Ray-Ban e la nuova campagna interattiva Envision Series

La nuova campagna interattiva Ray-Ban Envision Series del celebre marchio di occhiali, sintetizza la filosofia Never Hide che da sempre contraddistingue il brand. Un tour musicale dal nome Envision Tour, accompagna lo sviluppo del progetto.

Di che cosa si tratta? Di una piattaforma partecipativa online che invita gli amanti del brand a condividere visioni e desideri. Per esprimere la voglia di fare al fine di creare nuovi modi di essere creativi con i social media.

Tweet sponsorizzati e banner su Spotify promuovono l’iniziativa:

 

Così Ray Ban celebra il proprio spirito Never Hide: essere sé stessi, celebrando la propria persona senza condizionamenti esterni.

 

Il progetto #EnvisionSeries ha visto la collaborazione con persone di talento di tutto il mondo, alcune di queste vengono presentate nella sezione Social Visionaries. Ecco gli esempi.

Su Facebook Glitchr remixa codici per creare psichedeliche immagini.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=ohfbmLmq1ag’]

Per Soundcloud, invece, c’è RL Grime l’esploratore del suono che remixa tracce di ogni genere.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=op3LQ05mctc’]

Per caricare la vostra vision vi basta cliccare nell’apposita sezione upload e che dire guardando la galleria sembra proprio che i cassetti siano pieni di sogni, non credete? 😉

Condividete la vostra visione, il vostro sogno riassumendoli in massimo 200 parole accompagnate da un’immagine o un video.

Non è forse questo quello di cui abbiamo bisogno, essere ispirati? Essere “social” può certamente aiutarci a moltiplicare le connessioni e le possibilità di entrare in contatto con altri social visionari, e perché no trovare qualcuno pronto a realizzare con voi il vostro sogno.

#Besocialandlove!

Vinci con Giftbl e scegli un regalo perfetto per chi vuoi [GIVEAWAY]

Vinci con Giftbl e scegli un regalo perfetto per chi vuoi! [GIVEAWAY]

Vinci con Giftbl e scegli un regalo perfetto per chi vuoi [GIVEAWAY]

Quante volte ci siamo trovati in difficoltà per fare un regalo ai nostri amici e conoscenti? Spesso, per motivi di budget e/o di eterna indecisione, ci siamo ridotti sempre all’ultimo momento per effettuare un acquisto (non sapendo se potesse essere davvero un regalo gradito).

Oggi scopriamo un servizio che ci aiuterà in queste situazioni: Giftbl!

Il progetto

Presentata al Wwworkers Camp di Bologna, Giftbl è una piattaforma per fare regali online, studiata per essere utilizzata da e-commerce e privati. La particolarità di Giftbl sta nel fatto che gli utenti indecisi sul regalo da fare possono farsi aiutare direttamente da chi il regalo lo riceverà!

Con Giftbl chi deve ricevere un regalo sceglie (senza vedere l’importo del prodotto) cosa gli interessa tra un ventaglio di proposte.

Questo permetterà all’utente che il regalo dovrà poi andarlo ad acquistare anche di risparmiare, perché difficilmente il prodotto che poi verrà scelto sarà corrispondente in modo esatto al budget prefissato.

Come funziona Giftbl?

Semplice no?

Come riscattare il regalo?

Molto semplice. Basta che il ricevente clicchi sul link che riceverà per mail o Facebook. Immediatamente verrà indirizzato alla scelta del prodotto. Se il codice di riscatto del regalo arriva da altri canali (come posta ordinaria, sms, telefono) è sufficiente selezionare il pulsante “riscatta regalo” in alto nel sito ed inserire il codice ricevuto.

E dove compro il prodotto dopo che il ricevente lo ha scelto?

Giftbl non è un Market Place, non vende prodotti. Una volta che il ricevente ha scelto il prodotto che preferisce, verremo notificati sul prodotto. Cliccandoci sopra saremo reindirizzati verso il sito partner che vende il prodotto. Non resta che inserirlo nel carrello, acquistarlo e immettere come dati di spedizione quelli che il destinatario ha specificato su Giftbl. Inoltre è possibile decidere in fase di creazione della lettera di accompagnamento se il regalo vogliamo che sia recapitato direttamente dal destinatario oppure se vogliamo consegnarlo a mano.

Vinci con Giftbl e scegli un regalo perfetto per chi vuoi

Ninja Giveaway!

