Dimmi come usi i social media e ti dirò che tipo di viaggiatore sei! [INFOGRAFICA]

E’ ormai un dato di fatto: social media e nuove tecnologie hanno cambiato totalmente il nostro modo di vivere, pensare, relazionarci, comunicare e lavorare: un grande impatto, se non spesso una vera e propria rivoluzione, in tutti i settori in tutto il mondo. Fra questi, viaggi, turismo ed ospitalità non costituiscono certo un’eccezione, tanto da che “#Viaggiare” è stato uno dei 5 macro-temi della Social Media Week di Torino appena trascorsa. Un’intera giornata dedicata al turismo e al modo in cui internet, social media e dispositivi mobile hanno cambiato e stanno cambiando questo settore (a tal proposito, se non eravate presenti, vi consigliamo di dare un occhio all’interessante confronto avvenuto durante la tavola rotonda Viaggiare ai tempi dei social network ;-)).

Tutto ciò ci conferma come il binomio social media e turismo sia davvero diventato importante e sempre più presente: social network, smartphone, tablet e nuove tecnologie hanno infatti assunto un ruolo chiave in tutta la travel experience.Dalla ricerca della destinazione e delle informazioni all’organizzazione, prenotazione e acquisto, dal racconto real-time del viaggio giorno dopo giorno (secondo la ricerca “Techie Traveller” di Lab42 gli utenti che in viaggio aggiornano il proprio status sono il 70% e salgono al 72% quando si tratta di postare foto) alle recensioni e feedback postati al rientro (MDG Advertising in Vacationing the Social Media Way” ci mostra come al rientro il 46 % dei viaggiatori scrive una recensione sugli hotel, il 40% sui ristoranti e il 76% condivide foto del viaggio sui social network).

Senza ombra di dubbio, dunque, il modo in cui viaggiamo e viviamo l’esperienza di viaggio è totalmente cambiato e, di conseguenza, molto probabilmente, anche noi stessi come viaggiatori!

Che tipo di viaggiatori 2.0 siete?

Expedia Media Solution ha voluto approfondire proprio questo aspetto. Analizzando quasi 40.000 viaggi prenotati tramite il suo sito, ha definito 8 profili di viaggiatori, per ognuno dei quali ha descritto abitudini di viaggio, di utilizzo dei social media e dei nuovi devices tecnologici:

  • Techie Aficionado
  • Social Butterfly
  • Elitist
  • Neo Nomad
  • Constrained
  • Pro Passenger
  • Sunset Explorer
  • Steadfast Explorer

E voi? Pensate di essere dei “techie aficionado” che viaggiono circa 4 volte all’anno, facendo affidamento sulle recensioni e valutazioni degli utenti piuttosto che sulle raccomandazioni di amici, utilizzano smartphone e/o tablet e sono attivi sui social media (Facebook e Twitter in primis)? Oppure pensate di essere più dei “sunset explorer” per i quali è fondamentale un processo di prenotazione semplice per poter dedicare più tempo alla ricerca di informazioni, disinteressati alla tecnologia (non possiedono smartphone né tablet ma un semplice telefono cellulare) e sono coinvolti solo minimamente nell’uso dei social media?

Curiosi di scoprire quale profilo vi corrisponde maggiormente e qual’è il vostro stile di viaggio? Rispondete alle domande dell’infografica e seguite le linee di collegamento fino alla loro fine: ecco il tipo di “viaggiatore 2.0 che c’è in voi ;-)! Proseguite nella lettura dell’infografica e scoprirete in dettaglio quali caratteristiche social, tecnologiche e di viaggio corrispondono al vostro “travel style” :-).

Social media o non social media in viaggio? Fateci sapere se siete diventati dei veri viaggiatori social 🙂

Facebook lancia una nuova struttura delle fanpage per i brand globali [BREAKING NEWS]

Facebook stupisce ancora! E’ stata annunciata una grossa sorpresa per i global brand e le loro fan page (e la loro gestione).

La nuova struttura delle brand page di Facebook garantisce una gestione delle pagine differente ed innovativa. Gli utenti che ogni giorno visitano le pagine dei loro marchi preferiti saranno reindirizzati direttamente ad una versione della pagina geo-localizzata in termini di lingua e contenuti – immagini di copertina, foto del profilo, informazioni, timeline – pur restando collegati alla brand community originaria.

