Nuova uscita Nintendo: Donkey Kong Country Returns 3D

Nuova uscita Nintendo: Donkey Kong Country Returns 3D

Oggi, venerdì 24 Maggio 2013, ritorna nei negozi su Nintendo 3DS il celebre gorilla: Donkey Kong Country Returns 3D, con nuove avventure piene d’azione e nuovi inediti livelli da esplorare.

Nuova uscita Nintendo: Donkey Kong Country Returns 3D

A distanza di 2 anni e mezzo dall’uscita (Dicembre 2010) di Donkey Kong Country Returns sulla Wii.
Qui di seguito il video riassuntivo del simpatico scimmione e della presentazione ufficiale di quest’ultimo capitolo 3D della serie:

Si tratta senz’altro di un ottimo regalo per il pubblico (grande e meno grande) degli appassionati della serie “Donkey Kong Contry Returns“. Vi auguriamo quindi buon divertimento in compagnia anche dell’inseparabile nipotino Diddy Kong! 😉

In nome del business si incontrano gli opposti: Barilla e Mc Donald's

Il buon vecchio Mc Donald’s ci prova da diversi anni ad entrare nelle grazie dei gusti dei consumatori italiani, dapprima con l’hamburger al parmigiano reggiano, poi con l’utilizzo di prodotti quali lo speck, la mozzarella e l’asiago, fino ad arrivare al coinvolgimento di uno degli chef italiani più importarti d’italia, ovvero Gualtiero Marchesi, con l’accostamento tra le due filosofie fast &a slow (facendo rizzare i capelli a slow food).

Questa volta ci riprovano in maniera ancora più evidente. Si perchè gli emiliani forniranno alla multinazionale del fast food la loro celebre pasta e così nel tempio della ristorazione veloce si potranno ordinare piatti preparati con le pennette Barilla.

Questa unione non ha un sapore made in italy, ma si percepisce da subito puzza di business.

Per avere subito le dimensioni del business basta dire che da qui alla fine del 2013 le previsioni di vendita delle insalate di pasta toccano quota 2 milioni. E se tutto filerà liscio l’intenzione dell’inedita abbinata italo-americana è di estendere l’accordo al resto d’Europa, cominciando dai Paesi legati alla dieta mediterranea come Francia, Spagna e Portogallo.

Si intravedono le rispettive strategie dei due gruppi, gli emiliani che vogliono crescere internazionalizzandosi sempre di più e gli americani che vogliono italianizzarsi, aprirsi alla straordinaria cultura culinaria del Paese che li ospita.

Dai consumatori italiani la McDonald’s ricava circa 1 miliardo di euro l’anno e continua nonostante la crisi a crescere attorno al 5%. Nel fatturato della multinazionale americana siamo il decimo Paese al mondo e il quarto in Europa. Le nuove insalate di pasta Barilla saranno messe in vendita a 5 euro e come detto a fine 2013 dovrebbero portare, da sole, a ricavi per 10 milioni di euro.

In base alle simulazioni formulate dagli uomini di Masi, direttore Mc Donald’s Italia, il nuovo piatto dovrebbe interessare i consumatori che non amano l’hamburger e in particolare il target femminile adulto che mette piede assai raramente da McDonald’s.

Anche se è evidente che i fratelli della pasta puntano ad una dimensione internazionale del loro brand, ci stupisce la modalità di questo accordo. I due mondi sono troppi diversi e, per carità, non accostiamo i metodi, la qualità dei prodotti e le modalità di erogazione degli stessi alla nostra cultura enogastronomica, nostro grande patrimonio culturale e sociale, non per niente la Dieta Mediterranea è Patrimonio dell’Unesco.

Anche analizzando i rispettivi siti web si percepisce che stanno seguendo una direzione simile, quantomeno nella comunicazione:

Mc Donald’s

– Standard di qualità con relativa certificazione
– Creazione della  Fondazione Qualivita per la protezione e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità
– Presenza di termini quali “nutrizione e sviluppo sostenibile”
– Creazione della  fondazione Ronald per l’infanzia.

