Greenpeace porta un messaggio urgente da Babbo Natale [VIDEO]

Greenpeace porta un messaggio urgente da Babbo Natale

Sembra che quest’anno al Polo Nord siano costretti a sospendere il Natale. Niente vigilia, niente regali, renne e trenino. A comunicarlo al mondo intero è Babbo Natale stesso, in quello che potrebbe essere il suo ultimo, triste messaggio. La causa? Lo scioglimento dei ghiacci. Per fortuna si tratta di uno spot di Greenpeace, ma l’allarme, come sappiamo, è tutt’altro che immaginario.

L’organizzazione ha scelto di utilizzare come portavoce il simbolo per eccellenza delle festività natalizie, sradicandolo dalla cornice narrativa all’interno della quale viene richiamato solitamento il suo personaggio, portatore di valori come gioia, festa, così come di consumismo.

Proprio come fu per “A Homeless Polar Bear in London“, Greenpeace torna ad utilizzare l’espediente dell’incogruenza di senso, che cattura l’attenzione dello spettatore, incuriosito e indotto a domandarsi il perché della paradossale situazione presentata.

Eccoci allora davanti ad un Santa Claus stanco, preoccupato, frustrato, e al buio, che parla sommessamente alla telecamera per annunciare l’annullamento del Natale.

Greenpeace porta un messaggio urgente da Babbo Natale

Greenpeace porta un messaggio urgente da Babbo Natale

Il video è collegato ad una campagna per salvare l’Artico, “Save Santa’s Home“, una petizione che gli utenti della rete possono sottoscrivere per supportare le attività di salvaguardia dell’ambiente di Greenpeace.

Credits:

Production Company: Rattling Stick
Director: Ed Morris
Producer: Chris Harrison
DOP: Jim Joliffe
Editorial Company: Cut & Run
Post Production: Rushes

Nelson Mandela, il tributo ad un guerriero creativo

Per quale motivo una testata che racconta quotidianamente di innovazione, marketing, startup, design e creatività, decide di spendere qualche parola per la scomparsa di un uomo che, seppur immenso, con questi argomenti sembra non avere nulla a che fare?

Il motivo lo potete guardare in alto a sinistra. Il motivo è il nostro logo. Un logo composto da un ninja, guerriero pronto alla morte piuttosto che alla resa, e da un claim: “knowledge for change”.

Ninja Marketing è una squadra di persone che hanno tante differenze: viviamo distanti, lavoriamo dai posti più disparati per contribuire a darvi ogni giorno qualcosa di interessante e accattivante da leggere, abbiamo età diverse, abbiamo passioni diverse e diversi sono i nostri percorsi di vita.

Una sola cosa ci accomuna: la passione per la creatività. Ed è da questa passione che deriva la convinzione che attraverso le idee si possa cambiare in meglio qualsiasi cosa, noi stessi, il nostro paesino di provincia, la nostra nazione e forse un giorno anche il mondo.

Il cambiamento non è un’ipotesi remota per chi scrive all’interno di questa testata, il cambiamento è un compagno di giochi che si fa inseguire, ma che noi crediamo di poter, prima o poi, riuscire a prendere.

Amsterdam 1990

Ora capite perchè sentiamo sia doveroso rendere un piccolo omaggio a Nelson Mandela?

Consciamente o meno, ogni persona che si reputi creativa si ispira a persone che hanno perseguito un’idea a costo anche della vita. Un creativo difficilmente infatti accetterà di buon grado di svendere il proprio genio. Una persona creativa difficilmente si piega a chi gli dice “così non funzionerà mai!”.

Non serve che questo articolo celebri le gesta di Madiba, lasciamo questo piacere ad altre testate sicuramente più inclini a questo tipo di celebrazioni

Non c’è l’intenzione di commuovere, di essere solenni o melodrammatici. Non immagino mentre scrivo una canzone malinconica quasi a volerla trasmettere ai lettori.

C’è solamente l’intenzione di regalarvi qualche immagine senza seguire un ordine cronologico, che parli di lui, di cosa lui abbia ispirato e di cosa abbia ispirato lui.

Rito di iniziazione di un giovane Xhosa

Il rito di iniziazione dei giovani Xhosa, etnia di origine di Mandela, prevedeva l’isolamento dalla famiglia e l’obbedienza al volere degli anziani.

Dopo un periodo di obbedienza che si conclude con la circoncisione, un giovane passa all’età adulta.

 

Ritratto di Nelson Mandela by Phil Akashi

Phil Akashi ha realizzato, all’interno del Shanghai Graffiti Park, un particolare ritratto di Nelson Mandela.

Utilizzando un guantone da boxe a cui era stato incollato un timbro con impresso i caratteri cinesi che stanno per “Libertà”, ha colpito la parete 27.000 volte (1000 per ogni anno di detenzione), imprimendo i caratteri come fossero pixel.

