Video Advertising in Italia: i trend, le sfide e gli obiettivi

Tra i temi del Festival of Media Global 2016 senza dubbio ha dominato il Video Advertising, sempre più rilevante all’interno del media spending. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Dario Caiazzo, recentemente nominato Managing Director di Teads, società leader del mercato della pubblicità video outstream con una piattaforma innovativa per la monetizzazione dei premium publisher online di tutto il mondo.

Con Dario abbiamo affrontato diversi argomenti: i nemici dei digital advertiser, le modalità di raggiungimento di un reale engagement con gli utenti ed il futuro della industry.

Ecco la video intervista:

Alitalia

#MilanJuve, Outcast e Alitalia: epic win ed epic fail della settimana

Settimana di grandi momenti epic anche al di fuori del mondo social: dalla morte di Marco Pannella, a cui sono stati dedicati numerosi tweet e post, alla vittoria della Juventus. Insomma, anche questa settimana la realtà è passata per Facebook, Twitter e compagnia bella.

Ormai, non si capisce più il confine tra realtà e vita social. Anche le serie tv finiscono per confondersi in questa dimensione. 

Eh sì, tutti pazzi per l’epica Gomorra 2.

Win

Non è ancora chiaro come sia potuto accadere, ma è diventato virale. Sì, un epic win per una mamma americana che su Facebook ha pubblicato un video in cui indossava la maschera del celebre personaggio di Star Wars Chewbacca. Risata contagiosa, video condiviso, epic win meritato. (Oltre 3 milioni di condivisioni in pochi giorni, non male, vero?)

It's the simple joys in life….

Gepostet von Candace Payne am Donnerstag, 19. Mai 2016

 

Annata fortunata ed epica per la Juventus che, lo scorso sabato, ha portato a casa l’ennesima vittoria (e l’ennesima coppa). Twitter, completamente monopolizzato dai commenti calcistici, ha regalato grandi emozioni. #MilanJuve ed è subito gara di tweet.

L’ironia non manca:

https://twitter.com/letidavibiella/status/734365981565390848

L’ironia che non risparmia nessuno, per intenderci..

Tutto, tutti epic win.

Sapete cosa è veramente epico e vince tantissimissimo? Questo:

Fox presenta una nuova serie tv: Outcast. E cosa c’è di speciale? La rende accessibile a tutti. Sì, la prima puntata di questa nuova serie è stata trasmessa Live Streaming su Facebook. Ora, in tutta onesta, l’episodio non lo abbiamo visto, però possiamo dire che questa trovata è stata decisamente un social epic win.

Trovare lavoro sui social? Sì, si può. Ci pensa LinkedIn.

No, scusate. Ci pensa Twitter. Sì, trovare lavoro sì può con un tweet. No, con un hashtag. Ok, facciamo ordine.

Chi di voi ha notato, lo scorso 19 maggio, l’hashtag #JobFair tra quelli in tendenza? Bene, solo per quel giorno lì è stato possibile trovare lavoro grazie ad un Twesume (mini cv in 140 caratteri) ben fatto.

Insomma, Twitter si è proposto come un vero e proprio mercato, dove domanda ed offerta si sono incontrati in modo facile e veloce. Tante aziende hanno, infatti, aderito.

Ma che bella iniziativa! Chissà se tutti poi sono riusciti ad apprezzarla..!

 

Fail

Questa settimana ne abbiamo solo uno, ma vi possiamo assicurare che è uno dei più epici di tutti i tempi.

Ecco, molti lettori ci hanno segnalato questo tweet degno di nota di Alitalia.

epic_fail_win_uno

Coooosa? Ebbene sì, cari ninja lettori, sulla pagina Twitter di Alitalia è comparso questo post. Che cosa è accaduto? Vedete, in fondo sapete tutti che Alitalia ha rivoluzionato le divise degli assistenti di volo, vero? Ecco, forse qualcuno ha dimenticato di indossarla.

Allacciate le cinture! Dopo questo articolo, anche questa settimana decollerà in maniera epica. Ciao ninjas! 

Tic-tac, Toyota, Virgin: i migliori annunci stampa della settimana

Bentrovati con la rubrica dei migliori annunci stampa della settimana, quella che rende il lunedì più dolce e alleggerisce l’aria attorno alla vostra scrivania.

