Nipple, l'app per monitorare la tua attività sessuale [INTERVISTA]

nipple app attività sessuale intervistaIl logo e il nome dell’app non lasciano molto spazio alla fantasia: Nipple, che in italiano significa “capezzolo”, è l’app (al momento in versione beta per desktop, presto in versione anche mobile) che ti permette di tener traccia della tua attività sessuale. Stiamo parlando di un sex tracker, o un diario delle vostre prestazioni, se preferite, dove annotare partner, luogo, data, posizione e persino numero di orgasmi!

Vi state chiedendo “Ma davvero c’è chi è anche interessato a usare un’app per monitorare il sesso?”? Ce lo siamo chiesti anche noi! Così, prima di raccontarvi tutto di Nipple, ci siamo fermati a riflettere proprio sul perché dovrebbe funzionare, prendendo in esame il target probabilmente più congeniale: i Millennials, le nuove generazioni nate e cresciute a pane e digitale.

I Millennials sono:

  • metriche-dipendenti. Misurano come pazzi numeri, valori e performance sulle loro attività e su loro stessi, perché il business insegna che solo ciò che è misurabile è potenzialmente scalabile;
  • social addicted. Hanno trovato il modo di accorciare le distanze in modo smart, divertente e virale;
  • mobile oriented. Devono vivere connessi, a casa come in movimento, è imprescindibile.

Bingo! Nipple, the sex tracker, racchiude proprio tutte queste caratteristiche. Ecco perché funzionerà, anzi, funziona già: più di 10mila utenti iscritti, oltre 15mila esperienze sessuali registrate.

nipple come funziona

Tema scomodo, feature border line, tabù sharing: un mix che, com’era prevedibile, ha già sollevato un bel polverone mediatico. Volete saperne di più? Lasciamo la parola a Matteo Sarzana, founder ed evangelist della web app più chiacchierata del momento.

Ciao Matteo! Andiamo subito dritti al sodo. Senza dubbio Nipple si propone come strumento di maggiore consapevolezza della nostra sfera sessuale. Eliminiamo i cattivi pensieri: dacci 3 buoni motivi per convincerci che non diventerà l’app dell’italiano medio, quello che esibisce le proprie prestazioni con gli amici e scatta selfie con l’hashtag #aftersex.

Quando abbiamo creato Nipple, il nostro intento è stato quello di provare a fornire uno strumento alle persone perché potessero comprendere meglio una parte (speriamo) rilevante della loro vita. La sessualità è, infatti, un ambito di cui si parla poco e nei confronti del quale si generano spesso tanti preconcetti, ma se aumentasse la nostra consapevolezza diventerebbe poi più semplice affrontare tematiche legate alla prevenzione e alla cura della persona.

Ognuno può vivere la propria sessualità in maniera diversa, e non possiamo escludere che ci saranno utenti che utilizzeranno Nipple solo per vantarsi con gli amici. Attenzione però: come nella vita vera, si può essere smentiti e andare incontro ad un’umiliazione peggiore.

Per cercare di incontrare le esigenze di tutti, diamo la possibilità di creare un profilo che può essere pubblico o privato: con quello privato, l’unica persona che può accedere ai dati è l’utente stesso; con quello pubblico invece si ha la possibilità di condividere sui social network la singola esperienza. Non esiste al momento la possibilità di ricercare le esperienze dei profili privati, proprio per evitare (per quanto possibile) il fenomeno dello show off.

nipple sex tracker app

Nipple, inoltre, vuole affrontare il tema della sessualità in modo leggero. A partire da questo presupposto è stato selezionato lo stile grafico delle icone, che descrivono le prestazioni ma vogliono allontanarsi dal mondo della performance. Il sesso dovrebbe essere divertente, e come tale abbiamo scelto di trattarlo. Speriamo che gli utenti lo vivano allo stesso modo.

Free beer will increase your chances to have sex, but won’t help you to remember it! Lo slogan che ha accompagnato il lancio di Nipple ha fatto molto discutere, e nell’intervista rilasciata a socialmedialife.it dichiari che volevate “Solo incoraggiare a prendere il sesso con leggerezza”. Non credi che, in questo contesto, il quantified self rischi di privare di significato qualcosa di molto delicato e personale come la nostra sessualità?

