natale_tigre

Adotta una specie in pericolo, la campagna social virale del WWF

Hai sempre sognato di salvare dall’estinzione il placido Koala, oppure di erigerti a protettore del simpatico Tucano, l’inconfondibile uccello amazzonico dal lungo becco seriamente minacciato dalla scomparsa del suo habitat naturale?

Non serve alzarsi dalla propria scrivania per fare qualcosa di concreto.

Sta destando curiosità, e certamente suscitando molta simpatia, l’originale proposta del WWF in vista del natale: adottare a distanza una specie a rischio di estinzione. Dalle fiere esotiche di varie giungle e selve, passando per gli ambienti polari (Orso Polare, Pinguino e Foca), fino alle specie caratteristiche del territorio Italiano, come il lupo, l’orso bruno ed il delfino.

La campagna è stata appunto denominata “Adozioni WWF, adotta una specie in pericolo”, ed ospitata su una piattaforma di e-commerce.

LEGGI ANCHE: Snickers, Ariel e WWF: i migliori annunci stampa della settimana

wwf

Il programma in pillole

Potessero parlare, vi racconterebbero una storia fatta di spazi che si riducono, di natali nelle rispettive famiglie sempre più stretti ed in tono dimesso.

A seconda dei livelli di rischio e del tipo di minaccia, il WWF può intervenire a tutela delle specie ostacolando fenomeni come bracconaggio, deforestazione, inquinamento, fino al vero e proprio soccorso delle specie ferite.

L’adozione, da fare “una tantum” (al contrario di molte altre campagne che richiedono versamenti ricorrenti), porta in premio dei simpatici gadget, tra cui il simpaticissimo peluche della specie che si è scelto di proteggere, per i donatori più generosi.

Per eventuali eccessi di solidarietà ed altruismo, il WWF ha pensato anche ad adozioni in “trio”, dal polare (Orso Polare, Pinguino e Foca), all’amazzonico (Giaguaro, Pappagallo, Tucano), passando per l’italiano, l’asiatico ed il felino.

 

wwf

La campagna social

La campagna è stata affidata a Digital Angels, che ha fatto leva oltre che sui simpatici Peluche WWF, sulla piattaforma “Adotta la Specie”.

La campagna di Natale sarà declinata su web, social e mobile, e prevede un mix di campagne SEM, Campagne Display e Facebook Ads, anche in modalità retargeting e sfruttando le custom audiences su Google e Facebook. Inoltre, saranno utilizzate le nuove Gmail Ads e le campagne Google Shopping per mobile, ultimi trends dal mondo di Cupertino.

Un interessante connubio tra digital, innovazione, ed un fine benefico a specie viventi in molti casi popolano il pianeta da migliaia di anni.

Gli ingradienti del successo sembrano da ricercarsi in questa alchimia tra ancestrali patrimoni del nostro pianeta, e la dirompente innovazione del digital.  Il tutto, ovviamente, a patto non impressionarsi se un lupo, un leone o magari un giaguaro nero dovessero presentarsi scodinzolanti nel giardino di casa. Certamente, vorrà solo ringraziare per tanta generosità!

open-summit-startupitalia-startup-finaliste-vincitore

Open Summit di StartupItalia! Scopriamo le 10 finaliste e il vincitore

open-summit-startupitalia-startup-finaliste-vincitore

 

Nunzia Falco Simeone, Managing Editor di Ninja Marketing, ha raggiunto Riccardo Luna telefonicamente, per domandargli quale filo conduttore unisca le 10 top startup selezionate tra 100 iniziali.

Abbiamo scelto le startup finaliste non per simpatia, ovviamente, ma abbiamo chiesto le candidature a tutti gli investitori italiani, gli acceleratori e gli incubatori e abbiamo costruito una top 100.

Su quella top 100 abbiamo fatto una analisi del fatturato, dei risultati che avevano, dei dipendenti, degli investimenti che avevano avuto da parte di Ventur capitalist ed exit che avevano fatto e quindi poi l’elenco è venuto da solo, tutte startup ormai di grande livello: la più scarsa, fra virgolette, quest’anno ha fatto un round da 5 milioni di euro.

Sono startup che dimostrano che l’ecosistema italiano sta crescendo. Prima, per entrare nella top ten, bastava aver fatto un buon prodottino, adesso invece sei già un azienda che funzione e che crea lavoro e occupazione.

Quello che secondo me unisce le squadre di questi 10 finalisti è la testardaggine: averci provato e insistito anche quando le cose non andavano benissimo. Nessuna di queste startup finaliste è partito a mille, come sempre succede con le startup; si parte, si fa un errore, si cade, ci rialza si riparte e poi , ad un certo punto, le cose cominciano a girare perché hai azzeccato il prodotto, hai capito il timming, hai trovato il mercato. Quindi questi 10 davvero dimostrano che anche in Italia si possono fare startup di successo che hanno una prospettiva trionfale perché molti di questi ormai si muovono su una dimensione che è più grande dell’Italia.

