Guadagnare credito per il Google Play Store? Semplice, con Google Opinion Rewards!

Google è senz’altro il motore di ricerca più utilizzato del mondo. E non si ferma a questo, perché in quasi quindici anni di vita è diventato un impero costruito sulla ricerca e lo sviluppo.

Ciò nonostante, è sempre il motore di ricerca il motivo numero uno del successo di Big G, perché velocità, completezza di informazioni e affidabilità dei risultati sono la grande forza che ha reso noto il motore in tutto il mondo.

Se pensiamo a cosa otteniamo da Google, quante ricerche effettuiamo, quante risposte troviamo e quindi quanto è vasta la rete di informazioni in nostro possesso ogni giorno da più di dieci anni, e pensiamo che tutto questo è gratuito, c’è da meravigliarsi.
Eppure, le sorprese non finiscono qui: un’App ancora poco nota consente addirittura di guadagnare da Google: sto parlando di Google Opinion Rewards, come spiega TechInsider.

Che cosa significa ‘guadagnare da Google’?

Sappiamo tutti che effettuare ricerche online per gli utenti è gratuito, e sappiamo anche molto bene che moltissimi imprenditori ormai utilizzano la rete di ricerca per posizionare i propri annunci in bella vista, per superare anche i risultati organici in prima posizione in termini di visibilità, grazie al circuito di Google Adwords.

Ecco, quindi, che Google offre la propria rete a tutti, ed offre anche corsie preferenziali in forma di annunci pubblicitari a coloro che riescono a posizionare la pubblicità in alto rispetto agli altri.

Fatta eccezione per la rete di pubblicità Display, che offre ai proprietari di siti un guadagno ospitando banner pubblicitari tramite la rete di Google Adsense, sistemi di revenue tramite il motore di ricerca sono praticamente inesistenti, e soprattutto non sono certo rivolti agli utenti.
Google Opinion Rewards, invece, offre proprio questo.

LEGGI ANCHE: Come spiegare al tuo capo perché investire in SEO

Come funziona Google Opinion Rewards?

Come guadagnare con Google Opinion Reward

Google Opinion Rewards è un’app ancora poco nota costruita su semplici sondaggi, che una volta completati ricompensano l’utente con credito gratuito per il Google Play Store.

Chiunque, dunque, dotato di uno smartphone Android compatibile, può scaricare l’applicazione gratuitamente. L’app è molto facile da configurare, richiede un breve test per verificare il livello di attenzione e per rispondere alle domande onestamente: le risposte al test, quindi, devono essere quanto più oneste possibile.

Terminato il test, l’utente riceve una notifica ogni volta che è possibile rispondere ad un sondaggio, solitamente dopo pochi giorni: una volta disponibile, l’utente ha circa un giorno per completarlo prima della scadenza. È sempre possibile verificare lo stato dei sondaggi disponibili e, ovviamente, il saldo del credito per il Play Store.

LEGGI ANCHE: Arriva HAT: finalmente il controllo dei tuoi dati è possibile

A cosa serve a Google sottoporre sondaggi in cambio di credito?

Conceptual 3D render image with depth of field blur effect. Compass needle pointing the green word trend over natural paper background.

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Come ti ho detto, la forza di Google è praticamente nella possibilità di disporre di miliardi di dati e informazioni per rispondere alle domande di chiunque. E ti ho anche detto che, se è vero che molti risultati della rete di ricerca sono organici (e quindi spontanei), moltissimi sono invece a pagamento, in forma di annunci pubblicitari per cui gli investitori pagano ogni volta che l’utente ci clicca (il cosiddetto Cost Per Clic è uno dei parametri di valutazione di una buona campagna adwords).

Il valore di questi annunci, e soprattutto il motivo per cui gli annunci si trovano lì in alto, è che l’intera campagna pubblicitaria rispetta parametri di coerenza, correttezza e qualità del contenuto.

Consentire quindi agli utenti di raccogliere credito da spendere per l’acquisto di applicazioni ed estensioni dal Google Play Store in cambio di una semplice raccolta di risposte sui propri gusti, le proprie idee, sul proprio modo di pensare, significa raccogliere sempre più informazioni necessarie a rendere quella rete di ricerca una vetrina in grado di mostrare gli annunci pubblicitari esattamente alle persone che vogliono visualizzare quegli annunci, rendendo possibile una verticalizzazione delle campagne pubblicitarie, quindi la fruizione di tutti gli ambienti Google molto più soddisfacente e piacevole per gli utenti – di conseguenza, più redditizia per gli investitori.

E tu? utilizzeresti un’app che ti consente di guadagnare in questo modo?

WiFi intelligente

Plume, il WiFi intelligente che si adatta alla tua casa

Quando ci sono muri troppo spessi, quando il vicino di stanza sta scaricando intere discografie, quando il router è posizionato male.

Nelle case iper-connesse di oggi il segnale WiFi non basta mai. Ma tu vuoi vedere la tua serie tv streaming, sul quel divano, in quel momento. Servirebbero tanti router quante stanze, tanta banda quanto un server.

Oggi ti voglio parlare di Plume, il sistema di piccoli device-spot che gestisce la tua WiFi in modo intelligente: tu inserisci un dispositivo per stanza, in una semplice presa elettrica, Plume si preoccuperà di farti avere sempre un segnale pulito e chiaro.

