Facebook introduce le pagine verificate

Novità per le fanpage di Facebook: esattamente come il bollino blu della banana più famosa 😉 , anche le pagine del colosso social avranno il bollino di garanzia, le verified pagesSu Twitter esiste già da qualche tempo questo sistema di controllo ed ora anche Facebook si è finalmente adeguato.

Il big social ha introdotto la funzione di verifica degli account anche per le fan page, dopo aver lanciato quella per i singoli profili. Gli account verificati non hanno alcun segno distintivo se non la visualizzazione del vero nome nel campo informazioni. Le fan page, invece, subiranno un differente trattamento.

Per le pagine verificate apparirà un bollino:

  • accanto al nome della pagina
  • nell’algoritmo di ricerca Graph Search
  • nei newsfeed ads dello streaming personale dell’utente

Al momento, come sempre, saranno verificati i profili delle “celebrità” per poi controllare e verificare progressivamente le pagine con molti follower.

Cosa ne pensate di questa novità in casa Facebook?

Le 5 Green App che favoriscono la Sostenibilità Ambientale

Pochi dubbi: il tema della sostenibilità e dell’ecologia è uno dei più caldi del momento. Dare un futuro al pianeta, lasciare in eredità ai nostri figli città più vivibili è sicuramente uno degli obiettivi principali che l’umanità si deve porre. Per fortuna siamo nel 2013 e abbiamo a disposizione delle App che possono darci una mano! Ecco una selezione delle migliori Green App in circolazione.

Greendrops

Il primo passo per diventare Green? Certamente tenere traccia delle proprie azioni quotidiane è un primo passo. In questo ci viene incontro Greendrops, un’app italiana che aiuta l’utente a ridurre le proprie emissioni di CO2 inserendo tre valori: consumo di elettricità, di gas e il numero di kilometri percorsi, consentendo in questo modo all’applicazione di attribuire un punteggio a seconda del risultato. Ovviamente sarà il colore verde a fare di noi dei cittadini ecologicamente consapevoli!

Disponibile su iTunes, per il download clicca l’immagine qui sotto:

il Rifiutologo

Abitate in Emilia Romagna? Ecco un’ottima occasione per riciclare i vostri abiti usati, assi da stiro e in generale ogni scarto che possiate immaginare. Come? Utilizzando il GPS integrato nell’applicazione IlRifiutologo sviluppato dal Officine Digitali per il Gruppo Hera potrete individuare la stazione ecologica più vicina a casa vostra e smaltire i vostri rifiuti in maniera ecosostenibile!

Disponibile qui su iTunes

e qui su Google Play Store

BlaBlaCar

Il car sharing è senza dubbio una delle soluzioni migliori per ridurre le emissioni dannose per la natura. BlaBlaCar persegue questa filosofia mettendo in contatto automobilisti che hanno posti liberi in auto con persone che devono affrontare la stessa tratta, permettendo spesso non solo di limitare le emissioni di CO2 ma anche di risparmiare un bel po’ di soldi rispetto a metodi di viaggio più convenzionali!

Su iTunes

e per Android

Good Guide

Un altro tema molto dibattuto è la provenienza e la sicurezza per noi e per l’ambiente dei prodotti che acquistiamo. GoodGuide è un ottimo aiuto a questo proposito: tramite lo scanning del codice a barre del prodotto in questione, l’applicazione in questione ci comunicherà i punteggi relativi alla sicurezza per la salute, l’ambiente e quanto le aziende produttrici siano socialmente responsabili. Al momento l’App funziona maggiormente negli USA ma alcuni prodotti italiani sono presenti.

Su iTunes

e per Android

WWF Adoption

Avete sempre voluto un panda? Ecco a voi l’occasione che stavate aspettando! Per secoli abbiamo danneggiato l’ambiente e i suoi abitanti con comportamenti irresponsabili. Possiamo fare qualcosa? Il WWF ci da l’opportunità per rimediare: scaricando questa App sarà possibile adottare a distanza un animale scegliendo tra le varie specie in pericolo.

Per iOS

e per Android

Appunti di VINEomaking: idee video per una buona fotografia

Il tocco di sensibilità artistica, le emozioni trasmesse dal video e la tecnica di montaggio sono determinati dalla scelta del tipo di fotografia. Questi sono elementi imprescindibili, assolutamente da non sottovalutare, anche nelle nostre piccole opere Vine.

