5 casi in cui l'uso del testimonial ha fatto discutere

L’utilizzo di una Pop Celebrity come volto di un brand è sempre un’azione spregiudicata, un’arma a doppio taglio: da un lato il brand può attingere e nutrirsi del suo fanbase ma, d’altra parte, legare un volto ad un brand significa anche farlo entrare in simbiosi con il personaggio e le azioni di quest’ultimo possono ricadere sulla brand image e sulla brand identity.

Ma non solo, negli anni ’60 David Ogilvy sentenziava:

Rimango sempre più stupito dal fatto che un’intera industria investa milioni di dollari su una libera e, spesso, casuale associazione a volti famosi, dimenticando che il pubblico, di fronte a un personaggio famoso che fa pubblicità, la prima cosa che percepisce è il fatto che costui, già ricco, si arricchisce ulteriormente

Affermazione inopinabile e straordinariamente attuale, anche se, a cinquant’anni di distanza e nel boom della società delle immagini e delle notizie virali i ruoli si siano pressochè ribaltati. Negli ultimi anni è spesso accaduto infatti, che i brand, famelici di notorietà, siano abilissimi a cavalcare gli scandali perpetrati dalle celebrity e li usino ad arte per le loro adv.

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Eccone 5 esempi:

1. Justin Bieber per Calvin Klein Jeans

Prima l’arresto poi un insolito referendum plebiscitario che lo vuole fuori dagli U.S.A, insomma a Justin Bieber è bastata l’adolescenza per passare dal caschetto d’oro alle croci tatuate.

Tatuaggi che non sono passati inosservati a Calvin Klein Jeans che, insieme alla top model olandese Lara Stone, l’ha scelto per la campagna pubblicitaria Primavera Estate 2015 delle linee Calvin Klein Jeans e Calvin Klein UnderwearNello storytelling appare un Bieber alla batteria con muscoli e tatuaggi in bella vista. La campagna prevede anche il lancio del progetto #mycalvins: i fan del marchio potranno postare sui social le loro foto con indosso il proprio capo Calvin Klein.

2. Amy Winehouse per Fred Perry

Su Amy Winehouse e la sua tragica morte già troppo si è detto e scritto. Come spesso accade, la sua inclinazione all’autodistruzione andava di pari passo con la sua genialità. Scelta come stilista e testimonial da uno dei brand “inglesi per antonomasia” come Fred Perry, solo pochi mesi prima della sua morte.

Avrebbe dovuto essere parte di un’ “operazione pulizia” della sua immagine e per l’occasione indossò personalmente i capi da lei disegnati. Fred Perry gestì al meglio la sua prematura e tragica dipartita, ma è innegabile che come la sua morte ha fatto entrare lei nella leggenda, ne sono entrate di diritto  anche le sue immagini mentre indossa Fred Perry.

3. Miley Cyrus per Golden Lady

Ancora sull’onda del clamore suscitato dal suo Bangerz Tour, l’ex stellina Disney è stata scelta dall’agenzia di Armando Testa come testimonial del nuovo collant seamless di Golden Lady. Uno spot confezionato sotto la direzione creativa di Vincenzo Cerri e Dario Anania che hanno creato una comunicazione evento in grado di suscitare il wow effect. Il regista dello spot è stato il fotografo Terry Richardson (che ha già lavorato, tra le altre, per Madonna e Lady Gaga). La colonna sonora è la hit #getitright tratta dall’ultimo album della stessa Cyrus e composta dal producers del momento Pharrel Williams

4. Kate Moss per Roberto Cavalli

Anoressia, sex addiction e relazioni pericolose sono state all’ordine del giorno per Kate Moss e tutto ha sempre continuato a farle gioco. Almeno fino al 15 settembre 2005 quando il Daily Mirror la sbatte in prima pagina intenta a sniffare l’ennesima “striscia”.

Nulla che non fosse già noto ma una foto così esplicita scandalizzò a tal punto l’opinione pubblica da far credere che la cattiva ragazza londinese fosse giunta all’ultima boutade.

Nulla di più sbagliato, il tam tam mediatico fu fragoroso e nessun contratto della super top model venne rescisso a partire dalla colossale campagna per Cavalli.

5. Madonna per Pepsi

Sul finire degli anni ’80 Pepsi e Coca-Cola cominciarono a fronteggiarsi a colpi di adv fenomenali, dai testimonial d’eccezione ad ingaggi stratosferici. Nel momento in cui Coca-Cola firmò un contratto con George Michael la Pepsi fece la sua contromossa ingaggiando Madonna per uno spot innovativo chiamato “make a wish” .

Trasmesso in occasione dei Grammy Awards lo spot raggiunse 250 milioni di telespettatori. Il video approdò solo il giorno dopo nella sua versione ufficiale, nettamente differente dall’innocente spot, dove Madonna assisteva ad un crimine, amoreggiava con la statua di un santo di colore vestito come l’iconografia classica di Gesù, ballava in mezzo a croci infuocate e aveva le stigmate.

