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La Realtà Aumentata di Magic Leap, la startup che vale $ 4.5 mld

Magic Leap: tutto un programma il nome di questa startup su cui il colosso Alibaba ha investito in questi  giorni ben 793,5 milioni di dollari! E sembra proprio che Magic Leap abbia un qualche tocco magico se è riuscita ad ottenere questo e molti altri investimenti svelando veramente pochissimo del suo progetto.

Ma andiamo per ordine: Magic Leap è una startup fondata nel 2011 con sede principale a Dania Beach, in Florida, ma in questi anni ha aperto altre sedi: Santa Cruz, Los Angeles, Mountain View, Seattle, Austin, in Inghilterra, in Nuova Zelanda e in Israele.

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Sta lavorando su un progetto che definisce “Mixed Reality”. Secondo Magic Leap sarà qualcosa di diverso rispetto alla realtà aumentata così come la conosciamo oggi: qualcosa che permetterà di vedere oggetti tridimensionali nella realtà che ci circonda, senza la necessità di un computer, di smartphone, tablet o smartwatch.

Ecco, questo è quanto! Non si sa altro sul progetto di Magic Leap: veramente in pochi – non è dato sapere chi, ovviamente -hanno avuto occasione di conoscere qualche aspetto in più di questa nuova tecnologia e solo questa demo mostra qualche particolare in più:

https://www.youtube.com/watch?v=tSoSofLenSs

Tu dirai: “Ma chi è così matto da investire su un’azienda di cui non si conosce nulla? Su un video che sembra davvero poco autentico?”. Insomma, cosa giustifica tanto hype?

Sundai Pichai, CEO di Google, è impegnato in prima persona nel board della startup e Big G ha investito l’anno scorso 542 milioni di dollari nella startup; ma vi sono molti altri grossi investitori che hanno creduto in Magic Leap: parliamo ad esempio di Qualcomm Ventures, Warner Bros, Fidelity, J.P. Morgan, Morgan Stanley, T. Rowe Price e Wellington Management Co. Non ultimo, ricordiamo il sopracitato colosso cinese Alibaba, il cui vicepresidente Joe Tasi avrà un posto nel consiglio d’amministrazione della società. Totale del valore attuale di Magic Leap: 4,5 miliardi di dollari!

Il misterioso progetto di Magic Leap sembra essere più efficace della promessa stessa del prodotto: Magic Leap promette un potenziale.

Qui a Magic Leap stiamo creando un nuovo mondo dove le realtà digitali e fisiche senza soluzione di continuità si fondono insieme per permettere incredibili nuove esperienze

Questo è quanto ha affermato Rony Abovitz, fondatore, presidente e CEO di Magic Leap.

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Proprio Abovitz non è nuovo a questi grandi progetti: nel 2013, ha venduto la sua azienda, Mako Surgical per $ 1,65 miliardi di dollari. È sicuramente un imprenditore che sa conquistare la fiducia dei suoi investitori!

Il 2016 è l’anno della Realtà Aumentata?

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È questa indubbiamente la scommessa di Magic Leap, che è riuscita a convertire nel suo sogno non soltanto gli investitori, ma anche lo studio di design  Weta Workshop , che per intenderci è lo studio che ha realizzato gli effetti speciali di film come Mad Max, The Hobbit e Godzilla. Anche lo scrittore di fantascienza Neal Stephenson ha scelto di collaborare al misterioso progetto.

I campi di utilizzo di questa nuova “Mixed Reality”, secondo Abovitz, non includeranno soltanto il gaming – che è oggi soprattutto il regno della Realtà Aumentata – ma anche la vita di tutti i giorni, dal lavoro al quotidiano domestico.

I tempi di consegna e i costi dei o del prodotto non si conoscono, sebbene Abovitz prometta che stanno muovendosi per concludere il tutto in tempi ragionevoli.

Stiamo costruendo qualcosa di meraviglioso e speciale – il cui scopo è quello di produrre un “campo luminoso digitale”  in armonia con voi stessi (con la vostra fisiologia, il vostro essere) – un fiume vivo di sculture di luce, in grado di trasmettervi una sensazione di magia, di esperienza e di presenza.

Abovitz promette una tecnologia rispettosa dell’apparato visivo umano, al contrario di quello che, a suo dire, può essere la più invadente tecnologia HoloLens di Windows.

Sarà questo il futuro della realtà virtuale? Il mondo diventerà davvero il nostro desktop o resterà solo fantascienza?

Customer Experience: dal Digital ROI allo store Innovation

L’Associazione per gli Studi Aziendali e Manageriali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza l’evento “Customer Experience: dal Digital ROI allo Store Innovation”Iscriviti e partecipa gratuitamente qui.

Come vincere l’attenzione (anche offline) di un cliente sempre più digital? Come gestire la tua strategia online e portare innovazione nel tuo retail?Queste sono alcune delle domande che verranno affrontate da manager e docenti a Milano – il prossimo 18 febbraio ore 9:30. 

