Google Now Launcher: su tutti i Nexus l'ultima Google experience

Google Now Launcher: su tutti i Nexus l'ultima Google experience

Da pochi giorni è finalmente possibile, per tutti i dispositivi Nexus e Play Edition, aggiornare il proprio launcher per adeguarlo all’ultima versione, già presente su LG Nexus 5. La nuova Google experience vien così estesa a tutta la gamma dei dispositivi Big G.

In Italia lo troveremo sotto il nome di Avvio Applicazioni Now. Dopo aver, con non poche difficoltà, digerito l’azzardata traduzione, ci troveremo davanti a una semplice app che, installata sul nostro dispositivo, aggiornerà il launcher, mettendo al centro di tutto le ricerche e Google Now.

Google Now Launcher: cosa cambia?

Per i possessori di Nexus 5, ben poco. Sugli altri dispositivi Nexus compariranno alcune novità:

  • Google Now sempre presente sulla schermata Home, con un semplice swype sulla destra.
  • Ricerca ancora più veloce
  • Facile accesso a prodotti e servizi Google preferiti, come Gmail, YouTube e Maps.
  • “OK Google” (disponibile negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada): quando sei sulla schermata Home, ti basta dire “OK Google” per attivare l’input vocale. Quindi pronuncia la tua query di ricerca. Oppure dì al tuo telefono cosa fare, ad esempio inviare un messaggio di testo, trovare indicazioni stradali o riprodurre un brano
Basta dire "OK Google" , ma non in Italia

Basta dire "OK Google" , ma non in Italia

Purtroppo quest’ultima funzione non è disponibile nel nostro paese ma vale la pena ricordarla ugualmente. Potrebbe infatti, a breve, essere introdotta anche da noi. Quando verrà attivata farà sicuramente la differenza, rendendo ancora più veloce e hand-free l’esperienza mobile.

La barra di Google in ogni schermata

Google è sinonimo di ricerca. Per questo il nuovo launcher non poteva che mettere proprio la ricerca al centro di tutto.

Basta toccare la barra di Google, sempre presente in ogni schermata della home (e non removibile) per inserire direttamente la tua query. Un piacevole animazione attiverà la tastiera e mostrerà lo storico delle precedenti ricerche, lasciando la nostra home come semplice sfondo in trasparenza.

Se non bastasse, sulla parte destra della barra è presente un tasto (a forma di microfono): un click e immediatamente la stessa animazione ci permetterà di attivare la ricerca vocale sul motore di ricerca.

Google Now al centro

Con uno swype verso sinistra si trovano tutte le tradizionali schermate della home. Verso destra invece si entra direttamente nel mondo di Google Now: una personale estensione della classica ricerca Google, dove vengono riportate

“le informazione che ti servono nel corso della giornata, visualizzate ancor prima che tu le chieda”(recita la landing page su google.com).

In pratica, oltre alla classica ricerca, vengono inserite schede personalizzate: gli appuntamenti o impegni della giornata, le informazioni del traffico, la distanza da casa e la strada per ritornarci, i risultati della squadra del cuore, la quotazione in borsa delle proprie azioni, ecc.

Ricerche, ricerche dovunque

E se non ci bastasse ricercare da Google Now e dalla barra sempre presente in ogni schermata, possiamo farlo con facilità anche dalla schermata di sblocco. Un semplice swype dalla parte inferiore, verso l’alto e si arriva direttamente su Google Now.

E se ancora non avessimo trovato la risposta alle nostre domande, sempre dalla schermata home, trascinando il dito dalla parte inferiore in su, di nuovo un link diretto all’onnipresente Google Now.

Più semplice e pulito ma con meno personalizzazioni

Ora sarà possibile posizionare widget solo tenendo, per qualche secondo, premuto il dito sulla home. Da qui si accederà ad un menù dove sarà possibile scegliere tra sfondi, widget o impostazioni.

Sul menù a tendina superiore (quello delle notifiche, per intenderci), non troveremo più i classici pulsanti che permettono l’attivazione o disattivazione delle connessioni (wi-fi, bluetooth, traffico dati, ecc). Quello spazio è ora complessivamente dedicato alle varie notifiche.