Phil Akashi al lavoro

L’opera è stata realizzata tra Giugno e Luglio di quest’anno per celebrare il 95° compleanno di Madiba il quale, in gioventù, era stato pugile.

Particolare dell'opera

Phil Akashi per realizzare il ritratto ha perso oltre cinque chili.

 

Sudafrica in fiamme, Greg Marinovich

Soweto, Sudafrica, 15 Settembre 1990: un sostenitore dell’Inkatha Freedom Party (Zulu) dopo essere stato dato alle fiamme viene preso a bastonate dagli appartenenti ad una fazione rivale.

 

Dan Wasserman

Il Boston Globe, dedica questa vignetta a Nelson Mandela dopo la diffusione della notizia relativa alla sua morte. Senza  fronzoli mostra quella che potrebbe essere la storia di chiunque nutra un sogno.

 

La cella di Robben Island

Questa è la cella 5 della sezione dedicata ai prigionieri politici, la sezione B, di Robben Island. In questo spazio spartano, angusto e sterile il sogno di un visionario ha trovato nutrimento.

 

Jane Makhubele

Come spiegato nell’opera stessa, Jane Makhubele ha voluto rendere omaggio ad un simbolo della lotta di Mandela, ovvero la camicia utilizzata da Madiba per andare al voto il 27 Aprile 1994.

Questa e molte altre opere sono state esposte alla South Africa House, a Trafalgar Square (Londra) in occasione del 94° compleanno del leader sudafricano alla mostra We Love Mandela.

La mostra We Love Mandela

All’interno di questa collezione sono stati esposte numerose opere tra cui sculture, ritratti, fumetti e stampe raffiguranti o semplicemente ispirate alla figura di Nelson Mandela.

 

Le prime elezioni multietniche in Sudafrica

Il 26, 27 e 28 Aprile 1994 si tennero le prime elezioni multietniche del Sudafrica.

Probabilmente la migliore celebrazione di questo traguardo è stata la compostezza e la pazienza delle migliaia di persone che, per ore in fila, aspettarono di poter esercitare questo diritto per la prima volta nella loro vita.

 

The Window, Nelson Mandela

E’ forse questa immagine, però, che più di qualsiasi altra mostra e spiega come e perchè Nelson Mandela sia entrato nella parte buona della storia.

The Window raffigura quello che Madiba ha visto ogni giorno per 27 anni dall’interno della sua cella di Robben Island. Vedeva una cella con la finestra e le grate colorate, vedeva all’esterno prati verdi ed in lontananza le montagne. Con il tratto e l’ottimismo di un bambino, Nelson Mandela ha rappresentato il suo carattere, la sua visione e la sua prospettiva sul futuro.

Dall’interno di una cella grigia ed immobile è riuscito a continuare a vedere i colori vivi ed accesi, a vedere un mondo verde speranza all’esterno di quelle mura.

E’ questa immagine che spiega perchè noi di Ninja Marketing abbiamo deciso di rendere omaggio a Madiba. In questa immagine c’è l’ispirazione per chiunque si ostini a vedere il mondo a colori, a credere in un cambiamento e per chiunque non accetti lo status quo come assodato.

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Quechua Phone 5: anche Decathlon ha il suo smartphone

francesco-piccolo-quechua-phone-5-lo-smartphone-quadcore-da-decathlonChi pratica sport estremi e vive un rapporto simbiotico con la natura ha sempre avuto problemi a trovare un degno compagno di avventure Mobile. Sony e Samsung hanno provato a stuzzicare i clienti più avventurosi con l’Xperia Z1 ed il Galaxy S4 Active.

Quechua, noto produttore di attrezzature da montagna ed outdoor e tra i primi 5 al mondo nel suo settore, esordisce nel mercato Mobile con Quechua Phone 5: lo smartphone mountainproof pensato per lunghi weekend di guadi e arrampicate, prodotto da chi ha una lunga esperienza nella grande distribuzione di articoli per sport estremi.

Quechua Phone – Un solido compagno di viaggio

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Costruito da Archos e commercializzato giusto in tempo per natale, Quechua Phone 5 viene venduto in esclusiva da Decathlon all’interessante prezzo di €229,99: un prezzo che, per le sue caratteristiche, promette di sbaragliare la concorrenza sulla stessa fascia di prezzo.

Come riporta il sito ufficiale, questo smartphone promette di “adattarsi alle condizioni più estreme e resistere agli urti (…) venire utilizzato tutto un week-end con monitoraggio GPS e 3G attivati (…) affrontare una violenta pioggia temporalesca durante le escursioni, cadere malauguratamente nella neve o ancora resistere alle tempeste di sabbia durante un trekking nel deserto.

 Sulla carta, Quechua Phone 5 sembra garantire le stesse prestazioni del nuovo Motorola Moto G. Controlliamo nel dettaglio le caratteristiche tecniche.