In collaborazione con Giftbl, noi ninja mettiamo a disposizione un premio per uno di voi!

Come fare? Semplice, basta lasciare un commento al post che abbiamo pubblicato sulla nostra pagina di Facebook indicando una persona alla quale vorreste fare un regalo e il perché (ad esempio: “Uso Giftbl perché fare un regalo alla mia ragazza e renderla anche felice è un’impresa impossibile 🙂 “). L’autore del commento migliore avrà a disposizione un budget del valore di 50 euro per il suo regalo!

Si accettano i commenti pervenuti fino alle ore 17 di domenica 9 giugno.

Cosa aspettate? Provate Giftbl e commentate!

La piattaforma made in Italy per condividere idee e progetti creativi, Cread.me [INTERVISTA]

Esiste una piattaforma in cui la condivisione di contenuti creativi possa fare da vetrina e da stimolo ad altri creativi? E’ possibile fare tutto questo gratuitamente, nel pieno rispetto delle logiche che caratterizzano la rete?

Si, esiste! E si chiama Cread.me.

E’ da un bel po’ online e offre la possibilità di registrarsi gratuitamente; una volta connessi alla piattaforma si possono condividere pensieri, immagini, link, video, foto e disegni sul proprio profilo. Ogni utente può creare nuove amicizie, fare networking con altri professionisti della comunicazione e condividere i propri lavori. Una community di creativi aggregata per condividere le proprie esperienze e competenze al fine di promuovere metodi e processi creativi.

Incuriositi da un progetto tanto ambizioso e innovativo, abbiamo deciso di intervistare due tra i fondatori, Sasà Tomasello (Co-founder) ed Enrico Scognamillo. Volevamo saperne di più a tutti i costi e rispondere ad alcune domande tecniche (ma non troppo) sulla gestione di una piattaforma che, essenzialmente, mette al centro il fare comunità sulla creatività delle buone idee.

1) Ironicamente, ma neanche troppo, che rapporto avete con il copyright o meglio, come riflettete sul concetto di proprietà intellettuale voi che avete fatto della condivisione il vostro punto di forza?

“Per come abbiamo inteso il copyright in funzione della community, l’utente deve sentirsi libero di poter caricare e condividere sulla piattaforma tutti i lavori che vuole (purché siano di sua propria proprietà e non di altri, lì entra in gioco il concetto di “meme”, ovvero di segnalazione di un contenuto e la sua libera condivisione con gli altri utenti).

L’utente, quando carica un proprio lavoro, è libero da qualunque tipo di vincolo, pressione o versione premium (che lo costringerebbe a pagare per mettere “in mostra” la sua opera): non presta il suo operato, non rende a nessuno la sua creatività, non si deprezza il valore della sua opera ma, anzi, viene messo in una vetrina “a costo zero”. La sintesi tra libertà dell’unione fra copyright e creatività che siamo riusciti ad elaborare e concretizzare sono i contest. I contest su cread.me sono la massima espressione del rispetto di questi due valori per come li intendiamo noi.

Riusciamo così a mantenere il giusto equilibrio tra la proprietà intellettuale dell’utente della piattaforma che mostra i suoi lavori e le agenzie che hanno libero accesso ai lavori che il creativo decide di postare. Quando l’esito del contest è deciso, all’atto del pagamento del premio in palio, la proprietà del lavoro passa dall’utente a chi mette in piedi il concorso.

Cread.me si propone come tramite, non come detentore della proprietà, siamo una community, non una galleria d’arte. La legge parla chiaro: la responsabilità di quello che viene pubblicato è di chi pubblica, noi ci limitiamo a moderare (sopratutto per senso etico). L’unica cosa di cui siamo proprietari – e, urca, ne andiamo fieri, è il codice, il marchio e l’algoritmo che sta alla base di cread.me. Su quello il copyright è nostro, ci mettiamo tutto sul fuoco!”

2) Cosa vi ha ispirato nella realizzazione della vostra piattaforma? Qual è stato l’ insight in grado di scatenare l’idea creativa?

“Da diverso tempo, complice il tempo e l’esperienza accumulati lavorando a stretto contatto con i creativi e – soprattutto- essendolo noi stessi, l’idea di Creative Advisory ci girava per la testa. Creative Advisory – che poi abbreviato diventa proprio creAd – è essere dei consulenti creativi, non più statici, ma con un approccio differente, credo si possa definire “esplicito” verso i clienti. Tutto questo ovviamente significa mettere a disposizione la nostra esperienza a disposizione degli altri.

