A Milano il primo Master universitario in Digital Methods and Digital Culture

A Milano il primo Master universitario in Digital Methods and Digital Culture

A Milano il primo Master universitario in Digital Methods and Digital Culture

Photo credits www.flickr.com/photos/stuckincustoms/6495437857/ - Stuck in Customs

Ogni giorno vengono condivise un miliardo di informazioni su Facebook. Sempre ogni giorno, su Twitter vengono postati più di 500 milioni di tweet. La cosa interessante è che tutte queste informazioni (non proprio, quasi tutte) sono disponibili pubblicamente e consultabili da tutti, quindi possono anche essere analizzate. Cosa che, in realtà, già fanno aziende, ricercatori e Governi.

Per imparare a sfruttare al massimo le grandissime potenzialità offerte da questa enorme mole di dati l’Università di Milano, in collaborazione con Ninja Academy, Viralbeat e Centro Studi Etnografia Digitale, ha organizzato un Master di Primo Livello in Digital Methods and Digital Culture.

Dalla prima metà di marzo a novembre 2014 un team formato da docenti del Dipartimento di informatica, politica e scienze sociali, insieme a stimati professionisti e studiosi di fama internazionale svilupperà un percorso pratico e basato su esperienze e ricerche reali, con l’aggiunta di seminari e lezioni su vari aspetti della cultura digitale: economia, politica, estetica, ecc.

La prima parte del Master fornirà ai partecipanti le conoscenze di base per poi proiettarli sullo svolgimento di analisi vere e proprie, utilizzando metodi sia quantitativi che qualitativi su dati provenienti da blog e social network.
Nella seconda parte invece ci sarà spazio per le ricerche personali (che verranno poi finalizzate e raccolte in App) e ogni partecipante avrà la possibilità di svolgere un tirocinio di 7 settimane per mettere in pratica le conoscenze acquisite in aziende, centri di ricerca e ONG (alcuni fortunati potranno svolgerlo nella nostra sede di Milano) che operano in campi come big data, metodi digitali, etnografia digitale, hacking, cultura digitale e marketing.

Le iscrizioni sono già aperte e chiudono il 3 febbraio 2014, mentre le selezioni si svolgeranno nelle settimane successive.
Per maggiori informazioni su contatti, numeri utili e iscrizione potete visitare la pagina del Master sul sito dell’Università di Milano.

Il colourful design di Anne Patterson anima la cattedrale

L’artista newyorkese Anne Patterson ha reso la Grace Cathedral di San Francisco  ancora più magica con la sua installazione artistica, realizzata con oltre 20 miglia di nastri di seta sospesi alle maestose volte ad arco del soffitto.

Una cascata di luce e di colore sospeso dall’alto, che scende con un effetto di magia pura. Nastri blu, verdi, gialli, marroni, riflettono la luce delle finestre della cattedrale, come astratti e impalpabili tendaggi scintillanti sulla magnifica architettura.

Anne Patterson lavora sul prezioso dono della sinestesia, una particolare condizione mentale che permette di “visualizzare” i suoni attraverso forme e colori. Una vera e propria contaminazione dei sensi che consente di vedere non solo attraverso gli occhi.

Durante la preparazione dell’installazione, l’artista si è fatta affiancare dal violoncellista Joshua Roman, che ha suonato Bach durante l’allestimento: Anne Patterson ha preso ispirazione dalle sue note “in movimento verso l’alto”, per realizzare una composizione che fa della verticalità la sua ragion d’essere.


Laici o credenti, i visitatori della Grace Cathedral trovano che l’installazione “canalizzi” la loro personale interpretazione di un potere “più alto”, come se ogni nastro rappresentasse un’immaginaria antenna verso il cielo.

E a voi, amici ninja? Piacerebbe perdervi in una cattedrale piena di colore come questa?

Trivial, incidenti e app nei migliori annunci stampa della settimana

Come ogni lunedì che si rispetti vi presentiamo la classifica dei migliori annunci stampa pubblicati nei circuiti pubblicitari di tutto il mondo! Via di Top5! 1, 2, 3, go:

Trivial Pursuit: E.*. /K*****/R********/A*****

Vi abbiamo nascosto il titolo di ognuna di queste print! Il primo lettore che li indovinerà tutti, vincerà il triangolino giallo della categoria “Storia” (notoriamente il più ostico da ottenere a Trivial Pursuit)  e due/tre stellette Ninja!

Vi vogliamo pronti e veloci!

