Netflix si rifà il look con un nuovo logo

Netflix è ormai una piattaforma essenziale per il nostro divertimento ed intrattenimento sui cellulari, tablet, computer e televisori.  Forse qualche anno fa in pochi conoscevano questo servizio, ma ora chi non lo conosce o non sa di cosa stiamo parlando? Sarà per questo motivo che il brand ha deciso di cambiare la sua immagine a una singola lettera N? Chi può dirlo?!

Se è vero che a molti non piace il cambiamento, è anche vero che questo gioco Netflix può permetterselo. Non è più necessario scrivere Netflix per consentire agli utenti di sapere di cosa si tratta. Ora, con qualcosa di semplice come una singola lettera gli utenti possono sapere che Netflix è N.

Questo il logo utilizzato sino a ieri:

Netflix si rifà il look con un nuovo logo

Ed ecco il nuovo logo:

Netflix si rifà il look con un nuovo logo

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Al momento l’introduzione del nuovo logo riguarda solo i social media, ma non si esclude la possibilità di vederlo ovunque da un momento all’altro. Questa è la seconda volta che il brand statunitense  ha aggiornato la sua identità visiva. Il primo cambiamento è avvenuto nel 2014, vi ricordate com’era allora? 

Netflix

Non si tratta di una semplice evoluzione del logo, ma una nuova parte del marchio. E tu cosa ne pensi di questo  improvviso cambio di look?

instagram

Instagram: le foto della community diventano digital advertising

Ammettilo: di fronte alla tua miglior foto anche tu ti sei chiesto quanto successo avresti potuto avere se solo fossi stato un artista o influencer di fama mondiale.

Con Instagram, da oggi, il tuo non è più un sogno, ma una vera e solida realtà: in occasione di UEFA Euro 2016, in Francia, il colosso dei social media incorpora, all’interno di una campagna pubblicitaria, anche le foto più belle scattate dai suoi utenti.

Il progetto ha ricevuto un forte investimento anche dalla compagnia telefonica Orange, la quale ha organizzato diverse iniziative, tra cui la proiezione di post selezionati dai social media, attraverso un tool di ricerca, direttamente sulla Tour Eiffel.

Ora ti starai chiedendo da dove nasce l’idea: per il CEO di Facebook France, Laurent Solly:

“Questa campagna è un modo per celebrare la nostra Instagram community, molto attiva sul territorio francese”

Un’occasione, dunque per dare sempre più spazio agli User Generated Content, utilizzando idee, ispirazioni ed immagini create da tutti e per ogni momento o brand.

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Instagram e User generated Content: l’advertising del futuro

Instagram: le foto della community diventano digital advertising

Instagram cavalca, ancora una volta, il trend del momento. Ad oggi infatti i contenuti, di elevata qualità, generati dagli utenti sono i materiali più ricercati da creativi e Social Media Manager per tre motivi:

  • la spontaneità – i consumatori infatti rappresentano il lato emozionale di un brand in modo autentico;
  • la creatività – i contenuti di elevata qualità hanno lo stesso potenziale di quelli studiati ad hoc;
  • l’utilizzo libero – diverse piattaforme come Olapic permettono ad un brand di entrare in possesso dei contenuti della propria community, dietro consenso, allargandone l’utilizzo su ogni canale.

Per questo motivo, Instagram sta diventando il social media dall’enorme potenziale, tanto da spingere colossi del mercato mondiale ad investire in agenzie creative che sviluppino degli User Generated Content “fake” come driver di creatività, per stimolare idee ed ispirazioni.

Instagram: le foto della community diventano digital advertising

Di sicuro la nuova campagna advertising lanciata lascerà il segno in termini di innovazione: il progetto fa parte di un nuovo processo di ristrutturazione che vede Instagram come protagonista assoluto del momento.

Il mercato dei social media si sta sempre di più spostando verso foto e immagini emozionali, tanto da concentrare i maggiori investimenti da parte dei brand sia in termine di sforzi creativi, sia monetari. Facebook ha già cambiato logo e algoritmo di Instagram per attirare sempre di più i brand e non tarderà ad introdurre nuove ed interessanti innovazioni.

Instagram: le foto della community diventano digital advertising

Una sfida è stata dunque lanciata al nuovo e in crescita Snapchat: chi sarà infatti il social network con le idee più innovative?

Non ti resta dunque che aspettare di vedere la tua creazione su una gigantesca digital Out of Home; come diceva infatti Andy Warhol

“Prima o poi tutti avranno il loro quarto d’ora di celebrità”.