Il concetto di “creatività esplicita” nasce dalla trasformazione del famoso bollino “Parental Advisory” che si appone ai cd musicali e poi apparso nell’editoria. Lo stesso concept è stato applicato al logo che esprime a pieno la nostra concezione dell’essere creativi: un prodotto “esplicitamente creativo”, unico e che attiri l’attenzione del cliente! La versione finale del logo – che è poi diventata la nostra mascotte – racchiude in sé tutti questi concetti ed è ispirata al concetto di emoticon che tanto piacciono ai social addict come noi. Il logo riprende il gesto dello “shaka brah” il tipico saluto dei surfisti americani, riportato poi sulle scene da Ronaldino – un concetto che sà di condivisione, intimità e contatto diretto e che che ci è piaciuto talmente tanto da farne il nostro simbolo della community prima e, successivamente, è diventato brand e marchio di cread.me.”

3) Quali sono le logiche e i principi che vigono nel vostro macrocosmo? A quali dinamiche obbedite?

“Le logiche che governano cread.me si riassumono nella formula delle 3C: creatività, condivisione e conoscenza. Se ci aggiungiamo anche che per noi sono fondamentali la meritocrazia e nel rispetto, si ha un quadro completo di quello che è cread.me e quali principi governano la nostra community. Sembra un pò l’isola che non c’è per i creativi, ma è un pò quello che tentiamo di realizzare: un luogo per ritrovarsi a discutere dell’ultima campagna che ci ha colpiti ma anche dove sfogarsi se il capo non ha accettato la nostra campagna per Twitter e gioire laddove fosse avvenuto un miracolo e l’avesse accettata. Ed è successo realmente.

Se a questo si unisce la possibilità concreta di una vetrina dove esporre i propri lavori e le proprie competenze, il quadro è nitido. cread.me obbedisce alle dinamiche di un mercato in continuo divenire, dove domanda (le agenzie che fanno recruiting non-convenzionale, attraverso le segnalazioni di altri utenti, i contest che organizziamo sulla piattaforma o la toplist dei lavori più apprezzati) e l’offerta dei creativi si incontra e si “scontra”.

Cerchiamo di concretizzare tante dinamiche che avvengono al di fuori e sui social media, di canalizzare tutto questo in una piattaforma che fa anche da collante tra utenti e utenti e fra utenti ed aziende. Insomma, recruiting, co-working e networking sono termini molto utilizzati ultimamente, ma su cread.me prendono forma. Poi, basta venirci a trovare sulla piattaforma ed iscriversi gratuitamente, per rendersi conto che non sono solo parole ma che quasi mille utenti stanno già sperimentando tutto questo.”

L'auto-organizzazione in azienda come alternativa alle gerarchie

Secondo le più tradizionali teorie di management il disegno di un’organizzazione efficiente non può prescindere dall’utilizzo di un sistema piramidale in cui le gerarchie e i ruoli siano ben definiti e calati dall’alto in un’ottica top-down.

Ma oggi le aziende più innovative e di successo sono quelle che riescono a viaggiare più veloci del contesto che le circonda, anche grazie a nuovi modelli organizzativi di tipo bottom-up che con l’auto-organizzazione restituiscono al singolo la capacità di spaziare creativamente e trasformarsi da dipendente a imprenditore.

Gli sciami e la ricollocazione del potere “in periferia”

Logotel, realtà italiana del service design, spiega come è possibile rendere un’organizzazione più liquida e reattiva grazie agli “swarming”, letteralmente sciami, ossia gruppi di lavoro composti da persone che collaborano tra di loro godendo di un elevato grado di indipendenza dai loro superiori, un po’ come succede nella startup finlandese Supercell. Esistono perfino casi di aziende che usano tavoli con le rotelle per permettere una maggiore interazione tra i gruppi di lavoro.

In Supercell le persone sono divise in gruppi di lavoro di 5-7 membri che possono al loro interno elaborare nuove idee riguardo i prodotti da sviluppare e che poi vengono proposte al CEO in maniera molto informale e con un grado di burocraticità pari allo zero. In poco tempo le idee vengono promosse o bocciate e il gruppo o cella proponente si occupa della realizzazione.