 

Ecco le dieci startup finaliste dell’Open Summit di Startup Italia

 

Talent Garden, uno dei primi co-working in Italia.

Musement mette a disposizione informazioni sulle attività ed eventi di musei e attrazioni.

WISE Neuro è una startup che progetta una nuova generazione di elettrodi per la neuro-modulazione di neuro-monitoraggio.

Il team di Genenta Science sviluppa una basata sull’inserimento di un gene con capacità terapeutiche nelle cellule staminali.

VisLab, un’auto tecnologica con guida automatica, per molti la vera concorrente della Google Car.

HelloFood Italia, la startup di consegne a domicilio comprata da Rocket Internet.

Soundreef nasce a Londra da founders italiani, gestisce copyright e royalities per gli autori.

Satispay è un app che consente di inviare denaro da uno smartphone ad un altro.

MoneyFarm permette agli agli utenti di pianificare e gestire gli investimenti.

DoveConviene è un’app utilizzata da 7 milioni di persone che ricevono volantini e cataloghi georeferenziati su pc, smatrphone e tablet.

And the winner is…

Le tre super finaliste, scelte tra le top ten startup italiane sono Genenta Science, Talent Garden e Wise, mentre Open BioMedical Intiative. si aggiudica il FunkyPrize.

Si aggiudica il titolo di miglior startup dell’anno all’Open Summit di StartupItalia! VisLab, l’innovativo sistema di guida senza pilota che lancia la sfida alla Google Car.

Nata nel 2010, il gioiello dell’università di Parma è stata acquistata da Ambarella Inc. per 30 milioni di euro.

Creative Clusters allo Smau Napoli 2015: ecco cosa è successo

Due giornate intense, vissute ad alta velocità, all’insegna del progresso e dello sviluppo. Potremmo sintetizzare così l’esperienza ninja che abbiamo vissuto assieme ai ragazzi dei Creative Clusters, tenutosi nelle giornate del 10 ed 11 dicembre allo SMAU Napoli, alla Mostra D’Oltremare.

Abbiamo seguito il percorso di tutti i partecipanti a partire dall’inizio della loro avventura, è stato quindi un immenso piacere assistere alla tappa finale (per ora) del loro percorso di innovazione sul territorio.

LEGGI ANCHE: Creative Clusters Campania, ecco le startup selezionate

Addentriamoci quindi nella cronaca della due giorni che ha decretato i due vincitori nelle categorie BTC (Beni Culturali e Turismo) e Smart Cities.

Day One: i pitch delle 20 startup in gara, la loro vita in 90 secondi

Creative_Clusters_11

L’appuntamento è alle 14.00, Serena Iossa, responsabile unità di business Ricerca ed Innovazione per Sviluppo Campania, assieme al team messo a disposizione da SMAU, illustra ai giurati ed a tutti i presenti nell’arena (molti, tutti interessati ed estremamente partecipativi) la formula della competizione.

I 20 cluster partecipanti sono stati divisi in due categorie:

  • I Cluster Beni Culturali e Turismo, progetti per lo sviluppo economico delle realtà campane con vocazione alla ricezione.
  • I Cluster Smart Cities, votati all’innovazione nel rapporto tra cittadini e territorio.

Ognuno di loro avrà a disposizione 90 secondi per illustrare l’idea di impresa che hanno portato avanti e per la quale chiedono investimenti. Lo ripetiamo, novanta secondi!

Noi che siamo lì in prima fila ci guardiamo interdetti: come faranno a comprimere il progetto di una vita in un minuto e mezzo ?! Malpensanti noi e bravissimi loro, le presentazioni sono tutte precise e puntuali.

Tutti nei tempi previsti, si susseguono a grande velocità. Nella prima ora assistiamo ai pitch della categoria BTC. Anticipiamo i tempi e vi illustriamo la terna che ha passato il turno ed è stata protagonista della finale di Venerdì.

Beni culturali e Turismo, i cluster che passeranno il turno

Creative_Clusters_14

Ad aprire il gruppo è Alessandra Graziosi per iOsmosi Cultura, una piattaforma di apprendimento per bambini durante le visite guidate. L’idea è brillante: sviluppare un’app che modifichi l’esperienza dei più piccoli. Apprendimento attraverso il gioco, in questo modo li si intrattiene con contenuti pensati per loro senza che debbano sforzarsi di adattare la fruizione di un determinato monumento sugli standard per gli adulti. Alessandra è presente in Smau con questa impresa anche per altri progetti, fidatevi, ne sentiremo parlare.

Il secondo a presentare è Francesco D’Auria per Paesà. Progetto ambizioso per il turismo 2.0, Francesco illustra la sua piattaforma i cui intenti sono quelli di riportare in auge i saperi antichi della nostra terra attraverso l’apprendimento. Ogni turista può trovare l’attività da imparare e quindi mettersi in contatto con l’artigiano che gli insegnerà quel mestiere. Il suo team è tra i più interessanti da guardare, ogni membro indossa il grembiule con il logo dell’azienda, branding artigiano fatto come si deve oseremmo dire!

