WWF 'deforesta' un campo da calcio in Brasile [VIDEO]

Di deforestazione ed emergenza climatica sentiamo parlare molto spesso, eppure la responsabilizzazione mondiale è ancora lungi dall’essere ottenuta. La svolta green rimane uno degli obiettivi più importanti di WWF, che per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica ha scelto di utilizzare uno dei luoghi verdi più famosi del mondo: un campo da calcio brasiliano.

L’idea è quella di rendere reale e tangibile il tragico scenario che interessa le foreste brasiliane: come recita il copy, in questo Paese ogni 4 minuti viene disboscata un’area equivalente ad un campo da calcio.

Grey Brasil ha dunque ideato questo ambient per WWF, cancellando a schermo l’erba del campo da gioco durante una partita della nazionale femminile, trasformandolo in un’arida distesa di terra.

L’effetto speciale incuriosisce in modo originale lo spettatore, sfruttando peraltro un momento di svago in cui la mente è con più probabilità disponibile ad aprirsi all’ascolto su tematiche sociali. Peccato forse non aver scelto un contesto un contesto con ancora più ampia visibilità. Ma a ben pensarci, nessuno vorrebbe mai risvegliare l’animo distruttore del tifoso disturbato.

Puzzle Keyboard, la tastiera che si smonta e si rimonta

Puzzle Keyboard, la tastiera che si smonta e si rimonta
In tempo di crisi si cerca di risparmiare in ogni modo: sul cibo, sulle vacanze, sui vestiti. Di certo non ci aspettavamo che qualcuno pensasse a risparmiare sulla tastiera del pc!

No, non è una battuta: il designer Wan Fu Chun ha inventato infatti la puzzle keyboard. Perché avere una tastiera piena di funzioni che non si usano mai? Ecco dunque la possibilità di creare uno strumento adeguato alle proprie esigenze. Togli qui, unisci là: adattarla all’utilizzo per i dispositivi mobili o semplicemente per avere una maggiore praticità. La puzzle keyboard è un oggetto che potrebbe riportarci ai tempi dell’infanzia e delle costruzioni con il Lego.

Puzzle Keyboard, la tastiera che si smonta e si rimonta

Si tratta di un’idea tutt’altro che bislacca,  tant’è che è valsa a Wan Fu Chun il Red Dot Award 2012 per il design.

Pronti a costruire la vostra tastiera personalizzata? Vietato scrivere parolacce con le lettere, ovviamente…

CMC 2013: la 18° Conferenza Internazionale sulla Comunicazione Aziendale e sul Marketing

Per tutti gli appassionati, simpatizzanti e curiosi di marketing ecco un evento davvero imperdibile! Si terrà l’11 e il 12 Aprile 2013, presso l’Università di Salerno, la 18° edizione della “International Conference on Corporate and Marketing Communication”.

La conferenza tratterà i temi più attuali del marketing, come l’instabilità dei mercati e le nuove sfide di comunicazione per le imprese. Si affronteranno inoltre i problemi riguardanti lo scetticismo dei consumatori nei confronti di imprese e società.

In risposta ad un ambiente così turbolento e in continua evoluzione, professionisti ed accademici cercheranno di elaborare nuove strategie, modelli, sistemi e pratiche per far sì che la comunicazione si evolva insieme ai continui mutamenti del marketing.

In particolare, il focus del CMC 2013, riguarderà gli scenari del passato, presente e futuro della sostenibilità aziendale e della comunicazione responsabile. Questa conferenza rappresenta un crocevia per docenti e ricercatori,  nonché per professionisti, che cercano di promuovere la conoscenza e le nuove tendenze nel campo del marketing.

Tra i vari interventi, inoltre, da sottolineare la partecipazione di Philip J. Kitchen  dell’ESC di Rennes, decano del marketing e grande innovatore in materia, e di Don E. Schultz della Northwestern University, USA.

Insomma, un’occasione davvero imperdibile di partecipare a un evento che si preannuncia molto interessante e coinvolgente. Se avete l’opportunità di partecipare non fatevela scappare.

Qui le informazioni utili sull’evento e come partecipare.

