The (im)Possible Living Project: addio case vuote!

The (im)Possible Living Project: addio case vuote!

The (im)Possible Living Project: addio case vuote!

The (im)Possible living è il progetto di una startup nata nel 2011 con un obiettivo molto ambizioso: mappare gli edifici abbandonati, potenzialmente di tutto il mondo.
L’idea nasce nelle menti  di un architetto e un ingegnere informatico, Daniela Galvani e Andrea Sesta, che  hanno trovato una strada possibile per recuperare gli edifici in disuso e tramutarli in una risorsa.

Il sito mappa le strutture abbandonate e fornisce servizi per valorizzarle: grazie al contributo degli utenti il sito localizza le strutture non utilizzate e le scheda con delle informazioni chiave, che possono essere il punto di partenza di una nuova valorizzazione.

L’interfaccia è molto semplice e decisamente user friendly. Queste sono le funzioni interattive:

Explore

Nell’home page è possibile fare una ricerca a partire da una località o una strada: una volta inserito il testo nella search box compare la classica mappa di Google arricchita da segnalazioni grafiche che posizionano gli edifici abbandonati.

 The (im)Possible Living Project: addio case vuote!

Per ogni edificio mappato possono essere recuperate alcune informazioni per raccontare la storia della costruzione: anno di inizio lavori, anno di abbandono, dimensioni, utilizzo e condizioni. Gli utenti posso espandere e aggiornare le informazioni segnalando nel tempo l’evoluzione dello stato dell’edificio.

Add a Place

Con questa funzione possono essere aggiunti edifici sulla mappa, a partire da un indirizzo esatto o da un’area di riferimento meno precisa. Per poter inserire una segnalazione occorre essere registrati, il form è ben fatto e richiede pochi step.

The (im)Possible Living Project: addio case vuote!

[im]possibleliving App

Questo progetto ha anche un’app su Itunes e in work-in-progress per Android: con poche mosse è possibile segnalare sulla mappa l’edificio e inserire una foto corredata di scheda.
La declinazione mobile di questo progetto è fondamentale, poiché raccogliere testimonianze e aggiornamenti dalla strada in modo strutturato può essere utilissimo.

The (im)Possible Living Project: addio case vuote!

E’ stato il caso ad esempio del Tour in Bicicletta che si è tenuto a Bologna quest’estate, organizzato con la specifica missione di cercare edifici abbandonati da riutilizzare come nuova sede di Hubbol.

The (im)Possible Living Project: addio case vuote!

Ecco come si raccontano gli ideatori di The (Im)Possible living nel loro comunicato stampa:

“[im]possible living è un sito web dedicato agli edifici abbandonati di tutto il mondo e fornisce servizi alle persone che su scala locale cercano di sollevare, discutere e, potenzialmente, risolvere in maniera creativa problemi di questo genere. […] Noi vogliamo essere degli enabler ed eliminare gli scogli che possono ostacolare la realizzazione di progetti di riqualificazione durante l’intero ciclo di vita del progetto, dalla mappatura fino alla costruzione. E’ un obiettivo ambizioso, ma ci crediamo molto e stiamo investendo tutto su questo sogno! “

Mettere creatività nel capovolgere un problema apparentemente irrisolvibile come quello degli edifici abbandonati: questo è decisamente un Sogno con la S maiuscola!

8 consigli di marketing tattico per l'E-commerce

Marketing_tattico_e-Commerce

Gli e-commerce hanno molte opzioni per acquisire traffico online, costruire relazioni durature con i propri clienti e ovviamente incrementare le proprie vendite e la redditività.

In quest’articolo cercherò di riportare una breve sintesi delle principali tattiche di marketing utili a questi scopi provando anche ad offrire qualche spunto di riflessione per un loro utilizzo consapevole.

1. Social Media Marketing

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I social media possono essere un ottimo mezzo per coinvolgere i propri clienti (potenziali ed effettivi), aiutarli a familiarizzare con il brand e dimostrare attivamente di meritare il loro rispetto e la loro fiducia.

In un certo senso i social media possono essere in grado di umanizzare la figura del rivenditore, aiutando ad avvicinare all’acquisto online anche chi non lo farebbe.

Lo scopo di questi strumenti deve quindi essere molto ambizioso, ovvero, trasmettere dei valori affini al proprio pubblico proponendo una visione più umana del “negozio” che diventa un gruppo di persone e non un entità astratta che pensa solo a vendere.

Un eccellente esempio di quanto detto è Toms Shoes, un’azienda di Santa Monica nota per il suo straordinario brand concept: per ogni prodotto acquistato, l’azienda ne regala uno in un paese in via di sviluppo.

In questo caso la trasmissione di valori è naturale in quanto è radicata nel brand DNA e i numeri “social” dell’azienda (più di 1,8 milioni fan sulla sua pagina Facebook, più di 6.200 follower su twitter e più di 284.000 fan su Google+) e il livello di engagement medio dei post testimoniano il successo di questo approccio.