Puntuali arrivano le domande da parte dei giurati per meglio comprendere le potenzialità dei progetti in gara, anche dai visitatori arrivano quesiti visto che tutte le startup in quei 90 piccolissimi secondi stanno accendendo curiosità a pioggia. Due minuti di ppt, cinque di domande, nessuno molla la presa, siamo entusiasti noi che li osserviamo, possiamo solo immaginare cosa stiano provando loro che sono al centro dell’attenzione.

Ultimo in ordine di intervento a completare la terna è Marco Esposito per BnBSurfer. Attenzione perché in questo caso il paradigma nella ricerca di una struttura ricettiva per il soggiorno è letteralmente rovesciato. La sua piattaforma è pensata per venire incontro alle esigenze del consumatore, sempre. Il turista si collega alla piattaforma ed inserisce i suoi dati ed il budget che ha a disposizione. A quel punto sono alberghi e B&B ad aprire una velocissima asta al ribasso per aggiudicarsi il cliente, il quale deciderà quale offerta accettare.

Vi abbiamo illustrato in breve i tre che poi hanno concorso alla vittoria dei clusters, ma vi preghiamo di credere a quanto segue, tutti i partecipanti hanno portato idee di impresa di grande impatto. Purtroppo la competizione è stata serratissima, ma quelli di Sviluppo Campania, e noi con loro, si augurano di trovare presto tutti i progetti come affermate PMI in attività.

I cluster della sezione Smart Cities giunti in finale

Sono le 15, gli speaker della sezione BTC hanno appena concluso le loro presentazioni, da SMAU non si perde un attimo, si ricomincia con la diretta per gli interventi dei ragazzi della sezione Smart Cities, curiosi di sapere chi poi ha concorso per la vittoria finale di Venerdì 11 Dicembre?

Creative_Clusters_20

Prima presentazione a cura del team di Crubles, uno dei progetti dei Creative Clusters rivolti all’annoso problema della mobilità. Qui l’attenzione è verso alle scuole, la piattaforma si prefigge lo scopo di venire incontro a tutte quelle mamme e papà che hanno difficoltà a portare i propri figli alle lezioni o alle attività ricreative ed extra-scolastiche. L’obiettivo è creare community per il car-pooling rivolto alle famiglie. Un modo per organizzare il trasporto in maniera facile, veloce, eco-sostenibile usando meno auto.

Adriano Maria Gaeta nei suoi 90 secondi illustra il cluster Orpheus Net@Work. Un portale multilingua concepito per la promozione dei Campi Flegrei. Il progetto è tutto volto alla produzione di contenuti con fini educativi e formativi. Un polo multimediale centralizzato attraverso il quale attingere per scoprire tutte le meraviglie poco conosciute della zona; lì dove le risorse standard non arrivano, Orpheus punta a portare luce e conoscenza.

L’ultimo della futura terna a parlare del suo progetto, ed ultimo in assoluto ad esporre (quando si dice dulcis in fundo) è Luca Tulimiero. Il suo progetto si chiama S-Cool!!! ovvero studying cool, e vi anticipiamo che l’idea che ha messo su è di quelle che stuzzicano l’immaginazione. Forte del motto giocando s’impara Luca mostra una piattaforma digitale in cui il momento di apprendimento è vissuto attraverso i videogiochi. Tutti tarati secondo le esigenze scolastiche ed i programmi del MIUR, ogni gioco viene sviluppato per mostrare eventi di rilievo, delineare personaggi che hanno cambiato il corso della storia etc etc.

Alla fine della prima intensissima giornata lasciamo tutti i cluster mentre si rilassano nei box a loro dedicati all’interno di SMAU. li ritroveremo il giorno dopo, ansiosi di sapere quali avranno vinto.

Day Two: le due terne si sfidano in un secondo pitch per determinare i vincitori dei Creative Clusters

Creative_Clusters_8

Il secondo giorno di lavori si apre con l’intervento di Antonio Perdichizzi, vice presidente di Italia Startup, il quale espone ad una sala in cui si fa fatica a trovare posto il suo orgoglio per tutti i progetti in gara. A lui spetterà il compito di chiamare sul palco le due terne vincitrici affinché eseguano un nuovo pitch da 90 secondi ciascuno che porterà ai due vincitori finali per le categorie BCT e Smart Cities.

Vengono quindi chiamati sul palco gli speaker di Crubles, S-Cool ed Orpheus da una parte e poi i relatori di Paesà, BnBSurfer ed iOsmosi. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, la tensione se possibile rispetto a ieri è cresciuta, molti dei presenti in sala sono possibili investitori. I Creative Clusters sono il main event di questa giornata conclusiva a SMAU Napoli e tutti ci tengono a far bella figura.