Smartphone e gadget: un aiuto in ogni occasione


Con oltre 2 miliardi di Internet users nel mondo, avere uno smartphone ormai è quasi scontato. Non è scontato sapere che ci sono gadget che possono salvarci la vita chiamandoci un taxi post serata alcolica. O altri che possono capire le nostre emozioni e “abbracciarci”, musicalmente parlando.

Ovviamente i concept di nuovi prodotti sono infiniti… ma vediamone alcuni che possono essere prossimi al lancio!

Alcohoot

Se “don’t drink and drive” è un motto opinabile per molti giovani e meno giovani, non lo è per Alcohoot. Si tratta infatti di un piccolo dispositivo da collegare allo smartphone tramite l’ingresso audio che analizzerà rapidamente e in mobilità il vostro tasso alcolico.

L’app dedicata analizzerà il vostro tasso alcolemico e combinato con età, sesso, peso e altezza vi suggerirà di chiamare un taxi (localizzando la stazione taxi più vicina con il gps del telefono) o chiamare un amico (cercando tra i frequent number composti) o suggerirvi di mangiare qualcosa nel ristorante più vicino. Alcohoot è ancora un prototipo, ma l’azienda conta di lanciarlo al più presto, a un prezzo di 99$.

Eidos Audio & Vision

Il mondo è un luogo rumoroso e visivamente limitante. Ed Eidos ha una soluzione per questo! Sono due i dispositivi che potrebbero potenziare i nostri sensi: Audio e Vision.

Eidos Audio non è un’altra cuffia “noise-canceling”. Ci permette infatti di interagire e selezionare i suoni che ci circondano! Con i suoi 3 canali audio possiamo azzerare i rumori di sottofondo, oppure selezionare quale suono vogliamo ascoltare (solo la voce della persona al nostro fianco, oppure solo la batteria ad un concerto).

Smartphone e gadget: un aiuto in ogni occasione

Eidos Vision invece è il dispositivo che ci permetterà di aggiungere effetti visivi o goderci uno spettacolo in un modo che va oltre la vista “tradizionale”. Grazie a cam, time-lapse e focus selezionabile, ci aiuterà nella visione di eventi sportivi, spettacoli e concerti offrendo effetti a dir poco sorprendenti.

Smartphone e gadget: un aiuto in ogni occasione

Entrambi i concept possono però avere applicazioni sulla sfera della salute piuttosto rilevanti: aiutare a focalizzare gli oggetti migliorando la vista, oppure azzerare il sottofondo di una classe chiassosa per permettere al bambino con problemi di concentrazione a focalizzarsi.

Mico Headphone

Se non sapete che brano o playlist scegliere, lasciate pure il compito a Mico. Queste cuffie analizzeranno le vostre onde cerebrali, e in base al vostro mood vi proporranno del blues, pop, disco music e altro! Interessante la possibile partecipazione al progetto di Spotify, che permetterebbe all’utente un bacino di milioni di brani (e non 100 come previsto inizialmente da Mico).

Google lancia un nuovo tool per il mobile marketing

Full Value of MobileI sogni dei marketer di tutto il mondo sono diventati realtà. Poche settimane fa, infatti, Google ha presentato Full Value of Mobile, un nuovo tool grazie al quale è possibile calcolare il ritorno d’investimento (ROI) del mobile marketing.

In Italia 20 milioni di persone possiedono uno smartphone e il 73% lo usa per navigare su Internet (fonte IPSOS). Tanto basterebbe a convincere un’azienda ad investire in pubblicità sui nuovi dispositivi. Spesso, però, motivo di esitazione è l’impossibilità di tracciare chiaramente le conversioni e misurare adeguatamente i risultati dei propri investimenti.

La catena di operazioni funzionali alla scelta d’acquisto che le persone compiono su uno smartphone è ampia e spesso non chiaramente identificabile: si va dal semplice contatto telefonico al download di un’app, dal controllo della direzione di marcia verso un negozio alla ricerca di informazioni su un prodotto che, magari, verrà acquistato su un altro device. Questa continuità senza discrimine tra online/offline è l’incubo di ogni marketer preso, come giusto che sia, dall’esigenza di tracciare e misurare ogni cosa. Con Full Value of Mobile, Google corre in salvo degli inserzionisti, offrendo loro uno strumento per comprendere a fondo l’impatto che l’investimento sul mobile ha all’interno di una strategia di marketing più ampia.

