Cool Things to Find, parodia marziana del virale di Metro [VIDEO]

Pochi giorni fa ha attirato l’attenzione della Rete un video promozionale molto originale di Metro Train Melbourne: “Dumb Ways to Die“, che pare a prima vista un simpatico videoclip musicale animato, è in realtà una campagna di comunicazione sociale per la sicurezza. LaughPong, collettivo di videomakers statunitensi, ha realizzato una cover ancor più curiosa, dedicata a Mars Rover Curiosity e alle strane cose da trovare e scoprire sul Pianeta rosso.

Ad esempio che fine ha fatto la celebre aviatrice Amelia Earhart, o una di quelle strane piante-uovo che sputavano i terribili esseri parassiti di “Alien“. Oppure un gatto marziano che, a quanto pare, non riesce a sfuggire alla triste sorte di molti suoi simili terrestri. Per finire, e qui arriva la parte seria, con acqua e traccie di vita, scopo dietro all’intera missione che impegna da qualche mese la NASA.

Come dichiarano gli stessi creativi di Cinesaurus, infatti, il video nasce sì sulla scia di “Dumb Ways to Die”, ma vuole supportare l’attività dell’ente spaziale americano, promuovendone in modo alternativo la ricerca einvocndo l’impedimento di tagli alla ricerca.

Cool, no? 🙂

Guida al variegato mondo del cliente di un'agenzia di pubblicità

L’importanza del cliente è intrinseca nella sua stessa ragion d’essere: senza cliente, com’è ovvio, non ci sarebbe lavoro per le agenzie di pubblicità.
Ma che spesso sia proprio lui, con le sue domande, pretese e strambe richieste a rendere la vita difficile per chi lavora nel settore, è storia ormai nota! Il web è pieno, infatti, di meme, post, infografiche che prendono goliardicamente in giro i clienti più temibili, tanto che l’agenzia Ciplex ha creato un’apposita guida per identificare il tipo di cliente con il quale si ha a che fare.

Il risultato è una divertente infografica che descrive il variegato mondo del cliente di un’agenzia di pubblicità: ve ne proponiamo un’estratto, ma l’infografica completa la trovate qui.
Riconoscete, nella descrizione, qualche vostro affezionato cliente?

Il signor Non sono proprio sicuro di ciò che voglio

Cambia continuamente opinione, al telefono dice una cosa ma nell’e-mail ne scrive un’altra. Meglio mettere tutto per iscritto la prima volta e rifiutare grosse correzioni a lavoro consegnato.

Il signor Pensavo che questo fosse incluso

Prova sempre ad ampliare il progetto, mantenendo lo stesso budget. E’ importante dimostrarsi decisi e chiedere un compenso aggiuntivo proporzionale al lavoro in più.

Il signor Ho bisogno che questo sia fatto ieri

Con una totale mancanza del senso del tempo, crede che avere le idee chiare voglia dire che il lavoro sia già fatto e finito. Bisogna fargli capire come funzionano le cose realmente!

Il signor Ogni cosa è un’emergenza

Crede di essere l’unico cliente e che l’agenzia sia a sua completa disposizione. Meglio stabilire delle scadenze ben definite e incontrarlo solo in quelle occasioni.

La signora Non abbiamo una scadenza – Oh, aspetta, ce l’abbiamo ed è domani

La sua volubilità rende indispensabile un’organizzazione iniziale e la stesura di un calendario degli incontri e delle scadenze.

Il signor Non mi importa, fate quello che volete

Se ne lava completamente le mani e le informazioni devono essergli tirate fuori con le pinze. Non resta che trarre vantaggio dalla sua disponibilità, ricordandosi però di chiedere sempre una sua conferma riguardo le modifiche più importanti.

Il sigonor Cos’è il weekend?

Invia e-mail durante la notte, programma incontri al di fuori dell’orario di lavoro, non conosce vacanze: in questi casi, bisogna semplicemente imparare a dire NO.

La signora Odio questo colore senza alcun motivo

Ha la capacità di bloccare un progetto per ogni piccolo dettaglio, sia esso un colore, un font o una parola piuttosto che un’altra. E’ necessario fargli comprendere che l’esperto conosce la soluzione migliore per il suo business, quindi non gli rimane che fidarsi.