Advertising Agency: DDB, Paris, France
Executive Creative Director: Alexandre Hervé
Copywriter: Jean-Francois Bouchet
Art Director: Emmanuel Courteau
Account Supervisors: Marie-Laure Dangeon, Camille Passot
Advertiser’s Supervisors: Christine Pagani, Sylvaine Gomez

Bucharest Traffic Police: Facebook/Mail

In questa rubrica abbiamo parlato spesso di sicurezza stradale mostrando i lavori creativi di chi tenta di sensibilizzare il grande pubblico sulla pericolosità di certi comportamenti e cattive abitudini che spesso mettiamo in atto quando siamo alla guida di un auto (truccarsi alla guida, distrarsi per colpa del cellulare)

Queste due print mettono in scena degli incidenti stradali in ambiente urbano. La città e i suoi elementi (case, muri, strade, flussi di traffico) formano i logo del social network Facebook e del servizio di posta elettronica Gmail. L’headline rinforza il visual: “Mentre inizia la navigazione (su internet) finiscono le strade. Non mandare e-mail e non aggiornare i social network mentre guidi”

Advertising Agency: Mercury360, Bucharest, Romania
Creative Director: Liviu Turcanu
Art Directors: Mihai Tigleanu, Adrian Ghita
Copywriter: Toni Bunaiasu
Photography: Alexandru Dan

Zoo Cologne: Sunday guided tours, Lion/Ape

La domenica è giorno di festa e gli animali del Zoo di Cologna vi aspettano curati, puliti ed eleganti per la visita guidata delle 11.
Un felino con la riga laterale alla criniera non può che conquistare il tenero cuore dei potenziali visitatori!

Advertising Agency: Preuss und Preuss, Berlin, Germany
Creative Director: Michael Preuss
Art Directors: Zuzana Havelcova, Vera Brych
Copywriter: Nicolas Blättry
Consultant: Lucille Lincoln-Codjoe

Hasbro Puzzle: Hunting/Hitchhiking/Training

Un altro gioco da tavolo, sempre della Hasbro. Siamo in presenza del classico e mitico Puzzle!

3 livelli di difficoltà del gioco (500, 1000, 3000 pezzi) e 3 livelli di difficoltà nelle azioni presentate nelle vignette: siamo sicuri che una bella e avvenente ragazza avrà più facilità a trovare un passaggio in automobile rispetto ad un killer seriale, come siamo sicuri che sarà più facile terminare un puzzle di 500 pezzi rispetto a uno di 3000. Con queste print Hasbro vuole comunicare che è pronta a offrire varie sfide ai propri clienti. Che tipo di sfida intraprendere dipende solamente dalla determinazione dei clienti stessi ( Headline: Quanto sei determinato?)

Advertising Agency: DDB, Paris, France
Executive Creative Director: Alexandre Hervé
Art Directors: Paul Kreitmann, Jenna Haugmard
Copywriter: Alexis Benoit

Paramount movies app: Watch

La casa cinematografica americana Paramount ha lanciato un’applicazione per iOS e Android che dà la possibilità di acquistare film direttamente da smartphone e tablet.

L’idea creativa sta nell’inserire al centro dell’annuncio stampa un elemento caratteristico di un film famoso (come il guantone per The Fighter o il pallone Wilson per Cast away) all’interno di un riquadro ad angoli smussati tipico delle immagini di anteprima delle app che troviamo nei nostri telefoni.

Non provate a scaricare l’applicazione; in Italia non è disponibile! 🙁

dvertising Agency: Rái Advertising, São Paulo, Brazil
Creative Director: Bruno Cirello
Art Directors: Leandro Mangini, Lucas Andrade
Copywriters: Airton Dias, Fabio Parrilha, Mauricio Dias
Illustrator: Lucas Andrade

Due novità da Facebook: Paper e Trending

image by Ksayer1

Due le novità di queste ultime settimane che Facebook ha da raccontare. Non è facile stare dietro a tutte le idee che passano per la mente di Zuckerberg, ma noi ci proviamo 😉 Ecco cosa sta succedendo fra nuovi newsfeed e trending topic.

Della settimana scorsa è l’introduzione dei trending topic e di qualche giorno prima il mormorio in rete sul lancio imminente di un proprio servizio di newsfeed entro fine mese.

Queste novità sono parte di un progetto più grande, in corso da anni – come spesso accade per i progetti di Facebook – conosciuto come Project Reader: il risultato da raggiungere è proporre ad ogni utente un infinito flusso popolato di aggiornamenti di stato, notizie e contenuti pubblicitari il più possibile costruito e modellato in base agli interessi dell’user.

