Arriva Ninja Gong!, la news app per fare colpo su capi e colleghi

Sin dagli esordi nel 2005, noi di Ninja Marketing abbiamo avuto chiaro l’obiettivo: rendere alla portata di tutti un prodotto editoriale che si occupasse di marketing e di innovazione digitale in maniera non convenzionale e sempre al passo con i tempi.

Lavoriamo tutti i giorni per ritagliarci uno spazio nelle tue giornate ed essere spunto di discussione e dibattito tra gli operatori del settore. Con il restyling di fine anno abbiamo risposto alle nuove esigenze per chi usufruisce di contenuti online, soprattutto da mobile, ma ci è sembrato che fosse necessario fare un ulteriore passo verso la nostra community.

Qualcosa che venisse incontro alle esigenze di chi vuole sempre essere aggiornato ma può farlo solo mentre è in metro sulla via del lavoro, in fila al supermercato tornando a casa o mentre si reca in pausa caffè e, giunto alla macchinetta coi propri colleghi, di solito non riesce a fare altro che bisbigliare un timido: “bella giornata oggi eh?”

Per questo siamo felici di presentarti la nuova app nella nostra famiglia: Ninja Gong!

Cos’è Ninja Gong! e dove posso scaricarla

Scarica Ninja Gong!

Ninja Gong! è una mobile app, sviluppata dall’azienda GoodBarber, disponibile sia per dispositivi iOS che Android, scaricabile in maniera totalmente GRATUITA, che ti darà accesso ad una nuova modalità di fruizione dei contenuti.

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Potremmo definirla la versione “mordi e fuggi” di Ninja Marketing, con una grafica semplice ed essenziale, una home page improntata alla proposizione delle notizie principali di giornata. Ogni “gong” è pensato e scritto affinché vi siano due livelli di lettura in relazione a quanto tempo hai a disposizione per consultarlo:

  • puoi limitarti a leggere il testo che conterrà la notizia, il retroscena, i fattori che ne decretano l’importanza e come utilizzarlo per dare il via ad una conversazione. Ogni articolo ha una formattazione tale da poter essere letto in soli 60 secondi.
  • all’interno dell’articolo i punti chiave conterranno dei permalink esterni che ti porteranno, se cliccati, ad ulteriori approfondimenti, alla visualizzazione di video e/o foto o ai diversi punti di vista esposti su altre testate.

Insomma i gong sono strutturati affinché tu possa decidere come, quando e quanto leggerli. Non rubiamo tempo alle tue attività ma ti diamo tutte le nozioni necessarie affinché tu possa essere messo a conoscenza di un determinato argomento.

Se il lettore non può arrivare alla notizia, allora il Gong arriverà al lettore!

Le notifiche di Ninja Gong!

Ninja Gong! invierà ogni mattina alle 9.30 una notifica push sul tuo smartphone o tablet con i gong della giornata. Non ci limitiamo però a tenerti compagnia al mattino, la redazione è pronta in ogni momento a notificare eventuali breaking news,  in cui vi sarà un breve stralcio con le anticipazioni della notizia, rimandando ad ulteriori approfondimenti.

Calendario Free Webinar: l’anello di collegamento con Ninja Academy

Calendario Corsi Academy e Free Masterclass su Ninja Gong! Sebbene nasca come prodotto editoriale, l’app ha apposite sezioni per tutti i professionisti che vogliono essere sempre aggiornati sugli eventi targati Ninja Academy. Aprendo il menù laterale a scomparsa sulla sinistra dello schermo si potrà navigare nel Calendario, aggiornato di volta in volta con tutti i free webinar, i corsi in vendita, e gli eventi Ninja.

Uno spazio dedicato è destinato alle Free Masterclass e i Ninja Talk (i nostri webinar gratuiti): ogni appuntamento con i nostri docenti viene inserito in ordine cronologico ed impaginato affinché ogni marketer possa scegliere con rapidità quale lezione può fare al caso suo.

Questo, per ora, è tutto ciò che ti occorre sapere sulla nostra applicazione, non ti resta che recarti su Play Store o App Store e scaricarla per avere tutte le notizie a portata di mano!