L’evento approfondirà inoltre il tema della digital transformation: una sfida importante per molte aziende (e i loro manager) che ogni giorno devono affrontare le sfide del mercato. Parteciperanno al confronto realtà aziendali provenienti dai settori più disparati, ove si confronteranno sulle diverse modalità scelte per affrontare le spinte di trasformazione imposte dall’evoluzione tecnologica.

Relatori

  • Matteo Cantamesse – Docente di Psicologia della comunicazione mediata presso Università Cattolica del Sacro Cuore
  • Andrea Facchini – Chief Marketing Officer e Member of the executive board di Amplifon Group
  • Gianluca Meardi – Executive Director PwC
  • Federico Palomba – Head of Marketing & Digital Juventus F.C.
  • Giuseppe Tamola – Head of Italy and Spain Zalando AG
  • Mauro Palmigiani – Head of B2B Samsung

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Come partecipare

L’evento è gratuito ma è obbligatorio ISCRIVERSI QUI per partecipare.

Quando: 

18 febbraio 2016 ore 9:30

Dove:
Aula NI110, Via Nirone 15
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Cosa aspetti ad iscriverti? Noi di Ninja Marketing ci saremo!

eCommerce Update aggiorna le tue skill in un lampo con pietro bonomo

eCommerce Update, aggiorna le tue skill in un lampo!

I migliori eCommerce Manager conoscono l’importanza di far evolvere i progetti di vendita online nel tempo: si mantengono aggiornati su nuovi trend, piattaforme, funzionalità. Conoscono i case study migliori dai quali ispirarsi per progettare un’esperienza di vendita migliore ed incidere positivamente sui ricavi.

eCommerce Update [On Demand]

L’ eCommerce Update di Ninja Academy con Pietro Bonomo è un percorso intensivo che aggiorna le competenze aziendali necessarie a chi ha già avviato una piattaforma di eCommerce e sente l’esigenza di riprendere il passo sulle novità di mercato per il 2016.

Seguendo questo percorso, riuscirai a:

  • Consolidare o modificare la direzione delle strategie attuali
  • Ragionare sulla miglior allocazione di budget
  • Orientarti tra i dati del mercato italiano e globale dell’eCommerce
  • Applicare un metodo per trovare nuove opportunità di vendita online
  • Rinnovare obiettivi, team e strumenti di lavoro

eCommerce Update, aggiorna le tue skill in un lampo

Quali sono gli argomenti dell’eCommerce Update e chi è il docente?

Pietro Bonomo gestisce eCommerce per 14 anni: inizia il suo percorso nel web per curiosità e necessità, nel 1999. Pochi mesi prima nasceva Google, 5 anni prima Amazon, nel 1993 la prima pagina html. Pioniere dell’eCommerce italiano, surfista, residente oggi a Bali dove esercita la meravigliosa arte di danzare ogni giorno sia sulle onde del web che dell’Oceano Indiano.

Pietro, il tuo docente per l’eCommerce Update ti aggiornerà su queste tematiche:

  • Diamo i numeri: fotografia del mercato italiano ed opportunità.
  • Business Modeling: i modelli di business emergenti.
  • Experience Proposition: tecnologia ed esperienza utente come vantaggio competitivo.
  • Planning: The check list Manifesto.
  • Development: Le novità delle piattaforme leader del mercato: Prestashop 1.7, Shopify, Magento 2, Woocommerce.
  • Growth Hacking: Nuovi formati pubblicitari, cosa sono e quando usarli.
  • Analysis: Heatmaps&User Testing. I mercati sono fatti da persone non da dati.
  • Trend Hunting: sempre in prima fila con i Feeds.
  • Optimisation: valutare lo stato di salute del tuo business e prendertene cura.

eCommerce Update aggiorna le tue skill in un lampo con pietro bonomo

Come funziona l’eCommerce Update?

L’eCommerce Update è dedicato a quei professionisti che, avendo già una base di competenze legate ai progetti di vendita online, vogliono restare aggiornati solo sugli ultimi trend e sulle novità di mercato emerse nel giro dell’ultimo anno. L’obiettivo del corso è infatti quello di trasmettere il massimo aggiornamento, minimizzando il tempo di studio necessario, grazie ad una didattica intensiva e concentrata.

L’eCommerce Update consta di 2 ore di didattica online On Demand: questo vuol dire che puoi seguire le lezioni ovunque ti trovi, accedendo dal web alla tua aula virtuale.

La didattica è completamente online, così come i materiali di studio: Ninja Academy ti offre la possibilità di consultare, senza limiti di tempo, il materiale di ciascuna lezione (video e slide) in modalità On Demand accedendo alla piattaforma e-learning. Al termine del corso, previo superamento di un test di valutazione, potrai scaricare il tuo certificato di partecipazione.

Prezzo: 79€ Iva Inclusa

Il team Ninja Academy è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554. Ti aspettiamo con connessione, microfono e cuffiette alla mano.. Ma soprattutto, con tanta voglia di imparare!

