Jolly Jingle: l'app per bambini da regalare a Natale

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I giorni di festa sono così: supermercati affollati, bimbi entusiasti dei tanti dolci che possono mangiare a qualsiasi ora e motivetti che ci ronzano per la testa giorni interi.

Ispirata proprio da questo clima, la Hompimplay ha lanciato Jingle Jolly, un’applicazione che insegna ai più piccoli i canti di Natale in lingua inglese grazie all’utilizzo di sottotitoli e personaggi animati.

In effetti, già l’anno scorso in questo articolo avevamo evidenziato come anche i più piccoli ormai chiedono a Babbo Natale un tablet e quest’anno la tendenza non sembra cambiata.

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Le applicazioni e l’educazione

Mr. Surya Darmadi, co-fondatore di Hompimplay, ha ribadito che Jingle Jolly fa parte della gamma di edu-apps per bambini sviluppate dalla sua impresa. Il fine principale è quello di stimolare lo sviluppo del cervello con l’impiego di efficaci strumenti di apprendimento che favoriscono la memoria visiva, spaziale e il coordinamento uditivo.

La società spera di ispirare la creatività e incrementare l’entusiasmo per l’apprendimento attraverso l’uso di applicazioni animate che risultano molto divertenti a qualsiasi età. In effetti, Jolly Jingle è stata un vero successo. La grafica molto intuitiva e le “magie” rendono l’atmosfera interessantissima per i bambini.

Non si tratta di certo di una novità. D’altronde, più volte abbiamo parlato dei diversi utilizzi del tablet, sia a scopo educativo, sia con  fine medico.

 

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L’aspetto ludico

In Jolly Jingle i bambini vengono accolti da una palla di neve colorata contenente un assortimento di allettanti icone natalizie. Basterà scegliere un oggetto e selezionare la variante musicale preferita tra: pianoforte, violoncello, country, samba o music box. Dopodiché, una melodia comincerà a diffondersi per dare inizio al karaoke natalizio, con animazioni differenti per ogni brano.

I bambini non dovranno far altro che seguire i testi evidenziati nella parte superiore della pagina e cantare a squarcia gola vecchie canzoni simbolo del Natale. Per facilitare il processo di apprendimento non ci sono tempi serrati o scadenza da rispettare, al contrario, tutto verrà adattato alle esigenze di ogni piccolo.

Il divertimento assicurato per i bambini durante i pomeriggi invernali passati a casa diventa un connubio perfetto con le prime esperienze interattive che i bambini posso vivere.

In effetti si cerca, sempre più, di coinvolgere nelle progettazioni di applicazioni educative, grandi e piccini perché l’esperienza digitale venga condivisa in maniera attiva, come abbiamo visto tempo fa con le app di Lego.

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L’applicazione è disponibile gratuitamente su tutti i dispositivi Apple. È possibile, in più, scaricare 21 brani differenti al prezzo di 0,89 € ciascuno. Clicca l’immagine in basso per accedere all’Apple Store:

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Il business della Fine del Mondo

Il business della Fine del Mondo

Da San Valentino ad Halloween tutto fa brodo, o meglio tutto fa business. Come poteva mancare nel conto anche il giro d’affari scaturito dalla profezia più famosa di tutti i tempi: la Fine del Mondo.

Al di là di tutti i documentari che si accavallano in tv (anche se a dire il vero ci si poteva aspettare di peggio), dei film, delle vacanze a tema, dei corsi di sopravvivenza e dei rimedi per scampare alla triste sorte del mondo, ragioniamo su quanto i Maya abbiano fatto guadagnare a chi ha saputo sfruttare il momento.

Tengo a precisare che quest’articolo, anche se dal tono ironico e scherzoso, è sicuramente uno spunto di riflessione che si affaccia a scenari sociologici ed economici, a voi la giusta interpretazione.

Una spiegazione accademica

Il business della Fine del Mondo
Francesco Casetti, docente di filmologia all’Università Cattolica di Milano e a Yale, ha cercato di chiarire il perchè l’umanità sia così interessata e quasi affascinata dalle profezie che svelano il giorno, l’ora e il secondo in cui avverrà la Fine del Mondo. Il professione spiega che questo comportamento è una compensazione per l’angoscia e la paura della morte individuale.

Il Mondo, seppur rimanendo sempre incosciente, percepisce il pericolo per l’esaurimento delle risorse naturali, per il surriscaldamento del pianeta e l’estinsione di molte specie animali e floreali e per questo risulta sensibile alle catastrofi preannunciate.