Caratteristiche tecniche

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Quechua Phone 5 ha un case resistente all’acqua, in plastica gommata antiurto. Misura 151×82 mm ed è spesso solo 1,2 centimetri. Lo schermo è di 5″ in vetro temprato spesso con una risoluzione di 840×480 pixels; l’angolo di visuale arriva fino a 83 gradi e la retroilluminazione è potenziata per una buona visibilità anche al sole. Presente la connettività HSDPA e WiFi b/g/n.

Il motore del Quechua Phone 5 è un Qualcomm Snapdragon S4: un quad-core da 1.2 Ghz, supportato da 1GB di memoria RAM. La memoria interna di archiviazione è di 4GB, ma è presente lo slot microSD fino a 32 GB. La batteria è di ben 3500 Mah, e promette un weekend intero di autonomia. L’autonomia in conversazione dichiarata è infatti di 22 ore.

La rom di Android è la versione 4.1, integrata con 30 applicazioni dedicate alle gite fuori porta catalogabili in 4 categorie: resort, education, weather, tourism.

Per il comparto foto, Quechua Phone 5 offre una fotocamera frontale da 2Mpx ed una posteriore da 5Mpx, che comunque registra video a 720 pixel. Il device mountainproof ha tra i suoi strumenti il barometro, il gps, l’altimetro, e la bussola elettronica.

Presenti tutti i classici tool di connettività: accelerometro, sensore di prossimità e jack da 3.5mm; manca però l’NFC. Ci preoccupa un po’, nella scheda tecnica ufficiale, la dicitura “Tastiera virtuale AZERTY” (lo standard AZERTY è quello adottato ufficialmente in Francia, e rispetto alle nostre tastiere inverte la A e la Q), ma anche se ciò dovesse rivelarsi vero scaricare un’altra tastiera dal Play Store non sarà un problema.

Un nuovo modo di concepire la montagna

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Le scelte strategiche che stanno dietro la progettazione e la commercializzazione di questo smartphone sono ben chiare: si tratta di un dispositivo dalle prestazioni dichiarate allettanti (fatta eccezione forse per il reparto fotografico) proposto ad un prezzo interessante e commercializzato in esclusiva nella più grande catena retail di attrezzatura sportiva.

Il target ufficiale di questo smartphone sono gli sportivi e gli amanti della montagna, che preferiscono non spendere cifre esorbitanti per un dispositivo delicato, ma che grazie a questo device  potranno arrivare ad un nuovo modo di vivere la montagna.

C’è da dire di più: visti il prezzo e le caratteristiche, il Quechua Phone 5 potrebbe essere interessante anche per chi vive la propria vita cittadina allo scoperto dalle intemperie ed in costante movimento, ma non vuole scendere a compromessi tra giungla urbana ed i tipici limiti dei Mobile Device (delicatezza, pericolo di infiltrazioni di acqua e polvere, graffi, batteria limitata).

Quechua Phone 5 è disponibile presso le catene Decathlon e sullo store ufficiale; andate a farvi un giro nei Decathlon store per farci sapere se Quechua Phone 5 può essere un’idea speciale come regalo di natale: noi cercheremo di provare il device quanto prima!

Rasoi, fazzoletti e pan di zenzero: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati cari Ninjetti! Come ogni lunedì che si rispetti vi presentiamo una rapida carrellata dei migliori annunci stampa pubblicati questa settimana in tutto il pianeta. Tutti pronti? Via!

Philips Bodygroom for Men: It looks bigger

Molto spesso, in pubblcità si utilizzano queste semplici illusioni ottiche per veicolare un messaggio. In questo caso Philips ha giocato con una accoppiata copy-visual un po’ piccante mostrandoci i benefici che il suo trimmer può dare alla rasatura intima maschile.

Sì proprio là, “it looks bigger” .

Advertising Agency: Ogilvy and Mather, Johannesburg, South Africa
Executive Creative Director: Mariana O’Kelly
Creative Directors: Mike Martin, Robyn Bergman
Art Director: Tammy Retter
Copywriters: David Krueger, Jordon Tryon

Selpak tissues: Lottery/Best Friend/Son

Che tu sia entusiasta, commosso o schifosamente triste hai un’unica soluzione per uscirne fuori: i fazzoletti Selpack che asciugano le tue lacrime siano esse di gioia o di disperazione!

Visual e copy ben dosati che rendono il messaggio pubblicitario leggero e piacevole.

Advertising Agency: TBWA, Istanbul, Turkey
Creative Director: Volkan Karakasoglu
Copywriter: Emre Gökdemir
Art Director: Zeynep Orbay
Chief Creative Officer: Ilkay Gurpinar

Fangoria: Grater/Rolling Pin/Toaster

La rivista specializzata in horror Fangoria per il lancio della campagna abbonamenti mette in scena un diabolico killer natalizio in pan di zenzero che si diverte a mutilare a morte i propri simili utilizzando elettrodomestici e attrezzi da cucina.

Per Natale fai un regalo dell’orrore, regala un abbonamento alla rivista horror numero 1!