Se vogliamo invece trovare un rapido accesso alle connessioni bisognerà cliccare su un’icona, in alto a destra, che ci aprirà, a tutta pagina, la schermata che vogliamo. Da qui potremo accedere al nostro profilo personale, regolare la luminosità, accedere alla impostazioni, attivare o disattivare wi-fi, bluetooth, GPS, modalità aereo oltre a poter controllare l’operatore di rete e le sveglie attivate.

Un click in più che, se da una parte ci fa perdere un secondo, dall’altra ci divide per bene le due diverse tipologie di informazione: connettività da una parte e notifiche dall’altra.

Una Google experience sempre più definitiva

Tutti i nuovi prodotti sfornati da Google aiutano a definire la direzione che l’azienda ha intenzione di percorrere. La ricerca, come si può immaginare, è ormai ovunque, anche troppo. La personalizzazione presente in altri device lascia spazio ad una maggiore semplificazione e divisione delle informazioni.

Google Now Launcher apre la strada a dispositivi più lineari in cui Google, sempre presente, ci accompagnerà nelle varie fasi di utilizzo del nostro telefono. Pulizia nell’impostazione grafica e ottima velocità lo rendono una soluzione assolutamente valida.

Dimentichiamoci le personalizzazione che anche una Samsung può permetterci. Linearità e pulizia contro personalizzazione e superinformazione: è giusto che ognuno faccia le sue scelte.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Ecco una nuova energizzante top 10 fumetti e illustrazioni per regalarvi una buona dose di creatività. Questa settimana non mancano le giovani promesse sia all’Italia che all’estero…in bocca al lupo a tutti i giovani artisti e che sia con voi anche questa settimana il potere dell’ispirazione!

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_Fracesco Guarnaccia

Lui si chiama Francesco Guarnaccia, classe 1994, e ha iniziato a pubblicare questa settimana sul sito Mammaiuto.it la sua serie dal titolo:“From Here To Eternity”. Leggetela e date un’occhiata anche al suo Tumblr.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_Tommaso_Spugna

Nel blog di Spugna (questo il suo nome d’arte) trovate oltre che questo misterioso “Spadaccino”, tutta una serie di loschi figuri che vi affascineranno, disegnati in uno stile tra l’underground e il fantasy lisergico. Da visitare anche il suo Tumblr.

Top 10 fumetti e illustrazioni Ana Galvan

Nuova uscita annunciata per la fumettista spagnola Ana Galvan il prossimo marzo con la casa editrice indipendente Apa Apa Cómics, il fumetto di intitola “Trabajo de clase”, uscita doppia con “Nuevos románticos” di Marc Torices.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_Marcin_Podolec

Marcin Podolec (classe 1991), fumettista polacco, è già una stella in patria e probabilmente uno dei talenti emergenti del fumetto internazionale. Recentemente si è occupato del graphic novel “Fugazi Music Club”, dedicato al celebre music club di Varsavia.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_Rachel_Smith

Annunciato in uscita in primavera in UK, per la casa editrice indipendente Great Beast, “House party”, di Rachel Smith, da vedere anche il suo negozio su Etsy.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_Dilraj_Mann

Sempre dall’Inghilterra, da Londra precisamente, le illustrazioni e di fumetti di Dilraj Mann, che ritrae giovani pin up alternative o folle alla moda, nei club o in giro per la città. Da vedere il suo Tumblr e il suo negozio online.

Top_10_fumetti_illustrazioni_Grazia_Lapadula

Grazia Lapadula sarà a Roma il 1 marzo alla libreria francese “L’Aventure” per firme e dediche sul suo nuovo: “Les échos invisibles #2” edito da Paquet, scritto da Tony Sandoval. Quella che vedete è una tavola tratta dal volume.

Top_10_fumetti_e_illutrazioni_Sonny_Liew

Sonny Liew ha pubblicato sul suo blog una vasta anteprima del suo prossimo lavoro con la Epigram Books il libro a fumetti “The art of Charlie Chan Hock Chye”, biografia dedicata al pioniere del fumetto di Singapore.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni Massimo Carnevale

Massimo Carnevale ha disegnato quella che sarà la “cover variant” di Orfani 1 l’edizione deluxe di Baopublishing della serie Bonelli di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari, annunciata questa settimana.