Siete pronti per iniziare? Allora partiamo con le pubblicità più belle raccolte per voi da Ninja Marketing.

Prematek: Protest

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana1

Per chi non lo conosce, Prematek è un prodotto che serve a proteggere il legno, di qualsiasi tipo esso sia, dai funghi e dalle muffe. Si applica alle porte, agli infissi, ai mobili e ai pavimenti e salva il legno da tarme e parassiti.

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana

Advertising Agency:Fahrenheit DDB, Lima, Peru
Executive Creative Director:Ricardo Chadwick
General Creative Director:Sergio Franco Tosso
Art Director:Gonzalo Vera Tudela
Copywriter:Mauricio Loredo
Photographer:René Funk

Ford: Brown

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana2

Questa campagna è stata lanciata per pubblicizzare il nuovo Ford Cardo Extraheavy Trucks, un modello di camion super “forzuto”. Il motto? “Load all you want” – carica tutto quello che vuoi.
Agency: Blue Hive Argentina
Production: La Posta Merge
Country: Argentina

Virgin America: Work Hard, Hawaii Hard

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana9

Dopo un anno di duro lavoro, una pausa ci sta e le Hawaii sono la meta giusta: sole, mare, spiagge candide. Ecco come Virgin America promuove i suoi voli nelle isole paradisiache.

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana11

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana10

Agency: Eleven

Mollie’s Fund: Alien

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana3

Ok, questa fa proprio ribrezzo. Si tratta della nuova campagna di sensibilizzazione sul controllo dei nei promossa da Mollie’s Fund: “A mole sin’t always just a mole ” – un neo non è sempre solo un neo, recita lo slogan.

Agency: Area 23, USA.

Country: United States of America

LEGGI ANCHE:Airbnb, Fiat e Gegenbauer: i migliori annunci stampa della settimana

Toyota: How far

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana8

Il nuovo ibrido della Toyota può arrivare ovunque, anche su Marte, chiaro il messaggio?

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana7

Agency: Saatchi & Saatchi, Los Angeles

Country: United States of America

Tic tac: Three pretty playful minutes

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana4

La nuova campagna stampa di Tic-tac è decisamente colorata. Tre minuti, questo è il tempo necessario per gustarsi una Tic-tac e far divertire il palato.

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana6

Tic-tac_Toyota_Virgin_i_migliori_annunci_stampa_della_settimana5

Agency: La Comunidad Buenos Aires

Country: Argentina

Alla prossima settima!

Il futuro dell’Out of Home è tutto digitale

DOOH, Digital Out of Home, chi non ne ha ancora sentito parlare? Sono sicura che anche tu, una volta, sei rimasto a bocca aperta davanti ad un’affissione digitale. Fino a cinque anni fa erano forse rare, ma ora rappresentano il 50% del panorama dell’advertising europeo e non solo.

Probabilmente se fai parte di una realtà come un’agenzia media, sarai stato sommerso dalle richieste del tuo principale cliente e da quotidiane telefonate del tipo: “Mi raccomando, inseriamo nella pianificazione anche delle Digital Out of Home!”. Se un tempo questo mercato era difficile, la pianificazione assai dispendiosa e pochi spazi a disposizione,  ora ci si trova a far fronte a diversi formati e realtà innovative.

Il futuro dell'Out of Home è tutto digitale

Perchè investire dunque su un media così gettonato? In primo luogo è ricercato da brand di ogni tipo e settore, secondo Clear Channel infatti nel 2015 gli spazi dedicati a Digital Out of Home hanno costituito il 30% dei ricavi del gigante dell’advertising. In secondo luogo i costi per la prenotazione di questi spazi si sono sensibilmente abbassati, rappresentando per i brand un’opportunità innovativa ma allo stesso tempo meno dispendiosa.

Non sei ancora del tutto convinto? Ci sono altri tre motivi per cui dovresti investire parte del tuo budget media in questo settore, o convincere il tuo cliente che si tratterebbe di un’ottima opportunità.

LEGGI ANCHE: Come ti sentiresti ad avere Jet Blue in tasca?