Spieghiamoci meglio. Se ci colleghiamo dall’Italia alla brand page di Coca Cola ci appare questo:

mentre se mai ci collegassimo dagli Stati Uniti ci apparirebbe così:

Quali sono quindi i vantaggi e le novità?

Unica  brand identity

Gli utenti fruiranno di una brand page geolocalizzata in tutto e per tutto (lingua e contenuti) continuando però a visualizzare lo stesso brand name, numero di utenti e di chi parla della pagina.

Unico URL

I brand utilizzeranno un singolo url valido in tutto il mondo e gli utenti verranno automaticamente reindirizzati alla versione della pagina del paese in cui si trovano.

Insight globali

Gli amministratori delle brand page visualizzeranno gli insight globali delle varie pagine geo-localizzate in un’unica e pratica dashboard.

Lo scopo è fare in modo che le pagine ottengano più engagement e siano più social

dice il Direttore Produttivo per Facebook Ads Gokul Rajaram.

Per saperne di più vi segnaliamo il post sul blog ufficiale di Facebook!

Le slide degli speaker de La Battaglia delle Idee

Cari Ninja, ecco a voi le slide dei prestigiosi interventi a La Battaglia delle Idee. Marketing, coding&design e business: tre aspetti vitali alla base dell’innovazione sociale e digitale. Ecco come li abbiamo affrontati!

Stay tuned, questa pagina é in aggiornamento!

Grazie a Microsoft Bizspark, sponsor dell’evento, ed a Hootsuite, nostro social media partner!

Davide Basile – Social Media ROI: Non dare in numeri, fatti aiutare dai numeri!

Diego Orzalesi – Socia Media Listening con HootSuite – Market & Competition

Omar Rashid – Gold, lo streetwear Made in Florence

Dino Amenduni – Perché la comunicazione politica online non funziona più

Luca Carbonelli – REstartuPMI – Caffè Carbonelli

Mirko Ferrari ed Ernesto Quintiliani – Analisi della competizione e approccio scientifico al business

Enrico Rossomando – Passare ad un’architettura 100% REST

Vito Flavio Lorusso – Device+Cloud: come sviluppare App moderne ed interconnesse

Roberto Esposito – DeRev: come trasformare un’idea in Rivoluzione

Gianluca Lisi – Loveting, change your branding

Federica di Gaetano – SEO, il valore del posizionamento

Annamaria Fontanella – Web design, nuovi trend e tip per le startup

Antonio Vitiello – Per lavorare bisogna stare bene: introduzione all’omeopatia unicista

Simon Pietro Romano – Cosa fare, ma soprattutto cosa non fare, per creare una startup di successo

Adele Savarese – Il Sensible Branding: advertising, spazi semantici e memorabilità

Massimo Sommella e Giovanna Napolano – Le regole d’oro dell’Advertising

Maurizio Imparato – Un pitch nutriente come un uovo

Fabio Cecaro – Cloud, l’ecosistema platform

Fabrizio Perrone – The rise of social media influence

Elena Silvi Marchini – Creare un video di successo, la viralità nelle storie

Fabio Lalli – Startup Porn: how to build and boost a hot project

Francesco Piccolo e Marco Garofalo – Come portare un app nelle tasche di tutti

Romo: un robot con un iPhone al posto del cuore

Romo è la perfetta sintesi di quello che potrà essere il nostro futuro prossimo. Un device che trasforma la potenza di calcolo dei nostri computational portable device chiamati comunemente smartphone, e ne sfrutta tutte le potenzialità per reinventare il mondo dei giocattoli e non solo.

Romo: un po’ giocattolo un po’ cucciolo domestico

Il primo Romo ( quello che è attualmente in vendita a 150 $ è appunto la seconda release: lo trovate su Kickstarter, in fondo all’articolo trovate il link) era un piccolo cingolato su cui poggiare il proprio smartphone (android o iOS based) che si limitava a girare per la stanza come telecomandato, e che si limitava a potenziare il concetto di “telepresenza” del vostro device: in sostanza  non era ancora quello che è oggi, cioè una piccola intelligenza artificiale con un piccolo carrarmato al posto delle gambe.

