Creatività e innovazione per il Sud con Campania Startup [NINJA REPORT]

Al Teatro Ghirelli di Salerno, all’evento Campania Startup, si respira un clima di quelli che sanno di thriller. Quasi tutti i partecipanti in giacca e cravatta, qualcuno in shorts militari e tutti con gli occhi e le orecchie puntati sul palco: la suspense è tanta. Pochi minuti dopo le 17, apre le danze Roberto Esposito – CEO di Derev. Tutti riuniti per il futuro della Campania e del Sud, che deve ripartire dall’innovazione.

L’evento, organizzato in collaborazione con Ninja Academy, nasce dalla volontà di discutere di startup, innovazione e cambiamento confrontandosi con le istituzioni, rappresentate in questa occasione anche dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Durante il panel, Roberto sottolinea l’importanza fondamentale del confronto tra chi lavora nel mondo dell’innovazione e che ha bene a mente quali sono le sfide quotidiane che bisogna quotidianamente superare e le esigenze che una startup ha:

  1. costo del lavoro: assumere qualcuno significa spendere soldi (tanti!) che spesso nemmeno un’azienda già avviata ha. Agevolare le assunzioni in fase di composizione del team significherebbe un notevole risparmio in termini soprattutto in termini economici.
  2. fonti di investimento: aumentare la disponibilità e facilitare l’accesso ai fondi pubblici ed incentivare gli investimenti privati darebbero nuova linfa ad un sistema che si regge a fatica.
  3. innovazione e sviluppo: c’è la necessità di stare al passo con la tecnologia e la crescita che all’estero è molto più veloce che nel Bel Paese. Il volano dovrebbe arrivare dalle startup, dalle istituzioni e dalle università, esattamente come accade in altre parti del mondo. La tecnologia avanza velocemente e l’onda va sfruttata, altrimenti si rischia di essere sommersi.

Tocca poi a Roberto Ascione di Razorfish, agenzia di comunicazione digitale che si occupa esclusivamente di healthcare, acquisita nel 2006 da Publics mantenendo il proprio brand, è oggi presente in molti marketplace mondiali. Il grande problema delle startup sembrerebbe essere, per lui, il grande gap istituzionale, giuridico e di cultura presente tra Italia ed Usa. Come dargli torto?

Anche gli investitori e le strutture private sono parte del mondo dell’innovazione, anzi sono la spina dorsale di questo sistema. A parlare di generazione del valore di una startup è Gennaro Tesone, 56Cube.

Quando un progetto è in grado di generare valore ha bisogno di essere incubato per acquisirne uno ancora maggiore.” – così Tesone spiega la funzione di incubatori ed acceleratori. “Digital Magic, ad esempio, ha aperto una sede in Campania perché crede che il Sud abbia un grande potenziale.” Una strategia coraggiosa e molto forte, sopratutto in ambito tecnologico, che, stando ai numeri è ripagata adeguatamente!

Cos’è che manca, allora? Coalizione e collaborazione: bisognerebbe creare un sistema perché la Campania (ed il Sud) possa dire la sua!

Mirko Pallera, co-founder di Ninja Marketing, parte proprio dal rilancio dal sistema:

“Sono venuto al Sud per il mito del Sud. Avete idea di cosa significhi in termini di posizionamento agli occhi del cliente essere al Sud? Abbiamo necessità di fare branding! Siamo saturi di eventi scollegati fra loro e la soluzione è quella di unire tutti sotto un solo brand-ombrello. Un modello positivo come quello della Social Media Week declinato secondo le nostre esigenze sarebbe un buon punto di partenza!”

Meritocrazia, mettere a disposizione le risorse, riempire di contenuti i luoghi già a disposizione delle istituzioni e il cambio di mentalità aziendale orientato alla crescita senza gelosie, senza “lotte di quartierino” sono le parole chiave della soluzione proposta da Pallera.

Andrea Postiglione di Mangatar, startup che produce videogame, mette in evidenza il concetto che non perché si è al Sud non si hanno possibilità, anzi, può essere la peculiarità che fa la differenza:

“Anche se parti da Salerno puoi farcela. Più che di soldi bisogna introdurre la cultura del fallimento: non necessariamente se fallisci sbagli, l’errore può portarti sulla giusta strada!”, spiega.

Si susseguono poi gli interventi di Giovanni Caturano di Spin Vector, che insiste sul concetto che la fuga dei cervelli è giusta se poi vi è un effettivo ritorno, come è capitato alla sua startup e Giovanni de Caro che illustra il programma di TechHub: “In ogni acceleratore una startup su due fallisce. Come possiamo migliorare il rapporto? Investendo sugli uomini, formando i team alla loro nascita.”

Seguono gli interventi di Mariangela Contursi, responsabile dell’incubatore di Città della Scienza, del professor Vittorio Scarano dell’Università degli Studi di Salerno e Sebastian Caputo, co-fondatore e Project Manager di 012Factory.