In sintesi i social media possono essere sfruttati per molti obiettivi (come il social CRM) ma non si deve mai dimenticare che il loro vero punto di forza è la trasmissione di valori e la creazione di relazioni trasparenti con il proprio target.

2. Content Marketing

Il Content Marketing può essere sintetizzato come l’attività di creazione di contenuti originali al fine di coinvolgere potenziali clienti e fidelizzarli nel lungo periodo.

Per un e-commerce il content marketing può diventare una strategia vincente nel momento in cui fornisce informazioni che il suo target ritiene utili in relazione ai prodotti offerti.

Il content marketing è quindi una strategia da tenere in stretta considerazione in quanto può portare concreti vantaggi:

  • Migliorare la brand affinity con il proprio pubblico;
  • Aumentare i benefici percepiti dai propri clienti;
  • Dimostrare la propria competenza e professionalità;
  • Stimolare il buzz on e offline.

3. Direct Email Marketing (DEM)

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Se dovessi sommare tutte le entrate che ho generato nel corso degli anni e dividerlo per canale, l’e-mail potrebbe facilmente fare la parte del leone” afferma l’online marketer Brandon Eley nel suo libro, Online Marketing Inside Out.

A conferma di quest’affermazione un recente studio del Pew Internet & American Life Project afferma che, ancora oggi, leggere e scrivere e-mail rimane una delle attività più comuni online. In particolare questo studio ha rilevato che il 92% degli americani adulti online utilizza quotidianamente la posta elettronica.

Questa frequenza di utilizzo rende l’email un mezzo eccellente per l’ e-commerce marketing. Oltre ad essere uno strumento molto performante nella maggior parte dei casi, le azioni di DEM sono anche uno strumento relativamente semplice da implementare e i benefici sono istantanei quando viene pianificato correttamente.

4. Pay Per Click Advertising (PPC)

Il Pay Per Click può essere considerato una delle strategie più efficaci per un e-commerce.

Questo è dovuto principalmente al fatto che questo strumento può essere misurato in maniera molto precisa fornendo in real-time tutti i dati necessari per ottimizzare il ROI e le conversioni.

E’ importante considerare questa tattica in un’ottica di breve periodo dal momento che il suo scopo è di aumentare immediatamente il traffico del sito. Per dare risultati nel lungo termine e ridurre i suoi costi dovrà per forza essere integrata con altre a tattiche per supportare in maniera adeguata la costruzione del business online.

5. Contest Marketing

Marketing_tattico_e-Commerce

Il Contest Marketing è spesso utilizzato in combinazione con l’e-mail marketing e la realizzazione di promozioni. Generalmente questa soluzione è utilizzata per strategie di lead generation offrendo al partecipante la possibilità di vincere premi o ottenere coupon di sconto.

Questo tipo di soluzione se ben congeniata e comunicata offre benefici immediati generando traffico al vostro store online e condivisioni spontanee sui social network.

6. Display e Video Advertising

Il display advertising – online o offline – e la tradizionale pubblicità video sono una buona tattica per la costruzione di awareness, lasciando che siano poi i potenziali acquirenti ad interessarsi a ciò che lo store ha da offrire.

Un esempio di successo in politiche di advertising è Zalando, un e-commerce di scarpe e accessori online conosciuto, oltre che per un ottimo servizio clienti, anche per i suoi spot trasmessi in maniera integrata on e off line.

Dal punto di vista dell’online, oltre alle tradizionali reti banner e display, si può considerare YouTube che ha notevolmente ampliato le proprie opzioni di pubblicità permettendo una sempre più precisa identificazione del target.

7. Search Engine Optimization (SEO)

Marketing_tattico_e-Commerce

La SEO è uno dei temi più in voga nel marketing online e può essere sintetizzata come l’insieme delle attività realizzate allo scopo di rendere il proprio sito più visibile agli “occhi” dei motori di ricerca.

Un sito realizzato in ottica SEO si posizionerà, tempo e concorrenza permettendo, nelle prime pagine della ricerca organica per le parole chiave desiderate.

Ottimizzare un sito e-commerce è da considerare comunque un attività più complessa rispetto ad un sito tradizionale.

Per questo il consiglio è quello di informarsi leggendo, ad esempio, la guida di base realizzata da Google, rimanere aggiornati sui principali siti e sul canale YouTube di Google Webmaster o seguire corsi specifici sull’argomento.

8. Vendita multi-canale

I rivenditori online hanno la possibilità di non limitarsi ad un unico canale di vendita. Soprattutto nel caso di piccoli venditori online una strategia interessante è quella di aumentare i canali di vendita considerando le molte possibilità offerte da piattaforme come Amazon, eBay e Sears che permettono la creazione di store interni pagando una piccola commissione sulle vendite.