La signora Non bastavano cinque minuti?

Crede di poter fare ciò che ha commissionato all’agenzia nella metà del tempo. Non resta che dimostrargli il contrario!

Killer sociopatici: l'ultima frontiera degli spot sui condizionatori

La pubblicità deve lavorare sugli stereotipi. La pubblicità non deve produrre disagio. La pubblicità deve puntare all’identificazione.

Dexter è il gioiellino di quell’avanguardia culturale che è la tv via cavo americana fatta di un pubblico relativamente ristretto di spettatori sufficientemente spregiudicati e culturalmente equipaggiati a muoversi nei labirinti mentali di un serial killer o di una spacciatrice di erba.

Ma per lanciare un elettrodomestico che aspira ad essere di largo consumo è mai possibile utilizzare un modello alla Hannibal Lecter?

Guardate questo commercial. Poi prendete i dieci comandamenti del bravo copywriter e dategli fuoco.

Si tratta di “Summer Hater”, l’ultima geniale campagna realizzata dall’agenzia Del Campo Nazca Saatchi & Saatchi per BGH, produttore argentino di condizionatori.

Drammatizzazione in slow motion, inquadrature cinematografiche con voce fuoricampo ed espressionismo iper-realista che farebbero diventare sociopatica anche la più fanatica hippie terzomondista. Un mini-thriller psicologico avvincente costruito tutto sulla fantasia omicida di un aspirante serial killer.

E il bello di un spot del genere è che non dà soltanto ai creativi un motivo incontestabile per tirarsela con gli amici, ma fa anche la felicità del reparto marketing. A confermarlo è Ezequiel Devoto, responsabile Marketing di BGH, che a AdAge.com spiega come l’azienda, grazie a questa nuova comunicazione più spregiudicata e creativa, sia diventata leader del mercato passando da una quota del 6% nel 2009 a una del 10% nel 2012.

Una serie fortunata

“Summer Hater è soltanto l’ultimo di una serie di commercial audaci, non convenzionali e sofisticatamente ironici realizzati dall’agenzia Del Campo per la società di condizionatori. Una comunicazione che in Argentina ha rivoluzionato il modo di fare pubblicità nel settore elettrodomestici che era dominato, come in tutti gli altri paesi del mondo, da una comunicazione ostinatamente letterale e costruita sul mito dell’infinito progresso tecnologico.

Il primo salto creativo arriva nel 2008 con la campagna “United Neighbors”, mini-film documentario sulla sfida che vede contrapposti due diversi condomini di Buenos Aires nel produrre il maggior risparmio energetico. Arma segreta dei vincitori il condizionatore a basso consumo BGH.

Il concorso riceve una grande copertura mediatica in un paese come l’Argentina che, in estate, è sistematicamente alle prese con estenuanti blackout energetici a causa dell’impennata dei consumi, e posiziona BGH nel mercato come brand tecnologicamente all’avanguardia.

Poi viene la volta di “Nose-o-Meter”, esilarante spot sui nuovi filtri per l’aria inseriti nei condizionatori BGH in cui il destino d’acquisto di uno spavaldo cliente si decide tutto in funzione della grandezza del suo naso.

Più tardi viene lanciato “Dads in Briefs”, insuperabile argomento a sostegno della necessità di avere un condizionatore BGH in casa.

Pensare fuori dagli schemi

Se pensate che i clienti, per quanto culturalmente aperti e curiosi, stiano lì ad aspettare a braccia aperte le fantasie dei creativi, vi sbagliate di grosso. Niente esperimenti di creatività sulla mia pelle. Anche dopo il successo dei primi spot, l’agenzia Del Campo ha faticato non poco per far accettare alla BGH i successivi commercial.

Ad esempio, la campagna “Dads in Briefs” – racconta Devoto – non era assolutamente in programma. L’idea fu presentata quando stava per essere messo in produzione un commercial molto più convenzionale.”Dicemmo loro che l’idea che avevamo originariamente presentato non era abbastanza buona e presentammo Dads in Briefs – racconta Devoto nella sua intervista. La risposta di BGH fu “Non se ne parla proprio”.

