Vita da freelance: come decidere i prezzi giusti

Il momento più traumatico nella vita di un freelance è quello in cui bisogna formulare la proposta economica. Per quanto siano bravi nell’arte di conquistare i clienti, anche i migliori freelance hanno difficoltà nel dare il giusto prezzo ai propri servizi.

Il grosso punto di domanda che aleggia sulla testa di ogni lavoratore autonomo è: come faccio a trovare il giusto compromesso tra remunerazione adeguata e convenienza per il cliente? Un prezzo troppo basso svilirebbe la mia professionalità, ma d’altra parte devo pur offrire al cliente una motivazione valida per scegliere me.

Ciò che nessun freelance vi dirà mai è che nel momento della verità molti improvvisano, ma la maggior parte semplicemente copia ciò che fanno gli altri. Niente di più sbagliato.

Esistono 7 strategie di pricing corroborate da ricerche scientifiche condotte sul comportamento dei consumatori. Perché improvvisare?

Quantifica il fattore “tempo”

Nella scelta d’acquisto il fattore “tempo” è spesso più significativo della variabile “prezzo”.

Jennifer Aaker, docente di marketing alla Stanford Graduate School of Business, ha monitorato i risultati di vendita di un banchetto di limonata su cui erano stati apposti in successione tre diversi cartelli:

– “Spend a little time and enjoy C&D’s lemonade”
– “Spend a little money and enjoy C&D’s lemonade”
– “Enjoy C&D’s lemonade”

I risultati sono stati sorprendenti.

Non solo le vendite effettuate con il primo cartello sono state maggiori, ma soprattutto i consumatori si sono mostrati disponibili a pagare di più.

Il tempo, quindi, è un fattore significativo nella scelta di acquisto. Cosa significa questo per te che lavori in proprio? Significa che, nel discutere i termini del progetto con il cliente, dovrai focalizzare bene l’attenzione sulle deadline e la durata delle varie task e far capire al cliente che la tua esperienza si traduce in un risparmio di tempo effettivo nella realizzazione del progetto.

Di fronte al preventivo di un altro freelance, rilancia

Almeno una volta nella vita ogni freelance si trova nella situazione in cui il cliente arriva con il preventivo fatto da un altro professionista tentando il gioco al ribasso.

La situazione è di quelle da incubo: sai che il prezzo è troppo basso e che il tuo cliente non si schioderà dalla posizione acquisita. Non biasimarlo, non lo fa per cinismo imprenditoriale, è una questione di psicologia dell’acquisto.

Un acquirente assume naturalmente il prezzo più basso come riferimento per scegliere tra opzioni della stessa categoria. È ciò che ha scoperto Drazen Prelec, professore alla MIT’s Sloan School of Management, con un esperimento in cui ha chiesto ai suoi studenti di stabilire il premio che avrebbero pagato per l’assistenza previdenziale, date alcuni riferimenti di base.

Allora, nella situazione di un freelance competitor che propone un prezzo più basso, cosa puoi fare?

Sottraiti alla morsa del prezzo-riferimento e poni i tuoi servizi su un piano completamente diverso a quello dei tuoi competitor. Presentali in maniera diversa rendendoli assolutamente incomparabili.

Invece di offrire un generico servizio di restyling del sito internet, proponi un servizio di riposizionamento del brand all’interno del quale la progettazione del sito è soltanto un momento di una più ampia consulenza di marketing.

Se permetti al tuo cliente di ricondurti alla stessa categoria-prodotto per la quale ha in mente un prezzo di riferimento, non hai scampo. È una guerra di posizionamenti.

Pagare? Un tuffo al cuore

Una ricerca condotta da Carnegie Mellon in collaborazione con le università di Stanford e il MIT ha mostrato, tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI), che l’acquisto, e quindi la relativa perdita di denaro, attiva le aree del dolore generando una reale sofferenza psichica nel cervello.

Come freelance devi assolutamente tenere presente questa scoperta. E quindi devi trovare il modo per minimizzare il senso di perdita legato all’acquisto.

Se scrivi un preventivo elencando ad una ad una le voci di spesa, sappi che stai infilzando il tuo cliente come fosse San Sebastiano. Abbi pietà di lui e presentagli un prospetto dei servizi con un’unica voce di spesa riassuntiva. Meglio una, che cento frecce al cuore.

Aumenta i prezzi secondo la legge di Weber

Se hai deciso di alzare i prezzi ai clienti, fallo secondo piccoli incrementi distribuiti nel tempo piuttosto che con un unico doloroso aumento.

Secondo la legge di Weber i clienti non realizzano l’aumento di prezzo fino a quando questo non diventa significativamente alto. È la stessa strategia utilizzata dalle grandi catene del food o del fashion.

10% è la percentuale di incremento magica che tiene l’aumento sotto la soglia di attenzione.

Crea il giusto contesto per chiedere di più

Se nella costruzione del tuo brand personale riesci a crearti un’aura di esclusività, hai fatto centro.

Richard Thaler ha condotto uno studio molto interessante: tu e i tuoi amici siete in spiaggia. Volete una birra e avete due alternative: andare al fatiscente negozio di alimentari all’angolo o al bar del resort più vicino. Cosa scegliete?

