6 consigli per creare e diffondere contenuti web virali

I social media sono, tra le altre cose, ottime piattaforme per promuovere e diffondere informazioni e idee. Ma creare contenuti di valore può rivelarsi un’ardua impresa, soprattutto se si ha in mente di attrarre e coinvolgere nuovi lettori.

Come suggerisce Simply Zesty, non esiste una formula magica che traduce ogni post in un contenuto estremamente virale, ma sicuramente ci sono dei piccoli accorgimenti per fare in modo che il contenuto sia visto da quante più persone possibile. Ecco allora sei consigli preziosi per rendere i vostri contenuti ancora più perfomanti e con elevati tassi di viralità.

1. Siate affidabili

Ok, può sembrare una domanda irriverente, ma è una domanda a cui dovete saper dare una risposta: siete affidabili? Mettetevi nei panni dei vostri lettori, perché dovrebbero scegliere  il vostro blog o sito invece che altri? Perché i vostri contenuti sono più affidabili. Questa è la risposta che dovreste essere in grado di dare. Il lettore deve scegliere il vostro blog o sito perchè sa di trovare dei contenuti di un certo valore e di una certa qualità. Ciò che scrivete deve essere affidabile: contenuti esaustivi e importanti per il lettore.

Altro tema che riguarda l’affidabilità è la reputazione. Prima di invitare nuovi lettori a visitare lo spazio, impegnatevi nella costruzione della vostra brand reputation. Questa, se forte, vi garantirà maggior traffico e quindi maggiore visibilità e viralità.

2. Fate un piano editoriale

L‘improvvisazione alcune volte è sinonimo di creatività, ma ridursi all’ultimo minuto invece non significa essere creativi né professionali. E’ importante avere un piano editoriale su cui lavorare per avere il tempo necessario per prepararsi e garantire qualità ai vostri contenuti. Esso permette di schedulare gli articoli, sapere in anticipo quale sarà il prossimo post e gestire meglio il taglio del vostro blog o sito. Certamente un piano editoriale non deve essere visto come un limite o una barriera invalicabile, può essere modificato e quindi accogliere anche idee dell’ultimo momento… purché di sostanza!

3. Date importanza al titolo

Il titolo non è una ‘cosa’ che si scrive giusto per dare un nome a un articolo e poterlo salvare, ma la prima cosa che attirerà l’attenzione. Il lettore deve sentirsi attratto e incuriosito dal titolo per essere invogliato a cliccare sul vostro articolo. Ciò non significa che dovete scrivere titoli ingannevoli: concentratevi piuttosto su qualcosa che sottolinei il valore del contenuto (cfr. punto 5).

4. Garantite valore

Prima e dopo la stesura del vostro articolo chiedetevi e richiedetevi se il contenuto è interessante. Attirare nuovi lettori è un buon obiettivo, ma il primo deve essere sempre quello di far tornare sul vostro blog coloro che già ci sono stati. I lettori torneranno solo se gli avrete offerto contenuti di valore e di qualità. Altro suggerimento è evitare di scrivere di tutto per poi non parlare sostanzialmente di nulla: meglio concentrare l’attenzione su un determinato topic e stare sul pezzo!

I vostri contenuti devono distinguersi dagli altri presenti in rete, quindi chiedetevi sempre perché un lettore dovrebbe “perdere del tempo” a leggervi.

5. Attenzione agli analytics

Senza farvi prendere dall’ossessione per gli analytics, guardateli e seguiteli. Servono per capire quali contenuti sono preferiti dai vostri lettori, quali chiavi di ricerca hanno utilizzato per trovarvi e, ovviamente, per studiare il vostro andamento e le vostre visite.

6. Utilizzate i social button

Life’s for sharing! Se non avete i pulsanti per condividere i vostri contenuti sui social… metteteli, aumenterete la vostra audience. Tuttavia, anche qui, non fatevi prendere dalla ‘febbre da pulsante’: non serve mettere tutti i pulsanti social esistenti, piuttosto sceglietene alcuni. Magari delle piattaforme che utilizzate di più.

Allora cosa ne pensante di questa breve guida? 🙂 Ma soprattutto avete letto il nuovo manuale del nostro direttore Mirko Pallera a proposito di come progettare idee contagiose? 😉

Alphagames, 26 lettere per 26 videogiochi famosi [VIDEO]

Evan Seitz é tornato con un nuovo video, mostrato in anterprima al Machinima Interactive Film Festival di LA! Questa volta il suo quiz non riguarda né film né…, ma videogiochi! A coprire l’intero alfabeto 26 videogiochi celebri, da Super Mario ad Angry Birds, da Guitar Hero a Tetris… Riuscite a indovinare gli altri 22?