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social network

Secondo Cisco, nei prossimi quattro anni entreremo nell’era degli Zettabyte (un Zettabyte equivale a un triliardo di byte), ossia entro il 2020 circoleranno in rete 2,3 ZB di dati all’anno (tipo come se ognuno di noi ascoltasse ogni giorno 12 ore di musica in streaming).
Le reti Ip globali dovranno essere in grado di supportare fino a 10 miliardi di nuovi dispositivi e connessioni, passando dai circa 16 miliardi del 2015 ai circa 26 miliardi entro il 2020.

Global Internet traffic in 2020 will be equivalent to 95 times the volume of the entire global Internet in 2005. Globally, Internet traffic will reach 21 GB per capita by 2020, up from 7 GB per capita in 2015.

Sempre secondo il report della società nata a San Jose (California) nel 1984, salta all’occhio, ma senza sorpresa, il sorpasso del traffico internet generato da smartphone su quello generato da pc: tale traffico internet sarà fortemente trainato dai video.
Si stima che i consumi dei video aumenteranno di quattro volte, anche in Italia, e coincideranno entro il 2020 con l’82% del traffico “consumer, quando nel 2015 era del 68%.

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La crescita dell’importanza dei video nella comunicazione online era ormai chiara a tutti, addetti ai lavori e non, e questi dati non fanno altro che ribadire, scientificamente, il sentimento comune.
Diventa quindi fondamentale essere in grado di gestire contenuti audiovisivi, ed ecco che per voi, cari ninja della rete, abbiamo raccolto 6 tool utilissimi per la produzione video da poter utilizzare sui social network.

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social

Animoto

Animoto permette di creare video di qualità professionale, utilizzando immagini e video clip. Con una versione free e una a pagamento a 8$ al mese, Animoto può essere utilizzato da desktop e smartphone, accettando file anche da Facebook, Dropbox, e Photobucket.
È possibile poi aggiungere il proprio brano oppure selezionarne uno dal catalogo musicale di Animoto (libero da copyright).
Al termine della produzione, potrete salvare il vostro video in locale, o caricarlo direttamente sulla piattaforma che avete individuato come ottimale per il contenuto, che sia YouTube, Facebook, Instagram, Twitter o altro ancora.

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social

Legend

Legend è un’applicazione per smartphone (iOS e Android) che permette di creare GIF combinando testi e immagini.
Per quanto riguarda il testo da inserire, i caratteri a disposizione sono 100: dopodiché scegliete le immagini, oppure scattate foto o ancora selezionatene dal vostro account Flickr che potete collegare all’app.
Dopo che avrete selezionato uno dei 18 stili di animazione per la vostra GIF, sarete pronti per condividerla online (comprese le app di messaggistica come WhatsApp, Messenger e Telegram) o salvarla nel vostro rullino.

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social

Relay

È possibile registrarsi con un account di prova gratuita su Relay, valido per 14 giorni, dopodiché costerà 12$ al mese o 96$ all’anno.
Relay, rispetto ai tool precedenti, è ottimale per creare contenuti da utilizzare su Snapchat, tra cui i geofilters e gli overlay sui video.
Con questo strumento di progettazione grafica, potrete aumentare la forza della vostro brand identity sull’app del fantasmino, con un’alta qualità di risoluzione, e una grandezza di 1080 x 1920 pixel.

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social

Overvideo

Overvideo è un’applicazione gratuita per smartphone iOS che consente di aggiungere testo e musica per i tuoi video.
Puoi scegliere un contenuto audiovisivo dal tuo rullino, oppure catturarne uno nuovo con la fotocamera integrata: dopodiché aggiungete le immagini che desiderate e l’audio che secondo voi meglio si adatta.
Salvate poi il video nel rullino, oppure condividetelo via e-mail o via Instagram.

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social

Cinemagraph Pro

Facebook da un po’ permette di caricare un video della durata massima di 7 secondi al posto della immagine del profilo. Da poco la feauture è attiva anche per le pagine verificate con più di 100 mila fan. Grazie all’app Cinemagraph Pro per iOS (con versione gratuita e a pagamento), sarete in grado di creare video-profilo originali, con solo alcune parti in movimento e le altre statiche (ad esempio con i capelli soggetti al vento, e l’espressione del volto immutata).

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social

GoAnimate

Con GoAnimate, con una versione di prova gratuita di 14 giorni (con la quale non potete salvare, scaricare e condividere il vostro video) e la versione a pagamento, è possibile creare video in animazione estremamente personalizzabili, in ogni aspetto.
È possibile scegliere un tema del video, l’ambientazione e i personaggi che interagiranno nella clip. Potrete poi aggiungere testo, audio e voci fuori campo (scegliendo tra dialogo e narrazione, e nel primo caso l’app mette in automatico in synch la voce con il personaggio). Con GoAnimate sarete in grado di creare un video promozionale semi professionale, e sicuramente prestante sotto l’aspetto dell’engagement degli utenti.
Una volta terminato, avete la possibilità di salvare il vostro video e condividerlo in un momento successivo, oppure caricarlo direttamente sulla piattaforma social che avete individuato come ottimale.

