Creative Clusters, il vincitore della categoria BTC: BnBSurfer

Lo avevamo anticipato qualche giorno fa, la nostra presenza ai Creative Clusters durante lo SMAU Napoli dello scorso 10 ed 11 Dicembre non si sarebbe limitata al racconto di ciò che era accaduto.

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Avevamo promesso di lasciare la parola ai protagonisti ed abbiamo mantenuto il nostro impegno. In questo nuovo appuntamento, infatti, ascolteremo le riflessioni dei team che si sono aggiudicati i riconoscimenti nella categoria Beni Culturali & Turismo, con i fondatori della piattaforma BnBSurfer.

Riprendiamo quanto già descritto nei post di commento alla manifestazione, cercando di illustrare, prima che siano loro a farlo, quale sia l’idea di business che si cela dietro la loro piattaforma e perché merita di essere portata allo SMAU di Berlino.

Dalla necessità all’opportunità: il capovolgimento di BnBSurfer

Come ogni progetto che si rispetti, BnBSurfer è la risposta ad una precisa richiesta di mercato, nello specifico rispetto all’universo dei viaggi e del turismo. Ogni competitor che hanno analizzato, da AirBnB passando per Trivago o chi più ne ha più ne metta, ruotava sempre sull’operatività (sulla partecipazione attiva) del soggetto che vuole mettersi in viaggio.

Pur offrendo accesso e rappresentando quel ruolo di importante semplificazione nella scelta di una struttura ricettiva nella quale soggiornare, mantenevano tutti, nella loro visione, quella vocazione hotel-oriented, offrendo un servizio che ha al centro l’albergo o il B&B il quale deve raggiungere quanti più clienti possibili attraverso visibilità ed assenza di soggetti di intermediazione.

Nel corso dei Creative Clusters gli speaker di BnBSurfer hanno invece sottolineato come la loro iniziativa rovesci il tavolo e sia quanto più user-oriented possibile. Creare una piattaforma in cui sono gli hotel a proporre il prezzo al cliente il quale sceglie poi per l’offerta più bassa è un modo per riportare al centro le esigenze di un avventore, ed è stata questa peculiarità, assieme alla completezza del progetto illustrato, a far vincere BnBsurfer nella categoria Beni Culturali e Turismo.

Dopo questo piccolo reminder però non ci resta che proporvi le risposte dei rappresentati che hanno voluto parlare con Ninja Marketing, nello specifico Pasquale Romano e Marco Antonio Esposito.

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#1 Il vostro percorso all’interno di Sviluppo Campania è cominciato lo scorso Settembre per concludersi (almeno per ora) l’11 di Dicembre quando la giuria dei Creative Clusters vi ha decretato come vincitori di categoria. Ci raccontereste questi mesi in cui il vostro progetto è passato dal semplice piano delle idee a quello di cluster vincente?

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Bnbsurfer.com: In realtà Bnbsurfer era già qualcosa di più che una semplice idea, avevamo già il portale on-line pronto a ricevere feedback dalle strutture ricettive e dagli ospiti che lo utilizzavano. In ogni caso il percorso del Creative Cluster è stato fondamentale per vedere da altri punti di vista il progetto, spesso ci si innamora della propria idea tanto da non riuscirne più a vedere i difetti. Insieme ai tutor abbiamo messo in discussione diversi processi di funzionamento e lo stesso modello di business previsto lavorando nella continua ricerca della giusta soluzione. Le giornate di aula sono state interessanti, certamente alcune più di altre, ma tutte utili a meglio definire i contorni del nostro progetto. Altro aspetto estremamente formativo del Creative è stata la possibilità, fortemente voluta dall’organizzazione, di fare network con tutti gli altri partecipanti “assorbendo” quanto di buono c’è in un folto gruppo di startupper campani, e ce ne è tanto!!! In questi mesi c’è stato un gran da fare per tutti e siamo fieri di come è andata. Un sentito ringraziamento va a tutta l’organizzazione del Creative e ai tutor Giuseppe Autorino, Giovanni De Caro e Marco Leonetti.

#2 Uno degli aspetti più stimolanti per voi crediamo sia il fatto di rappresentare la Campania al prossimo SMAU che si terrà a Berlino. Sebbene sia passato poco dalla vostra vittoria avete già degli obiettivi in mente per quella manifestazione? A che punto sarà la vostra startup quando verrà presentata in un consesso europeo?

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Bnbsurfer.com: Andiamo a Berlino?! Cavolo sì! Ancora non ci crediamo! Proprio in questi giorni stiamo tirando un po’ le somme degli ultimi mesi e facendo una “lista della spesa” da portare con noi. Non mancano molti mesi per lo SMAU di Berlino ma cercheremo di arrivarci con alcune migliorie al portale e a tutta la struttura in generale. L’idea è quella di presentarci strutturalmente più efficaci, magari con il supporto di un incubatore, per meglio cogliere le opportunità di oltre confine. Ci aspettano inoltre tanti investimenti e lavoro in marketing, comunicazione e branding, l’unico modo per far sì che una buona idea si trasformi anche in un buon business.

#3 Tra le peculiarità che più ci hanno colpito durante i Creative Clusters, vedervi illustrare la vostra piattaforma in soli 90 secondi ha destato molto stupore. Quando vi hanno detto che il vostro pitch sarebbe stato così breve come avete reagito? Ci raccontate come avete realizzato la vostra presentazione e se ci sono degli episodi divertenti a riguardo?