Top_10_fumetti_e_illustrazioni_little_robot_Ben_Hatke

Beh Hatke, l’autore di “Zita the Spacegirl” è al lavoro. Ha infatti annunciato per il 2015 l’uscita del suo nuovo “Little Robot” (vedete la copertina), con la First Second Books.

Nel salutarvi vi ricordo come ogni volta che se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori, basta commentare questo post con il link al vostro blog, Tumblr, sito o portfolio!
Grazie a tutti quelli che l’hanno già fatto, vi aspettiamo!
Odri

Warsteiner Italia sbarca a Venezia con un Carnevale a tutta birra

warsteiner
Duecentocinquant’anni di tradizione, nove generazioni di innovazione ed oltre 120 aziende fanno del Gruppo Warsteiner uno dei leader nel settore beverage tedesco.

Anche quest’anno il Carnevale di Venezia ha scelto Warsteiner Italia per vestire di gusto l’edizione 2014, invitando i Ninja a partecipare all’evento nel prestigioso Gran Teatro di Piazza San Marco.

warsteiner
Per tutta la durata dell’evento, dal 22 febbraio al 4 marzo, la Warsteiner Premium Verum, ovvero la birra pilsner top di gamma dell’azienda, diventa letteralmente la regina di eleganti brindisi in maschera sulla laguna di una delle piazze più in vista d’Italia.

Warsteiner ha lanciato sulla propria pagina Facebook ed Instagram foto e curiosità tra maschere, coriandoli e spettacoli, coniugando sapientemente nel proprio brand un sapore tradizionale ed allo stesso tempo innovatore.

warsteiner
Silvia Serpelloni, Brand Manager di Warsteiner Italia, ha sottolineato come la birreria abbia saputo da un lato mantenere il suo carattere di impresa familiare (ancor oggi è infatti proprietà della famiglia Cramer), dall’altro quanto un bicchiere di birra Warsteiner racchiuda in sé un’esperienza che assorbe tutti i sensi, proponendo uno stile ben preciso e mai banale.

Ultima ma non meno importante è stata la presenza a tavola della Warsteiner Premium Fresh, birra analcolica prodotta attraverso un innovativo procedimento di de-alcolizzazione. Perfino gli astemi possono così assaggiare il famoso marchio, non c’è target che resti escluso dal piacere di assaporare una Warsteiner!

warsteiner

Paraolimpiadi, anche P&G torna in campo [VIDEO]

Paraolimpiadi, anche P&G torna in campo [VIDEO]

Dopo il successo del video “Best Job” delle Olimpiadi di Londra 2012, il “Grazie Mamma P&G” è tornato in veste “Pick Them Back Up” per le Olimpiadi Sochi 2014. Ora è invece la volta delle Paraolimpiadi.

Da ormai qualche anno la Procter&Gamble porta avanti la campagna “Thank you, Mom“, grazie alla quale valorizza l’appoggio ed il sostegno delle madri ai propri figli, talvolta piccoli sportivi. Nel video “Tough love“, la nota azienda intende ringraziare le madri dei campioni paraolimpici, coloro che spesso vengono considerati più deboli ma che lo spot contribuisce a raccontare come persone più forti, che affrontano e vincono sfide giornaliere con loro stessi ed il loro corpo.

Abbiamo già parlato nel precedente post di come le Paraoloimpiadi Sochi 2014 e lo sport in senso lato, valorizzino il tema dell’uguaglianza, ma in questo, si aggiungono anche la cura e la protezione, l’alleviare dalla sofferenza, il dare libertà e l’essere forti.
Uno spot che senz’altro colpisce i cuori delle mamme e le induce a far diventare i propri bimbi dei piccoli grandi atleti.

Paraolimpiadi, anche P&G torna in campo [VIDEO]

Paraolimpiadi, anche P&G torna in campo [VIDEO]

Paraolimpiadi, anche P&G torna in campo [VIDEO]

Perché ci piacciono tanto le GIF animate?

hampster dance

Il formato GIF ha da poco superato i 25 anni. È rimasto indifferente ai cambiamenti dell’era digitale e ora, come tante cose vintage, è  tornato di moda; nel 2012 “GIF” è stata persino eletta parola dell’anno dall’Oxford Dictionary.