I 6 migliori tool per creare video da condividere sui social

Conoscete altri tool? Suggeriteli sulla nostra pagina Facebook.

Marketing Digitale per l’eCommerce: nel libro di Andrea Boscaro e Riccardo Porta, tutto quello che devi sapere!

La copertina del libro ‘Marketing Digitale per l’E-Commerce | @ Sostanza.it

L’eCommerce come canale di marketing e business digitale è in rapida espansione e sotto i riflettori di analisti, professionisti, consumatori. Se da un lato, infatti, esso rappresenta una delle leve di digital marketing più efficaci per ‘scaricare a terra’ e vendere i prodotti di aziende e brand, d’altra parte utenti sempre più smart forzano gli specialisti a trovare strade sempre nuove per incrementare l’efficacia del mezzo. Tale discorso appare ancora più valido per le tantissime PMI che popolano il tessuto economico italiano, e che hanno la necessità di fare conoscere le proprie eccellenze a un pubblico nazionale e globale.

Come fare, allora, a costruire non solo un e-commerce, ma piuttosto (e sempre di più) un intero ecosistema online capace di vendere, in linea con gli obiettivi economici e gli indicatori di performance pre-definiti?

Risponde a questa domanda (e a tante altre) ‘Marketing Digitale per l’eCommerce. Tecniche e Strategie per Vendere Online’, il nuovo manuale tecnico recentemente scritto da Andrea Boscaro e Riccardo Porta. Arricchita dalla prefazione di Angelo Meregalli, General Manager di PayPal Italia, l’opera le dimensioni più interessanti per generare un business digitale di successo.

CRM, UX, web analytics, online marketplace, senza dimenticare alcuni dei più importanti tips&tricks legati a Google e le leve social che strizzano l’occhio all’online commerce, arrivando a orizzonti più di frontiera come il programmatic.

Una serie di spunti, tecniche, esempi reali, senza dimenticare la giusta dose di analisi – in particolare del consumatore online. Dati aggiornati e ormai ben consolidati che permettono di avere una panoramica completa, sia dalla prospettiva aziendale che dal punto di vista del consumatore online.

LEGGI ANCHE: Content Evolution, il manuale per esplorare la Nuova Era del Marketing Digitale [RECENSIONE]

‘Marketing Digitale per l’eCommerce’ è dunque un libro interessante per tutti coloro che desiderano apprendere i fondamentali o aggiornarsi su questo mondo così dinamico e pervasivo (riprendendo le parole di Angelo Meregalli di prefazione) “[…] dove i confini tra fisico e online sono sempre meno evidenti”.

Buona lettura, Ninja: appena hai finito di leggere, ti aspetto qui per sentire la tua opinione!

Europei di calcio, Alitalia e Donald Trump: gli Epic Win e gli Epic Fail della settimana

Iniziamo la settimana con una gran sorriso grazie agli Epic Win e gli Epic Fail che ci hanno accompagnato nei giorni appena trascorsi!

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Partiamo dalle ultime notizie, ossia dal grande indiscusso vincitore delle elezioni svoltesi ieri: Enrico Mentana!

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Proprio così: ancora una volta #MaratonaMentana diventa trending topic su Twitter, dimostrando come la social TV sia viva e lotti assieme a noi.

Passiamo a un altro topic particolarmente ricco di spunti social.

Gli Europei di calcio sono diventati decisamente l’argomento del momento non solo nelle discussioni al bar, ma anche sui social, dove hanno lasciato il segno insieme alla tenerezza di una nonna che ringrazia Google quando fa una ricerca, o a compagnie aeree che prendono in giro politici che hanno qualche difficoltà in geografia.

Partiamo subito affrontando il tema calcistico: la catena francese di supermercati Carrefour ha colto l’occasione degli Europei per intrattenere i suoi user con una campagna intera che gioca in modo ironico sul rapporto tra tifoseria italiana e francese. Un simpatico tutorial in cui due manager francesi della catena cercano di imparare cosa vuol dire tifare in maniera italiana, creando simpatiche gag.

Chissà cosa succederà quando giocherà la Francia. Intanto possiamo goderci il contest, ma soprattutto la web serie.

In Italia, invece, ci siamo scatenati nel weekend per celebrare la vittoria di misura della nostra Nazionale contro la Svezia (1-0, Eder, 88’). In chiave Epic Win per noi, ovviamente.

C’è chi ha dichiarato imparzialità prima del fischio d’inizio: avrebbe potuto fare diversamente IKEA Italia?


E se gli svedesi sono stati “smontati” dagli azzurri, Lavazza ha pronta la soluzione: istruzioni stile IKEA per il montaggio di un bel tavolino grazie al quale gustarsi in pace, almeno, il piacere di un buon caffè “di consolazione”.