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Bnbsurfer.com: La mia risposta quando ci hanno comunicato che avremmo avuto 90 secondi e non 3/5 minuti è stata una grossa risata, contenente un misto di ironia, sconcerto e terrore! Ma con con calma mi sono consultato con i miei colleghi ed abbiamo presto capito che se fossimo riusciti a far passare il messaggio in un minuto e mezzo allora davvero avremmo avuto l’occasione di lasciare il segno nei nostri interlocutori. Il segreto (di Pulcinella) era capire come descrivere in una parola, massimo in una battuta il valore che differenziava bnbsurfer dagli altri portali di prenotazione di camere.

Ebbene vi dico: è stata davvero dura! Infatti posso tranquillamente dirvi che la revisione ultima che abbiamo presentato allo SMAU è stata terminata verso le due di notte del giorno prima della presentazione!
Una tempistica così stretta ci ha costretti ad una comunicazione (sia dal punto visivo che discorsivo) semplice e lineare; così come semplice e lineare deve essere l’uso di bnbsurfer per i nostri utenti e clienti.
Un ringraziamento doveroso da parte nostra va ad Antonio Perdichizzi per i preziosi consigli e per l’aiuto nel limare gli ultimi dettagli della presentazione ed uno personale va ad Antonio Monizzi (grande amico ed esperto di marketing e comunicazione) per avermi aiutato ad uscire da un loop di comunicazione.

Non possiamo che rinnovare il nostro più grande in bocca al lupo per i componenti di questo splendido progetto, per l’entusiasmo profuso in ogni singola occasione d’incontro, ivi comprese le loro risposte così coinvolgenti che ci hanno voluto fornire a pochi giorni dalla conclusione dei Creative Clusters con grande celerità e precisione.

Ad Majora ragazzi, o ad Berolinum vista la prossima location che vi attende, in ogni caso che il futuro sia vostro!

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Assessorato all’Innovazione Internazionalizzazione e Startup della Regione Campania e Sviluppo Campania, società in house regionale.
Creative Clusters Smart Cities è un’iniziativa realizzata mediante il PO FESR – REGIONE CAMPANIA 2007/2013 – ASSE 2 – OBIETTIVO OPERATIVO 2.1 “PIANO di Azione per la Ricerca e lo sviluppo, l’innovazione e l’ICT”, in partnership con il Ministero dello Sviluppo Economico, i Distretti e i Laboratori ad Alta Tecnologia della Campania.

Tre social media trends per le agenzie nel 2016

Il 2016 sta per arrivare e agenzie di comunicazione e web agency si adeguano ai nuovi social media trends.

Il mobile ha cambiato il modo in cui i consumatori cercano e comprano prodotti online e realizzare contenuti video è il modo migliore per raggiungerli.

1. Youtube e Facebook combattono per i tuoi video

Il prossimo anno sarà innanzitutto l’anno della battaglia per i video tra Facebook e Youtube.

Nel 2015 Facebook è diventato a tutti gli effetti un serio concorrente di Youtube, specialmente per quanto riguarda l’engagement tra gli utenti e le visualizzazioni organiche.

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Come dichiarato da Mark Zuckerberg lo scorso Novembre, Facebook ha raggiunto la strabiliante quota di 8 miliardi di visualizzazioni video al giorno e nel 2016 gli inserzionisti investiranno su Facebook più che ogni altro social media.

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Mentre i video su Facebook crescono in maniera vertiginosa, Youtube continua ad offrire ottime opportunità agli inserzionisti.

I numeri restano impressionanti: nel recente Children and Parents: Media Use and Attitudes Report si scopre che il 30% dei giovani inglesi fra i 5 e 15 anni preferisce guardare video su Youtube piuttosto che sul televisore di casa.

Sia Facebook che Youtube stanno sperimentando nuovi formati video per il 2016 ed è già possibile provare le emozioni offerte dai video a 360°.

Dunque Facebook e Youtube restano i colossi del settore, ma nuove piattaforme stanno crescendo: Snapchat, ad esempio, ha già raggiunto la quota di 6 miliardi di video visualizzati al giorno, avvicinandosi notevolmente a Facebook.

2. I social cambiano il concetto di spazio di lavoro

Nel 2015 Facebook ha annunciato la sua versione dedicata al mondo del lavoro, chiamata Facebook at work e le grandi aziende hanno già iniziato ad usarla.

Recente l’annuncio della compagnia turistica Club Méditerranée dell’adozione della piattaforma per i suoi dipendenti.

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LEGGI ANCHE: Facebook at work: il social network nel social network

Grazie a questo strumento è possibile abbattere le barriere spazio temporali all’interno dell’azienda e creare un ambiente dove la collaborazione è semplificata e fortemente incentivata. I benefici per le aziende transnazionali con uffici locali dislocati in diversi paesi sono solamente immaginabili per il momento.

Una soluzione molto interessante è rappresentata da Slack, una piattaforma per la gestione del Team aziendale che sta riscuotendo grande successo.

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Basti pensare che aziende come Paypal e Adobe hanno adottato Slack per comprendere la portata del fenomeno: disponibile per desktop e praticamente qualsiasi sistema operativo mobile, Slack si propone come la soluzione ideale per grandi e piccole aziende che hanno bisogno di scambiarsi informazioni, note, fotografie, spunti creativi, idee, in qualsiasi momento del giorno.