Romotive Team (fonte @Technobuffalo)

Pensato da Romotive, un team di tre giovani ragazzi con sede a Las Vegas che ha iniziato questa avventura con quel prototipo e ad oggi, come si può leggere sul loro sito, ha a disposizione una fabbrica per la costruzione in scala industriale di Romo.

Il secondo modello, Romo 2, è una versione più snella della prima, con un design più curato e soprattutto l’ultima versione finalmente è molto più simile ad un gioco.

Inoltre Romo 2 non è più un robot per smartphone Android, il perchè lo spiegano gli stessi ideatori sul loro profilo Kickstarter “Abbiamo chiesto al nostro team di ingegneri se avrebbe sostenuto Android ancora e correvano urlando. No, seriamente, ci stava prendendo un sacco di tempo supportare le varie piattaforme Android, così abbiamo deciso di concentrarci sui dispositivi Apple per lo sviluppo iniziale”.

Romo funziona in modo davvero semplice: Romo si collega al vostro idevice (al momento la base è pensata per iPhone 3G, iPhone 4, iPhone4s e iPod Touch) come vedete nelle immagini e può essere controllato attraverso tutti gli iPhone e iPad o da un Mac (OS 10.6 o successive versioni) o da un browser che sia Safari, Google Chrome o Firefox.

E’ possibile controllarne i movimenti da remoto e accendere la fotocamera per visualizzare quello che è intorno al robot. Guardate il video per capire cosa riesce a fare:

Ovviamente l’aspetto più divertente di Romo, come vedete dal video, è che sullo schermo dello smartphone che viene collegato alla base con il piccolo cingolato, compare una simpatica faccia blu, che cambia espressione mentre interagisce con le vostre richieste.

Vi ricordate Johnny 5 di Corto Circuito? Oppure, visto che il piccolo Romo è anche tenero, pensate a Wall E: questo robot è capace di conquistare i più piccini con un sorriso o una faccia triste. Ma è davvero solo un giocattolo per bambini, una sorta di pet tutto circuiti o può diventare molto altro? Lasciamo alla vostra immaginazione la risposta.

Un progetto in crowdfounding

Navigazione autonoma, riconoscimento facciale, e svariate altre tecniche di computer vision per Romo 3: questi sono gli obiettivi per il futuro che hanno portato i giovani di Romotive a proporsi il 16 ottobre di quest’anno per la seconda volta dopo un anno su Kickstarter, la nota piattaforma mondiale di crowdfounding. Ancora una volta l’obiettivo è di raccogliere 100mila dollari entro il 15 novembre e ad oggi i ragazzi hanno già raccolto, pensate un po’, ben più di 60mila dollari!

Come si legge sul loro profilo di Kickstarter, i ragazzi sono convinti di riuscire a portare a termine la loro missione perchè “we’re a team of nerds” (trad. “siamo un team di nerd”).

Le difficoltà maggiori per lo sviluppo del software sono potenziare l’elaborazione dello smartphone stesso, calcolare la larghezza di banda per le connessioni wifi che il telefono utilizza per connettersi ai nostri server, e l’attuale mancanza di sensori sul robot al di là di quelli che sono già integrati su iPhone o iPod che vengono poi collegati al Romo.

Per questo motivo questa volta il team di Romotive si rivolge anche ad hacker, designer, sviluppatori e creativi, fornendo in open source l’SDK per lo sviluppo.

E dal momento che ormai a questi tre ” nerds” non li ferma più nessuno, scherzano sul fatto che Romo avrà presto una compagna di nome Julia e che sono pronti a produrre migliaia di piccoli robot da immettere sul mercato!

Botiful

Va comunque detto che Romo non è di certo il primo progetto che sfrutta un mobile device e il concetto di telepresenza: proprio su kickstarter è stato lanciato qualche mese fa un progetto analogo, Botiful che sostanzialmente sfrutta come Romo l’iPhone e poi usa Skype per la videocomunicazione.

Qual è la sostanziale differenza tra Botiful e Romo: che il secondo ha una sua faccia, ha una sua personalità, è cioè un robot a tutti gli effetti!

