Grazie ad Italian Stories viaggi e incontri i migliori artigiani

La piattaforma web che ti fa entrare nelle botteghe artigiane del Made in Italy

La storia dell’Italia e le storie degli italiani passano attraverso i laboratori degli artigiani che ci rendono famosi in tutto il mondo. Ma quanti di noi, nel viaggiare lungo lo stivale, hanno visitato delle vere e proprie botteghe artigianali? Non mi riferisco ai negozi agghindati a bottega, alle classiche formule turistiche, ma ai veri e propri laboratori dove artigiani di ogni età passano le loro giornate tra strumenti e materiali per creare oggetti unici. Pensate alla possibilità non solo di visitare queste rare bellezze, ma soprattutto di parlare con gli artigiani e prendere parte al loro processo creativo, tramite il loro racconto e i loro workshop, a prescindere dal prodotto finito, si tratta di vivere l’esperienza della conoscenza relazionandosi con gli artigiani.

Il progetto Italian stories

Ci hanno pensato i ragazzi di Italian Stories a realizzare una piattaforma per far incontrare i turisti interessati a nuove esperienze di viaggio e gli artigiani che hanno voglia di aprire le porte dei loro laboratori. Una piattaforma online, presente anche su Facebook, per mettere in comunicazione domanda e offerta di viaggiatori ed artigiani, alla ricerca di esperienze uniche da un lato, e con l’obiettivo di promuovere la propria attività dall’altro.

Pensate all’artigiano inserito nel contesto territoriale in cui si trova, chi meglio di lui conosce la cultura dei luoghi dove vive e lavora ?

Un viaggio sostenibile all’insegna dello slow travel, niente monumenti e ristoranti stellati, ma persone, racconti e conoscenza. Basta guardare le foto di questo articolo per apprezzare capire il potenziale di un incontro artigiano-turista, senza limitare la nostra immaginazione all’immaginario dell’orafo o della sarta ricamatrice, artigiano è il panificatore, è la ceramista, è il giovane produttore di cappelli. L’artigiano non ha età, ha esperienza.

Vivere il laboratorio

Il fascino di un laboratorio è unico ed inimitabile, non lo si può trasmettere in una foto o con una video lezione online, la materia va toccata con le proprie mani, e le mani degli artigiani vanno strette con vigore, per trasmetterci la loro voglia di creare. Un esempio ? Per Giorgia Brunelli che lavora la porcellana in Trentino, questo progetto è stato una scoperta,una possibilità unica che ha trasformato il suo laboratorio.

“Un piccolo e caotico spazio di lavoro, dove si dipana tutta la creatività (e, in pratica, tutta la vita) di una persona, può trasformarsi in un luogo emozionante, uno scrigno magico, un’esperienza unica per il viaggiatore attento alla ricerca di processi alchemici.”

Economia reale, l’individuo al centro

Mettere l’individuo e la conoscenza al centro, per valorizzare l’economia reale, quella che si basa sulla produzione e il saper fare, che si pubblicizza grazie principalmente alla qualità del prodotto ed il passaparola che ne consegue, al territorio in cui opera il singolo artigiano, non solo appoggiandosi ai distretti, ma conoscendo e creando relazioni tra persone. E’ la differenza che si può evidenziare rispetto ai progetti del Google Culture Institute che finanzia il made in Italy e l’accademia di Samsung Maestros, ristretta ad un certo numero di partecipanti.

La mappatura di Google si basa sulle eccellenze digitali dei prodotti, il focus è infatti sul risultato finale, mentre per il progetto di italian stories non è importante uscire dal laboratorio con un prodotto finito, quanto uscire dal laboratorio con una nuova consapevolezza.

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Dallo storytelling allo storyliving

Lo storytelling della produzione made in Italy lo abbiamo affrontato grazie al viaggio attraverso le eccellenze analizzate per il progetto Mad in Italy raccolto in puntate tra gennaio e giugno 2014. Storie di prodotti ed aziende, video racconti e numeri riguardanti diversi settori merceologici, dalle scarpe ai rubinetti.

LEGGI QUI: Parte Italia Caput Mundi, lo storytelling “laterale” sul Made in Italy [PARTE 1]

In questo caso, la parola stories c’è già nel nome del progetto, ma non è storytelling, oserei dire e coniare una nuova parola, lo storyliving, perchè entrando nei laboratori, non solo entriamo direttamente nelle storie degli artigiani italiani, ma le viviamo in prima persona, facendo la loro conoscenza ed imparando la loro arte.

Credits foto: Claudia Corrent