La tempesta non tardò ad arrivare: prima la protesta dell’American Family Association, poi la scomunica direttamente da Roma.

La Pepsi fu costretta a ritirare lo spot ma la polemica che ne scaturì rese quei due minuti memorabili.

Madonna Ciccone, l’ultima degli immortali per Pepsi 1989.

Immagini digitali: ecco come scegliere tra JPEG, GIF o PNG [INFOGRAFICA]

Dopo l’avvento del web e della moltitudine di professioni a esso associate è ormai chiaro come non sia indispensabile essere grafici per ritrovarsi a fronteggiare questo dilemma: JPEG, GIF o PNG, quale formato scegliere per le immagini digitali del proprio progetto?

Del resto, un digital copywriter potrà pure strizzare l’occhio allo sviluppatore quando gli consiglia di utilizzare solo JPEG in alta per il blog aziendale, ma sappiamo tutti benissimo che le possibilità che non abbia decriptato fino in fondo il messaggio siano altissime e, si sa, non si può vivere di soli post-it.

Per fortuna anche questa volta le infografiche giungono in nostro soccorso, per salvare le giovani menti a digiuno di trucchi grafici e, perché no, rinfrescare la memoria a chi la grafica la mangia a colazione ma ogni tanto gradisce il bis.
Perciò ecco a voi le caratteristiche principali di JPEG, GIF e PNG: trovate quella giusta per le vostre immagini digitali!

1. JPEG

Acronimo di Joint Photographic Experts Group, il JPEG è un tipo di compressione “lossy” (cioè con perdita d’informazione) usato quando parte della qualità di un’immagine può essere sacrificata a vantaggio di una minore grandezza del file, così da diminuire lo memoria necessaria e aumentare la velocità di caricamento.
Per questo motivo il formato JPEG è utilizzato principalmente per immagini digitali statiche, fotografie e immagini con molti colori e/o ombreggiature.

2. GIF

Acronimo di “Graphics Interchange Format”, il formato GIF utilizza 256 colori indicizzati, consente la trasparenza e può essere animato, il tutto mediante una compressione senza perdita di dati. Utilizzando meno colori è chiaramente un formato più leggero rispetto a quello JPEG e per questo motivo è utilizzato soprattutto per animazioni, grafiche web con pochi colori e immagini digitali semplici.

So già a cosa state pensando: si dice “gif” o “jif”? Bene, dopo essere sopravvissuta a malapena ai dibattiti su “LA font o IL font”, “LA selfie o IL selfie” e affini, ho capito come a volte sia meglio accettare il fatto che non esista una risposta a tutto, e anche quando esiste (dato che il creatore del formato ha stabilito chiaramente che la pronuncia corretta sia “jif” ma non se l’è filato nessuno), non è detto che i dibattiti si plachino, quindi meglio mettersi l’anima in pace!

3. PNG

Il formato PNG (acronimo di “Portable Network Graphics”) utilizza una compressione senza perdita d’informazione e si suddivide in due tipologie: PNG-8, assimilabile alla GIF ma più piccola, si avvale di 256 colori e consente la trasparenza; PNG-24, molto simile alla JPEG ma più grande, si avvale di più di 16 milioni di colori ed è un formato privo di compressione.
I principali utilizzi del formato PNG sono: immagini web (tra cui loghi che richiedono trasparenza e dissolvenza), immagini in elaborazione e immagini complesse (come le fotografie, sempre che la dimensione non sia un problema).

Ecco a voi, dunque, le conclusioni. Avete ancora qualche dubbio? Scoprite l’intera infografica su WhoIsHostingThis!

Come convertire le attività di digital marketing in vendite? Partecipa GRATIS al primo dei Ninja Talks

adversing online

Tra i nuovi propositi per il 2015 della Ninja Academy c’è la volontà di dispensare ancora più conoscenza, diffondere i segreti del marketing e fare in modo che tutti i guerrieri Ninja siano sempre aggiornati sulle strategie più efficaci.

Ecco perché inauguriamo i Ninja Talks: una collana di appuntamenti online del tutto gratuiti, pensati per i professionisti del digital & social media marketing. Un’occasione ricorrente di aggiornamento professionale, approfondimento disciplinare e, perché no, di networking.

Dagli Adserver al Real Time Bidding. Convertire le attività di digital marketing in vendite

Il primo appuntamento dei Ninja Talks è dedicato all’advertising online e ai suoi segreti. Mercoledì 11 febbraio dalle 18 alle 19 conosceremo Alfonso Mariniello, direttore commerciale di Adform che parlerà di adserver, tag management, path to conversion e real time bidding.

Imparerai a conoscere l’importanza degli adserver nella gestione delle campagne online, a capire che ci sono altri modelli di attribuzione delle conversione oltre il “last cookie win” e scoprirai come funziona l’acquisto di spazi in RTB.

Abbiamo pensato a questo incontro per aiutarti a capire quali canali online funzionano meglio per il tuo business, per spiegarti perché l’acquisto in RTB sta cambiando radicalmente il mondo della pubblicità online e come tenere sotto controllo tutte le attività di marketing digitale. Qui il programma completo.