Knowledge for change.
Be Ninja!

Instagram #creatoadarte

#creatoadarte: il saper fare italiano raccontato su Instagram

(Visual) content is (the new) king. 

Come riporta un recente studio pubblicato da eMarketer, le imprese sembrano sempre più propense ad incrementare la propria presenza e a investire in sponsorizzazioni su Instagram. Ma le risorse che il social può offrire ai brand non passano solo attraverso la pubblicità: soprattutto per le realtà più piccole, ci sono ancora molte strade percorribili par fare brand awareness e creare engagement.

È il caso, ad esempio, di #creatoadarte, il progetto targato Instagramers Italia in partnership con Italian Stories, la piattaforma web che mette in contatto i migliori artigiani del nostro Paese con i viaggiatori in cerca di esperienze uniche nel Made in Italy.

Si tratta di un viaggio tra foto e video che raccontano l’Italia, spesso invisibile, del saper fare: le botteghe artigianali e manifatturiere, i laboratori a metà tra tradizione e innovazione e le persone che li rendono vivi ogni giorno, trasformando tecnica e creatività in prodotti unici del nostro territorio.

Che si tratti di fashion, food, design o qualunque altro ambito di eccellenza, l’importante è condividere su Instagram una storia, utilizzando i 3 hashtag legati al progetto: #creatoadarte, creatoadarteNOMEREGIONE (ad esempio #creatoadarteLOMBARDIA) e #italianstories. L’account @creatoadarte, ogni settimana, si occupa di selezionare alcune tra le foto più belle, emozionanti e rappresentative per ricondividerle con una breve didascalia che vuole essere più un racconto.

Una vetrina interessantissima e soprattutto utile per farsi conoscere a costo zero, considerando che anche l’account stesso di @Igersitalia, che ad oggi conta oltre 98 mila follower, dà spazio ad alcuni scatti nell’apposita rubrica settimanale.

Tra gli ideatori, Alessandra Polo, Social Media Strategist e parte del team Igersitalia, ci ha raccontato più nel dettaglio il progetto.

Alessandra Polo

Alessandra Polo @alessandrapolo

Come sono nate l’idea di #creatoadarte e la partnership con Italian Stories?

L’idea è nata quando abbiamo interpellato i Local Manager delle community Instagramers perché proponessero il tema per una nuova rubrica per il 2016. 

#creatoadarte è il frutto del confronto tra alcuni admin delle community Igers della Sardegna: Daniela Deidda ha lanciato inizialmente l’idea poi ripresa da Massimo Loi, che da anni racconta il mondo dell’artigianato in Sardegna e non solo. Cinzia Urru ha proposto il tag finale (inizialmente si era pensato a #fattoadarte, poi abbandonato perché esisteva già). Io ho contribuito allo sviluppo dell’idea, affinché fosse più in linea possibile con gli obiettivi di Igersitalia, e a dicembre l’ho presentata con un video realizzato da Massimo in occasione della 8^ edizione di BTO Buy Tourism Online, l’evento più atteso dell’anno nel mondo del travel online. Eccolo​:

È stato proprio lì che ho conosciuto i ragazzi di Italian Stories. Conoscevo già il loro bel progetto ed era già mia intenzione andare a conoscerli di persona. Hanno fatto semplicemente prima loro, perché poco dopo il mio intervento hanno intercettato un tweet e sono venuti a cercarci. La partnership è stata una naturale conseguenza che ci consentirà di contribuire a far emergere tante belle realtà.

LEGGI ANCHE: Grazie ad Italian Stories viaggi e incontri i migliori artigiani

Il progetto è partito da un paio di settimane: com’è stata la risposta finora?

Il progetto è stato subito accolto con grande entusiasmo un po’ da tutte le regioni. Attraverso il canale @creatoadarte stiamo alternando i contributi regione per regione e per tipologia di attività. Un’ulteriore selezione va poi su @Igersitalia. Cercando su Instagram l’hashtag #creatoadarte si può vedere che gli altri hashtag più usati sono, al momento, #creatoadartesardegna con 230 post, #creatoadartepuglia con 100 post, #creatoadartesicilia con 89 post, #creatoadarteemiliaromagna con 65 post e via di questo passo.

Una foto pubblicata da creatoadarte (@creatoadarte) in data:

Possono postare foto e video solo botteghe e laboratori artigianali o anche qualsiasi utente?

L’idea è che siano principalmente gli utenti a farci scoprire i laboratori, ma anche le realtà industriali o i prodotti finiti. Abbiamo poi notato con piacere che sono diversi gli artigiani che, avendo un account su Instagram (evviva!), stanno cogliendo l’opportunità di partecipare e avere visibilità.

Tutti gli utenti sono quindi coinvolti nella promozione delle eccellenze del nostro territorio: non solo imprese che parlano di sé stesse, ma uno narrazione che parte dal basso.

Esatto, ed è ciò che ci aspettavamo anche alla luce dei progetti proposti in passato. Sicuramente il modo migliore per scoprire anche quelle piccole realtà che invece non sono ancora attive sui social.