I router di oggi infatti non sono più in grado di gestire le richieste di WiFi  dei nostri dispositivi avidi di risorse. Plume sposta il router nel cloud e adatta in tempo reale i dispositivi e le abitudini della tua casa.

Se per esempio hai una cena e il soggiorno è pieno di persone, Plume è già pronto a gestire molti dispositivi connessi contemporaneamente, uno accanto all’altro. Puoi percorrere la tua casa per intero: la tua banda non ne risentirà.

Niente interferenze

Plume evita le interferenze degli apparecchi domestici e anche da fonti al di fuori della tua casa vostra casa (ciao vicino, come va?) per permetterti di partecipare a una videoconferenza o vedere in streaming l’ultimo video virale, in tutta tranquillità.

Plume gestisce anche l’ammontare di banda che ogni device collegato richiede: non credo che il tuo termostato intelligente abbia bisogno della stessa quantità di banda della tua tv 4k…

Piccolo e smart

Il motore di Plume, nel cloud permette di avere spot da inserire nelle prese elettriche, discreti e dal design moderno. Il set può essere configurato in pochi minuti e con la app dedicata puoi gestire i tuoi device, gli accessi guest, fare un piccolo check sullo stato della tua linea.

WiFi davvero intelligente

I sistemi tradizionali di trasferimento WiFi via presa elettrica gestiscono la rete passando da uno all’altro in modo sequenziale. Questo comporta molti passaggi, con conseguente perdita di segnale. Plume utilizza invece un canale diverso per ogni spot, al fine di garantirti un flusso costante banda.

Frequenze più basse (2.4 GHz) forniscono segnali più distanti ma a velocità minore; al contrario, frequenze più alte (5GHz) danno minor raggio ma maggior velocità.

Con Plume, non devi scegliere: è lui che si occupa di selezionare per te la frequenza migliore per quel dispositivo, in quel momento, in quella posizione.

Specifiche tecniche

  • Interfaccia WiFi: Dual band, opera simultanemente a 2.4GHz e 5GHz
  • Sicurezza: Autenticazione e crittografia WPA2-PSK (AES)
  • Firewall e Gateway: SPI, NAT e serve locale DHCP e passaggio per VPN
  • Prese elettriche compatibili: US, EU e Gran Bretagna, si inseriscono direttamente al muro
  • Porte Ethernet: 100/1000 GbE WAN or LAN. Una porta per spot
  • Dimensioni e peso: (64 mm x 58 mm x 34 mm), per 90grammi
  • La app di Plume è disponibile per sistemi iOS e Android

Tutti i vincitori dell’edizione 2016 dei Cannes Lions

Tempo di bilanci ai Cannes Lions 2016.

È stata una settimana di lavori e premiazioni molto intensa, che abbiamo provato a raccontarvi in più tappe.

LEGGI ANCHE: Cannes Lions, tutto quel che è successo nei primi 3 giorni

Ora che si è conclusa è tempo di farvi conoscere tutti e 26 le campagne che si sono aggiudicate un leone d’oro.

Dopo lo speech di Sergio Spaccavento, ci teniamo ad una nuova menzione per il lavoro dei creativi italiani: Publicis Milano infatti, diretta da Bruno Bertelli, ha fatto incetta di premi con la campagna curata per HeinekenThe Dilemma.

C’eravamo già occupati di questa campagna, per cui non ci stupiamo se sia riuscita ad aggiudicarsi:

  • 1 Leone d’argento nella categoria Promo ed Activation
  • 1 Leone d’oro ed 1 altro Leone d’argento nella categoria PR
  • 1 Leone di bronzo categoria Outdoor

Dopo questa meritatissima menzione per i creativi made in italy, siamo quindi pronti a presentarvi, una per una, tutte le campagne vincitrici, vi lasciamo in loro compagnia!

Film Grand Prix: Harvey Nichols, Shoplifters, adam&eveDDB, London

Titanium Grand Prix and Promo & Activation Grand Prix: REI, #OptOutside, Venables Bell & Partners, San Francisco

https://www.youtube.com/watch?v=FOVaEawGNMM

Integrated Grand Prix: Netflix, FU 2016, BBH New York

https://www.youtube.com/watch?v=Se44ed4KBMA

Cyber Grand Prix: Loterías Y Apuestas del Estado, Justino, Leo Burnett Madrid

https://www.youtube.com/watch?v=l6pqKS8mthk

Cyber Grand Prix and Creative Data, Lions Innovation: ING, The Next Rembrandt, JWT Amsterdam

Film Craft Grand Prix: Under Amour, Rule Yourself Michael Phelps, Droga5 New York

https://www.youtube.com/watch?v=Xh9jAD1ofm4

Mobile Grand Prix and Lions Entertainment Grand Prix: NYT VR, with Google, GE, Mini, New York Times, T Brand Studio

Outdoor Grand Prix: Heineken New Zealand, Brewtroleum, Colenso BBDO

Design Grand Prix: Panasonic, Life Is Electric, Dentsu Inc

Digital Craft Grand Prix: Because Music, Because Recollection, 84.Paris

Questo bellissimo sito web: because-recollection.com, celebra i 10 anni di vita della casa discografica francese Because Music.