Come partecipare ai Ninja Talks?

I nuovi appuntamenti #NinjaTalks targati Ninja Academy sono completamente gratuiti, basterà iscriversi qui per prenotare il proprio posto digitale e collegarsi alla nostra piattaforma per seguire il webinar.

Ricapitoliamo:

Dagli Adserver al Real Time Bidding. Convertire le attività di digital marketing in vendite
con Alfonso Mariniello, direttore commerciale di Adform
Mercoledì 11 febbraio 2015, dalle ore 18 alle ore 19

ISCRIVITI ORA!

500 euro regalati da Zara? La "social-bufala" che sta invadendo Facebook

Metti il sogno comune di fare shopping con una carta regalo di ben 500 euro per gli acquisti tanto desiderati. Aggiungi il fatto che a proporti questa gift card sarebbe l’amatissima catena di abbigliamento Zara. Affida il passaparola al social più virale che esiste, et voilà il gioco è fatto: una grossa bufala inizia a circolare e invadere Facebook, ingannando numerosi utenti.

Se da ieri anche vostri amici di Facebook continuano ad invitarvi ad un “evento concorso” per vincere carte regalo di Zara da 400-500 euro, sapete di cosa parliamo 🙂

La modalità di propagazione del “bufalo-contest”

L’iniziativa è stata organizzata con astuzia per ingannare più utenti possibili: una serie di eventi su Facebook, con immagini del profilo e di copertina del brand d’abbigliamento, organizzati da pagine apparentemente affidabili come “Zara Promo 2015”.  In palio, ben 400 gift card del valore di 500€, ognuna spendibile entro il 14 gennaio presso i punti vendita di Zara, seguendo queste semplicissimi step:

  • cliccare su “Partecipa” assicurando la partecipazione all’evento social creato e diffuso;
  • invitare altri 10 amici all’evento e lasciare un commento con la scritta “Grazie Zara” sulla pagina dell’evento.
  • L’estrazione avverrebbe poi su un sito sconosciuto, che richiede il download di un file misterioso (la presunta lista dei fortunati).

Chi è un minimo esperto di social networking, capisce subito che si tratta di una truffa. Tempo fa c’era stato il caso della bufala dedicata a H&M su Instagram e le modalità erano sempre le stesse:
– aderire ad un contest (presunto);
– invitare altri contatti (contribuendo alla viralità della truffa, inconsapevolmente);
– lasciare i propri dati personali (in pericolo la sicurezza degli account che hanno ingenuamente aderito).

 

Come fare a capire che si tratta di una bufala?

Innanzitutto, i concorsi a premi in Italia hanno norme molto precise. È necessario che siano depositati presso il Ministero dello Sviluppo Economico e che abbiano un regolamento rigidamente strutturato, chiaro e consultabile a partire dalla descrizione del concorso stesso.
Cosa che non accade in questo “contest”, dove la descrizione del concorso è scritta in un italiano quantomeno opinabile e abbastanza generico: frasi come «le carte saranno date il 14 gennaio» e «se si omette uno dei passaggi di cui sopra sarete esclusi dal estrazione» senza specifiche sulle modalità, le condizioni e le motivazioni, non lasciano spazio ai dubbi. Insomma, nessun regolamento ufficiale.

Sulla brand page Facebook del brand Zara non c’è alcuna traccia del presunto concorso. Il promotore dell’evento è la pagina denominata 2015 Zara_Promozione creata 2 giorni prima e che vanta poco più di 100 like.

– Nella pagina dove si dovrebbe scoprire «se sei il fortunato vincitore» bisogna cliccare su un link su cui compaiono alcuni banner pubblicitari e dove i dati personali eventualmente lasciati per partecipare al “concorso” possono essere facilmente rubati. Attenzione!

Cosa guadagna chi crea questi finti concorsi?

  • Attirare l’attenzione degli utenti.
  • Creare gruppi pieni di persone interessate all’abbigliamento che poi saranno rivenduti a varie agenzie di marketing e comunicazione.
  • Cliccare su un link su cui compaiono alcuni banner pubblicitari, fonte di guadagno per affiliati a circuiti promozionali.
  • Contatti email e personali da utilizzare per scopi pubblicitari.

La smentita di Zara

La cosa certa è che nessuno di questi utenti che ha cliccato “partecipa” riceverà una carta regalo di Zara da 500 euro. L’azienda spagnola secondo quanto riportato da La Repubblica fa sapere che  “Ovviamente è una bufala e adesso segnaleremo la cosa. Noi non facciamo alcuna promozione del genere, non lo abbiamo mai fatto, ed è bene che la gente non lasci il proprio numero di telefono o dati personali, qualora richiesti”.

I sogni son desideri….