Ciao IKEA Italia, capita a volte di perdere… il libretto d’istruzioni! #Euro2016

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Anche Unieuro utilizza un elemento tipico dei costumi italiani, ma per capovolgerlo: se il goal della vittoria è stato segnato venerdì 17 alle 17 meno 17 minuti dal numero 17, allora, forse, il numero non è poi così sfortunato come si crede.

Chi ha detto che il 17 porta male? #Eder #unieuropei ⚽

Gepostet von Unieuro am Freitag, 17. Juni 2016

C’è poi chi, giustamente, ha preferito celebrare la solidità della difesa e di tutta la squadra: i piccoli lillipuzziani azzurri riescono a frenare e legare il “gigante” Ibrahimovic nell’illustrazione twittata da La Gazzetta dello Sport.

Tutto questo entusiasmo dei tifosi sui social, oltre che al passaggio dei gironi già alla seconda partita, è probabilmente da addebitarsi anche al compimento di una vendetta contro gli svedesi avvenuto a distanza di ben 12 anni.

Agli Europei del 2004, infatti, Svezia e Danimarca misero in atto uno scialbo pareggio che qualificava entrambe alla fase successiva della competizione, sancendo così di fatto l’esclusione dell’Italia – un pareggio che a molti sembrò un “biscotto” preparato a tavolino contro gli azzurri.

All’epoca Facebook era solo una neonata, ma a distanza di 12 anni ha visto una crescita esponenziale di post a tema biscotti e derivati.

Se prima Alitalia ha vietato a bordo la consumazione di biscotti…

… a fine partita ha deciso di offrire quatto biscottini che compongono un cognome, o meglio: il cognome del momento.

Almeno nell’euforia della vittoria, ringraziamo Alitalia per questi tweet fantasiosi e non facciamo ulteriori domande sui colori delle nuove divise.

Anche per via della scoperta di questi giorni: se la settimana scorsa gli accostamenti “natalizi” delle divise Alitalia ci hanno fatto venire i brividi, Cristiano Ronaldo, vestito praticamente allo stesso modo quando scende in campo con la divisa della sua nazionale portoghese, ci ha fatto palpitare. Non c’è che dire: a lui, quei colori, donano per davvero.

Eppure, i Win epici di questa settimana non riguardano solo la sfera calcistica.

Una tenera nonnina ha saputo addolcire il web con le sue premure nei confronti di Google!

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Questa la scoperta del nipote, che ha condiviso il momento di dolcezza d’altri tempi su Twitter.

Il Tweet, grazie alle sue innumerevoli condivisioni, ha raggiungo Google, che non solo ha risposto al ragazzo…

… ma ha anche dedicato alla nonna un Tweet EPICO.

La nonnina non ha bisogno di ringraziare Google, perché il colosso della ricerca sul web offre il suo motore di ricerca come servizio per le persone.

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Le buone maniere, però, sono sempre un EPIC WIN.

Adesso però è arrivato il momento di riporre le buone maniere nel cassetto e preparasi ai FAIL EPICI!

Fail

 

La febbre degli #EURO2016, ha spinto molti brand a puntare sul calcio. Qualcuno però si è lasciato un po’ prendere la mano.

Lancia, su Twitter, ha iniziato a condividere post sessisti che spiegano in maniera il calcio alle donne. La campagna è offensiva, perché sottointende che servono esempi semplici per far capire a una donna le regole di questo gioco.

Se volevano far ridere, non ci sono riusciti.

 

 

#ilcalciodelledonne poteva essere l’occasione per creare post a tema calcistico per un target rosa, non appassionato. Poteva essere l’occasione per parlare di calcio in un modo nuovo, avvicinando le donne a cui non piace a questo sport.
Appunto, poteva essere un’occasione e non è stata colta.

Per fortuna Balon Mundial ribalta la situazione!

GRAZIE!

Come sappiamo l’amore per il calcio è una passione fortemente radicata in Italia. Purtroppo, però, non è sempre accompagnata da una grande conoscenza dell’inno nazionale e a volte nemmeno della bandiera.

Infatti, Barbara D’Urso ed Emma Marrone rientrano nei fallimenti epici da segnalare perché hanno sbagliato a dipingersi sul volto i colori della nazionale.

Forza Italia diventa un forza Ungheria. Più Fail di così…

Gepostet von DirettaGoal am Freitag, 17. Juni 2016

 

Dai problemi con le bandiere, passiamo ai problemi con la geografia: nemmeno i candidati per la presidenza americana ne sono immuni.

Donald Trump, ad Atlanta, mercoledì scorso ha confuso il Belgio con la città di Bruxelles. Certo, sono sviste che possono capitare, sempre se non sei in diretta.