Bunker pronti all’uso e…all’acquisto

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La corsa ai ripari per scampare alla Fine del Mondo è partita dagli USA e ha contagiato anche l’Italia. Nel 2010 la società californiana Vivos ha annunciato la costruzione di venti maxi-bunker antiatomici di lusso in grado di ospitare fino a 200 persone ciascuno, al modico costo di 50 mila dollari per gli adulti e 25 mila per gli ragazzi fino a 16 anni. Le sedi dei bunker sono per ora top secret e sparse per il globo in quanto le richieste sono giunte da tutto il mondo, Italia compresa.

Tutti tranne Puglia e Piemonte

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Cittadini della Valle d’Itra e di Angrogna non temete, siete salvi! Ebbene si, sembrebbe che esistano dei luoghi specifici per superare indenni questo terribile giorno: in Italia ce ne sarebbero addirittura due, la Valle d’Itria, in Puglia, e Angrogna, in Piemonte.

La salvezza deriva da una interpretazione del popolo precolombiano, ipotizzata da alcuni seguaci del maestro spirituale Babaji. Inutile dirvi che in questi giorni queste due piccole cittadine non sono mai state tanto frequentate da turisti provenienti da ogni dove e di conseguenza il loro giro d’affari è aumentato spropositatamente, tanto da voler benedire i Maya e tutti i loro calendari!

Gangnam Style e la Fine del Mondo di Nostradamus

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Indovinate chi sventolerà la bandiera a scacchi per la corsa del mitico quartetto dei Cavalieri dell’Apocalisse?! Si è proprio lui, Psy con il suo tormentone Gangnam style che il 21 dicembre arriverà al miliardo di visualizzazioni. Avete capito bene, sembra che i Maya e Nostradamus abbiamo scelto il famoso rapper coreano per dar voce alla loro profezia. Il video più visto su YouTube nel corso del 2012, ne è la prova.

Ricordiamo i versi dell’astrologo francesce: “Dal calmo mattino, la fine verrà su un cavallo danzante quando il numero dei cerchi arriverà a nove
La Terra del calmo mattino è la Corea, la terra natale di Psy, mentre i cerchi sono gli zero del 1.000.000.000 di visualizzazioni previste 21.12.2012 e infine  il cavallo che danza è il Gangnam Style.

Anche se in realtà di queste parole non sembra esserci traccia, al rapper coreano poco importa in quanto, ogni giorno che passa, le visualizzazioni del suo video si impennano e di conseguenza la sua notorietà e i suoi profitti.

Tranquilli ragazzi, il mondo non finirà, la NASA ha ovviamente smentito ogni preoccupazione a riguardo e voi, cari lettori, avrete a disposizione gli articoli di NinjaMarketing per tanto, tanto tempo 😀

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico!

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Venduto nei Play Store online di Google, il nuovissimo Nexus 4 è andato a ruba in tutta Europa; utenti in Francia, Spagna, Germania e Uk, non hanno avuto nemmeno il tempo di veder comparire l’offerta che i pochi, anzi, pochissimi terminali a disposizione erano già finiti. Certamente il prezzo offerto da Google per il suo smartphone di ultima generazione è davvero invitante, sia per il taglio di memoria da 8Gb (299€) che per quello da 16 Gb (379€).

Ma dove è precisamente il problema?

Quando un azienda ha delle difficoltà con un prodotto o in questo caso con i suoi clienti, quello che dovrebbe fare è prima di tutto svolgere una politica di comunicazione chiara, riconoscere gli errori e lavorare per risolvere il problema recuperando così la propria brand reputation.

Se è vero che da un lato Google ha accusato LG di ritardi nella produzione, dall’altro non si può omettere che il sistema di vendita del nuovo smartphone è collassato dopo appena 15 minuti. Moltissimi utenti si sono lamentati di pagine bloccate mentre alcuni hanno addirittura riferito di aver visto la transazione fermarsi prima dell’ultimo passaggio nel processo di acquisto.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico
Il problema, secondo Google, è stato il numero impressionante di utenti che hanno cercato di acquistare il prodotto, facendo arrivare le scorte a zero in appena 15 minuti. Ormai a quasi un mese dalla sua comparsa il Nexus 4 risulta essere ancora sold-out nei paesi in cui è commercializzato, dando la sensazione di un “caos” persistente all’ interno dei Play Store Online di Google. Non si sa ancora quando sarà nuovamente disponibile, alcuni siti parlano addirittura di attese tra le otto e le nove settimane.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Ovviamente la compagnia non ha confermato nè rilasciato nuove notizie a riguardo: errori simili, anche facilmente prevedibili visto l’interesse che si era creato attorno al prodotto, non si sarebbero dovuti manifestare, principalmente se a farli è una delle aziende più importanti al mondo.