Facebook Locations: novità in arrivo

Facebook è sempre sul pezzo e non perde occasione per aggiornarsi e rafforzare il sempre più consolidato rapporto con il cliente. Qualche tempo fa, era stata lanciata la funzionalità “Facebook Locations” che permetteva alle attività aziendali come i franchising o le catene, di attivare una pagina principale con relative sottopagine per tutte le attività minori legate al main brand.

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I vantaggi di attivare Facebook Locations erano tanti. La coerenza prima di tutto, ovvero l’omogeneità nelle informazioni, nelle impostazioni, nella grafica. Insomma, non trovare disaccordi fra pagine figlie dello stesso brand si rivelava decisamente un passo avanti. Per non parlare della mappa geolocalizzata, che permetteva di raggruppare in un unico elemento tutte le attività locali.

Un lettore ora potrebbe chiedersi: come fare per garantire tale uniformità?

Bene, ciò era (ed è) possibile perché il controllo è affidato nelle mani degli amministratori principali, ovvero di coloro che gestiscono la pagina madre, con conseguente controllo sulle pagine minori. Passaggio quindi fondamentale per garantire un lavoro coeso, fedele e logico.

Funzionalità efficace ed utile, eppure qualcosa è andato storto.

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Facebook Locations, valore aggiunto o no?

Quello che doveva essere un punto di forza, ovvero la rapidità e la capillarità delle informazioni, si è rivelata però una macchina lenta e complicata. L’aggiornamento della pagina principale non sempre produceva quello delle sottopagine, costringendo quindi gli amministratori senior a svolgere un noioso lavoro di copia ed incolla.

Leggi anche: Come creare il tuo primo Facebook Canvas

Ma lo sanno tutti che il caro Mark la notte non dorme: ora questa funzione è stata revisionata ed è in fase di aggiornamento. Non tutti, infatti, possono ancora usufruire di Facebook Locations: questione di poco tempo e nessuno sarà escluso.

Per verificare l’attivazione o meno, è necessario cliccare sulla voce Impostazioni e controllare se, nella tabella in cui sono elencate tutte le sedi (qualora siano state già elencate), vi sia l’opzione che permette di scegliere come “Mostrare i post”  (Mostra sempre, Mostra solo per le pagine delle sedi che non pubblicano post, Non mostrare)

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Così, è possibile pubblicare dalla pagina principale tutte le informazioni verso pagine minori vuote, ovvero quelle ancora prive di contenuto. Ciò però non esclude la possibilità di gestire in autonomia tutte le brand page a disposizione: si può dunque scegliere se dare conformità alle pagine o mantenere l’originalità, ad esempio, per una di esse. Affinché questo sia possibile, è sufficiente fare click e puntare sulla casellina Post: in questo modo è possibile infatti slegare i contenuti fra una pagina e l’altra, venendo meno a tale funzionalità.

Che pensate di questa nuova feature? Scrivetelo su Facebook, ovviamente sulla fan page di Ninja Marketing!

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Mobile advertising: i dati più recenti sugli utenti mobile in Italia

Sono anni che noi addetti ai lavori (e anche i non addetti) ci sentiamo ripetere la topica citazione “Questo sarà l’anno del mobile”. E se il 2016 lo fosse per davvero?

Mobile Advertising: un fenomeno in costante crescita

Sono positivi i dati messi in evidenza al Convegno dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano che si è svolto agli inizi di febbraio 2016 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Milano-Bicocca.

LEGGI ANCHE: Come il Mobile Marketing può incrementare il ROI delle piccole imprese

Incontro che ha posto l’attenzione su un mercato media che coglie la sfida del Mobile e vede crescere il valore della Mobile Advertising: raggiunge i 462 milioni di € e cresce del +53% rispetto al 2014.

La quota della mobile adv ha oramai superato il 20% della pubblicità online, ma circa l’80% è in mano ai big player del web (in primis Facebook e Google).

Un mercato che è trascinato dai social network che raccolgono quasi il 60% degli introiti pubblicitari grazie agli annunci visualizzati su smartphone, dai formati video e rich sempre più rilevanti. Nel 2016 le aspettative vertono su una crescita ancora significativa dei social, del mondo native, video e search.

E gli italiani sono sempre più mobile addicted

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Siamo un popolo sempre più connesso, Audiweb ci conferma che circa 1 italiano su 2 è connesso ad internet. Nel 2015 mediamente ritroviamo online 29 milioni di utenti nel mese e circa 22 nel giorno medio.

