Social SEO: 6 consigli utili per il vostro business

I link e i contenuti pubblicati sui social media influinscono sulla SEO? Sì. Non basta, quindi, avere un sito ottimizzato. Per avere il massimo dei risultati bisogna integrare le strategie di social media marketing con quelle di SEO.

Come? Ecco 6 semplici suggerimenti per ottimizzare la social SEO del vostro business:

1. Ottimizzare i vostri profili di social

Siate il più descrittivi possibile. Riempite sempre e in maniera dettagliata la sezione ‘Informazioni’ di ogni social network. Usate le parole e/o le frasi che descrivono al meglio la vostra attività e utilizzate anche i termini con cui gli utenti cercano la vostra tipologia di business.

Ad esempio, per ottimizzare la vostra pagina Facebook per le ricerche locali è importante inserire dettagliatamente indirizzo, città, provincia e codice postale. Includete sempre, anche, i collegamenti al vostro sito e viceversa, sul vostro sito inserite i collegamenti ai vostri canali social. Controllate anche che il campo “Categoria” associato alla vostra azienda sia quello giusto.

2. Ottimizzare i contenuti

Includete alcune delle parole chiave rilevanti per il vostro business nei vostri aggiornamenti di stato, nelle descrizioni dei vostri pin, nei vostri tweet ecc… Condividete anche i contenuti del vostro sito web e/o del vostro blog. Ricordatevi di condividere i nuovi contenuti su Twitter, perché aiuta a velocizzare l’indicizzazione su Google.

Ogni tanto (non troppo sennò stroppia ;-)) utilizzate il nome della vostra azienda all’interno dei vostri status. Questo aiuta a Google ad associare le parole chiave utilizzate per descrivere la vostra attività al nome del vostro business.

3. Rendere il contenuto condivisibile

Un fattore chiave in ottica SEO è il link building. Google determina l’autorità del vostro sito web anche attraverso la qualità dei vostri collegamenti. Se avete diversi siti qualità collegati al vostro sito (in entrata) e siete collegati ad altri siti web di qualità (in uscita) avrete maggiore autorità. Maggiore autorità equivale a un più alto SERP rank.

“Mi piace”, commenti, +1, repin, retweet, ecc… tutto contribuisce a dare un peso ai vostri link. Se si creano contenuti che invogliano la persone a condividerli, è possibile ottenere più link in entrata.

Contenuti di qualità è uguale = più condivisioni = più link = miglior valore SEO

Un metodo semplice ma efficace per aumentare le condivisioni è quello di aggiungere i pulsanti di condivisione social delle singole pagine del vostro sito e del vostro blog.

4. Utilizzare Pinterest

Un modo semplice per creare contenuti condivisibili è usare Pinterest. Pinterest è una piattaforma ottimale per il link building e migliorare la vostra strategia di utilizzo delle parole chiave.

Come già detto al punto 2, ricordatevi che è possibile aumentare la visibilità dei vostri contenuti aggiungendo all’interno della descrizioni dei vostri pin o delle vostre board, le parole chiave associate al vostro business.

Google “preferisce” le immagini ad alta risoluzione, quindi utilizzate immagini di alta qualità su Pinterest se possibile.

5. Utilizzare Google+

A chi può piacere di più Google+ se non a Google? Quindi iscrivetevi! Create una pagina business su Google+ e, come detto al punto 1, completate in maniera accurate e dettagliata la sezione “Informazioni”.

E non dimenticate di aggiornarlo seguendo i consigli dei punti 2 e 3.

 

6. Creare una pagina locale su Google+

Secondo Google il 97 per cento degli utenti effettua ricerche sulle imprese locali. Di conseguenza, per ottenere una buona posizione nei risultati di ricerca è fondamentale ottimizzare la vostra pagina locale Google+.

Una pagina Google+ locale è diversa da una pagina business di Google+ perché permette ai clienti di connettersi facilmente con la posizione fisica del business. Inserite anche qui in maniera dettagliata tutte le informazioni sulla vostra attività (indirizzo, numero di telefono, orario di apertura ecc…) e assicuratevi di mantenere sempre aggiornate le informazioni.

Gli errori più commessi sui social media in ottica SEO? Eccoli, e non ripeteteli!

  • Mantenere privati i profili social del proprio business
  • Creare un profilo di Facebook come utente (persona) invece di una pagina di Facebook – orrore!
  • Non personalizzare l’URL di Facebook
  • Non usare il nome del proprio business come nome pagina di Facebook o account di Twitter
  • Caricare immagini con i nomi di file (ad esempio: foto1 o IMG1287)
  • Duplicare il contenuto di un altro sito web

La cosa più importante da ricordare è che per migliorare il vostro SEO ci vuole tempo, non esistono rimedi lampo. E soprattutto bisogna agire con metodo e cognizione di causa. Quindi se volete scoprire tutti i segreti del SEO non vi resta che frequentare il nostro corso SEO online! 😉

Photoshop Tutorial: come applicare un’ombra alle immagini

Scopriamo come applicare, in pochi passaggi, un’ombra alle nostre immagini utilizzando Photoshop in questo tutorial realizzato per noi da Marco Gurnari:

Quella del blogger tutto fare è una figura in cui la maggior parte di noi si può identificare.