Tenendo conto che il Nexus 4 è stato presentato come prodotto top class non è pensabile che le previsioni di domanda siano state totalmente sottovalutate, soprattutto in vista del periodo festivo e a discapito delle migliaia di utenti che hanno cercato di comprare il dispositivo ad un prezzo accessibile.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Anche la scelta del Play Store come unico canale di acquisto ha fatto si che i problemi per Google fossero maggiori, senza altre modalità di distribuzione, con una previsione di vendita e disponibilità dei prodotti inferiori rispetto alla richiesta del mercato il risultato è stato un danno alla propria immagine molto grave (principalmente per i paesi dove è stato possibile acquistarlo), senza contare il numero crescente di dispositivi venduti a prezzi irragionevoli su altre piattaforme di vendita online come ebay.

Google Nexus 4: un esempio di quello che non si deve fare nel commercio elettronico

Sicuramente Google non farà nuovamente lo stesso errore con suo prossimo Nexus, ma secondo voi è possibile per un azienda così  importante sottovalutare la domanda di mercato ed incorrere in un problema simile?

Adobe compra Behance e realizza un nuovo record [BREAKING NEWS]

Adobe Systems Incorporated ha annunciato oggi di aver acquisito la società Behance, il network leader dedicato agli artisti e le loro gallerie di opere.

L’operazione ha l’obiettivo di unire i milioni di iscritti a Creative Cloud e Behance, implementare così nuove funzionalità e servizi a favore della strategia di Adobe di realizzare la più importante community di creativi del mondo, considerando che Adobe Creative Cloud rappresenta una risorsa fondamentale e privilegiata per artisti e cultori.

Inoltre, nonostante l’acquisto da parte di Adobe, si è voluto che la piattaforma Behance restasse comunque accessibile anche a chi non è abbonato a Creative Cloud.

Adobe conosce le necessità dei propri clienti, le innovazioni introdotte hanno la finalità di aiutarli a stare al passo con le nuove tecnologie.
Il nostro obiettivo è quello di fare in modo che Creative Cloud diventi un punto di raccolta fondamentale per i professionisti della creatività, un luogo in cui possano accedere ai migliori strumenti creativi disponibili, per lavorare su diversi dispositivi e ottenere risultati migliori

(Matteo Oriani, digital media consultant Adobe Systems Italia)

I risultati record raggiunti da Adobe nel 2012 contano un fatturato di 1.153 miliardi di dollari, superando l’obiettivo che era stato prefissato entro i 1.125 miliardi di dollari, durante l’ultimo trimestre la società ha registrato 10 mila nuove sottoscrizioni a settimana di Adobe Creative Cloud, in modalità abbonamento. Il fatturato record di 220,4 millioni di dollari rappresenta una crescita del 32% annuo e già solo i prodotti Document Services hanno fatto registrare un fatturato di 210.2 milioni di dollari durante l’ultimo trimestre.

Dopo i risultati record di quest’anno e l’aggiornamento delle offerte, si può senz’altro considerare la chiusura del 2012 di Adobe una manovra di grande importanza strategica.

Girlfriend in a Coma, la campagna di Bill Emmott per risvegliare l'Italia [INTERVISTA]

Un momento cruciale per l’Italia. Come paese, come Stato, come economia. Come una fidanzata, ma in coma. Bill Emmott riprende la famosa canzone dei The Smiths per costruire una campagna di coinvolgimento degli italiani sul destino della nazione. Si parte da un film, di cui vi mostriamo il trailer, e si arriva ad una piattaforma social&web che non vuole essere “un “manifesto” noioso. Al contrario, il mio è un modo di intraprendere un discorso e suscitare un dibattito su chi e cosa sbarri la strada al cambiamento. Ora tocca a voi denunciare i peccatori“. Questo vuole essere anche l’invito di Ninja Marketing ai nostri lettori: partecipate, dite la vostra, perché è in questo momento ed in questo modo che occorre far sentire la differenza che si vorrebbe vedere in Italia! Abbiamo intervistato Bill Emmott sugli scopi del progetto, sulle responsabilità, sul ruolo dei social media nella democrazia.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=AKCeTH_7VHY’]

Un coma è di fatto una negazione della realtà. Chi sono i principali colpevoli di questa negazione in Italia?