Se la manifestazione di Giovedì era passata con acceleratore al massimo quella di Venerdì va a velocità supersonica. Le due terne oramai sono padrone dei pitch, riescono ad esporre ancora meglio le loro idee nei novanta secondi previsti. Non sono per nulla intimoriti dalla sala principale o dalla quantità di professionisti venuti a sentire le loro idee.

Si susseguono a passo spedito ed altrettanto rapidi sono i giudici nel decretare i due vincitori.

I primi a salire sul palco per ricevere il premio da Valeria Fascione, assessore all’Innovazione Startup e Internazionalizzazione della Regione Campania sono i componenti del team di Crubles

Creative_Clusters_30

Il social pooling familiare si aggiudica la sezione Smart Cities. Segue la premiazione della sezione BCT, in questa occasione i vincitori sono i ragazzi di BnBSurfer!

Creative_Clusters_31

La piattaforma user oriented per pernottare ha avuto la meglio su tutte le altre.

Tutto finito? Macché!

I due progetti trionfatori non hanno concluso il loro percorso virtuoso, rappresenteranno la Campania al prossimo SMAU internazionale che si svolgerà a Berlino. La giornata di lavori è chiusa dall’intervento dell’assessore Fascione, la quale promette a nome della giunta regionale di seguire non solo BnBSurfer e Crubles ma tutti i 20 partecipanti affinché possano essere volano di sviluppo per la Campania ed incentivare quel percorso di innovazione che viene incarnato dai responsabili Sviluppo Campania.

Creative_Clusters_7

I partecipanti alla competizione, dopo un nuovo passaggio sul palco nel quale hanno ringraziato tutti i responsabili del progetto per averli assistiti con passione e professionalità nel corso di questi mesi, si congratulano gli uni con gli altri.

L’impressione è che il percorso di crescita intrapreso abbia cementato un gruppo di lavoro capace di trascendere dalla mera competizione, li lasciamo ai saluti ed ai festeggiamenti di rito, per ora.

Non perdeteci di vista infatti, nei prossimi giorni intervisteremo i protagonisti che si celano dietro Crubles e BnbSurfer, rimanete, come sempre, sintonizzati sui nostri canali per conoscere i vincitori dei Creative Clusters!

banner_500x150_SviluppoCampania

Assessorato all’Innovazione Internazionalizzazione e Startup della Regione Campania e Sviluppo Campania, società in house regionale.
Creative Clusters Smart Cities è un’iniziativa realizzata mediante il PO FESR – REGIONE CAMPANIA 2007/2013 – ASSE 2 – OBIETTIVO OPERATIVO 2.1 “PIANO di Azione per la Ricerca e lo sviluppo, l’innovazione e l’ICT”, in partnership con il Ministero dello Sviluppo Economico, i Distretti e i Laboratori ad Alta Tecnologia della Campania.

eCommerce Marketing: i consigli in pillole di Gabriele Taviani

Hai deciso di metterti in gioco e stai per lanciare un eCommerce? Vuoi consolidare la tua strategia di vendita? Il 12 Gennaio inizierà il  Corso Online in eCommerce Management di Ninja Accademy, il percorso ideale per scoprire come fare del tuo store online un eCommerce di successo.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con  Gabriele Taviani, che sarà docente del corso, il quale ci ha svelato in anteprima qualche piccolo segreto del mestiere per pianificare una strategia di eCommerce marketing vincente.

corso ecommerce management

Abbiamo il nostro bel sito e i prodotti da vendere, ma i clienti non arrivano. Cosa manca?

I clienti non arrivano se non fai pubblicità online che li stimola ad entrare nel tuo negozio.

Quali sono i fattori indispensabili per una strategia di eCommerce marketing vincente?

Comprendere il comportamento di acquisto del cliente tipo, identificare gli elementi di interessamento e di convincimento da usare nelle campagne pubblicitarie online. Testare tutti i canali media online e valutare le performance nel complessivo cercando di comprendere quale canale è stato decisivo nel convincimento alla vendita.

Quali opportunità Facebook offre a chi vende online?

Facebook offre molte opportunità e servizi di supporto a chi vende online, dalla relazione sociale (Crm con clienti e mercato) agli annunci sponsorizzati per campagne prospecting (interessamento) e re-Targeting (convincimento).

ecommerce corso online

Che ruolo giocano i social network nell’acquisizione di nuovi clienti?

I social rappresentano uno strumento di relazione tra clienti e potenziali di un eCommerce. Consentono di avere una relazione con il proprio mercato bi direzionale.

Curioso di saperne di più? Consulta il programma del corso e non lasciarti sfuggire l’occasione di acquistarlo al prezzo Early Booking entro il 15 Dicembre.

stampa lenticolare vodafone

Alta qualità in formato Extra Slim con la stampa lenticolare

Comunicare efficacemente: che impresa! Non serve infatti essere degli esperti della comunicazione per sapere che trovare la cosa giusta da dire è solo il primo passo, poi occorre trovare un modo per farsi ascoltare e, ancora meglio, farlo rendendosi memorabili nella mente di chi ci ascolta.