 

Conclude i lavori l’intervento del Sindaco De Luca che riassume in tre punti programmatici il punto di ri-partenza dell’innovazione del Sud:

  • Burocrazia zero: è fondamentale dare fiducia agli investitori, con certificazioni sotto propria responsabilità e controlli a posteriori a campione per abbreviare i tempi burocratici.
  • Fondo di Garanzia per il credito alle startup: abbiamo a disposizione dei fondi europeri, usiamoli!
  • Cancellazione dell’IRAP per il primo anno alle startup innovative

Basteranno tutte queste riflessioni a cambiare la scena campana delle startup e la cultura dell’innovazione del Sud Italia?

5 memorabili Digital PR Epic Fail

Gestire le digital PR di un brand non significa solo sapersi relazionare con blogger e influencer che contano nel tuo settore, ma soprattutto, ça va sans dire, rapportarsi con il consumatore, che è il decisore ultimo in qualsiasi processo di vendita. Sembra ovvio e invece, nel corso di questi ultimi anni non è stato difficile assistere a qualche scivolone commesso da alcune aziende (parliamo di brand importanti) che vuoi per ingenuità, vuoi per leggerezza hanno sottovalutato la voce forte del cliente e i potenziali danni all’immagine derivanti da una cattiva gestione dei social media.

Giù le mani dallo stagista!

No, non si stratta (solo) di inesperienza in digital PR da parte dell’operatore. Giustificarsi dicendo che è colpa dello stagista di turno è grave, e ancor di più inaccettabile per due motivi.

Ammettiamo che a una matricola sia stata affidata per davvero la gestione dei social istituzionali, in completa autonomia. Ciò significa che è come se l’azienda avesse consegnato nelle mani di uno stagista l’intero dipartimento di customer care o peggio di tutta l’area commerciale. E ancora, se così fosse, ciò sta a testimoniare un’ingiustificata scarsa considerazione del ruolo fondamentale dei social media all’interno di una strategia di marketing.

In secondo luogo, rivolgersi agli utenti sui social aziendali (e non ho detto appositamente clienti) che seguono il brand, costruendo contenuti valoriali che non sono in linea con le aspettative della community significa dimostrare una insufficiente conoscenza della propria audience.

Il cliente ha sempre, sempre e ancora sempre ragione, soprattutto sul web e la brand reputation non è fuffa.

Ecco una top five di digital pr epic fail che hanno fatto storia. Oggi ci fanno sorridere, ma ieri qualcuno ha tremato.

5 casi di Digital Pr Epic Fail

#1 Patrizia Pepe e la modella ossuta

Corre l’anno 2011 e Patrizia Pepe lancia la nuova campagna “Who is Patrizia” che immortala una fanciulla apparsa un po’ troppo magra, forse anoressica, per i canoni della community del brand fiorentino. La reazione del web? Precipita improvvisamente una valanga di commenti negativi che travolge il marchio che non sa come gestire questa crisi e che peggiora la situazione affermando che i commenti degli utenti sono “inutili provocazioni”.

#2 Groupalia e #terremoto

Ricorderai con dispiacere che nel maggio 2012 due fenomeni sismici di intensità importante hanno investito i territori emiliani (Mirandola, San Felice sul Panaro, Camposanto, Crevalcore, Cento, San’Agostino). Che cosa fa Groupalia per promuovere su Twitter le offerte di viaggio? Utilizza l’inaccettabile e insensibile #terremoto.

#3 Enel e i suoi #guerrieri

Digital pr: lo stai facendo male. Settembre 2013. Enel forse pecca di ingenuità e lascia (è proprio il caso di dirlo) alla mercé del popolo già infuriato e deluso per la crisi economica, il comando della campagna di storytelling in cui si invitano gli utenti a raccontare le loro esemplari storie in cui si sono dimostrati guerrieri. Una scelta davvero infelice che ha decretato l’insuccesso dell’iniziativa.

#4 Mc Donald’s e le sue orribili #McDstories

Stessa sorte per il brand americano del fast food che nel 2012 lancia l’hashtag #McDstories che chiama gli utenti a raccontare la loro esperienza con i prodotti Mc Donald’s. Risultato? Un autentico disastro. Anche in questo caso gli utenti hanno generato tanto di quel contenuto negativo da aver causato non pochi imbarazzi al marchio.

#5 O così o Pomì (ma che davvero?)

Non potevamo non chiudere questa carrellata di digital pr epic fail senza chiamare in causa il marchio Pomì. Anno 2013. In pieno scandalo ambientale ‘Terra dei fuochi’ che aveva coinvolto una fetta di territorio napoletano e casertano sulla contaminazione alimentare dei prodotti locali, il brand prende le distanze (in tutti i sensi) da quella vicenda e rassicura i consumatori dell’origine esclusivamente padana dei propri pomodori. Come ha reagito la voce del web? Male, molto male.