L’ambiente di lavoro social va in parallelo con un altro dei trends principali del 2016: il coinvolgimento dei dipendenti.

Grazie al coinvolgimento dei dipendenti sarà più facile per le aziende diffondere le proprie campagne sui social, i post del blog e i contenuti del brand, soprattutto in fase di lancio.

Un consiglio per l’anno nuovo? I clienti possono espandere notevolmente la portata delle vostre campagne di social media marketing grazie al coinvolgimento dei dipendenti.

3. Profitti considerevoli grazie al social commerce

Grazie ai bottoni “compra ora” in arrivo sulle principali piattaforme, da Pinterest a Facebook, sarà molto più semplice per le agenzie dimostrare successi e profitti delle strategie di social media marketing ideate per il cliente.

Piattaforme come Shopify stanno generando profitti enormi e la partnership con Pinterest non può che amplificare la portata di questi numeri.

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Facebook è stata la prima a lanciarsi il suo personale “buy button”, già nel Luglio del 2014 e sta proseguendo i test negli USA per semplificare i pagamenti real time tra gli utenti, direttamente in app.

E tu, sei pronto per i cambiamenti del 2016?

Goodyear e Juventus perfetti insieme. Un corto per i 5 anni del sodalizio

Goodyear e Juventus “perfetti” insieme. Questo il titolo del progetto realizzato dalla storica azienda americana con lo scopo di creare un cortometraggio che vede la partecipazione straordinaria di quattro giocatori della formazione bianconera: Hernanes, Khedira, Neto e Sturaro.

Alla base del progetto la convinzione che, così come sul campo è fondamentale indossare la “scarpa giusta” per poter effettuare sforbiciate, parate e dribbling senza correre rischi, anche e soprattutto in strada è estremamente importante dotarsi dei “pneumatici giusti” che possano garantire sicurezza, comfort e prestazioni eccellenti.

Goodyear e Juventus

Aspetti ancora più rilevanti con l’arrivo dell’inverno e con la necessità di equipaggiare il veicolo con pneumatici invernali per affrontare pioggia, asfalto freddo e nevicate, in ottemperanza alle normative.

Una similitudine per nulla scontanta ma chiara nel suo scopo: far convergere le diverse peculiarità aziendali. Una, produttrice di sicurezza sulla strada, l’altra, produttrice di emozioni per i propri tifosi.

Il cortometraggio di Goodyear e Juventus

Goodyear e i campioni della JuventusGirare un video Goodyear con i campioni della Juventus è qualcosa di speciale. Anche quest’anno l’abbiamo fatto e andiamo davvero fieri del risultato. Un consiglio? Dateci un’occhiata…

Posted by Goodyear on Giovedì 10 dicembre 2015

Il corto ritrae i quattro campioni seduti intorno ad un tavolo con un pool di creativi chiamati a realizzare una nuova campagna pubblicitaria. Il regista continua a proporre idee creative, in cui gli atleti dovrebbero mettere in scena emozionanti acrobazie calcistiche: Sturaro ed Hernanes sfidano il difensore della squadra avversaria con scivolate e passaggi impossibili, Khedira passa la palla con una sforbiciata spettacolare e Neto para una punizione imprendibile.

Le proposte avanzate dai creativi vengono puntualmente bocciate dagli “esperti”, che le ritengono troppo pericolose per la salute e la sicurezza dei giocatori, arrivando addirittura a minacciare di impedire la realizzazione dello spot.

Quando la situazione sembra ormai in stallo, il regista non si dà per vinto e lancia sul tavolo un’ultima azzardata proposta: Khedira, in ritardo per l’allenamento, mentre si dirige verso il campo deve effettuare una brusca frenata per evitare un pallone che sbuca improvvisamente.

A quel punto un “esperto” si alza di scatto, va a controllare i pneumatici dell’auto di scena e dà la sua benedizione all’idea. La Jeep è equipaggiata con pneumatici Goodyear che garantiscono prestazioni e massima sicurezza e, quindi, sono approvati anche da Juventus.

Quello tra Goodyear e Juventus è un sodalizio, nato nel 2011, che ha dato la possibilità all’azienda americana di entrare in contatto con milioni di tifosi bianconeri. Non a caso Matteo Castelli, Direttore Marketing Consumer di Goodyear Dunlop Italia ha commentato:

“Siamo orgogliosi di poter essere ancora a fianco di un club prestigioso come Juventus, con cui Goodyear condivide alcuni valori fondamentali come tradizione, spirito competitivo e innovazione. La sicurezza è da sempre un tema imprescindibile per Goodyear che, facendo leva sulla popolarità di questi campioni, con questa iniziativa vuole sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza di avere “la scarpa giusta nella stagione giusta”

Insomma, quello che un vero juventino scriverebbe sul proprio profilo twitter riguardo a questo progetto è: Sodalizio #FinoAllaFine.

Rinnova il look del tuo eCommerce con un semplice click

Hai appena lanciato un eCommerce o stai pensando di farlo ma non sai come mettere in risalto la vera essenza di ciò che offri?

Come ben sappiamo i contenuti visuali sono vitali per il successo online del tuo brand e ottengono il 94% in più di visualizzazioni rispetto ai contenuti di solo testo: questo per un eCommerce che si rispetti può e deve rappresentare un punto di forza.