E voi, cosa ne pensate di Romo? E’ davvero il futuro? E’ soltanto un giocattolo per bambini o è uno dei tanti passi che ormai l’ingegneria sta facendo verso l’intelligenza artificiale?

Donne e Adv: l’ambigua campagna di Baileys

"Sii una ragazza con una testa, una donna con carattere e una signora con classe"

Il 7 Ottobre scorso, la crema-liquore irlandese più famosa che c’è, Baileys, ha presentato una nuova campagna di marketing globale, con uno “spirito”, è il caso di dirlo, tutto nuovo.

Infatti, il nuovo progetto firmato BBH, è stato pensato per la stampa, il cinema e la tv con l’intento di “ri-catturare la vera essenza del marchio come ha dichiarato il Global Brand Director Garbhan O’Bric: da qui la scelta del claim “Cream with Spirit“. Tuttavia, riscontriamo una disarmonia tra lo spot pubblicitario e gli annunci stampa.

Lo spot per la tv infatti,  realizzato dal coreografo Michael Rooney, ispirato ai film anni ’30 del regista hollywoodiano Busby Berkeley  (famoso per la sua capacità di trasformare ballerini in caleidoscopi umani), con la colonna sonora Rapture di Blondie, ha sapientemente costruito un’ambientazione chic e fresca grazie al contributo di un corpo di ballo eccezionale tutto al femminile.

Come anticipavamo però, la bellezza e l’eleganza della campagna realizzata per la tv non risultano coerenti con gli annunci stampa, quanto mai in opposizione a questi temi.

Se la nuova campagna ha lo scopo di far luce sulle donne e celebrare lo spirito della femminilità moderna, riconoscendo che le donne possono essere al tempo stesso forti e femminili e belle e spiritose, la sua declinazione print non sortisce l’effetto sperato. La campagna infatti, che si ripromette di celebrare le donne con i suoi slogan, in realtà sembra dire: “tu, donna, se realmente vuoi diventare qualcuno o anche solo possedere una mente, dovresti bere Baileys!”

"Sii una donna per una causa, non per gli applausi"

Sicuramente, mantenere una coerenza stilistica tra i due messaggi, riportando anche negli annunci stampa la stessa potenza estetica e artistica degli spot televisivi, avrebbe garantito una totale celebrazione della figura femminile.

La nostra percezione è stata confermata dalla visione della redattrice della rivista Branding, Katrina Radic, che per prima ha evidenziato il tono denigratorio nella campagna destinata alla stampa.

E voi pensate che abbiamo peccato di un eccesso di femminismo o Baileys ha effettivamente degradato la figura della donna con questi annunci stampa, allontanandosi totalmente dai fini comunicativi, egregiamente perseguiti invece dallo spot televisivo?

Logo Apple rimosso in Russia: è blasfemo

Il logo Apple è una delle icone della nostra epoca, istintivamente lo associamo alla creatività, a una nuova concezione della tecnologia, a mille significati che vanno oltre quello figurativo : una mela morsicata. Proprio come quella di Adamo ed Eva, simbolo del peccato originale di biblica memoria.

Secondo il blog Christianity Today numerosi gruppi di attivisti Ortodossi russi, tra cui molti preti, hanno preso una posizione netta nei confronti del logo: è anticristiano e rappresenta un vero e proprio insulto alla loro religione.

A questo punto sarebbe logico pensare che si siano rifiutati in massa di acquistare iPhone e MacBook. E invece no (evidentemente la tentazione era troppo forte!): hanno semplicemente sostituito il logo blasfemo  con l’immagine della croce, simbolo della vittoria del Cristianesimo e della redenzione dal peccato originale. Il caso sembra inoltre destinato a non finire qui: il governo russo sta infatti per approvare una legge che protegge la libertà di espressione religiosa, che consentirebbe ai cristiani ortodossi di citare in giudizio Apple con l’accusa di blasfemia.

Voi cosa ne pensate? Semplice fanatismo o azione giustificata dal rispetto del proprio credo? Secondo me ogni simbolo assume un diverso significato a seconda del contesto e della persona che lo guarda, posso capire che per gli Ortodossi quel logo abbia un’accezione negativa, ma allora perché non evitare semplicemente di comprare prodotti Apple?