Ho preso in considerazione i blogger perchè è ciò che faccio io, ma più generalmente possiamo dire che molti web master tendono a gestire tutto il sito da soli.
Se si è all’ inizio del proprio progetto questo è del tutto normale, perchè solo in pochi hanno dei budget talmente elevati da spendere migliaia di euro per assicurarsi che ogni cosa sia perfetta.

Bisogna dunque iniziare ad avere le conoscenze, almeno basilari, in moltissimi campi.
Si va dall’html e css in modo tale da modificare qualche elemento senza chiedere aiuto nei diversi forum e aspettare per giorni una risposta,si devono conoscere almeno le basi della SEO, concetti di web marketing e in alcuni casi anche imparare le basi di programmi di grafica come photoshop o gimp in modo tale da personalizzare al meglio le nostre immagini.

E’ proprio a questo proposito che ho scritto l’articolo di oggi, cercando di dare vita ad una serie di consigli per coloro che vogliono avere delle conoscenze basilari in modo tale da migliorare graficamente il proprio sito o anche semplicemente la qualità dei propri articoli.

Oggi andremo a vedere come creare l’ombra alle nostre immagini, per dare un maggiore senso di prospettiva.

Iniziamo creando un rettangolo con lo strumento Shape, per simulare una possibile immagine:

Ho scelto come colore un grigio scuro, ma siete liberi di scegliere il colore che più vi piace.

A questo punto duplicate il rettangolo e impostate il colore del nuovo in Nero. Questo sarà la nostra futura obra.

Potete vedere da questo screen i livelli :

Come vedete, il rettangolo “ Ombra “ deve essere al di sotto della nostra immagine.
Fatto ciò, selezionando il livello Ombra, andiamo su Filtri >­ Sfocatura >­ Controllo sfocatura

Si aprirà una finestra con la quale potrete impostare i pixel. Personalmente imposto a 10 px, ma anche qui potrete aumentare o diminuire in base all’ effetto che volete ottenere:

A questo punto il rettangolo “ Ombra “ inzierà d’ avvero ad assomigliare all’ effetto voluto.

Dopo aver sfocato il livello in questione, diminuiamo l’ opacità all’ in circa all’ 80%, ottenendo il seguente risultato:

L’ effetto ottenuto già migliora, graficamente parlando, la nostra immagine. Possiamo però fare molto di più con qualche ulteriore passaggio.

Selezioniamo il nostro lievello “ Ombra “ e andiamo su Edit­ > Transforma ­> Altera

Questo ci permetterà di “ deformare “ la nostra ombra facendo risaltare particolari parti dell’ immagine in questione, come gli angoli inferiori, quelli superiori o altro.

Dopo diverse modifiche alla nostra ombra ecco il nuovo risultato:


A questo punto vediamo l’effetto finale su una immagine:

Come vedi ho dato l’ effetto che l’ immagine quasi si stesse staccando dalla pagina web negli angoli inferiori.
Potrete dare sfogio alla vostra fantasia, applicando questo effetto anche nella parte superiore della pagina o in qualunque modo voi vogliate.

Termina qui la guida, ma aspetta: ci sono altre risorse utili!

Se non volete spendere tempo a fare un qualcosa di personalizzato, potrete scaricare ombre già create.

Su 365psd.com potrete trovarne di gratis 2 set : qui e qui .
Se invece volete un effetto sicuramente più professionale, al prezzo di 6$ potrete acquistare un pacchetto di 32 ombre su graphic river (dopo averle personalmente acquistate confermo l’ottima qualità).

Pagare con lo smartphone? Ora si può, grazie all'NFC con Mediolanum Mobile Pay

Sembra che nel futuro potremo dire addio ad ingombranti portafogli pieni di carte di credito, tessere sanitarie, carte fedeltà. Grazie alla tecnologia NFC (Near Field Communication), che permette la comunicazione tra dispositivi in prossimità, tutto il nostro portafoglio entrerà nello smartphone.

A dircelo sono dieci esperti del panorama tecnologico ed economico italiano, che martedì 21 maggio si sono confrontati sul futuro dei pagamenti al “Mediolanum Innovation Forum 2013” presso la Triennale di Milano, evento organizzato da Banca Mediolanum in partnership con Vodafone, CartaSì, MasterCard e SIA. Noi di Ninja Marketing non saremmo certo potuti mancare!