A di Attrarre

Il futuro dell'Out of Home è tutto digitale

Ciò che differenzia una digital outdoor advertising da una classica billboard è la capacità di catturare l’attenzione. Per natura siamo portati ad osservare molto di più qualcosa in continuo movimento, a maggior ragione se ciò che stiamo guardando ci incuriosisce.

Lato brand, creare dei contenuti accattivanti e declinarli in modo innovativo significa dare una svolta al business e alla propria identità, catturando veramente l’attenzione e aumentando in modo sensibile il numero di impression e il ritorno del proprio investimento.

Ad esempio la campagna #Feelthereal ha dimostrato come le DOOH siano un medium visibile dal 100% del campione: ciò significa incrementare la visibilità di un brand, focalizzando i propri sforzi su un unico canale.

C di Contenuti

Il futuro dell'Out of Home è tutto digitale

Non dimenticarti un fattore molto importante: non tutti i contenuti possono essere declinati attraverso le nuove frontiere dell’advertising. Non basta un bel video per essere i leader indiscussi del mercato.

Diventa necessario uno sforzo anche dal punto di vista creativo: l’Out of Home può anche essere uno strumento ottimo per dare vita ad un’attività di guerrilla marketing, amplificando il messaggio ma allo stesso tempo rendendo i tuoi spettatori attivi e protagonisti.

I di Integrazione

Il futuro dell'Out of Home è tutto digitale

Gli strumenti digitali sono nati per interagire ed integrarsi fra loro; raggiungerai un successo a metà se non studierai un’estensione online della tua campagna offline.

In questo caso questo nuovo strumento, ha la capacità di integrare entrambi i canali: Coca Cola e la campagne Share a Coke è un ottimo esempio da seguire su come integrare i due canali, ampliando la campagna digitale con una campagna outdoor, con mobile search data, hashtag per invitare ad una call to action e google search monitoring.

Sei già andato dunque a rivedere i tuoi investimenti media?

I 10 brand di birra più venduti al mondo? Vince la Cina

I 10 brand di birra più venduta al mondo? Vince la Cina

È tempo di svolte anche nel campo delle bionde: la Germania e il gruppo belga Anheuser – Bush InBev, detentore delle più conosciute marche di birra, perdono la leadership di mercato in favore dell’Oriente. Secondo la classifica 2016 di Euromonitor è cinese la birra più venduta al mondo.

Il mercato della birra è uno scenario frammentato, ma in crescita, con previsioni di vendita per 688,4 miliardi entro il 2020 grazie anche al crescere dei consumi di birra artigianale e dell’importanza dei giovani nell’espansione del mercato. Solo la tradizione di una birra con gli amici, insomma, non cambia mai.

La birra più venduta al mondo ha gli occhi a mandorla

I 10 brand di birra più venduti al mondo? Vince la Cina

Euromonitor ha stilato la classifica delle dieci birre più diffuse al mondo e quattro di queste hanno gli occhi a mandorla: Harbin (8), con una quota di mercato pari al 1,5%, è la birra ghiacciata per eccellenza con una lunga tradizione alle spalle; Yanjing (6), con un indice dell’ 1,9%, la birra cinese fino al luppolo e la birra ufficiale del Paese, Tsingtao (2), con una quota del 2,8%, oggi conosciuta anche negli USA, dove si è classificata come la birra più venduta di provenienza cinese; Snow (1), la prima birra al mondo, con un mercato pari al 5,4% del totale, il suo successo è il prezzo bassissimo, 1 dollaro al litro, e la circoscrizione  in un solo Paese: la Cina.

Tra le altre sei in classifica troviamo il gruppo Anheuser – Bush InBev con la Brahma (9) e la sua quota di mercato del 1,5%, la bionda più famosa in Brasile disponibile in due varianti; Skol (5), con una percentuale del 2,1 sul totale, caratterizzata dal sapore internazionale vista la combinazione di birrifici inglesi, canadesi, svedesi e belga nella sua composizione; le sorelle Budweiser (4) e Bud Light (3) con quote rispettivamente del 2,3% e del 2,5%, le bionde americane diffuse nel mondo anglosassone dove la giovane Bud Light si distingue per meno zucchero e calorie.