 

Curioso di sapere quali sono i casi di aziende virtuose in ambito di digital pr? Tra poco scoprirai la top 5 degli epic win!

I 7 step per realizzare una campagna di SMS Marketing

sms marketing smshosting

Il mercato del mobile marketing oggi sembra limitarsi all’uso delle applicazioni, ma attenti a saltare a veloci conclusioni: percezione e realtà sono infatti due cose molto differenti! Come abbiamo detto poco tempo fa, l’sms resta lo strumento più efficace di engagement dei consumatori.

Lo Short Text Message (che quest’anno compie 22 anni di onorata carriera!) rappresenta una forma dirompente di comunicazione: arriva dritto sul cellulare, che sia o no connesso alla rete.  Per ottenere i migliori risultati con l’sms marketing ed entusiasmare potenziali consumatori, scopriamo insieme i segreti e le best practices di questa strategia.

Ne abbiamo parlato con il team di i-Contact che ha realizzato SmsHosting.it, il servizio professionale online per l’sms marketing che permette la ricezione e l’invio di SMS dal web in Italia e nel mondo. A proposito, provatelo con una promozione speciale: registrandovi ora, otterrete 100 sms gratis con il primo ordine utilizzando il codice NINJA in fase di acquisto. Ecco il link  in esclusiva solo per voi: www.smshosting.it/ninja

1) Be friendly: a ciascuno il suo sms

sms marketing best practices audience

Con l’sms marketing andrete a dialogare in modo molto intimo ed amichevole con il vostro pubblico di riferimento. Dunque una strategia di questo tipo non può prescindere da un concetto: Be smart, be friendly!

Avrete la possibilità di comunicare con un pubblico segmentato per età, sesso, posizione geografica, gusti: realizzate strategie differenti per i segmenti della vostra audience, ad iniziare dai contenuti editoriali dei vostri sms. Non è poi così complesso come sembra: infatti con Smshosting.it è possibile gestire una propria rubrica online con diverse liste di clienti. Ogni lista può contenere una specifica categoria di destinatari. In fase di invio è possibile scegliere una o più categorie ed inviare un testo dedicato.

2) Fatevi riconoscere

A nessuno piace ricevere messaggi da sconosciuti, non è vero? Ecco perché è molto importante far capire chiaramente al cliente chi ha inviato l’sms. Sembra ovvio, ma molto spesso ci si dimentica che l’sms è una comunicazione personale: con Smshosting.it è possibile impostare per gli sms un mittente testuale. In questo modo è possibile veicolare il proprio brand in modo immediato e senza intaccare i 160 caratteri del corpo del messaggio.

invio sms aziendali

3) Catturate l’attenzione del destinatario

Il 98% dei messaggi viene letto quindi partite sicuramente con il piede giusto! Tip: digitate le prime 2 o 3 parole in maiuscolo per catturare l’attenzione del lettore. Provate infatti a ricordare quante volte avete aperto un messaggio perché preceduto dalle parole in maiuscolo “GRANDI NOVITA'”!

4) Less is more: siate concisi

E’ una regola semplice, anche se non sarà sempre facile rispettarla: un messaggio standard è di 160 caratteri, solo 20 in più di un tweet.  Segnalate nell’sms come ricevere maggiori informazioni con call-to-action come “Se sei interessato chiama xxx” oppure “Visita il nostro sito per saperne di più”.

Ma se proprio avete bisogno di tanti caratteri per il vostro sms (ogni settore o attività ha le sue necessità del resto!) Smshosting.it offre la possibilità di mandare un testo lungo fino a 765 caratteri sfruttando gli sms concatenati. Potreste inviare persino il menu completo per Natale se siete un ristoratore, il programma di una fiera o le indicazioni per partecipare ad un concorso!

5) Invito all’azione

call to action sms marketing

La “call to action” è la parte più importante della vostra campagna di sms marketing: ora che avete l’attenzione del vostro destinatario, dovete fargli compiere il passo successivo. Definite per prima cosa quale è questo passo: telefonare al numero xxx, registrarsi ad un sito web, recarsi in negozio, inviare un sms, ecc.

Nonostante la sua importanza, la call to action è la parte più breve del vostro messaggio: ecco perché  dovrete concentrare in pochi caratteri le notizie fondamentali, cioè il cosa fare (Acquista, Iscriviti, Recati nel, Invia un sms, Telefona) e quando farlo (Oggi, Subito, Ora). Create anche un senso di “urgenza” per motivare il destinatario ad agire subito: L’offerta scade il… ; Solo per un breve periodo; Entro il….

Tanto più semplice è l’azione da compiere, più possibilità avrete che i vostri potenziali clienti la compiano: inviarli ad un sito web è sicuramente il passo successivo più semplice, dal momento che molti ormai dispongono di una connessione web da mobile.

Con SmsHosting.it è possibile inserire direttamente dei link all’interno del testo del messaggio. Se il link porta alla versione mobile del sito web o a una landing page mobile ottieni il massimo dei risultati. Il numero di click su un link in un sms è molto superiore a quello dei link in un’azione di email marketing, come potete facilmente immaginare.