L’ultima creazione di Seitz era dedicata a ventisei pellicole che hanno fatto la storia del cinema. Sul sito ufficiale del giovane motion artist di Atlanta potete visionare tutte le sue creazioni. Quale sará la prossima sfida animata di Seitz? Qualche idea? 🙂

Freelancer ed economia: la crisi influisce sui liberi professionisti?

Se avete letto i nostri articoli negli ultimi giorni, vi starete facendo qualche domanda sulla professione del freelancer o, come preferiamo chiamarli noi italiani tadizionali, i “liberi professionisti“.

Da sempre ci si chiede se sia più opportuno scegliere la sicurezza del posto fisso o rischiare lavorando in proprio, probabilmente il momento di crisi che stiamo attraversando spingerà molti a pensare che la prima alternativa sia quella migliore. È davvero così?

Prendendo spunto da un articolo di Laura Spencer, vi proponiamo un’analisi dei trend economici che influiscono maggiormente sul business dei freelancer e come questi possano svelare delle opportunità.

Trend #1: Aumentano i licenziamenti, aumenta il carico di lavoro da redistribuire

Quando cala il fatturato, le aziende sono costrette a licenziare dipendenti per ridurre i costi, anche senza una significativa riduzione della produzione. Si crea quindi un problema di redistribuzione del carico di lavoro.
Esistono due possibili soluzioni:

a) aumentare il lavoro degli altri dipendenti

b) esternalizzare

Nella prima ipotesi però si pone un problema nuovo: quanto è possibile caricare un dipendente senza avere perdite in termini di efficienza?

Per la felicità dei freelancer, quando si raggiunge questo limite è inevitabile passare alla seconda opzione, affidandosi temporaneamente a professionisti assunti per la realizzazione di determinati progetti.

Trend #2: la disoccupazione aumenta il numero dei freelancer

L’aumento di coloro che scelgono questa tipologia di lavoro può essere spiegato attraverso 2 tendenze legate alle disoccupazione:

a) chi è stato licenziato spesso si reinventa come freelancer

b) i giovani neolaureati non trovano lavoro sono incentivati a tentare questa strada.

Ovviamente tra i nuovi freelancer troveremo persone con ottime qualità destinate al successo, ma anche tante altre che hanno scelto questa strada per disperazione, senza una preparazione adeguata o una motivazione forte. Pensavano fosse l’unica strada possibile e sicuramente alla prima occasione sceglieranno di tornare al lavoro subordinato.

Trend #3: l’instabilità di mercato favorisce la selezione dei più affidabili

Ricevere una commessa è solo l’inizio per un lavoro e chiunque può ottenere un contratto di collaborazione, ma se poi la consegna non corrisponde ad un buon risultato, difficilmente si creeranno nuove connessioni con quel cliente.

Un freelance bravo è soprattutto affidabile e costituisce un valore aggiunto per le aziende per le quali lavorano, che proprio nei momenti di crisi ha bisogno di ridurre al minimo i rischi.

Trend #4: all’aumento dei prezzi, anche le tariffe professionistiche sono più alte

I prezzi al consumo sono in aumento e i freelancer ne devono tener conto nel decidere le tariffe per i loro servizi. Al contrario di quanto si possa pensare, i periodi di crisi non sono i migliori per fare i freelancer low-cost.

E’ importante per un libero professionista mantenere un certo tenore di vita, perchè l’immagine è fondamentale per il suo lavoro. Gli consente, infatti, di distinguersi dai concorrenti a “breve termine”, cioè quelli improvvisati, che per necessità accettano qualsiasi lavoro a prescindere dal compenso.

Inoltre la tariffa di un freelancer è un indicatore della sua professionalità: svendersi significa dare un segnale sbagliato sulla qualità del servizio che offre.

Trend #5: Calano i consumi, vince la flessibità

Si potrebbe pensare che un lavoro tradizionale sia più “sicuro”. In realtà non esistono garanzie nemmeno per le grandi aziende. Se le vendite calano anche le grandi aziende collassano e molti lavoratori dipendenti stanno perdendo la loro occupazione.

Per certi versi essere un freelancer può essere più sicuro perché non si è legati ad un unico ente: quando si perde un cliente, ne risentiamo nel breve periodo, ma possiamo sostituirlo con altri clienti.

Se pensavate che Diventare freelancer potesse essere una mossa azzardata in questo periodo, speriamo che oggi vi siate ricreduti. La vera pazzia non è buttarsi, ma farlo senza avere le competenze giuste!

Email marketing, un approfondimento sugli A/B test

Abbiamo già visto come l’efficacia di una comunicazione email possa essere testata grazie all’utilizzo degli A/B test, ma entriamo nel dettaglio di questa pratica nel nuovo approfondimento di ContactLab dedicato all’email marketing.