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Il tool incrocia i dati Adwords con quelli della versione mobile del sito restituendo il valore totale, il valore per click e il ROI complessivo del mobile. Queste metriche sono decisive per quantificare infine il costo di acquisizione medio dell’investimento sui dispositivi mobili.

Accanto al tool di calcolo, Big G offre una serie di video che illustrano ogni percorso di conversione possibile nell’ambito mobile, case history –come quella di Adidas – che mettono in luce le strategie mobile di successo e altri suggerimenti per l’utilizzo del tool di analisi.

Jason Spero, Head of Global Mobile Sales & Strategy di Google ha dichiarato che Full Value of Mobile è adatto a tutte le imprese: “dalla più piccola alla più grande, è utile sia ad una società Fortune 500 sia ad una piccola impresa.”

Facebook e sport: il caso Varano Lake Triathlon

Seguendo un po’ i canali televisivi e le dirette sportive ci si accorge subito del peso maggiore che assumono alcuni sport come il calcio rispetto ad altri definiti “minori” ma che, a nostro avviso meritano l’attenzione giusta e, in certi casi, sono molto più interessanti di una partita di calcio 🙂

Secondo alcuni dati del 2006 relativi alle ore di trasmissione televisive dei vari sport, il calcio da solo occupa circa il 31,5% di ore trasmesse, un’enormità se si pensa che al secondo posto il ciclismo ne occupa solo il 13,5%, per non parlare di sport come il volley (da anni alla ribalta con squadra maschile e femminile) che occupa il 2,8% o il rugby 2,5% (fonte Comunicazione e Marketing delle imprese sportive, di Alessandro Prunesti).

La domanda a questo punto è: come dare spazio ai cosiddetti sport minori? Come possono gli stessi farsi notare al grande pubblico? Qui in aiuto arrivano i social media e in particolare Facebook. Per chi si occupa di sport e marketing sportivo, sicuramente Facebook (come altri social media) può essere una vera e propria fonte di vita, ecco perchè sempre più sport e/o eventi cercano spazio e attenzione attraverso questi mezzi, ma come?

Prendiamo il caso del Varano Lake Triathlon, un evento di triathlon organizzato per la prima volta nel 2012 sullo splendido lago di Varano – in provincia di Foggia – sul Gargano, organizzato dall’ASD Varano Lake, i quali si sono trovati a affrontare una sfida molto difficile: come far conoscere e rendere famoso uno sport come il triathlon, in una terra dove il triathlon non è mai stato praticato/conosciuto? Facile a dirsi, molto difficile a farsi.

Gli organizzatori hanno deciso di puntare particolare attenzione sui social media, nello specifico Facebook, pianificando un’intensa campagna pubblicitaria dell’evento, principalmente tramite Facebook ads, oltre a post che hanno avuto un livello di engagement sempre crescente nella nicchia dei triathleti e degli appassionati di sport.

Giusto per dare un’idea, molti degli eventi di triathlon in Italia, tra i più famosi e con diversi anni alle spalle, non raggiungono i 600 fan sulle proprie pagine, questo a causa dei budget risicati e della scarsa propensione a investire in campagne facebook o altri social media, mentre la pagina del Varano Lake Triathlon già a maggio 2012 raggiungeva i 400 fan e a fine settembre superava i 700.
L’idea di base è proprio quella di far conoscere gli sport minori non attraverso i media classici ma utilizzando sempre più i social network, così come accaduto per il VLT nel 2012.

Certo il numero fan non è tutto, bisogna analizzare diversi fattori e chi si occupa di social media marketing lo sa, ma sicuramente il punto di partenza non è male, considerando che solo da un anno si sta lavorando a questo evento.
Non stiamo parlando di sport largamente praticati, così come non stiamo parlando di aziende che ogni anno investono decine di migliaia di euro, se non milioni di euro, per campagna social, però va sicuramente evidenziato come progetti del genere possono anche essere presi da esempio, considerando i budget non elevati e il contesto in cui ci si confronta.