Quello era uno dei due slogan che abbiamo utilizzato (il secondo era “You quantify everything, start quantifying yoursex” rappresentato graficamente da un tracker attaccato ad un pene) e, inevitabilmente, ha generato accese discussioni. Abbiamo scelto un messaggio che per noi era ironico, ma è stato visto come un incitazione a vivere la propria sessualità in modo disinibito.

Ripeto, ognuno è libero di vivere la propria vita sessuale come meglio crede. Non vogliamo aprire nuovamente la discussione sui modi differenti con cui viene vista la promiscuità sessuale tra uomini (sei un figo) e donne (la dai via facile), crediamo semplicemente che l’aspetto importante sia uno solo: non è tanto rilevante cosa fai, ma il fatto che ne devi avere consapevolezza.

Proprio per questo, in un ambito così delicato e personale, maggiore è la coscienza che si ha dell’atto che si compie, maggiori sono i vantaggi. Troppo spesso si tende a non volersi fermare per analizzare cosa si sta facendo e perché lo si sta facendo, mentre è fondamentale comprendersi al meglio per poter vivere pienamente ogni aspetto della propria vita.

app attività sessuale

Il vostro è stato un messaggio volutamente forte, colto con divertimento dalla maggior parte dei maschietti ma non particolarmente digerito dal mondo femminile. Approfondiamo i numeri: il power user della vostra app è uomo o donna? Siete riusciti a convincere anche il pubblico femminile?

Sfatiamo un falso mito: le donne amano Nipple! La community è fatta per il 49% da maschi, per il 49% da femmine e di un 2% tra trans e non-binary. Le polemiche fomentate da Jezebel.com in realtà ci hanno permesso di fare un lancio molto importante e di raggiungere tantissimi utenti in poco tempo. Contraddizioni a parte, le donne hanno compreso perfettamente i nostri intenti e sono tra gli utilizzatori più continuativi.

Qual è secondo te la vera killer application di Nipple? Quali altre funzionalità prevedete di integrare a breve?

La killer app è sicuramente la story che viene generata al termine dell’inserimento del rapporto. Stiamo pensando ad una vera e propria app mobile, anche se il sito è perfettamente fruibile da qualsiasi cellulare, e a come poter sviluppare ulteriormente la community.

Abbiamo letto che presto prevedete di spedire un utente fortunato a Las Vegas! Raccontaci di più.

Semplice, abbiamo un obiettivo ambizioso: raggiungere i 50.000 utenti. Se ci riusciamo, sorteggeremo un fortunato per un viaggio a Las Vegas. Ci siamo quasi!

Nipple al momento vive come web app in attesa di sbarcare su Google Play e App Store. In fondo all’articolo potete trovare il link dal quale esplorare le sue  funzionalità o registrarvi!

Se Facebook vuole il pubblico di Twitter. Ecco come ci prova Mark

 

facebook twitter user

I due social network più famosi al mondo sono certamente Facebook e Twitter.

Li usiamo tutti i giorni in modo oramai meccanico e tutte le volte, dietro a questo automatismo, c’è un rapido ragionamento: è un commento istintivo, legato indissolubilmente al qui e ora o è un’esternazione più articolata, che potrei condividere oggi come domani?

Se il piattino della bilancia pende verso l’Hic et nunc, postiamo su Twitter, altrimenti su Facebook. La cosa ovviamente, non può star bene a Mark Zuckerberg che sta quindi pensando a diverse soluzioni per spostare tutte le discussioni sul proprio social.

La prima prevede una nuova partnership con la nota trasmissione tv The Today Show della NBC, che mostrerà post, discussioni e trend più popolari del momento su un gigantesco monitor touch screen presente nello studio.

facebook today show

La seconda ha come partner The Discovery Channel, che si servirà di Facebook per chiedere al pubblico del programma automobilistico Street Outlaws di votare, mediante hashtag, il proprio team preferito su quattro ruote.