In sintesi

La procedura di test di una email tramite A/B prevede tre invii:
– la versione A dell’email ad un gruppo di utenti presenti nel database
– la versione B della stessa email, in cui un elemento viene variato, ad un altro gruppo di utenti presenti nel database
– la spedizione della email (A o B) che ha determinato le migliori performance e che, quindi, può essere considerata la più efficace. L’email verrà inviata a tutti i rimanenti utenti presenti nel database.
In processo può sembrare semplice, ma tutto sta nell’identificare il corretto obiettivo dell’analisi.

L’obiettivo

Non dimenticare che una metrica decisiva per evidenziare la correttezza del tuo approccio nell’email marketing è dato dal ROI, ovvero il ritorno dell’investimento. Testare non significa solo verificare i tassi di apertura e click, ma anche valutare quale campagna determina le migliori performance in termini di conversioni.
L’approccio di analisi deve sempre tener conto sia di aspetti quantitativi che qualitativi, e non si tratta di una procedura poi così semplice. Un aspetto chiave di ogni test è infatti dato dalla corretta interpretazione dei dati: quindi ricordati di considerare le aperture, i click e le conversioni per avere una corretta visione d’insieme!

Che cosa puoi testare?

Ecco un elenco degli elementi che puoi testare, che raggruppiamo in tre macro-categorie.
copywriting / contenuti
dal nome del mittente, al subject, alla call to action
grafica / layout
dal colore del bottone della call to acton, alla tipologia di immagine, alla disposizione delle stesse nel layout
timing
dalla frequenza di invio, al giorno di invio, fino all’ora specifica

E tu, hai già cominciato a testare le tue comunicazioni?

A settimana prossima con un nuovo approfondimento!

Free webinar sull'Email marketing con ContactLab!

Free webinar sull'Email marketing con ContactLab!

Free webinar sull'Email marketing con ContactLab!

Credits: Hemera/96091484/Thinkstock

Giovedì 13 dicembre, dalle 17 alle 19, non perdete il webinar dedicato all’Email marketing by ContactLab!
Ci sono 500 posti free ticket!

Relatore del webinar sarà Massimo Fubini, fondatore e Amministratore Delegato di ContactLab ed esperto in Direct Marketing.

Titolo del webinar

L’email marketing visto da vicino

Contenuti principali

– Ispirazione creativa, best practice e monitoraggio dei competitor con NewsletterMonitor
– DO’s & DON’Ts dell’email marketing. Le 10 cose da fare / Le 10 cose da evitare

Un appuntamento di due ore con ContactLab per:

trarre ispirazione creativa: dal copywriting dei subject all’analisi sulla composizione del layout;

scoprire le best practice: entreremo nel dettaglio di quali sono gli elementi che rendono un’email veramente efficace;

monitorare i competitor: per scoprire le loro strategie digitali e osservarne le creatività, senza doversi più iscrivere a decine di newsletter.

Tutto questo grazie a NewsletterMonitor, l’innovativa piattaforma di benchmarking nell’email marketing ideata e sviluppata da ContactLab. Si tratta di un tool gratuito che consente di effettuare ricerche in un database di oltre 4 milioni di email internazionali.

Nella seconda parte del webinar si passeranno in rassegna le principali pratiche da adottare per rendere un programma di email marketing davvero unico. Allo stesso tempo verranno ricordati quali sono i principali errori da evitare. Il tutto in 10 punti da tenere sempre a mente!

Che aspettate, registratevi subito!

World Communication Forum: a Davos la chiamata a raccolta dei Creativi! [EVENTO]

Arriva alla quarta edizione il “World Communication Forum – Communication On Top, appuntamento che anno dopo anno si rinnova e migliora.

L’appuntamento ormai annuale, dedicato ai dirigenti in Comunicazione, Marketing, IR, Media, Pubblica Amministrazione, direttori di agenzie o centri di innovazione e tecnologia, blogger e professionisti esperti nel campo delle PR, torna a Davos, e ci torna alla grande!

Quest’anno un numero ancora maggiore di esperti internazionali di grande rilievo si metteranno in gioco per condividere la loro creatività e le loro idee:  Paul Holmes – founder and CEO of the Holmes Report and SABRE awards, Dr. Leandro Herrero – CEO of The Chalfont Project Ltd. e Managing Partner of Viral Change Global LLP, Alain Heureux – President of IAB-Europe e Chairman of the Board of EDAA, and Dr. Alfred Koblinger – CEO of BBDO, e tanti altri.

Il 7 e l’ 8 febbraio 2013, Davos – Svizzera – riecheggerà di dibattiti e discussioni sui maggiori temi relativi la comunicazione aziendale.

Non solo dibattiti e keynote, ma anche tavole rotonde, la cerimonia dei “Communication For Future Davos (C4F) Awards” e, ultimo ma non per importanza, il primo Creative Class Global Meeting!

Creativi e leader di community influenti si incontreranno per interagire, migliorare, inventare e scambiarsi idee.