Vedere eventi sportivi come triathlon, rugby, badminton, kitesurf ecc… attraverso i social può essere un modo in più anche per farli conoscere ai tanti che ogni giorni frequentano Facebook e che, molto probabilmente, conoscono poco queste pratiche sportive.

Che siano i social i canali giusti per portare alla ribalta gli sport minori?

Facebook: chiamate gratuite anche in Italia

Al colosso di Palo Alto il mercato mobile fa sempre più gola ed è per questo che sta introducendo numerose novità che si promettono di migliorare questo aspetto del social network.

Con il nuovo NewsFeed le differenze tra desktop e mobile sono ormai ridotte all’osso e con la presentazione di Facebook Home, l’azienda spera di cambiare in maniera radicale l’esperienza social in mobilità.

L’evento di Menlo Park, però, ha messo in ombra un’altra novità che interessa direttamente noi italiani e che è silenziosamente comparsa sui nostri telefoni.

A gennaio era stata annunciata la possibilità di effettuare chiamate gratuite tra gli utenti usando l’app Facebook Messenger per Android e iOS.
L’azienda di Zuckerberg ha sfruttato il suolo americano e canadese per testare questa nuova feature e per osservare l’appeal sugli iscritti.

Questo interessante servizio é disponibile da pochi giorni anche in Italia (e in Germania, Francia e Spagna) e l’applicazione ha iniziato ad offrire la possibilità di effettuare chiamate verso gli amici.

Una volta aperta una conversazione su Messenger, vi basterà toccare la i in alto a destra e, tra le varie possibilità, ci sarà chiama gratis. Le chiamate funzionano sfruttando il VoIP sotto copertura 3G o WiFi.


Facebook sta iniziando ad offrire nuovi servizi non strettamente legati alla partecipazione sul social network. Questo ci ricorda molto la strada intrapresa da Google per ottenere un numero sempre maggiore di utenti e per investire il grosso capitale generato.

Chissà se questa nuova funzionalità riuscirà, se non a spodestare, almeno a dar filo da torcere a leader affermati come Skype o Viber.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano [EVENTO]

 Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Nei giorni del Salone del mobile a Milano ci saranno tantissime iniziative legate al design tra cui la mostra “Crepax e la letteratura popolare” dal 9 aprile all’8 maggio 2013 presso la Galleria Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva), in via Amilcare Ponchielli 3.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Esposte circa 200 copertine: quelle dei volumi della collana di avventura, western e gialli “I Nuovi Sonzogno”, titoli come “I cavalieri della prateria”, “L’ultimo dei moschettieri”, “Il trionfo della primula rossa”, “L’avventuriero”, tutti realizzati negli anni tra il 1966 al 1973.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Forse non tutti sanno che Guido Crepax, il celebre creatore della conturbante eroina a fumetti Valentina, ha svolto durante la sua carriera professionale anche un interessante lavoro grafico editoriale che ha lasciato un segno nella storia della letteratura popolare italiana. L’Aiap, in occasione dell’anniversario degli ottanta anni dalla nascita (e dieci anni dalla scomparsa) di questo grande artista rende omaggio a queste esperienze con una serie di mostre.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Nel corso dell’anno seguiranno infatti le altre due iniziative dedicate a Crepax: la prima sui suoi lavori di all’illustrazione scientifica con le copertine di “Tempo Medico” e la seconda riguardo al legame con il mondo musicale, raccogliendo le copertine di dischi e degli spartiti musicali realizzati, compresa anche la celebre cover dell’ LP “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

La mostra “Crepax e la letteratura popolare” è a cura di Mario Piazza e del CDPG / Aiap (Centro di Documentazione sul Progetto Grafico di Aiap), in collaborazione con l’Archivio Crepax. Inaugurazione l’8 aprile alle 18,30. Gli orari di apertura successivamente saranno dal lunedì al giovedì 10:00 alle 18:00, il venerdì dalle 10:00 alle 13:00. L’ingresso è gratuito, un’occasione in più per ammirare il segno inconfondibile di questo grande maestro italiano.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Dopo aver appreso i 10 segreti dell’email marketing grazie a Keshagura vediamo oggi alcuni Tool attualmente in circolazione per realizzare la nostra nuovissima e fiammante campagna di email marketing.