Direct Grand Prix: Swedish Tourist Association, The Swedish Number, Ingo

Media Grand Prix and Print & Publishing Grand Prix: Burger King, McWhopper, Y&R NZ

PR Grand Prix: Coop, The Organic Effect, Forsman & Bodenfors, Gothenburg

https://www.youtube.com/watch?v=oB6fUqmyKC8

Product Design Grand Prix: Google, Jacquard, Google Creative Lab

Radio Grand Prix: KFC, The Everyman Meal, Ogilvy & Mather Johannesburg

Puoi ascoltare la traccia audio vincitrice di questa categoria attraverso questo link.

Creative Effectiveness Grand Prix: John Lewis, Monty the Penguin, adam&eveDDB London

Glass Grand Prix: Hindustan Unilever, 6 Pack Band, Mindshare, Mumbai

Lions Innovation Grand Prix: Google Deepmind Alphago, Google Deepmind

Per conoscere al meglio il progetto vai sulla pagina web che i Canne Lions hanno dedicato all’iniziativa.

Lions Entertainment for Music Grand Prix: Beyoncé, Formation, Prettybird

https://www.youtube.com/watch?v=wMea1UNtdI8

Lions Health Grand Prix for Good: Macma, Manboobs, David, Buenos Aires

Lions Health Health & Wellness Grand Prix: Pearson, Project Literacy, FCB Inferno
https://www.youtube.com/watch?v=U0Ezto8HG_8

Lions Health Pharma: Philips, Breathless Choir, Ogilvy & Mather London

https://www.youtube.com/watch?v=3WOJJ7NMJ80

Sei riuscito a resistere sino a qui e vuoi guardare anche le campagne che hanno vinto i premi minori? Stoico! A questo punto non ti resta che andare alla pagina ufficiale della manifestazione 😉

Campus Party arriva a Bergamo: diventa anche tu un Campusero!

UPDATE

In considerazione del ricchissimo palinsesto e dell’interesse crescente che l’iniziativa sta suscitando nel mondo delle imprese e con l’obiettivo di assecondare le numerose richieste di adesione ricevute dall’estero, si è deciso di rinviare la manifestazione, originariamente prevista per il 19 Luglio.

Questa decisione permetterà a Campus Party di contribuire maggiormente all’integrazione e allo scambio culturale dei movimenti universitari europei.

Le nuove date di Campus Party Italia verranno comunicate nelle prossime settimane sul sito web della manifestazione.

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Esistono eventi, nel campo dell’innovazione, che pur mantenendo quei principi di interazione e modernità, si configurano in maniera istituzionale, estremamente professionale, costruiti quindi per coloro che già operano nel settore.

C’è però un evento, attivo da quasi vent’anni, che invece ha nei giovani e nella loro partecipazione entusiasta la sua missione principale.

Stiamo parlando di Campus Party, l’evento internazionale più grande al mondo sul tema dell’innovazione digitale e dell’imprenditoria, dedicato ai ragazzi dai 18 ai 28 anni.

La manifestazione avrà luogo in Italia per la prima volta: oltre 4 mila studenti universitari sono attesi alla Fiera di Bergamo, dal 19 al 24 luglio, per un festival internazionale sull’innovazione, la scienza e la creatività

>>> Partecipa all’evento utilizzando il codice sconto riservato ai ninja “NJMKG#CPIT1”

Ad accogliere i “campuseros” (così vengono chiamati, in tutto il mondo, i partecipanti di Campus Party) sarà un intenso programma di conferenze, workshop, hackathon e laboratori, costruito anche grazie alla collaborazione delle principali istituzioni che in Italia si occupano di formazione, ricerca e innovazione. Campus Party dedicherà inoltre un’area espositiva alle startup che vogliono farsi conoscere da un pubblico giovane e curioso sul fronte delle nuove tecnologie.

http://www.youtube.com/watch?v=lIIhsI8ng8w

Tra gli speaker di maggior impatto ve ne proponiamo tre che da soli valgono il prezzo del biglietto:

  • Thimothy Bernes-Lee, l’informatico britannico papà, assieme a Robert Cailliau, del World Wide Web
  • Jeremy Rifkin, economista, attivista e saggista americano che in oltre venti libri di testo si è occupato di come l’innovazione digitale ha impattato e muterà il mondo del lavoro nelle società moderne. Il suo ultimo lavoro risale al 2014 con The Zero Marginal Cost Society.
  • Neil Harbisson & Moon Ribas, Neil è un visual artist e presidente della Cyborg Foundation. Moon Ribas invece è passata alla storia per essere stata dichiarata nel 2004 come Cyborg, dopo l’inserimento di un impianto di sensori sulla sua nuca.

Saremo presenti anche noi di Ninja Marketing e Ninja Academy con degli speech ed altre novità di cui parleremo nei prossimi interventi.

Campus Party, una storia lunga 20 anni

Creato nel 1997 in Spagna, Campus Party è già presente con edizioni a cadenza annuale in Messico, Costa Rica, Portogallo, Brasile, Ecuador e Argentina. Ciò che renderà questa iniziativa unica anche in Italia sarà il pernottamento dei migliaia di campuseros in tende appositamente eretto per loro negli spazi della Fiera di Bergamo, secondo una formula originale per invogliarli ad andare verso il futuro con lo stesso spirito d’avventura proprio degli esploratori della storia.