Lo scopo dell’evento è quello di riunire tutte le figure brillanti che si muovono nelle nuove nicchie economiche e che riescono a coltivare e mantenere un loro proprio stile di vita; tutto questo per riuscire così a formare una rete globale di leader contemporanei della classe creativa – l’unione dei creatori coraggiosi di tutto il mondo, per formare un futuro più luminoso!

Se pensi di poter essere uno di questi, iscriviti qui!

Per tutti coloro vogliano partecipare a questa quarta imperdibile edizione del World Communication Forum, basterà registrarsi a questo sito, ed in esclusiva il 6 febbraio si potrà  visitare gratuitamente il CERN – the European Organization for Nuclear Research!

Affrettatevi, l’early booking scade il prossimo 10 dicembre!

 

Design della personalità: quando il packaging racconta una storia

Di quanto il packaging sia importante all’interno del processo di acquisto ne abbiamo parlato spesso, così come non perdiamo mai l’occasione di mostrarvi imballaggi così creativi da lasciare a bocca aperta.
Non è dunque più un mistero che il consumatore non scelga un prodotto basandosi solo sul prezzo e sull’utilità, ma che valuti anche i valori dell’azienda e il suo livello di identificazione con essi.

Il packaging, nato originariamente con l’obiettivo di proteggere il suo contenuto, divenuto poi uno strumento per attirare l’attenzione del consumatore, è oggi uno dei migliori mezzi per comunicare lo stile e la personalità del prodotto e dell’azienda alle sue spalle.

Un buon packaging sarà sicuramente quello che riuscirà a contraddistinguersi in mezzo a tanti altri, ma per definire un packaging veramente vincente dovremo valutare la sua capacità di raccontare una storia. La storia dell’azienda. E qui di seguito vi proponiamo degli esempi di imballaggi che secondo noi riescono perfettamente nell’impresa, comunicando in modo creativo la personalità dei prodotti al loro interno.

1. Brokula&Ž

Brokula&Ž è un marchio di capi di abbigliamento realizzanti solo con materiali biologici. Il packaging è 100% ecologico, costituito da inchiostri ecosostenibili, carta riciclata e assemblato senza l’utilizzo di alcun tipo di colla. Inoltre, la confezione è progettata in modo che possa essere riutilizzata come pratico contenitore.

2. La birra Carrots

Carrots è una boutique d’alta moda che ha lanciato la sfida di creare un buzz tra possibili clienti di sesso maschile relativamente alla sua linea uomo. A tale scopo, ha proposto un’edizione limitata molto particolare: una birra artigianale di design e al gusto di carota. Le bottiglie sono state consegnate a mano come doni a persone specifiche e sono state servite durante gli eventi sponsorizzati, diventando un originale prodotto di successo.

3. La vodka Fire Fighter

L’obiettivo per il marchio Fire Fighter era quello di crerae un forte impatto visivo, ed è stato raggiunto con successo! In tema con il nome del brand, il packaging rimanda alla forma di un estintore e lo slogan “Usare in caso di festa” completa l’opera.

4. I fiocchi di sapone Snob Duck

Il sapone artigianale Snob Duck viene proposto in un’insolita versione a fiocchi, la cui forma rimanda piacevolmente a quella delle piume d’anatra. Poco prodotto riesce a offrire risultati pari all’utilizzo del doppio del sapone liquido, e la confezione di tela può essere riutilizzata anche in seguito.

5. La pasta Pietro Gala

Per il nuovo marchio di pasta d’alta qualità Pietro Gala è stato scelto un packaging in semplice cartone con inserti tipografici di unico colore per sottolineare la naturalezza della pasta, dalla produzione artigianale agli ingredienti di grande qualità.

6. I libri di cioccolato Lapp&Fao

La storia dietro il packaging del cioccolato Lapp&Fao si ricollega direttamente alle origini del marchio: i due fondatori, infatti, usavano viaggiare per scoprire i dolci dei posti più remoti, per poi annotare le loro esperienze in un diario. Da qui, l’idea di progettare ogni confezione di cioccolato come se fosse un diario, ognuno con un diverso ricordo al suo interno.

7. La linea di vini “Wines of the world

Ve le ricordate? Sono le bottiglie della catena di vini Wines of the World, di cui abbiamo già parlato in un post tempo fa. Ogni etichetta è progettata per fare riferimento al suo paese d’origine, stilizzando un oggetto d’uso comune, un tappo di sughero, metafora della quotidianità dei prodotti proposti a prezzi accessibili dal marchio 365.

8. La birra Velkopopovicky Kozel

Edizione limitata del marchio ceco Velkopopovicky Kozel, il design del packaging riflette l’antica tradizione e maestria della Repubblica Ceca in quanto produttrice di birra e ha lo scopo di sottolineare i valori del marchio.