Thaler ha scoperto che le persone sono invogliate a pagare di più per la birra venduta nell’hotel. Sarebbe spiacevole, infatti, pagare la birra allo stesso prezzo ma al vecchio alimentari all’angolo. Quindi meglio assumere il rischio di pagare di più.

Per un freelance questo significa attenzione ai dettagli.

Sforzati di creare un’esperienza attorno ai tuoi servizi che dica al cliente che gli stai fornendo un servizio a valore aggiunto rispetto ai competitor. Questo significa investire nel sito, nei form di contatto, nei documenti di preventivo e così via.

Formula bene gli sconti

Motivare il cliente con uno sconto è cosa buona e giusta. Ma assicurati sempre che sia tu a guadagnarci.

Questo significa concedere forti sconti su servizi a basso costo e bassa intensità di lavoro, e dove solitamente il margine di profitto è minore, rispetto ai servizi a più alto valore aggiunto e con un margine di profitto maggiore. Un esempio?

Perché proporre ideazione e sviluppo di una landing page con uno sconto minimo del 5% quando puoi proporre la stessa landing a prezzo pieno unita al 75% di sconto sulla gestione dei canali social per tutto il periodo di tempo della campagna?

Le parole sono importanti

Ovvero dell’importanza del copywriting. Può una piccola insignificante e modesta parola fare la differenza nel conquistare o perdere un cliente?

Secondo uno studio della Carnegie Mellon University, sì. I professori Rick e Loewenstein hanno testato l’efficacia di due diverse headline poste a corredo di un annuncio per un abbonamento dvd:

– $5 fee
– a small $5 fee

L’aggiunta di quel semplice aggettivo “small” ha fruttato il 20% in più di vendite.

Assolutamente da tenere a mente la prossima volta che scrivi il preventivo o il documento di presentazione della tua offerta.

Neve, ipnosi e amore tra colossi: i migliori annunci stampa della settimana

E’ venerdì, e puntuali come una multa dopo che “la lascio qui 5 minuti figurati se passa proprio ora un vigile”,  eccoci a condividere con voi i migliori annunci stampa della settimana. Tanta creatività, una buona dose di ironia e un po’ di maliziosa ambiguità. Ce ne è come sempre per tutti i gusti.

UIA: Make the world closer

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Alzi la mano chi si ricorda dell’appuntamento a Las Vegas col Colosso di Rodi che Bill Murray, nei panni del ghostbuster Peter Venkman, promette alla Statua della Libertà. Alzata? Bravi. Ora alzi la mano chi su quell’appuntamento ci ha fantasticato, tra partite a black jack, flùte di due metri e roulette gigantesche. Alzata? No? Solo io? Meglio.

In Ucraina però devono aver pensato a qualcosa del genere, se per pubblicizzare la Ukraine International Airlines hanno richiamato in causa Libby (il nomignolo affettuoso con cui gli americani indicano la Statua della Libertà) stavolta insieme al Cristo Redentore di Rio de Janeiro.

Le riviste scandalistiche parlano di un Colosso di Rodi gelosissimo e furioso, ma tant’è. Se le tariffe lo permettono, viaggiare è indispensabile. E ciò che succede in viaggio è sempre una roulette. Las Vegas o non Las Vegas.

Agency: kaFe, Kiev, Ukraine
Creative Director: Aleksandr Bozhko
Art Director: Igor Dzhemesiuk
Copywriter: Aleksandr Bozhko
Illustrator: Antonina Aleksandrova

Hansaplast: Silence the pain

La scena di Fantozzi in cui il ragionier Ugo subiva reiterate martellate sul pollice ormai tumefatto è leggenda del cinema italiano. Così come la sua fuga nei boschi per liberare l’urlo di dolore.

Ci sono tuttavia modi più semplici per placare il dolore ed evitare di diventare opere di Munch in 3D. Ad esempio un bel cerotto. “Fast Action, Quick Relief”, promette lo slogan di Hansaplast. E noi non abbiamo motivo di non credergli. Male che vada,  lo si può usare per tapparci la bocca. Almeno ci saremo risparmiati una corsa nei boschi.

Advertising Agency: DDB, Brussels, Belgium
Creative Director: Peter Aerts
Art Director: Anthony Lamont
Copywriter: Gertjan De Smet
Photographer: Jeffrey Vanhoutte

HRF: Test your hearing anywhere, anytime

“Lo ha fatto con sua moglie.
Loro lo hanno fatto insieme.
Lo ha appena fatto nel bagno.
Non lo ha mai fatto.”
Non so voi, ma appena ho letto le diciture di questa pubblicità della Swedish Association of Hard of Hearing People (HRF) ho tremato. Poi ho letto il claim e mi sono rasserenato.

“Ora puoi testare il tuo udito quando e dove vuoi. Scarica la app Hearing Test“. Fiuuu. Per un attimo ho temuto che volessero farmi fare un colloquio di lavoro. Come ha detto???! Referenze?? Parli più forte!!