Le GIF sono brutte, pesanti e di scarsa qualità, eppure non riusciamo a liberarcene. In 25 anni non siamo neppure riusciti a trovare un accordo sulla pronuncia; c’è chi dice “gif” e chi “ghif”. Sebbene gli inventori del formato preferissero la prima dizione, entrambe sono ormai entrate a pieno titolo nel dizionario (ma il dibattito online prosegue).

martin freeman not okay

Oggi, attraverso internet, abbiamo accesso a un’enorme quantità di video. E a pensarci bene le GIF animate non sono altro che frammenti isolati di un filmato, bloccati in un loop infinito. Allora perché ci affascinano così tanto?

Un motivo è sicuramente la nostalgia. Le GIF ci ricordano le origini del web e riportano alla mente il look and feel dei vecchi siti internet. Ma c’è dell’altro.

Per l’uomo le immagini sono da sempre un mezzo per conservare le proprie memorie. E in questo le GIF animate non sono molto diverse dalle fotografie; bloccano un istante che desideriamo conservare. Solo che invece di immortalare i nostri cari, catturano brandelli di cultura pop a cui siamo affezionati.

carlton dance

Un altro motivo è che le GIF fanno ormai parte del linguaggio che utilizziamo sul web; le reaction GIF, per esempio. Alcuni hanno fatto di questo formato una vera e propria forma di espressione artistica. C’è persino chi ha pensato di trasporre le GIF nel mondo reale, rispolverando il vecchio metodo della stampa lenticolare.

Viene da chiedersi: possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di migliorarne la qualità, di andare oltre i 256 colori? Pochi lo sanno, ma anche le immagini PNG possono essere animate. Le APNG hanno una qualità migliore, un maggior numero di colori e sono anche più leggere. Ma non hanno mai ‘sfondato’ e sono presto finite nel dimenticatoio.

apng vs gif

C’è un servizio chiamato Media Crush, che sta lavorando a un sistema per velocizzare il caricamento delle GIF. Zeega, invece, è una startup che ha trovato un modo per animare le immagini JPG. Insomma, le alternative non mancano, ma noi siamo ancora fermi alle care, vecchie GIF. Perché?

Unicef sfida tutti i mobile addicted a non controllare il cellulare per dieci minuti

Per aumentare la sensibilità nei confronti dei milioni di bambini che ogni giorno vivono, ancora, senza acqua pulita, l’Unicef ha lanciato una sfida: per quanto tempo è possibile negare qualcosa a se stessi, anche di semplice, come controllare il proprio cellulare?

Cogliere la sfida è semplice: i visitatori mobile possono accedere al portale UnicefTapProject.org e, seguendo alcune semplici istruzioni, possono contribuire a raccogliere fondi per la causa mettendo il proprio smartphone rivolto verso il basso. Per ogni 10 minuti in cui il cellulare non venga controllato, gli sponsor del progetto finanzieranno un giorno di acqua pulita per i bambini bisognosi di tutto il mondo.

La app mobile è attualmente in beta e il lancio ufficiale è previsto il 1° marzo. Droga5 e MediaVest sono i media partner della campagna, la quale è parte di un programma annuale giunto alla sua ottava edizione.

Mentre il telefono è “parcheggiato”, il sito riempie lo schermo con statistiche e informazioni sulla necessità di acqua pulita. La campagna incita a non cedere, ma sottopone chi partecipa a continue tentazioni pubblicando tweet frivoli, testi e foto su Instagram.

Sicuramente anche i più accaniti mobile addicted saranno disposti a lasciare da parte i propri telefonini per dieci minuti al giorno (magari durante una doccia calda) per favorire milioni di persone meno fortunate di tutto il mondo per i quali, quella doccia, è solo un lusso.

Moda e stile: le 10 realtà più innovative del mondo

Moda e Stile: le 10 realtà più innovative del mondo

Ogni anno la rivista di innovazione e creatività Fast Company stila la top 10 delle aziende più innovative del mondo in diversi settori, dal retail all’energia, dal fitness al gaming. Noi di Ninja vi presentiamo la top 10 delle aziende più innovative nel campo della moda e dello stile.