Il CEO di Supercell si definisce “il CEO meno influente al mondo proprio perché si vanta di lasciare alle celle un elevatissimo grado di autonomia e non interferisce in alcun modo con il processo creativo delle stesse.

A seguire un’intervista di Logotel ad Alberto De Toni professore ordinario di Organizzazione della Produzione e Gestione dei Sistemi Complessi presso l’Università di Udine.

Va sottolineato come questi nuovi modelli di organizzazione liquida funzionino molto bene in contesti di business molto esposti al cambiamento, mentre potrebbero risultare meno performanti in contesti in cui regna la prevedibilità e in cui gerarchie e processi servono a garantire la continuità.

In tutto questo le aziende del nostro paese secondo voi si sentono pronte a sperimentare nuovi modelli organizzativi più orizzontali? Secondo la vostra esperienza quali sono i punti di forza e i limiti dei sistemi gerarchici tradizionali?

Quanto si deve spendere per i servizi SEO? [Parte 1]

Sappiamo bene che la Search Engine Optimization, ovvero l’attività di ottimizzazione dei contenuti nelle pagine internet consente agli utenti il reperimento di un sito web, qualificato su questi contenuti, aumentando il traffico generale che il sito riceve, ma soprattutto il traffico qualificato che corrisponde all’utenza target a cui i contenuti si rivolgono, che in termini di business si traducono in aumento di visibilità e opportunità di buoni affari.

Ecco perché oggi qualsiasi azienda deve decidere quanto spendere per la SEO, cioè quanto budget dedicare alla garanzia di farsi rintracciare in rete e posizionare in maniera ottimale i contenuti dei propri siti sui motori di ricerca.
Vediamo allora in breve in cosa consiste questa spesa.

La coda lunga della SEO

Innanzitutto bisogna essere consapevoli di cosa significhi investire nella SEO.

Pensate alla SEO come un investimento a lungo termine: abbiamo appreso da alcune nostre case history che il successo non è stato ottenuto attraverso campagne pubblicitarie aggressive o grandi spinte nella comunicazione, bensì da altre strategie molto più sottili.
Se è vero che campagne marketing possono avere il loro importante ruolo perché l’azienda possa farsi conoscere, è ancora più vero che i risultati più duraturi si ottengono proprio grazie al lavoro che si intraprende con la SEO.

Questo è un lavoro che tra l’altro va sempre rinforzato nel tempo, così man mano che verranno apportati aggiornamenti ai siti, anche il lavoro di SEO e il posizionamento cambieranno. La rete è piena di concorrenti, di classifiche e di feedback che vengono rilasciati dagli utenti rispetto a quello che si trovano davanti quando navigano su internet, inoltre il cambio di algoritmi e l’ingresso di nuovi concorrenti fanno sì che non basti semplicemente impostare correttamente una sola volta i contenuti dal punto di vista SEO.

Ecco perché l’investimento comprende anche un monitoraggio costante per mantenere ottimale il posizionamento del proprio sito web, così come i contenuti di alto livello che devono accompagnare in maniera intelligente questo lavoro.
Non basta farsi trovare, insomma, ecco perché la spesa in SEO non corrisponde allo shopping per agenzie a caccia dei prezzi più bassi. Si tratta di trovare, se mai, un’agenzia SEO che definisca seriamente il campo di applicazione dei propri servizi e sappia anche prendersi il tempo per aiutarci a comprendere e gestire in autonomia la gestione dei nostri contenuti.

Se non siamo esperti o non abbiamo abbastanza tempo da dedicare anche a questo lavoro, la decisione più intelligente resta sicuramente quella di affidarsi a chi lo è e pagare quello che serve per mantenere il sito rintracciabile dalle persone che stanno cercando ciò che contiene.

I modelli di pagamento SEO adottato dalle agenzie

La maggior parte delle agenzie SEO offre in genere quattro forme principali di servizi e di pagamento:

1) Fermo mensile: i clienti pagano una tariffa fissa al mese in cambio di un concordato di gamma di servizi. Il fermo mensile è il modello di pagamento più comune, perché fornisce il massimo ROI. Gli accordi di fermo mensile di solito includono regolari rapporti di analisi, i miglioramenti contenuti on-site, comunicati stampa, link building, ricerca di parole chiave e di ottimizzazione.