Barilla

Vision: “Aiutiamo le persone a vivere meglio, portando ogni giorno nella loro vita il benessere e la gioia del mangiar bene”
– Tra i valori si legge: Passione, Curiosità Intellettuale, Coraggio, Fiducia, Integrità. Parole come Nutrizione, Educazione Alimentare e Business Sostenibile
– Attivazione di un programma di ricerca demoninato Barilla Center Food.

Cosa ne pensate voi, è stata una mossa strategica corretta quella di Barilla per la sua brand reputation?
E come cambierà la qualità percepita nei consumatori? Si è ragionato solo in chiave di business o anche in termini di cultura?

5 consigli utili per rendervi interessanti alla vostra community

community

Ecco l’avvicinarsi delle scadenze per la consegna dei vostri piani editoriali sulle varie piattaforme social che state seguendo. Ansia, eccessiva sudorazione, “scotchamento” delle dita per evitare di mangiarvi le unghie nel vedere una parola che già di per sé è angosciante “DEADLINE”.

Calma, inspirate ed espirate, siamo qui per aiutarvi a capire cosa può farvi mostrare interessanti al vostro pubblico con l’aiuto di Pam Moore!

Le Persone prima dei numeri

Ricordatevi che stiamo parlando di social media quindi prima di delineare il piano business, la social brand architecture e una strategia di integrazione, tenete ben presente che dietro a schemi e numero ci sono delle Persone. Sì avete letto bene con la “P” maiuscola perché sono la parte più importante, e degna di interesse, perché senza le Persone non esisterebbero i social media.

Non nascondetevi dietro all’affermazione “Ah ma i clienti vogliono like alla pagina Facebook e Follower del profilo Twitter in poco tempo”. Il cliente va istruito, il tutto e subito è finto. Le community vanno coltivate, ascoltate ed interpretate. Per fare questo bisogna investire tempo e vedrete che ciò che avete seminato sarà pronto per il raccolto.

Quanto conoscete il vostro pubblico?

Domanda da non dare per scontato. Evitate di programmare contenuti generici tanto per rendere corposo il vostro piano editoriale. Si rivelerebbe “tutta fuffa e niente content” sprecando tempo prezioso che potreste dedicare all’ascolto del vostro pubblico.

Sapendo che non tutti hanno le stesse necessità cercate di capire di cosa ha bisogno la vostra futura community:

  • sentirsi amati; 
  • sentirsi indispensabili agli altri; 
  • di qualcuno che si prenda cura di loro;
  • non essere presi per stupidi;
  • di ridere;
  • di emozioni;
  • sentirsi ispirati;
  • di sognare;
  • di affermarsi.

“Stay hungry, stay human”

Tutto ciò che scrivete dal tweet al post su Facebook, i tempi di risposta nella CRM, influisce sulla vostra social brand reputation! Cercate di rendere il più umano possibile il vostro brand, si tratta di fare conversazione e sviluppare relazioni. Non interagite come automi con software autoresponder. Siate curiosi, ponete domande e stimolate il dialogo.

Se farete sentire importati gli utenti, il loro ritorno sulla pagina sarà assicurato!

Catturate l’attenzione nei primi 30 secondi di contatto

La prima impressione conta eccome! Da qui scocca la scintilla. Perché scrivere un determinato post? Che effetto positivo potrebbe avere su chi lo legge? Susciterà un’ emozione? O ancora, l’informazione che state cercando di dare viene recepita come utile? 

Se scatta il social love assicuratevi che tutta la comunicazione integrata sia dedicata a far sentire amato l’utente. Utilizzate la funzione emotiva del linguaggio per suscitare una reazione con il vostro interlocutore.  Scordatevi la comunicazione unidirezionale o autoreferenziale!

Siate facilmente reperibili

Non ci piove, se le Persone accedono alle piattaforme social è perché vogliono mettersi in contatto con altre Persone. Scambiare informazioni e opinioni.