Insomma l’obiettivo di Facebook per entrambe le novità – che di seguito vi raccontiamo – è, come affermava Zuckerberg un po’ di mesi fa:

“Creare il miglior quotidiano personalizzato del mondo”

Mister Facebook si è spinto ben oltre con le affermazioni; ecco cosa afferma in una recente intervista :

“uno degli obiettivi… è creare un modello unificato di comprensione del mondo che sia alimentato dall’intelligenza artificiale”.

Suona un po’ inquietante in effetti… vediamo ora i primi timidi passi del progetto di Zuckerberg: Paper e Trending.

Paper

Come si presenterà il nuovo newsfeed?

Innanzitutto il nome: Paper. Pare sarà questo l’appellativo del nuovo aggregatore di notizie di Facebook. Si tratta di un più che chiaro richiamo a quello che vedremo e sperimenteremo direttamente sui nostri smartphone: qualcosa che ci riporterà ad un esperienza nostalgica molto simile allo sfogliare un quotidiano.

Ancora una volta il social numero uno si ispira a qualcun’altro. Le indiscrezioni raccontano di un Paper molto simile per formato al già esistente Flipboard.

Potrebbe trattarsi di una app mobile o una versione desktop ottimizzata per mobile, ancora non è chiaro.

Quali i contenuti di Paper?

Riunirà insieme contenuti da testate come New York Time o Washington Post, insieme ad aggiornamenti di stato degli amici. Quali testate entreranno di diritto? E Come? Non abbiamo ancora informazioni dettagliate, per rispondere bisogna aspettare il lancio.

L’obiettivo di Paper

L’obiettivo del nuovo newsfeed di Facebook è mostrare i contenuti giusti alle persone giuste nel momento giusto, che provengano dal gruppo ristretto di amici o dal mondo intero. Facebook sa che le persone vogliono vedere contenuti rilevanti e che cosa gli amici hanno da dire al riguardo. Questa è la linea da seguire.

Trending

Ecco la seconda novità introdotta da Facebook: Trending. Nella parte destra in alto, da alcuni giorni, gli utenti di USA, UK, Canada, India e Australia (noi dobbiamo pazientare ancora un po’) possono vedere una lista personalizzata di argomenti più popolari. La lista cambia per ogni utente. Anche in questo caso è costruita sulla base dei dati che Facebook ha di ognuno di noi, in base agli interessi e alla localizzazione.

Ogni argomento si presenterà con una breve descrizione, che ci aiuterà a capire meglio di che si tratta. Una volta cliccato su di esso apparirà una lista di post e articoli relativi al topic.

A determinare i trending sarà un algoritmo, che riconoscerà un forte aumento di popolarità riguardo ad un soggetto. Questo non significa necessariamente un alto numero di post o articoli. I soggetti che finiscono nei trending non necessariamente sono quelli popolari, questo accadrà solo se l’argomento subirà un picco nelle menzioni.

Al momento i trending non includono contenuti sponsorizzati o promozionali.

Facebook il tuo quotidiano personale (Your Personal Newspaper)

Alimentare le conversazioni, questo pare essere l’obiettivo finale di Facebook. Tutti gli sforzi sono indirizzati a rendere Facebook un luogo nel quale le persone vanno a discutere quello che sta succedendo in quel momento nel mondo. A Zuckerberg non basta più solo la condivisione di ciò che abbiamo fatto ieri.

image by Robert Scoble

Dopo l’uso di hashtag, la possibilità di seguire altri utenti (anche se non amici) e infine queste due novità pare che Facebook si “ispiri” a ciò che Twitter sperimenta, in questo caso l’ispirazione sono le “tendenze”.  Altra fonte di ispirazione è sicuramente Flipboard.

Sembra proprio che Zuckerberg stia cercando la via per il social media perfetto, rafforzando l’azione che già in molti compiamo tutti i giorni, cioè informarci tramite esso. Facebook vuole entrare sempre più nel processo di informazione/consumo delle notizie quotidiano. Ma questo non avviene già? Facebook non è già parte fondamentale del processo d’informazione? Forse lo scopo è migliorare l’esperienza dell’utente per non perderlo?

In attesa di sperimentare le novità anche qui da noi, scriveteci cosa ne pensate? Quale è la vostra esperienza? Commentate qui sotto.

C’era una volta Tolkien [NINJA GUEST]

Di Ivonne Citarella – Sociologa e Second Lifer

Come promesso nei precedenti articoli, oggi ci addentreremo nel vivo di un gioco di ruolo che si svolge su Second Life. Vi racconterò di Sheriwood una comunità di Elfi la cui mission è quella di  rappresentare i valori e le storie che si sviluppano e si intrecciano nei  primi sette capitoli del libro di Tolkien, Il  Silmarillion.