Ultimo posto per la Coors Light (10), con una quota di mercato del 1,3%, la birra che ha puntato tutto sull’essere ipocalorica, sulla scia dell’attenzione alla linea e della salute dagli anni ‘80 in poi.

Infine come dimenticare Heineken (7), con un indice del 1,5%, l’olandese che ha puntato sulla comunicazione e sul marketing per raggiungere le vette della popolarità, vincendo anche per la seconda volta il premio Creative Marketer of the Year.

Birra artigianale, il Made in Italy accanto alle sorelle straniere

I 10 brand di birra più venduti al mondo? Vince la Cina

Se si parla di artigianalità il Made in Italy si distingue anche nel campo della birra, dove negli ultimi anni si è registrato un incremento del numero di piccoli birrifici artigianali nei quali la bionda è miscelata e curata secondo la tradizione birraia, per un mercato che sta raggiungendo l’importanza e la notorietà di quello dei marchi più conosciuti.

Seppur la tradizione italiana sia tra le più giovani – nata negli anni ‘90 -, lo stile è inconfondibile e la qualità tra le più apprezzate: piccole dimensioni del birrificio, assenza di pastorizzazione, grande attenzione alle materie prime, un gusto ed aroma intenso fanno della birra artigianale un trend in continua crescita e della bionda italiana un nome tra i più prestigiosi soprattutto all’estero.

Insomma se l’Italia fino a poco tempo fa era patria solo di buon vino, ora viene riconosciuta anche come la casa di diverse qualità di birra anche tipiche, come quella alle castagne o quelle fatte di una miscela in cui il vino si fa sentire, segno che le radici storiche e la tradizione non si dimenticano.

LEGGI ANCHEBeer?! È nato il nuovo Yo! alcolico

Un mondo a tutta birra in cui i giovani fanno la differenza

I 10 brand di birra più venduti al mondo? Vince la Cina

Altro che Bacco e vino, la coppia perfetta nel mondo 2.0 è giovani e birra. Non dirmi che non hai mai pronunciato la tipica frase: ci andiamo a fare una birra?

La tendenza di bere una birra fuori con gli amici è costante, sorseggiare una birra in compagnia è un bel modo anche per socializzare e trascorrere un po’ di tempo sorseggiando un alcolico di una gradazione inferiore al vino, bevanda fino ad oggi più diffusa nei Paesi del Sud Europa.

Importante, poi, è che la birra è trasversale nei consumi, dai giovani agli anziani, dalle donne agli uomini.

I giovani, in ogni caso, rimangono i protagonisti indiscussi, ambassador in grado di dettare legge in fatto di consumi e quindi target importantissimo per la comunicazione di brand o di prodotto da parte delle diverse case birraie. Comunicazione sempre più spesso rivolta anche ad una sensibilizzazione per un consumo più responsabile.

Se i giovani sono il target di consumo principale, gli usi e i costumi di bevuta cambiano da Paese a Paese: dall’America dove la birra si beve solo “cold”, alla Spagna dove rappresenta un buon aperitivo, all’Inghilterra, Irlanda e Belgio dove è la bevanda per il pasto, fino all’Italia dove birra-e-pizza non le batte nessuno.

Infine, una nota è certamente legata al gusto. Paese che vai birra che trovi, dall’aromatica, alla fortemenente alcolica, dalla chiara, alla scura, alla rossa, dall’industriale, all’artigianale, versatilità e adattabilità ad ogni occasione potrebbero essere i termini per definire una buona birra.

In una guerra tra Cina e Germania per i primi posti dell’ambita classifica di vendita, essere una birra non è facile, ma di una cosa siamo sicuri, piacerai sicuramente a qualcuno prima o poi.

Festival of Media Global 2016: i vincitori degli awards

Il Festival of Media Global ha aperto i battenti ieri in quel di Roma e lo ha fatto in grande stile.

Sono stati infatti annunciati i vincitori nelle quasi 30 categorie presenti ed i 3 premi speciali scelti dalla giuria di star dell’advertisting che quest’anno ha avuto l’onore di presiedere gli awards per il decennale della manifestazione.