La situazione si sbloccò quando furono presentate delle bozze in bianco e nero. A quel punto l’idea creativa fu approvata, ma con due condizioni molto stringenti: gusto e altissima qualità. Lo spot avrebbe potuto essere girato come un tono fortemente ironico, da commedia leggera, e invece la Del Campo scelse di girare in bianco e nero con un stile cinematografico.

E hanno avuto ragione: il contrappunto tra contenuto leggero e stile solenne crea un umorismo irresistibile.

Per essere creativi bisogna assumersi dei rischi

Devoto continua poi il racconto. Forte dei risultati precedenti, “Summer Hater” fu approvato subito, anche perché il concept era intuitivo: “Tutti odiano l’estate in Argentina, quando la temperatura supera i 30 gradi e l’80% di umidità per quattro o cinque giorni”.

Il colpo di mano, però, avviene lo stesso nella drammatizzazione delle scene. La parte dell’uomo che prende fuoco non era infatti inserita nello storyboard originale; ma viene inserita come licenza creativa che alla fine convince tutti.

Spot come “Summer Hater” incoraggiano ad osare. È lo stesso Devoto a confermarlo con un’affermazione che sembra fatta apposta per diventare l’undicesimo comandamento dell’aspirante creativo: “La cosa più importante che ho imparato sull’assunzione di rischi è che, se si riesce, l’efficacia del messaggio aumenta notevolmente e l’ottimizzazione della spesa cresce esponenzialmente.”

Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

Google Analytics, la piattaforma da cui partire per tracciare correttamente il traffico web, ha delle grandi potenzialità per il mondo dell’e-commerce.
Ecco alcune funzioni interessanti (segnalate in un articolo di Jaime Brugueras), strumenti per analisi efficaci per tutti i tipi di merchant che hanno lo stesso obiettivo finale: aumentare i tassi di conversione e potenziare l’acquisizione on line.

1) Outbound Link

E’ molto importante capire da dove vengono i propri utenti, ma anche dove stanno andando.
Tracciare gli outbound link per capire dove e quando il traffico esce dal sito diventa facile: basta flaggare l’0pzione “Yes, an E-commerce site”e installare il relativo tracking code.

A supporto, Axllent.org ha un’ottima guida sul nuovo metodo per Google Analytics Async.

Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

2) E-commerce tracking

Il tracking delle vendite è fondamentale, le metriche di vendita e conversione si affiancano alle altre relative al traffico del sito.
Aggiungere i codici relativi alle conversioni può essere complicato, a meno che non si usino piattaforme complete come WordPress, Shopify, o Cart66.
Implementare questo tipo di tracciamento è cruciale e andrebbe previsto nella costruzione nel sito fin dalle richieste al provider che vi supporta.

3) Goals

Tracciano le conversioni, che possono essere vendite ma anche altre azioni dell’utente come registrazioni a newsletter, click su specifici link o accessi ad aree personali.
Possono essere tracciati anche funnel complessi con i vari step di avanzamento, il tutto rappresentato da grafici che registrano le variazioni e le aree di miglioramento.

Siete agli inizi? Ninte panico, Searchengineland propone un’efficace guida per muovere i primi passi su questo tema.

Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

4) Url customizzate per campagna

Per capire da dove esattamente arriva il traffico e dove si realizzano le azioni dei nostri utenti può essere necessario tracciare per singola campagna.
Le URL realizzate con Google’s URL Builder consentono di orientarsi fra le sorgenti di traffico, customizzando ogni singola URL con parametri che non impattano sulla performance del sito.

L’idea di base è semplice: ogni URL avrà dei tag che identificheranno la campagna come utmsource=SEM o utmcampaign=promonatale: in questo modo i dati verranno aggregati per gruppi logici e le vostre analisi saranno facilitate.

Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

5) Escludere il traffico interno

Escludere dalle metriche le proprie visite è importante per avere un traffico “pulito” sul quale basarsi. Google Analytics offre un paio di soluzioni: bloccare i propri indirizzi IP oppure creare un cookie ed escludere con una variabile il proprio traffico a prescindere dall’indirizzo IP.

6) Segmenti avanzati

Categorizzando il traffico è più semplice imparare sui propri utenti, specie su quelli più fedeli. Tracciare i path ripetuti o i punti in cui un utente abbandona un flusso, può aiutare a capire meglio come migliorare il sito.
Il primo step è individuare le categorie chiave su cui focalizzarsi per poi segmentarle in alcuni fattori di cui tenere traccia.