Questi marketplace hanno un traffico molto più elevato di un piccolo e-commerce agli inizi e questo può aiutare le vendite soprattutto in fase di start up. Di contro è necessario considerare l’affollamento di queste piattaforme e quindi è importante sceglierle in maniera accurata.

Riassumendo

Questa sintesi di idee dedicate agli e-commerce fornisce una descrizione generale di alcune delle tattiche di marketing più popolari ed efficaci disponibili. Una buona strategia di Marketing per un e-commerce dovrebbe combinare queste tattiche per costruire un piano in grado di portare al successo e alla crescita nel lungo periodo generando valore per il cliente. Per sintetizzare come ogni strumento contribuisca a questo processo ho creato un diagramma riassuntivo che spero possa essere utile a chiarire i concetti espressi ;-).

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Facebook Marketing: utilizzare le note come leva di engagement [HOW TO – Parte 2]

Chi utilizza le note Facebook come leve di comunicazione o social media marketing? Immaginiamo già come solo pochi di voi abbiamo alzato la mano. In realtà, però, se ben sfruttate esse possono rivelarsi ottimi strumenti per brand e aziende, a favore di una user experience più ricca e coinvolgente.

Dopo l’articolo che ‘apriva’ questa parentesi dedicata al tema in cui parlavamo di cosa sono e a cosa servono le note su Facebook, concludiamo oggi le riflessioni con 5 consigli pratici per ottenere il meglio dalle note che decidete di scrivere sul social network più diffuso al mondo. Un arma in più per aumentare gli spazi di contatto con i consumatori attuali e potenziali… così da domani non avrete più scusanti! 🙂

#1 Content is King

Un motto usato e abusato negli anni, ma sempre utilissimo soprattutto per iniziare un elenco che tratta fondamentalmente di marketing dei contenuti. In questo caso, ‘content is king’ è declinabile in due accezioni:

  • State sempre utilizzando uno strumento di comunicazione! Attenzione alla grammatica e agli errori.
  • Sempre per il motivo al punto 1, cercate di trovare un argomento interessante di cui parlare, o almeno una prospettiva inusuale o addirittura controversa. Coraggio, un po’ di creatività! 🙂

In generale, quello che vale per la scrittura di un buon aggiornamento della fanpage rimane validissimo anche per le note: proponete dunque una call to action che inciti lo user a compiere un’azione. In questo modo il valore di ogni nota aumenterà… e anche la sua posizione nel newsfeed!

#2 Utilizzate i link

All’interno del testo inserite anche i link a cui vi riferite. State parlando del vostro e-commerce? Aggiungete i link ai prodotti. Eviterete così che le parole rimangano, appunto, ‘solo’ belle parole, includendo un dettaglio davvero utile al vostro utente. Ah, e ne approfittiamo per un altro consiglio: una volta pubblicata una nota come pagina Facebook, per il lettore che clicca sarà poi molto difficile capire come fare per tornare alla fanpage. Aumenta così il rischio di perderlo: evitate questo imprevisto e posizionate, a fine nota, un link diretto in evidenza che rimanda allo spazio principale.

 

#3 Sfruttate le immagini

Anche se con un po’ di fatica, le note Facebook permettono di inserire le immagini che desiderate modificandone la posizione all’interno del testo. Utilizzate questa caratteristica per aumentare l’impatto visivo dei vostri piccoli prodotti editoriali, avvicinandoli sempre di più a un vero e proprio blog post.

#4 Attenzione al timing

Se leggere un aggiornamento richiede impegno al lettore, immaginate cosa gli state chiedendo quando postate un’intera nota. Evitate di fare uno sforzo così importante per ottenere poi risultati sottodimensionati e pubblicate quando lo stesso utente è più probabile che sia concentrato e ‘tutto per voi’: orario di cena, weekend, mattino presto. Per tutto il resto, leggete i consigli che vi avevamo dato diverso tempo fa 😉

#5 Partecipate

Avete scritto una nota fatta bene, completa di immagini, ingaggiante: cominciano ad apparire i primi commenti… non pensate che ‘sia fatta’! La nota non è una semplice vetrina in cui esporre qualcosa e basta, ma un ulteriore strumento che può avvicinarvi agli utenti e viceversa. Non trasformatela in un boomerang per l’azienda o il brand e rispondete quando vi viene fatta una domanda 😉

Ecco allora 5 consigli spendibili da subito per aumentare il potenziale delle note su Facebook per i brand e le aziende. Vi abbiamo convinto? Da domani vorremmo vedere più note in circolazione!