Una foto pubblicata da creatoadarte (@creatoadarte) in data:

Immagini e video che raccontano la storia e la cultura del prodotto: pensi che questo progetto possa aiutare i piccoli brand a cambiare il modo di comunicare sui social?

Speriamo che questo possa essere un ulteriore esempio di come si può fare bene. Le sponsorizzazioni non sono affatto l’unica strada. Vale per Facebook come per Instagram. Se ti impegni e pubblichi con costanza contenuti di qualità – ovvero una bella foto o video a cui abbini una bella caption con informazioni, curiosità o una storia – e se ti impegni a dedicare anche del tempo ad altri (con like e commenti), non tarderai ad avere degli ottimi risultati. Certo, le sponsorizzazioni possono aiutare e dare una spinta, ma poi ti devi impegnare per creare e far crescere una community di utenti affezionati e pronti, in alcuni casi, a promuovere essi stessi il tuo marchio.

Il progetto nasce su Instagram, ma è presente anche su Twitter e Facebook: in termini di engagement, come è diversa la risposta degli utenti?

Abbiamo voluto avere una presenza anche sugli altri principali social ma è chiaramente su Instagram che si concentra il progetto e noi stessi admin dell’account @creatoadarte è lì che concentriamo le nostre energie. Molto tempo va via nella selezione delle foto e nel suggerire l’aggiunta della didascalia dove manca (e manca spesso…). Le community locali e regionali stanno dando anche loro un grande contributo avendo lanciato a loro volta una rubrica con il proprio tag regionale.

#creatoadarte proseguirà per tutto il 2016. Sono previste iniziative correlate, ad esempio Instameet o mostre?

Certo e sarà una delle cose che più ci piace fare: andare e toccare con mano, realizzare noi stessi gli scatti all’interno dei laboratori, delle botteghe. Sarà l’occasione per farci raccontare le loro storie e contemporaneamente immortalare i gesti ma anche i prodotti finiti di quelle realtà note e meno note che ci rendono orgogliosi e ci fanno apprezzare nel resto del mondo.   Proprio pochi giorni fa, in Sardegna, abbiamo visitato la bottega/Museo di Chiara Vigo, l’unico Maestro di bisso al mondo. Eccola qui:

Una foto pubblicata da creatoadarte (@creatoadarte) in data:

Sempre più persone utilizzano Instagram per scoprire posti nuovi da visitare: pensi che questo progetto possa favorire anche il turismo culturale e la riscoperta dei nostri prodotti d’eccellenza come “esperienze” da vivere?

L’idea di abbinare anche delle visite mirate nasce proprio dalla volontà di raccontare anche il territorio in cui opera quel dato laboratorio/bottega. Affinchè chi verrà a conoscenza di quella realtà artigianale possa essere invogliato a fare un’esperienza più ampia possibile.

Giornata Mondiale contro il cancro: le migliori campagne per combatterlo insieme

Oggi è la giornata Mondiale per la lotta contro il cancro: un’occasione unica, per noi e per chi è accanto a noi, per informarsi, conoscere e prevenire una delle malattie più devastanti, non solo a livello fisico ma anche a livello psichico.

Molto spesso un controllo più attento può fare la differenza ed è importante capire i primi sintomi, affinché la cura sia più efficace.

In questa battaglia tutti possono e devono dare il loro contributo: nell’era social, dell’informazione costante anche l’advertising può aiutare a divulgare il messaggio, suggerendo che prevenire è davvero meglio che curare.

La creatività è un’arma in più, in nostro possesso, per combattere la guerra contro questa malattia.

LEGGI ANCHE: Starbucks e Foursquare contro l’AIDS: fai check-in e salva una vita!

Deadpool per #touchyourselftonight

L’antieroe della Marvel, interpretato da Ryan Reynolds appare in un video appello per sostenere Ballboys, associazione che raccoglie fondi e divulga informazioni sul cancro ai testicoli.

Tra un doppio senso e l’altro, ma sempre in modo divertente e rispettoso, Deadpool spiega come sia importante l’autopalpazione, sia per gli uomini sia per le donne, illustrando i gesti da compiere e chiedendo di  non sottovalutare il problema.

Potreste essere voi il supereroe di voi stessi e degli altri!

Ti prendi cura di te stessa, come controlli i tuoi profili social?

Giornata Mondiale contro il cancro: le migliori campagne per combatterlo

Quanto spesso controlliamo il nostro profilo Facebook e quanto poco, invece, controlliamo il nostro stato di salute.

Per sostenere la lotta contro il cancro al seno, l’agenzia DDB di Singapore ha ridisegnato i loghi dei social più utilizzati, per sostenere la prevenzione.

Dedicare due minuti in meno ad un filtro per Instagram e uno in più al tuo benessere può davvero salvarti la vita.