A Sheriwood, la riproduzione fedele del mondo di Tolkien è stata tale che si ritiene che se lo scrittore fosse stato in grado di rivivere e visitare Sheriwood con un Avatar, avrebbe subito riconosciuto le ambientazioni e i personaggi a lui sicuramente cari. Ciò anche perché la comunità di Sheriwood, per mantenersi più vicino alla realtà di Tolkien, ha contattato Ted Naismith, l’artista che aveva già “visto” con gli occhi di Tolkien, in quanto autore delle  opere definitive che raffigurano molti dei suoi libri, racconti e manoscritti – peraltro visibili in Second Life all’interno della grande Città Bianca di Tirion Upon Tuna, che è una ricostruzione in scala della fantasia dell’artista.

Maralee Greenwood, che nel gioco di ruolo in Second Life interpreta la parte di Nerdanel, moglie del principe Feanor, è il direttore creativo così spiega:

“Il gioco di ruolo all’interno di Second Life è difficile per molte ragioni. La maggior parte delle terre dove si ruola, nel tentativo di aumentare il traffico nelle land, che come si sa rende bene, sono aperte a tante razze e a tanti tipi di personaggi. Ma nelle nostre terre non troverete mai fate perché non fanno parte delle figure di Tolkien. Ogni forma di nudismo è proibita e nella comunità ognuno si preoccupa per l’altro, così come è chiaramente sostenuto negli scritti di Tolkien”

www.sheriwoodfoundation.org

Ma esiste molto di più: la Fondazione Sheriwood, che il 28 ottobre 2013 ha celebrato il suo settimo anniversario, è  costituita da un gruppo di volontari provenienti da tutto il mondo che aiuta studenti in situazioni svantaggiate in modo pratico ed efficace, e partecipa alla ricerca con studiosi di tutto il mondo sugli scritti di Tolkien. Il nucleo costituente della comunità di Sheriwood in Second Life ha sentito il bisogno di voler ricreare e di agire così come si racconta nelle pagine della fantasia di Tolkien.

Come racconta Sheridanne:

“ Nella nostra storia, noi viviamo la Prima Era dei Due Alberi nella Terra di Mezzo. Ci sono 14 Valar (poteri / angeli) che sono stati utilizzati da Ilúvatar (Dio in Tolkien) per creare tutto ciò che esiste. Ci sono pochissimi Maiar (minori poteri/angeli) che servono i Valar, un Nano o due, ma soprattutto gli Elfi. La nostra storia si concentra in particolare su uno dei tre clan originali di Elfi chiamati Noldor. Gli Elfi furono la prima creazione di Ilùvatar ed erano immortali. Noi rappresentiamo la prima e la seconda generazione di tutti gli Elfi fin dalla creazione. Come gruppo lottiamo contro le sfide di un mondo nuovo appena creato e ancora non esiste alcuna razza di uomini. L’ immensa differenza tra la natura degli Elfi e gli Uomini è abbastanza significativa e sicuramente è la più grande sfida di chi ruola in questo gioco!”

Chi volesse partecipare a questo meraviglioso gioco di ruolo in Second Life può farlo cercando nel mondo virtuale con il search presente sulla dashboard del software che avrete scaricato gratuitamente sul vostro PC. Sheridanne Kelley o Maralee Greenwood saranno liete di incontrarvi e di farvi conoscere il mondo di Tolkien.

Via, dunque, alla fantasia e alla magia rese ancora  più attraenti per le opportunità di solidarietà in Real Life a favore delle persone svantaggiate.

Colgo quest’occasione per ringraziare Maralee, Sheridanne e Feanor per avermi mostrato il loro magico mondo e per avermi sorpreso in modo tanto da leggiadro.

Aperte le iscrizioni al Corso Online in Fashion Marketing

Il fashion è da sempre uno dei mercati più floridi in Italia, grazie al quale siamo riconosciuti come faro di eccellenza e punto di riferimento per gli altri paesi nel mondo. In pochissimi altri settori il Made in Italy può dirsi conosciuto e riconosciuto come nell’ambiente mondiale della moda, grazie al lavoro portato avanti da stilisti, marchi e protagonisti d’eccezione.