Lettere, impronte e assenze: ecco i migliori annunci della settimana

Una piccola carrellata delle pubblicità stampa più belle e interessanti della settimana. Una scusa per viaggiare tra simboli, figure retoriche e strategie di comunicazione.

Lettere che diventano simboli chimici

lavkalavka

Chi s’interroga sulla provenienza e la composizione dei cibi lo sa bene: non è facile trovare qualcosa che sia veramente genuino. Lavkalavka rende l’idea scomponendo i nomi dei cibi in strane composizioni chimiche, per ricordarci che le cose buone sono soprattutto quelle naturali.

 

Credits

Advertising Agency: Kitchen Creative studio, Russia
Copywriter: Miroschnichenko Arthur

 

Lettere che hanno (tanto) valore

Il gioco dell’impiccato mi è sempre sembrato un po’ sadico. Questa settimana, l’ISHR l’ha utilizzato per la sua campagna di sensibilizzazione contro la pena di morte: gli € donati non vanno perduti, perché sono le lettere che mancano per salvare Diego (la campagna è stata declinata in diversi soggetti con le principali valute). Il valore di un aiuto che sembra impercettibile eppure può fare la differenza. Qualcosa che per noi è un gioco e altrove è realtà.

Credits

Advertising Agency: BBDO Proximity, Duesseldorf, Germany
Creative Director: Michael Plueckhahn
Copywriter: Dominique Becker
Art Director: Sven Knaebel
Photographer: Robert Eikelpoth

 

Lettere che suggeriscono mondi

Quello che invece resta sempre un gioco è Scarabeo. In questo annuncio, ogni lettera apre un mondo di possibilità: bello l’effetto dei caratteri composti da tutte le cose che potrebbero significare, a confermare che “Ogni lettera è un mondo”. Un gioco di rimandi in cui a parlare delle lettere sono gli oggetti e viceversa, in un continuo scambio di significato e significante. Ma non ditelo a de Saussure.

Credits

Advertising Agency: DDB, Santiago, Chile
Chief Creative Directors: Matías Lecaros, Simón Subercaseux
Creative Directors: Matías Lecaros, Felipe Araya, Tomás Garín
Art Directors: Matías Lecaros, Tomás Garín, Sergio Duarte, Pablo Orozco, Nicolas Montt
Copywriters: Felipe Araya, Matías Lecaros, Rodrigo Rojas, Felipe Hernández
Illustrators: Ricardo Salamanca, Sergio Duarte

L’impronta della città

Concept geniale per promuovere lo spry Reflex che dà sollievo muscolare. In quest’ambito le pubblicità sono sempre un po’ didascaliche, mentre qui possiamo lasciare che la mente corra addirittura un’intera maratona. L’idea della città che diventa impronta sulla suola (e non il contrario) capovolge la prospettiva e all’improvviso non è la stanchezza a contare ma il percorso e il traguardo. Tanti i livelli interpretativi, dalla sineddoche (il piede per la scarpa, la mappa per la città, il biglietto per la maratona) alla sintesi generale che permette di decifrare l’annuncio come un rebus. Fino alla rappresentazione visiva del cosa si provi nell’avere la città ai propri piedi: dolore.

Credits

Advertising Agency: Contrapunto, Barcelona, Spain
Creative Directors: Tomas Oliva, Jofre Biscarri, Carlos de Javier
Copywriter: Sergi Pros
Art Director: Jesus Navas
Photographer: Xavier Pastor

L’assenza che si nota

Sembra quasi un teaser, questo annuncio di Alberta Tree Moves. Procede per ellissi, eliminando il protagonista che si deduce dal contesto. L’assenza di headline e bodycopy ci spinge a fare le dovute ricerche su internet per scoprire che si tratta di una nursery per alberi. Come abbiano risolto con il nido, non è dato saperlo.

Credits

Advertising Agency: Wax, Calgary, Canada
Creative Director: Joe Hospodarec
Design Director: Monique Gamache
Art Director: Hans Thiessen
Photographer: Justin Poulsen

All you can Expedia

L’effetto opposto (iperbole) viene invece utilizzato da Expedia, che ci invita a fare un City Break pieno d’emozionanti scoperte che non lasciano spazio alla noia (nella realtà come nel visual). Al di là della vista da cartolina fanno capolino usanze, cibi e abitudini che trasformano un semplice viaggio in un’esperienza con mille percorsi e così tante cose da fare che ricorda la formula all you can eat. Tanto che l’headline trasforma il nome delle città in verbo. In inglese funziona benissimo, proviamo con l’italiano?