Linux e gaming, un sogno sempre più reale

Linux e gaming, un sogno sempre più reale

Prima un rumor, poi le prime notizie trapelate dai vertici di Canonical (l’azienda sponsor del sistema operativo Ubuntu), in seguito le conferme e le prime indiscrezioni sulle date di arrivo di Steam per Linux. Pare che ormai, lo sbarco della versione beta di una delle più importanti piattaforme di distribuzione digitale sul sistema Open Source, sia questione di giorni.

Linux e gaming, un sogno sempre più reale

Recentemente, infatti, Canonical ha dichiarato che sta collaborando dietro le quinte con diverse case produttrici di hardware, tra i quali si possono nominare Nvidia, Intel e AMD per fornire tutto il supporto necessario ad un esperienza di alto livello per i gamers che sull’hard disk hanno installato Linux.

Pinguino e gaming non sono mai andati d’accordo, anzi, gli hardcore gamers hanno sempre dovuto affidarsi a Windows per giocare ai loro titoli preferiti, mentre i più irriducibili Linux-users dovevano utilizzare una macchina virtuale che facesse girare Windows su Linux, perdendo molto in termini di prestazioni.

Linux e gaming, un sogno sempre più reale

Ora invece, complici le preoccupazioni di Valve per Windows 8 e l’eterna voglia delle distribuzioni di Linux di espandere la propria quota di utenti attraendo pubblici nuovi, hanno reso possibile il sodalizio tra Steam e il famoso sistema operativo Open Source.

Nonostante le polemiche di Richard Stallman (il principale sostenitore del software libero), che ha bollato come “non etica” l’entrata di giochi “non Open Source” nell’ambiente Linux, il progetto di rendere Linux un sistema operativo game-friendly pare procedere senza intoppi.

I titoli che dovrebbero presto sbarcare su Linux sono diversi: si va dagli strategici come Crusader Kings 2 agli sparatutto come Serious Sam 3. La lista, composta fin ora da 21 giochi, è destinata ad allungarsi presto secondo gli esperti.

Linux e gaming, un sogno sempre più reale

Se l’arrivo dei giochi, nel 2013, scioglierà i primi dubbi, ora restano aperti alcuni interrogativi: che impatto avrà l’entrata di Steam su Linux? Per quanto Windows rimarrà la piattaforma preferita dai gamers?

La visualizzazione, uno step fondamentale

Nella realizzazione di ogni email, un aspetto ancora sottovalutato e spesso trascurato è la visualizzazione del messaggio. Prosegue con questo argomento la rubrica di ContactLab dedicata alle best practice dell’email marketing.

La leggibilità dei contenuti

Nella composizione del layout l’aspetto estetico rappresenta sicuramente un elemento importante per l’utente in termini di valore comunicativo, ma secondario alla leggibilità e alla fruizione del messaggio.

Per esempio, prima della spedizione di un’email, tieni presente che i tuoi utenti potrebbero non scaricare le immagini? Vediamo che cosa potrebbe succedere.

In primo luogo, se il tuo messaggio chiave o l’invito all’azione (richiesta informazioni, invito all’acquisto, ecc.) sono all’interno di un’immagine, l’utente potrebbe non vederli. Come ti aspetti quindi che la tua campagna email possa generare conversioni?

Come abbiamo già evidenziato, le call to action devono sempre essere realizzate in testo editabile. Inoltre, nella composizione complessiva dell’email, la proporzione tra immagini e testo dovrà rispettare un buon equilibrio per non impattare sulla comprensione del messaggio, qualora appunto l’utente non scarichi le immagini e visualizzi unicamente la parte testuale.

La visualizzazione mobile

Prevedi sempre alternative alla visualizzazione, per esempio impostando una versione online. In questo modo l’utente avrà sempre la possibilità di accedere ai contenuti della tua comunicazione.

Se poi nella tua customer base gli utenti leggono le email da dispositivi mobili, prevedi di inserire e adattare la comunicazione in una versione “mobile”, la cui visualizzazione dovrà seguire tutte le best practice, in termini di dimensioni del layout, riduzione dei contenuti testuali e valorizzazione delle call to action.

