Novità Facebook, in arrivo il tasto Want?

Si lavora sodo a Palo Alto in questo periodo, dove gli sviluppatori sono costantemente all’opera  per migliorare l’esperienza social di un’utenza che ormai può contare sui più disparati servizi open source in rete.

Se a questo aggiungiamo l’enorme crescita di Twitter e i discreti numeri di Google+, capiamo che è fondamentale per Facebook mantenere costantemente alta la soddisfazione, ma soprattutto la fedeltà, degli utenti consolidati.

Dopo avervi presentato i promoted post, ecco allora le principali novità introdotte da Facebook nelle ultime settimane.

Modifica i tuoi commenti

Questa funzione non è del tutto nuova, ma è stata radicalmente modificata negli ultimi tempi.

Originariamente la funzione “modifica” (introdotta più di un anno fa) permetteva di editare un commento appena postato, ma solo per pochi secondi dopo la pubblicazione. Una volta trascorso questo breve lasso di tempo, l’unica soluzione per modificare il commento era cancellarlo e scriverlo nuovamente.

Oggi, invece, è possibile modificare il proprio commento in qualsiasi momento, anche dopo un’ulteriore risposta. Una volta editato, il commento presenterà la dicitura “modificato” accanto all’ora di pubblicazione. Ma, come sempre, scripta manent. Quindi occhio, perché i commenti editati saranno visibili a tutti semplicemente cliccando sulla dicitura “modificato”.
Quindi, semmai il vostro intento fosse stravolgere il senso di un commento, l’idea migliore è sempre quella di cancellarlo e riscriverlo 🙂

Implementazioni per la chat

I più attenti avranno sicuramente già notato due piccole chicche che il team di sviluppatori di Facebook ha messo a disposizione per gli amanti della chat: l’accesso rapido alle emoticon e alla timeline dei nostri amici.

In passato, l’unica possibilità di inserire emoticon in un messaggio di chat su Facebook era da scorciatoia su tastiera. Oggi, invece, con un tasto di accesso rapido avremo la possibilità di selezionare con un click l’emoticon più adatta alla nostra conversazione.

Inoltre, direttamente sull’elenco dei nostri amici presenti sulla colonna della chat, avremo un tasto di accesso rapido alla loro timeline.

Sul versante chat, novità e sviluppi interessanti anche per l’applicazione mobile indipendente Facebook Messenger, giunta alla release 1.8. In particolare, è stato implementato il passaggio rapido da una conversazione all’altra con le notifiche all’interno dell’applicazione; è stata introdotta la possibilità di includere in una conversazione anche gli amici degli amici; è divenuto possibile visualizzare con un tocco le immagini ricevute a schermo intero (anche con funzione zoom) ed è stata garantita una maggiore rapidità di risposta, per un’app spesso criticata per la sua macchinosità.

Il “like” sarà disponibile anche sul mobile

Da molto tempo abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare il tasto “like” di Facebook come strumento fondamentale per condividere i contenuti di nostro gradimento trovati sul web.
Recentemente, lo stesso è divenuto possibile per ciò che è di nostro gradimento sulle applicazioni mobile che utilizziamo di frequente. In pratica, attraverso un post sul blog degli sviluppatori, Facebook ha ufficializzato l’arrivo di nuove API mediante le quali sarà possibile integrare il famoso “Mi Piace” anche all’interno delle applicazioni mobile.

La funzione è sostanzialmente la stessa: cliccando “Mi Piace” su un contenuto, questo sarà pubblicato come nuovo aggiornamento sulla nostra timeline, con in più una notifica inviata alla persona proprietaria del contenuto condiviso. Ad esempio, potremo esprimere il nostro apprezzamento per una foto condivisa su Instagram direttamente nell’app ufficiale, inviando una notifica all’autore della fotografia e condividendola sul nostro Diario.

Ovviamente, restiamo liberi di scegliere se utilizzare o meno questa funzione: prima di poter pubblicare sulla nostra Timeline, infatti, l’applicazione dev’essere autorizzata a farlo.

Open Graph anche per i “follow” sugli altri Social

Come dimostrato anche dalle novità sopra descritte per il “like” nelle applicazioni mobile, la tecnologia Open Graph sviluppata da Facebook è al centro dell’attuale strategia di crescita del social network di Palo Alto. Già in passato via abbiamo proposto degli esempi per capire le interessanti potenzialità di questa tecnologia, che procede spedita nel suo sviluppo.