Il consiglio ovviamente è quello di non abboccare a queste social truffe e di leggere bene la descrizione dei contest diffuse su web. Nel caso si notino concorsi finti, si può segnalare la truffa a Facebook in questo caso, attraverso appositi form.
Dedichiamoci ai saldi reali e abbracciamo la dura realtà: nessuno ti regala una gift card di 500 euro con un like, anche se, ammettiamolo, sarebbe il sogno delle shopping addicted; ma i sogni son (almeno in questo caso) solo desideri…

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

IKEA è un brand popolare, nella duplice accezione di celebrità e democraticità (commercialmente parlando). Le sue numerose campagne sono quasi sempre costruite attorno alla sua promessa principale: rendere casa nostra, la casa di tutti, un luogo accogliente e funzionale, ma anche di design. Rendere insomma la vita di tutti i giorni un po’ più bella e magica, anche quando si tratta di mettere in ordine la nostra stanza. Non fa eccezione l’ultimo commercial dell’azienda svedese, “The Joy Of Storage“.

Attraverso la metafora della migrazione stagionale degli stormi di uccelli, IKEA descrive come divertente e gioiosa la buona pratica di mettere ogni cosa al suo posto.

Col sottofondo di una musica epica e gloriosa, un’ottima resa scenografica e fotografica, seguiamo questo stra-ordinario gruppo di magliette che, proprio come farebbe un vero stormo, affrontano il lungo viaggio verso un posto più caldo e comodo.

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

LEGGI ANCHE: IKEA e la migliore parodia degli spot Apple: ecco a voi il bookbook

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Nel mondo stra-ordinario di IKEA anche le t-shirt volano [VIDEO]

Sino al termine dello spot lo spettatore rimane piacevolmente stupito dallo scarto creativo prodotto dall’intensità di musica e immagini e l’effetto comico che risulta dalla presenza di magliette sgualcite al posto degli uccelli.

A descrizione del video su YouTube leggiamo:

Molte persone credono che riordinare sia noioso ma in IKEA sappiamo quanta gioia può dare una buona soluzione per l’ordine. Una libreria ti permette di conservare e ripercorre tutti i tuoi libri preferiti. Una cassapanca di stile in soggiorno significa che non sarai circondato da giocattoli quando ti rilasserai la sera. E un guardaroba ben organizzato ti aiuterà a scegliere i tuoi vestiti velocemente la mattina, così potrai rimanere a letto 10 minuti in più.

Guardate il video e fateci sapere che ne pensate!

Credits:

Advertising Agency: Mother, London, UK
Creative Directors: Tim McNaughton, Freddy Mandy
Creatives: Rich Tahmesebi, Pilar Santos
Director: Dougal Wilson
Production company: Blink
Editor: Joe Guest / Final Cut
Post: MPC

L'eCommerce è social: i consigli di Francesco Varuzza [INTERVISTA]

corsi ecommerce

Non riesci a comunicare con i clienti del tuo negozio eCommerce? Vorresti creare una comunità fidelizzando gli acquirenti del tuo store ma non sai da dove iniziare? Tra pochissimo inizierà il Corso Online in e-Commerce Management della Ninja Academy, il percorso ideato per un Social Commerce di successo.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Francesco Varuzza, Technical Department Manager & e-Commerce Specialist presso FullyCommerce, che sarà uno dei docenti del corso insieme a Roberto Fumarola e Gabriele Taviani.

Ciao Francesco, il mio negozio eCommerce può avere un commesso virtuale?

Certamente si. Le possibilità tecniche sono molte. Si va dalla pronta risposta a segnalazioni ricevute da sistemi di ticketing con eventuale prenotazione di richiamata telefonica fino alle vere e proprie chat on line. Queste ultime permettono da un lato di accompagnare il cliente in tutta la sua esperienza di acquisto consigliandogli il prodotto migliore e dall’altro di raccogliere utilissimi feedback sul funzionamento dello store.

Come faccio ad instaurare un rapporto con i clienti del mio negozio online?

Non ci sono grandi differenze rispetto ad uno store fisico. Deve essere instaurato un rapporto di fiducia con il cliente che permetta di creare una relazione continuativa ed un clima che permetta di risolvere in maniera serena eventuali problematiche che si dovessero verificare.

L’ostacolo più grande è che uno store fisico ha una serie di elementi di rassicurazione collegati alla tangibilità dei locali che è difficile ricreare online. Da quel punto di vista è sicuramente importante realizzare un sito semplice ed efficace, trasferire tutte le informazioni di rassicurazione su spedizioni e pagamenti ed infine scegliere per quei servizi dei fornitori affidabili e riconosciuti dai consumatori.

LEGGI ANCHE: Consigli per un e-Commerce Marketing efficace da Gabriele Taviani [INTERVISTA]

ecommerce marketing corsi

L’utilizzo dei social network può davvero fare la differenza?

I social network sono sicuramente molto importanti per le attività legate al brand.

Da un punto di vista ecommerce stanno diventando sempre più un canale di comunicazione utilizzato dai clienti nel caso di problematiche perché, essendo pubblico, viene considerato uno strumento di maggiore efficacia. Diventa quindi molto importante un presidio gestito in massima trasparenza ed modo consapevole per trasformare il rischio in opportunità.

Il concetto chiave è: tutto si risolve e siamo qui per trovare una soluzione.