Cosa ne pensate? Siete d’accordo con questa top 10 o c’è qualcosa che aggiungereste?

1. Council of fashion designers of america: la Camera della moda Americana

In poche parole la Camera della moda Americana; con a capo Diane von Furstenberg e Steven Kolb, l’associazione sta lavorando per rendere il mondo della moda americano un ambiente democratico e sostenibile. Con borse di studio per i giovani designer, il lancio di un incubatore per la moda e la creazione di piattaforme sociali per lo sviluppo di connessioni professionali, il CFDA sta cercando di creare una coscienza etica del settore della moda.

2. Refinery29

E’ il più grande sito indipendente di contenuti di moda e stile degli Stati Uniti: una piattaforma di lifestyle che ha l’obiettivo di ispirare e aiutare i propri utenti a riempire la propria vita di stile e ispirazione, e a renderla più piacevole. Lanciato nel 2005 con un budget di 5000 dollari, è riuscito negli anni a raccogliere finanziamenti per più di 30 milioni di dollari e a raggiungere più di 10 milioni di utenti al mese.

Moda e Stile: le 10 realtà più innovative del mondo

3. Editd

E’ nella top ten per aver utilizzato l’analisi dei dati per prevedere e monitorare l’imprevedibile andamento dei trend di moda. Il software dell’azienda londinese sintetizza informazioni provenienti dai social media per dare ai propri clienti delle previsioni sulla durata dei trend, i competitors da monitorare e l’umore dei consumatori. Tra i clienti di EDITD giganti della moda quali Gap, Target e Asos, che ha aiutato a realizzare un incremento del 37% nelle vendite del terzo quadrimestre del 2013.

4. Farfetch

Per essersi affermato come destinazione d’eccellenza per lo shopping nelle boutique d’alta moda di tutto il mondo. I 150.000 clienti di Farfetch possono comodamente visitare da un unico portale circa 300 boutique in 24 paesi e acquistare direttamente con un click: la moda di Milano, New York e Los Angeles è a portata di mouse. L’azienda ha ricevuto un finanziamento da 20 milioni di dollari dal gruppo Condè Nast lo scorso anno per continuare la sua espansione nel 2014.

Moda e Stile: le 10 realtà più innovative del mondo

5. H&M

Per essere riuscita a differenziarsi nel mercato ormai saturo della moda cheap and chic. H&M infatti sta per lanciare una collezione di abbigliamento per lo sport che si caratterizzerà per le qualità tecniche, senza dimenticare lo stile, per le sportive più fashion. Questa non è l’unica iniziativa innovativa che H&M ha messo in atto nell’ultimo periodo: lo scorso anno infatti il colosso dell’abbigliamento ha raccolto quasi 8 milioni di sterline di abiti usati per poi riciclarli in una collezione speciale Denim che sarà distribuita da questo mese in punti vendita selezionati.

6. Burberry

Per aver creato un legame solido e credibile tra stile classico e iconico e innovazione nell’esperienza di retail. Mentre lo stile del trench icona di Burberry non cambia, chi lo indossa e chi lo produce si adatta all’utilizzo delle nuove tecnologie. Una delle iniziative più innovative del brand inglese è stata l’introduzione nei punti vendita di specchi che interagiscono con i prodotti tramite dei chip RFID. O ancora l’aver ripreso e fotografato una delle passerelle della scorsa stagione con degli Iphone 5s prima ancora che venissero lanciati sul mercato.

Moda e Stile: le 10 realtà più innovative del mondo

7. Il gruppo alberghiero Sydell

Per aver inaugurato una nuova era del settore alberghiero. La società dell’Ace Hotel e del NoMad Hotel di New York, già protagonisti di un fenomeno di rivalutazione dei propri quartieri, ha ripensato l’esperienza dell’ostello con il Freehand Miami. Un ostello dal design minimale e curato in cui si potrà soggiornare per 30 dollari a notte, che si rivolge a una clientela variegata. Dai clienti dell’Ace ai viaggiatori low cost, è piaciuto così tanto che Sydell programma già l’apertura di 10 nuove location in tutta la nazione.