 

L'evento Mediolanum Innovation Forum 2013

Ma andiamo nei dettagli. La tecnologia NFC è un sistema di pagamento in prossimità, che permette ad un cellulare con sim abilitata ed un’app dedicata installata di effettuare transazioni. Semplicemente, basta posizionare lo smartphone su un terminale POS contactless per acquistare beni di ogni genere, in un attimo. Soprattutto, renderà semplici quei micropagamenti quotidiani sotto i 25€, per i quali non è necessario digitare il pin, come pagare un cappuccino, un biglietto del cinema o una corsa in taxi.  Un’esperienza smart, immediata e sicura, che faciliterà la vita ad ognuno di noi.

In questa prospettiva, Banca Mediolanum insieme a Vodafone lancerà presto il servizio Mediolanum Mobile Pay, che ha ricevuto grande entusiasmo e curiosità nella fase di sperimentazione di un mese con 60 dipendenti-tester, che ha compreso oltre 800 transazioni, di cui circa 200 all’estero.

Anche due testimonial d’eccezione, Arianna Chieli, blogger e giornalista, direttore artistico di www.fashioncamp.com e Marco Zamperini, blogger e tecno-evangelist, CIO presso NTT Data Italia, hanno provato l’efficacia della tecnologia NFC, nell’operazione #mobilesurvive. La loro missione? Trascorrere un’intera giornata di shopping compulsivo a Milano senza portafogli, usando esclusivamente i loro smartphone abilitati al pagamento digitale. Sfida impossibile? 😉

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Spotted! Arianna Chieli e Marco Zamperini al #Medif2013.

Questa rivoluzione apporterà cambiamenti tecnici, sociali e di lifestyle. Come spiegato da Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di strategia della SDA Bocconi, l’NFC andrà ad influire sulla dimensione orizzontale del sistema dei pagamenti, ovvero nella relazione tra pagatori, rendendola sempre più sociale. Inoltre, il pagamento andrà ad estendere la customer journey anche dopo la transazione: essendo la transazione digitale anche uno scambio di informazioni, l’utente potrà ricevere offerte ad hoc, profilate sulle sue abitudini d’acquisto. Senza contare le esternalità positive in ambito socio-economico, tra cui una totale tracciabilità, e quindi trasparenza, dei pagamenti.

Ed in area fashion? Preparatevi a minimal-bag a misura smartphone, fashion victims. Parola di Arianna Chieli.

Dal Mediolanum Innovation Forum è tutto. Arrivederci alla prossima innovazione.

Social brand experience: Coca Cola connette India e Pakistan [VIDEO]

Ambient Coca Cola che mostrano consumatori interagire divertiti con distributori ‘umanizzati’, che vogliono abbracci, che ti fanno cantare. Ne abbiamo visti tanti negli ultimi mesi, tante declinazioni dello stesso messaggio immutato nel tempo: Coca Cola è felicità, è convivialità, è stare insieme. Il brand stavolta ha deciso di ‘andarci forte’ e ha applicato questi piccoli esperimenti sociali ad un contesto delicato come lo scenario Indiano-pakistano.

Utilizzando due speciali distributori dotati di schermo interattivo, collocati a New Delhi e Lahore, i creatori hanno creato un simbolico punto di contatto tra due popolazioni originariamente unite ma oggi divise. Il racconto ‘documentale’ che apre il video offre una descrizione realistica e non certo fortunata dei rapporti tra indiani e pakistani, che trova però molti appelli all’apertura e alla comunione. L’ultimo contributo è quello di una donna, che ci dice:

“Per lo più ciò è dovuto alla mancanza di comunicazione. Stanno vicini a noi, ma non abbiamo contatti con loro”.

La chiave per creare questa porta di accesso? Nella visione di Coca Cola, è quello di creare “un momento di felicità, ha il potere di riavvicinare il mondo intero”. Relationship, non a caso, è il primo sostantivo da cui si sviluppa tutto il copy del video.

Il distributore di Coca Cola in questa iniziativa diventa un’interfaccia sociale per permettere ai giovani di scambiare gesti e pensieri con coloro che stanno al di là del vetro. Tanto vicini quanto lontani.

Inevitabilmente, tantissimi utenti hanno criticato l’iniziativa, promossa “da una multinazionale occidentale“, che “sfrutta una questione geopolitica non semplice per sponsorizzarsi“, perchè per il brand “che tu sia pakistano o indiano non importa, sei un consumatore“. Rischi facili da prevedere, questi, soprattutto una volta che è evaporato l’entusiasmo di chi ha vissuto l’esperienza.