 6) Carpe diem: il tempismo è fondamentale

sms marketing software

Il “quando” è il mantra della strategia mobile: per ottimizzare l’invio degli sms dovrete cogliere il momentum, tenendo in considerazione di tanti fattori, come le abitudini dei consumatori e gli eventi stagionali.

Ad esempio i negozi devono tener conto che un sms ha più possibilità di successo se inviato subito prima o durante i periodi di shopping principali (Natale, saldi, cambio stagione); i ristoranti dovranno invece tener conto degli orari prima dei pasti.

Ed ancora: per portare visitatori in un negozio nel fine settimana, è meglio inviar loro i messaggi  il giovedì o il venerdì, tra le 14 h e le 17 h. Chiaramente se si mandano messaggi in nazioni differenti è importante tenere in considerazione anche il fuso orario!

Se credete di aver poco tempo a disposizione per gestire una programmazione di questo tipo, tranquillizzatevi: con SmsHosting.it potrete scrivere con comodo i vostri messaggi e programmare l’invio alla data e ora preferenziali.

7) Siete pronti per cominciare? Ecco qualche idea per voi!

sms advertising

Vi abbiamo mostrato le best practices per una buona campagna di sms marketing, che non escludono il fatto che ogni categoria di messaggi e settore ha le proprie regole. Inoltre la varietà che offre l’ sms marketing è quasi infinita. I messaggi possono fornire avvisi di testo, abbonamenti, pubblicità radiotelevisiva, concorsi, campagne per la fidelizzazione dei clienti, profilazione del cliente, cross-selling e promemoria: la lista è lunghissima!

Ora che vi abbiamo incuriosito sulle opportunità offerte dai servizi di SmsHosting.it, vogliamo darvi qualche esempio utile su come è possibile applicare subito e in modo efficace la comunicazione via sms alla vostra strategia di marketing:

1.”Tips” settimanali: inviare settimanalmente un piccolo “tip” ai clienti aumenta la fedeltà e rende ancora più efficaci i messaggi promozionale inviati. In questo modo inoltre costruirete una “relazione” col vostro cliente, che va oltre l’atto della vendita in sé.

2. I messaggi esclusivi per i “flash sale”: evitate di inviare notizie e offerte che i clienti possono leggere comodamente dalle email o dal vostro sito; utilizzate gli sms invece per offerte esclusive e veloci come  i “flash sales”, che sono un modo molto efficace per portare clienti nei vostri punti vendita. A tutti piace sentirsi speciali, no?

3. Promemoria di appuntamenti: Studi medici, centri estetici, commercialisti e in generale chiunque abbia un’attività che prevede degli appuntamenti può sfruttare gli sms per evitare imprevisti e tramettere un senso di efficienza.

4. Conferme o aggiornamenti sui propri ordini:  Lo stato di una spedizione o di una consegna effettuata, la conferma di un appuntamento in Spa o di un acquisto di un biglietto. Non tutti vogliono dover cercare tra le e-mail per controllare un ordine, ma anzi preferiscono un messaggio come “Buone notizie Mario – i biglietti per il concerto sono prenotati. Basta mostrare il codice di riferimento FT340 alle porte. Goditi lo spettacolo!”.

5. Promuovere una nuova app mobile: Inviare via sms il link con l’invito a scaricare una nuova app mobile è uno dei modi più rapidi ed efficienti per aumentare il numero di installazioni.

6. Cambi di programma: Avete organizzato un importante evento e all’ultimo momento è necessario un cambiamento improvviso di programma; avvisare via sms tutti gli iscritti è il modo più rapido e sicuro per gestire l’emergenza.

Wired Next Cinema: quando il cinema apre le porte al web [EVENTO]

Non solo cinema al Festival Internazionale del Film di Roma di quest’anno. Fedele all’iniziale obiettivo di essere una festa per la città, e non solo un appuntamento per gli appassionati del genere, per questa nona edizione il Festival apre le sue porte a tutto quell’universo che è il linguaggio audiovisivo.

Che vuol dire? Significa che televisione, web e ogni genere di strumento che permetta di osservare un video troverà spazio in una sezione dedicata della kermesse e nello specifico nel programma del Wired Next Cinema by Mazda.

Il programma di questo che può essere definito a tutti gli effetti un laboratorio, che andrà a unirsi agli altri appuntamenti a cornice dei 10 giorni di proiezioni, si svolgerà presso il MAXXI dal 17 al 26 ottobre. In calendario molte presentazioni di lungometraggi, medio metraggi e cortometraggi per il cinema ma anche per televisione e web.

Tra gli ospiti ci saranno i The Pills, il gruppo di Youtubers che con il loro successo ha dimostrato che anche con poco budget, ma con grande professionalità, si può costruire un prodotto di successo. Tra gli altri anche Maccio Capatonda, Enrico VanzinaRiccardo Scamarcio, Isabella Ferrari e Giorgio Pasotti in veste anche di padrino di Alice nella Città.