La colpa è di tutti. La Mala Italia, fatta da politici corrotti, network giornalistici egoisti, la mafia, imprese protezionistiche e monopolistiche, hanno commesso la violenza che ha fatto sprofondare la Buona Italia in un coma. Ma molti Italiani sono rimasti a guardare, sapendo che ciò stava succedendo e non hanno fatto nulla. Dante chiamava questo peccato Ignavia.

Monti si è appena dimesso ed il nome di Berlusconi è ancora una volta nell’arena politica. Cosa sta succedendo in Italia, quali fronti stanno combattendo per il cambiamento e quali invece vi oppongono resistenza?

Troppe poche persone stanno lottando per il cambiamento. Molti stanno ancora cercando di fuggire dalla realtà. Incluso il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che si pone in maniera negativa, dire “vaffanculo” è una nuova forma di evasione dalla realtà. La più grande resistenza proviene da tutti i gruppi di interesse che vogliono proteggere i propri privilegi. Solo con un governo nuovo e forte, forse guidato da Monti dal di fuori, si può iniziare ad abbattere questa resistenza.

Il film evidenzia la tensione tra la Buona e la Mala Italia. Quale dovrebbe essere il ruolo dell’Europa nei confronti di questa tensione?

L’Europa dovrebbe offrire incoraggiamento e supporto, applicare tutte le leggi EU possibili. Ma il lavoro principale spetta agli Italiani.

Chi identificheresti come figure eroiche in Italia, ora come ora?

Certamente Mario Monti, ma anche Sergio Marchionne – considerato un diavolo da molti Italiani ma in realtà sta provando a portare progresso. Il mio più grande eroe, tuttavia, è Roberto Saviano, il cui lavoro e la cui campagna non rientrano facilmente in alcun framework politico, ma sono semplicemente in nome della giustizia, della verità e della democrazia.

Il sito è una call to action agli Italiani, per permetter loro di dire cosa hanno in mente e cambiare le cose prima delle prossime elezioni. Quale sarà l’output finale di questa chiamata a raccolta?

Dipenderà da quanto gli Italiani decideranno di partecipare. Se lo faranno, produrrò dei video e degli articoli meravigliosi sui media, riportando cosa hanno detto e fatto.

Possono i social media fare una differenza nel dibattito sul potere mediatico (mainstream) e quello politico? Social media e democrazia sono la stessa cosa?

I social media sono canali stupendi attraverso i quali le persone possono far sentire la propria voce, mostrare il potere della partecipazione cittadina di massa.

Girlfriend in a Coma è, a mio avviso, un progetto crossmediale. Credi che gli attuali politici abbiano capito l’ampia portata che è necessaria per coinvolgere veramente le persone?

Alcuni sì, lo hanno capito, ma la maggior parte lo vedono ancora come un insieme di strumenti top-down proprio come la televisione. Ed è sbagliato: bisogna essere partecipativi.

Nel film sono intervistati i grandi CEO o imprenditori italiani. Perché giovani, talentuosi e creativi Italiani dovrebbero scegliere di credere oggi che la loro fidanzata un giorno si risveglierà dal coma?

Dovrebbero credere al fatto che se si uniscono e passano all’azione, allora possono far risvegliare l’Italia. Proprio come i loro nonni l’hanno fatto nel 1950 dopo il disastro del fascismo e della seconda Guerra Mondiale.

Dopo Tangentopoli, Berlusconi ha inaugurato la Seconda Repubblica con il suo partito-azienda. Poche cose sono cambiate nel corso dell’ultimo ventennio; credi che l’Italia e gli Italiani avranno la capacità di superare il concetto di partito politico, anche oltre ciò che Grillo ha provato a realizzare col suo M5S?

Lo spero e credo che possa succedere. Ma nulla è inevitabile. Le persone creano il proprio futuro.

Dino Distefano: il vincitore del Roger Needham Award parla ai Ninja! [INTERVISTA]

La sezione Digital di NinjaMarketing ha intervistato uno degli italiani attualmente più famosi all’estero (per la precisione in quel del Regno Unito) per due motivi principali: aver creato Infer ed aver vinto il prestigioso Roger Needham Award. Signore e Signori a voi l’intervista con Dino Distefano!