Advertising Agency: Zulu Alpha Kilo, Canada
Creative Director: Zak Mroueh
Copywriter: Nick Asik
Art Director: Mooren Bofill
Photographer: Vicky Lam
Model maker/stylist: Jamie Oxenham / Oxenham Design

Mouka: Rest

Mouka è leader in Nigeria e in altri stati africani nella produzione, distribuzione e vendita di materassi. In queste print il concept creativo ruota attorno all’alternarsi del giorno e della notte:  Con una buona dormita avrai un giorno attivo!

Advertising Agency: DDB, Lagos, Nigeria
Creative Director / Copywriter: Tunde Sule
Art Director: Segun Olawoagbo
Photographer: Pius Ojeimen

Labris: Network Security

Labris networks offre ai suoi clienti soluzioni per la sicurezza dei dati personali e aziendali.

Molto raffinato e ricercato il visual: i cavi di rete intrecciati fra loro formano un filamento del tutto simile ad un filo spinato dando all’osservatore il senso dell’invalicabile. Il colore brillante del cavo di rete (che riprende il colore del logo dell’azienda) gli dona una sfumatura positiva, mentre lo sfondo cupo ha una accezione negativa e rappresenta il luogo oscuro da dove si originano le minacce, in questo caso informatiche.

Advertising Agency: KAF, Ankara, Turkey
Creative Director / Art Director: Aziz Yayla
Copywriter: Deniz Savaş

Aerei: sì ai dispositivi elettronici e all'accesso a Internet in volo

Aerei: sì ai dispositivi elettronici e all'accesso a Internet in volo

Aerei: sì ai dispositivi elettronici e all'accesso a Internet in volo

Photo Credits @ Thinkstock // Fuse - 78777246

Che sia wifi o 3G, la rete Internet è sempre più una presenza costante nelle nostre vite quotidiane. Ce la portiamo in tasca con gli smartphone, la rubiamo ai vicini con i router: tutto intorno a noi è connesso, anche quando viaggiamo in treno, in macchina e in metropolitana.

Sì ai gadget elettronici in fase di decollo e atterraggio

Avete fatto check-in e superato il controllo bagagli? Se tutto va bene, il vostro volo è in orario e pronto a farvi arrivare a destinazione. Come sempre litigate con gli altri passeggeri per accaparrarvi un piccolo spazio della cappelliera e poi finalmente ci siete. Seduti sulla poltrona potrete comodamente rilassarvi, allacciare la cintura e guardare distrattamente il personale di volo dare le istruzioni di sicurezza. Siete attrezzati con le parole crociate, la rivista spiegazzata della compagnia aerea e un libro.

Mettete il cellulare in modalità offline e vi rassegnate ad affrontare ore e ore di non-connessione. Presto però qualcosa potrebbe cambiare: nel giro di poche settimane tutti i device piccoli e leggeri (come tablet e smartphone) potranno essere accesi anche in fase di decollo e atterraggio.

Le compagnie statunitensi Delta e JetBlue hanno infatti ricevuto dalla FAA (Federal Aviation Administration) l’autorizzazione che permette ai passeggeri di accendere i dispositivi in modalità aerea durante tutto il volo, senza alcun rischio per la sicurezza del volo stesso. A queste compagnie se ne aggiungeranno presto altre che si adegueranno alle nuove normative americane.

Aerei: sì ai dispositivi elettronici e all'accesso a Internet in volo

Connessi a Internet in volo

E in Europa? La situazione diventa ancora più interessante – soprattutto per gli Internet dipendenti – perché la Commissione Europea ha  approvato l’utilizzo di servizi in 3G e 4G durante i voli all’interno dell’Unione.

I passeggeri potranno guardare video o scaricare file da Internet, molto più velocemente rispetto alla precedente rete 2G finora disponibile sui voli di alcune compagnie. Adesso sta a loro decidere se offrire questo servizio ai clienti. Considerando che la maggior parte dei passeggeri utilizza gli SMS e le email, rispetto alle chiamate telefoniche, è molto probabile che le principali compagnie aeree adotteranno presto il 3Ge il 4G.

E chi aspettava di salire su un aereo per essere finalmente irreperibile, beh dovrà rassegnarsi a un volo connesso

Customer service e social media: consigli pratici ed efficaci per gestire l’assistenza clienti online [GUEST POST]

Jirsak/iStock

 

Di Fausto Iannuzzi, CEO & Founder di Deskero.

In un mondo che non va mai offline, le persone parlano ai brand in qualsiasi momento e con qualsiasi mezzo e i brand devono essere pronti a rispondere. Gestire l’assistenza clienti nell’era dei social media non è facile. Bisogna essere online 24/7, essere presente su tutti gli account e rispondere alle tonnellate di messaggi provenienti da diversi canali.