Tra tavole rotonde, incontri e proiezioni il Wired Next Cinema by Mazda sarà un appuntamento da non perdere per chi vuole conoscere il futuro dell’audiovisivo e dei mezzi utilizzati per produrre intrattenimento. Interessante anche l’idea di proiettare lavori effettuati con i telefonini.

Un ricco e interessante programma che fa attendere con curiosità l’inizio del Wired Next Cinema.

Di seguito un’interessante intervista a Mario Sesti, uno degli ideatori del Festival Internazionale del Film di Roma.

Apple, le novità dal keynote: ecco il nuovo iPad Air 2

“iPad è un device semplice e magico!”

Così inizia il discorso più atteso del keynote Apple di oggi a Cupertino: quello che precede la presentazione del nuovo iPad!

A pronunciare queste parole è Tim Cook che continua spiegando come iPad sia stia trasformando il modo in cui si comunica, tantissima gente usa l’iPad per tantissime cose in posti diversissimi, non è sorprendente che Apple abbia venduto più iPad nei prima 4 anni che qualsiasi altro prodotto nella sua storia.

Un video ci mostra finalmente il nuovo iPad: più sottile di una matita, sì, stiamo parlando del nuovo iPad Air!

A raccontarci le caratteristiche del nuovo ipad Air 2 è Phil Schiller.

Pad Air 2, da 6,1 mm: 18% più sottile di prima, che era a sua volta 20% più sottile del modello precedente di iPad.

Il nuovo display riduce i riflessi del 56%. 

Il nuovo processore è A8 con 3 miliardi di transistor, il precedente A7 ne aveva solo (!) 1 miliardo. Il nuovo iPad Air 2 è più veloce del 40% del precedente modello.

La nuova grafica promette performance 180 volte migliore del primo modello di iPad!

Ovviamente col nuovo iPad non possono mancare nuove app interessanti: iniziamo con l’app Prisma che serve per la scansione e la traduzione al volo di documenti. 

Con iPad Air 2 si possono fare panorami da 43 megapixel, si possono fare immagini in “burst mode” e timelapse e video in slow mode.

Anche con iPad Air 2 si possono fare gli acquisti grazie ad Apple Pay, perché anche questo device è fornito di touch id. Manca ancora la tecnologia NFC quindi non lo si può usare per gli acquisti nei negozi.

Ed ecco i prezzi della nuova linea di iPad Air; con loro vengono presentati anche i nuovi modelli di iPad Mini:

Segue la presentazione del nuovo MacBook Air, la nuova linea di iMac e il nuovo Mac mini: così Tim Cook commenta i prodotti presentati in questo keynote:

La più forte line-up di prodotti mai fatta da Apple! 

Forse le immagini dicono più delle parole:

Spiega ancora Tim Cook:

Questa linea di prodotti incredibili e l’ecosistema che li supporta è una cosa che solo Apple poteva creare. Prodotti che sono incredibili individualmente ma anche per lavorare assieme in modalità seamless. E dal momento che creiamo sia hardware che software, possiamo fare cose che nessun altro può fare: un’esperienza semplice,intuitiva, magica per i nostri clienti. Questa è la nuova visione della tecnologia “personal” e siamo solo all’inizio! 

Si chiude qui l’evento: continuate ad aggiornare questa pagina per conoscere tutte le novità presentate oggi a Cupertino!

Android Lollipop: le nuove features da conoscere!

Quando Google aveva annunciato la nuova release Android L, ci eravamo chiesti: L come Licorise? L come Lemon?

E invece la nuova versione di Android ha nuovamente un nome “zuccheroso”: Lollipop 

Con Android 5.0, Google promette una dolce new entry sul suo sistema operativo mobile. Lollipop sarà disponibile prima sul nuovo Nexus 6 e 9 all’inizio di novembre, in seguito anche per i modelli precedenti di Nexus e per il resto dei dispositivi Android. Lollipo sembra essere un salto in avanti rispetto a quello compiuto con Jellybean (Android 4.3) e Kit Kat (Android 4.4), contando i miglioramenti al design complessivo, la durata della batteria, e altro ancora. 

Ecco le più interessanti nuove features di Android Lollipop.

1) Il nuovo “material Design”

Uno dei cambiamenti più riconoscibili con Android 5.0 è una revisione completa della filosofia di design di Google. Google lo definisce “material design”, un interfaccia che supera il concetto di scheumorfismo a favore di un’interfaccia dal look estremamente flat. Così i contenuti rispondono al touch in un modo molto più intuitivo. Inoltre il nuovo design ha come obiettivo quello di uniformare l’esperienza degli utenti su tutti i dispositivi Android, compresi gli smartwatch e le TV.