Ora proviamo a rapportare questa modalità “online first” alla vita di tutti i giorni: mediamente si controlla il proprio cellulare 150 volte al giorno, un numero importante, ma non sconvolgente se si pensa a tutte le funzioni che esso compie. In fin dei conti chi di noi non legge le mail da mobile, non si collega almeno una volta al giorno a WhatAspp, Facebook o Instagram? Senza dubbio il web ha cambiato la nostra vita, ma l’avere tutto a portata di mano ha fatto sì che lo smartphone diventasse sempre più un’appendice di noi stessi.

Qualcosa (forse) sta cambiando

Da un lato la domanda cresce, dall’altro l’offerta si struttura. Senza dubbio molte aziende si sono attrezzate nel corso del 2015 per rendere responsive i propri siti (spinte anche da motivi collegati al search) e adattarne le caratteristiche verso un pubblico da intercettare sempre più in mobilità.

La quota dell’investimento Mobile tuttavia è ancora ridotta ma qualcosa sta cambiando. Vediamo come si evolverà il 2016 e quali novità ci aspettano.

Stadio o amici? Heineken mette un tifoso davanti al grande dilemma

Il calcio è prima di tutto tifo e passione. Ma è anche amicizia e condivisione, e Heineken, storico sponsor della Champions League, sa bene che attorno al calcio ruota un intero universo di significati ed emozioni. Ed esperienze di consumo.

Guardare la partita della squadra del cuore insieme agli amici, in compagnia di una birra, è un momento al quale non si rinuncerebbe mai. A meno che in gioco non ci sia un posto in tribuna VIP.

Voi cosa fareste?

È questo il dilemma attorno al quale ruota l’ultima iniziativa di stunt advertising di Heineken, che vede protagonisti quattro vecchi amici tifosi della Roma, intenti ad organizzarsi per la grande partita di Champions contro il Real Madrid dello scorso 17 febbraio.

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LEGGI ANCHE: Il vero principe azzurro è sobrio: parola di Heineken

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Lo storico gruppo di amici viene diviso e la loro storia viene portata sotto gli occhi di 60mila persone, live: gli occhi di tutto lo stadio Olimpico, poco prima del fischio di inizio.

L’iniziativa di comunicazione nasce per far conoscere al pubblico TEAM UP (#CHAMPIONTHEMATCH), la promozione di Heineken dedicata ai gruppi che possono partecipare a 3 grandi estrazioni per vivere da protagonista le grandi partite di UEFA Champions League 2016, dai quarti alla Finale.

Classifica di Forbes i più ricchi del digitale

Classifica di Forbes: i più ricchi del digitale

Puntare sul digitale è la strada giusta? Può sembrare banale, ma a giudicare dalla nuova classifica di Forbes sugli uomini più ricchi del mondo, web e tecnologia si assicurano i piani alti della hit.

Sono diventati un po’ meno ricchi del passato, ma sono più numerosi e più omogeneamente posizionati nel mondo rispetto ai primi anni della classifica Forbes. I miliardari globali, censiti dalla rivista sin dal 1987, hanno visto variare soprattutto gli ambiti delle loro attività e la posizione geografica, più che portafogli e patrimoni.

Se trent’anni fa Giappone e Stati Uniti dominavano la lista, oggi è possibile individuare anche nomi provenienti dai Paesi Emergenti.

Nel 2016 Forbes ha contato 1.810 miliardari, 16 in meno rispetto allo scorso anno e con patrimoni scesi di 552 miliardi di dollari, per un totale di poco meno di 6.500 miliardi.

La new economy ha certamente ridisegnato la mappa mondiale della ricchezza, tanto da riservare inaspettate sorprese scorrendo la classifica.

Gates, Bezos e Zuckerberg nella top ten della classifica di Forbes

Classifica di Forbes i più ricchi del digitale

Al primo posto, quasi impossibile schiodarlo dal suo dominio nella hit, Bill Gates, fondatore e presidente di Microsoft, può vantare un patrimonio netto di 75 miliardi di dollari, che gli assicura, senza ombra di dubbio, la vetta della classifica Forbes.

La vera novità è l’ingresso in classifica, al ventiseiesimo posto, del CEO di Microsoft Steve Ballmer, segno che la vera ricchezza è ormai consacrata ai byte.