Advertising Agency: Ruth, Stockholm, Sweden
Creative Director: Henrik Täppmark
Art Director: Linn Sundqvist
Copywriter: Tosse Sund
Photographer: Stock Image
Graphic designer: Magnus Welander
Final art: Anders Nilsson

Calgary Farmers’ Market: Snow Angels

Almeno una volta ci abbiamo provato tutti. L’angelo nella neve. Evergreen di ogni settimana bianca che si rispetti. Un momento di gioia fanciullesca che anche in età adulta difficilmente ci si nega.

E chi siamo noi per negarla alle mucche che ci forniscono il loro prezioso latte? Tanto più se fanno gli straordinari anche d’inverno come le mucche del CalgaryFarmers’ Market.

(NdR: Nessuna mucca si è divertita davvero nello shooting di questa pubblicità)

Advertising Agency: Wax, Calgary, Canada
Creative Director: Trent Burton
Art Director: Hans Thiessen
Copywriter: Chris Lihou
Photographer: Philip Rostron
Retoucher: Instil Productions

AKT Motorcycle: Facebook House

Là fuori il mondo è troppo bello per essere messo in secondo piano rispetto ad una boriosa chattata o a una spiata sul profilo della vostra vicina. Non fate di Facebook la vostra casa. Godetevi l’aria aperta con un performante motorino colombiano AKT.

Advertising Agency: Rep/Grey, Bogotá, Colombia
Chief Creative Officer: Juan Pablo Hernandez
Creative Directors: Alicia Labattaglia, Fernando Nieto
Copywriter: Jose Luis Rueda
Art Director: Adriana Amaya

Rowenta Vacuum Cleaner

Qualunque cosa vi sembrerà più rumorosa e fastidiosa dopo aver provato il silenziosissimo aspirapolvere Rowenta. Anche le enormi scritte di onomatopeiche che tenete in bagno o in salotto. No, aspetta, forse questa non l’ho capita bene..

Advertising Agency: Publicis Conseil, Paris, France
Chief Creative Officer: Olivier Altmann
Creative Director: Frederic Royer
Copywriter: Mathieu Degryse
Art Directors: Yves-Eric Deboey, Jean Weessa
Photographer: Jean-Baptiste Begez
Art Buyer: Jean-Luc Chirio
Account Supervisor: Jean-Patrick Chiquiar
Advertiser’s Supervisor: Chantal Cahen

Motor Accident Commission: Invisible Motorbikes

Prima venne la figura stilizzata di Gesù che se osservata a lungo ti faceva vedere la sua sindone ovunque. Poi le immagini psichedeliche che riproducevano l’effetto dell’LSD senza postumi del giorno dopo. Ora la pubblicità della Motor Accident Commission australiana. Qui però c’è poco da scherzare.

Osservate per 30 secondi il punto nero e capirete quanto è facile perdere di vista un motociclista. A fronte di un poco di mal di testa, una campagna intelligente sui rischi dati dalle distrazioni alla guida.

Advertising Agency: Clemenger BBDO, Adelaide, Australia
Creative Director: Greg Knagge
Art Directors: Brenton Canty, Andrew Slattery
Senior Copywriter: Jeremy Egerton
Account Director: Erik DeRoos
Studio: Fiona Beauchamp
Print Producer: Michelle Treloar

Affinità Elettive: l'app che ti aiuta a scegliere il candidato giusto

@lospiffero.com

La settimana scorsa gli studi di Sky, palco solitamente dedicato alla trasmissione di X-Factor, hanno aperto le porte al dibattito stile americano dei cinque candidati del Partito Democratico.

Secondo alcuni quotidiani, come il Corriere della Sera e la Repubblica, il vincitore assoluto, quanto meno dal punto di vista del ruolo televisivo, è Renzi. Per altre testate invece, Vendola, anche se la sintesi non è il suo forte, ha una marcia in più rispetto agli avversari.

La verità è che una grande maggioranza non sa ancora se e per chi esprimere la propria preferenza.

L’insolita campagna elettorale del PD

La campagna di comunicazione del PD che ha avuto il suo culmine nell’mmagine che ora campeggia sull’home del blog del Partito Democratico con i “fantastici 5 candidati” alle primarie non corrisponde allo stile della solita comunicazione del partito, attirando volutamente l’attenzione del web. L’immagine è, infatti, costruita artigianalmente in modo tale da scatenare una moltitudine di parodie.

La teoria è, sempre, quella di far parlar di sé, nel bene o nel male, purché se ne parli. Lo fece, già, Pisapia che sfruttò i vari remix pubblicati su Youtube per la sua campagna elettorale, e lo sta riproponendo Vendola con il suo slogan politico “Oppure Vendola” che si presta benissimo ai numerosi remake già esistenti.

Con questa trovata, però, il Pd si è rivolto solo agli elettori più fedeli e convinti che andrebbero comunque a votare, non convincendo, perciò, il rango degli indecisi.

A questo punto, il 25 novembre si avvicina ma il dilemma rimane sempre lo stesso: chi scegliere tra Matteo Renzi accanito contro Pierluigi Bersani, Nichi Vendola l’outsider pugliese, Laura Puppato la silente quota rosa e Bruno Tabacci il disturbatore?