Proprio in questi giorni, infatti, è stata annunciata un’importante novità per l’azione “follow” sulle applicazioni sociali di siti esterni a Facebook. In pratica, è stata compiuta un’attività speculare a quanto fatto per il tasto “like”: il nostro follow sarà infatti visualizzato sulla nostra Timeline e verrà inviata una notifica alla persona che abbiamo iniziato a seguire. Da quel momento, quella persona riceverà i nostri aggiornamenti inerenti l’applicazione, anche se non è tra i nostri contatti.

Nei prossimi 90 giorni, tutte le applicazioni basate su “follower” faranno degli aggiornamenti per adeguarsi alle nuove opportunità offerte dalla tecnologia sviluppata da Facebook.

Un tasto “want” per il futuro?

Questa non è ancora una novità effettiva, ma un rumors molto più che fondato.

Dopo averci abituati a diffondere i contenuti che ci piacciono tramite il tasto “Mi Piace”, Facebook sembra essere curioso di sapere anche cosa desideriamo, tramite un nuovo tasto: “want“.

Il nuovo tasto “Lo Voglio!” dovrebbe avere un aspetto identico al suo precursone, con una sola differenza  grafica: non più l’icona del “pollice in su”, bensì da un classico segno + (come dimostra quest’immagine “rubata” da Tom Waddington, sviluppatore del sito cutoutandkeep.net).

Anche in questo caso la novità di casa Facebook dovrebbe utilizzare la libreria Open Graph, non essendo il nuovo tasto un plugin di default ma presumibilmente una ‘classica’ applicazione. Non basterà, quindi, premere il pulsante per pubblicare a nostro nome sulla timeline, ma dovremo autorizzare l’applicazione secondo la tipica modalità che già conosciamo bene.

Appare dichiarato l’obiettivo di Mark Zuckerberg: garantire alle attività di e-commerce attualmente su Facebook che sceglieranno di utilizzare l’Open Graph una base dati di rilievo (si parla di milioni di utenti), così da trasformare le loro fan page in veri e propri negozi on-line, in cui un desiderio non rimarrà più solo una dichiarazione d’acquisto, ma si concretizzerà in una transazione vera e propria.

Benessere 2.0: quando il prodotto viene lanciato da chi ne ha fatto esperienza


L’Activity & Wellness Blog Trip organizzato da Vita Nova Trentino Wellness in Val di Fiemme e Val di Fassa si è concluso ormai da dieci giorni, eppure l’hashtag dell’evento – #vitanova12 – non ha ancora esaurito il suo ciclo di vita. I ricordi, i racconti, le fotografie e i video continuano ad essere condivisi in rete, tenendo vivo un buzz che ha numeri di tutto rispetto: più 6,5  milioni di impression, più di 200.000 di reach, 1980 tweets prodotti, 190 differenti contributors, 230 foto su instagram, 4 video,  più di 1000 foto prodotte, 30  post.[ al momento]

Questo blog trip è il terzo evento di questo tipo promosso da Vita Nova Trentino Wellness, consorzio dei migliori hotel specializzati in benessere in Trentino, nell’ambito di un progetto di comunicazione web 2.0 iniziato un anno fa in collaborazione con (e su concept di) Alessio Carciofi, consulente di marketing non convenzionale per il turismo, ed Ideaturismo, affermata società di consulenza turistica di Trento.

L’Activity &  Wellness Blog Trip è stato organizzato con l’obiettivo di mostrare la montagna d’estate in tutte le sue declinazioni, dal benessere al movimento, dall’enogastronomia all’artigianato.

Il programma è stato denso di esperienze molto diverse, ma tutte autenticamente trentine: dall’adrenalina del rafting nel fiume Avisio alla magia di una passeggiata notturna alle cascate di Predazzo, dalla solennità dei canti tradizionali del Coro di Genzianella di Tesero all’incanto di un cielo stellato da ammirare col telescopio, dalla meraviglia delle sculture in legno di Bepo Mich al mistero delle favole ladine raccontate in una baita nel bosco.

Tra le esperienze di territorio ha avuto largo spazio l’enogastronomia, con degustazioni di Trento Doc,  grappe trentine e piccoli frutti Santorsola e con menù composti da piatti preparati con ingredienti locali, realizzati secondo la tradizione culinaria trentina, reinventandone gli accostamenti o la presentazione per un tocco di originalità.