LEGGI ANCHE: Apple e Facebook vs USA e Brasile: si può ancora proteggere la privacy?

Il papà di Facebook, il più noto startupper di ogni tempo Mark Zuckerberg, ha lasciato il suo quinto posto nella lista di Forbes al fondatore di Amazon Jeff Bezos.

Con i suoi 45,2 miliardi di dollari Bezos ha superato il patrimonio di “appena” 44,6 miliardi di Zuckerberg, in un  testa a testa che vede seguire immediatamente dopo, al settimo posto, Larry Allison di Oracle.

Tutti i ricchi del digitale

Classifica di Forbes i più ricchi del digitale

Nella classifica di Forbes spuntano altri nomi legati al digital. Tra i super paperoni del 2016, infatti, ci sono anche Larry Page Sergey Brin di Google Jack Ma, fondatore di Alibaba.

Ancora una posizione occupata da Microsoft, con i 17,5 miliardi e il quarantesimo posto di  Paul Allen.

In piena bufera sul tema sicurezza e privacy legato a web e tecnologia, non è da trascurare il nome di un altro miliardario digitale, che proprio sulla sicurezza punta per far crescere il proprio business: Michael Dell, trentacinquesimo in classifica con i suoi 19,8 miliardi di dollari, nel 2016 conta di sfondare quotando in borsa la sua controllata SecureWorks.

Nella classifica di Forbes troviamo anche Shiv Nadar, fondatore di HCL Technologies, Robin Li, cofondatore del motore di ricerca più popolare in Cina, Baidu, Elon Musk di Tesla Motors e al centesimo posto Eric Schmidt, Executive Chairman di Google.

Come si diventa miliardari nel 2016?

Classifica di Forbes i più ricchi del digitale

Rispetto alla prima classifica di Forbes il mondo del business è radicalmente cambiato. Oggi, per scalare la vetta della Billionaires List di Forbes, non basta più essere nati fortunati, in una zona del mondo già particolarmente prospera.

Se Giappone e Stati Uniti continuano a dominare le classifiche – questo il dato di fatto – tech e terziario hanno piano, piano sostituito il mattone e l’industria. Anche l’India ha potuto così guadagnarsi i suoi posti in classifica, richiamando però una domanda chiara: a questi miliardari, corrisponde un’economia altrettanto fulgida nei rispettivi Paesi?

Rivoluzione Genomica: l’algoritmo che svela volto, peso e altezza grazie a poche gocce di sangue

Un algoritmo e poche gocce di sangue.

E’ tutto quello che serve per scoprire come sarà il tuo volto, il tuo peso e perfino la tua altezza. Benvenuto nel futuro. Sembra un film fantascientifico, e invece quei bravi ragazzi della Silicon Valley hanno messo appunto un’autentica rivoluzione genomica. Che ha i colori dell’Italia. Sì perché nel team di ricercatori che ha sviluppato la “formula matematica”, c’è il 34enne bresciano Riccardo Sabatini, un guru della fisica passato alla genomica.

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Non a caso, è toccato a lui il compito di annunciare la scoperta al Ted 2016, il palcoscenico delle menti più brillanti al mondo. Gli organizzatori della conferenza, che quest’anno si è tenuta a Vancouver, quando si sono resi conto della scoperta, hanno riaperto le liste già chiuse e hanno piazzato Sabatini davanti a tutti nella sessione principale. Intervistato dal Sole 24 Ore, il fisico italiano, con la semplicità dei grandi geni, ha spiegato:

“con lo stesso approccio con cui prediciamo i caratteri fisici di una persona, attraverso la lettura del genoma arriveremo a studiare farmaci e cure personalizzate. Per prevenire e curare le grandi malattie del nostro secolo.”

Si chiama, infatti, Human Longevity la start-up che studia il genoma per farci vivere meglio e più a lungo. Nel team americano Sabatini ci è arrivato in poche, semplici mosse. Scrive una email a Craig Venter (l’uomo che per primo ha sequenziato il DNA) e a Peter Diamandis, mente e braccio di Human Longevity. Dieci giorni dopo Sabatini è assunto e ottiene il visto 01, due numeri che indicano gli stranieri con abilità eccezionali. I due creatori della start-up si sono resi conto che l’italiano doveva assolutamente entrare nella squadra con la più profonda conoscenza al mondo del DNA.