Credits

Advertising Agency: Ogilvy & Mather, London, UK
Creative Director: Gerry Human
Copywriter: Laura Rogers
Art Director: Trevallyn Hall
Illustrator: Keita Sagaki
Typographers: Trevallyn Hall
Art Buyer: Brigitte Martin
Account Director: Stephen Hillcoat

Il plus di prodotto…

Enfatizzare l’aspetto positivo di un prodotto è la via ufficiale della promozione. La cosa funziona, soprattutto quando le sue caratteristiche si legano bene anche al paese di provenienza, come accade per Blue soft drink: piacevole da guardare, ti fa venire voglia di frutta fresca e sapori esotici. Insomma, del gusto dell’Angola suggerito dall’headline.

Credits

Advertising Agency: Bar, Lisbon, Portugal
Creative Directors: Diogo Anahory, José Bomtempo
Copywriter: Diogo Anahory
Art Director: Eduardo Tavares
Photographer: Masayuki Kondo

…e un minus che funziona!

Enfatizzare l’aspetto negativo, invece, può essere rischioso. Quando funziona però è di gran lunga più divertente. Per promuovere i nuovi giocattoli da collezione horror, la Limited Edition Collectible Toys ha giocato la parte del cattivo spaventando i bambini. Un inconveniente non da poco se si fosse trattato di un gioco normale, un plus irrinunciabile per dei veri e propri tesori da collezione (quindi da tenere  lontanissimo dalla portata dei bambini).

Credits

Advertising Agency: Ageisobar, São Paulo, Brazil
Creative Director: Carlos Domngos
Art Directors: Henrique Mattos, Cristiano Rodrigues
Copywriter: Daguito Rodrigues
Photographer: Sergio Buss

E voi, cosa ne pensate degli annunci di questa settimana?

Con Wantster, fare regali non sarà più un problema!

Natale si avvicinaa proposito, avete visto e provato la Facebook app Adidas? – e con lui lo stress e la corsa per la ricerca dei cadeaux per amici, parenti, fidanzati, mogli e mariti. Sia che si inizi con largo anticipo sia che ci si ritrovi all’ultimo, fare regali per Natale come per qualsiasi altra occasione speciale da festeggiare porta sempre con sé un po’ di preoccupazione e indecisione nella scelta del regalo giusto per ogni persona.

Bene, d’ora in poi dimenticatevi tutto questo! Grazie al nuovo social network Wantster anche fare i regali diventerà facile, veloce, social e divertente! Scopriamo insieme di cosa si tratta 🙂

Wantster: “tutto ciò che volete in unico posto”

Nato e lanciato in Canada ad aprile 2012, Wanster – che, come si può facilmente dedurre, deve il suo nome al verbo inglese “Want”, in italiano volere, ed é un visual social network che permette di collezionare, postare e organizzare le immagini e le foto di prodotti e/o servizi che si vogliono in illimitate “liste dei desideri” da condividere e mostrare in una bacheca centrale. In questo modo, da un lato, ogni nostro follower potrà sapere e vedere i vostri desideri, dall’altro potrete seguire a vostra volta amici, parenti, fidanzati scoprendo esattamente cosa più desiderano e, di conseguenza, il miglior regalo da fargli per ogni occasione! 😉

Vi state domandando se si tratta della brutta copia di Pinterest? In realtà no! Se visivamente lo può sembrare, in quanto l’organizzazione e la disposizione dei contenuti ricordano molto le sue famose board, le funzioni e l’obiettivo di Wanster sono differenti. Come riportato nel comunicato stampa ufficiale:

“Wantster é la risposta odierna alla cara vecchia lista dei desideri ma potenziata e migliorata. Il concetto delle persone che creano liste di cose che vogliono non é infatti una novità, ma invece di ritagliare le immagini da un catalogo o guardare nel dettaglio oggetti in un negozio, Wantster offre una piattaforma web-based sociale senza limiti. Il “Want” button permette agli utenti di catturare immagini da qualsiasi sito web oppure di utilizzare lo smartphone mentre si è per negozi, scattare una foto ed immediatamente inserirla in una delle liste dei desideri grazie alla nuova applicazione iPhone.”

Che ne dite, è forse arrivato il momento di sfatare il caro vecchio detto “l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re“? 😀

Come funziona?

L’utilizzo del nuovo visual social network è semplice, intuitivo e user-friendly e effettivamente molto simile al più famoso Pinterest. Una volta registrati e creato il vostro account, gli step principali per poterne sfruttare i vantaggi sono in realtà pochi. Una volta imparati, non ne farete più a meno ;).

Inserite il “Want” button nella barra dei segnalibri semplicemente trascinandolo sopra di essa (accertatevi che la barra sia visibile 😉 ) ed utilizzatelo, cliccandoci sopra, ogni volta che trovate online l’immagine dell’oggetto o il servizio che desiderate.