La vera sfida si trova però oltre i confini nazionali, dove la moda e il fashion si stanno imponendo quale asset economico di prim’ordine, esprimendo il suo lato seduttivo verso potenze emergenti quali Brasile, Russia, India e Cina. Le opportunità sono numerose come non mai e il potenziale da sviluppare immenso, sia per i grandi marchi, che per nuove agenzie e giovani startup, che devono investire nella formazione di competenze specifiche per imprenditori e professionisti della comunicazione e del marketing digitale.

Corso Online in Fashion Marketing [marzo 2014]

Il Ninja Corso Online in Fashion Marketing si prefigge l’obiettivo di sviluppare competenze concrete nelle attività imprenditoriali, di marketing e comunicazione legate allo scenario attuale del fashion italiano e internazionale, raggiungendo e coinvolgendo e-fashion shopper da tutto il mondo.

▨ Come sta cambiando il marketing e la comunicazione per i brand e i professionisti nel fashion?
▨ Quali sono le competenze di un Fashion Digital Strategist?
▨ Come gestire la presenza sui social media in modo davvero efficace?
▨ Come progettare una strategia di web advertising e digital pr conducendola attraverso gli strumenti migliori sul mercato?
▨ Come affrontare la sfida della multicanalità nel fashion integrando store online- offline?
▨ Come lanciare una startup e come consolidare o sviluppare business nei paesi esteri, in particolare nelle economie emergenti?

PROGRAMMA

  • Digital Fashion Update 2014: nuovi trend e opportunità in l’Italia e worldwide
  • Fashion e multicanalità: dagli store ai touch point dentro e fuori la rete
  • Content Creation & Content Curation: sviluppare post efficaci sui social media
  • Fashion Digital PR: coinvolgere gli influencer e i media in ambito fashion, moda e lifestyle
  • Gestire una Facebook Fanpage: community management, contest, giveaways
  • Twitter: comunicare il proprio fashion brand con una strategia 140 caratteri
  • Da Instagram a Pinterest, passando per Fancy
  • Fashion StartUp: linee guida e case study per chi vuole creare il proprio lavoro
  • Affiliation: come guadagnare attraverso la pubblicità in rete
  • Fashion e-commerce: trend, strategie di mercato e soluzioni Facebook Commerce
  • Mobile Marketing & Fashion 
  • Social In-Store: tool digitali per ottimizzare lo store offline
  • Future Trend: Shoppable Video & Gamification
  • Fashion BRIC: sviluppare progetti fashion in Cina e nei paesi emergenti quali Brasile, Russia, India

Vantaggi del Corso Online

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.

BE NINJA.

Smartphone e viaggi: i dati sull'utilizzo dei mobile traveller [INFOGRAFICA]

Permettendoci di lasciare a casa lettori mp3, navigatori, macchine fotografiche e (per brevi vacanze) i personal computer, gli smartphone sono diventati un insostituibile compagno di viaggio. A dimostrazione di questo fenomeno sociale, basti pensare che PricewaterhouseCoopers ha recentemente adottato una politica che invita a lasciare a casa lo smartphone durante le vacanze, e che fioccano le offerte di vacanze “unplugged”. Nonostante ciò i mobile traveller, coloro che non riescono a fare a meno dello smartphone durante i propri viaggi, sono in costante aumento.

Come viene utilizzato lo smartphone dai mobile traveller, e quanti dati vengono consumati, in media, per ogni azione effettuata dai mobile device? Ce lo dice questa infografica realizzata da Mophie, un produttore di batterie e accessori mobile, basata su rielaborazioni di dati CEA, U.S. Cellular, Cisco e Condè Nast.
Clicca sull’infografica per ingrandirla!

Per sfida personale, il prossimo viaggio lo farò “unplugged”!

Avere un'etichetta musicale indipendente ai tempi di Facebook [INTERVISTA]


Ciao a tutti, oggi vi propongo un’intervista ad Alessandro Abbati, DJ, produttore di musica elettronica, pioniere delle web radio, insomma uno che lavora con il web e la musica praticamente da quando esiste il web in Italia.

Io l’ho conosciuto in una sala riunioni mentre facevo il mio secondo lavoro (il primo ovviamente è questo) e ho capito subuto che anche lui aveva un’identità segreta. Godetevi l’intervista i brani prodotti dalla sua etichetta Skip Intro Records.

Manager, DJ e produttore di musica digitale, certo che ne fai di cose, come è iniziata la tua avventura musicale?

E’ avvenuto in maniera molto naturale. Erano i primi anni ’90 quando ho iniziato ad appassionarmi alla musica in quattro quarti. L’mp3 non era ancora lontanamente nei pensieri di chi l’ha inventato e il supporto multimediale più diffuso era il mangianastri.