Buongiorno Dino, eviterò di farle domande scontate come chiederLe come si è sentito venendo respinto a Pisa o cosa ne pensa del Sistema Italia (soprattutto a livello universitario). Come ci si sente a vincere il Roger Needham Award e cosa cambia per lei con questo premio?

Una grande emozione, fino a un po’ ti tempo fa non ci avrei creduto. Ma soprattutto una grandissima soddisfazione vedere premiati tanti anni di duro lavoro mio e del team.

Lei ha realizzato “Infer” una sorta di sistema predittivo che consente di trovare i difetti prima che un prodotto venga commercializzato (ovviamente mi corregga se sbaglio). Le va di parlarci di queste sua creatura?

Infer è un sistema di “verifica automatica“, cioè un sistema che verifica matematicamente che certi errori critici possano verificarsi quando il software viene eseguito.

Infer automaticamente controlla tutte le possibili esecuzioni in cui il software analizzato si potrà trovare, riuscendo cosi a trovare certi errori nascosti. Una volta corretti gli errori, controllando tutte le esecuzioni si e’ in grado di stimare quando questo tipo di errori non si possono più verificare.

Le stavo per chiedere se dopo la sua creazione (insieme ai suoi colleghi) non le fosse venuta voglia di fondare una start-up ma mi sono reso conto che ci avete già pensato per evitare di farvi soffiare l’idea (come purtroppo spesso accade). Ci parli della sua avventura con la Monoidics Limited.

Quando ci siamo resi conto che il nostro sistema era in grado di scalare al livello da poter analizzare software sviluppato dalle aziende, ci siamo accorti che avevamo la grande opportunità di portare questa tecnologia fuori dal mondo accademico, in modo da poter essere utilizzata per migliorare il software utilizzato da milioni di persone.

L’esperienza di Monoidics mi ha insegnato tanto. Sviluppare un prodotto commerciale è sostanzialmente diverso da sviluppare un prototipo accademico. Altri fattori entrano in gioco. Inoltre la cosa sicuramente più difficile e’ stato la parte business. Come accademici, io e i miei colleghi non avevamo nessuna esperienza di business.

C’è voluto un po’ per capire certi meccanismi.

Dino Distefano: il vincitore del Roger Needham Award parla ai Ninja!

Non crede che “Infer” sia uno dei tanti tasselli, o forse il principale, che ci condurrà nell’era delle macchine?

Non sono sicuro che cosa intende per era delle macchine. Infer aiuta a migliorare l’affidabilità e la sicurezza del software. Può aiutare a sviluppare software più sofisticato in modo più affidabile. Per questo può aiutarci a sviluppare software sempre più complesso di cui abbiamo bisogno in questa era digitale. Ma non credo che ci sarà un’era delle macchine.

Pensa che in una visione di insieme Infer potrebbe essere utilizzato per rendere le città più Smart? Mi spiego: Il vostro sistema predittivo analizza e previene difetti di fabbrica, crash o similari. Avete mai pensato di applicare questo concetto in un’ottica più vasta come la prevenzione di incidenti autostradali ecc ecc?

Insomma rendere Infer una sorta di cervellone che analizza, previene e dunque risolve eventuali “crash” interni ad un sistema che può essere una città o una struttura ospedaliera?

I concetti su cui si basa Infer non sono limitati al software. Ma potrebbero essere estesi in qualche modo a “sistemi” più in generale. Tutti i sistemi per cui si può creare un modello matematico che ne può descrivere il  comportamento completo sono sistemi a cui si può applicare una tecnologia simile a quella di Infer usata nel software.

In un certo senso questo già avviene. Per esempio tecniche simili vengono usate per la verifica dell’hardware, o potrebbero essere usati per sistemi di scambio di treni, etc. Siamo ancora all’inizio, ma le possibilità potenziali sono molteplici.

Quale sarà l’evoluzione di Infer? Avete qualcosa in mente che potete condividere con i nostri amici Ninja?

Stiamo studiando dei metodi per estendere Infer per programmi paralleli sviluppati per processori multicore. Questo tipo di programmazione è molto complessa e quasi impossibile da fare correttamente. Quindi ci sarà sempre più bisogno di sistemi come Infer visto che la programmazione parallela diventerà onnipresente in tutti i sistemi software del futuro.

Come si vede tra 20 anni e come vede l’evoluzione del mondo informatizzato che conosciamo oggi?