Quando si contatta l’assistenza clienti a telefono o via chat si avvia una vera e propria conversazione il cui tempo di risposta atteso può essere misurato in una manciata di secondi. Se si invia un’email le aspettative si fanno più ragionevoli e non disturba attendere anche 24 ore per una risposta.

I social network si trovano proprio a metà tra questi due tipi di interazioni. Chi scrive su una piattaforma social esige una risposta pressoché immediata alla propria richiesta: non ha senso ricevere risposta ad un tweet il giorno dopo che è stato postato e dopo un paio d’ore senza riscontro ad un messaggio su Facebook, il cliente si sente ignorato e non c’è modo di sapere come possa reagire.

Quando si tratta di social customer serviceil tempismo è tutto, o quasi.

Federico Caputo/iStock

I consumatori sono diventati mento pazienti e sempre più esigenti.  Rispondere ad un messaggio in tempi da record non è sufficiente per rendere felici i propri clienti. Non basta rispondere velocemente, bisogna rispondere bene.
Molte aziende sono riluttanti a velocizzare il processo di assistenza alla clientela, convinti di dover sacrificare la qualità del servizio.

Riflettiamo sui risultati di una ricerca secondo cui quasi la metà (46%) degli intervistati ritiene che il più grande errore che un addetto all’assistenza clienti possa fare è essere scortese, breve, scostante e insofferente. Va bene la rapidità quindi, purché non comprometta la qualità dell’interazione.

L’assistenza clienti dovrebbe andare oltre il fornire semplici risposte ai problemi. La vera comunicazione non può essere solo passiva: è preferibile creare un contatto diretto e costruire una relazione con i clienti, soddisfarli in modo tale da renderli felici ambassador del proprio brand.

E i social network si presentano come lo strumento perfetto per conoscere meglio il proprio pubblico e il contesto in cui si opera. Una minaccia che, se domata, può diventare una preziosa opportunità.

I social network possono essere utili non solo per comunicare con i consumatori, ma anche per tenere d’occhio i competitor. È importante per un’azienda studiare come comunicano i propri concorrenti, quanti fan e follower hanno, che tipo di interazione riescono ad ottenere ai loro post, quanto sono amati.

Ed è importante anche essere presenti, non solo sulla propria fanpage, ma anche nelle conversazioni che avvengono, ad esempio, nei gruppi perché è li che si raggiunge davvero il proprio target, che si può comunicare senza apparire troppo promozionali.

Robert Churchill/iStock

Una volta stabilito che l’assistenza clienti è uno degli aspetti più importanti per un’azienda e che bisogna gestirla con particolare cura, la domanda è: come è possibile rispondere velocemente e in maniera soddisfacente e gentile alle richieste dei propri clienti, che possono arrivare da molteplici canali e in qualsiasi momento?

Innanzitutto, bisogna affidarsi ad uno staff competente, in grado di delineare e seguire una strategia ben precisa, applicabile ai casi più disparati. Queste persone parlano a nome dell’azienda. E con l’entrata in gioco dei social network le loro risposte sono pubbliche, leggibili non solo dal diretto interessato, ma da tutti coloro che seguono il brand. È ragionevole affidare questo compito al primo che capita?

Dopo aver trovato uno staff di cui fidarsi e stabilito una strategia, bisogna scegliere uno strumento che renda il lavoro meno faticoso. Un software che gestisca tutti i messaggi che provengono da diversi canali è proprio ciò di cui ogni azienda ha bisogno per ottimizzare il processo di assistenza clienti online. Occorre anche uno strumento che permetta di monitorare i social network e che consenta seguire il brand, i competitor e le conversazioni che riguardano il proprio business. Un tool personale, facile da usare che semplifichi davvero il lavoro.

Quali funzionalità cercare in un software di help desk?
Innanzitutto un sistema di gestione delle richieste semplice, pratico e intuitivo, che permetta ai responsabili del customer service di rispondere a tutti i tipi messaggi facilmente; un’area di consultazione self-service che aiuti i clienti a servirsi da soli e sveltire facilmente le richieste più comuni; un sistema di personalizzazione avanzata, per rimanere coerenti con la propria brand image e per rendere il software molto personale ed un sistema di reportistica, utile a tenere sotto controllo la produttività.

L’assistenza clienti non dovrebbe essere noiosa, complicata o stressante.  La sfida del customer service sta nel parlare davvero con i propri clienti per farli sentire speciali, per questo è importante valutare le giuste modalità e i mezzi più adatti per la sua gestione. 

Webloyalty, l'ecommerce che favorisce ricavi addizionali per aziende [INTERVISTA]

Webloyalty Inc., fondata nel 1999 negli Stati Uniti, è una società specializzata nella generazione di ricavi addizionali per le aziende dell’eCommerce che conta oltre 1 milione di iscritti in Europa. Dall’ottobre 2011 ha iniziato ad investire anche nel mercato italiano con il lancio del nuovo programma Acquisti e Risparmi, che consente agli utenti di comprare online tra centinaia di negozi, suddivisi in 13 categorie, col fine di ottenere sconti su ogni acquisto fatto.