Il primo impatto dei potenziali clienti è dunque puramente visivo, per questo devi proporre foto professionali e di qualità che sappiano valorizzare le peculiarità dei tuoi prodotti. Permetti al tuo potenziale cliente di innamorarsi dei tuoi prodotti e del tuo brand, permettigli di sceglierti perché ciò che vede coincide esattamente con ciò che desidera.

L’unico modo per regalare alle persone un’esperienza visiva unica e autentica è affidarsi a fotografi e grafici professionisti di grande esperienza, come quelli presenti nel team di 1Photo, il primo studio fotografico online dedicato alla fotografia still life.

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1Photo è un progetto tutto italiano, partito all’inizio del 2014 con una grande ambizione: rivoluzionare l’idea di shooting fotografico attraverso una piattaforma di eCommerce. 

Come funziona 

La procedura d’acquisto su 1Photo è davvero semplice e immediata, hai la possibilità di scegliere a che categoria merceologica appartiene il tuo prodotto, successivamente puoi scegliere le inquadrature, gli scontorni, fotoritocco avanzato e ombreggiature. Hai anche la possibilità di vedere numerosi esempi se al momento non sei sicuro di quale sia l’inquadratura che meglio si addice al tuo prodotto.icone grandi

Dopo questa prima fase prepara i prodotti da spedire in cartoni suddivisi su cui dovrai applicare delle etichette identificative che permetteranno al team di riconoscere le tipologie di prodotti da indirizzare nei diversi set fotografici. Lo studio 1Photo mette infatti a tua disposizione un set fotografico dedicato per ogni categoria merceologica, sia che la tua azienda tratti abbigliamento, alimentari, elettronica ecc.

Successivamente al pagamento e all’arrivo dei tuoi prodotti – che verranno fotografati dal team 1Photo – potrai effettuare il download delle tue foto direttamente online, ovunque tu ti trova. Concluso il lavoro, 1Photo ti rispedirà i tuoi prodotti.

scarpa nera in pelle

Il servizio è caratterizzato da semplicità, velocità e qualità.

Il prezzo delle foto è ridotto al minimo e all’aumentare dei prodotti da fotografare e delle inquadrature richieste per ciascuno, il sistema calcola ulteriori percentuali di sconto. È possibile visualizzare il preventivo di spesa in tempo reale e fare tutte le prove che si vogliono per valutare la soluzione migliore, senza doversi interfacciare attraverso canali offline con l’azienda.

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Non dovendo ricostruire ogni volta i set fotografici inoltre, la consegna degli scatti è decisamente veloce: si possono scaricare le foto dei propri prodotti in media dopo 24/48 ore dalla ricezione della merce. Una volta compilato l’ordine basta aggiungerlo al carrello per visualizzare i tempi di consegna delle foto, per poter decidere, anche in base alle tempistiche, se confermare o meno l’ordine di acquisto.

Grazie agli esempi e grazie alla possibilità di scegliere le inquadrature visualizzandole su prodotti della stessa categoria scelta, la piattaforma fornisce un’idea ben precisa di quale sarà il risultato finale; inoltre il fotoritocco è compreso nel prezzo.

Cosa aspetti a rinnovare l’immagine online della tua azienda?

Arriva da Los Angeles il social network che farà guadagnare?

Che la figura del Social Media Manager sia fra le più invidiate al mondo, non vi è alcun dubbio. “Ti pagano per stare su Facebook!“, è una frase che molti del mestiere hanno avuto occasione di udire numerose volte. E cosa accadrebbe se tutti, un bel giorno, guadagnassero soldi in questo modo anche senza un master in Digital Marketing? E, soprattutto, cosa c’entra in tutto ciò Los Angeles?

Qualche tempo fa, iniziò a circolare una notizia che annunciava la nascita di nuovi social network. Non avendo poi ricavato maggiori informazioni dal mondo web, siamo risaliti direttamente alla fonte: ecco lo spirito Ninja che vien fuori!

Luca Zambello, CEO di Zainge, racconta ai lettori di Ninja Marketing, la sua nuova idea: plz.io

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Ad oggi, si conosce solo il nome ed è possibile visitare esclusivamente la home page. Quando è previsto il lancio?

In teoria i primi di maggio, ma come tutti i progetti tech è difficile stimare adesso una data precisa. Ma vi informerò non appena ci sarà una data ufficiale.

LEGGI ANCHE: Instagram, 5 trucchi per la social strategy di Natale

Scovare novità, in un contesto apparentemente saturo come quello dei social networks, risulta difficile. Cosa avrà di innovativo ?

Considerando che dobbiamo ancora lanciarlo non posso ancora condividere nel dettaglio quello che l’applicazione plz.io farà, ma cercherò di dare un’ idea.

Il mercato degli influencers è un mercato in continua evoluzione ed è molto competitivo. Sono due i maggiori problemi di questa industria, ovvero:

  • Molti mirano ad essere influencers pagati per condividere foto o contenuti, ma pochi ci riescono.
  • I brand che utilizzano gli influencers per fare advertising sono limitati alla selezione di pochi, per il fatto che per ottenere risultati sono costretti ad utilizzare influencers con migliaia/milioni di followers. Questo è un metodo efficace ma molto costoso e, soprattutto, è ancora un sistema molto rudimentale.

Plz.io eliminerà queste barriere. Darà la possibilità a qualunque persona, con accesso da uno smartphone, di diventare un influencer e di guadagnare potenzialmente migliaia di dollari semplicemente con la condivisione di una foto.