@partitodemocratico.it

Affinità elettive: un’app per scegliere chi votare

In soccorso ai dubbiosi arriva Affinità Elettive un’applicazione gratuita per iPhone e iPad, segno che il target e il modo di comunicare è stato completamente stravolto.

@apple.com

Programmata da Enrico Angelini, l’app permette di individuare attraverso pochi step qual è il candidato del Partito Democratico  più affine ad ogni elettore.

Non c’è bisogno di avere un’opinione netta, i dubbi saranno dissolti grazie a una semplice sequenza di domande che riguardano i temi più svariati: quelli politici, i diritti lavorativi, i problemi economici.

Le risposte verranno confrontate con i programmi dei cinque candidati, successivamente una statistica mostrerà in termini percentuali con chi l’elettore condivide più idee.

Graficamente l’applicazione è molto semplice da utilizzare, e presto, assicura il developer Angelini, arriveranno anche le app dedicate alle primarie del PDL e alle prossime elezioni di aprile.

App, comunicazione 2.0 e elettori

Ovviamente questa applicazione va considerata con la giusta dose di ironia e leggerezza, ma la scelta di un candidato e il voto, lo sappiamo, sono questioni delicate.

Mi permetto perciò di fare una personale riflessione su come si sta muovendo la comunicazione del PD: una comunicazione politica svolta solamente online non ha nessun seguito sull’elettorato italiano se non viene accompagnata da un’azione a tu per tu.

Sono maestri in questo Beppe Grillo e Antonio Di Pietro che spopolano sul web ma parlano anche al popolo di problemi politici, sociali e economici con un linguaggio ordinario inserendo, molto spesso, espressioni colorite.

Va quindi bene personalizzare i social network e cercare un contatto virtuale con gli elettori, ma bisogna avvicinarsi agli elettori parlandoci faccia a faccia, perché la piazza resta pur sempre il luogo persuasivo di ritrovo.

La politica italiana si sta muovendo lentamente nell’ambito virtuale, bisogna, però, apprezzare chi rischia e sbaglia rispetto a chi non azzarda affatto.

È ancora troppo presto per parlare di «democrazia digitale», neanche Obama, attivista del 2.0, ci è riuscito durante le ultime elezioni. Ma ciò non significa che interagire sui social media non possa portare a un coinvolgimento dei cittadini raccogliendo le loro proposte, domande e contributi.

D’altronde, se non si inizia dalle fondamenta è inutile costruire castelli in aria.

Diamo la possibilità ai candidati del PD di sfoderare le loro capacità digitali e a campagna conclusa potremo trarre le somme.

Ecco il download all’app su iTunes:

@apple.com

A Natale fate un piccolo dono 2.0, con l'app Adidas Ebenezer You! [ANTEPRIMA]

Natale si sta avvicinando con passo (molto, troppo!) rapido e, si sa, alla fine di Dicembre si è tutti più buoni. Complice anche la fine dell’anno, inoltre, si tende spesso a guardare indietro, per capire se c’è la necessità di rimediare a qualcosa.

Se sapete che anche per voi il Natale significa tipicamente tempo di bilanci, sappiate che dalla prossima settimana avrete un ‘alleato’ come Adidas, grazie a cui potrete ritrovare lo spirito buono e puro facendo un piccolo dono 2.0 a un amico che avete trascurato o maltrattato sul web.

In effetti, dal 26 Novembre sulla fanpage Adidas potrete trovare una Facebook app davvero creativa e ricca di buoni propositi, che vi permetterà di sentirvi più leggeri senza rinunciare al divertimento.

E noi Ninja abbiamo avuto l’onore di provarla in anteprima! 🙂

L’applicazione si ispira alla storia di Charles Dickens ‘Canto di Natale’, e più precisamente all’avaro finanziere londinese Ebenezer Scrooge, reinterpretato per l’occasione da Snoop Lion. Questo si confronterà con gli Spiriti delle Festività passate, presenti e future, tutti personificati da grandi icone sportive e lifestyle del panorama mondiale.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=KfUTnLu7zPI’]

Dopo aver visto la video-storia “Il Racconto Morale di Ebenezer Snoop” – di cui trovate già alcuni video teaser su YouTube – avrete infatti la possibilità di capire se siete stati anche voi degli avari Ebenezer.

L’app Adidas analizzerà il vostro comportamento sul social network attraverso i vostri post, commenti, auguri di compleanno e risposte a eventi: in caso positivo, non temete! Potrete rimediare scegliendo tra i vostri Facebook friends una persona a cui avete fatto un ‘torto’ – per esempio dimenticandovi di farle gli auguri – e inviandole un piccolo social gift personalizzato (non vi sveliamo cosa per non rovinare la sorpresa 😉 ) e con il tocco di un grande creativo.

Ma non è finita qui! Il mitico Ebenezer Snoop ha da poco preso il possesso dell’account Twitter di Adidas: se ne leggeranno delle belle… e potrete partecipare anche voi alla discussione con l’hashtag #bahumbizzle!