Cosa sono i marketplace e come possono aiutarmi ad aumentare le vendite?

I marketplace sono dei portali o più genericamente dei canali alternativi per le vendite online. Facendo un parallelo con i canali tradizionali possiamo paragonare il sito ecommerce dell’azienda ad un negozio di proprietà ed i marketplace a dei rivenditori o a dei corner presso dei grandi magazzini. Trattandosi di canali di vendita ulteriori, la possibilità di incremento delle vendite è implicita. Va naturalmente considerato se ne vale la pena.

LEGGI ANCHE: La giusta strategia per l’eCommerce secondo Roberto Fumarola [INTERVISTA]

Raccontaci la migliore o la peggiore esperienza di customer service che hai vissuto in prima persona

Oltre ad i portali che coordino, mi trovo spesso ad acquistare su Amazon che da alcuni punti di vista fa sicuramente scuola. Si tratta di un’impostazione sicuramente impersonale ma tutte le informazioni sono chiare e precise. Il cliente sa perfettamente cosa aspettarsi e quando. Ogni avanzamento viene notificato e, in caso di problemi, la risoluzione è tempestiva. A quanto ricordo, per prodotti gestiti da loro, ho ricevuto più volte gli ordini in anticipo ma mai in ritardo.

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Il proiettore Sony da 18,000€ scatena le beffe degli utenti su Amazon


Jeff Bezos ha promesso più volte che prima o poi Amazon sarà in grado di vendere qualunque cosa gli utenti possano voler comprare, a qualunque prezzo e di qualunque tipo. Uno dei grandi punti di forza dell’ eCommece è la possibilità da parte degli utenti iscritti di recensire ogni prodotto così che gli acquirenti abbiano più informazioni possibili a disposizione.

La voglia di vendere veramente tutto e la possibilità da parte di tutti di dire la propria però, oggi ha fatto incappare il gigante di Seattle in un episodio tutto da ridere. A far scattare l’ironia è stata la messa in vendita sul portale di un Proiettore Sony ultra HD da 4K da 18000€ che ha scatenato negli utenti una serie di recensioni divertenti tutte da ridere.

Il commento più quotato dai recensori dice:

di Dario: Me l’ha consigliato Sauron
L’Oscuro Signore dice di averci rimesso un occhio, ma una volta piazzato sulla cima di Barad-Dur, lo hanno visto da Mordor alla Contea.

Il proiettore delle meraviglie

Amazon oggi ha prontamente reso non disponibile il prodotto ma la notizia è diventata virale ed è sfociata in una vera e propria gara online di commenti ironici ed inutili. Da chi parla di buchi neri a chi millanta capacità di risoluzione di controvesie mondiali, c’è davvero di tutto.

Ne abbiamo scelto qualcuno per farci due risate:

di donello: Consigliatissimo
Coinvolto dal prodotto e dai suoi recensori ho approfondito l’analisi del meraviglioso aggeggio scoprendo con somma sorpresa che pesa ben 20 kg.
Invito dunque tutti ad una seria riflessione: quanti altri articoli di elettronica possno vantare un prezzo al grammo di 88.44 cents. Imbattibile!

di Emanuel
Avevo bisogno di un disgregatore molecolare, perchè il mio vecchio non funzionava più, una volta acceso aumenta la gravità terrestre in maniera localizzata, attenzione, se alimentato via USB, ogni ora passata vicino al proiettore equivale a 18 anni sulla terra. Un po’ lento nella creazione di WormHole, ma Sony ha promesso un upgrade del firmware al più presto per risolvere il problema ed un aggiornamento software per i viaggi temporali, infatti presentava un problema di fase. Se prendete la versione a plutonio, scalda un pochettino, ma niente di che. Resistente anche alle cadute, il corriere se l’è fatto cadere su un piede durante la fase di consegna ed è morto istantaneamente, ma l’oggetto ne è uscito incolume.
L’ho usato con Chromcast ed ho finito youtube in due ore.

di Wombat
Prodotto perfetto! Ora vedere i film in 4k sotto il mio ponte é molto più bello che nell’appartamento dove vivevo prima. Certo vendere un rene non é stata una bella cosa e nell’appartamento faceva più caldo, ma le immagini in 4k mi aiutano a non pensare al passato!

di Chians: Non legge i divx
Ne ho acquistati due per sicurezza. Ho piacevolmente notato così che quando li accendo e li punto contro la parete posso varcare lo Star Gate.

di sajikur
Il prodotto è ottimo e la tecnologia usata rispecchia esattamente quella trovata e studiata a Roswell, nell’area 51. L’unico problema che ho riscontrato è che all’accensione, proiettando il fascio luminoso verso lo schermo, quest’ultimo scompare, insieme al muro che si trova dietro. Al secondo tentativo ho eliminato l’angolo nord della casa, la cuccia del cane e il garage della signora di fronte. Sono necessari dei filtri particolari?

di Marco
stavo per effettuare l’acquisto, poi un amico mi ha detto che sotto casa mia vendevano la multisala. Ho optato per quella e così ci porto un sacco di amici…peccato però, il prezzo era accattivante.