Giornata Mondiale contro il cancro: le migliori campagne per combatterlo

Giornata Mondiale contro il cancro: le migliori campagne per combatterlo

Giornata Mondiale contro il cancro: le migliori campagne per combatterlo

CancerTweets

Parliamo tutti i giorni il linguaggio dei social media; postiamo foto, comunichiamo pensieri, componiamo tweet. Sono forse i messaggi cui siamo più attenti e dei quali riusciamo a cogliere più sfumature.

La lega per la lotta al cancro della Colombia, insieme a Leo Burnett, ha dunque scelto di creare questa campagna di virale marketing per invitare le persone a non ignorare i segnali che il corpo cerca di darci.

Twitter può riprodurre il comportamento di un tumore: dopo aver creato un profilo per ogni tipo di cancro, sono state aggiunte milioni di utenti, cui sono stati mandati prima messaggi ambigui, poi sempre più espliciti.

Cosa può accadere se i tweet vengono riconosciuti, letti e affrontati subito?

Un segnale non è un dettaglio da trascurare

Anche in questo caso un nuovo, forte messaggio lanciato a favore della prevenzione: PSA per la ricerca contro i tumori in Inghilterra spiega come le persone si accorgano sempre troppo tardi di quello strano neo comparso solo ieri.
Un dettaglio è sempre ignorato, mentre ci si rende conto di un’anomalia quando ormai il cancro è ad uno stadio così avanzato da non poter più passare inosservata.

Un’attenzione in più, anche se sovrastati dagli impegni quotidiani, può salvare una vita; sì, anche la tua.

https://www.youtube.com/watch?v=RO_ksc4NbS0

Le giornate storte non sono il male peggiore

Giornata Mondiale contro il cancro: le migliori campagne per combatterlo

Betype, un blog di calligrafia, font e design ha scelto di comunicare che c’è sempre qualcosa di peggio di una giornata andata nel verso sbagliato: ecco come uno dei creativi ha deciso di sostenere la ricerca, a seguito di una grave scoperta, proprio nella sua famiglia.

Giornata Mondiale contro il cancro: le migliori campagne per combatterlo

Tu puoi. Noi possiamo, affrontare e vincere la battaglia contro questa malattia.

DokiWatch: lo smartwatch che ti trasforma in genitore 2.0

Quale è l’età giusta per avere il primo smartphone?

Nell’era dei nativi digitali, trovare una risposta a questa domanda può diventare un’operazione piuttosto difficile. Se da una parte può sembrare pericoloso e un po’ prematuro regalare uno smartphone al proprio bambino quando ancora è in tenera età, dall’altra la possibilità di rimanere sempre connessi con i propri figli quando sono fuori casa è praticamente irresistibile.

Ci vorrebbe una via di mezzo, qualcosa che riduca i rischi e ottimizzi i vantaggi. Forse DokiWatch, il nuovo dispositivo di Doki può essere la risposta.

DokiWatch

Lo smartwatch ideale dai 6 ai 12 anni

L’obiettivo primario del DokiWatch è quello di favorire un’infanzia/adolescenza attiva, cercando di creare un dispositivo che riduca al minimo il potere alienante dello schermo senza rinunciare alla tecnologia. Tutte le funzioni sono infatti pensate per un utilizzo breve dello smartwatch, semplice e veloce e sono controllabili da un’app installabile sul dispositivo dei genitori. Analizziamole nel dettaglio.

DokiWatch

Dokipet

Dokipet è un piccolo avatar che ricorda un po’ il Tamagotchi, ovvero un virtual pet da curare e far crescere sul proprio dispositivo. La differenza però sta nel fatto che la salute dell’animaletto è direttamente collegata alla salute di chi indossa il DokiWatch. Il dispositivo tiene infatti conto dei passi effettuati, delle calorie smaltite e dei chilometri percorsi, proprio come un comune smartband, associando i risultati al Dokipet.

DogiWatch

Smart Locator, Alert Area e SOS Mode

Il DokiWatch integra un rilevatore GPS in grado di comunicare all’app associata sul dispositivo del genitore la posizione esatta in cui si trova il figlio, mentre l’Alert Area permette di disegnare sulla mappa una zona di interesse ed essere informati quando il dispositivo entra o si allontana da questa. Inoltre, è possibile sincronizzare e visualizzare sulla stessa app diversi devices.

L’SOS Mode è una funzione associata ad un tasto fisico del DokiWatch, ovvero il pulsante rosso che si trova sul lato dello smartwatch. Una volta premuto per 3 secondi questo pulsante, verrà automaticamente inviato un messaggio a tutti i contatti preimpostati sul dispositivo per questa funzione, unitamente a 60 secondi di registrazione audio ambientale e alla posizione GPS.

DokiWatch

Connettività e personalizzazione

Oltre alle chiamate vocali, grazie alla tecnologia 3G (necessita di una microsim) sarà possibile utilizzare DokiWatch per effettuare videochiamate, inviare messaggi di testo e vocali o inviare emoticons. Il dispositivo integra anche un’antenna WiFi e un ricevitore Bluetooth con la quale è possibile rilevare i dispositivi nel proprio raggio di azione e connettersi con essi creando nuovi contatti.