In breve, il gruppo raccoglie 70 milioni di dollari per portare avanti le incredibili ricerche. Istruzioni per l’uso: il team ha costruito la più grande banca dati della storia sull’essere umano. Decine di migliaia di genomi sequenziati, migliaia di fenotipi fra cui fotografie 3d, voce, scanner della corteccia cerebrale e di tutto il corpo, test attitudinali e psicologici, patologie. Con questo database, Human Longevity è in grado di studiare come il genoma contribuisce a formare l’altezza di un individuo, il peso, l’età, il colore della sua pelle e anche la sua faccia.

LEGGI ANCHE: BIG DIVE crea nuove figure professionali per la gestione dei big data

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Facebook e Automattic: presto il plugin WordPress per Instant Articles

Solo due settimane sono passate dall’annuncio di Josh Roberts, product manager di Facebook: il 12 aprile alla conferenza F8 di Facebook, Instant Articles sarà disponibile per tutti gli editori.

Questa volta è Chris Ackermann (partner engineering) ad annunciare anche il rilascio di un plugin WordPress, sviluppato in collaborazione con Automattic.

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L’intento di questa partnership strategica è facilitare per gli editori la diffusione e condivisione dei loro articoli.

LEGGI ANCHE: Instant Articles per tutti gli editori, di qualsiasi dimensione e provenienza

Il processo di generazione e pubblicazione di Instant Articles sarà infatti semplificato. Il plugin genererà automaticamente un feed RSS ottimizzato per lo scopo, senza che sia necessario avere conoscenze di HTML.

Il feed creato dal plugin sarà disponibile all’URL  `/feed/instant-articles`, che però potrà essere personalizzato.

Dopo aver avuto da Facebook l’approvazione del feed, sottoponendo un minimo numero di articoli, Facebook lo andrà a rileggere ogni tre minuti per trarre eventuali nuovi articoli. Sarà possibile anche configurare se dovranno essere ignorati gli articoli modificati nelle ultime 24 ore. Quelli modificati in precedenza saranno invece sempre ignorati.

Il plugin è open source e Facebook incoraggia tutti gli sviluppatori che lo desiderino a partecipare: lo volete fare o volete semplicemente sbirciare?

Lo trovate su Github, dove potrete segnalare eventuali problemi o condividere implementazioni parallele del codice. L’obiettivo dichiarato rimane quello di renderlo disponibile al grande pubblico di editori (nessuno escluso) il 12 aprile.

Facebook, insomma, non ha voluto stare a guardare Google e il suo AMP (Accelerated Mobile Pages), considerato il prodotto concorrente di Instant articles. Il progetto open source di Google è stato realizzato con la collaborazione di centinaia di sviluppatori e aziende che ci hanno creduto, secondo le dichiarazioni di Richard Gingras, responsabile Google dei prodotti news e social.

Ecco come sarà l’esperienza d’uso di Instant Articles secondo Facebook:

Instant Articles Launches for iPhone with Thousands of New Articles Published Daily

Today Facebook launches Instant Articles for iPhone – a beautiful new way to read articles in News Feed that is faster and more interactive than ever before. Starting today, everyone on iPhone can read thousands of Instant Articles from your favorite publishers every day. Look for the lightning bolt on the top right corner of some stories shared in News Feed. The lightning bolt indicates it's an Instant Article. When you tap the story, it loads ten times faster than a standard mobile web article and the reading experience is beautiful and interactive. Check out this short video to see what Instant Articles look like. We hope you love it as much as we do.

Pubblicato da Instant Articles su Lunedì 19 ottobre 2015

 

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Foodora, il pranzo è servito con un clic e una bicicletta

Foodora, il pranzo è servito con un clic e una bicicletta

Italian food selezionato accuratamente, fattorini in bicicletta per il delivery e un’app semplice e veloce da usare. Ecco foodora, la startup arrivata in Italia lo scorso luglio, che ha già rivoluzionato il mercato online delle consegne a domicilio, partendo da Milano e Torino e con un programma di rapida espansione in altre città italiane.