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Come è nata l’idea?

5 anni fa ho aperto la mia prima società a Los Angeles e per arrotondare facevo consulenza per alcune fashion blogger ed influencers. Questo mi ha portato a conoscenza dell’intera industria e del fatto che ciò non era accessibile a tutti. Ed è cosi che ho pensato che se avessimo creato un social network che rendesse questa opportunità accessibile a tutti sarebbe stato qualcosa di rivoluzionario.

Leggi anche: Social Media: una rapida lezione di storia

Quali sono le previsioni future?

L’obiettivo è di lanciarlo localmente a maggio per testarlo e creare un bacino utenti di qualche migliaia di persone. Successivamente, con un secondo investimento, proveremo a lanciarlo a livello mondiale.

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Ed ora? Non ci resta che aspettare.

Webby Awards, iscrivi il tuo lavoro e partecipa

“The Internet Highest Honor” The New York Times.

I Webby Awards, la cui prima edizione si è svolta nel 1996, anche quest’anno premiano i progetti più originali ed interessanti sviluppati nel 2015.

Le categorie coinvolte sono cinque, le più in voga e le vere star dell’evento: Websites, Advertising and Media, Online Film and Video, Mobile Sites and Apps e Social.

I membri illustri della International Academy of Digital and Arts assegnano due premi per ogni categoria eleggendo, nel gran finale, i vincitori assoluti.

Perché, dunque, candidarsi ai Webby Awards?

Se sei un geek del web, hai sviluppato un progetto in uno dei seguenti ambiti, ma soprattutto sei mosso da una grande passione ed interesse per il mondo digitale, sei il perfetto candidato alla vittoria dei Webby Awards.

Questo evento può essere la tua grande occasione, per tre semplici ma ottimi motivi:

1. Nuova visibilità e nuove opportunità

Webby Awards, iscrivi il tuo lavoro e partecipa

L’anno scorso, le idee presentate ai Webby Awards hanno catturato l’attenzione di start up, clienti e consumatori da ogni parte del mondo; una grande opportunità per accrescere il tuo business.

2. 15 minuti di celebrità

Webby Awards, iscrivi il tuo lavoro e partecipa

Nel perfetto spirito del web, il tuo progetto può essere votato da tutti: hai dunque la possibilità di farti conoscere, sia nel mondo web sia social e diventare una vera celebrità.

3. Scrivi la storia

Webby Awards, iscrivi il tuo lavoro e partecipa

I vincitori dei Webby Awards possono diventare delle vere icone digitali, ed ispirare il futuro del web e delle nuove frontiere, tecnologiche e non.

Non perdere tempo: iscriviti e partecipa, hai tempo fino al 18 dicembre per sottoporre il tuo progetto!

Digital for Italy: con Ninja Academy i top digital manager adottano le PMI italiane

Dedicato a tutte le piccole e Medie Imprese del territorio italiano che sono pronte a mettersi in gioco nel 2016; a quelle realtà ed organizzazioni di zone svantaggiate a seguito di avvenimenti disastrosi; alle aziende in crisi che non riescono a risollevarsi con le proprie forze o che hanno sempre operato in settori tradizionali di mercato e che ora si affacciano con difficoltà al digital; alle ONG ed Onlus che desiderano cambiare il mondo anche attraverso il digitale: nasce oggi Digital for Italy, un programma di mentorship nazionale che mette in connessione i top tech manager con le Piccole e Media Imprese che più hanno bisogno delle loro competenze per digitalizzarsi.

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Vorresti aprire un eCommerce ma non sai su quale piattaforma? Hai creato una fanpage su Facebook ma non sai come gestirla? La tua impresa è in crisi o sta provando con tutte le sue forze ad uscirne? Sai che il digitale è un’opportunità ma ti sembra talmente vasta che non sai dove cominciare? E se qualcuno potesse offrirti consigli, suggerimenti, ispirazioni che ti aiuteranno a far crescere la tua organizzazione o la tua PMI nel 2016?

Da oggi 85 talenti dell’industria digitale tra CEO, Country Manager e Founder per tutto il 2016 adotteranno una PMI a testa, mettendo a disposizione il loro know-how gratuitamente, aiutandola a cogliere le potenzialità del digitale.

Ogni mentor sceglierà l’azienda che desidera aiutare in base alle proprie competenze, con l’ottica di massimizzare le potenzialità del suo intervento applicandole a quella realtà. La piattaforma Digital For Italy è studiata per permettere il miglior matching tra skill offerte e sfide da affrontare.

Sei una PMI e vuoi candidarti?
Esplora i Mentor a disposizione!

Abbiamo chiamato a raccolta il gotha del digitale per invitarli a sbloccare il potenziale di tante Piccole e Medie Imprese italiane e abbiamo scelto la canzone We Are The World per promuovere questa iniziativa perché ha alla base gli stessi valori che ci stanno a cuore: unità, coesione, volontà di costruire un mondo migliore per chi seguirà le nostre orme.

 

Crediamo nel digitale, crediamo nelle piccole e medie imprese e vogliamo dimostrarlo, dando una mano attraverso la nostra professionalità e offrendo una parte del nostro tempo professionale a quelle aziende che ritengono di avere bisogno del nostro aiuto.