La grande novità lanciata dall’Activity & Wellness Blog Trip è stato il trekking del benessere, nuovo prodotto wellness di Vita Nova lanciato per la prima volta in modalità totalmente 2.0: nessun catalogo descrittivo, nessuna foto patinata raffigurante modelli con corpi scolpiti, nessuna pubblicità tradizionale. Il trekking del benessere è stato provato per la prima volta dai travel blogger che partecipavano al blog trip, ed è stato comunicato quindi attraverso un’esperienza diretta ed autentica, condivisa in rete con le parole di chi l’ha vissuto sulla propria pelle, attraverso i propri occhi.

Il trekking del benessere è il wellness praticato fuori dalla SPA, a contatto diretto con la natura, anzi usando proprio la natura – l’erba, l’acqua, il vento, gli scenari della montagna – come elementi di benessere. Nei quattro giorni del blog trip, i partecipanti a #vitanova12 lo hanno sperimentato due volte, la prima volta camminando in silenzio e lentamente prima attraverso un prato fiorito e poi all’ombra degli alberi, all’ascolto dei suoni del bosco.

Alla fine del percorso, in mezzo all’erba e con vista sulle montagne,hanno goduto di un lungo massaggio accompagnato da una musica rilassante e da una voce che li guidava nella meditazione. La seconda esperienza di trekking del benessere è consistita in un Nordic Walking leggero, seguito da un percorso Kneipp naturale nelle acque molto fredde di una sorgente e da un’automassaggio plantare.

Il lancio 2.0 del trekking del benessere è un esempio di come anche un prodotto wellness, che siamo abituati a conoscere attraverso cataloghi specializzati ed atmosfere spesso molto costruite, può essere comunicato con grande successo attraverso i nuovi media e soprattutto secondo le nuove logiche della comunicazione 2.0: lo storytelling, l’esperienza autentica, le voci vere di persone reali che raccontano in rete ciò che vivono e sentono.

I nove travel blogger e giornalisti che hanno partecipato a #vitanova12 non solo hanno sperimentato per primi il trekking del benessere, ma hanno contribuito a crearlo: i loro feedback, i loro commenti, le parole che hanno usato per descrivere le sensazioni provate, hanno aiutato a definire il prodotto, che è nato con loro e con i loro racconti, sia online che offline, nei momenti di condivisione subito dopo le sessioni di trekking del benessere.

Proprio l’integrazione tra offline ed online è una delle chiavi di successo del progetto di comunicazione 2.0 che Vita Nova ha sviluppato quest’anno: l’organizzazione dei tre blog trip ha puntato sulle persone e sulle reti di relazioni presenti in un territorio che coltiva da sempre un vero e proprio culto dell’ospitalità. Molti soggetti locali, tra cui lo stesso Visit Trentino nonché le APT locali, varie associazioni e operatori privati, hanno dato il loro contributo, creando un senso di unità e di collaborazione per un obiettivo comune: raccontare il Trentino nel migliore e nel più autentico dei modi.

Obiettivo raggiunto, basta leggere i post entusiasti dei travel blogger e giornalisti che hanno partecipato non solo a quest’ultimo ma a tutti e tre i blog trip di Vita Nova Trentino Wellness, guardare al numero di persone che hanno partecipato alle conversazioni sul Trentino in concomitanza dei questi eventi e…guardare questo video.

Questo dimostra che le campagne di social media marketing di cui tanto si parla ultimamente, spesso con toni polemici, possono funzionare e hanno un altissimo valore comunicativo se poggiano su una strategia che mette in primo piano non gli strumenti ma i contenuti, non i canali ma le persone. Il lancio del trekking del benessere nell’ambito dell’Activity & Wellness Blog Trip è un’ulteriore conferma: chi, meglio di un testimone diretto che vive un’esperienza in prima persona e la racconta, può descrivere un prodotto o una destinazione e dare agli altri una motivazione reale per provarlo?

Guarda qui le foto di Followgram  e qui  puoi ripercorrere tutte le esperienze di #vitanova12

qui #vitanova11

ph credits & video Mario Mele 

No Noodles, il mondo che vive nel vostro piatto [VIDEO]

Di microcosmi ce ne hanno fatti conoscere parecchi, ma di certo non ci saremo aspettati di trovarne uno all’interno di un piatto di noodles! L’idea è venuta a Tyler Nicholson, video artist di Montreal che della claymation ha fatto la sua carta vincente.