Per fortuna che una compagnia aerea – no, non Alitalia –  ha colto la palla in balzo e ha trasformato l’Epic Fail di Trump, nell’Epic Win di Brusselles Airlines.

and who knows one day to Farmville, Sim City or Boom Beach!

Gepostet von Brussels Airlines am Donnerstag, 16. Juni 2016

Tanto calcio questa settimana, e siamo sicuri che ancora il meglio deve venire.

Se hai anche tu Epic Win o Fail che vuoi condividere con noi, scrivici sulla nostra pagina Facebook.

Hyundai, Samsonite, Ironage: gli annunci stampa della settimana

Noi ci siamo e tu? Ecco la tua dose di creatività settimanale prodotta dalle più grandi menti pazze del pianeta e raccolta da Ninja Marketing.

Hyundai: Blind Spot

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Tutti noi abbiamo un punto cieco mentre guidiamo. Non ci credi? Ecco qui la dimostrazione realizzata dall’agenzia Ucraina Tabasco per Hyundai. Guarda i seguenti annunci solo con l’occhio sinistro, ingrandisci e ristringi l’immagine senza distogliere lo sguardo, ad un certo punto l’immagine di sinistra sparirà: quello è il punto cieco della tua retina. Come funziona? Il punto in cui il nervo ottico è collegato alla retina si chiama disco ottico, qui non ci sono fotorecettori, così quando viene colpito dall’immagine quest’ultima sparisce dalla nostra vista.

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Client: Hyundai
Agency: Tabasco, Ukraine
Creative Director: Alexander Smirnov
Head of Creative Group: Oleg Zavgorodniy
Art Directors: Alexander Badia, Svetlana Gorovenko
Account Director: Tatiana Ilienko

Samsonite: I wish I had

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L’estate si avvicina, è tempo di vacanza e allora Samsonite si sente chiamata in causa. “I wish I had a Samsonite” (Se solo avessi avuto una Samsonite..) è il motto della nuova pubblicità accompagnata dall’immagine di una valigia impacchettata in un nylon giallo, tutta rovinata.

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Client: Samsonite
Agency: Publicis Conseil
Production: PRODIGIOUS
Country: France

World Oceans Day:Plastic spoils the scene

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Per la giornata mondiale della salvaguardia degli oceani, l’organizzazioni filantropiche cercano sempre di sensibilizzare le persone sull’inquinamento delle acque marine, anche tirando in ballo vecchi miti di Hollywood, in questo caso niente meno che Ursula Andress.

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Client: World Oceans Day
Agency: Hopkins & Jackson
Country: United Kingdom

Ironage: Athletics

Nel preciso momento in cui un record viene battuto, c’è una vita intera di fatiche ad essere premiata. Non sono una manciata di secondi a fare la differenza, ma l’esistenza intera.

 

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Client: Grupo Petrópolis
Agency: Y&R São Paulo
Country: Brazil

Parkinson’s NSW: Parkinson’s makes simple hard

Il Parkinson è una malattia degenerativa che rende difficili anche le cose più facili, come salire una scala. Parkinson’s NSW vuole sensibilizzare la gente sui disagi quotidiani che le persone malate devono affrontare.

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Client: Parkinson’s NSW
Agency: J. Walter Thompson Sydney
Country: Australia

LEGGI ANCHE: “Volkswagen, Twitter e Ikea: i migliori annunci stampa della settimana

E adesso si torna al lavoro! L’appuntamento è per lunedì prossimo, buona settimana a tutti.

La catena Tiger cambia nome e logo: da oggi è Flying Tiger Copenhagen

A partire da giugno Tiger – il negozio di design Danese – cambia naming e logo e diventa Flying Tiger Copenhagen.

La scelta del brand pare riflettere l’evoluzione dell’Azienda. Da un unico negozio di quartiere di Copenhagen l’attività si è infatti trasformata in una catena di design internazionale che al suo interno cura lo sviluppo dei prodotti e colleziona svariati premi in giro per il mondo.

Il cambiamento d’identità visiva rispecchia la combinazione sorprendente dei prodotti, l’atmosfera di divertimento che si vive nei negozi e la qualità del design danese.

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I negozi eccentrici del brand, caratterizzati da un’atmosfera amichevole, offrono una varietà di prodotti dedicata alla casa, al lavoro e al divertimento a prezzi incredibilmente convenienti. L’obiettivo dichiarato dell’Azienda è quello di consentire ai propri clienti di vivere esperienze piacevoli passando insieme ai propri cari del bel tempo insieme divertendosi.