Justin Osofsky, Vice President of Media Partnership per Facebook, precisa che la caratteristica più importante di Facebook è

“l’essere basato sulla reale identità, così che ognuno su Facebook è davvero quello che è ora e ciò che è stato prima. E si può osservare il tutto con una lente di ingrandimento. Non vogliamo trascurare questo elemento, ma vogliamo aggiungere anche l’ingrediente “tempo reale” per dare agli utenti un’esperienza il più completa possibile”.

Non v’è dubbio che queste partnership con il mezzo televisivo porteranno un po’ più di immediatezza al social con la grande F, ma la strada è lunga e non delle più agevoli.

Twitter è il luogo ideale delle breaking news, è l’evoluzione naturale dell’ANSA, è una piazza in cui sappiamo esattamente dove posizionarci per parlare di questo o quell’argomento, e sappiamo che potremmo inserirci facilmente in discussioni già avviate e arrivare a comunicare con un ragazzino di Londra o una signora di Seattle.

Su Facebook invece cosa facciamo? Chiacchieriamo per lo più con gli amici, pubblichiamo foto e canzoni che amiamo, ma non cerchiamo quasi mai tavole rotonde di discussione.

Facebook funziona, semplicemente, in un altro modo e le mosse per aggiornarlo e catturare nuove fasce di pubblico sono, seppur comprensibili, di dubbio successo (almeno per il momento).

Un dato dovrebbe far riflettere, più di ogni altro, Zuckerberg & Co, ed è notizia recente: martedì sera, il match dei Mondiali 2014 tra Brasile e Germania ha raccolto 35 milioni e 600 mila tweet, diventando l’evento sportivo più seguito e commentato in 140 caratteri della storia (impressionante la mappa del mondo che quasi brucia a colpi di tweet!)

tweet brasile germania

A parer nostro, i cinguettii resteranno il modo più immediato di essere dentro la notizia per molto, moltissimo tempo.

Patch Adams, un Ninja tra innovazione e rock'n'roll! [INTERVISTA]

I Ninja intervistano Patch Adams tra innovazione e rock'n'roll

Foto: Mediolanum Corporate University

Quest’articolo è stato scritto da Andrea Onori.

Il mese scorso la Mediolanum Corporate University ha organizzato un tour in diverse tappe italiane con il grande Patch Adams, medico – clown divenuto famoso al grande pubblico grazie al film con Robin Williams.

I ninja hanno partecipato alla tappa romana in un appuntamento che si è rivelato essere davvero toccante e d’ispirazione per la vita quotidiana di ognuno di noi. Dopo aver raccontato la sua vita non facile, il medico – clown ha introdotto infatti un concetto, anzi, un atto politico come lo definisce Patch, sul quale fondare tutta l’esistenza: quello dell’essere felici in ogni istante della propria vita combattendo la violenza.

Come? Facendo il clown. Davanti a boccacce, linguacce e parlate incomprensibili, assicura, la gente smette di litigare. L’uscire fuori dai codici di comportamento utilizzati dalla massa significa imparare ad essere clown, ognuno a suo modo. Ad esempio ballando il rock’n’roll tutti insieme su un palco!

I Ninja intervistano Patch Adams tra innovazione e rock'n'roll

Foto: Mediolanum Corporate University

Ma veniamo a noi, e alle domande che abbiamo voluto rivolgere a Patch.

Lei si è sempre fatto portavoce della speranza, sia dal punto di vista fisico con sua attività di dottore, sia dal punto di vista morale, con la sua attività di clown-dottore. Pensa che la speranza e l’innovazione possano influenzarsi tra loro e se sì in che modo?

Negli Stati Uniti la parola “Innovazione” è usata il più delle volte nel campo della tecnologia. I nuovi prodotti servono a fare soldi e io non sono interessato a questo tipo di “innovazione”, non ho niente a che fare con la speranza di fare più soldi. Se però l’ “innovazione” non è usata per questo motivo, non è usata per la guerra, allora è l’ “innovazione” stessa che porta speranza e giustizia: allora bravo per questa “innovazione”.

L’Italia, come molti altri paesi, sta attraversando un periodo non facile. Quali sono secondo lei i valori da tirare fuori e da riscoprire per superare sia economicamente sia psicologicamente la crisi?