L’App è basata su Android, ma è disponibile anche su dispositivi iOS. Inoltre, è disponibile l’SDK per gli sviluppatori, in caso si voglia procedere ad una personalizzazione avanzata. Nel video qui sotto si può vedere il DokiWatch all’opera.

Il DokiWatch ha appena terminato la sua campagna su KickStarter, dove ha superato di gran lunga la soglia impostata per il budget e presto sarà sul mercato con un prezzo annunciato di 179$. Tu lo vorresti?

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Uber cambia logo e design: ecco le novità

Da qualche ora i vostri smartphone vi staranno segnalando la disponibilità di un nuovo aggiornamento per Uber. Preparatevi, perché rischierete di non riconoscere più l’app quando andrete a cercarla.

La tradizionale “U” che caratterizzava l’icona mobile del servizio ha ceduto il posto ad un logo geometrico. L’azienda ha dichiarato che il quadrato al centro rappresenta un bit, che ritornerà di frequente all’interno di quello che sarà il nuovo design istituzionale di Uber, dal sito all’app stessa.

Assieme alla nuova icona della versione “consumer” è stata rilasciata anche quella per gli autisti.

uber logo

Nelle intenzioni dell’azienda e dei creativi, il bit diventerà il segno di riconoscimento principale del brand. La necessità di un elemento grafico facilmente applicabile su più piattaforme e dispositivi è comprensibile, se pensiamo a quanto il business di Uber si sia espanso negli ultimi mesi (fino ad arrivare anche alla consegna a domicilio di cibo e pacchi).

LEGGI ANCHE: Enel cambia logo e visual identity: le ragioni del rebranding

Come leggiamo nel comunicato ufficiale, il nuovo design vuole celebrare la tecnologia alla base di Uber e le città in cui il servizio è presente. Sono infatti stati introdotti nuovi colori, che variano di città in città, e un nuovo logotipo.

uber app

uber

Cosa ne pensate di queste novità?

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Perché i video sono la migliore strategia di mobile marketing

Il 2015 è stato un anno importante per il mobile marketing: su più livelli, l’accesso a internet da dispositivi mobili ha superato quello da desktop. Reperire informazioni e contenuti da smartphone e tablet risulta più immediato e comodo rispetto all’utilizzo di canali alternativi e, grazie alla totale diffusione di mobile device, tale comportamento si verifica senza rilevanti distinzioni tra sesso ed età.

Questo cambiamento comportamentale sta velocemente relegando il PC ad attività più intensive (lavoro, hard gaming) e la TV ad attività di gruppo, e dovrebbe segnare una profonda revisione delle logiche con le quali i brand si relazionano ai propri clienti.

Un ruolo chiave nella ridefinizione della strategia di advertising è costituito dalla produzione e pianificazione seriale di contenuti video che siano capaci di trasferire valore ai clienti finali e che, dunque, vadano oltre il tipico spot televisivo di 30″.

Il video è mediamente lo strumento più equilibrato tra quelli disponibili per il content advertising: in una strategia di digital marketing è un contenuto  che può fidelizzare il singolo consumatore legando l’advertising all’informazione e all’entertainment.

LEGGI ANCHE: Video Advertising: perché no?

Video e Mobile: un tesoro per l’advertising

 

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Diversi sono i fattori che ci portano a considerare con maggiore importanza una video content strategy applicata al mobile marketing: innanzitutto, gli attuali piani tariffari dei provider telefonici consentono un utilizzo massiccio di internet, grazie al quale è possibile fruire di video senza molte preoccupazioni; anche in assenza di banda, gli utenti trovano Wi-Fi gratuite con maggiore facilità rispetto al passato.

Gli investimenti in digital advertising possono essere diretti meglio rispetto a quelli analogici, con la possibilità di creare segmenti di audience divisi per caratteristiche, provenienza e interessi; con il mobile, il contenuto arriva all’utente in maniera ancora più personale.

Il profilo degli spettatori di video mobile

Un recente studio condotto dall’Interactive Advertising Bureau, basato su interviste in 24 nazioni diverse, evidenzia dei trend interessanti sulla fruizione di video da mobile:

©Interactive Advertising Bureru

©Interactive Advertising Bureau

Il 35% degli intervistati dichiara di guardare più video da smartphone rispetto all’anno precedente, mentre il 22% dichiara di guardare meno televisione perché utilizza dispositivi mobili.

©Interactive Advertising Bureru

©Interactive Advertising Bureau

Quasi il 60% degli intervistati dichiara di guardare quotidianamente, o più volte al giorno, brevi video da smartphone (non più di 5 minuti per video). L’utente tipico che guarda lunghi video da smartphone è maschio, sotto i 35 anni e con un piano tariffario illimitato.

©Interactive Advertising Bureru

©Interactive Advertising Bureau

Se la fruizione avviene da mobile, non significa che avvenga necessariamente in mobilità: gli spettatori utilizzano smartphone e tablet per i video soprattutto tra le mura domestiche.