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LEGGI ANCHE Il caso “Tiger”: quando i prodotti parlano da sé

Tina Shwarz, Global Brand Director di Flying Tiger Copenhagen, ci spiega:

“Avevamo bisogno che questa evoluzione si rispecchiasse anche nel nostro nome e logo. Quando si passeggia nei nostri negozi è come partecipare a una caccia al tesoro. Il nuovo nome, Flying Tiger Copenhagen, illustra il nostro desiderio di sorprendere i clienti. Con le lettere tagliate a mano, il design giocoso e gli occhi suadenti del nuovo logo crediamo di esprimere al meglio la nostra identità”

Tutti i negozi che apriranno d’ora in poi si chiameranno Flying Tiger Copenaghen e nel corso degli anni verranno cambiate anche le vecchie insegne con la scritta Tiger. In Italia nel periodo estivo sarà il negozio di Milano a Porta Garibaldi il primo ad aprire con la nuova identità visiva.

canali social italiani sono già stati aggiornati con il nuovo brand.

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Il nome Flying Tiger Copenhagen era già stato testato con successo nei nuovi mercati del Nord America e del Giappone. Dal 1995 i negozi della compagnia sono conosciuti con quattro insegne differenti: Tiger, TGR, Flying Tiger and Flying Tiger Copenhagen.

Per assicurarsi che i clienti abbiano la stessa esperienza in tutto il mondo il brand ha deciso di uniformare le insegne sotto l’unico brand Flying Tiger Copenhagen.

E voi, cosa ne pensate di questo rebranding?

Come si diventa il CEO più amato d'America

Come si diventa il CEO più amato d’America

Ottenere il favore del 99% dei propri impiegati non è impresa da poco. Nel 2016, tra i leader delle grandi aziende degli Stati Uniti, in tre possono vantare la corona di CEO più amato d’America: Bob Bechek della società di consulenza Bain & Co., Scott Scherr della Ultimate Software e Dominic Barton della McKinsey and Co.

A premiarli sono stati i voti dei loro impiegati, espressi tramite il sito Glassdoor.com, realizzato per raccogliere questo genere di informazioni lasciando gli autori nell’anonimato. Sui dati reperiti nell’ultimo anno la società ha poi applicato un algoritmo proprietario che considera qualità, quantità e coerenza delle recensioni per determinare la classifica finale.

A proposito della top tre, Scott Dobroski, analista di Glassdoor, ha dichiarato che “Le differenze tra queste valutazioni sono davvero minuscole”, precisando che il vincitore è stato deciso guardando oltre i centesimo decimale delle percentuali aggregate.

Diventare il CEO più amato d’America: i CEO illuminati

CEO più amato d'America

La visione di un Chief Executive Officer illuminato si riflette sulla percezione dell’azienda da parte di tutti gli stakeholder, in primis i dipendenti.

In cima alle motivazioni per il loro giudizio positivo, gli impiegati delle tre le aziende hanno inserito le possibilità di crescita personale e la cura che le rispettive aziende manifestano verso i propri impiegati e le loro famiglie.

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Tra i problemi più comuni, invece, la frequente necessità di lavorare ad orari non canonici e la conseguente difficoltà di mantenere un equilibrio tra vita lavorativa e privata.

Essere il CEO più amato o essere un CEO popolare?

Il CEO più amato

Immagine da Virgin Australia

Le pagelle dei lavoratori non sono tutto: scendendo di poche posizioni è possibile trovare CEO del calibro di Mark Zuckerberg (Facebook), Jeff Weiner (LinkedIn), Sundar Pichai (Google) e Tim Cook (Apple), con un paio di punti percentuali in meno, ma sicuramente con un’esposizione mediatica superiore.

Difficile stabilire quanto questo fattore possa contribuire al personal branding di un CEO o alla percezione della qualità del posto di lavoro in un’azienda.

Un indizio ce lo può forse fornire Richard Branson, che ha colto al volo l’occasione per creare un contenuto virale sul blog ufficiale della Virgin dopo aver “beccato” un dipendente assopito sul posto di lavoro.

La foto in posa accanto all’uomo addormentato ha fatto il giro della rete ed è già in lizza per diventare un meme. Farà bella figura accanto alle numerose immagini che ruotano attorno agli aforismi di Mr. Virgin, tra cui uno riguardante proprio la leadership: “Se sei un buon leader, sei un buon ascoltatore”.

Se non siete già sul sito della Virgin per inviare il vostro CV, date un’occhiata ai risultati dell’Employees’ Choice Awards – Highest Rated CEO sul sito ufficiale di Glassdoor.

Parte di noi: l’iniziativa Sky per gli appassionati di serie tv

Non potete fare a meno di pensare al finale shock di Gomorra 2? Non vedete l’ora di conoscere il prossimo inganno politico di Frank Underwood?

Sky Italia grazie alle menti creative di M&C Saatchi ha dato vita all’iniziativa Le serie tv fanno parte di noi, promettendo ai veri appassionati di vivere ciò che sognano da sempre: incontrare i propri beniamini o volare direttamente sul set dello show.