Per milioni di anni abbiamo vissuto in tribù e comunità. Anche negli Stati Uniti stiamo vivendo un collasso economico e il modello di vita è vivere da soli o in una famiglia nucleare, così se qualcuno che vive in una famiglia nucleare perde il lavoro molto probabilmente tutta la famiglia perderà anche la casa. Ma se dieci famiglie che vivono insieme… se qualcuno perderà il loro lavoro gli altri potranno prendersi cura di loro, ci sarà minore impatto ambientale e parleremo di vera comunità, non di comunità geografica. Tutti penseranno al benessere degli altri e non solo a “quello che è mio”.

Cosa l’ha spinta ad accettare di realizzare un tour che parla di innovazione?

Il mio viaggio in Italia non comprende solo quello con la Mediolanum Corporate University, ma anche con altre organizzazioni: sono organizzazioni non profit che cercano di fare qualcosa di buono tramite quello di cui parlo. Il mio viaggio è focalizzato prima di tutto a raccogliere fondi per costruire il nostro ospedale che non riceve fondi da altre parti, infatti la sua sopravvivenza economica dipende da questi tour. Ci sono anche altre connessioni con l’Italia: lavoro da 11 anni con una mia amica ed è una grande connessione.
Perché l’amicizia è il mio Dio: rivederla ogni volta è un grande supporto e penso che questa sia una grande connessione con questo Paese. La mia compagna è italiana, la compagna di mio fratello è italiana… ho molte connessioni italiane. Il Paese stesso… tutti i posti in cui siamo stati hanno strade strette, strade che sono state inventate per le persone non per le macchine. Non ci sono grandi città ma – chiamiamole – piccole città, costruite per le persone, e io amo le people city non le car city, come quelle che ci sono negli Stati Uniti.

I Ninja intervistano Patch Adams tra innovazione e rock'n'roll

Foto: Mediolanum Corporate University

Parole, ed esperienze, che suonano davvero come strumenti di pace e giustizia, e dalle quali dovremmo riuscire a farci illuminare per mettere in atto ogni giorno il credo di Patch, perché anche se non è facile, a giudicare l’entusiasmo con il quale ha parlato tutta la sera, sembra proprio che valga la pena provarci.

Ninja Social Oroscopo dal 10 al 16 luglio

 

Avete presente la sera prima dell’uscita del nuovo iPhone?? Ecco, questa settimanaastrologicamente sarà un po cosi, in attesa che il 16 luglio Giove passi da Cancro a Leone spostando gli assetti fortunati sulla ruota dello zodiaco.

E come si comportano i segni in questa attesa???

Il Leone dorme da due notti fuori da Best Buy per accaparrarsi lo scontrino numero 1, l‘Arieteha ordinato l’iPhone su amazon perché fare la fila è una perdita di tempo.

Il Sagittariofinge indifferenza ma solo perché sa che questo cambiamento gli gioverà.

Il Toro vuole due iPhone con la scheda a chiamate illimitate affinché il suo amore non abbia tempo di chiamare nessun altro! La Verginenon vorrebbe mai essere l’altro in questione.

Il Capricorno è pronto a scattare e superare il Leone in cassa. In cassa c’è uno Scorpioneche ne ha messo via uno prima che aprisse il negozio…. Raccomandato!!!

ll Gemelli non sa più perché sta facendo la fila ma nel frattempo ha broccolato tutte le ragazze. Se le ragazze erano della Bilanciacredo che nessuno dei due oggi comprerà l’iPhone.

L’Acquario ne compera di più per poi rivenderli e i Pesciquesta settimana non hanno voglia di ammettere che non vedono l’ora di averlo!

Il Cancro preferiva il vecchio iPhone.

Enjoy!

British Airways lancia una coperta per misurare lo stato d’animo dei passeggeri

British Airways lancia una coperta per misurare lo stato d’animo dei passeggeri

L’aeroplano è il mezzo di trasporto più sicuro, ma anche quello che evoca maggiori ansie e paure. Nonostante le statistiche rassicuranti, che dovrebbero tranquillizzare i viaggiatori, lasciare la terra ferma per spiccare il volo riesce sempre e a destabilizzare coloro che sono all’interno del veicolo.