LEGGI ANCHE: Festival of Media Global: una giuria di eccellenze da scoprire

I vincitori dei Grand Prix del FOMG

I premi principali della manifestazione sono stati assegnati per le seguenti categorie:

  • Campagna dell’anno
  • Agenzia dell’anno 
  • Agency Network dell’anno

Chi ha voluto seguire le premiazioni tramite i nostri canali, sa già quali sono i vincitori…

Per quei pochi (pochissimi vero? 😉 ) che non si sono collegati alla nostra diretta su Facebook, sappiano che c’è un’agenzia che ha svettato su tutte le altre per numero di awards vinti: la UM Romania. Lo studio è stato capace di fare doblete aggiudicandosi sia il premio per la campagna dell’anno con Sunday Grannies, curata per Vodafone, sia quello di agenzia dell’anno, visto e considerato che ha accumulato premi Bronze Silver e Gold in ben 7 categorie diverse.

Sunday Grannies UM Romania

Ad impedire il triplete di UM c’ha pensato OMD che è riuscita a mettere le mani sul trofeo per la categoria agency network of the year. Il motivo sta nel fatto che ha accumulato ben 11 premi distribuiti tra gli 8 diversi studi in lizza in giro per il mondo, il tutto con lavori per 6 brand.

Una giuria divisa in due: i commenti dei big

Graham - Soares

La giuria che si è occupata di stilare le classifiche rispetto all’entry list dei finalisti è stata divisa in due tronconi: un primo team è stata capitanato da Allan Soares, Harley Procter Brand Manager di P&G, l’altro da Nick Graham, Global Digital Marketing Director di Huawei Technologies.

Di seguito le dichiarazioni rilasciati dai due presidenti di giuria:

Presiedere una giuria composta da professionisti di tale livello ed avere la possibilità di osservare lavori con così alt standard di qualità mi ha dato una scarica di energia ed è stato davvero un privilegio. La bontà dei lavoro in concorso dimostra quanto l’industria pubblicitaria stia attraversando un buon periodo ed il suo essere in grado di affrontare le sfide che si presenteranno nel prossimo futuro. Quest’esperienza è stata anche e soprattutto un’occasione personale per imparare e migliorarmi – Allan Soares

La gamma di lavori presentati quest’anno è stata davvero impressionante, con picchi di eccellenza come The Best Insight Award’, ‘Best Campaign for Commerce’e, con una certa dose di sorpresa, ‘Best Not-for-Profit’. La giuria ha svolto un lavoro eccellente nell’analizzare gli oltre cento lavori presentati e soprattutto nel trovare la giusta chiave di lettura per determinare le sfide e le possibilità che l’advertising presenta ai nostri giorni – Nick Graham

Queste sono le prime impressioni rilasciate a caldo dalla giuria del Festival of Media Global, se vuoi saperne di più su tutti i vincitori degli awards e guardare le campagne scelte, categoria per categoria, puoi recarti nella sezione dedicata del Festival: Cream Global.

Se invece sono i volti dei protagonisti il tuo centro d’interessa rimani connesso a Ninja Marketing; contenuti esclusivi e le interviste agli speaker più celebri saranno pubblicate nel corso della giornata…stay tuned!

Facebook Live Video

Week in Social: dalla Live Map di Facebook ai caratteri di Twitter

Come ogni venerdì, puntuale come un temporale nel weekend, la nostra rubrica sulle novità social della settimana. Tutto, ma proprio tutto quello che vi siete persi di questa intensa settimana all’insegna di mappe live e interattive, nuove regole. È venerdì, è Week in Social. Ma andiamo con ordine.

Facebook

Spulciare i profili degli amici, pubblicare foto e rintracciare vecchie conoscenze è ormai un vecchio ricordo. Del Facebook adolescente e vintage ne rimane ben poco. La creatura di Mark Zuckerberg pian piano (neanche tanto piano) si è trasformata e continua a trasformarsi sempre più in un potente strumento di business, marketing e informazione. Il social network dei like e delle condivisioni è sempre più immersive e user oriented.