Allora, state già cominciando a pensare alla persona a cui fare il vostro social gift 2.0?

Il futuro è in onda: New radio e nuovi media a Trento [EVENTI]

Sabato 24 novembre, alle 10.00 presso la sala conferenze Coni di Trento – Piazza Fiera 13 -, Trentino Network, la Fondazione <ahref e Sanbaradio organizzano “New radio: nuovi media, nuove sperimentazioni, nuovi mezzi, nuova radio?”.

A un mese di distanza dall’inizio del rilascio dei diritti d’uso delle frequenze digitali agli operatori radiofonici che operano in Trentino, arriva la tavola rotonda con esperti del settore moderati da Alessandro Longo che vuole parlare della rivoluzione della radio digitale sul territorio nazionale.

New radio: nuovi media, nuove sperimentazioni, nuovi mezzi, nuova radio?

Come si evolverà la radio? Che cosa ci dovremo aspettare dalla radio in una società nella quale stanno emergendo il web e i social network? Quali saranno i suoi nuovi confini?

A queste ed altre domande sul futuro della radio, proveranno a rispondere:

Luca de Biase, presidente della Fondazione <ahref (scrive di innovazione e tecnologia per il Sole 24 Ore),
Sergio Ferrentino, Fonderia Mercury e ideatore di Caterpillar,
Mario Frullone, direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni e presidente del consorzio Elettra 2000,
Eugeneo La Teana, responsabile ricerca e sviluppo per RTL 102.5 Hit Radio,
Michele Tesolin, Sanbaradio e membro del direttivo di Raduni (Operatori Radiofonici Universitari).

Il panel di esperti andrà ad approfondire, attraverso interventi brevi e l’interazione con il pubblico, le caratteristiche e le nuove possibilità della radio digitale come incontro tra media nuovi e tradizionali.

Per i partecipanti, inoltre, verrà fatta un’estrazione con in palio cinque radio ibride offerte dalla Pure.
Per partecipare all’estrazione è sufficiente consegnare all’inizio dell’evento l’invito che si può trovare all’ingresso dell’aula conferenze Coni oppure in formato elettronico sul sito www.trentinoinrete.it .

52 Shades of Greed, le carte di Occupy Wall Street

Non fatevi ingannare dal nome, non stiamo parlando del quarto capitolo del famoso romanzo che ha spopolato nel gentil sesso, ma di un modo alternativo ed intelligente di fare informazione. 52 Shades of Greed (52 sfumature di cupidigia) è il mazzo di carte che il movimento di protesta Occupy Wall Street ha pensato di realizzare per diffondere informazioni sui giocatori di quello che noi chiamiamo “mondo del sistema finanziario”.

Tutto è iniziato con alcuni membri del movimento che hanno contattato l’illustratore Marc Scheff, parlandogli di “52 Shades of Greed” un progetto d’illustrazioni con lo scopo di educare la gente sull’attuale recessione americana attraverso un mazzo di carte. In pochi giorni il progetto ha coinvolto in una grande collaborazione 28 artisti di tutto il mondo, facendo aumentare il numero di carte da 52 a 56, le classiche 52 da gioco più 4 bonus. Le carte rappresentano il sistema finanziario non solo attraverso le banche ma anche attraverso istituzioni, agenzie di rating, personaggi e teorie economiche.

Il mazzo “52 Shades of Greed” può essere acquistato attraverso il sito 52shadesofgreed.com in varie forme, si parte da una base di 5$, che corrisponde al file pdf con tutte le illustrazioni del mazzo, fino ad una donazione a 2800$ in su che comprende THE FLUSH: una stampa 11×14 di una carta a scelta firmata dall’artista, 7 mazzi di carete in edizione limitata con contenitore realizzato appositamente, un poster 18×24 di tutte le carte, un adesivo con il retro delle carte, il pdf con tutte le carte + THE “ALL IN”: un mazzo completo con tutte le carte firmate dagli artisti in un box realizzato appositamente + THE CASINO: un poster in edizione limitata firmato dagli artisti rappresentante ogni carta.

Da settembre è a disposizione anche “52 Shades of Progress“, un mazzo gemello sempre acquistabile nel sito, che include illustrazioni degli eroi di Main Street, opportunità di azioni dirette, pensieri economici innovati e molto altro.

Creative Pro Show 2012, alla scoperta dei trucchi dei migliori Visual Artists

Si è tenuta a Roma sabato 17  novembre la prima parte del Creative Pro Show, evento ormai attesissimo giunto alla sua  IV edizione. In attesa del secondo appuntamento di sabato 24 a Milano, vi raccontiamo cosa è successo a Roma durante questo fantastico Workshop.

A partire dalle 10.00 si sono alternati ai microfoni e ai monitor dell’Holiday Inn Aurelia di Roma sei tra i migliori professionisti del Digital Imaging che a turno hanno svelato ai presenti i loro trucchi del mestiere condividendo tecniche, esperienze e creatività.

