Terremoto in Italia? E su Twitter Groupalia ci scherza!

Un altro caso di uso inefficace e negativo di Twitter per il branding e la reputazione

Il bravo e sempre sul pezzo Francesco, parlando pochi minuti fa dell’uso civile di Twitter e delle potenzialità del mezzo per gestire momenti di crisi come il terremoto, ha concluso l’articolo citando un tweet di Groupalia su cui non si può tacere, per vari motivi.

Immediata la reazione dei twitteri, giustamente indignati per quanto scritto dal ‘community manager’.

La risposta di Groupalia è stata abbastanza reattiva, cancellando la comunicazione e sottolineando con un altro tweet la volontà di fare qualcosa per il terremoto e le sue vittime.

Il discorso però è sempre lo stesso, già trattato più volte: perché questo uso leggero, questo cattivo gusto, perché questo scherzare su un problema serio – uno dei tanti! – che l’Italia sta avendo in questo periodo? In una comunicazione faccia a faccia, chi ha scritto il ‘tweet incriminato’ non avrebbe mai detto qualcosa di simile per rispetto dell’interlocutore. Almeno, lo speriamo.

Ancora una volta manca l’aggiornamento (sono tantissimi i casi passati simili in Italia e nel mondo, un CM di un’azienda come Groupalia non può permettersi di non conoscerli) e il riconoscimento del ruolo strategico del mezzo social. Twitter è qui visto come l’ennesima vetrina, un altro ‘tubo’ attraverso cui rifilare sempre e comunque  i propri prodotti indipendentemente dalla situazione. Anzi, diventa così uno strumento negativo e da chiudere as soon as possible (immaginiamo sia questo ora il pensiero del management dell’azienda), perché non solo non preserva il valore della marca ma diventa una minaccia per la brand reputation e costa soldi, considerando l’€ promesso per ogni deal.

In poche parole e per concludere, finché i social network si useranno così (e gli altri casi simili di oggi lasciano poco spazio a dubbi), non stupiamoci che la loro importanza non venga riconosciuta dai decisori aziendali e gli investimenti nel marketing digitale siano così bassi, almeno in Italia.


UPDATE: le scuse ufficiali di Andrea Gualtieri, Country Manager Groupalia

Attraverso le parole del Country Manager per l’Italia Dott. Gualtieri, Groupalia si scusa per quanto accaduto. Vi riproponiamo le sue parole:

“Sono davvero costernato per quanto accaduto e chiedo scusa alla popolazione colpita dal sisma per averla offesa. Si è trattato di un gesto irresponsabile dettato principalmente da superficialità e inesperienza. La catastrofe che ha colpito la popolazione dell’Emilia Romagna non può e non deve ovviamente essere strumentalizzata; è una disgrazia che merita tutto il nostro rispetto. Mi scuso ancora e, per esprimere vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, l’azienda ha deciso di effettuare una donazione alla Croce Rossa Italiana, da destinare alle persone coinvolte nel sisma. Inoltre, pubblicheremo nei prossimi giorni un deal solidale, per chiunque voglia essere di aiuto e fare una propria donazione.”

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  • http://twitter.com/fab1One fab1one

    E’ molto semplice… perchè questi Community Manager sono giovani neolaureati con ancora il bavaglino attaccato al collo e si credono dei grandi professionisti solo perchè hanno frequentato qualche università rinomata pagata dal papi. E i risultati si vedono.

  • http://twitter.com/M_Bacchiocchi Massimo Bacchiocchi

    Alle 12,30 Groupalia aveva 4855 follower alle 19,10 ne ha 5150, strategia ?

  • AlbertoMaestri

    Ciao Massimo,
    in effetti ne ho parlato con alcuni contributor: sicuramente non è una strategia di Groupalia, ma una reazione delle persone. Era successa la stessa cosa con Patrizia Pepe e altri casi, speriamo solo che le persone siano diventate follower solamente per comprendere meglio la vicenda.
    A presto e grazie!

    Alberto

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