I segmenti avanzati si selezionano all’interno dell’opzione ” Rapporti standard” e si dividono in segmenti predefiniti e personalizzati.

Google Analytics per E-Commerce: 6 consigli per cominciare!

E voi, utilizzate già questi strumenti per i vostri progetti?

Come e quanto guadagna un freelancer?

Recentemente abbiamo abbiamo trattato nelle nostre pagine svariati aspetti del lavoro freelance e molti sono stati i commenti e le curiosità suscitate in voi lettori. Proprio per dare risposta ad interrogativi che, in particolare, sono emersi dalla lettura del mio ultimo contributo sul tema, oggi cercheremo di capire qualcosa in più sul lato “economico” del freelancing: dall’avvio dell’attività freelancing; alla ricerca della fonte di guadagno, i clienti; alla generazione del desiderato profitto.

Per iniziare: aprire una Partita IVA

Il primo step fondamentale prima di pensare al profitto derivante da un’attività freelancing è mettersi in condizioni di poter fatturare. Da libero professionista, quale un freelancer è, occorre aprire una Partita IVA.
Per prima cosa occorre avere chiaro l’oggetto della propria attività. Si può iniziare con la semplice ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali, in modo da avere il tempo di creare un certo portafoglio clienti che consenta di valutare la “consistenza” della propria attività freelance e, quindi, l’opportunità di aprire una Partita IVA.

Passaggio obbligato è affidarsi ad un bravo commercialista che possa darci la consulenza adeguata per valutare le varie opzioni pre-attività e lungo l’iter, in modo da contabilizzare al meglio e sempre in regola. Magari si può fare una piccola ricerca di mercato del più competente e “money-friendly”.

Il Regime dei Contribuenti Minimi è la prima opzione che possiamo valutare all’atto dell’apertura della Partita IVA, ponendoci un tetto annuo di 30.000 euro d’incasso e con un’imposta prevista sul reddito generato pari dal 2012 solo al 5%.
Dato, però, che ogni professionista mirerà a superare quel tetto, step successivo sarà prendere in considerazione le diverse tassazioni.

Spese da mettere in conto? Eccole:

– Iscrizione alla Camera di Commercio (facoltativa il primo anno): 80-100 euro annui;
– Compenso medio per la consulenza commerciale: da 400 a 1000 euro annui (non accettare oltre se si è freelancer con l’opzione “ditta individuale”);
– INPS: il contributo alla Gestione Separata è calcolato applicando alla base imponibile le aliquote vigenti nell’anno di riferimento nei limiti del massimale previsto per l’anno stesso;
– Imposte: consideriamo il 5% annuo sul reddito accennato prima più dal 23% al 27% (secondo la fascia di reddito) per le altre imposte addizionali

Come trovo i clienti e come e quanto guadagno? La parola ai freelancer

Una volta che ci si è messi in regola contabilmente per poter far partire la propria attività professionale, step imprescindibile per guadagnare è: cercare i clienti!
Più visibile sono, più clienti conquisto ed includo nel mio portafoglio e, va da sè, più guadagno. Ma non perdiamoci in chiacchiere, passiamo all’esperienza concreta di due freelancer che hanno risposto all’interrogativo che apre questa sezione per aiutarci a capire meglio.

Daniele Montemale – Social Media and Viral Marketing Specialist tra Roma e Berlino – http://about.me/viralavatar:

La vita del freelancer è dura e non è tutto oro quello che luccica. Sei padrone di te stesso, ma non ricopri solo il ruolo che hai sempre desiderato (fotografo, designer, traduttore etc).
Devi occuparti anche di accounting, gestione finanze, richiesta pagamenti (puntualmente sempre in ritardo). Ogni freelance guadagna in modo differente. Credo però che se un freelance non riesce a guadagnare almeno 800 euro al mese al netto difficilmente potrà resistere con la sola libera professione. Parlo di netto perché le tasse, in Italia ma anche all’estero, uccidono spesso l’energia e la voglia di fare del freelance.

