Snapchat sotto accusa per pedopornografia in Canada

Si susseguono le indiscrezioni riguardanti Snapchat: questa volta però non si parla di offerte milionarie

Snapchat sotto accusa per pedopornografia in Canada

Snapchat è l’applicazione scaricabile gratuitamente sui propri smartphone che consente l’invio di foto e la loro immediata “autodistruzione” (di recente salita alla ribalta per il rifiuto dell’offerta da 3 miliardi di dollari arrivata da Facebook).

Dopo aver scelto una foto, infatti, potremo decidere per quanto tempo questa rimarrà visibile sul telefono del destinatario e passati i secondi prefissati l’immagine si auto-distruggerà automaticamente senza che gli altri possano salvarla.
Potremo scegliere il tempo di visibilità tramite il timer integrato nell’applicazione (ed in tal senso un’immagine potrà rimanere visibile da 1 a 10 secondi) passati i quali si auto-eliminerà per sempre dal dispositivo del ricevente.

Ma se un utente dovesse scattare uno screenshot? Snapchat ci invierà una notifica in caso qualcuno scatti uno screenshot di un’immagine da noi inviata prima della sua auto-distruzione.

Disponibile da molti mesi, l’app sta spopolando tra i giovanissimi, diventando nel giro di poco tempo una delle maggiormente utilizzate.

In questi giorni è scoppiata un’indagine a Laval (Montreal) e 10 ragazzi son stati arrestati, sospettati di produrre e condividere contenuti pedopornografici.

Cos’è accaduto? La creazione, il possesso e la trasmissione di immagini osè riguardanti minorenni sono considerati reato e quello che poteva sembrare un gioco tra coetanei è sfociato con l’arresto di alcuni liceali, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, che hanno ben pensato di condividere alcune foto “private” delle proprie fidanzate (che si sono ritrovate addirittura su Instagram).

Ormai è diffusa la tendenza tra ragazzi del “sexting”: un neologismo utilizzato per indicare l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite telefono cellulare, ma anche tramite altri mezzi informatici.

Come riporta Wikipedia:

“Il sexting, divenuto una vera e propria moda fra i giovani, consiste principalmente nello scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare, o nella pubblicazione tramite via telematica, come chat, social network e internet in generale, oppure nell’invio di semplici MMS.

Tali immagini, anche se inviate a una stretta cerchia di persone, spesso si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi alla persona ritratta nei supporti foto e video.
Negli USA, paese in cui il fenomeno ha avuto origine, il sexting è una pratica molto diffusa: secondo un sondaggio, infatti, lo pratica il 20% dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni.
Secondo una ricerca inglese, hanno avuto a che fare con il fenomeno, nel Paese, più di un terzo dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni”.

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