Siate disponibili a rispondere a domande costruendo un buon CRM, favorite lo scambio di opinioni lasciando la possibilità agli utenti di commentare i post del vostro blog. Rispondete in tempi brevi ai tweet, e coinvolgete la community sulla vostra brand page di Facebook.

Senza tralasciare un buon posizionamento sui motori di ricerca, SEO makes the difference! 😉

Ispirare, rendersi attraenti e connettersi con il pubblico questi possono essere tre punti di sviluppo per i vostri contenuti.

Vi sembra manchi qualcosa, cosa aggiungereste?  🙂

Il Maker Tour arriva a Napoli: lunedì 27 maggio a Città della Scienza

Il Maker Tour arriva a Napoli: lunedì 27 maggio a Città della Scienza [EVENTO]

Il Maker Tour arriva a Napoli: lunedì 27 maggio a Città della Scienza

Oggi a Roma, lunedì a Napoli e poi altri 7 eventi in tutta Italia: nove tappe per incontrare chi vuole sviluppare una startup nello spirito e con tecnologia “Maker”.

In particolare, a Napoli (Città della Scienza), alle ore 15 di lunedì si terrà un evento dedicato alla terza rivoluzione industriale: “Re-Make Città della Scienza“, moderato da Riccardo Luna.

Ecco il programma:

La prima edizione della Maker FaireEurope. Stefano Venditti (Presidente Asset Camera Az. Spec. CCIAA Roma)

L’innovazione in Campania, ripartiamo da Città della Scienza. Guido Trombetti (Vicepresidente Regione Campania e Assessore Regionale alla Ricerca Scientifica), Edoardo Imperiale (Direttore Generale di Campania Innovazione),Vincenzo Lipardi (Consigliere delegato Fondazione IDIS Città della Scienza)

Cuore Artigiano. Vincenzo Moretti

Meet the Makers. Amleto Picerno Ceraso (MediterraneanFabLab), Paolo Cascone (Urban Fablab), Antonio Grillo (FabLab Napoli)

Dal Marketing al Societing. Alex Giordano

Gli Artigiani Tecnologici. Giovanni Re (Roland), Valeria Prete (Tekla), Gianluca Ferrini (Novaetech)

Il Maker Tour arriva a Napoli: lunedì 27 maggio a Città della Scienza

Verranno anche allestiti negli spazi adiacenti, grazie al lavoro di MedFABLAB, Fablab Napoli, Urban FabLab e Riotstudio, una serie di workshop e progetti Makers per poter toccare con mano quello che si può fare con la nuova tecnologia di Arduino e le stampanti 3D:

Dall’informazione alla materia. Come stampare in vinyl cutter da una foto in digitale. Come realizzare oggetti di uso quotidiano con la vinyl cutter (svuota tasche, lampada, orecchini, collane, supporti per cellulari etc.);

Come funziona Arduino;

Session di robotica + Arduino per bambini, a cura di Deltacon;

Stampa di oggetti 3D: come replicare le chiavi di casa, come stampare propri mattoncini lego;

Una serie di eventi basati sul coinvolgimento e l’interazione del pubblico nel processo di realizzazione di un prodotto (grasshopper – processing – stampa 3d); giocare con l’elettronica (gaming e Arduino); PMR dimostrazione di un progetto/oggetto sull’Air quality control.

Vi ricordiamo l’appuntamento da non perdere: lunedì 27 maggio, Città della Scienza a Napoli.

Mama Shelter Istanbul: il nuovo hotel progettato da Philippe Starck

Il noto architetto e designer francese Philippe Starck presenta il quarto hotel progettato per la nota ed eccentrica catena Mama Shelter, questa volta con sede a Instambul.

Dopo Parigi, Marsiglia e Lione, la serie di alberghi più estrosa che possiate immaginare approda nel capoluogo Turco. Ambientazione ricercata e prezzi nella media rendono Mama Shelter un ottimo esempio di design prêt-à-porter, e la nuova apertura ne è un’ulteriore conferma.