8. GAP

Per essere finalmente riuscita a rilanciarsi con dignità stilistica nel mercato della moda. Il brand americano ha sofferto dell’avvicendarsi poco coerente di diversi direttori creativi, che l’hanno lasciato con un’identità confusa e poco ben posizionata. Ad ottobre però è approdata da Gap Rebekka Bay, ex direttore creativo di COS – compagnia del gruppo H&M – che ha sviluppato un lookbook per la primavera 2014 che si distingue per linee curate e d’avanguardia e ha già raccolto molti consensi da parte della critica.

Moda e Stile: le 10 realtà più innovative del mondo

9. Joor

Per aver portato finalmente le dinamiche dell’ecommerce nel mondo della moda all’ingrosso. Joor ha messo in comunicazione online più di 40.000 distributori e brand clienti in tutto il mondo, tra cui Diane von Furstenberg, Rag & Bone e Zappos. L’estate scorsa si è aggiudicato 15 milioni di dollari in un secondo round di finanziamento elargito da Canaan Partners e Advance Pulications, società madre di Condé Nast.

10. Hatch collection

Per aver allontanato l’alone di “maternità” dalla moda premaman. Hatch propone delle collezioni di abbigliamento che le donne possono – e vorranno – indossare prima, durante e dopo la gravidanza. Finalmente un’azienda che ha offerto alle mamme e alle donne un antidoto contro il solito mondo anonimo e poco alla moda dell’abbigliamento premaman.

Mediolanum introduce la nuova esperienza di home banking

Avreste mai pensato che fosse possibile taggare un bonifico, scrollare la timeline delle operazioni finanziarie o videochattare con la vostra banca? Grazie a Mediolanum, l’home banking è declinato come un social network.

Il gruppo bancario introduce un innovativo ambiente di internet banking  che favorisce un’interazione sempre più umana tra banca e cliente grazie ad un’integrazione delle caratteristiche vincenti delle piattaforme digital. Timeline ispirata a Facebook, Search a Google e massima personalizzazione dell’esperienza di navigazione: questi i punti cardine della piattaforma presentata da Massimo Doris ed Oscar di Montigny, rispettivamente Amministratore Delegato e Direttore Marketing dell’istituto di credito lo scorso 13 febbraio a Milano .

Massimo Doris (sinistra) ed Oscar di Montigny (destra) presentano la piattaforma

Timeline, Search, Tag: la tecnologia al servizio della relazione

Conosciamo la nuova piattaforma nei dettagli, e capiamone insieme le caratteristiche più dirompenti.

La timeline da la facoltà all’utilizzatore di customizzare al massimo la sua esperienza di internet banking. Come su Facebook è possibile scrollare gli eventi della propria vita, sulla timeline di Mediolanum si può, al medesimo modo, visualizzare l’estratto conto e lo storico delle operazioni. Stessa filosofia, stessa intuitività d’utilizzo: oltre 26 milioni di italiani sono abituati a relazionarsi sui social con questo tipo di prospettiva, ma declin. C’è anche la possibilità di adottare un’interfaccia classica, con visualizzazione tabellare.

Inoltre, attraverso la piattaforma sarà semplice fissare appuntamenti e scadenze con il Family Banker di fiducia e con il Banking Center, contattandoli direttamente via videochat. Si potrà fare a meno dell’email, dell’agenda, della condivisione di documenti.

Altre innovazioni, i tag personalizzati, per filtrare con semplicità tutte le operazioni effettuate, ed un motore di ricerca semantico, che trova risultati attraverso parole chiavi immesse nel campo “cerca”. Proprio come nella Search di Google.

La parte più emozionale della piattaforma è sicuramente la completa possibilità di customizzare la propria home page con i contenuti più interessanti, lo sfondo e persino la foto profilo, per sentirsi sulla propria social page anche mentre si compiono operazioni bancarie.

L’ultima innovazione di Banca Mediolanum  va a rafforzare la leadership del gruppo in area di innovazione e tecnologia. Con un piano di investimenti di 400 milioni nei prossimi tre anni, Banca Mediolanum continua a focalizzare l’attenzione sulla tecnologia al servizio del cliente.

Per la nuova piattaforma partite da logiche di interazione social. Come muovendo sui social media, e quali sono i vostri obiettivi per il 2014?