1. Utilizzo di filtri

A differenza di Instagram, Vine non offre filtri, sta tutto a noi e alla nostra creatività! Se avete delle lenti professionali buon per voi, ma se foste a corto di mezzi e la vostra ispirazione non è stata per niente pianificata, raccogliete tutto ciò che avete sottomano e sperimentate. Il video art attack potrà partire solo da voi.

Basterà posizionare un bicchiere, una bottiglia di plastica (magari colorata), degli occhiali da sole, il tulle di una bomboniera, o qualsiasi materiale che ovviamente non sia opaco. Gli oggetti sono a vostra portata di mano, sta solo a voi reinventarli per una nuova funzionalità.

2. Illuminazione

Riprendere con la luce artificiale non è il massimo, l’arancione prenderà possesso dei nostri volti e non è per niente un bello spettacolo. È preferibile usare la luce naturale e ancor di più è preferibile usare la luce naturale in esterni anziché interni (ovviamente non in controluce, a meno che l’effetto non sia voluto) o, se proprio non potete fare a meno di farvi prendere dal sacro fuoco dell’arte di notte, almeno giocate con l’incrocio delle luci artificiali.

Avete due-tre lampade a disposizione? Magari anche snodabili. Ficcatele nei posti più impensabili e vedete l’effetto che fanno sul soggetto che volete rappresentare. Provate anche giocando a creare ombre sul viso. Vedrete che, grazie all’uso della luce, riuscirete a dare profondità all’immagine e a dare l’illusione che la vostra scena sia tridimensionale!

3. Montaggio nel montaggio

La luce è il primario elemento di montaggio all’interno di un video. A seconda che il soggetto sia a fuoco o fuori fuoco si differenzia il protagonista della scena da un elemento non protagonista. Dato che il tempo dei video su Vine è già ristretto, fare scelte propizie di messa a fuoco garantirebbe un ulteriore livello di montaggio che sottolinea l’importanza del momento.

Dopo la fotografia la creazione di una storia d’effetto in 6 secondi e la resa di un buon audio ci sembrano altri due aspetti importanti, voi che dite?

Crowdfunding: arriva la bozza di regolamento della Consob

Crowdfunding arriva la bozza di regolamento della Consob
Un tempo si iniziava un’attività con i risparmi di una vita, poi con l’aiuto delle banche e/o delle finanziarie, successivamente ci si affidava al fund raising e ora al crowdfunding. Ovvero come riuscire a realizzare un’idea sfruttando il capitale altrui, a condizione che l’idea sia innovativa. In realtà crowdfunding è un’attività molto complessa e altamente diffusa al punto tale che si è reso necessario l’intervento della Consob che ha stilato una bozza di regolamento atto a regolamentare questo nuovo sistema di raccolta e gestione fondi attraverso piattaforme online.

Crowfunding: che cos’è

Con il termine crowdfunding di indicano quelle attività che hanno lo scopo di agevolare il finanziamento di progetti da parte di una “massa” d’investitori (crowd), attraverso donazioni in denaro (funding) effettuate via internet per il tramite di piattaforme on-line.
La maggior parte di queste piattaforme operano sulla base di un impiego di denaro ripagato con una ricompensa (reward based), come ad esempi la possibilità di usufruire di un determinato prodotto o servizio della società che si è deciso di finanziare.
Vi sono anche piattaforme usate per il social lending, ovvero un prestito da parte di privati ad altri privati.
Ma il crowdfunding che è oggetto della bozza di regolamento della Consob è il cosiddetto “equity based“, che prevede la possibilità da parte dei partecipanti dell’iniziativa di essere remunerati con le partecipazioni societari. La complessità legale del fenomeno, ha richiesto l’intervento della Consob, facendo così dell’Italia è il primo paese a legiferare in materia.

Crowdfunding arriva la bozza di regolamento della Consob

Il regolamento: i destinatari

Il regolamento che si rifà al Decreto del 18 ottobre 2012 n.179, convertito, con modificazioni, con la legge n.221 del 17 dicembre 2012, si applica solo alle startup innovative. Con questo termine si intendono quelle società di capitali che investono la maggior parte delle risorse economiche nella ricerca e nello sviluppo ovvero all’impiego di personale dotato di dottorato di ricerca o comunque altamente specializzato. Sono previste una serie di agevolazioni per le startup quali per l’appunto l’accesso facilitato ai capitali d’investimento. Condizioni necessarie per beneficiare del regolamento sono l’inserimento negli statuti o negli atti costitutivi, almeno per il periodo in cui mantengono la qualità di startup innovative, di clausole di recesso o di co-vendita nel caso in cui i soci di controllo trasferiscano il controllo a terzi.