La caratteristica del servizio di delivery di foodora sta nella flotta di consegna, interamente ecologica e indipendente dal traffico, che garantisce un servizio a domicilio veloce e di qualità. Le consegne infatti, oltre ad essere effettuate su due ruote, possono contare sul supporto di uno speciale algoritmo che identifica la strada migliore e indica al conducente il percorso più adatto per ciascun tipo di ordine.

Il servizio è nato in Germania e dopo aver riscontrato un crescente successo, ora intende conquistare il mercato globale, anche grazie al supporto della piattaforma tedesca Rocket Internet.

Come funziona foodora?

Foodora, il pranzo in un clic e una bicicletta

I clienti possono digitare il proprio indirizzo e selezionare un ristorante, scegliendo così il loro piatto preferito, che viene consegnato dai fattorini in bicicletta, mentre il pagamento avviene online tramite carta di credito o PayPal.

Per conoscere qual è il futuro del delivery nel food abbiamo rivolto alcune domande a Matteo Lentini e Gianluca Cocco, country manager Italia di foodora.

Food come eccellenza italiana e consegne a domicilio. In che direzione va l’innovazione nel delivery?

M.L. e G.C.: Negli ultimi mesi stiamo assistendo alla nascita di numerose realtà, sia in Italia che su scala internazionale, che puntano sulla consegna immediata di beni on demand. Anche colossi internazionali stanno investendo in questo settore, segno che il mercato italiano è pronto.

Il food delivery è sicuramente uno fra i segmenti più interessanti dove l’innovazione e la tecnologia hanno permesso di creare un nuovo mercato con un altissimo potenziale.

tasty pasta with salmon on a the table

Il nostro Paese, che ha una tradizione culinaria tra le migliori e più variegate, sta reagendo bene a questa novità, soprattutto nei centri urbani più grandi. Se a questo aggiungiamo che noi Italiani da sempre abbiamo a cuore la qualità del cibo che mangiamo, non è difficile intuire in che direzione vada l’innovazione in questo settore: non solo consegne ma anche attenzione all’aspetto qualitativo del cibo d’asporto che non è più sinonimo di piatti di serie B, come dimostra la selezione dei ristoranti che facciamo con foodora e che i clienti apprezzano.

Fattorini in bicicletta, colori sgargianti e diffusione del servizio sono alcuni dei vostri elementi vincenti. Ma cosa rende davvero speciale foodora?

M. L.: I fattori che rendono foodora unica nel suo genere sono la qualità e la varietà dei ristoranti partner, la rapidità di consegna (circa 30 minuti), un’app che rende il processo di ordinazione piacevole ed efficace.

Queste tre caratteristiche ci permettono di portare il ristorante a casa del cliente, rendendo accessibile a tutti un piatto gourmet grazie a pochi semplici passaggi che possono essere fatti da smartphone o da pc, pagando online e con un prezzo di consegna di soli 2,90 euro ad ordine.

Perché il mercato italiano del food è così appetibile per gli investitori esteri?

Foodora, il pranzo è servito con un clic e una bicicletta

M. L.: Il 2015 è stato l’anno di Expo che ha acceso i riflettori in tema di food sull’Italia e gli investitori hanno intuito che anche il mercato italiano fosse pronto per realtà innovative come foodora che altrove sono presenti già da tempo.

Guardando ai numeri, si stima che il mercato del food delivery in Italia valga oltre 400 milioni di euro l’anno e nonostante la crisi che ha colpito la ristorazione tradizionale, dal 2010 c’è stata una crescita del 25% all’anno. Questi dati, ci dicono – e lo dicono agli investitori – che in Italia c’è grande margine di crescita, che il mercato non è saturo e che questa è solo la punta dell’iceberg.

LEGGI ANCHE: 8 trucchi per una food photography a prova di pubblicità

Anche Amazon ha iniziato a testare i propri sistemi di delivery sui pasti appena preparati. La considerate una minaccia al vostro business o un’opportunità?

G.C.: No assolutamente, casomai questo è un indicatore del fatto che il mercato italiano sia pronto a recepire questo tipo di servizio.

Amazon si è focalizzato sulla consegna di ingredienti, ha spese di consegna molto più alte di quelle di foodora e non consegna piatti pronti cucinati dai migliori ristoranti di Milano e Torino.

In questo senso, siamo al momento i leader di mercato perchè ci siamo inseriti tra i primi in una nicchia di questo settore che non era ancora coperta da realtà già presenti che consegnano i soliti piatti d’asporto senza effettuare una selezione sul ristorante.