Un mix accattivate di live action e stop motion sono gli ingredienti di questo short movie, dove i protagonisti sono gli inaspettati abitanti della ciotola: si parte da un piccolo, innocuo pesciolino rosso, al quale segue una serie di creature più o meno inquietanti, tra cui un affamatissimo dinosauro.

A fare da sfondo una colonna sonora incalzante ed ipnotica che segue i movimenti dei personaggi, enfatizzandoli.

La prossima volta che vi siederete a tavola, attenzione al piatto

Scene di film cult versione Pixar nel libro 'Movies R Fun'

Arancia meccanica

Quanti artisti traggono ispirazione da quelle opere cinematografiche che hanno fatto la storia del cinema?
Recentemente abbiamo parlato di scene di film cult in versione LEGO; questa volta invece vi chiediamo: avete mai pensato a come potrebbero essere i film celebri se fossero disegnati dalla stessa mano che ha creato Ratatouille, Cars e Up?

Leon

Josh Cooley, fumettista della Pixar e papà di molti storyboard, ha reinterpretato le scene delle pellicole più conosciute di Hollywood immaginando un pubblico di riferimento costituito da bambini.

Così è nato Movies R Fun, un libro di illustrazioni per l’infanzia che reinterpreta in versione Pixar i momenti salienti dei film cult.
Da Se7en a Leon, ecco i vostri film preferiti come non li avete mai visti!

Il grande Lebowski

Fight club

Il silenzio degli innocenti

Se7en

Shining

Il grande Lebowski

American Beauty

Terminator

Lo scalino della metro di New York che fa inciampare tutti [VIDEO]

La labirintica Winchester House, la prigione Tuol Sleng, sono solo alcuni dei tanti posti maledetti che esistono al mondo. Luoghi di mistero, dove accadono incidenti, sparizioni o fatti inspiegabili. Da oggi, grazie al video di Dean Peterson, quella lista si arricchisce di un nuovo luogo: la scalinata della metro sulla 36esima strada di New York.

Sembra un’uscita delle metro come tutte le altre della Grande Mela, ma nasconde una maledizione: tutti quelli che salgono la scalinata inciampano o cadono. Una maledizione? Un fantasma? Niente di tutto questo, semplicemente un gradino è più alto degli altri di circa 30 millimetri.

L’arguto videomaker Dean Peterson ha smascherato il mistero con un video che sta facendo il giro del web. Non tanto per il gradino rialzato ma per le comiche scivolate e sbandate degli ignari passanti. Come insegna “Paperissima” non c’è niente di più divertente di vedere la gente cadere!

La morale di questa storia? A volte, nella vita, anche pochi millimetri fanno la differenza!

10 consigli per mantenere bassi i costi della tua startup

Uno degli eterni problemi delle startup è quello di poter fare affidamento su un budget iniziale molto ristretto e non importa che si tratti di risparmi propri, di love capital, di seed vari o di finanziamenti veri e propri, quello che conta di più è gestire al meglio queste risorse per il raggiungimento degli obiettivi.

Diventa quindi fondamentale avere le idee molto chiare e una disciplina ferrea su come spendere ogni singolo centesimo del budget e non incorrere nella tentazione di spese facili o nell’errore di spese sbagliate.
Ecco dunque una serie di consigli che ogni startup può seguire per diventare più efficiente e tenere il burn rate sotto controllo:

1) Lavorare da casa o in spazi di co-working

Evitare di predisporre da subito un ufficio vero e proprio dovendo sostenere costi di affitto, utenze, arredamento e attrezzature varie. Conviene, almeno inizialmente, rimanere molto flessibili e cercare di lavorare da casa, in aree di co-working apposite o addirittura nei locali e nelle biblioteche.

2) Non assumere nessuno, a meno che non sia strettamente necessario

Negli USA dicono “Don’t hire until you die” per indicare che il primo dipendente dovrebbe essere assunto solo quando i founder non riescono più a sostenere da soli la mole di lavoro. E anche quando decidete di assumere il primo dipendente lavorate con gli stagisti, questo assicura qualche mese in più di autonomia prima che i costi del personale diventino veramente alti.

3) Outsourcing, outsourcing, outsourcing!