Questo vale tanto nelle relazioni di tutti giorni quanto nella comunicazione pubblicitaria, in cui il tuo messaggio si trova a competere contro mille altri che come te bramano un pezzetto di attenzione del tuo target. Ecco dunque che emerge un’impellente necessità: devi farti notare! E pochi mezzi come la stampa lenticolare riescono in quest’ardua impresa.

stampa lenticolare vodafone

Gli effetti di tridimensionalità e animazione sono infatti la soluzione ideale per emergere dalla massa, catturare l’attenzione dell’osservatore e comunicare al tempo stesso un messaggio pubblicitario. Ecco perché il mercato della stampa lenticolare è in costante crescita e sempre alla ricerca di una maggiore risoluzione di stampa e nuovi supporti. E il nuovo XS® (Extra Slim) Lenticolare nasce proprio per questo.

Con il doppio delle lenti rispetto allo standard il nuovo XS® garantisce la massima qualità anche nei dettagli più piccoli, risaltando l’immagine stampata e l’effetto rappresentato e con colori estremamente brillanti grazie all’assoluta trasparenza dei nuovi materiali utilizzati.

Non solo alta definizione, però: XS® è altamente innovativo anche per lo spessore del materiale, ridotto ad appena 3 decimi di millimetro così da poter realizzare effetti di tridimensionalità e movimento anche sui materiali più sottili e aprire le porte della stampa lenticolare ai supporti più svariati. Il tutto con uno sguardo attento all’ambiente grazie alla riciclabilità in classe 1 che rende il prodotto totalmente eco-sostenibile.

Ovviamente una tecnologia come questa non è passata inosservata e i grandi brand si sono già messi all’opera per integrarla nelle loro campagne di comunicazione. Un esempio è Coca-Cola, che con il suo magnete da frigo utilizza la stampa lenticolare per progettare gadget e oggetti promozionali dinamici e sorprendenti.

stampa lenticolare coca cola

Il brand Infiniti decide invece di mettere in risalto le caratteristiche della sua nuova auto con una cartolina di grande impatto comunicativo, in grado di distinguersi e comunicare più di un messaggio in un colpo solo.
stampa lenticolare infinity

Grandi prospettive anche per il mondo del packaging, come ci dimostrano diverse case produttrici di film che hanno scelto il lenticolare XS® per contraddistinguere i propri DVD e Blu Ray dalla concorrenza con effetti 3D creativi che tuttavia non inficiano la leggibilità anche delle scritte più piccole.

stampa lenticolare dvd e blu ray

Infine, chi ha detto che i cartellini prezzo siano solo un mezzo di servizio? Anche nel punto vendita attirare l’attenzione è importantissimo e Ducati lo fa attraverso la stampa lenticolare XS® realizzando un cartellino con una rotazione di 360° del proprio logo.

stampa lenticolare ducati

Insomma, la comunicazione pubblicitaria è sempre in movimento: adesso anche in formato Extra Slim!

star wars giochi da evitare

3 videogame dedicati a Star Wars da cui tenersi alla larga

Credits: Star Wars Facebook page

Credits: Star Wars Facebook page

‘Star Wars’ e ‘videogame’ è un binomio forte e ricco di titoli strepitosi. Purtroppo, o per fortuna, esistono le eccezioni. Nel mio precedente articolo “I migliori Videogames dedicati a Star Wars”, se ben ricordi, ti ho parlato proprio dei migliori giochi che hanno come protagonista il pluripremiato universo di Star Wars. Oggi, invece, voglio elencarti tre titoli che dovrebbero essere ricordati, solamente, per la loro realizzazione non all’altezza. Un vademecum di come a mio avviso non dovrebbe essere ideato, programmato, prodotto e distribuito un videogioco.

Detto questo, ecco la classifica dei peggiori videogame dedicati al fantastico mondo di Star Wars.

Star Wars: The Force Unleashed II (2010)

star wars the force unleashed 2

The Force Unleashed non è un gioco inefficace, di per sé. Ti permette, infatti, di sentirti veramente padrone della Forza. Il problema, però, è la realizzazione complessiva: troppi Quick Time Events, un gameplay frustrante, troppo lineare e ripetitivo, che ha lasciato molti giocatori con l’amaro in bocca. La speranza di un miglioramento con un sequel c’era, fino all’arrivo di The Force Unleashed II.

In questo gioco scompare quell’elemento che ha reso grande il predecessore: la storia. Bene o male il gioco resta su buoni livelli, ma il fatto di partire – sin dall’inizio – con tutti i poteri e le abilità ottenuti alla fine del primo capitolo, fa sentire il giocatore più potente del dovuto, rovinando la giocabilità. In molti hanno etichettato questo titolo come money grabber, ossia un titolo gettato in fretta e furia sul mercato per “acchiappare soldi“. Le poche vendite, però, hanno mostrato la scarsa fiducia dei giocatori. Forse un nuovo capitolo meglio sviluppato potrebbe risistemare le cose in futuro: in fondo, il potenziale non manca.