Sicuramente tra 20 anni avremo a nostra disposizione una potenza di computazione di ordini di magnitudine superiore a quella di oggi. Penso che queste risorse cambieranno notevolmente il nostro modo di vivere, come è già successo negli ultimi 10 anni. Come sfruttare queste risorse al massimo e nel modo migliore sarà una sfida molto interessante da affrontare. Mi auguro di essere coinvolto nella risoluzione di  problemi che abbiamo un impatto positivo nella società.

Lei è un uomo di scienza, sicuramente un sognatore (altrimenti Infer non esisterebbe), un matematico e non solo. Quale sogno ha nel cassetto?

L’ingegneria del software è ancora un’arte, ma vorrei che diventasse un’attività più scientifica. Esiste solo da circa 50 anni, mentre altre branche di ingegneria da diversi secoli e hanno delle fondamenta matematiche solide. Vorrei che gli sviluppatori software abbiano a loro disposizione strumenti matematici paragonabili a quelli degli ingegneri in altri campi. Infer è uno di questi strumenti. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare e molta tecnologia da sviluppare per portare l’ingegneria del software allo stesso livello delle altre.

Ed ora la domanda delle domande. negli anni 70 la domanda era:”Beatles o Rolling Stones”? Oggi la domanda è: “Apple o Android”?

Per l’interfaccia grafica e l’usabilità Apple, per tutto il resto Android.

Con questa intervista il vostro Koogaku vi augura un Buon Natale! Mi raccomando stay tuned!! 😉

Babbo Natale, renne e palme addobbate: i migliori annunci stampa della settimana

Niente come la pubblicità scandisce meglio i vari periodi dell’anno. Non so voi, ma io capisco che è tempo di fare l’albero quando inizio a vedere pubblicità di profumi da ogni parte.

Fioccano anche quest’anno le pubblicità dedicate al Natale. Quindi, posate un attimo pandoro e torroncini e date una scorsa alle migliori campagne stampa della settimana.

Naturalmente tutte a tema natalizio.

Disneyland Paris: Santa Claus

Babbo Natale, renne e palme addobbate: i migliori annunci stampa della settimana

Suggestiva la campagna realizzata dall’agenzia francese BETC per Disneyland Paris, tanto forte da fare a meno dell’headline.

La luce disegna la sagoma di Topolino sul viso pacioso di Babbo Natale. Un invito irresistibile a vivere la magia del Natale nel parco divertimenti più grande di Europa. Alcuni commentatori, su Ads of World, sostengono sia poco intuitiva. Voi che ne dite?

Advertising Agency: BETC, Paris, France
Creative Directors: Richard Desrousseaux, Etienne Turquet
Art Director: Landry Starck
Copywriter: Pascal André
Photographer: Jean-yves Lemoigne

Mercedes-Benz: Reindeer in Headlights

Babbo Natale, renne e palme addobbate: i migliori annunci stampa della settimana

Al bando inutili rigurgiti adolescenziali di anticonformismo. La notte di Natale è fatta per stare a casa, seduti a tavola, i vetri appannati e la zia che vedi due volte l’anno che straparla dei successi professionali del figlio avvocato.

Dio solo sa gli strani incontri che potresti fare per strada quella notte. Se proprio devi uscire, assicurati almeno di avere una Mercedes.

Advertising Agency: BBDO, Toronto, Canada
Art Director: Spencer Dingle
Copywriter: Jordan Hamer
Photographer: Philip Rostron

Stihl: Merry Christmas

Babbo Natale, renne e palme addobbate: i migliori annunci stampa della settimana

La campagna di Stihl, azienda leader nella produzione di attrezzi da giardino, rientra nel fortunato filone creativo di quelle pubblicità che utilizzano segni tipici dell’universo figurativo del brand per disegnare simboli natalizi.

È così che anche un semplice mucchio di foglie può diventare un albero di Natale.

Advertising Agency: Publicis Conseil, Paris, France
Creative Director: Frédéric Royer
Art Directors: Juliette Leclerc, Delphine Perret
Photographer: Hervé Plumet

Turkish Airlines: Happy new year in anywhere you wish

Babbo Natale, renne e palme addobbate: i migliori annunci stampa della settimana

Un invito a festeggiare il Natale e l’arrivo dell’anno nuovo dall’altra parte del mondo, quella in cui fa caldo e Babbo Natale se la spassa in spiaggia in costume. Questa la campagna di Turkish Airlines. In fondo Natale è ovunque tu vuoi che sia.