Ad aprire i lavori è stato Ben Heine, artista belga famoso in tutto il mondo per le bellissime opere della serie Pencil vs Camera (ne abbiamo parlato qui), vere e proprie incursioni a matita nelle fotografie, quasi a completare con un tocco di immaginazione e magia la fotografia, arte a volte fin troppo realista. Sue sono anche le opere della serie Digital Circlism, progetto del 2010 che riunisce e sintetizza la Pop Art con il Puntinismo.

E’ stato poi il turno di Gabriele Monte, giovanissimo High End Retoucher che ha spiegato passo passo le sue incredibili tecniche di fotoritocco High End che lo hanno portato a lavorare per magazine del calibro di Glamour, Cosmopolitan, Marie Claire, Harper’s Bazaar e altri. Tra un livello e un altro di Photoshop Gabriele ha mostrato come rendere perfetta la pelle in un ritratto, come armonizzare i toni e i colori e soprattutto come trasformare una chioma a prima vista impeccabile in un’acconciatura perfetta in ogni suo aspetto. Capelli lisci, morbide onde e ricci selvaggi diventano sotto i click di Gabriele un meraviglioso fluire di perfezione digitale!

E’ toccato poi a Federico Chiesa, già noto ai ninja per il suo Horror Vacui, spiegare come nascono le sue immagini e campagne pubblicitarie, partendo dal concept fino ad arrivare all’ultimo ritocco, passando per una serie di piccoli accorgimenti che contribuiscono al raggiungimento di risultati incredibili.

Hanno concluso la giornata Brian Lawrence con la sua Line Art che permette di ottenere delle immagini di grande impatto  convertendo con Illustrator semplici fotografie; Fabrizio Malandruccolo, Art Director di Leo Burnett a Roma, che ha raccontato la sua esperienza di freelancer e dato consigli e suggerimenti per una carriera in agenzia, e William Liani di Fotolia,  che ha esposto e svelato le strategie per diventare un top seller delle banche immagini.

Ma tra un workshop e l’altro non sono mancate le sorprese 🙂 sono stati infatti estratti a sorte cinque premi che sono andati ad altrettanti fortunati partecipanti!

Qui c’è il programma della giornata di Milano ma se foste arrivati troppo tardi e ci fosse già il Sold Out vi consiglio di tenere gli occhi aperti e non farvi scappare gli aggiornamenti del Creative Pro Show, chissà quali sorprese ci riservano le prossime edizioni!

Le best practice sul processo di disiscrizione

Il nuovo appuntamento con la rubrica di ContactLab prosegue con un post dedicato ad un aspetto particolarmente importante dell’email marketing: il processo di disiscrizione.
Sai quali sono le best practice per ottimizzare il processo di cancellazione di un utente?

L’OPT-OUT

La regola base è fare in modo che ogni utente sia sempre nella condizione di poter effettuare l’opt-out da ogni comunicazione. Che cosa significa? Che deve poter esercitare il proprio diritto di opporsi alla ricezione di ulteriori comunicazioni.
Non si tratta solo di una buona pratica, ma rientra negli obblighi stabiliti dalla normativa Privacy: l’utente deve essere informato già al momento dell’iscrizione delle modalità attraverso le quali potrà esercitare il proprio diritto di opporsi a nuovi invii.
Per saperne di più su questo tema, rimandiamo alla nostra rubrica settimanale Pillole Privacy, in cui sono raccolti approfondimenti sulla gestione della privacy nell’email marketing. Sull’importanza dell’opt-out, in particolare, è disponibile nell’Archivio una specifica Pillola Privacy.

LA DISISCRIZIONE

Quali sono le regole da adottare per una corretta gestione della disiscrizione?
Abbiamo visto che, nel rispetto della privacy dell’utente, va sempre prevista la possibilità di disiscriversi: questo vale per ogni email.
Va quindi prevista una modalità di disiscrizione che sia chiaramente identificabile dal destinatario.

Il consiglio è quello di utilizzare un link di disiscrizione, per rendere la pratica più sicura ed immediata; potrai inserirlo nell’header o nel footer di ogni tua email.
In sintesi, le best practice sono:
– la presenza di un link di cancellazione in ogni email
– la facilità per l’utente di identificare la modalità di cancellazione
– la semplicità del processo di cancellazione, che dovrà avvenire in pochi click

Sconsigliamo vivamente di utilizzare un link ad una email per richiedere la cancellazione, per quanto questa potrebbe essere una soluzione per gestire le cancellazioni, in mancanza di un sistema automatizzato.
Se l’email con la richiesta dell’utente venisse filtrata dagli antispam o cancellata inavvertitamente tra quelle arrivate nella cartella di posta indesiderata? Pensate a tutte le conseguenze che una mancata cancellazione potrebbe comportare dal punto di vista legale.

OLTRE LA DISISCRIZIONE

La perdita di interesse dell’utente può influire sulle performance delle tue campagne o comportare segnalazioni di spam: ecco una ragione in più per fornire una modalità semplice di disiscrizione. Se un utente ha deciso di cancellarsi dalla tua newsletter, rendere complicato il processo di unsubscribe non risolverà il problema, anzi!
Perché non cogliere invece l’occasione per indagare i motivi della perdita di interesse? Imposta un survey online con poche domande dirette: ti sarà utile per migliorare il tuo servizio.