Secondo una recente ricerca realizzata da Ipsos per Webloyalty, il 70% dei 1500 utenti italiani intervistati ha effettuato almeno cinque acquisti negli ultimi sei mesi, facendo registrare in generale una forte propensione all’acquisto. Gli stessi dati però, riferiti a 5000 consumatori europei, fotografano ritardi del nostro Paese in materia di infrastrutture tecnologiche e utilizzo degli strumenti digitali come principali freni alla crescita dell’eCommerce in Italia.

“L’obiettivo dei player del settore deve essere quello di accrescere la conoscenza del commercio digitale, sia mediante forme di education per vincere residue resistenze culturali, sia tramite la proposta di programmi di promozione e scontistica specifici e l’utilizzo del cashback, il meccanismo di rimborso parziale della spesa effettuata online, capace di garantire un incremento della domanda per le imprese e un risparmio concreto per gli utenti”, sostiene Alexandre Cotigny, Direttore Generale Sud Europa di Webloyalty, con il quale ho discusso di tutti gli elementi in questione.

Quali considerazioni hanno favorito l’idea di un servizio come Webloyalty?

Il concetto di Webloyalty è stato sviluppato negli Stati Uniti quattordici anni fa quando cominciava a svilupparsi il settore eCommerce americano, considerando due attori principali: da un lato gli acquirenti online che vogliono risparmiare sulla spesa e, dall’altro, le aziende che hanno difficoltà, in termini di profittabilità sulle vendita online, a generare margini che non siano bassi. Webloyalty perciò si rivolge loro giocando proprio sull’aumento della profittabilità per gli attori in gioco, spingendo innanzitutto gli acquiresti al riacquisto. La nostra è una soluzione studiata per generare dei ricavi addizionali per questi player di mercato.

In che cosa consiste il modello di monetizzazione per incentivare i clienti all’acquisto su Webloyalty?

Abbiamo un’offerta, Acquisti e Risparmi, che garantisce ai suoi membri vantaggi esclusivi su più di 300 siti di ecommerce e che incentiva le persone che aderiscono al nostro servizio a tornare verso il sito del nostro partner. Questo incentivo sul prezzo pagato lo offriamo direttamente noi, rimborsando almeno il 10% dell’acquisto, un valore sostanzialmente superiore a quanto assicurato da programmi simili dei nostri competitor.

L’erogazione dello sconto avviene tramite il meccanismo del cashback, che comporta il rimborso diretto della cifra prevista. Il nostro programma è a pagamento e prevede una quota mensile, risultando in tal modo particolarmente vantaggioso per gli acquirenti online abituali.

In che modo, invece, Webloyalty offre reddito supplementare alle aziende che aderiscono al suo sistema di e commerce?

Webloyalty sviluppa delle partnership con le aziende e le aiuta a generare una fonte di ricavi addizionali tramite la promozione del proprio programma, Acquisti e Risparmi. Da qui la generazione di introiti aggiuntivi per le aziende con cui abbiamo stretto accordi di partnership.

Qual è lo scenario competitivo?

La nostra strategia competitiva è legata ai prodotti che offriamo. Siamo alla continua ricerca di valore aggiunto, con l’obiettivo di offrire un vantaggio all’utente che sceglie di aderire al nostro servizio, grazie alla promessa che potrà utilizzare il nostro servizio per comprare un prodotto al miglior prezzo nei negozi online affiliati.

Contiamo poi sulla relazione con gli aderenti al nostro programma, dando massima attenzione ai nostri clienti, cercando di allargare l’offerta dei negozi, fornendo anche un costumer care completamente internalizzato per dare il massimo servizio di assistenza e aiuto, investendo molto sul rapporto con il cliente. Stiamo inoltre investendo in comunicazione, in particolare nella nostra presenza online e nel community management. A livello puramente commerciale cerchiamo di lavorare con gli attori più importanti nei vari Paesi, ognuno leader nel proprio mercato di riferimento.

Quali sono invece le prospettive o le difficoltà di sviluppo nel mercato italiano?

A differenza con quello che succede in Francia o Germania, gli italiani hanno una visione di vendita a distanza come di qualcosa che non funziona bene. Per esempio l’acquirente italiano vive l’ansia di ricevere l’oggetto in ritardo o danneggiato. Vista poi anche la particolarità geografica del Paese, sappiamo che viaggiare in Italia per consegnare la merce costa di più che in altri mercati, frenando lo sviluppo dell’ecommerce rispetto al resto d’Europa.

In particolare, secondo la ricerca Ipsos–Webloyalty che abbiamo condotto su più di 1500 acquirenti italiani, ben il 75,9% della popolazione che utilizza l’eCommerce è classificabile nella categoria degli “heavy buyer”, in contrapposizione ai cosiddetti “occasional buyer”.