Advertising Agency: McCann Istanbul Creative Group
Art Director: Tugba Akin
Copywriter: Pinar Cingöz

BMW: The Fastest Christmas Song in the World

Babbo Natale, renne e palme addobbate: i migliori annunci stampa della settimana

Spassosa la campagna ideata dall’agenzia svizzera Draftfcb per BMW: fare di Jingle Bells la canzone di Natale più veloce del mondo. Trattandosi di una delle più famose case automobilistiche mondiali, pensate sia bastato accelerare un po’ la musica? Sbagliato.

Provate a intonare la lieta canzone a bordo di una ruggente BMW lanciata all’impazzata su un circuito da corsa.

Turismo 2.0: Valencia diventa web e social

Il turismo 2.0 è un mix di componenti diverse: voglia di viaggiare, di raccontarsi e di raccontare. Ma è anche e soprattutto tecnologia al servizio dell’emozionalità.

Come raccontare una città se non attraverso gli occhi degli abitanti e dei turisti?

Hello Valencia, il digital magazine dedicato all’attualità e alla vita valenciana, ha capito molto bene questo concetto.
Per i suoi 4 anni di attività il magazine ha lanciato una coinvolgente iniziativa, rigorosamente online, “Conoce Valencia de una forma diferente“.
La visualizzazione full screen si divide in 4 frames: ogni frame è un videoclip in cui band o singoli artisti dedicano una canzone a Valencia, inscenando la loro performance in 4 diversi quartieri cittadini.

Design pulitissimo e grafica minimal: uno stile premiato come “sito del giorno” da Awwwards. In basso un delicato pentagramma con un uccellino stilizzato che “mangia” le note dei brani musicali ed emette tweets.

L’iniziativa è anche e soprattutto un concorso attivo su Facebook e Twitter. Basta cliccare “mi piace” sulla pagina Facebook e caricare lo scatto del proprio angolo valenciano preferito: vince la foto più votata dagli utenti. Oppure si può inviare un tweet con uno dei 4 hashtag: #helloruzafa, #helloelcarmen, #helloeixample, #hellopoblats, ognuno corrispondente al quartiere in cui sono ambientati i 4 diversi videoclip. All’interno del tweet va specificato l’angolo preferito del quartiere scelto.

Conoce Valencia de una forma diferente” ci offre un esempio di come il turismo 2.0 sia un’esplorazione online che diventa esperienza. E in questo caso l’esperienza online si traduce nei gesti e nelle parole di chi ci racconta, anzi canta, l’esperienza di vivere un luogo nella sua peculiarità. Si configura quindi una meta-esperienza a più livelli che ci immerge in una realtà distante e ci fa interagire in tempo reale. Valencia diventa una canzone, anzi 4, o forse diventa la voce di ogni abitante e di ogni viaggiatore.

Un approccio molto sintetico, emozionale, coinvolgente e decisamente innovativo, che fa di questo esempio una sicura avanguardia nell’evoluzione del marketing del turismo.

Turismo 2.0: ecco i segreti di TripAdvisor

Turismo 2.0: ecco i segreti di TripAdvisor!

Turismo 2.0: ecco i segreti di TripAdvisor

Gran parte degli albergatori e ristoratori hanno ormai compreso l’importanza di essere presenti online. Questo non significa semplicemente presidiare i classici social network e possedere un sito Web aziendale, ma sfruttare al meglio i principali portali e le communities dove i viaggiatori si scambiano opinioni e consigli.

La cosiddetta “word-of-mouse” ha infatti un’importanza sempre più riconosciuta nel settore dell’hospitality. Intuire il perché è semplice: valutare le esperienze passate è ormai una prassi consolidata, che permette ai viaggiatori di evitare sorprese sgradite.
Tra le molte communities presenti sul Web, lo strumento più importante è certamente TripAdvisor, un servizio grazie al quale i viaggiatori possono condividere giudizi, foto, video e commenti riguardanti le proprie esperienze in strutture ricettive di ogni tipo: hotel, ristoranti, locali, ecc.

Come si può intuire, TripAdvisor è uno strumento molto potente, che è in grado di fornire un’ottima visibilità ed una community che conta milioni di contributors.
Per tutti coloro che desiderano sfruttare in maniera produttiva questa community può essere utile capirne alcune dinamiche, emerse da un recente studio condotto proprio da TripAdvisor su un campione di strutture ricettive del Nord America.

