perché pubblicheremo interviste con i protagonisti del nuovo Enel.com che ci illustreranno nel dettaglio tutti i cambiamenti annunciati oggi.

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Norwegian, Kia, McCann: i migliori annunci stampa della settimana

Questa settimana è stata particolarmente interessante da punto di vista della creatività. Quindi prendetevi una pausa, sedetevi e scoprite con noi le migliori campagne stampa della settimana.

Norwegian: Brad is single

Brangelina hanno annunciato il divorzio solo da pochi giorni ma c’è già chi è riuscito a sfruttare la notizia con una mossa di real time marketing che davvero merita tutta la nostra stima. La campagna “Brad is single” che promuove una serie di scontistiche della compagnia aerea low-cost Norwegian è passata dalla carta stampata ai social divenendo virale in pochissimo tempo.

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La campagna ha avuto un successo talmente ampio che non poteva mancare la risposta di Alitalia, assolutamente a tono!

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McCann: I Cann

Cambiamo completamente registro e settore. I pubblicitari della filiale uruguaiana di McCann si fanno ve(n)dere, ironicamente, come testimonial di un distillato di estro e inventiva: eau de créativité.

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Agenzia: McCann, Montevideo, Uruguay
Creative Director: Leandro Gómez Guerrero
Copywriter: Leandro Gómez Guerrero, José Majó
Art Director: Gerardo Podhajny, Michel Donatte
Project Manager: Sabina Ricagni
Producer: Natalia Azzato
Video Editing: Franco Ricagni
Fotografo: Punchi Barriola / Magoya

15 min: Stay with news, even on holiday

Ancora non riusciamo a decidere se questa serie di annunci stampa siano geniali o inquietanti. Fatto sta che restano impressi nella memoria, quindi si sono meritati un posto nella rubrica.

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Agenzia:  New!, Vilnius, Lituania
Creative Director: Tomas Ramanauskas
Copywriter: Tomas Markauskas, Žygimantas Kudirka
Art Director: Regis Pranaitis
Fotografo: Tomas Kauneckas
Ritocco: Gintarė Mačiulienė

KIA: Too tight?

A volte ci sembra che non ci sia mai abbastanza spazio in una macchina e su questo ha puntato Kia nella campagna che ci dice: “Spazio per la tua vita. Libertà per te.”

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Agenzia: Giacometti, San Paulo, Brasile
Managing Director: Michael Altomani
Creative Director: Lucas Fujarra
Copywriter: Rodolfo Rocha
Illustratore: Michael Altomani

Academia do Rock: When you study music, everything inspires you

L’ispirazione è nelle cose di ogni giorno. I musicisti secondo l’Academia do Rock non hanno difficoltà a trovarla.

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Agenzia: Candy Shop, Curitiba, Brasile
Creative Director: Bruno Regalo
Art Director: Getulio Vargas
Copywriter: Ana Miraglia
Additional Credits: Zé Luis Schmitz, Thiago Matsunaga

Anche per questa settimana abbiamo finito. Appuntamento tra sette giorni!

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