Sfrondare la startup di tutte quelle attività che possono essere esternalizzate è un must per almeno due motivi: il primo è che si evita di fare subito investimenti che appesantiscono la struttura finanziaria dell’impresa e il secondo è che garantisce molta flessibilità, come ad esempio lavorare con freelance piuttosto che con dipendenti propri.

I vantaggi dell'outsourcing

4) Imparare da soli a svolgere alcuni lavori

Piuttosto che vedere qualsiasi attività della startup come un costo da sostenere, se non sapete fare qualcosa mettetevi sotto e imparatela. Mi riferisco in particolare alla realizzazione di siti web, alla SEO, al web marketing e ai lavori di grafica. Forse il risultato non sarà identico a quello di un professionista con esperienza decennale, però c’è sempre tempo per migliorare.

5) Negoziare sempre e comunque!

Ad ogni deal con qualsiasi fornitore è molto utile imparare a scomporre in parti modulari le offerte e ricomporle a seconda delle proprie necessità. Molti fornitori ragionano a compartimenti stagni, sta a noi rendere negoziabile e flessibile l’accordo secondo le nostre esigenze, non quelle degli altri.

6) Essere maniacali nei confronti dei costi

Come insegna la buona cultura IKEA, sui risparmi si può costruire un impero ed è per questo che non bisogna mai accontentarsi e cercare sempre di ridurre i costi il più possibile ogni volta che dobbiamo acquistare qualcosa che ci serve. Ad esempio può essere utile comparare sempre molti preventivi, nel caso di attrezzature è possibile comprarle usate e considerate sempre il Total Cost of Ownership.

7) Pagarsi uno stipendio basso

Se non si svolge un altro lavoro parallelo, stringere i denti e intaccare il budget della startup il meno possibile per le proprie spese personali. Se saremo bravi a far crescere l’impresa potremo gradualmente aumentarci lo stipendio in base ai risultati raggiunti.

8 ) Individuare tutti i driver di costo della propria startup

Quali sono i parametri che fanno aumentare o diminuire i costi variabili della tua startup? Che si tratti di quantità di prodotto, di feature di un software da sviluppare o quant’altro, bisogna indivuduarle e fare in modo che lo sviluppo del prodotto vada di pari passo con le possibilità offerte dal budget manovrando queste leve. A qualcosa bisogna pur rinunciare, se no che startup è? 🙂

9) Marketing low cost

Per prodotti e servizi web-oriented, fare leva su tutte le possibilità di marketing digitale a partire dalla promozione sui social network, all’aggiornamento di un proprio blog, all’email marketing, alle affiliazioni e quant’altro è fattibile su internet in maniera gratuita o comunque low-cost.
Con queste attività, seppur non paragonabili alle campagne di grandi aziende, siamo già in grado di farci un’idea della risposta del mercato e poi in base ai risultati abbiamo tutto il tempo per correggere il tiro e aumentare il budget.

10) Farsi sempre guidare dal principio di Pareto

Il principio di Pareto afferma che il 20% delle cause determina l’80% degli effetti ed è quasi universalmente applicabile. Quindi smettila di focalizzarti su tanti piccoli costi insignificanti, ma concentrati su quei pochi costi che assorbono l’80% del tuo budget.

Bonus: 11) Anticipa il più possibile il momento dell’incasso

Alcune startup sembrano quasi disgustate dal denaro, altre ancora delineano modelli di business che funzionano solo nei loro sogni. Siate concreti e pensate fin dal momento zero a come monetizzare con la vostra startup. Più tardi arrivano i soldi, se arrivano, e più vicino è il fallimento.

La prova che l'anima gemella esiste? È in un'infografica [VIDEO]

The proof that we are soulmates“, la dimostrazione che esiste l’anima gemella, attraverso ragionamenti matematici, statistiche e un dolce finale a sorpresa. L’idea è di Drake Martinet, giornalista per il “The Wall Street Journal”, che ha creato un’interessante infografica dedicata alla sua compagna, Stacy Green.

Spiega, attraverso un algoritmo, il motivo per cui lei non può che essere la sua anima gemella. Alla fine dei calcoli e delle spiegazioni, dichiara che lei è tutto ciò che desidera e le chiede “Vuoi sposarmi?

Il video sta girando ovunque ottenendo un risultato dolcissimo, grazie al contributo di Emanuele Colombo, il quale colpito dalla proposta bizzarra, ha creato una versione video! Ovviamente con il consenso di Drake.