di Vincenzo
E’ un oggetto che si presta a moltissimi usi eccezionali. L’ho usato per abbronzarmi e devo dire che, grazie alla facile configurazione, è possibile cambiare il tono della pelle da giallo limone a giallo ittero usando il telecomando e senza spostarsi dal muro. Non solo! Quando ho avuto necessità l’ho puntato fuori della finestra proiettando lo stemma di Batman e dopo pochissimi minuti mi sono trovato la Polizia in casa. Un oggetto INDISPENSABILE!

di Gabriele
Prodotto non di altissima qualita’, Chuck Norris ne possiede uno a 5K.

di Stefano
Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi; navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E delle tette. Tante tette. E tutto solo per poco meno di 18000 €

di Marco
Fantastico prodotto per la proiezione di ombre cinesi, frapponendo le mani tra proiettore e muro è possibile fare tutte quelle belle formine tipo: l’acquila cip cip, il cane bau bau, il ragnetto salterino e contemporaneamente avere uno screening in tempo reale di tutte le ossicine che compongono la mano, carpo, metacarpo, falangi, falangine, falangette e falanghina del 2008. E’ veramente un’esperienza mozzafiato. Incluso nel prezzo c’è anche un comodo manuale per fare le ombre cinesi meno conosciute, l’antilope zoppa, la zebra senza righe, il pescegatto senza baffi. Consegna puntuale e bacio accedemico da parte del corriere. Nessuno.

di logalan
E’ fantastico, l’ho comprato per i miei google glass e con un pò di pratica sono riuscito a montarlo sulla mia testa mentre cammino o faccio sport, o cucino.. e proietto davanti a me quello che vedo, cioè io vedo, riprendo e proietto quello che vedo su quello che vedo e quello che vedo è come se fosse reale cioè se riprendo un bambino che gioca vedo un bambino che gioca e se mi tira una pallonata mi arriva il pallone in faccia! E’ una sensazione davvero reale, oggi mi guardano strano ma anche negli anni 80 guardavano strani quelli col walkman. Sony sempre in testa! Fa solo un po’ male il collo ma poi passa.

LEGGI ANCHE: Una Top Ten dei marketing moments del 2014

Bandiere, crema e maquette: i migliori annunci stampa della settimana

Dopo aver archiviato l’anno passato con i migliori annunci stampa del 2014 siamo pronti a buttarci a capofitto in questo nuovo anno creativo. Ecco a voi, cari ninja pubblivori, i migliori annunci stampa della settimana appena trascorsa:

Norwegian Airlines: The flag of flags

La bandiera delle bandiere. Dalla bandiera norvegese ci vengono mostrate tante altre bandiere corredate dai prezzi dei voli della compagnia nazionale Norvegese.

Advertising Agency: M&C Saatchi, Stockholm, Sweden
Interns: Axel Lokrantz Månsson, Mickel Yu
Media Agency: Vizeum
Production Company: bsmart

Migdal: X-ray sheep

Non ci si può addormentare bene quando si è in attesa del risultato degli esami radiologici. Per questo si invita a scegliere le diagnosi veloci di Midgal Personal Medicare per avere i risultati in solo 2 giorni lavorativi.

Le povere pecorelle radiografate fanno riferimento al rimedio più antico all’insonnia.

Advertising Agency: Bruckner Yaar Levi, Tel-Aviv, Israel
Art Director: Udi Ovadia
Copywriter: Dror Lavi
Executive creative director: Yoram Levi
Photoshop & 3D Illustrator: Francisco Lara

Dolce Milk: Cream for dry hands


Dolce milk, la crema colombiana indicata per chi ha delle mani che necessitano di un po’ di morbidezza

Advertising Agency: Paistudio, Bogota, Colombia
Creative Directors / Art Directors: Artiom Gelvez Kostenko, Carlos Ribero
Copywriter: Artiom Gelvez Kostenko

Shapa: The power of sound

Il tuo spot ascoltato da oltre un milione di persone? Ora si può con Shapa Radio Advertising. L’intreccio delle carreggiate ci mostra un orecchio in ascolto.

Advertising Agency: Bruckner Yaar Levi, Tel-Aviv, Israel
Art Director: Sara Lev
Copywriter: Adam Peled
Executive creative director: Yoram Levi
Photoshop & 3D Illustrator: Lin Friedman

Volkswagen: Clay

I designer Ninja saranno i primi ad aver capito questa bella pubblicità di DDB per Volkswagen. In primo piano è presente una maquette, in questo caso un modellino di una automobile che insolitamente presenta anche il conducente e i passeggeri. Perché per Volkswagen si pensa alle persone anche in fase di pre-progettazione.