Un social media marketer o viral seeder può guadagnare attraverso la consulenza e la formazione quando il suo nome diventa conosciuto nel proprio campo e su internet in generale, ma il grosso del suo guadagno viene dalle campagne a cui lavora. Un grande problema che sto riscontrando personalmente da parte di aziende e agenzie è quello di portare un’idea ad alta professionalità su internet ad un livello sempre più low budget.

Ultimamente mi è capitata la proposta di due campagne per una grande multinazionale che opera in Italia per la durata di due mesi. Il compenso totale era pari a 500 euro lorde. Una multinazionale che difende anche il diritto al lavoro dei giovani. Per fortuna c’è chi sa ancora valorizzare il valore altrui; purtroppo anche questa specie è in via d’estinzione.

Jonathan Pochini – Web e SEO Consultant con base in Australia – http://www.thanx.it:

La mia esperienza è un po’ atipica in quanto dal 2009 ho lavorato prevalentemente in Australia con ABN (Partita Iva Australiana).
Posso parlare più facilmente di compenso orario che di compenso mensile, calcolando che un SEO freelance raramente lavora le canoniche 40 ore alla settimana: ne lavora infatti molte di più, ma ne fattura molte meno!
Parte del lavoro va infatti ad attività di autopromozione, aggiornamento professionale, progetti personali ed esperimenti vari (con i quali si forma o sperimenta nuove soluzioni o fonti di reddito alternative).

Per il compenso orario io sono partito da 20 AUD l’ora come contractor per arrivare a 35 AUD in questo momento. Altri miei colleghi in Italia vanno dalle 15 alle 30 euro l’ora (che mettono in fattura, poi ci sono le spese e le tasse), a seconda di quanta esperienza hanno e di quanto sono occupati.
Se dovessi stimare una cifra direi che un SEO freelance con qualche anno di esperienza guadagna intorno ai 1500 euro nette al mese (è una stima!). Chi sa vendere bene il proprio lavoro sicuramente ne guadagna di più.

Si guadagna fatturando ai propri clienti, naturalmente. Ma, come accennato sopra, un consulente SEO potrebbe avere altre fonti di reddito derivanti da propri progetti personali, come redditi da promozione pubblicitaria sui propri siti web, affiliazioni (AdSense), vendita ebook, etc.

Google, passaparola e citazioni in blog e articoli sono i principali canali per essere conosciuti e scelti dai clienti.
La scelta del cliente ideale, invece, si basa su alcuni aspetti. Il cliente target:
– opera in un mercato abbastanza competitivo da giustificare un interessante budget mensile;
– é consapevole che deve investire su internet (e sa che le alternative sarebbero molto più costose);
– é disponibile a partecipare attivamente alla campagna producendo materiale utile (testi, fotografie, video…);
– é aperto alle indicazioni e ai suggerimenti del suo consulente;
– é in grado di fornire feedback puntuali;
– é anche disponibile a mettersi in gioco e a sperimentare cose nuove (per esempio eventuali campagne di social media marketing).

Un’idea in più credo ce la siamo fatta. Sta a voi adesso decidere se vale la pena tentare l’esperienza. 😉

4 utili consigli su come utilizzare gli hangout di Google Plus per promuovere il vostro brand

Gli hangout sono il punto di forza di Google+. Abbiamo visto l’utilità che possono avere gli hangout per organizzare riunioni aziendali grazie all’integrazione con il calendario di Google e l’interessante opportunità offerta dagli hangouts on air per il live streaming gratuito.

Questo strumento è stato sfruttato in maniera efficace anche dal presidente statunitense Barack Obama che ha scelto Google+ e i suoi hangout per interagire con gli elettori e rilasciare una video intervista esclusiva.

Cosa c’è di meglio allora che sfruttare questa caratteristica per rendere l’esperienza offerta su Google+ unica e diversa da quella proposta sugli altri social network?

Ecco allora quattro semplici suggerimenti per utilizzare efficacemente i videoritrovi di Google+ per promuovere il vostro brand.

1. Demo e webinar gratuiti

Offrire un valore aggiunto ai vostri follower attraverso dimostrazioni, presentazioni e webinar gratuiti può essere un metodo efficace per incoraggiarli ad usufruire (a pagamento) dei vostri servizi o comprare i vostri prodotti, trasformandoli da spettatori a clienti.