2) Contratto di servizi a prezzo fisso: quasi tutte le agenzie SEO vendono servizi oggetto del contratto prima che il cliente sia pronto ad impegnarsi con un fermo mensile, selezionando così i servizi oggetto del contratto che il cliente desidera veder realizzati. I servizi che un’agenzia SEO offre sono spesso pubblicizzati sul loro sito, insieme a un prezzo. Un tipico esempio di questo è un audit SEO sito web che può aiutare a determinare i punti di forza e di debolezza in presenza del cliente online, analisi della concorrenza, così come parole chiave che hanno il più alto potenziale per tornare ROI positivo esistenti. Ad ognuno di questi obiettivi corrisponde un tariffario di servizi specifici che permettono di raggiungerlo.

Dal mio punto di vista, questo è il miglior modo per definire i propri obiettivi e la propria spesa di investimento in Seo.

3) Pricing basato su un progetto: le spese di progetto sono simili ai servizi oggetto del contratto, salvo che si tratti di progetti personalizzati creati appositamente per un cliente. I prezzi variano a seconda del progetto. Ad esempio, un negozio di prodotti tipici locali può chiedere ad un’agenzia SEO di lavorare sul marketing online localizzato. Il cliente può quindi decidere che l’agenzia debba occuparsi anche della propria gestione dei social media: è su questi servizi che l’agenzia SEO deciderà la portata (il tempo da investire per gli obiettivi da raggiungere di volta in volta) e il costo del progetto per un determinato arco di tempo.

4) Consulenza: la consulenza comporta una tariffa oraria, una tariffa “a progetto” o una tariffa ad obiettivi raggiunti in cambio di servizi o informazioni specializzate per un determinato settore.

Poiché i modelli di pagamento si mixano tra loro, in termini di soldoni, si tratta di considerare una spesa da 750 a 5000 euro al mese in base alla grandezza dell’azienda.

Nella seconda parte di questa rassegna dei costi elencherò anche le variabili di prezzo da considerare, comprese quelle di cui sospettare. Vi aspetto qui domani per continuare a parlarne.

5 errori da evitare nella comunicazione online

Fuse/Thinkstock

Questo articolo è una libera traduzione di “5 Ways To Accidentally Lose Your Customer’s Trust Online” di Rohit Bhargava.

Oggi più che mai è importante costruire un rapporto di fiducia col consumatore, ma è altrettanto difficile perderla, soprattutto quando si tratta di comunicazione online. Basta fare un piccolo errore che può minare tutti i vostri sforzi e farvi perdere tutto ciò che avete costruito.

Per aiutarvi ad evitare ciò, vi proponiamo una lista di 5 comportamenti con cui le imprese perdono la fiducia dei consumatori online.

Chiedere troppe informazioni

Si è tentati, quando mettete un modulo sul sito, di richiedere tutte le informazioni di cui avete bisogno. Il problema è che più si chiede, più i clienti pensano a come potrebbero essere utilizzare le loro informazioni personali. Cercate di ridurre quello che chiedete, per quanto possibile, dando la priorità alle informazioni più importanti come nome e email.

Non ascoltare i consumatori

Se ascoltare i vostri clienti costruisce fiducia, allora è ovvio che l’opposto è probabilmente vero. Purtroppo ci sono molti modi per non ascoltare i vostri clienti online, come non rispondere ai commenti o avere un sito poco pratico.

<p>nPine/Thinkstock</p>

La soluzione è semplice: coinvolgete i vostri clienti, rispondete alle loro domande e sollecitate il loro feedback.

Parlare come un’azienda e non come individuo

Una regola generale da seguire quando si tratta di sembrare autentici online è comunicare come una persona, e non come un’azienda.

Mantenere una voce aziendale è un errore comune, soprattutto tra i proprietari di piccole imprese i quali ritengono che parlare come una società senza volto li faccia apparire grandi e professionali. Facendo così rinunciano ad uno dei loro maggiori vantaggi, ovvero la creazione di un rapporto personale con i clienti. Invece di nascondere la vostra voce, imparate ad utilizzarla per offrire alla gente un collegamento con l’azienda. Il risultato finale sarà clienti più fedeli e una migliore comprensione dei vostri clienti, perché avrete un rapporto molto forte con loro.

Sembrare troppo bello per essere vero

Promettere una cura miracolosa o qualcosa che sembra l’offerta perfetta è una cosa allettante e utile per portare traffico al vostro sito, ma mina anche la credibilità della vostra azienda.