Advertising Agency: DDB, Paris, France
Executive Creative Director: Alexandre Herve
Copywriter: Benoit Oulhen
Art Director: Sébastien Henras
Studio 3D: Mécanique Générale

LEGGI ANCHE:  Bandiere luci rosse e telefonia i migliori annunci stampa della settimana

QuiCon, il marketing di prossimità col cliente al centro [INTERVISTA]

Saper guardare oltre il dualismo commercio online/reale è uno dei punti vincenti di QuiCon. Nel mondo che tende alla tecnologia, ispirato da avveneristiche teorie di iper connettività agevolata dalla prossima diffusione di ogni tipo di wereable device, l’eCommerce e gli stores fisici non possono più essere considerati elementi distanti, a volte contrapposti, se non addirittura in competizione. Quando l’idea di base è fornire all’utente-consumatore la migliore esperienza possibile, ogni forma di vendita converge sulla sua soddisfazione completa, con un servizio mirato e più user friendly. Fisico e virtuale si incontrano e si scambiano utilizzando tecnologia e scontistica tradizionale, cancellando una linea di confine che, probabilmente, non esiste più da tempo. Incuriosito, ho fatto qualche domanda allo staff di QuiCon riguardo alle future applicazioni del retail, i consumi energetici e i progetti per il futuro.

Si parla sempre più di iper connettività. Il marketing di prossimità può servire alle attività commerciali a recuperare fette di mercato sottratte dall’eCommerce?

Il nostro claim è “connessi alla realtà” ovvero integrare vecchi e nuovi canali di vendita già consolidati nella mente del consumatore con un ritorno all’esperienza tradizionale d’acquisto arricchita dalle nuove tecnologie. QuiCon potenzia quelli che sono i servizi di un retailer, perché dà la possibilità di intercettare quei clienti che passeggiano per le vie dello shopping, veicolando il messaggio giusto per loro ma, al tempo stesso, supporta l’eCommerce dando la possibilità di acquisire anche direttamente dallo smartphone.

La tecnologia che utilizza QuiCon fornisce supporto promozionale con bassi costi di manutenzione, funziona in luoghi chiusi e senza necessità di modificare gli ambienti. Col cambiamento degli scenari economici, la notevole durata della batteria è uno dei punti di forza del prodotto?

La forza del prodotto è nel mix di questi elementi che grazie all’ottimizzazione del Bluetooth Low Energy, un protocollo del tutto innovativo che riduce enormemente i consumi della batteria, riesce a coinvolgere il cliente direttamente in store catturando la sua attenzione attraverso messaggi mirati sui prodotti e le iniziative che si trovano in negozio. La possibilità di installare i dispositivi senza alcuna opera muraria e installazione antennistica, tipiche del wi-fi, rende la tecnologia Beacon fruibile anche in quei campi dove i vincoli interni, musei e gallerie d’arte, non possono essere superati valorizzando ulteriormente il patrimonio culturale.  

L’installazione dell’app sullo smartphone permette il dialogo col cliente anche quando è lontano fisicamente dallo store. Andiamo verso la scomparsa della distinzione classica tra commercio tradizionale e online?

QuiCon potenzia e arricchisce, sostanzialmente, i negozi fisici offrendo loro un servizio aggiuntivo capace di rendere l’esperienza d’acquisto unica e irripetibile. L’invio di notifiche push al cliente anche quando è lontano dallo store è un servizio presente da tempo, la pedonalità e la possibilità di intercettare l’utente fuori dal negozio è la grande novità da introdurre nel commercio tradizionale.  

Promozioni e scontistica su misura per il cliente, coupon specifici, informazioni. Premesso un buon contenuto, anche nel commercio tradizionale il cliente è il re da coccolare?

Assolutamente sì. L’unico modello di crescita sostenibile nel mercato attuale è basato sulla fidelizzazione del cliente tramite l’arricchimento dei servizi offerti: i Beacon all’interno dei punti vendita rappresentano solo un tassello del grande puzzle da completare nel 2015 con il cliente al centro delle strategie aziendali. QuiCon è un valido supporto ai negozi così da far parte di quella rivoluzione retail che porta negli store le tecnologie più innovative, unendo marketing di prossimità e dinamiche di gamification in grado di coinvolgere e intrattenere il cliente e fidelizzarlo con sconti personalizzabili.

A novembre avete dotato il Salone Franchising Milano di 50 dispositivi Beacon da posizionare negli stand degli espositori, per permettere a venditore ed acquirente di testare il “legame veloce” che la   piattaforma offre. Quali sono le prossime mosse per QuiCon?

L’esperienza del Salone del Franchising di Milano è stata, sotto tutti gli aspetti, molto importante per la crescita della società. Ogni giorno scopriamo letteralmente nuove frontiere e nuovi scenari applicativi per questa tecnologia che si sposa “potenzialmente” con tutto. Il mondo del retail è sicuramente il punto di partenza ma, abbiamo le idee chiare sulle prossime mosse. Siamo in procinto di installare la nostra piattaforma in alcuni Centri Commerciali e seguiranno installazioni anche in strutture ricettive e luoghi d’arte in dimostrazione della duttilità del prodotto. Siamo interessati anche al mercato europeo ed in quest’ottica, Quicon parteciperà con un suo stand al RBTE 2015 (Retail Business Technology Expo) di Londra.