Prima di iniziare ricordatevi di tenere in considerazione i tre step fondamentali per ogni campagna di email marketing che colpisca nel segno: budget, timeline e business case. Il budget è uno degli aspetti fondamentali soprattutto perché dobbiamo tenere in considerazione il costo della maggior parte dei tool. Vediamo quindi quali sono i 5 strumenti maggiormente diffusi ed utilizzati.

1 – iContact

State tranquilli, la “i” non indica un prodotto Apple e quindi anche i fedelissimi del mondo Android potranno utilizzarlo senza avere sensi di colpa.

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Il tool è stato pensato e realizzato per consentire anche ad utenti alle prime armi di creare una campagna di email marketing in modo piuttosto veloce e semplice. A disposizione degli utenti ci sono diversi strumenti:

Email templates: mette a disposizione dell’utente centinaia di template con cui arricchire le proprie mail (mi raccomando la sobrietà 😉 );
MessageBuilder: consente di creare email marketing in pochissimo tempo grazie al tool drag-and-drop adatto anche a chi non conosce il linguaggio HTML;
MessageCoder: nel caso in cui abbiate esperienza di design o sappiate quello che state facendo (ovviamente scherzo 🙂 ) potrete utilizzare questo tool per importare il vostro template favorito o fare tutto ciò che vi passa nella mente;
Email Delivery: il cuore pulsante di ogni campagna di email marketing grazie al quale le vostre email compariranno più o meno magicamente all’interno delle InBox dei vostri clienti senza finire nello spam (SpamCheck);
Tracking: l’indice di gradimento delle vostre email;
Sign-Up Forms: il lato social della vostra campagna (grazie a questa opzione è possibile includere nelle email form Facebook e Twitter).

2 – Constant Contact

Probabilmente il tool più “anziano” dei tre che vedremo dato che è attivo dal 1998 (prima dell’avvento dei social media) e soprattutto Free almeno per iniziare (60 giorni di utilizzo trial). Questo tool viene attualmente utilizzato da più di 500k clienti in tutto il mondo ed include vari servizi.

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Template e “One-click editing”;
– Promozione campagne su social media (Facebook e Twitter);
Social Analysis;
Free personal coach e supporto sempre attivi via telefono, email, chat;
– Sicurezza ed anti-spam checker;
– Sincronizzazione con App ed Integrazione.

3 – Mail Chimp

Questo tool è probabilmente il più giovane dei tre ma ha dalla sua alcuni aspetti interessanti tra i quali l’economicità: è completamente Free.
Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Le interfacce grafiche del tool e del sito web sono divertenti e poco seriose, aspetti che infondono una certa sicurezza all’utilizzatore finale. Il tool è ancora “piccolo” dato che conta su 250k utenti ed ha dalla sua le seguenti features:

– il cosiddetto “Forever Free Plan” (al massimo 2k subscrivers e 12k email al mese, niente male);
– email lists, template (linguaggio, immagini, ecc) e forms completamente personalizzabili;
drag-and-drop editor;
– integrazione con i Social Media (Facebook);
– Compatibilità con App (Chimpadeedoo per iPad);
– Tracking dei risultati, Tweet trends.

4 – MailUp

Il tool creato dai ragazzi di MailUp (giunto ormai alla release 8), è uno dei pochissimi tool Made in Italy (così come ContactLab che vedremo tra pochissimo).

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

La piattaforma prevede un periodo trial che consentirà all’utilizzatore finale di capire cosa e come creare delle vere e proprie campagne di email marketing che colpiscano nel segno. Vediamo le risorse di questa piattaforma.