C’è una stretta connessione, tra chi si affida in maniera massiccia all’ecommerce e la persona che all’interno della famiglia è responsabile della maggior parte degli acquisti nel loro insieme, in questo secondo caso il 76,6% si classifica tra gli heavy buyer.

Quindi a parte un atteggiamento mentale che deriva più dalle difficoltà infrastrutturali che da altro, l’Italia sicuramente si dimostra un mercato molto aperto alla crescita dell’eCommerce, sul quale possiamo lavorare per raggiungere dei risultati soddisfacenti per tutti.

Come parleremo di Webloyalty fra un anno?

Stiamo lavorando sull’acquisizione di nuovi attori, soprattutto nel turismo, ma vogliamo continuare ad incontrare altre aziende clienti per spiegare il nostro modello e portare loro valore aggiunto.

Secondo lei in che direzione si sta evolvendo l’ecommerce?

L’ecommerce migliorerà sempre di più nel tempo. Ma anche la crescita ha un costo, pertanto l’impegno principale di tutti è rivolto alla ricerca di fonti per ricavi addizionali, con l’obiettivo ultimo di incentivare l’acquisto e migliorare il margine di guadagno sulle vendite.

Ritiene che il couponing favorisca o no il buon posizionamento di un brand all’interno del sistema ecommerce?

Oltre l’ecommerce, il couponing -anche offline- incentiva efficacemente all’acquisto ed è una leva che piace al cliente. Le valutazioni di un marketer rispetto al posizionamento di un brand, però, non possono dipendere esclusivamente dall’utilizzo efficace che un negozio fa del coupon.

Il posizionamento si basa sull’alchimia tra fiducia, value proposition, servizio e tante altre cose. Se un negozio ottiene un ottimo posizionamento sul prodotto, sul prezzo e sul servizio, sicuramente può sviluppare idee marketing che aiutino la vendita. In tal senso il couponing è una leva che aiuta il fatturato, ma non credo possiamo riferirci al couponing come strumento in sé per sviluppare la brand equity.

Nell'anniversario della sua scomparsa, un'infografica celebra gli intramontabili occhiali tondi dell'ex Beatles

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John Lennon e i suoi occhiali: un'icona della musica e dello stile [INFOGRAFICA]

L’8 dicembre è una data difficile da dimenticare per gli appassionati di musica: oggi, infatti, ricorre l’anniversario della scomparsa di John Lennon.

La Community fashion Stylight ha voluto ricordare l’ex Beatles non solo come musicista, poeta e grande sostenitore della pace, ma anche come icona di stile. Gli intramontabili occhiali tondi sono diventati parte del suo personaggio,  tanto che è difficile visualizzare il suo volto senza.

Ecco una serie di curiosità e aneddoti legati a questo accessorio cult, raccolti in un’infografica:

Snapchat e le nuove messaging app che non conosci ancora

Snapchat è l’app più discussa al momento. Il servizio di messaggistica che ha rifiutato 3 miliardi di dollari da Facebook registra 400 milioni di foto al giorno e ha una base di utenti sempre più centrata su adolescenti e giovani adulti.

Certo, Snapchat sembra un’app banale: invii foto e video messaggi a un amico che si autodistruggeranno in pochi secondi dopo che sono stati ricevuti. Chi vuole utilizzare un servizio in cui non è possibile registrare e condividere i propri momenti preferiti?

Non è esattamente così: grazie a Snapchat sono nate molte altre app che cercano di superare il limite della cancellazione dei messaggi, permettendo ad esempio lo screenshot durante la ricezione.

E non è l’unico trend interessante: su Instagram con hashtag #snapchat potete trovare le immagini più o meno divertenti di poveri ignari utenti dell’app che evidentemente ignorano l’esistenza delle app suddette.

Qui però non vi parleremo di sexting, né dei metodi alternativi che possono nascere dall’uso di Snapchat, come abbiamo invece già visto in un articolo sulle campagne con quest’app: tratteremo invece di tutte quelle messaging app che potreste non conoscere ora e e che si dimostrano spesso più utili di quelle più conosciute (Skype, Viber, Whastapp, ecc).

Qik: condividi video live sui tuoi social network

qik video

Un’app per le videochat non è nulla di nuovo, come un’app che ti permette di fare video. Quello che ha di diverso Qik è che puoi condividere sui social network principali (Facebook, Twitter in primis) un video live. In sostanza puoi essere in streaming dal tuo profilo personale e condividere dunque tutto coi tuoi amici di tutto il mondo, in tempi velocissimi e gratuitamente!

qik-fox

Una puntata di Fringe in cui si vede Qik (fonte: pagina Facebook di Qik)

Oltre a questo Qik ha tutte le componenti di un’app per messaggi: invii messaggi, invii video, fai videochat in alta risoluzione ttto ciò è possibile per molti device. Se poi vi diciamo che qik compare anche in una scena della serie tv americana Fringe, capirete che quest’app di proprietà di Skype non può mancare nel vostro tablet o smartphone! Disponibile per iOS e per Android.