Turismo 2.0: ecco i segreti di TripAdvisor

Le metriche utilizzate per capire la correlazione tra contenuti e visibilità sono state il numero di foto, video, recensioni e risposte del magement dell’hotel, rapportate al numero di visualizzazioni dei profili delle aziende iscritte. Come era prevedibile, si è scoperto che maggiore è il numero delle recensioni e maggiori sono le visualizzazioni della pagina.

Nello specifico, le strutture alberghiere con più di 11 recensioni hanno il 26% in più di visite rispetto alle strutture che hanno meno commenti, mentre le strutture con più di 50 recensioni sono premiate con un ulteriore 27% rispetto alla categoria precedente.

Anche il numero di foto inserite nella pagina gioca un ruolo importante. Si è infatti scoperto che i profili con più di 30 foto hanno un livello di engagement più alto del 41% rispetto a coloro i quali ne hanno inserite un numero pari o inferiore a 10. Per ciò che riguarda i video, invece, le rilevazioni hanno dimostrato che le pagine con almeno un video presentano mediamente il 34% in più di visite rispetto ai profili che non hanno inserito alcun materiale filmato.

Turismo 2.0: ecco i segreti di TripAdvisor

Una attività che si dimostra importante è anche l’interattività tra ospiti e management dell’hotel. Offrire sempre delle risposte pronte, dei ringraziamenti o delle spiegazioni alla clientela – specialmente dopo commenti negativi – è considerato un valore aggiunto da gran parte dei viaggiatori. La ricerca mostra infatti che una buona attività di gestione e monitoraggio dei commenti può aumentare del 10% il livello di engagement.

Proprio per facilitare i responsabili delle strutture ricettive, TripAdvisor ha introdotto il “TripAdvisor Management Center” (che con tutte le funzioni attive, non è gratuito), che ha l’obiettivo di assistere gli operatori a sfruttare TripAdvisor per potenziare il proprio business. L’azienda ha anche introdotto un blog molto interessante, dove tutti coloro che operano nel settore hospitality possono trarre spunti stimolanti ed analizzare i casi di successo.

TripAdvisor è certamente uno strumento utile, particolarmente interessante per piccole realtà, che pur non avendo grandi budget da investire in Marketing possono disporre di uno strumento gratuito, potente e semplice da usare, in grado di offrire una visibilità molto ampia anche a livello internazionale.

Email marketing: trarre ispirazione e monitorare i competitor


In questa rubrica abbiamo passato in rassegna gli elementi principali da ottimizzare in ogni email (dal pre-header, alle call to action, alla disiscrizione… e non solo!), ma come dare un impulso ninja alla tua strategia di email marketing?

Per prima cosa dovresti dare un’occhiata a quello che fanno i tuoi competitor ed osservare i brand internazionali che utilizzano l’email in modo sofisticato per prendere spunti e trarre ispirazione, sia a livello grafico che per il copywriting.
Come puoi farlo senza iscriverti a decine di newsletter?

Proprio pochi giorni fa il nostro AD Massimo Fubini ha tenuto un webinar in collaborazione con la NinjaAcademy per presentare una piattaforma ideata proprio a questi scopo: si tratta di NewsletterMonitor, che ContactLab ha sviluppato e messo a disposizione degli e-marketer gratuitamente.

Osservare e monitorare gli altri

Partiamo con l’osservare quello che fanno “gli altri”; per altri intendiamo sia i competitor che quelle aziende che utilizzano l’email in modo veramente strategico. Le domande da porsi nell’analisi vanno in due direzioni: che cosa c’è di buono (best practice), che cosa di meno buono (worst practice)?

Imposta i tuoi criteri di ricerca per selezionare e visualizzare le newsletter e le email di tuo interesse: potrai metterle a confronto e verificare quanta attenzione è stata riservata ad ogni elemento che abbiamo visto insieme. Potrai inoltre entrare nel dettaglio delle strategie: quali offerte e promozioni vengono veicolate? Quanto viene sfruttata la sinergia coi social network? Qual è la frequenza di invio?

Ispirazione creativa

Su NewsletterMonitor puoi accedere a oltre 4 milioni di email, suddivise in oltre 20 industry di riferimento e catalogate in 5 lingue. Utilizza la piattaforma per osservare le migliori campagne internazionali di email marketing e lasciarti ispirare dal visual.

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A settimana prossima con un nuovo approfondimento!
E nel frattempo, Buon Natale!