Alla prossima settimana!

7 falsi miti sui social media che ogni freelancer deve dimenticare al più presto

I social media, si sa, hanno cambiato la vita personale e lavorativa di tantissime persone nel mondo. Ma sono tutte vere le notizie che circolano sul loro conto?

Un interrogativo che diventa fondamentale soprattutto se state lavorando come freelancer sui temi del digital: riprendiamo allora un bel post di Freelance Folder per sfatarvi 7 falsi miti da dimenticare il prima possibile.

#1 I social media sono una perdita di tempo

Il tema è molto discusso, tanto da averci spinto a parlarne pochissimi giorni fa. La nostra risposta al primo dilemma? Dipende 🙂 Se siete bravi a organizzare il vostro tempo e dirottare i vostri sforzi verso una visione strategica del social web, non potrete che trarne profitto. It’s up to you, dunque!

#2 Con i social media non è possibile raggiungere i decision maker e gli influencer

Secondo questo mito, nessuna persona con un minimo di visibilità e successo sarebbe sui social media, e questo impedirebbe di creare connessioni interessanti online. Non siete convinti? Nemmeno noi 😉 Un sacco di influencer e persone importanti possono essere raggiunte grazie alla rete. Provare per credere!

#3 Con i social media il successo è immediato e assicurato!

Da un eccesso all’altro: se da una parte è verissimo che le dinamiche web sono sicuramente più veloci e improbabili di quelle reali, non pensate che basta aprire un blog per diventare famosi in men che non si dica. Un discorso vero soprattutto per la professione del freelancer: impossibile diventare in poche settimane il nuovo Julius Design (ma si può provare ad accelerare grazie alla Ninja Academy! 🙂 )

#4 Occorre essere iscritti ad ogni social media

E’ umanamente impossibile, e molte piattaforme sono (ancora) completamente oscure al mondo del business! Focalizzatevi su quelle che i clienti vi chiedono più spesso e che riuscite a monetizzare meglio… per il resto uscite e divertitevi 🙂

#5 I social media possono rimpiazzare il sito

No, o meglio, non ancora: i potenziali clienti hanno bisogno di voi proprio per diventare social media-bili… se vi rendete accessibili solo tramite Facebook e Google Plus, non vi farete mai trovare! Siate democratici e aprite un bel sito per presentare voi e i vostri progetti migliori.

#6 Quello che fate o dite non ha importanza

Il tema dell’economia della reputazione è caldissimo, soprattutto al giorno d’oggi e sul social web. Quello che dite e/o fate è patrimonio di tutti, inutile cercare di arginare una volta successo il fattaccio. Curate il vostro personal brand, diventerà il moltiplicatore del vostro successo 2.0!

#7 Potete comprare tutti i social media friends che volete

A parte il lato etico, sicuri che possa servire come ‘messaggio’ positivo da mandare a chi vi sta intorno? Chiedetevi sempre quanto vale una community enorme e fatta da una massa indistinta di persone, di nessun aiuto. Se state pensando allo zero, avete indovinato 🙂

Ecco allora 7 falsi miti che non potevamo non riportarvi, per una carriera da freelancer in rapida ascesa! Per tutto il resto c’è il corso che terrà Julios Design promosso dalla Ninja Academy: approfittate dell’early booking!

Due chiacchiere con Miriam Goi, la fondatrice di LoSgamato.it [INTERVISTA]

Una settima fa si è chiuso il Social Case History Forum di Milano: un racconto collettivo che prende vita in spazi di interazione attraverso le parole di chi l’ha vissuto in prima persona.

A questo evento ha partecipato anche la fondatrice di Lo Sgamato.it Miriam Goi, per presentare il suo progetto Muoversi a Milano, ma anche starci fermi. E noi non potevamo fare altro che intervistarla 🙂

Ciao Miriam! Raccontaci un po’ di LoSgamato.it: come è nata l’ idea del suo sviluppo?

LoSgamato.it è un magazine online nato circa due anni fa per iniziativa mia e di un amico web designer. Sentivamo un forte bisogno di creare un contenitore eterogeneo di pensieri, riflessioni, articoli e poesie. Volevamo raccontare Milano dal punto di vista degli studenti e dei precari che la vivono e abbiamo coinvolto fin da subito ragazzi molto giovani, sui 19-20 anni. Inizialmente il sito aveva una veste grafica molto diversa, che abbiamo rinnovato nei primi mesi del 2012, nell’ottica di una linea editoriale nuova e definita.

Il progetto è nato da solo due persone ma ora – dopo due anni di attività online – quanti siete?

Il core group de LoSgamato.it, quello formato dalle vecchie leve e dai redattori che vi collaborano con una scadenza fissa, è di circa 10 persone. In realtà, tra autori fissi e collaboratori occasionali, videomaker e altri siamo intorno alle 25-30 persone.

Sempre pronti ad accogliere nuove reclute!