Non è la più classica delle proposte di matrimonio, ma sicuramente ha fatto breccia nel cuore della sua amata e nelle anime romantiche del web.

I nuovi Targeted Status Update di LinkedIn per aggiornamenti "su misura"

Linkedin targeted status updates

LinkedIn ha annunciato qualche giorno fa una novità molto importante per tutte le aziende e i professionisti che si sono affidati a questo social per la propria comunicazione di business. La novità lanciata si chiama “Targeted Status Updates” e consiste essenzialmente nella possibilità di effettuare aggiornamenti di stato “mirati”, dedicati cioè a specifiche categorie di utenti. Ecco il video di presentazione della nuova opzione:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=iuDgan3s4d4′]

Come afferma sul blog ufficiale Mike Grishaver, responsabile del comparto “Pagine Aziendali” di LinkedIn, i nuovi Targeted Status Update permetteranno di incrementare la rilevanza delle conversazioni tra aziende e altri membri della community. L’opzione, sempre stando alle dichiarazioni di Grishaver, ha l’obiettivo di rendere più facile per i membri ricevere informazioni importanti provenienti dai profili aziendali che seguono. Contemporaneamente, le aziende saranno in grado di personalizzare la propria comunicazione dedicandola e pianificandola strategicamente in funzione del tipo di pubblico che vogliono raggiungere.

In questo modo, da un lato tutti i membri del social che ritengono utile seguire l’attività di un’azienda per i più svariati motivi (ricevere news, consultare offerte di lavoro, dati aziendali, eventi, ecc..) potranno continuare a farlo beneficiando di un maggiore engagement offerto dalla nuova opzione; dall’altro, ed è questo l’aspetto cruciale della novità offerta da LinkedIn, le aziende saranno in grado di impostare una comunicazione “business” come si deve. Nello specifico, ecco i parametri a disposizione dei gestori di account LinkedIn per costruire un post “su misura” per una determinata audience:

  • Dimensione dell’azienda
  • Tipologia dell’azienda
  • Professione
  • Età dell’utente
  • Ubicazione geografica dell’azienda o dell’utente

Ad oggi questa possibilità non è ancora estesa a tutte le aziende, ma presto potrà essere disponibile per tutti i profili. Una delle prime esperienze, citata nel blog ufficiale di LinkedIn, è quella di Philips, che avrebbe riscontrato un aumento del 106% nelle interazioni con i propri utenti, grazie al nuovo sistema di targeting offerto dai Targeted Status Update. Importante è infatti anche la possibilità offerta alle aziende di monitorare le statistiche sul successo di questa attività e dei post targetizzati tramite dati di riepilogo riassunti in una “insights page” dedicata agli amministratori degli account. Eccone un’anteprima:

Targeted status update Linkedin: gli insights

 

Non resta che attendere altri dati più specifici sull’impatto della nuova opzione sulla comunicazione business delle aziende su LinkedIn e valutare come ottimizzare al meglio i propri contenuti “targetizzati”!

Nike, 40 anni di duro sport al femminile [VIDEO]

Nike festeggia il 40° anniversario dedicato all’ingresso delle donne nel mondo dello sport e lo celebra con il film “Voices”. 4 storiche atlete, di diverse generazioni, raccontano il loro obiettivo comune: realizzare il proprio sogno attraverso lo sport, affrontando le numerose difficoltà.

Joan Benoit Samuelson, la prima medaglia d’oro femminile nella maratona alle Olimpiadi 1984 a Los Angeles. Lisa Leslie, ben 4 medaglie d’oro e pioniera della Wbna. Marlen Esperanza, una campionessa femminile nel mondo della boxe e membro del Women’s Boxing Team. Diana Taurasi, di origini italiane, 2 medaglie d’oro e ex Myp della Wnba.

Il video, realizzato da Wieden e Kennedy Portland, è stato lanciato sulla pagina Nike Women Facebook il 23 giugno e successivamente trasmesso da Espn e Abc Family.

Il film ha raggiunto un immediato successo, stimolando più di 15 mila tweet con l’apposito hashtag (#GameOnWorld e #MakeTheRules) e generando 6.3 milioni di impression, incrementando così le conversazioni sui social.

Oggi , come all’ora, il mondo dello sport ha le sue sfide e i suoi limiti. Loro li hanno superati con successo e vogliono essere fonte d’ispirazione per la nuova generazione di atlete: “play by your own rules”.