Star Wars: Masters of Teräs Käsi (1997)

star wars masters of teras kasi

Un’esclusiva PlayStation che ti permette di (s)vestire i panni della principessa Leia, in versione prigioniera di Jabba, di volare sul campo di battaglia con Boba Fett, o – dulcis in fundo – spazzare via i tuoi nemici con Darth Vader. Sembra epico, non trovi? Peccato che Master of Teräs Käsi è, probabilmente, il peggiore gioco di Star Wars mai prodotto. Solo il concetto di base è inefficace. Si vedono personaggi con le abilità Jedi spazzare via orde di Stormtrooper, o predoni Tusken, senza nemmeno spettinarsi. I personaggi con le armi da fuoco, invece, devono caricare le loro armi per poter sparare, lasciandoli vulnerabili ai Jedi, i quali sono decisamente più veloci.

Un gioco non consigliato, che contiene giusto un paio di personaggi che meritano di essere giocati. Se a questo si aggiunge una grafica poco pulita e un frame rate terribile, il risultato è un videogame impoverito nella grafica e nel gameplay.

Star Wars: Super Bombad Racing (2001)

star wars super bombab racing

Mario ha il suo gioco di guida, Sonic pure, dai perfino Crash Bandicoot ne ha uno! Facciamo il nostro!” È questo il ragionamento dietro questo titolo. Un gioco che mi ha fatto soffrire. E anche molto. Sfrecciando – per così dire – con Darth Maul e Obi-Wan super deformed, verrai catapultato in pessimi ambienti 3D, alla guida di kart futuristici. Se non ci fosse stato scritto Star Wars su questo gioco, non ne avremmo mai sentito parlare… E sarebbe stato meglio. Non aggiunge nulla al genere e ha dei controlli peggiori di altri titoli simili.

‘Ciliegina’ sulla torta, nel gioco ci sono, anche, personaggi usciti da “La minaccia fantasma“. Ciò significa che potresti trovarti doppiato da Jar Jar Binks. Fortunatamente, i giocatori lo hanno preso per quello che è, e la versione per PlayStation 2 è stata l’unica a vedere il mercato: i progetti per Dreamcast e PC sono stati, infatti, annullati.

La tua classifica dei peggiori videogame su Star Wars

Questi sono i tre titoli che, davvero, non mi fanno dormire la notte.

Un marchio planetario come Star Wars rappresenta una vetrina incredibile. Questo cosa significa? Un gioco su Star Wars, sarà sicuramente acquistato, provato, scaricato. Insomma, verrà notato. Questo si traduce in passaparola e pubblicità, che possono però trasformarsi in boomerang.

Ora dimmi: quali sono i giochi che, per te, non sarebbero dovuti mai essere prodotti? Scrivilo nei commenti!

ecommerce

Le 5 skill fondamentali dei migliori eCommerce Manager

Multicanalità, usabilità, social network, mobile, questi e altri i fattori che hanno determinato un’evoluzione dell’eCommerce.

Data la rapidità con cui muta il mondo online per essere dei professionisti nel settore e per gestire un business digitale di successo occorrono competenze complete e aggiornate.

A svelarci quali sono le skill da possedere  per lanciare una piattaforma di vendita online ci hanno pensato Roberto Fumarola, Francesco Varuzza, Gabriele Taviani, docenti del nuovo Corso Online in eCommerce Management.

Giovedi 3 Dicembre si è tenuto il free webinar di presentazione del corso, un’ora di formazione gratuita in cui gli esperti del settore ci hanno regalato alcune anticipazioni su quelli che saranno gli argomenti trattati durante il percorso formativo, e sui fattori determinanti  su cui si deve puntare per portare avanti un progetto eCommerce vincente.

Dalla scelta della giusta piattaforma, all’importanza del retargeting per le campagne di vendita,  al ruolo che giocano i Social Media in un progetto di vendita Online,  per finire con quelle che sono  le competenze necessarie per strutturare un Customer Care adeguato alle vendite.

Sei curioso di scoprire se hai le skill necessarie per diventare un eCommerce Manager di successo ma ti sei perso l’appuntamento in diretta?

Nessun problema, potrai recuperare la Free Masterclass on demand quando vuoi sul sito della Ninja Academy.

Come seguire la Free Masterclass on demad del Corso in eCommerce Management?

Free Masterclass on demad del Corso in eCommerce Management

È semplicissimo! Vai sul sito di Ninja Academy e iscriviti gratuitamente alla Free Masterclass “Le 5 skill fondamentali degli eCommerce manager“.