Gestione delle piattaforme

Il regolamento riserva alle imprese d’investimento e alle banche autorizzate e ai soggetti iscritti in un apposito registro tenuto dalla Consob, l’attività di gestione delle piattaforme per la raccolta di capitali per le startup innovative. La Consob si riserva il diritto di selezionare i soggetti che richiedono di iscriversi all’albo e di monitorare costantemente l’attività di gestione dei suddetti portali. Inoltre i gestori devono rispondere a degli obblighi informativi sia in caso di investimento in startup innovative che nelle singole offerte.

Crowdfunding arriva la bozza di regolamento della Consob

Gli investitori

Gli investitori, sia pubblici che privati, hanno l’onere di stipulare
un contratto per la prestazione di servizi di investimento
.
Altri interventi riguardano la quota sottoscritta dagli investitori professionali e da altri soggetti che deve essere pari ad almeno il 5% degli strumenti finanziari offerti.

La bozza del regolamento è stata resa pubblica il mese scorso. La versione definitiva è prevista entro l’estate.

Come fare seeding su blog stranieri? [NINJA QUAG]

Terzo appuntamento con il “Ninja Quag of the week”, la rubrica settimanale dedicata ai nostri affezionati ed esperti lettori.
Sfruttando la natura partecipativa di Quag, Ninjamarketing vuole coinvolgervi intorno ad argomenti altamente in target con i nostri contenuti cercando in modo partecipativo la soluzione migliore.

La scorsa settimana vi abbiamo chiesto quali fossero secondo voi gli strumenti per un eBook di successo e dalle risposte avute sono nati interessanti spunti di riflessione. La risposta che è stata votata dagli utenti come più UTILE è stata quella fornita da Pinkair, che si è aggiudicata un nostro utile gadget.

Le interazioni tra i Quaggers hanno prodotto uno scambio di idee che ha alimentato una stimolante discussione intorno al tema. Che il profumo della carta, la possibilità di evidenziare porzioni di testo durante la lettura, aggiungendo note e appunti a matita, siano prerogative del libro stampato e diano a quest’ultimo unicità ed esclusività, è assolutamente condiviso dai nostri Quaggers; tuttavia ciò che può deporre a favore dell’eBook è la possibilità di fornire contenuti extra che offrano un valore aggiunto alla lettura. Sarebbe interessante completare la lettura con un sottofondo musicale, magari con la colonna sonora della sceneggiatura ripresa dal libro e riproposta al cinema, o magari potendo visionare parti del film (citando un esempio di proposta avanzata).
In molti condividono l’idea che l’eBook per avere successo debba offrire qualcosa in più della mera trasposizione del testo stampato e debba coinvolgere il lettore a livello esperienziale/emotivo.

Questa settimana invece vogliamo coinvolgervi su un argomento più tecnico: Come fare Seeding su blog stranieri?


Volkswagen porta la tecnologia “Start/Stop” anche su YouTube

Volkswagen porta la tecnologia “Start/Stop” anche su YouTube

Volkswagen porta la tecnologia “Start/Stop” anche su YouTube

Il sistema start/stop è una delle tecnologie più efficienti ed ecologiche che Volkswagen abbia riunito sotto il marchio BlueMotion Technologies: consente, quando la vettura si arresta, lo spegnimento automatico del motore che entra poi in funzione solo quando è effettivamente necessario, ovvero al tocco della frizione da parte dell’automobilista.

Immaginiamo ora a cos’altro potrebbe servire questa geniale tecnologia. A quale strumento del web 2.0 potrebbe essere utile un sistema di Start/Stop?

Beh, ovvio, si tratta di YouTube! Quante volte vi sarà successo di ricevere una telefonata mentre guardate un video? Ragazze, siate oneste, quante volte la cena ha rischiato di andare a fuoco mentre stavate guardando l’ultimo tutorial di make-up? E voi maschietti, quante volte siete stati distratti mentre guardavate l’ultimo e imperdibile live del vostro gruppo preferito?