Dopo la conquista del delivery europeo, quali sono i piani futuri per foodora?

Foodora, il pranzo è servito con un clic e una bicicletta

G.C.: In Italia in sei mesi, tra fase di test e avvio vero e proprio, abbiamo lanciato due città come Milano e Torino riempiendo le strade con i nostri fattorini.

Contemporaneamente abbiamo lavorato al miglioramento della piattaforma e dell’app, alla selezione dei ristoranti e all’organizzazione della flotta. Siamo pronti per nuove sfide sul territorio nazionale che ci porteranno a breve in un’altra grande città italiana.

A livello globale, l’obiettivo è quello di consolidare il servizio nei Paesi nei quali siamo presenti anche se non escludiamo il lancio di foodora in qualche altro mercato strategico.

Una mostra… spaziale: la NASA manda in orbita le opere d’arte

Quando l’immaginazione va oltre la realtà. Una sintesi perfetta per definire il concetto di arte, una sintesi che ben si adatta al nuovo progetto firmato NASA. ‘We The Explorers si pone infatti l’ambizioso obiettivo di portare nello spazio una mostra collettiva di opere d’arte attraverso un chip installato su OSIRIS-REx, la navicella che partirà nel settembre del 2016 alla volta dell’asteroide 101955 Bennu. Le opere, digitalizzate, non saranno di artisti celebri e conosciuti, ma – ecco il colpo di genio – potranno essere realizzate da chiunque voglia partecipare.

Nessuna limitazione dal punto di vista della forma: una foto, un disegno, una poesia, un video, qualunque espressione del genio umano sarà ben accetta. Particolare, meglio dire futuristico, è anche il metodo scelto per raccogliere le proposte. Queste dovranno infatti essere inviate entro il 30 Marzo all’account Twitter (@OSIRISREx) o Instagram (@OSIRIS_REX) utilizzando l’apposito hashtag #WeTheExplorers.

Mecenatismo interstellare a parte, la missione avrà anche il compito scientifico di riportare, nel 2023, una capsula con campioni da studiare. 

Un inno agli user generated content e ai social

Un progetto che tradisce il fascino che il cosmo ha da sempre sull’uomo, continuamente rapito dalla sua inarrivabile grandiosità, ma ancor di più la crescente certezza rappresentata dai social network e dalle possibilità di espressione ad essi legate. La candidatura aperta a tutti gli utenti è il miglior esempio di quanto ormai chiunque sia diventato, seppur in piccolo, un publisher, produttore e divulgatore di contenuti. Potere del web, o meglio, dei social che hanno davvero rivoluzionato il concetto di espressione, permettendo a singoli individui di raccontarsi e comunicare e rendendo il mare nostrum dei contenuti sempre più democratico.

Una visione tanto contemporanea non poteva che utilizzare i social media stessi come canale di trasmissione e reclutamento, con tanto di benestare di un hashtag dedicato. Un utilizzo non certo rivoluzionario nella forma, ma certamente nella sostanza, che potrebbe diventare presto caso di studio da analizzare e riproporre anche per progetti più “comuni”. Una sezione della Biennale o di Art Basel social, cosa ci sarebbe di strano? I tempi cambiano, anche nell’arte.

Arte e digitale

Non certo una novità il rapporto tra digitale e arte. Già con Second Life si era cominciato ad esplorare questo sentiero, dando vita a manifestazioni quantomeno interessanti. Impressionismo digitale, avatar art, ultranaif, postkitsch solo per citare alcune delle “correnti” nate online e che da lì hanno poi trovato spazio nel mondo reale.

Esperimenti iniziali che negli anni hanno saputo evolversi e trovare nuove vie espressive, perché la digital art è un nuovo modo di intendere l’arte ed il suo sviluppo. Un’arte che diventa collaborativa e che si fonda sulla condivisione di informazioni. Una metamorfosi della forma, oltre che della stessa materia.

La digitalizzazione proposta per il progetto ‘We The Explorers’ diventa quindi via primaria per diffondere il messaggio delle opere e, in pieno rispetto della filosofia del web, renderle accessibili, perché no, anche a possibili E.T.

L’arte del futuro sarà sempre più online e senza confini? La NASA prova a darci una risposta.