Dopo aver effettuato l’iscrizione nell’area utente avrai a disposizione non solo il video e tutti i contenuti della lezione, ma potrai scoprire l’intera offerta formativa della Ninja Academy e curiosare tra i vari corsi disponibili, individuando quello che fa per te!

piacenza-app

Piacenza App, in giro per la città grazie a Gps e iBeacons

Cosa rende una città una “smart city”? L’innovazione nelle infrastrutture ma soprattutto una maggiore qualità nella comunicazione e nella mobilità. Ecco perché le applicazioni hanno un peso molto importante nella realizzazione delle “città intelligenti”. Anche in Italia si punta all’innovazione e nascono nuove applicazioni mobile in aiuto di cittadini e turisti.

Piacenza App è l’applicazione ufficiale della città di Piacenza sviluppata da Ultraviolet: non è semplicemente una guida turistica in app, ma anche uno strumento per vivere al meglio la città grazie al proprio smartphone o tablet. È dedicata ai turisti della città, ma anche ai suoi cittadini che possono usarla per restare informati sulle novità, gli appuntamenti locali, i luoghi pubblici come ospedali, biblioteche, farmacie, questure e uffici comunali.

piacenza-app-2

Piacenza App è stata anche scelta tra le 10 migliori innovazioni della Pubblica Amministrazione nell’ambito del Smart City Exhibition – Citizen Data Festival, che si è svolto dal 14 al 16 ottobre scorsi a Bologna.

Come funziona

Su una mappa interattiva della città l’utente può vedere i principali punti d’interesse storico e artistico, scegliere quale raggiungere e l’applicazione farà da navigatore guidandolo attraverso le strade cittadine. Inoltre l’applicazione offre  una descrizione del posto e svariati contenuti multimediali, e può essere salvato in una personale sezione preferiti.

Per il visitatore sono disponibili inoltre al momento tre percorsi tematici per visitare la città: Piacenza Medievale, Piacenza Rinascimentale e La via Francigena e Piacenza.

Con Piacenza App dentro i musei

Ma Piacenza App aiuta il turista anche all’interno dei musei e dei punti turistici della città: grazie alla tecnologia iBeacon l’app  è in grado di accompagnare l’utente anche all’interno degli edifici, mostrando le informazioni relative alle opere presenti.

piacenza-app-4

Piacenza App è infatti implementata da IMApp, la piattaforma mobile che grazie alla tecnologia bluetooth e ai dispositivi iBeacons si trasforma in un navigatore per spazi interni, aiutando l’utente a orientarsi tra le stanze di un museo o tra gli stand di una fiera.

IMApp è ad esempio già sfruttata all’interno dei musei civici di Palazzo Farnese, il primo edificio museale in Italia a dotarsi nel 2014 di questa tecnologia.

Se avete in programma una gita a Piacenza o se vi abitate, vi suggeriamo di scaricare subito l’applicazione, che è disponibile gratuitamente su iTunes e Google Play Store.

Le 5 cose che ci siamo portati a casa dal TechCrunch Distrupt di Londra

Il 7 e 8 Dicembre stiamo stati a Londra per il TechCrunch Disrupt, la competizione di startup diventata un punto di riferimento per tutti coloro che operano nel settore. Sul palco del Copper Box Arena si sono alternati pitch delle startup partecipanti alla battlefield, interviste a founder e panel tematici.

Ecco le 5 cose che ci siamo portati a casa dal TechCrunch Distrupt di Londra:

Il Machine Learning può essere applicato anche al campo della musica

Ce lo dimostra JukeDeck, la startup britannica vincitrice della competizione. I due founder si sono proposti di risolvere un problema molto sentito da tutti i videomaker: la disponibilità di tracce audio libere da diritti di autore in maniera tale da evitare il video venga bloccato su piattaforme come YouTube.

Il mercato di riferimento ha un valore di circa 2 miliardi di dollari e la soluzione escogitata è davvero brillante. Selezionando un genere, un mood e la durata, la traccia audio viene generata in pochi secondi. L’idea di base dei fondatori, musicisti e coders, è che esistano delle melodie di base che caratterizzano i diversi generi e che possono pertanto diventare archetipi di riferimento per la creazione “automatica” di soundtrack unici e liberi da diritti di autore.

Techcrunch Disrupt

Il food sarà il principale segmento dell’eCommerce

Ne è convinto Fred Destin di Accel Partner, tra i principali investitori di Deliveroo, la startup che ha recentemente lanciato anche a Milano il suo servizio di food delivery. Il venture capitalist si è soffermato sull’enorme opportunità rappresentata da un settore come quello del cibo ancora caratterizzato da una bassa penetrazione dell’eCommerce.

Tra le cause principali vi è senza dubbio la logistica e le difficoltà di consegna tipiche dei beni deperibili, problemi che Deliveroo risolve attraverso i propri fattorini in bicicletta o motorino che consegnano in massimo 30 minuti i piatti di ristoranti situati entro un determinato raggio dal domicilio del cliente.