Dall’ultima edizione del nostro European Email Marketing Consumer Report è emerso che più di un utente su quattro nel 2011 già dichiarava di utilizzare abitualmente lo smartphone per consultare la propria casella di posta elettronica.  E il numero è destinato a crescere, data la diffusione sempre più capillare dei dispositivi mobili, tra tutte le fasce di età.

I test di visualizzazione

Prima di spedire, ti ricordi sempre di verificare la visualizzazione delle tue newsletter sui diversi client di posta e webmail? Vanno considerate e rispettate le diverse caratteristiche, ottimizzando l’html per evitare quello spiacevole effetto di “rottura” del template.

Non basta controllare che la visualizzazione sia corretta nella propria inbox: l’ideale è utilizzare sistemi di rendering che consentono di vedere la preview del messaggio esattamente come verrà visualizzato dagli utenti finali nelle proprie diverse caselle di posta.

La prossima settimana continuiamo a sviluppare questo tema, con un approfondimento dedicato alla gerarchia delle informazioni: continua a seguirci per scoprire come creare messaggi efficaci!

L’informazione su misura: “Dimmi chi sei e ti darò ciò che vuoi”

Tutti noi, chi più chi meno, siamo sempre più social addicted, ma toglietemi una curiosità: delle centinaia di volti che fanno capolino sulle vostre long-list di amici su Facebook o follower su Twitter quanti davvero vi interessano? E con quante persone, invece, pur essendo per voi potenzialmente interessanti, non riuscirete mai ad interagire realmente per mancanza di amici in comune e, quindi, perché illustri sconosciuti?

Le inter-connessioni con Twoorty si moltiplicano. Twoorty porta, infatti, alla vostra attenzione tutti i contenuti degli utenti che sono interessanti per voi, anche se con quegli utenti non siete, né potreste mai essere, in contatto.
Definito da Sky “la via italiana dei social network”, il neonato social (1 anno di vita tra testing e aggiornamenti pre e post lancio) punta alla personalizzazione.
Scopriamo qualcosa in più.

“Knowmunity”: gioco di parole pieno di significato

Su Twoorty niente spam, niente citazioni fasulle di Jim Morrison o foto delle vacanze, ma solo articoli, foto, video e link realmente attinenti agli interessi e alle passioni del singolo utente.

Se ci si allontana un po’ dall’imperante “modello Facebook”, Twoorty ha un funzionamento estremamente semplice ed intuitivo. Esattamente come per gli altri social, vi iscrivete con i vostri dati personali (tra cui l’indirizzo fisico, che serve a geolocalizzare le proposte inserite sulla piattaforma ) e inserite i vostri interessi – ne basta anche uno solo! – selezionandoli da una griglia di ricerca.

Da quel momento entrate nella vostra bacheca, più ampia e originale di quelle viste finora, perché personalizzabile in toto.
Sin dal primo accesso vedrete una serie di contenuti rispondenti ai vostri interessi, perché reindirizzati sul vostro profilo sulla base delle preferenze dichiarate in fase di registrazione (easy!).

Da qui spazio a commenti, condivisioni in- e out-Twoorty, votazioni (una sorta di FB “like”) che incrementeranno la popolarità dei contenuti tra gli utenti, con un ritorno in termini di visibilità (per free lancer, artisti, blogger&more questa è un’opportunità per accrescere l’audience).
Ovviamente la partecipazione è attiva, significa che potrete caricare voi stessi contenuti di vario genere per essere voi, stavolta, in “vetrina”.

Il social oltre il social

Internet è un mare magnum; filtrare i contenuti e creare una community basata sull’informazione scelta, e non imposta, non è un male e Twoorty si propone per farlo.
Questo social “alternativo” è la creatura di un manipolo di valorosi volontari: una decina tra grafici, programmatori e collaboratori. Gli ideatori del progetto sono Carlo Crudele ed Alice Cimini, due “under 40” strenui utilizzatori (e storici aficionados) del web e dei suoi vari modi di essere “social”.

Carlo, vignettista satirico per Sky.it ed altre testate, ha un passato da traduttore letterario e scribacchino sul web, con all’attivo la creazione e direzione di MusicbOOm, storico webmagazine indipendente musicale. Alice è invece da oltre dieci anni nel campo della pubblicità e delle pubbliche relazioni, lavorando per la comunicazione dei brand più conosciuti.