Ma tanti altri hanno apprezzato invece il progetto (che potrebbe essere il primo di una serie) e la volontà del brand di entrare nella vita e nei contesti sociali che stanno a cuore ai suoi consumatori.

Voi, cosa ne pensate?

Festival dell'Innovazione: laboratorio di progettazione e ricerca

Si è concluso il 24 Maggio il Festival dell’Innovazione di Bari, giunto quest’anno alla sua terza edizione per offrire uno spazio di discussione e scambio tra progetti, idee ed esperienze.

L’iniziativa, organizzata e proposta dall’Assessorato allo Sviluppo Economico – Area Politiche per lo Sviluppo Econimico, il Lavoro, l’Innovazione della regione Puglia, e da ARTI, ha lanciato un richiamo importante a giovani, imprese e Pubbliche Amministrazioni con oltre 70 eventi.

La manifestazione, che si è svolta principalmente nel borgo antico del capoluogo pugliese, non è stata la classica fiera, ma un evento partecipato in cui pubbliche amministrazioni, giovani, studenti, ricercatori, startupper, imprenditori e investitori sono diventati protagonisti per confrontare idee, visioni ed esperienze nei diversi ambiti tematici di questa edizione, che abbracciano dall’economia della conoscenza al made in Italy hi-tech, dall’energia alle smart cities, passando per l’autoimprenditorialità e per l’innovazione nella formazione.

Idee che cambiano il futuro

La città di Bari si è connessa in questi giorni direttamente con il futuro, potendo toccare con mano le idee innovative proposte dai partecipanti, come il microeolico progettato da Fei System, un impianto per la produzione dell’energia pulita di ridottissime dimensioni che, con condizioni ventose di qualsiasi natura, permette il recupero energetico dove lo spostamento d’aria è passivamente generato dai mezzi di trasporto.

Degne di nota sono anche il prototipo del Centro laser scarl per un annodatore automatico di mozzarelle (prodotto tipicamente pugliese!) e la app per il pagamento tramite smartphone dei servizi di trasporto urbano e della sosta nelle aree a pagamento, sviluppata da Exprivia che ha coinvolto come città pilota proprio il comune di Bari.

Il Festival dell’Innovazione si è sviluppato in una rete di testimonianze di esperti, tavole rotonde interattive in diretta streaming, laboratori aperti e di co-progettazione, concorsi per giovani e studenti, reading contest tra autori pugliesi ma anche eventi e spettacoli serali che hanno visto come protagonista della esibizione di chiusura il concerto di Malika Ayane.

Investire in tecnologia è certamente la risposta emersa dai tavoli di discussione e dai focus group anche per uscire dalla crisi: sostenere la ricerca serve a scuotere un sistema produttivo impigrito e arretrato, valorizzando le eccellenze ma diffondendo la cultura dell’ innovation technology per diventare competitor vincenti sui mercati mondiali.

Anche il progetto Bari 2.0 per trasformare la città in una smart city è un modo per dematerializzare il lavoro e costituisce una svolta intelligente e mirata in ottica green, consentendo un risparmio notevole in supporti cartacei e in tributi e sanzioni.

Il Festival dell’Innovazione di quest’anno si è rivolto soprattutto agli studenti per spingere i giovani, attraverso la partecipazione e la fantasia, ad incuriosirsi verso le tematiche proposte e creare una nuova coscienza collettiva in grado di diventare la base di un nuovo sviluppo sociale ed economico più in linea con le nuove esigenze che la tecnologia e la sostenibilità energetica richiedono a livello europeo e mondiale.

Il Festival dell’Innovazione in numeri

Oltre che dagli spunti, dall’ampia varietà dei protagonisti coinvolti, degli speaker e dei testimonial di rilievo, il successo di questa edizione si misura anche in numeri: 2850 gli studenti in visita da tutta la Puglia, oltre 110 mila le visualizzazioni del sito della manifestazione, 1500 gli spettatori delle dirette streaming, 300 i partecipanti ai laboratori di artigianato digitale.

 

Un grande momento, quindi, di contaminazione e incontro tra saperi scientifici (ma anche umanistici) per stimolare i giovani a realizzare i propri sogni attraverso la progettazione, l’innovazione e la ricerca.

 

Foto dal sito ufficiale della manifestazione

La serie Game of Thrones diventa Game of Brands

Dici Game of Thrones ed è subito memevertising. La popolarissima serie tv in onda sulla HBO è da tempo oggetto di numerose rivisitazioni che fanno puntualmente il giro del web tra la comunità di fan appassionati della saga fantasy.

C’è chi ha rintracciato somiglianze tra i personaggi della serie tv e le stelle del NBA americano, chi ha misurato l’affinità di coppia dei protagonisti, chi ha visto nella fisionomia dei gatti i tratti distintivi di taluni personaggi.