2) Un sistema di notifiche migliore

Anche il modo di ricevere notifiche cambia drasticamente con Lollipop: Google ha implementato una nuova schermata di blocco dotata di notifiche thatwill che non costringono ad aprire l’app corrispondente per agire su di essi. Così, per esempio, sarete in grado di eliminare i messaggi e-mail dalla schermata di blocco del dispositivo o dal vostro centro notifiche, senza dover aprire Gmail.

3) Più durata della batteria

Con Android 5.0, la durata della batteria si prolunga fino a 90 minuti in più! Dai primi test sembra che in effetti i miglioramenti siano evidenti: una vittoria per i milioni di utenti Android in tutto il mondo 😉

4) Impostazioni più facili e più veloci!

Google spera di ridurre il numero di tap necessari per accedere alle funzioni importanti: da quelle di accensione, a quelle per accedere al bluetooth, alla geolocalizzaione, alla torcia elettrica, ecc… in modo da poter eliminare molte delle applicazioni di terze parti.

5) Performance migliori

Corredato da ART, un nuovo ambiente di runtime ( che sostituisce Dalvik) , Android promette fino a quattro volte le prestazioni attuali, un migliore supporto per i dispositivi a 64 bit, e prestazioni grafiche quasi dello stesso livello di quelle desktop.

6) Una nuova esperienza di ricerca

 

Effettuare una ricerca sul proprio device sarà ancora più facile con Lollipop: inoltre i risultati della ricerca verranno salvati anche attraverso applicazioni e dispositivi diversi, quindi se si cerca un brano in Chrome, è possibile aprirlo in Google Music senza bisogno di copiare e incollare.

7) Maggiore sicurezza 

Android 5.0 rende più facile sbloccare il telefono senza la necessità di immettere un PIN o di tracciare un modello: grazie al sistema Smart Lock sarà possibile accoppiare un device con il proprio smartwatch o addirittura l’automobile e utilizzare questi per sbloccarlo.

Lollipop ha anche implementato un sistema di crittografia che garantisce la tutela dei dati personali in caso di smarrimento o furto del dispositiv; inoltre l’utilizzo di SELinux per tutte le applicazioni offre un livello di protezione maggiore contro vulnerabilità e malware. 

Infine Android Lollipop ha anche una nuova modalità “guest” che di creare più account su un unico dispositivo.

Attendiamo ora solo di vedere i risultati di questo nuovo sistema al momento dell’aggiornamento: intanto diteci la vostra su questi cambiamenti nei commenti qui sotto!

 

 

 

 

Con Razorfish e Stamplay Mobile Health per la connected generation [INTERVISTA]

 

Puoi controllare la tua pressione arteriosa utilizzando lo smartphone? Presto potrai fare molto più grazie al recente accordo tutto italiano tra Razorfish Healthware e Stamplay, che a settembre ha dato il via alla costruzione di una piattaforma dedicata al mondo dell’health.

Migliorare la comunicazione tra medico e paziente, fornire una rilevazione in tempo reale, trasmettere dati biometrici. Le possibilità sono tantissime e anche il mercato appare in ghiotta espansione, ottimi presupposti per una collaborazione con Stamplay, start up vincitrice al “hy! Berlin”, la cui semplicità di utilizzo si rivela vincente nella costruzione di prodotti per il web attraverso “mattoncini”, anche per chi non ha alcuna nozione di codici e programmazione.

Ho avuto l’occasione di porre qualche domanda a Roberto Ascione, presidente di Razorfish Healthware, che in una ampia panoramica sul Mobile Health dimostra una significativa comprensione dell’idea che punta al successo: la “connected generation” non può che accogliere con entusiasmo uno spostamento verso il mondo digitale dei servizi health e fitness, basti pensare al successo di applicazioni come Runtastic, enormemente agevolato dall’internet of things e dai dispositivi wearable ormai sempre più diffusi.

Quali sono le prospettive per il Mobile Health? C’è stata una crescita del settore in relazione alla diffusione di smartphone e dispositivi mobili?

La diffusione dei dispositivi mobili sta incrementando in maniera esponenziale l’utilizzo e le occasioni di accesso dei pazienti e dei medici alle informazioni relative alla salute.
Si stima, infatti, che il mercato dell’mHealth raggiungerà nel 2017 i 27 miliardi di dollari e che più di 3,4 miliardi di persone nel 2017 saranno in possesso di smartphones o tablets con accesso ad Apps relative all’Health mentre il 50% di loro avranno scaricato applicazioni relative alla Salute.
Guardando però al rovescio della medaglia, al momento ci sono circa 97.000 Apps relative al mondo dell’Health & Fitness su Google Play e Apple Store, ma è interessante notare che le prime 10 Apps generano più di 4 milioni di downloads gratuiti e circa 300.000 a pagamento ogni giorno e che più del 50% delle Apps disponibili raggiungono meno di 500 downloads.
Una panoramica del mercato del mobile health, con un focus sul rapporto tra medici e mHealth, è stata rappresentata in una nostra recente infografica.