Basta dare uno sguardo alla selezione fotografica che vi proponiamo per capire che nonostante la catena si presenti come un ottimo punto di riferimento per professionisti cui non possono mancare le comodità per svolgere il loro lavoro anche in mobilità, è tuttavia esteticamente troppo bizzarro per essere catalogato semplicemente come “hotel per gente d’affari”.

Le zone comuni sono ambienti caldi e informali, dalle pareti vetrina di svariati strumenti musicali alle luci a neon circondate da insoliti salvagenti gonfiabili, per non parlare dei tetti: pitturati come fossero una lavagna sono il sogno non troppo nascosto di qualunque amante della typography.

E se ancora non vi siete fatti ammaliare, forse è perché non vi siete accorti della lampada con un Darth Vader per paralume. Scommettiamo che adesso ci farete un pensierino?

PIAF 2013: i vincitori

La quarta edizione del Prague International Advertising Festival (PIAF) si è concluso lo scorso 22 maggio con un bilancio in positivo.
Grande successo per i workshop tenuti da speaker internazionali (compreso il ninja Mirko Pallera) e per i creativi che hanno presentato i loro lavori alla giuria d’eccezione. 


Il presidente della giuria Chris Garbutt, Chief Creative Officer di Ogilvy Francia, ha elogiato il format non tradizionale del festival e ha definito la ripartizione in categorie come “molto innovativa” perché i lavori non sono stati giudicati in base al tipo di supporto, ma piuttosto al tipo di stimolo creato.

Ecco le campagne che hanno meritato una statuetta d’oro!

Absolute Unique

Brand: Absolute Vodka
Cat.: Creative design
Ad Agency: Family Business, Sweden

 

Bookends

Brand: KINOKUNIYA
Cat.: Creative Design
Cat.: Creative sales & sales support
Ad Agency: JWT Dubai, United Arab Erimates

Romanians are smart

Brand: ROM
Cat.: Audience engagement
Ad Agency: Bv Mccann Erickson, Romania

Dove Ad Makeover

Brand: Dove
Cat.: Audience engagement
Cat.: Creative use of technologies
Ad Agency: Ogilvy & Mather, United Kingdom

The Human Youtube Player

Brand: Publicis Group
Cat.: Creative use of traditional advertising formats
Ad Agency: Digitas France, France

Human YouTube Player – Publicis Groupe Wishes 2013 from Bridget Jung on Vimeo.

The Candidate

Brand: Heineken
Cat.: Creating the media
Ad Agency: Publicis Italy, Italy

EXTREMIST CONSTITUTION

Brand: ZNAK.COM
Cat.: The Principle of Game
Ad Agency: Red Pepper, Russia

ALI

Brand: LOUIS VUITTON
Cat.: Brilliant execution
Ad Agency: Ogilvy France, France

No makes us what we are

Brand: Budweiser Budvar
Cat.: Best Beer Ad
Ad Agency: Kaspen/Jung von Matt a.s., Czech Republic

 

 

Ebook ed editoria tradizionale: ne parliamo con Fabio Di Donna

Ebook ed editoria tradizionale: ne parliamo con Fabio Di Donna [INTERVISTA]

Ebook ed editoria tradizionale: ne parliamo con Fabio Di Donna

Il tema degli Ebook è sempre di attualità, visto il crescente utilizzo tra le persone. Semplicità, risparmio, “leggerezza”, comodità d’uso: sono tanti gli ingredienti che ne stanno decretando il successo e tanti gli spunti da cogliere per chi vuole “aggiornare” la propria presenza.

Oggi scambiamo quattro chiacchiere con Fabio Di Donna, esperto nella produzione di contenuti sia nel settore tradizionale (quotidiani cartacei) che in quello digitale.