Il modello di business adottato è diverso dai marketplace, come ad esempio JustEat, che si limitano a connettere domanda e offerta di ristoranti che già offrono il proprio servizio di consegna a domicilio. Deliveroo e i suoi competitor (Foodora, Foodinho…) offrono invece una soluzione logistica ai ristoranti che non hanno un servizio di delivery mettendo a disposizione del consumatore una più ampia scelta e di migliore qualità.

Techcrunch disrupt london

L’idea imprenditoriale è solo il punto di partenza, la capacità di realizzarla fa la differenza

È quello che sostiene Oliver Samwer,  fondatore di Rocket Internet, il più grande incubatole di startup (es. Zalando, Zalora…), incalzato da Mike Butcher, editor di TechCrunch, che sottolineava come di fatto il loro modello di business non fosse altro che un “copycat” ovvero la replica di aziende di successo in nazioni dove queste ancora non sono presenti. L’investitore tedesco ha sottolineato invece come la capacità di execution in geografie con culture, risorse e infrastrutture completamente diverse sia di fatto una componente essenziale dell’imprenditorialità.

L’Internet of Things non ha limiti e può entrare anche nel nostro caffè.

È il caso di Spinn, una macchina del caffè alquanto originale. Attraverso un’app è possibile monitorare la quantità residua di caffè e, prima che venga esaurita, riordinarla in pochi clic tramite un marketplace dove dono disponibili tantissime varietà offerte da produttori indipendenti.

L’innovazione tecnologica non è un fenomeno solo per geek

Comincia ad attrarre anche personaggi dello sport e dello spettacolo affascinati dalle nuove opportunità di interazione diretta con i propri fan. Due esempi:
– Thierry Henry, noto calciatore francese, che decide di investire in Grabyo, la startup britannica di video editing e sharing per piattaforme social e mobile studiata per il mondo dello sport.
– Imogen Heap, cantautrice britannica convinta che il blockchain (la tecnologia alla base dei bitcoin) possa rappresentare un’incredibile opportunità per gli artisti di gestire l’utilizzo della propria musica.

street art

È tempo di street art per Coca Cola e PSG

di Silvia Scardapane

Ancora una volta è stato un marchio beverage a scegliere la Street Art per avvalorare l’unicità della sua produzione e Streetness non poteva lasciarsi scappare l’opportunità di parlarne, soprattutto se il marchio in questione è uno dei più famosi al mondo: Coca Cola.

La bevanda soft drink più venduta di tutti i tempi ha infatti realizzato una nuova produzione di due bottiglie in edizione limitata per sancire la collaborazione con la società calcistica francese Paris Saint-Germain, estesa ufficialmente per altre tre stagioni.

Coca Cola, si sa, ha ispirato moltissimi artisti contemporanei, divenendo un vero e proprio simbolo della cultura pop; lo ha dichiarato anche Imad Benmoussa, presidente di Coca Cola Francia:

La cultura pop è il vero legame tra la nostra azienda e il club parigino. La creatività e il tono insolito sono le parole chiave scelte per l’attivazione di questa partnership. È proprio con questo spirito che abbiamo voluto lanciare le due bottiglie da collezione in edizione limitata

street art

Il design della prima bottiglia, quella con il classico colore rosso che contraddistingue il brand, è stato ripensato e disegnato da Mambo, street artist francese di origine cilena attualmente con base a Los Angeles.

Una serie di icone della città di Parigi, tra cui l’immancabile Tour Eiffel, si innalzano monumentalmente sullo sfonfo fiammante con alle spalle i tipici motivi del noto vocabolario visivo dell’artista, quelli che Mambo ha definito come enigmi visivi ovvero ideogrammi, spesso colorati, che innescano reazioni meccaniche interne.

street art

La seconda bottiglia, vestita di nero, in perfetto stile Coca Cola Zero, è stata ridisegnata dallo street artist e designer olandese Pieter Ceizer e gioca propriamente sui codici del PSG, con il logo del club, lo stadio e i giocatori, più vicino quindi alle esigenze dei tifosi. I giochi calligrafici di Pieter Ceizer erano già stati scelti in passato da Coca Cola e Colette, e soprattutto da un’altra bevenda come il whisky Grant’s per il restyling del package esterno.

L’edizione limitata #ChoisisParis di Coca Cola sarà accompagnata da una serie di litografie firmate e numerate, acquistabile in esclusiva presso Colette, Galeries Lafayette e negli store ufficiali PSG.

street art

Sarà anche la prima volta che Coca Cola lancia una produzione con una squadra di calcio francese, ma non è di certo la prima né con il football né con la Street Art: era già accaduto nel 2014, in occasione dei Mondiali, con una interessante collaborazione tra lo street artist Speto insieme con lo studio BGO di Leeds.

L’unione tra Coca-Cola e il PSG con due noti street artist ci conferma come la qualità della scelta creativa possa declinare e rispecchiare al meglio le esigenze e le specificità di un prodotto, raccontando, come in questo caso, l’eccezionalità di una fusione.