Vogliamo vincere insieme alle aziende con cui collaboreremo la grande sfida della crescita anche in questo momento. E crediamo infine che la parte più importante di questo nostro progetto sia qualcosa che non si vede e che non si tocca: la fiducia, in noi stessi e nelle piccole e medie aziende italiane.

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Chi sono i mentor?

In tanti hanno accolto il nostro invito, ecco qualche nome di coloro che potrebbe essere il tuo mentor per tutto il 2016!

Stefano Hesse, Head of Corporate Communications EMEA, Facebook
Francesco Gagliardi, Vendor Sales Manager, Google
Andrea Santagata, founder Banzai
Daniele Chieffi, Media Relations ENI
Andrea Ghizzoni, Country Manager WeChat
Mirko Pallera, CEO Ninja Marketing
Luca De Fino, Head of Content & Digital Pr Ogilvy
Carlo Rinaldi, Head of Digital, Microsoft
Michele Giliberti, Advertising Lead, Amazon Italia
Agostino Santoni, DG, Cisco Italia
Luigi Sergio, Manager Portfolio Marketing, IBM
Marina Fantini, Talent Solutions Marketing Manager, LinkedIn
Layla Pavone, Venture Partner, Digital Magics
Anna Testa, Head of TIM #WCAP Milano, Telecom Italia
Marco Agosti, VP Media Tiscali
Andrea Febbraio, CoFounder, Teads
Marco Magnaghi, Chief Digital Officer, Maxus
Luca Daher, Sales Directory, Spotify
Massimo Guastini, Presidente, ADCI
Marco Massarotto, Founder, DOING

Digital For Italy

Lavori da anni nel Digital e vorresti unire la tua voce al coro di Mentor?
Invia la tua candidatura qui!

Per il progetto di free mentorship Digital For Italy, i professionisti digitali italiani offriranno il loro know-how ad una Piccola e Media Impresa a testa per un periodo di un anno, aiutandola a cogliere le potenzialità del digitale. È possibile candidarsi fino a lunedì 29 febbraio 2016.

Digital Xmas 2015: a Salerno il party di Natale per fare networking

Dopo il successo del Digital Xmas Party dell’anno scorso, Ninja Marketing e altre aziende digital di Salerno hanno deciso di replicare la Festa di Natale dei professionisti che operano nel settore del digitale, dell’innovazione, della creatività a Salerno e dintorni.

Digital Xmas Party 2016: quando e dove

Venerdì 18 dicembre al Bogart Club di Salerno, le agenzie e le aziende della digital industry a Salerno organizzano un evento natalizio per conoscerci e diventare una comunità collaborativa, pronti ad iniziare nuovi legami e nuove sfide, insieme.

Invece di organizzare una semplice festa aziendale, abbiamo deciso di festeggiare con Digital South, Esense, Healthware, Incoerenze, Viralbeat e Virvelle, aziende presenti sul territorio.

Abbiamo voglia di divertirci e di stare insieme, proprio come lo scorso anno, per prepararci al 2016. 

Vuoi festeggiare con noi?

Saranno presenti alla festa le principali realtà del mondo digital con sede nel territorio. Ma l’ingresso è aperto a tutti i professionisti o aspiranti tali del mondo digital. L’accesso è free, basta iscriversi all’evento su Eventbrite qui. 

Ti aspetta una serata stimolante, networking, con della buona musica, conversazioni interessanti, musica e drink. Non dimenticare il bigliettino da visita!

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Ricapitoliamo

L’appuntamento è per venerdì 18 dicembre alle 21:30 al Bogart Café a Salerno, per la seconda edizione del Digital Xmas Party. L’accesso è open a tutti i professionisti del mondo digital (FYI il costo della consumazione, non obbligatoria, è di 5 €) previa iscrizione su Eventbrite.

Dress Code: Black & White, quindi sbizzarrisciti con la scelta dell’outfit e vieni munito di bigliettini da visita.

GIF: come usarle nella tua strategia digitale

GIF: il bello del content marketing

Se ti chiedessimo “L’hai visto quel formato di interfaccia grafico con Vincent Vega?”, all’83% non capiresti di cosa stiamo parlando. Perché il ‘formato di interfaccia grafico’, che è la traduzione letterale e abbastanza cacofonica di Graphic Interface Format, è ben più conosciuto come GIF.

E le GIF, come molto probabilmente saprai già, sono quel tipo di immagine animata che si trova praticamente ovunque: blog, siti di infotainment, soprattutto social network. È il formato più democratico di tutti perché è supportato da ogni piattaforma social: la GIF non è snob, come le immagini grandi e belle che vanno benissimo praticamente solo per Pinterest; né come i video che spadroneggiano da sempre su YouTube, da poco anche su Facebook e Instagram; e non è nemmeno Twitter-centrica, come gli utilizzatissimi hashtag.

La GIF è, forse, il formato più efficace che c’è, perché mette d’accordo praticamente tutti, e fa una cosa che Vine non è riuscito a fare con lo stesso successo, ossia consente la diffusione di brevissimi video, leggeri e veloci, con la differenza che le GIF sono molto più semplici da realizzare, perché possono essere costruite a partire da immagini e programmi molto popolari – come Photoshop.

Insomma, che il supporto di un’immagine o un video siano di grande per la diffusione di un post aziendale condiviso sui social, non è una grande novità. Un esempio? Leggete l’articolo “What fuels a tweet’s engagement?”.