Proprio Carlo ha risposto ad alcune nostre domande per prendere confidenza con la new entry dei social.

Carlo, in poche parole, sintetizziamo i punti di forza della neonata knowmunity che offre Twoorty:

Un social senza attuali concorrenti. Su Twoorty gli utenti possono in un colpo solo: evitare spam, filtrare i contenuti e gli eventi sulla base degli interessi, rintracciare persone che “parlano la loro stessa lingua”, creare sinergie, promuovere i propri talenti e farsi conoscere presso una platea targetizzata e potenzialmente enorme. Ed in pentola stanno bollendo tanti interessanti upgrade!

Anticipa qualcosa ai nostri lettori:

Da pochissimo è stato messo a punto un innovativo sistema per integrare nell’account Twoorty le proprie pagine personali (siano esse blog o veri e propri siti creati con CMS, come WordPress o Joomla). Gli articoli scritti su queste ultime arriveranno direttamente su Twoorty, raggiungendo così una platea potenzialmente enorme di contatti. Ben più di quanto si può sperare di avere con un blog, per quanto importante.

Inoltre, stiamo testando l’introduzione di una vera e propria agenda degli appuntamenti, filtrati per interesse. Così sarà ancora più facile trovare nella propria zona concerti, eventi, spettacoli, ma anche promozioni e sconti realmente interessanti.

Sembra che alcune funzionalità future ricalchino ciò che altre web-app o mobile-app hanno come core business. Insomma, Twoorty potrebbe riuscire a concentrare in sé un’offerta attualmente frammentata, magari evitando duplicati che appesantiscono tablet, smartphone, ecc.

Mentre voi leggete queste righe, ne approfitto per andare a registrarmi su Twoorty! 😉

Freestyle contestant alla #Battle12: ecco chi sono (e quali idee hanno schierato)

La Battaglia delle Idee è stato un evento poliedrico, una due giorni in cui Speaker e Contestant hanno lasciato in eredità un unico e originale regalo, il format che ha cambiato radicalmente l’appuntamento annuale della redazione di Ninja Marketing.

Sto parlando in particolare della competizione di idee che, in programma subito dopo i Barcamp, è nata da un’idea di Mirko Pallera e Marco Zamperini e curata poi da me e Antonio Prigiobbo, aveva l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti i creativi, i liberi professionisti e gli aspiranti imprenditori una vetrina per farsi conoscere e lanciare una propria idea di innovazione.
Abbiamo invitato così i partecipanti all’evento a registrarsi in una lista speciale su Eventbrite, quella dei Contestant appunto, affinché approfittassero attivamente delle nostre giornate per lanciare idee di successo, il tema fondante di questa edizione.

Così, secondo le regole del gioco -tra l’altro scoperte definitivamente solo all’ultimo- ogni idea candidata e preparata dai contestant della Battaglia ha avuto a disposizione tre minuti per esprimersi.

Alcuni che pensavano di disporre di un quarto d’ora borbottano, altri addirittura si ritirano, ma la maggior parte non si perde d’animo e accetta la sfida.

Dopo 15 presentazioni e oltre un’ora di “riscaldamento”, durante la quale Mirko&Marco hanno creato 7 coppie di sfidanti al testa a testa più i ripescaggi eventuali, è iniziato il secondo tempo della Battle, lo scontro vero e proprio.

Le coppie di contestant sono state chiamate sul palco una alla volta per lanciare, in appena 60 secondi, la propria idea. L’eliminazione diretta, quindi la preferenza per una delle due idee, veniva decisa dal pubblico attraverso l’applauso, sia per intensità che per durata!

Tutto funziona abbastanza bene (…).
Abbiamo sviluppatori di software, ingegneri gestionali, architetti, designer, esperti di marketing che, in una gioiosa eterogeneità si mettono coraggiosamente in gioco (…) e, finalmente, ci troviamo alla fase finale nella quale i quattro superstiti si sottopongono al giudizio finale.

Il terzo livello della Battaglia, infine, prevedeva lo scontro dei finalisti, in un tutti-contro-tutti, durato 30 secondi a testa, tempo massimo concesso per convincere definitivamente pubblico e giuria della propria idea e sperare così di vincere.