La giusta strategia per l'eCommerce secondo Roberto Fumarola [INTERVISTA]

corso online e-commerce

Non sei soddisfatto di come si è chiuso l’anno per il tuo business e vuoi che il 2015 porti risultati migliori? A gennaio comincerà il Corso Online in eCommerce Management della Ninja Academy, il percorso ideato per scoprire i segreti dietro un eCommerce di successo.

Dopo aver fatto una chiacchierata con Gabriele Taviani che ci ha dato qualche dritta per rendere efficace il nostro eCommerce Marketing, abbiamo intervistato Roberto Fumarola, co-founder in Qapla.it & eCommerce Specialist in B2commerce Srl, che sarà uno dei docenti del corso insieme a Francesco Varuzza e Gabriele Taviani.

Ciao Roberto, perché gli utenti comprano uno spremiagrumi su Amazon piuttosto che al negozio sotto casa?

Bella domanda, alla quale ci sono più risposte, perché i fattori in gioco sono tanti. Provo a sintetizzarli:

L’assortimento: su Amazon si può trovare un assortimento di spremiagrumi sicuramente fuori dalla portata del negozio sotto casa, ma anche del negozio specializzato più fornito. In questo momento su Amazon ci sono 788 risultati per “spremiagrumi” e si va da 1,99 € a 2.450 €: un assortimento per tutte le esigenze di sicuro.

La pigrizia (o la comodità): è più facile andare su un sito di e-Commerce e scegliere un prodotto, standosene comodamente seduti sul divano. Magari di sera, quando i negozi sono normalmente chiusi.

La convenienza: su Amazon si possono trovare, spesso, gli stessi prodotti disponibili in negozio con differenze di prezzo anche dell’ordine del 30% o 40%.

Queste sono alcune delle leve, forse le principali, ma eCommerce vuol dire sempre di più multicanalità, quindi potrebbe essere un’occasione anche per il venditore “sotto casa” per farsi trovare e piazzare una vendita.

store online

Come faccio a scegliere la piattaforma giusta per il mio store online?

La piattaforma giusta si sceglie quando si fa un’analisi approfondita e completa delle proprie esigenze. La scelta del motore di eCommerce è infatti uno degli step finali del progetto di commercio elettronico. È inutile partire dalla piattaforma perché le soluzioni sono così tante che rischiamo solo di farci venire un bel mal di testa. Conviene restringere il campo prima, in base alle proprie necessità.

Se devo vendere 20-30 prodotti, con il sito in due lingue, senza necessità  particolari di sconti, coupon, etc… è sovradimensionato andare su una piattaforma come Magento, che è molto completa e strutturata, ma è anche complessa da gestire ed ha costi di impianto e mantenimento più elevati.

Se invece devo interfacciare un gestionale, ho delle regole di prezzi diverse per nazione ed una presentazione del prodotto particolare, forse la scelta migliore è proprio Magento o una piattaforma proprietaria e personalizzata.

La risposta è quindi: dipende, e l’analisi iniziale è molto importante.

LEGGI ANCHE: Consigli per un e-Commerce Marketing efficace da Gabriele Taviani [INTERVISTA]

Il segreto di un eCommerce di successo è il Customer Journey?

Il segreto di un eCommerce di successo è la semplicità nel trovare un prodotto, la chiarezza espositiva e poi un sano spirito commerciale dietro le strategie di marketing.

Per esempio, recuperare i carrelli abbandonati, proporre ai clienti che ci mettono tanto a scegliere uno sconto, far vedere le valutazioni degli altri clienti, reintercettare con il remarketing gli utenti, sono tutti espedienti che funzionano molto bene per aumentare il fatturato del sito.

Il percorso che fa il cliente per la scelta di un acquisto, il Customer Journey, è sempre più complesso e ramificato e bisogna cercare di intercettarlo in più punti. Solo così si può vincere sui propri competitor.

e-shopping

Come sfrutto il potenziale del mobile?

Oramai la tendenza è Mobile First, ovvero prima penso al sito mobile, poi a quello desktop. Gli utenti utilizzano gli smartphone per informarsi su prodotti e servizi, prima di fare un acquisto. Fornire loro una buona esperienza di navigazione è già un primo, importante, passo avanti.

Poi, anche qui, ci sono un serie di sistemi per far si che quell’utente che ci ha visitato tramite mobile concluda il sua acquisto, magari in un altro momento della giornata o su un altro dispositivo. Ci sono vari sistemi e di questi ne parleremo al corso.

Qual è l’ultima cosa che hai comprato online?

L’ultima per l’ufficio sono stati degli armadi rack a muro per inserire dentro router e switch. L’ultimo acquisto per uso “privato” sono stati praticamente tutti i regali di Natale.

Sarà deformazione professionale, ma acquisto tanto online, quasi 2-3 volte al mese come media. Quindi da utente ho possibilità di sperimentare un po’ il meglio ed il peggio che i siti ed i venditori possano offrire. E’ molto divertente trovarsi dall’altra parte, come semplice cliente.

Vuoi saperne di più? Consulta il programma del corso e iscriviti per imparare dagli esperti Ninja!