Ma che si possa progettare una campagna efficace grazie alle GIF, è una degli spunti da tenere nel cassetto delle idee vincenti per il 2016, come spiegato nell’interessante articolo di Sprout Social “The thoughtful way to use GIFs for your Brand”.

1. GIF in linea con il tuo Brand

D’accordo, il Vincent Vega confuso è la cosa più condivisa negli ultimi sette giorni sui social, e probabilmente nelle prossime settimane altre GIF vedranno lo stesso successo. Ma se abbiamo voglia di realizzare GIF che siano nostre, probabilmente dobbiamo fare in modo che siano in linea con il nostro Brand.

Questo significa fare uno studio accurato di colori, forme, messaggio, copy e modalità di diffusione: una GIF di questo tipo efficace è stata realizzata dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima del 2015, come possiamo vedere in questo post su Twitter.

E se ci hanno pensato le Nazioni Unite, forse è il caso che comincino a farlo anche molte aziende che non hanno mai provato prima! 😉

LEGGI ANCHE: Facebook: via alle GIF su Messenger

2. Istruzioni: chi l’ha detto che sono noiose?

Educare il pubblico con una GIF è la cosa più saggia che possa fare un’azienda. Veri e propri tutorial, sempre in formato leggero e veloce, sono all’ordine del giorno sulle pagine social del brand più attenti.

Perché? Spesso le istruzioni e i tutorial richiedono una grossa quantità di parole, che dopo pochi secondi allontanano il lettore, probabilmente annoiato o disinteressato. Peggio ancora quando proviamo a ‘infilare’ immagini su immagini a supporto, sperando di rallegrare l’effetto didascalico dei nostri messaggi, perché questo non fa che appesantire e allungare ancora di più le istruzioni.

Con la GIF, in un’unica immagine animata posso seguire tutti i passaggi, e rivederla facilmente finché non mi sarà tutto chiaro. Un po’ come ha fatto Flooz su Dribbble.

3. Lavora con gli influencer

Piattaforme come Tumblr, Twitter e Instagram, hanno in comune una cosa: supportano video, immagini e GIF, e per ogni settore di riferimento hanno determinati influencer, chiamati spesso a realizzare lavori grafici tematici.

Un caso molto carino è quello realizzato da Paramount Pictures in occasione dell’uscita di Terminator Genesys, in cui sono stati chiamati sei artisti a realizzare la GIF che interpretasse la famosissima saga dal loro punto di vista. E a giudicare dalla pagina di Paramount su Giphy, questa non sarà l’ultima volta che vedremo un contest di questo tipo.

LEGGI ANCHE: “Drifted di The Shoes”: un video omaggio alle GIF

4. Coinvolgi l’occhio con Cinemagraph

GIF: Il bello del Content Marketing

La differenza tra GIF e Cinemagraph sta nel fatto che il secondo è una GIF in cui soltanto una parte del formato è in movimento, permettendo allo spettatore di assistere, più che a un’animazione in toto, a un’immagine che prende vita in un punto specifico.

Questo tipo di animazioni si presta molto bene ll settore fashion e in generale a tutti i settori in cui le foto belle e ambientate la fanno da padrone: tutti quei settori, insomma, in cui anche l’occhio vuole la sua parte: e navigando un po’ su Cinemagraphs, ci rendiamo conto che il fenomeno è un vero e proprio boom.

5. La ricetta del 2016? GIF e native advertising

GIF: Il bello del Content Marketing

Il quinto punto lo aggiungo io, e ti parlo del sito di infotainment che coinvolge i Millennial, invade tutti i social esistenti e ha un potere di diffusione dei contenuti immenso. Stiamo parlando di Buzzfeed, che è in grado di realizzare contenuti di native advertising in modo estremamente coinvolgente.
Se un contenuto di native advertising non è coinvolgente, lo sappiamo, rischia di vanificare il lavoro e rivelarsi una vera e propria zappata sui piedi.

Buzzfeed è in grado di coinvolgere centinaia di migliaia di persone in pochi minuti sulle proprie pagine, e tutto questo non sarebbe stato possibile se non avesse costruito la propria reputazione di uno dei migliori siti di intrattenimento secondo fonti autorevoli come, una tra tante, Forbes: con i video, i quiz, le “dieci cose che bisogna sapere” e, soprattutto, l’utilizzo delle GIF!

Che ne pensi? Hai mai pensato di utilizzare le GIF anche per la tua strategia digitale?

Eternity wall: i tuoi pensieri vivranno per sempre

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Difficile non rimanere affascinati da chi cerca di raggiungere, in qualche modo, l’eternità. Orazio che, a ragione, era convinto che le sue opere sarebbero riecheggiate per sempre, coniò il celebre “Exegi monumentum aere perennius”. C’è chi invece, più prosaicamente, si fa ibernare in celle criogeniche, chi stocca semi da tutto il mondo in un bunker alle isole Svalbard, chi si prepara alla fine dei tempi e chi ha inventato la versione 2.0 dei lucchetti del Ponte Milvio. Per le promesse d’amore che vogliono resistere alla ruggine del tempo e alla manutenzione della capitale.