Ultima, in ordine di tempo, la trovata di Shutterstock. Il popolare sito di immagini ha lanciato Game of Brands, un simpatico gioco che si basa su una domanda fondamentale. Nell’universo simbolico di Game of Thrones ogni casata è identificata da un simbolo che esprime icasticamente il temperamento e il tratto distintivo della famiglia. Ora, se queste casate fossero esistite nella moderna cultura dei brand, quale sarebbe stata la loro comunicazione e quale sarebbe stato il loro core business?

Ecco allora che le casate di Games of Thrones diventano moderne corporation in lotta per la conquista del mercato globale. Il tutto rielaborato grazie alle foto di stock del popolare sito.

Targaryen

“Madre dei draghi” è l’appellativo di Daenerys, ultima discendente di quella che un tempo era la grande famiglia reale. Non è forse il payoff ideale per una moderna ed efficientissima compagnia di trasporto aereo? Ecco a voi Air Targaryen.

Lannister

Tutto si può dire dei Lannister, ma non che siano sprovvisti di fiuto per gli affari. Forti della loro ricchezza, non perdono occasione per vantarsi di “pagare sempre i propri debiti”.

Ai giorni nostri i Lannister spadroneggerebbero senza dubbio su Wall Street con la loro compagnia di investimenti. Ma proprio come nel caso dei giganti di Wall Street, chi affiderebbe mai i propri soldi a yuppie così rampanti?

Starks

Gli Stark sanno decisamente cosa sia il freddo. Per questo, per la tua settimana bianca, non puoi che scegliere un outfit Stark.

D’altronde hanno la migliore tagline in circolazione tra i produttori di abbigliamento invernale: Winter is coming.

Baratheons

I Baratheons potranno pure impelagarsi in ottuse lotte fratricide, ma nessuno può negare che siano nati per combattere. Se stai cercando una società a cui affidare la tua sicurezza personale, non puoi che affidarti a loro.

D’altronde meglio averli come consulenti, che come competitor. Dagli allarmi antifurto ai TVCC per i camion blindati passando per la sicurezza privata: Baratheon è la tua assicurazione sulla vita.

Greyjoys

I Greyjoys hanno una lunga storia di pirateria, ma di questi tempi non deve essere una professione molto redditizia. Meglio mettersi al capo di una fiera compagnia di crociere che sappia davvero come solcare le acque.

Arryn

Dall’alto della loro posizione arroccata, gli Arryn hanno sempre sott’occhio il quadro della situazione.

Attraverso l’acquisizione di segnali da tutto il mondo grazie a torri, satelliti e server, Arryn è un moderno hub di comunicazione in grado di mantenere una posizione predominante nel mercato, pur non entrando direttamente nella contesa.

Strategie SEO per un posizionamento efficace? I docenti Ninja rispondono [INTERVISTA]

Dell’importanza della SEO ne abbiamo parlato nel post di presentazione del Corso Online dedicato: grazie alla Search Engine Optimization è possibile incrementare vendite e contatti qualificati. Il suo potenziale è pressoché infinito: utilizzandola al meglio non solo è possibile emergere nel mare del Web ma anche battere la concorrenza raggiungendo la propria nicchia di mercato.

È per questo motivo che – dopo il Corso Online in SEM (ora disponibile in modalità On-Demand), per integrare il percorso dei Guerrieri del Marketing Digitale, Ninja Academy ha pensato di dar vita ad un Corso Online interamente dedicato alla SEARCH ENGINE OPTIMIZATION insieme a Luca De Berardinis e Fabio Di Gaetano, rispettivamente SEO & Content Manager e Ammistratore e SEO Strategist di Argoserv SRL, con la possibilità di seguire le lezioni in diretta e di ritrovarle anche in differita in tutta comodità e senza alcun limite di tempo.

Il corso – che comincia lunedì 17 giugno e si conclude venerdì 28 giugno, dà la possibilità di interagire direttamente con Luca e Fabio grazie ai Question Time e di scaricare l’attestato di partecipazione previo superamento di un test di valutazione.

Insieme ai nostri docenti studieremo le tecniche e le strategie più efficaci per posizionare un Sito Web nelle prime posizioni dei risultati di ricerca sulla base di determinate keyword. Per l’occasione, ecco cosa mi hanno raccontato..

Corso Online in SEO: qualche anticipazione sui segreti che svelerete ai partecipanti? Verrà presentata qualche case history?