 

 

I servizi offerti da aziende farmaceutiche e di assistenza sanitaria sono destinati a rivoluzionarsi nei prossimi anni. Che ruolo avranno le app?

Il mondo della sanità guarda con molta attenzione alle opportunità che stanno emergendo nel mobile health e non c’è dubbio che questo sarà un settore che vedrà un’enorme crescita nei prossimi anni. In particolare, le aziende farmaceutiche e le istituzioni sanitarie stanno già sperimentando il confronto/scontro con la ‘connected generation’, spesso descritta come multitasking, multi-screen, sempre online ed attiva su più piattaforme e dispositivi.
Gli utenti, siano essi medici o pazienti, sono alla ricerca di un’esperienza cognitiva coerente, continua e coinvolgente, indipendentemente dal tipo di canale/piattaforma/dispositivo.
La vera sfida è, quindi, individuare e creare servizi e contenuti che siano realmente utili agli utenti e li aiutino a gestire la propria salute, in maniera rapida e customizzata a prescindere dai dispositivi su cui possano venire fruiti.

Come nasce e in cosa consisterà la collaborazione tra Razorfish Healthware e Stamplay?

Aiutare i clienti a cogliere le opportunità e ad individuare le startup che hanno il potenziale di innovare radicalmente il settore fa parte della nostra core vision. Ho conosciuto il team di Stamplay durante un evento Seedcamp lo scorso giugno a Roma e subito ho compreso che, insieme, avremmo potuto collaborare nell’ambito del mobile health.
Razorfish Healthware e Stamplay hanno già iniziato a creare una versione della piattaforma di Stamplay dedicata al mondo della salute, con l’obiettivo di rendere estremamente efficiente la progettazione, la realizzazione e la gestione di applicazioni rivolte a migliorare il rapporto tra medici e pazienti.
L’obiettivo è di ottimizzare in modo significativo il processo di creazione di App per aziende farmaceutiche e fornitori di servizi sanitari, offrendo un framework applicabile alle startup in area salute e tecnologia per l’implementazione delle loro soluzioni.
La compressione di tempi e costi per lo sviluppo della componente lato server consentirà di concentrare le risorse del cliente sulla progettazione della user experience orientata ai bisogni dei pazienti e dei medici.

 

 

Stamplay fornisce la possibilità di costruire app con un sistema modulare personalizzabile. Quali sono i trend di personalizzazione che la tecnologia rende possibile in ambito health?

Gli smartphone sono diventati degli hub personali per gestire tutto e per connettersi con persone e cose. Tra le molte funzioni a cui assolvono, raccolgono una grande quantità di informazioni su di noi. Possono sapere dove siamo, quanto ci muoviamo, cosa mangiamo e via di seguito.
Con l’introduzione di componenti come l‘HealthKit di Apple e device specializzati per raccogliere dati biometrici, diventeranno il repository di dati sul nostro corpo.
La grande quantità di dati su abitudini, contesto e corpo sarà la base su cui si svilupperà un ecosistema di nuove applicazioni che aiuteranno le persone a rimanere in salute più a lungo e a gestire al meglio eventuali malattie.
Queste applicazioni incroceranno i dati in tempo reale, aiuteranno i pazienti a prendere decisioni, li metteranno in contatto con il medico in caso di necessità. Per esempio, un’App di supporto alla gestione dell’asma, potrebbe accedere a informazioni metereologiche e sull’inquinamento della zona in cui si trova il paziente e segnalare un potenziale pericolo. Lo stesso paziente potrebbe usare sia un misuratore che un inalatore connessi al telefono: quindi, l’app avrebbe un’informazioni puntuale sui valori del flusso espiratorio e sulla terapia. E via di seguito. Maggiori sono i dati che è possibile utilizzare e più sofisticati sono gli scenari che si possono immaginare.

 

 

Razorfish lavora con molti clienti internazionali: che tipo di benefit ci possono essere per le startup italiane che decidono di restare?

La sfida per le startup e per tutte le organizzazioni italiane non è restare, ma andare all’estero con l’obiettivo di scoprire, apprendere e tornare con idee concrete e di successo.

Come massimizzare le conversioni sugli annunci di Facebook [Infografica]

facebook-ads

Scegliere Facebook per la propria pubblicità on line potrebbe essere davvero la mossa vincente, e per diversi motivi.

Non solo per la vastità di un pubblico incredibile, con quasi 1,3 miliardi di utenti iscritti e una grande potenzialità sul fronte mobile, ma anche per gli aspetti puramente economici: gli annunci su Facebook, infatti, hanno un costo di conversione unitario inferiore del 35% rispetto alla media del web.

Non sorprende, quindi, che un vasto numero di investitori, agenzie di comunicazione e proprietari di aziende (grandi e piccole) scelgano Facebook per promuovere i loro prodotti e servizi, investendo sempre di più in un settore in continua espansione.