Avevo l’abitudine allora di collegarlo alla radio e registravo le tracce del momento dalle classifiche più gettonate. C’era solo un inconveniente (e non parlo dei fruscii immancabili): all’inizio, alla fine o quando meno te l’aspettavi il DJ di turno si intrometteva sovrapponendo la sua voce fastidiosa. Ma per tutto c’era rimedio. Il piccolo stereo rosso fuoco aveva 2 piastre.

Ne usavo una per selezionare i brani registrati dalla radio, mettevo in pausa all’inizio di una ritmica convincente e poi REC sul secondo nastro.

Di traccia in traccia ho iniziato a realizzare le mie prime compilation come “DJ”. In realtà non avevo ancora realizzato cosa stessi facendo finchè una persona non mi ha detto “ma perché non ti fai regalare una vera consolle?”.

In quel momento si è accesa una lampadina e dopo il primo vinile non sono più tornato indietro.

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So che hai avuto una tua web radio quando ancora erano progetti pionieristici, come è nato quel progetto?

Presto ho iniziato ad affinare i miei gusti musicali e migliorare la tecnica di mixaggio dopo infiniti dj set domestici che si ricordano ancora i miei vicini di casa.

Ma dopo la “preparazione”, come tutti sono andato alla ricerca di un pubblico, a partire dalle prime feste di compleanno, poi qualche pub fino ai club. E’ un percorso lungo e pieno di difficoltà. La principale è quella del compromesso.

Non sempre riesci a proporre la musica che vuoi. Quindi da sempre ho avuto il desiderio di avere uno spazio tutto mio per raccontare la mia personale visione della musica. Nel 2001 abbiamo iniziato a proporre un programma radio di musica elettronica alternativa ispirati a “B-side” di Alessio Bertallot in una piccola web radio di Milano. Parlo al plurale perché ho un socio, Giacomo che collabora con me in tutti i progetti dal ’97.

Insieme come dj e producers ci facciamo chiamare Cephalonya. Nel programma commentavamo live i brani e facevamo interazione attraverso un canale di mIRC e ICQ con gli ascoltatori. La conclusione del programma era un dj set live ripreso in webcam. Ma non ancora soddisfatti abbiamo deciso di fondare una web radio tutta nostra.

Nel 2003 dopo un aver studiato un concept ben articolato nasce Radio Orion. E’ stata la primissima web radio in Italia con un palinsesto 24/7 organizzato come una emittente FM e con 40 DJ da tutto il mondo che si collegavano al nostro server per fare streaming live. Un’esperienza unica in un periodo in cui le web radio si contavano nelle dita di una mano e non erano organizzate.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=-tHArSZENHM’]

Parliamo invece di Skip Intro e Load, le tue etichette indipendenti, cosa vuol dire oggi essere un’etichetta indipendente di musica elettronica?

Resto sempre un old school del vinile ma sono anche un grande amante della tecnologia. Ho seguito con piacere i trend più innovativi quando positivi. Il digitale è stato fin da subito determinante sia per chi produce musica sia per promuoverla.
Alcuni anni fa fondiamo Load Recordings un’etichetta indipendente focalizzata principalmente sul genere Tech-House e Progressive. E’ un punto di incontro e di raccolta di musica di qualità. Tutte le nostre migliori produzioni sono su Load. Inizialmente in vinile e successivamente in digitale.
Più recentemente abbiamo concepito un progetto parallelo che accarezza diversi generi di musica elettronica e completamente distribuito in digitale.

Skip Intro Records nasce così esattamente un anno fa con l’intento di portare qualcosa di nuovo nel mondo della musica da club, selezionando accuratamente nuovi talenti e artisti affermati da tutto il mondo per la loro creatività musicale, innovazione e ovviamente per l’opportunità di trasformare tutto questo in business.

Partendo dal presupposto che si deve conoscere bene il mercato e la musica, essere un’etichetta di musica elettronica oggi significa riuscire a fare qualcosa di importante con un investimento economico piuttosto basso. Le barriere all’ingresso ci sono ma non sono invalicabili. Questo chiaramente vale sia per noi che per gli altri. La concorrenza è enorme e nella coda lunga del mercato riuscire a emergere è quasi proibitivo. Noi stiamo sudando 7 camicie ma i risultati stanno arrivando.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=I8_UCaoR9Cg’]

Quali sono gli strumenti fondamentali che le nuove tecnologie mettono a disposizione del vostro lavoro di produttori?

Attualmente la tecnologia audio é in rapidissima evoluzione e negli ultimi anni abbiamo assistito a cambiamenti radicali sul metodo di produzione discografica nell’ambito della musica elettronica.