In Italia un ottimo esempio di questo utilizzo è dato da Comet che utilizza regolarmente gli hangout (e gli eventi di Google+) per presentare nuovi prodotti.

 

2. Customer service

Programmare degli appuntamenti in cui rispondere alle domande dei vostri clienti attraverso i videoritrovi può essere un metodo utile per “dare un volto” alla vostra azienda e rafforzare la vostra immagine.

3. Interviste ad esperti e leader

Gli hangout possono essere utilizzati anche per ampliare il numero dei vostri follower e di conseguenza intercettare potenziali nuovi clienti. Questo è possibile, ad esempio, ospitando sulla vostra pagine interviste ad esperti del settore in cui opera la vostra azienda, a leader e influencer.

Interviste e discussioni non mirati direttamente alla promozione della vostra azienda e dei vostri prodotti/servizi può far avvicinare al vostro brand utenti nuovi o finora non intercettati con i metodi di comunicazione “classici”.

4. Omaggi e concorsi

È possibile incrementare la partecipazione e l’interazione con il vostro pubblico anche attraverso giveaway che incoraggino al compimento di un’azione, la partecipazione ad un video ritrovo ad esempio, al seguito della quale offrire premi, sconti o omaggi.

I premi offerti, anche se di valore minimo, possono diventare preziosi per voi in quanto accresceranno il numero di visite alla vostra pagina e potranno portarvi nuovi follower.

Avete una pagina aziendale su Google+? Se sì, utilizzate anche gli hangout per promuovere il vostro brand? Raccontateci le vostre esperienze!

 

Teletopi 2012: domani gli oscar delle web tv italiane! [EVENTO]

Domani, 6 dicembre, a Reggio Emilia tornano i Teletopi, gli oscar delle web tv italiane, arrivati ormai alla loro sesta edizione!

Tutte le web tv, le testate digitale e le community online si incontrano per questo importante premio che si terrà presso Unimore – Università di Modena e Reggio Emilia, viale Allegri 9 – per la giornata dedicata alle premiazioni delle 13 categorie, 4 menzioni speciali, 3 premi e uno, per la prima volta, scelto dalla rete.

La giuria sarà composta da otto giornalisti, esperti di nuovi media e critici del mondo della carta stampata, tv e web: Alessandra Comazzi – La Stampa, Luca De Biase – Nòva24-Sole24Ore, Mirella Poggialini – Avvenire, Antonio Sofi – Rai3, Francesco Soro – CORECOM Lazio e Next-tv.it, Riccardo Staglianò – La Repubblica, Maria Volpe – Corriere della Sera e Carmen Lasorella, come presidente di giuria.

Ai Teletopi 2012 ci saranno quindi:

– 13 categorie: informativa, di denuncia, turistica, amarcord, giovane, sportiva, da community, universitaria, realizzata dalla Pubblica Amministrazione, realizzata dalla tv locale, aziendale esterna o detta anche brand tv, aziendale interna o detta anche business tv e infine piattaforma digitale green.

 – 4 menzioni speciali (per il miglior format, per il miglior , per il miglior modello di  e per il miglior modello di ),

– 3 premi speciali per  legati al video che nel 2012 si sono dimostrati innovativi incidendo nell’agenda della Rete e un premio speciale espressione del voto della Rete.

Ma non solo premiazioni, anche dibattiti pubblici, laboratori, lectio e , con focus particolare sui sui media digitali che hanno raccontato il  in Emilia, Abruzzo e nel Pollino e la prima “pinterview” con Carmen Lasorella e la presentazione di due ricerche: il nuovo rapporto dedicato alla Pubblica Amministrazione su  e  con  e la ricerca sull’utilizzo dei  in azienda con Andrea Albanese del Poli.Design – Politecnico di Milano.

Puoi ancora votare la tua web tv preferita fino alle 13.00 di domani, mentre per coloro vogliono partecipare alle premiazioni basterà registrarsi a questo link!

La Traviata al San Carlo, pronta a partire la diretta twitter

Il Teatro di San Carlo di Napoli inaugura il 5 dicembre la Stagione Lirica 2012/2013 con un appuntamento speciale: la Prima de “La Traviata” con la regia di Ferzan Ozpetek.