La gente si accorge delle affermazioni fuori misura, quindi è meglio fare promesse reali ed essere trasparenti su ciò che non potete fare. Nulla può costruire più credibilità che essere aperti sulle vostre mancanze, oltre ad essere realistici sui vostri punti di forza.

Trascurare i canali di comunicazione

Ci sono tonnellate di modi per creare un sito web gratuito, oggi si può abbastanza facilmente prendere un template ed aprire un sito in poche ore. Ma integrare troppa pubblicità o utilizzare un template riconoscibile fa pensare ai vostri clienti che non avete cura e che non volete investire in un sito professionale.

Smart swimming goggles: realtà aumentata in fondo al mar!

Smart swimming goggles: realtà aumentata in fondo al mar!

Smart swimming goggles: realtà aumentata in fondo al mar!

Se le immersioni subacquee sono la tua passione, il concept chiamato Smart swimming goggles potrebbe diventare il tuo nuovo amore. Di cosa stiamo parlando? Di una maschera da sub che integra la realtà aumentata, for communication under the sea.

Ideato dai designers Han Chanhee, Kim Juyoung, Han Dhojin & Kwon Yoonjoo, questo prototipo, che dovrebbe essere disponibile dal 2015, promette benone. Una camera 3D permetterà di fotografare le bellezze marine e di inviarle immediatamente a uno smartphone o una smart tv, ma non solo: qualora fossimo curiosi di sapere che razza di pesce ci stia passando davanti, sarebbe semplicissimo scoprirlo, visualizzando le informazioni sul display.

Smart swimming goggles: realtà aumentata in fondo al mar!
Altre funzioni saranno utili per la sicurezza: sarà infatti possibile visualizzare la posizione degli altri sub, chiamare un compagno d’immersione vicino grazie a un tasto apposito ed essere aggiornati sulla quantità d’ossigeno disponibile.

Insomma, grazie agli smart swimming goggles immergersi nel blu profondo fra un paio d’anni potrebbe essere ancora più emozionante e coinvolgente di quanto già non sia. Ma occhio agli squali!

Samsung S4 e i mille volti dell'advertising: ora è anche musical [VIDEO]

Per promuovere il suo device S4 Samsung sta sfornando campagne e video uno dopo l’altro. In modo particolare l’obiettivo del brand sembra quello di voler presentare le funzionalità del dispositivo attraverso formati d’intrattenimento prima che strettamente pubblicitari, calando il prodotto all’interno di piccole sceneggiature o ambientazioni reali (come nel caso dell’ambient game di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, “All Eyes on the S4“).

Questa volta la forma prescelta è quella di un musical che racconta la storia da sempre piú di moda, lui incontra lei ed è subito amore. Con contorno di feste universitarie, ovviamente, nella tradizione dei contenuti pop più pop che ci siano. E del resto il video precedente “Graduation Pool Party” era ambientato nello scenario di una festa in piscina.

Il brand sta integrando il suo prodotto in frammenti di comunicazione dall’essenza squisitamente sociale, nel senso più vecchio del termine, presentando Samsung S4 come un dispositivo che aiuta a metterci in connessione e interagire tra noi attravero i ricordi ed estratti audivisivi dei nostri momenti assieme, prima ancora che con la tecnologia in sè.

Ci ha provato tempo fa anche Nike con “I would run to you“, creando un mini musical in cui la strategia di marketing segue più il placement del prodotto che la sua promozione diretta. Voi che ne pensate, questo formato sarà sempre più utilizzato?

Donne e carriera…mai scelta fu più sbagliata?

donne e carriera mai scelta fu più sbagliata?
Donne e carriera vs donna o carriera!Una congiunzione fa la differenza. La “e” proprio non si addice con i due sostantivi, mentre la avversativa “o” suona molto meglio! E non solo agli uomini. In realtà sono le donne stesse a mettersi nella condizione di scegliere tra essere donna e dunque mamma (in quanto va da sè che appartenere al gentil sesso porti a un certo punto al diventare madre) oppure donna in carriera (dove il termine in carriera annulla l’essere donna in quanto madre).

Esempi di donne e mamme in carriera ce ne sono eccome, basta pensare a Marissa Meyer CEO di Yahoo, una delle donne più potenti al mondo secondo Forbes. Peccato che le sia arrivata una valanga di critiche dopo aver affermato di aver avuto bisogno di sole due settimane di maternità dopo la nascita del figlio. Madre snaturata! Un’egoista e arrivista che pensa solo a se stessa. Pensiero maschile? No tutto femminile!