Dopo aver cliccato avrete la possibilità di scegliere o creare la lista dei desideri in cui inserirla, denominarla ed indicare nella descrizione il prezzo, le dimensioni e tutte le informazioni del caso. In automatico apparirà il sito web dove poterlo trovare 😉

Ma la user experience di Wantster non si ferma all’online. Siete in giro per shopping e vedete qualcosa che vi piace e che vorreste avere? Detto, fatto! Scattate una foto con il vostro smartphone e grazie alla nuova app mobile potrete direttamente caricarlo ed inserirlo in una delle vostre liste dei desideri 😉

Una volta inserita e “collezionata” in una lista, l’immagine apparirà nella vostra bacheca con un segno rosso in fondo a destra che scomparirà solo nel momento in cui qualcuno vi avrà regalato quel determinato oggetto! Perché si, Wanster offre un’altra funzione interessante: la possibilità di comprare attraverso il Buy button, il pulsante che vi rimanda direttamente al sito da dove proviene l’immagine o, nel caso non si trattasse di un e-shop,  vi mostra dove si trova il negozio.

Certamente Wantster può risolvere alcuni dei principali problemi che sorgono quando si devono fare i regali:

  • la perdita di tempo nella ricerca del regalo giusto per ogni persona e del luogo dove trovarlo
  • lo “stress” che tutto ciò comporta per molti
  • la possibilità, più che remota, di sbagliare regalo con la classica conseguenza di dover reciclarlo 😉

Oltre le liste: sondaggi, calendario e acquisti di gruppo

Continuando ad utilizzare Wanster si scoprono nuovi strumenti e funzioni che rendono la user experience ancora più interessante, piacevole e utile:

    • “Polls“, ossia i sondaggi, un modo per sapere l’opinione ed avere un feedback da tutti i vostri follower nel caso siate indecisi su un regalo da fare. Loro riceveranno una notifica per venire sul vostro profilo e votare la loro preferenza.
    • “MyDates”, ovvero il calendario. Aggiungete tutte le vostre occasioni ed eventi speciali ed automaticamente i vostri follower saranno avvisati una settimana prima dell’evento attraverso una speciale notifica Wanster. Ovviamente, allo stesso modo, anche voi riceverete una notifica settimanale con il promemoria degli eventi dei vostri follower senza bisogno di inserirli manualmente: ogni volta che inizierete a seguire una persona, i suoi eventi speciali popoleranno il vostro calendario e viceversa. Insomma, dimenticarsene non sarà più un problema 😉
    • iKickin“, organizzare acquisti di gruppo per una persona. Pensate a tutte quelle occasioni in cui si decide di partecipare in più persone ad un unico regalo (compleanno di amici, laurea …) e la difficoltà nel mettere insieme tutti e nel fare la famosa “colletta”. Dimenticatevi tutto questo. Grazie ad iKickin, scelto il regalo desiderato, si darà il via all’acquisto di gruppo invitando tutti i partecipanti e scegliendo il prezzo con cui ognuno dovrà contribuire utilizzando PayPal: ogni utente riceverà separatamente la fattura per il proprio contributo. Una volta raccolti tutti i fondi, la persona che ha organizzato l’ iKickin farà l’acquisto e lo consegnerà a nome di tutti!

Opportunità per le aziende

Anche Wanster, come molti altri social media, sembra essere uno strumento da cui le aziende possono trarre opportunità e vantaggi.

Il “Want” button permette infatti agli utenti di “volere” e di conseguenza mostrare e condividere con i loro follower il vostro prodotto o servizio in un ambiente sociale online. Inserite quindi il “Want” button sul vostro sito, ancor meglio di fianco all’immagine di ogni prodotto e servizio, in modo tale che le persone le possano facilmente cliccare e postare come “Want” nella loro bacheca.

I vantaggi che si possono ottenere sono tanti:

  • Maggior visibilità
  • Maggior traffico al vostro sito
  • Maggior referral
  • Nuovi potenziali lead e contatti
  • Maggiori opportunità di vendite

In America sembra stia già spopolando: come riporta TechCrunch sono stati infatti oltre 500,000 i prodotti postati nei primi 7 mesi dal suo lancio e sembra che, nello stesso arco di tempo, abbia raggiunto un numero di utenti superiori a quello raggiunto da Pinterest nei suoi primi 10 mesi.

Ci resta dunque da scoprire se anche in Italia prenderà piede e vivrà il suo boom. Fateci sapere cosa ne pensate 😉

Diego Orzalesi: vi aspettiamo al primo Foursquare SuperUsers Meeting! [INTERVISTA]

Avviso importante a tutti i lettori in ascolto amanti di Foursquare: il 1 Dicembre 2012 sarà un gran giorno per voi! 😉

Si sta avvicinando infatti il primo Meeting SuperUsers Foursquare, l’evento dedicato a tutti gli utenti più attivi e appassionati di questo social network.