Venerdì scorso siamo stati alla conferenza stampa riguardo le nuove strategie di marketing adottate dal San Carlo in cui sono intervenuti: il vicepresidente del CdA del teatro Maurizio Maddaloni, che è anche il presidente della Camera di Commercio di Napoli, e la sovrintendente Rosanna Purchia.

Il tema centrale del dibattito è stata la possibilità di fare impresa con la cultura e fare cultura con l’impresa. Dopo gli anni di crisi, i lavori di restauro e di ampliamento, il teatro lirico di Napoli ha dovuto rilanciare il proprio brand, prendendo a prestito le strategie di marketing utilizzate da qualsiasi altro tipo di impresa.

Il prodotto

Il San Carlo è tornato con una programmazione artistica di alto profilo, ospitando i migliori direttori, registi e artisti della scena artistica internazionale. L’evento inaugurale con “La Traviata” diretta da Michele Marotti con la regia di Ferzan Ozpetek, scelta per omaggiare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, sarà seguito da titoli come “Lo Schiaccianoci”, “Don Quijote” e “Rigoletto”.

Offrire un prodotto eccellente è il primo step per conquistare (o ri-conquistare) il mercato.

Il prodotto di un’impresa culturale è un prodotto unico e irripetibile, strettamente legato all’esperienza vissuta in un preciso momento. Ma c’è un modo per rendere questa esperienza tangibile e conservabile? Si, attraverso il merchandising.

Da due anni il San Carlo ha aperto uno shop, la cui mission è ‘Indossa l’Arte’. Sotto la supervisione di Giusi Giustino, direttrice della sartoria del massimo partenopeo, sono stati disegnati foulard, gioielli e accessori (persino delle pen drive) grazie alla collaborazione di ditte d’eccellenza napoletane come Ascione per i coralli e Albano per le calzature. All’interno dello shop sono in vendita anche oggetti creati dai ragazzi dell’Istituto Penale per i minori nell’ambito del progetto ”Nciarmato a Nisida” .

Semplificare l’accesso

Il primo obiettivo di chi gestisce oggi il Teatro è quello di riavvicinare la città ad esso, di renderlo più accessibile in modo da raggiungere quella fetta di mercato potenziale che è molto diversa dagli affezionati della prima fila. Come rendere un teatro lirico più accessibile?

Innanzitutto con delle offerte create ad hoc per i giovani, come l’accesso alle prove generali ad un prezzo minore rispetto a quello dello spettacolo, la vendita dei posti laterali ad un prezzo minimo, l’organizzazione di eventi minori nelle altre sale del teatro.
Sono stati poi perfezionati e semplificati anche gli strumenti: gli abbonamenti, le Card4 (Opera e Balletto, Sinfonica e Giovani) e la Card2Natale, con cui è possibile regalare o regalarsi due spettacoli tra tutti quelli in programma al prezzo di 100 €.

E poi per i napoletani e i turisti che non possono assistere ad uno spettacolo, ma che vogliono comunque visitare il Teatro è stato organizzato un nuovo servizio di visite guidate che, in solo due mesi, ha portato al teatro circa 5.000 persone. Ancora per i turisti, un’altra bella iniziativa è l’Opera Magic Box, nata dalla collaborazione con l’Arena di Verona. Con l’acquisto di questo cofanetto a soli 120 € sarà possibile assistere ad uno spettacolo all’Arena di Verona e uno al Teatro di San Carlo, oltre ad accedere ai musei dei due enti.

Nuovi canali distributivi

Sono finiti i tempi in cui bisognava attendere in fila per acquistare i biglietti dello spettacolo. Da circa un mese il San Carlo sta sperimentando un nuovo sistema di vendita online ticketless, grazie al quale all’utente basta visitare il sito del teatro, scegliersi il posto, pagare tramite carta di credito o prepagata e stampare il biglietto elettronico in pochi minuti. Mai stato così facile!

Thinkstock, AA017977

Nuovi canali comunicativi

Nel 2012 come può un teatro lirico essere all’avanguardia e alla portata di tutti? Sicuramente con una comunicazione trasversale e attraverso il web.