Ma allora il binomio donna e carriera è davvero inconciliabile? Perchè si continua a pensare che uno escluda automaticamente l’altro?
A dare dei consigli alle donne che, nonostante i pregiudizi e la morale comune, decidono di coprire posizioni alte all’interno di una società, sono le stesse donne in carriera che hanno imparato a conciliare l’inconciliabile!

donne e carriera mai scelta fu più sbagliata?

Resistere all’esigenza di conformarsi

Fare i conti con la propria coscienza o meglio con quello che in teoria la coscienza dovrebbe dire è il nocciolo della questione. Una volta sposata, poi è ancora più difficile resistere alla pressione e alle aspettative proprie e degli altri di avere dei figli. A scapito dell'”ambizione” di avere un lavoro di responsabilità.
La soluzione? Allenarsi a resistere all’esigenza di conformarsi (a cosa poi) e seguire la propria strada, senza i terribili sensi di colpa con cui la donna fa i conti almeno 10 volte al secondo.
Se la tentazione è forte, potrebbe essere utile fare una previsione e immaginarsi tra 5, 10 anni quando i figli sono grandi o il matrimonio è meno romantico del presente. Qualora arrivasse subito il pensiero… Ma se..? Combatti il conformismo e vai avanti!

Spegnere quel terribile ticchettio del tempo che scorre

Lo chiamano orologio biologico, quel fastidioso tic tac che accompagna la vita di una donna. Se si continua a concepire se stesse, come qualcuno con una data di scadenza si rinuncerà alle proprie aspirazioni se queste sono a lungo termine. L’orologio scandisce il tempo? Sì, ma per darci una regolarità ed accompagnarci nelle nostre scelte. Indossa l’orologio e prosegui la tua strada.

donne e carriera mai scelta fu più sbagliata?

Portare avanti la tua decisione

Spesso quelle poche donne che scelgono la carriera passano il tempo a chiedere scusa a se stesse e al mondo della propria scelta. Infatti non solo vengono considerate egoiste ma anche senza cuore. Porta avanti la tua scelta.

Ma c’è effettivamente una scelta giusta o sbagliata?

Qualcuno mi diceva… “Non ci sono risposte intelligenti a domande senza senso”.

La domanda è mal posta, o meglio è insensata. Solo se le donne si mostrassero un po’ più sicure delle proprie scelte, qualunque esse siano e la smettessero di darsi la zappa sui piedi, mettendosi una contro l’altra, la società per prima inizierebbe a riconoscere nella donna il ruolo di donna, madre e donna in carriera, senza che nessuno escluda l’altro.

Manifesto femminista? Se per femminista si intende riconoscere a ciascuna donna il ruolo che lei stessa vuole darsi… allora si un po’ lo è!

MI FAI: 3 giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 [EVENTO]

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013

Fumetti e disegni “live”, popolano sempre più i palchi italiani, in un abbraccio audio-visivo tra musica e fumetto. Al MI AMI FESTIVAL, organizzato da Rock.it, quest’anno alla settima edizione, il consueto appuntamento col MI FAI (Matti Incontri & Fumetti Atti Importanti) conta tra gli ospiti alcuni tra i più interessanti giovani fumettisti e illustratori italiani.

Tra gli artisti che si alterneranno nelle performance ci saranno:

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013_Zerocalcare

Zerocalcare, che sul suo seguitissimo blog pubblica ogni lunedì (su due) – come specifica il titolo del suo ultimo libro, “Ogni maledetto lunedì su due” (2013) edito da Bao Publishing – le strisce divertenti che raccontano il microcosmo di luoghi, eventi, pensieri e relazioni di questo giovane artista romano alle prese con la vita di ogni giorno.
I suoi best sellers: “La profezia dell’armadillo” (2011, prodotto da Makkox) vincitore del premio “Miglior Storia Breve” al Lucca Comics and Games 2012 e “Un polpo alla gola” (2012) editi sempre da Bao.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013_Sarah Mazzetti

Sarah Mazzetti, giovane illustratrice bolognese dalle irresistibili sfumature vintage, tra le fondatrici dell’etichetta di autoproduzioni “Teiera”. La sua attività spazia tra le illustrazioni editoriali, i poster, le autoproduzioni. Insegna serigrafia e collabora con diverse realtà internazionali. Al MI AMI interpreterà live il concerto degli Hardcore Tamburo.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 MP5