La compagnia British Airways ha a cuore i suoi clienti e proprio per questo ha lanciato una coperta che permette di raccogliere dei dati per capire quando l’angoscia colpisce il passeggero. Happiness Blanket, nome della particolare trapunta tecnologica, viene consegnata per ora durante le tratte Londra-New York, ma molto presto il suo uso potrebbe essere esteso ad ogni viaggio effettuato con la compagnia del Regno Unito.

Ma come funziona e cosa fa quest’innovativa coperta? Il passeggero dovrà indossare una speciale fascia attorno al capo che leggerà le sue onde cerebrali e le comunicherà alla coperta, realizzata in fibra ottica a LED, tramite Bluetooth.

Quest’ultima si colorerà a seconda dello stato d’animo del viaggiatore: blu durante i momenti felici e rilassati, rossa nei momenti d’angoscia e di tensione. Un ottimo strumento per capire immediatamente quando un passeggero ha realmente bisogno del conforto di un assistente di volo, ma in realtà lo scopo della British Airways è solo quello di raccogliere dati per cercare di ottimizzare i suoi servizi.

British Airways lancia una coperta per misurare lo stato d’animo dei passeggeri

L’esperimento, come prevedibile, ha evidenziato che la coperta che avvolge i passeggeri si tinge di blu durante le attività rilassanti (guardare un film, mangiare, dormire), mentre diventa rossa soprattutto durante il decollo. Pensate che questa “trovata” possa essere realmente utile?

4 consigli per passare dal multitasking al singletasking

Il tema del multitasking nel mondo del lavoro è estremamente attuale e riguarda tanto gli imprenditori quanto i liberi professionisti ed i dipendenti. Non si riferisce esclusivamente alla capacità di seguire più progetti contemporaneamente, bensì individua la costante problematica della distrazione causata dalla comunicazione multicanale.

Il multitasking è morto, viva il multitasking !

Tutti i miti legati alla produttività del multitasking sono stati sfatati da tempo, tanto quanto le differenze di genere.

Il 70% delle persone che si dichiara multitasker è il peggiore a svolgere i propri lavori, secondo un interessante studio di cui avevamo parlato in questo articolo.

La differenza di genere, rispetto a cui le donne abituate a gestire la casa, i figli e i mariti hanno nel loro DNA la capacità di svolgere contemporaneamente  più mansioni è ampiamente superata. Il web è pieno di studi che da un lato negano la superiorità femminile (a volte favorendo quella maschile), dall’altro affermano l’impossibilità mentale di eseguire più attività nel medesimo istante.

Tecnicamente il multitasking non esiste, anche se fisicamente possiamo fare più cose contemporaneamente, il nostro cervello resta pur sempre uno. Quando crediamo di svolgere due attività insieme, in realtà si tratta di una sorta di slalom tra task differenti, un rapido passaggio da un’attività all’altra, non il simultaneo svolgimento di diverse attività.

La concentrazione  su una singola attività,  può comunque portare al rischio “effetto multitasking” per via di tutti i mezzi di comunicazione a cui siamo connessi 24/7 (social network, mail, telefoni ed applications).Banalmente anche tenere più pagine aperte sul proprio browser è una forma di multitasking, che comporta un calo di attenzione ogni volta che si riceve una mail o una notifica social. 

Secondo gli studi di Rubinstein, Meyer ed Evans, con “Executive Control of Cognitive Processes in Task Switching“, passare velocemente tra diverse attività comporta ogni volta una riorganizzazione cognitiva delle priorità, suddivisibile tra:

Goal shifting quandosi passa da un task all’altro, scegliendo su quale lavorare;

Role activation quando si regola il passaggio tra un task e l’altro.

Ogni volta che si cambia attività il cervello passa attraverso il goal shifting e il role activation, a discapito dell’efficienza, e con conseguenti perdite di tempo.