Intertwine: la piattaforma di editing collaborativo

Tre amici, Gianluca Manca (27 anni, giornalista e laureato in filosofia), Salvatore Imparato (28, Ingegnere informatico) e Gennaro Mangani (27, specializzato in grafica pubblicitaria e comunicazione all’accademia di Belle arti). Gianluca comincia a lavorare per un’azienda che si occupa di marketing e comunicazione, ma poi decide di seguire il suo sogno, e, con i suoi amici, creare una startup: Intertwine. Un sogno che passa anche dalla Battaglia delle Idee, di cui sono stati finalisti. Sentiamo da Gianluca com’è andata.

1) Com’è nata l’idea?

L’idea è nata intorno a Novembre 2011, mentre pensavo di scrivere un libro a 8 mani; mi sono chiesto quanto sarebbe stato bello avere una piattaforma che permettesse agli utenti di sfruttare non 8 mani, ma le mani di tutti una community.

Dall’idea pura all’idea di business il passo è breve e ho cominciato a cercare qualcuno che potesse darmi una mano per realizzarla. Dopa aver fondato il team, abbiamo partecipato e vinto Vulcanicamente, una delle startup competition più importanti del meridione, organizzata dal Comune di Napoli.

2) Come funziona Intertwine?

Intertwine è una piattaforma web che permette agli utenti la creazione e la pubblicazione di opere multimediali condivise. Il portale si basa su due figure:
– Plotter, colui che crea il plot, cioè l’intreccio dell’opera e lo mette a disposizione della community per continuare il progetto.
– Brickers, la community che crea e condivide Bricks, cioè i mattoncini che servono per continuare a costruire l’opera ideata dal Plotter.

I bricks possono essere di tipo testuale, audio, video o immagini: in tal modo daremo la possibilità di creare un nuovo standard di intrattenimento, un ebook 2.0, che permetterà una maggiore immersività da parte del lettore.
Una volta terminato il processo di creazione dei bricks, il Plotter sceglierà i più validi e creerà un Intertbook, un’opera multimediale.

Gli Intertbooks saranno distribuiti sui principali canali di digital delivering, generando guadagni per il Plotter, per ogni Bricker che ha partecipato al progetto e, naturalmente per la piattaforma.

Il nostro obiettivo è quello di ribaltare le dinamiche che stanno dietro alla tradizionale filiera dell’editoria, offrendo a chiunque la possibilità di guadagnare attraverso la condivisione di contenuti di qualità


3) Quali sono le opportunità e le difficoltà che state trovando nel lanciare una startup?

Adesso è il momento giusto per far partire una startup, perchè adesso si sta creando l’ecosistema e siamo tutti molto sensibili ai discorsi sull’innovazione; il problema è che in Italia non si rischia sull’idea ma si investe su progetti che già funzionano, quindi prima di ricevere un round di investimento dovrete dimostrare di poter già generare ricavi.

L’Italia potrebbe essere il Paese del presente per le startup, se non altro perchè è in questo momento che sta nascendo il movimento. Se diventerà il Paese delle startup in futuro, sarà solo grazie alla qualità delle idee di impresa che verranno finanziate senza il bisogno di emigrare in USA o in Israele.

Bisogna però capire che fondare una startup non è un gioco. La cosa più importante è lavorare con costanza. Non bisogna iniziare una startup come se si giocasse al gratta e vinci con la speranza di vincere un milione di euro d’investimento. Far crescere un’azienda è un lavoro a tempo pieno, se non si è pronti ad affrontare un impegno a 360 gradi, allora meglio rivolgersi altrove.

All’inizio uno dei più grandi errori che si possano fare, è aver paura che qualcuno possa rubare l’idea: le startup più riuscite sono quelle che si confrontano, che ascoltano e non si innamorano delle proprie idee; è importante soprattutto in fase iniziale, partecipare a tutte le startup competitions possibili e cogliere tutti i consigli degli esperti del settore.


4) Dove vi vedete tra un anno?

Spero che Intertwine possa diventare il portale di riferimento per tutti coloro che vogliamo usare i social network in maniera costruttiva, non solo per farsi i fatti degli altri. Intertwine è dedicata agli utenti che producono e condividono contenuti di qualità, contenuti che grazie alla nostra piattaforma possono diventare fonte di guadagno per tutti. Sono convinto che il futuro dell’editoria sia la transmedialità, perciò l’invenzione dell’Intertbook può essere vincente, data la sua vocazione all’incrocio multimediale.

Call for ideas: la forza di giovani idee per giovani imprese

Il progetto “Changemakers for Expo Milano 2015” è quasi in dirittura di arrivo nella sua fase di selezione. Mancano appena 14 giorni alla scadenza della presentazione dei progetti. Under 30 che pensate di avere un’idea innovativa e sostenibile siete avvisati. L’obiettivo della Call for Idea è quello di selezionare idee che abbiano un impatto positivo sulla vita di almeno un milione di persone.