Ciao Fabio, presentati in breve ai lettori di Ninja Marketing

Salve! Ho una formazione informatica, faccio grafica editoriale da 20 anni, prima nel mondo librario e poi nei quotidiani.
Sono nel reparto grafico de “La Città di Salerno“, quotidiano locale del gruppo Espresso, del quale sono il responsabile. Data la mia passione per i libri, ho cominciato a studiare lo standard epub, immaginando i suoi utilizzi nell’ambito del mio lavoro.

Ebook ed editoria tradizionale: ne parliamo con Fabio Di Donna

Cosa sono gli E-book e come, secondo te, stanno cambiando il modo di leggere delle persone?

L’ebook è il “contenuto” che si slega dal tradizionale media cartaceo. Un po’ come è avvenuto con la musica che con gli mp3 si è slegata dal vinile e dal cd o le fotografie che hanno abbandonato la carta per diventare dei file jpeg. Gli ebook sono dei file (solitamente epub oppure pdf, mobi, ecc) e si leggono utilizzando soprattutto gli E-reader, dispositivi con schermo a inchiostro elettronico (E-ink) che permettono una lettura molto simile a quella di un libro. Ma possono essere utilizzati anche tablet, smartphone o il pc.

Di sicuro portano a leggere di più. Grazie a questi dispositivi, in una borsa si possono portare migliaia di libri e non bisogna ogni giorno scegliere quali volumi portarsi dietro. Il prezzo di un ebook è sempre più basso di un libro cartaceo e può essere acquistato in pochi minuti direttamente dal proprio e-reader.

Diamo qualche dato riferito alla situazione E-book in Italia

In Italia è un mercato nascente, ancora esiguo. Ma considerando l’esperienza americana e inglese, si può prevedere una forte espansione della lettura elettronica anche nel nostro paese.

Il mercato italiano è ancora modesto: nel 2013 gli ebook si attestano sull’8% delle vendite di libri (ricerca A.T. Kearney/Bookrepublic). Il fenomeno invece è già più consistente negli Stati Uniti (46%) o nel Regno Unito (29%).

Come la tecnologia epub (ed in generale la lettura digitale) può aiutare l’editoria tradizionale?

Il libro elettronico permette di pubblicare con investimenti molto più bassi. L’editore può proporre in digitale anche titoli a rischio di insuccesso per i quali scarterebbe a priori la stampa. Le piattaforme di self-publishing prolificano e ci sarà sempre più offerta di libri rispetto al passato. Ma ovviamente il mercato premierà solo i buoni contenuti, quegli autori e i brand che sapranno mantenere una buona qualità della loro offerta.

E poi si può accedere al mercato internazionale anche con prodotti di nicchia. Traducendo un testo in cinque lingue e mettendolo in vendita sulle principali piattaforme si può arrivare al mercato mondiale con costi accettabili.

Ebook ed editoria tradizionale: ne parliamo con Fabio Di Donna

Photo Credits @ Thinkstock // iStockphoto - 164923259

Quali le strade praticabili per i giornali?

Credo che il futuro sia nella semplificazione, nella sintesi. Twitter ne è un esempio. Gli epub potrebbero diventarlo per i giornali. Oggi la maggior parte dei quotidiani e periodici viene distribuita in versione pdf, quindi un equivalente delle pagine cartacee. Poi ci sono le app per tablet e smartphone che danno una lettura ipertestuale e multimediale.

Credo che la miglior lettura digitale sia quella offerta dall’epub, totalmente svincolata dal concetto di pagina (layout), più concentrata sul contenuto testuale. Chi vuole “guardare” un giornale si compra quello cartaceo. Lo sfoglia, lo legge, guarda le foto, l’infografica.
Il lettore digitale è più frettoloso, magari legge in metropolitana, nella pausa caffè, ed è più interessato al testo. Qualche quotidiano già sta fornendo l’edizione epub (per esempio il Manifesto), ed è una via facilmente percorribile da tutti, comunque affiancata agli altri formati.