Campus Party - Campuseros

L’organizzazione ha chiesto ad un Advisory Board di essere accompagnata nel percorso di costruzione dei contenuti dell’agenda dei lavori, oltre che nel coinvolgimento dell’ecosistema italiano dell’alta formazione, della ricerca e dell’innovazione.

L’Advisory Board di Campus Party sarà così composto da:

  • Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,
  • Ministero dello Sviluppo Economico,
  • Agenzia per l’Italia Digitale,
  • Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI),
  • Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) e diversi Centri di Ricerca.

Sabato 23 luglio tutti i lavori si chiuderanno a suon di musica nel cuore della città di Bergamo, che verrà coinvolta attivamente per offrire esperienze culturali e ospitalità dedicata alle 100.000 persone previste nell’arco della settimana.

Come partecipare con la promozione Ninja!

Campus Party

È possibile registrarsi all’evento e seguire tutti gli aggiornamenti nella sezione dedicata all’interno del sito della manifestazione.

Ma c’è di più: chi vuole può utilizzare il codice sconto riservato a ninja-addicted “NJMKG#CPIT1″Se lo utilizzi in via di registrazione avrai diritto ad uno sconto del 30% sul prezzo indicato.

Resta sintonizzato sui nostri canali, a breve nuovi aggiornamenti su speaker e keynote che saranno il cuore della settimana bergamasca.

Perché gli scienziati credono che i post sui social network possano prevenire il suicidio

 

Suicidio_1

Fermatevi un attimo a guardare la vostra tastiera emoji: il volto arrabbiato, il fantasma, la ciambella, la pizza, le sigarette e il cuore.
Il cuore vibrante, il cuore rosso, i piccoli cuori colorati ideali da mandare a chiunque: un amico, il partner, un genitore. Notate ancora una cosa: il cuore spezzato e il cuore blu, che portano con loro, chissà, tristezza, solitudine e dolore.

Apparentemente meritevoli di poca attenzione, si scopre invece che queste emoji sono molto più importanti di quanto si possa immaginare. I linguisti, gli psicologi e gli scienziati informatici stanno scoprendo che ciò che condividiamo sui social network può dire molto sulla nostra salute mentale. Alcuni ricercatori ritengono che grazie ad alcuni algoritmi e all’analisi matematica, è possibile fornire agli operatori sanitari degli strumenti affidabili per aiutare a risolvere uno dei principali problemi di salute pubblica: il suicidio.

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Gli indizi nei tweet

Predire il rischio di suicidio è ciò che Glen Coppersmith, scienziato e psicologo, si è proposto di fare.
Nel mese di aprile, i dati pubblicati dal Centers for Disease Control and Prevention hanno rivelato un allarmante aumento dei suicidi in entrambi i sessi e in ogni fascia di età compresa tra i 10 e i 74 anni. Tra il 1999 e il 2014, il tasso di suicidio negli Stati Uniti è aumentato del 24%.

Come fondatore e CEO della società di analisi di salute mentale Qntfy, Coppersmith sta sperimentando la progettazione di algoritmi che identificano i trend nella comunicazione umana. Questo concetto nella scienza è ben consolidata: è quello che sta alla base della correzione automatica delle parole scritte con gli smartphone.

Coppersmith appartiene a un piccolo gruppo di ricercatori che credono che questa tecnologia può essere utilizzata per rilevare il rischio di comportamento suicida. In un suo recente studio, pubblicato questo mese in un’associazione annuale del Nord America per la riunione linguistica computazionale, lui ei suoi co-autori hanno cercato di stimare il contenuto emotivo di tweet da centinaia di utenti che avevano parlato apertamente di un tentativo di suicidio e di tweet da un gruppo di controllo che non ha manifestato intenzioni suicide.

Utilizzando un modello progettato per prevedere il rischio di suicidio nel primo gruppo, i ricercatori hanno scoperto il loro algoritmo e hanno osservato come quei famosi cuori tra le emoji possono dire molto più di quanto ci saremmo mai aspettati.

Coppersmith e i suoi co-autori hanno notato come alcuni utenti nel gruppo che ha parlato di tentare il suicidio hanno impiegato una gamma ristretta di emoji rispetto agli utenti tipici della stessa età e sesso, preferendo i cuori blu e spezzati. Utilizzare solo queste emoji – è bene precisarlo – non indica il rischio di suicidio, in ogni caso. I ricercatori hanno anche notato un aumento nella volontà di trasmettere tristezza prima di un tentativo di suicidio, con conseguente aumento di tweet incentrati su questo stato d’animo.

Lo studio di Coppersmith non include tweets reali, al fine di proteggere la privacy degli utenti, esso offre tuttavia degli esempi per dimostrare come ogni parola che si usa mostra inevitabilmente un po’ di chi sei, di cosa stai pensando, anche se, certamente, non sei in una sorta di crisi emotiva.

Coppersmith crede che questi dati, come molti altri contenuti generati dai dispositivi mobili, potrebbero essere di vitale importanza per ricerca psicologica volta a captare alcuni importanti segnali circa il rischio di suicidio in un paziente.

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Nonostante i recenti progressi di questa ricerca, ci vorrà ancora molta collaborazione tra scienziati e operatori sanitari, senza tralasciare i finanziamenti necessari, per la produzione di una ricerca abbastanza affidabile, in modo da poter essere utilizzata dagli psicologi nella pratica quotidiana.