FABIO DI GAETANO: Quando si parla della Search Engine Optimization, è luogo comune immaginare la figura del SEO come un manipolatore che con segreti e trucchi riesce ad ingannare i motori di ricerca per far arrivare i propri clienti primi su Google. Fortunatamente le manipolazioni, le pratiche “black hat” SEO sono state smascherate, non sono più efficaci e sono diventate addirittura controproducenti. Ma se è vero che non funzionano più i mezzucci e gli stratagemmi e che non esistono segreti, è altrettanto vero che proprio ora, per emergere nel mare del web, non si può assolutamente prescindere da bravi SEO, figure indispensabili in qualsiasi strategia o piano di marketing Web oriented. Nel corso cercheremo di far comprendere proprio che se non esistono segreti:

1. Esistono regole SEO da rispettare (es. la progettazione della pagina, la struttura del sito, etc.)
2. Esistono accorgimenti SEO (es. la ricerca delle  keyword per le quali concorrere, i title, le description da utilizzare, etc.)
3. Esistono strategie da implementare attraverso il sito, il blog, i canali social, le community, affinché si ottenga la giusta rilevanza nelle SERP e si ottengano tassi di conversione interessanti

Inoltre l’approccio che daremo al corso sarà innovativo, tutto basato su case history di cui abbiamo esperienza diretta: invece di parlare di colossi quali Amazon, Ebay, Autoscout vi parleremo di aziende che, pur entrando in competizione spesso anche con questi giganti, utilizzando intelligenti strategie di nicchia, sono riuscite a ricavarsi uno spazio nel web e ad accrescere i propri fatturati. Vi parleremo di blog, portali di advertising, scuole di lingua, negozi “brick e mortar”: tutti i partecipanti potranno trovare idee interessanti da cui prendere spunto per riportarle, migliorarle, adattarle al proprio mercato di riferimento.

Quali sono gli strumenti che non possono mancare nella cassetta degli attrezzi di un buon SEO? Quale quello che preferite?

LUCA DE BERARDINIS: Sono tanti gli strumenti che un bravo SEO dovrebbe maneggiare con una certa abilità. Primo fra tutti un tool che ti permetta di individuare facilmente le keyword più cercate in un determinato settore e la loro frequenza di ricerca. Uno dei migliori in questo senso è lo Strumento per le Parole Chiave di Google AdWords. Un altro, forse meno conosciuto, è Ubersuggest. Altri tool sono necessari per analizzare la situazione dei competitor e i loro link in ingresso: ne parleremo meglio durante il corso.

Ormai è palese: il Web ha abbattuto le barriere geografiche e stravolto le regole del mercato. Farsi trovare nell’oceano di Internet diventa il mantra per ogni azienda che voglia sopravvivere. Qual è il ruolo e il valore della SEO in questo contesto?

FABIO DI GAETANO: Su tale aspetto vi rimando al post sul “valore della SEO pubblicato su Ninja Marketing” e alle slide che abbiamo proposto nel nostro intervento alla Battaglia delle Idee. Aggiungo solo che, avendo fondato una startup che ha la sua ragion d’essere principalmente nell’utilizzo di un’appropriata strategia SEO ed avendo fornito consulenza ad aziende non web-oriented che hanno incrementato opportunità e fatturati grazie alla Search Engine Optimization, siamo testimonial e convinti assertori dell’assoluta importanza di questo ramo del Marketing Digitale. Siamo inoltre convinti per esperienza diretta che, con applicazione, conoscenza di regole basilari, studio delle SERP e un po’ d’inventiva, tutti possano diventare bravi SEO.

Corso Online in SEO

Ci sarà spazio per parlare di monitoraggio? In che modo è possibile correggere il tiro dopo aver analizzato attentamente Google Analytics?

LUCA DE BERARDINIS: Sicuramente parleremo anche di monitoraggio attraverso gli strumenti di analisi più conosciuti come Google Analytics e Google Webmaster Tools. Uno dei parametri su cui porre particolare attenzione è il tasso di rimbalzo su una determinata pagina Web, ovvero la percentuale di persone che, arrivando su tale pagina, la abbandonano immediatamente. Questo è un campanello d’allarme:  probabilmente la pagina, anche se ben ottimizzata, presenta problemi di usabilità o di pertinenza rispetto alle keyword per cui è visibile. “Aggiustare il tiro” significa modificare la propria strategia in corso d’opera.

Content is King: è ancora vera questa affermazione?

FABIO DI GAETANO: Sì e lo sarà sempre più in futuro. Qualsiasi strategia SEO o di Inbound Marketing deve essere basata sul contenuto, ma vi garantiamo che un buon contenuto da solo non basta: può verificarsi che un post interessante compaia in quarta pagina solo perché il titolo è sbagliato, le foto non sono taggate, non è stato supportato da una giusta campagna social a discapito di articoli meno interessanti ma meglio ottimizzati. Direi quindi che “Content is King” ma “Content + SEO is more”.

Dunque è possibile comprendere la psicologia degli utenti e prevedere il loro comportamento grazie alla SEO?