Tra i temi più interessanti e ricercati vi sono l’internazionalizzazione delle eccellenze del territorio, la conservazione e valorizzazione dei beni culturali, la lotta all’inquinamento, il benessere e la cura, l’educazione e la formazione, l’accoglienza e gestione dei flussi turistici, la mobilità delle persone e delle cose, domotica ed efficienza energetica.

I giovani selezionati avranno la possibilità di vivere per 8 settimane, dal 1 marzo al 30 aprile, in un apposito campus creato a Milano (con vitto ed alloggio gratuiti). Avranno la possibilità di stare a stretto contatto con altri giovani startupper e con docenti che li affiancheranno nella formazione manageriale, affrontando tematiche che vanno dall’ affinamento della business idea e del business model alla redazione di un business plan sintetico fino alla capacità di presentare efficacemente la propria idea in pubblico.

Successivamente i changemakers selezionati incontreranno potenziali investitori, business angel, partner aziendali a cui presentare (stile pitch) la propria idea e cercare di trasformarla in realtà, partendo dai temi scelti quali la possibilità di rendere le nostre città sostenibili, con un occhio particolare sull’educazione, l’alimentazione, la sicurezza e la mobilità.

I team selezionati, oltre che la bontà dell’idea anche per la loro composizione, eterogeneità, competenza e soprattutto motivazione  (prevalentemente under trenta e con una conoscenza dell’italiano e dell’inglese) potranno inoltre avere la possibilità di essere presenti con la propria idea anche durante l’Esposizione Universale.

Dai vita alla tua idea, fai nascere la tua startup!

Il vero obiettivo del business dei profumi

Si avvicina il Natale e non mancano i profumi

Il Natale è alle porte e una delle tante caratteristiche ricorrenti di questo periodo pre-natalizio è l’intensificarsi delle pubblicità dei profumi soprattutto in TV, l’avete notato?

La motivazione di fondo sembrerebbe semplice: viene sfruttata l’occasione natalizia per vendere più profumi, proponendo i prodotto come un possibile regalo. Ma è solo questa la ragione? Oppure pubblicizzare un profumo nasconde anche un obiettivo più ampio?
Prima di rispondere a queste domande, cerchiamo di spiegare le caratteristiche di questo mercato estremamente concorrenziale.

La Moda è nei profumi?

Osservando i profumi più reclamizzati, la caratteristica più ricorrente è che la quasi totalità di essi appartengono a importanti marchi della moda e del lusso. Un altro aspetto, questa volta più nascosto, è che questi brand spesso non sono i veri produttori, ma concedono in licenza il proprio marchio, delegando ad altre aziende la produzione e la distribuzione.

Questo fenomeno delle licenze rappresenta un modo di espandere il proprio business molto attraente, in quanto non richiede capitali per il finanziamento ma solo una forte identità della marcaa, capace di attrarre da sé i clienti.

Si avvicina il Natale e non mancano i profumi

Le specificità del mercato dei profumi

In riferimento a questo tipo di mercato bisogna specificare che, anche se i brand in questione si rivolgono a mercati premium o di lusso, il mondo dei profumi si è gradualmente spostato sotto la logica del mercato di massa. Oggi l’aspettativa di vita di un nuovo profumo si è abbreviata notevolmente, la causa sta nella diretta competizione con gli altri marchi.

Questa concorrenza porta le aziende a scegliere una strategia basata su un’alta e regolare frequenza di lanci, seguita da un abbandono del prodotto. Questi battage frequenti consentono di generare molto velocemente le risorse per il profumo seguente, e cosi via.

Nonostante questo meccanismo, il vero obiettivo di questi brand della moda rimane quello di riuscire a introdurre sul mercato una singola fragranza che duri per sempre. Chanel No 5 ne rappresenta il modello di riferimento.

Il vero obiettivo del business dei profumi

I profumi come brand stretching

A prescindere dall’utilizzo di licenze o meno, la decisione di approdare in questo mercato è quindi relativa a una strategia di brand stretching, cioè creare linee di prodotti diversi dal core business ma sotto lo stesso marchio. Introdurre una linea di profumi consente quindi di esporre maggiormente il brand presso il grande pubblico e contemporaneamente costituisce un’importante fonte di profitti di breve periodo. Una forte esposizione del brand ha quindi effetti positivi su tutti gli altri prodotti del marchio.

Si avvicina il Natale e non mancano i profumi

La pubblicità per i profumi

Possiamo dire che per i grandi nomi della moda e del lusso, pubblicizzare un profumo ha quindi un duplice scopo:

  •  Favorire un incremento delle vendite nel breve periodo per generare profitti
  •  Sfruttare una comunicazione rivolta al mass market per aumentare l’awareness del brand

 

Durante il periodo natalizio assistiamo ad un incremento delle comunicazioni proprio in relazione a questo secondo obiettivo. Il punto sta che il core business di questi brand della moda si rivolge chiaramente al mercato del lusso e del premium. Stiamo parlando di settori di nicchia che si rivolgono a clienti target molto esigenti e che, nella maggior parte delle occasioni, acquistano per regalare.