Perché diciamo questo? Per annunciare l’ultima novità targata Facebook, la Live Map. Di cosa stiamo parlando? Di una mappa visuale e interattiva in cui sono presenti tutte le trasmissione Live degli utenti. Già da tempo Facebook aveva annunciato l’arrivo di nuovi strumenti per migliorare l’esperienza d’uso dei suoi servizi Live all’interno della piattaforma, e la Live Map sembra confermarlo. Un passo in avanti che sposta il social network di Zuckerberg verso un citizen journalism sempre più attivo e dinamico.

Facebook Live Map
Utilizzare la mappa dei live video è molto semplice. Una volta aperta la mappa, basterà cliccare sui singoli nodi di colore blu che segnalano la presenza di un live video, in condivisione pubblica, in diversi punti del globo. A questo punto è possibile aprire l’anteprima, inserire commenti, like e sbirciare il numero di visualizzazioni. I video con più successo in termini di seguaci sono riportati anche nella barra di sinistra dove è possibile vedere le anteprime. Uno strumento che apre nuovi scenari di fruizione: staremo a vedere.

Ma le novità social della settimana non finiscono qui. Sei alle prese con la gestione di una fan page? Facebook ti viene in aiuto chiarendo in modo più preciso le funzioni e la distinzione tra amministratore e moderatore di un gruppo. In questa tabella tutto ciò che entrambe le figure possono e non possono fare.

Facebook Amministratore e moderatore
Mentre ci riprova con la rimozione della regola del 20% di testo sulle immagini per le Ads, Facebook spinge su video ed emoji. Proprio così, secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla rete, il social network di Mark Zuckerberg starebbe sperimentando l’aggiunta dei video nei commenti ai post in bacheca.

Ma non finisce qui. Sempre più in ottica engagement, Facebook potrebbe in futuro trasformare le foto degli utenti in emoji da aggiungere alle conversazioni. Tutte novità che potremmo trovare presto nei nostri account. Rimaniamo in attesa di aggiornamenti.

Twitter

E se per Facebook la settimana è stata ricca di sorprese, dopo il discusso restyling di Instagram, a dare una sferzata alle proprie policy è il microblogging per eccellenza. Come? Escludendo link e immagini dal conteggio dei famosi 140 caratteri. La notizia non è di quelle che passa inosservata e a quanto pare entro un paio di settimane il cambio di rotta dovrebbe essere effettivo.

Gli utenti avranno così più spazio disponibile per il loro testo, ben 23 caratteri in più, questo lo spazio “rubato” da un link o un’immagine. Ma non era proprio la brevità il punto di forza di Twitter? Staremo a vedere.

Snapchat

Gli algoritmi si sa, sono fatti per essere aggiornati, e anche Snapchat sta per aggiornare il suo. Il social network che in Italia conta più di 670 mila utenti attivi, starebbe testando da alcuni mesi una nuova tipologia di fruizione dei contenuti per i propri utenti.

Snapchat

L’idea, secondo indiscrezioni, sarebbe quella di avvicinarsi al feed di Facebook e selezionare e proporre contenuti mirati e interessanti per i singoli utenti andando a penalizzare quelli meno rilevanti. Niente di ufficiale per ora, ma i numeri sempre più alti che registra la piattaforma fanno pensare ad investimenti e miglioramenti nel breve periodo.

LinkedIn

Ricordate il furto avvenuto di informazioni personali nel 2012 da parte di un non meglio precisato gruppo di hacker? Nel caso, ecco un brevissimo riassunto di quanto accaduto.

Nel 2012 113 milioni di account su LinkedIn furono vittima di un attacco hacker: gli autori del furto si impossessarono di email e password degli utenti titolari dei profili, obbligando così LinkedIn a investire tempo ed energie per capire cosa fosse e come fosse capitato, e perché.

Bene: due giorni fa sul blog del social network dedicato ai professionisti Cory Scott, capo della sicurezza informativa di LinkedIn, ha comunicato che sarà necessario per un gruppo di utenti – adeguatamente avvisati dalla stessa azienda – cambiare la propria password, proprio perché alcuni di quei dati erano ancora in circolazione.
Insomma: se anche fra voi, amici lettori, ci fossero utenti colpiti dal furto, lo scoprirete presto! Fortunatamente, basterà cambiare password per tornare nella “zona sicura”.

Per questa settimana è tutto. Al prossimo venerdì con Week in Social.