Una manifestazione molto interessante e – soprattutto – 100% made in Italy: noi Ninja abbiamo così avuto il piacere di parlarne direttamente con Diego Orzalesi, uno dei pensatori e organizzatori insieme a Tommaso Sorchiotti e Michael Forni del #4sqSuMeet.

Gli organizzatori del Meeting SuperUsers Foursquare: l'intervistato Diego Orzalesi, Tommaso Sorchiotti e Michael Forni

Ne abbiamo approfittato per chiedergli tutto, ma proprio tutto: vi abbiamo incuriosito? Partiamo!

Ciao Diego e benvenuto su Ninja Marketing! Iniziamo con una domanda ‘classica’ ma mai facile per chi risponde: chi è Diego Orzalesi?

Bella domanda. Direi principalmente padre, marito e non-nativo digitale. Mi nutro di web dal 2001, prima come web designer e web marketer, poi project manager, key account e formatore, ora un po’ di tutto questo mixato con una buona dose di social vissuto con curiosità, passione e molta ironia. Nel tempo libero sono HootSuite Ambassador e SuperUser Foursquare, dei quali sono Community Manager (anche se mi sembra un parolone).

E questi SuperUsers Foursquare, chi sono più di preciso?

I SuperUsers (@It4sqSU su Twitter) sono gli utenti più attivi e appassionati di Foursquare: hanno il compito di tenere ordinati i “luoghi” sul social network allo scopo di garantire la migliore esperienza di utilizzo agli utenti.

Che cosa fanno i SuperUsers Foursquare quotidianamente?

Lavoriamo nell’ombra. Abbiamo potere di editing delle venues (ad esempio possiamo modificarne nome, posizione e categoria, accorpare quelle duplicate e chiudere le fasulle) delle quali definiamo e applichiamo le regole di naming nel rispetto delle guidelines di 4sq. Ad esempio, una volta deciso quale sia la corretta formattazione delle Metro, ciascuno per competenza territoriale le ottimizza e riorganizza. Inoltre controlliamo che gli utenti e le marche utilizzino 4sq in maniera etica e conforme alle policies.

Toglici una curiosità: e chi vi paga? 🙂

Anche nessuno. Ci guida il #lov per 4sq.

Parliamo ora del Foursquare SuperUsers Meeting.

E’ una figata. E’ il primo meeting (al mondo, sembra) dei SuperUsers Foursquare. Si svolge nel centro storico di Firenze, Sabato 1 Dicembre. Nasce da un’idea di Tommaso Sorchiotti e Michael Forni alla quale abbiamo lavorato e dato forma. L’idea sembra piaciuta molto anche a Foursquare, che ci ha inviato video di auguri e gadget.

… In altre parole?

In altre parole è un evento che da una parte vuole “far uscire allo scoperto” il lavoro che ogni giorno questo manipolo di utenti – siamo in tutto poco più di 100 – svolgono lontano dai riflettori; dall’altro vuole creare un’occasione di incontro tra gli amanti di questo specifico social network attraverso attività ludico/culturali di valorizzazione territoriale svolte attraverso la app.

Quali saranno i temi affrontati durante l’incontro?

Al mattino nella bellissima location di Sala Pistelli, Palazzo Medici Riccardi, si svolgerà una sessione di incontro/lavoro riservata ai SuperUsers per trattare le tematiche che al momento riteniamo più importanti e produrre un documento che riassuma lo stato attuale del lavoro della community.

Ma quindi è un incontro per i super spippolati? E per i comuni mortali non SuperUsers?

Per tutti i 4sqlovers, nel pomeriggio abbiamo organizzato un “Tour alla scoperta della Firenze del ‘900” in compagnia di Giacomo Billi, Assessore al Turismo della Provincia di Firenze, che patrocina l’evento: andremo in giro per Firenze attraverso un percorso all’interno del quale ogni check-in ci fornirà le info per arrivare al punto successivo. L’attività è aperta a tutti coloro che vogliano passare un pomeriggio diverso dal solito. Ci saranno delle belle sorprese 🙂 Chiudiamo poi in bellezza con un aperitivo e una pizza per chi vuole restare a cena.

Noi andiamo a registrarci: dove farlo e a che prezzo?

Bravi! Ora mi garbate, come si dice da me in Toscana. L’evento è gratuito e la partecipazione libera. E’ sufficiente registrarsi sull’eventbrite.

Ci siamo detti tutto? Grazie ancora per la presentazione del #4sqSuMeet e in bocca al lupo per l’evento!

Permettetemi prima di lasciarci di ringraziare Provincia di Firenze, che come ho detto patrocina l’evento, gli sponsor Seat Pagine Gialle e Tre Italia, i media partner HootSuite, Uplink, Esox Group e Fritumuv e gli hospitality partner Hotel Raffaello e CAP Viaggi.

Che dire, se non… KEEP CALM and SIGN UP! 🙂