Coppersmith vuole analizzare tutti i contenuti prodotti nei giorni, mesi e settimane prima della manifestazione di un atteggiamento suicida in un paziente. Tutto questo può e deve essere fatto grazie all’analisi del linguaggio in tutte le sue forme, che può dire molto delle intenzioni latenti e celate dell’individuo. Questo tipo di analisi deve essere fatta su ogni canale possibile. Social media e dati mobili offrono, in tal senso, una nuova opportunità.

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Coppersmith immagina un futuro in cui le persone in preda alla disperazione non si sentiranno più impotenti: “grazie ai social network analizzeremo e riusciremo a mettere a disposizione nuovi strumenti per aiutare le persone che si trovano con questo dolore, per aiutarle a trovare una via d’uscita.”

Nuovi paradigmi e tool: come si comporta la SEO?

Nel panorama odierno imparare a strutturare contenuti e comunicazione in un’ottica SEO oriented non si riduce più alla produzione di testi che “piacciano a Google”: fortunatamente, nelle aziende che desiderano avere un presidio web, questo concetto è arrivato in alto, fino a sbloccare budget e risorse ad hoc dedicate all’ottimizzazione.

Per avere una panoramica generale sulla situazione e sui nuovi paradigmi dell’inbound marketing abbiamo deciso di aggiornarci attraverso alcune chiacchierate con alcuni dei massimi esperti del settore.

Per la prima, il nostro ospite è Luca De Berardinis, consulente Inbound Marketing presso Argoserv e storico partner di Ninja Marketing, al quale abbiamo chiesto come si sia evoluta la strategia SEO e come si inserisce nel nuovo ecosistema globale governato dai social.

intervista a luca de berardinis

 

1) Digital e Social Media hanno cambiato i paradigmi della comunicazione e del marketing: in che punto di questa rivoluzione si inserisce la SEO?

time for change

I social media e le piattaforme digitali hanno cambiato per sempre il modo in cui le persone interagiscono e si informano online. Racconto brevemente la mia esperienza personale: fino a pochi anni fa, per leggere le notizie del giorno aprivo le varie testate giornalistiche online o, più semplicemente, consultavo un RSS reader.

Nello specifico ero affezionatissimo a Google Reader, uno dei migliori lettori di feed rss con cui riuscivo ad organizzare tutte le news dalle fonti che più mi interessavano. Poi il 1° luglio 2013 Google ha deciso di mandare in pensione il suo reader, infatti io ne diedi notizia sul blog di Argoserv.

Da quel giorno ho fatto di tutto per rimpiazzare quel comodissimo tool ma non ci sono riuscito. Il motivo? Nel frattempo mi stavo abituando all’idea di consultare le news attraverso Facebook e Twitter. Oggi quando mi alzo la mattina, una delle prime cose che faccio è controllare lo stream di FB alla ricerca di news e informazioni utili. È diventata un’abitudine.

La SEO si inserisce come parte fondamentale del processo di Inbound Marketing, necessaria nel primo stadio in cui occorre attirare nuovi utenti interessati ai contenuti del sito web. Il nuovo paradigma della metodologia inbound (permission marketing) prevede che siano gli utenti a cercare le aziende – quando ne hanno effettivo bisogno – e non il contrario come avviene nell’interruption marketing (tv, radio, cartellonistica, telefonate).

2) In questo panorama costantemente in evoluzione, quali sono le principali novità introdotte quest’anno per la SEO?

SEO

Le novità nella SEO, in genere corrispondono alle nuove modifiche negli algoritmi dei motori di ricerca come Google. Fino ad ora mi sento di segnalare tre novità principali che hanno effetto anche dal punto di vista SEO:

  1. la diffusione sempre più capillare della ricerca vocale su Google. Circa la metà degli adulti fa una ricerca vocale almeno una volta al giorno
  2. il 19 febbraio di quest’anno Google inizia a rimuovere gli annunci sponsorizzati dalla colonna destra delle SERP. Quindi la serp organica inizia più in basso a vantaggio degli annunci AdWords
  3. a partire dal 4 maggio scorso Google modifica il layout delle serp dando più spazio in larghezza ai singoli risultati (gli snippet). Questo avrà effetto sul clic-through-rate

Illustrerò dettagliatamente tutte le implicazioni SEO durante il corso online in SEO e SEM strategy.

3) Uno dei punti sul quale verterà il tuo corso è la Long Tail: qual è la sua importanza all’interno della web economy?

mano che digita su una tastiera

La long-tail è un concetto centrale nella web economy. Il motivo? È presto detto! Le persone cercano sempre di più informazioni precise e approfondite sfruttando parole chiave formate da 3, 4 o 5 termini. Chi cerca “keyword a coda lunga” si trova in una fase avanzata del processo di acquisto, è consapevole dei suoi bisogni e ha le idee molto chiare. Inoltre è molto predisposto all’acquisto perché ha già attraversato la fase della consapevolezza e della ricerca di informazioni preliminari (fase informazionale).

In questo senso le keyword long-tail intercettano una nicchia di mercato, ovvero un “piccolo” gruppo di persone estremamente interessate ad un prodotto/servizio/argomento e, in questo senso, pronte alla “conversione”.