©Interactive Advertising Bureru

©Interactive Advertising Bureau

Il picco di “ascolti” è tra le 18 e le 23, con leggere variazioni tra il pubblico americano e quello europeo. Il pubblico sudamericano, invece, è più notturno.

Quali contenuti creare?

Nel content marketing, il contenuto è inteso come un valore che l’azienda trasferisce al suo pubblico ricevendo in cambio awareness, fiducia e relazioni.

Il successo di una campagna di content marketing dipende dalla percezione di tale valore da parte del pubblico; la percezione del valore è data da tre fattori: il contenuto deve essere indirizzato al target giusto, deve essere percepito come utile o divertente , il mittente del contenuto deve essere identificabile .

La definizione del contenuto da proporre al pubblico dovrebbe quindi partire dallo studio delle abitudini e dei bisogni dei clienti che si vogliono raggiungere. Il topic del contenuto da creare va ricercato nel punto di incontro tra l’offerta di valore del brand o del prodotto e i bisogni del target che si vuole raggiungere.

©Kim Larsonn/Think With Google

©Kim Larsonn/Think With Google

 

Una volta compresi i bisogni del proprio target, è importante costruire un format e un topic aderenti all’identità aziendale e al messaggio che si vuole comunicare. Per comunicare le qualità di un prodotto/servizio ed essere recepito dal pubblico, un video può far leva su emozioni e utilità.

Sentimenti e utilità non sono necessariamente contrapposti, ma indubbiamente un video che fa leva sui sentimenti ha una viralità più generalista, mentre attraverso un video utile si ha la possibilità di portare la propria presenza a una nicchia più definita di utenti.

Affinché dei contenuti generino una rete di relazioni e fiducia è necessario metterli in serialità tra loro attraverso un filo conduttore: proporre più episodi dello stesso format genera aspettativa e contribuisce a fidelizzare l’utente. La serialità è un aspetto fondamentale: proporre un unico video isolato non costituisce una strategia di Mobile video marketing.

Quanto devono durare i miei video mobile?

Per stabilire la lunghezza dei video bisogna considerare la natura e il contesto della loro fruizione. Se si tratta di un video per un prodotto inserito in un e-commerce, ad esempio, la sua durata dovrebbe essere breve e presentare il prodotto il più possibile: gli acquisti da e-commerce sono impulsivi e gli utenti hanno moltissime alternative a disposizione. Se invece si tratta di un prodotto complesso e dai costi impegnativi, vale la pena di pubblicare un video più lungo.

Generalmente, comunque, è consigliabile non andare troppo oltre i 5 minuti per i video Mobile.

Quali piattaforme scegliere?

La prima basilare distinzione delle piattaforme a disposizione per i propri video è tra motori di ricerca e social network.

La logica dei social network è basata più sulla composizione del wall che sulla funzione di ricerca, i video pubblicati sui social sono più virali per i primi giorni, mentre i video pubblicati su Youtube hanno una crescita costante nel tempo in termini di commenti e visualizzazioni. Per questo motivo è necessario adottare una strategia che coinvolga più piattaforme.

Ogni canale ha le sue dinamiche e il contenuto dovrebbe essere adattato sulla base delle piattaforme scelte. Ad esempio su Facebook, dove i contenuti video si riproducono muti automaticamente, può essere interessante aggiungere una gran quantità di testo per attrarre l’utente, come fa Business Insider:

This bottle makes water out of air.

Pubblicato da Business Insider su Domenica 31 gennaio 2016

Call to action: suggerire un’azione al vostro target

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Una volta definiti target, contenuto e piattaforme, è indispensabile stabilire una call to action:  se l’obiettivo è la vendita di un prodotto, bisogna permettere all’utente una soluzione veloce per finalizzare l’acquisto; diversamente, se l’obiettivo riguarda la brand reputation, l’utente deve poter accedere facilmente ad altri contenuti o reperire maggiori informazioni sui vostri canali aziendali. Facebook offre nativamente la possibilità di inserire una call to action. Per le altre piattaforme, è utile inserire maggiori riferimenti nella descrizione al video.

I modi in cui le persone guardano i contenuti video stanno cambiando radicalmente: si tratta di un aspetto che necessita attenzione da chi si occupa di marketing e advertising, per comprendere come adattarsi al meglio a questo cambiamento.

Pinterest: tutti i trend attesi per il 2016

Di tutti i social network, Pinterest è quello che è capace di tenere ore e ore i propri utenti incollati allo schermo grazie allo scroll continuo, in cerca di ispirazione per tutto quello che riguarda la loro vita, dal look ai viaggi, dal design fino agli hobby.

Il primo mese del 2016 è passato e già ci si è fatti un’idea di quelli che saranno i trend di quest’anno: addirittura Pinterest stesso fornisce un post sul proprio blog e una bacheca con i 100 pin del 2016 per ispirare i propri utenti a essere più creativi che mai.