– creazione e gestione email grazie ad un software di mailing creato ad hoc
– gestione iscritti. consente di gestire in modo veloce e snello gli utenti senza il rischio di incorrere in indirizzi doppi o infiniti gruppi
400 template a disposizione con differenti formati e varianti di colore
– integrazione con i maggiori Social Network
– report e statistiche: grafici, monitoraggio ed analisi in tempo reale
– geolocalizzazione grazie alla quale sarà possibile registrare la posizione geografica da cui l’utente aprirà la mail

MailUp offre moltisssime altre features tra cui la possibilità di seguire webinar online sulle tecniche e gli strumenti dell’email marketing!

5 – ContactLab

ContactLab è una delle ultime piattaforme per l’email marketing sviluppate direttamente in Italia (la sede operativa è a Milano) con un portafolio clienti in rapida espansione.

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagneIl tool si basa su 4 semplici ma altrettanto efficaci passi: organizza, crea, invia e verifica. Secondo questo approccio ed utilizzando le regole principali dell’email marketing potremo realizzare bellissime campagne utilizzando tutte le features principali del tool stesso.

– creazione messaggi email, SMS, MMS e fax personalizzati
– gestione personalizzzabile degli invii email e gestione database contatti
– monitoraggio andamento campagne e comportamento utenti dopo l’invio
– strumenti appositi per il targeting, tracking, profiling e business intelligence

Inoltre grazie alla collaborazione di ContactLab con SrLabs, gli utilizzatori avranno la possibilità di effettuare effettuare dei test di eye-tracking per migliorare il design delle proprie email e quindi l’efficacia delle proprie campagne di email marketing!

Questi sono solo alcuni dei migliori tool in circolazione e, come potete vedere dalla classifica stilata da TopTenReviews per i tool di email marketing, questo mondo è popolato dai più svariati servizi (più o meno costosi) che si possano desiderare!

Ovviamente a voi la scelta ma mi raccomando, non realizzate email assurde, tenete ben presente il vostro target di clienti ed il focus dell’azienda!

Nicola Mattina spiega come presentare la tua startup su Angel List [GUEST POST]

Nicola Mattina è co-founder di Stamplay, la piattaforma che aiuta i designer a realizzare applicazioni web senza dover ricorrere a un programmatore, senza conoscere un linguaggio di programmazione o come configurare un server. E’ anche advisor di Luiss Enlabs e direttore del Founder Institute a Roma.

Angel List è diventato un punto di riferimento per le startup e gli investitori in tutto il mondo. Fondato da Naval Ravikant e Babak Nivi, alla fine del 2012 raccoglieva i profili di oltre centomila startup e aveva agevolato più di mille investimenti early stage. Da alcuni mesi, inoltre, è diventato lo strumento per sottoporre la propria candidatura a molti eventi e acceleratori (tra cui TechStars, 500startups o l’italo-americana Mind The Bridge).

Per un imprenditore è un’arma a doppio taglio. Da un lato, permette di raggiungere “facilmente” investitori e altri imprenditori di tutti i principali hub tecnologici. Dall’altro, mette i founder e le startup sotto il riflettore di molte persone: fare un errore su Angeli List ha un costo molto più alto rispetto a un percorso tradizionale in cui si incontrano pochi interlocutori alla volta.

In questo post faccio una sintesi di quello che ho imparato finora. Sono partito studiando le esperienze condivise da altri imprenditori e frequentando il social network con l’obiettivo di farmi un’idea del suo funzionamento e delle pratiche sociali più diffuse. Quindi ho cominciato a costruire gradualmente il mio profilo come imprenditore e quello della mia startup. Non so ancora se Angel List avrà un ruolo importante per il funding di Stamplay: per il momento è stato un ottimo esercizio e mi ha aiutato a focalizzare meglio la strategia di presentazione dell’azienda.

Non dimenticate i fondamentali

Business angel e venture capitalist sono alla ricerca sempre delle stesse cose, quindi anche per Angel List valgono i fondamentali: un grande team, dei progressi regolari, evidenza della traction, un prodotto difendibile e un business scalabile in un mercato potenzialmente molto grande. La prima cosa da fare è curare il profilo personale (il mio è qui).