  • Esempio di ricerca generica: “hotel roma”
  • Esempio di ricerca long-tail: “hotel 3 stelle roma zona trastevere”

4) Dallo storytelling al content marketing: come, quando e perché è diventata una delle principali leve di vendita?

strategia seo

Non saprei dire da quando il content marketing e lo storytelling sono diventati degli importanti strumenti di vendita. Ma di sicuro negli ultimi due anni l’incremento della produzione di contenuti da parte delle aziende ha conosciuto un’impennata incredibile. Molte più aziende investono in content marketing sviluppando blog aziendali.

Di fatto, il cosiddetto corporate blog è diventato uno strumento imprescindibile per creare fiducia nella gente e per trasformare un’azienda in un punto di riferimento importante nel settore di business di riferimento. Il tutto ha come obiettivo l’incremento delle vendite e la creazione di valore per i clienti.

5) Cosa sono i backlink e cosa possiamo fare per evitare di incapparci?

Backlinks

I backlink sono tutti quei link che il nostro sito riceve da risorse esterne. In generale i backlink sono un fattore di ranking positivo se provengono (spontaneamente) da siti autorevoli e in tema col nostro. Quando invece provengono da siti con un basso trust e che hanno poco a che fare col nostro, nella migliore delle ipotesi Google non ne tiene conto.

Ma se questi siti esterni risultano “tossici” ovvero che creano dei link al solo scopo di penalizzarci o di farsi pubblicità allora questo può essere un grave pericolo per la visibilità del nostro sito. Come evitarli? Difficile a dirsi. L’unica cosa che possiamo e dobbiamo fare è tenere i backlink sotto controllo attraverso due strumenti fondamentali: Google Search Console e Majestic che analizzeremo durante il corso online.

 

Questa è stata la nostra chiacchierata con Luca sui temi attorno ai quali ruoterà il suo modulo nel Corso SEO & SEM Strategy (Formula Online + Aula Pratica opzionale) a cura di Ninja Academy nella sua nuova edizione. Non dimenticare di sfruttare l’early booking previsto sino al 6 settembre: 199 euro al posto di 299!

Cosa si può imparare nel primo mese nelle Digital PR

Succede che un giorno arriva una nuova persona nel tuo team, e tu, per la prima volta senti parlare di Digital PR.

Dopo una breve pausa con un punto interrogativo in testa, su cosa significhi Digital PR, se sia solo una parola affiancata a Public Relation per rendere tutto più misterioso, ed interessante, decidi di seguire questa persona e di capire qual è il suo lavoro che svolge con tanta passione e dedizione.

Ecco dunque che, dopo un mese, puoi finalmente dare una risposta ai tutti i tuoi diversi perchè.

Cosa vuol dire dunque fare Digital PR?

Cosa si può imparare nel primo mese nelle Digital PR

Se si pensa alle PR tradizionali appare fin da subito chiaro che si fa, o si faceva, riferimento a giornalisti o esperti del settore di appartenenza; ma non si tratta più di Public Relations ma di People Relations.

Il più delle volte infatti ci si interfaccia con influencer, community manager, blogger, art director che appartengono a settori diversi, ma con la caratteristica in più che può aiutarti a diffondere il tuo brand, a costruire un’immagine solida o, in modo più semplice, a creare awareness.

Il responsabile delle Digital PR di un brand si occupa dunque di interfacciarsi con i più importanti, e con più followers, trend setter del mondo digital, con sempre un occhio di riguardo al mondo offline e ai giornalisti.

Relazioni continue e durature

Cosa si può imparare nel primo mese nelle Digital PR

Al giorno d’oggi per lavorare nelle Digital PR sono necessari i contatti che hai e che ti sei creato durante tutta la tua esperienza. Diventa fondamentale dunque costruirsi un proprio network di persone, che potrai invitare nel tuo showroom o nei tuoi uffici, anche solo per una breve visita. Anche questo fa parte del tuo lavoro e, nel medio-lungo termine, porterà ritorni al tuo brand e alla tua crescita professionale.

Non dimenticarti l’atteggiamento: questo non vuol dire essere gentili per circostanza, ma essere semplicemente se stessi, in modo genuino. In questo mondo, a volte uno dei principali punti di forza possono essere i pregi che coltivi all’interno della tua vita professionale e non.

Parola d’ordine: aggiornamento

Cosa si può imparare nel primo mese nelle Digital PR

Davanti ad un caffè durante una breve pausa, ecco che la tua nuova collega ti mostra un nuovo social network, di cui tu ignoravi esistenza e funzionamento; per poi scoprire dopo una settimana che non puoi, ovviamente, più farne a meno.

Da questo episodio puoi imparare che una parte imprescindibile del lavoro nelle Digital PR è l’essere sempre al passo con i tempi.

Non è sufficiente però conoscere l’esistenza dei social media, ma anche in che modo funzionano e a quale pubblico e target parlano.

Spesso si pensa, in modo erroneo, che sia sufficiente postare un’immagine su Instagram per aumentare il proprio engagement rate; ecco che la figura esperta di Digital PR ti saprà aiutare a trovare il modo più corretto per utilizzare i tuoi canali e sfruttare al meglio il tuo potenziale.

Conoscere il proprio brand

Per poter costruire relazioni con influencer e blogger, il primo passo da compiere è essere esperti del proprio settore e dello storytelling di un brand.