Sì, assolutamente. Tantissimi giovani di Milano e non solo hanno tante cose da dire, idee da esprimere, articoli da scrivere. Non accettiamo e non pubblichiamo tutto ciò che ci arriva e facciamo una selezione dei contenuti. Ma siamo sempre pronti ad allargare il nostro team e a diffondere testi e lavori di giovani talenti.

Tutti giovanissimi ma molto impegnati. Come funziona la vostra redazione?

Non abbiamo una redazione fisica o un ufficio. Cerchiamo di incontrarci di persona il più spesso possibile per fare il punto della situazione tra un bicchiere di vino e l’altro, proporre idee e progetti e confrontarci sull’andamento del sito, ma l’attività maggiore la svolgiamo tenendoci sempre in contatto tra di noi e sfruttando programmi utili per l’organizzazione dell’agenda, del calendario e degli appuntamenti online.

Quale è il vostro obiettivo?

Vogliamo trasformare Lo Sgamato in un contenitore sempre più multimediale. In una prima fase ci eravamo concentrati solo sulla scrittura, sul proporre un contenuto di alta qualità scritto da ragazzi per lo più universitari. Solo in un secondo tempo ci siamo resi conto di quanto potessimo sfruttare la nostra nuova visibilità per proporre contenuti di tipo diverso: video, soprattutto realizzati durante iniziative e manifestazioni di piazza, fotografie, illustrazioni.

Al nostro evento dello scorso anno abbiamo affiancato un concerto ad un live painting, con la collaborazione di alcuni illustratori di Milano, e nel nostro piccolo è stato un successo. Quest’estate abbiamo proposto Fatti Sgamare: un’iniziativa che, grazie al passaparola e ad una pagina evento su Facebook, ci ha fatto guadagnare autori e collaboratori nuovi che ci hanno inviato i loro testi di prova tramite mail. Visto il successo, abbiamo ora proposto un bis dell’iniziativa, dedicata stavolta ai giovani creativi.

Cosa avete presentato al Social Case History Forum?

Come ti dicevo, siamo appena partiti con la fase due del progetto Fatti Sgamare. Al Social Case History Forum del 15 novembre abbiamo presentato il nostro video teaser, realizzato dal regista Alberto Sansone. E’ un video molto ironico che rappresenta visivamente il significato dell’espressione fatti sgamare e che ha fatto il suo esordio sul web proprio la mattina dell’evento. Lo utilizzeremo come supporto per la campagna: cerchiamo infatti giovani che abbiano voglia di fare, creativi bisognosi di una vetrina per i loro lavori, fotografi che vogliano condividere con noi il loro materiale narrativo sulla città di Milano. E molto altro… Per chiunque fosse interessato, è possibile contattarci tramite Facebook o via email.

Al Social Case History Forum i protagonisti raccontano le buone pratiche svelando le loro chiavi di successo. Quale è la vostra forza?

Siamo tutti giovani, universitari o lavoratori, sempre di corsa. Per noi LoSgamato è un lavoro volontario, che facciamo solo per passione. Nonostante questo curiamo il più possibile i contenuti del sito e offriamo articoli che possono coinvolgere l’utente, incuriosirlo, offrirgli nuovi spunti di riflessione e punti di vista inediti. Questa è la forza de LoSgamato: urliamo a gran voce che siamo giovani, ma che questo non ci frena dal voler raccontare Milano e il mondo che ci circonda in modo originale, critico e costruttivo.

Non possiamo non chiedervelo: quanto vi sentite social?

Stiamo cercando di diventare sempre più social. Inizialmente concepivamo la pagina Facebook in maniera molto statica, come una piattaforma per rilanciare i contenuti del sito. Poi ci siamo resi conto che non esisteva supporto migliore per creare forme di interazione con i nostri fan e per creare contenuti non solo scritti: abbiamo realizzato alcune infografiche, come quella sul Bike Sharing in Europa, che è stata visionata anche dal Comune di Milano.

Quest’estate abbiamo creato una pagina evento ad hoc per trovare nuovi sgamati e farli salire a bordo, a scrivere con noi. Ma sicuramente il nostro momento migliore dal punto di vista social è stato al Festival del Giornalismo di Perugia, quando Beppe Severgnini, prima di un’intervista, ci ha fotografati e ha caricato la nostra foto su Twitter, citandoci. Non ha dato valore aggiunto ai nostri contenuti editoriali e redazionali, ma vuoi mettere la soddisfazione?

Il miglior risultato ottenuto?

Il miglior risultato ottenuto è recentissimo. Dopo la rielezione di Barack Obama, un nostro redattore ha pensato “perché non traduciamo il suo discorso della vittoria? Questo contenuto non c’è ancora sul web”. Detto, fatto. Un paio d’ore dopo la pubblicazione, lo stesso redattore mi ha contattata per dirmi che la nostra traduzione era finita sulla home di uno dei principali quotidiani online indipendenti, come contenuto di punta e in evidenza.

Grazie mille Miriam per questa chiacchiera. La prossima volta la facciamo davanti a un bicchiere di vino come nelle vostre riunioni 😉

Va bene. Offro io. 🙂