Oltre al passaggio dall’era analogica a quella digitale é avvenuto un ulteriore cambiamento, ovvero il software di alto livello è stato in grado di sostituire l’hardware.

Possiamo dire che al giorno d’oggi un produttore di buon livello può ottenere grandi risultati servendosi al 90% di strumentazione software di qualitá.

Tra tutti si distaccano i prodotti della Native Instruments come Komplete e ibridi Soft-hardware come Maschine, alcuni buoni ambienti di Audio Recording e sequencing come Pro Tools e Cubase e alcuni prodotti innovativi con tutto integrato come Reason 7 per esempio.

Il tutto arricchito da alcuni componenti hardware analogici e valvolari, principalmente per il lavoro di compressione, equalizzazione e mastering finale, per dare un tocco piú caldo e umano ai nostri progetti.

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E dal punto di vista della promozione invece che ruolo ricoprono i social media?

Come dicevo la vera sfida non è legata alla qualità della musica prodotta da noi o dai nostri artisti e nemmeno alla distribuzione.

Siamo infatti presenti su Beatport, il principale negozio online al mondo per la vendita di musica per DJs, ma anche su iTunes, Amazon, Juno Records, Traxsource, Spotify e molti altri. La vera sfida è farsi trovare.

Il momento in cui si vende di più nei negozi online è appena un album è stato rilasciato perché compare in cima alla lista. Sembra banale ma è così. E’ la stessa logica di Google. Dopo una ricerca quante volte vi capita di cliccare un sito nella seconda pagina o ulteriori? Quasi mai. La gente vuole tutto e subito, non ha tempo da perdere. Lo stesso vale anche per il commercio online.

Quindi servono vie alternative per portare la gente alla tua musica. Un ruolo importante è quello dei social media che contribuiscono a fidelizzare i nostri acquirenti. Il più importante è indubbiamente Soundcloud perché la community che lo frequenta è al 90% fatta da dj e producers, gente potenzialmente interessata ai nostri prodotti.

Naturalmente è la complessa intelaiatura di tutti i social media a generare contatti con una regola d’oro: “aggiornare costantemente il profilo aumenta i click ai pezzi, i mi piace, i followers e le possibilità di buying!”. Siamo presenti anche su Facebook, Twitter, Youtube, Google+, Pinterest.

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C’è qualche nuovo progetto o artista al quale state lavorando e di cui mi puoi parlare?

Attualmente sto corteggiando alcuni artisti molto interessanti che dovrebbero remixare dei brani Cephalonya ma è presto per dare anticipazioni. Posso invece dirti che stiamo lavorando sempre come Cephalonya al remix di un brano di Alexander Fog, un produttore italiano di musica deep house / tech house molto seguito in Italia e all’estero.
Cambiando decisamente genere è in lavorazione il secondo ep su Skip Intro di Beatsplitters, un producer svedese di Dubstep di altissima qualità. Stiamo cercando di aiutarlo a crescere ma esploderà molto presto da solo!

Se ci fossero artisti che ci leggono che volessero essere valutati da Skip Intro e Load cosa dovrebbero fare per contattarti?

Ascoltiamo volentieri demo coerenti con le nostre label e siamo raggiungibili facilmente attraverso i nostri siti web o social network:
www.skipintrorecords.com
www.loadrecordings.com
https://www.facebook.com/skipintrorecords ß Diventate nostri fan 😉
https://soundcloud.com/skipintrorecords
https://soundcloud.com/loadrecordings
http://www.youtube.com/skipintrorecords
https://twitter.com/loadrecordings

E anche a sto giro è tutto, andatevi a vedere i profili di Skip Intro Records e ditemi che ne pensate.

a presto.

Jack ‘n Roll

Visual content marketing: 9 mosse per conquistare il cuore del lettore

www.pinterest.com/benjerry/

I numeri sembrano parlare chiaro: il 2014 sarà l’anno del visual content marketing. Perché? Sembra che la risposta arrivi proprio dalla scienza: non c’è niente di più intuitivo e veloce di un’informazione sotto forma di immagine o video.

D’altra parte, lo stesso Steve Jobs amava presentare i propri prodotti usando con parsimonia le parole, ma abbondando con le immagini. Dello stesso avviso, un altro guru del marketing, Guy Kawasaki, che dell’arte del presentare per convincere e non spiegare, è diventato uno dei più esperti formatori.