Si cattura l’attenzione e l’interesse delle persone solo se si hanno delle conoscenze, convinzioni e contenuti accattivanti per i propri interlocutori; gli influencer ad oggi preferiscono essere coinvolti in un progetto per poter dare il proprio punto di vista, con il tocco e il linguaggio, visivo e non, che li caratterizza.

Per farlo però hanno bisogno di una storia solida dietro, e tu, Digital PR, dovrai essere il primo a farli entrare nella filosofia e nel messaggio che rappresenti.

Poche informazioni, asettiche e senza contenuti potrebbero far pensare al blogger scelto che in realtà quella che vorresti fare è solo un’attività pubblicitaria, senza nulla alla base.

Ora anche voi non vedete l’ora di entrare nel mondo delle Digital PR?

Settimana storica per Win and Fail

Questa settimana è stata sicuramente epica, se non addirittura storica. Sì, ovviamente stiamo parlando di Brexit. Senza entrare nel merito di quanto possa definirsi win o fail il risultato del referendum del 23 giugno, ci sono molti spunti di riflessione dati dal modo dei social.

E anche noi di Ninja Marketing questa settimana dobbiamo fare mea culpa, ci perdonate vero? 😉

Un fail decisamente più grave è stato però quello di Nigel Farage. Il suo discorso per celebrare la vittoria del referendum ha infatti sì fatto il giro del mondo, ma non per il motivo auspicato. Preso di mira da media e twitter, il leader del movimento Brexit, si è lasciato prendere la mano e ha annunciato che “il 23 giugno passerà alla storia come il nostro Indipencence Day (…) senza dover sparare una singola pallottola” (qui il discorso intero). Peccato che non solo le pallottole siano state usate, ma che abbiano addirittura ucciso la parlamentare Jo Cox. Un triste, triste Fail, Nigel.

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Per fortuna l’ironia social ha saputo portare un po’ di freschezza sulla criticità del momento. E l’ironia è sempre Win!

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Cambiamo argomento e andiamo ancora più a nord. Arriviamo in Islanda, terra che ci regala paesaggi perfetti per far morire d’invidia tutti i follower di Instagram, terra di viaggi e vacanze, oltre che setting perfetto di film. E di video. Poetico Epic win per i Sigur Ros, infatti, che hanno deciso di lanciare il loro nuovo album con un live stream di 24 ore che vede i loro brani come sound track di un viaggio attraverso il paese.

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Altri due insospettabili Win per celebrare il  arrivano dalle autorità: il primo lo troviamo sull’account twitter del presidente Obama che con l’hashtag #LoveIsLove rende chiaro il suo pensiero per cui, nonostante l’approvazione del diritto al matrimonio delle coppie omosessuali, il movimento LGBT ha ancora molta strada da fare per raggiungere l’uguaglianza.

Il secondo Win arriva da Londra, dove durante il Gay Pride un poliziotto ha chiesto la mano al suo compagno. Love Win!

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Libera il tuo potenziale digitale e risparmia sulla bolletta

Conosci la sensazione di totale sconforto quando leggi la bolletta? L’unica cosa che sembra di facile comprensione è l’importo finale da pagare! Il dettaglio delle letture, i consumi stimati e reali, i ricalcoli, i costi di distribuzione: ad ogni bolletta scopri una nuova voce e ogni tentativo di risparmio sembra inutile perché c’è sempre qualche costo che non avevi preventivato.

Worried couple after calculating bills sitting at home.

Il digitale viene in nostro soccorso per superare il problema dello “shock da bolletta”: parliamo di wekiwi, il primo fornitore di energia elettrica e gas naturale in Italia a offrire un servizio completamente online. Wekiwi è una startup, spin-off del gruppo Tremagi, azienda privata italiana del settore energetico che comprende l’operatore Illumia.

Come risparmiare con un approccio smart 

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Il consumo consapevole è tra gli obiettivi principali di wekiwi, che offre una user experience completamente online, pratica e alla portata di tutti. Per assicurare un vantaggio economico sensibile, wekiwi fonda la sua offerta e il suo rapporto con i clienti su alcuni concetti chiave, proponendo un approccio che è:

  • Trasparente: all’attivazione del contratto ti verrà richiesto di scegliere una “Carica”, cioè un importo da pagare in acconto – in base a quanto spendi con l’attuale fornitore – che ti verrà fatturato in via anticipata. Wekiwi non effettua stime preventive ma si fida di te, semplificando così la gestione dei propri incassi. In base all’aderenza tra la Carica scelta e i tuoi consumi reali, verrà poi applicato al conguaglio uno “sconto sulla Carica”: se il consumo rilevato è inferiore o uguale a quello acquistato tramite la “Carica” lo sconto sarà calcolato sull’intero importo della bolletta.
  • Misurabile: tramite l’app e l’area personale del sito, puoi monitorare i tuoi consumi per capire se stai consumando di più o di meno rispetto alla Carica.

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  • Incentivando un approccio digital: se contatti wekiwi solo tramite mail, app o area personale del sito, ti viene riconosciuto uno sconto online; la scelta di un servizio smart permette infatti di ridurre i costi della filiera, facendo risparmiare sia l’azienda sia il cliente.
  • Variabile: con wekiwi puoi scegliere una fatturazione quadrimestrale (gratuita), oltre che trimestrale e bimestrale.