Si avvicina il Natale e non mancano i profumi

La pubblicità di un profumo diventa quindi un veicolo per poter comunicare indirettamente tutto l’universo della marca al core target, senza incorrere nella problematica di diluire l’identità o l’esclusività del brand. Tutto ciò porta alla creazione di spot televisivi dalle forte componenti creative e artistiche, le quali consentono sia di trasmettere i valori del brand, sia di raccontare e dare un’identità alla fragranza per poterla differenziare dai concorrenti (dato il limite tecnico di non poter riprodurre l’odore del profumo).

Il peggiore hotel del mondo: l'Hans Brinker ad Amsterdam [INTERVISTA]

“L’Hans Brinker Budget Hotel è orgoglioso di deludere i suoi clienti da quarant’anni”
Questa la premessa del famoso hotel di Amsterdam, dove l’onestà è di casa. Receptionist scortesi, bagni da incubo, letti da caserma e condizioni igieniche precarie sono gli ingredienti di questo hotel low budget pensato per giovani senza troppe pretese. Ed è proprio sulle pretese dei clienti, come avevamo già iniziato a raccontarvi, che si basa tutta l’azione di marketing.

Da quando è nato, quarant’anni fa, l’Hans Brinker non ha fatto che peggiorare le sue condizioni, lasciando fare qualsiasi cosa ai suoi ospiti! In questo particolare hotel si può disegnare sulle pareti, gettare le sigarette a terra e lasciare il bagno sporco senza farsi troppi problemi.

Nonostante quello che si possa pensare, questa strana filosofia ha riscontrato un grande successo tra i giovani, che parlano dei loro soggiorni all’hotel con allegria e, forse, un pò di nostalgia. Le recensioni sulle piattaforme di prenotazione si dividono in insulti di ogni tipo e storie di vita divertentissime e particolari. Il tutto sempre corredato dalla tipica frase “Nonostante l’onestà e la trasparenza nel presentare l’hotel…” Quindi che dire, questo tipo di promozione ha in qualche modo funzionato!

Abbiamo deciso di andare a fondo nella questione e di intervistare il responsabile marketing per l’Hans Brinker Hotel, Erik Kessels direttore creativo e founder dell’agenzia KesselsKramer di Amsterdam.

#1. Nel settore turistico la concorrenza è tanta e spesso porta ad esagerare le virtù del prodotto a scapito della realtà dei fatti. Voi avete deciso di andare controcorrente in un modo veramente inusuale. Quali sono le ragioni della vostra scelta?

Non avevamo scelta. Il Brinker è un hotel terribile. La prima volta che ci abbiamo messo piede eravamo disperati. Dopo un pò realizzammo che le debolezze dell’hotel forse potevano essere anche la sua forza.
Come hai detto, spesso gli hotel si autocelebrano come i migliori della categoria, mentre il Brinker volendo essere il peggiore, provoca una rottura così forte con la normalità da essere indimenticabile.

Grazie a questo modo di presentare l’hotel abbiamo ottenuto anche dei benefici inaspettati, come attirare i backpackers e le persone che non amano lusso e marketing sfrenato, ma che apprezzano la semplicità. Un altro punto a favore è stato quello delle lamentele, le persone vengono informate nel dettaglio dello stato dell’hotel, così da non aspettarsi niente e quindi mantenere le lamentele al minimo. Come puoi parlare male di un’hotel che parla già male di se stesso?

Concludendo, la filosofia adottata ci porta un sacco si clienti soddisfatti. Le persone arrivano al Brinker e dicono “ Non è poi così male”, riscontriamo ciò anche nelle prenotazioni: spesso l’hotel è sold out!

#2. La campagna dell’hotel ha ottenuto una grande visibilità. Cosa dicono gli ospiti di questa filosofia del low cost?

Non sono sicuro di voler descrivere la nostra filosofia con la parola low cost. Il Brinker è economico si, ma ci sono anche molti hotel meno costosi nella stessa classe, perfino peggiori!. Nonostante ciò, attraverso la campagna, l’hotel è percepito come economico e quindi riusciamo ad attirare più clienti. Comparandolo con altri hotel di Amsterdam, il Brinker, e anche piuttosto decente. Nonostante la nostra campagna, la struttura è molto funzionale ed efficiente. A volte atipica, ma organizzata. Come ho già detto, quando le persone varcano la soglia della hall aspettandosi il peggio, rimangono piacevolmente sorprese di non trovarsi davanti a una catapecchia.

#3. Quali saranno le vostre iniziative di marketing future? La situazione del Brinker “peggiorerà” ancora?