MP5 è un’artista dallo stile inconfondibile, un personalissimo bianco e nero che traccia opere che colpiscono forte chi osserva. Realizza murales, installazioni, illustrazioni, fumetti, in Italia e all’estero. Ha vinto al Napoli Comicon 2011 come “Miglior disegnatrice” per il graphic novel “Acqua Storta”, scritto da Valerio Bindi, edizioni Meridiano zero. Il suo ultimo libro è “Palindromi” , edito da Grrrzetic e ha annunciato a breve un nuovo lavoro. Collabora inoltre con diversi magazine, case editrici e quotidiani italiani e stranieri.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 Silvia Rocchi

Silvia Rocchi, di Pisa, ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, illustrazione a Bologna e a Bruxelles. È tra i fondatori del collettivo “La Trama” che si occupa di promuovere la grafica d’arte abbinata al fumetto di realtà. Il suo libro d’esordio è uno splendido omaggio alla poetessa milanese Alda Merini: “Ci sono notti che non accadono mai. Canto a fumetti per Alda Merini”(2012)cedito da Beccogiallo.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 LRNZ

LRNZ vive a Roma. È graphic designer, illustratore, fumettista, e non solo. Artista poliedrico dalla curiosità multidisciplinare, art director in diversi settori, dal game design al webdesign, è un talento puro con la passione per i videogiochi e un grandissimo amore l’arte giapponese. E Poi è uno dei fondatori del collettivo SUPERAMICI, che ha creato “Pic Nic”, free press di fumetto italiano. Al MI AMI interpreterà live il concerto dei Selton.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 Matteo Fenoglio

Matteo Fenoglio, inizia a fare fumetti con l’etichetta indipendente Selfcomics nel 2006. Ha partecipato alle antologie “Resistenze”, “ZeroTolleranza” e “Sherwood Comix” e collabora con l’autore Francesco Barilli con cui pubblica “Piazza Fontana” e il fumetto d’inchiesta sulla strage di Brescia del 28 maggio 1974 “Piazza della Loggia vol.1 – Non è di maggio”, entrambi usciti per le edizioni BeccoGiallo.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 Chiara Dattola

Chiara Dattola, illustratrice, collabora con il Corriere della Sera ed Internazionale e lavora stabilmente con case editrici italiane e straniere.
Qualche anno fa ha realizzato “I Disegni per versi”, ovvero 36 illustrazioni ispirate alla Divina Commedia. E’ appassionata di outsider art, insegna Disegno Istintivo ed è stata redattrice della Rivista Mosso.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 Simone Lucciola

Simone Lucciola è un disegnatore underground, fondatore della punk-comic ‘zine “Lamette” oltre che voce dei gruppi punk Gioventù Bruciata e Blood ’77. Tra i suoi ultimi lavori c’è “Campana”, graphic novel sull’opera del poeta Dino Campana con l’autore Rocco Lombardi, per G.I.U.D.A. Edizioni e cura la “Guida illustrata al frastuono più atroce”, antologia di fumetti sul rock’n’roll. Pubblica inoltre “LO-FI” con Grrrzetic e la raccolta poetica “Disulfiram”. Sketchbook live reporter per questa edizione del MI AMI 2013.

MI FAI: tre giorni di fumetto e musica live al MI AMI FESTIVAL 2013 Stefano Ricci

Stefano Ricci è bolognese ma vive ad Amburgo. La sua opera vive tra fumetto, illustrazione, arte, grafica, scenografie per il teatro e la danza, animazione. Tra i suoi fumetti c’è “Anita” scritto da Gabriella Giandelli. Recentemente realizza con Ericailcane “Così su due piedi”, un libro + dvd con cortometraggi in animazione, e il progetto artistico-musicale “Dice la Volpe al Corvo” in collaborazione con Anke Feuchtenberger. Al MI AMI disegnerà durante il concerto di Appino.

L’appuntamento è per il 7, 8 e 9 giugno 2013 presso l’area verde dell’Idroscalo di Milano, presso il Circolo Magnolia, dalle ore 21:00 fino all’ 01:00 e nei palchi dei concerti principali. Oltre ad assistere alle performance, poi, sarà possibile vedere e acquistare tutti i libri/fumetti/fanzine degli artisti ospiti nell’apposito spazio nell’Area Respiro. Sul sito di Rock.it il programma con tutti gli orari per vedere i vostri artisti preferiti.