Le possibilità per promuoversi su Facebook sono molteplici. Ogni annuncio ha il suo stile e, quindi, le sue regole. Utilizzare al meglio ogni annuncio sfruttandone caratteristiche e potenzialità può fare la differenza tra un investimento remunerativo e denaro gettato per una pubblicità poco efficace.

L’infografica che vi proponiamo oggi, pubblicata da Socially Stacked, riassume le diverse tipologie di annunci disponibili e offre consigli e trucchi su come ottimizzarli per massimizzare le conversioni.

Dategli un’occhiata, e diteci nei commenti quali sono gli annunci che utilizzate e che vi offrono i risultati migliori!

Annunci Facebook

Gisele Bundchen e Baz Luhrmann per il nuovo corto Chanel [VIDEO]

Gisele Bundchen e Baz Luhrmann per il nuovo corto Chanel [VIDEO]

Chanel ha da poco rilasciato il suo ultimo spot per l’iconica fragranza “N°5“. Intitolato “The One That I Want – The Film“, il video ha come protagonista Gisele Bundchen diretta nientemeno che da Baz Luhrmann, che torna dietro alla telecamera per Chanel 10 anni dopo lo spot con Nicole Kidman ispirato a Moulin Rouge.

Dalle atmosfere eteree e mitiche a cui l’advertising del luxury ci ha abituato, passiamo a quelle reali ma tutt’altro che ordinarie di New York e degli Hamptons, dove la Gisele protagonista del video vive e lavora.

L’eroina femminile è ritratta in una giornata tipo (per una top model che sia degna seppur moderna testimonial di Chanel, ovviamente) tra surf, momenti di affetto e tenerezza con la figlia e servizi fotografici.

Gisele Bundchen e Baz Luhrmann per il nuovo corto Chanel [VIDEO]

Gisele Bundchen e Baz Luhrmann per il nuovo corto Chanel [VIDEO]

“Oggetto magico” della storia è un biglietto lasciato alla donna dal marito mentre lei cavalca le onde a bordo della sua tavola brandizzata Chanel. Una nota il cui potere, proprio come la scia di un profumo, alla fine guiderà il ricongiungimento dei due amati.

Gisele Bundchen e Baz Luhrmann per il nuovo corto Chanel [VIDEO]

Gisele Bundchen e Baz Luhrmann per il nuovo corto Chanel [VIDEO]

Gisele Bundchen e Baz Luhrmann per il nuovo corto Chanel [VIDEO]

Ad accompagnare il filmato una romantica cover del famoso brano “You’re The One That I Want” tratto dalla colonna sonora di Grease, qui eseguito da Lo-Fang.

“The One That I Want” non è solo un web film. Forse anche voi avrete visto lo spot passare in tv nelle ultime ore, in versione integrale. Due brevissime considerazioni a proposito: in primo luogo, sembra proprio che il “long content” sia ancora tenuto in grande considerazione da parte di aziende e creativi nonostante il successo di piattaforme di instant video; secondo, questa campagna dimostra come sia ancora forte l’interesse delle imprese nell’investire anche sui canali tradizionali e in particolare quello televisivo.

Carta vince digital nell'ultimo ambient di Moleskine

Sul fatto che viviamo in un’epoca total digital non ci piove, ma in alcuni casi la carta vince ancora. La giovane designer e fotografa freelance Jen Evans ha tappezzato le strade della Big Apple con una nuova campagna concettuale chiamata Digital Woes.

Guai digitali, quindi per una campagna che cavalca l’onda di panico scatenato nello showbiz dagli hackeraggi selvaggi dei cloud delle star facendo emergere la cara vecchia carta come opzione più sicura, privata e affidabile della maggior parte dei dispositivi ditali presenti sul mercato.

Ogni annuncio ha i tratti tipici dell’iconica agenda tanto amata da Hemingway (oggetto immancabile per ogni Hipster che si rispetti), l’elastico e il banderoll, e fa leva su temi come l’hakeraggio delle foto private appunto, grazie al claim “Because paper doesn’t expose your private photos in the cloud.

 

Ma la carta, inoltre, non perde mai la linea nemmeno in  metropolitana “Because paper doesn’t loose service on the subway” e non ha nessun valore sul mercato nero “Because paper doesn’t have value on the black market“, se ti rubano il telefono non devi correre a bloccare tutte le password! La campagna non manca di ulteriore ironia grazie all’inserimento dell’hashtag  #giveyourthumbsarest (#daterespiroaivostripollici).

“Ho scelto di creare una campagna che dimostri il valore di utilizzare mezzi analogici nell’epoca del mobile”, dichiara la Evans, “provocando nostalgia per ricordare ai consumatori perché si sono innamorati di Moleskine”.

La fotografa, originaria dell’Oregon e da poco è sbarcata a New York, regala anche un buon consiglio per tutti i marketers: “Credo che la vera forza trainante per una pubblicità creativa sia l’arte della comunicazione efficace”.