Con una promessa semplice, ma quanto mai invitante, Sky Italia ci dà dentro e coglie nel segno in una fetta di mercato che non è ormai più di nicchia.

Dai dati emersi dalla ricerca “TV & Media 2015” condotta da Ericsson ConsumerLab, la tv diventa un bene “da consumare” sempre e ovunque. Si stima che gli utenti trascorrano almeno 6 ore a settimana guardando serie tv e film on-demand. La maggior parte di questi, inoltre, mentre lo fa, utilizza i Social Media per condividere la propria opinione con gli altri.

La presentazione dell’iniziativa #partedinoi

Il gioco è fatto! Milioni di community di appassionati. Ma Sky Italia promette di più: contenuti migliori ed esperienza di visione superiore. Per fare questo, l’iniziativa esorta all’azione direttamente gli utenti, sfruttando l’enorme potenzialità degli user generated content.

Il portale creato ad hoc per “le serie fanno parte di noi” diventa il luogo di raccolta di video amatoriali in cui i partecipanti devono dimostrare la loro reale passione per la serie tv che amano. Partecipare è molto semplice, dovete solo fare affidamento alla vostra immensa conoscenza sulle serie targate Sky.

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LEGGI ANCHE: Perchè la famiglia Beckham vale più della regina d’Inghilterra

Sul sito è spiegato in dettaglio sia come partecipare, sia le esperienze da vivere. Tanto per citarne alcune: potrete volare a Los Angeles per visitare i Fox Studios, incontrare il cast di Gomorra, fare un cameo in una produzione originale Sky, volare verso le location più belle del Trono di Spade o assistere al doppiaggio di una serie.

Le fasi e le prove da superare: sfoderate la vostra fantasia

Non è di certo finita qui. Non dovrete compilare un questionario e sperare di essere sorteggiati per l’estrazione finale. L’iniziativa di Sky Italia è molto più interessante e ben congegnata.

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Le fasi sono diverse: inizialmente gli utenti vengono reclutati direttamente dai canali Social, invitati a partecipare al portale serietv.sky.it sostenendo quattro tipologie di prove video (vi basterà una webcam e potrete accedere comodamente dal vostro Account Facebook), successivamente i migliori verranno selezionati e sottoposti al giudizio della “commissione” Sky dal vivo.

Le prove video da inserire nell’hub digitale sono:

  • Dillo con parole loro: quante volte avete sognato di poter dire “l’inverno sta arrivando!”? Gomorra, House of Cards, The Walking Dead, Grey’s Anatomy, qualsiasi sia il vostro show preferito, date libero sfogo alle frasi tormentone ed alle scene indimenticabili.
  • Racconta una serie in 30 secondi: ad essere messa alla prova è la vostra arte oratoria ed il dono della sintesi. In poco più di 30 secondi dovrete spiegare la trama completa della vostra serie preferita. Provare per credere.
  • Riproduci una sigla: non servono per forza violini o batterie, riproducete a modo vostro la sigla della vostra serie intramontabile.
  • Mostraci la tua reazione: come dimenticare le scene cult? come hai reagito ad uno spoiler inaspettato? Sky Italia vuole conoscere tutte le vostre reazioni, perché in pratica non vi abbandona mai.

Le serie tv fanno veramente parte del nostro quotidiano?

Questa verità, seppur banale e scontata, è sotto gli occhi di tutti. Gli effetti derivanti dalla fruizione di serie tv di successo sono sempre più incredibili.

Voglia di evasione dalla realtà? Immedesimazione con il vissuto dei protagonisti? Qualsiasi sia la motivazione il dato di fatto è che le serie tv sono entrate di fatto nel nostro quotidiano. Basti pensare al successo dei The Jackal con il tormentone su “Gli effetti di Gomorra sulla gente” o all’elevato numero di condivisioni Social in concomitanza dei finali di stagione de Il Trono di Spade.

I cinefili incalliti, forse, storceranno il naso e continueranno a preferire le grandi pellicole alle serie tv, ma voi che ne pensate dell’iniziativa di Sky Italia e M&C Saatchi?

LinkedIn come strumento per i blogger

Sai bene quanto LinkedIn possa essere un ottimo network per creare connessioni professionali o per cercare lavoro, specialmente se si è uno dei cosiddetti “profili alti”. Ma LinkedIn può essere anche una fantastica risorsa per i cosiddetti long form content, articoli piuttosto lunghi che analizzano in profondità argomenti o questioni relativi a uno specifico ambito di competenza.

Con LinkedIn Pulse, infatti, esperti di ogni ambito possono creare contenuti interessanti e coinvolgenti, in grado di trasmettere conoscenza o semplicemente opinioni autorevoli e interessanti. Grazie a commenti e condivisioni, inoltre, questi contenuti possono raggiungere facilmente utenti che non sono nella lista di contatti dell’autore: ottimo per il proprio personal branding o per la reputazione del tuo blog!