LUCA DE BERARDINIS: Assolutamente sì. Non solo si può ma è necessario farlo. Più che prevedere il comportamento, occorre individuare le reali intenzioni degli utenti. Faccio un esempio pratico per farmi capire: se uno cerca su Google la keyword “Camion Americani”, vuole comprare un camion made in USA o desidera guardare foto e video dei bestioni d’oltreoceano come i mitici Peterbilt. Comprendere le intenzioni degli utenti significa mettersi nei loro panni, vuol dire avere un atteggiamento empatico. Solo così è possibile conoscere il nostro target e progettare di conseguenza le strategie SEO con cui vogliamo intercettarli.

La regola d’oro per un blog post efficace dal titolo impeccabile?

FABIO E LUCA: Almeno su questa facciamo i preziosi. Per scoprirla vi aspettiamo al corso 🙂

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Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change.
Be Ninja!

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Google Timelapse, come è cambiata la terra negli ultimi 30 anni!

Google Timelapse: come è cambiata la terra negli ultimi 30 anni!

Google Timelapse, come è cambiata la terra negli ultimi 30 anni!

La Terra è un pianeta vivo, in continuo mutamento e soggetto all’azione dell’uomo. Tutti ne siamo consci, eppure è impossibile non rimanere indifferenti alla velocità con cui questi cambiamenti hanno luogo. Non devono essere rimasti indifferenti nemmeno gli ingegneri di Google mentre realizzavano la serie di immagini e video per il progetto Timelapse, che immortala in pochi secondi i mutamenti di alcune aree del pianeta Terra avvenuti negli ultimi 30 anni.

Nato da una collaborazione tra la rivista Time, la U.S. Geological Survey (USGS), la NASA e Google, il progetto ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto l’azione dell’uomo stia contribuendo a cambiare il mondo.
Cosí, dalle immagini di Timelapse è possibile vedere Las Vegas ingrandirsi e Lake Mead (il gigantesco “serbatoio” d’acqua della città) asciugarsi sempre più anno dopo anno. Ancora più stupefacente, rispetto a Las Vegas, è Dubai, che all’epoca della prima foto dal satellite era poco più di un agglomerato di case nel deserto, mentre ora dall’alto sembra un immenso luna park.

Particolarmente toccanti sono invece le immagini che ritraggono gli effetti della deforestazione dell’Amazzonia, o gli immensi sfregi causati dell’attività mineraria in Nordamerica.

Il progetto Timelapse comprende anche alcune immagini artistiche della Terra dallo spazio ed una serie di saggi che toccano i diversi argomenti visibili dalle immagini e dai video.

Google Timelapse, come è cambiata la terra negli ultimi 30 anni!

La storia del progetto è entusiasmante quanto le immagini. Timelapse è infatti frutto del lavoro incessante dei satelliti del programma originariamente chiamato “EROS” (Earth Resources Observation Satellites) e più tardi rinominato “Landsat”.  L’idea è nata da Stewart Udall, ex segretario interno dei presidenti Kennedy e Johnson, il quale, già nel lontano 1966, aveva intuito quanto potesse essere utile scattare fotografie della Terra con l’obiettivo di preservarne le bellezze naturali.

Google Timelapse, come è cambiata la terra negli ultimi 30 anni!

Nel 1972 la NASA lanciava il primo di sette satelliti, e da allora sono state scattate milioni di immagini, che digitalizzate “pesano” diversi miliardi di bytes. Nel 2008 il governo degli USA ha sancito che quelle immagini dovevano essere dichiarate di dominio pubblico. La notizia è arrivata fino Mountain View, dove hanno pensato che per chiunque sarebbe stato impossibile goderne, se prima non fossero state riorganizzate e digitalizzate.

Google Timelapse, come è cambiata la terra negli ultimi 30 anni!

Per tramutare il progetto in realtà, Google doveva recuperare tutte le immagini immagazzinate negli archivi dell’USGS e nelle varie sedi del progetto Landsat, che erano sparse per il mondo. Per digitalizzare e ricomporre tutte le immagini e “pulirle”, serviva poi l’immensa potenza di calcolo che solo gli ingegneri di Google hanno a disposizione. Per rendere possibile tutto ciò, “Big G” ha utilizzato migliaia di computer che lavoravano in parallelo, i quali hanno velocizzato un processo che altrimenti avrebbe richiesto anni.

Come scrive Jeffry Kluger sul sito ufficiale del progetto Timelapse, è una vera fortuna che qualcuno a Google abbia sentito parlare del progetto Landsat!

Amnesty International ti mette sotto processo in base al tuo profilo di Facebook


Nel tentativo di attirare l’attenzione sulle drastiche leggi con cui alcuni Paesi minacciano la libertà dei propri cittadini, Amnesty International ha ideato la web app che analizza il tuo profilo di Facebook e scopre per quali crimini saresti condannato in nazioni meno liberali della nostra.