Poi c’è l’approfondimento. I quotidiani in termini di scrittura hanno una “potenza di fuoco” che permette di creare gli Istant book, un prodotto di approfondimento che non potrebbe esistere senza il digitale (e senza i giornalisti). Repubblica e La Stampa si stanno dando da fare in tal senso.

Parlaci della collana di ebook dedicati alla Nazionale di calcio: perché questa scelta?

I giornali possiedono un immenso patrimonio di testi: opportunamente selezionati, permettono di creare libri elettronici che sarebbe meno vantaggioso mandare in stampa.
Così, da un’idea di Stefano Tamburini, è nato Romanzo Azzurro del quale ho curato la realizzazione tecnica degli epub. L’appassionato di calcio rivive un mondiale o un europeo attraverso il racconto degli inviati e dei commentatori.

Sono cinque volumi (dal 2004 al 2012), equivalenti ciascuno a circa 400 pagine cartacee, dei pezzi di storia da conservare, distribuiti gratuitamente attraverso i siti dei quotidiani Espresso.

Conclusioni

C’è tanto da fare, a partire dai più giovani. Sarebbe ora che gli zainetti degli studenti si alleggerissero, che ciascuno di loro sia dotato di un buon ereader con i libri di testo in digitale e magari un accesso agevolato alla lettura dei quotidiani in ebook.

Ad esempio lo Stato potrebbe regalare a ogni studente un abbonamento epub a un quotidiano di sua scelta. Gli studenti potrebbero leggere di più e i giornali avrebbero una boccata di ossigeno. Ci sarebbe una situazione migliore per tutti e la cultura generale di tutti ne gioverebbe!

L'importanza e la difficoltà del Servizio al Cliente: la semifinale di "Nei tuoi Panni"

Il nuovo episodio del reality “Nei Tuoi Panni” è davvero bello. La settima puntata inizia infatti con un viaggio in treno durante una nevicata, perché per affrontare le due difficili prove di questa penultima giornata i concorrenti devono prima affrontarne una a Padova, sul Servizio Clienti, e poi un’altra a Firenze, sul Recupero Crediti, spostandosi così da una sede Findomestic all’altra e lavorare in trasferta, esattamente come i consulenti sono abituati a fare.

Le regole della semifinale: l’importanza e la difficoltà del Servizio al Cliente

Una volta arrivati a destinazione, i concorrenti “sopravvissuti” alle precedenti prove finalmente conoscono i dettagli della nuova missione. Questa volta si tratta di apprendere la tecnica del buon contatto telefonico.

Nicola, il consulente esperto in Servizi al Cliente, racconta come questo servizio, fatto di processi, sia non solo fondamentale ma anche pieno di soddisfazioni, oltre che una variabile di successo nel 95% dei casi in cui si instaura un rapporto commerciale con un cliente.
Una volta chiariti i principali obiettivi delle due prove connesse a questo nuovo tema, interviene Gianluca, uno dei giudici, e forma i nuovi schieramenti dividendo i concorrenti in due gruppi da tre persone l’uno.

In venti minuti di tempo i concorrenti riceveranno delle telefonate dai clienti come nella classica situazione quotidiana in cui i consulenti lavorano e, per valutare la buona riuscita delle prove, verranno presi in considerazione sia la velocità che la qualità della telefonata.

Ma ecco come sono andate esattamente le cose…

Cosa pensano i vincitori delle prove appena superate

Anche questa volta abbiamo voluto approfondire i temi della puntata con i diretti partecipanti al reality, così abbiamo chiesto a tre i concorrenti vincitori delle prove, Antonella Mencherini , Antonella Paoletti e Maurizio, di rispondere a due domande.

Qual è la difficoltà maggiore che hai incontrato in quest’ultima difficile prova?

Maurizio: “Trovare il giusto equilibrio fra comprendere e richiedere, fra immedesimarsi e rimanere fermo nelle richieste. Doti che non mancano ai consulenti Findomestic”.