Compleanni famosi: i party immaginari di 12 registi celebri

Compleanni famosi: i party immaginari di 12 registi celebri

Una katana sul tavolo, dei proiettili ancora caldi e una torta da sposa appena affettata. No, non sono reduce dall’ultimo pranzo di famiglia ma vi ho appena descritto il party di compleanno di Quentin Tarantino. Almeno secondo il fotografo Henry Hargreaves e la set designer Nicole Heffron.

Oltre ai compleanni dei famosi ci sono altre due cose che piacciono a tutti: le torte (soprattutto se parliamo di cake design) e il cinema. Allora perché non ricreare dei party immaginari di registi famosi con torte assurde?

Henry e Nicole hanno avuto questa brillante idea e insieme hanno ricreato le feste di compleanno di registi famosi, come Tarantino, Scorsese e Hitchcock. I due artisti hanno dato vita al loro progetto partendo proprio dalla loro passione per cinema e fotografia.

La serie Celebrated for You è un omaggio alle geniali menti dei registi: ogni scatto racchiude mille riferimenti alle loro opere. Alcune molto lampanti, come la katana di Kill Bill, altri più nascosti (e vi sfido a trovarli!).

Un lavoro davvero interessante che deve tutta la sua forza alla costruzione dell’immagine. Dopo aver visto tutte le foto ho pensato “Perché no, il compleanno di David Lynch potrebbe essere proprio così!”

Quentin Tarantino, 22 marzo

Quentin Tarantino, 22 Marzo

Martin Scorsese, 17 novembre

Martin Scorsese, 17 novembre

Stanley Kubrick, 26 luglio

Stanley Kubrick, 26 luglio

Alfred Hitchcock, 13 agosto

Alfred Hitchcock, 14 agosto

David Lynch, 20 gennaio

David Lynch, 20 gennaio

John Hughes, 18 febbraio

John Hughes, 18 febbraio

John Waters, 22 aprile

John Waters, 22 aprile

George Lucas, 14 maggio

George Lucas, 14 maggio

Paul Thomas Anderson, 26 giugno

Paul Thomas Anderson, 26 giugno

Brian De Palma, 11 settembre

Brian De Palma, 11 settembre

Seth MacFarlane, 26 ottobre

Seth MacFarlane, 26 ottobre

Walt Disney, 5 dicembre

Walt Disney, 5 dicembre

Potete guardare tutte le opere di Henry Hargreaves qui. Gustatevi invece i lavori della talentuosa Nicole Heffron qui.

Le professioni del web: dal Social Media Manager al Digital PR

Capita spesso di leggere annunci di lavoro nel campo della comunicazione.

 

Accade ancor più di frequente però di non cogliere pienamente la figura ricercata nell’offerta di lavoro.

Quello delle professioni digitali diviene un ambito delicato ed in continua evoluzione; non di rado perciò nasce il bisogno di avere figure nel proprio organico differenti e sempre più specializzate.

Quante volte vi è capitato di aprire un link del tipo “Azienda leader del settore cerca un Social Media Manager”, per poi scoprire che vi è una richiesta di competenze che va ben oltre le doti del miglior SMM al mondo? Ebbene sì, facciamo un po’ di chiarezza su quelle che sono le professioni digitali.

Ninja Digital Factory: la parola a Michaela Matichecchia, tutor milanese[INTERVISTA]

Web Editor: sarebbe più opportuno definirlo, Web Content Editor, in quanto è colui che si occupa di creare contenuti per il web. In poche parole, il web editor è  un redattore che “sposta” i contenuti dalla carta al web. Rientrano nella categoria Blogger, Content Editor, Corporate Storyteller, considerando però che tali professioni, a loro volta, sono differenti tra loro.

Content Curator: è quella figura che crea il fil rouge tra i contenuti già esistenti. Viene definito come un aggregatore di contenuti, in quanto ricerca e rintraccia le migliori fonti esterne sul web in tempi stretti. Non fa un copia e incolla, ma amalgama i contenuti, creandone di fatto dei nuovi.

Digital PR: promuove delle attività, dei servizi, dei brand ad un gruppo di persone o ai singoli. Attitudine principale è fare networking online, anche con un semplice smartphone.