La nostra vera sfida risiede nel fatto che che ogni campagna che lanciamo è come se fosse la prima. Non c’è monotonia nella gestione di immagine di un ostello ad Amsterdam. Gran parte dei nostri clienti viene una volta sola, durante una fase particolare della loro vita (di solito quando sono giovani e ubriachi). Quindi dobbiamo sempre trovare nuovi modi per far conoscere il Brinker alle nuove generazioni.

#4. Avete raggiunto il successo, riconoscibilità e coinvolgimento grazie alla vostra campagna in veste anti-marketing. Questo risultato può suggerirci un nuovo modo per fare marketing?

Non credo, la campagna per il Brinker è stata costruita ad hoc per veicolare un messaggio ben definito. Non tutti i clienti hanno bisogno di essere “anti marketing” come questo. Spesso le campagne tradizionali bastano e risultano essere più utili allo scopo, questo non vuol dire che si deve subito puntare ad un marketing “noioso”, ma che il cliente e la strategia devono essere compatibili.

Illusioni, Rube Goldberg e Nintendo: i virali da rivedere della settimana [VIDEO]

Le illusioni ottiche e le magie di ogni sorta ultimamente sembrano andare forte in rete. Che il prestigio avvenga utilizzando solamente un semplice foglio di carta, o costruendo un’intera, macchinosa e complessa Rude Goldberg, l’obiettivo non cambia. Parola d’ordine: stupire.

Isaac Newton vs. Rube Goldberg

2D House è un gruppo creativo di Toronto con una vera passione per le Rube Goldberg. L’ultima creata in ordine di tempo è quella che vedete nel video, a detta degli stessi creatori la più difficile con la quale hanno avuto a che fare. Qualche principio di fisica e meccanica, ed ecco comporsi la macchina che sembra sfidare le leggi della gravità.

Amazing Anamorphic Illusions!

Brussup è un vero scienziato delle illusioni ottiche: sul suo canale ne troverete tantissime! Nel frattempo, godetevi questo video in cui un semplice foglio di carta colorato vi sembrerà un oggetto reale e tridimensionale, come un cubo di Rubik, un rotolo di nastro blu e una scarpa!

Nintendo History

Chi conosce la storia di un brand e della sua evoluzione più di un affezionato fan di lunga data? E’ il caso di questo video in cui un utente ha creato una sorta di infografica animata della cronistoria di Nintendo, a partire dal 1980 e dal NES per arrivare ai giorni nostri, al Nintendo DS e alla Wii!

Ikea Monkey, la scimmietta col cappotto è fenomeno su Twitter

Chiunque si è perso all’Ikea almeno una volta nella vita, non è certo una news da prima pagina. Ma se di nome fate Darwin e siete una minuscola scimmietta imbacuccata in un cappotto in shearling, state sicuri che in 24 ore diventerete una star del web.

È successo all’Ikea di Toronto, in Canada, dove un piccolo esemplare di Macaco Rhesus è stato trovato mentre vagabondava un po’ disorientato nell’area clienti. Qualche cliente incuriosito, anche dal suo abbigliamento da Piccolo Lord in pannolino, è riuscito a fotografarlo prima che lo staff in polo gialla e blu lo consegnasse alle forze dell’ordine, come riporta la CBC.

Su Twitter è stato subito fenomeno: l’hashtag #ikeamonkey è diventato in poche ore un top trend, accumulando oltre 35.000 post. I primi due a twittare gli scatti del macaco-fashionista sono stati @broniewyn e @dzd-lisa e poi la notizia è rimbalzata su tutti i social, Instagram compreso.

Dal cinguettio frenetico al meme il passo è stato brevissimo. In rete si sono scatenati i creativi che, armati di Photoshop, hanno scatenato una condivisione crescente di vignette divertenti. Così, dopo Balotelli e Felix Baumgartner, sul podio Meme 2012 sale anche Darwin. Persino il Toronto Star dedica un articolo ai migliori che si sono impossessati viralmente del web.

E anche se ormai «all I want for Christmas is an #ikeamonkey», Darwin non ha poi fatto una bella fine. Dopo aver appioppato alla proprietaria Yasmin Nakhuda una multa di 240 dollari per possesso di animale proibito, la Polizia ha consegnato la scimmietta ad un rifugio per primati.

E Ikea? Nessun accenno alla vicenda dai canali ufficiali, almeno per ora. Fatto sta che questa esposizione gratuita e immediata probabilmente è valsa all’azienda svedese quasi quanto la distribuzione porta a porta del catalogo 2013.

Gli 8 trattamenti hotel spa più esclusivi al mondo

Di hotel di lusso al mondo ce ne sono molti, solo 8 di questi, però, offrono ai propri ospiti trattamenti spa davvero esclusivi. Esclusivi per qualità e particolarità del servizio e, ovviamente, anche nel prezzo
Una strategia di differenziazione vincente quella adottata dagli hotel che vedremo tra poco, capace di attirare l’attenzione dei media e i favori di ospiti vip che, carta di credito alla mano, desiderano aggiungere a un soggiorno già di lusso dei trattamenti unici nel loro genere.