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Bene, da oggi tutto è più semplice grazie alla collaborazione tra Volkswagen e YouTube e alla tecnologia Start/Stop che, rilevando il volto diretto al monitor tramite la webcam del vostro computer, metterà automaticamente in pausa il vostro video quando non sarete direttamente rivolti verso il monitor.

Pare che questa applicazione non sia ancora perfettamente attendibile ma anche lo Start/Stop della Fiat Regata dell’83 non lo era! 🙂

Oggi invece Volkswagen fa di questa tecnologia per auto un punto di forza in tema di risparmio energetico e salvaguardia dell’ambiente.

Fashion Camp 2013: Ninja Marketing intervista Arianna Chieli

Il Fashion Camp, l’appuntamento annuale dedicato a moda e nuove tecnologie, torna a Milano, il 7 e l’8 giugno, alla Cattedrale di Fabbrica del Vapore. Come vi avevamo preannunciato il tema di questa edizione sarà il connubio tra handmade e innovazione, con un programma ricco di workshops gratuiti da non perdere.

Per saperne di più abbiamo intervistato Arianna Chieli, art director dell’evento:

Ciao Arianna! Il Fashion Camp è giunto alla quarta edizione: cosa dobbiamo aspettarci in più rispetto alle precedenti, e quale sarà il filo conduttore di quest‘anno?

Abbiamo fatto un grandissimo lavoro di ricerca per presentare e far conoscere alcune delle più interessanti realtà riferite a fashion e nuove tecnologie. Il nostro intento resta sempre lo stesso: fare networking e permettere alle persone che hanno interessi in comune di incontrarsi: moda e nuove tecnologie. Il filo conduttore sarà proprio questo: il valore del digitale applicato al mondo della moda, una grande opportunità per tutto il comparto e la fotografia di un mondo che sta cambiando e che in molti casi è già cambiato.

Artigiani 2.0 e designer della filiera corta: il futuro della moda è l’handmade?

L’Italia ha un know-how fortissimo di artigianalità. Il fatto a mano, la cura dei dettagli, la sapienza secolare che si tramanda è qualcosa che ci rende diversi da tutti gli altri. un valore forte sul quale puntare. Il futuro della moda però passa anche per tutte quelle nuove professioni fortemente connesse con il 2.0. La moda si fa, ma si racconta anche ed è qui che entrano in gioco i bloggers.

Sapienza antica, manualità, tradizioni: bastano per affermarsi o ci sono altre competenze chiave da acquisire?

il vero plus è dato dall’incontro tra due mondi: quello legato alla tradizione e quello della rete. E’ impensabile oggi lavorare senza avere una strategia legata al digitale, che non vuol dire avere un sito internet, ma avere la conoscenza degli strumenti che ti permettono di capire l’architettura emotiva della rete.

Quali sono le nuove figure professionali su cui puntare per veicolare l’eccellenza creativa del Made in Italy?

Sicuramente i designers perchè sono loro che inventano, ma anche tutte quelle professioni artigianali legate all’unicità del capo. Servirebbe un intero ministero per valorizzare il Made in Italy. Siamo il paese più ricco di storia, cultura, luoghi meravigliosi, cibi incredibili, talenti pazzeschi ma non sappiamo valorizzarci. Se fossi al ministero del turismo progetterei una guida dedicata a Food&Fashion scaricabile da ogni portale di turismo legato all’Italia. E poi ancora come app gratuita. Promozione del Made in Italy 2.0.

Che ruolo hanno invece i fashionbloggers?

I fashionbloggers hanno il ruolo di raccontare la moda attraverso il proprio punto di vista, Sono in tutto e per tutto delle fonti dalle quali attingere per avere notizie su nuove collezioni, manifestazioni legate al settore, sfilate, presentazioni. Attraverso uno sguardo mediato rappresentano il trait-d’union tra la gente e la moda. Sono- siamo- ragazze normali con una grande passione e una nuova professione in mano. I bloggers fotografano, scrivono, realizzano video, creano conversazioni e focalizzano l’attenzione su un oggetto, un movimento, una tendenza. Credo che la moda debba molto ai fashionbloggers.

Come si è evoluto, nel corso delle varie edizioni, il rapporto con i designer, i blogger e gli altri soggetti che gravitano attorno al Fashion Camp?