Per evitare tutti gli spiacevoli inconveniente sopraelencati abbiamo non solo una soluzione (stop multitasking), ma soprattutto 4 consigli per dire no all’inefficienza e allo stress  che causa questa improduttiva tendenza 2.0

1. Dare delle priorità

Se fossimo Charlie Chaplin in Tempi Moderni non avremmo il problema di dover gestire più progetti, avendo il nostro ruolo sempre uguale all’interno della catena di montaggio. Non essendo costretti ad eseguire sempre la stessa operazione, ma molto più probabilmente abituati a gestire diversi clienti, diversi lavori e diverse scadenze, è necessario non solo saper programmare il proprio tempo, ma soprattutto assegnare delle priorità. 

Bisogna analizzare tutte le attività ed i vari trade off, per saper programmare la propria giornata, dedicare del tempo all’assegnazione delle priorità ala mattina, prima di iniziare a lavorare o meglio ancora la sera come suggeriscono i CEO di successo.

2. Concentrazione e singletasking

Una volta stabilite le priorità, si affronta ogni singola attività dedicando il 100% della propria attenzione , eliminando le distrazioni. Il che significa passare al successivo compito solo quando si è concluso il precedente.

Questa è la regola chiave, il cuore della produttività basata sullo svolgimento di un unico compito alla volta, per questo motivo occorre essere concentrati e focalizzati, dedicati completamente. L’italianissima e globalmente conosciuta tecnica del Pomodoro, o meglio “Pomodoro Tecnique”, di cui abbiamo già parlato qui e qui, serve proprio a cronometrare il tempo per singola attività.

3. Suddividere il proprio tempo in blocchi

La Pomodoro Technique ci insegna a cronometrare il nostro tempo, che va intelligentemente diviso in blocchi. A volte infatti stabilire le priorità e restare focalizzati sulla singola attività, non è sufficiente. Possiamo non essere in grado di controllare le distrazioni, interrotti da un collega, o da una telefonata perché non abbiamo risposto ad una mail.

Organizzare il proprio tempo in blocchi per diverse funzioni può essere una soluzione. Ad esempio controllare le mail solo in certi momenti prestabiliti, senza mantenere sempre attive le notifiche.  Per chi non fosse in grado di disconnettersi, esistono programmi come Self Control,  che servono esattamente a controllare la nostra concentrazione inpendendoci di visitare alcuni siti preimpostati.

4. Concedersi una pausa

Parte del proprio tempo, dei propri blocchi programmati, e delle proprie priorità devono riguardare il concedersi delle pause. È necessario staccare la spina dal lavoro per concedersi un break, sia mentale che fisico, alzarsi dalla propria postazione e liberare la mente. Il risultato ? Produttività in aumento del 20%.

Una selezione di 15 immagini di porte che sembrano portare in un'altra dimensione

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15 porte che sembrano condurre in un' altra dimensione

15 porte che sembrano condurre in un' altra dimensione

Straordinari luoghi di passaggio – fisici oppure metaforici – tra diversi mondi oppure diversi aspetti della vita di una persona, le porte esercitano un fascino particolare sugli individui ed hanno un grandissimo potenziale simbolico ed evocativo.

Ecco una una carrellata delle più belle porte selezionate e raccolte da Boredpanda.com che sembrano portare in un’altra dimensione.

Cosa ci sarà dietro queste porte?

I creativi italiani raccontano Cannes Lions 2014, oggi a Milano

ADCI

Stai ancora pensando alla creatività vista durante Cannes Lions, il Festival Internazionale della Creatività? Gli italiani in gara non avranno vinto un Gran Prix, ma hanno senza dubbio presentato delle campagne molto interessanti che si sono guadagnate altri premi.

Oggi 9 luglio alle ore 15 presso lo Spazio Informagiovani di via Dogana 2 a Milano si terrà l’evento Un ruggito di creatività – Creativi italiani raccontano Cannes Lions 2014.

Cannes Lions

I creativi italiani dell’ADCI mostreranno i video e le campagne pubblicitarie che hanno vinto, o che avrebbero dovuto vincere, durante la settimana più importante dell’anno per il mondo dell’advertising.