L’awareness che puoi guadagnare con una giusta attività di “blogging” su LinkedIn, inoltre, può essere una fantastica base di partenza per connetterti con altri blogger, influencer, brand e persino aziende, con i quali instaurare relazioni o fruttuose collaborazioni: secondo una ricerca di Curata, infatti, sono proprio i long form ad essere i più efficaci nel generare lead. Ma se i tuoi contenuti su LinkedIn Pulse non vengono condivisi abbastanza, non disperare: c’è solo da rimboccarsi un po’ le maniche e seguire qualche semplice consiglio in grado di aiutarti nel tuo intento.

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Seleziona un argomento di successo

Il tempo è la risorsa più importante per uno scrittore. Prima di impiegare le tue preziose ore, impiega qualche minuto per leggere gli articoli più popolari o quelli scritti dai tuoi autori di riferimento. Individua i trending topic relativi alla tua area di conoscenze e falli tuoi: è più facile intercettare utenti interessati a determinati argomenti che fare in modo che loro si interessino ai tuoi. In alternativa puoi creare articoli “trasversali”, che riguardino la crescita professionale in senso lato: non saranno “verticali”, ma riscuotono sempre buon successo su Linkedin.

Crea un titolo interessante

LinkedIn sarà anche diverso da Facebook, ma alcuni principi sono universali: il titolo resta uno degli strumenti principali per attrarre i potenziali lettori. Ciò non vuol dire che però bisogna scadere nel becero clickbait. È possibile infatti coniugare professionalità, autorevolezza e attrattività. Non è infatti nemmeno consigliabile risultare troppo “seri” e accademici; Linkedin è pur sempre un social network e il successo dei contenuti si basa anche sull’emotività. Le regole base le conosci già: titoli con “Perché”, “Come” o “Le dieci cose che..:” funzionano sempre, meglio se affiancati da titoli con iperboli o superlativi. L’importante è poi fornire un contenuto in grado di mantenere o superare le aspettative del lettore che hai attratto.

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Concentrati sul tuo contenuto

Metti da parte l’assunto che ogni articolo sul web debba necessariamente non superare le ottocento parole: i post più popolari di LinkedIn spesso superano le duemila parole e includono grafici o infografiche di corredo. Ovviamente ciò non vuol dire che è giusto postare contenuti “diluiti”, o righe giusto per “allungare il brodo”. Un modo efficace per rendere i contenuti più lunghi è quello di articolarli in più sotto-argomenti, tutti legati da un unico topic-ombrello; un’alternativa molto in voga è quello, ancora una volta, di elencare in diversi parametri argomentati best practice, case study o trucchi del mestiere.

Cita le tue fonti

Citare le fonti non è solo un atto di cortesia, ma è anche un ottimo strumento per mostrare l’autorevolezza dei tuoi contenuti. Riferimenti ad articoli e blog esterni, infatti, palesano il tuo lavoro di ricerca e di organizzazione dei contenuti, non meno importanti di quello della creazione da zero; inoltre, la presenza di supporti alle tue argomentazioni le rende più solide e meno attaccabili dai criticoni da tastiera sempre all’erta.

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Usa le immagini

Long form non vuol dire solo tante righe e parole in sequenza. Per agevolare la fruizione dal parte del tuo lettore e per tenerlo sempre all’erta è utile, se non fondamentale, utilizzare immagini che spezzino il tuo “wall of text” (minimo un’immagine ogni tre paragrafi). Possono essere tanto infografiche di approfondimento quanto immagini di tweet o post a tema, persino semplici foto motivazionali o in mood con quello che tu proponi. Con il giusto rapporto e utilizzo di immagini anche il più lungo degli articoli può risultare accattivante o, quantomeno, incutere meno timore.

Sii costante

Pubblicare articoli interessanti ma saltuariamente non ripaga né in termini di reach né per quanto concerne il tuo personal branding. Nessuno ti chiede di creare un long form al giorno, ma è necessario postare contenuti con regolarità: se un articolo su Linkedin raggiunge circa il 20% dei tuoi follower, se ne scrivi circa venti al mese sarai in grado di raggiungere il 60% delle tue connessioni. Il segreto per il successo sul Linkedin è molto più semplice di quanto tante formule pseudomiracolose promettono: l’unica cosa che davvero viene sempre ripagata è l’impegno costante e regolare, l’unico metodo in grado di portare a risultati veri, onesti e duraturi. Prova a scrivere un articolo o due alla settimana, tutte le settimane; pian piano riuscirai a costruirti una base sempre più ampia alla quale diffondere i tuoi pareri e i tuoi long form.