Digital marketing: tre errori da non compiere

Seo Specialist: ovvero chi si occupa della SEO (Search Engine Optimization). Compito principale è quello di ottimizzare le pagine dei siti web per aumentarne la visibilità.

Web Analyst: gestisce e analizza tutte le attività che ruotano attorno ad un determinato canale web (social, sito web..). Raccoglie i dati e le informazioni; lavora quindi dal punto di vista quantitativo, contrariamente al Reputation Manager

Reputation Manager: raccoglie le informazioni qualitative circa un determinato prodotto/brand/servizio. Studia come e in che modo si parla sul web dell’oggetto preso in analisi (non quanto se ne parla).

digital-transformation-brian-solis

Community Manager: da non confondere con il Social Manager il quale rappresenta solo una parte del Community Manager. Già dalla parola si evince il ruolo: i CM gestiscono le comunità virtuali e coordinano i contenuti e i profili delle varie attività. Creano buzz ed interazione.

Social Media Manager: racchiude ogni aspetto dei vari profili. Non si può non creare contenuti, raccogliere e vagliare le fonti, scrivere in ottica SEO e non definirsi un SMM. Volete saperne di più? Ecco il link che fa per voi:

Leggi anche: Social Media Manager: impariamo a riconoscerlo 

In realtà, la distinzione fra le varie figure non finisce qua. Stay tuned, stay ninja!

BangFit_pornhub

Bangfit: tecnologia, sesso e fitness by PornHub

A volte le notizie più interessanti arrivano da fonti inaspettate. Ebbene si, questa volta è l’industria del porno a stupirci. PornHub sta lanciando BangFit, un nuovo dispositivo wearable con tanto di video esplicativo, per aiutarci a rimanere in forma mentre svolgiamo i famosi “atti impuri”.

Dopo averci stupiti tutti per la tempestività nell’adattare l’uso della realtà virtuale al mondo della pornografia, il noto portale Pornhub è tornato a far parlare di sè ancora una volta con una interessantissima integrazione della tecnologia nel mondo del porno/fitness.

order-bangfit

L’idea è davvero ben studiata. Immaginate di combattere la vostra vita sedentaria, mentre giocate all’Xbox con l’uso del Kinect nel bel mezzo dei vostri momenti di passione più sfrenata, il tutto condito dall’utilizzo del vostro smartphone come dispositivo wearable. Pazzesco no?

LEGGI ANCHE: Le migliori app per mantenere allenata la mente

Come la migliore delle consolle inoltre, c’è la possibilità di avviare sessioni Multiplayer, potrete scegliere infatti se svolgere gli “esercizi” in modalità OnePlayer-TwoPlayers-ThreePlayers; tutto vero…non scherzo!

 

Il funzionamento è molto facile. Basta raggiungere il sito Bang.fit e cliccare sul tasto Play. Sono disponibili esercizi per tutti i gusti con informazioni su quante calorie vengono bruciate per ciascuna posizione. Inoltre, come dicevamo prima, è possibile scegliere di “giocare” da soli, in due oppure in tre.

Successivamente bisogna andare sul sito Bang.fit con il vostro smartphone per immettere il codice mostrato, al fine di sincronizzare il vostro device mobile con SmartTV, PC o Tablet, in modo tale da poter ammirare le vostre performance di gamer del sesso su schermo.

Dopo tutto questo “smanettare” online, entra in gioco la BangFit Band, una cintura, da indossare durante il gioco, in cui si va ad inserire il proprio smartphone per misurare la propria performance, ovviamente in termini calorici.

Bandfit_pornhub

Attualmente il software esiste solo in versione beta ma la BangFit Band sarà presto disponibile, se non riuscite però ad attenderne l’uscita e, soprattutto non riuscite a calmare i vostri bollenti spiriti, potrete provare ad usare una semplice fascia da fitness.

Bandfit_pornhub

La trovata è assolutamente unica nel suo genere, ma non ci stupisce che sia stata ideata da PornHub, una azienda che offre campagne marketing originali e divertenti come dimostra lo stravagante canale YouTube del portale web a luci rosse.

Riuscirete a diventare dei veri assi in questa interessante e stravagante iniziativa appena lanciata?