Visual content marketing: vedere oltre l’immagine

Il visual content marketing affonda le sue radici nel visual marketing i cui albori risalgono agli anni ’60 quando l’autrice Susan Sontag, nelle sue Notes on camp, conferiva all’oggetto visivo un’aurea simbolica, suggestiva ed evocativa. Non a caso, le tecniche di visual marketing del visual content marketing, oltre a coinvolgere l’area meramente economica, abbracciano la psicologia cognitiva e la psicologia della percezione.

Se il filosofo Vilém Fusser supera il concetto di bellezza estetica dell’elemento visivo e ci suggerisce che non dobbiamo più chiederci quanto sia gradevole o brutta un’immagine, ma che cosa viviamo grazie ad essa, il professore e architetto Paolo Schianchi ci presenta il lato più complesso dell’oggetto visivo, quello sinestetico che coinvolge non solo la vista, ma anche l’olfatto, l’udito,  il tatto, e il gusto dei target di riferimento. Tale aspetto va decodificato da parte degli addetti del settore per comunicare e arrivare proprio alle persone e allo stesso modo opera chi si occupa di visual content marketing.

Visual content marketing in 9 mosse

  1. Rappresenta le informazioni attraverso immagini. Il 90% delle informazioni viene elaborato dal cervello attraverso le immagini più velocemente rispetto al tempo impiegato per elaborare informazioni testuali.
  2. Per la tua landing page preferisci un video a un testo. Un supporto visivo garantisce un aumento dell’ 86% del tasso medio di conversione.
  3. Posta foto o video sui social media aziendali per incrementare il tasso di engagement. Pinterest, Facebook, Twitter, Instagram, Youtube sono i non-luoghi più frequentati dalle persone, che ormai è risaputo, condividono, o meglio seminano, quasi esclusivamente foto e video.
  4. Utilizza infografiche per spiegare in modo sintetico e accattivante il tuo brand, servizio o prodotto. Le stime indicano un incremento del traffico generato grazie alle infografiche del 12%.
  5. Fai in modo che le immagini dei tuoi prodotti e servizi compaiono facilmente e chiaramente nei risultati delle ricerche, soprattutto in un contesto B2B.
  6. Serviti di immagini accattivanti anche nella newsletter. Osa!
  7. Dire, ma non dire. Non infastidire i tuoi utenti con chilometrici messaggi promozionali. A volte basta un’immagine accattivante per generare traffico. Sii di ispirazione, non farti snobbare dagli utenti.
  8. Dota il tuo ufficio marketing di creativi!
  9. Racconta chi sei con il visual storytelling e il lettore si ricorderà di te più facilmente.

Silicon Valley, vizi e virtù degli startupper nel nuovo telefilm HBO

L’interesse crescente verso il mondo delle Startup, e della teconologia in generale, sta finalmente dando i suoi frutti anche a livello cinematografico. Business Insider è uno dei primi a dare la notizia: il 6 Aprile debutterà negli Stati Uniti “Silicon Valley”, serie televisiva della HBO ambientata appunto nella Valley che vedrà protagonisti 4 amici nerd che lavorano in una startup che cerca di creare un nuovo algoritmo di ricerca.

I produttori sono Mike Judge (Office Space, Beavis & Butthead) e Alec Berg. I due non lasciano trapelare troppe indiscrezioni, ma affermano che lo show darà una panoramica cinico-umoristica su un mondo tanto controverso quanto interessante. La star sarà Thomas Middleditch, che vedremo anche in “The Wolf of Wall Street” nelle vesti di un timido ed introverso programmatore. Judge tiene a precisare che la serie si concentrerà molto sul carattere dei personaggi, che: ” Nonostante le loro ammirevoli capacità, troveranno grandi difficoltà nella gestione del loro successo”.

Da notare assolutamente i soprannomi dei personaggi: Big Head, Spiritual Advisor, Pony Tail Guy e Palo Alto Type in primis. Come tutte le serie tv che si rispettino, ci sarà anche la tipica bella ragazza, soprannominata “Mochachino”, che sicuramente creerà delle situazioni imperdibili. Per rendere lo show realistico, ci saranno anche vari camei degli attuali protagonisti della Valley sui cui nomi però c’è ancora grande riserbo. I produttori ci tengono a precisare che hanno fatto un lavoro di ricerca veramente approfondito, attraverso la visione di video su TED e grazie anche alla consulenza di vari esperti del settore che si sono premurati di supervisionare il gergo e gli aspetti tecnici.

Ancora non sappiamo quando la serie uscirà in Italia, ma, viste le premesse e la cura che la HBO riserva ai propri show, meriterà sicuramente la visione in originale.