1. Hotel Victor South Beach Miami – Evian Bath € 3.800

1.000 bottiglie dell’acqua minerale francese per eccellenza per un bagno senza eguali.
L’Evian Bath rappresenta la ciliegina sulla torta di un soggiorno già di per sé esclusivo. Il trattamento è infatti disponibile solo per gli ospiti della Penthouse Suite da € 7.600 a notte.
A completare il tutto champagne, dessert e in omaggio, se così si può dire, un trattamento per due a scelta.

2. Grand Wailea, Maui – 20 Hands Duo Massage € 3.000

Un massaggio di coppia a 20 mani, speciale a dir poco perché offerto in occasione del 20esimo anniversario della Spa Grande al Grand Wailea Hotel.
Un’occasione che pochi fortunati hanno potuto cogliere fino al settembre scorso e che a un prezzo di € 1.500 a persona ha ‘regalato’ alle coppie un’ora di relax seguita da un massaggio più unico che raro, vista la quantità di falangi al servizio degli ospiti.
Se questo trattamento non è più disponibile, altri lo sono sempre, come il Kokoleka Truffle Body Cocoon & Facial (a partire da € 220), il Volcanic Ash Cocoon (a partire da € 175) e il Diamond Facial (a partire da € 250).

3. The Beverly Hills Hotel – La Prairie White Caviar Illuminating Facial € 750

90 minuti per un viso perfetto affidati ai prodotti La Prairie, prestigioso marchio svizzero leader nella cosmesi di lusso.
Un trattamento illuminante per il viso al caviale che promette una pelle giovane e luminosa dal valore di € 750, a cui però si deve aggiungere l’acquisto dei prodotti della linea White Caviar Illuminating System per altri € 1.150, requisito fondamentale per ottenere il risultato promesso.

4. Waldfor Astoria Park City – Anti gravity Lifting Series € 550

La Golden Door Spa dell’hotel Waldfor Astoria a Park City, Utah, offre 10 mini trattamenti lifting antietà per il viso della durata di 25 minuti e dal prezzo di € 55 ciascuno.
€ 550 sono pur sempre molti, ma questa cifra, a detta di chi si è sottoposto a questi trattamenti si giustifica con gli effetti miracolosi ottenuti.

5. Mandarin Oriental Hotels – Oriental Harmony Massage € 500

Due massaggiatrici per un trattamento di 1 ora e 50 minuti al costo di € 125 per mano, per un totale di € 500. Questo lo standard delle spa dei Mandarin Hotel, anche di quello di Las Vegas.
Per risparmiare qualche dollaro l’alternativa è offerta dall’hotel Encore Las Vegas con la sua versione a € 425, ma, considerata la durata di 1 ora e 20 minuti, la convenienza risulta molto relativa.

6. Ritz-Carlton New York at Central Park – The ‘Ultimate Indulgence’ Treatment € 400

Parliamo ancora di La Prairie, che questa volta si mette al servizio del Ritz-Carlton di New York per un pacchetto completo per il corpo, che consiste in un trattamento con prodotti a base di caviale per un massaggio a quattro mani.
Un affare se confrontato con i servizi offerti separatamente dagli altri hotel, ma comunque sempre un lusso.

7. Trump International Las Vegas e Chicago – Balancing Diamond or Emerald Massage € 250

Diamonds are a girl’s best friend, così cantata Marilyn Monroe e così la pensano anche gli hotel Trump International di Las Vegas e Chicago, dove il trattamento più ambito è un massaggio con diamanti, o a scelta con smeraldi.
Base di partenza € 250 per un massaggio che promette di bilanciare il chakra guarendolo con gemme e oli rarissimi, e con effetto assicurato sul conto corrente degli ospiti.

8. Eldorado Hotel Santa Fe – Signature 24k Gold Facial € 200

80 minuti d’oro 24 carati per un trattamento perfettamente in linea con il nome dell’hotel in cui viene effettuato, Eldorado.
Antietà e antirughe è gold anche nel prezzo, ben € 200.

BONUS: Kenwood Inn and Spa Sonoma County – Wine Bath € 40

€ 40 sembrano pochi se confrontati con i prezzi a più cifre che abbiamo visto sopra.
Questo trattamento offerto dal Kenwood Inn and Spa merita però un accenno per la sua particolarità, venti minuti di idromassaggio a base di vino, gusto e lusso.

Una classifica da sogno che soddisfa la nostra curiosità di scoprire quali sono le eccellenze nelle spa degli hotel di lusso e che fa da buona guida per chi avesse la fortuna di soggiornare in uno di questi hotel.