Capire i trend può essere utile sia per i singoli utenti, che sapranno cosa aspettarsi quest’anno, ma anche per i brand che sapranno che tipo di comunicazione utilizzare per rendere i loro pin più accattivanti, offrendo contenuti in linea con ciò che gli utenti cercano.

Ecco quindi le categorie di pin che affolleranno la newsfeed nel 2016:

Abitudini salutari

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Cosa c’è di più inspirational di una bacheca piena di ricette light e tutorial di workout? Anche se gennaio e i buoni propositi della serie: “andrò tutti i giorni in palestra” sono già passati, Pinterest è sempre stato e rimane il social di riferimento per puntare a uno stile di vita più sano.
In particolare quest’anno sembra che andranno di moda il jiu jitsu come sport da provare, e l’olio di cocco e le zucchine come ingredienti di punta per una vita all’insegna del detox.

Outfit

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Amanti dello stile casual: gioite, quest’anno è il vostro anno. In questi anni si è visto un abbandono di tacchi vertiginosi e vestiti su misura in favore di abbigliamento ricercato ma non troppo. Per dirla con le parole di Pinterest, si può parlare di dressed-down look, in cui i capi da non farsi mancare assolutamente saranno le blanket scarves, ovvero le sciarpe oversize per le donne, i fazzoletti da taschino per gli uomini, e in generale l’abbigliamento athleisure, ovvero tutti quei capi dai leggins alle felpe che possono essere utilizzati in palestra come nella vita di tutti i giorni.

Progetti

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Una categoria definita come hands-on projects, letteralmente “mani in pasta”, fa subito pensare a bacheche piene di pin in grado di fornire idee fantastiche per buttarsi a capofitto in tutti quei buoni proposito del mese scorso del genere: “Quest’anno dedicherò più tempo a….”. I suggerimenti di Pinterest sono: brunch della domenica con cucina casalinga, stampa di foto fai-da-te e lavoretti da fare con i propri figli o fratellini, dal più classico dei decoupage fino alla realizzazione di modellini.
Ma anche il giardinaggio e le birre fatte in casa occuperanno un significante spazio della newsfeed di Pinterest, in questo 2016.

Tempo per me

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Un buon proposito classico è: “Quest’anno dedicherò più tempo a me stesso”. Per evitare di farsi risucchiare come sempre in un turbine di cose da fare, Pinterest suggerisce alcuni trend che permetteranno di ritagliarsi uno spazio adeguato nella routine. I libri da colorare per gli adulti sono senza dubbio il più divertente e il meno impegnativo, ma anche organizzare i propri acquisti e il proprio armadio, prendendo ispirazione dalle bacheche capsule, permetteranno di risparmiare tempo e fatica in shopping compulsivo. E se invece si ama pensare in grande, il social propone anche bacheche con suggerimenti e ispirazioni per programmare un viaggio completamente da soli.

Hai trovato quello che ti interessa in une di queste categorie? Te le aspettavi o hai trovato qualcosa di innovativo? Diccelo sulla nostra pagina Facebook!

Instagram multiaccount

Instagram: al via il multiaccount per IOS e per Android – Update

Forse la novità più attesa da tutti gli Instagram addicted: da oggi su Instagram è disponibile il multiaccount. Rivoluzione? Forse si, perchè i vantaggi, sopratutto per chi gestisce profili aziendali sono notevoli.

Con il multiaccount è ora possibile gestire più profili contemporaneamente dallo stesso account in modo semplice e veloce senza dover necessariamente effettuare il logout da un account all’altro e inserire nuovamente username e password.

Come funziona? Detto fatto. Dalle impostazioni del proprio account Instagram è necessario cliccare su Aggiungi Account e da lì inserire username e password per collegare un secondo profilo. Questa prassi è valida per il primo utilizzo e come abbiamo detto per collegare i profili. Fatto questo, per i successivi utilizzi, si potrà tranquillamente passare da un profilo all’altro in pochi secondi e in modo quasi automatico, un pò come per la gestione di più fanpage di Facebook.

A dare per primo la notizia, Matteo Acitelli di Instagramers dal proprio profilo Facebook.

Instagram multiaccount
Inizialmente, il multiaccount era disponibile solo per iOS (scaricando la versione 7.15 di Instagram): il servizio di multiaccount, che per ora prevede la possibilità di collegare un massimo di cinque profili,  sta venendo esteso a tutti gli utenti, dato che il servizio è ancora in rollout.

[UPDATE]

Anche per gli utenti Android l’ultimo aggiornamento ha portato in dote la possibilità di gestire più account.

Già a fine novembre dello scorso anno, (come riportato dal sito web Android Police)  i vertici Instagram avevano annunciato l’avvio dei beta tester per Android: adesso la funzionalità è disponibile per tutti gli utenti di smartphone.

Instagram multiaccount

 

LEGGI ANCHE: Instagram multiaccount: una svolta storica

E ora, utenti di IOS e Android.. tutti su Instagram!