Trial by Timeline non solo ti “accusa” dei crimini commessi, ma ti mostra anche quali punizioni ti verrebbero inflitte.

Incuriosita, ho provato questa iniziativa e sono rimasta molto colpita, ma soprattutto sono grata di vivere in un Paese dove essere iscritti ad un social network non è un crimine.

Prima di attivare l’applicazione premendo il pulsante “Sentence me“, il sito mi avverte minacciosamente che tutto quello che ho detto o fatto sarà usato contro di me. Ed è proprio vero.
Attraverso il software di scansione on-line, vengono analizzati tutti i dati contenuti nella mia timeline come età, status sentimentale, opinioni politiche, gruppi a cui sono iscritta e “mi piace”.

I risultati del mio trial by timeline? 204 condanne per sei crimini diversi in 67 Paesi.

In Paesi come il Messico, l’Iraq e il Turkmenistan sarei torturata o uccisa dagli estremisti perché lavoro nei media – quindi essere una ninja è davvero pericoloso. In Iran sarei fustigata perché pratico l’amore prima del matrimonio – l’hanno capito dal fatto che ascolto Blood Sugar Sex Magic dei Red Hot Chili Peppers. In Kuwait sarei imprigionata perché faccio consumo di alcool, cosa facilmente deducibile da tutti i bar di cui sono fan.

La cosa più assurda? In Algeria verrei picchiata per il semplice fatto di essere una donna.

Questa web app ci ricorda di non dare per scontato le libertà di cui godiamo, perché da qualche parte, nel mondo, c’è qualcuno che viene condannato per una cosa che noi facciamo tutti i giorni.

La toccante iniziativa nasce dagli uffici di Amnesty International in Nuova Zelanda (perché la Nuova Zelanda è il Paese più libero del mondo) e con l’agenzia pubblicitaria Colenso BBDO di Auckland.

Bulsara conquista la Warner Bros con il Toilet Advertising

“L’utente vive un esperienza multisensoriale trovandosi immerso in un insieme di sensazioni che possono essere supporti video, supporti con le luci, audio e touch. Ricreiamo proprio il mondo del brand che si promuove all’interno delle strutture che noi abbiamo in concessione”.

Queste le parole che Federico Roesler Franz utilizza per descrivere i servizi offerti da Bulsara Advertising la startup da lui fondata poco più di un anno fa.

E’ già chiaro che si tratta di qualcosa di molto innovativo e lo diventa ancora di più quando ci svela quali sono le strutture che Bulsara utilizza per le sue campagne: i bagni pubblici.

Federico e il suo team, infatti, hanno scelto di affacciarsi nel mondo del business puntando sul Toilet Advertising, una tecnica di marketing che si pone in alternativa alla pubblicità tradizionale sfruttando il contatto diretto con il target.

Ma andiamo a scoprire meglio la storia di questa promettente startup romana.

Bulsara Advertising

L’idea è nata basandosi sull’osservazione di quello che già accade all’estero, cercando però di estendere la gamma di supporti utilizzabili. Le realtà studiate infatti si limitavano a bacheche o semplici cornici statiche, mentre l’obiettivo di Bulsara è quello di utilizzare supporti multisensoriali che arredino il bagno a 360°.

In questi mesi il team ha raggiunto diversi traguardi, tra questi la vittoria alla Fiera delle Start UpStartuppers Sotto il Sole” presso il Sole 24 Ore di Milano o il premio di miglior allestimento durante il Career Day LUISS.

Ma è recentissima una delle più importanti novità, la chiusura di un round di investimento di 350 mila euro.

L’ingresso nella società di due importanti fondi di investimento, il Por Fesr 1.3 della Regione Lazio per il Capitale di Rischio gestito da FIlas S.p.a., la holding LVenture Group S.p.a. e di alcuni Business Angel consentiranno di accelerare il processo di espansione al livello nazionale nei prossimi due anni.

Vantaggi del Toilet Advertising

Una “campagna da leoni”

Se non vi è mai capitato di imbattervi in un esempio di Toilet Advertising, non preoccupatevi, nei prossimi giorni potrete rimediare. E’ partita infatti la nuova campagna “Quello che succede a Las Vegas…” per Warner Bros Italia. All’interno dei servizi igienici delle Università (Luiss Guido Carli e La Sapienza) e presso le strutture di 25 Biblioteche del Circuito di Roma Capitale troveremo infatti i volti dei simpatici personaggi della trilogia “Una notte da leoni” che ci aspettano a partire dal 30 maggio 2013 nelle sale italiane con il tanto atteso finale della serie.