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  • No intermediari: nessun venditore porta a porta e nessun call center; questo significa minori costi ma anche la tranquillità di non ricevere alcuna sollecitazione commerciale.
  • Semplice: wekiwi propone 2 sole offerte, per essere il più chiari possibile, l’Energia a Prezzo Fisso 12 mesi e l’Energia alla Fonte.

Anche la comunicazione di wekiwi si è contraddistinta per un approccio “disruptive” scegliendo Gioele Dix per registrare un video autoironico sulla difficile lettura della bolletta, già virale sui social.

Marco Bernardi, Presidente e CEO del Gruppo Tremagi ci spiega così il servizio wekiwi: 

“Rendere più semplice la gestione dei consumi energetici è la filosofia che sta dietro al motto #smartenergy promosso dalla start-up”.

Massimo Bello, Amministratore Delegato di wekiwi ha affermato:

“Muoversi in un mercato come quello energetico non è mai facile ma siamo convinti che innovando e recependo le esigenze dei nostri utenti, e soprattutto delle giovani generazioni, sia possibile emergere e diventare un player importante. wekiwi già nel nome, che lega we (noi) con kiwi (acronimo web di kilowatt), si connota come un’azienda trasparente, aperta e social”.

Italian Navy Sim, ecco il simulatore ufficiale della Marina Militare

A bordo della nave scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare, per l’esclusiva presentazione del nuovo gioco ufficiale di simulazione aeronavale, c’eravamo anche noi di Ninja Marketing.

Occasioni uniche per assistere di persona a un progetto di interesse, dimostrazione del nuovo corso della Marina Militare, ma in fondo di tutta la difesa, che punta ad un maggiore contatto con gli utenti anche partendo da progetti particolari come il gaming. Le distanze che si accorciano e che permettono di raccontare aspetti fin qui poco considerati, mettendo in evidenza lo stretto legame presente tra le diverse sezioni della Difesa e cittadinanza.

Ma torniamo al gioco. Italian Navy Sim, ufficialmente licenziato da Marina Militare, nasce dall’esperienza in ambito di simulatori dell’azienda italiana Rortos, da anni impegnata nella realizzazione di flight simulator per dispositivi mobili. Disponibile per Android e iOS (a breve anche per Windows e Mac) rende possibile ai giocatori di indossare la divisa per un giorno, interagendo con i diversi mezzi della Marina Militare: possiamo assumere il controllo di navi, elicotteri e addirittura aerei. Gli scenari, italiani, sono esistenti e attentamente ricostruiti con tecnologia satellitare per  garantire un’esperienza di gioco il più reale possibile. Potremmo uscire o sorvolare il porto di La Spezia, Catania o di Taranto. Vera chicca la possibilità di navigare ed esplorare la gloriosa nave scuola Amerigo Vespucci, vanto della Marina Militare nel mondo.

Non un semplice gioco, ma una vera esperienza di simulazione

La compatibilità con la tecnologia VR Cardboard enfatizza ancor di più il realismo della simulazione, regalando emozioni davvero uniche all’utente. Una filosofia chiara quella di Rortos, che punta sull’immedesimazione totale e sul regalare esperienze che facciano del realismo uno dei tratti fondamentali. Realismo che influenza anche la scelta delle condizioni meteo. Queste possono essere selezionate tra diversi set preimpostati o addirittura gestite attraverso i servizi di meteo online, garantendo al giocatore la medesima situazione dell’istante in cui si appresta a giocare.

Fedelmente riprodotte anche le missioni. Per ognuna delle location saranno disponibili diverse missioni. Manovra il Cacciatorpediniere Andrea Doria D553, apponta sulla portaerei Cavour con un caccia AV-8B Harrier II+, salva naufraghi con un RHIB Hurricane 753, esci in ricognizione FLIR con un elicottero EH101 o veleggia con nave scuola Amerigo Vespucci. Situazioni eterogenee che permettono all’utente di vivere appieno il corpo della Marina Militare, testando sul campo i principali mezzi e le attività che gli uomini della stessa si trovano a vivere.

Le parole di Roberto Simonetto, CEO di Rortos:

“Siamo molto contenti del risultato finale. Abbiamo lavorato duramente per rendere questa simulazione veramente poliedrica, unendo in un unico prodotto la possibilità di essere al comando di navi, aerei e elicotteri in missioni affrontate realmente dalla Marina Militare.”

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Simulatori, una risorsa fondamentale per la formazione

Simulazione che non viene vista come semplice spinta al gioco, ma come parte sempre più integrante della formazione dei professionisti della Marina. Un modo senza rischi per metterli alla prova in situazioni limite, situazioni che causano estrema pericolosità non potrebbero essere provate, provando gli equipaggi di domani di esperienze che potrebbero risultare fondamentali. Sono ormai anni che l’addestramento si avvale di sofisticati sistemi in grado, tramite la realtà virtuale, di allenare e affinare le capacità dei cadetti.

Un fattore ribadito in fase di conferenza stampa anche dal Capitano di Vascello Gennaro Falcone, rappresentante dell’Ufficio di Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina Militare, che durante il suo intervento ha sottolineato l’ampio utilizzo dei simulatori anche in ambito NATO.

Un’esperienza che oggi, grazie a Italian Navy Sim, è possibile provare comodamente dal divano di casa. Sei pronto per spiegare le vele?