Search Engine Marketing: le qualità di un perfetto manager

Tra i tanti aspetti del Performance Marketing, il search engine marketing (SEM) è tra i più importanti e può rivelarsi un fattore determinante per ottenere risultati soddisfacenti.

Di questo argomento si occuperà Matteo Polli nel Corso Online in Performance Marketing di Ninja Academy. In quest’intervista, Matteo ci fornisce alcuni utili consigli e qualche segreto della sua professione.

Nel SEM, Google con lo strumento AdWords la fa da padrone. Ha senso investire anche su altri motori di ricerca?

In Italia il motore di ricerca di Google rappresenta circa il 92% del totale delle ricerche sul web e di conseguenza Google Adwords è di gran lunga il sistema PPC con il peso maggiore nel panorama attuale. Nonostante questo, io consiglio di sfruttare qualsiasi strumento che permetta di portare traffico qualificato al nostro sito.

Studio shot of man holding white sign with the word PPC

Uno su tutti è certamente BingAds, strumento per gli inserzionisti sviluppato dalla partnership Microsoft-Yahoo e dal funzionamento molto simile al prodotto di Google. La caratteristica più interessante di BingAds è la possibilità di poter importare con facilità le campagne di Adwords permettendoci di velocizzare il lavoro di creazione degli account nel caso in cui si abbiano già account attivi sulla piattaforma Adwords.

Quanto è importante la qualità della landing page nel determinare i risultati di un’azione di SEM?

La qualità delle landing page rappresenta uno degli elementi chiave del web advertising per 2 motivi: uno legato agli utenti e l’altro “economico”.

Il primo motivo è correlato all’usabilità: l’utente che atterra sul nostro sito deve essere in grado di riconoscere immediatamente il prodotto o servizio che possiamo offrirgli e deve essere naturalmente portato a realizzare quello che abbiamo identificato essere l’obiettivo della nostra campagna pubblicitaria (completare un form, acquistare un bene, fornirci la sua mail, etc).

La seconda ragione per la quale la landing page ricopre un ruolo fondamentale è perché fa parte di un parametro fondamentale nel SEM: il punteggio qualità. L’importanza di tale valore numerico è dovuta al fatto che ad esso sia strettamente correlata la posizione che il nostro annuncio occuperà nella pagine dei risultati e il costo effettivo che andremo a pagare per ciascun click.

Rear view of businessman with suitcase looking at business ideas

Quali competenze deve avere un ottimo SEM manager?

Le competenze che ritengo più importanti non provengono dallo studio o dall’esperienza ma dall’ordine e dall’attenzione posto nel proprio lavoro. L’ordine è un elemento fondamentale che ci aiuta nel realizzare campagne ben strutturate e con un ordine logico ben preciso; un account preciso e ordinato è già nella direzione giusta.

L’attenzione invece è intesa come il controllo degli elementi delle campagne: la verifica costante del costo e rendimento delle parole principali dell’account, un CPL sempre in linea con il target che ci siamo proposti di tenere, creatività costantemente allineate con ciò che offriamo ai nostri clienti, landing page realizzate con attenzione allo scopo di incanalare i visitatori verso ciò che consideriamo la nostra conversione.

Data la tua esperienza con facile.it vorrei chiederti: che impatto può avere la corretta gestione del SEM sui risultati di un player online?

Il SEM ricopre una parte molto significativa dei volumi di traffico di un player online. Proprio per questo motivo è fondamentale tenere costantemente sotto controllo le performance del SEM per evitare, così facendo, di trovarsi con un canale che invece di portare ottimi risultati rappresenti solo una fonte di spesa.

hand writing web traffic .

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Nel corso ci sarà anche una parte dedicata all’esercitazione pratica. Ci puoi anticipare come funzionerà?

Ritengo la parte pratica un momento molto importante del corso: avremo la possibilità di realizzare una campagna Adwords sulla quale poi confrontarci e metterci alla prova con gli elementi che avremo esplorato in precedenza dal punto di vista teorico. Senza una prova pratica, elementi fondamentali del SEM resterebbero delle semplici sigle sterili e prive di un reale senso.

 

Vuoi scoprire tutti i segreti per diventare un SEM manager e esercitarti su un caso concreto? Partecipa al Corso Online in Performance Marketing di Ninja Academy!