Campfire, chatta in tempo reale con il tuo team

Campfire dell’azienda sviluppatrice di software per il business 37signals, è l’app per messaggiare ideale per il mondo del lavoro: Campfire è uno strumento di chat di gruppo che consente di impostare chat room protetti da password in pochi secondi. Puoi invitare un cliente, un collega, o il fornitore per chiacchierare, collaborare e prendere decisioni.

Come le chat room su Internet di un tempo, Campfire funziona creando Rooms. Puoi creare una stanza per ognuno dei membri del tuo team così come uno per tutta la squadra. Con campfire è anche possibile condividere file, ma senza attendere il download: è infatti possibile vederli direttamente il linea. Di campfire è disponibile un’app gratuita per iPhone.

Wickr, messaggi senza lasciare tracce

wickr app

Wickr offre la crittografia di livello militare per proteggere i messaggi di testo, foto, audio e video.

Tutti i messaggi inviati scompaiono entro sei giorni a meno che non li si programmi per autodistruggersi prima di allora. In sostanza un metodo più evoluto di Snapchat. Quello che rende questa app più sicura è il fatto che l’utente resta completamente anonimo, poiché l’app non richiede un indirizzo e- mail per creare un account. Wickr mimetizza nomi utente e altre informazioni, come ad esempio il numero di identificazione di un telefono.

In genere, quando sielimina qualcosa da un telefono cellulare, i metadati del file rimangono sul disco rigido del telefono, dove hacker esperti, investigatori o funzionari di polizia possono ricomporli di nuovo. App Wickr contiene uno strumento anti-forensics – l’equivalente mobile di un trituratore per la carta – che cancella i file per sempre, trascrivendo sopra metadati con testo incomprensibile.

Il motto dell’app è “Internet è per sempre; le tue conversazioni non devono necessariamente esserlo”. Al momento ha ottime recensioni sul New York Times e su CNet: insomma, non è rischiosa come Snapchat! Disponibile per Android e per iPhone.

Rounds, messaggi, videochatti e giochi con i tuoi amici

Rounds è un’app per video chat che è totalmente pensata per il divertimento e il tempo libero: grazie a quest’app non soltanto chatti con i tuoi amici, ma puoi giocare con loro, divertirti a fare screenshot  da modificare in modo divertente mentre videochiami, guardare video su Youtube insieme al tuo interlocutore, condividere lo schermo del browser. Un’app molto apprezzata in America per la facilità di utilizzo e per l’interfaccia molto ben fatta. Disponibile per iOs e Android.

E voi, avete altre app per messaggiare, condividere file, fare videochat da suggerirci?

Netnografia del vino, l'enologia spopola anche online

C’è un motivo se tutte le volte che tenete un calice di vino in mano avete l’impressione di sentirvi persone privilegiate. Con più o meno consapevolezza, roteate il bicchiere con la voglia di sapere tutto su quello che state bevendo.

La spiegazione a questa sensazione è semplice: avete tra le mani un prodotto che porta con se una lunga serie di successi indiscussi, un condensato liquido di cultura.

Ormai da molti anni si è capita l’importanza che ha assunto il vino, tanto da trasformarsi in un business capace di regalare soddisfazioni a molti. Con il tempo sono aumentati i produttori, gli enologi e i sommelier. A seguire nacquero gli influencer fino ad arrivare ai corsi di studio dedicati; dalle scuole superiori, i corsi triennali, fino ad arrivare ai Master.

Anche in versione digital il vino funziona, piace ed è spunto di conversazione. A confermarlo è lo studio netnografico sul team, realizzato da Viralbeat su commissione dell’associazione Le Donne del Vino.

Cosa si dice del vino sul web? Chi ne parla e come? Sono tutte domande a cui la “Vinografia” risponde per analizzare il mondo enologico e  la sua web reputation.

Moltissimi spunti interessanti che mettono a fuoco la vitalità di questo settore che si alimenta grazie a una grande passione comune a tutti gli interlocutori.

In particolare risalta come l’unione tra produttori e winelovers rappresenti una carta vincente per l’offline ma che ben si trasmette online; un sentiment che è sempre positivo o neutro portando tutti i partecipanti a tifare per la stessa squadra, senza etichetta ma con solo un protagonista: il vino.

Un merito in particolare, per questa sana vivacità, va riconosciuto ad alcuni degli opinion leader, i wineblogger che, nella maggior parte dei casi, esprimono un parere molto professionale ma con i toni che bene si sposano al mondo digital, permettendo ai neofiti di approcciarsi con maggiore consapevolezza.

Il web si è dimostrato una corretta strada per svecchiare un settore che iniziava a sentire il peso dei suoi anni e della sua tanta saggezza. Adesso potete andare oltre alla distinzione tra rosso e bianco, basterà solo un corretto bilanciamento tra online e offline. Insomma, prendete il vostro calice e ascoltate la rete!