Per l’occasione Alessandro Orlandi, Direttore Creativo di Saatchi & Saatchi Italia – vincitore di un Oro per ‘Dear Future Mum – ci accompagnerà in un viaggio attraverso il meglio di ciò che ha visto a Cannes, spiegandoci come sono nate le campagne pubblicitarie, gli obiettivi che volevano raggiungere, come sono state realizzate e dove sono state veicolate.

Insieme a lui, Karim Bartoletti, Consigliere ADCI e Socio ed Executive Producer di Filmmaster Productions, per presentare la “Battaglia a colpi di spot”.

Movi&Co

Movi&Co. sempre nell’ottica di supportare i nuovi talenti dell’audiovisivo e fornire loro momenti di formazione ha organizzato, nella stessa giornata, un’occasione di visibilità per 10 videomaker che avranno la possibilità di mostrare la propria showreel ad Alessandro Orlandi e a Matteo Maggiore,Copy Writer di Leagas Delaney.

L’evento è a partecipazione gratuita previa registrazione (giorgia.monti@movieco.it / 02.66986413).

Twitter fatica a crescere. Colpa del processo di registrazione?

Chi di noi è iscritto da un po’ di tempo a Twitter ha imparato a conoscerne il vero potenziale; sappiamo muoverci nella giungla di conversazioni, trovare utenti che condividono i nostri stessi interessi, e anche seguire con curiosità ciò che molte celebrità ormai condividono con il mondo intero.

Purtroppo, però, gli ultimi dati mostrano che il fattore di crescita degli utenti sta diminuendo, e a quanto pare continuerà a diminuire. Sicuramente non si può identificare il motivo in una sola causa, ma abbiamo trovato su The Next Web un’analisi di Owen Williams dedicata ad una particolare situazione che ogni potenziale nuovo utente deve obbligatoriamente affrontare e che forse può aiutarci a capire un po’ il motivo di questo trend; stiamo parlando del processo di registrazione.

Per ricordarci quale sia il primo impatto col social abbiamo rieseguito la procedura di registrazione ed ecco cosa abbiamo appurato anche noi:

1 – Nome utente

Trovare un nuovo username è sempre difficile, la consapevolezza che questo ci rappresenterà da lì in avanti provoca sempre un po’ di ansia da prestazione, ed è assolutamente frustrante quando ne abbiamo uno preferito e scopriamo che su quel sistema è già stato usato da qualcun altro.

Per questo Twitter cerca di darci una mano dandoci un consiglio: però, questo consiglio spesso è “nomeutentescelto120983120983“. Forse questo non è il migliore dei consigli da dare ad un nuovo utente che cerca di crearsi un’identità su un nuovo social network, quindi dobbiamo fare uno sforzo e trovare qualcosa di più adatto (e disponibile).

2 – Pubblicità

La seconda cosa che ci propone Twitter una volta iscritti è la possibilità di avere rapido accesso ai contenuti dedicati al Mondiale 2014.

Certo, questa è strettamente legata a questo periodo, e forse non la troveremo sempre, però non ci sembra un ottima idea: un nuovo utente ancora non sa come funziona Twitter, non segue nessuno nè è seguito da nessuno, non ha delineato il suo profilo, e già gli viene proposto qualcosa che più che altro puzza di pubblicità.

Forse sarebbe meglio proporlo al termine della registrazione, quando si interagisce con il social.

3 – Il Maestro Twitter

Il terzo passaggio è dedicato a Il Maestro Twitter, un finto utente che, con un tweet di esempio, ci mostra i principi basilari del social.

Questa è una bella idea, ma è un vero peccato, però, che non venga spiegato cosa sia un hashtag e come funziona, dato che è lo strumento intorno al quale vertono le conversazioni.

4 e 5 – Chi seguire

Il quarto e il quinto passaggio sono dedicati a trovare qualcuno da seguire. Il problema è che, tra quelli che ci consiglia il sistema troviamo principalmente personaggi famosi, che non aiutano il nuovo utente a capire appieno l’utilità di Twitter. Infatti, anche se tutti noi seguiamo qualche personalità su Twitter, sappiamo che questi profili non sono quelli che offrono interazione.