Ecco quindi come i protagonisti hanno espresso le loro idee in gara in 160 caratteri:

 

1. Bidber

Presentato da Davide Annibale, Danilo Esposito e Sajmir Rusi, si tratta di un servizio che connette persone e aziende di tutto il mondo per aiutare a trovare l’offerta migliore rispetto al prezzo che si è disposti a pagare e al tempo che si vuol a dedicare alla propria ricerca.

2. Intertwine

Presentata da Gianluca Manca, è una piattaforma web che permette agli utenti la creazione e la pubblicazione di opere multimediali condivise.

3. Social Business

Presentato da Daniele Siciliano come “Social Business we can start & work” è un prodotto tecnologico, green, dedicato alla riabilitazione degli invalidi attraverso attività sportive online.

4. Make Your City

Presentato da Sabrina Sposito, Daniele Cannatella e Raffaella Amistà, nasce come social game, applicazione di Facebook, che rende gli utenti i protagonisti attivi della competizione tra città e trasforma le migliori proposte in progetti urbani concreti.

5. MyCityWeb

Presentato da Alessandro Felaco, è un’applicazione per ricercare negozi nella propria città, effettuare checkin, scrivere recensioni e diventare un Guru di categoria per ricevere buoni sconto.


6. Gaming Society

Presentao da Vincenzo Simeoli, il progetto prevede la trasformazione dei Casual Gamers in Usual Gamers fornendo un’opportunità a chi possiede i mezzi e chi no (consolles e pc), di conoscere nuove persone e condividere le proprie passioni.


7. CityKnow

Presentata da Marco Senatore, è una web solution per creazione e raccolta media. Mission: dare voce e conoscenza alle City in ottica Bottom Up certificata. Vision: traslare sul Web il reale Know how delle City.


8. Youppit

Presentata da Franco Graziosi per “cambiare le regole del gioco”, è un servizio di geolocalizzazione delle offerte in tempo reale intorno alla posizione dell’utente.


9. MyJobPage

Presentato da Gianpaolo Catania e Stefano Sidoti è un professional network dove emergono competenze,passioni e aspirazioni, si condividono tra privati, liberi professionisti e aziende e, oltre i limiti del CV, si riscrive il futuro lavorativoStefano Sidoti

10. PlayAR

Presentato da Pietro Carratù e Chiara Mannella, è uno strumento di sviluppo di applicazioni di Realtà Aumentata per dispositivi indossabili, basato su motore semantico e descrittore ontologico.

11. Bike Sharing Napoli

Presentato da Cristiano May, è un sistema di biciclette condivise per una mobilità alternativa ed ecosostenibile supportato da App ad alto contenuto innovativo e elevata interazione con l’utente.

12. Deskero

Presentato da Fausto Iannuzzi, è un software nuovo, pensato per gestire l’assistenza clienti in maniera efficace e flessibile, anticipando i problemi creando un rapporto personale e diretto con i clienti.

13. MarketMind

Presentato da Fiorenzo Foglia, è un servizio dedicato alle previsioni gratuite sui trend di borsa per piccoli e grandi investitori, senza installare nulla, semplicemente dal sito web.



14.Buzzoole: idea vincitrice secondo il giudizio tecnico

 

Presentato da Gennaro Varriale e Fabrizio Perrone, www.buzzoole.com è una piattaforma di social advertising basata sul monitoraggio e il sul coinvolgimento degli influencer della rete.

15. ReHub: menzione speciale della giuria per la qualità dell’idea social

Presentato da Marco Meola, www.rehub.eu è un modello di nuova comunità interdisciplinare per le ricerche, atto a creare nuove conoscenze attraverso l’innovazione collaborativa.

Presto vi parleremo meglio delle idee vincitrici dell’edizione 2012 de La Battaglia delle Idee.
Intanto ringraziamo tutti i partecipanti all’evento con un grande in bocca al lupo per gli sviluppi futuri.

Un ringraziamento speciale va anche a Alessia Di Raimondo, Mirko Ferrari, Alessia Gambi ed Ernesto Quintiliani della sezione Business, agli editor e i contributor delle altre sezioni che erano presenti e a tutte le ragazze che nel dietro le quinte, da Milano e da Cava De’Tirreni, hanno supportato la buona riuscita delle due giornate napoletane.