Antonella M.: “Le medesime che incontrano i consulenti ogni giorno, ossia il giusto compromesso tra comprensione e determinazione. Ecco perché penso che questa sia stata la prova più importante che ha incarnato completamente il vero significato di “Nei Tuoi Panni”.

Antonella P.: “Equilibrare calma e determinazione”.

Qual è l’insegnamento che porti a casa grazie ad essa?

Maurizio: “Ascoltare prima di giudicare. Capire che chi si ha di fronte, o al telefono, o semplicemente dietro una domanda posta via mail, è una persona e per questo va rispettata, aiutata e accompagnata per mano nei momenti di difficoltà”.

Antonella M.: “Da una parte l’insegnamento umano ed emotivo, perché non si finisce mai di imparare dal lavoro di squadra, e dall’altra un insegnamento più tecnico legato a tutto il processo completo di un prodotto bancario”.

Antonella P.: “Un insegnamento più tecnico, legato alle varie sfumature che ci sono dietro al rilascio di un finanziamento o un conto deposito, ed uno più umano”.

Anche questa volta abbiamo rubato al reality Findomestic un’importante lezione di business: il Servizio Clienti, così come il Recupero Crediti, fa parte dell’offerta di un’azienda e data la sua natura apparentemente molto soft ed invece estremamente tecnica, a volte è difficile da garantire nei termini in cui ci si aspetta, in particolar modo perché svolto telefonicamente. Ma attraverso la buona gestione del suo processo si può rendere efficace fino al 95% delle relazioni commerciali che instauriamo con i nostri partner.

Mentre vi rimandiamo come al solito a commentare l’episodio appena visto insieme, vi diamo appuntamento all’ottavo ed ultimo episodio che andrà online il 28 maggio, durante il quale finalmente scopriremo chi è il vincitore del reality.

Voi su chi state scommettendo?

Antarctica trasforma le birre in biglietti della metro [VIDEO]

Rio de Janeiro, capitale del calcio, città del Cristo Redentore, di Copacabana e Ipanema, ma soprattutto città del Carnevale : il carnevale più famoso al mondo che trasforma la città in quattro giorni di “piacevole follia”, in una festa che non si ferma mai dove oltre alle parate a ritmo di Samba scorrono anche fiumi di alcol e birra.

Antarctica Beer, sponsor del carnevale da diversi anni, per l’edizione 2013 ha voluto soffermarsi sul tema del bere responsabilmente e sulla pericolosità di guidare in stato di ebbrezza attraverso un ambient davvero geniale. Come permettere ai clienti di potersi divertire e spostarsi per Rio senza guidare?

Usando i mezzi pubblici e trasformando le lattine di birra in veri e propri biglietti della metro. L’iniziativa chiamata “Beer Turnstile” è stata realizzata inserendo dei codici a barre sulle lattine di edizione limitata del Carnevale: passando la lattina sul lettore dei tornelli di ingresso della metropolitana si poteva usufruire gratuitamente dei servizi del Metrô Rio.

I risultati sono stati esaltanti: 1.000 ingressi all’ora in metro (circa l’86% in più degli ingressi standard) con il 43% in meno di consumatori di birra al volante. Le lattine sono state inoltre raccolte e riciclate correttamente per dare anche un’impronta green all’iniziativa che ha riscosso notevole successo anche on-line con recensioni e commenti positivi sulla social responsability del brand.

Il tema del consumo di alcol responsabile è sempre tenuto in considerazione dalle compagnie di Spirits che però spesso si limitano a comunicarlo a valle di spot, promo o affissioni. Antarctica ha affrontato il tema in un modo davvero originale e molto apprezzato da parte dei consumatori che ne hanno tratto un beneficio tangibile e ha provato a trasmettere in maniera non convenzionale e più emozionale il messaggio del “drink and don’t drive”

5 suggerimenti per la sicurezza su Facebook mobile

In termini di dati sensibili è molto probabile che il nostro account Facebook sia diventato un vero e proprio vulcano di informazioni personali che mai vorremmo finissero nelle mani sbagliati. Pubblici o privati che siano, i nostri aggiornamenti di stato sono il nostro pensiero e definiscono la nostra persona, le foto sono i nostri ricordi e i messaggi privati sono conversazioni confidenziali il cui contenuto è, inutile dirlo, privatissimo. E tale deve rimanere sempre.