Stiamo crescendo, piano piano. Con grande umiltà. Ma il rapporto resta quello iniziale, di trasparenza e coesione. Alla fine FashionCamp è anche una grande festa, un momento corale e collettivo dove dopo tanto virtuale ci si stringe la mano e ci si abbraccia. Un grande valore aggiunto, perchè siamo fatti di carne, pelle, odore. E abbiamo bisogno del contatto.

Grazie ad  Arianna per l’intervista.  Vi ricordo che l’appuntamento è per il 7 e 8  giugno a Milano.

I social network e l'utilizzo consapevole del nostro tempo

Quanti social network utilizzate attualmente? E soprattutto, quanto tempo gli dedicate?

L’offerta è talmente vasta che ci si potrebbe perdere: dalle foto con l’ultimo filtro su Instagram alle board di Pinterest, passando per un aggiornamento di stato su Facebook ad un hangout su Google+, con un occhio puntato all’ultimo hashtag di tendenza su Twitter.

Uno studio recente sull’utilizzo dei social media ha rivelato che un utente in media possiede due account su social media differenti. Molti di loro, però, concentrano la loro presenza on line solo in una comunità che appaga ogni ulteriore desiderio di condivisione, anche con la nascita di nuovi social network.

Quel che è certo è che ogni social network ha una sua peculiarità e può attrarci o meno, a seconda di quello che desideriamo dal suo utilizzo.

Rete professionale o familiare?

Ad esempio, se con la rete sociale non si vogliono condividere accadimenti personali o non si vuole essere “osservati” dalla famiglia, non si sceglierà sicuramente Facebook.

Uno studio del 2011 di Pew Internet  ha indicato che circa i due terzi degli utenti Facebook hanno deciso di iscriversi per restare in contatto con amici lontani o familiari poco frequentati. La certezza di poter contare su Facebook “perché tutti ce l’hanno” per restare in contatto con i propri affetti è proprio la ragione che ha consentito all’azienda di Mark Zuckerberg di poter creare una rete di oltre un miliardo di utenti attivi con una frequenza di utilizzo tra gli adulti vicina al 70% (fonte: Pew Internet).

Di contro, chi invece vuole partecipare ad una rete sociale solo per condividere una passione o uno scambio di notizie ed informazioni sceglierà social media più impersonali come Twitter o Google+.

Oltre il semplice contatto

Limitare, però, l’utilizzo dei social network alla sola opportunità di contatto con i propri conoscenti è estremamente riduttivo.

Come alcuni avvenimenti storici hanno dimostrato (dalla “Primavera Araba” ai disastrosi terremoti in Cile o Giappone), i social network hanno avuto e avranno sempre più un ruolo informativo primario. Così come sempre più rilevante è il loro ruolo educativo, come dimostra ad esempio l’iniziativa YouTube EDU promossa da Google.

Ancora, i social network possono creare opportunità professionali facendo incontrare domanda e offerta (basti pensare al grande successo di Linkedin), permettere incontri culturali altrimenti impossibili, far convergere fini solidaristici, unire movimenti di pensiero, condividere una passione o un proprio lavoro con una comunità di esperti, e molto altro.

Un mondo ampio, enorme, che comporta però anche alcuni rischi.

Utilizzo non consapevole del tempo

Per alcune persone, infatti, ogni scopo “nobile” offerto dai social network perde senso, rischiando di diventare una vera e propria ossessione (se non dipendenza) che porta ad uno spasmodico controllo di aggiornamenti, contenuti e notifiche con una conseguente trasformazione della qualità del tempo loro dedicato: non più investito per promuovere i nostri contenuti ma “sprecato” per un impulso incontrollato di iper-condivisione.

In pratica, un susseguirsi di quelle scene che ormai impressionano e colpiscono soprattutto per la loro frequenza: appuntamenti di coppia, feste, cene, aperitivi in cui un irreale silenzio si crea quando molti si perdono nei contenuti offerti dai loro smartphone eternamente connessi ai social.

“Uno degli aspetti più contraddittori di Internet è che se, da una parte, la Rete permette di salvaguardare la stabilità dei legami anche quando i membri del nucleo familiare sono fisicamente separati, dall’altra può deteriorarli o minarne le basi quando tutti vivono nella stessa casa”.

– Don Tapscott

Una questione di equilibrio

Il social networking è una risorsa preziosa. Chi meglio di noi Ninja può infatti sottolineare il valore comunicativo potentissimo che questi strumenti hanno generato negli ultimi anni, creando indotto, opportunità commerciali e posti di lavoro?