Per i nuovi utenti, invece, questo vuol dire un feed noioso e zero interazione, che porterà inevitabilmente ad abbandonare il social network. Purtroppo offrire questa possibilità come principale – senza nemmeno dare la possibilità di saltarla – allontana un po’ da ciò che è essenzialmente Twitter.

6 – Amici

Il prossimo passaggio ci aiuta a seguire qualcuno che conosciamo, ma come? Ci viene offerta la possibilità di cercare i nostri amici attraverso i maggiori provider di posta elettronica ai quali siamo iscritti.

Sarebbe più facile trovare i propri amici o persone con cui condividiamo interessi su Facebook e Google+ e gli altri social network.

7 – Profilo

L’ultimo passaggio è la possibilità di delineare il nostro profilo aggiungendo una foto ed una descrizione. Paradossalmente questo passaggio si può saltare, il che è un po’ strano visto quant’è fondamentale crearsi un’identità su uno strumento come un social.

Mobile

Se ci registriamo usando le app mobile è ancora peggio: ci viene chiesto il nostro nome, la nostra mail, un username e una password. Dopodiché siamo abbandonati nel deserto, senza un’identità e senza nessuno da seguire. L’unico appiglio è il tab Esplora.

Abbiamo provato cosa si passa quando ci si iscrive a Twitter oggi, e abbiamo capito che il primo approccio, per qualcuno completamente profano ed interessato a provare, non è il massimo.

Spesso i nuovi iscritti si trovano a seguire qualche personaggio famoso, ma nessuno con cui interagire. In questo modo è facile comprendere perché molti nuovi profili vengano abbandonati e perché gli utenti attivi non crescono.

È anche un po’ triste perché Twitter, con tutti i dati delle interazioni che accumula, invece di consigliare utenti attivi ai nuovi iscritti, fornisce solo qualche nome di celebrità che ci fa sembrare il tutto freddo.

Non conosciamo una soluzione precisa per migliorare questo. Secondo noi, però, Twitter non dovrebbe prima di tutto spingere a seguire celebrità. Forse sarebbe utile un sistema per trovare utenti e conversazioni che si basi su argomenti ed interessi. In questo modo sarebbe molto più facile trovare nuovi profili che condividano i nostri interessi e curiosità e cominciare effettivamente ad usarlo.

Cosa ne pensate?

Ancora Samsung vs Apple in "Wall Huggers" [VIDEO]

Ancora Samsung vs Apple in “Wall Huggers"

Samsung torna a colpire Apple con un nuovo video appartenente alla ormai conosciutissima campagna “The Next Big Thing“. Oggetto dalla satirica comunicazione della casa coreana questa volta è la durata della batteria degli smartphone di Cupertino.

Nel video intitolato “Wall Huggers” vediamo decine di possessori di iPhone accovacciati a terra accanto alle prese elettriche di aeroporti e luoghi pubblici (bagni compresi), costretti ad arginare come possono il costante stato di emergenza della propria batteria. Tutto mentre i felici utenti Samsung possono godersi con calma un pranzo seduto al tavolo o una chiaccherata con gli amici nella zona d’attesa.

Ancora Samsung vs Apple in “Wall Huggers"

Ancora Samsung vs Apple in “Wall Huggers"

Ancora Samsung vs Apple in “Wall Huggers"

Ancora Samsung vs Apple in “Wall Huggers"

Il voiceover intanto recita:

“Eccoli. Raggruppati attorno alle prese di corrente, vicino ai cestini per i rifiuti, alla moquette macchiata, e ai bagni. Attaccati al muro. Negati della libertà di godersi perfino le cose più semplici, come prendere qualcosa da bere, o scambiare qualche risata coi colleghi. O sedere vicino a qualcuno che si conosce. Sarete bloccati finché la batteria non deciderà altrimenti.”

Cosa ne pensate di questo genere di spot che seguono il copione Samsung vs Apple? Aspetti tecnici a parte (anche perché nel video non ne viene praticamente fatta menzione), credete che questo genere di comunicazione possa essere realmente significativa per gli utenti, vecchi o nuovi che sia? Fatecelo sapere! 😉

Credits:

Advertising Agency: 72andSunny