Oltre al sito del teatro, che è il canale privilegiato per le informazioni sulla programmazione, i prezzi e le offerte, il San Carlo è su Facebook, Youtube e Twitter.In poco tempo è stato in grado di creare una community interessata alle iniziative del teatro, grazie soprattutto alla condivisione dei retroscena degli spettacoli.

Stasera, l’account twitter del San Carlo seguirà in diretta la Prima de ‘La Traviata’, raccontando ai propri followers i momenti salienti della serata e mostrando immagini inedite. È stata da poco creata anche un’applicazione per iPad del neonato MEMUS, il museo e archivio storico del San Carlo.

Un teatro quindi a portata di click, che cerca di diminuire sempre più quel gap che nel corso degli anni si è creato con il pubblico.

Henri Cartier-Bresson e "Il momento decisivo"

Carpe diem, cogli l’attimo, una di quelle locuzioni celebri che ci ricordano costantemente quanto questo spazio di tempo brevissimo, l’attimo per l’appunto, sia di fondamentale importanza. Ma quanti di noi fanno tesoro di questa massima e valorizzano ogni singolo istante?

Oggi parliamo di un grande artista che ha fatto dell’esaltazione dell’attimo la sua ragione di vita: Henri Cartier-Bresson. In un periodo storico in cui la fotografia non era considerata arte ma una mera imitazione della pittura, in cui lo scatto fotografico volutamente sfocato cercava di somigliare al suo alter-ego pittorico, Cartier-Bresson scopriva la capacità del medium fotografico di isolare e conservare un momento della vita altrimenti effimero e transitorio.

Estremamente attratto dalla geometricità e dalla meticolosa matematicità dei pittori rinascimentali, subiva altresì l’influenza del surrealismo e della sua interpretazione dei dettagli nascosti dietro la quotidianità. “La fotografia può fissare l’eternità in un istante”, diceva il fotografo francese.

Cartier-Bresson sosteneva che in fotografia esista un nuovo tipo di plasticità, plasmata dalle linee causate dal soggetto in movimento; tale movimento, però, contiene un momento decisivo in cui gli elementi, nonostante il loro moto, sono in perfetto equilibrio: è questo l’istante che deve essere immortalato dallo scatto fotografico.

Non è dunque un caso che il cortometraggio prodotto nel 1973 da Scholastic Magazines e dal Centro Internazionale di Fotografia si intitoli proprio “Henri Cartier-Bresson: the decisive moment”. Una selezione delle foto più rappresentative di Cartier-Bresson, accompagnate in esclusiva dal commento dell’artista stesso. 18 minuti in cui risulta chiaro come il fotografo francese, dall’aspetto del fotoreporter ma con l’animo surrealista, sia stato uno dei più grandi testimoni del XX secolo, “il Tolstoj della fotografia”, per usare le parole di Richard Avedon.

Singapore, Mastercard presenta la nuova carta di credito interattiva

Singapore: Mastercard presenta la nuova carta di credito interattiva

Singapore: Mastercard presenta la nuova carta di credito interattiva

LCD e soft-touch keyboard per la nuova carta di credito di Mastercard. L’obiettivo è la sicurezza, con un occhio alla comodità.

Mastercard si è posta un problema che molti di noi hanno, ovvero l’accedere al nostro conto bancario senza l’ausilio di strumenti per generare codici numerici temporanei. Il tutto senza rinunciare alla sicurezza.

Da gennaio, prima in Cina e poi probabilmente in altri paesi, i possessori di questa innovativa carta di credito potranno creare il codice “usa e getta” agendo direttamente sui tasti presenti sulla carta, il display Lcd farà il resto. Al bando dunque generatori di codici, key-code, fogli di carta, etc.

Un’indubbia comodità che permetterà un più facile e veloce accesso ai nostri conti bancari. Anche effettuare operazione di online-banking sarà sicuramente più comodo.

Singapore: Mastercard presenta la nuova carta di credito interattiva
I tecnici di Mastercard aggiungono inoltre che, in un prossimo futuro, questa nuova versione di carta di credito potrebbe anche ottemperare ad altre funzioni, come la visualizzazione di credito residuo, ultime operazioni effettuate e cosi via.
Questa nuova carta sarà, oltre che come “credit card”, disponibile anche nelle varianti “debit” e “ATM”, ovvero Bancomat.