E’ per questo che Mashble ci suggerisce cinque consigli utili da seguire sempre per proteggere il nostro account in un posto in cui è maggiormente in pericolo: il nostro smartphone. Con l’app Facebook Mobile ci portiamo dietro questa gran quantità di dati sensibili praticamente ovunque. E’ per questo che bisogna fare ancora più attenzione al lato sicurezza.

1. Bloccare il dispositivo

Può sembrare anche banale, ma in realtà sono moltissime le persone che non utilizzano un codice di sblocco sul proprio smartphone.

Un codice non banale e non collegabile con le date a voi care è un primo, e già importante, muro difensivo contro i malintenzionati (o semplicemente i curiosi che trovano irresistibile ficcare il naso nei vostri affari). Inoltre rappresenta un’ulteriore difesa in aggiunta al codice PIN in caso di furto.

L’importanza di un codice di blocco vale per Facebook ma anche per tutte le altre app che potenzialmente potrebbero contenere informazioni cruciali: mail, documenti su cloud, conti bancari o postali.

Se possedete un iPhone è possibile addirittura rafforzare il codice di blocco, non limitandolo alle sole quattro cifre ma inserendo un codice più lungo e complesso (Impostazioni -> Generali -> Blocco con codice).

2. Utilizzare una password diversa per la posta elettronica e l’account Facebook

Ammettetelo: anche voi utilizzate ciclicamente le solite tre/quattro password, che peraltro spesso associate a più servizi contemporaneamente.

Ecco, questa potrebbe essere una bella falla per la vostra sicurezza su Facebook. Utilizzate password differenti, anche molto diverse tra loro, ed evitate assolutamente le più banali come “123456” e “password”.

Più cifre e simboli ci sono, meglio è. Maggiore è la complessità della password, maggiore sarà il tempo anche per i software appositamente creati per scovarla, scoraggiando anche i potenziali hacker.

3. Assicurarsi di aver attivato la “navigazione sicura”

Facebook, già da tempo, ha offerto ai suoi utenti la possibilità di utilizzare il servizio di social networking in modalità “navigazione sicura”.

In particolare, è già dal 2011 che si ha la possibilità di navigare su protocollo HTTPS, evitando quindi che i dati di navigazione possano finire in mani sbagliate quando si utilizza una rete Wi-Fi non domestica (al bar o in hotel).

4. Attivare le notifiche degli accessi

Potete creare un’ulteriore barriera di sicurezza per il vostro account attraverso le “notifiche degli accessi”Facebook, in questo modo, invierà una notifica ogni volta che l’account si connette da una posizione ancora non nota. Per poter usufruire del servizio è necessario collegare al proprio account il nostro numero di cellulare.

Attraverso il controllo degli accessi possiamo assegnare ai dispositivi autorizzati un nome, e si riceverà un avviso se qualcuno entrerà nel nostro account da una postazione sconosciuta (tablet, cellulare o pc). In tempo reale potremo quindi decidere di reimpostare in pochi click la nostra password, proteggendo il nostro account.

Unica condizione, l’inserimento di un codice univoco ogni volta che si accede per la prima volta con un nuovo dispositivo.

5. Usare i “trusted friends”

Ne abbiamo parlato due settimane fa: i trusted friends, recentemente introdotti da Facebook, consentono di selezionare un gruppo ristretto di amici fidati ai quali consegnare le “chiavi” del nostro account, creando una vera e propria “rete” di protezione in caso di smarrimento dei dati di accesso.

E voi, siete attenti alla vostra sicurezza in mobilità?