I punti più importanti del profilo sono la breve descrizione subito sotto il nome, la fotografia (un primo piano che faccia vedere bene la faccia), il portfolio e la rete sociale.

A mio avviso, è importante scegliere un messaggio da veicolare: personalmente ho puntato sull’esperienza e, quindi, accanto a Stamplay ho inserito l’attività di director del capitolo romano del Founder Institute e come advisor di alcune startup. Queste ultime, però, non sono state ancora confermate e quindi non compaiono nel mio profilo pubblico.

Per il resto, ho cercato di sintetizzare al massimo, rimandando a Linkedin per i dettagli. In termini generali, infatti, preferisco concentrare le informazioni in un unico posto, per evitare di avere troppi profili da gestire. Tutte le mie esperienze professionali significative sono su Linkedin, dove ho costruito anche una robusta rete sociale: è più facile e utile rinviare il lettore a questa fonte che tengo costantemente aggiornata.

Costruite la rete sociale

Costruire e alimentare una rete sociale è sempre un’operazione lunga e laboriosa. Fortunatamente, Angel List permette di fare leva sui social network che già frequentate a partire da Linkedin. Se connettete i vostri profili, il sito individua automaticamente le persone che sono già presenti su Angel List e vi permette di seguirle automaticamente.

La pagina Find Friends va visitata periodicamente, perché Angel List verifica se altri contatti si sono registrati sulla piattaforma e vi da la possibilità di aggiornare automaticamente la lista delle persone con cui siete in contatto con un click.

Avviate la startup

Quando il vostro progetto imprenditoriale è sufficientemente maturo, potete creare il profilo per la startup. Non dichiarate di essere fondatori e CEO di un’idea appena abbozzata: è semplicemente ridicolo. Anche io in passato ho fatto questo errore, ma è un approccio che non paga: avere un’idea e annunciarla al mondo non costa niente. Realizzare un’idea, farla diventare un prodotto, investire dei soldi, magari convincere amici e parenti a finanziarla è decisamente un’altra cosa. Se non siete disposti a fare questo percorso, lasciate perdere.
Impostando il profilo della startup, scegliete con cura la lista dei mercati (avete a disposizione 4 tag, quindi sceglietene due o tre ampi e uno o due più circoscritti) e delle location (gli investitori investono localmente, soprattutto gli angel).
Questo è il profilo di Stamplay.



E’ molto utile avere un video di presentazione che non duri più di un minuto: permette alle persone di farsi un’idea di quello che state facendo con un sforzo cognitivo minimo. Commissionatelo a dei professionisti, perché è un investimento che dura e ha un ottimo ritorno in termini di immagine. Inoltre, includere un video vi permette di avere qualche statistica in più. Se usate la versione Pro di Vimeo, per esempio, potete sapere quante volte è stato caricato il player e quante volte qualcuno ha cliccato sul pulsante play. Secondo Vimeo, nelle prime due settimane su Angel List, la nostra pagina è stata visualizzata circa 500 volte e più del 10% dei visitatori ha visto il video fino in fondo.

La dashboard

Una volta che avete lavorato al profilo della startup, potete controllare il risultato tramite la Dashboard. Questa è quella di Stamplay:

Date un’occhiata ai Tips per ciascuna sezione e controllate se potete effettivamente migliorare e arricchire le informazioni che avete già inserito. Nonostante il lavoro fatto, il profilo di Stamplay può essere ulteriormente migliorato. Costruire una buona presentazione è un processo iterativo e richiede tempo: bisogna essere pazienti e determinati.

Infine, consultate la preview per verificare come vi vedranno gli altri utenti di Angel List.
Nella prossima puntata entrerò nel merito dell’attività di fund raising, illustrando come ho impostato le informazioni riservate ai potenziali investitori e come sto tessendo la rete sociale necessaria a raggiungere gli investitori.

Ovviamente mi interessa molto conosce le vostre esperienze per integrarle con la mia e costruire un quadro più completo possibile di come usare al meglio Angel List. Scrivetemi le vostre osservazioni a nicola.mattina [at] stamplay.com.

(continua)