Ma va gestito con parsimonia ed equilibrio. Perché un utilizzo consapevole dei social network può trasformarsi in una grandiosa attività di personal branding che può portare anche a successi professionali ed incontri con persone straordinarie, ma senza controllo può anche trasformarsi in un eccesso che rischia di compromettere le nostre relazioni reali facendoci perdere il controllo sul fulcro effettivo del nostro brand: la nostra personalità.

Tuteliamo (aggiornandoci sempre) la nostra privacy e la nostra reputazione, stabiliamo un confine con cosa decidiamo di condividere con il mondo e soprattutto determiniamo dei limiti temporali chiari, che ci consentano di utilizzare il social network effettivamente come risorsa e non come elemento di auto-distruzione.

Privacy sul web: c'è da preoccuparsi?

Privacy sul web: c'è da preoccuparsi? [INFOGRAFICA]

Privacy sul web: c'è da preoccuparsi?

La tutela della privacy sul Web è un tema spinoso, su cui periodicamente si dibatte. Se persino il presidente di Google, Eric Schmidt, per anni arroccato su posizioni di chiusura, ha aperto al diritto all’oblio su Internet (“ci vorrebbe il tasto cancella”), vuol dire che la situazione è più delicata di quanto sembri.

E, in effetti, in pochi sembrano dare peso alla questione, soprattutto fra gli utenti. Ogni giorno lasciamo sparsi per il Web molti dei nostri dati sensibili, con una leggerezza preoccupante. Si pensi al caso di Mat Honan, giornalista di Wired Usa defraudato in poche ore della maggior parte dei dati online.

L’infografica di HostGator, chiamata sinistramente “1984 in 2013”, elenca una serie di numeri su cui riflettere. I cookies, ad esempio: il 50% dei siti più popolari li utilizza per avere informazioni sull’utente.
L’introduzione dell’Internet Protocol IPv6 ha reso più semplice tracciare l’attività dei navigatori. E ancora: più di 6 milioni di password rubate da Linkedin, 400.000 da Yahoo, per non parlare poi di tutti i dati su di noi, sui nostri amici e sui nostri parenti che affidiamo ai social network senza pensarci troppo.

L’infografica dà anche qualche consiglio per evitare guai: scegliere una password diversa per ogni account, non accedere a profili personali da computer pubblici, attivare le notifiche dei cookies, attivare le restrizioni sui social, Facebook in primis.

Date uno sguardo e dite la vostra nei commenti!

Privacy sul web: c'è da preoccuparsi?

Tutti gli occhi sul Samsung S4: chi resiste, vince [VIDEO]

Samsung S4 è il dispositivo del momento, quello di cui tutti parlano e che incuriosisce appassionati di tecnologia e non. Per promuovere una delle sue tante funzionalità, lo Smart Pause, il brand ha organizzato un “ambient game” davvero intrigante: i viaggiatori della stazione di Zurigo hanno avuto la possibilità di sfidare l’azienda per vincere lo smartphone, cercando di mantenere lo sguardo fisso sull’S4 posto in un piccolo stand, senza distoglierlo per diversi, lunghi secondi.

Ovviamente le distrazioni erano tante: dalla folla che man mano si fermava incuriosita, a vari stratagemmi ideati dai creatori di “All Eyes on S4” per rendere l’esperienza di gioco ancora più appassionante, soprattutto per gli spettatori.

Questo video ci ricorda un’iniziativa simile promossa da Apple a ridosso del lancio dell’iPhone 5 in Olanda (“Arriva l’iPhone 5. E se lo trovassi per terra?“), quando giocò con i passanti di una piazza lasciando a terra il prezioso telefono e osservando se, una volta visto e raccolto, le persone avrebbero cercato il legittimo proprietario o se lo fossero tenuto.

Tuttavia questa campagna ci piace molto di più: la persona che accetta di giocare diventa la star sul palco, quella per cui la folla raccolta tutta attorno tifa. L’iniziativa di promozione diventa un’esperienza godibile per tutti, vero intrattenimento. E il prodotto viene presentato come un oggetto prezioso che ci si deve impegnare tanto per vincere, piuttosto che semplicemente qualcosa di costoso da cercare di rubacchiare.

A voi è piaciuto?