[Oscar di Montigny] “Il primo obiettivo è sicuramente di intensificare l’azione: siamo già molto contenti dei risultati e dell’attività che facciamo con le piattaforme che abbiamo già attivato. Usiamo Twitter come canale di comunicazione esterno con i vari account dell’azienda. La piattaforma Facebook ha dato risultati incredibili, indipendentemente dal numero di amici o follower. Ci è stato riconosciuto di essere stati i più performanti sul mercato riguardo il rapporto di qualità e quantità dei contenuti condivisi, nonchè il tasso di ingaggio degli utenti. Questo ci fa pensare di avere solide basi che ci posizionano tra i migliori, e la cosa mi lascia molto confidente. In futuro, vorrei ingaggiare i miei clienti e la crowd in generale su tutto: riconosco la titolarità della crowd ad esprimere il proprio punto di vista. C’è la possibilità di farlo, i mezzi ci sono, credo che non ci si possa esimere dal coinvolgerli.

 

[Massimo Doris] Abbiamo già diversi Family Banker sui social network, che stanno sempre di più utilizzando queste piattaforme per relazionarsi con i propri clienti. Sono convinto che le relazioni avverranno sempre più a distanza, senza presenza fisica. Adattarsi al nuovo diventa fondamentale soprattutto per i Family Bankers più giovani per avere un futuro in questa professione.

Google+: come trovare gli influencer del vostro brand

Immagine: magazine.total-photoshop.com

Molti continuano a parlarne poco e male, ma ormai sono chiari a tutti (compresi quelli che ne parlano poco e male) i motivi per cui vale la pena essere presenti su Google+.

Ora che siete approdati su G+ il problema è: come coinvolgere i vostri follower a condividere i vostri contenuti? Chi sono gli influencer del vostro brand, ovvero coloro che vi aiuteranno ad amplificare il vostro messaggio? Ecco alcuni semplici passi per rispondere a queste domande.

Impostare la ricerca

Innanzitutto bisogna creare tre cerchievuote, in modo da poter tenere sempre traccia di quello che accade. Potreste rinominarle come segue:

  • potenziali candidati
  • persone coinvolte
  • i miei 100 influencer

Posizionate le nuove cerchie prima di quelle preesistenti in modo da averle sempre sott’occhio nella barra di navigazione.

Iniziare la ricerca

Fate partire la vostra ricerca dai contenuti, tramite l’uso di hashtag e parole chiave; ovviamente relative alla vostro target di riferimento. È possibile filtrare la ricerca per avere risultati il più possibile utili. Potete fare una ricerca che comprenda tutti i risultati, oppure filtrare per persone, post, community, foto hangout ed eventi. Un ‘nota bene’: la ricerca per community può essere un modo rapido di avere il maggior numero di candidati in una sola volta. La ricerca fornirà in automatico anche hashtag correlati a quello scelto, potrai così ampliare la vostra ricerca. Potete, inoltre, filtrare e vedere i risultati migliori e, scorrendo fra i contatti, il loro grado di engagement (persone che interagiscono con quel post e il numero di +1). Una volta individuato un potenziale candidato cliccate sulla freccia in alto a destra del post e scegliete “visualizza eco”, avrai una rappresentazione grafica del livello di engagement e i collegamenti generati. Potrete guardare più da vicino il grafico ed esplorare fra le persone che hanno condiviso quel post e verificare se anche loro possono interessare alla vostra ricerca.

Non dimenticate di fare la ricerca anche sulle pagine dei vostri diretti competitor. Potete anche ampliare la vostra ricerca integrandola con quella di GoogleSearch. Ricordate però di disconnettervi dal vostro account Google se non volete risultati personalizzati. La funzione di authorship di Google ti fornirà altri profili da vagliare.

Interagire

Ora non vi rimane che inserire i risultati della vostra ricerca nella cerchia dei ‘potenziali candidati’ e iniziare a interagire con loro. Potreste iniziare con un ringraziamento per le loro condivisioni, ad esempio.

Cercate di interagire con quelli che avete deciso essere i vostri possibili 100 influencer: conquistate la loro fiducia, leggete i loro post, mettete +1, condivideteli e commentateli. Nel momento in cui condividerete i loro contenuti e interagirete con loro presto anche loro condivideranno i vostri.