Riccardo Casatta è un giovane ricercatore esperto di tecnologia bitcoin, tra i protagonisti di BlockChainLab, il primo progetto italiano di centro di eccellenza sulle tecnologie blockchain, riconosciuto a livello internazionale. Il suo lavoro? Fornire una mappatura completa e costantemente aggiornata di tutte le più promettenti tecnologie e le più innovative startup in questo campo; raccogliendo nel suo team i più competenti esperti in questo settore – per certi aspetti ancora vergine – e difficile da monitorare.

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La storia che vi vogliamo raccontare è questa: il nostro Riccardo si era imbattuto, un annetto fa, in un tweet di un ragazza che sosteneva di aver lasciato un messaggio d’amore eterno nella blockchain (il registro delle transazioni bitcoin). Da allora Riccardo ha studiato un modo per facilitare la possibilità di utilizzare la blockchain come un luogo dove lasciare messaggi, viste le sue caratteristiche peculiari: ovvero l’essere eterna ed incancellabile. “Il tweet di quella ragazza mi aveva lasciato una curiosità in testa” ci racconta ” Tuttavia, a dirla tutta, quel messaggio non era effettivamente salvato su blockchain ma sul sito blockchain.info. Così ho pensato: perché non permettere a tutti di scrivere proprio sulla blockchain? Ed è così che è nato Eternity Wall”.

Quindi un bitcoin è per sempre?
Diciamo che il registro delle transazioni bitcoin, la blockchain appunto, è la cosa più vicina all’eternità digitale che oggi si conosca: è impossibile cancellare un dato inserito nella blockchain se non distruggendo ogni singolo nodo della rete, che oggi sono più di cinquemila. Insomma, ogni cosa che viene scritta lì è incancellabile e lo storico di questi dati sarà in quel “luogo” per sempre.

Un messaggio per ogni transazione: è come fosse la causale di un bonifico?
È possibile creare dei dati arbitrari, per esempio un testo, ed inserirli all’interno di una transazione scritta nella blockchain. Questa possibilità non è stata inserita esclusivamente per essere usata come causale della transazione, ma anche per utilizzi generici. Potremmo dire che è l’equivalente di una firma notarile! Per questo scopo il protocollo mette a disposizione 80 bytes, che corrispondono all’incirca ad altrettanti caratteri. In pratica, un mezzo tweet.

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Come hai iniziato?
Ho lanciato Eternity Wall a Luglio di quest’anno, mettendo a disposizione i bitcoin necessari alla scrittura in maniera gratuita, in modo da rendere il servizio disponibile a tutti. Abbiamo esordito col botto: 300 messaggi in un solo giorno. Ancora oggi su eternitywall.it chiunque può scrivere il proprio pensiero senza possedere bitcoin, tuttavia abbiamo imposto il limite di un messaggio gratis ogni ora; in alternativa si può sempre pagarlo in bitcoin e, presto, anche in euro. Ogni messaggio può essere poi condiviso sui principali social media, da Twitter a Facebook.

Qual è il futuro di Eternity Wall?
La feature principale che stiamo implementando riguarda la possibilità di inserire il mittente. Oggi, infatti, i messaggi sono sempre anonimi. Vorrei che diventasse un mezzo facile per avvicinare le persone comuni ai bitcoin, che fosse uno strumento per incuriosire la gente su questa tecnologia. Vorrei che si possa superare l’impatto iniziale di diffidenza nei confronti delle criptovalute. Il mio sogno nel cassetto però è mostrare anche possibili utilizzi alternativi a quelli finanziari.

Spiegaci meglio.
Prendiamo ad esempio un promotore finanziario: per tutto l’anno ha consigliato dei prodotti ai propri clienti, alcuni sono andati male, altri meglio. Esiste la prova di tutte le sue previsioni? Potresti dire che ci sono registri, documenti, articoli, dichiarazioni su giornali, riviste e blog. La verità è che tutto può essere artefatto e falsificato: puoi cancellare documenti, rimuovere un video da youtube, cancellare o modificare l’articolo da un blog o da un magazine. Su Eternity Wall tutto questo non sarà mai possibile: quello che scrivi, volente o nolente, rimarrà per sempre.

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Una sorta di muro della sincerità?
In un certo senso sì. Sarà possibile ricercare argomenti specifici e/o gli autori dei messaggi. Pensiamo, ad esempio, ad un reale “fact checking” sulle promesse elettorali di questo o quel politico…

Sai già che non tutti scriveranno messaggi d’amore e fratellanza. Come verrà gestita la diffamazione?
Questa è forse la domanda più scottante. Un’eventuale persona diffamata può denunciare il sito web, ed io naturalmente, in qualità di responsabile, sarei tenuto a rimuovere il testo che si ritiene diffamatorio. Però né io, né nessun altro, potremo mai rimuovere il messaggio dalla blockchain e dai numerosi siti che ne visualizzano il contenuto. Dunque, la rimozione effettiva è praticamente impossibile. Inoltre, la scrittura dei messaggi può essere effettuata tramite servizi terzi e non solo attraverso il sito, ciò rende impossibile qualsiasi forma di controllo a priori del contenuto. La mia speranza è che l’utilizzo consapevole di questo strumento porti ad usufruire del servizio più per scrivere messaggi d’amore che per minacce e violenza verbale.

Quindi ai banchieri disonesti faremo scrivere un messaggio sulla Eternity Wall?
Buona idea! Scherzi a parte, penso che gli scandali bancari siano d’aiuto alla causa dei bitcoin. Dimostrano che in economia nulla è scontato: chi ha detto che una banca meriti più fiducia di un algoritmo?