Controllate nel tempo l’eco di chi avete scelto e se necessario spostatelo di categorie e fate nuove ricerche.

Consolidare la relazione

Dopo aver individuato i vostri influencer e aver iniziato ad interagire con loro, bisogna coltivare e consolidare la relazione con coloro che si dimostrano davvero interessati al vostro brand e ai vostri contenuti e che, quindi, li condivideranno a loro volta. Come fare?

Inviate loro via email un’offerta speciale. Ricordate: deve essere studiata sui reali bisogni e in relazione al tipo di relazione che avete costruito, non deve sembrare SPAM! Pensate qualcosa di originale, non solo a semplici sconti. Pensate a qualcosa di unico e specifico da offrire solo su Google+, ad esempio attraverso l’utilizzo degli hangout.

Nella stessa email potete invitare ad iscriversi alla vostra newsletter. Ovviamente il numero dei contatti che rimarranno coinvolti scenderà rispetto a quello iniziale, ma saprete che quelli rimasti sono i vostri contatti chiave, vostri evangelist.

Ogni volta che condividete qualcosa di importante segnalatelo alla vostra cerchia dei Top 100 che state componendo. La strada verso i 100 influencer è lunga, ma una volta individuati Google+ sarà fondamentale nella vostra social media strategy.

Il business dei media sta diventando un gigante (buono)

Febbraio è stato un mese di grandi novità per il business internazionale. L’ultima delle news da prima pagina riguarda la miliardaria acquisizione di WhatsApp messa a segno da Facebook, notizia che ha spostato i riflettori da una fusione altrettanto appetitosa, l’acquisizione di Time Warner Cable operata da Comcast. Il grande fermento intorno al mondo dei media – social e non – fa luce sulla nascita ed espansione sempre più importante e massiccia di giganti abili nel mutare la propria natura al mutare dello scenario. Si pensi alle multinazionali media che negli ultimi anni si sono dotate di dipartimenti specializzati nella creazione di contenuti: non solo fornitura di un contenitore da riempire, ma anche produttori di materiale per riempire quel contenuto e da vendere come valore aggiunto.

Le protagoniste del gossip televisivo delle ultime settimana possono fare scuola in ciò ed è interessante analizzare brevemente la loro storia.

I nuovi giganti del panorama media: acquisizioni e fusioni miliardarie

Comcast, una storia di acquisizioni vincenti

L’acquisizione di Time Warner Cable per ben 45,2 milioni di dollari è solo l’ultima mossa nel processo di costruzione del gigante dell’intrattenimento Comcast, main player statunitense della tv via cavo e uno tra i principali attori del mondo dell’infotainment, fondato nel 1951 dal padre dell’attuale Presidente e CEO Brian L. Roberts. Ma Comcast non è solo TV. La sua penetrazione nella vita degli americani passa anche attraverso la fornitura di servizi di telefonia e Internet e – dopo l’acquisizione totale del gruppo mediatico internazionale NBCUniversal nel 2011 – il gruppo Comcast si è aperto anche al mercato della produzione televisiva e cinematografica, dello sport e dei parchi tematici. Intrattenimento e informazione a tutto tondo per un’azienda la cui espansione pare inarrestabile e che si posiziona tra i leader globali dell’industria mediatica.

Time Warner, figlio di cinema ed editoria

Il gruppo Time Warner non è nuovo al termine fusione: esso, infatti, nasce nel ’90 dall’acquisizione da parte del gruppo editoriale Time Inc. della Warner Communications, specializzata nell’industria cinematografica e di produzione di contenuti. L’azienda si posiziona come main competitor di Comcast raggiungendo circa 11,4 milioni di americani dislocati soprattutto nella regione di New York e nella costa orientale, che ben presto si andranno a sommare all’utenza abbonata ai servizi Comcast.

I Media come camaleonti

Aldilà dei meri interessi economici in ballo, driver primario di ogni acquisizione, è interessante evidenziare la natura poliedrica degli attori media che si dimostrano ricettivi per i settori limitrofi e affini al proprio core business. La capacità di guardare oltre il confine definito delle proprie attività è una lezione da tenere bene a mente e, senza dubbio, ciò che segnerà il futuro dei leader del settore.

 

Credits mashable.com, business.chip.de